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Marco Mazzucchi

LA GIORNATA TIPO DEL SIGNOR


GIONNI

PREMESSA

Ho sempre avuto un brutto difetto come lettore: tendo a saltare le parti descrittive e a concentrare lattenzione
solo sui dialoghi. E una brutta abitudine che ho preso quando ho scoperto che nella stragrande maggioranza dei
libri sufficiente leggere le battute dei personaggi per comprendere cosa stia accadendo.
Forse per questo ho sempre desiderato scrivere un libro basato esclusivamente sul discorso diretto.

Idea tuttaltro che originale (penso ad esempio a La Scuola dei Dittatori); ma in fondo esiste qualcosa in
letteratura che non sia ancora stato fatto?

Bene. Premesso questo, sappiate che ci che state per leggere nacque in una serata della primavera del 2014
sotto forma di sceneggiatura. Insieme ai miei amici Andrea Scarel e Michele Cavallo ipotizzai di realizzare un
piccolo cortometraggio ambientato nella casa di Tortona del nostro amico/regista Carlo Ferrero, non nuovo a
simili prodezze.

Il progetto, purtroppo, come spesso accade rimase solo sulla carta della sceneggiatura, seppur raccogliendo vari
apprezzamenti anche sotto tale forma.

Forse per questo, forse per soddisfare il piccolo tarlo di cui vi ho parlato prima, decisi di prendere il progetto e
di espanderlo in qualcosa di pi corposo, mantenendo per inalterata la struttura che, oltre ad essere
relativamente originale, a mio avviso era anche funzionale ai tempi comici della storia.

Lambientazione di Tortona stata quindi scelta solo per questo motivo: pertanto ogni eventuale rassomiglianza
con persone, luoghi ed esercizi effettivamente presenti nel comune piemontese deve intendersi involontaria e del
tutto casuale.

Concludendo, ci che state per leggere vuole essere un piccolo film su carta, che spero possa farvi divertire,
sorridere e chiss, magari anche un pochino pensare.

Buona lettura.

LA GIORNATA TIPO DEL SIGNOR GIONNI

*****

Il signor Gionni si sveglia sempre tranquillo e di buon umore.

BUONGIORNO TORTONA!!

BASTAAAAA!!!
HAI ROTTO LE PALLE!!
NON SE NE PUO PIU!!
Tutte le mattine alle sei sto tizio che urla!! Abbattetelo!!

Il signor Gionni molto amato dai suoi vicini.

*****

Il signor Gionni ama fare la spesa di prima mattina, in particolare dalla cooperativa ortofrutticola. Sa che a
quellora che si possono fare gli affari migliori.

Gionni: Mi scusi, buon uomo, mi saprebbe dire quanto costano queste pere?
Ortofrutta: Sono una donna.
G: Oh, mi scusi, devo essere stato tratto in inganno dalla panza
O: S, vabb. Comunque sono quattro euro al chilo.
G (grattandosi il mento): Acciderbolina, parecchio. (si avvicina al bancone sussurrando). Ascolti, non che mi
potrebbe fare un pochino di sconto? Sa com, la crisi, tutto il resto
O: Lei mi ha appena detto che ho la panza. Per quale assurda ragione dovrei farle lo sconto, mi dica?
G: Eh, vabb, non era il caso di prenderla cos male! Era un complimento! Lo sa come si dice dalle mie parti?
Omo de panza, omo de sostanza!
O: Sono una donna.
G: Oh, vero. Me lero dimenticato. Beh, grazie lo stesso, allora. Arrivederci.

*****
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Dopo essersi svegliato e aver salutato i vicini il signor Gionni si reca in bagno per le abluzioni mattutine.

UEEEEN DAARRKNES FAAAAALLLS!! END SUURAAAAUNDS YOUUUUUU!!!


Wheeen youuuu fall down, when youre scared, and youre loooost
BIIIIIIIIIIIIIII
BREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE.
Allimprovviso, il citofono.

G: Ma nooo!! Proprio sul pi bello! Vabb, dai, vediamo chi .

Ancora citofono. Con insistenza.

G: Arivo! Arivo! (con leggero accento romanesco) Un momento!!

(trotterella fino allingresso e prende il citofono)

G: Pronnntooo!! Chi che parla?

SONO IL POSTINO! APRA, PER FAVORE!.

G: Buongiorno signor postino! Come posso esserle daiuto?

APRA QUESTA MALEDETTA PORTA, LE HO DETTO!!


G: Oooh, ma come siamo suscettibili gi di prima mattina! Va bene, va bene, ora le apro, attenda un attimo.

Il signor Gionni apre la porta ed entra effettivamente il postino. Seguito da un cane con la bava alla bocca,
trattenuto a stento fuori dallabitazione.

Postino (tremando): Cosa diavolo era quello?!


Gionni (non capendo): Quello? Ah, intende il cane? Ma niente, solo Fuffi, il cane del vicino
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P (furioso): Fuffi un cavolo!! Quella una bestia infernale, andrebbe abbattuta!! Si rende conto del pericolo
che costituisce per lincolumit pubblica?!
G: Ma no, stia tranquillo, non pericoloso, attacca solo le persone sospette. Ad esempio, ora che mi ci fa
pensare, lei molto sospetto: perch qui?
P: Perch avevo voglia di essere sbranato, ovviamente. (anticipando linterruzione) Secondo lei?! Perch ho
una lettera da darle, no? (borbotta imprecazioni) Lei il signor Gionni?
G: In persona! Ma non ho capito la cosa dello sbranato
P: Non importa. Firmi qui.
Gli passa lelenco raccomandate e la penna.
G (interdetto): Perch devo firmare?
P: Per ritirare la raccomandata. La lettera raccomandata. Questa qui.
G Ho capito, ho capito, non sono mica stupido! Solo non mi andava di firmare un foglio cos, senza sapere
prima cosa c scritto sopra. Sa, mio fratello Luca, che fa lavvocato, mi ha sempre detto non devi firmare mai
nulla senza prima aver letto ci che stai firmando, specie quando ti suona gente alla porta Posso darci
unocchiata?
P: Al mio elenco di raccomandate con i dati sensibili dellintera zona? Mi faccia pensare un secondo ... NO.
Non pu firmare lelenco e prendersi la sua lettera come fanno le persone normali?
G: La sua fretta sospettosa. Comincio a pensare che il fiuto di Fuffi non si sia sbagliato.
P (allargando le braccia): Oooh, splendido. Cosa c di meglio che cominciare la mattinata lavorativa con un
cane rabbioso e lo scemo del villaggio
G: Ueh, piano con le offese, eh, che tra laltro vorrei farle notare IO mi sono presentato, lei non si
neanche degnato di dirmi come si chiama
P: Sono il postino, santa miseria, il-po-stino, questo lei deve sapere, porto la posta, faccio firmare i fogli,
consegno le lettere, PUNTO E BASTA, e ogni tanto mi becco quelli come lei che vogliono fare gli spiritosi e mi
fanno perdere tempo, senza contare il suo cane rabbioso che
G (cercando di interromperlo): Veramente il cane rabbioso sarebbe del vicino
P: Ma cosa vuole che me ne freghi di chi quella bestia!! Non vuole firmare? Bene, buono a sapersi. Io me ne
vado, con buona pace della sua lettera. Mandi suo fratello a ritirarla nei termini di legge, tanto lui li conoscer di
sicuro, dato che un avvocato. Grazie, prego, si figuri, arrivederci.
Si riprende il blocchetto, ma dimentica la penna.
G: Aspetti, mi sa che si dimenticato

(Rumore di porta che sbatte, latrati canini e urla umane)

G: Eh s, se lera proprio dimenticato.

*****

Borbottando tra s e s sullo strano incontro, il signor Gionni decide di dedicarsi alle pulizie dellabitazione.
Prima di farlo si reca in cucina dove accende il televisore, facendo zapping fino ad arrivare ad un canale
musicale che sta trasmettendo la sua canzone preferita, ossia Boogie Wonderland degli Earth Wind and Fire.

E a quel punto scatta il ballo.

Il signor Gionni un grande ballerino e conosce molti passi. A titolo esemplificativo: passi di tango con la
scopa, mossa del running man scopando per terra, saltelli da una porta allaltra con un braccio dietro la nuca e
laltro in avanti mimando mosse pelviche.

I vicini partecipano tenendo il tempo, picchiettando anchessi con manici di scopa sui muri. Il signor Gionni li
ringrazia con un urlo, ma vorrebbe che fossero un po pi coordinati tra loro.

Che ci volete fare, non tutti hanno il suo senso del ritmo.

*****

Il signor Gionni vive a Tortona, un allegro paesino in provincia di Alessandria, ma nato e cresciuto a Roma, se
non si fosse ancora capito.
Lui e suo fratello Luca si sono trasferiti per motivi di lavoro gi da alcuni anni, ma non hanno perso le buone
abitudini della loro terra, come ad esempio la cucina.

La specialit del signor Gionni la pasta alla carbonara, che necessita per di una lunga ed articolata
preparazione, durante la quale egli non deve essere disturbato.

Gionni (fischiettando): Lailal, lailal Per far la pasta ce vo er frumento, per fa er frumento ce vole
boh? (fa spallucce)
DRIIIIIN

G: Oh, ma chi sar mai a questora? Uuuuh, un cellulare, potrebbe essere qualcuno per mio fratello Non
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credo che si arrabbier se rispondo. Pronto?

EEEEEEEENNZOOOOOOOO!!!!
G (allontanando la cornetta): Mi scusi, chi stava cercando?

EEEEEEEENNZZZZOOOOO!!!!
G (allontanando di pi la cornetta): Ho capito, ma io non sono Enzo, temo che abbia sbagliato numero

CLICK

Il signor Gionni fissa il cordless, aggrottando la fronte. Dopodich lo riappoggia sul tavolo e torna a dedicarsi
alla pasta.

Se non ch il telefono squilla ancora.

G (imprecando e allungandosi per prendere la cornetta, tenendo con laltra mano la padella): Ma insomma, tutti
adesso Pronto, pronto signor Enzo! Glielho gi detto, ha sbagliato

(rumore di tafferugli vari)

G: Pronto? Pronto?! Luca sei tu? Mi sa che gli partita la chiamata sullautobus
Voce evidentemente straniera: Buooongiorno signore. Sono Edwina e chiamo da parte di British Telecom
Italia, posso parlare con titolare?
G (spadellando): Titolare de che? Aaaah, no, signora, mi sa che lha tratta in inganno il profumino, deve sapere
che questo non un ristorante.
Edwina: Nooo, signore, titolare di telefonia, signore. Lei signor Luca?
G: Aspetti che me se brucia lo scalogno. (cincischia con la padella, tenendo il cordless tra collo e spalla)
Eeeecco fatto, sa com, poi se si brucia si pregiudica tutto il risultato. Ma lho interrotta, mi stava dicendo?
E (sempre ad alta voce per sovrastare il tafferuglio): Signore, chiamo perch British Telecom Italia sta
proponendo promozione per tutti i titolari di tariffa fissa mobile con canone prepagato a ventiquattro euro al
mese IVA inclusa con bonus di traffico residuo e Internet senza limiti con scatto alla risposta costi di attivazione
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componente mobile quindici euro componente fissa contributo di trenta euro in promozione gratuita in caso di
domiciliazione bancaria o postale delle bollette entro novanta giorni dalla data richiesta attivazione offerta,
(pausa per riprendere fiato) per i nuovi clienti British Telecom costo di attivazione linea di casa gratis per i gi
clienti British Telecom con attiva unofferta ADSL Flat contributo attivazione di trentanove euro e dodici
centesimi IVA compresa tutto sul Suo conto telefonico di casa un unico prezzo per rispondere alla necessit di
tutta la famiglia unofferta unica completa e conveniente attivala subito, rispondi SI a questo messaggio!!

(silenzio)

E: Signore? Signore mi sente?


G (raccogliendo il cordless): Mi deve scusare, mi volato il telefono nella padella e temo di aver perso qualche
pezzo, pu ripetere?
CLICK
G: Oh, caduta la linea. Vabb, richiamer.

*****

Il signor Gionni ama molto cantare. Non quanto ballare, ma comunque un cantante di tutto rispetto.
Lo abbiamo lasciato intento a pulir casa avvinghiato alla sua scopa. Lo ritroviamo in cucina, dove afferra un
piccolo vaso dal tavolo da usare come microfono e si lancia in un assolo scatenato.

Ai found a mess, when ai start to dance, in Boogie Wonderlaaaaaaaand!!


Non si accorge, per, che qualcuno comparso alle sue spalle.

Ai found a mess, when ai start to dance, in Boogie WonderlaaAAAAAARRRRG!!!


CRASH
(questo era il vaso)

Postino (impassibile): La penna.


G (balbettando e indicando la porta): Ma... come ha fatto a ...
P: La porta era aperta, e lei si tenuto la mia penna.
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G: E e Fuffi?
P: Lho narcotizzato. Senta, non renda le cose pi lunghe del necessario: gradirei riaverla indietro.
G: Ma cos ... Aaah, s certo, intende questa! (estrae la penna dal taschino). Deve essersi inavvertitamente
infilata nel mio taschino ...
P: Proprio questa. La lascio alle sue pulizie. (guarda per terra) Anche perch immagino che ora abbia molto pi
lavoro da fare.
G: Eh gi, ha ragione, la ringrazio del pensiero ... Ma gi che tornato, posso offrirle un caff?
P: NO. Arrivederci.
E se ne va.
G: Peggio per lui. Ma tanto so gi che torner indietro. Tornano sempre!

*****

Il signor Gionni si mette quindi a scopare per terra i cocci del vaso facendo un conto alla rovescia, e quando
arriva a zero effettivamente suonano alla porta.
G (sorridendo soddisfatto): Taaac, che vi avevo detto? Lo sapevo che non poteva resistere al mio
Apre la porta tutto contento, ma inaspettatamente non si trova davanti il postino, bens due tizi vestiti eleganti.
G (concludendo): ... Caff.
Biagio: Magari, dalle cinque che sono in giro!
Amleto: Biagio!! Un po di contegno per favore. Signore, mi scusi se labbiamo disturbata, vorremmo sapere
se le interessa la Bibbia.
G: Vi ringrazio tanto, ma ce lho gi! (fa per chiudere)
A: Aspetti, cosha capito! Non vogliamo mica vendergliela! Noi siamo Testimoni di Geova, e
G (dandosi un colpo in testa): Ma certo, siete Testimoni di Geova! Avrei dovuto capirlo Scusate, oggi non
ci sto con la testa. Entrate, entrate pure!

E cos dicendo il signor Gionni fa entrare in casa propria i due tizi.

Amleto (muovendo alcuni passi nellabitazione): Guardi, sono estremamente contento di vedere che lei cos
ansioso di parlare della Bibbia. Non capita tutti i giorni di trovare qualcuno disposto a farci accomodare.
G: E perch mai? A me piace tantissimo parlare con le persone del loro lavoro. Pensi che laltro giorno sono
stato due ore dal meccanico, mentre mi spiegava come funziona liniezione turbodiesel.
A (sorridendo nervoso): Beh, immagino che la Bibbia sia un po pi complessa di un motore a iniezione.
G: Ma non ne sono mica tanto sicuro, sa? Senta qua: la miscela aria/carburante si forma direttamente nella
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camera di combustione, ma poi attraverso la valvola di immissione durante la fase di aspirazione il combustibile
viene iniettato (mima il movimento) ad alta pressione nella camera, con speciali iniettori che ...
A: Signore, io non credo che lei sappia davvero in cosa consiste la nostra religione.
B: Certo che lo so! Tenga, allarghi il sacchetto mentre io raccolgo i cocci.
Amleto sta in piedi e allarga il sacchetto, mentre Gionni raccoglie i cocci del vaso con uno scopino e li infila
dentro.
G: Allora, vediamo So che dovete svegliarvi molto presto la mattina, per fare proselitismo, e che non potete
fare le trasfusioni.
A: Bene. E poi?
G: C altro?
A (sbottando): Certo che c altro! Che razza di religione sarebbe altrimenti?!
G: Mah, non lo so, una religione un po cos, sbarazzina (fa gesti)
A: Sbarazzina un corno, se permette. La nostra religione molto seria e, se ci fa accomodare, le spiegher
brevemente il perch.
Gionni si rende conto di averlo tenuto fino a quel momento in piedi a far da porta sacchetto, e si batte di nuovo
una mano sulla fronte.
G: Certo, ha ragione! Sono stato proprio un cafone. Vi chiedo scusa, ma sapete, questo era il vaso della nonna,
ci teneva tanto, la perdita mha un po rintronato. Sedetevi, sedetevi, che vi porto il caff.
A: La ringrazio ma non c bisogno del caff, vorremmo solo
G: Ma non scherziamo, per favore, sempre un buon momento per un caff, e poi a questora della mattina!
Sedetevi, accomodatevi, cosa posso portarvi?
Biagio: Beh, come ho detto prima, io un caff lo berrei volentieri!
Amleto lo redarguisce a bassa voce, ma Gionni sghignazza e dice: Eh, visto che glielo avevo detto? Il suo
giovane collaboratore un intenditore!! Vieni qui bello mio!
Gionni lo abbraccia con trasporto, lasciandolo decisamente sconcertato. Dopodich va in cucina a preparare il
caff, raccontando dei suoi precedenti incontri con il postino.

Intanto i due testimoni discutono tra loro.

Biagio: Sei sicuro che questo tizio sia a posto? Non che finiamo nei guai per circonvenzione di incapace?
Amleto: Stai tranquillo. E un po matto, ma ho verificato prima di venire qua, non n interdetto n
inabilitato. Pu firmare tranquillamente, solo un po tocco. In paese lo conoscono tutti, ha la fama di essere
uno buono come il pane ma soprattutto sono sicuro che pieno di soldi. Gli raccontiamo un po quella delluva
e siamo a posto.
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B: S, ma stiamo attenti o rischiamo di finire veramente nei guai, anche per questa storia di fingerci testimoni
di Geova, non lo so, mi sembra ...
A: Oh, se hai dei ripensamenti dillo subito e ce ne andiamo. Poi per te la vedi tu con i tuoi creditori, con mia
moglie e con le tasse di iscrizione di mia figlia a scuola. Vedila cos, lui non ha bisogno di tutti questi soldi, noi
s. Tutto combacia quindi, no?
G: Combacio, combacio, tranquilli che vi ho portato anche i biscotti, eeeecco qua!

il signor Gionni torna con due caff e un vassoietto di baci di dama, sedendosi e vantando la ricetta del bar
romano in cui andava sempre da ragazzo.
Biagio lo beve e concorda con lui, mentre Amleto lo assaggia un po pi ritroso, facendo le faccette, dopodich
cerca di intervenire e portare il discorso su Geova (e i soldi, che largomento che pi gli interessa).

A: Bene, signor signor?


G: Oh, balbuziente? Mi dispiace.
A (reagendo male): Non sono balbuziente!! Vorrei solo sapere il suo nome, mi scusi ma non ho fatto caso alla
targhetta mentre suonavo al campanello.
G: Sono cose che succedono, tranquillo. Comunque io mi chiamo Gionni, piacere di conoscerla.
A: Piacere signor Gionni. Noi siamo Biagio Vesima e Amleto Toccafondi, e
G: AMLETO!! Oooh, questo mi ricorda quando facevo lattore teatrale!!

Parte cos una breve disquisizione sul passato teatrale del signor Gionni, mentre Amleto si dispera per
lennesima interruzione e cerca di mostrare a Gionni una lunga serie di opuscoli, tentando al tempo stesso di
spiegargli che al giorno doggi c una grossa crisi, con la gente che ha perso la propria guida e che solo
attraverso la spiritualit ci si potr salvare e giungere ad un nuovo ordine mondiale eccetera eccetera eccetera.

Durante tutta la spiegazione il signor Gionni resta in silenzio: sa bene che non educato interrompere chi parla.

Amleto: Bene, con questo direi che ho finito. Ha qualche domanda?


G: S, una. Amleto, come mai questo nome? Anche i suoi genitori erano attori teatrali?
A: Mi scusi, ha sentito quello che ho detto oppure no? Non stavo parlando di me, ma della societ che ci
circonda, di questa societ malata che non riconosce pi il nostro salvatore Ges Cristo
G: No, no, ma certo che ho ascoltato, solo mi incuriosiva questa cosa.
A: La pregherei di tenere per s le sue curiosit. Io sono qui per fare il mio dovere, capisce, sono qui per
parlare di Geova e del nostro salvatore Ges Cristo, non di me.
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Intanto Biagio continua a bere il caff, commentando con facce quanto sia buono.
G: Mi scusi, Amleto, ma c una cosa che mi sfugge. Voi avete tutti sti amici, Geova, Salvatore, Ges Cristo,
ma io sto parlando con lei in questo momento, o no?
A: Beh tecnicamente s, ma
G: E poi mi scusi, lei viene qua a parlarmi di Geova, mi dice che dovrei cambiare il mio approccio esistenziale,
le mie abitudini, il mio status psicoattitudinale e io dovrei seguirla cos, senza manco sapere chi lei, da dove
viene, cosa fa nella vita? Cio le sembra normale? Entrare cos, in casa della gente
A: E lei che ci ha aperto ...
G: Appunto! Vi ho aperto la mia dimora, vi ho dato la mia ospitalit, vi ho dato il mio caff, a proposito,
(rivolto a Biagio) com il caff, buono vero?
B: Buonissimo!
G: E voi non volete neanche presentarvi? Cio, ma vi sembra educazione? (rivolto di nuovo a Biagio a bassa
voce) E i baci come sono?
B (masticando): Deliziosi!
G: Te lavevo detto o no? ... Cio vi sembra normale? E dire che avreste un sacco di storie da raccontare, girando
tutti i giorni per la citt avanti e indietro. Ragazzino, da quanto hai detto che siete in giro stamattina?
B (sempre masticando): Dalle cinque.
G: Dalle cinque?! Orco caspio, ma ne avete di voglia eh! Ma non avete una famiglia, dei figli? Io mi ricordo
quandero piccolo, mi svegliavo anche io alle cinque del mattino, ma era per salutare mi padre che usciva
sempre presto per andare al lavoro, cos in classe crollavo dal sonno sul banco, per ero contento ... Lei ha figli,
Amleto?
A (scazzato): Una figlia.
G: Ma che bella notizia! E quanti anni ha?
A: Sette.
G: Quindi ora a scuola. Ma mi dica un po, avete fatto colazione insieme?
A: Senta, mi lascia parlare un secondo in privato con il mio collega, da soli?
G: Ma certo!! Io intanto ne approfitto per fare una chiamata a mio fratello, cos vi lascio soli soletti. Parlate,
parlate pure!

Il signor Gionni si alza e va in cucina, parlando al telefono. Dai discorsi captati si capisce che il fratello doveva
arrivare pi tardi, ma bloccato al lavoro.

Il signor Gionni lo tranquillizza, dicendogli di fare con calma: ha ospiti.

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*****

Amleto fa un cenno a Biagio di seguirlo da unaltra parte. I due si alzano e cambiano stanza.

A (arrabbiato): Si pu sapere che ti salta in mente?


B (serafico): Cosa intendi, scusa?
A: Come cosa, il caff, i biscotti... siamo qui per farci dare dei soldi da questo tizio, non per svuotargli la
credenza! Cos tutta questa confidenza, questa gentilezza?
B: Ma dai, Andrea...
A (con schiaffo): E non chiamarmi Andrea, santo cielo, io sono AMLETO per te, te lho detto un sacco di
volte, che poi ti scappa il mio vero nome anche davanti alle vittime!! Allora, adesso ci mettiamo daccordo su
cosa fare, ok?
B (massaggiandosi): Ok, va bene ...
A: Bravo. Allora, IO lo distraggo con qualche altro discorso senza senso. TU ti alzi con la scusa di andare in
bagno e ti metti a rovistare per la casa alla ricerca di qualcosa di prezioso. Dopodich leviamo le tende.
B: Ma non sono un po ingombranti da rubare?
A (altro schiaffo): E un modo di dire, idiota!! Ce ne andiamo con il bottino e senza lasciare tracce. Siamo
daccordo?
B: Siamo daccordo. Per, Andrea ... AMLETO!! Amleto! (si corregge per evitare lo schiaffo). Se devo essere
sincero un po mi dispiace per questo tizio. Si vede che non a posto.
A: Neanche le nostre finanze sono a posto, ma a differenza sua noi abbiamo delle famiglie da mantenere, per
cui siamo giustificati. Andiamo.

Amleto e Biagio tornano in sala, scusandosi con Gionni e dicendo che si sono assentati per andare in bagno.

G: Non dovete scusarvi, la carne debole e la vescica ancor di pi, ne so qualcosa io, ahim ...
A: Ehm, s, certo. Ho sentito che prima parlava con suo fratello, come sta?
G: Bene, grazie! Doveva passare pi tardi, ma ha detto che bloccato al lavoro. E un peccato, avrei voluto
presentarvelo. Sapete, mio fratello Luca un personaggio importante in paese, un avvocato di fama nazionale
...
(Amleto e Biagio si guardano e cominciano ad agitarsi)

G: ... bravissimo, conosciutissimo in tutti i Tribunali e le procure della penisola, e pensate,


SPECIALIZZATO nei casi di truffe ai danni dei cittadini, non ne fa scappare uno, chirurgico, preciso come
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Perry Mason
(Amleto e Biagio sono ora decisamente terrorizzati)

A (agitato): Signor Gionni, direi che stato un vero piacere conoscerla, ma a questo punto dovremmo andare.
G: Ma no, cosa dice, siete appena arrivati! E poi scusate, dobbiamo parlare ancora di un sacco di cose, no?
A: Ha ragione, ma sfortunatamente il tempo stringe, e noi abbiamo ancora un sacco di case da visitare prima
che faccia buio.
G (dandosi unaltra manata in fronte): Ma certo, che stupido che sono! Come vi ho detto oggi non so pi dove
ho messo la testa. Beh, in questo caso permettetemi di accompagnarvi per un tratto. Dovevo giusto fare un salto
in paese!
B (intervenendo): Per me va bene!
A: Biagio, cosa ?
G (interrompendo): Ottimo!! Prendo la giacca e arrivo! (si allontana)
A (sussurrando e afferrando Biagio per il braccio): Ok, questa lultima che mi combini. Muoviamoci ad andar
via prima che torni, ci manca solo esser beccati qui dal fratello.

Il signor Gionni cerca il suo cappotto per le stanze, fischiettando, trovandolo appoggiato su una sedia della
cucina. Raccoglie anche il sacchetto con i cocci e fa per tornare in salotto, ma in quel momento avverte un forte
urlo ed il solito rumore della porta che sbatte.
Tornato indietro di corsa, vede Amleto e Biagio immobili di fronte alla porta dingresso, decisamente pallidi.

G: Che successo?
A (sorridendo nervoso): La stavamo aspettando!
G: Ooooh, ma che gentili! Beh, direi che ora possiamo andare!
A: Aspetti!! (fermandolo) Ho ehm, guardato fuori dalla finestra, e ho notato un grosso cane sdraiato
sullo zerbino. Sembra uhm, molto arrabbiato.
G: Un cane? Aaaah, Fuffi, il cane del vicino! Si devessere svegliato con la zampa sbagliata Non
preoccupatevi, attacca solo le persone sospette.
A: S, appunto. Forse meglio se va avanti lei.

Il signor Gionni apre la porta e passa accanto a Fuffi, accarezzandolo, il quale ricambia leccandogli la mano
ringhiando sommessamente contro Amleto e Biagio nascosti dietro di lui.
I tre si mettono quindi in marcia verso il paese, con Amleto che borbotta mentre Gionni gli spiega i numerosi
impegni che dovr affrontare.
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Il signor Gionni fatto cos: ci tiene a condividere le cose.

*****

DRIIIN

Gionni: Pronnntooo?
Voce straniera: Buonasera, signore, chiamo da parte di British Telecom e
G: Edwige!! Che piacere risentirla! Come va?
Edwina: Oh no, di nuovo lei!! Non possibile!!
G: Certo che possibile, mica ho cambiato numero! A meno che non le sia di nuovo partita la chiamata
sullautobus, dato che sento sempre i rumori in sottofondo
E: No sono su autobus, sono a lavoro io! Sto lavorando!
G: Ah, e chiama usando il telefono di lavoro? Non lo sa che mio fratello, che avvocato, mi ha detto che
potrebbe essere peculato?
E (alzando di colpo il tono): Crede di essere spiritoso?! Se no interessato basta dirlo subito o buttare gi
telefono come fanno altri!!
G: Non si agiti, non una parolaccia, un reato. Punito con la reclusione da quattro a dieci anni
E: No mi interessa. Io sto lavorando, io devo concludere contratto. Lei interessa?! Dica s o no!!
G: Certo che sono interessato, a me piace tantissimo chiacchierare con la gente entusiasta del suo lavoro. E
una cosa cos rara al giorno doggi! Pensi che laltro giorno sono stato tre ore dal meccanico, mentre mi
spiegava come si cambia uno spinterogeno
E: DICA SI O NO!!
G: Ma perch?
E: PERCHE SI!!!
G: Ok, non si agiti, che dalla voce intuisco che abbia anche una certa et.
E: No sono anziana!!
G: S, diversamente giovane, quello che
E: FERMO LI!!!

(rumore di smanacciamento su tastiera)

E (di nuovo cordiale): Signore, mi scusi, ma mi dicono da piani alti che sistema no ha registrato correttamente
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sua parola. Potrebbe ripeterla?


G: Spinterogeno?
E: NO SPINTEROGENO!! Quella che ha detto prima di diversamente giovane!!
G: Eh, signora, ora pretende un po troppo. Al contrario suo io sono anziano, mi ricordo a malapena se ho
buttato il sale nella pasta, vuole che mi ricordi le parole esatte che ho usato? Ma poi scusi, perch urla? La gente
sullautobus non la sta guardando storta?
E: NO SONO SU AUTOBUS!! Sono a lavoro io, e mi sto facendo culo che se andavo a battere su strada come
mie connazionali facevo meno!! E QUESTO PERCHE LEI NON VUOLE DIRE SI!!
G: Ma veramente glielho detto prima
E: ALLORA VEDE CHE SE LO RICORDA?!!
G: Aspetti, aspetti, ho una chiamata in linea.
CLICK
G: Pronnntooo?

EEEEEEEENNNNZZZZOOOOOOOO!!!
G: Noooo, sono sempre io, ha sbagliato numero!!
Voce sicula: Ah, non zei Eenzo?
G: No!
VS: E allora passami Eenzo!!
G: Non c Eenzo, ha sbagliato numero! Io mi chiamo Gionni! Posso aiutarla lo stesso?
VS: Ah, ho sbagliato numero? Mi scuzi
G: Si figuri, buon uomo.
CLICK

G: Eccomi, signora Edwige, perdoni linterruzione.

Ma Edwige, pardon, Edwina ha gi riattaccato.

Gionni fa lo stesso, chiedendosi come mai le persone che sbagliano numero col cellulare siano di solito
meridionali.

Ed in effetti me lo sono chiesto spesso anchio. Ci avete mai fatto caso?


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*****

Il signor Gionni ama molto la sua citt. Tortona un comune di 26.329 abitanti della provincia di Alessandria,
in Piemonte, situato sulla sponda destra dello Scrivia, tra la pianura di Marengo e le estreme propaggini collinari
dellAppennino Ligure, non lontano dal confine con la Lombardia.

(S, prima che ve lo chiediate, lho appena copia incollato da Wikipedia.)

A Tortona tutti sono cordiali con il signor Gionni, e non esitano mai a fermarlo per scambiare due chiacchiere
quando lo intravedono sullaltro marciapiede.

Anche gli autisti non mancano di salutarlo quando si butta in mezzo alla strada per raggiungere il lato opposto,
strombazzando allegramente col clacson e facendo gesti beneauguranti.

Insomma, non importa chi tu sia, n cosa tu stia facendo: quando Gionni scende in paese la festa sempre
assicurata.

*****

Amleto (col fiato corto): Gionni, mi perdoni, credevo fosse venuto con noi per parlar di Geova
Gionni (trotterellando): E infatti cos, carissimo. Ma avrei anche una piccola commissione da sbrigare, se me
lo concedete. Intanto parli, parli pure.
A: Ho qualche difficolt a farlo, camminando in questo modo!
Biagio (ansimando dietro di loro): Scusate, potreste andare un po pi piano? Non riesco a starvi dietro
G: E come mai? Stiamo solo passeggiando! Su, mi dica. Ci siamo lasciati sul triste mondo malato, le Piaghe
dEgitto e la vostra congrega.
A: Non stiamo passeggiando, questa una marcia militare!!
G: Ora sta esagerando, non mi dica che un fumatore!
B (sempre pi indietro): Scusaaaate, per favore Non riesco a
G: Ma insomma! Siete giovani, tirate fuori la resistenza! Io alla vostra et facevo il maratoneta! Cavevo un
fisico che
(flette i muscoli e si ferma allimprovviso, facendosi travolgere da Biagio)
B: S, ma non si fermi cos di colpo, per!
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G: Certo che a voi due non va mai bene niente, eh! Ok, cercher di venire incontro alle vostre scarse capacit
atletiche. (Ricomincia a camminare pi lentamente) Mi stava dicendo?
A (facendo un respiro e annuendo): Le stavo dicendo che la nostra congrega, negli ultimi anni, si occupata
soprattutto dellaiuto a persone in difficolt. Lei si render conto, per, di quanto possa essere gravoso un
compito del genere.
G: Me ne rendo ben conto.
A: Bene. Un compito gravoso come il nostro necessariamente pesante anche sotto il profilo monetario, e
come lei pu immaginare le nostre entrate sono quelle che sono.
G: Posso immaginare. (girandosi verso il marciapiede opposto) Ehi, ciao, Deppe!!
Signore baffuto (camminando): Ueh, ciao, Gionni. Come va? Sempre in giro a non far niente?
G: Che ci vuoi fare, Deppe! Ormai na gara a chi si seppellisce, lo sai!
(Amleto e Biagio si toccano, non visti)
G: Dicevamo?
A (spostando le mani di colpo): Dicevamo che le entrate per la nostra congrega si limitano a una piccola quota
dellotto per mille e
G (girandosi): EHIII, Hansel! Altissima, purissima ?!
Signore barbuto: Gionni, mi sa che sei rimasto ai primi novanta!
G: E meno male!! (tornando ai testimoni) Sapete, mio fratello sostiene che lunica cosa buona dei primi
novanta sia stato il grunge, ma io non sono daccordo. Vi ricordate quanterano belle le pubblicit? E gli scherzi
al citofono? Voi ne fate mai quando girate per case? Tipo, che so, C Geova? E la cremeria?
A: No. Non abbiamo tempo per divertirci, con le spese che abbiamo. Specie contando che oltre allotto per
mille abbiamo solo i contributi volontari dei singoli cittadini, che

GOMBRATE ROSA!! GOMBRATE ROSA!!


(uomo nero li assale)
A e B: Ma che ?! (saltano in aria per lo spavento)
G (ridendo): Ma niente, quel simpaticone di Khadim, ogni volta fa sti scherzi
A: S, bello scherzo, tra un po ci restavo secco
G: E non le ha fatto quello dellebola con lepistassi! Ehi, uomo nero, come te la passi?
Khadim: Non c male, Gionni, e tu? (gli stringe la mano con una stretta complicata)
G: Tiro avanti. Non come tu e i tuoi amici, che tirate altre cose
K (ridendo e allargando le braccia): E qui ti sbagli, amico mio. Pulito, pulitissimo da due settimane.
G: Noooo!
K: Sss!
G: Noooo!
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K: Sss! E merito tuo, fratello.


G: Fatti abbracciare, cioccolatone!
(i due si abbracciano sotto lo sguardo stranito di Amleto e Biagio)
G (sciogliendo labbraccio): Dimmi un po, gli altri come stanno?
K: Tutti bene. Sai, quellidea che hai avuto, aprire il centro culturale senegalese, stata una figata. Ora
pensano tutti alla registrazione del disco di tradizionali, e Josef ha gi detto che lo metter in vendita. Oggi la
musica africana tira un casino: con un po di fortuna potremo rifare il tetto, e ospitare qualche ragazzo in pi.
G: Sei un grande, fratello. Davvero, rendi orgoglioso un vecchietto come me.
(si abbracciano ancora)
K: Beh, ora devo andare. Ti aspettiamo alle prove domani sera. Mi raccomando! (lo punta col dito mentre si
allontana)
Gionni ricambia il gesto e ricomincia a camminare.
G: E un ragazzo sfortunato, ma tanto volenteroso. Ci vorrebbe pi gente come lui in questa citt.
Biagio (incuriosito): Davvero c un circolo senegalese a Tortona?
G: Certo! Ti piace la musica africana, Biagio?
B: Eccome! Tira un casino!!
A: Biagio, per cortesia, non mettertici anche tu adesso. Vorrei riuscire a concludere il mio discorso senza
ulteriori interruzioni.
B: Va bene, Amleto.
A: Stavo dicendo, signor Gionni, che per noi sono molto importanti i contributi volontari dei singoli cittadini, e
che quindi ci farebbe molto piacere se

LULTIMO LIBRO CHE HA LETTO O CHE STA LEGGENDO!


A (sbroccando): MA INSOMMA!! Non possibile!! Signor Gionni, lei una calamita per gli scocciatori!
Basta, mi rifiuto di proseguire oltre! Sono stufo!!
G: Non si preoccupi, siamo arrivati! (indica uninsegna dietro di lui, con scritto Imo Lo Svizzero articoli per
veri uomini).
B: Uh, che carino! Non conoscevo questo negozio!
G (sghignazzando): Allora stai per avere una bella sorpresa, ragazzo mio. Preparati, perch stiamo per entrare
nel paradiso dellessere umano di sesso maschile!
B: Un sexy shop?
G: Meglio, ragazzo, meglio. (gli si illuminano gli occhi) Bricolage.

*****
19

La porta si apre, mostrando un negozio letteralmente pieno di cianfrusaglie.


Dietro il bancone sta un uomo di mezzet, dotato di lunghi capelli bianchi e forti muscoli, vestito con una
camicia a quadri azzurra.
Non appena vede Gionni fa per alzarsi, con sul burbero volto un enorme sorriso.
Imo: Gionni! Carissimo! Che piacere vederti!
Gionni: Il piacere tutto mio, Imo. Stai comodo, stai comodo, questa volta sono io che ho bisogno di te.
I: Eh no, mi spiace. Se Gionni suona il campanello labbraccio la regola, non leccezione. Vieni qua.
(altro abbraccio molto maschile.)
I (notando le altre presenze): E voi che avete da guardare?
G: Tranquillo, Imo. Sono con me.
I: Buono a sapersi. (gonfia il petto e si avvicina ad Amleto) Perch altrimenti con quelle braccine che vi
ritrovate vi avrei gi scaraventato fuori dal negozio a calci.
Biagio (mettendosi impettito a difesa di Amleto): Ehi, guardi che non c bisogno di essere aggressivi! Non
cos che si tratta un possibile cliente!
A: Biagio, non credo sia il caso di mettersi a litigare
I (di colpo cordiale): No, ha ragione il piccoletto. Ho sbagliato. Me lo dice sempre anche Gionni che dovrei
stare pi attento ai miei modi. Purtroppo con tutti gli anni di galera che ho fatto certe abitudini sono dure a
morire.
A e B (sbottando): Come anni di galera?!
I (facendo spallucce): Roba da niente: furtarelli, violazioni di domicilio, rapina aggravata, peccatucci cos.
Luca, il fratello di Gionni, era il mio avvocato, e sono stati loro a riportarmi sulla retta via. Voi come lo
conoscete?
A (guardando teso Gionni che curiosa nel negozio): Motivi di lavoro, riservati, se devo dirla tutta. Infatti
eravamo un pochino di fretta, ma Gionni ha insistito per
I (interrompendolo): E stato Gionni a consigliarmi di aprire questo negozio, sfruttando le mie competenze per
diventare fabbro per il Tribunale. E mi ha salvato. Non lo dico per esagerare: voi non avete idea di quanto sia
richiesto un fabbro al giorno doggi. Altro che scienze delle comunicazioni, o qualche altra facolt del cavolo
che avrete fatto voi.
B (intervenendo): Ehi, come ha fatto a indovinare?
I: Ce lhai scritto in faccia, ragazzino. Ma sei ancora in tempo per venire qui in bottega, se vuoi.
A (divertito): Lasci stare, penso che il mio collega crollerebbe a terra al primo peso da portare.
B: Eh, perch tu, invece
A (offeso): Abbi rispetto per il tuo superiore, Biagio. Per tua informazione io ero un grande sportivo prima di
sposarmi poi si sa, le donne
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I: Cielo, non cominciamo neanche con le donne. Non so se c ancora ladesivo Io non posso entrare col cane
con la faccia da bionda sulla porta, ogni tanto passa qualche femminista e lo stacca. Comunque non mi sono
ancora presentato: piacere, Imo Lo Svizzero.
A: Adelmo Toccafondi.
B: Biagio Vesima
(stritolamento di mani)
A (massaggiandosi la mano): Ma quindi Imo Lo Svizzero il suo vero nome?
I (alzando la voce): MI STA PRENDENDO IN GIRO?! Secondo lei?!
A (spaventato): Presumo di no, che sia una specie di nome darte
I (dispiaciuto): No, il mio vero nome. Perch ha pensato che fosse un nome darte? Lo trova strano?
A: Mi perdoni, lei ha reagito dicendo mi prende in giro? con il vocione, e quindi ho pensato che dovessi dire di
no
I (sempre pi dimesso): Lho fatto perch pensavo fosse ovvio. Questa una societ semplice, e poi, coi miei
precedenti, se mettessi una ragione sociale diversa la finanza penserebbe ad un prestanome.
A: Certo, capisco. Comunque no, non per niente strano, anzi, Imo Lo Svizzero un gran bel nome.
I: MI STA PRENDENDO IN GIRO?!
A: No, davvero, glielo giuro!!
Gionni interviene, ricomparendo da un angolo del negozio.
G : Ehi, che succede qui? Avete finito di azzuffarvi? Imo, mi serve il tuo aiuto.
I: Subito, Gionni. Di che si tratta?
G: Questo, guarda qui.
Imo si dimentica totalmente della sua querelle con Amleto e si dirige al bancone insieme a Gionni. Questultimo
tira fuori il sacchetto dei cocci e lo posa sul bancone.
Imo lo apre ed estrae un pezzetto, guardandolo controluce ed arricciando le labbra.
I: Nipotini col pallone?
G: Qualcosa del genere. Era il vaso della nonna, ci teneva tanto. Pensi di riuscire a rimetterlo a posto entro
stasera? Non vorrei che Luca se ne accorgesse, ci resterebbe male.
I (arricciando ancora di pi le labbra): La vedo difficile, amico. Potrei provare a riattaccarli, ma si vedrebbero
le crepe. Luca non uno sprovveduto, se ne accorgerebbe subito.
G: Gi, hai ragione (pensandoci su). Hai qualche altra idea?
I: Una ce lho, anche se non un po ai limiti della legalit
G: Sarebbe?
Imo fa cenno a tutti di avvicinarsi, e prosegue sussurrando.
I: Avete presente il negozio di antiquariato vicino alla chiesa?
21

Biagio: Quello sempre vuoto?


I: S, quello. Diciamo che non sempre vuoto, lavora pi che altro nel retrobottega. Lho conosciuto in cella
una volta, un ex falsario ma ora pulito, ve lassicuro, ha pagato il suo debito con la giustizia.
Gionni (sussurrando anchegli): Dici che potrebbe creare una replica del vaso della nonna?
I: E una possibilit. E se potesse usare il suo talento a fin di bene, per aiutare il mio amico Gionni, la cosa mi
farebbe doppiamente piacere. Mi rendo conto che non sia una scelta molto ortodossa, ma
G (ridacchiando): Oh, non preoccuparti per gli ortodossi! Mi accompagnano loro, che sono testimoni di
A: NOZZE!! (coprendo Gionni) Siamo i testimoni di nozze di suo fratello Luca. Non volevo dirlo subito, nel
timore che lei non fosse stato invitato alla cerimonia
I: Gi. Peccato che Luca non sia neppure fidanzato. (si rialza dal bancone e si avvicina ad Amleto,
scrocchiando le nocche) E che la vostra presenza accanto a Gionni mi sia sembrata sin da subito sospetta.
Vuotate il sacco, scriccioli, chi siete e cosa volete da lui?
A (indietreggiando insieme a Biagio): Aspetti, signor Svizzero
I: Lo Svizzero!
A: Certo, Lo Svizzero! Credo che ci sia un grosso equivoco alla base di tutto, e che parlandone con calma forse
potremo ODDIO, I CARABINIERI!!
I (guardandosi intorno terrorizzato): Dove?! Dove?! Ooooh, maledizione, me lhanno fatta unaltra volta, non
riesco proprio a perdere il vizio!! Che faccio, Gionni, li inseguo?
G: Lasciali andare, amico. Sono due bravi ragazzi, te lassicuro. E poi un po di corsa non pu che far loro del
bene.
Imo e Gionni si appoggiano allo stipite dellingresso, guardando Adelmo e Biagio che corrono in modo
scomposto, ansimando.
I: Sar. Secondo me al solito sei troppo buono, e la gente finisce per approfittarsi di te.
G: Ti preoccupi troppo, per ti ringrazio per il pensiero. Fa piacere poter contare su dei muscolacci sodi come i
tuoi (gli fa il solletico, ricevendo in cambio un pattone in testa che lo fa traballare). Ora devo andare, prima che
lantiquario chiuda.
I: In effetti ti conviene sbrigarti, fa orari un po ballerini. Alla prossima, amico.

E cos il signor Gionni si incammina trotterellando verso il centro del paese, mentre Imo lo segue con lo
sguardo.
Poi pulisce con uno sputazzo la vetrina e torna dentro al negozio, in attesa di qualche altro vero uomo
intenzionato a fare acquisti.

*****
22

Il signor Gionni non ama le voci registrate.

PROVINCIA DI ALESSANDRIA. PER CUCINARE USATE LACQUA DEL RUBINETTO?


G: No. Del cesso. Grazie.
CLICK

Tolgono lavoro alla brava gente, sostiene.

*****

Gionni: Allora, vediamo. La via questa, e se non ricordo male qui dovrebbe esserci lantiquario.

Gionni si ferma di fronte ad un negozio tutto bianco e asettico, molto trendy, decisamente diverso da come se lo
ricordava.

G: Boh, magari vende antiquariato IKEA. Vediamo se aperto.

La porta si apre su una stanza ancora pi trendy dellingresso. Gli unici mobili sono un bancone e varie sedie
dalla forma strana, su una delle quali seduta unapparente segretaria molto ben vestita ed altrettanto algida.

Segretaria: Buongiorno, signore. Come posso aiutarla?


G (avvicinandosi e togliendosi il cappotto): Buongiorno signorina, cercavo lantiquario.
S: Temo che lei sia un po in ritardo, allora.
G: Davvero? Non sono neanche le undici
S: Intendevo che ha chiuso definitivamente circa un mese fa. E fallito.
G: Ah. Beh, mi dispiace saperlo, ma avrei davvero urgenza di parlargli.
S: Dispiace anche a me, ma non so come aiutarla. Non ci ha lasciato un recapito, e non credo che abbia riaperto
da qualche altra parte.
G: Uhm, capisco. Forse per pu aiutarmi lei.
(rovescia il sacchetto di cocci sul bancone)
S (saltando su): Ma che diavolo ?
G: Era un vaso di mia nonna, ci teneva tanto. Ho bisogno di una copia identica. Pensa di potercela fare?
S: Non credo proprio, signore. La Manson & Co. un consulting network in cui operano professionisti
dallampio know-how in management, marketing e human resources.
23

(silenzio)

G: Fate corsi di lingue?


S: No. Glielo spiegher in termini pi semplici: la nostra societ si occupa di intervenire con comprovata
competenza su progetti di qualunque ordine di dimensione, massimizzando lefficacia dellintervento senza
trascurare il contenimento dei costi.

(silenzio)

S: Vuole un esempio pratico?


G: Mi dica, mi dica.
S: Lei ha lacqua in casa?
G (schioccando le dita): E allora si faccia un bagno! Questa vecchia, la so pure io Comunque s, ce lho.
S: Ottimo. E il gas ce lha?
G (schioccando): E pure la doccia!! No, questa troppo cattiva, poi qualcuno soffende, sa, di sti tempi
Comunque s, ce lho.
S: Ottimo. Se lei si rivolgesse alla nostra societ, noi nomineremmo un counselor che si occuperebbe al posto
suo della gestione delle bollette, risolvendo alla radice ogni suo problema.
G: Che problema hanno le mie bollette?
S: Come che problema hanno? Non mi dica che lei contento di pagare di pi!!

(Gionni allarga le braccia, sorridendo)

G: Contento? Contentissimo!! Pensi che quando mi arriva la bolletta ogni volta scoppia una festa, apro la
cassetta delle lettere, vedo la bolletta e partono i festoni con i raudi e le miccette incorporate, i vicini a quel
punto capiscono che arrivata la bolletta e anche loro partono con i fuochi dartificio e le luminarie di Natale
dellanno prima che poi si inceppano e fanno corto circuito e la casa prende fuoco, cosa che sarebbe anche una
tragedia ma tra i raudi, le miccette e i fuochi dartificio fa una coreografia straordinaria, e poi a quel punto ci
troviamo tutti al paese, nel circolo che abbiamo fondato per quelli che amano questo genere di cose, prendiamo
le bollette, ce le leggiamo lun laltro e ci diciamo uuh come siamo contenti di pagare di pi! e poi ci tagliamo
con le bollette tra le dita delle mani (fa il gesto) cos siamo ancora pi contenti, e poi si balla e si festeggia e
trick e track e trick e track (fa mossette), cos, con le mani tutte insanguinate ...

24

(la segretaria lo guarda impassibile)

S: Ha finito?
G (riprendendo fiato): Ho finito.
S: Ottimo. Il nostro modus operandi consiste nel far cambiare ogni mese gestore ai clienti, sfruttando le varie
promozioni. Cos facendo i nostri assistiti possono usufruire sempre della tariffa pi bassa al momento presente
sul mercato, senza doversi pi preoccupare del pagamento delle bollette o dei rapporti con i gestori.
G (riflettendo): Quindi, se ho capito bene, io dovrei pagare voi per pagare meno le bollette, giusto?
S: Giusto.
G: Allora mi scusi, magari mi son perso qualche passaggino in English, ma non vedo onestamente dove sia il
vantaggio. Immagino che i vostri costi siano anche abbastanza elevati, per mantenere un ambaradan come
questo. (indica il negozio)
S (a bassa voce tra s e s): Ma com che questi vecchiacci non capiscono mai una mazza e poi la cosa dei costi invece la azzeccano subito? Che palle
G: Mi perdoni, ha detto qualcosa?
S: Ho detto che ovviamente nel breve periodo i costi potrebbero sembrare superiori al guadagno, ma nel lungo
periodo la differenza diventerebbe invece determinante. Mi deve credere.
(le cade locchio sui cocci rimasti sul bancone)
S: Inoltre, nel caso in cui decidesse di usufruire dei nostri servizi, potrei adoperarmi per trovare un consuleor
in grado di risolvere anche il suo problema con il vaso.
G: Dice davvero? Ma mi aveva detto che
S (pronta): Che io non potevo aiutarla, non certo uno dei nostri ragazzi. Io sono una semplice segretaria,
dopotutto.
G (galante): Semplice ma molto elegante e ben preparata, se mi consentito dirlo.
S: Lei troppo gentile. (sorriso falso). Ottimo, a questo punto le prenderei un appuntamento per quando vuole
con uno dei nostri ragazzi. Ha qualche preferenza?
G: Allora, vediamo Il vaso mi serve entro stasera, per c il problema di Fuffi Che per alle 17
dovrebbe avere la toelettatura! Ok, perfetto, facciamo oggi alle 17 a casa mia, le do lindirizzo.
(la segretaria si segna lindirizzo di Gionni e controlla qualcosa al computer)
S: Ooook Dunque, oggi nella sua zona dovrebbe esserci Roberto della Sorgenia. E una compagnia nuova
sul mercato, la consigliamo spesso ai nostri clienti dato che ha tutto linteresse a sfruttare unaggressiveness
strategy di penetration pricing.

(silenzio)

25

S: Ok, lasciamo perdere. E un tizio che potr aiutarla col vaso.


G: Grazie, signorina. E stata formidabile. Aspetti che riprendo i cocci.
S: Le do una mano.
G: No, lasci stare, non vorrei si rovinasse le unghie. Anzi, la nail art, come la chiama lei! Vede che anche io
sono aggiornato
S: Aggiornatissimo. (sorriso falso) Ottimo, a rivederla, signore. E stato un piacere.
G: Anche per me, arrivederci. (fa per allontanarsi, ma subito si volta) Ah, unultima curiosit
S: Non vendiamo antiquariato IKEA.
G: Benissimo, come non detto. Alla prossima, allora, arrivederci.

*****

C una tappa fissa per chi si reca a Tortona, ed il Ritrovo di Josef, un simpatico panzone dai modi rudi e
bruschi che Gionni conosce sin da quando era piccolo.
Il locale, posizionato sulla SS35, diventato famoso negli anni per il suo essere bar, trattoria, minimarket,
paninoteca, farmacia, discopub, bowling, gelateria, internet point, autofficina, bocciofila, motel, circolo ARCI,
locale da speed dating e tutto quanto a Josef potesse venire in mente per raggranellare qualche soldo.
Cambia insegna ogni due mesi e nome ogni tre ma per gli abitanti di Tortona resta il Ritrovo di Josef, il posto
dove andare quando hai bisogno di qualcosa e perfino il Carrefour con i suoi orari da schiavisti chiuso.

Deppe: Ueh, guardate un po chi c, arrivato Gionni!


Resto del Ritrovo: BENVENUTO, GIONNI!
Gionni: Grazie, ragazzi! (avvicinandosi al bancone) E tu non mi saluti, Josef? Sei troppo impegnato a contare i
soldi, come tuo solito?
Josef (scherzoso): Tsk! Hai poco da fare il galletto, amico. Se sei venuto qui per mangiare a scrocco hai scelto
il posto sbagliato! Che ti porto?
G: Non lo so, vediamo il menu.
(controlla la lavagnetta, stringendo gli occhi per la miopia)
G: Penso che prender lapericena, mi ispira il nome, molto esotico, un po tribale ...
J: No, lascia perdere, quello non si mangia. E una roba che ho dovuto mettere per andare incontro ai giovani,
insieme alle palme finte e alla musica africana di sottofondo. Tu non hai idea di quanto tiri questa roba
inascoltabile, oggigiorno.
G: Un casino, immagino.
J: Bravo, ti vedo aggiornato. Dai, su, che mangi?
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G: Mah, non lo so Prender quello che sta mangiando Hansel. Che sta mangiando Hansel?
Hansel (seduto al bancone): Wurstel e crauti con le cotiche.
G: Ok, non prender quello che sta mangiando Hansel. Ti lascio carta bianca, anzi, fai tu: sorprendimi!
(allarga le mani, citando Ratatouille)
Josef si lascia andare alla sua tipica risata tra i denti, simile ad un attacco di tisi che si conclude con una
scatarrata fulminante.
J: Tsk tsk tsk, non sar facile sorprendere un buongustaio come te, ma ci prover.

Mentre Josef spignatta, Deppe si alza dal suo tavolo e si unisce a Gionni e Hansel al bancone.
Deppe: Ueh, Gionni, chi erano quei tizi con cui giravi prima? Non mi sembra di averli mai visti in citt.
G: Erano due bravi ragazzi, e mi stavano aiutando a risolvere un imprevisto. Hai presente il vaso della nonna
che tengo in cucina?
D: Come no, ogni volta ci fai due palle ...
G: Eh, purtroppo non le far pi, guarda qua.
(posa il sacchetto dei cocci sul bancone e lo apre)
D (corrucciato): Oh, cavolo.
G: Hai detto bene.
Hansel (masticando): Ma Luca lo sa?
G: Non lo sa, non ancora almeno. Sto cercando un modo per rimetterlo a posto prima che se ne accorga. Voi
avete qualche idea in merito?
Deppe ci pensa su, giocherellando coi baffi come da sua abitudine.
D: Potresti provare a chiedere al Cinese. Magari nel suo antro di spazzatura a Viguzzolo ha qualche copia
tarocca.
Cinese (da un tavolo): Non ti permettere di parlare cos di mio magazzino, uomo con baffi!
Deppe (ad alta voce): Ueh, parlavamo giusto di te, muso giallo. Vieni qua un momento, per favore.
Gionni: Deppe!! Lo sai che non si dicono certe cose. Un po deducazione!
D: Anche tu hai ragione, Gionni, ma lo sai, io sono un tipo tollerante, rispetto i diversi ma sempre leghista
sono, lo sai che ho i miei limiti.
Hansel (ridacchiando): Chiaro, ma poi non lamentarti se tua figlia se la fa con Khadim!
D (punto sul vivo): Tu stai zitto, altoatesino, che per i miei standard sei gi ai limiti dellextracomunitario, ti
avverto!
(Il Cinese intanto si alzato dal tavolo, borbottando imprecazioni nella sua lingua)
C: Cosa volete voi? Io molto impegnato, ho clienti che aspettano e non posso tardare in pausa pranzo a
cazzeggiare come voi italiani perditempo.
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Deppe (prende un coccio e glielo mostra): Hai qualcosa di questo colore e materiale che possa essere utile a
Gionni? Un vaso, o qualcosa di simile?
(Il Cinese afferra il coccio e lo studia, stringendo gli occhi a mandorla)
C: No, niente del genere. (rimette il coccio sul bancone) Questa ceramica anni venti, difficile da replicare.
Troppo costosa. Non vale la pena.
D (scherzoso): Certo che non servite mai a nulla, voi mangiatori di riso!
C (prendendolo sul serio): Vallo a dire a tua figlia e a tuoi connazionali che fanno coda in mio negozio! Per me
non c problema, uomo con baffi. Io servo tutti, io guadagno, io compro tuo locale pignorato da Equitalia
quando Stato aumenta tasse. Tu non riesce a pagare Tasi? Tu non riesce a pagare Tari? Colpa di sindaco! Io no
votato sindaco, tu votato? Chi votato lui? Renzi vuole miei soldi? Renzi vuole lIVA? Per me non c problema.
Mi venga a cercare!
(tutto il locale a parte Deppe scoppia a ridere)
Hansel: Eheheh, Cinese. Sei sempre il solito idiota.

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D: Gionni? Tutto ok?


G: Uh? S, perch?
D: Mi sembravi sovrappensiero.
G: No. Cio, s, stavo pensando. La cosa della replica, ci ho pensato anchio. Imo mi aveva consigliato un
posto, un tale antiquario dalla chiesa, ma pare che abbia chiuso da un mese.
D: Lantiquario? Hansel lo conosceva, mi pare.
H: S, ma non lo vedo da un secolo. Non so che fine abbia fatto. So che era finito in galera e brutte storie
Magari prover a cercare se ho ancora il suo numero, quando torno a casa.
G: Grazie, amico barbuto. Mi saresti davvero utile se lo trovassi. (gli d una pacca sulla spalla). Alloooora,
barista! (picchia i pugni sul bancone) Arriva o no sta sbobba?! Qui si comincia ad aver fame!
Josef: Eccoti il rancio, grande capo. Ma non lamentarti se non lo digerisci, perch poi mi incavolo.

Josef torna al bancone con in mano un vassoio coperto, da cui proviene un ottimo odore. Lo posa e lo
scoperchia, facendo comparire

G (sorpreso): I suppl!!
J (soddisfatto): Eh gi!
G: Ma sono per me?
J: E chi altri mangerebbe roba del genere qui? Certo che sono per te. E non lasciarne, che non saprei a chi
rifilarli.

Per fortuna di Josef, non c pericolo che ci accada.

33

*****

Il signor Gionni un ottimo guidatore, ma ha pur sempre una certa et, per cui evita di guidare se possibile.
Nonostante questo, non si tira mai indietro quando c da aiutare qualche automobilista in difficolt.

Figlia: Mi scusi, buon uomo, potrebbe darci una mano?


Gionni: Dice a me, signorina? Volentieri, in cosa posso servirla?
F: Oh, meno male che c lei, davvero, non avrei saputo come fare. Senta, mia madre (indica con disprezzo
unanziana signora, seduta in macchina accanto alla pompa uno) si accostata con la macchina alla pompa uno,
che sulla DESTRA, nonostante la nostra macchina abbia il serbatoio a SINISTRA.
Madre (da dentro la macchina): Non lo sapevo, che era a sinistra!
Figlia (urlando): Bastava guardare la freccia accanto alla spia della benzina!! (rivolta a Gionni) Sa, una cosa
che pochi sanno, lho letta su Facebook
M: Non vero, non c, non la vedo!!
F: E PERCHE SEI CIECATA!! Stavo dicendo, come vede abbiamo sbagliato lato a cui accostarci, per cui
non riusciamo a raggiungere il serbatoio con la pompa. Non che ci potrebbe dare una mano?
G: Ma certo, signorina. Ci vorr un po di forza, ma tirando in due dovremmo riuscire a farcela; baster far
passare la pompa sul retro della macchina.
F (imbarazzata): Ecco, s in effetti ci sarebbe un altro problema Vede, non so come possa essere
successo, ma dopo aver inserito i soldi credo, invece della uno, di aver selezionato la pompa DUE.

Il signor Gionni alza lo sguardo. La pompa due attaccata parallela alla uno, troppo distante per rifornire la
vettura. Sulla macchinetta c scritto, a caratteri cubitali, LA UNO E A SINISTRA LA DUE E A DESTRA.
Cos, senza gli accenti.

G: Non si crucci, signora. Scritta cos la frase era indubbiamente ambigua, e si prestava a pi interpretazioni.
Ma a questo punto, se permette, la cosa si fa ancora pi semplice, non crede? Baster che sua madre sposti la
vettura e che si avvicini alla pompa due!
F: Ooooh, vero!! (di nuovo raggiante) Grazie, signore, non so come avremmo fatto senza di lei!
MAMMAAAAA!! HAI SENTITO COSHA DETTO?! SBRIGATI!!

La figlia si sposta accanto alla pompa due e stacca la pistola, facendo cenno alla madre di raggiungerla.
Questultima si muove in retromarcia, girando intorno al pilone che divide le pompe e piazzandosi, contromano,
accanto alla numero due.
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Cos facendo, riesce nella non facile impresa di mettere DI NUOVO il serbatoio dalla parte sbagliata.

F (furiosa): MAMMAAAA!! MA INSOMMA!! Ho capito devo fare tutto io, dato che non sei capace a fare
niente!! (fa per avvicinarsi al finestrino, ma prima di farlo rimette a posto la pistola)
G: Signorina, no! Aspetti!

Troppo tardi: la figlia si rende conto dellerrore e si precipita verso il distributore, ma gi uscito uno scontrino
dalla macchinetta, con un rimborso pari a ben dieci euro.

F: NOOOOOO, e ora come facciamo?! Non passiamo mai da questo benzinaio!! (si rivolge a Gionni) Signore,
le chiedo scusa ancora, ma non che per caso le interessa un buono da dieci euro di gasolio?
G (un po in imbarazzo): Eh, vorrei poterla aiutare, signorina, ma purtroppo la mia macchina va a benzina
F: Oooh, accidentaccio!! MAMMAAAAA!! Ferma tutti i diesel che vedi e cerca di cambiare il buono con una
banconota vera!!
M (sempre dalla macchina): E come faccio a riconoscerli?
F (urlando): CE SCRITTO SUL SERBATOIO!! SCENDI E SBRIGATI!!!!

Il signor Gionni si allontana, lasciando le due donne libere di assaltare le macchine che si fermano a far benzina.
Lui sa che il rimborso del tutto indipendente dal tipo di carburante da erogare, ma preferisce non dirlo, per non
farle sentire ancora pi impedite.

E fatto cos: ci tiene alletichetta.

*****

Dopo lottimo pranzo al Ritrovo, Gionni si trattiene con gli altri avventori a chiacchierare del pi e del meno
fino a che non giungono le due del pomeriggio.
A quel punto il senso di colpa per la rottura del vaso diventa pi forte del piacere di stare in compagnia: Luca
potrebbe tornare a casa da un momento allaltro, e lui non ha ancora trovato una soluzione definitiva al
problema.

Si allontana quindi lungo la SS35, diretto di nuovo verso il centro citt, facendo zig zag tra le macchine
parcheggiate finch

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SKREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEKKK
Ahia!!
TONF

Uomo alla guida (scendendo dalla macchina): Nooo! Nooo! Nooo! Nooooooooooooo!!
Gionni (a terra): Tranquillo, buon uomo, non mi sono fatto niente!
U: VORREI BEN VEDERE! Lho solo sfiorata!! Su, forza, mi dia il suo numero di telefono.
G (rialzandosi in piedi, frastornato): Il mio numero di telefono? Mi scusi, ma non capisco
U: Ah, comincia gi a fare il finto tonto?! Andiamo bene! (scartabella nella macchina, sempre pi agitato). Se
non mi vuole dare il suo recapito allora sar costretto a compilare il CID, e a far gestire la cosa alle
assicurazioni. Tenga, compili la sua parte.
(gli passa il modulo di constatazione amichevole e una penna)
G (dopo averlo letto): Mi scusi, ma sotto targa cosa devo scrivere?
U: Metta il numero di carta didentit, o qualcosa del genere.
G: Ma sicuro? Credevo che questo servisse solo per gli incidenti tra macchine ...
U: Certo che serve. Cos, non lo sa come ci si comporta in questi casi? Non mi dica che non ha mai causato
un incidente, perch non le credo. Lei ha proprio la classica faccia del rintronato che tampona la gente solo
perch si distrae.
G: A parte che io non guido pi da alcuni anni, qui per esempio c scritto assicurazione
U: Contro gli infortuni. Non ce lha? Peggio per lei.
G: E poi sorpassava, cambiava corsia, usciva da un posteggio
U (strappandoglielo di mano): Ma mica va compilato tutto!! Cosa crede che siano, i quiz della patente? Basta
mettere i dati, le firme in fondo e soprattutto (riprende anche la penna e si appoggia al tettuccio) voil, una bella
X sul NO a feriti anche se lievi.
G: No, aspetti un attimo
U (puntando un dito accusatore): AH-AH!! E qui che la volevo! Lo sapevo che avrebbe tirato fuori la storia
del colpo di frusta!
G (cominciando ad alterarsi): Ma che colpo di frusta, mi scusi, mi ha acciaccato un ginocchio, che ha fatto
secondo lei, mi passato dietro e rimbalzato sulla cervicale?
U: Acciaccato il ginocchio tutto da dimostrare. Anzi, facciamo cos: andiamo subito al Pronto Soccorso, la
porto io.
G: La ringrazio per il pensiero, ma
U (dito accusatore): AH-AH!! Visto? Proprio come immaginavo!! Senta, ho gi capito che qui non caveremo
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un ragno dal buco. Metta una firma e basta, poi il modulo lo compilo io.
G: Prima vorrei leggere quello che ha aggiunto, se permette.
(si sporge, ma luomo fa sparire il modulo dietro la portiera)
U: Cos, non si fida?
G: No, si figuri, per mio fratello, che avvocato
U (interrompendo ancora): S, s, certo, come no, ovviamente ha un fratello avvocato, un padre finanziere e
magari anche un genero alla Polizia Postale, ho indovinato?
G (allarga le braccia): Va bene, per lei non mi fa finire neanche mezza frase, eh!
U: Non c bisogno di farla finire, ho gi capito dove vuole andare a parare. Quanto vuole? (porta la mano al
portafoglio)
G: In che senso?
U: Quanto vuole di soldi? Per chiudere qui la cosa senza mettere in mezzo lassicurazione. Tanto lo so che sta
puntando a quello.
G: A parte che non assolutamente vero, anche volendo non potrei certo spararle una cifra cos, su due piedi.
U: Eh certo, prima deve consultarsi con il fratello avvocato, il carrozziere, il medico legale e tutto il resto della
combriccola. Tutti uguali siete voi approfittatori, sembrate seguire un copione da quanto siete prevedibili. Sa
cosa le dico! SI VERGOGNI! SI VERGOGNI!!
G: Ma io
Voce di donna: Ehi, che sta succedendo qui? Cosa sono queste urla?!
U: Maledizione, quella ficcanaso della Nadia. Meglio sparire. (fa per tornare in macchina) E lei ha capito
quello che ho detto? SI VERGOGNI! SI VERGOGNI!!

Glielo ripete ancora un paio di volte attraverso il finestrino, mentre si allontana con il suo macchinone sgasando.
Il signor Gionni rimane immobile, incerto sul da farsi, e viene quindi facilmente raggiunto dalla signora Nadia,
una vispa donna di mezzet dal robusto giro vita.

Nadia: Signor Gionni, cosa succede? Uberto le stava dando fastidio?


Gionni: No, signora Nadia, non si preoccupi. Mi ha solo sfiorato con la macchina, niente di grave.
N: Occavolicchio!! (si preme i palmi contro le guance paffute) Invece gravissimo! Ha preso i suoi dati,
spero!
G: No, ma non importa, davvero!
N: Certo che importa!! Presto, dobbiamo inseguirlo!! TAXI!! TAXIIIII!!!

Senza dare ascolto alle suppliche di Gionni, Nadia lo trascina verso un taxi giallo che ha appena inchiodato
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davanti a loro, complice anche la mole della signora.

Tassista (masticando una gomma): Dove vi porto?


Nadia (con fare da film): Segua quella macchina!!
T: Ricevuto. Sono cinquanta euro, anticipati.
N: No, come anticipati? Cos questa storia?
T (senza girarsi): Politiche di categoria. Lei non ha idea di quanta gente mi dica segua quella macchina e poi
salti gi dal taxi senza pagare, con la scusa che deve inseguire il colpevole.
N: S, ma il colpevole sta scappando sul serio!! Si muova, o rischiamo di perderlo!
T (masticando pi forte): Cinquanta euro, o non mi muovo.
N: Oh, cavolicchio! (fruga nella borsetta) Non li ho cinquanta euro Signor Gionni, lei li ha per caso?
G: Mi faccia controllare No, non li ho, per ho il bancomat! Posso pagare col bancomat?
Il tassista smette di colpo di masticare. Le mani con cui stringe cambio e volante cominciano a farsi livide.
T: Scenda immediatamente dal mio taxi, prima che la prenda a schiaffi.
G: Mi scusi, non volevo mancarle di rispetto. Ora scendiamo.

Anche il taxi sgasa allontanandosi lungo la statale.


Gionni e Nadia si trovano quindi a piedi, fermi al punto di partenza.

G: E ora che facciamo?


N: Mi venuta unidea. Forse mi sono ricordata dove abita il nostro uomo. Le do uno strappo col mio scooter,
venga, parcheggiato qui dietro.
G: Uh, ottima idea! (la segue e salta in groppa allo scooter con fare atletico. Nadia fa per partire, ma Gionni la
ferma) Un momento! Quasi mi dimenticavo: non si gira in due senza casco! Ne ha uno anche per me?
N: E vero! Aspetti. (scartabella) Guardi, per lei se vuole ho quello di mia figlia. E rosa, spero che non ci
siano problemi.
(gli porge un caschetto minuscolo di Hello Kitty, modello Duraleu)
G: Nessun problema per il colore, piuttosto le dimensioni, non mi calza molto bene. (prova a spingerlo sulla
testa, ma troppo piccolo per lui)
N: Lo metta sopra alla faccia, cos. Almeno protegge quella. (glielo allaccia sulla nuca)
G (con la voce ovattata dal casco): Uhm, forse cos va meglio, per non vedo niente
N: Che importa? Tanto sono io che devo guidare, mica lei. Si tenga forte.
G: Ok, per vada piano, mi raccomandOOOOOOOOOOHH!!!!!
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La signora Nadia parte sgommando in mezzo alla strada, correndo a tutta velocit. Il signor Gionni si abbarbica
a lei come un koala, ripetendo incessantemente delle parole incomprensibili fino a che non giungono a
destinazione.

N: Siamo arrivati!!
G: Diopadrenostrocreatore, abbipietdinoi, diofiglionostroredentore, abbipietdinoi, santatrinitunicodioesignore
N: Siamo arrivati, le ho detto!! Si muova! (gli strappa il casco dalla faccia e poi corre verso il marciapiede,
seguita da Gionni)

Raggiungono quindi una casetta mono famigliare, carina anche se molto sobria.
La Mercedes parcheggiata davanti allingresso, e sopra al campanello c scritto Pallavicini.
Nadia si mette subito a scampanellare, continuando finch luomo della macchina non compare alla porta.

Uberto: Cosa diavolo vuoi?


Nadia: Ti sembra questo il modo di comportarti?
U: Non so di cosa tu stia parlando.
N: Lo sai benissimo, invece. Hai investito questo povero signore, e non gli hai chiesto neanche scusa.
Uberto sbuffa, guardandosi la punta delle scarpe. Non sembra granch pentito, in effetti.
U: E tu che ruolo hai per venire a farmi la morale, tappetta? Perch non pensi un po agli affaracci tuoi, una
volta tanto?
N: Si d il caso, Schumacher dei miei stivali, che mia figlia sia una compagna di classe di tuo figlio, per cui s,
ho un ruolo per venirti a fare la morale, padre degenere.
Gionni (intervenendo): Suvvia, signora Nadia, non sia cos dura con lui.
N: Lo sono eccome invece. Che razza di esempio vuoi dare a quel ragazzo, Uberto? Si pu sapere? Vuoi che
cresca pensando che mettere sotto le persone e poi scappare via un comportamento legittimo?
Uberto si morde un labbro. Da un lato vorrebbe mandare Nadia direttamente su Venere, ma dallaltro si rende
conto che ha ragione.
U: E va bene. Ho sbagliato. Le chiedo scusa. Ho fatto male ad aggredirla, ma ho pensato che volesse
approfittarsi di me ed il sangue mi andato alla testa. Senza rancore.
G: Nessun rancore, signor Pallavicini. Poteva succedere a chiunque, e comunque anche io ci ho messo del mio,
attraversando senza guardare.
Nadia (soddisfatta): Eccellente. Sono felice di vedere che ti rimasto ancora un po di buon senso. Ora dagli i
tuoi dati, cos possiamo chiuderla qui.
U: Neanche per sogno.
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N: Co Cosa hai detto?


U: Hai sentito benissimo. Cerca di capire una cosa, Nadia: la macchina mi serve per lavorare. E tu non hai idea
di quanto costi lassicurazione obbligatoria al giorno doggi. Se faccio un altro incidente, il premio mi schizza
alle stelle e io finisco nella bratta, per dirla alla francese. Per cui mi spiace, ma escluso che io possa
denunciare il sinistro. Se il signore vuole dei soldi posso darglieli in contanti, come gli ho detto, anche se
onestamente mi sembra che neppure lui sappia davvero cosa vuole.
G: Volevo soltanto le sue scuse, o forse che fosse a posto con la sua coscienza. Capisco la sua motivazione,
signor Pallavicini, e posso immaginare le sue difficolt. Per me la questione chiusa, senza il minimo rancore.
Possiamo andare, signora Nadia.
Gionni si volta, tornando verso lo scooter, ma Nadia rimasta immobile, e sta fissando Uberto con uno sguardo
colmo di disprezzo.
Nadia: Non chiusa per niente, signor Gionni. Ed escluso che io possa liquidare cos questa merda umana.
Uberto: Ah, ci mettiamo anche ad offendere adesso? Complimenti
N: STAI ZITTO!!
Gionni rimane paralizzato di fronte a quellordine imperioso. Perfino Uberto si zittisce allistante, senza pi
cercare di interrompere.
N: Vuoi sapere perch sei una merda, Uberto? Te lo dico subito. Non perch investi le persone, e neanche per
la tua strafottenza o lattaccamento ai soldi. E perch prendi in giro la gente pensando di essere pi furbo degli
altri, e che tutti si berranno le tue storielle. La macchina ti serve per lavorare? Non farmi ridere. Ti basterebbe
unutilitaria per lavorare, non certo una Mercedes. Idem per lassicurazione: comprati una Seicento e il tuo
problema risolto. No, la verit che tu sei attaccato a quella macchina in modo morboso, perch lultima
cosa che ti rimasta per bullarti in giro per il paese, perch non vuoi che gli altri sappiano che ora hai dei
problemi economici. Sei talmente una merda che non hai mosso un dito per fermare tua moglie prima che
sparisse con tuo figlio, mentre hai fatto carte false nel senso letterale del termine per non farti pignorare la
macchina. E tutto questo perch sei un verme, un fallito, un relitto umano che non mai riuscito a riprendersi
dalla chiusura del suo ridicolo negozietto di antiquariato!!

Gelo tra i presenti.

G: Un momento, ho capito bene? Il signor Pallavicini un antiquario?


N: Lo era. Aveva un negozio in centro, vicino alla basilica.
G (raggiante): Ma allora proprio luomo che stavo cercando!! Oh, che colpo di fortuna pazzesco! Signor
Pallavicini, avrei bisogno del suo aiuto. Mi servirebbe che lei facesse una copia di questo vaso

SLAM
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G: Signor Pallavicini? Signor Pallavicini? BZZZZZZ (si attacca al campanello) BZZZZ Ehi, signor Pallavicini?
BZZZZZ BZZZZZZZZZZZZZZZZ Accidenti, temo che si sia appena rotto il campanello
N (disperata): E colpa mia ... Se non lo avessi offeso in quel modo, probabilmente sarebbe stato disposto ad
aiutarla. Sono stata una stupida!
G: Non lo dica neanche per scherzo, Nadia. Per quanto brusche, le sue parole erano certamente sincere.
Piuttosto, non che per caso ha un ombrellino dentro allo scooter? Perch qui temo che stia per venir gi un
acquazzone
Ed effettivamente proprio cos, come dimostrano le prime gocce che cadono su di loro.
N: Ooooh, ci mancava anche questa, adesso!! Venga con me, a meno di due isolati da qui c il mio negozio.
Oggi sarebbe giorno di chiusura, ma possiamo rifugiarci l dentro fino a che non spiove.

*****

Camminando rasente ai muri per evitare di bagnarsi, il signor Gionni raggiunge lesercizio commerciale di
Nadia, una pasticceria molto elegante in qualche modo reminiscente della Manson & Co.
Liberatisi dei cappotti bagnati, i due si siedono sul tavolino per i commensali in attesa che passi il temporale.

Gionni (guardandosi intorno): E veramente un bel posticino questo.


N: Lo pensa davvero? La ringrazio.
G: S, molto elegante. Non ho mai visto una pasticceria cos.
N (sorridendo): E perch non una pasticceria normale, ma una bakery, specializzata in dolcetti americani.
G: Ah s? E come mai le venuta questidea?
N: E una passione che ho sempre avuto. Amo lAmerica e ancora di pi la cucina, e da quando mio marito
stato licenziato ho dovuto inventarmi qualcosa anchio per contribuire al bilancio familiare. Le bakery oggi
vanno abbastanza di moda, per cui eccomi qua.
G: Mi dispiace per suo marito, immagino che per voi non sia stato facile.
N: Come per tutti. Io ho solo avuto la fortuna di poter unire lutile al dilettevole, ed in pi il coraggio di
mettermi in gioco con qualcosa di originale. A proposito, ci tengo che lei sappia che Uberto non cattivo, solo
cocciuto come un mulo, per questo lo tratto male: vorrei poterlo stimolare a reagire. A differenza mia,
purtroppo, lui ha una preparazione molto settoriale: era davvero bravo in quello che faceva, ma sfortunatamente
quel qualcosa oggi non ti d pi da mangiare. Sono sicuro che tra un paio di giorni sar lui a contattarla per il
vaso. E fatto cos.
G: Ne sono certo, ma non si preoccupi: alle cinque ho un appuntamento con un esperto, conto di risolvere il
problema del vaso a breve. Piuttosto, a proposito di mangiare, mi dica un po: ma questi dolcetti americani a cui
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stava accennando, come sono fatti?


N: Beh, dolcetti americani una definizione molto generica. Qui facciamo muffins, cupcakes, brownies,
cheescakes Non mi dica che davvero non ha mai provato niente del genere!
G: In effetti no, e mi ha incuriosito. Posso comprare qualcosa?
N: Certamente! Ma prima glieli faccio assaggiare! (si alza dal tavolo e si china dietro al bancone, cercando
qualcosa) Allora, vediamo. Dovrei avere ancora qualche avanzo di ieri non sono buoni come appena fatti, ma
giusto per darle unidea. Ecco, questo un muffin, una piccola tortina monoporzione!
(emerge dal bancone stringendo un muffin gigantesco, modello fungo atomico)
G: Accidenti, che bello! E sono sicuro che anche buonissimo!
N: Lo assaggi, lo assaggi! E non vada leggero col giudizio, mi raccomando!

Gionni non se lo fa ripetere due volte e addenta la tortina. Se non ch si trova subito in grosse difficolt a
deglutire il malloppo.

G (cercando di scacciare i colpi di tosse): Buona! Davvero buona, complimenti!


N (un po tesa): Dica la verit: troppo pesante?
G: Pesante?! Assolutamente no! Anzi, il cuore di nutella e crema al limone ti lascia quel retrogusto sul palato
che un piacere.
N (rilassandosi): Perch non crema al limone, ma lime! Sono i dettagli che fanno la differenza! Ascolti, abuso
troppo di lei se gliene faccio provare un altro?
G: Un altro? Volentieri! Ma non vorrei abusare troppo io della sua dispensa
N: Che dice, questi sono avanzi, li avrei buttati in ogni caso. Provi questa: il nostro pezzo forte.
(gli porge una tortina nera, pi piccola, ma con un quintale di panna sopra)
N: Questa si chiama cupcake: diversamente dal muffin si prepara senza dividere gli ingredienti secchi da quelli
liquidi, ed in pi sopra ha il frosting.
G: Il frosting! (espressione di approvazione) Certo che questi americani hanno una parola specifica per tutto!
Dalle mie parti lavrebbero chiamata a crema sopra
Nadia ride.
Gionni prende la cupcake, sfiorando inavvertitamente la panna con lindice. Fa per leccarla, ma il dito
perfettamente pulito.
Insospettito, tocca la copertura pi volte e scopre che la panna solida.

G: Scusi, Nadia, ma normale che il frosting sia solido?


N: S, certo, normale. Perch me lo chiede?
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G: Perch, deve sapere, tanti anni fa aveva invitato a cena una ragazza, in un posto molto romantico, che aveva
tutta una schiera di dolci in bella vista dietro al nostro tavolo. E allora per fare il galletto ho chiesto al
cameriere: cameriere, cosa ci pu dire di questi bei dolcetti? E lui mi fa: guardi, le posso dire che sono
buonissimi, e inoltre il pu anche toccare, (picchietta sullaria) perch sono di cartongesso
N (scoppiando a ridere): Vada tranquillo, non cartongesso. E crema al burro, per questo sembra solida. E le
consiglio di mangiarla insieme alla base, altrimenti da sola potrebbe essere stucchevole.

Gionni accetta la sfida e spalanca la bocca modello boa constrictor, addentando mezza cupcake in un sol
boccone. Immediatamente lo shock iperglicemico gli fa lacrimare gli occhi, dettaglio che non sfugge allo
sguardo attento di Nadia.

N: Ok, sia sincero: questo era pesante.


G (bofonchiando): Ma signora, le ho gi detto di no! (cerca di pulirsi i denti con la lingua) Lei non ha idea di
cosa sia il cibo davvero pesante. Rispetto alla cucina di mia nonna, questo riso bollito.
N: Fantastico! Perch stavo giusto per proporle questi brownies ai quattro cioccolati e mezzo, una nuova ricetta
ancora in lavorazione che conto di mettere in vendita a breve.
Tira fuori dal bancone una leccarda piena di dolcetti quadrati, che trasudano cioccolato e calorie solo a
guardarli.
Il signor Gionni comincia seriamente a preoccuparsi per la propria salute, ma una rapida scorsa allorologio gli
permette di salvare le coronarie.

G: Acciderbolina, sono gi le quattro! Devo scappare, alle cinque ho lappuntamento per il vaso!
N: Ha ragione! Meno male che se ne accorto, rischiavo di farle far tardi! Per fortuna ha smesso di piovere. La
accompagnerei io con lo scooter, ma temo che con le strade bagnate rischierei di farla cadere
G: Non si preoccupi, Nadia. Non abito molto distante. Alla prossima, allora, e questa volta come cliente!

Congedandosi, il signor Gonni esce dalla bakery e si dirige con passo spedito verso casa.
Lungo il tragitto nota che effettivamente lasfalto molto bagnato, con grosso rischio per i veicoli di fare
aquaplaning, ossia slittare in curva per la perdita di aderenza delle gomme.

Oh, prima lavevo detto come battuta, ma a pensarci bene gli americani hanno davvero una parola specifica per
tutto!

43

*****

DRIIIN

Gionni: Pronnntooo?
Voce straniera: Sono io.
G: Oooh, Edwige! Che piacere risentirla! Ma che fine ha fatto? Non sento pi i rumori dellautobus
Edwina: Mi sono chiusa in cesso. Unico posto qui dove trovare silenzio. Tanto oggi mio ultimo giorno di
lavoro, domani mi licenziano.
G (preoccupato): Oh perbacco, e come mai?
E: No produzione. Nessun contratto da quando sono assunta. Se entro questa sera no concludo contratto,
domani sono licenziata.
G (cercando di consolarla): Cara Edwige, mi rendo conto che la situazione sembri solo negativa, ma deve
vedere anche il lato positivo della cosa. Mi creda, lei merita di meglio che stare tutto il giorno a farsi insultare
dalla gente al telefono. Questa una bella notizia. Lei giovane, di bella presenza (presumo), deve avere delle
prospettive per il futuro.
E: Sto chiamando lei. Mia prossima prospettiva piano inclinato o gi da balcone.
G: Non deve dire cos, io
E: Basta. Ho collega con buscopan che reclama accesso. Ho chiamato per solo motivo: pregare lei di dire s.
Ora. In ginocchio su tazza di water.
G (dopo aver riflettuto alcuni secondi): Scusi, non ho capito se io o lei
E: IO su tazza di water. Imploro lei, ora. Dica s. Per favore.
G (dopo unaltra breve pausa): Se lo dir, promette di lasciar perdere i discorsi sul piano inclinato e cose del
genere?
E: Prometto.
G: Ne sicura?
E: S.
G: La accendiamo?
E: SIIIIII!! Ehm, volevo dire, s.
G: Ok, allora te lo dico. Sei pronta? Sss. S, s, s, s, s, s, SIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!! (infervorandosi)
E: Basta cos!! Ho registrato. Finalmente Mio primo contratto concluso!
G (soddisfatto): Oooh, visto che non ci voleva tanto? Bastava chiedere con gentilezza! E contenta adesso?
E: Molto. Grazie, signor Luca.
G (sbiancando): Luca? Come Luca? No, aspetti, ci devessere un errore. Io non sono Luca, Luca mio
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fratello.
E (glaciale): Come suo fratello? Sta scherzando?
G: No, no, mio fratello, glielassicuro! Si stupiscono un po tutti perch non cassomigliamo, per
E: Ma io ho chiesto subito se lei era titolare di telefonia, e lei mi ha detto s!!
G: E secondo lei se avessi detto s andavamo avanti per mesi con sta pantomima? Eh su, Edwige, io sar
anche anziano ma qui mi sa che lei che sta perdendo i colpi .
E (furente): Ma allora doveva dirlo subito, per normativa su privacy!! Mi ha fatto perdere un sacco di tempo!!
Sa cosa le dico?! Idi u picku materinu!!
CLICK

Il signor Gionni ovviamente dispiaciuto che le transaminasi di Edwina non siano a posto.
O forse i trigliceridi. Il suo croato effettivamente un po arrugginito!

*****

Giunto a casa, il signor Gionni verifica che Fuffi sia effettivamente andato a farsi segare gli artigli e poi si
adagia beato sul divano, non prima ovviamente di essersi lavato i denti (egli tiene molto alligiene orale).

Mentre sta visionando una rivista, in attesa di Roberto, sente suonare alla porta. Sono le 16:30.

G: Oh, in anticipo! Ho fatto bene a sbrigarmi, allora.

Tuttavia, una volta aperto, non si trova di fronte al fantomatico Roberto bens ad un volto giovanile e
conosciuto: quello di Biagio Vesima.

B: Salve signor Gionni!


G: Ciao Biagio, che sorpresa! Cosa posso fare per te?
B: Veramente sono io che ho una sorpresa per lei! (gli mostra una scatoletta di medie dimensioni) Posso
entrare?
G: Certamente! Vieni, accomodati.
(Biagio si siede sul divano, e porge a Gionni la scatoletta.)
B: La apra. Sono sicuro che rester sorpreso.
(Giorni apre la scatola. Dentro c un piccolo vaso di ceramica.)
B (soddisfatto): Gli assomiglia, vero?
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Giorni guarda meglio il vaso. Non solo la forma, ma anche il colore completamente diverso da quello di sua
nonna.

G: Beh, s, gli assomiglia E di ceramica! Biagio, non so come ringraziarti per il pensiero, sei stato davvero
molto gentile. Dimmi quanto lo hai pagato, cos posso rimborsartelo.
B: Non ho pagato nulla. Lo aveva Andrea pardon, Amleto in casa. Appena lho visto ho subito pensato a lei.
G: In questo caso mi dispiace, ma non posso accettarlo. Mi serve lautorizzazione del signor Amleto: non sta
bene portar via gli oggetti da casa daltri, ragazzo mio, anche se sono certo che lhai fatto a fin di bene.
Biagio si fa improvvisamente cupo.
B: Lasci perdere Amleto, mi creda. Non si merita che lei si preoccupi per lui.
Prima che Giovanni possa chiedere spiegazioni su questultima frase, suonano alla porta.
B: Hanno suonato. Sta aspettando qualcuno?
G: Uh, s, quasi me lero dimenticato. Aspettami qui, Biagio.

Ma anche questa volta non si tratta di Roberto.

Amleto: Eccoti finalmente, maledetto ingrato. (rivolto a Biagio, visibile dentro la stanza) Sapevo che ti avrei
trovato qui. Come diavolo ti saltato in mente di sparire in questo modo?
Gionni: Buongiorno, signor Amleto!
A: Lei ne stia fuori, una questione tra me e il mio collega. (superando Gionni con malagrazia, entra
nellabitazione) Allora? Abbiamo ancora un sacco di giri da fare, non possiamo perdere tempo con questo
taccagno.
B (corrugando la fronte): Il signor Gionni non un taccagno. Lui una brava persona, diversamente da noi.
A: Sai che me ne frega, in ogni caso non ci dar un centesimo. Muoviti, dobbiamo andare.
B: No. (categorico) Sono stanco. E dalle cinque che siamo in giro e non ci siamo ancora fermati un attimo.
Sono stufo di questa vita. Non voglio ridurmi come te, costretto a star fuori di casa dallalba a notte fonda, senza
mai poter passare un po di tempo con tua figlia.
A: Ancora con la storia di mia figlia?! Ci mancavi anche tu con questa fissazione!!
Gionni: Mi scusi, signor Amleto, ma penso che Biagio possa avere ragione.
A: Le ho gi detto che deve starne fuori, lo capisce litaliano?
G: Certo che lo capisco! Ma forse lei che ha difficolt a comprendere la situazione. Ci pensi: in giro dalle
cinque, e rester fuori fino a sera tardi. Io lo so che lei lo fa anche per la sua bambina, e che mosso dalle
migliori intenzioni, ma si metta per un attimo nei panni di sua figlia: lei lo sa come ci sente in questi casi? Provi
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a immaginare.
(gli prende un braccio, muovendo laltro verso lorizzonte con fare da attore)
G: La sua piccola bambina si sveglia la mattina, quando ancora il sole nascosto oltre lorizzonte. Si alza
lentamente, guardandosi intorno, vede il buio, e ha paura. Scende dal letto e comincia a camminare lungo il
corridoio, chiamando pap, pap, ma lui uscito, e lei non sa perch. E allora la vedi l, poverina, che gira per
casa dicendo Amleto, Amleto, perch sei tu Amleto, perch essendo piccola poverina ha fatto un po di
confusione tra le tragedie ...
A (scostandosi): Ma quale confusione tra le tragedie!! Qui la tragedia solo una: non riusciamo ad arrivare a
fine mese, porca miseria! In caso contrario starei a girare di casa in casa per tutto il giorno a cercar di prendere i
soldi agli anziani, secondo lei?!
B (sorpreso): Andrea, stai calmo ...
A: Stai calmo un cavolo!! Ora mi avete veramente rotto le palle voi due!! Vuole sapere una cosa su mia figlia,
Gionni? Ha un disturbo dellapprendimento. Contento adesso che lo sa? E vuol sapere unaltra cosa? Avrebbe
bisogno dellinsegnante di sostegno, ma indovini un po? La scuola pubblica non ha i soldi per permettersene
uno, e quindi labbiamo dovuta iscrivere ad una scuola privata, mandandola dalle suore. E lei ha idea di quanto
costino le rette in quegli istituti?
G (mortificato): Eh, immagino parecchio ...
A: Immagina bene. Per cui ecco spiegato il motivo per cui sono in giro dalle cinque a spillar soldi alla gente
come lei, e il perch dovr continuare a farlo per tutto il resto della giornata. Mi dica, contento adesso?
G: Beh, contento ovviamente no, e in fondo la capisco ...
A: Ma cosa vuole capire lei, che pieno di soldi!
G: Pieno di soldi, IO?
A: Certo, e chi se no? Guardi in che razza di casa enorme vive ...
G: Questa? Ma a me di questa casa rimasto solo lusufrutto, la proprietaria piena di debiti. Lhan pignorata
la banca, Equitalia, pure la donna delle pulizie ... Ma davvero credevate che fossi pieno di soldi? No dai, questa
bellissima, la devo raccontare a mio fratello.

NO! lo interrompono in coro Amleto e Biagio, fermandogli la mano mentre prende il cellulare.
G: Va bene, va bene, non gliela racconto, per come vedete siamo un po tutti sulla stessa barca. E non solo
noi: c tanta gente in paese che non se la sta passando bene, per sapete una cosa? Voi avete un dono che molti
non hanno, o che non hanno pi: una famiglia che vi aspetta a casa. E credetemi, molto pi importante dei
soldi, perch lo Stato non ve la pu portare via. Vostra moglie magari s, ma lo Stato no. E non una cosa da
dimenticare cos, alla leggera.
Amleto (pentito dello sfogo): Beh, s. In effetti da quel punto di vista ha ragione E un altro modo di vedere
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le cose. Ero talmente preoccupato del futuro di mia figlia che ho lasciato indietro una cosa ancora pi
importante, ossia il nostro presente insieme.
G (sorridendo): Bene, sono contento di averle fatto vedere le cose sotto una prospettiva diversa. Ma mi dica,
anche il suo collega Biagio ha dei gravi problemi in famiglia?
Biagio: No, io mi sono rovinato con le scommesse e ...
G (interrompendolo): E vabb per anche tu un po te lo meriti eh ...., con Amleto sotto che dice: Visto?
Anche il signor Gionni daccordo, te lho sempre detto io.

Suonano alla porta.

G: Fermi tutti. Suonano alla porta.


A: Ho sentito. Aspetta qualcuno?
G: Proprio cos, ma a questo punto non sono mica certo che sia lui.

E invece proprio lui, o almeno cos sembra, vista la targhetta sul gessato con su scritto Roberto.

R: Salve, mi chiamo Roberto Fumacotti, lavoro per la Sorgenia, e ...


G: ROBERTO!! Oooh, non ha idea di quanto sia felice di vederla!! Si accomodi, la stavamo aspettando!
R (entrando): Stavamo? Chiedo venia, non vorrei averla disturbata... (vedendo i due testimoni di Geova) Oh,
non immaginavo avesse gi ospiti, tolgo subito il disturbo.
G: Ma che disturbo, si sieda pure, c posto per tutti. E poi lei qui per aiutarmi, no?
Biagio: Chi questa persona, signor Gionni?
G: E un inviato della Sogegross!!
R: Sorgenia ...
G: S, s, Sorgenia! Pensate, alla sua agenzia mi hanno detto che potr aiutarci con il vaso se stipuler con loro
un semplice contratto!
Biagio: Un contratto? Stia attento, Gionni, mi puzza di truffa lontano un miglio
R (schizzando in piedi): Oh, ma come si permette lei?! Moderi i termini, sa!!
B (mentre Amleto cerca di fermarlo): Moderi i termini un cavolo! Chi lei? Cosa vuole dal nostro amico
Gionni? Perch non si ancora presentato?
R: Nemmeno lei lo ha fatto, se per questo!!
G (alzandosi e dividendoli): Feeermi, fermi tutti! Le presentazioni le faccio io, se permettete! Signori, lui
Roberto Fumacotti, rappresentante Sogegross ...
R: SORGENIA!!
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G: Ooooh, insomma, tanto si capiva lo stesso!! Loro sono Amleto Toccafondi e Biagio Vesima, e sono
Testimoni di Geova.
R: Ah, testimoni di Geova? E avete il coraggio di accusare me di essere un truffatore? Avete una bella faccia di
bronzo!!
B: Ma stai zitto, prima che ti arrivi una fatwa in testa!!
R: Una fatwa? E che centra la fatwa?!
G: Fermi! Feeermi! Non litigate, che mi squilla il telefonino (risponde). OOOOOH carissimo fratellone, come
stai? Sei ancora bloccato al lavoro? Non ti preoccupare, fai con calma, tanto qui ho sempre ospiti!
Gionni si allontana parlando con suo fratello, mentre Roberto si siede, continuando a borbottare su cosa centri
la fatwa con i testimoni di Geova.

Quando sono rimasti da soli, Amleto guarda Roberto e gli dice: Tu non me la racconti mica giusta, sai. Sono
pronto a scommettere che non hai alcuna intenzione di aiutare Gionni con il vaso, e che vuoi solo fargli firmare
qualche trappola. Anzi, probabilmente non lavori neppure per la Sorgenia: sei solo un procacciatore di contratti
pagato a cottimo.
Roberto: E se voi siete davvero dei testimoni di Geova io sono un rabbino. Sentite un po, questo babbione mi
sembra abbastanza ricco da poterci smezzare il ricavato. Che ne dite, ci mettiamo daccordo?
Biagio (scortese): A parte il fatto che il signor Gionni NON un babbione, tecnicamente noi eravamo qui
prima di te, per cui questo il NOSTRO territorio. Smamma, bello.
Amleto: Il mio amico ha ragione: questo non il luogo adatto per un poco di buono come te. Inoltre se pensi di
aver trovato una gallina dalle uova doro avrai una brutta sorpresa. Qui tutto pignorato ...
Prima che possa terminare il discorso il signor Gionni ritorna, confermando che il fratello nuovamente in
ritardo, cosa che per potrebbe volgere a loro vantaggio.

G: Mi dica, signor Roberto. Che idea ha da propormi per il vaso della nonna? Mio fratello dovrebbe stare fuori
ancora qualche ora, forse possiamo fare in tempo.
R: S, dunque. A proposito del vaso (tirando fuori dei fogli da una cartellina). Sarah mi ha accennato alla
questione. Firmando questo contratto lei potr ottenere una copia perfetta del suo vaso, oltre ad altri vantaggi,
ma prima che firmi avrei bisogno dei suoi dati personali, se permette. Lei si chiama Johnny, ho capito bene?
Biagio: Esatto, signor Gionni. E anche scritto nella targhetta fuori, eh ...
R: Non stavo parlando con lei. Comunque, Johnny come, con lacca?
G (interdetto): Con lacca? Come con lacca?
R: Intendo come si scrive Johnny, con lacca, con la ipsilon ...
G: Ma che acca e ipsilon, si scrive Gionni come si legge, gi, i, o, enne, enne, i.
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R: Ah, ma proprio Gionni? Ma cos italo americano?


G (sbottando e tirando fuori laccento): Ma che italo americano, io so romano de Roma, nato e cresciuto nella
capitale da padre romano E madre di Tortona ...
Amleto: Ma perdoni, ma di cognome allora come fa?
G: Ve lho appena detto, GIONNI!

(Tutti in coro): Aaaah,

il COGNOME!!

G: Ma certo che il cognome, che metto, il nome di battesimo sulla targhetta? Ma che abitudini strane cavete
voi a Geova? Ma io non so ...
R (scrivendo): Allora, vediamo, signor Gionni ... E di nome come fa?
G (dopo un attimo di incertezza): Eh, di nome come faccio, di nome faccio ... Jonathan.
R (sbottando incredulo): Ma come JONATHAN!! Romano de Roma e poi si chiama Jonathan Gionni, ma che
, il Padrino?! Mi sta prendendo in giro?!
G: Eh, lo capisco, ma non colpa mia, era mi madre che era fissata con Richard Bach ...
Biagi: Oh, tu comunque la devi smettere di rivolgerti in questo modo al signor Gionni!
Roberto: E tu ne devi stare fuori, hai capito?!
Amleto: Basta! Piantatela di discutere inutilmente! Allora, signor Roberto, possiamo vedere questo famoso
contratto, prima che faccia notte possibilmente?
R: Certo, certo, eccolo qui.
Passa il foglio a Gionni, ma Amleto glielo prende di mano.
A: Mi scusi, Gionni, permette?
G: Certo, ci mancherebbe.
A: No, perch sa, questa cosa del contratto con la Sorgenia per sostituire un vaso un po sospetta, specie la
cosa dei vantaggi. Bisogna leggerlo molto attentamente, prestare attenzione alle singole clausole ...
R: Io comunque lavevo dato al signor Gionni, non a voi ...
Gionni: Il signor Amleto ha ragione, Roberto. Cio, non mi fraintenda, io mi fido ciecamente di lei e della sua
agenzia, per le cose van lette. Me lo dice sempre anche mio fratello Luca: non devi firmare mai nulla senza
prima aver letto ci che stai firmando, e mio fratello se ne intende, sa, un avvocato di fama nazionale ...

(Roberto comincia ad agitarsi, mentre Amleto e Biagio lo guardano e ridacchiano in silenzio)

... bravissimo, conosciutissimo in tutti i Tribunali e le procure della penisola, specializzato in casi di truffe ai
danni dei cittadini, non ne fa scappare uno, chirurgico, preciso come Perry Mason
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(Roberto sbianca, mentre Amleto e Biagio gli fanno gesti del tipo ora ti fa un culo cos mimando il labiale,
fermandosi nel momento in cui Gionni si gira nella loro direzione)

Roberto (alzandosi): Bene, direi che a questo punto posso anche togliere il disturbo ...
Gionni (prendendogli il braccio): Ma che disturbo, e il contratto?! A me il vaso serve, porca loca! Mica se ne
pu andare via cos!
R (bianco): Ha ragione, ma mi sono appena ricordato che ho un impegno, e

GUUUURGLE
Gionni (in allerta): Che stato? Un tuono? Non ditemi che sta per tornare a piovere!
Biagio: Non vorrei sbagliarmi, ma mi sembrava provenisse dal suo stomaco. (indica Roberto)
G: Ma sul serio? Roberto, ha per caso fame?
R (ora rosso come un pomodoro): Onestamente s, a pranzo non ho praticamente mangiato.
G: Ossantocielo, e come mai?!
R: Sa com, lora di pranzo il momento in cui si trova pi gente a casa, per cui capita spesso di dover
mangiare solo un panino al volo, e a volte neanche quello.
G: Avr fatto almeno una buona colazione, mi auguro!
R (abbassando gli occhi): A dirla tutta Per un motivo o per laltro non ho mangiato nulla da ieri sera.
G: Ma allora non c nemmeno da discutere! Voglio che restiate tutti miei ospiti a cena. Anzi, dopo mangiato,
approfittando che siamo in quattro, ci facciamo un bel pokerino! E se non vi basta

(li porta verso un armadio che apre, mostrando una notevole collezione di giochi da tavolo)

Amleto: Ollall, quanta bella roba! E un appassionato?


G: Diciamo che da buon gentiluomo cerco di essere pronto ad ogni evenienza. (suono del campanello) Scusate,
suona di nuovo il campanello, chi sar mai a questora?
Roberto: Non lo so, andiamo a vedere!

I quattro aprono la porta e si trovano di fronte ad una gnocca bionda da paura.

Tutti (spalancando gli occhi): ELLAPEPPA!!


G: Signorina, mi duole davvero dirglielo, ma temo proprio che abbia sbagliato indirizzo.
Voce straniera: No sbagliato indirizzo. Io cercavo proprio lei, signor Gionni.
Amleto: Ma cosa Gionni, lei conosce questa donna?
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G: No, o meglio s! Riconosco la voce! Edwige, lei?


Edwina: Sono io.
G: Ma che sorpresa! E il lavoro?
E: Licenziata. Per questo io pensato che lei potesse aver bisogno di domestica o di badante. Pi seconda, ora
che la vedo.
G (gonfiando il petto): Guardi, signorina, che a dispetto delle apparenze io sono perfettamente autonomo ed
autosufficiente. Ciononostante, non potrei mai rifiutare una richiesta daiuto, specie da parte di una gentile
donzella come lei. Per cui entri: far in modo che anche i miei ospiti la aiutino a trovare un nuovo impiego.

Edwige non fa in tempo ad entrare in casa, per, che il campanello squilla di nuovo. Questa volta ad aver
suonato Imo Lo Svizzero.

G: Ciao Imo!
I: Ciao Gionni! Ho visto una bella ragazza dirigersi verso casa tua, e ho subito pensato che stessi dando una
festa, brutto marpione che non sei altro!
G (sghignazzando): Ma dai, Imo! Non ho pi let per cose del genere, io!
I: Ah, dici mi sono sbagliato? Peccato, perch avevo portato anche gli amici!
Indica alle proprie spalle, e Gionni vede Khadim e i suoi amici senegalesi, tutti armati di djembe e strumenti
tradizionali.
G: Ragazzi, lo sapete che non si pu suonare in casa, i vicini protesterebbero!
Khadim: E che problema c? (colpetti di djembe e sorriso) Invitiamo anche loro, no?

*****

Tortona una citt relativamente piccola, e si sa, nei paesi la gente mormora.
In meno di unora la notizia della festa si diffonde per tutta la statale, attirando Deppe, Hansel, Nadia, Josef, il
tassista, lortofrutta, lidraulico, il prete, perfino la segretaria della Manson & Co. e il Cinese, oltre ovviamente
ai vicini di casa di Gionni.

La musica a palla e il divertimento alle stelle: tutti ballano e si divertono, mentre festoni e palloncini
compaiono in ogni dove, anche addosso a Fuffi, che gira tra i tavoli elemosinando coccole e pezzi di cibo.

In tutto questo il nostro padrone di casa comodamente adagiato sul suo divano, vestito con una vestaglia rossa
alla Hugh Hefner ed abbracciato ad Edwige e a Sarah, la segretaria, che lo guardano con occhi adoranti.
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G: Vedete, ragazze mie, io capisco che voi vogliate accalappiare luomo giusto, ma dovete tenere presente una
cosa. Lo so che a voi donne sta parolina vi manda in brodo di giuggiole, ma non colpa vostra, colpa di
Beautiful, dei suoi matrimoni sulla spiaggia con tutte le americanate, il paggetto, gli striscioni, le trombette, il
cane che porta gli anelli e se li magna, ma dovete capire che al giorno doggi il maschio nella coppia
impressionabile. Dovete prenderla alla lontana per arrivare al s, essere pi delicate, meno dirette. Chiedete, con
educazione, e vi sar dato.
Edwina: Ha proprio ragione, signor Gionni.
Deppe: Ueh, Gionni! Han suonato alla porta! Vai un po a vedere chi !
G: E chi sar mai questo ritardatario? Ragazze, con permesso, reclamano lattenzione del padrone di casa.
Sarah: La aspettiamo, signor Gionni!

Gionni le regala un occhiolino e si dirige verso lingresso, cercando di farsi strada tra la moltitudine di corpi.
Apre la porta con fare da macho, dicendo: Alloooora, ti sembra questa lora di arrivare?!, ma si paralizza
trovandosi di fronte al postino e al suo solito sguardo gelido.

G: Ehm, buonasera, signor postino. Posso fare qualcosa per lei?


P: Pi o meno. Passavo di qua, e gi che cero ho pensato di riportarle la sua lettera. (gliela tira, modello
freesbee, e Gionni la prende al volo) Ho firmato io per il ritiro, tanto il quinto dello stipendio me lhan gi
pignorato, lo dica a suo fratello nel caso facesse storie.
G: Lei molto gentile. Beh, a questo punto la ringrazio per il pensiero, e con il suo permesso mi congedo.
P: Aspetti!

Gionni riapre la porta, giusto in tempo per afferrare un nuovo oggetto tirato contro di lui.
Lo guarda: la penna del postino, con un fiocco rosso allacciato sopra.

P (sorridendo): Sta dando una festa, e non mi invita nemmeno ad entrare?

Anche il signor Gionni sorride. Ora la festa pu davvero cominciare.

*****

Nadia: Guardate fuori dalla finestra! Si vede il tramonto!


Sarah: Che romantico, bellissimo! Era una vita che non vedevo un tramonto cos bello!
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Roberto: Il tramonto? (guarda lorologio) Oh cavolo, tardissimo! Devo scappare!


G (ballicchiando con un berrettino in testa e una lingua di Menelicche): PEEEEEEE!! Ma come scappare?
Avevamo detto che si fermava a cena!
R (costernato): Ha ragione, Gionni, ma devo proprio scappare. Devo andare a prendere mio figlio che esce dal
doposcuola e temo di essere gi in ritardo.

A quelle parole cala il gelo su tutti i presenti. Perfino la musica si ferma di colpo.

Gionni (dopo un po di silenzio, con un sorriso paterno): Beh, se per tuo figlio allora devi sbrigarti, amico
mio. Non vorrai mica farlo aspettare al freddo, no?
R: Grazie Gionni. Spero di poter ricambiare la sua ospitalit in qualche modo, in futuro.
G: Ma figurati. E stato un piacere.

Amleto e Biagio si guardano, dopodich Amleto dice: Beh, Gionni, a questo punto approfitteremmo per
andarcene anche noi, cos forse riesco a stare un po di pi con mia figlia.
G: Ma certo, ci mancherebbe, ragazzi. Spero di rivedervi presto comunque, sappiate che per voi questa casa
sempre aperta.

E cos, uno dopo laltro, tutti gli invitati della festa salutano Gionni e se ne vanno, lasciandolo solo a
passeggiare avanti e indietro per la casa vuota, con uno sguardo un po sconsolato.
Si accorge di avere ancora il berrettino sulla testa, e lo toglie appoggiandolo su un tavolo, con un mezzo sorriso.

Stringendosi nella sua vestaglia, si siede sul divano e guarda fuori dalla finestra: il sole ormai quasi del tutto
tramontato.

Gionni non sa perch, ma il tramonto, per quanto sia bello da vedere, gli trasmette sempre una sensazione
agrodolce.

Ma non importa: presto sar un nuovo giorno, e i raggi del sole torneranno ad illuminare la sua casa.

*****

La porta dellabitazione si apre ed entra un uomo giovane, di bellaspetto e vestito elegante.


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Si muove quatto quatto, cercando di non fare rumore, ma non appena arriva davanti al divano si ferma,
abbandonando le proprie cautele.

Luca: Gi, ma che fai? Mi hai aspettato in piedi? Dovresti essere a letto a questora.
G (svegliandosi e parlando ancora mezzo addormentato): Uh? Oooh, ciao Luca! E certo che ti ho aspettato, me
lavevi detto che saresti passato, mica potevo andare a letto senza salutarti.
L (con un dolce sorriso): Ti avevo anche detto che avrei fatto tardi, per colpa del lavoro ... Scusa se ti ho fatto
aspettare, ti prometto che domani cercher di arrivare prima.
G (sempre mezzo addormentato, mentre il fratello lo mette in piedi e lo accompagna verso la camera):
Tranquillo, fratellino. E poi peggio per te che sei sempre in ritardo, ti sei perso la festa. Sai, oggi ho conosciuto
un sacco di persone simpatiche, abbiamo fatto un party esagerato! Anzi, a tal proposito mi scuso se non ho
messo a posto niente e ti ho lasciato da pulire ...
L: Non ti preoccupare, ci penso io.

Mentre i due si dirigono verso la camera da letto, Gionni racconta a Luca un breve riassunto di quello che
successo durante la lunga giornata, per poi mettersi a letto e tirare uno sbadiglio.
Luca, sullo stipite della porta, lo guarda sorridendo e dice: Beh, sembra che sia stata proprio una bella festa.
Domani allora avr un motivo in pi per venire prima, cos potr conoscere tutti questi tipi simpatici.
Buonanotte, fratellone.
G: Buonanotte, fratellino. Ah, Luca!
L: S?
G (contrito): Devo dirti una cosa: ho rotto il vaso della nonna. Mi dispiace davvero, so che ci teneva tanto
Avevo anche pensato di farlo riparare, o di trovare un sostituto prima che te ne accorgessi. Sono stato uno
stupido anche solo a pensarlo, e per questo ti chiedo scusa.
L: Scuse accettate. E sono sicuro che la nonna gi contenta cos. Ora riposati, Gi; ci penseremo domani.
Gionni annuisce, e dopo pochi istanti si gi addormentato.

Luca va in salotto e comincia a mettere a posto la casa.

Passa davanti allarmadio dei giochi da tavolo, e lo chiude. Raccoglie le tazzine e i piattini sparsi per le stanze,
impilandoli con attenzione, e li riporta in cucina.

Non appena entrato, per, nota subito qualcosa.


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E il vaso della nonna: appoggiato sul tavolo nello stesso punto in cui lo aveva lasciato.
Sorride.

Il signor Gionni fatto cos: fa sorridere la gente.

FINE (29.10.2014)

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PERSONAGGI E INTERPRETI (in ordine alfabetico):

Andrea Toccafondi: Amleto


Biagio Vesima: Biagio
Cheng Guo: Cinese
Davide Depretis: Deppe
Edwina Bizaca: Edwina / Edwige
Federica Pechini: Figlia
Hans Pichler: Hansel
Imo Lo Svizzero: Imo
Josef Maltasso: Josef
Khadim Ndoye: Khadim
Luca Gionni: Luca
Micaela Ravazzo: Madre
Nadia Nocella: Nadia
Olivia Muniz: Ortofrutta
Paolo Petruccelli: Postino
Roberto Fumacotti: Roberto
Sarah Josephine Micco: Segretaria
Tiziano Calvi: Tassista
Uberto Pallavicini: Uberto
Vincenzo Salvatore: Voce sicula / Eeenzo
Zaccaria Zuccurullu: Uomo di Mondolibri

Questo libro dedicato a Michele Cavallo. Lunico, vero ed inimitabile signor Gionni.

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