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MARIA CACCAMO CALTABIANO

La moneta e la rappresentazione gerarchica del potere


Nel corso del XII Convegno Internazionale di
Numismatica di Berlino avevo proposto lo slogan
immagine/parola per evidenziare come ciascuna immagine monetale debba considerarsi dotata di un significato specifico che rende possibile la comunicazione fra
lemittente/proprietario della moneta e il suo destinatario1. Lintervento odierno muove dalla premessa che il
significato dei tipi monetali deve essere ricercato dallo
studioso con metodo analogo a quello che si applica
nello studio dei linguaggi parlati. Occorre, cio, ricostruire la storia di ciascuna immagine monetale o tipo
nello spazio e nel tempo (analisi diacronica e diatopica), onde definirne le origini, levoluzione, la permanenza ovvero i mutamenti e gli arricchimenti di
significato. E questa la metodologia di analisi che,
basata su un approccio multidisciplinare ed interdisciplinare, proponiamo per la realizzazione del LIN
(Lexicon Iconographicum Numismatic), un progetto nato in
Italia per iniziativa delle cattedre di Numismatica delle
Universit di Messina, Bologna, Genova e Milano e al
quale hanno gi manifestato la volont di aderire anche
altri colleghi di diverse nazionalit2.

1. Programma iconico e sistema semantico


gerarchizzato
Il problema che desidero porre oggi alla vostra attenzione,
in relazione allinterpretazione di alcuni tipi monetali,
quello dellesistenza di un sistema semantico gerarchizzato, fondato non soltanto sulla scelta di differenti tipi
monetali, ma anche su quella di metalli e nominali differenti. Attraverso le immagini adottate nellintero sistema
monetale lemittente/proprietario della moneta (tiranno,
sovrano od imperatore che sia), sviluppa un programma
iconico internamente coerente, in grado di rappresentare
la struttura del suo potere politico e comunicare i presupposti ideologici su cui esso si fonda.
Prender in esame il sistema semantico basato sulluso
di due tipi monetali cui da tempo ho rivolto la mia
attenzione: la quadriga e il cavaliere. La prima gi in et
greca intesa quale simbolo di vittoria sia agonistica

che militare del governante o della polis, e in et romana immagine del trionfo militare e della theophania
dellimperatore quale cosmokrator3. Il secondo, il Cavaliere,
limmagine delleroe per eccellenza, utilizzata gi in et
greca da tiranni, satrapi e monarchi, e in seguito anche
dagli imperatori romani, quale espressione della loro
virt cinegetica e militare, e per rappresentare s stessi
nel momento della loro presa del potere, delladventus al
trono o in occasione dellarrivo nelle province di recente
conquista4. Lo studio da noi condotto sul tipo monetale del cavaliere ha evidenziato anche unaltra importante
funzione affidata a questa immagine: quella di affiancatore del Capo5, pronto ad integrarne le funzioni e a
subentrargli in caso di bisogno, con lo scopo spesso di
prepararsi alla successione dinastica6.
Lidea dellesistenza di una struttura gerarchica allinterno di alcune immagini monetali scaturita dallosservazione diretta dei materiali e, in particolare, da alcuni
documenti che mi hanno sensibilizzata in questa direzione. La lettura diacronica e diatopica dei documenti,
cio a dire verticale ed orizzontale degli stessi, si poi
rivelata lunica che ne consenta la comprensione e la
piena storicizzazione.
Larco di trionfo di Settimio Severo (tav. I, 18-18a), presente su due emissioni di denari e una di assi coniati fra
il 202 e il 210 d.C.7, decorato sullattico da una quadriga frontale fiancheggiata da due cavalieri di diversa

1. Caccamo Caltabiano, 1998, 57-74; Caccamo Caltabiano, 2000,


179-184.
2. Il progetto, approvato dal Ministero Italiano per lIstruzione,
lUniversit e la Ricerca Scientifica stato cofinanziato negli anni
2000 e 2003. Nel marzo del 2003 si tenuto il primo Congresso
internazionale sul tema La tradizione iconica come fonte storica. Il ruolo
della Numismatica negli studi di Iconografia. Primo incontro di studio del
Lexicon Iconographicum Numismatic (Messina 6-8 Marzo 2003).
3. Vd. Caccamo Caltabiano, 2002a, 31-45.
4. Caccamo Caltabiano, 2002b.
5. Vd. Caccamo Caltabiano 2002c.
6. Caccamo Caltabiano, 1994-95, 53-73; Caccamo Caltabiano,
1999, 197-207; Caccamo Caltabiano, 2004a e 2004b.
7. BMCRE V, 420 tav. 35, 5, 321 denario del 203 d.C.; RIC IV/1, 259
tav. VII, 2; asse 204 d.C.

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grandezza. La decorazione scultorea rappresenta simbolicamente i membri maschili della famiglia imperiale, in
cui limperatore padre affiancato dai due figli, e la
legenda ARCVS AVGG presente sugli assi conferma tale
interpretazione. La diversa autorit dei membri della
famiglia imperiale espressa dal contemporaneo uso
della quadriga trionfale e di due cavalieri le cui differenti dimensioni, oltre che corrispondere al ruolo di primo
e secondogenito, coincidono con le funzioni differenziate previste da Settimio Severo per Caracalla e Geta.
Non sembri strano ma stata proprio questa immagine a farmi porre il problema di una rappresentazione
del potere politico secondo un sistema semantico
gerarchizzato gi in et greca, e ad indurmi a verificare le modalit attraverso il quale esso si sarebbe
espresso e sviluppato nei vari momenti dellet antica.
Per motivi di tempo mi soffermer su quattro esempi
di epoca diversa che pur nel variare dei contesti di
riferimento dimostrano il mantenimento di alcuni
significati di base, proprio quelli che consentivano
allemittente della moneta di comunicare senza equivoci con i destinatari della stessa.

2. Let della tirannide siracusana


In et greca troviamo pochi ma significativi esempi di contemporaneo utilizzo dei tipi della quadriga e del cavaliere
allinterno del medesimo sistema monetale; essi appartengono principalmente allesperienza monetale della Sicilia.
Lesempio pi antico tuttavia offerto dai nominali di
una serie ancora dubitativamente attribuita ad Atene o
a Calcide di Eubea8. Tre nominali, di diversa grandezza
ma fra di loro in proporzione ponderale, presentano
una quadriga frontale verosimilmente guidata da
Athena, un cavaliere amphippos, accompagnato cio da un
secondo cavallo, anchessi frontali, e sul nominale pi
piccolo, corrispondente ponderalmente al quarto del
nominale maggiore, un unico cavaliere rappresentato
frontalmente. Mentre la difficolt dellattribuzione si
riflette negativamente sullinterpretazione storica di
questi documenti, un esempio pi chiaro offerto dalla
monetazione siracusana della fine del VI-primi decenni
del V sec. a.C., dal complesso iconico formato da: quadriga al passo guidata da auriga presente sul tetradrammo, cavaliere amphippos (con due cavalli) sul didrammo
e un cavaliere giovinetto riconoscibile dalle lunghe
chiome sulla dracma9 (tav. I, 1-3). Come abbiamo cercato di dimostrare altrove, alla luce di quanto ci noto

per gli anni in cui Siracusa era sotto il governo della


tirannide dei Dinomenidi, i famosi fratelli vincitori il
primo, Gelone, sui Cartaginesi ad Himera, nel 480
a.C., e il secondo Hiaron, sugli Etruschi nella battaglia di Cuma del 474 a.C., i tre diversi nominali sono
espressione di unideologia dinastica incentrata sulle
figure del Capo, del suo Luogotenente, dellErede10. Il
Capo si identifica idealmente nella figura posta alla
guida della quadriga; colui che lo affianca nel governo e
ricopre quasi sempre unimportante carica militare, viene
rappresentato come cavaliere amphippos, in grado cio di
passare da un cavallo allaltro, metaforicamente in grado
di subentrare o sostituirsi nel governo a chi detiene il
potere; il giovane Erede, destinato alla successione, viene
invece rappresentato quale cavaliere giovinetto.
La controprova della valenza politica, e oseremmo dire
giuridica, di tale rappresentazione offerta dagli stessi documenti monetali. Nella citt di Leontinoi, posta
sotto la leadership di Siracusa, i coevi tetradrammi con
quadriga sono accompagnati da didrammi che recano
un cavaliere nudo al passo o al galoppo, che in alcuni
esemplari porta sul capo un elmo11. Limmagine ha
dunque una valenza eroica ma anche una precisa connotazione militare.
8. Cfr. Babelon, 1907, coll. 1249-1252 nn. 1831, 1832 e 1833;
Seltman, 1924, 136-139, 218 n. 482 assegna lemissione alla
tirannide di Milziade nel Chersoneso; vd. anche Franke-Hirmer,
1964, tav. 114 n. 348.
9. Il tipo della quadriga presente costantemente sui tetradrammi
siracusani; molto pi limitata invece la presenza del cavaliere
amphippos (Boehringer, 1929, 116 nn. 32-33, p. 121 n. 51; Rizzo,
1946, 191, 3 e tav. XXXVII, 3) e del cavaliere giovinetto
(Boehringer, 1929, 122 n. 54; 166-167 nn. 279-285; 181-182
nn. 357-361) utilizzati entrambi nel corso del governo aristocratico e di quello tirannico. I primi didrammi di Siracusa con cavaliere amphippos si datano infatti tra il 510 e il 500 a.C. (Boehringer,
1929, 6: 530-510 a.C.; Stazio, 1980, 91: 520/510 a.C.; Kraay
1976, 209: 510/500 a.C.); il tipo ricompare sulle emissioni anteriori al 485 a.C. e la sua ultima presenza si registra su unemissione assente in Boehringer, 1929, datata dal Rizzo, 1946, in et
ieroniana per la presenza del ketos in esergo.
La cronologia delle emissioni siracusane strettamente correlata
allannosa querelle sulla cronologia del demareteion (vd. la recente
ricostruzione dello status quaestionis in Carb, 2004c), da me ritenuto successivo alla battaglia di Himera (Caccamo Caltabiano,
1993, 58-60) e ancora recentemente da Manganaro, 1999, 239255 posteriore alla caduta della tirannide. Lanalisi iconografica
condotta con metodo diacronico e diatopico, evidenzia la stretta
correlazione esistente tra luso del tipo del cavaliere e i governi di
tipo tirannico o monarchico, e concorre a confermare la sostanziale correttezza della cronologia tradizionale che ne faceva unemissione realizzata sotto il governo del tiranno Gelone. A favore della
cronologia di et tirannica un parziale ripensamento si registrato
da parte di Rutter, 1998, 307-315.
10. Caccamo Caltabiano, 2004a.
11. Boehringer 1998, 44, tav. 10, 11-13.

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LA MONETA E LA RAPPRESENTAZIONE GERARCHICA DEL POTERE

A differenza di quanto abbiamo visto a Siracusa in cui


sul didrammo il cavaliere era amphippos, era cio in
grado di sostituirsi al Capo-auriga della quadriga, a
Leontinoi il cavaliere un capo militare, un luogotenente subordinato al Capo, dipendente quindi dal
tiranno di Siracusa. Leontinoi, infatti, come dimostra
sia ladozione sulla sua moneta della quadriga siracusana sia addirittura la comunanza fra le due citt di
alcuni con di diritto12, doveva far parte del territorio
su cui ricadeva la leadership dei tiranni di Siracusa. Sulle
dracme di Leontinoi, cos come a Siracusa, compare
invece un cavaliere giovinetto13: lErede della dinastia
era il medesimo in entrambe le citt.

nominali anche liconografia obbedisce al medesimo


criterio gerarchico: solo al re e alla regina viene abbinato il tipo della quadriga, al figlio quello della biga19 (tav.
I, 6-8). Sulle frazioni battute a nome dei Siracusani
sono rappresentate le divinit e i loro attributi20.

Ancora diversa appare la situazione nella vicina citt di


Aitna, fondata da Hiaron, il secondo dei Dinomenidi. Il
re designato era Dinomene, figlio del tiranno siracusano, che portava il nome del nonno ed era ancora un
bambino. Si spiega cos come a guida della quadriga di
Aitna non ci sia lo stesso auriga della quadriga di
Siracusa e di Leontinoi ma Athena14 (tav. I, 4), la dea
che tradizionalmente interviene a soccorrere nei pericoli e nella battaglia gli eroi evocati dalla poesia omerica.
Il piccolo Dinomene, re bambino, viene rappresentato
solo sul nominale inferiore, la dracma (tav. I, 5): la sua
regalit e la legittimit del suo comando derivano direttamente da Zeus, rappresentato sul rovescio sia dei
tetradrammi che delle dracme.

Un cavaliere in armi, rappresentato nel momento in


cui arriva al galoppo (tav. I, 9), contraddistingue una
ricca emissione di grossi bronzi coniati da Ierone
prima delle serie basiliche, in quanto caratterizzati dal
solo nome Ieronos privo dellattributo regale di basileus:
al diritto compare prima una testa laureata e in seguito una testa diademata22. Gli studiosi hanno ritenuto
che il cavaliere rappresenti lo stesso sovrano23, gi
prossimo ai settanta anni. Alla luce del sistema semantico gerarchizzato cui appaiono ispirate le emissioni
basiliche di Ierone, riteniamo invece possibile che
nella figura del cavaliere, presentato al galoppo nel
momento in cui giunge, Ierone abbia voluto piuttosto
esaltare limmagine del figlio Gelone, celebrandone
lassociazione alla basileia, avvenuta secondo gli storici
fra il 240 e il 230 a.C.24 Tale cronologia verrebbe significativamente a coincidere con quella che sulla base
dei rinvenimenti archeologici stata finora proposta
dagli studiosi quale data iniziale dei grossi bronzi
ieroniani.

Anche i donari offerti dai Dinomenidi a Delfi e ad


Olimpia, noti sia dalle fonti letterarie16 che dai resti
archeologici17, confermano il sistema semantico gerarchizzato che abbiamo adesso ricostruito, e testimoniano la costante presenza accanto alla quadriga di
due cavalieri che laffiancavano, probabilmente nelle
vesti di figli ed eredi del potere dinastico, ovvero di
detentori della delega del potere del Capo.

3. La basileia di Ierone II
Sempre in Sicilia, nellet ellenistica, il sistema monetale coniato in argento da Ierone II negli anni finali della
sua basileia, riflette una monarchia di struttura piramidale che oltre alla casa regnante ingloba alla sua base
anche il popolo governato, i Siracusani18. A nome del
basileus Ierone vengono coniati ottodrammi in argento,
della basilissa Filistide tetradrammi, del figlio Gelone
didrammi e dracme. A nome dei Siracusani troviamo
hemidracme, quarti di dracma e le frazioni pi piccole
espresse in chalkoi (sette, cinque e tre). Oltre che i

La contemporaneit di tutti questi nominali assicurata dalla presenza delle medesime marche di controllo,
rappresentate da lettere singole o doppie21, che evidenzia lorganicit e la coerenza del programma iconico sviluppato dal re Ierone attraverso lintero sistema
monetale sia con la scelta di tipologie che di nominali differenti.

12. Ibidem, 44-45, tav. 10 nn. 4-7. Dello studioso non si condivide la
cronologia, essendo la moneta di Leontinoi strettamente correlata
a quella demareteica di Siracusa, vd. supra, no. 9.
13. Ibidem, 44, tav. 10, 14-15.
14. Kraay, 1976, 212 tav. 49, 837. Boehringer, 1968, 78-79, tav. 7,1;
8, A; 9.
15. Boehringer, 1968, 67-98, in particolare 79 e tav. 7, 2 e 7, A, tav. 8,
H; cfr. I-M .
16. Paus. 6, 12, 1 e 8, 42, 8.
17. Stucchi, 1990, 57-63; Rolley, 1990, 291-295.
18. Caccamo Caltabiano - Carroccio - Oteri, 1997.
19. Quadriga: Caccamo Caltabiano-Carroccio-Oteri, 1997, 23, 137182 nn. 1-14 (Hierone), 15-219 (Filistide). Biga: 23, 189-200
nn. 239-284 (Gelone), nn. 220-238 dracme pesanti di Filistide.
20. Ibidem, 24, 206-213.
21. Ibidem, 50, 51, 127.
22. SNG ANS, 1988, nn. 909-963; Carroccio, 2000, 261.
23. Vd. bibliografia in Carb, 2004a.
24. Per tale ipotesi, ibidem.

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4. Let augustea
In linea con una tradizione iconica che nellet ellenistica
aveva associata limmagine del cavaliere al galoppo allidea dellarrivo soteriologico e della epiphaneia del sovrano, nonch allidea della sua ascesa e del suo avvento al
potere, Ottaviano compare sulla moneta come cavaliere
soltanto negli anni successivi alla morte di Cesare25 (tav.
I, 10-11). La legenda Caesar Divi filius, evidenziando
lassimilazione e lidentificazione del giovane Ottaviano
con Cesare, oltre a sottolineare la sua filiazione dal dictator perpetuus, ribadisce la legittimit dei poteri straordinari riconosciutigli dal senato nella sua qualit di
erede diretto di un uomo divinizzato.
P. Zanker26 ha giustificato le due varianti iconiche di
cavaliere al galoppo o stante, rappresentate sugli aurei
e sui denari emessi da o per Ottaviano, con la differenza esistente fra il progetto della statua votata dal
senato al giovane console nellaspetto di cavaliere al
galoppo, e la statua realmente innalzata in seguito
nella forma di cavaliere stante, e posta nel foro accanto alla statua equestre di Silla, rappresentato nellanalogo schema27. Il lessico iconografico monetale dimostra
invece come le due immagini spesso coesistano essendo
dotate di diverse sfumature (accezioni) di significato.
Il cavaliere al galoppo pi simbolico, espressione
dellarrivo soteriologico tradizionalmente legato alla
figura dei Dioscuri, gli dei salvatori per eccellenza ed
emblematica espressione dellalternanza e della successione nel potere28; il cavaliere stante ha unimpronta pi realistica, legata al momento della parata
ufficiale o della processione religiosa, evocata dal bastone di augure tenuto in mano dal giovane Cesare.
Entrambe le immagini concorrevano dunque ad esaltare il complesso ruolo assunto da Ottaviano nella sua
qualit di successore ed erede legittimo del potere di
Cesare allindomani della sua morte.
Sconfitti tutti gli avversari, e liberatosi ormai di
Antonio, lultimo e il pi forte dei suoi antagonisti,
Ottaviano dopo essersi atteggiato ed avere assunto
modelli iconici tipici dei sovrani ellenistici, avrebbe
imparato a selezionare con molta cura le tematiche e i
simboli funzionali a rafforzarne il potere e a comunicare al popolo romano lidea di sicurezza e di potenza29. Consapevole della sua crescente auctoritas e della
forte legittimazione che gli derivava dalle vittorie
militari, apparentemente in linea con le esperienze
magistratuali di et repubblicana, Augusto inizia col
far proliferare sulle sue monete, con intensit ed

importanza via via crescente, tipi ispirati al trionfo


militare. Su numerose serie di aurei e di denari emessi a Roma e in alcune zecche provinciali, si passa via
via dalla rappresentazione dellabbigliamento, delle
insegne e di quadrighe trionfali al passo ancora prive di
auriga30, alle quadrighe che decorano gli archi trionfali31
(tav. I, 12), il cui auriga si identifica con limperatore, alle solenni quadrighe al passo aventi Augusto stesso quale auriga32.
Nuovo cavaliere sar Gaio, il giovanissimo nipote adottato da Augusto e da lui destinato alla successione insieme al pi giovane Lucio. Su aurei e denari della zecca di
Lugdunum, datati tra l8 e il 6 a.C., Gaio compare al
galoppo accompagnato da tre insegne militari con al
centro laquila imperiale; al collo Gaio porta ancora la
bulla che ne evidenzia la giovane et33 (tav. I, 13). Al
diritto la legenda AVGVSTVS DIVI F(ILIVS), Augusto
figlio del divo, evidenzia lorigine soprannaturale della
dinastia giulia; la scritta del rovescio G(AIVS) CSAR
AVGVSTI F(ILIVS) sottolinea la filiazione del giovane
Gaio dallimperatore in carica. Il riferimento a tre diverse generazioni ribadisce il principio della continuit
dinastica, propagandata come condizione indispensabile
per la stabilit e leternit di un impero che gi si muoveva nella logica della costante renovatio. La successiva
nomina di entrambi i nipoti di Augusto, Gaio e Lucio,
principes iuventutis e il dono del clipeus e della spada fatto
loro dagli equites romani per la loro funzione di capi della
cavalleria, sottolinea il valore giuridico rivestito da tale
carica ai fini della successione e il significato simbolico ad
essa connesso allinterno di una concordia ordinum, quello
dei senatori e laltro degli equites, di cui i giovani principi erano garanzia e tramite ideale34.

25. Crawford, 1974, 499 n. 490/1, 512 n. 497/1, 526 n. 518/2.


26. Zanker, 1989, 42-43.
27. Crawford, 1974, 397 n. 381/1 a-b.
28. Cfr. Bonanno Aravantinos, 1994, 9-25; La Rocca, 1994, 73-90;
Poulsen, 1994, 91-100.
29. Magistrali rimangono le pagine di Zanker, 1988, 85-108, sui
nuovi segni e il nuovo stile politico inaugurato in quegli anni da
Augusto.
30. BMCRE, I, 20, n. 101 tav. 3, 20; 68-70, nn. 390-402 tavv. 8, 1520; 9, 1-3; 97, nn. 590-591 tav. 14, 10-11.
31. BMCRE, I, 14, nn. 77-78 tav. 3, 4; 73, n. 427 tav. 10, 2; 74, nn.
428-429 tav. 10, 3; 75, n. 432 tav. 10, 6 (biga di elefanti); 75,
nn. 433-434 tav. 10, 7-8; 102, n. 624 tav. 15, 8; 114, n. 703
tav. 17, 7.
32. BMCRE, I, 101, nn. 616-621 tav. 15, 6-7.
33. BMCRE, I, 85-86 nn. 498-502. Pollini, 1985, 113-117 pensava ad
operazioni militari cui Gaio avrebbe preso parte nell8 a.C. insieme
alle legioni del Reno.
34. Vd. Demougin, 1988, 851-862.

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LA MONETA E LA RAPPRESENTAZIONE GERARCHICA DEL POTERE

5. La dinastia dei Flavi


Lultimo degli esempi da noi scelto riguarda la dinastia
dei Flavi: il sistema semantico gerarchizzato che abbiamo velocemente tentato di ricostruire appare qui pienamente realizzato. Quale cavaliere Vespasiano compare
solo agli inizi del suo governo, su denari attribuiti a
zecca illirica, accompagnato dalla legenda Imperator che
ne esalta il ruolo di vittorioso comandante militare35. Da
l a poco (69/70 d.C.), nella stessa zecca e sempre su
denari, Tito e Domiziano vengono rappresentati quali
cavalieri, principes iuventutis (tav. I, 14), destinati alla successione:36 il tema viene riproposto in altre due zecche,
su aurei a Lugdunum37 su assi a Tarracona38. I due fratelli compaiono nello schema tipico dei Dioscuri al galoppo con lancia o con scettro o nellatto di salutare. Con
la rappresentazione dei figli quali eredi del potere paterno Vespasiano acquista la forza per mostrarsi in quadriga trionfale sugli aurei, il nominale dotato del maggiore
potere dacquisto, battuti nella zecca provinciale di
Lugdunum39: la scena del carro circondato da soldati e
tibicini evoca, suggestivamente e senza confronti in
altre tipologie monetali, il rituale esaltante del trionfo
imperiale. Lanno successivo, il 71 d.C., il tipo della quadriga guidata da Vespasiano compare per la prima volta
anche nella zecca di Roma, ma solo su una serie di sesterzi (recanti lindicazione del III consolato)40. Intanto
nel giugno del 71 Tito, lasciato dal padre in oriente per
far fronte a tutti gli eventi e alle venture del principato41 giunge a Roma: Vespasiano gli conferma il titolo
di imperator (designatus), attribuitogli dallesercito, e celebra un sontuoso trionfo ostentando il bottino tratto dal
tempio di Gerusalemme. Il primo luglio, suo dies imperii,
Vespasiano proclama il figlio particeps, consors e tutor
Imperi, lo investe del potere proconsolare e della potest
tribunizia e lo nomina prefetto al pretorio, dandogli in
mano la tutela di Roma. Dal 71 al 73 un susseguirsi
nella zecca di Roma di emissioni caratterizzate dal tipo
della quadriga, Vespasiano vi compare sugli aurei42, Tito
solo sui sesterzi43. In oriente, invece, la parte dellimpero in cui Tito era maggiormente amato, la zecca di
Antiochia conia a suo nome aurei e denari con quadriga
trionfale44; un onore eguale nella zecca di Roma Tito lo
avr solo nel 79 d.C.45 (tav. I, 15).
Contemporaneamente al pi giovane Cesare Domiziano
viene riservato il ruolo di cavaliere, inizialmente su unemissione di sesterzi46 ma nel 73, lunico anno in cui
durante il governo paterno viene nominato console
ordinario, anche su una serie di aurei e di denari47. Da
consul suffectus per la V volta, nel 77-78 d.C.,

Domiziano sar celebrato quale cavaliere su una serie


di denari48. Nel 72 una serie di dupondi coniati a suo
nome recava al rovescio una quadriga49, H. Mattingly
identificava nellauriga lo stesso Vespasiano. A noi
pare improbabile che lAugusto fosse stato rappresentato su un nominale di cos esiguo valore e saremmo
propensi ad identificarvi lo stesso Domiziano, ad analogia con le altre emissioni in cui gli studiosi identificano nellauriga del rovescio il medesimo personaggio
che compare al diritto, a meno che la legenda non dia
una diversa indicazione.
Succeduto al padre, Tito si mostra molto prudente e
attento nellutilizzo dei tipi monetali: la quadriga
viene rappresentata senza auriga e con il carro pieno di
una manciata di spighe50. Anche per celebrare la consecratio di Vespasiano essa appare vuota e con il carro
configurato come piccolo tempio51. LAugusto Tito
compare invece come cavaliere su una serie di sesterzi,
in una suggestiva scena di adventus52 in cui la dea Roma
gli consegna il Palladio, lattributo pi emblematico di
un potere legittimo di antichissima ascendenza53. Il
fratello Domiziano viene invece rappresentato come
cavaliere in arrivo accompagnato dalla legenda
54
PRINC(EPS) IVVENTVTIS (tav. I, 16).

35. BMCRE, I, 86 nn. 419-420 tav. 14, 16.


36. BMCRE, I, 87 n. 426 tav. 15, 5.
37. BMCRE, I, 80-81 nn. 395-396 tav. 13, 14-15.
38. BMCRE, I, 181 n. 750 tav. 31, 5.
39. BMCRE, I, 81 n. 397 tav. 13, 16.
40. BMCRE, I, 123 n. 572 tav. 22, 6. Roma.
41. Tac., Hist., V, 10.
42. BMCRE, II, 27 nn. 147-149, tav. 4, 11.
43. BMCRE, II, 141 n. 636 tav. 25, 3; 145 n. 650 tav. 26, 1. Ai fini del
consolidamento del potere di Tito Buttrey, 1972, 89-109 ha evidenziato la stretta correlazione fra i tipi monetali di Vespasiano e
di Tito contro la variet di quelli di Domiziano.
44. BMCRE, II, 507 nn. 512-513, 520 tav. 19, 1-3; 109 nn. 521-522,
tav. 19, 8.
45. BMCRE, II, 46 nn. 256-257 tav. 8, 1.
46. BMCRE, II, 139 n. 628 tav. 24, 11. Vd. anche, con la medesima
tipologia ma senza legenda, 145 n. 649 tav. 25, 14.
47. BMCRE, II, zecca di Roma: 23-24 nn.121-131 tav. 3, 14-18.
Zecca di Tarraco: 73 n. 367 tav. 12, 2.
48. BMCRE, II, zecca di Roma: 42 nn. 234-236 tav. 7, 5.
49. BMCRE, II, zecca di Roma: 143 n. 646 tav. 25, 13.
50. BMCRE, II, zecca di Roma: 226 nn. 16-20 tav. 44, 9-10.
51. BMCRE, II, zecca di Roma: 243-244 nn. 117-122 tav. 47, 2-4.
Sulla data della consecratio vd. Buttrey, 1976, 449-457.
52. BMCRE, II, zecca di Roma: 260 n. 188 tav. 49, 7.
53. Pera, 2004.
54. BMCRE, II, 252 n. * (tetradrammo, zecca di Efeso, vd. tav. I n. 16),
271 n. * (sesterzio, zecca di Roma). A proposito delle magistrature
che corroboravano il potere di Domiziano vd. Buttrey, 1975, 26-34.

539

MARIA CACCAMO CALTABIANO

Sotto Domiziano i tipi del cavaliere e della quadriga


vengono legati esclusivamente alla vittoria sui
Germani, celebrata per ben quattro volte (XI, XIIII,
XV e XVI consolato), tra l85 e il 94. Agli inizi,
nell85, limperatore compare su una serie di sesterzi
dedicatagli dal senato nella versione eroica del cavaliere che atterra il suo nemico55. Solo in tre serie successive dell88/89, 90/91, 92/94, tutte di aurei, viene
rappresentato quale trionfatore sulla quadriga al passo
con ramo nella destra e scettro nella sinistra56. Non
troveranno posto sulle sue monete n i due trionfi sui
Daci (in occasione del II trionfo gli era stata eretta
una statua equestre di bronzo nel Foro57, n quello sui
Sarmati, trionfi che pure gli avevano fatto acquisire i
cognomina di Dacicus e di Sarmaticus.

Chiude idealmente lesperienza monetale di Domiziano il


tipo che potremmo definire il manifesto della continuit
dinastica rivendicata dal pi giovane dei Flavi. Larco
trionfale, che caratterizza ben tre emissioni di sesterzi58 e celebra la divinizzazione del padre e del fratello,
chiaramente sormontato, a differenza di quanto si
suole ancora leggere in qualche descrizione, non da
due quadrighe ma da una quadriga e da una biga
di elefanti (tav. I, 17). LAugusto padre Vespasiano e
lAugusto figlio Tito, pur essendo entrambi divinizzati, si differenziano gerarchicamente anche in morte:
la quadriga di elefanti sottolinea il ruolo paterno di
fondatore della dinastia Flavia, la biga di elefanti
lo stato subordinato del figlio suo successore nel
potere imperiale.

55. BMCRE, II, 371-372 nn. 339-341 tav. 73, 2.


56. BMCRE, II, 329 n. 144 tav. 64, 9; 335 n. 175 tav. 65, 7; 340 nn.
212-213 tav. 66, 6-7.
57. Dio Cass. 68, 7-8; Mart. VIII praef.
58. BMCRE, II, zecca di Roma: 364 n. 333 tav. 71, 6 ; 399; 407 + tav.
81, 1; RIC, II, 261, 391, 416. Anche la zecca di Alessandria
nell86-87 d.C. conia una serie di tetradrammi con arco trionfale
sormontato da una quadriga guidata dallimperatore RPC, II,
2524.1-2 (tav. 109) e nel 93-96 una serie di sesterzi con arco
trionfale e un carro a sei cavalli con trofei e prigionieri sullattico
RPC, II, 2697, 2708 (tav. 116); 2728-2730 (tav. 117).

540

LA MONETA E LA RAPPRESENTAZIONE GERARCHICA DEL POTERE

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Didascalie alle figure


Nn. 1-3 Siracusa: tetradrammo, didrammo, dracma. Nn. 4-5 Aitna: tetradrammo, dracma. N. 6 Ierone II: ottodrammo.
N. 7 Filistide: tetradrammo. N. 8 Gelone: didrammo. N. 9 Ierone II: bronzo. Nn. 10-12 Augusto: denarii.
N. 13 Augusto: aureo. N. 14 Vespasiano: denario. N. 15 Tito: aureo. N. 16 Domiziano: denario.
N. 17 Domiziano: sesterzio. Nn. 18-18a S. Severo: denario.

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LA MONETA E LA RAPPRESENTAZIONE GERARCHICA DEL POTERE

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