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Bollettino informativo della Comunit Parrocchiale

S. Alfonso Maria de Liguori - Castello di Monteleone

Via Castel Belvedere, 323


80016 Castello di Monteleone - Marano di Napoli (NA)
tel. e fax 081 57.63.214 - email: parrocchiamonteleone@gmail.com

Dicembre 2014
Sommario
In occasione del Santo Natale mi piacerebbe condividere con voi questa riflessione e
augurare a voi e alle vostre famiglie un Sereno e Felice Natale.
Dal libro Ges Zero di Paolo Curtaz.
Chi mi conosce e mi legge da tanti anni lo
sa bene: Natale una festa che non sopporto. Mi suscita prurito, mi inquieta, mi mette di
malumore. Capiamoci: non il Natale del Vangelo, quello che stiamo per meditare. Non
sopporto laltro natale, quello tarocco, quello
rassicurante e mieloso, pieno di (finti) buoni
sentimenti, quello dopato per far spendere la
tredicesima, quello che suscita unimmensa
tristezza in chi vive situazioni di solitudine o di
fatica affettiva.
Natale ormai una festa di compleanno in
cui ci si dimentica di invitare il festeggiato. Col
passare degli anni vedo che sempre di pi il
Natale vero dimenticato, abbandonato.
Meglio un Natale tradizionale, con qualche
apertura alla modernit e politicamente corretto. []
A rileggere bene i testi del Vangelo, capisco che sono troppo destabilizzanti per non
suscitare qualche inquietudine. Siamo onesti:
non abbiamo fatto una gran bella figura in
quel primo Natale. Il messaggio soggiacente
ai racconti di Luca e di Matteo espresso
bene da Giovanni: la luce viene, ma le tenebre non lhanno accolta (cfr. Gv 1,5).
Dio viene, ma lumanit non se n accorta. Il Natale ribalta la concezione moderna
dellassenza di Dio: luomo a essere assente,
non Dio. Capisco,
allora, che col
passare dei secoli
si sia aggiunto
zucchero a tanta
urticante
verit.
Quel
bambino,
che i fratelli ortodossi non esitano
a
rappresentare
avvolto nel sudario, segno di
contraddizione,
da subito il
crocifisso. Ecco il
vero volto di Dio:
un Dio inerme,
donato, bisognoso
di tutto, come

fragile e bisognoso un neonato. A me quel


bambino non suscita tenerezza: mi inquieta.
[]

Monteleone in visita al Duomo di Pozzuoli

Dio viene, ma molti non se ne accorgono,


altri rifiutano la sua venuta, pochi lo accolgono. Tra quanti lo rifiutano Luca pone il grande
Cesare Augusto, che deve contare i suoi sudditi per ragioni fiscali. Egli possiede limpero,
le vite gli appartengono, anche quella di Dio.
Cesare assomiglia ai tanti imperatori che ancora vivono in mezzo a noi, alle multinazionali,
ai grandi responsabili delle istituzioni, a chi
esercita un potere e si prende per Dio. Ancora
oggi Dio viene sottomesso e censito da quanti
pensano di possederlo, di annoverarlo tra le
proprie file. Lui, linconoscibile, trattato
come un suddito.

Aiutare il prossimo

Memo, appuntamenti ed informazioni

Introduzione alle fiabe

La piccola fiammiferaia

Breve storia del Presepe

Un tempo di grazia sciupato ...

La festa dellImmacolata

Anno pastorale 2014

La brava gente di Betlemme non se la


sente di accogliere una donna partoriente
(come dar loro torto!): la citt brulica di persone scese per il censimento, laffitto delle
camere rende bene, meglio evitare scocciature. Alla fine solo qualcuno dei parenti di Giuseppe, inteneritosi, offre agli stremati coniugi
di Nazareth il sottoscala della casa, l dove
sono custoditi gli animali necessari alla sopravvivenza, perch il piano alto occupato
da altri parenti giunti a Betlemme per il censimento. Cos Dio nasce in una mangiatoia.
Mi hanno sempre fatto riflettere i bravi
abitanti di Betlemme. Brava gente, bravissima, che va a Messa la Domenica e firma l8x1000 alla Chiesa Cattolica, ma che non riesce
a riconoscere nel volto del viandante e dello
straniero il volto di Dio.
Dio viene: nel
nascondimento,
nella povert, nel
disagio di nascere
in una citt straniera.
Me lo vedo,
Giuseppe,
che
cerca disperatamente un luogo
per fermarsi e che
deve lui, spaventato a morte
rassicurare la
sua piccola Maria.
Sin dallinizio Dio
non vuole privilegi,
accetta
di

Giorni Feriali

18:30

Giorni Festivi

09:00 11:00 18:30

vivere tutti i rischi e le fatiche dellessere


uomo, senza eccezioni. []
Maria e Giuseppe accolgono linaudito di
Dio nella loro vita senza porre condizioni; la
loro vita viene scavata, arata, continuamente
messa alla prova. Il loro atteggiamento ci
proposto come modello di discepolato, come
percorso di conversione.
Luca, nel racconto dellinfanzia, ci dice per
due volte che Maria, da parte sua, conservava
tutte queste cose meditandole in cuor suo (Lc
2,19; 2,51). Davanti al mistero della vita e
della presenza di Dio, il modo migliore per
coglierne lampiezza la riflessione interiore,
la meditazione, come fa Maria. []
Oggi, nella citt di Davide, nato per voi
un Salvatore (Lc 2,11). Non per i bravi ragazzi che se lo meritano, non per i devoti che
gi possiedono Dio, ma per i perdenti senza
giustificazione, per gli sconfitti della storia,
per i per sempre bastonati, per i miseri e gli
umiliati, per i peccatori. Che notizia straordinaria! [.]
Se vi dicessi che Dio viene a premiare i
buoni, che buona notizia sarebbe? Che novit
sarebbe?
Da subito Dio scardina i nostri luoghi comuni, anche quelli religiosi. Dio viene proprio
per chi non se lo aspetta.

Sabato 8 novembre 2014 la comunit


parrocchiale di Monteleone, accompagnata dal parroco don Marco, si recata
a far visita alla Basilica Cattedrale di
Pozzuoli, nel rione Terra, e alla non meno
importante Chiesa di San Raffaele, poco
distante, per riscoprire le ricchezze
culturali e spirituali della Diocesi di Pozzuoli.

E stato un giorno memorabile per la


Comunit della Chiesa di SantAlfonso
de Liguori, che, mossa da sincero entusiasmo e da autentico fervore religioso,
si avvicinata a conoscere la Chiesa di
San Raffaele, notevole rifugio spirituale
ed autentico scrigno di gioielli darte.
Classico esempio del
Barocco settecentesco,
la Chiesa ha suscitato
linteresse e lattenzione
di tutto il gruppo. Ha
colpito e suscitato commozione la magnificenza
delle opere pittoriche
del maestro puteolano
Giacinto Diano: le figure
rappresentate nei suoi
dipinti sono cos realistiche che sembrano
possedere proprie capacit di movimento. Non minore attrazione ha prodotto
limponente organo a canne della Chiesa,
di inestimabile valore.
Le emozioni non sono finite qui per la
gente di Monteleone, che ha continuato
instancabile il suo itinerario verso la
Basilica Cattedrale nel Rione Terra. La
Basilica, motivo di vanto per la Diocesi di
Pozzuoli, dopo lunghi lavori di restauro
durati oltre venticinque anni, lo scorso
undici maggio 2014 ha riaperto le porte

al culto cristiano. I fedeli di Monteleone al loro arrivo sono rimasti estasiati dalla sua bellezza. La cattedrale, di
origini assai remote, fu costruita sui
resti di un antico tempio di Augusto.
Per la particolarit della conformazione e della sua collocazione nel contesto storico-artistico-culturale crea
unatmosfera che d vita a quel filo
straordinario che lega il
presente al passato, un immediato ritorno al Cristianesimo primitivo, con il richiamo a San Paolo e al suo
sbarco a Pozzuoli. Lattenzione dei fedeli si soffermata sul soffitto della Cattedrale, sul quale un sapiente gioco di luci riproduce
lesatta disposizione delle
costellazioni cos come apparvero nella notte dello
sbarco di Paolo. Grazie allapporto di due esperte guide, sono stati illustrati in modo minuzioso le diverse gemme del patrimonio
storico-culturale di questo prezioso
bene della Diocesi puteolana, cui il
gruppo di fedeli in visita si onora di
appartenere.

Mi chiamo Maria e faccio parte di


questa comunit parrocchiale e da circa
due anni sono nel gruppo Caritas. Insieme con le mie sorelle in Cristo, Rosaria,
Gabriella e Carmela aiutiamo i fratelli
extracomunitari, ogni gioved distribuiamo dei viveri quanto poco per le loro
esigenze. Al mattino presto andiamo a
prendere il pane che ci viene donato
dalla signora Caterina, a cui va il nostro
ringraziamento, ad esso aggiungiamo
qualche pacco di pasta e ci che la provvidenza pu donarci. Con il vestiario
usato che le persone della parrocchia
donano, lo dividiamo per consegnarlo in
modo che possono avere qualche ricambio. Durante linverno cerchiamo anche
di fornire delle coperte, affinch il gelo e
la solitudine non li emargini sempre di
pi.
Carissimi, stiamo vivendo dei momenti bellissimi con loro, perch come ci
insegna il libro degli Atti vi pi gioia
nel dare che nel ricevereAt 20,35. Ges
dice ho avuto fame e mi avete dato da
mangiare, ho avuto sete e mi avete dato
da bere, ero straniero e mi avete accolto,
nudo e mi avete vestito In verit io vi
dico: tutto quello che avete fatto a uno
solo dei miei fratelli pi piccoli, li avete
fatto a me. Mt 25,35-36.40
Fratelli ringraziamo il Signore che ci
ha fatto dono di questo servizio perch
la felicit aiutare il tuo prossimo e come dice Madre Teresa di Calcutta non
importa quanto si d ma quanto amore
si mette nel dare, ognuno nel suo piccolo cerca di mettere un po damore.
Maria Minichino

A conclusione della visita e stata celebrata la Santa Messa, presieduta, con


grande sorpresa, dal Vescovo emerito
Silvio Padoin, che ha regalato un sorriso sulla bocca di tutti i presenti.
Quindi giunto il momento del ritorno
a casa, in cui ciascuno, rientrando nella
propria famiglia, ha portato con s un
piccolo grande pezzetto di cristianit,
capace di diffondere quel sentimento
pi puro e pi bello che lamore.
Valeria Migliaccio

Estrazione 6 gennaio 2015


LOTTERIA PARROCCHIALE
DI BENEFICENZA
In palio:
1 premio

Televisore Led 23

2 premio

Macchina fotografi
ca digitale

3 premio

Cesto di salumi
della Salumeria
Belvedere

4 premio

Calza della Befana

Costo del singolo Biglietto 1.50

Pagina

Natale 2014
Mercoled 24 dicembre 2014
Ore 23.45 Santa Veglia
***
Gioved 25 dicembre 2014

Natale del signore


Ore 9.00 - 11.00 - 18.30
Domenica 28 e Luned 29 dicembre 2014

Presepe vivente del 700 napoletano


Nel piazzale della parrocchia dalle ore 19.00 in poi
Ore 21.00 Rappresentazione della Nativit

Mercoled 31 dicembre 2014


Ore 17.30 S. Messa di ringraziamento di fine anno
con il canto del Te Deum

Gioved 1 gennaio 2015

Solennit Maria SS. Madre di Dio


S. Messe ore 11.00 - 18.30

Marted 6 gennaio 2015


Epifania del signore
S. Messe 9.00 - 11.00 - 18.30

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Domeniche di Solidariet - Raccolte Caritas


Nelle domeniche di seguito indicate si raccolgono generi alimentari, prodotti per ligiene personale, saponi di vario genere, scarpe e
indumenti intimi nuovi, che possono essere depositati in Chiesa,
nella cesta posta in prossimit dellaltare:
18 Gennaio - 15 Febbraio - 22 Marzo
Nei mercoled successivi alle domeniche di raccolta vi sar la distribuzione e lassistenza alle famiglie bisognose della parrocchia.
Si ricorda che tutti i gioved sar data assistenza agli extracomunitari presenti sul territorio della nostra parrocchia.

Sabato 17 Gennaio 2015 - S. Antonio Abate


Ore 18.00 S. Rosario e preghiera di Intercessione
Ore 18.30 S. Messa di ringraziamento per i doni del creato e benedizione degli animali
Gioved 22 gennaio ore 19.30 SAGRA DELLA PORCHETTA
e accensione del fal.
Marted 3 Febbraio 2015
Memoria di San Biagio

Luned 2 Febbraio 2015


Presentazione del Signore al Tempio
Ore 18.30 Benedizione dei ceri nel piazzale della parrocchia,
processione e Celebrazione Eucaristica

Ore 18.30 S. Messa con preghiera di Intercessione e Benedizione


della Gola

S. Messa
Tempo di Quaresima
La Quaresima ci prepara ai frutti della Passione, Morte e Risurrezione di Ges con la penitenza e le opere buone.

in suffragio di tutti i giovani defunti


Ultimo venerd del mese
Adorazione Eucaristica

BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE


in occasione della Santa Pasqua.

Ore 18:30

1 Venerd del mese, dopo la S. Messa vespertina

Inizio Marted 24 febbraio 2015 in poi, dalle ore 9.30 alle 12.30
Di domenica in domenica, al termine della S. Messa, verr comunicata la zona e il giorno

Cenacolo di Preghiera Mariano


Ogni Gioved, dopo la S. Messa vespertina

MERCOLED DELLE CENERI - 18 Febbraio 201


Digiuno e astinenza dalle carni
Ore 17.00 Liturgia della Parola con imposizione delle Ceneri con i
bambini del Catechismo
Ore 18.30 S. Messa, benedizioni e imposizioni delle Ceneri.
Nei VENERDI DI QUARESIMA prescritta lastinenza dalle
carni.
Ore 18.00 Pio esercizio della VIA CRUCIS - Segue la S. Messa
LITURGIA PENITENZIALE
Marted 10 Marzo dalle ore 19.00 alle ore 21.00

Una sera dello scorso novembre, durante un incontro per definire i contenuti delledizione di Natale del nostro giornalino, don Marco mi prospett lidea di
inserire una fiaba di autore famoso, che
fosse ambientata nellatmosfera natalizia. Mi chiese di sceglierla e subito mi
venne in mente la Piccola fiammiferaia
di Hans Christian Andersen. Don Marco
fu subito daccordo. Proposi allora di
inserire in ogni futuro numero del giornalino una nuova fiaba, che occupasse
insieme con le illustrazioni due facciate
di una stesso foglio, in modo da favorirne, volendo, la conservazione. Eccoci
quindi a pubblicare la prima fiaba, convinti che liniziativa sar accolta favorevolmente dai nostri lettori.
E per coloro che desiderano godere
appieno dei colori delle belle illustrazioni

Pellegrinaggi

LOURDES - Maggio 2015


Stiamo organizzando un pellegrinaggio a Lourdes con il TRENO
BIANCO UNITALSI
(pellegrini - malati - dame - barellieri - guide)
Durata complessiva 7 giorni, compreso viaggio.
La partenza prevista orientativamente per la terza/quarta settimana di Maggio 2015.
Per info, programma e relativo costo rivolgersi allufficio parrocchiale.

delle fiabe che pubblicheremo, che nel nostro giornalino sono riprodotte soltanto in
bianco e nero, ricordo
che e possibile ritrovarle su Internet, allindirizzo al quale, di volta in
volta, provvederemo a
registrarle.
Ora, qualche nota sullautore della fiaba che presentiamo.
Hans Christian Andersen nacque a Odense
nel 1805 da umili genitori
e rimase orfano a 11 anni.
A 14 anni fugg a Copenaghen dove, grazie al direttore del Teatro Reale, pot studiare. Gi a
17 anni inizi a pubblica-

re libri di poesia e di prosa, per passare ben


presto a scrivere opere di teatro. Raggiunse la
notoriet a 30 anni con il romanzo
L'improvvisatore. Successivamente viaggi per il mondo intero, scrivendo anche resoconti dei suoi viaggi. Le sue opere, che appartengono
ormai ai classici della letteratura
mondiale, risultano innovative non
soltanto per lo stile, ma anche per i
contenuti: egli usa infatti un linguaggio quotidiano e per la prima
volta nella storia, nelle sue fiabe e
nei suoi racconti per linfanzia (oltre
150, tradotti in tutte le lingue),
espresse sentimenti e pensieri ritenuti incomprensibili per un bambino.
Ormai celebre, si spense a Copenaghen allet di 70 anni.
Antonio Galasso

Pagina

di Hans Christian Andersen (Odense, 1805 - Copenaghen, 1875)


Era una fredda giornata di dicembre: le strade erano bianche
di neve e la tramontana soffiava gelida. Ad un
angolo
della
piazza, sotto il
porticato, sostava una bambina
dal
visetto
smunto e patito.
Era la piccola
fiammiferaia.
Ella era rimasta
sola al mondo
dopo la morte
dei genitori e
della nonna. La
piccina aveva in
mano
alcune
scatole di fiammiferi e li porgeva ai passanti con occhi tristi e
imploranti. Ma nessuno badava
alla povera piccola
che cercava invano
di
vendere
qualche
fiammifero.
Era lultima sera
dellanno,
la sera di
San Silvestro. Per la via i passanti si
affrettavano con passi lesti verso
le loro case, sorridenti e carichi
di doni. La gente si preparava a
festeggiare il nuovo anno e nella
piazza cera un festoso andirivieni di carrozze. La fanciulla pensava tristemente
che soltanto lei
era sola
al mond
o
,
quando,
allimprovviso,

arriv velocissima una carrozza


che la sfior e la scaravent
malamente a terra. Il
bianco cavallo scalpit e il cocchiere le
lanci una severa occhiata di rimprovero.
Ella era troppo spaventata per dire qualcosa a sua discolpa!
Nella caduta le erano
sfuggiti di mano i
fiammiferi e si mise a
raccoglierli frettolosamente. La bambina
aveva tanta voglia di
piangere e si sentiva
terribilmente infelice!
Passato il primo attimo di spavento, la
piccina si alz e si
guard intorno. La
strada era ora deserta, e lei aveva fame, tanta fame e tremava dal freddo La piccola fiammiferaia era rimasta sola nella
grande piazza coperta di neve.
Intanto era scesa la sera e attraverso i vetri delle finestre la
fanciulla scorgeva i lumi che
rallegravano le stanze e i festoni colorati che pendevano dai
soffitti. Per le strade non si
scorgeva pi nessuno: cera solo un delizioso profumino di arrosto che usciva da tutte le case. La gente era raccolta intorno al caminetto acceso che
spandeva il suo tepore e tra
brindisi e sorrisi festeggiava la
fine del vecchio anno e la nascita dellanno nuovo.
I bambini pi fortunati avevano
accanto la mamma e il pap e
tutti erano felici. In quellatmosfera di festa, solo la piccola
fiammiferaia si sentiva disperaForse
un
tamente sola e triste!
fiammifero
La piccina era sfinita. Si ferm
acceso
mi
davanti ad un portone nella
dar un po
speranza di trovare un po di
di
tepore
riparo dal vento gelido. Ella sepens.
Ne
dette sullo scalino e si rannictrasse uno
chi, coprendo alla meglio le
dalla scatogambe e i piedi nudi.
Pagina

La piccola fiammiferaia
la e lo accese. La piccola fiamma
trem al soffio del vento, poi si
fece pi sicura. Alla bambina

di Hans Christian Andersen (1805 - 1875)

anche questo fiammifero si


spense e la bella visione
scomparve allimprovviso.
La piccola fiammiferaia non
seppe resistere e ne accese
subito un altro. La fiammella illumin una tavola imbandita con ogni ben di Dio
e la piccina, raggiante, si
accomod e stava per assaggiare la minestra, ma
il fiammifero tristemente si
spense. Il freddo la riprese
e la fame si fece sentire pi
forte che mai.

sembr di trovarsi
seduta davanti ad
un caminetto acceso che spandeva
calore. Ella stese le
gambe e le mani
per godere di quel
tepore ma la fiamma si spense, il caminetto spar ed ella rimase con un fiammifero spento.
Accese poi un altro fiammifero.
Anche questo bruci e alla bambina parve di vedere un bellissimo albero di Natale. Era carico di
palline colorate, di candeline accese e sfavillanti ghirlande dargento. Come era bello! Che gioia
poterlo ammirare cos da vicino!
La piccina stese le mani, ma

Subito la piccola strofin


sulla scatola un altro fiammifero, che mand un tenue chiarore allintorno. In
quella luce la povera bambina, come per incanto, vide le persone che aveva
tanto amato: la mamma e
la nonna. Entrambe avevano
per lei dolcissimi sorrisi e la incoraggiavano a sperare in un
futuro migliore. Mamma cara,
mia buona nonnina, vi voglio
tanto bene, restate ancora con
me!. La piccina tese le braccia
e il suo viso si rischiar di una
luce intensa. In quel momento
si era dimenticata di tutte le
sofferenze e si sentiva immensamente felice. E subito, per
trattenere la dolce visione, la
piccola accese tutti i fiammiferi
che aveva. Infine, esausta, si
addorment.
Il mattino seguente, il primo
giorno del nuovo anno, i
passanti che transitarono
per la piazza videro un povero corpicino immobile,
disteso sulla neve. Una carrozza si ferm allistante e
una giovane signora, con il
volto commosso e turbato,
ne discese per portare soccorso a quella povera, infelice creatura. La piccina,
stremata dal freddo e dalla
fame, era svenuta e sarebbe certamente morta, se
due robuste braccia non
lavessero amorevolmente
sollevata, avvolta in una
coperta e adagiata in un

caldo lettino.
Quando la bambina si svegli,
credette ancora di sognare ad
occhi aperti, ma si rallegr nel
vedere molti visi buoni, chini su
di lei. La buona signora le chiese
se voleva restare per sempre in
quella casa, assieme ai suoi figli
che gi le volevano bene. La
piccina fu felicissima di aver trovato finalmente lamore di un
pap e di una mamma e divenne cos una graziosa signorinella, circondata e protetta dallaffetto della sua nuova famiglia.
(dal libro Fantasia di fiabe,
Edizioni Malipiero, 1974)

Pagina

Il significato della parola


"presepe" "mangiatoia". Fu questo
il luogo dove nacque Ges Bambino,
poich Maria e Giuseppe non avevano trovato alloggio in nessuna locanda di Betlemme.
Le fonti storiche del presepe sono i Vangeli di Matteo e Luca, che ci
raccontano la nascita di Ges, l'annuncio ai pastori della Sua venuta e

l'arrivo dei Re Magi. Furono poi i


Vangeli apocrifi che arricchirono di
particolari la narrazione della Nativit. Infine Origene, scrittore e teologo cristiano del III secolo, aggiunse
la presenza del bue e dell'asinello
all'interno della stalla. La pi
antica rappresentazione della
Nativit giunta fino a noi risale
allanno 380, e fu rinvenuta
nella camera funeraria di una
famiglia cristiana nelle catacombe di San Sebastiano a
Roma.
La tradizione per attribuisce a San Francesco lideazione del presepe vivente. Francesco, infatti, alla vigilia di Natale del 1223 allest a Greccio,
un paesino al confine fra Lazio
ed Umbria, una rappresentazione
della scena originale di Betlemme, a
cui fece intervenire una famiglia di
contadini che deponevano il Bambino sul fieno di una mangiatoia, circondata da un vero bue ed un vero

asinello, oltre che da veri pastori.


Egli intese cos dare risalto allaspetto umano della Nativit, per
rendere il miracolo reale agli occhi
dei suoi fratelli poco istruiti.
Il primo presepe simile a quello
dei nostri giorni fu realizzato nel
1283 da Arnolfo di Cambio, scultore
ed architetto allievo di Nicola Pisano, su commissione di Papa Onofrio
IV. Oggi di quel presepe rimangono soltanto cinque statuette.
Solo nel Settecento il presepe
assunse un ruolo fondamentale, e ci avvenne a Napoli,
che in quel periodo era centro
europeo di cultura, arte, filosofia ed economia. Qui larte
del presepe si svilupp notevolmente, raggiungendo vertici mai pi eguagliati nel
mondo. Col tempo, per, la
tradizione presepiale sub una forte
contaminazione laica, con linclusione di personaggi estranei alla scena
sacra.
A causa dei numerosi conflitti
che insanguinarono in lungo ed in
largo lEuropa, nei secoli successivi

Dal 13 al 16 novembre avevamo avuto lopportunit, mediante lApostolato


Eucaristico Mariano, di vivere un tempo
di Grazia.
Tempo di Grazia, un periodo favorevole in cui luomo incontra Dio, in cui la vita
di ognuno di noi si apre a ricevere labbondante Benedizione di Dio mediante il
suo Spirito Santificatore. Forse non tutti lo
sapevano, forse non tutti erano a conoscenza di ci che ci veniva donato, forse
siamo stati cos impegnati da dover rinviare questa opportunit. Le giornate si
presentavano intense sia attraverso lunghi momenti di adorazione eucaristiche
personali al mattino, di cui dire scarsa
stata la partecipazione essere buoni, sia
con catechesi e adorazioni pomeridiane
e serali.
Come parroco purtroppo non posso
che non condividere il mio dispiacere in
quanto, la pigrizia, la non consapevolezza, gli impegni e forse tante inutili scuse
non vi ha portato a cercare di incontrare
Ges e Maria. A livello personale per me
stata unesperienza gratificante sia per
aver avuto lunghi momenti con il Signore
sia per il confronto con laccompagnatore di tale evento.
Concludo volendo condividere una
citazione di Ges nel vangelo di Matteo,
il quale dice: molti sono i chiamati, ma
pochi gli eletti.
don Marco

la tradizione del presepe si affievol


sensibilmente. In tempi pi recenti,
invece, il presepe stato riscoperto
e rivalutato: infatti divenuto di
grande interesse per i fedeli, ma
anche per hobbysti, artigiani e collezionisti. I presepi di oggi si
ispirano molto alla tendenza
settecentesca
(ovvero
a
quella napoletana): vengono
spesso inseriti personaggi
esterni come fabbri, lavandaie, osti, fornai, fruttivendoli, suonatori, ecc. E dando
corso alla fantasia, vi trovano
posto anche laghetti, fontane, effetti di luce e numerosi
altri particolari.
Antonio Galasso

Pagina

CARI lettori ...

Articolo e foto per la


festa dellImmacolata

Articolo e foto per la


festa dellImmacolata

E iniziato il corso di
Informatica di base

ANNO PASTORALE 2014


Dal 1 gennaio si sono aggiunti alla Nostra Comunit mediante il Sacramento
del Battesimo 28 bambini; si sono accostati al Sacramento dellEucarestia 41
ragazzi; hanno ricevuto il Sacramento
della Cresima 50 giovani e si sono uniti
nel Sacramento del Matrimonio 7 coppie. Diamo lode al Signore perch ci
renda sempre pietre vive nella sua Chiesa.
Marted 31 dicembre 2014 alle ore 17.30
celebreremo la Santa Messa di ringraziamento, nella quale ricorderemo tutti i
nostri cari fratelli e sorelle che in questo
anno ci hanno preceduto nella Gerusalemme Celeste; in modo particolare: Lucia Sacchettini, Gennaro Cantelmo, Giulio Di Mare, Nunzio Carandente, Fiorentina Sommella, Carmensita Lingue, Raffaele Silvestri e Antonio Alfieri.

Nello scorso numero del giornalino preannunciammo lavvio di brevi corsi di


specializzazione riguardanti la fotografia digitale, il montaggio cinematografico e limpaginazione elettronica di
semplici pubblicazioni. Purtroppo, per
lo scarso numero di iscritti, si dovuto
rinunciare per il momento al progetto
iniziale. Per contro, per tener conto di
numerose richieste pervenute da persone con conoscenze informatiche ridotte o nulle, allinizio del mese di ottobre ha avuto inizio un corso base di
informatica, con lobiettivo di fornire
gli elementi di conoscenza indispensabili per avvicinarsi alluso consapevole
del personal computer.
Le lezioni del corso, a cui per ora sono
iscritti una decina di partecipanti, di
ogni et, sono tenute nei locali della
Parrocchia. La dotazione tecnologica
pu contare, per le prime lezioni di
teoria, di un moderno proiettore digitale; successivamente, allorquando si
passer allapprendimento delluso del
software, saranno impiegati alcuni personal computer per favorire lacquisizione della necessaria pratica.

Qualche nostro lettore pi attento


avr notato che nel riquadro posto nellangolino basso dellultima pagina del
giornalino, quello che riporta le informazioni di redazione, le ultime due righe
riproducono il link per accedere direttamente al sito che ospita la versione elettronica del giornalino stesso. Questa
operazione, ovviamente, possibile effettuarla se si e dotati di un dispositivo
in grado di navigare nella Rete, ovvero
un personal computer, un tablet o uno
smartphone.
Per i lettori di Camminiamo insieme appassionati di tecnologia abbiamo
pensato ad una soluzione ancora pi
comoda: la redazione provveder ad
inviare per posta elettronica, a tutti coloro che lo desidereranno, ogni nuovo
numero del giornalino. E per questi lettori ci sar un vantaggio in pi: la versione del giornalino che visioneranno sul
proprio schermo sar a colori. Attivare
questo servizio e molto semplice: baster inviare una e-mail allindirizzo di
posta:
giornalinomonteleone@gmail.com
Nel testo del messaggio non occorre
inserire nulla. Tale e-mail costituir per
noi la manifestazione della volont di
ricevere gratuitamente nella propria
casella di posta elettronica ogni nuovo
numero del giornalino (in formato pdf e
con risoluzione 300 dpi). Chi desidera
ricevere lallegato con risoluzione pi
elevata (600 dpi) dovr indicarlo nel
testo del messaggio, scrivendo semplicemente le lettere hd.
Allo stesso indirizzo pu essere inviata anche qualsiasi comunicazione riguardante il nostro giornalino (commento,
articolo, foto, richiesta di cancellazione
dalla Lista dei Lettori, ecc.).
Si ricorda, invece, che lindirizzo per
comunicare con la Parrocchia rimasto
immutato, e cio:
parrocchiamonteleone@gmail.com.

AD USO INTERNO DELLA


COMUNITA' PARROCCHIALE
DI S. ALFONSO MARIA DE LIGUORI
Castello di Monteleone
Marano di Napoli (NA)

Responsabile di Redazione :
don Marco Montella

Hanno collaborato a questo numero :


Antonio Galasso, Valeria Migliaccio, Maria
Minichino

Disegni: Qumran2 e Web


Foto: Antonio Galasso e

Impaginazione: Antonio Galasso


e-mail della Parrocchia:
parrocchiamonteleone@gmail.com

e-mail della Redazione:


giornalinomonteleone@gmail.com

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http://joom.ag/k7ub?f#.VG-NSGbIPH4.mailto

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