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Le perle e il filo

A Mario Torelli per i suoi settanta anni

Osanna Edizioni
QUI TU, CINTA DI BENDE, CIPRIDE, IN COPPE DORO, DELICATAMENTE VERSA IL VINO, NETTARE MESCOLATO PER LE NOSTRE FESTE

Indice

119

Caro Mario

113

SIMONETTA ANGIOLILLO

127

SABRINA BOLDRINI

133

PAOLO BRACONI

149

ANNAMARIA COMELLA

167

EMMANUELE CURTI

183

MARCO FABBRI

101

LUCIO FIORINI

117

SIMONA FORTUNELLI

135

MARCO GIUMAN

147

GIAN LUCA GRASSIGLI, MAURO MENICHETTI

177

MAURIZIO GUALTIERI

Qui tu, cinta di bende, Cipride, in coppe doro, delicatamente versa il vino, nettare mescolato per
le nostre feste
Un archeologo in biblioteca
Fornacalia, Sementivae e la semina primaverile del farro
Sul riuso dei rilievi votivi greci in Italia in epoca romana: il caso di Pompei
La Venere Fisica trionfante: un nuovo ciclo di iscrizioni dal santuario di Venere a Pompei
Le mura serviane dalle fonti letterarie alla documentazione archeologica
La pernice, Talos - Perdix e la seduzione della giovent. Viaggio allorigine di un immaginario
Mundus muliebris e ceto senatorio: alcune considerazioni su un sarcofago femminile con il mito di
Achille a Sciro
Il Dio Serpente. Alcune note sul culto attico di Zeus Meilichios
Lo scudo e lo specchio. Forme della catoptromanzia
La villa di Ossaia (Cortona, AR): limpianto di et tardo-repubblicana

QUI TU, CINTA DI BENDE, CIPRIDE, IN COPPE DORO, DELICATAMENTE VERSA IL VINO, NETTARE MESCOLATO PER LE NOSTRE FESTE

193

FRANCESCO MARCATTILI

223

CONCETTA MASSERIA

233

ATTILIO MASTINO

243

MASSIMO OSANNA
EPTAPYLOI THEBAI.

261

GIAMPIERO PIANU

275

ARTURO RUIZ

279

FRANCESCA SILVESTRELLI

301

STEFANO TORTORELLA

Cerere e il mundus del Circo Massimo


I boukoloi, Dioniso e lingresso di Eracle ad Atene. Una kylix di Pistoxenos da Orvieto
Il dibattito sullagor degli Italici a Delo: un bilancio retrospettivo fra ideologia e urbanistica
Le mura tebane da Omero a Pausania

LArcheologia sarda negli anni 70: problemi di metodo. Il caso delle statue di Monte Prama
A propsito de mi amigo Mario Torelli. Reflexiones y recuerdos de un alumno perifrico
La distribuzione della ceramica a figure rosse dei Pittori di Creusa, di Dolone e dellanabates
Processione trionfale e circense sulle lastre Campana

SIMONETTA ANGIOLILLO

SIMONETTA ANGIOLILLO

Qui tu, cinta di bende, Cipride, in coppe doro,


delicatamente versa il vino, nettare mescolato per le nostre feste*

A Mario, maestro e amico al quale


mi legano grandi debiti di riconoscenza e tanto affetto

Con queste parole evocanti festose immagini di simposi Saffo sembra mettere in crisi lopinione generalmente accolta secondo cui, a eccezione di alcuni
casi particolari legati a feste religiose come le Lenee,
il consumo pubblico del vino in Grecia fosse privilegio degli uomini1. Ora una recente acquisizione
aggiunge nuovi dati e impone di riesaminare il problema.
Nel 1996 stato rinvenuto, nel sito di Gmsay,
nella parte settentrionale della Troade, nella piana
del Granico, un sarcofago in marmo proconnesio,
datato allultimo ventennio del VI secolo, allo stato attuale il pi antico con decorazione figurata a
rilievo rinvenuto in Asia Minore2. Sulla fronte,
Neottolemo, aiutato da tre compagni, uccide
Polissena alla presenza di Nestore3 e di un gruppo
di donne piangenti (fig. 1); il compianto prosegue
sul lato corto, dove Ecuba, seduta sotto un albero,
e altre due donne si strappano i capelli in segno di
dolore.
Sugli altri lati il soggetto epico cede il posto a
scene relative alla defunta: sul lato lungo essa siede
su un trono, sostenuto da geni alati inginocchiati,
tenendo con la destra un uovo e con la sinistra un
fiore e riceve lomaggio di un numeroso gruppo di
donne che reggono vari oggetti una lira, un uovo,

un ventaglio e le recano in dono uno specchio,


una coppa piena di uova, un alabastron; nellaltra
met del fregio quattro guerrieri armati danzano al
suono del diaulos, di una cetra e di nacchere suonati da tre donne, sotto lo sguardo di tre compagne.
Segue, sul lato corto, una interessante scena di simposio.
Seduta su una kline, alla testa del letto, i piedi
poggiati su uno sgabello, una donna, avvolta in vesti leggere il chitone e un himation che le copre le
braccia fino al gomito e la testa, lasciando liberi i
capelli sulla fronte e visibili gli orecchini , intenta a conversare con una compagna che le sta davanti, quasi allestremit del letto (fig. 2); questa interamente coperta da un mantello di tessuto pesante,
che le racchiude la mano destra, scoprendo lavambraccio sinistro e i capelli sulla fronte. In piedi alle
sue spalle, dietro alla kline, una donna ha il capo
fasciato da un sakkos e indossa un abito stretto.
Dallaltro lato del letto sono altre due donne stanti:
la prima, avvolta da un mantello, tiene con la destra un uovo e con la sinistra una coppa, laltra, che
conclude la scena, porta uno stretto chitone
manicato e il sakkos, come la compagna allestremit sinistra del pannello, per, a differenza di tutte
le altre, ha una corta frangetta sulla fronte. Reca

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FIG. 1. SARCOFAGO DI GMSAY, SACRIFICIO DI POLISSENA (DA J.GRIFFITHS PEDLEY, ARTE E ARCHEOLOGIA GRECA, ROMA 2005)

una oinochoe e un oggetto che stato interpretato


come specchio4, ma che, per il tipo di manico,
ricurvo allestremit e forse anche configurato a
collo di cigno, richiama piuttosto un attingitoio5.
Tutti i personaggi hanno i piedi scalzi.
Anche a una prima osservazione, il monumento non pu non suscitare un vivo interesse per la
notevole qualit dellesecuzione, per il programma
decorativo, per il modo particolare di rappresentare uomini e donne. Queste sono in numero decisamente preponderante su entrambi i lati corti sono
presenti solo donne e figurano come protagoniste almeno in tre scene; i personaggi maschili sono
invece isolati in ambiti specifici: nellepisodio di
Polissena sono loro, detentori del potere di vita e
di morte, che sacrificano la giovane troiana, mentre nellomaggio reso alla defunta essi si limitano a
danzare alla musica suonata dalle ragazze, ma le vere
protagoniste di tutta questa raffigurazione sono le
donne. La decorazione fa dunque da specchio al
contesto nel quale era inserito il sarcofago: un tumulo contenente, allo stato attuale delle nostre conoscenze, oltre a quello di Polissena, solo un altro
sarcofago, non decorato ma ricco di prezioso corredo, destinato a una bambina6.
Degna di particolare attenzione appare la scena
simpotica. Nella documentazione figurata sino ad
ora nota si pu distinguere tra rilievi eroici7 e
raffigurazioni vascolari8: in entrambe le categorie la
presenza femminile sembra alquanto marginale ri-

14

spetto al ruolo centrale delluomo. Una maggiore


visibilit le donne sembrano godere nella ceramica,
ma in prevalenza si tratta di etere intente a suonare
il flauto o sdraiate sulla kline accanto al simposiasta,
talvolta impegnate in un rapporto sessuale9. Un
numero limitato di esemplari offre per un quadro
leggermente diverso. Su uno psykter a figure nere di
Tarquinia10 in mezzo ai simposiasti siedono tre donne, su sedie, con un kantharos in mano; sulla spalla
di uno stamnos del Pittore di Michigan raffigurato un simposio exceptionally attended by women
who are shown on equal terms with the men11 e
sui due lati di un epinetron attribuito dal Beazley al
gruppo di Golonos12 si trovano, rispettivamente,
una scena femminile di lavorazione della lana e
unimmagine simpotica i cui protagonisti sono un
uomo sdraiato sulla kline e una donna seduta accanto. Il diverso atteggiamento di queste figure rispetto a quello delle etere13 e lassociazione delle
due iconografie, lavori femminili e simposio, su uno
stesso oggetto, destinato per giunta ad aiutare le
donne nella lavorazione della lana, avevano fatto
supporre a J.-M. Dentzer che in questo caso nel
personaggio raffigurato si dovesse riconoscere la
moglie del simposiasta14.
Vi poi un gruppo di vasi nei quali la donna
diventa protagonista: cos sul famoso psykter di
Euphronios Sekline, Palaisto, Smikra e Agapa, sdraiate su klinai, nude, giocano al kottabos, suonano il
diaulos, bevono vino15 mentre sulla spalla di una
SIMONETTA ANGIOLILLO

idria di Phintias due donne, con il solo busto scoperto come nelliconografia maschile del simposio,
giocano anchesse al kottabos (fig. 3)16. Di contro
allopinione comune che si tratti di etere17, J.-M.
Dentzer preferisce considerarle femmes dun
certain rang, banquetant entre elles, comme leurs
homologues masculins18. E se possiamo nutrire
qualche dubbio che la prorompente nudit di Agapa
e delle sue compagne si confaccia a rispettabili
ateniesi, cos non per labbigliamento delle due
donne dipinte da Phintias, tanto pi che la decorazione principale del vaso rappresenta una lezione
di musica, dunque una scena di paideia.
Le donne a simposio di Gmsay si distinguono nettamente dalle loro sorelle presenti sia sui vasi
che sui rilievi greci. Certo, la destinazione funeraria
del rilievo fa s che in esso manchi il forte carattere
dionisiaco, laspetto erotico, la licenziosit di molte raffigurazioni vascolari; al contrario tutte le figure sono estremamente composte, misurate nei loro
gesti. Pi che partecipare a un rituale simposiaco,
le protagoniste sembrano quasi rendere omaggio alla
defunta, isolata al centro della scena, in una composizione non dissimile da quella del lato lungo19.
E rispetto alle stele, le nostre donne hanno, come
si gi detto, una inedita posizione di preminenza.
Che stiano prendendo parte a un simposio sembra
innegabile per la presenza di indicatori noti: la kline

su cui siede la protagonista con la sua compagna,


loinochoe e il simpulum portati dalla donna allestremit destra del rilievo. Figure principali sono indubbiamente le due donne sedute sulla kline, i piedi poggiati su un basso sgabello, assorte nel colloquio; pur trovandosi simmetricamente ai due capi
del letto, la maggiore importanza di quella di destra indicata dalla posizione (isolata, dalla parte
della testiera, con le gambe davanti a quelle della
compagna), dalla sia pur lieve maggiore altezza,
dallatteggiamento pi rispettoso dellaltra, che solleva la mano sinistra in un cenno di saluto e ha la
destra coperta dal mantello, come segno di rispetto. La figura allestremit destra del rilievo reca gli
strumenti necessari per il simposio, brocca e
attingitoio, mentre la vicina tiene con la destra un
uovo, elemento ricco di significati, per lo pi in
una prospettiva escatologica20 simbolo di nascita
e di rinascita, aspettativa di salvezza e con la sinistra una phiale.
Indipendentemente dalla questione di genere, numerosi sono i dettagli che allontanano questa raffigurazione dalliconografia usuale nei rilievi greci, a
cominciare dalla posizione delle due donne, entrambe sedute, con la deuteragonista portata verso il centro del letto, non allestremit come di norma sui
monumenti greci21. Insolita anche la composizione, che enfatizza il ruolo della protagonista pi per

FIG. 2. SARCOFAGO DI GMSAY, SCENA SIMPOTICA (DA SEVIN 1996)

FIG. 3. IDRIA DI PHINTIAS MONACO 2421 (DA ANGIOLILLO 1997)

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FIG.4. RILIEVO DI NINIVE (DA DENTZER 1982)

mezzo del suo isolamento che per la differenza delle dimensioni, attenuando la gerarchia delle proporzioni tipica dei rilievi greci22. Ne consegue che, pur
con una attenzione particolare alla defunta, le cinque donne sono tutte ugualmente protagoniste, tanto da creare qualche imbarazzo nellinterpretazione: sicuramente coppiera la donna con oinochoe e
simpulum, caratterizzata da una leggera veste aderente, manicata, dal sakkos e da una corta frangetta,
elementi che, tranne questultimo, ritornano nella
donna a sinistra suggerendo che anchessa faccia
parte della servit. Pi difficile il compito per la
seconda donna da destra, che, nonostante rechi una
phiale e un uovo, vestita come le donne sulla kline
e pertanto non sembra possa essere inserita tra i
servitori. Sui modelli greci accanto al coppiere, quasi
sempre un giovane uomo nudo23, si trovano invece
personaggi privi di attributi, qualcuno che accompagna un animale, pi raramente unancella con una
cassetta24.
piuttosto nellambiente orientale e microasiatico che troviamo corrispondenze con il banchetto
di Gmsay: nella tomba di Karaburun, a Elmal25,
il defunto circondato da servitori che recano svariati oggetti funzionali al banchetto: un ventaglio,
una coppa, unanfora, un attingitoio, un alabastron,
bende; sul sarcofago di Golgoi26 il coppiere tiene
una oinochoe e un simpulum, mentre su quello del
satrapo a Sidone27, i servitori indossano la stessa
tunica manicata delle fanciulle di Gmsay.

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Ma la maggiore corrispondenza mi sembra sia


da individuare proprio nella funzione della donna.
Sui rilievi greci la sposa siede accanto o sul letto del
marito, sempre in posizione marginale, senza partecipare al simposio; e se nella ceramica la situazione diversa, a essere attivamente partecipi della festa sono essenzialmente etere, tranne alcuni casi di
banchetti femminili sulla cui interpretazione, come
si gi visto, i pareri sono discordi.
Gi da epoca antica, lambiente orientale vede
al contrario una maggiore parit tra moglie e marito: in una situla mesopotamica i componenti di una
coppia di rango siedono, luno di fronte allaltra, ai
lati di un tavolo colmo di cibi28, mentre sul rilievo
di Ninive, che costituisce la pi antica testimonianza
di banquet couch, accanto al re Assurbanipal sdraiato sul letto, la sposa siede su un trono, portando
una coppa alle labbra29 (fig. 4). E passando allambiente anatolico, ancora una coppa tengono la donna velata e incoronata sulla stele di AksakalDaskyleion30 e la donna seduta alla destra del
simposiasta sul rilievo di demis, mentre sulla stele di avusky-Daskyleion il banchettante si volta
per porgere una coppa alla sposa31. Ci che pi colpisce in queste raffigurazioni non tanto il maggiore coinvolgimento della donna, la moglie del protagonista, quanto il suo essere ammessa al rito del
simposio e al consumo pubblico del vino, che, come
abbiamo visto, i Greci, pur senza un divieto esplicito, riservavano agli uomini32. Sono loro, i cittadiSIMONETTA ANGIOLILLO

ni, che riuniti nel simposio bevono il vino,


(Alc. fr. Z 43 Lobel-Page), specchio delluomo. al fuoco che gli esperti provano
loro e largento, il vino che mostra quale sia lo
spirito di un uomo afferma Teognide (499 s.) e in
seguito Ione di Chio Di lui (il vino) sono figli diletti i banchetti, la serenit, le danze: il vino re
mostra la natura dei nobili. O Dioniso di lui tu
padre, gioisci, tu che ti compiaci degli uomini
inghirlandati di fiori, signore dei simposi sereni:
concedi il tempo, tu che sovrintendi alle opere nobili, per bere, per scherzare e per concepire sentimenti giusti (Ion. fr. 89 Leurini). Il vino dunque
elemento centrale di un rituale di convivialit, il
simposio, essenziale per la societ greca perch rappresenta il luogo privilegiato in cui un gruppo ristretto, politicamente e socialmente solidale, si riunisce per esprimere la cultura aristocratica e trasmetterla ai pi giovani33. Non stupisce dunque non trovare nelle fonti letterarie accenni a una partecipazione femminile a questa cerimonia, a eccezione di
un passo dellAgamennone di Eschilo (v.244) in cui
il coro afferma che Ifigenia spesso cantava `

, negli andrones ospitali del padre, mentre nelle raffigurazioni vascolari


ampiamente attestata la presenza delle etere.
Contrastano fortemente con questo quadro le
raffigurazioni della sposa di Assurbanipal e delle
donne dei rilievi di Aksakal-Daskyleion, di demis
e di avusky-Daskyleion, ma contrasta anche il
simposio di Gmsay, nel quale la presenza della
oinochoe e del simpulum testimonia senza incertezza che si far uso di vino34 e dove, con altrettanta
certezza, possiamo affermare che la protagonista e
almeno la compagna seduta accanto a lei godono di
una elevata posizione sociale35. Tutti questi monumenti ci documentano una tradizione sconosciuta
in Grecia, per lo meno in et classica, ma nota per
la Persia anche a Erodoto, che sottolinea la differenza di abitudini in uso alla fine del VI secolo in
quella nazione e in Macedonia, e potremmo dire
anche in Grecia (V 18, 1-3):

Dunque, i Persiani inviati ad Aminta, una volta giunti,


arrivati al cospetto di Aminta, chiedevano terra e acqua per il re Dario e questi le concedeva e li invitava
per i doni ospitali e, dopo aver fatto preparare uno
splendido banchetto, riceveva amichevolmente i Persiani. Come ultimarono il banchetto, i Persiani dissero brindando: Ospite macedone, da noi Persiani c
lusanza che quando prepariamo un gran banchetto,
allora anche le concubine e le legittime consorti siano
condotte come commensali. Tu dunque, poich ci
hai accolto benevolmente, e grandemente ci onori
come ospite e dai al re Dario terra e acqua, segui la
nostra usanza. Al che rispose Aminta: O Persiani, da
noi non c questa usanza, ma si usa che gli uomini
siano separati dalle donne. Ma poich voi siete i nostri
padroni e questo desiderate, anche questo vi sar concesso. Detto ci, Aminta mandava a chiamare le donne, le quali, quando furono chiamate e vennero, si sedevano in ordine di fronte ai Persiani.

Erodoto (I 173, 4) d anche una interessante informazione su un altro popolo dellAnatolia, i Lici:
Hanno (i Lici) usi in parte cretesi ed in parte carii;
questo solo uso loro tipico e in ci differiscono
da tutti gli altri uomini; prendono nome dalle proprie madri e non dai padri. Nonostante linterpretazione del passo sia controversa, oscillando tra
il riconoscimento di una attestazione di matriarcato
e lipotesi di una diceria malevola diffusa tra le
popolazioni vicine e priva di fondamento36, colpisce il fatto che questa notizia possa essere accostata
a quella sopra ricordata e trovi quasi una conferma
in un altro racconto erodoteo (I 8-12), relativo al
violento passaggio dinastico da Candaule a Gige. Il
re Candaule, ritenendo la moglie Tudo la pi bella
delle donne, volle costringere il proprio aiutante
Gige a penetrare di soppiatto nella stanza da letto
in modo da poter vedere nuda la regina e rendersi
conto della sua bellezza. Tudo, accortasi del tranello di cui era stata vittima e ritenendosi cos insultata dal re, impose a Gige di vendicarla uccidendo il
marito e di prendere il posto di questi sul trono:
Delle due strade che ora ti si presentano, ti do la
scelta, Gige, di prendere quella che vuoi: o uccidi
Candaule e hai me e il regno di Lidia; oppure devi
morire subito, perch tu, per il futuro obbedendo
in tutto a Candaule, non veda ci che non devi37.

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Di fronte alla vigliaccheria di Candaule, Tudo


prende in mano la situazione pianificando la propria vendetta e la successione dinastica, che risulta
legittimata proprio dalla sua presenza, come, in seguito il passaggio da Serse a Dario sar garantito
dalla regina Atossa38. Tutti racconti che tendono ad
accreditare lidea di una pi attiva partecipazione
femminile alla vita, anche pubblica, tra diverse popolazioni dellAsia minore.
Sulla base di questi passi potremmo dunque spiegare le peculiarit riscontrate sui vari rilievi con la
differenza culturale e sociale tra mondo greco e
mondo orientale, nelle sue numerose manifestazioni, nel tempo, fino ad arrivare ai Persiani. Ma il
sarcofago di Gmsay rende la situazione pi complessa per la sua provenienza da una localit nella
Troade a non grande distanza da Assos e Sigeo, da
unarea dunque che punto dincontro tra mondo
greco e mondo frigio; inoltre sia il linguaggio formale che i soggetti rappresentati (sacrificio di Polissena,
simposio) rimandano a modelli ormai tradizionali
nel mondo greco. Non dunque possibile liquidare
il problema riferendo il sarcofago a un ambiente culturale non greco e facendo ricorso alle differenti tradizioni orientali: il sito anonimo cui appartiene il
tumulo si trova in Asia Minore, in unarea politicamente sotto il controllo dei Persiani, e prima ancora
dei Lidi, nella quale peraltro sorgono poleis greche,
in unarea di contatto tra la cultura greca e quella
lidia, e poi persiana39, dove si creano fenomeni di
interazione e di prestiti reciproci. Quindi, per tornare al nostro sarcofago, esso il frutto degli scambi tra
la cultura greca e quella anatolica, scambi
plasticamente evidenziati dai rilievi: cos nel sacrificio di Polissena, accanto a un linguaggio artistico
squisitamente greco, a un soggetto tratto dal ciclo
troiano e a una iconografia gi attestata, almeno nella sua parte essenziale, su unanfora tirrenica di Londra40, troviamo il tumulo di Achille coronato da una
grossa sfera analogamente a come si presentava la
tomba di Aliatte, padre di Creso41.
Abbiamo notizia anche di altre espressioni di
questa cultura microasiatica, che sembrano ricono-

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scere alla donna una posizione non marginale.


Quando Pitagora, lasciata Samo, inizi la sua attivit a Crotone, ... tenne discorsi educativi adatti ai
giovani ... ai ragazzi ... alle donne; e una adunanza
di donne fu istituita. Per questi fatti di molto crebbe la sua fama e molti divennero adepti dalla citt
stessa e non solo uomini, ma anche donne, di cui
almeno una, Teano, si fatta un nome famoso
(Porph. V. Pyth. 18). Pur esortando le donne
pitagoriche a rispettare gli ambiti che loro competono, cio quello familiare, la filosofa Teano costituisce un importante tramite per la trasmissione del
sapere pitagorico42, scrive opere per difendere la giusta interpretazione del pensiero di Pitagora e trasmette questo pensiero alle allieve. Teano, come le
altre filosofe pitagoriche delle cui opere si sono
conservati brani, rivendica limportanza della educazione e della saggezza anche per le donne, e questo in una societ e in unepoca in cui il sapere femminile era tuttaltro che apprezzato43.
E arriviamo cos a unaltra grande figura femminile, quella di Saffo44. Nonostante le differenti interpretazioni del suo ruolo maestra di una scuola
per ragazze, donna che presiede un gruppo femminile dedicato alla preparazione al matrimonio delle
fanciulle, istruttrice di cori femminili45 resta il
fatto che ella animava un gruppo di donne, forse
destinato a una iniziazione, che questo gruppo costituiva il principale destinatario della sua poesia e
che in questa poesia si individuano elementi caratteristici di una poetica del simposio: lattacco a
unavversaria, o alle famiglie avversarie, i riferimenti
alla vita politica, lespressione delle pene damore.
Ritroviamo dunque nella poesia di Saffo temi e motivi caratteristici della lirica coeva di Alceo e
Alcmane, indirizzati a gruppi socialmente e culturalmente omogenei e solidali, ma in questo caso si
tratta di un gruppo di donne. Per usare unespressione di A. Aloni, i suoi versi indicano la partecipazione totale di Saffo, almeno come poeta, alla vita
complessiva della sua gente e della sua citt. Poeta
tradizionale in una societ tradizionale46, Lunica
differenza, assolutamente non secondaria, che
SIMONETTA ANGIOLILLO

Saffo fu una donna47.


Abbiamo dunque riunito un piccolo ma coerente
dossier, nel quale rientra anche la scena simpotica
di Gmsay, che ci permette di ricostruire, per il
periodo arcaico, una societ greco-lidia e greco-persiana, in cui, sulle orme dei grandi imperi orientali,
alla donna, almeno in ambiti sociali elevati, era riservato un ruolo meno marginale di quanto non si
supponga per la Atene di et classica48.
Proviamo ora a riprendere in esame le raffigurazioni vascolari anomale e discusse, lo psykter a figure nere di Tarquinia, lo stamnos del Pittore di
Michigan, lepinetron del gruppo di Golonos e soprattutto lo psykter di Euphronios e la idria di
Phintias. proprio cos sicuro che Sekline, Palaisto,
Smikra e Agapa e le due donne che giocano al
kottabos, i fianchi avvolti in un mantello, siano etere? A me sembra che tale interpretazione finora
abbia prevalso49 perch si dato un peso eccessivo
alle testimonianze letterarie, di contro a quelle
archeologiche, senza contestualizzarle nel loro tempo, perdendo una prospettiva storica, trascurando
la documentazione figurata o comunque costringendola in una lettura per la quale ci si avvalsi di
strumenti impropri, perch provenienti da contesti politici e sociali diversi. Lo stesso atteggiamento
ha portato alla incomprensione anche di altre
iconografie vascolari attestate negli ultimi decenni
del VI secolo: quella raffigurante donne al bagno e
quella con donne alla fontana50. Si arrivati addirittura a chiedersi, come fa E. Keuls a proposito di
questultima scena, How can this be reconciled
with our conception of the oriental seclusion of
the Athenian women?51 e a proporre una serie di
ipotesi, che cio sia rappresentato un rituale religioso52; oppure che le protagoniste siano etere53, o
che le fontane si trovassero in luoghi proibiti agli
uomini54 o infine che queste donne appartenessero
a una societal grey zone: perhaps their husbands
or fathers are metics 55. Tutte ipotesi tendenti a eliminare lunica a mio avviso ben fondata, che cio
si tratti effettivamente di una scena di vita quotidiana, come suggeriscono la lettura di Hdt. VI 137,3,

la collocazione cronologica delle idrie cos decorate e la presenza, in alcuni esemplari, di iscrizioni
che qualificano ledificio come o
e che al sorgere e al subitaneo successo di
questa iconografia non possa essere considerato
estraneo lallestimento della Enneakrounos da parte dei Pisistratidi56.
Quando P. Vidal-Naquet afferma che la citt
greca, nel suo modello classico, si definiva attraverso un duplice rifiuto, rifiuto della donna (la citt
greca un club di uomini) e rifiuto dello schiavo
(essa un club di cittadini)57, precisa appunto che
la citt greca un club di uomini nel suo modello
classico.
Del resto anche lanalisi delle dediche dellacropoli di Atene documenta nel passaggio dal periodo
arcaico a quello classico una interessante evoluzione nelle abitudini: di contro a nove iscrizioni anteriori al 480 nelle quali lofferta fatta da una donna a proprio nome senza che venga menzionato
alcun parente di sesso maschile, negli anni successivi padri e/o mariti sono normalmente citati58.
Quelle donne alle quali nei decenni precedenti era
riconosciuto il diritto di agire per conto proprio,
ora devono essere definite attraverso le relazioni parentali.
Alla luce della documentazione esaminata, mi
sembra che non si possa non concludere che la situazione della donna ad Atene deve essere stata
molto pi sfumata e articolata di quanto in genere
non si consideri e che lesame che abbiamo fatto
della situazione greco-orientale fornisca anche una
chiave per comprendere meglio gli avvenimenti
ateniesi.
Tutte, o la maggior parte delle raffigurazioni nelle
quali la donna presentata al di fuori delle stanze a
lei riservate nelloikos e impegnata in attivit diverse da quelle tradizionalmente a lei assegnate sono
collocabili cronologicamente nella seconda met o
negli ultimi decenni del VI secolo, cio nellet di
Pisistrato e dei Pisistratidi, periodo al quale appartiene anche il sarcofago di Gmsay. Sono bene
attestati gli stretti rapporti tra il tiranno di Atene e

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i suoi colleghi di area ionica (Policrate a Samo,


Ligdami a Nasso): dallaiuto di Ligdami a Pisistrato
nella battaglia di Pallene e successivamente dal sostegno dato da Pisistrato a Ligdami per conquistare
il potere a Nasso, alla ripresa dei grandi dipteri ionici
nellOlympieion di Atene, alla presenza presso le
corti di Atene e di Samo di poeti come Anacreonte
e Simonide59. Atene diventa un centro culturalmente
molto vivace, ricco di personalit di varia provenienza, tra di esse molti artisti greco-orientali60, la
cui presenza segna fortemente la produzione attica
contemporanea. Il carattere cosmopolita della citt
non si riflette solo sul suo linguaggio artistico, ma
condiziona anche vari aspetti della vita sociale, concorrendo in maniera determinante allimportazione di beni di lusso orientali o alla loro imitazione.
Ne fanno fede la presenza, sui vasi attici, di simposiasti con il capo coperto dalla kidaris, berretto di

20

tradizione persiana, e il rinvenimento ad Atene di


phialai e di rhyta di tipo orientale61.
allora troppo azzardato pensare che accanto a
talune tecniche, a iconografie e stilemi di tradizione ionica pi o meno accentuati sia arrivata ad Atene anche una concezione della donna diversa da
quella che prevarr poi nel V secolo? Una concezione che le riconosceva il diritto di partecipare ad
alcuni momenti della vita sociale insieme con il
coniuge o con le proprie compagne e che potrebbe
spiegare quelle iconografie anomale che tante difficolt finora hanno creato. vero che le fonti letterarie, nella stragrande maggioranza di et posteriore al VI secolo e scarsamente interessate alla condizione femminile, sono caratterizzate da una notevole povert di testimonianze, ma quelle archeologiche permettono di restituire un quadro pi completo ed equilibrato62.

SIMONETTA ANGIOLILLO

NOTE

* Sapph. fr.2, 13-16 Voigt.


1
Cfr. Pfisterer-Haas 1992, Frontisi-Ducroux 1998, 94-96; si veda anche Aloni 1997, LXXIII, che sostiene la totale
assenza del vino nella poesia di Saffo, nonostante la presenza gi nei versi in epigrafe del verbo .
2
Sevin 1996, Gilotta 1998, Schmitt Pantel-Lissarrague 2004, Gr. 250.
3
Schwarz 2001, 36 ritiene invece si tratti di un troiano, Anchise.
4
Cos Sevin 1996, 262.
5
Si vedano Kaeser 1992, fig. 8.5 (mestolino in bronzo da Seres, Macedonia); Pfisterer-Haas 1992, fig. 53.2 (skyphos
Malibu S.80.AE.304); Gossel-Raeck 1992, fig.35.1c, Hoesch 1992, fig. 38.4 (cratere di Euphronios Monaco 8935); Vierneisel
1992, figg. 41.6-7 (pelike Bonn Akademisches Kunstmuseum 574 e coppa Essen, Museo Folkwang A 169) nonch Lissarrague
1989, figg. 77 s. Come simpulum interpreta la raffigurazione anche Massa-Pairault 2006, 217.
6
Sevin-Rose 1999; questa deposizione datata alla met del V secolo.
7
Sui quali si vedano Dentzer 1982 nonch Thnges-Stringaris 1965.
8
Esaminate in particolare da Peschel 1987.
9
Cfr. Peschel 1987, nn. 1-10, 28-29, 35, 37-41, 48-72 e passim.
10
CVA Tarquinia MN 2, III H, tav. 2,2-3.
11
Vickers 1988, 85 s., fig. 30 = Oxford 1965.97 (gi Northwick Park Spencer-Churchill = ABV 343,6).
12
Londra B 598 (ABV 480,2).
13
Si vedano ad esempio il cratere Louvre Cp 12291 e lanfora Louvre F 2, entrambi a figure nere, o le coppe a figure
rosse, databili gi nel V secolo, New York 20.246 (ARV2 467,118) di Makron e Londra E 68 (ARV2 371,24) del Pittore di
Brygos, nonch Anacr. frr.13 e 48 Gentili.
14
Cfr. Dentzer 1982, 124 s.
15
Leningrado B 1650 (ARV2 16,15 = Euphronios n.33, 170-173).
16
Monaco 2421 (ARV2 23,7). Altri casi in Peschel 1987, nn. 11-27, 42-47.
17
Per questa interpretazione si vedano Peschel 1987, 27-81 e Reinsberg 1989, 112-114.
18
Dentzer 1982, 123 s.
19
Al contrario Massa-Pairault 2006, 217 ritiene che la defunta sia la donna seduta alla nostra sinistra e interpreta laltra
come la stessa dea Afrodite, presente in qualit di mater thiasi che introduce la giovane nella propria heteria. Non differente
comunque linterpretazione generale della scena come allusione a un simposio femminile.
20
Cfr. Bottini 1992, 64 ss.; si ritrova la raffigurazione di uova per esempio sui rilievi Dentzer R 69, da AksakalDaskyleion, Dentzer R 373 ad Atene e su una parete della Tomba del Tuffatore.
21
Di tutte le stele esaminate da Dentzer 1982, solo nella R 349 la compagna del banchettante siede verso il centro del
letto (R 349, 384, fig.594, greco-orientale di provenienza ignota, conservata al museo di Istanbul, datata alla seconda met
del III sec. a.C.).
22
Cfr. Dentzer 1982, passim. Sulle stele pi vicine cronologicamente al nostro monumento - R144, 260, 286, 316
Dentzer 1982, 257 s., ritiene che le ridotte proporzioni rispecchino let adolescenziale del coppiere.
23
Per un caso di donna coppiera, v. Dentzer 1982, R471.
24
Dentzer 1982, R97, 99, 103, 121, 154, 165, 195, 201, 229, 239, 240, 244, 246, 268, 277, 284, 295, 333, 344, 394, 402,
490, 510; R471 (coppiera), R313, 349, 455, 466 (ancella con cassa).
25
Datata ca, al 470 a.C., cfr. Dentzer 1982, R34, Mellink 1988.
26
Prima met del V secolo, Dentzer 1982, R6.
27
Dentzer 1982, R5.
28
IX-VIII secolo: Dentzer 1982, 47, fig. 61.
29
VII secolo: Dentzer 1982, 58-69, figg. 89-91.
30
Daskyleion una delle capitali satrapiche.
QUI TU, CINTA DI BENDE, CIPRIDE, IN COPPE DORO, DELICATAMENTE VERSA IL VINO, NETTARE MESCOLATO PER LE NOSTRE FESTE

21

Stele di Aksakal-Daskyleion, fine VI o di poco posteriore: Dentzer 1982, R69, 271-276, figg. 334 s.; rilievo di
demis, inizi V: Dentzer 1982, R62, 265-26, fig. 318; stele di avusky-Daskyleion, fine V: Dentzer 1982, R68, 277-279,
figg.332 s. Su tutte cfr. Noll 1992.
32
Si veda sopra alla nota 1.
33
Sul simposio e sul suo significato nella societ greca si vedano soprattutto Dentzer 1982, 429 ss., Lissarrague 1989,
Schmitt-Pantel 1990, Murray 1990, Schmitt-Pantel 2001, Schmitt Pantel-Lissarrague 2004.
34
Un fatto questo garantito e ribadito dalla presenza nel corredo del secondo sarcofago rinvenuto nel tumulo di un
simpulum e di una phiale dargento: Sevin-Rose 1999.
35
Nach den Themen zu urteilen war der Sarkophag zweifellos die lezte Ruhesttte einer kleinasiatischen Frstin,
Schwarz 2001, 35; per Massa-Pairault 2003, 196 la defunta potrebbe essere la regina di una citt indigena ellenizzata.
36
La citazione in Asheri 1988, 366, cui si rinvia anche per le altre interpretazioni.
37
Hdt. I 11, 2 (trad. V. Antelami).
38
Cfr. Beltrametti 1997.
39
Si vedano in merito Boardman 1986, Mazzarino 1989, Ragone 1996, Corsaro 1997, Boardman 2000 e cfr. MassaPairault 2003,194 ss.
40
Cfr. Schwarz 2001, 37, tav. 9,1.
41
Cfr. Boardman 2000, 37.
42
Montepaone 1999, 203-225.
43
Si veda in merito Jufresa 1995.
44
Su cui si veda Aloni 1997.
45
Aloni 1997, XXII ss.
46
Aloni 1997, LXXV.
47
Aloni 1997, XLVII.
48
E possiamo forse, ampliando larco cronologico, comprendere in questo dossier anche la figura di Aspasia nata a
Mileto, amata da Pericle e ammirata da Socrate, definita ` ` da Plut. Per. 24: cfr. Loraux 2001.
49
Per interpretazioni differenti si vedano Dentzer 1982, 123 ss., Angiolillo 1997, 116-124.
50
Cfr. Angiolillo 1997,117-122.
51
Keuls 1983, 33.
52
Diehl 1964, 128-133, Simon 1983, 99.
53
Webster 1972, 62.
54
Ma come spiegare le scene in cui uomini disturbano le donne alla fontana (hydria Roma Vat. 427 = ABV 397,31), o
attingono essi stessi lacqua (hydria Roma Vat. 417 = ABV 384,26)?
55
Keuls 1983, 33.
56
Cfr. Angiolillo 1997, 117-121.
57
Vidal-Naquet 1988, 194.
58
Raubitschek 1949, 465, nonch Dillon 2003, 14 ss. e De Bartolo 2004.
59
Angiolillo 1997, 209 ss.
60
Si veda Angiolillo 1997, 153 ss., 173 ss., 216 s.
61
Miller 1991.
62
Del resto si stanno facendo strada nuovi orientamenti nella ricerca sulla posizione della donna anche in epoca
classica: cfr. Frontisi-Ducroux 2004. Recenti studi stanno mettendo in dubbio anche alcuni punti fermi: il divieto per le
donne di bere vino (cfr. Villard 1997, Ford Russel 2003), o quello di fare sacrifici cruenti (cfr. Kron 1992 e Schmitt-Pantel
2001). Eccessiva e poco convincente pare ad ogni modo la posizione di Keuls 1983 e di Williams 1983; cfr. anche Cohen
1989 e Richter 1971.
31

22

SIMONETTA ANGIOLILLO

ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE

ABV
Aloni 1997
Angiolillo 1997
ARV2
Asheri 1988
Beltrametti 1997
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Boardman 2000
Bottini 1992
Cohen 1989
Corsaro 1997
De Bartolo 2004
Dentzer 1982
Diehl 1964
Dillon 2003
Euphronios
Ford Russel 2003
Frontisi-Ducroux 1998
Frontisi-Ducroux 2004

Gilotta 1998
Gossel-Raeck 1992
Jufresa 1995

Hoesch 1992

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23

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Keuls 1983
Kron 1992
Lissarrague 1989
Loraux 2001
Massa-Pairault 2003

Massa-Pairault 2006
Mazzarino 1989
Mellink 1988

Miller 1991
Montepaone 1999
Murray 1990
Noll 1992
Peschel 1987

Pfisterer-Haas 1992
Ragone 1996
Raubitschek 1949

Reinsberg 1989
Richter 1971
Schmitt-Pantel 1990
Schmitt-Pantel 2001

Schmitt Pantel-Lissarrague 2004


Schwarz 2001
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