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1
1.1

STRUTTURE MONODIMENSIONALI
TEORIA ELASTICA DELLA TRAVE PRISMATICA

1.1.1 Il problema di De Saint Venant. Si chiama solido di De Saint Venant (DSV) una trave
prismatica elastica sollecitata soltanto in corrispondenza delle basi, mentre il cosiddetto mantello
scarico. Il grande interesse applicativo che risiede nello studio del problema elastico per il solido
suddetto (detto problema di DSV) dato dal principio di DSV il quale, applicato al solido omonimo, stabilisce che: a una conveniente distanza dalle basi lo stato di tensione e di deformazione
del solido dipende soltanto dalle CS agenti sulle basi stesse e non dalla particolare distribuzione
delle forze superficiali. Quindi per ottenere la soluzione lontano dalle basi non ci si deve preoccupare di come sono applicate le forze sulle basi stesse, ma, sfruttando il principio di sovrapposizione degli effetti, baster studiare una volta per tutte leffetto delle singole CS. Tenuto presente
che lo sforzo di taglio non pu sussistere da solo, si hanno cos 4 classici problemi, detti di sollecitazione semplice:
1) sforzo normale,
2) flessione retta,
3) flessione e taglio,
4) torsione;
per composizione dei precedenti si considerano anche i casi importanti di sollecitazione composta:
5) flessione deviata,
6) sforzo normale eccentrico.
Il problema 6) pu peraltro essere studiato direttamente, col vantaggio che da esso discendono come casi particolari sia il 5) sia il 2) e l1). Il problema di DSV, che consiste nel ricercare
la soluzione dellinsieme delle equazioni (38), (41), (52), (42), (43), si pu utilmente affrontare
col metodo semi-inverso, il quale consiste nel formulare ipotesi sulla natura della soluzione, dette
ipotesi di lavoro (IL), salvo verificarne poi la validit. Comune a tutti i casi la IL
x = y = xy = 0. Sulle basi, poich si rinuncia a conoscere il particolare andamento della soluzione in prossimit di esse (cio si ignorano gli effetti locali), si impongono soltanto condizioni di
equilibrio globali, anzich le (43). Sul mantello, essendo fx = fy = fz = 0, le (43) si riducono alla
sola equazione: zx n + zy n = 0.
1.1.2 Sforzo normale eccentrico. Una prima ipotesi di lavoro, a suo tempo formulata da Bernoulli come vera e propria ipotesi, afferma la conservazione delle sezioni piane; ne segue che le
z , quindi le z, sono lineari nella sezione. Una seconda IL pone zx = zy = 0. Ci premesso,
avendo scelto gli assi come in figura 1, con x e y assi centrali dinerzia della sezione, si ottiene
lo stato di tensione:
Mx
My
yc y xc x
N
N
- + -------- z = ------- + ----------- y ----------- x = ------- 1 + --------Ix
Iy
A
A
y2
x2

(59)

con Mx = Nyc , My = Nxc . Ponendo z = 0 si ottiene lequazione della retta nel piano xy luogo dei
punti della sezione a tensione nulla, detta asse neutro n (AN):
yc
xc
-------x + -------y+1 = 0
y2
x2

(60)

LAN stacca sugli assi x e y rispettivamente i segmenti:


p = y2 x c

q = x2 y c

(61)

Le (60) (61) mostrano che lAN n la retta antipolare del centro di sollecitazione C. La retta s
per C uscente dallorigine detta asse di sollecitazione e individua la direzione coniugata

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C-2

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 1.

Fig. 2.

dellAN. Lo stato di tensione si rappresenta efficacemente come indicato nella figura 2, ossia ribaltando sul piano del disegno la sezione del diagramma spaziale delle tensioni ottenuta con un
piano ortogonale allAN. Detta la distanza della generica fibra dallAN, la corrispondente tensione si pu esprimere mediante la formula monomia
N
z = --------- y
Sn

(62)

con Sn momento statico della sezione calcolato rispetto allAN. La direzione dellasse n pu essere determinata dalla relazione (30), e la sua distanza c dal centro di sollecitazione C dalla
c = I n S n = I n S n

(63)

dove n lasse per C parallelo a n. Le (62) (63) sono particolarmente utili nello studio della
pressione eccentrica di solidi non reagenti a trazione. Facendo variare la posizione di C lungo s,
n si sposta con continuit mantenendosi parallelo alla direzione originaria. Per C G, (p, q)
e lAN tende alla retta impropria del piano. La sollecitazione diviene di sforzo normale centrato
e il corrispondente diagramma delle z diviene uniforme, di intensit x = N/A. La variazione di
lunghezza dellintero solido data dallespressione approssimata, che prescinde dagli effetti locali
vicino alle basi:
NL
L = ----------EA

(64)

ove L /EA e EA/L sono le costanti rispettivamente di deformabilit assiale e rigidezza assiale della
trave. Allontanando C da G lungo la retta s lAN si avvicina a G. Il punto C Ks per il quale la
retta n tangente alla sezione prende il nome di punto di nocciolo (fig. 3). Al variare della direzione s i punti Ks descrivono una curva chiusa che racchiude una regione del piano detta nocciolo centrale dinerzia che, per sua stessa costruzione, il luogo dei centri di pressione che producono in tutta la sezione tensioni di ugual segno.
1.1.3 Solidi non reagenti a trazione. Si consideri un materiale il cui legame costitutivo sia
quello di figura 4. Il comportamento elastico lineare solo per tensioni z < 0, di compressione;
per tensioni di trazione la resistenza nulla. Un solido di DSV costituito da tale materiale, sollecitato da sforzo normale di compressione eccentrico, pu essere in equilibrio solo se il centro di
pressione interno alla sezione; possono poi verificarsi due casi:
a) il centro di pressione appartiene al nocciolo centrale dinerzia; la sezione interamente
compressa e valgono i risultati gi ottenuti;

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TEORIA ELASTICA DELLA TRAVE PRISMATICA

Fig. 3.

C-3

Fig. 4.

b) il centro di pressione esterno al nocciolo centrale dinerzia; in tal caso lAN taglia la sezione; per lequilibrio sarebbero richieste tensioni di trazione alle quali il materiale non pu resistere. La sezione effettivamente resistente si riduce in maniera tale da essere tutta compressa, il
che avviene allorquando il centro C coincide con un punto di nocciolo della sezione ridotta stessa. Su tale sezione, a priori incognita, si applicano poi tutti i risultati precedenti. La ricerca della
sezione resistente semplificata nel caso in cui lasse s coincida con un asse di simmetria della
sezione. In tal caso, infatti, nota la direzione dellAN, normale a s, e rimane incognita la sola
posizione; assunta allora quale incognita c , ed espressi In e Sn (o In o Sn ) come funzioni di c ,
dalla (63) si ottiene lequazione risolvente:
c Sn ( c ) I n ( c ) = 0

(65)

La ricerca della radice richiede in genere procedimenti numerici di calcolo che possono agevolmente essere programmati su calcolatrici da tavolo. Se lasse s non coincide invece con un asse
di simmetria la questione assai pi complessa e occorre procedere per tentativi.
1.1.4 Flessione retta. La sollecitazione semplice di flessione retta si pu ottenere come caso
particolare della sollecitazione di sforzo normale eccentrico, portando C su un asse centrale, per
esempio Y, poi allontanandolo verso linfinito e facendo variare N in modo tale che il prodotto
Nyc tenda a un limite finito pari a Mx , momento flettente applicato. La (59) si riduce allespressione, detta di Navier,
Mx
z = ----------- y
Ix

(66)

e lAN coincide con lasse (baricentrico) x. Stante la linearit della distribuzione, le tensioni massima e minima si hanno ai lembi della sezione. Si definiscono moduli di resistenza a flessione relativi ai due lembi le grandezze geometriche (fig. 5):
W x, i = I x y i

W x, e = I x y e

(67)

Le tensioni max e min si esprimono poi, in valore assoluto:


z, i = M x W x , i

z, e = M x W x , e

(68)

I valori dei momenti dinerzia relativi alle sezioni di pi comune impiego sono immediatamente
ricavabili dalla tabella 1.
Le (68) possono essere riscritte in funzione dei raggi di nocciolo Ki e Kc
z, i = M x AK i

z, e = M x AK e

(69)

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C-4

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 5.

essendo Ki = x2 /yi = Wx, i /A e Ke = Wx, e /A. Le (69) permettono di valutare come, a parit di
area A e di altezza h, sezioni di forma differente offrano una diversa resistenza. In particolare il valore di K/h pari a 0,167 per la sezione rettangolare, a 0,125 per la sezione circolare, mentre per i profilati a doppio T in acciaio ha valori dellordine di 0,36 0,37 per i
tipi HE (ali larghe) e 0,33 0,34 per i tipi IPE (ali strette). Il valore massimo di K/h pari
a 0,5 ed relativo a una sezione ideale, detta a doppio T limite. I profilati a doppio T risultano quindi essere i pi idonei a sopportare la flessione nel piano di maggiore inerzia, ma,
stante il piccolo rapporto Iy /Ix , hanno scarsa resistenza nel piano ortogonale. Le suddette
considerazioni sono poi limitate al comportamento elastico della trave e prescindono dai fenomeni di instabilit.
Lo studio della deformazione del solido conduce ai seguenti risultati (fig. 6):
y
 z = ------R

Mx
1
= ------- = cos t = ----------EIx
R
Mx L
x = ---------------EIx

(70)

(71)

La linea dasse si dispone secondo un arco di circonferenza di lunghezza immutata L e di curvatura . Landamento nel piano xy, ossia la deformata della trave, descritto dallequazione differenziale
Mx
2 v
- = ---------- ----------EIx
z 2

(72)

la quale fornisce, mediante itegrazione, una parabola anzich una circonferenza. La differenza
dovuta allapprossimazione  2v/z2 , ed inessenziale nel campo dei piccoli spostamenti.

Fig. 6.

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TEORIA ELASTICA DELLA TRAVE PRISMATICA


Tabella 1.
SEZIONE

C-5

Momenti dinerzia delle sezioni di pi comune impegno.


d

Ix

h
-----2

bh

b h3
-------------12

2
------ h
3

b h
-----------2

b h3
-------------36

h a+2 b
------ --------------------3
a+b

a+b
---------------- h
2

h 3 a 2 + 4ab + b 2
--------- --------------------------------a+b
36

2,598 a2

0,541 a4

R2

R 4
------------4

4
---------- R
3

R 2
------------2

R4
1

---------- --------- ---------


16 128 18

(segue)

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C-6

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

(seguito tabella 1)
SEZIONE

Ix

2
------- R

Rs

4
R 2 s ------ -------
2

2bs

1+

h 2 32
h 4
8
+ ------ ------ --------- ------
3 b
5 b

bh 2 b 1 h 12
--------------------------------2 ( bh b 1 h 1 )

bh0 + b0h1

h
-----2

bh b1h1

8
2b --------- s h 2 1 +

15
8 h2
32 h 4
- --------- -------+ ------ -------7 b2
21 b 4

b1
b
------ ( h d ) 2 --------
3
3
d3
( h 1 d ) 3 + ( b b 1 ) --------3

bh 3 b 1 h 13
-------------------------12

1.1.5 Flessione deviata. Si porti il centro C allinfinito lungo lasse di sollecitazione s facendo
tendere N a zero in modo tale da far tendere i prodotti Nyc e Nxc a Mx e My assegnati. Si ottiene cos la sollecitazione composta di flessione deviata. La (59) si riduce a:
Mx
My
z = ----------- y ----------- x
Ix
Iy
e lAN n diventa baricentrico. Gli assi s e n sono coniugati e la direzione dellAN ancora fornita dalla (30). Lo stato tensionale pu essere alternativamente descritto dalla
M cos
z = ------------------------
In

(74)

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TEORIA ELASTICA DELLA TRAVE PRISMATICA

C-7

Fig. 7.

in cui langolo di deviazione di s dalla normale r allAN (fig. 7), In il momento dinerzia
della sezione rispetto allAN. Lo studio della deformazione pu essere condotto sovrapponendo gli
effetti di due flessioni rette; poich tutte le sezioni ruotano attorno allAN, lo spostamento di un
generico punto appartenente allasse della trave avviene nella direzione di r e lintera deformata
contenuta in un piano normale a n.
1.1.6 Energia potenziale elastica. Applicando la definizione (54) e trascurando gli effetti locali in prossimit delle basi si ottiene, per il caso di sforzo normale eccentrico, la seguente espressione della EPE:
1 M y2 L
1 N2L
1 M x2 L
L i = ------ -------------- + ------ --------------- + ------ --------------(75)
2 EIy
2 EA
2 EIx
Anzich in termini di CS e costanti di deformabilit, la EPE si pu esprimere in termini di
deformazione e costanti di rigidezza:
1 EIx
1 EIy
1 EA
L i = ------ ----------- L 2 + ------ ------------ x2 + ------ ------------ y2
2
L
2
L
2 L

(76)

Le due espressioni si utilizzano rispettivamente nel metodo delle forze e nel metodo degli
spostamenti. Infine la EPE si pu interpretare come lavoro esterno:
1
1
1
L i = L e = ------ N L + ------ M x x + ------ M y y
2
2
2

(77)

Si pu osservare che non vi sono termini misti (NMx , ); la EPE globale risulta quindi somma della EPE relativa alle singole sollecitazioni semplici. Tale propriet legata alla scelta degli
assi (centrali dinerzia), tale che le sollecitazioni risultano tra loro ortogonali nel senso che
ognuna di esse non compie lavoro nelle deformazioni prodotte dalle altre due.
1.1.7 Torsione. Due le ipotesi di lavoro: z = 0 (zx e zy 0, incognite) e w = w (x, y) 0
ingobbamento delle sezioni, uguale per tutte. Le sezioni ruotano le une rispetto alle altre, di modo
che gli spostamenti u e v sono del tipo:
u = yz

v = xz

(78)

dove la rotazione relativa di due sezioni a distanza unitaria. Si introduce una funzione di tensione (x, y) tale che sia:

zx = ---------y

zy = ---------x

(79)

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C-8

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Le equazioni del problema elastico si riducono alla equazione differenziale nella :


2
2
----------- + ----------- = 2G
x2
y2

(80)

Le condizioni sul mantello permettono di stabilire che costante sul contorno della sezione, costante che si pu porre uguale a zero (attenzione alle sezioni pluriconnesse, trattate pi in l). Le
condizioni sulle basi forniscono:
2

d x dy = Mz

(81)

Le (80) (81) e la condizione = 0 sul contorno definiscono il problema matematico; trovata la soluzione (che dipende dal tipo di contorno), si hanno le seguenti propriet: componendo in ogni
punto zx e zy , si ottiene la tensione tangenziale risultante , la quale risulta tangente alla curva
= cost passante per quel punto; inoltre lintensit di pari al valore assoluto della derivata direzionale di rispetto alla normale alla curva = cost nel punto. In conseguenza di quanto sopra
la rappresentazione di mediante curve di livello a intervalli costanti fornisce una visione globale
tanto dellandamento direzionale della quanto della intensit in ogni punto (curve pi
fitte = intensit maggiore).
Nel caso di sezione circolare la soluzione agevole e si ottiene:
Mz
= ----------- r
Ip

(82)

con r raggio nel punto, Ip momento dinerzia polare della sezione, tangente alla circonferenza
di raggio r (fig. 8); langolo pari a:
Mz
= ------------------------
G ------ R 4
2

(83)

Nel caso di sezione rettangolare stretta (b/a  1) la risulta cilindrica con sezione parabolica, tranne le zone prossime ai lati corti della sezione (fig. 9); escluse tali zone, si ha:
Mz
= zx = 2 ---------------------- y
1
------ ba 3
2

Mz
= ---------------------------1
G ------ ba 3
3

(84)

Nel caso di sezione rettangolare (b/a qualunque) la soluzione si pu ottenere sotto forma di
sviluppi in serie e i risultati si presentano in forma tabellare, fornendo i due coefficienti K1 e K2
(tab. 2), funzioni soltanto di b/a, che permettono di calcolare max e :
Mz
max = --------------------K 2 ba 2

Fig. 8.

Mz
= --------------------------K 1 G ba 3

Fig. 9.

(85)

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TEORIA ELASTICA DELLA TRAVE PRISMATICA


Tabella 2.

C-9

Coefficienti per il calcolo di max e

b/a

K1

K2

b/a

K1

K2

1,0
1,2
1,5
2,0
2,5

0,1406
0,166
0,196
0,229
0,249

0,208
0,219
0,231
0,246
0,258

3
4
5
10

0,263
0,281
0,291
0,312
0,333

0,267
0,282
0,291
0,312
0,333

Fig. 10.

Fig. 11.

La figura 10 indica landamento delle tensioni tangenziali con la rappresentazione a curve di livello. Nel caso di sezioni aperte di spessore sottile (fig. 11) la risulta cilindrica in ogni tratto
i (supposto di spessore costante), cosicch si ha, in via approssimata:
Mz
i, max = --------------------------------- a i
1
------ b j a 3j
3
j

Mz
= --------------------------------------1
G ------ b j a 3j
3
j

(86)

Il caso di sezioni pluriconnesse (ossia forate) presenta la propriet della di essere costante su
ogni contorno ma con valori diversi: la formula (81) ancora valida, ma lintegrale va esteso alla
sezione intera, priva dei fori; la differenza di comportamento che ne risulta rispetto alle sezioni
aperte si pu capire dalla figura 12: nel caso di sezioni con foro le girano attorno al foro e
sono relativamente modeste; nel caso di sezione aperta, ottenuta dalla precedente con un semplice
taglio, le sono costrette a girare in uno spazio ristretto e diventano assai pi elevate. Particolarmente interessante il caso della sezione cava (biconnessa) di spessore sottile, per la quale si
ottiene la formula di Bredt:
Mz
(87)
= --------------2 s
con parallela alla linea media tra i due contorni, s spessore della parete nel punto considerato,
area racchiusa dalla linea media suddetta (fig. 13). Si ha poi:
Mz
= --------------------G 4 2

Fig. 12.

s
-------dl

(88)

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C-10

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 13.

Altri risultati interessanti sono riassunti in tabella 3; in tutti i casi si pone:


Mz
max = ---------Wt

Mz
= ----------GI t

(89)

con Wt modulo di resistenza alla torsione, GIt rigidezza torsionale della sezione. Lenergia potenziale elastica per il solido di DSV soggetto a torsione risulta in generale pari a
1 M z2 L
L i = ------ ------------2 GI t

(90)

con GIt rigidezza torsionale sopra definita, fornita caso per caso dalla tabella o apposito studio. Il
problema di torsione sin qui considerato, detto anche torsione libera, suppone che sia vincolato soltanto un elemento infinitesimo di sezione in corrispondenza dellorigine degli assi, cosicch lingobbamento delle sezioni libero. Qualora in una sezione le condizioni di vincolo impongano la planarit, lingobbamento si trova a essere impedito e occorre una apposita nuova trattazione; si destano
tensioni z e xy e lo stato di tensione pu risultare alquanto diverso da quello della torsione libera.
1.1.8 Flessione e taglio. Ove si segua, nel caso pi generale, la trattazione alla DSV, questo
caso di sollecitazione risulta assai complesso. Si ricorre pertanto, ai fini tecnici applicativi, a una
trattazione approssimata. La soluzione tipo DSV si pu per dedurre agevolmente nel caso particolare della sezione rettangolare stretta; con riferimento alla figura 14 le IL sono: zx = 0; zy 0
incognita, funzione della sola y; z fornita in ogni sezione dalla formula di Navier (66), ossia:
Ty
Mx
z = ----------- y = --------- yz
Ix
Ix

(91)

La trattazione fornisce per zy lespressione parabolica:


Ty 1
h 2
zy = --------- ------ ------ y 2

Ix 2
2

(92)

Nel caso di sezione qualunque monoconnessa (fig. 15), in particolare anche rettangolare larga,
con b/h non piccolo, la zy risulta funzione anche di x oltre che di y, mentre zx 0; in tali condizioni la trattazione approssimata rinuncia alla determinazione esatta di zy ricercando soltanto il
valore medio sulla larghezza: zy = zy ( y ) = yz ; allequazione di equilibrio puntuale [la 3 delle
(41)] si sostituisce una condizione di equilibrio globale del concio tratteggiato in figura 16, la
quale fornisce:
T y S ( y)
T y S ( y)
q = ------------------- yz = -------------------(93)
Ix
I x b ( y)

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TEORIA ELASTICA DELLA TRAVE PRISMATICA


Tabella 3.
SEZIONE

C-11

Valori di Wt e It per alcune sezioni soggette a torsione.


Wt

It

R3
--------------2

R4
--------------2

K2 b a2
(vedi tab. 2)

K1 b a3
(vedi tab. 2)

j b j a 3j
--------------------3a max

1
-----3

j b j a 3j

1
--------------------2 s min

4 2
--------------- dl s

R3
--------------- ( 1 4 )
2

R4
--------------- ( 1 4 )
2

(segue)

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C-12

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

(seguito tabella 3)
SEZIONE

Wt

It

a3
--------20

a4
------------46,2

a2 b
-------------------2

a3 b3
---------------------a2 + b2

a3
---------------1,024

1,037 a4

2,599 a3

3,66 a4

K2 R3

K1 R4

K1

K2

K1

K2

0,10
0,20

0,81
0,80

1,56
1,46

0,60
0,80

0,66
0,52

0,92
0,63

0,40

0,76

1,22

1,00

0,38

0,38

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TEORIA ELASTICA DELLA TRAVE PRISMATICA

Fig. 14.

C-13

Fig. 15.

Fig. 16.

con S (y) momento statico, rispetto allasse x, dellarea tratteggiata in figura 16a, q sforzo di scorrimento, pari al prodotto di yz per la larghezza. A commento delle (93) si comprende il ruolo
di yz (e quindi di q), che deve assicurare lequilibrio degli incrementi di tensione z .
Nel caso di sezione a parete sottile aperta, quale quella di figura 17, opportuno definire il concio z con un piano normale alla linea media; si possono infatti ritenere trascurabili le tensioni
tangenziali dirette secondo lo spessore e si perviene ancora alla prima delle (93); dividendo poi q
per lo spessore si ottiene la tensione parallela alla linea media, allincirca costante secondo lo
spessore. Questa trattazione conduce, per le sezioni a T, a doppio T, a C, ai risultati riportati sinteticamente in figura 18. Risultati analoghi si ottengono nel caso di sezioni cave a parete sottile
ove y sia asse di simmetria (fig. 19).

Fig. 17.

Fig. 18.

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C-14

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 19.

Lesame dei risultati ottenuti per le sezioni a parete sottile conduce al concetto di centro di taglio. Se si considera per esempio la sezione a L di figura 20 sollecitata da Ty , le tensioni tangenziali hanno landamento indicato in figura e ammettono s come risultante la Ty , ma applicata al
punto C anzich al baricentro G; ne segue che i risultati della teoria sopra delineata sono validi,
in questo caso, solo se la forza tagliante giace in un piano parallelo a zy passante per C, detto
centro di taglio. Qualora invece Ty passi per il baricentro, si pu pensare di spostare la forza fino
a farla passare per C, dopodich la sollecitazione somma della flessione e taglio e di una torsione con Mz pari al momento di trasporto. Il risultato sopra esemplificato generale; per esempio nel caso di sezioni a C il centro di taglio si trova spostato allesterno dellanima (fig. 21).
Nel caso vi siano due assi di simmetria, C coincide con G.
Lenergia potenziale elastica del solido di DSV soggetto a flessione e taglio si pu valutare in
via approssimata, con risultato che valido per sezioni non troppo larghe:
1 T y2 L
L i = ------ ------------1 G A*

con

I x2
A * = -----------------------------------yi
S2 ( y)
------------------- d y
ys b ( y )

(94)

oppure:
T y2 L
1
L i = ------ C t -------------2
GA

con

A
C t = --------A*

(95)

Ct il fattore di taglio. Nel caso di sezione rettangolare si ha Ct = 6/5; nel caso di sezione a doppio T A* risulta allincirca uguale allarea della sola anima. Anche per le deformazioni si hanno
risultati approssimati, che possono essere desunti, per quanto riguarda linfluenza del taglio sulla

Fig. 20.

Fig. 21.

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TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-15

Fig. 22.

deformata v (z), dallespressione (94). La sezione si ingobba, con andamento a S come indicato
in figura 22, e con una rotazione media m pari a:
Ty
m = -------------GA*

(96)

Con la (96) si ammette implicitamente che la base vincolata impedisca la rotazione media di
quella sezione; maggiori precisazioni non sono possibili in sede tecnica, ove le condizioni di vincolo non possono essere assicurate con il grado di raffinatezza voluto dalla teoria dellelasticit.

1.2

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

1.2.1 Estensione dei risultati di De Saint Venant. Mentre il solido DSV prismatico e sollecitato soltanto sulle basi, una trave generica in generale: ad asse curvilineo, a sezione variabile, con carichi distribuiti o concentrati applicati sul mantello, con forze di volume. Pretendere,
in queste condizioni, di impostare e risolvere il problema elastico in termini rigorosi sarebbe:
a) in molti casi impossibile o scarsamente dotato di significato;
b) in ogni caso difficile;
c) nella maggior parte dei casi poco utile per quanto riguarda il comportamento dassieme
della trave.
Circa il punto a) si deve osservare che in sede tecnica le condizioni di vincolo delle travi,
che la teoria dellelasticit richiede di precisare in maniera puntuale, sono poco conosciute, sia a
priori (fase di progetto), sia a posteriori; circa il punto b) si pu osservare che lavvento degli
elaboratori elettronici ha in molti casi mutato laggettivo impossibile in difficile od oneroso; circa
il punto c) si pu dire che lo spirito del principio di DSV si estende alle travi in generale per
cui gli effetti locali, anche se poco noti o sconosciuti del tutto, non hanno il pi delle volte influenza sensibile sulla soluzione nel suo insieme. Con tali osservazioni ci si avvia verso lindividuazione di trattazioni approssimate, o soluzioni tecniche, dei problemi riguardanti la trave elastica, trattazione basata sullestensione ragionata dei risultati della teoria di DSV, con il supporto dei
risultati forniti sia dagli studi pi approfonditi sia da apposite prove sperimentali. Procedendo in
tal modo non si fa altro che mutare i modelli di riferimento per lo studio dei problemi, adattandoli via via alla natura dei problemi stessi, in particolare sfruttando la forma dei solidi considerati
(travi) nonch un altro importante aspetto del problema fisico, fornito dalle propriet dei materiali
da costruzione. Infatti limportanza degli effetti locali, ossia della conoscenza approfondita degli
stati di tensione nelle zone difficili (carichi o vincoli concentrati, brusche variazioni di sezione,
intagli), legata al comportamento del materiale: se questo elastico fragile, uneventuale punta
di tensione pu compromettere la sicurezza della trave ed quindi importante conoscerla; se invece il materiale elasto plastico, la punta di tensione prevista dalla teoria elastica rigorosa potr

001-054_CAP_01_C Page 16 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-16

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

essere tagliata da un comportamento locale elasto plastico, ovvero duttile, con limitazione delle
tensioni ai valori di snervamento e soddisfazione delle condizioni di congruenza grazie a scorrimenti plastici; in definitiva: adattamento locale senza sensibile influenza sulla soluzione (elastica)
nelle rimanenti parti della trave. Ci ha fatto dire, con apparente paradosso, che sarebbe la plasticit a legittimare i risultati della teoria dellelasticit; in realt, in modo pi corretto si pu dire che la plasticit del materiale legittima le soluzioni tecniche, ottenute sfruttando risultati approssimati della teoria dellelasticit. Implicita nel modo di procedere ora indicato la separazione dei problemi: ottenuta la soluzione globale, valida in media e in grande, si passa ove necessario a esaminare le singole zone difficili, per le quali si sfruttano altri risultati della teoria
dellelasticit (esempio tipico: effetto di un carico ripartito su una zona molto piccola, studiato come se il mezzo fosse indefinito), oppure criteri tecnici dettati da Norme, a loro volta basate su
studi teorici o sperimentali, tenuto conto delle propriet del materiale impiegato (per esempio regole sugli spessori e collocazione di appositi rinforzi locali, nel caso di costruzioni di acciaio).
Ci premesso, lestensione dei risultati di DSV si realizza calcolando le CS in ogni sezione, poi
valutando le tensioni come se ogni concio di trave fosse un solido DSV soggetto ai vari tipi di
sollecitazione, e infine sovrapponendo gli effetti; lo stesso procedimento si applica alle deformazioni. Ci richiede che la trave sia isostatica, ma il procedimento stesso apre la strada, come si
dir oltre, alla trattazione dei sistemi iperstatici. Lestensione richiede per alcune precauzioni: validit dellipotesi di trave (risultati poco attendibili per travi corte), raggi di curvatura grandi
(rispetto alle dimensioni della sezione), variazioni graduali della sezione.
1.2.2 Deformata delle travi ad asse rettilineo. Si consideri una trave ad asse rettilineo sollecitata nel piano yz, con taglio (Ty = T) e momento (Mx = M) variabili con z secondo leggi note,
isostatica. La sola flessione d alla deformata il contributo (72):
M ( x)
v f = ------------------EIx

(97)

T (z)
v t = ----------------GA *

(98)

il taglio d il contributo (96):

Si tratta di equazioni differenziali molto semplici, ridotte come sono alle quadrature. Lesame dei
valori numerici che possono intervenire nei secondi membri mostra che nella maggiore parte dei
casi il contributo del taglio modesto, spesso trascurabile; diventa pi importante in travi corte e
per sezioni con elevato coefficiente di taglio (travi ad anima sottile). Per indagare su tale influenza,
fornendo cos un esempio di applicazione delle (97), (98), si pu considerare il caso della mensola
corta con carico concentrato allestremit (fig. 23); integrando una prima volta la (97) si ottiene:
PL
1 z2
vf = ------------ z ------ -------- + C 1
EIx
2 L

Fig. 23.

001-054_CAP_01_C Page 17 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-17

con C1 costante dintegrazione; integrando una seconda volta si ha:


PL
1 z3
z2
v f = ------------ -------- ------ -------- + C 1 z + C 2
EIx 2
6 L
le due costanti C1 e C2 si determinano imponendo le condizioni di vincolo, in questo caso in A:
vA = v (0) = 0

vA = v (0) = 0

(99)

Risulta pertanto C1 = C2 = 0 e si ottiene la deformata dovuta alla flessione:


PL
z
v f = ---------------- z 3 3 -------

6E I x
L

(100)

Integrando la (98) si ha: vt = (P/GA*) z + C3, la condizione vA = v (0) = 0 fornisce C3 = 0; sommando i due contributi si ottiene la deformata dovuta a flessione e taglio:
P
PL
z
v = ---------------- z 2 3 ------- + --------------- z

GA*
6E I x
L

(101)

Fissando lattenzione sulla freccia di estremit, vB, si pu scrivere, tenuto conto delle (53) (95):
x 2
PL 3
v B = ---------------- 1 + 6 ( 1 + v ) C t ---------
L
3E I x

(102)

La tabella 4 presenta i valori del termine 6 (1 + v) Ct (x /L)2, moltiplicati per 100, nei 3 casi di
sezione rettangolare, IPE200, HE300, calcolati per L/h (h altezza della sezione) pari a 10, 5, 3;
questultimo valore il limite al di sotto del quale non si pu pi ritenere valida la teoria di
DSV. I risultati in tabella 4 sono significativi; mostrano come possa essere lecito trascurare linfluenza del taglio sulla deformazione nella maggioranza dei casi di travi a sezione compatta, mentre errori sensibili possono intervenire in alcuni casi ove si sommino le circostanze di trave corta
e Ct elevato.
Lequazione (97) si integra in forma chiusa in tutti i casi in cui si conosca la doppia primitiva della funzione a secondo membro. Le condizioni ai limiti da soddisfare sono due con la precisazione che, se vi sono punti della linea dasse della trave ove la presenza di vincoli ovvero di
forze attive causa di discontinuit di alcune derivate della deformata, oppure nel caso di cambiamento della legge analitica del 2 membro della (97), la linea dasse va suddivisa in campi
compresi tra i punti suddetti e le condizioni ai limiti sono due per ogni campo. La tabella 5 elenca le condizioni in corrispondenza dei diversi tipi di vincolo delle travi.
Una serie di casi utili per le applicazioni riportata nella tabella 6: si considerano varie situazioni di carico e di vincolo, fornendo taglio e momento flettente nonch, nellipotesi EIx = cost,
rotazione e deformata, valutate trascurando linfluenza di T; alcune travi sono iperstatiche (C-1.2.3).
Nei casi in cui il secondo membro della (97) non si presti allintegrazione in forma chiusa
(M definito in forma numerica, oppure Ix variabile) si pu ricorrere allintegrazione numerica,
Tabella 4.

Contributo del taglio nel calcolo di vB (%)

L/h

Rettangolare

10
5
3

0,8
3,1
8,7

IPE 200
3,7
14,8
41,1

HE 300
7,6
30,3
84,1

001-054_CAP_01_C Page 18 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-18

STRUTTURE MONODIMENSIONALI
Tabella 5.

Dati per calcolo di deformate di travi ad asse rettilineo.

Vincolo

Posizione

Condizione

Discontinuit

Cerniera o pendolo

EXT.
INT.

v=0
Vsin = Vdes

Incastro continuit

EXT.
INT.

v = 0, v = 0
vs = vD, vS = vD

no

Glifo

EXT.
INT.

v = 0
vS = vD

agevolata dallimpiego di una calcolatrice, possibilmente programmabile. Il calcolo, basato sulla


regola dei trapezi, presentato in figura 24, dove si mostra anche un esempio di applicazione,
sviluppato in forma tabellare; la traduzione in programma per il calcolo automatico non presenta
difficolt.
Si pu osservare la perfetta identit formale tra lequazione (97) e la (33) che lega il momento al carico ripartito; ove vengano considerate correttamente anche le condizioni ai limiti, questa
osservazione consente di istituire unutile analogia, detta analogia di Mohr, riconducendo il calcolo della deformata alla determinazione del diagramma dei momenti prodotto dal carico fittizio
p* = M/EIx agente sulla stessa trave della quale si siano opportunamente modificati i vincoli in

Fig. 24.

Sez.
0
1
2
3
4
5
6
7
8

Z
0
0,125
0,25
0,375
0,5
0,625
0,75
0,875
1
L

EI

M
---------- -----EI 2

Cj

vi

vi -----2

vi

2
1,625
1,25
0,875
0,5
0,375
0,25
0,115
0

8
5,359
3,375
1,953
1
1
1
1
1

15,625
18,952
23,148
28,008
31,250
23,437
15,625
7,812
0

1
2
11
2
11
2
11
2
1

0
34,577
76,677
127,883
187,091
241,778
280,840
304,277
312,089

0
2,161
4,792
7,990
11,693
15,111
17,553
19,173
19,506

0
0,002
0,009
0,022
0,042
0,068
0,101
0,138
0,176

PL

EI0

PL 2
10 3 --------EI0

PL 2
PL 2
10 3 --------- 10 3 --------EI0
EI0

PL 2
--------EI0

1 pL 3
B = ------ ------------6 EI

1 PL 2
B = ------ ------------2 EI
1 PL 3
v = ------ ------------- 2 ( 3 )
6 EI
1 PL 3
v B = ------ ------------3 EI

mL
B = -----------EI

1 mL 2
v = ------ -------------- 2
2 EI

1 mL 2
v B = ------ -------------2 EI

1 pL 4
v B = ------ ------------8 EI

1 pL 4
v = --------- ------------- [ 3 ( 4 3 ) ]
24 EI

1 pL 3
= ------ ------------- ( 1 3 )
6 EI

1 PL 2
= ------ ------------- ( 1 + )
2 EI

mL
= ------------
EI

1 pL 4
v B = --------- ------------30 EI

1 pL 4
v = ------------ --------- [ 4 ( 5 4 ) ]
120 EI

1 pL 3
B = --------- ------------24 EI

1 pL 3
= ------ ------------- ( 1 4 )
24 EI

1
M = ------ pL 2 3
6

(segue)

1
M A = ------ PL 2
6

1
M = ------ pL 2 2
2

1
Y A = ------ PL;
2

M = PL

1
M A = ------ PL 2
2

M = cost = m

Y A = PL;

1
T = ------ pL 2
2

M A = PL

T = pL

Y A = P;

T = cost = P

MA = m

Travi ad asse rettilineo, dati per varie situazioni di carico e vincolo

T = cost = 0

Y A = 0;

Tabella 6.

001-054_CAP_01_C Page 19 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI


C-19

MA

1 PL 3
v C = ------ ------------- 2 2
3 EI

11 pL 4
v B = ------------ ------------120 EI

1 mL 2
v = --- -------------- ( 1 2 )
6 EI

1 PL 3
v A = ------ ------------- ( 1 2 2 )
6 EI

1 PL 2
C = ------ ------------- ( )
3 EI

1 mL
pL 4
1
v = ------------ ------------- [ 11 15 + 4 ( 5 ) ] B = ------ -----------6 EI
120 EI

1 mL
A = ------ -----------3 EI

1 pL 3
B = ------ ------------8 EI

1 PL 2
A = ------ ------------- ( 1 2 )
6 EI

1 PL 2
= ------ ------------- ( 1 2 3 2 )
6 EI

M = m

1 mL
= ------ ------------ ( 1 3 2 )
6 EI

T = cost = P
M = PL

YA = P

tronco AC:

m
T = cost = ------L

YA = YB

m
= -------L

1 pL 3
= --------- ------------- [ 3 3 ( 4 ) ]
24 EI

1
M = ------ pL 2 ( 3 ) 2
6

1
T = ------ pL ( 2 )
2

YA

1
= ------ pL 2
3

(segue)

1 PL 3
v B = ------ ------------- ( 1 2 2 )
6 EI

1 PL 2
B = ------ ------------- ( 1 2 )
6 EI

1 PL 2
= ------ ------------- ( 1 2 3 2 )
6 EI

M max = M C = PL

T = cost = P
M = PL

YB = P

tronco CB:

C-20

1
= ------ pL;
2

(seguito tabella 6)

001-054_CAP_01_C Page 20 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

5
PL 4
v = v max = ------------ ------------384 EI

1
pL 4
v = ------------ ------------- ( 1 + ) ( 7 3 2 )
360 EI

8
pL 3
B = ------------ ------------360 EI

1 pL 4
v = --------- ------------- ( 1 + )
24 EI

1
= ------ :
2

7
pL 3
A = ------------ ------------360 EI

1 pL 3
A = B = --------- ------------24 EI

3
M = M max = ----------- pL 2
27

pL 2
1
= ------------ ------------- [ 7 15 2 ( 2 2 ) ]
360 EI

3
= ----------- :
3

1 pL 2
= --------- ------------- [ 1 + 2 2 ( 2 3 ) ]
24 EI

1
M = M max = ------ pL 2
8

1
= ------ :
3

1 mL 2
v = v min = --------- -------------27 EI

1 mL 2
v = ------ -------------- 2
4 EI

1 mL
A = ------ -----------4 EI

1 mL
= ------ ------------ ( 2 3 )
4 EI

1
M = ------ m ( 2 3 )
2

3 m
T = cost = ------ ------2 L

1
M = ------ pL 2 ( 1 + )
6

1
M = ------ pL 2
2

1
= ------ :
2

1
M B = ------ m
2

1
T = ------ pL ( 1 3 2 )
6

3 m
Y A = Y B = ------ ------2 L

1
T = ------ pL ( 1 2 )
2

1
Y B = ------ pL
3

1
Y A = ------ pL;
6

1
Y A = Y B = ------ pL
2

(seguito tabella 6)

5
Y B = ------ pL
8

1 pL 4
v = --------- ------------- 2 ( 1 + 2 )
48 EI

1 pL 3
A = --------- ------------48 EI

(segue)

1 pL 3
= --------- ------------- ( 1 + 8 2 )
48 EI

1
M = ------ PL 2 ( 3 4 )
8

3
T = pL ------
8

1
M B = ------ pL 2
8

3
Y A = ------ pL ;
8

001-054_CAP_01_C Page 21 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI


C-21

1
Y B = ------ P ( 3 2 )
2

1
Y A = ------ P 2 ( 2 + )
2

1
v C = --------- ------------- 2 3 ( 3 + )
12 EI

PL 3

( 3 2 ) ]

1
v = --------- ------------- 2 [ 3 ( 1 2 ) +
12 EI

PL 3

1 PL 2
= ------ ------------- [ 2 ( 2 ) + 3 2 ]
4 EI

1 PL 2
C = ------ ------------- 2 ( 1 2 2 )
4 EI

1
v = --------- ------------- 2 [ 3 ( 2 + ) 2 ]
12 EI

PL 3

1 PL 2
A = ------ ------------- 2
4 EI

1
= ------ ------------- 2 [ ( 2 + ) 2 ];
4 EI

M C = PL 2 ( 2 + ) /2

1
M = ------ PL ( 3 + 2 1 )
2

1
M = ------ PL 2 ( 2 + )
2

PL 2

T = cost = Y B

T = cost = Y A

2
Y B = ------ pL
5

1
pL 4
v = ------------ ------------- 2 ( 1 + ) 2
120 EI

1
A = ------------ ------------120 EI

pL 3

pL 3
1
= ------------ ------------- ( 1 + ) ( 1 5 2 )
120 EI

1
M = --------- pL 2 ( 3 5 2 )
10

1
T = --------- pL ( 1 5 2 )
10

1
M B = ------ pL 2
15

1
Y A = --------- pL;
10

9
Y B = --------- pL
40

10 3 14 )

(segue)

1
pL 4
v = ------------ ------------- 2 ( 7 2 2 2 )
240 EI

1
A = --------- ------------80 EI

pL 3

pL 3
1
= ------------ ------------- ( 27 +
240 EI

1
M = ------------ pL 2 ( 20 2 + 20 7 )
120

1
T = --------- pL ( 20 2 9 )
40

7
M B = ------------ pL 2
120

11
Y A = --------- pL;
40

C-22

1
M B = ------ PL ( 1 2 )
2

tronco CB:

tronco AC:

(seguito tabella 6)

001-054_CAP_01_C Page 22 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

M = PL 2 [ ( 1 + 2 ) ]

M = PL 2 [ ( 1 + 2 ) ]

1
= ------ :
2

1
pL 4
v = ------------ ------------384 EI

pL 4
1
v = ------------ ------------- 2 2 ( 2 + )
120 EI

pL 3
1
= ------------ ------------- ( 4 5 5 2 )
120 EI

1
M = --------- pL 2 ( 2 9 + 10 3 )
60

1
T = --------- pL ( 3 10 2 )
20

1
M B = --------- pL 2
20

7
Y B = --------- pL
20

1
M A = --------- pL 2 ;
30

3
Y A = --------- pL;
20

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

1 PL 3
v C = ------ ------------- 3 3
3 EI

1 pL 4
v = --------- ------------- 2 2
24 EI

1 PL 3
v = ------ ------------- 2 2 [ 3 ( 1 + 2 ) ]
6 EI

1 PL 3
v = ------ ------------- 2 2 [ 3 ( 1 + 2 ) ]
6 EI

1
M = --------- pL 2
24

1 pL 2
= --------- ------------- ( 1 2 )
12 EI

1
1 PL 2
= ------ ------------- 2 [ 2 ( 1 + 2 ) ] = ------ :
2
2 EI

1
M = --------- pL 2 ( 1 6 )
12

1
T = ------ pL ( 1 2 )
2

1
M A = M B = --------- pL 2
12

1
Y A = Y B = ------ pL
2

1 PL 2
c = ------ ------------- 2 2 ( 1 2 )
2 EI

1 PL 2
= ------ ------------- 2 [ 2 ( 1 + 2 ) ]
2 EI

M C = 2 PL 2 2

M B = PL 2
T = cost = Y B

M A = P L 2

Y B = P 2 ( 1 + 2 )

Y A = P 2 ( 1 + 2 )

T = cost = Y A

tronco CB:

tronco AC:

(seguito tabella 6)

001-054_CAP_01_C Page 23 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-23

001-054_CAP_01_C Page 24 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-24

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 25.

modo da rispettare le condizioni ai limiti del problema deformativo. Lanalogia pu essere utile,
e lo era soprattutto in tempi passati quando vi erano maggiori difficolt nellaffrontare i calcoli
numerici, in quanto riconduce il problema a un altro, quello di tracciare un diagramma dei momenti, che gi familiare. Per quanto riguarda le condizioni ai limiti, rimangono le stesse per la
trave appoggiata mentre, vi scambio tra estremo libero e incastro nel caso della mensola, come
illustrato in figura 25.
1.2.3 Studio delle travi ad asse rettilineo iperstatiche con il metodo degli spostamenti. La
(97) si pu scrivere (omettendo ora lindice f, nellintesa di ritenere trascurabile linfluenza del taglio):
E I x v = M
(103)
Derivando due volte e tenendo conto della (33), si ottiene:
( E I x v ) = p t

(104)

Nel caso particolare di sezione costante si ha poi:


E I x v IV = p t

(105)

Lequazione differenziale (104), oppure (105), lega direttamente la deformata al carico ripartito
trasversale; integrando tale equazione, tenuto conto delle condizioni ai limiti, si ottiene la deformata senza aver determinato le CS, le quali possono essere dedotte successivamente mediante la
(103) e la derivazione:
(106)
T = ( E I x v )
Questo modo di procedere, che assume quale incognita primaria del problema la deformata, non
altro che una formulazione, per la trave ad asse rettilineo, del metodo degli spostamenti, formulazione che ha la propriet di essere indifferente al fatto che la trave sia eventualmente iperstatica.
Infatti le condizioni ai limiti della (104) o (105), in numero di 4 per ogni campo dintegrazione nel
quale si debba dividere la trave, esprimono tanto condizioni di equilibrio, quanto condizioni geometriche, ovvero di congruenza esterna; ci illustrato dalla figura 26, che pone a confronto 2 travi
isostatiche e 2 travi iperstatiche. La figura 27 presenta invece un caso complesso, a titolo dimostrativo, nel quale necessario dividere la trave in ben 9 campi per 36 costanti dintegrazione incognite, e che mostra i svariati tipi di condizioni ai limiti. Infine la figura 28 presenta i risultati dello
studio per la trave incastro-appoggio; gli sviluppi analitici sono i seguenti:
p
v = --------------- z 4 + C 1 z 3 + C 2 z 2 + C 3 z + C 4
24EI

001-054_CAP_01_C Page 25 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-25

Fig. 26.

Fig. 27.

Imponendo le 4 condizioni ai limiti di figura 26 si ottiene:


pL 2
z
z2
v = --------------- z 2 3 5 ------ + 2 -------
48EI
L
L2

(107)

Si ha poi derivando:
pL 2
z
z2
M = EI v = ------------- 1 5 ------- + 4 -------8
L
L2

pL
z
T = EI v = ----------- 5 8 -------
8
L

I valori T, M in alcune ascisse interessanti sono indicati in figura.


1.2.4 Formula generale dello spostamento. Lo studio della deformata sopra proposto si limita
alle travi ad asse rettilineo e, seppure in grado di affrontare i casi di travi isostatiche o iperstatiche indifferentemente, comporta calcoli eccessivamente complessi non appena il numero dei campi
da considerare supera le poche unit. Uno strumento analitico molto pi generale la formula generale dello spostamento (FGS), che fornisce la componente dello spostamento di una sezione
qualsiasi di un generico SMI secondo una data direzione orientata r; con opportuna applicazione
del teorema dei LV, specializzando gli integrali (45) e (46) e considerando quali cause di deformazione tanto forze esterne quanto variazioni di temperatura (VT) lineari nel piano delle singole

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C-26

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 28.

sezioni, si ottiene per la FGS lespressione:


r =

T x
T y
Mx
My
N
---------- + T m N + ----------- + -------------- M x + ----------- -------------- My +
EA

EIx
EIy
h
b
T x T x
M z M z
T y Ty
+ ---------------- + --------------- + ------------------ d s
G A*x
GI t
G A*y

l Q l ql

(108)

N, Mx , sono le CS prodotte dalle forze attive applicate; N, Mx , sono le CS, Ql le reazioni,


prodotte da una forza unitaria disposta, nella sezione considerata, secondo r; se poi si applica
una coppia unitaria si ottiene la corrispondente rotazione; se si applica una coppia di braccio
nullo si ottiene una componente di spostamento relativo, se si applicano due coppie uguali e contrarie si ottiene una rotazione relativa (fig. 29); q l sono gli eventuali cedimenti vincolari imposti;
Tm , Tx , Ty sono i parametri della VT lineare nella generica sezione (fig. 30); A*,
x A*,
y I t sono
definiti in C-1.1.
Con la FGS il calcolo di una qualsiasi componente di spostamento ricondotto al calcolo di
un integrale, calcolo che potr eventualmente essere condotto per via numerica, con formule tipo
trapezi o Simpson, ricorrendo utilmente a calcolatrici o elaboratori.
1.2.5 Sistemi di travi iperstatici. Metodo delle forze. La FGS strumento utile per affrontare
lo studio dei sistemi di travi iperstatici (STI). Per tali sistemi, alle equazioni della statica, in numero insufficiente per far fronte alle incognite, si aggiungono altrettante condizioni di congruenza
quanti sono i vincoli sovrabbondanti; la FGS serve nel formulare tali condizioni, nel modo se-

001-054_CAP_01_C Page 27 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-27

Fig. 29.

Fig. 30.

guente. Dato il sistema si scelgono i vincoli da considerare sovrabbondanti (VS), siano in numero
di n (detto grado di iperstaticit), e si immagina di sopprimerli, ottenendo un sistema isostatico,
detto sistema ridotto o sistema principale (SP); in corrispondenza a ogni vincolo soppresso si pone una forza incognita, detta incognita iperstatica Xi (i = 1, 2, n); si esprimono gli spostamenti
associati alle Xi quali funzioni delle forze attive note, delle eventuali VT, degli eventuali cedimenti vincolari imposti, nonch delle stesse Xi; si impone a tali spostamenti di essere nulli, o eventualmente uguali ai cedimenti imposti, nel sistema effettivo, ai corrispondenti vincoli; si ottengono
cos n equazioni nelle n incognite Xi , che risolvono il problema iperstatico. In base a quanto detto
le Ql , N, M, che figurano nella (108) si esprimono per sovrapposizione degli effetti:
n

(0)
Q lj X j
Ql = Ql +
j=1

N j X j
N = N (0) +

j=1

M x = M x( 0 ) +
M xj X j

j=1

(109)

Le grandezze contrassegnate con (0) sono gli effetti, nel SP, delle forze attive (note); quelle contrassegnate con lapice e lindice j sono gli effetti, nel SP, della forza unitaria posta in luogo di Xj (se il vincolo corrispondente di quelli che impediscono una rotazione la Xj una coppia e la corrispondente
forza unitaria una coppia unitaria; se il vincolo interno, la Xj o una coppia di braccio nullo oppure
costituita da due coppie uguali e contrarie: si veda figura 31, che illustra i quattro casi). Le grandezze
N, Mx , Ql da introdurre nella FGS sono, quando si impone la condizione i-esima, proprio gli effetti
della forza unitaria FGS posta in luogo di Xi , ossia sono le sopra definite Ni, Mxi , , Qli . Ci posto
si ottiene, per il sistema delle equazioni di congruenza, la seguente formulazione generale:
n

N N

M M

i
j
xi
xj
- + dS
- + ---------------------- S -----------------
EA
EIx
j=1

Xj =

N ( 04 )
--------------- + T m N i +
EA

T x
M x( 0 )
+ -------------- + -------------- Mxi + d S +
EIx
h

Qli ql + qi
l

i = 1, 2 , , n

(110)

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C-28

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 31.

La l si estende ai soli vincoli del SP, mentre con q i si indica il cedimento eventualmente imposto al VS i-esimo. Risolto il sistema di equazioni (110), ricorrendo eventualmente a integrazioni
numeriche ove necessario, le sollecitazioni nel sistema effettivo si ottengono applicando le (109).
Lapplicazione di (110) offre una problematica vasta, con questioni relative alla scelta dei SP e
con interessanti formulazioni specializzate per particolari problemi (per esempio archi incastrati,
travi continue ecc.). La figura 32 offre un esempio circa la pluralit delle scelte possibili del SP;
la figura 33 fornisce, per la stessa trave, la soluzione a un problema che comprende le varie cause possibili di sollecitazione nel sistema iperstatico.
Gli eventuali difetti di montaggio degli elementi componenti un STI si possono ricondurre
a cedimenti vincolari imposti, esterni o interni, consentendo cos il calcolo degli effetti dei difetti stessi. In tali casi, come nel caso di VT, lo stato di sollecitazione indotto dipende dalle
sole incognite iperstatiche, cio uno stato di coazione. Un esempio presentato in figura 34;
il risultato ivi indicato generale, ossia il cedimento vincolare da imporre di segno contrario
al difetto.
La libert di scelta del SP pu essere sfruttata per semplificare i calcoli di risoluzione del sistema (110). Un esempio classico in tal senso offerto dallarco incastrato per il quale si sviluppato nel passato la teoria dellellisse di elasticit; scegliendo quale SP larco incastrato su una
base e libero allaltra, quale polo di riferimento delle iperstatiche un particolare punto, detto centro elastico, e opportune direzioni di riferimento (assi dellellisse suddetta), si ottiene un sistema
di equazioni del tipo (110) caratterizzato da una matrice dei coefficienti diagonale. La figura 35
illustra la scelta; il triangolo tratteggiato rappresenta un ideale elemento rigido per evidenziare il

Fig. 32.

001-054_CAP_01_C Page 29 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-29

Fig. 33.

Fig. 34.

Fig. 35.

fatto che le iperstatiche sono applicate alla sezione B. Un altro esempio importante offerto dalla
trave continua trattata nel seguito.
I coefficienti delle incognite, a primo membro della (110), hanno un evidente significato fisico, discendente dalla stessa FGS: il coefficiente ij non altro che la componente di spostamento
secondo i (o j) dovuta alla forza unitaria applicata secondo j (o i); si ricorre pertanto allespressione coefficienti dinfluenza. La propriet di reciprocit i j, qui evidente, non altro che un
caso particolare del teorema di reciprocit, o di Betti; essa ha validit generale, valendo anche per
i STI, e va sotto il nome di teorema di Maxwell.
Le (110), ove private dei termini dovuti alle VT, si possono interpretare (e ottenere) quali
condizioni di minimo della ECT, facendole cio derivare dal relativo teorema energetico; se poi
mancano i cedimenti imposti si tratta dellapplicazione del teorema di Menabrea.
1.2.6 Sistemi reticolari iperstatici.
nel modo seguente:
r =

na

h=1

Nel caso di SR la FGS e il sistema (110) si specializzano

Nh
----------------- + h T h N h L h
E h Ah

Ql ql
l

(111)

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C-30

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 36.

Eh , Ah , Th sintende costandi lungo lasta h; Tx = Ty = 0;


n

Nih N jh

j=1

Lh
--------------- X j =
E h Ah

N (0)

h
- + h T h
--------------
E h Ah

L h Nih +

Q li ql

( i = 1, 2 , , n )

(112)

Qui gli eventuali difetti di montaggio si riconducono alla maggiore o minore lunghezza delle aste,
la quale pu essere utilmente assimilata a unopportuna VT nelle aste interessate. Il SP si ottiene
o sopprimendo vincoli esterni o eliminando vincoli interni (o entrambe le operazioni); la 2 operazione, tipica dei SR, si indica talvolta col termine sbrigativo taglio di unasta; la figura 36 indica cosa si debba intendere, correttamente, con tale espressione.
1.2.7 Trave continua. Equazione dei tre momenti. Per la trave continua a n + 1 campate, e
quindi con grado di iperstaticit n, il SP pi opportuno si ottiene ponendo cerniere sugli appoggi
intermedi e adottando quali incognite iperstatiche i momenti di continuit su detti appoggi (fig.
37). Nel caso di momento dinerzia costante in ogni campata e trascurando linfluenza del taglio
si ottiene la seguente generica equazione di congruenza, relativa alla coppia di campate tra gli appoggi i 1 e i + 1 (equazione dei 3 momenti), indicate rispettivamente con i e i + 1:
Li
Li + 1
Li + 1
Li
------------- X
- + -------------------X + -------------------- X
+ 2 ------------=
6EI i
6EI i i 1
6EI i + 1 i 6EI i + 1 i + 1
vi 1 1
vi + 1
1
- -------- + --------------- v i + -------------= (i,0s) + (i,0d) + ------------ Li
Li
Li + 1
Li + 1

Fig. 37.

(113)

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TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-31

Fig. 38.

Fig. 39.

(i,0s) e (i,0d) sono le rotazioni in i, assunte come indicato in figura 38, dovute ai carichi agenti sulle
campate appoggiate e a eventuali VT tipo Tx ; per i casi pi comuni di carico tali rotazioni sono
note: in questo manuale sono fornite dalla tabella 6. Si pu notare che la matrice dei coefficienti
del sistema (113) bandata, ossia con coefficienti diversi da zero soltanto sulla diagonale principale
e le due diagonali adiacenti; ci costituisce un elemento di semplificazione dei calcoli. Se la sezione
variabile nellambito di ciascuna campata, lequazione dei 3 momenti rimane valida nella sua struttura matematica; cambiano soltanto i valori dei coefficienti a 1 membro, da calcolarsi caso per
caso con gli appositi integrali. Se la prima campata (o lultima) incastrata, lequazione di congruenza relativa allincastro si scrive facilmente considerando una campata fittizia oltre lincastro,
caratterizzata da rigidezza flessionale infinita (e quindi coefficienti nulli). Se la prima campata (o
lultima) preceduta (seguita) da uno sbalzo, lequazione di congruenza relativa alla prima (lultima)
coppia di campate si scrive introducendo il momento, noto, applicato dallo sbalzo. Lesempio di
figura 39 illustra i vari casi possibili; le due equazioni di congruenza sono le seguenti:
L2
L2
F L 22
vB
1
- + --------------------- X + -------------- X = ------------ ------------3EI x 1 6EI x 2
E I x 16
L2
L2
L2 + L3
L3
p L 33 1
F L 22
1
1
1
- X 2 + --------------------------- X 1 + -------------------- ------ p L 42 = ------------ ------------ --------- + --------- v B
- + --------------
6EI x
2
EIx
6EI x
6EI x
L3
16
24 L 2
Nel caso di trave continua a 2 campate, soggetta a soli carichi trasversali, si ha (fig. 40):
(B0,)s + (B0,)d
3
X = ----------------- -----------------------------1+
L

(114)

nel caso particolare di carichi uniformemente ripartiti sulle 2 campate, p1 e p2, la (114) fornisce:
1
X = --------------------------- ( p 1 L 2 + p 2 2 L 2 )
8 (1 + )

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C-32

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 40.

1.2.8 Deformata dei STI. Linee dinfluenza. Il calcolo della deformata di un STI non pone
particolari problemi: note le incognite iperstatiche, si procede per sovrapposizione degli effetti,
operando sul SP; in particolare si pu utilizzare la FGS nella quale le CS dovute alla forza generalizzata unitaria si valutano sul SP, mentre quelle dovute ai carichi sono la somma del contributo, sul SP, di questi e delle iperstatiche; si introducono cio, nella (108), le espressioni (109).
Alcune deformate di travi iperstatiche sono indicate nella tabella 6.
Per quanto riguarda le linee dinfluenza, analoghe considerazioni si possono sviluppare
con i STI. Data una trave, o sistema di travi, iperstatica o meno, la LI di una componente di
spostamento si pu determinare, o applicando direttamente la definizione oppure, pi opportunamente, applicando il teorema di reciprocit nella versione Maxwell: la LI, relativa al carico mobile viaggiante mantenendosi parallelo alla direzione s, della componente di spostamento secondo la direzione r di una sezione S (in particolare rotazione), coincide con la deformata della trave secondo s, dovuta alla forza unitaria applicata in S secondo r (eventualmente coppia unitaria) (fig. 41). Grazie a tale propriet le deformate gi note, per esempio
quelle della tabella 6, possono essere interpretate quali LI delle corrispondenti componenti di
spostamento.
La LI di una caratteristica di sollecitazione o di una reazione vincolare si pu invece determinare, oltre che applicando direttamente la definizione, mediante ricorso al secondo teore-

Fig. 41.

001-054_CAP_01_C Page 33 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-33

Fig. 42.

ma di reciprocit, o teorema di Land (o ancora di Land-Colonnetti): la LI, relativa al carico


mobile viaggiante mantenendosi parallelo alla direzione s, di una GS nella sezione generica S
(o di una reazione vincolare Q), coincide con la deformata della trave secondo s, cambiata di
segno, dovuta alla distorsione unitaria in S corrispondente alla CS cercata (o al cedimento vincolare unitario corrispondente a Q). Per sistemi isostatici: nel caso di LI di reazioni vincolari
si ricade nei risultati di cap. 1, mentre nel caso di LI di CS si tratta ancora di cinematica dei
corpi rigidi, in quanto la distorsione unitaria, che si pu vedere come cedimento vincolare di
un vincolo interno, opera su un sistema labile a 1 GL (vedi per esempio la fig. 42). Per sistemi iperstatici la soppressione di un vincolo lascia il sistema ancora iperstatico o tuttal pi
isostatico; la distorsione provoca una deformata elastica, che si pu valutare con i metodi noti
e in alcuni casi pu rientrare tra le deformate note dalle tabelle (si veda per esempio la figura
43). Altri esempi sono riportati nella figura 44 (arco a 3 c) e nella figura 45 (trave continua,
con andamenti qualitativi); tabelle di LI per le travi continue si trovano in testi specializzati.

Fig. 43.

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C-34

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 44.

Fig. 45.

1.2.9 Sistemi di travi iperstatici Metodo degli spostamenti. Lopportunit di individuare, in


alternativa al metodo delle forze sopra formulato, un metodo degli spostamenti per lo studio dei
STI, si pu evidenziare con un esempio significativo quale il seguente. Si considera il SR iperstatico di figura 46a, costituito da n + 1 aste concorrenti in un nodo vincolato da un carrello, e quindi di iperstaticit n; con il metodo delle forze si ha quale SP quello di figura 46b, e occorre imporre n condizioni di congruenza. Tornando alla figura 46 a si pu cambiare impostazione, assumendo quale incognita, in questo caso unica, lo spostamento del nodo A, uA; in funzione di uA si
possono esprimere le variazioni di lunghezza di tutte le aste (fig. 47) e da qui gli sforzi normali
Ni ; qualunque sia uA la congruenza del sistema di figura 46 rimane assicurata, ma non lequilibrio

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TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-35

Fig. 46.

tra la forza esterna e gli sforzi interni; occorre quindi, per individuare la soluzione, imporre una
condizione di equilibrio (figg. 47 e 48):
L i = u A cos i
n+1

i=1

E i Ai
N i = ---------------- cos i u A
Li

E i Ai
---------------cos 2 i u A = X
Li

Il calcolo di uA, e successivamente delle Ni , immediato. Lesempio ora illustrato chiaramente un


esempio limite, che esalta la differenza tra i due metodi, a vantaggio di quello degli spostamenti. Si
pu notare il perfetto dualismo: con il metodo delle forze si cerca la soluzione tra le configurazioni
equilibrate, individuando lunica che sia anche congruente; con il metodo degli spostamenti si cerca
la soluzione tra le configurazioni congruenti, individuando lunica che sia anche equilibrata.
1.2.10 Telai piani. I telai piani a maglie rettangolari, formati da montanti verticali e travi
orizzontali (non vi sono difficolt concettuali sostanziali a trattare i casi di maglie non rettangolari; aumenta soltanto la complessit formale), sono caratterizzati da un elevato grado di iperstaticit, non appena il numero delle maglie, supera le pochissime unit (nel caso di 1 maglia si utilizza il termine portale). Tale circostanza rende opportuno il ricorso al metodo degli spostamenti
il quale, grazie allipotesi che siano trascurabili gli effetti sulla deformazione dello sforzo normale, comporta un numero di incognite generalmente inferiore a quello associato al metodo delle
forze. Per esempio per il telaio di figura 49, soggetto a carichi applicati in generale sia alle travi
sia ai montanti, sono sufficienti a definire la generica configurazione deformata i seguenti 28 parametri: le 20 rotazioni di nodo (1 20), i 5 spostamenti di piano (16 20, 11 12, 13 15, 6 10,
1 5) e i 3 spostamenti di colonna (3 18, 5 10, 15 20). Viceversa il grado di iperstaticit 36.

Fig. 47.

Fig. 48.

001-054_CAP_01_C Page 36 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-36

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 49.

Se per lo stesso telaio si modifica portando a terra le colonne 3 18 e 5 10, unendo 10 15 e


12 13 e aggiungendo 4 vincoli che impediscano gli spostamenti di piano, il grado di iperstaticit
sale a 52, mentre il numero dei parametri di deformazione scende a 20.
La formulazione generale del metodo, mediante scrittura delle condizioni di equilibrio, richiede sistematicit e opportune convenzioni; si assumono le rotazioni e i momenti alle estremit delle aste positivi se antiorari (si noti la diversit rispetto alle consuete convenzioni della S.d.C., legate al concetto di
sforzo); gli spostamenti relativi dei nodi si assumono positivi se producono nelle aste rotazioni antiorarie; idem per i tagli; convenzioni e simboli sono riassunti in figura 50 nonch 51. Lo stato di ogni asta
(trave o montante, tra due nodi adiacenti) si considera quale sovrapposizione: dello stato associato ai
vincoli di incastro, sotto lazione dei carichi agenti direttamente sullasta (fig. 51a), dello stato associato
alla rotazione h, con i = 0 e hi = 0, idem con i 0, h = 0, hi = 0, e idem con h = i = 0, hi = 0 (vedi
fig. 51b, c, d, dove sono indicate le grandezze associate ai valori unitari dei parametri di deformazione).
Le reazioni vincolari che si debbono applicare allasta al fine di ottenere le deformate di figura 51b, c, d,
dette costanti dellasta (rigidezze), si calcolano facilmente studiando lasta incastrata come indicato nei
paragrafi precedenti; nel caso di sezione a momento dinerzia variabile si dovranno effettuare i calcoli
caso per caso, oppure utilizzare tabelle fornite da fonti specializzate; nel caso di sezione costante si ottiene una volta per tutte il risultato seguente:
4EI
a hi = a ih = -----------L
6EI
c hi = c ih = ----------L2

2 EI
b hi = b ih = -----------L
12 EI
d hi = -------------L3

(115)

anche i momenti dincastro e i corrispondenti tagli di estremit si determinano facilmente caso


per caso, ovvero si reperiscono nelle tabelle (vedi tabella 6 in questo manuale). Ci posto,
nellasta hi pensata prima incastrata ai due estremi (come se si applicassero temporaneamente dei
vincoli fittizi), poi lasciata libera di ruotare agli estremi ( h , i ), nonch di subire uno spostamento trasversale relativo hi , si ha uno stato di sollecitazione caratterizzato dalle seguenti espressioni dei momenti e tagli di estremit:
m hi

m ih

hi

ih

= hi + a hi h + b ih i c hi hi
= ih + b hi h + a ih i c ih hi
= T hi c hi h c ih i + d hi hi

(116)

= T ih c hi h c ih i + d hi hi

Ove le rotazioni h , i e lo spostamento hi venissero imposti dallesterno, le (116) fornirebbero i


valori di momenti e tagli; viceversa, nel telaio effettivo per il quale tale imposizione non usualmente presente, h , i e hi sono incognite e le equazioni di equilibrio suscettibili di condurre alla
loro determinazione si individuano come condizioni di equilibrio dei nodi (equilibrio di momenti)
e di equilibrio dei piani ovvero delle colonne. Per i nodi si ha, detto Mh leventuale momento ap-

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TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

Fig. 50.

C-37

Fig. 51.

plicato dallesterno al nodo h:


Mh

i mhi

(117)

= 0

il segno meno dipende dal fatto che i momenti mhi sono stati definiti come applicati alle aste,
mentre ora si considerano i loro opposti, applicati al nodo (fig. 52); la sommatoria si estende ai
valori di i associati ai nodi adiacenti a quello considerato e a esso collegati con una trave. Esplicitando la (117) per mezzo delle (116) si ottengono le equazioni dei nodi:

i ahi h + i bih i i chi hi

= Mh

i hi

h = 1, 2 ,

(118)

Per i piani si ha, indicando con lindice p la travata generica e con Fp la forza orizzontale eventualmente applicata direttamente a detta travata, la situazione illustrata dalla figura 53; imponendo
lequilibrio alla traslazione si ottiene:
Fp +

h hj h hi

= 0

(119)

Per i segni vale una osservazione analoga a quella fatta per i momenti; le sommatorie sono estese
rispettivamente alle aste verticali poste al di sopra e al di sotto della travata considerata (sintende
che variando h variano corrispondentemente i o j). Esplicitando la (119) per mezzo delle (116) si
ottengono le equazioni dei piani:

h ( chi chi ) h + h c jh j h cih i h d hj jh + h d hi hi

= Fp +

h T hj h T hi

(120)

001-054_CAP_01_C Page 38 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-38

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

Fig. 52.

Fig. 53.

Fig. 54.

Fig. 55.

Per le colonne interrotte si ha una situazione analoga a quella dei piani, ruotando di 90 (fig. 54),
e si ottengono relazioni identiche alle (119) (120), sostituendo soltanto lindice p con c. Linsieme
delle equazioni, dei nodi (118), dei piani e delle colonne (120), in numero pari alle incognite, costituisce il sistema risolvente del problema.
Nel caso vi siano nel telaio aste con unestremit incernierata anzich incastrata, tutta limpostazione rimane valida purch si sostituiscano alle costanti delle aste, nonch ai momenti e tagli
dincastro, i valori corrispondenti alle nuove condizioni di vincolo, cos come indicato in figura
2 . Nel caso particolare di asta a
55: hi
, ih
= 0, T hi
, T ih
; a hi
, b hi
= 0, c hi
= a hi
/ L hi , d hi
= a hi
/ L hi
sezione costante si ha:
EI
3
a hi
= 3 ---------- = ------ a hi
L
4
Per quanto riguarda la risoluzione del sistema di equazioni (118) (120), che nel caso di telai importanti raggiunge lordine delle molte decine di incognite, la situazione odierna molto mutata
rispetto al passato, quando la difficolt di risolvere direttamente i grossi sistemi di equazioni aveva portato allo sviluppo di numerosi metodi ad hoc, i quali sfruttavano alcune caratteristiche peculiari di questi sistemi. In particolare si pu notare, osservando le (118), che i coefficienti posti
sulla diagonale principale sono sistematicamente maggiori dei rimanenti, i quali a loro volta sono
in buona parte uguali a zero; in tali condizioni hanno particolare efficacia i metodi di risoluzione
per rilassamento, suscettibili tra laltro di interessanti interpretazioni meccaniche, quale quella del
noto metodo di Cross, valido per i telai a nodi fissi (sono presenti le sole equazioni dei nodi),
oppure dei vari metodi di Cross generalizzati validi per i telai a nodi spostabili.
I principali parametri di risoluzione (incognite iperstatiche) per alcuni telai semplici (portali)
di impiego corrente sono riportati nella tabella 7.

001-054_CAP_01_C Page 39 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI


Tabella 7.

C-39

a, b, c, d, e, f, g, h. Principali parametri di risoluzione per alcuni telai semplici


a) PORTALE INCERNIERATO CON TRAVE AD ASSE RETTILINEO

H It
K 1 = -------- --------L Im
2
K 2 = 2 1 + ------ K 1

1.

L
X A = X B = P -------- ------------H K2
YA = P

YB = P


M C = M D = PL ------------K2

2.

2 L2 3 2
X A = X B = p ------------------ ---------------------6H
K2
2
Y A = p L ---------------2

L
Y B = P 2 -----2

2 L2 3 2
M C = M D = p ------------------ ---------------------6
K2

(segue)

001-054_CAP_01_C Page 40 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-40

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

(seguito tabella 7a)


3.

K1
H
X A = p ------ 3 ------------4
3K2

K1
H
X B = + p ------ 1 + ------------4
3K2

H2
Y A = Y B = p ---------2L
K1
H2
M C = p ----------- 1 ------------4
3K2

K1
H2
M D = + p ----------- 1 + ------------4
3K2

4.

K1
H
X A = p ------------ 75 7 ----------
180
K2

K1
H
X B = + p ------------ 15 + 7 ----------
180
K2

pH 2
Y A = Y B = -----------6L
K1
H2
M C = p ------------ 15 7 ----------
180
K2

K1
H2
M D = + p ------------ 15 + 7 ----------
180
K2

5.

2 E t I t
X A = X B = --------------------------------K2 H2
YA = YB = 0
2 E t I t
M C = M D = --------------------------------K2 H

(segue)

001-054_CAP_01_C Page 41 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-41

(seguito tabella 7a)

6.

1 + K 1 ( 1 1 3 2 )
= ------------------------------------------------K2
X A = P (1 )

XB = P

H
Y B = Y A = P --------
L
MC = P H (1 )

MD = P H

M0 = X A H

7.

Pd 1 + K 1 ( 1 2 )
X A = X B = 2 ----------- -----------------------------------------H
K2
YA = YB = P
M C = M D = Pd + X A H
M1 = X A H

M 2 = Pd X A H

001-054_CAP_01_C Page 42 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-42

STRUTTURE MONODIMENSIONALI
Tabella 7b
b) PORTALE INCERNIERATO CON TRAVE AD ASSE SPEZZATO

H It
K 1 = -------- --------S Im
K 2 = (3 + K 1) + (3 + )

1.

P L 1
X A = X E = ------------------- ---------- [ 6 + ( 3 4 2 ) ]
4H
K2
YA = P

YE = P

MB = MD = X A H
P L
M C = ------------------- + X A H ( 1 + )
2
M0 = Y A L X A H (1 + 2 )

2.

P 1
X E = ------------- ---------- [ K 1 ( 3 2 ) + 3 ( 2 + ) ]
4
K2
X A = XE P
YE = Y A = P H L
MB = XE H P H

H
M C = X E H ( 1 + ) P ---2

MD = XE H

M0 = X A H

(segue)

001-054_CAP_01_C Page 43 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-43

(seguito tabella 7b)


3.

1
pL 2
X A = X E = --------------- ---------- ( 8 + 5 )
32H K 2
L
Y A = Y E = P -----2
MB = MD = X A H
L2
M C = X A H ( 1 + ) p --------8

1
H
X E = p --------- ---------- [ 5 K 1 + 6 ( 1 + ) ]
16 K 2

X A = X E pH

H2
Y E = Y A = p ---------2L
H2
M B = X E H p ----------2

H2
M C = X E H ( 1 + ) p ----------4

MD = XE H

5.

3 Pd 1
X A = X E = --- ----------- ---------- [ K 1 ( 1 2 ) + ( 2 + ) ]
2 H K2
Y A = YE = P
M B = M D = X A H Pd

M C = X A H ( 1 + ) Pd

M1 = X A H

M 2 = Pd X A H

001-054_CAP_01_C Page 44 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-44

STRUTTURE MONODIMENSIONALI
Tabella 7c
c) PORTALE INCERNIERATO CON TRAVE AD ASSE PARABOLICO

H It
K 1 = ------- --------L Im
K 2 = 5 ( 2K 1 + 3 ) + 4 ( 5 + 2 )
1

1.

1
L2
X A = X D = p ------------ ---------- ( 5 + 4 )
4H K 2
L
Y A = Y D = p -----2
MB = MC = X A H
L2
M 0 = p --------- X A H ( 1 + )
8

(segue)

001-054_CAP_01_C Page 45 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-45

(seguito tabella 7c)


2.

5
1
X D = ------ pH ---------- [ ( 5 K 1 + 6 ) + 4 ]
8
K2
X A = X D pH

H2
Y A = Y D = p ---------2L

H2
M B = X D H p ----------2
MC = XD H

3.

Pd 1
- [ 3 K 1 ( 1 2 ) + ( 3 + 2 ) ]
X A = X D = 5 ----------- --------H K2
YA = YD = P
M B = M C = X A H Pd
M1 = X A H

M 2 = Pd X A H

001-054_CAP_01_C Page 46 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-46

STRUTTURE MONODIMENSIONALI
Tabella 7d
d) PORTALE INCASTRATO CON TRAVE AD ASSE RETTILINEO

H It
K 1 = ------- --------L Im

1.

1
1 = -------------------2 + K1

2 = ----------------------1 + 6K 1

3
L
X A = X B = ------ P -------- 1
2
H
Y A = P ( 1 + 2 )

Y B = P ( 1 2 )

L
M A = P ------ ( 1 2 )
2

L
M B = P ------ ( 1 + 2 )
2

L
M C = + P ------ ( 2 1 + 2 )
2

L
M D = + P ------ ( 2 1 2 )
2

2.

3 2
1 = -------------------2 + K1

( 1 )2
2 = -----------------------1 + 6K 1

2 L2
X A = X B = p ------------------ 1
4H

Y A = p L 1 ------- ( 1 2 )
2

L
Y B = p 2 ------ ( 1 2 )
2

2 L2
M A = p ------------------ ( 1 3 2 )
12

2 L2
M B = p ------------------ ( 1 + 3 2 )
12

2 L2
M C = + p ------------------ ( 2 1 + 3 2 )
12

2 L2
M D = + p ------------------ ( 2 1 3 2 )
12

(segue)

001-054_CAP_01_C Page 47 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-47

(seguito tabella 7d)


3.
9 + 3K 1
1 = ----------------------2 + K1

12K 1
2 = ----------------------1 + 6K 1

H 13 + 6 K 1
X A = p ------ -------------------------8
2 + K1

K1
3 = --------------2 + K1

H 3 + 2K1
X B = p ------ ----------------------8 2 + K1

K1
H2
Y A = Y B = p ----------- ----------------------L 1 + 6K1
H2
H2
M A = p ------- p ----------- ( 1 + 2 )
24
2
H2
M C = + p ------- ( 3 2 )
24

H2
M B = p ----------- ( 1 2 )
24

H2
M D = + p --------- ( 3 + 2 )
24

4.
12 + 7K 1
1 = -------------------------2 + K1

15K 1
2 = ----------------------1 + 6K 1

H 36 + 17 K 1
X A = p --------- ----------------------------40
2 + K1

2K 1
3 = ------------------2 + K1

H 4 + 3K1
X B = p --------- ----------------------40 2 + K 1

K1
H2
Y A = Y B = p ---------- ----------------------4L 1 + 6K 1
H2
H2
M A = p ----------- p ------------ ( 1 + 2 )
6
120
H2
M C = + p ------------ ( 3 2 )
120

H2
M B = p ------------ ( 1 2 )
120

H2
M D = + p ------------ ( 3 + 2 )
120

5.
3E t I t
1 + 2K 1
X A = X B = ------------------------------- ---------------------------------H2
K 1 (2 + K 1)
YA = YB = 0
3E t I t
1 + K1
M A = M B = ------------------------------- ---------------------------------H
K 1 (2 + K 1)
3E t I t
1
M C = M D = + ------------------------------- -------------------H
2 + K1
K1
y 0 = H ----------------------1 + 2K 1

(segue)

001-054_CAP_01_C Page 48 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-48

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

(seguito tabella 7d)

6.

1 + (2 ) (1 + K 1)
1 = ----------------------------------------------------2 + K1

3K 1
2 = ---------------------1 + 6K 1

(1 ) K 1
3 = ----------------------------2 + K1

3 ( 1 + K 1 ) ( 1 + 2K 1 )
4 = ----------------------------------------------------------------2 + K1

P
X A = P + ------ 2 4
2

P
X B = ------ 2 4
2

H
Y A = Y B = P ------- 2 2
L
PH
M A = PH ------------ 2 ( 1 + 2 )
2
PH
M B = ------------ 2 ( 1 2 )
2

PH
M C = ------------ 2 ( 3 2 )
2

H
M D = P ------ 2 ( 3 + 2 )
2

M0 = M A X A H

7.

Pd 2 K 1 ( 1 ) + ( 2 )
X A = X B = 3 ----------- -------------------------------------------------------------------H
2 + K1
YA = YB = P
K 1 ( 4 3 2 1 ) + ( 6 3 2 2 )
M A = M B = Pd ------------------------------------------------------------------------------------------2 + K1
M C = M D = M A + X A H Pd
M1 = M A + X A H

M 2 = M A X A H + Pd

001-054_CAP_01_C Page 49 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-49

Tabella 7e
e) PORTALE INCASTRATO CON TRAVE AD ASSE SPEZZATO

H It
K 1 = ------ --------S Im
K 2 = ( K 1 + )2 + 4 K 1 ( 2 + + 1 )

1.

1
1 = ---------- [ 2 K 1 + 3 ( 2 + K 1 ) 2 ( 1 + 4 ) +
K2
4 2 ( 2 + K 1 ) 4 2 2 ]
2 = ( ) ( 1 + 3K 1 )
L
1
X A = X E = p -------- ---------- [ 3K 1 ( 1 + ) + 4 2 ( 1 + K 1 ) 3 ( K 1 ) ]
H K2
Y A = P + (M A ME) L

Y E = P (M A ME) L

P L
M A = ------------------- ( 1 2 )
2

P L
M E = ------------------- ( 1 + 2 )
2

MB = M A + X A H
L
M C = M E + X A H ( 1 + ) Y E -----2
MD = ME + X A H
M0 = M A X A H (1 + 2 ) + Y A L

(segue)

001-054_CAP_01_C Page 50 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-50

STRUTTURE MONODIMENSIONALI

(seguito tabella 7e)

2.

1
1 = ---------- [ K 1 ( 4 + K 1 2 K 1 6 + 6 ) + 2 K 1 ( K 1 + 2 + ) +
K2
+ 2 K 1 ( 2 3 ) + 2 ]
2 + 3K 1 ( 2 )
2 = -----------------------------------------2 + 6K 1
P 1
X E = ------------- ---------- [ 6K 1 ( 1 + ) + 6 K 12 + 4 2 K 1 ( 1 + K 1 ) +
2
K2
3 K 1 (2 + K 1) 3 K 1 (1 + ) ]
X A = XE P

M A ME
H
Y E = Y A = P ------- ------------------------L
L

P H
M A = -------------------- ( 1 + 2 )
2

P H
M B = -------------------- ( 1 2 )
2

L
M C = M E + X E H ( 1 + ) Y E -----2
MD = ME + XE H

M0 = M A X A H

3.

L2
1
X A = X E = P ------------ ---------- [ K 1 ( 4 + 5 ) + ]
8H K 2
L
Y A = Y E = P -----2
L2 1
M A = M E = P --------- ---------- [ K 1 ( 8 + 15 ) + ( 6 ) ]
48 K 2
MB = MD = M A + X A H
L2
M C = P --------- + M A + X A H ( 1 + )
8

(segue)

001-054_CAP_01_C Page 51 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-51

(seguito tabella 7e)

4.
1
1 = ---------- [ K 1 ( 6 + K 1 ) + K 1 ( 15 + 16 ) + 6 2 ]
K2
2 = ( 12K 1 + 6 ) ( 1 + 3K 1 )
H 1
X E = p ------ ---------- [ K 12 + K 1 ( 3 + 2 ) ]
4 K2

X A = XE p H

M A ME
H2
Y E = Y A = p ---------- ------------------------2L
L
H2
M A = p --------- ( 1 + 2 )
24

H2
M E = p --------- ( 1 2 )
24

H2
M B = M A p ----------- + X E H
2

MD = ME + XE H

L
M C = M E + X E H ( 1 + ) Y E ------2

5.
Pd 1
X A = X E = 6 ----------- ---------- [ K 1 ( 1 + + ) ( K 1 + + ) ]
H K2
Y A = YE = P
1
M A = M E = Pd ---------- [ K 1 ( 2 K 1 + 2 + 3 ) K 1
K2
( 6 + 3 + 4 ) ( 3 2 K 12 + 6 2 K 1 + 2 ) ]
M B = M D = M A Pd + X A H
M C = M A Pd + X A H ( 1 + )
M1 = M A + X A H
M 2 = M A + Pd X A H

001-054_CAP_01_C Page 52 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-52

STRUTTURE MONODIMENSIONALI
Tabella 7f
f) PORTALE CON TIRANTE, INCERNIERATO

1.

H It
K 1 = ------ --------S Im

3 E It
L
K 2 = 1 + ------ ----------------- ----------------2 E* A 2 H s2

lim K 2 = 1

E* A

( 16 15 K 2 ) + 10 ( 1 K 2 )
L2
X A = X E = p --------------- ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------16 H ( 4 K 1 + 12 9 K 2 ) + 12 ( 1 K 2 ) + 4 2 ( 1 K 2 )

L
Y A = Y E = p -----2

3 1
5
L2
N = --------- p -------------- K 2 ------ ------- + 1 K 2 X A
2

H
32
MB = MD = X A H

L2
M C = p --------- + X A H ( 1 + ) + N H
8

2.

H It
K 1 = ------- --------L Im

5+4
K 2 = ----------------------------------------------------------------------5 ( 3 + 2K 1 ) + 4 ( 5 + 2 )

E It
1
1
- -----------------------------------------------------------------------------------K 4 = ----------------- -----------------E* A 2 H 2 K 22 ( 3 + 2 K 1 ) 2 K 2 K 3 + 0,4 K 32
L2 K 2 K 4
X A = X D = p ------------ -------------------4H 1 + K4
MB = MC = X A H

L
Y A = Y D = p -----2

K3 = 1 2 K2
lim K 4 = 0

E* A

1
pL 2
N = ------------------ -------------------8H 1 + K 4

L2
M 0 = p --------- X A H ( 1 + ) N H
8

001-054_CAP_01_C Page 53 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

TRAVI E SISTEMI DI TRAVI

C-53

Tabella 7g
g) TELAIO CHIUSO RETTANGOLARE

H I2
K 1 = ------- -------L I1

1.
K 2 = ( 3 + 2K 1 ) + K 1 ( 2 + K 1 )
PH K 1
M B = M C = ------------------------ ---------- [ ( 1 + ) ( 3 + 2K 1 ) K 1 ( 1 + ) ]
3
K2
PH K 1
M A = M D = ------------------------ ---------- [ ( 1 + ) ( 3 + 2K 1 ) K 1 ( 1 + ) ]
3
K2
M 0 = PH M A M B
M A MB
N AD = P ------------------------H

N AB = N CD = 0

M A MB
N BC = P + ------------------------H

2.

p L2 + H 2 K 1
M A = M B = M C = M D = --------- -------------------------------12
1 + K1
H2
M 1 = p ----------- + M A
8
L
N AB = N CD = p ------2
H
N AD = N BC = p -----2

L2
M 2 = p --------- + M A
8

001-054_CAP_01_C Page 54 Friday, March 9, 2012 10:15 AM

C-54

STRUTTURE MONODIMENSIONALI
Tabella 7h
h) PORTALE A SHED

pL 12 4L 2 + K ( L + 4L 2 )
X A = X B = --------------- -------------------------------------------------8HL
1+K

X A = X B pH
a I2
K = --- ---b I1

pH 4L 2 + K ( L 1 + 5L 2 )
X B = ------------ ---------------------------------------------------8L
1+K