Sei sulla pagina 1di 364

Diritto Commerciale

di Alexandra Bozzanca
Riassunto del manuale relativo ai caratterri essenziali e alle discipline vigenti
del diritto commerciale italiano, tra cui l'analisi del diritto societario, azionario e
contrattualistico.

Universit:
Facolt:
Corso:
Esame:
Titolo del libro:
Autore del libro:
Editore:
Anno pubblicazione:

Universit degli Studi di Bologna


Giurisprudenza
Giurisprudenza
Diritto Commerciale
Manuale di diritto commerciale
Gianfranco Campobasso
Utet Giuridica
2010

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

1. Il sistema legislativo in materia di imprese


Il Codice Civile distingue diversi tipi di imprese e di imprenditori in base a tre criteri:
L'oggetto dell'impresa (imprenditore agricolo e imprenditore commerciale);
La dimensione dell'impresa (piccolo imprenditore e imprenditore medio-grande);
La natura del soggetto (impresa individuale, societ e impresa pubblica).
Tutti gli imprenditori sono assoggettati a una disciplina di base comune (statuto generale dell'imprenditore).
Gli imprenditori commerciali non piccoli sono assoggettati allo statuto tipico dell'imprenditore commerciale
(iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicit legale, la disciplina della rappresentanza
commerciale, le scritture contabili, il fallimento e le procedure concorsuali).

Diritto Commerciale

Pagina 1 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

2. La nozione generale di imprenditore


imprenditore chi esercita professionalmente un'attivit economica organizzata al fine della produzione o
dello scambio di beni e servizi. L'art.2082 fissa i requisiti minimi che devono ricorrere perch un dato
soggetto sia esposto all'applicazione delle norme del codice civile dettate per l'impresa e per l'imprenditore.
Dallo stesso articolo si ricava che l'impresa attivit caratterizzata da uno specifico scopo e da specifiche
modalit di svolgimento.

Diritto Commerciale

Pagina 2 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

3. Concetto di attivit produttiva


L'impresa attivit produttiva di nuova ricchezza. Questa definizione esclude dalla categoria di impresa le
attivit di mero godimento (attivit che non d luogo alla produzione di nuovi beni e servizi; ad es. il
proprietario di immobili che ne gode i frutti concedendoli in locazione). Un'attivit pu costituire allo stesso
tempo godimento di beni preesistenti e produzione di nuovi beni o servizi (es. albergatore).
Gli atti di investimento, speculazione e finanziamento, quando siano coordinati in modo da configurare
un'attivit, possono dar vita ad impresa se ricorrono i requisiti dell'organizzazione e della professionalit (es.
societ finanziarie che erogano crediti con mezzi propri s. di leasing-).
ormai opinione diffusa che la qualit di imprenditore deve essere riconosciuta anche quando l'attivit
produttiva svolta illecita. Vi possono essere due tipi diversi di impresa illecita:
Impresa illegale: attivit svolta in violazione di norme che disciplinano concessioni, licenze, autorizzazioni
(es. attivit bancaria senza la prescritta autorizzazione governativa);
Impresa immorale: illecito l'oggetto stesso dell'attivit (es. contrabbando di sigarette, fabbricazione o
commercio di droga). L'illecito compiuto dall'imprenditore immorale pi grave rispetto a quello
dell'imprenditore illegale.
Questo riconoscimento dell'attivit d'impresa estesa anche alle imprese illecite risponde all'esigenza di
tutelare eventuali creditori di queste e di sottoporle alla disciplina fallimentare.

Diritto Commerciale

Pagina 3 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

4. L'organizzazione. Impresa e lavoro autonomo


L'imprenditore crea un complesso produttivo, formato da persone e da beni strumentali ( quindi un'attivit
organizzata). imprenditore anche chi opera senza utilizzare altrui prestazioni lavorative autonome o
subordinate (es. lavanderia a gettoni); infatti la sempre pi alta fungibilit tra capitale e lavoro ha
determinato che l'organizzazione imprenditoriale pu essere costituita di soli capitali e del proprio lavoro
intellettuale e/o manuale.
La qualit di imprenditore non pu essere negata quando il coordinamento di capitale e lavoro proprio non si
concretizza in un complesso aziendale materialmente percepibile.
La semplice organizzazione ai fini produttivi del proprio lavoro non pu essere considerata un
organizzazione imprenditoriale in quanto viene a mancare un minimo di eteroorganizzazione (presenza di un
minimo di organizzazione di lavoro altrui o di capitale). Ad esempio la borsa degli attrezzi di un idraulico
non pu essere considerata una forma di capitale poich sono solo beni strumentali al lavoro.

Diritto Commerciale

Pagina 4 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

5. Economicit dell'attivit e scopo di lucro


essenziale che l'attivit produttiva sia svolta con metodo economico (coprendo i costi con i ricavi,
assicurando l'autosufficienza economica). In caso contrario si avrebbe consumo e non produzione di
ricchezza.
Non quindi essenziale il perseguimento di uno scopo di lucro. Se si assumesse questo scopo come
requisito essenziale dell'impresa sarebbero automaticamente escluse dalla categoria le imprese pubbliche
(che non perseguono uno scopo di lucro).

Diritto Commerciale

Pagina 5 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

6. Definizione di professionalit
l'esercizio abituale e non occasionale di una data attivit produttiva (es. non imprenditore chi compie
un'isolata operazione di acquisto e di rivendita di merci). Non richiesto che l'attivit sia svolta senza
interruzioni, poich sarebbero escluse attivit stagionali come alberghi e stabilimenti balneari, ma
sufficiente il costante ripetersi di atti di impresa secondo le cadenze proprie di quel dato tipo di attivit. Non
richiesto che l'attivit d'impresa sia unica o principale. Pu costituire impresa anche un unico affare se
questo comporta il compimento di operazioni molteplici e l'utilizzo di un apparato produttivo complesso.
Pu essere qualificato imprenditore anche chi produce beni o servizi destinati ad uso o consumo personale
(imprese per conto proprio).

Diritto Commerciale

Pagina 6 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

7. Imprese e professioni intellettuali


I liberi professionisti (avvocati, dottori commercialisti, notai) non sono mai in quanto tali imprenditori. Le
disposizioni in tema d'impresa si applicano alle professioni intellettuali solo se l'esercizio della professione
costituisce elemento di una attivit organizzata in forma di impresa (es. il medico che gestisce la clinica
privata nella quale opera o professore titolare di una scuola privata nella quale insegna). Il professionista
intellettuale che si limita a svolgere la propria attivit non diventa mai imprenditore. Motivo di questa
esclusione l'esistenza di specifici statuti per le diverse categorie professionali che sono gi una forma di
tutela per il professionista. L'esonero dei professionisti intellettuali dello statuto dell'imprenditore ha
vantaggi (sottrazione al fallimento) e svantaggi (inapplicabilit della disciplina dell'azienda, dei segni
distintivi e della concorrenza sleale).

Diritto Commerciale

Pagina 7 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

8. Distinzione tra imprenditore agricolo e imprenditore


commerciale
La distinzione fatta in base all'oggetto dell'attivit. Questa distinzione necessaria al fine di applicare la
specifica normativa.
Chi imprenditore agricolo sottoposto solo alla disciplina prevista per l'imprenditore in generale. iscritto
in una sezione speciale del registro delle imprese. esonerato dalla applicazione della disciplina propria
dell'imprenditore commerciale: tenute delle scritture contabili, assoggettamento al fallimento e alle altre
procedure concorsuali. L'imprenditore commerciale obbligato all'iscrizione nel registro delle imprese con
funzione di pubblicit legale.
L'imprenditore agricolo gode di un trattamento di favore rispetto all'imprenditore commerciale, anche grazie
a incentivi e agevolazioni.

Diritto Commerciale

Pagina 8 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

9. L'imprenditore agricolo. Le attivit agricole essenziali


L'attuale formulazione dell'art.2135 stabilisce che imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti
attivit: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attivit connesse; intendendosi attivit
dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, che utilizzano
o che possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Rispetto alle attivit agricole tradizionali regolate nel Codice del 1942, si sono aggiunte attivit quali:
allevamenti in batteria (bovini e pollame), agricoltura industrializzata (utilizzo di prodotti chimici per
accrescere la produttivit) e coltivazioni artificiali o fuori terra (funghi e ortaggi). Queste attivit possono
prescindere dall'utilizzo del fondo e quindi non potevano essere considerate attivit agricole dal vecchio
Codice.
Si pu essere imprenditori agricoli anche per connessione, cio quando l'attivit riguarda la manipolazione,
conservazione, trasformazione, commercializzazione dei prodotti delle attivit agricole di base. Le due
attivit devono essere omogenee e i prodotti utilizzati nell'attivit connessa devono provenire
prevalentemente dall'attivit agricola di base. Sono attivit agricole connesse anche i servizi svolti a terzi
utilizzando prevalentemente il capitale dell'attivit agricola di base (es. trebbiatura conto terzi). impresa
agricola anche l'attivit di valorizzazione rurale (es. agriturismo).

Diritto Commerciale

Pagina 9 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

10. Caratteristiche dell'imprenditore commerciale


imprenditore commerciale colui che esercita una o pi delle seguenti categorie di attivit, elencate dall'art.
2195:
- Attivit industriale diretta alla produzione di beni o servizi (imprese industriali);
- Attivit intermediarie nella circolazione dei beni (commercio);
- Attivit di trasporto;
- Attivit bancarie o assicurative.
Dovr essere considerata commerciale ogni impresa che non sia qualificabile come agricola.
B) Piccolo imprenditore
sottoposto allo statuto generale dell'imprenditore, ma esonerato, anche se esercita attivit commerciale,
dalla tenuta delle scritture contabili e dall'assoggettamento al fallimento. Sono piccoli imprenditori i
coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attivit
professionale in cui sia prevalente il lavoro proprio e/o dei componenti della propria famiglia rispetto al
lavoro altrui e ai capitali utilizzati (art. 2083). In base all'attuale disciplina non soggetto al fallimento
l'imprenditore commerciale che dimostri il possesso congiunto dei seguenti requisiti:
Investimenti per trecentomila euro;
Ricavi lordi per duecentomila euro;
Debiti (anche non scaduti) non superiori a cinquecentomila.
Queste cifre vengono calcolate nella media di tre anni (per adeguarle alla svalutazione monetaria). Basta il
superamento di un solo parametro per essere esposti al fallimento.

Diritto Commerciale

Pagina 10 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

11. La definizione dell'impresa artigiana


La definizione dell'impresa artigiana basata:
Sull'oggetto dell'impresa, che pu essere costituito da qualsiasi attivit di produzione di beni (anche
semilavorati) o di prestazioni di servizi;
Sul ruolo dell'artigiano nell'impresa, si richiede in particolare che egli svolga in misura prevalente il proprio
lavoro, anche manuale, nel processo produttivo, ma non che il suo lavoro prevalga sui fattori produttivi.

Diritto Commerciale

Pagina 11 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

12. L'impresa familiare


l'impresa nella quale collaborano il coniuge, i parenti (fino ai nipoti) e gli affini (fino ai cognati)
dell'imprenditore: la c.d. famiglia nucleare (art. 230). Non necessariamente l'impresa familiare una piccola
impresa. Il legislatore ha predisposto una tutela minima del lavoro familiare nell'impresa al fine di evitare
abusi e ingiustizie largamente diffuse nel passato: sono quindi riconosciuti diritti sia sul piano patrimoniale
(diritto al mantenimento, diritto alla partecipazione agli utili dell'impresa, diritto sui beni acquistati con gli
utili, diritto di prelazione in caso di trasferimento dell'azienda) sia sul piano amministrativo (decisioni di
particolare rilievo -impiego degli utili e degli incrementi, cessazione dell'impresa,- prese a maggioranza
dai familiari). Il diritto di partecipazione trasferibile solo a favore degli altri membri della famiglia
nucleare e con il consenso unanime dei familiari gi partecipanti. L'imprenditore ha la propriet esclusiva
dei beni aziendali e il compito di provvedere alla gestione ordinaria. L'imprenditore agisce nei confronti di
terzi in proprio e solo lui sar responsabile verso questi delle relative obbligazioni di contratto. Se l'impresa
commerciale sar esposto al fallimento.

Diritto Commerciale

Pagina 12 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

13. L'impresa societaria


La societ semplice utilizzabile solo per l'esercizio di attivit non commerciale. Le societ commerciali
possono essere imprenditori agricoli o imprenditori commerciali a seconda dell'attivit esercitata.

Diritto Commerciale

Pagina 13 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

14. Le imprese pubbliche


Attivit d'impresa pu essere svolta anche dallo Stato e dagli altri enti pubblici. Ci possibile in tre diverse
forme:
Servendosi di strutture di diritto privato (societ, generalmente per azioni: il caso delle societ a
partecipazione statale);
Enti di diritto pubblico che svolgono attivit d'impresa (sono sottoposti allo statuto generale
dell'imprenditore, con una solo eccezione: l'esonero dal fallimento);
Svolgendo direttamente attivit d'impresa avvalendosi di proprie strutture organizzative (es. le aziende
municipalizzate che erogano pubblici servizi come acqua, gas e trasporti).
Dal 1990 quasi tutti gli enti pubblici economici sono stati trasformati in societ per azioni a partecipazione
statale (privatizzazione formale); in tempi pi recenti stata avviata la dismissione delle partecipazione
pubbliche di controllo (privatizzazione sostanziale).

Diritto Commerciale

Pagina 14 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

15. Attivit commerciale delle associazioni e delle fondazioni


Le associazioni e le fondazioni possono svolgere attivit d'impresa. Infatti per aversi impresa sufficiente
che l'attivit sia svolta con metodo economico e non necessariamente perseguendo un lucro. Questo
presupposto in linea anche se si tratta di un ente con finalit ideale. L'ente resta sottoposto a tutte le
conseguenze dell'impresa commerciale, fallimento compreso. Pu essere svolta in modo esclusivo (es.
fondazione costituita per lo svolgimento di attivit editoriale) o accessorio (es. sindacato che gestisce una
casa editrice con la quale pubblica il materiale relativo all'attivit del sindacato). Gli eventuali guadagni
devono essere necessariamente reinvestiti e l'attivit d'impresa deve essere compatibile con la finalit ideale
dell'ente.

Diritto Commerciale

Pagina 15 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

16. L'impresa sociale


Possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutte le organizzazioni private che esercitano in via stabile e
principale un'attivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di
utilit sociale. necessaria l'assenza dello scopo di lucro (gli utili devono essere impiegati per lo
svolgimento dell'attivit statutaria o all'incremento del patrimonio dell'ente). Non possibile disporre del
patrimonio del patrimonio dell'impresa e distribuire fondi o riserve a vantaggio di coloro che fanno parte
dell'organizzazione. In caso di cessazione dell'impresa, il patrimonio residuo devoluto ad altre
organizzazioni secondo quanto previsto dallo statuto.
La responsabilit patrimoniale dei partecipanti limitata.
Le imprese sociali sono assoggettate allo statuto dell'imprenditore commerciale ad eccezione del fallimento
(sostituito dalla liquidazione coatta amministrativa). Le imprese sociali si costituiscono per atto pubblico e
sono soggette alla vigilanza del Ministero del lavoro, che effettua periodiche ispezioni al fine di verificare la
presenza delle condizioni di riconoscimento.

Diritto Commerciale

Pagina 16 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

17. Esercizio diretto dell'attivit d'impresa


Il criterio della spendita del nome stabilisce che imprenditore il soggetto il cui nome validamente speso
nell'attivit d'impresa.
Il mandatario un soggetto che agisce nell'interesse di un altro soggetto e pu porre in essere i relativi atti
giuridici sia spendendo il proprio nome (mandato senza rappresentanza) sia spendendo il nome del
mandante, se questi gli ha conferito il potere di rappresentanza (mandato con rappresentanza). Mentre nel
mandato con rappresentanza gli atti posti in essere dal mandatario si producono direttamente nella sfera
giuridica del mandante, nel mandato senza rappresentanza il mandatario che agisce in proprio nome acquista
i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi. Quando gli atti d'impresa sono
compiuti tramite rappresentante (volontario o legale) l'imprenditore diventa il rappresentato e non il
rappresentante (anche nel caso in cui quest'ultimo abbia grandi poteri decisionali).

Diritto Commerciale

Pagina 17 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

18. Esercizio indiretto dell'attivit d'impresa. L'imprenditore


occulto
largamente diffuso l'esercizio dell'impresa tramite interposta persona. Uno il soggetto che compie in
proprio nome i singoli atti d'impresa (il c.d. imprenditore palese o prestanome). Altro il soggetto che
somministra al primo i necessari mezzi finanziari, dirige di fatto l'impresa e fa propri tutti i guadagni, pur
non palesandosi come imprenditore di fronte ai terzi (il c.d. imprenditore diretto o occulto). Poich il
prestanome ha agito in proprio nome, ha acquistato la qualit di imprenditore commerciale: i creditori
potranno provocarne dunque il fallimento. altrettanto vero che, data l'insufficienza del relativo patrimonio,
i creditori potranno ricavare ben poco dal fallimento del prestanome, con la conseguenza che il rischio
d'impresa non sar sopportato dal reale dominus ma da questi trasferito sui creditori (soprattutto su quelli
che non sono in grado di premunirsi contro il dissesto del prestanome, costringendo il reale interessato a
garantire personalmente i debiti contratti in proprio nome dal primo.
Esistono due modi per coinvolgere nel fallimento:
Con il potere gestorio chi esercita il potere deve rispondere degli atti compiuti (in alcuni casi anche con il
proprio patrimonio);
Teoria dell'imprenditore occulto: il comma 4 dell'art. 147 prevede che chi esercita il potere di direzione di
un'impresa se ne assume necessariamente anche il rischio e risponde delle relative obbligazioni con la
conseguenza che responsabile verso i creditori assieme al prestanome e in caso di fallimento dell'impresa,
fallirebbe con lui.

Diritto Commerciale

Pagina 18 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

19. L'inizio dell'impresa


La qualit di imprenditore si acquista con l'effettivo inizio dell'esercizio dell'attivit d'impresa. In
precedenza si riteneva che l'attivit iniziasse con l'iscrizione nel registro delle imprese: questa regola stata
abbandonata, in quanto avrebbe portato al fallimento le societ cosiddette dormienti (societ gi costituite
ma che non hanno ancora iniziato la propria attivit). Si imprenditore anche durante la fase preliminare di
organizzazione in quanto costituita da un insieme di atti di gestione indirizzati a un fine produttivo. Pu
essere sufficiente anche un solo atto di organizzazione imprenditoriale (particolarmente qualificato) per
affermare che l'attivit d'impresa iniziata (es. societ alberghiera che acquista un'area fabbricabile).

Diritto Commerciale

Pagina 19 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

20. La fine dell'impresa


La fine dell'impresa di regola preceduta da una fase di liquidazione pi o meno lunga, durante la quale
l'imprenditore completa i cicli produttivi iniziati, vende le giacenze di magazzino e gli impianti, licenzia i
dipendenti, definisce i rapporti pendenti. La fase liquidativa pu ritenersi chiusa solo con la definitiva
disgregazione del complesso aziendale, che rende definitiva e irrevocabile la cessazione.
L'art.10 della legge fallimentare dispone che gli imprenditori possono essere dichiarati falliti entro un anno
dalla cancellazione dal registro delle imprese, se l'insolvenza si manifestata anteriormente alla medesima o
entro l'anno successivo. Per ragioni di certezza del diritto, si presume che al momento della cancellazione
l'attivit d'impresa sia gi terminata, ma il creditore o il pubblico ministero possono provare il contrario per
ottenere la cancellazione di fallimento del debitore dopo l'anno dalla cancellazione della stessa.

Diritto Commerciale

Pagina 20 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

21. Incapacit e incompatibilit nell'attivit di impresa


La capacit all'esercizio di attivit d'impresa si acquista con la piena capacit di agire e quindi al
compimento del diciottesimo anno di et. Si perde in seguito a interdizione o a inabilitazione. Il minore o
l'incapace che esercita attivit di impresa non acquista la qualit di imprenditore.
L'incompatibilit si ha con il divieto di esercizio di impresa commerciale posto a carico di coloro che
esercitano determinati uffici o professioni (ad es. impiegati dello Stato, avvocati, notai). La violazione di tali
divieti non impedisce l'acquisto della qualit di imprenditore commerciale, ma espone solo a sanzioni
amministrative e ad un aggravamento delle sanzioni penali per bancarotta in caso di fallimento.

Diritto Commerciale

Pagina 21 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

22. L'impresa commerciale degli incapaci


possibile l'esercizio di attivit d'impresa per conto di un incapace da parte di rispettivi rappresentanti legali
(osservando delle disposizioni dettate al riguardo). Non possibile iniziare una nuova impresa commerciale
in nome e nell'interesse dell'incapace, ma consentita solo la continuazione dell'esercizio di un'impresa
commerciale preesistente (salvo che per il minore emancipato). La continuazione dell'attivit di impresa
deve essere utile per l'incapace e autorizzata dal tribunale. Chi ha la rappresentanza legale del minore o
dell'interdetto, pu compiere tutti gli atti che rientrano nell'esercizio dell'impresa. L'inabilitato, in seguito
all'autorizzazione, pu esercitare personalmente l'impresa assistito dal curatore.
Il minore emancipato pu essere autorizzato dal tribunale ad iniziare una nuova impresa commerciale,
acquistando la piena capacit di agire.

Diritto Commerciale

Pagina 22 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

23. La pubblicit delle imprese commerciali


Il mercato richiede informazioni veritiere e non contestabili su fatti e situazioni delle imprese con cui entra
in contatto. Per le imprese commerciali questa esigenza soddisfatta con l'introduzione di un sistema di
pubblicit legale. cio previsto l'obbligo di rendere di pubblico dominio determinati atti o fatti relativi alla
vita dell'impresa, cos da rendere le informazioni accessibili ai terzi interessati (pubblicit notizia) ed
opponibili a chiunque (conoscibilit legale). Il registro delle imprese lo strumento di pubblicit legale
previsto dal codice del 1942. Il nuovo registro delle imprese stato istituito nel 1993 (operativo dal 97) ed
l'unico strumento di pubblicit legale delle imprese commerciali. Inoltre anche strumento di informazione
sui dati organizzativi di tutte le altre imprese (imprese agricole, piccole, societ semplici). Il registro delle
imprese tenuto con tecniche informatiche.

Diritto Commerciale

Pagina 23 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

24. Il registro delle imprese


Il registro delle imprese istituito in ciascuna provincia presso la camera di commercio. L'attivit svolta
sotto la vigilanza di un giudice.
Il registro articolato in una sezione ordinaria e in tre sezioni speciali.
Nella sezione ordinaria sono iscritti gli imprenditori (non agricoli) per i quali l'iscrizione produce effetti di
pubblicit legale (imprenditori commerciali).
Le sezioni speciali sono tre:
In una sono iscritti gli imprenditori che secondo il codice civile ne erano esonerati (imprenditori agricoli
individuali, piccoli imprenditori, societ semplici).
La seconda sezione accoglie le societ tra professionisti, la cui iscrizione assolve la funzione di pubblicit
notizia.
La terza dedicata alla pubblicit dei legami di gruppo. Vi si indicano le societ o gli enti che esercitano
attivit di direzione e coordinamento e quelle che vi sono soggette.
I fatti e gli atti da registrare riguardano gli elementi di individuazione dell'imprenditore e dell'impresa (dati
anagrafici dell'imprenditore, ditta, oggetto, sede, inizio e fine dell'attivit, ) e la struttura organizzativa
della societ (atto costitutivo e sue modificazioni, nomina e revoca degli amministratori, ).
L'iscrizione eseguita su domanda dell'interessato, ma pu avvenire anche di ufficio se l'iscrizione
obbligatoria e l'interessato non vi provvede.
Prima di procedere all'iscrizione, l'ufficio del registro deve controllare che la documentazione formalmente
regolare, nonch l'esistenza e la veridicit dell'atto o del fatto.
L'inosservanza dell'obbligo di registrazione punita con sanzioni pecuniarie amministrative.
L'iscrizione nella sezione ordinaria ha funzione di pubblicit legale. Di regola l'iscrizione ha efficacia
semplicemente dichiarativa. I fatti e gli atti soggetti a iscrizione e iscritti sono opponibili a chiunque dal
momento della loro registrazione (efficacia positiva immediata). L'omessa iscrizione impedisce che il fatto
possa essere opposto a terzi (efficacia negativa).
In alcune ipotesi l'iscrizione presupposto affinch l'atto sia produttivo di effetti, sia fra le parti che per i
terzi, o solo nei confronti dei terzi.
In altri casi l'iscrizione presupposto per la piena applicazione di un determinato regime giuridico (efficacia
normativa).
L'iscrizione nella sezione speciale ha di regola solo funzione di pubblicit notizia (non di per s opponibile
ai terzi). stato stabilito con un decreto del 2001 che l'iscrizione degli imprenditori agricoli e delle societ
semplici nella sezione speciale ha efficacia di pubblicit legale.

Diritto Commerciale

Pagina 24 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

25. L'obbligo di tenuta delle scritture contabili


Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazione, in termini quantitativi e/o
monetari, dei singoli atti d'impresa, della situazione del patrimonio dell'imprenditore e del risultato
economico dell'attivit. Di regola sono tenute spontaneamente dall'imprenditore ( un obbligo per
l'imprenditore che esercita attivit commerciale, con l'esclusione dei piccoli imprenditori). Nella legislazione
tributaria quest'obbligo esteso anche ai liberi professionisti.

Diritto Commerciale

Pagina 25 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

26. Le scritture contabili obbligatorie


La norma pone il principio generale che l'imprenditore deve tenere tutte le scritture contabili che siano
richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa. In ogni caso devono essere tenuti determinati libri
contabili: il libro giornale (registro cronologico-analitico in cui vengono indicate giorno per giorno le
operazioni relative all'esercizio dell'impresa) e libro degli inventari (registro periodico-sistematico redatto
all'inizio dell'esercizio dell'impresa e successivamente ogni anno; fornisce il quadro della situazione
patrimoniale dell'imprenditore e si chiude con il bilancio e il conto dei profitti e delle perdite). Dal bilancio
devono risultare con evidenza e verit la situazione complessiva del patrimonio (stato patrimoniale) alla fine
di ciascun anno, nonch gli utili conseguiti o le perdite sofferte (conto economico) nel medesimo arco di
tempo.
Altre scritture sono: libro mastro (operazioni registrate sistematicamente), libro cassa (entrate e uscite di
denaro), libro magazzino (entrate e uscite di merci).

Diritto Commerciale

Pagina 26 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

27. Regolarit delle scritture contabili. Efficacia probatoria


Per garantire la veridicit delle scritture contabili imposta l'osservanza di determinate regole formali e
sostanziali nella loro tenuta. Tutte le scritture contabili devono essere poi tenute secondo le norme di
un'ordinata contabilit (senza spazi in bianco, senza interlinee, senza abrasioni e in modo che le parole
cancellate restino leggibili). L'inosservanza di tali regole rende le scritture irregolari e quindi giuridicamente
irrilevanti. L'imprenditore che non tiene regolarmente le scritture contabili non pu utilizzarle come mezzo
di prova a suo favore.
Le scritture contabili, siano o meno regolarmente tenute, possono sempre essere utilizzate dai terzi come
mezzo processuale di prova contro l'imprenditore che le tiene (il terzo non pu avvalersi solo della parte a
lui favorevole).
L'imprenditore pu utilizzare le proprie scritture contabili come mezzo processuale di prova contro i terzi.
Sono necessarie tre condizioni (1- scritture regolarmente tenute; 2- la controparte deve essere un
imprenditore obbligato alla tenuta delle scritture contabili; 3- la controversia relativa a rapporti inerenti
all'esercizio dell'impresa).

Diritto Commerciale

Pagina 27 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

28. Ausiliari dell'imprenditore commerciale e rappresentanza


Di regola l'imprenditore si avvale della collaborazione di altri soggetti. Possono essere collaboratori interni,
cio soggetti stabilmente inseriti all'interno della struttura aziendale per effetto di un rapporto di lavoro
subordinato che li lega all'imprenditore. Oppure possono essere soggetti esterni all'organizzazione
imprenditoriale che collaborano con l'imprenditore in modo occasionale o stabile attraverso mandato,
commissione, spedizione, agenzia, (collaboratori esterni). Per la posizione rivestita nell'organizzazione
aziendale, institori, procuratori e commessi sono automaticamente investiti del potere di rappresentanza
dell'imprenditore (il loro potere costituisce un effetto naturale di quella determinata collocazione
nell'impresa ad opera dell'imprenditore). Chi conclude affari con uno di questi ausiliari dell'imprenditore
commerciale dovr solo verificare se l'imprenditore ha modificato (con atto espresso e reso pubblico) i loro
naturali poteri amministrativi.

Diritto Commerciale

Pagina 28 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

29. La figura dell'instintore


institore colui che preposto dal titolare all'esercizio dell'impresa o di una sede secondaria o di un ramo
particolare della stessa ( il direttore generale dell'impresa o di una filiale o di un settore produttivo). un
lavoratore subordinato con la qualifica di dirigente, posto al vertice della gerarchia del personale (vertice
assoluto se preposto all'intera impresa: in tal caso dipender solo dall'imprenditore, solo da lui ricever
direttive e solo a lui dovr rendere conto del suo operato).
L'institore tenuto, congiuntamente con l'imprenditore, all'adempimento degli obblighi di iscrizione al
registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili. In caso di fallimento dell'imprenditore troveranno
applicazione anche nei confronti dell'institore le sanzioni penali a carico del fallito.
Ha anche un generale potere di rappresentanza, sia sostanziale che processuale. Per quanto riguarda quella
sostanziale, l'institore pu compiere in nome dell'imprenditore, anche in mancanza di espressa procura, tutti
gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa (gli espressamente vietato di alienare i beni immobili del
preponente).
Per quanto riguarda poi la rappresentanza processuale, l'institore pu stare in giudizio, sia come attore
(rappresentanza processuale attiva), sia come convenuto (rappresentanza processuale passiva) per le
obbligazioni dipendenti da atti compiuti nell'esercizio dell'impresa a cui preposto.
I poteri rappresentativi dell'institore possono essere ampliati o limitati dall'imprenditore (le limitazioni
saranno opponibili ai terzi solo se la procura originaria o il successivo atto di limitazione siano stati
pubblicati nel registro delle imprese). Anche la revoca della procura opponibile ai terzi solo se pubblicata.
Come ogni rappresentante, l'institore deve rendere palese (spendendo il nome del rappresentato) al terzo con
cui contratta, tale sua veste, affinch l'atto compiuto e i relativi effetti ricadano direttamente sul
rappresentato.
In caso di danno del terzo, risponderanno nei suoi confronti solidalmente sia l'institore sia il preponente.
Sar poi questione interna a costoro stabilire su chi debba realmente ricadere il peso del debito e il
regolamento dei reciproci rapporti.

Diritto Commerciale

Pagina 29 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

30. Ruolo dei procuratori


I procuratori sono coloro che, in base ad un rapporto continuativo, abbiano il potere di compiere per
l'imprenditore gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa pur non essendo preposti ad esso. Sono ausiliari
subordinati di grado inferiore rispetto all'institore, poich non sono posti a capo dell'impresa o di sedi
secondarie e il loro potere decisionale circoscritto ad un determinato settore operativo dell'impresa (es.
direttore del settore acquisti, dirigente del personale,). Il procuratore non ha la rappresentanza processuale
dell'imprenditore. L'imprenditore non risponde degli atti compiuti dal procuratore senza spendita del nome
dell'imprenditore stesso, anche se pertinenti all'esercizio dell'impresa.

Diritto Commerciale

Pagina 30 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

31. Definizione di commessi


Sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che le pongono in contatto con i
terzi (es. commesso di negozio, impiegato di banca addetto agli sportelli, cameriere,). Il loro potere pi
limitato rispetto a quello di institori e procuratori: possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la
specie di operazioni di cui sono incaricati. Non possono modificare le condizioni generali di vendita, non
possono concedere sconti. L'imprenditore pu limitare o ampliare tali poteri.

Diritto Commerciale

Pagina 31 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

32. La nozione di azienda. Organizzazione ed avviamento


L'azienda il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa (art. 2555).
quindi l'apparato strumentale (locali, macchinari, merci,) di cui si avvale l'imprenditore per lo
svolgimento e nello svolgimento della propria attivit. Non possono essere perci considerati beni aziendali
i beni di propriet dell'imprenditore che non siano da questi effettivamente destinati allo svolgimento
dell'attivit d'impresa. Viceversa la qualifica di bene aziendale compete anche ai beni di propriet di terzi di
cui l'imprenditore pu disporre purch attualmente impiegati nell'attivit d'impresa (locali in affitto o
macchinario in leasing).
I beni organizzati ad azienda consentono la produzione di utilit nuove, diverse e maggiori di quelle ricavate
dai singoli beni isolatamente considerati. Il rapporto di strumentalit e di complementariet fra i singoli
elementi costitutivi dell'azienda fa si che il complesso unitario acquisti di regola un valore di scambio
maggiore della somma dei valori dei singoli beni che in dato momento la costituiscono. Tale maggior valore
si definisce avviamento:
L'avviamento oggettivo quello ricollegabile a fattori che permangono anche se muta il titolare dell'azienda,
in quanto insiti nel coordinamento esistente dei diversi beni (capacit di un complesso industriale di
consentire una produzione a costi competitivi sul mercato);
L'avviamento soggettivo quello dovuto all'abilit operativa dell'imprenditore sul mercato ed in particolare
alla sua abilit nel formarsi, conservare e accrescere la clientela.

Diritto Commerciale

Pagina 32 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

33. La circolazione dell'azienda. Oggetto e forma


importante stabilire in concreto se un determinato atto di disposizione dell'imprenditore sia da qualificare
come trasferimento di azienda o come trasferimento dei singoli beni aziendali. La distinzione non sempre
agevole, soprattutto quando l'atto di disposizione comprende solo parte dei beni aziendali.
Per aversi trasferimento d'azienda non necessario che l'atto di disposizione comprenda l'intero complesso
aziendale. necessario, ma al tempo stesso sufficiente, che sia trasferito un insieme di beni potenzialmente
idoneo a essere utilizzato per l'esercizio di una determinata attivit d'impresa.
I contratti che hanno per oggetto il trasferimento della propriet o la concessione in godimento dell'azienda
sono validi se stipulati con l'osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni
che compongono l'azienda o per la particolare natura del contratto.

Diritto Commerciale

Pagina 33 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

34. La vendita dell'azienda. Il divieto di concorrenza dell'alienante


Chi aliena un'azienda commerciale deve astenersi, per un periodo massimo di cinque anni dal trasferimento,
dall'iniziare una nuova impresa che possa comunque, per l'oggetto, l'ubicazione o altre circostanza, sviare la
clientela dall'azienda ceduta (se viene pattuito un termine superiore, tale termine viene ricondotto ai cinque
anni). La norma tutela due opposte esigenze. Quella dell'acquirente dell'azienda di trattenere la clientela
dell'impresa e quindi di godere dell'avviamento (soggettivo), del quale di regola si tenuto conto nella
pattuizione del prezzo di vendita. Quella dell'alienante a non vedere compromessa la propria libert di
iniziativa economica oltre un determinato arco di tempo (legislativamente ritenuto) sufficiente per
consentire all'acquirente di consolidare la propria clientela.
Il divieto di concorrenza derogabile e ha carattere relativo: sussiste nei limiti in cui la nuova attivit
d'impresa dell'alienante sia potenzialmente idonea a sottrarre clientela all'azienda ceduta.

Diritto Commerciale

Pagina 34 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

35. La successione nei contratti aziendali


La disciplina del trasferimento dell'azienda si preoccupa di favorire il mantenimento dell'unit economica
della stessa. A tal fine agevolato il subingresso dell'acquirente nei rapporti contrattuali in corso di
esecuzione che l'alienante ha stipulato con fornitori, finanziatori, lavoratori e clienti, per assicurarsi i fattori
produttivi necessari allo svolgimento dell'attivit d'impresa, nonch per dare sbocco ai suoi prodotti.
infatti previsto che, se non pattuito diversamente, l'acquirente dell'azienda subentra nei contratti stipulati
per l'esercizio dell'azienda stessa che non abbiano carattere personale. Al terzo contraente riconosciuto il
diritto di recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa.
Nella cessione dei contratti inerenti all'esercizio dell'impresa, il consenso del terzo contraente non pi
necessario per il trasferimento del contratto. Se il terzo decide di avvalersi del diritto di recesso pu
richiedere un risarcimento danni all'alienante dimostrando che questi non ha osservato la normale cautela
nella scelta dell'acquirente dell'azienda.
Nei contratti che hanno carattere personale sono necessari sia un'espressa pattuizione contrattuale fra
alienante e acquirente dell'azienda, sia il consenso del contraente ceduto ai fini del trasferimento.

Diritto Commerciale

Pagina 35 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

36. I crediti e i debiti aziendali


Nella successione dei crediti aziendali, la notifica al debitore ceduto o l'accettazione da parte di questi
sostituita da una sorta di notifica collettiva: l'iscrizione del trasferimento dell'azienda nel registro delle
imprese. Da tale momento la cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta ha effetto nei confronti dei terzi.
Tuttavia se il debitore ceduto paga in buona fede l'alienante liberato.
Per quanto riguarda i debiti invece necessario il consenso del creditore: l'alienante non infatti liberato se
non risulta che i creditori vi hanno consentito.
Nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda, se
essi risultano dai libri contabili obbligatori.
Per quanto riguarda i debiti di lavoro, risponde l'acquirente dell'azienda, in solido con l'alienante, anche se
non risultano dalle scritture contabili.
Secondo gli orientamenti pi recenti, crediti e debiti non passano automaticamente in testa all'acquirente, ma
necessaria a tal fine un'espressa pattuizione.

Diritto Commerciale

Pagina 36 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

37. Usufrutto e affitto dell'azienda


La costituzione in usufrutto di un complesso di beni destinati allo svolgimento di attivit d'impresa comporta
il riconoscimento in testa all'usufruttario di particolari poteri-doveri. E ci sia per consentire all'usufruttuario
di operare liberamente nella gestione dell'impresa, sia per tutelare l'interesse del concedente a che non sia
menomata l'efficienza del complesso aziendale. L'usufruttuario pu godere dei beni aziendali e ha il potere
di disporne nei limiti segnati dalle esigenze della gestione; pu inoltre acquistare e immettere nell'azienda
nuovi beni.
Al termine dell'usufrutto, l'azienda sar composta in tutto o in parte da beni diversi da quelli originari;
pertanto prevista la redazione di un inventario all'inizio e alla fine dell'usufrutto, in modo da regolare la
differenza fra le due consistenze in denaro.
L'affitto di azienda un contratto che ha ad oggetto un complesso di beni organizzati, eventualmente
comprensivo dell'immobile (e quindi diverso dalla locazione di un immobile destinato all'esercizio di attivit
d'impresa).
Il nudo proprietario e il locatore sono tenuti a non iniziare una nuova impresa idonea a sviare la clientela per
la durata dell'usufrutto e dell'affitto. Inoltre nei debiti aziendali anteriori alla costituzione dell'usufrutto o
dell'affitto risponderanno esclusivamente il nudo proprietario o il locatore.

Diritto Commerciale

Pagina 37 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

38. Il sistema dei segni distintivi: la ditta, l'insegna e il marchio


In un mercato che vede la coesistenza di pi imprenditori, i quali producono beni o servizi identici o
similari, ricopre una grande importanza il sistema dei segni distintivi (la ditta, l'insegna e il marchio). Questi
permettono ai consumatori di identificare con precisione l'imprenditore e quindi di operare scelte
consapevoli.
Gli imprenditori sono tutelati dal divieto di precludere ai concorrenti l'uso di segni similari idonei a sviare la
propria clientela. Inoltre possono cedere ad altri i propri segni distintivi, monetizzando l'autonomo valore
economico.
I segni distintivi rispondono anche all'interesse dei terzi che entrano in contatto con l'azienda a non essere
tratti in inganno sull'identit dell'imprenditore. In questo modo si garantisce uno svolgimento ordinato e
leale della competizione concorrenziale.
In generale l'imprenditore:
gode di ampia libert nella formazione dei propri segni distintivi;
ha diritto all'uso esclusivo dei propri segni distintivi;
pu trasferire ad altri i propri segni distintivi.

Diritto Commerciale

Pagina 38 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

39. Formazione e contenuto del diritto sulla ditta


La ditta il nome commerciale dell'imprenditore; in mancanza di diversa scelta corrisponde col nome e
cognome civile dell'imprenditore, ma pu essere liberamente stabilita.
La ditta originaria quella formata dall'imprenditore che la utilizza. Deve contenere il cognome o la sigla
dell'imprenditore.
La ditta derivata quella formata da un imprenditore e successivamente trasferita ad altro imprenditore
insieme all'azienda.
Il principio della novit stabilisce che la ditta non deve essere uguale o simile a quella usata da altro
imprenditore e tale da creare confusione per l'oggetto dell'impresa o per il luogo in cui questa esercitata
(chi successivamente adotti ditta uguale o simile pu essere costretto a modificarla con indicazioni idonee a
differenziarla).
L'obbligo di differenziazione esiste soltanto tra imprenditori che si trovano in un rapporto concorrenziale.
La ditta si pu trasferire solo insieme all'azienda.

Diritto Commerciale

Pagina 39 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

40. Nozione e funzioni del marchio


Il marchio il segno distintivo dei prodotti o dei servizi dell'impresa. Alcuni marchi producono effetti
soltanto a livello nazionale (marchio nazionale), altri a livello europeo (marchio comunitario).
Il marchio non un segno distintivo essenziale; ha la importante funzione di riconoscere con facilit i
prodotti provenienti da una determinata fonte di produzione e svolge un'importante funzione nella
formazione e nel mantenimento della clientela.
Alcuni marchi celebri godono di una tutela speciale: ad es. non possono essere riportati nemmeno su
prodotti differenti da quelli cui il marchio si riferisce.

Diritto Commerciale

Pagina 40 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

41. I tipi di marchio


possibile che alcuni beni possono riportare pi marchi di fabbrica in quanto subiscono successive fasi di
lavorazione o risultano dall'assemblaggio di parti distintamente prodotte. Il marchio pu anche essere
apposto dal commerciante.
Il marchio pu essere utilizzato anche da imprese che producono servizi (ad es. a scopo pubblicitario).
L'imprenditore pu utilizzare un solo marchio per tutti i prodotti (marchio generale), ma pu anche servirsi
di pi marchi. possibile l'uso contemporaneo di un marchio generale e di pi marchi speciali (ad es. Fiat
500, Fiat Punto, ecc).
Il marchio pu essere costituito solo da parole, da figure o da suoni.
Pu anche essere costituito dalla forma del prodotto.
Un tipo particolare di marchio quello collettivo che svolge la funzione di garantire l'origine, la natura o la
qualit di determinati prodotti o servizi, il titolare del marchio non usa il marchio, ma concede l'utilizzo del
marchio.

Diritto Commerciale

Pagina 41 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

42. I requisiti di validit del marchio


Il marchio deve rispondere ai requisiti di liceit, verit, originalit, novit.
Liceit: non pu contenere segni contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume, stemmi o altri
segni protetti da convenzioni internazionali.
Verit: non possibile inserire nel marchio segni idonei ad ingannare il pubblico, in particolare sulla
provenienza geografica, sulla natura o sulla qualit dei prodotti o servizi.
Originalit: il marchio deve essere originale. Non possono essere utilizzate le denominazioni generiche, le
indicazioni descrittive dei caratteri essenziali e della provenienza geografica del prodotto, i segni divenuti di
uso comune.
Novit: non deve essere gi stato utilizzato da un imprenditore dello stesso settore produttivo.
Il difetto di questi requisiti comporta la nullit del marchio, ma sono previste due eccezioni:
la nullit del marchio per difetto di nullit non pu essere dichiarata quando chi ha richiesto la registrazione
non era in mala fede ed il titolare del marchio abbia tollerato l'uso per 5 anni, questo l'istituto della
convalida del marchio;
la nullit del marchio per difetto di originalit non pu essere dichiarata quando a seguito dell'uso che ne
stato fatto ha acquistato capacit distintiva prima della proposizione della domanda.

Diritto Commerciale

Pagina 42 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

43. Il marchio registrato


La registrazione attribuisce al titolare del marchio il diritto all'uso esclusivo dello stesso su tutto il territorio
nazionale.
Il diritto di esclusiva sul marchio copre tutti i prodotti di fatto destinati alla stessa clientela (non impedisce
per che altro imprenditore registri o usi lo stesso marchio per prodotti del tutto diversi).
L'uso di marchi celebri, dotati di forte capacit attrattiva e suggestiva (es. Coca-Cola), da parte di altri
imprenditori, anche per merci del tutto diverse, oltre a costituire usurpazione dell'altrui fama, pu facilmente
determinare equivoci sulla reale fonte di produzione: seguono conseguenze particolarmente gravi per il
titolare del marchio e per il pubblico.
Il diritto di esclusiva sul marchio registrato decorre dalla data di presentazione della relativa domanda
all'ufficio brevetti (il titolare perci tutelato ancor prima di utilizzarlo, ad es. nella fase di lancio
pubblicitario). La registrazione nazionale dura dieci anni ed rinnovabile per un numero illimitato di volte,
sempre con efficienza decennale.
Costituisce causa di decadenza:
- la volgarizzazione del marchio ( divenuto nel commercio denominazione generica di quel dato prodotto).
- sopravvenuta ingannevolezza del marchio;
- mancata utilizzazione entro 5 anni dalla registrazione;
- se il titolare del marchio collettivo omette i controlli previsti dalle disposizioni che ne regolano l'uso.
Il marchio registrato tutelato civilmente e penalmente: il titolare del marchio, il cui diritto di esclusiva sia
stato leso da un concorrente, pu promuovere contro questi l'azione di contraffazione, volta ad ottenere
l'inibitoria alla continuazione degli atti lesivi del proprio diritto e la rimozione degli effetti stessi, attraverso
la distruzione delle cose materiali per mezzo delle quali stata attuata la contraffazione. Pu essere richiesto
dal titolare del marchio il risarcimento dei danni.
Il marchio trasferibile e pu essere trasferito sia a titolo definitivo, sia a titolo temporaneo la cd licenza di
marchio.

Diritto Commerciale

Pagina 43 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

44. Caratteristiche dell'insegna


L'insegna contraddistingue i locali dell'impresa o l'intero complesso aziendale. L'insegna:
-non potr essere uguale o simile a quella gi utilizzata da un altro imprenditore concorrente (novit);
-dovr essere lecita;
-non dovr contenere indicazioni idonee a trarre in inganno il pubblico circa l'attivit o i prodotti
(veridicit);
-dovr avere sufficiente capacit distintiva (originalit).

Diritto Commerciale

Pagina 44 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

45. Concorrenza perfetta e monopolio


Contemporanea presenza sul mercato di numerose imprese in competizione tra loro, nessuna delle quali sia
singolarmente in grado di condizionare il prezzo delle merci vendute. Questo il modello ideale di
funzionamento del mercato: la concorrenza perfetta (ideale perch spinge verso una riduzione dei costi e dei
prezzi di vendita; assicura la naturale eliminazione dal mercato delle imprese meno competitive; stimola il
progresso tecnologico e l'accrescimento dell'efficienza produttiva).
La concorrenza perfetta appunto solo un modello ideale e teorico. Nei settori strategici della produzione la
tendenza verso un regime di mercato sempre pi lontano dalla concorrenza perfetta. Si vengono cos
spesso a creare situazioni di oligopolio (mercato caratterizzato dal controllo dell'offerta da parte di poche
grandi imprese). Gli imprenditori riescono a sfruttare questa situazione stipulando intese volte a limitare la
reciproca concorrenza, arrivando anche al punto da controllare l'intera offerta di un dato prodotto
(monopolio di fatto).
La salvaguardia del regime di concorrenza non pu prescindere da una preclusione delle situazioni limitative
della concorrenza, che vanno tenute sotto controllo per evitare che degenerino in situazioni monopolistiche.
La legge italiana:
consente limitazioni legali della libert di concorrenza per fini di utilit sociale ed anche la creazione di
monopoli legali in specifici settori di interesse generale;
consente limitazioni negoziali della concorrenza;
assicura l'ordinato e corretto svolgimento della concorrenza attraverso la repressione degli atti di
concorrenza sleale.
Per lungo tempo il sistema italiano della concorrenza stato sprovvisto di una normativa antimonopolistica.
Questo vuoto stato colmato dalla legge 287/1990, recante norme per la tutela della concorrenza del
mercato.

Diritto Commerciale

Pagina 45 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

46. La legislazione antimonopolistica


Contemporanea presenza sul mercato di numerose imprese in competizione tra loro, nessuna delle quali sia
singolarmente in grado di condizionare il prezzo delle merci vendute. Questo il modello ideale di
funzionamento del mercato: la concorrenza perfetta (ideale perch spinge verso una riduzione dei costi e dei
prezzi di vendita; assicura la naturale eliminazione dal mercato delle imprese meno competitive; stimola il
progresso tecnologico e l'accrescimento dell'efficienza produttiva).
La concorrenza perfetta appunto solo un modello ideale e teorico. Nei settori strategici della produzione la
tendenza verso un regime di mercato sempre pi lontano dalla concorrenza perfetta. Si vengono cos
spesso a creare situazioni di oligopolio (mercato caratterizzato dal controllo dell'offerta da parte di poche
grandi imprese). Gli imprenditori riescono a sfruttare questa situazione stipulando intese volte a limitare la
reciproca concorrenza, arrivando anche al punto da controllare l'intera offerta di un dato prodotto
(monopolio di fatto).
La salvaguardia del regime di concorrenza non pu prescindere da una preclusione delle situazioni limitative
della concorrenza, che vanno tenute sotto controllo per evitare che degenerino in situazioni monopolistiche.
La legge italiana:
consente limitazioni legali della libert di concorrenza per fini di utilit sociale ed anche la creazione di
monopoli legali in specifici settori di interesse generale;
consente limitazioni negoziali della concorrenza;
assicura l'ordinato e corretto svolgimento della concorrenza attraverso la repressione degli atti di
concorrenza sleale.
Per lungo tempo il sistema italiano della concorrenza stato sprovvisto di una normativa antimonopolistica.
Questo vuoto stato colmato dalla legge 287/1990, recante norme per la tutela della concorrenza del
mercato.
La disciplina comunitaria volta a preservare il regime concorrenziale del mercato comunitario e reprimere
le pratiche anticoncorrenziali che pregiudicano il commercio fra stati membri.
Questo principio recepito anche dalla legislazione antimonopolistica italiana, volta a preservare il regime
concorrenziale del mercato nazionale e a reprimere i comportamenti anticoncorrenziali che incidono sul
mercato italiano.
Con la legge 287/1990 stato istituita l'Autorit garante della concorrenza del mercato, che vigila sul
rispetto della normativa antimonopolistica generale, adotta i provvedimenti antimonopolistici necessari ed
irroga le sanzioni amministrative e pecuniarie previste dalla legge.

Diritto Commerciale

Pagina 46 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

47. I fenomeni rilevanti per la disciplina antimonopolistica


Tre sono i fenomeni rilevanti per la disciplina antimonopolistica nazionale e comunitaria:
intese: comportamenti concordati tre imprese, anche attraverso organismi comuni, volti a limitare la propria
libert di azione sul mercato. Sono vietate le intese che hanno per oggetto o per effetto di impedire,
restringere o falsare, in maniera consistente, il gioco della concorrenza all'interno del mercato (le intese
vietate sono nulle ad ogni effetto).
Abuso di posizione dominante: vietato solo lo sfruttamento abusivo di tale posizione con comportamenti
capaci di pregiudicare la concorrenza effettiva. Ad un'impresa in posizione dominante vietato di: imporre
prezzi o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose; impedire o limitare la produzione, gli
sbocchi o gli accessi al mercato; applicare condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti.
Oggi vietato nell'ordinamento nazionale anche l'abuso dello stato di dipendenza economica nel quale si
trova un'impresa cliente o fornitrice rispetto ad un'altra anche in posizione non dominante sul mercato. Per
dipendenza economica s'intende la situazione in cui un'impresa sia in grado di determinare, nei rapporti
commerciali con un'altra impresa, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi (valutata tenendo conto
anche delle reali possibilit per la parte che ha subito l'abuso di reperire sul mercato alternative
soddisfacenti);
Concentrazioni: si ha quando: due o pi imprese si fondono dando cos luogo ad un'unica impresa; due o pi
imprese, pur restando giuridicamente distinte, diventano un'unica entit economica; due o pi imprese
indipendenti costituiscono un'impresa societaria comune. Le concentrazioni diventano per illecite e vietate
quando danno luogo a gravi alterazioni del regime concorrenziale del mercato (solo per le concentrazioni di
grandi dimensioni). Se la concentrazione vietata viene ugualmente eseguita o se le imprese non si adeguano,
sono previste pesanti sanzioni pecuniarie inflitte dall'Autorit.

Diritto Commerciale

Pagina 47 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

48. Limitazioni pubblicistiche delle concorrenza e monopoli legali


La libert di iniziativa economica privata e la conseguente libert di concorrenza sono libert disposte
nell'interesse generale e non possono svolgersi in contrasto con l'utilit sociale o in modo da recare danno
alla sicurezza, alla libert, alla dignit umana.
L'interesse generale pu legittimare la soppressione della libert di concorrenza attraverso la costituzione di
monopoli pubblici (in settori predeterminati dalla stessa Costituzione: servizi pubblici, fonti di energia,).
Quando la produzione di determinati beni o servizi attuata in regime di monopolio legale, il legislatore si
preoccupa di tutelare gli utenti contro possibili comportamenti arbitrari del monopolista.
Per chi opera in regime di monopolio sono previsti due obblighi:
l'obbligo di contrarre con chiunque richieda le prestazioni;
obbligo di rispettare la parit di trattamento tra i diversi richiedenti.

Diritto Commerciale

Pagina 48 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

49. Limitazioni convenzionali della concorrenza


La libert individuale di iniziativa economica e di concorrenza libert parzialmente disponibile. Il patto
che limita la concorrenza deve essere approvato per iscritto, ed valido solo se circoscritto ad un
determinato ambito territoriale o ad un determinato tipo di attivit e ha una durata massima di cinque anni.
Costituiscono esempi classici di questo fenomeno i cartelli, i consorzi anticoncorrenziali, i contratti con i
quali pi imprenditori possono prevedere impegni reciproci di vario tipo.

Diritto Commerciale

Pagina 49 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

50. Libert di concorrenza e disciplina della concorrenza


Nel perseguimento di questi obiettivi ciascun imprenditore gode di ampia libert di azione e pu porre in
essere le strategie che ritiene pi proficue, non solo per attirare clienti ma anche per sottrarli alla
concorrenza. Infatti il danno che un imprenditore subisce a causa della sottrazione della clientela non un
danno ingiusto e quindi non risarcibile.
necessario distinguere fra comportamenti concorrenziali leali e comportamenti sleali. Nello svolgimento
della competizione fra imprenditori concorrenti vietato servirsi di mezzi e tecniche non conformi ai
principi della correttezza professionale; gli atti che non soddisfano questo requisito vengono considerati di
concorrenza sleale. La repressione e la sanzionabilit di questi atti dipende solamente dal fatto che l'atto sia
idoneo a danneggiare l'altrui azienda.
tutelato anche l'interesse generale a che non vengano falsati gli elementi di valutazione e di giudizio del
pubblico e non siano tratti in inganno i destinatari finali della produzione: i consumatori. Per tutelare le
esigenze di questi stata introdotta nel Codice del consumo una disciplina contro tutte le pratiche
commerciali scorrette (che possono indurre il consumatore medio ad assumere le decisioni commerciali che
altrimenti non avrebbe preso). Anche a questo scopo stata introdotta una disciplina statale della pubblicit
ingannevole o comparativa.

Diritto Commerciale

Pagina 50 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

51. Gli atti di concorrenza sleale


atto di concorrenza sleale ogni atto idoneo a creare confusione con i prodotti o con l'attivit di un
concorrente (art. 2598). Molteplici sono le tecniche o le pratiche che l'imprenditore pu porre in atto per
realizzare la confondibilit dei propri prodotti e della propria attivit con i prodotti e con l'attivit di un
concorrente:
uso di nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o con i segni distintivi legittimamente
usati da altri imprenditori concorrenti;
imitazione servile dei prodotti di un concorrente (riproduzione delle forme esteriori dei prodotti altrui).
La seconda vasta categoria di atti di concorrenza sleale comprende:
gli atti di denigrazione: diffondere notizie e apprezzamenti sui prodotti e sulle attivit di un concorrente
idonei a determinarne il discredito;
appropriazione di pregi dei prodotti o delle imprese di un concorrente.
Esempio di concorrenza sleale per denigrazione la pubblicit iperbolica con cui si tende ad accreditare
l'idea che il proprio prodotto sia il solo a possedere determinati pregi (non oggettivi) che invece vengono
implicitamente negati ai concorrenti.
Per quanto riguarda la pubblicit comparativa, la comparazione lecita quando fondata su dati veri e
oggettivamente verificabili, non genera confusione sul mercato e non comporta discredito o denigrazione del
concorrente.
La pubblicit menzognera la falsa attribuzione ai propri prodotti di qualit o pregi non appartenenti ad
alcun concorrente (quindi non inquadrabile nella figura tipica dell'appropriazione di pregi).
Altre forme di concorrenza sleale sono:
concorrenza parassitaria (sistematica imitazione di prodotti, marchi, campagne pubblicitarie altrui, sia pure
con accorgimenti tali da evitare la piena confondibilit delle attivit;
dumping (sistematica vendita sottocosto dei propri prodotti finalizzata alla eliminazione dei concorrenti);
storno di dipendenti (sottrazione ad un concorrente di dipendenti particolarmente qualificati attuata con
mezzi scorretti come ad esempio fornire false notizie sulla situazione economica del concorrente).

Diritto Commerciale

Pagina 51 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

52. Il contratto di consorzio fra imprenditori


Con il contratto di consorzio pi imprenditori istituiscono un'organizzazione comune per la disciplina o per
lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese (art. 2602).
Un consorzio pu essere costituito al fine prevalente o esclusivo di disciplinare, limitandola, la reciproca
concorrenza fra imprenditori che svolgono la stessa attivit o attivit similari (consorzio con funzione anticoncorrenziale, ad esempio contingentamento della produzione o degli scambi tra imprenditori concorrenti).
Sollecitano controlli volti ad impedire che per loro tramite si instaurino situazioni di monopolio di fatto
contrastanti con l'interesse generale.
Il consorzio pu anche essere uno strumento di cooperazione interaziendale, finalizzato alla riduzione dei
costi di gestione delle singole imprese consorziate (consorzio con funzione di coordinamento, ad esempio
consorzio per acquisto in comune di determinate materie prime). Accrescono la competitivit delle imprese
e sono quindi viste con favore dal legislatore che ne agevola l'attivit con una serie di incentivi.
I consorzi con sola attivit interna hanno il compito di regolare i rapporti reciproci fra consorziati e di
verificare che venga rispettato quanto convenuto. Nei consorzi con attivit esterna invece le parti prevedono
l'istituzione di un ufficio comune destinato a svolgere attivit con i terzi nell'interesse delle imprese
consorziate.

Diritto Commerciale

Pagina 52 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

53. Il contratto di consorzio. L'organizzazione consortile


Il contratto di consorzio pu essere stipulato solo tra imprenditori, ma questo principio frequentemente
derogato dalla legislazione speciale che consente la partecipazione a determinati consorzi di enti pubblici o
enti privati di ricerca.
Il contratto di consorzio deve essere stipulato per iscritto a pena di nullit. essenziale la determinazione
dell'oggetto del consorzio, degli obblighi assunti dai consorziati e degli (eventuali) contributi in denaro da
essi dovuti.
un contratto di durata, che pu essere liberamente fissata dalle parti. Nel silenzio il contratto valido per
dieci anni.
Il contratto di consorzio un contratto tendenzialmente aperto. perci possibile la partecipazione di nuovi
imprenditori senza che sia necessario il consenso di tutti gli attuali consorziati (le condizioni per
l'ammissione devono essere predeterminate nel contratto). Il trasferimento dell'azienda comporta
l'automatico subingresso dell'acquirente nel contratto di consorzio (con una giusta causa gli altri consorziati
possono deliberare l'esclusione dell'acquirente dal consorzio). Il contratto di consorzio pu sciogliersi,
limitatamente al consorziato, per volont di questi (recesso) o per decisione degli altri consorziati
(esclusione). Lo scioglimento dell'interno contratto di consorzio si pu verificare con una delibera a
maggioranza dei consorziati quando sussiste una giusta causa (in mancanza di questa, lo scioglimento
anticipato dovr essere deciso all'unanimit).
Carattere essenziale dei consorzi la creazione di un'organizzazione comune che prevede la presenza di un
organo con funzioni deliberative composto da tutti i consorziati (assemblea) e di un organo con funzioni
gestorie (organo direttivo).

Diritto Commerciale

Pagina 53 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

54. I consorzi con attivit esterna


Per questi consorzi previsto un regime di pubblicit legale per portare a conoscenza dei terzi i dati
essenziali della struttura consortile (attraverso il deposito di un estratto del contratto di consorzio presso
l'ufficio del registro delle imprese).
Nei consorzi con attivit esterna sono previsti incarichi (presidenza, direzione e rappresentanza) all'interno
dell'organo direttivo. Coloro che hanno la direzione del consorzio devono redigere annualmente la
situazione patrimoniale e depositarla presso l'ufficio del registro delle imprese.
Nei consorzi con attivit esterna prevista la formazione di un fondo consortile (contributi dei consorziati e
beni acquistati con tali contributi), il quale costituisce patrimonio autonomo rispetto a quello dei singoli
consorziati (i creditori particolari dei consorziati non possono aggredire il fondo consortile).
Nelle obbligazioni assunte dal consorzio per conto dei singoli consorziati sono chiamati a rispondere
solidalmente sia il consorziato, sia il fondo consortile (in caso di insolvenza del consorziato, il debito viene
ripartito fra gli altri consorziati in proporzione alle quote).

Diritto Commerciale

Pagina 54 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

55. Distinzione tra il consorzio ad attivit interna e la societ


Esiste una netta diversit fra il consorzio ad attivit interna e la societ (nel primo caso manca del tutto
l'esercizio in comune di un'attivit economica). La distinzione pi sottile nel caso in cui il consorzio svolge
anche attivit con i terzi: questi condividono con le societ il carattere imprenditoriale dell'attivit esercitata
e il fine di realizzare un interesse economico dei partecipanti (scopo egoistico).
Funzione di un consorzio con attivit esterna non quello di ricavare un utile dall'attivit di consorzio con i
terzi (scopo perseguito dalla societ), ma quello di conseguire un vantaggio patrimoniale sotto forma di
minori costi sopportati o di maggiori ricavi conseguiti nella gestione delle proprie imprese (una societ per
azioni acquista e rivende merci sul mercato e divide il guadagno fra i soci; un consorzio acquista merci che
servono alle imprese consorziate per rivenderle ai consorziati stessi ad un prezzo calcolato in modo da
coprire i costi di gestione). Lo scopo mutualistico delle cooperative , per certi versi, affine allo scopo
consortile.
Con la modifica della disciplina dei consorzi del 1976 stato consentito alle societ di perseguire gli
obiettivi propri del contratto di consorzio, costituendo una societ consortile. Gli imprenditori che danno
vita a questo tipo di societ possono inserire nell'atto costitutivo specifiche pattuizioni volte ad adattare la
struttura societaria prescelta alla finalit consortile perseguita (ad es. esclusione della ripartizione degli utili
fra i soci, previsione di particolari condizioni per l'ammissione di nuovi soci, specifiche cause di recesso o di
esclusione).

Diritto Commerciale

Pagina 55 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

56. Definizione e tipi di societ


Le societ sono organizzazioni di risorse e di mezzi create dall'autonomia privata per l'esercizio in comune
di un'attivit produttiva (costituiscono la categoria pi numerosa di imprese collettive). Esistono otto tipi di
societ: la societ semplice, in nome collettivo e in accomandita semplice tradizionalmente definite come
societ di persone; la societ per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilit limitata sono definite
invece societ di capitali; societ cooperative; mutue assicuratrici.

Diritto Commerciale

Pagina 56 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

57. Il contratto di societ


Con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune
dell'attivit economica allo scopo di dividerne gli utili (art. 2247). Oggi la S.r.L. e la S.p.A possono essere
costituite anche con atto unilaterale.
Le societ sono quindi enti associativi a base contrattuale che si caratterizzano per la contemporanea
presenza di tre elementi: a) i conferimenti dei soci; b) l'esercizio in comune di un'attivit economica (scopo
mezzo); c) lo scopo di divisione degli utili (scopo fine).

Diritto Commerciale

Pagina 57 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

58. I conferimenti di societ


I conferimenti sono le prestazioni cui le parti del contratto di societ si obbligano. Costituiscono i contributi
dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della societ. La loro funzione dotare la societ del capitale
di rischio iniziale per lo svolgimento dell'attivit d'impresa: col conferimento ciascun socio destina
stabilmente parte della propria ricchezza personale all'attivit comune e si espone al rischio d'impresa.
Diversi possono essere da socio a socio sia l'oggetto sia l'ammontare del conferimento. I conferimenti
possono essere costituiti da beni e da servizi: pu costituire oggetto di conferimento ogni attivit suscettibile
di valutazione economica che le parti ritengono utile o necessaria per lo svolgimento dell'attivit d'impresa
(denaro, beni in natura, prestazione di attivit lavorativa sia manuale sia intellettuale, ).

Diritto Commerciale

Pagina 58 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

59. Patrimonio sociale e capitale sociale


Il patrimonio sociale inizialmente costituito dai conferimenti eseguiti o promessi dai soci; successivamente
subisce continua variazioni qualitative e quantitative in relazione alle vicende economiche della societ. La
sua consistenza accertata periodicamente e si definisce patrimonio netto la differenza positiva fra attivit e
passivit. Ha anche una funzione di garanzia verso i creditori della societ: garanzia principale, se per le
obbligazioni sociali rispondono anche i soci col proprio patrimonio; garanzia esclusiva se si tratta di un tipo
di societ nel quale per le obbligazioni sociali risponde solo la societ con il proprio patrimonio.
Il capitale sociale nominale una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti come risulta dall'atto
costitutivo delle societ. Il capitale sociale nominale rimane immutato fin quando con modifica dell'atto
costitutivo non se ne decide l'aumento o la riduzione: quindi un valore storico.
La cifra del capitale sociale indica la frazione del patrimonio netto non distribuibile fra i soci e perci
assoggettata ad un vincolo di stabile destinazione fra i soci. La cifra del capitale sociale nominale iscritta
in bilancio fra le passivit (funzione vincolistica). La funzione vincolistica del capitale sociale si risolve per i
creditori in un margine di garanzia patrimoniale supplementare (potranno fare affidamento per soddisfare i
propri crediti su un attivo patrimoniale eccedente le passivit per un valore corrispondente almeno
all'ammontare del capitale sociale).
anche termine di riferimento per accertare periodicamente se la societ ha conseguito utili o ha subito
perdite (funzione organizzativa). Vi utile se dal bilancio risulta che le attivit superano le passivit
aumentate del capitale sociale nominale (solo attivit per tale ammontare potranno essere distribuite ai soci a
titolo di utili). Vi una perdita se le attivit sono inferiori alle passivit pi il capitale sociale (nulla
distribuibile ai soci). Il capitale sociale nominale funge anche da base di misurazione di alcune fondamentali
situazioni soggettive dei soci, sia di carattere amministrativo (diritto di voto), sia di carattere patrimoniale
(diritto agli utili e alla quota di liquidazione). Tali diritti spettano infatti a ciascun socio in misura
proporzionale alla parte di capitale sociale sottoscritto.

Diritto Commerciale

Pagina 59 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

60. L'esercizio in comune di attivit economica


il cosiddetto scopo-mezzo del contratto di societ; si definisce oggetto sociale la specifica attivit
economica che i soci si propongono di svolgere.
In tutte le societ l'oggetto sociale deve consistere nello svolgimento di un'attivit (serie coordinata di atti) e
di un'attivit economica (normalmente un'attivit produttiva, condotta cio con metodo economico e
finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi).
Le societ non possono essere costituite al solo scopo di consentire il godimento dei beni conferiti dai soci
(a differenza della comunione, l'autonomia patrimoniale riconosciuta a tutte le societ).
Illegittime sono le societ immobiliari di comodo: societ la cui attivit si esaurisce nel concedere immobili
in locazione a terzi o agli stessi soci, senza produrre o fornire alcun servizio collaterale.
possibile che dalla comunione si passi alla societ: si verifica quando pi figli ereditano l'azienda paterna
e proseguono in comune l'attivit d'impresa.

Diritto Commerciale

Pagina 60 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

61. La societ fra professionisti


Societ fra avvocati: nel 2001 stata ammessa la costituzione di societ fra avvocati che ha per oggetto
esclusivo l'esercizio in comune dell'attivit professionale di rappresentanza, assistenza e difesa in giudizio
svolta dai propri soci ( regolata dalle norme della societ in nome collettivo).
La societ fra avvocati iscritta in una sezione speciale del registro delle imprese relativa alle societ fra
professionisti e l'iscrizione ha solo funzione di certificazione anagrafica e pubblicit notizia. inoltre iscritta
in una sezione speciale dell'albo degli avvocati.
La societ fra avvocati non soggetta a fallimento in quanto non svolge attivit d'impresa.
Vi una diretta responsabilit del professionista nei confronti del cliente. Infatti, non solo l'amministrazione
della societ non pu essere affidata a terzi, ma il cliente ha diritto di chiedere che l'esecuzione dell'incarico
conferito alla societ sia affidata ad uno o pi soci da lui scelti (solo quello o quelli incaricati sono
professionalmente e illimitatamente responsabili).
Nel 2006 stata consentita la prestazione di servizi professionali interdisciplinari da parte di societ di
persone oppure di associazioni tra professionisti (es. la medesima societ potr offrire congiuntamente ai
clienti consulenza legale e assistenza fiscale).
Societ di mezzi: costituita da professionisti per l'acquisto e la gestione in comune di beni strumentali
all'esercizio individuale delle rispettive professioni (es. due medici, per dividersi le spese di studio,
costituiscono una societ per la gestione di ogni aspetto non strettamente professionale della loro attivit:
acquisto apparecchiature sanitarie, assunzione del personale, tenuta della contabilit,).
Societ di servizi imprenditoriali: societ che offrono sul mercato un servizio complesso, per la cui
realizzazione sono necessarie anche prestazioni professionali dei soci o dei terzi. Prestazioni queste ultime
che hanno per carattere strumentale e servente rispetto al servizio unitario offerto dalla societ.
Societ di ingegneria: societ la cui attivit non si esaurisce nella semplice progettazione di opere di
ingegneria, ma comprende anche ulteriori prestazioni quali la realizzazione e la vendita di impianti e
attrezzature industriali.

Diritto Commerciale

Pagina 61 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

62. Lo scopo-fine delle societ


Una societ pu essere costituita per svolgere attivit d'impresa con terzi allo scopo di conseguire utili (lucro
oggettivo), destinati ad essere successivamente divisi fra i soci (lucro soggettivo). questo appunto il
cosiddetto scopo di lucro o profitto (le societ di persone e di capitali vengono definite lucrative).
Le societ cooperative devono perseguire per legge uno scopo mutualistico (fornire direttamente ai soci
beni, servizi o occasioni di lavoro a condizioni pi vantaggiose di quelle del mercato). Devono procurare ai
soci un vantaggio patrimoniale diretto che potr consistere in un risparmio di spesa o in una maggiore
remunerazione del lavoro prestato dai soci nella cooperativa. La societ cooperativa deve operare con
metodo economico e per la realizzazione di uno scopo economico dei soci.
Tutti i tipi di societ possono essere utilizzati anche per la realizzazione di uno scopo consortile. Anche la
societ consortile deve operare con metodo economico e per la realizzazione di uno scopo economico dei
soci (vantaggio patrimoniale degli imprenditori consorziati).
Sotto il profilo dello scopo perseguibile le societ possono essere distinte in tre grandi categorie: lucrative,
mutualistiche e consortili.
In definitiva le societ sono enti associativi che operano con metodo economico e per la realizzazione di un
risultato economico a favore esclusivo dei soci. La societ quindi un fenomeno essenzialmente egoistico
ed caratterizzata dalla destinazione ai suoi membri (autodestinazione) dei benefici patrimoniali
conseguibili attraverso l'esercizio della comune attivit d'impresa.
Si rinvengono anche casi di societ senza scopo di lucro. In passato erano numerose infatti le societ per
azioni a partecipazione prevalentemente o esclusivamente pubblica, che per legge dovevano perseguire
scopi esclusivamente pubblici e palesemente incompatibili con la causa lucrativa o economica.

Diritto Commerciale

Pagina 62 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

63. Classificazione delle societ


Le societ formano un sistema composto da una pluralit di modelli organizzativi, ciascuno dei quali
costituisce una diversa combinazione di risposte legislative ai problemi di disciplina che solleva l'esercizio
in forma societaria dell'attivit d'impresa.
Una prima classificazione quella basata sullo scopo istituzionale perseguibile: le societ cooperative e le
mutue assicuratrici (societ mutualistiche) si contrappongono a tutti gli altri tipi di societ, definiti come
societ lucrative.
Una seconda distinzione (nell'ambito delle lucrative) quella basata sulla natura dell'attivit esercitabile: la
societ semplice solo per l'esercizio di attivit non commerciale; tutte le altre societ lucrative possono
esercitare sia attivit commerciale sia attivit non commerciale.
Altra distinzione legislativa quella fra societ dotate di personalit giuridica (societ di capitali e societ
cooperative) e societ prive di personalit giuridica (societ di persone).
Nelle societ di capitali: prevista un'organizzazione di tipo corporativo (presenza di una pluralit di organi:
assemblea, organo di gestione, di controllo); il funzionamento degli organi sociali dominato dal
principio maggioritario (maggioranze assembleari calcolate in base alla partecipazione di ciascun socio al
capitale sociale); il singolo socio ha il solo diritto di concorrere, con il suo voto, dell'organo amministrativo
e/o di controllo (non ha alcun potere diretto); la partecipazione sociale di regola liberamente trasferibile.
Nella societ di persone: l'attivit si fonda su un modello organizzativo che riconosce ad ogni socio a
responsabilit limitata di amministrare la societ e richiede di regola il consenso di tutti i soci per le
modificazioni dell'atto costitutivo; il singolo socio investito del potere di amministrazione e di
rappresentanza della societ indipendentemente dall'ammontare del capitale conferito e dalla consistenza del
suo patrimonio personale. Ne consegue che la partecipazione sociale di regola trasferibile solo col
consenso degli altri soci.
Ultimo criterio di distinzione quello basato sul regime di responsabilit: societ nelle quali per le
obbligazioni sociali rispondono sia il patrimonio sociale sia i singoli soci personalmente e illimitatamente;
societ nelle quali coesistono istituzionalmente soci a responsabilit illimitata (accomandatari) e soci a
responsabilit limitata (accomandanti); societ nelle quali per le obbligazioni sociali di regola risponde solo
la societ con il proprio patrimonio.

Diritto Commerciale

Pagina 63 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

64. Personalit giuridica ed autonomia patrimoniale delle societ


Il legislatore del 1942 ha operato una netta distinzione: le societ di capitali e le societ cooperative sono
persone giuridiche; la personalit giuridica invece negata alle societ di persone (che godono per di
autonomia patrimoniale).
Con il riconoscimento della personalit giuridica, le societ (di capitali e le cooperative) sono trattate, per
legge, come soggetti di diritto formalmente distinte dalle persone dei soci (piena e perfetta autonomia
patrimoniale). I beni conferiti dai soci diventano beni di propriet della societ: questa titolare di un
proprio patrimonio, di propri diritti e di proprie obbligazioni distinti da quelli personali dei soci. I creditori
personali dei soci non possono soddisfarsi sul patrimonio sociale, n i creditori sociali possono soddisfarsi
sul patrimonio personale dei soci.
Le societ di persone godono di autonomia patrimoniale: al creditore (insoddisfatto) personale del socio non
permesso aggredire il patrimonio della societ, ma concesso di ottenere la liquidazione della quota del
proprio debitore; i creditori (insoddisfatti) della societ non possono aggredire direttamente il patrimonio
personale dei soci (solo dopo aver infruttuosamente escusso il patrimonio sociale). Quindi, le obbligazioni
sociali sono obbligazioni della societ, cui si aggiunge a titolo di garanzia la responsabilit di tutti o di
alcuni soci. Imprenditore la societ (anche se il fallimento della societ determina il fallimento dei soci
illimitatamente responsabili).

Diritto Commerciale

Pagina 64 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

65. Tipi di societ ed autonomia privata


Chi costituisce una societ pu liberamente scegliere fra tutti i tipi di societ previsti dalla legislazione
nazionale se l'attivit non commerciale (tutti tranne la societ semplice se l'attivit commerciale). Se
l'attivit non commerciale la scelta del tipo necessaria solo se le parti vogliono sottrarsi al regime della
societ semplice. Anche quando l'attivit commerciale un'esplicita scelta del tipo non tuttavia necessaria.
Infatti, il silenzio delle parti in merito interpretato come implicita opzione per il regime della societ in
nome collettivo.
I modelli organizzativi per i singoli tipi di societ non sono rigidi e consentono un parziale adattamento alle
esigenze del caso concreto (clausole compatibili con la disciplina del tipo di societ prescelto). invece
inammissibile la creazione di un tipo di societ del tutto inconsueto e stravagante, che non corrisponde ad
alcuno dei modelli legislativi previsti.

Diritto Commerciale

Pagina 65 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

66. Societ di persone


La societ semplice pu esercitare solo attivit non commerciale.
La societ in nome collettivo (anche per attivit commerciale) soggetta all'iscrizione nel registro delle
imprese con effetti di pubblicit legale. Tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le
obbligazioni sociali.
La societ in accomandita semplice si caratterizza per la presenza di due categorie di soci: i soci
accomandatari (rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali) e i soci accomandanti
(rispondono limitatamente alla quota conferita).

Diritto Commerciale

Pagina 66 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

67. La costituzione delle societ


Il contratto di societ semplice non soggetto a forme speciali, salvo quelle richieste dalla natura dei beni
conferiti. prevista l'iscrizione nel registro delle imprese, che avviene nella sezione speciale ed ha efficacia
di pubblicit legale. Il contratto pu essere concluso anche verbalmente o risultare da comportamenti
concludenti (societ di fatto).
Per le societ in nome collettivo, regole di forma e di contenuto per l'atto costitutivo sono prescritte solo ai
fini dell'iscrizione della societ nel registro delle imprese. L'iscrizione condizione di regolarit della
societ (integralmente disciplinata dalle norme della societ in nome collettivo). irregolare la societ non
iscritta nel registro delle imprese, perch le parti non hanno provveduto a redigere l'atto costitutivo (societ
di fatto) o perch, pur avendolo redatto, non hanno provveduto alla registrazione dello stesso (societ
irregolare in senso proprio): in entrambi i casi si applica la disciplina della collettiva irregolare.
Quindi l'atto costitutivo (solo ai fini della registrazione e della regolarit della societ) deve essere redatto
per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e deve contenere: le generalit dei soci; la ragione
sociale; i soci che hanno l'amministrazione e la rappresentanza della societ; la sede; l'oggetto sociale; i
conferimenti; prestazioni dei soci d'opera; i criteri di ripartizione degli utili; la durata della societ.

Diritto Commerciale

Pagina 67 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

68. Societ di fatto. Societ occulta. Societ apparente.


La societ di fatto si perfeziona per fatti concludenti. regolata dalle norme della societ semplice se
l'attivit esercitata non commerciale. regolata dalle norme della collettiva irregolare se l'attivit
commerciale. esposta al fallimento al pari di ogni imprenditore commerciale. Il fallimento della societ
determina automaticamente il fallimento di tutti i soci: dei soci noti e dei soci occulti (la cui esistenza venga
successivamente scoperta).
La societ occulta costituita con l'espressa e concorde volont dei soci di non rivelarne l'esistenza
all'esterno: pu essere una societ di fatto ma pu anche risultare da un atto scritto tenuto ovviamente
segreto dai soci. L'attivit d'impresa svolta per conto della societ ma senza spenderne il nome. La societ
esiste nei rapporti interni tra i soci ma non viene esteriorizzata (nei rapporti esterni si presenta come impresa
individuale di uno dei soci o anche di un terzo, che operano spendendo il proprio nome). Lo scopo quello
di limitare la responsabilit nei confronti dei terzi al patrimonio (di regola modesto) del solo gestore; di
evitare cio che la societ e gli altri soci rispondano delle obbligazioni di impresa e siano esposti al
fallimento. La recente riforma del diritto fallimentare con il nuovo art. 147, 5 comma, dispone che qualora
dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale risulti che l'impresa riferibile ad una
societ di cui il fallito socio illimitatamente responsabile, si applica agli altri soci illimitatamente
responsabili la regola del fallimento del socio occulto. Sono considerati indici probatori di una societ
occulta: il sistematico finanziamento di un imprenditore individuale, la partecipazione a trattative di affari
con i fornitori, il compimento di atti di gestione,
Nel caso di socio occulto di societ palese l'attivit d'impresa svolta in nome della societ e ad essa
certamente imputabile in tutti i suoi effetti.
Nel caso di societ occulta invece l'attivit d'impresa non svolta in nome della societ; gli atti di impresa
non sono ad essa formalmente imputabili (chi opera nei confronti di terzi agisce in nome proprio, sia pure
nell'interesse e per conto di una societ di cui eventualmente socio; a lui sono imputabili gli atti di impresa
e i relativi effetti).
Societ apparente: capita spesso che il giudice si convinca che dietro un imprenditore individuale, insolvente
o gi fallito, ci sia una societ. Se per il giudice si rende per conto che gli indici probatori sono fragili pu
decretare (se proprio convinto) la societ apparente. Una societ, ancorch non esistente nei rapporti tra i
presunti soci, deve tuttavia considerarsi esistente all'esterno quando due o pi persone operino in modo da
ingenerare nei terzi la ragionevole opinione che essi agiscono come soci e quindi da determinare in essi
l'incolpevole affidamento circa l'esistenza della societ (che assoggettata a fallimento come una societ
realmente esistente).

Diritto Commerciale

Pagina 68 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

69. I conferimenti legati alla costituzione di una societ


Con la costituzione della societ il socio assume l'obbligo di effettuare i conferimenti determinati nel
contratto sociale (se questi non sono determinati, i soci devono conferire in parti uguali tra loro).
Il conferimento pu consistere in qualsiasi prestazione di dare, fare o non fare.
Per il conferimento di beni in propriet la garanzia dovuta dal socio e il passaggio dei rischi sono regolati
dalle norme sulla vendita. Finch la propriet del bene non sia passata alla societ il rischio del perimento
del bene grava ancora sul socio.
Per le cose conferite in godimento, il rischio grava sul socio che le ha conferite. Questi potr essere escluso
dalla societ qualora il godimento diventi impossibile per causa non imputabile agli amministratori. Essendo
un bene conferito in godimento, la societ non ne pu disporre (alienare) e il socio ha diritto alla restituzione
al termine della societ nello stato in cui si trova.
Il socio che conferisce i crediti risponde verso la societ dell'insolvenza del debitore ceduto.
Nel caso del socio d'opera, il conferimento consiste nell'obbligo del socio di prestare la propria attivit
lavorativa (manuale o intellettuale) a favore dell'azienda.

Diritto Commerciale

Pagina 69 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

70. Patrimonio sociale e capitale sociale


I conferimenti dei soci formano il patrimonio iniziale della societ. I soci non possono servirsi delle cose
appartenenti al patrimonio sociale per fini estranei a quello della societ.
Il capitale sociale del tutto assente nella societ semplice, mentre per le societ in nome collettivo
obbligatorio indicare nell'atto costitutivo i conferimenti dei soci e il relativo valore.
vietata la ripartizione tra i soci degli utili non realmente conseguiti (utili fittizi). Se si verificata una
perdita del capitale sociale, gli utili non possono essere ripartiti finch il capitale non sia reintegrato o ridotto
in misura corrispondente.
Gli amministratori non possono rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o liberarli dall'obbligo di ulteriori
versamenti senza una riduzione del capitale sociale.
L'operazione (di riduzione) comporta una riduzione reale del patrimonio netto e pu pregiudicare i creditori
sociali (che possono opporsi alla riduzione di capitale).

Diritto Commerciale

Pagina 70 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

71. La partecipazione dei soci agli utili e alle perdite


Tutti i soci hanno diritto di partecipare agli utili e partecipano alle perdite della gestione aziendale. Non
necessario che la ripartizione sia proporzionale ai conferimenti.
All'autonomia privata viene posto il limite rappresentato dal divieto di patto leonino: nullo il patto con il
quale uno o pi soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite.
Vi sono dei criteri legali di ripartizione:
se il contratto nulla dispone, le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali
ai conferimenti;
se il valore dei conferimenti non stato determinato, le parti si presumono uguali;
se determinata soltanto la parte di ciascuno nei guadagni, si presume la partecipazione alle perdite nella
stessa misura (o viceversa).
Nella societ semplice il diritto del socio di percepire la sua parte di utili nasce con l'approvazione del
rendiconto; nella societ in nome collettivo il documento che accerta l'esistenza di utili o perdite il bilancio
d'esercizio. L'approvazione del rendiconto o del bilancio condizione sufficiente perch ciascun socio possa
pretendere l'assegnazione della sua parte di utili (nelle societ di persone in mancanza di specifica clausola
dell'atto costitutivo, la maggioranza dei soci non pu deliberare la non distribuzione degli utili accertati e il
conseguente reinvestimento nella societ: occorre l'unanimit).
Le perdite incidono direttamente sul valore della partecipazione sociale riducendolo proporzionalmente; in
questo modo, al momento della liquidazione della societ, al socio verr rimborsata una somma inferiore al
valore del conferimento.

Diritto Commerciale

Pagina 71 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

72. La responsabilit dei soci per le obbligazioni sociali


Nella societ semplice e nella s.n.c. delle obbligazioni sociali risponde innanzitutto la societ con il proprio
patrimonio; questa una garanzia primaria ma non esclusiva (i singoli soci rispondono personalmente e
illimitatamente).
Nella societ semplice possibile esonerare dalla responsabilit i soci non investiti del potere di
rappresentanza (nella s.n.c. non possibile).
In entrambe le societ la responsabilit per le obbligazioni sociali precedentemente contratte estesa anche
ai nuovi soci.
Lo scioglimento del rapporto sociale per morte, recesso od esclusione, non fa venir meno la responsabilit
personale del socio per le obbligazioni sociali anteriori al verificarsi di tali eventi.

Diritto Commerciale

Pagina 72 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

73. Responsabilit della societ e responsabilit dei soci


Nella societ semplice e nella s.n.c. i creditori sociali hanno di fronte a s pi patrimoni su cui soddisfarsi: il
patrimonio della societ e il patrimonio dei singoli soci illimitatamente responsabili.
I soci sono responsabili in solido fra loro, ma sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla societ in
quanto godono del beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale.
Nella societ semplice il creditore pu rivolgersi direttamente al singolo socio illimitatamente responsabile e
sar questi a dover invocare la preventiva escussione del patrimonio sociale indicando i beni sui quali il
creditore possa agevolmente soddisfarsi. Questa disciplina si applica anche alla s.n.c. irregolare.
Nella s.n.c. regolare, invece, il beneficio di escussione opera automaticamente. I creditori sociali non
possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l'escussione del patrimonio sociale (
necessario che il creditore abbia infruttuosamente esperito l'azione esecutiva sul patrimonio sociale).

Diritto Commerciale

Pagina 73 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

74. I creditori personali dei soci


Il patrimonio della societ insensibile alle obbligazioni personali dei soci ed intangibili da parte dei
creditori personali di questi ultimi. Il creditore personale non pu compensare il suo credito verso il socio
con il debito che eventualmente abbia verso la societ (divieto di compensazione). Il creditore non per
sprovvisto di tutela (sia nella societ semplice sia nella s.n.c.). Egli pu infatti: far valere i suoi diritti sugli
utili spettanti al socio suo debitore; compiere atti conservativi sulla quota allo stesso spettante nella
liquidazione della societ.
Nella societ semplice e nella s.n.c. irregolare il creditore pu anche chiedere la liquidazione della quota del
suo debitore, provando anche che gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti (la
societ sar tenuta a versargli entro tre mesi una somma di denaro corrispondente al valore della quota al
momento della domanda).
Nella s.n.c. regolare, il creditore particolare del socio, finch dura la societ, non pu chiedere la
liquidazione della quota del socio debitore, neppure se trova che gli altri beni dello stesso siano insufficienti
a soddisfarlo.

Diritto Commerciale

Pagina 74 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

75. L'amministrazione della societ


l'attivit di gestione dell'impresa sociale. Il potere di amministrare il potere di compiere tutti gli atti che
rientrano nell'oggetto sociale.
Per legge ogni socio illimitatamente responsabile amministratore della societ.
Quando l'amministrazione della societ spetta a pi soci (tutti o alcuni; amministrazione disgiuntiva),
ciascun socio amministratore pu intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nell'oggetto sociale,
senza essere tenuto a richiedere il consenso o il parere degli altri soci amministratori.
L'ampio potere di iniziativa individuale tuttavia temperato dal diritto di opposizione riconosciuto a
ciascuno degli altri soci amministratori (se l'opposizione tempestiva paralizza il potere decisorio del
singolo amministratore, decidendo con la maggioranza dei soci per quote d'interesse).
Con l'amministrazione congiuntiva (espressamente convenuta nell'atto costitutivo) necessario il consenso
di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali. L'amministrazione congiunta pu
atteggiarsi sia come amministrazione all'unanimit sia come amministrazione a maggioranza. Vi il
riconoscimento ai singoli amministratori del potere di agire individualmente quando vi sia urgenza di evitare
un danno alla societ.

Diritto Commerciale

Pagina 75 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

76. Amministrazione e rappresentanza della societ


Fra le funzioni degli amministratori vi quella di rappresentanza della societ (potere di firma) che il
potere di agire nei confronti di terzi in nome della societ, dando luogo all'acquisto di diritti e all'assunzione
di obblighi da parte della stessa. Il potere di gestione (attivit amministrativa interna) riguarda la fase
decisoria delle operazioni sociali. Il potere di rappresentanza (a.a. esterna) riguarda la fase di attuazione con
i terzi delle operazioni sociali.
Nel caso di amministrazione disgiunta, ogni amministratore pu decidere e stipulare da solo atti in nome
della societ (firma disgiunta). Nell'amministrazione congiuntiva tutti i soci amministratori devono
partecipare alla stipulazione dell'atto (firma congiunta).
La rappresentanza anche processuale: la societ pu agire o pu essere chiamata in giudizio in persona dei
soci amministratori che ne hanno la rappresentanza.
Nella s.n.c. regolare le limitazioni del potere di rappresentanza degli amministratori non sono opponibili ai
terzi se non sono iscritte nel registro delle imprese o se non si provi che i terzi ne abbiano avuta effettiva
conoscenza.
Nella s.n.c. irregolare l'omessa registrazione si ritorce contro i soci essendo tutelato l'affidamento che i terzi
ripongono nel rispetto del modello legale di rappresentanza (si presume che ogni socio che agisce per la
societ abbia la rappresentanza sociale anche in giudizio).
Nella societ semplice le limitazioni originarie sono sempre opponibili ai terzi, sicch su costoro incombe
l'onere di accertare se il socio che agisce in nome della societ ha effettivamente potere di rappresentanza.

Diritto Commerciale

Pagina 76 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

77. La nomina dei soci amministratori


I soci investiti dell'amministrazione possono essere nominati nell'atto costitutivo o con atto separato. La
distinzione acquista rilievo ai fini della revoca della facolt di amministrare: se l'amministratore nominato
nell'atto costitutivo la revoca deve essere decisa dagli altri soci all'unanimit e non ha effetto se non ricorre
una giusta causa; l'amministratore nominato per atto separato invece revocabile secondo le norme del
mandato, quindi anche se non ricorre una giusta causa.
Diritti e obblighi degli amministratori sono regolati dalle norme sul mandato. L'amministratore investito
per legge del potere di compiere tutti gli atti che rientrano nel progetto sociale. Nella s.n.c. gli
amministratori devono tenere le scritture contabili e redigere il bilancio d'esercizio; devono inoltre
provvedere agli adempimenti pubblicitari connessi all'iscrizione nel registro delle imprese. Dei numerosi
obblighi ad essi imposti dalla legge o dall'atto costitutivo (sintetizzabili nel dovere generale di amministrare
la societ con la diligenza del mandatario) gli amministratori sono poi solidalmente responsabili verso la
societ, con conseguente obbligo di risarcire i danni alla stessa arrecati.
I soci amministratori avranno diritto al compenso per il loro ufficio (pu essere costituito anche da una pi
elevata partecipazione agli utili).

Diritto Commerciale

Pagina 77 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

78. I soci non amministratori. Il divieto di concorrenza


Ai soci esclusi dall'amministrazione sono riconosciuti ampi poteri di informazione e di controllo: diritto di
avere dagli amministratori notizie dello svolgimento degli affari sociali, di consultare documenti relativi
all'amministrazione, di ottenere il rendiconto al termine di ogni anno.
Nella s.n.c. incombe su tutti i soci uno specifico obbligo: il divieto di concorrenza ( vietato esercitare per
conto proprio o altrui un'attivit concorrente con quella della societ e partecipare come socio
illimitatamente responsabile ad altra societ concorrente). La violazione del divieto espone il socio al
risarcimento dei danni e legittima gli altri soci a deciderne l'esclusione.
Le modificazioni dell'atto costitutivo
Nella societ semplice e nella s.n.c. il contratto sociale pu essere modificato soltanto con il consenso di
tutti i soci, se non convenuto diversamente.
Per il rapporto fiduciario che normalmente intercorre fra i soci, il consenso di tutti gli altri soci perci
necessario per il trasferimento della quota sociale sia fra vivi che a causa di morte.
Nella s.n.c. e ora anche nella societ semplice le modificazioni dell'atto costituivo sono soggette a pubblicit
legale e finch non sono iscritte al registro delle imprese non sono opponibili ai terzi, a meno che si provi
che questi non erano a conoscenza.
Frequente nella pratica la clausola che prevede la modificabilit a maggioranza dell'atto costitutivo. La
maggioranza deve rispettare due principi generali: l'obbligo di esecuzione del contratto secondo buona fede
e il rispetto della parit di trattamento fra i soci.

Diritto Commerciale

Pagina 78 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

79. Scioglimento del singolo rapporto sociale


Il socio pu cessare di far parte della societ per morte, recesso od esclusione.
Con il venir meno di un socio non si ha lo scioglimento della societ: rimesso ai soci superstiti il decidere
se porre fine alla societ o continuarla. Nel caso in cui rimanga un solo socio superstite, questi ha la facolt
di associare a s altre persone (continuando la societ) oppure porvi fine.
Se muore un socio, i soci superstiti sono obbligati a liquidare la quota ai suoi eredi nel termine di sei mesi (i
soci non sono tenuti a subire il subingresso di eredi nella societ).
In alternativa possono:
sciogliere anticipatamente la societ: gli eredi partecipano alla divisione dell'attivo che residua dopo
l'estinzione dei debiti sociali;
continuare la societ con gli eredi del socio defunto: necessario il consenso di tutti i soci superstiti e degli
eredi.
Il recesso lo scioglimento del rapporto sociale per volont del socio:
se la societ a tempo indeterminato ogni socio pu recedere liberamente comunicando la sua volont ai
soci con un preavviso di almeno tre mesi;
se la societ a tempo determinato, il recesso ammesso per legge solo se sussiste una giusta causa.
Un'altra causa di scioglimento del rapporto sociale costituita dall'esclusione del socio dalla societ (in
alcuni casi ha luogo di diritto; in altri facoltativa, cio rimessa alla decisione degli altri soci).
Sono esclusi di diritto il socio che sia dichiarato fallito e il socio il cui creditore particolare abbia ottenuto la
liquidazione della quota.
Si pu avere esclusione facoltativa quando si riscontrano:
gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto sociale (mancata esecuzione dei
conferimenti, violazione del divieto di concorrenza,);
l'interdizione e l'inabilitazione del socio;
la sopravvenuta impossibilit di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio (es.
perimento della cosa da conferire, sopravvenuta inidoneit del socio a svolgere l'opera conferita,).
L'esclusione deliberata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste. La deliberazione deve essere
comunicata al socio escluso entro 30 gg dalla data di comunicazione. Nella societ composta da sue soli
soci, l'esclusione di uno di essi pronunciata direttamente dal tribunale su domanda dell'altro.

Diritto Commerciale

Pagina 79 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

80. La liquidazione della quota societaria


In tutti i casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente ad un socio, questi o i suoi eredi hanno diritto
alla liquidazione della quota sociale (consistente in una somma di denaro che rappresenta il valore della
quota). Il valore della quota determinato in base alla situazione patrimoniale della societ (valutata
attribuendo ai beni il loro valore effettivo) nel giorno in cui si verifica lo scioglimento del rapporto.
Il pagamento della quota spettante al socio deve essere effettuato entro sei mesi dal giorno in cui si
verificato lo scioglimento del rapporto (tre mesi in caso di scioglimento su richiesta del creditore
particolare).

Diritto Commerciale

Pagina 80 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

81. Cause dello scioglimento della societ


Le cause di scioglimento sono:
- il decorso del termine fissato nell'atto costitutivo (la proroga della durata della societ pu essere espressa
o tacita);
- il conseguimento dell'oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilit di conseguirlo;
- la volont di tutti i soci (o della maggioranza dei soci, se previsto nell'atto costitutivo);
- il venir meno della pluralit dei soci, se nel termine di sei mesi questa non ricostituita;
- le altre cause previste nel contratto sociale.
Al verificarsi di una delle ipotesi la societ entra automaticamente in stato di liquidazione, ma non si
estingue immediatamente; si deve infatti prima provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali ed alla
distribuzione fra i soci dell'eventuale residuo attivo.

Diritto Commerciale

Pagina 81 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

82. Il procedimento di liquidazione. L'estinzione della societ


Il procedimento di liquidazione inizia con la nomina di uno o pi liquidatori che richiede il consenso di tutti
i soci. Con l'accettazione della nomina, i liquidatori prendono il posto degli amministratori i quali devono
presentare loro il bilancio dell'ultimo periodo; insieme devono poi redigere l'inventario dal quale risulta lo
stato attivo e passivo del patrimonio sociale.
I liquidatori hanno il compito di definire i rapporti che si ricollegano all'attivit sociale: conversione in
denaro dei beni, pagamento dei creditori, ripartizione fra i soci dell'eventuale residuo attivo. I liquidatori
possono compiere dunque tutti gli atti necessari per la liquidazione. In particolare, per procedere al
pagamento dei creditori sociali, i liquidatori possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti, ma solo se
i fondi disponibili risultano insufficienti. Se occorre possono richiedere ai soci stessi le somme ulteriormente
necessarie.
Sui liquidatori incombe un duplice divieto:
non possono intraprendere nuove operazioni: se violano tale divieto essi rispondono personalmente e
solidalmente per gli affari intrapresi nei confronti dei terzi;
non possono ripartire tra i soci, neppure parzialmente, i beni sociali finch i creditori sociali non siano stati
pagati.
Estinti tutti i debiti sociali, la liquidazione si avvia all'epilogo con la ripartizione tra i soci dell'eventuale
attivo patrimoniale residuo convertito in denaro.
Il saldo attivo di liquidazione destinato innanzitutto al rimborso del valore nominale dei conferimenti.
L'eventuale eccedenza poi ripartita fra tutti i soci in proporzione della partecipazione di ciascuno nei
guadagni.
Nessuna regola specifica prevista per la chiusura del procedimento di liquidazione nella societ semplice.
Nella s.n.c. invece, i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione (rendiconto della gestione
dei liquidatori: entrate e uscite e situazione patrimoniale finale) e il piano di riparto (proposta di divisione fra
i soci dell'attivo residuo).
Nella s.n.c. irregolare la chiusura del procedimento di liquidazione determina l'estinzione della societ.
Principi diversi valgono per la s.n.c. registrata e per la societ semplice: approvato il bilancio finale di
liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese.
La cancellazione pu anche essere disposta d'ufficio, quando l'ufficio del registro rilevo alcune specifiche
circostanze sintomatiche dell'assenza di attivit sociale (irreperibilit presso la sede legale, assenza degli atti
di gestione per tre anni consecutivi, mancanza del codice fiscale,).
Con la cancellazione dal registro delle imprese la societ si estingue, quand'anche non tutti i creditori sociali
non siano stati soddisfatti: essi possono agire nei confronti dei soci, che restano personalmente e
illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali insoddisfatte. Possono inoltre agire nei confronti dei
liquidatori, se il mancato pagamento imputabile a colpa o dolo di questi ultimi.
I creditori della s.n.c. possono richiedere il fallimento della societ entro un anno dalla sua cancellazione dal
registro delle imprese.

Diritto Commerciale

Pagina 82 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

83. Nozione e caratteri distintivi della societ in accomandita


semplice
La societ in accomandita semplice una societ di persone che prevede la presenza di due categorie di
soci:
i soci accomandatari, che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali (a loro spetta
l'amministrazione della societ);
i soci accomandanti, che rispondono limitatamente alla quota conferita (sono obbligati solamente ad
eseguire i conferimenti promessi).
Questo tipo di societ consente l'esercizio in comune di un'impresa commerciale con limitazione del rischio
e non esposizione al fallimento personale per i soci accomandanti. Proprio per questo ultimo fatto un
modello societario spesso soggetto ad abusi.

Diritto Commerciale

Pagina 83 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

84. La costituzione della societ. La ragione sociale


Per la costituzione della s.a.s. valgono le regole esposte per la s.n.c.
L'atto costitutivo dovr indicare quali sono i soci accomandatari e quali gli accomandanti. L'atto costitutivo
soggetto ad iscrizione nel registro delle imprese. Quello che contraddistingue la s.a.s. dalla s.n.c. la
ragione sociale; questa deve essere formata con il nome di uno dei soci accomandatari e con l'indicazione
del tipo sociale. L'accomandante che consente che il suo nome sia compreso nella ragione sociale risponde
di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente con i soci accomandatari per le obbligazioni sociali,
perdendo cos il beneficio della responsabilit limitata.

Diritto Commerciale

Pagina 84 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

85. I soci accomandanti e l'amministrazione della societ


Gli accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, n trattare o concludere affari in nome
della societ, se non in forza di procura speciale per singoli affari.
Non possono prendere decisioni autonomamente in merito alla condotta degli affari sociali.
Per quanto riguarda l'attivit esterna, l'accomandante pu concludere affari in nome della societ in forza di
procura speciale per singoli affari, ma non pu agire di fronte a terzi come procuratore generale o institore.
Se l'accomandante viola questo divieto risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per tutte le
obbligazioni sociali che siano imputabili alla societ (in caso di fallimento, anch'egli sar dichiarato fallito al
pari degli accomandatari). esposto inoltre all'esclusione dalla societ, con decisione a maggioranza degli
altri soci.
I soci accomandanti hanno il diritto di concorrere con gli accomandatari alla nomina e alla revoca degli
amministratori, che avviene con il consenso di tutti i soci accomandatari e l'approvazione di tanti soci
accomandanti che rappresentano la maggioranza del capitale da essi sottoscritto.
I soci accomandanti possono prestare la loro opera, manuale o intellettuale, all'interno della societ sotto la
direzione degli amministratori. Inoltre, se l'atto costitutivo lo consente, possono dare autorizzazioni e pareri
per determinate operazioni, nonch compiere atti di ispezione e di controllo.

Diritto Commerciale

Pagina 85 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

86. Il trasferimento della partecipazione sociale


I soci accomandatari sono sottoposti alla disciplina prevista per la s.n.c. (il trasferimento per atto fra vivi
della quota degli accomandatari pu avvenire solo col consenso di tutti gli altri soci e per la trasmissione a
causa di morte sar necessario anche il consenso degli eredi).
Per quanto riguarda gli accomandanti, la loro quota liberamente trasferibile per causa di morte senza che
sia necessario il consenso dei soci. Per il trasferimento per atto fra vivi occorre il consenso dei soci che
rappresentano la maggioranza del capitale sociale.

Diritto Commerciale

Pagina 86 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

87. Lo scioglimento della s.a.s.


La s.a.s. si scioglie, oltre che per le cause previste per la s.n.c., quando rimangono soltanto soci
accomandatari o soci accomandanti, sempre che nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che
viene meno. Inoltre, se sono venuti meno i soci accomandatari, i soci accomandanti devono nominare un
amministratore provvisorio, i cui poteri sono per legge limitati al compimento degli atti di ordinaria
amministrazione, l'amministratore provvisorio non diventa socio accomandatario, pu essere sia un
accomandante che un terzo.
Per il procedimento di liquidazione e estinzione valgono le regole dettate per la s.n.c.; tuttavia, i creditori
rimasti insoddisfatti potranno soddisfarsi solo sulla quota di liquidazione dei soci accomandanti, dato che
essi non erano soci a responsabilit illimitata.

Diritto Commerciale

Pagina 87 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

88. La societ in accomandita irregolare


irregolare la societ in accomandita semplice il cui atto costitutivo non stato iscritto nel registro delle
imprese. I soci accomandanti rispondono limitatamente alla loro quota, salvo che abbiano partecipato alle
operazioni sociali. Per il resto vale la disciplina dettata per la s.n.c. irregolare.

Diritto Commerciale

Pagina 88 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

89. Nozione e caratteri essenziali della societ per azioni


una societ di capitali nella quale:
- per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ con il suo patrimonio;
- la partecipazione sociale rappresentata da azioni.
La societ per azioni la forma prescelta dalle imprese di media e grande dimensione a capitale sia privato
sia pubblico.
La s.p.a. dotata di personalit giuridica: perci un soggetto di diritto distinto dai soci e gode di perfetta
autonomia patrimoniale (nessuno dei soci assume responsabilit personale per le obbligazioni sociali).
I soci sono obbligati solo ad eseguire i conferimenti promessi e possono predeterminare quanta parte della
propria ricchezza personale intendono esporre al rischio dell'attivit sociale.
Ha un'organizzazione di tipo corporativo: l'assemblea, un organo di gestione e un organo di controllo. Il
funzionamento dell'assemblea dominato dal principio maggioritario ed il peso di ogni socio in assemblea
proporzionato alla quota di capitale sottoscritto ed al numero di azioni possedute (maggioranza per capitale).
Le azioni sono partecipazioni sociali di uguale valore che conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Le
azioni sono liberamente trasferibili e la loro circolazione avviene attraverso documenti assoggettati alla
disciplina di titoli di credito.
La s.p.a. il tipo di societ pi utilizzato dalle grandi imprese. La limitazione del rischio individuale dei soci
e la possibilit di pronta mobilitazione dell'investimento favoriscono infatti la raccolta degli ingenti capitali
di rischio di cui ha tipicamente bisogno la grande impresa. Inoltre si orienta verso l'investimento in azioni la
massa dei piccoli risparmiatori, privi di interesse e propensione per l'attivit d'impresa. Si ha cos la
compartecipazione di un ristretto numero di soci che assumono l'iniziativa economica (azionisti
imprenditori) con una gran massa di piccoli azionisti che intendono investire fruttuosamente i propri
risparmi (azionisti risparmiatori).
Esistono anche s.p.a. a ristretta base azionaria nelle quali l'appello al pubblico risparmio per la raccolta di
capitale di rischio marginale o del tutto assente (es. societ a carattere familiare).
I problemi della societ a ristretta base azionaria sono quelli tradizionali della tutela dei soci di minoranza e
dei creditori di fronte a possibili abusi dei soci che detengono la maggioranza del capitale e degli
amministratori. In questo caso chi ha pi conferito e pi rischia, ha pi potere: il potere verr quindi
esercitato in modo oculato.
Nelle s.p.a. che fanno istituzionalmente appello al pubblico risparmio, il naturale disinteresse degli azionisti
risparmiatori per la vita della societ favorisce il dominio della stessa da parte di gruppi minoritari di
controllo.

Diritto Commerciale

Pagina 89 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

90. L'evoluzione della disciplina delle societ di capitali non quotate


La riforma della disciplina nazionale iniziato nel 1974 fino a sfociare nel 1998 in un'organica disciplina
delle societ di capitali non quotate. Si cercato di porre un freno al proliferare di minisociet per azioni con
capitale del tutto irrisorio; inoltre si dettata una specifica disciplina per le societ con azioni quotate in
borsa, volta a tutelare gli azionisti risparmiatori, a rafforzare l'autotutela dei soci e a rafforzare la tutela degli
investitori.
Nel 1974 sono stati introdotti strumenti di etero tutela degli azionisti risparmiatori: stata prevista la
possibilit di emettere azioni (di risparmio) prive di diritto di voto e privilegiate sotto il profilo patrimoniale;
maggiore trasparenza della propriet azionaria e pi ampia informazione del mercato; certificazione dei
bilanci; istituzione di un organo pubblico di controllo (CONSOB).
Un secondo intervento riformatore si avuto nel 1998, in seguito ai mutamenti intervenuti nella
composizione dell'azionariato di minoranza delle societ quotate. Nasce infatti l'investimento indiretto
tramite operatori professionali: gli investitori istituzionali, dotati di grande competenza professionale nella
selezione delle imprese, raccolgono il risparmio fra il pubblico e lo investono in partecipazioni di minoranza
in societ quotate secondo il criterio di diversificazione del rischio. I punti pi significativi della riforma del
1998 sono: radicale revisione di tutti gli istituti propri delle societ quotate precedentemente introdotti;
potenziamento dell'informazione societaria; rafforzamento degli strumenti di tutela delle minoranze gi
esistenti e introduzione di strumenti di autotutela delle stesse.
Nel contempo, l'esigenza di modernizzare la disciplina delle societ per azioni non quotate e delle societ di
capitali ha portato da ultimo ad una riforma organica della disciplina delle societ di capitali (in vigore dal 1
gennaio 2004). Maggiori rinnovamenti: introduzione della societ per azioni uni personale a responsabilit
limitata; disciplina pi flessibile dei conferimenti con possibilit di costituire patrimoni autonomi destinati
ad un singolo affare.

Diritto Commerciale

Pagina 90 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

91. La costituzione della s.p.a.


La costituzione della s.p.a. si articola in due fasi essenziali: la stipulazione dell'atto costitutivo e l'iscrizione
dell'atto costitutivo nel registro delle imprese.
La stipulazione dell'atto costitutivo pu avvenire secondo due diverse procedure:
stipulazione (o costituzione) simultanea: l'atto costitutivo stipulato immediatamente da coloro che
assumono l'iniziativa per la costituzione della societ (soci fondatori, provvedono all'integrale sottoscrizione
dell'iniziale capitale sociale);
stipulazione (o costituzione) per pubblica sottoscrizione: stipulazione dell'atto costitutivo al termine di un
complesso procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale sulla base di un
programma predisposto da coloro che assumono l'iniziativa (promotori). Si tratta di un procedimento
largamente utilizzato.

Diritto Commerciale

Pagina 91 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

92. L'atto costitutivo della s.p.a.: forma e contenuto


L'atto costitutivo: forma e contenuto
La s.p.a. pu essere costituita per contratto o per atto unilaterale, nel caso in cui si abbia un solo socio
fondatore. L'atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullit della societ e deve
indicare:
- le generalit dei soci e degli eventuali promotori, nonch il numero delle azioni assegnate a ciascuno di
essi;
- la denominazione e il comune ove sono poste la sede della societ e le eventuali sedi secondarie;
- l'oggetto sociale: tipo di attivit economica che la societ si propone di svolgere;
- l'ammontare del capitale sottoscritto e versato;
- il numero e l'eventuale valore nominale delle azioni;
- il valore attribuito ai crediti e ai valori conferiti in natura;
- le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti;
- i benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori;
- il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri;
- il numero dei componenti del collegio sindacale;
- la nomina dei primi amministratori e sindaci;
- l'importo globale, almeno approssimativo, delle spese poste a carico della societ;
- la durata della societ.
L'atto costitutivo della s.p.a. ha nella pratica un contenuto pi ampio e articolato di quello minimo richiesto
per legge. Sovente si preferisce procedere alla redazione di due distinti documenti: l'atto costitutivo (pi
sintetico, contiene la manifestazione di volont di costituire la societ e i dati fondamentali della costituenda
societ) e lo statuto (pi analitico, contiene le regole di funzionamento della societ e si considera parte
integrante dell'atto costitutivo; deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullit).

Diritto Commerciale

Pagina 92 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

93. Le condizioni per la costituzione di una s.p.a.


La s.p.a. deve costituirsi con un capitale non inferiore a centoventimila euro. Altre condizioni stabilite
dall'art. 2329 sono:
che sia sottoscritto per intero il capitale sociale;
che siano rispettate le disposizioni relative ai conferimenti (deve essere versato presso una banca il 25% dei
conferimenti in denaro);
che sussistano le autorizzazioni e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costituzione della
societ in relazione al suo particolare oggetto.
I conferimenti in denaro devono essere versati prima della stipula dell'atto costitutivo e restano vincolati
presso la banca fino al completamento del processo di costituzione.

Diritto Commerciale

Pagina 93 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

94. L'iscrizione della s.p.a. nel registro delle imprese


Il notaio che ha ricevuto l'atto costitutivo deve depositarlo, entro venti giorni, presso l'ufficio del registro
delle imprese, allegando all'atto costitutivo i documenti che comprovano l'osservanza delle condizioni
richieste per la costituzione. Se il notaio non provvede, l'obbligo incombe sugli amministratori. Nell'inerzia
di entrambi (punita con sanzione amministrativa pecuniaria) ogni socio pu provvedervi a spese della
societ.
Al notaio spetta la verifica del rispetto delle condizioni stabilite dalla legge per la costituzione. Se il notaio
chiede l'iscrizione nel registro delle imprese di un atto costitutivo nel quale risultano inesistenti le condizioni
richieste, egli stesso soggetto a una sanzione amministrativa.
Se tale controllo ha esito positivo, il notaio richiede l'iscrizione della societ nel registro delle imprese; con
l'iscrizione la societ acquista la personalit giuridica e viene ad esistenza. Non configurabile una societ
per azioni irregolare.
Pu verificarsi che nel periodo fra la stipulazione dell'atto costitutivo e l'iscrizione della societ nel registro
delle imprese vengano compiute operazioni in nome della costituenda societ. Per tali operazioni sono
illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito ( da escludersi ogni
responsabilit della societ non ancora venuta ad esistenza).
Prima dell'iscrizione nel registro delle imprese vietata l'emissione delle azioni, ad eccezione della
costituzione per pubblica sottoscrizione.

Diritto Commerciale

Pagina 94 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

95. La nullit delle societ per azioni


Prima della registrazione vi solo un contratto di societ e tale contratto pu essere dichiarato nullo o
annullato nei casi e con gli effetti previsti dalla disciplina generale dei contratti.
La situazione muta radicalmente dopo l'iscrizione nel registro delle imprese; viene ad esistere una societ,
anche se invalidamente costituita. L'ordinamento non pu ignorare che la legalit sia stata violata, ma la
sanzione deve essere comminata alla societ-organizzazione (pu consistere anche nello scioglimento della
stessa). Il legislatore tutela i terzi che sono entrati in contatto con la societ.
In seguito all'iscrizione nel registro delle imprese, la s.p.a. pu essere dichiarata nulla se:
manca la stipulazione dell'atto costitutivo nella forma dell'atto pubblico;
l'oggetto sociale illecito;
l'atto costitutivo privo di indicazioni riguardanti la denominazione della societ, i conferimenti,
l'ammontare del capitale sociale o l'oggetto sociale.
La possibilit di dichiarare invalida una societ circoscritta a casi eclatanti e di difficile accadimento.
La dichiarazione di nullit della s.p.a. non pregiudica l'efficacia degli atti compiuti in nome della societ
dopo l'iscrizione nel registro delle imprese. Inoltre i soci non sono liberati dall'obbligo dei conferimenti fino
a quando non sono soddisfatti i creditori sociali, n hanno diritto di chiedere indietro i conferimenti gi
eseguiti. In sintesi, la dichiarazione di nullit della societ opera come semplice causa di scioglimento della
societ. La nullit della societ iscritta non pu essere dichiarata se la causa di essa stata eliminata e di tale
eliminazione stata data pubblicit mediante iscrizione nel registro delle imprese.

Diritto Commerciale

Pagina 95 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

96. La societ per azioni unipersonale


Il codice civile del 1942 vietava la costituzione di una s.p.a. da parte di una singola persona e sanciva la
nullit della societ in mancanza di pluralit di soci fondatori.
In base all'attuale disciplina, approvata nel 2003:
- consentita la costituzione della s.p.a. con atto unilaterale di un unico socio fondatore;
- anche nella s.p.a. unipersonale per le obbligazioni sociali di regola risponde solo la societ col proprio
patrimonio.
La limitazione di responsabilit dell'unico socio fondatore opera solo per le obbligazioni sorte dopo
l'acquisto della personalit giuridica da parte della societ.
Sia in sede di costituzione della societ, sia in sede di aumento del capitale sociale, l'unico socio tenuto a
versare integralmente, al momento della sottoscrizione, i conferimenti in denaro (quindi non solo il 25%).
importante la trasparenza: per consentire ai terzi di conoscere agevolmente se la societ unipersonale,
negli atti e nella corrispondenza della societ deve essere indicato se questa ha un unico socio. I dati
anagrafici dello stesso devono essere iscritti nel registro delle imprese a cura degli amministratori.
Per quanto riguarda la responsabilit per le obbligazioni sociali della s.p.a. unipersonale vale la regola
opposta a quella dettata dal codice del 1942: l'unico socio non incorre in responsabilit illimitata per le
obbligazioni sociali. Quindi ora anche la s.p.a. (oltre alla s.r.l.) pu essere utilizzata per l'esercizio
sostanzialmente individuale dell'attivit d'impresa, senza che ci determini di per s la perdita del beneficio
della responsabilit limitata.
Sono previste tuttavia due eccezioni che comportano, in caso di insolvenza della societ, la responsabilit
illimitata dell'unico socio:
quando non sia osservata la disciplina dell'integrale liberazione dei conferimenti; fino a quando non sia stata
attuata la specifica pubblicit dettata per la s.p.a. unipersonale dall'art. 2362.

Diritto Commerciale

Pagina 96 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

97. La disciplina dei patrimoni destinati


Sono individuati uno o pi patrimoni separati che rispondono solo delle obbligazioni relative a
predeterminate e specifiche operazioni economiche. L'attuale disciplina offre due modelli di patrimoni
destinati:
a) la s.p.a. pu costituire uno o pi patrimoni ciascuno dei quali destinato in via esclusiva ad uno specifico
affare, sia pure entro i limiti del 10% del proprio patrimonio netto;
b) la societ pu inoltre stipulare con i terzi un contratto di finanziamento di uno specifico affare, pattuendo
che al rimborso totale o parziale di un finanziamento siano destinati i proventi dell'affare stesso o parte di
essi.
La prima modalit (caso a) prevede la costituzione di un patrimonio destinato avviene con apposita
deliberazione adottata dall'organo amministrativo della societ a maggioranza assoluta. La delibera
costitutiva deve contenere una serie di dati volti a consentire l'identificazione dell'affare, dei beni e dei
rapporti giuridici compresi nel patrimonio destinato. La deliberazione deve essere verbalizzata da un notaio,
soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese e diventa produttiva di effetti da quando sono decorsi
sessanta giorni dall'iscrizione. Decorso tale termine si producono gli effetti della separazione patrimoniale. I
creditori della societ non possono pi far valere alcun diritto sul patrimonio destinato al singolo affare. Nel
contempo, delle obbligazioni contratte per realizzare lo specifico affare la societ risponde di regola solo nei
limiti del patrimonio destinato. Per ciascun patrimonio destinato dovranno essere tenuti separatamente i libri
e le scritture contabili. Realizzato l'affare, o se lo stesso divenuto impossibile, anche per fallimento della
societ, gli amministratori redigono un rendiconto finale che deve essere depositato presso l'ufficio del
registro delle imprese (se permangono creditori insoddisfatti, questi possono chiedere entro novanta giorni la
liquidazione del patrimonio destinato).
Pi semplice la disciplina dettata per la secondo modalit (caso b): contratto di finanziamento di uno
specifico affare, con previsione che al rimborso totale o parziale del finanziamento sono destinati, in via
esclusiva, tutti o parte dei proventi dell'affare stesso. Il patrimonio separato in tal caso formato dai proventi
dell'affare, dai relativi frutti e dagli investimenti eventualmente effettuati in attesa del rimborso al
finanziatore. Delle obbligazioni nei confronti del finanziatore risponde esclusivamente il patrimonio
separato. In alternativa, se il fallimento della societ non impedisce la realizzazione dell'operazione, il
curatore pu decidere di subentrare nel contratto assumendone gli oneri relativi.

Diritto Commerciale

Pagina 97 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

98. Conferimenti e capitale sociale


I conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della societ; la loro
funzione quella di dotare la societ del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dell'attivit d'impresa.
Il valore in denaro dei conferimenti promessi dai soci costituisce il capitale sociale della societ. Esiste una
specifica disciplina dei conferimenti che persegue una duplice finalit:
- quella di garantire che i conferimenti promessi dai soci vengano effettivamente acquisiti dalla societ;
- quella ulteriore di garantire che il valore assegnato dai soci ai conferimenti sia veritiero.

Diritto Commerciale

Pagina 98 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

99. I conferimenti in denaro nella s.p.a.


Nella s.p.a. i conferimenti devono essere effettuati in denaro se nell'atto costitutivo non stabilito
diversamente.
Per garantire l'effettivit almeno parziale del capitale, disposto l'obbligo di versamento immediato presso
una banca di almeno il 25% dei conferimenti in denaro o dell'intero ammontare se si tratta di societ
unipersonali. Costituita la societ, gli amministratori possono chiedere in ogni momento ai soci i versamenti
ancora dovuti.
Il socio in mora nei versamenti non pu esercitare il diritto di voto.
La societ (in caso di inadempimento del socio) tenuta ad offrire le azioni agli altri soci, in proporzione
della loro partecipazione e per un corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti. In mancanza di
offerte, la societ pu far vendere le azioni a mezzo di una banca o di un intermediario autorizzato. Se la
vendita coattiva non ha esito, gli amministratori possono dichiarare decaduto il socio, trattenendo i
conferimenti gi versati.
Le azioni del socio escluso entrano a far parte del patrimonio della societ e questa pu ancora tentare di
rimetterle in circolazione entro l'esercizio. Svanita anche quest'ultima possibilit, la societ deve annullare le
azioni rimaste invendute riducendo di pari importo il capitale sociale.

Diritto Commerciale

Pagina 99 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

100. I conferimenti nella s.p.a. diversi dal denaro


Non tutte le cose diverse dal denaro possono essere conferite in s.p.a.
infatti espressamente stabilito che non possono formare oggetto di conferimento le prestazione di opera o
di servizi, per la oggettiva difficolt di valutarle economicamente. Queste possono formare oggetto solo di
prestazioni accessorie.
Esistono limitazioni anche per quanto riguarda i conferimenti dei beni in natura e dei crediti (stessa
disciplina della societ di persone).
Al momento della sottoscrizione, il socio deve porre in essere tutti gli atti necessari affinch la societ
acquisti la titolarit e la piena disponibilit del bene conferito.
ammissibile invece il conferimento di diritti di godimento, dato che la societ acquista col consenso del
conferente l'effettiva disponibilit del bene ed in grado di trarne tutte le utilit.
Per quanto riguarda i beni immateriali, conferibile ogni prestazione di dare suscettibile di valutazione
economica oggettiva e di immediata messa a disposizione della societ (es. diritti di brevetto per marchi o
invenzioni industriali).

Diritto Commerciale

Pagina 100 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

101. La valutazione dei conferimenti diversi dal denaro


I conferimenti diversi dal denaro devono formare oggetto di uno specifico procedimento di valutazione
regolato dall'art. 2343 (la cui finalit quella di assicurare una valutazione oggettiva e veritiera).
Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare una relazione giurata di stima di un esperto designato
dal tribunale (si deve attestare che il loro valore almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della
determinazione del capitale sociale).
Entro centottanta giorni dalla costituzione della societ, gli amministratori devono controllare le valutazioni
contenute nella relazione di stima. Nel frattempo le azioni corrispondenti sono inalienabili.
Se dalla revisione risulta che il valore dei beni o dei crediti conferiti inferiore di oltre un quinto rispetto a
quello per cui avvenne il conferimento, la societ deve ridurre proporzionalmente il capitale sociale e
annullare le azioni che risultano scoperte.
Al socio concessa una duplice alternativa: pu versare la differenza in denaro oppure recedere dalla societ
(ha diritto alla restituzione in natura del bene conferito).
Sono necessarie la preventiva autorizzazione dell'assemblea ordinaria e la presentazione da parte
dell'alienante della relazione giurata di stima di un esperto designato dal tribunale per l'acquisto da parte
della societ di beni o crediti dai promotori, dai fondatori, dai soci attuali o dagli amministratori quando:
- il corrispettivo pattuito pari o superiore al decimo del capitale sociale;
- l'acquisto compiuto nei due anni dall'iscrizione della societ nel registro delle imprese.

Diritto Commerciale

Pagina 101 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

102. Funzione delle prestazioni accessorie


Oltre l'obbligo dei conferimenti, l'atto costitutivo pu prevedere l'obbligo dei soci di eseguire prestazioni
accessorie non consistenti in denaro, determinandone anche contenuto, durata, modalit e compenso.
Le prestazioni accessorie costituiscono un utile strumento per vincolare stabilmente i soci ad effettuare a
favore della societ prestazioni che non possono formare oggetto di conferimento.

Diritto Commerciale

Pagina 102 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

103. I patti parasociali


Sono accordi che hanno effetti vincolanti tra le parti, ma non hanno efficacia nei confronti di terzi, quindi
vincolano solo i soci che vi hanno aderito. Possono essere costituiti sia al momento della costituzione della
societ, sia in seguito.
Dal punto di vista civilistico sono dei contratti plurilaterali con comunione di scopo, atipici, perch
disciplinati parzialmente (art 2341 bis e ter), sono leciti purch diretti ad un interesse meritevole di tutela,
non in contrasto con le norme imperative del diritto societario.
I pi diffusi sono i sindacati di blocco e i sindacati di voto.
Sindacati di blocco: i soci decidono di non alienare la propria partecipazione azionaria o di alienarla a terzi
con determinate modalit, se il patto viene violato il contratto valido, il terzo legittimato ad esercitare i
diritti che ne derivano e gli altri soci possono chiedere il risarcimento agli inadempienti.
Sindacati di voto: i soci decidono come voteranno nell'assemblea; il patto pu imporre a tutti di riunirsi
prima dell'assemblea e di decidere come votare, quindi tutti gli aderenti voteranno come deciso dalla
maggioranza; se un socio vota in maniera difforme avr l'obbligo di risarcire il danno.
I soci ricorrono ai patti parasociali per evitare che i nuovi soci entrino nella societ (di blocco), per avere il
controllo decisionale della societ (di voto).
In base all'art 2341 bis: I patti, in qualunque forma stipulati, che al fine di stabilizzare gli assetti proprietari o
il governo della societ:
a) hanno per oggetto l'esercizio del diritto di voto nelle societ per azioni o nelle societ che le controllano;
b) pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o delle partecipazioni in societ che le controllano;
c) hanno per oggetto o per effetto l'esercizio anche congiunto di un'influenza dominante su tali societ, non
possono avere durata superiore a cinque anni e si intendono stipulati per questa durata anche se le parti
hanno previsto un termine maggiore; i patti sono rinnovabili alla scadenza di 5 anni in 5 anni.
Qualora il patto non preveda un termine di durata, ciascun contraente ha diritto di recedere con un preavviso
di centottanta giorni in qualunque momento.
Art. 2341 ter: Nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio i patti parasociali devono
essere comunicati alla societ e dichiarati in apertura di ogni assemblea, per ragioni di trasparenza. La
dichiarazione deve essere trascritta nel verbale e questo deve essere depositato presso l'ufficio del registro
delle imprese, ci fa riferimento ai patti parasociali dell'art precedente. In caso di mancanza della
dichiarazione prevista i possessori delle azioni cui si riferisce il patto parasociale non possono esercitare il
diritto di voto e le deliberazioni assembleari adottate con il loro voto determinante sono impugnabili entro
90 giorni.

Diritto Commerciale

Pagina 103 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

104. Nozione e caratteri delle azioni


Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella societ per azioni. Sono omogenee e standardizzate,
liberamente trasferibili e di regola rappresentate da documenti (titoli azionari) che circolano secondo la
disciplina dei titoli di credito.
Il capitale sociale sottoscritto diviso in un numero predeterminato di parti di identico ammontare, ciascuna
delle quali costituisce un'azione e attribuisce identici diritti nella societ e verso la societ; la singola azione
indivisibile.
In relazione all'ammontare del capitale sottoscritto, ciascun socio diventa titolare di una o pi azioni che
restano tendenzialmente distinte e autonome anche quando fanno capo alla stessa persona.

Diritto Commerciale

Pagina 104 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

105. Azioni e capitale sociale


Le azioni devono essere tutte di uguale valore, devono cio tutte rappresentare un'identica frazione del
capitale sociale nominale.
Nelle azioni con valore nominale lo statuto deve specificare il valore nominale di ciascuna azione ed il loro
numero complessivo.
Il valore nominale delle azioni, al pari del capitale sociale nominale, insensibile alle vicende patrimoniali
della societ.
Nelle azioni senza valore nominale, invece, lo statuto e i titoli azionari devono indicare solo il capitale
sottoscritto e il numero delle azioni emesse, fermo restando che anche le azioni senza valore nominale sono
frazioni uguali del capitale sociale.
Per tutte le azioni, vale la regola che in nessun caso il valore complessivo dei conferimenti pu essere
inferiore all'ammontare globale del capitale sociale. Il che comporta che le azioni non possono essere
complessivamente emesse per somma inferiore al loro valore nominale (per evitare che il capitale realmente
conferito dai soci sia inferiore a quello dichiarato).
Le azioni possono essere invece emesse per somma superiore al valore nominale (emissione con
sovrapprezzo).
Il valore di emissione delle azioni va distinto dal valore reale delle stesse, che si ottiene dividendo il
patrimonio netto della societ per il numero di azioni. Tale valore varia nel tempo in funzione delle vicende
economiche della societ e pu essere accertato contabilmente attraverso il bilancio d'esercizio (valori di
bilancio).
Diverso ancora il valore di mercato delle azioni, che risulta giornalmente dai listini ufficiali quando le
azioni sono ammesse alla quotazione in un mercato regolamentato (borsa valori): esso indica il prezzo di
scambio delle azioni in quel determinato giorno.
Un pacchetto azionario ha un proprio specifico valore, maggiore e spesso notevolmente maggiore della
somma dei valori delle singole azioni.

Diritto Commerciale

Pagina 105 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

106. Caratteristiche della partecipazione azionaria


Ogni azione costituisce una partecipazione sociale e attribuisce al suo titolare un complesso unitario di diritti
e poteri di natura amministrativa (es. diritto di intervento e di voto alle assemblee), di natura patrimoniale
(diritto agli utili, diritto alla quota di liquidazione) e anche a contenuto complesso amministrativo e
patrimoniale (diritto di opzione, diritto di recesso,).
Le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Si tratta di un'uguaglianza relativa in quanto
possibile creare categorie di azioni fornite di diritti diversi (distinzione fra azioni ordinarie e azioni speciali).
L'uguaglianza poi oggettiva in quanto uguali sono i diritti che ogni azione attribuisce, non i diritti di
ciascun azionista globalmente dispone, dovendosi al riguardo tener conto anche del numero delle azioni di
cui ciascuno titolare.
Se vero che alcuni diritti dell'azionista sono indipendenti dal numero di azioni possedute (ad es. il diritto di
intervento in assemblea) altrettanto vero che i diritti pi significativi spettano in proporzione del numero di
azioni possedute (es. diritto di voto, diritto agli utili e alla quota di liquidazione, diritto di opzione). Ed
proprio con riferimento a questi diritti che si coglie la disuguaglianza soggettiva degli azionisti. Si badi per
che si tratta di disuguaglianze soggettive perfettamente legittime e giuste: chi ha pi conferito e pi rischia
ha pi potere e pu imporre, nel rispetto della legalit, la propria volont alla minoranza.

Diritto Commerciale

Pagina 106 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

107. Le categorie speciali di azioni


Sono categorie speciali di azioni quelle fornite di diritti diversi da quelli tipici previsti dalla disciplina legale.
La presenza di categorie speciali di azioni comporta una modifica nell'organizzazione interna della societ,
per la contemporanea presenza di diversi gruppi di azionisti con interessi parzialmente non coincidenti.
infatti stabilito che, se esistono diverse categorie di azioni, le deliberazioni dell'assemblea (generale) che
pregiudicano i diritti di una di esse devono essere approvare anche dall'assemblea speciale della categoria
considerata. La valutazione dell'interesse di tutti gli azionisti (espressa dall'assemblea straordinaria) e quella
degli interessi di categoria (assemblea speciale) prevalgono sulla volont individuale. I diritti speciali di
categoria sono perci diritti di gruppo e non diritti individuale.
Fra i limiti espressi permane, dopo la riforma del 2003, il divieto di emettere azioni a voto plurimo, azioni
cio che attribuiscono a ciascuna pi di un voto (per il resto l'attuale disciplina molto pi permissiva di
quella precedente). Con la riforma del 2003 tutte le societ possono emettere azioni senza diritto di voto. Nel
contempo sono scomparse. Si consente a tutte le societ:
la creazione di azioni con diritto di voto limitato a particolari argomenti;
la creazione di azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente
potestative.
Le azioni privilegiate sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione
degli utili e/o nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della societ.
consentita l'emissione di azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell'attivit sociale in un
determinato settore, anche quando non si danno vita a patrimoni separati destinati ad uno specifico affare. Ai
possessori di azioni correlate non possono essere corrisposti dividendi agli utili risultanti dal bilancio
generale della societ; perci a nulla avranno diritto se l'attivit complessiva della societ registra una
perdita.

Diritto Commerciale

Pagina 107 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

108. Le azioni di risparmio


Le azioni di risparmio costituiscono la risposta ad una esigenza unitaria: quella di incentivare gli
investimenti in azioni offrendo ai risparmiatori titoli meglio rispondenti ai loro specifici interessi. Titoli cio
che tengano conto del disinteresse degli stessi per l'esercizio dei diritti amministrativi e del rilievo attribuito
al contenuto patrimoniale ed alla redditivit dei titoli azionari.
Le azioni di risparmio possono essere emesse solo da societ le cui azioni ordinarie sono quotate. La somma
fra azioni di risparmio e azioni a voto limitato non pu superare la met del capitale sociale.
Le azioni di risparmio sono prive del diritto di voto e possono essere emesse al portatore, garantendo
l'anonimato.
Per la tutela degli interessi comuni prevista un'organizzazione di gruppo: questa si articola nell'assemblea
speciale e nel rappresentante comune. L'assemblea delibera sugli oggetti di interesse comune ed in
particolare sull'approvazione delle delibere dell'assemblea della societ che pregiudicano i diritti degli
azionisti di risparmio. Il rappresentante comune nominato dall'assemblea di categoria, provvede
all'esecuzione delle deliberazioni dell'assemblea e tutela gli interessi degli azionisti di risparmio nei
confronti della societ.

Diritto Commerciale

Pagina 108 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

109. Le azioni a favore dei prestatori di lavoro


Il cointeressamento dei lavoratori alla gestione e ai risultati della societ si pu concretizzare
nell'assegnazione straordinaria di utili ai dipendenti della societ: gli utili sono imputati a capitale e, per
l'importo corrispondente, la societ emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente
ai prestatori di lavoro. Possono anche essere assegnati strumenti finanziari partecipativi diversi dalle azioni.
Sono previsti obblighi di trasparenza per le societ quotate o per societ che fanno uso in maniera rilevante
di strumenti finanziari nel momento in cui pongono in essere un piano di compensi basati su azioni o
strumenti finanziari a favore di dipendenti, amministratori o collaboratori.

Diritto Commerciale

Pagina 109 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

110. Azioni e strumenti finanziari partecipativi


Dalle azioni vanno tenuti distinti gli strumenti finanziari partecipativi (non possono formare oggetto di
conferimento e non sono imputabili al capitale sociale). Questi non attribuiscono la qualit di azionista e
presentano ampia elasticit per quanto riguarda i diritti propri delle azioni che possono essere loro
riconosciuti. Possono essere forniti solo di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi con esclusione
per del diritto di voto nell'assemblea generale degli azionisti. Possono essere dotati di diritto di voto su
argomenti specificamente indicati (es. nomina di un componente del CdA).

Diritto Commerciale

Pagina 110 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

111. La circolazione delle azioni


I titoli azionari sono i documenti che rappresentano le quote di partecipazione nella s.p.a. e ne consentono il
trasferimento secondo le regole proprie dei titoli di credito.
La loro emissione non essenziale nelle societ con azioni non quotate in borsa.
Nelle societ quotate in mercati regolamentate le azioni non possono essere rappresentate da titoli e la loro
circolazione basata su un sistema di semplici registrazioni contabili con la soppressione materiale dei titoli.
Le azioni rientrano nella categoria dei titoli di credito causali (possono essere emessi solo in base ad un
determinato rapporto causale).
Le azioni possono essere nominative o al portatore (con beneficio dell'anonimato) a scelta dell'azionista.
Il sistema vigente prevede che tutte le azioni devono essere nominative, salvo le azioni di risparmio e quelle
emesse dalle Sicav che possono essere anche al portatore.
Le azioni al portatore si trasferiscono con la consegna del titolo; quelle nominative sono assoggettate ad una
specifica disciplina.

Diritto Commerciale

Pagina 111 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

112. I vincoli sulle azioni


Le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e possono formare oggetto di misure cautelari ed
esecutive.
Il diritto di voto compete al creditore pignoratizio o all'usufruttuario, che dovranno esercitarlo senza ledere
gli interessi del socio, a pena di un risarcimento dei danni nei suoi confronti. Se le azioni sono poste sotto
sequestro il voto esercitato dal custode. Gli altri diritti amministrativi spettano invece disgiuntamente sia al
socio sia al creditore pignoratizio o all'usufruttuario. Se le azioni sono poste sotto sequestro sono invece
esercitati dal custode.
Il diritto di opzione spetta invece al socio, il quale deve provvedere almeno tre giorni prima della scadenza
al versamento delle somme necessarie per l'esercizio del diritto di opzione. In mancanza, gli altri soci
possono offrire di acquistarlo.
Il socio deve provvedere al versamento delle somme dovute sulle azioni non liberate. In mancanza il
creditore pignoratizio pu far vendere le azioni tramite una banca o altro intermediario autorizzato, con
trasferimento del pegno sul ricavato (della vendita dell'azione).
In caso di usufrutto, l'usufruttuario deve provvedere al versamento.

Diritto Commerciale

Pagina 112 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

113. I limiti alla circolazione dell'azione


Le azioni sono in via di principio liberamente trasferibili. La libera trasferibilit tuttavia esclusa o limitata
per legge in determinate ipotesi.
Vi sono dei limiti legali che impediscono l'alienazione di azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro
prima del controllo della valutazione del valore. Inoltre le azioni con prestazione accessoria non sono
trasferibili senza il consenso del CdA.
I limiti convenzionali sono determinati da accordi intercorsi fra i soci; possono risultare dall'atto costitutivo
della societ (limiti statutari) o da patti parasociali (non presenti nell'atto costitutivo).
I limiti imposti dai patti parasociali alla circolazione delle azioni vengono definiti sindacati di blocco; questi
hanno lo scopo di evitare l'ingresso in societ di terzi non graditi e vincolano solo le parti contraenti.
L'inadempiente sar tenuto solo al risarcimento dei danni nei confronti degli altri soci contraenti.
L'inopponibilit ai terzi dei patti parasociali incentiva la conclusione di accordi all'interno dell'atto
costitutivo. In tal modo le clausole limitative acquistano efficacia reale: vincolano tutti i soci, anche futuri.
Le clausole statutarie pi diffuse sono le clausole di prelazione, di gradimento e di riscatto.
La clausola di prelazione la clausola che impone al socio, che intende vendere le azioni, di offrirle
preventivamente agli altri soci e di preferirli ai terzi a parit di condizioni (questo per impedire l'ingresso in
societ di soci non graditi senza impedire all'azionista uscente di realizzare il valore economico della
partecipazione). La violazione del patto di preferenza comporta l'inefficacia del trasferimento; i soci
beneficiari hanno il diritto di riscattare dal terzo acquirente le relative azioni.
Le clausole di gradimento richiedono il possesso di determinati requisiti da parte dell'acquirente (ad es.
cittadinanza italiana, professione, ) e subordinano il trasferimento delle azioni al consenso di un organo
sociale (ad es. CdA).
prevista anche l'introduzione di clausole statutarie che prevedono un potere di riscatto delle azioni da parte
della societ o dei soci al verificarsi di determinati eventi. Il valore di rimborso determinato applicando le
disposizioni in tema di diritto di recesso dell'azionista.

Diritto Commerciale

Pagina 113 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

114. Le operazioni della societ sulle proprie azioni


Le operazioni della s.p.a. sulle proprie azioni ed in particolare la loro sottoscrizione e compravendita sono
particolarmente pericolose: potrebbero dar luogo all'elusione dell'obbligo di conferimento o del divieto di
restituzione anticipata dei conferimenti eseguiti; potrebbero mettere in pericolo il corretto funzionamento
dell'organizzazione societaria, concentrando i diritti di voto nelle mani degli amministratori e dei gruppi di
comando; potrebbero infine dar luogo a manovre speculative volte ad alterare le quotazioni delle azioni.
In nessun caso la societ pu sottoscrivere le proprie azioni. Il divieto ha carattere assoluto; l'unica deroga
concessa per l'esercizio del diritto di opzione sulle azioni proprie detenute dalla societ. Tale divieto
colpisce tanto la sottoscrizione diretta (compiuta in nome della societ) quanto la sottoscrizione indiretta
(compiuta da terzi per conto della societ).
In caso di violazione del divieto non si ha nullit della sottoscrizione ma le azioni si intendono sottoscritte e
devono essere liberate dai promotori e dai soci fondatori o in caso di aumento del capitale sociale dagli
amministratori. Chiunque abbia sottoscritto in nome proprio, ma per conto della societ, azioni di
quest'ultima considerato sottoscrittore per conto proprio.
L'acquisto da parte della societ delle azioni proprie un'operazione complessa e pericolosa, ma anche utile
per ragioni di investimento anche se non fruttifero per la societ, e per ragioni di stabilizzazione del valore
delle azioni. L'acquisto possibile solo se ricorrono tre condizioni:
- avvenga nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili;
- possono essere acquistate solo azioni liberate;
- l'acquisto deve essere autorizzato dall'assemblea ordinaria che ne fissa le modalit, ma sono gli
amministratori che acquistano in concreto nei limiti della delibera.
Il valore nominale delle azioni acquistate dalle societ che fanno ricorso al mercato di capitale di rischio
non pu eccedere la quinta parte del capitale sociale, le azioni acquistate violando queste condizioni devono
essere alienate entro un anno, in mancanza si procede al loro annullamento e alla riduzione del capitale
sociale.
Casi speciali di acquisto:
- a titolo gratuito;
- in esecuzione di una delibera dell'assemblea di riduzione del capitale;
- per effetto di successione o fusione.
Ma se il valore nominale di queste azioni supera la quinta parte del capitale sociale, devono essere vendute
entro 3 anni, in mancanza si procede al loro annullamento e riduzione del capitale sociale.
Le azioni proprie sono sterilizzate dal diritto di voto per tutto il tempo in cui si trovano nel portafoglio della
societ (gli amministratori potrebbero alterare gli equilibri a proprio favore, pericoloso per l'approvazione
del bilancio). Finch restano di propriet della societ il diritto agli utili attribuito proporzionalmente alle
altre azioni ( se detengono il 90% e la societ il 10% come se avessero il 100%). L'assemblea deve
autorizzare gli atti di disposizione, la vendita, e deve indicarne le modalit.
Alla societ vietato di concedere prestiti o fornire garanzie di qualsiasi tipo a favore di soci o di terzi per la
sottoscrizione o l'acquisto di azioni proprie, se non alle condizioni previste. Tali operazioni sono

Diritto Commerciale

Pagina 114 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

preventivamente autorizzate dall'assemblea straordinaria. Gli amministratori della societ predispongono


una relazione che illustri, sotto il profilo giuridico ed economico, l'operazione, descrivendone le condizioni,
evidenziando le ragioni e gli obiettivi imprenditoriali che la giustificano, lo specifico interesse che
l'operazione presenta per la societ, i rischi che essa comporta per la liquidit e la solvibilit della societ ed
indicando il prezzo al quale il terzo acquisir le azioni. Nella relazione gli amministratori attestano altres
che l'operazione ha luogo a condizioni di mercato, in particolare per quanto riguarda le garanzie prestate e il
tasso di interesse praticato per il rimborso del finanziamento, e che il merito di credito della controparte
stato debitamente valutato. La relazione depositata presso la sede della societ durante i trenta giorni che
precedono l'assemblea. Il verbale dell'assemblea, corredato dalla relazione degli amministratori, depositato
entro trenta giorni per l'iscrizione nel registro delle imprese. L'assemblea straordinaria autorizza gli
amministratori con delibera. L'importo complessivo delle somme impiegate e delle garanzie fornite ai sensi
del presente articolo non pu eccedere il limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti
dall'ultimo bilancio regolarmente approvato.

Diritto Commerciale

Pagina 115 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

115. Le partecipazioni reciproche fra societ di capitali


Le partecipazioni reciproche fra societ di capitali danno luogo a pericoli di carattere patrimoniale e
amministrativo. Pericoli che si accentuano quando fra le due societ intercorre un rapporto di controllo, dato
che la controllata pu facilmente subire le direttive della controllante nella scelta dei propri investimenti
azionari e nell'esercizio del voto.
Nel caso della sottoscrizione reciproca del capitale due societ si costituiscono od aumentano il capitale
sociale sottoscrivendo l'una il capitale dell'altra, creando una moltiplicazione illusoria di ricchezza (aumenta
il capitale sociale mentre resta invariato il capitale reale). Nel contempo ciascuna delle due societ dispone
di un pacchetto di voti da gestire nell'altra.
Al contrario, l'acquisto reciproco di azioni lascia inalterato il capitale nominale, ma determina una riduzione
dei rispettivi capitali reali. Questo processo determina un indiretto rimborso dei conferimenti degli azionisti
delle due societ (la societ A rimborsa i soci della societ B e viceversa), con effetti incrociati del tutto
identici a quelli cui d luogo l'acquisto di azioni proprie.
In sintesi, l'acquisto reciproco di azioni possibile senza alcun limite quando fra le due societ non
intercorre un rapporto di controllo e nessuna delle due quotata in borsa. Se l'incrocio realizzato fra
societ controllante e sue controllate, l'acquisto da parte della societ controllata considerato come
effettuato dalla controllante stessa; perci assoggettato alle limitazioni previste per l'acquisto di azioni
proprie (le azioni o quote acquistate in violazione di tali condizioni devono essere alienate entro un anno dal
loro acquisto).

Diritto Commerciale

Pagina 116 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

116. Acquisto di azioni o quote da parte di societ controllate


La societ controllata non pu acquistare azioni o quote della societ controllante se non nei limiti degli utili
distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato. Possono essere
acquistate soltanto azioni interamente liberate. L'acquisto deve essere autorizzato dall'assemblea della
controllata. In nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate pu eccedere il 10% del capitale della
societ controllante qualora sia una societ che faccio ricorso al mercato del capitale di rischio, tenendo
conto delle azioni proprie della societ controllante e delle altre societ. Le azioni acquistate in eccedenza
devono essere alienate entro un anno dall'acquisto, se ci non avviene la controllante deve procedere
all'annullamento e alla riduzione del capitale.
La societ controllata non pu sottoscrivere azioni della societ controllante, le azioni sottoscritte devono
essere liberate dagli amministratori che non dimostrino di essere esenti da colpa.
vietata la sottoscrizione reciproca, si vuole impedire che attraverso una sottoscrizione reciproca, le societ
possano far figurare un aumento di capitale sostanzialmente fittizio, a cui non corrisponde alcun aumento
patrimoniale effettivo.
Le partecipazioni incrociate possono creare problemi al sistema nel suo complesso si realizza quando una
societ partecipa al capitale di una societ e viceversa, pu essere falsata la consistenza patrimoniale degli
enti interessati (A che investe nel capitale di B, e la stessa somma nel capitale di A).
L'assunzione di partecipazioni in altre imprese, anche se prevista genericamente nell'atto costitutivo, non
consentita, se per la misura e per l'oggetto della partecipazione ne risulta sostanzialmente modificato
l'oggetto sociale determinato dall'atto costitutivo.
Tale divieto volto ad impedire che, di fatto, si venga a realizzare una modifica dell'oggetto sociale senza la
preventiva e indispensabile deliberazione dell'assemblea degli associati, al di fuori, quindi, del procedimento
modificativo tradizionale. opportuno precisare il divieto di assunzione di partecipazioni modificative
dell'oggetto sociale non opera per le societ finanziare e per le holdings per le quali l'acquisto di
partecipazioni in altre imprese rappresenta l'attivit principale o esclusiva.

Diritto Commerciale

Pagina 117 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

117. L'informazione sulle partecipazioni rilevanti


L'attuale disciplina prevede un obbligo di comunicazione alla societ partecipata ed alla Consob per:
tutti coloro che partecipano, direttamente o indirettamente, in una societ con azioni quotate in misura
superiore al 2% del capitale di questa;
le sole societ con azioni quotate che partecipano, direttamente o indirettamente, in societ con azioni non
quotate o in societ a responsabilit limitata in misura superiore al 10% del capitale di queste.
Le percentuali vengono calcolate tenendo conto solo del capitale rappresentato da azioni o quote con diritto
di voto e solo delle azioni o quote che , direttamente o indirettamente, attribuiscono il diritto di voto.
In caso di violazione degli obblighi di comunicazione vengono comminate sanzioni pecuniarie, mentre
mantenuta ferma per le sole partecipazioni in societ quotate l'ulteriore sanzione della sospensione del voto.
Qualora la societ ammetta ugualmente il socio a votare, la relativa deliberazione assembleare
impugnabile se il voto di quel socio stato determinante per la formazione della maggioranza.
Oltre che alla societ partecipata, le partecipazioni rilevanti vanno comunicate alla Banca d'Italia
(partecipazioni in societ bancarie, di intermediazione mobiliare, di gestione del risparmio,), alla Consob
(societ di intermediazione mobiliare, digestione nel risparmio,) e all'Isvap (societ di assicurazione).

Diritto Commerciale

Pagina 118 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

118. L'acquisto di partecipazioni rilevanti in societ quotate


Il passaggio di propriet di pacchetti di controllo di societ quotate deve avvenire con la massima
trasparenza e con modalit che consentano a tutti gli azionisti di partecipare al premio di maggioranza
(guadagni) che l'operazione pu comportare. Sono stati introdotti due principi cardine:
il lancio di un'offerta pubblica d'acquisto delle azioni (opa) obbligatorio quando trasferito il pacchetto di
controllo di una societ quotata;
l'opa, sia essa obbligatoria o volontaria, deve svolgersi nel rispetti di determinate regole di comportamento
volte a tutelare i destinatari dell'offerta e il regolare funzionamento del mercato.
Un primo esempio di opa successiva obbligatoria l'opa successiva totalitaria consente agli azionisti di
minoranza di societ con azioni ordinarie quotate di uscire dalla societ a seguito del mutamento
dell'azionista di controllo. infatti tenuto a promuovere un'offerta pubblica di acquisto chiunque, in seguito
ad acquisti a titolo oneroso, venga a detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione superiore al
30% delle azioni che atribuiscono il diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o
revoca o responsabilit degli amministratori o del consiglio di sorveglianza.
Il prezzo da pagare agli azionisti di minoranza che aderiscono all'opa pi basso di quello predisposto per
l'acquisto della partecipazione di controllo, in modo da non rendere eccessivamente oneroso l'impegno
finanziario complessivo di chi intenda acquisire il controllo e da non creare cos eccessivi ostacoli al
ricambio dei gruppi di controllo delle societ quotate.
Chi intende acquisire il controllo di una societ quotata pu tuttavia sottrarsi all'obbligo di promuovere
l'onerosa opa successiva totalitaria, lanciando un'opa preventiva che lo porti a detenere una partecipazione
superiore al 30% (l'opa preventiva pu essere totale o parziale).
L'opa preventiva diretta a conseguire tutte le azioni quotate che attribuiscono diritto di voto nelle
deliberazioni assembleari non soggetta a condizioni e l'offerente pu fissare liberamente il prezzo
d'acquisto.
L'opa preventiva parziale deve avere per oggetto almeno il 60% delle stesse azioni ( pi articolata,
l'esonero dall'opa successiva totalitaria deve essere autorizzata dalla Consob).
L'altro caso di opa obbligatoria l'opa residuale. La sua funzione quella di consentire agli azionisti di
minoranza l'uscita dalla societ ad un prezzo equo quando la stessa ormai saldamente in pugno di un
predeterminato gruppo di controllo, sicch il regolare andamento delle negoziazioni pregiudicato dalla
mancanza di un adeguato flottante (azioni diffuse fra il pubblico). quindi previsto che chiunque venga a
detenere pi del 90% delle azioni ordinarie tenuto a lanciare un'opa sulla totalit delle azioni con diritto di
voto ancora in circolazione, al prezzo fissato dalla Consob, se non ripristina entro 120 giorni un flottante
sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni.
Chi viene a detenere, in seguito ad un'opa totalitaria, pi del 98% delle azioni con diritto di voto ha diritto di
acquistare coattivamente le azioni residue ad un prezzo fissato da un esperto nominato dal presidente del
tribunale.
La violazione dell'obbligo di promuovere un'opa colpita con sanzioni particolarmente dissuasive (il diritto
di voto inerente alla partecipazione detenuta non pu essere esercitato). Sono previste anche sanzioni

Diritto Commerciale

Pagina 119 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

pecuniarie.

Diritto Commerciale

Pagina 120 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

119. Le offerte pubbliche di acquisto e di scambio


L'offerta pubblica di acquisto (corrispettivo in denaro) o di scambio (altri strumenti finanziari) una
proposta irrevocabile rivolta a parit di condizioni a tutti i titolari di prodotti finanziari che ne formano
oggetto. L'offerta si svolge sotto costante controllo della Consob.
I soggetti che intendono lanciare un'offerta pubblica devono darne preventiva comunicazione alla Consob
allegando il documento di offerta destinato alla pubblicazione (lo societ bersaglio a sua volta obbligata a
diffondere un comunicato per l'apprezzamento dell'offerta).
Si apre cos la fase delle adesioni all'offerta. Adesioni che possono essere raccolte dall'offerente o dagli
intermediari indicati dal documento di offerta (banche, sim,). La Consob fissa le regole per assicurare il
corretto svolgimento dell'offerta pubblica. Esistono tecniche di difesa che il gruppo di comando della societ
bersaglio, aggredita da un'opa ostile, pu porre in essere per ostacolare il successo dell'iniziativa
dell'offerente: acquisti di azioni proprie, massicci aumenti del capitale sociale, trasformazione della societ,
fusione per incorporazione in altra societ amica, vendita di rami significativi per l'azienda.
L'utilizzo di queste tecniche di difesa era precluso. Oggi invece stabilito che gli amministratori della
societ bersaglio devono astenersi dal compiere atti o operazioni che possano contrastare con gli obiettivi
dell'offerta, ma il divieto pu essere rimosso con delibera dell'assemblea (seppur con una maggioranza
elevata: 30% del capitale sociale).

Diritto Commerciale

Pagina 121 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

120. Societ controllate e direzione unitaria


societ controllata la societ che si trova, direttamente o indirettamente, sotto l'influenza dominante di
altra societ (controllante), che perci in grado di indirizzarne l'attivit nel senso da essa voluto.
Secondo il diritto, controllata la societ in cui un'altra societ dispone della maggioranza dei voti
esercitabili nell'assemblea ordinaria (dispone del 50,1% di azioni con diritto di voto nelle assemblee
ordinarie).
Di fatto, si pu considerare societ controllata anche la societ in cui un'altra societ dispone di voti
sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria.
Il controllo azionario pu essere anche indiretto: se A controlla B che a sua volta controlla C, quest'ultima si
considera controllata indirettamente da A.
Si considerano infine, controllate, le societ che sono sotto l'influenza dominante di un'altra societ in virt
di particolari vincoli contrattuali con essa (controllo contrattuale).
L'esistenza di un rapporto di controllo societario non sufficiente per affermare che si in presenza di un
gruppo di societ: fa tuttavia presumere l'esercizio di attivit di direzione e di coordinamento di societ,
una presunzione relativa, ovvero fino a prova contraria.
Si considerano infine collegate le societ sulle quali un'altra societ esercita un'influenza notevole, ma non
dominante: quando cio nell'assemblea ordinaria pu essere esercitato almeno un quinto dei voti, o un
decimo se la societ partecipata ha azioni quotate in mercati regolamentati.

Diritto Commerciale

Pagina 122 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

121. La disciplina dei gruppi di societ


In base all'attuale disciplina istituita un'apposita sezione nel registro delle imprese nella quale sono iscritti
le societ o gli enti che esercitano attivit di direzione e coordinamento e le societ alla stessa sottoposte.
In presenza di una situazione di controllo, scattano limitazioni e divieti a carico delle societ controllate, che
ridimensionano i pericoli di alterazione dell'integrit patrimoniale della capogruppo ed inquinamento del
funzionamento degli organi della stessa. La disciplina oggi limita al 10% del capitale della controllante le
azioni che possono essere possedute dalle societ facenti parte di uno stesso gruppo e inibisce alle
controllate l'esercizio del diritto di voto anche per le azioni legittimamente possedute.
Esistono specifici obblighi di informazione contabile sia a carico della societ controllante, sia a carico delle
societ controllate (rapporti finanziari, risultati economici).
stato introdotto il bilancio consolidato di gruppo: consente di conoscere la situazione patrimoniale,
finanziaria ed economica del gruppo considerato unitariamente.

Diritto Commerciale

Pagina 123 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

122. La tutela dei soci e dei creditori delle societ controllate


La riforma del 2003 ha introdotto forme di tutela degli azionisti esterni e dei creditori delle societ
controllate contro possibili abusi della controllante, che induca le prime al compimento di atti vantaggiosi
per il gruppo unitariamente considerato, ma pregiudizievoli per il proprio patrimonio (ad es. acquisto a
prezzi vistosamente superiori a quelli del mercato di prodotti della capogruppo, vendita sottocosto di propri
prodotti alla stessa). Tuttavia non si possono ignorare i vantaggi che l'appartenenza ad un gruppo procura
alle societ controllate, come la sicurezza delle vendite, l'eliminazione degli oneri di commercializzazione,
l'assistenza finanziaria.
Resta fermo nel nostro ordinamento il principio cardine della distinta soggettivit e della formale
indipendenza giuridica delle societ del gruppo.
L'indipendenza formale porta ad escludere che la capogruppo sia responsabile per le obbligazioni assunte
dalle controllate in attuazione della politica di gruppo. Questo principio comporta per che la capogruppo
non pu legittimamente imporre alle societ figlie il compimento di atti che contrastino con gli interessi
delle stesse separatamente considerate.
Le decisioni (dell'assemblea o degli amministratori) delle societ controllate ispirate da un interesse di
gruppo devono essere adeguatamente motivate. L'ordinamento stabilisce che le decisioni delle societ
soggette ad attivit di direzione e coordinamento devono essere motivate da una puntuale indicazione delle
ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione.
Esiste una specifica disciplina per i finanziamenti concessi alle societ controllate dalla capogruppo, al fine
di evitare che un eccessivo indebitamento danneggi gli altri creditori sociali (il rimborso di tali finanziamenti
subordinato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori).
Si d per scontato che le holding impartiscano delle direttive, ci lecito se non si traduce in una politica
societaria capace di nuocere le societ figlie, se ci avviene sono responsabili nei confronti di soci e
creditori sociali ed una responsabilit extracontrattuale della capogruppo, in cui in fatto illecito imputabile
la violazione di corretta gestione.
Le societ che violano i principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle societ soggette alla
loro attivit di direzione e coordinamento sono direttamente responsabili nei confronti dei soci di queste per
il pregiudizio arrecato al valore della partecipazione sociale, nonch nei confronti dei creditori sociali per la
lesione cagionata all'integrit del patrimonio sociale.
Rispondono inoltre, in solido con la capogruppo, sia coloro che abbiano preso parte al fatto lesivo, sia coloro
che ne abbiano consapevolmente tratto beneficio.
Non vi responsabilit quando il danno risulta mancante alla luce del risultato complessivo dell'attivit di
direzione e coordinamento, laddove ci siano dei vantaggi compensativi in capo ai soci delle societ.
La societ deve indicare la societ o l'ente alla cui attivit di direzione e coordinamento soggetta negli atti
e nella corrispondenza , e mediante l'iscrizione nel registro delle imprese in un'apposita sezione.
La riforma del 2003 riconosce inoltre il diritto di recesso:
- quando la societ o l'ente che esercita attivit di direzione e coordinamento ha deliberato una
trasformazione che implica il mutamento del suo scopo sociale, ovvero ha deliberato una modifica del suo

Diritto Commerciale

Pagina 124 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

oggetto sociale consentendo l'esercizio di attivit che alterino in modo sensibile e diretto le condizioni
economiche e patrimoniali della societ soggetta ad attivit di direzione e coordinamento;
- quando a favore del socio sia stata pronunciata, con decisione esecutiva, condanna di chi esercita attivit
di direzione e coordinamento; in tal caso il diritto di recesso pu essere esercitato soltanto per l'intera
partecipazione del socio;
- all'inizio ed alla cessazione dell'attivit di direzione e coordinamento, quando non si tratta di una societ
con azioni quotate in mercati regolamentati e ne deriva un'alterazione delle condizioni di rischio
dell'investimento e non venga promossa un'offerta pubblica di acquisto.

Diritto Commerciale

Pagina 125 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

123. La disciplina del gruppo insolvente


Manca ancora oggi una disciplina del gruppo insolvente. Pu trovare applicazione generale la regola
enunciata con riferimento all'amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi, la quale dispone
che in caso di direzione unitaria del gruppo, gli amministratori delle societ che hanno abusato di tale
direzione rispondono in solido con gli amministratori della societ dichiarata insolvente dei danni da questa
cagionati alla societ stessa.

Diritto Commerciale

Pagina 126 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

124. Gli organi della s.p.a.


La s.p.a. caratterizzata da tre distinti organi:
- l'assemblea dei soci, ha funzioni esclusivamente deliberative (decisioni di maggior rilievo della vita
sociale);
- organo amministrativo, che si occupa della gestione dell'impresa sociale (gli amministratori hanno la
rappresentanza legale della societ e danno attuazione alle deliberazioni dell'assemblea);
- l'organo di controllo interno, con funzioni di controllo sull'amministrazione della societ.
Per quanto riguarda l'amministrazione e il controllo sono previsti due organi di nomina assembleare:
l'organo amministrativo e il collegio sindacale. Con la riforma del 2003 il controllo contabile stato affidato
ad un organo di controllo esterno alla societ: revisore contabile o societ di revisione. Questa riforma ha
introdotto altri due sistemi alternativi tra i quali la societ pu scegliere:
- il sistema dualistico: amministrazione e controllo sono esercitati da un consiglio di sorveglianza, di nomina
assembleare, e da un consiglio di gestione (nominato dal consiglio di sorveglianza);
- il sistema monistico: amministrazione e controllo esercitati rispettivamente dal c.d.a. (nominato
dall'assemblea) e da un comitato per il controllo sulla gestione costituito al suo interno.

Diritto Commerciale

Pagina 127 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

125. Nozioni e distinzioni dell'assemblea


L'assemblea l'organo composto dalle persone e dai soci. un organo collegiale che decide secondo il
principio maggioritario. La volont dei soci riuniti in assemblea, che rappresentano la maggioranza di
capitale, vale come volont della societ e vincola tutti i soci, anche se assenti o dissenzienti, purch siano
state rispettate le norme che regolano il procedimento assembleare.
Nelle assemblee che adottano il sistema tradizionale o monistico, l'assemblea ordinaria:
approva il bilancio;
nomina e revoca gli amministratori, i sindaci e i presidenti del collegio sindacale e quando previsto il
soggetto incaricato alla revisione legale dei conti;
determina il compenso degli amministratori e dei sindaci (e delibera sulle loro responsabilit);
delibera sulle autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli
amministratori;
approva l'eventuale regolamento dei lavori assembleari.
Pi ristrette sono le competenze dell'assemblea ordinaria nelle societ che optano per il sistema dualistico.
L'assemblea, in sede straordinaria, delibera:
sulle modifiche dello statuto;
sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori;
su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza.
Diversi sono i quorum costitutivi e deliberativi richiesti per l'assemblea ordinaria e quella straordinaria. Per
evitare che l'assenteismo degli azionisti impedisca di deliberare, poi prevista una seconda convocazione
con quorum inferiori, per l'assemblea sia ordinaria che straordinaria.
Nelle societ che hanno emesso diverse categorie di azioni, all'assemblea generale si affiancano delle
assemblee speciali.

Diritto Commerciale

Pagina 128 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

126. Il procedimento assembleare


La convocazione dell'assemblea di regola decisa dall'organo amministrativo ogni qualvolta lo ritiene
opportuno.
Gli amministratori sono obbligati a convocare l'assemblea in una serie di casi:
devono convocarla almeno una volta all'anno, entro il termine stabilito dallo statuto che comunque non pu
essere superiore a centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio, per consentire l'approvazione del bilancio;
devono convocarla senza ritardo quando ne sia fatta richiesta da tanti soci che rappresentano almeno il 10%
del capitale sociale (nella domanda sono comunicati gli argomenti da trattare). Se gli amministratori non
provvedono, l'assemblea convocata con decreto dal tribunale.
La convocazione dell'assemblea deve essere poi disposta dal collegio sindacale ogniqualvolta la
convocazione sia obbligatoria e gli amministratori non vi abbiano provveduto.
L'avviso di convocazione dell'assemblea deve contenere l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo
dell'adunanza, nonch l'elenco delle materie da trattare (ordine del giorno).
Anche in assenza di convocazione l'assemblea regolarmente costituita quando rappresentato l'intero
capitale sociale e partecipa all'assemblea la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di
controllo (assemblea totalitaria).
L'assemblea presieduta dalla persona indicata dallo statuto; il presidente assicura che l'assemblea si svolga
in modo ordinato e nel rispetto delle norme che ne regolano l'attivit.
possibile per i soci che raggiungono un terzo del capitale sociale rappresentato in assemblea, chiedere e
ottenere il rinvio dell'adunanza di non oltre cinque giorni (il rinvio pu essere esercitato solo una volta per lo
stesso oggetto).
Le delibere assembleari devono constare da verbale (data dell'assemblea, identit dei partecipanti, modalit
e risultato delle votazioni), sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio.

Diritto Commerciale

Pagina 129 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

127. Costituzione dell'assemblea. Validit delle deliberazioni


Si definisce quorum costitutivo la parte del capitale sociale che deve essere rappresentata in assemblea
perch questa sia regolarmente costituita e possa iniziare i lavori. Si definisce invece quorum deliberativo la
parte del capitale sociale che si deve esprimere a favore di una determinata deliberazione perch questa sia
approvata.
L'assemblea ordinaria in prima convocazione costituita dai soci che rappresentano almeno la met del
capitale sociale con diritto di voto; delibera col voto favorevole della met pi una delle azioni.
L'assemblea ordinaria di seconda convocazione pu validamente deliberare qualunque sia la parte del
capitale rappresentata in assemblea e le delibere sono approvate con il voto favorevole della maggioranza
delle azioni che hanno preso parte alla votazione.
Per l'assemblea straordinaria in prima convocazione non espressamente previsto un quorum costitutivo,
anche se lo stesso risulta indirettamente dal fatto che il quorum deliberativo rappresentato da aliquote
dell'intero capitale sociale con diritto di voto e non del solo capitale intervenuto in assemblea (come per
l'assemblea ordinaria).
L'assemblea straordinaria di seconda convocazione regolarmente costituita con la partecipazione di oltre
un terzo del capitale sociale e delibera col voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in
assemblea.
Per le societ che fanno ricorso al capitale di rischio, e quindi anche per le societ quotate, il quorum
costitutivo minimo almeno la met del capitale sociale in prima convocazione e pi di un terzo in seconda
convocazione. I quorum deliberativi, sia in prima che in seconda convocazione, sono di almeno i due terzi
del capitale rappresentato in assemblea.
Lo statuto pu modificare solo in aumento le maggioranze previste. consentito infine che lo statuto
preveda convocazioni ulteriori.

Diritto Commerciale

Pagina 130 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

128. Il diritto di intervento e di voto in assemblea


Possono intervenire in assemblea (insieme ad amministratori, sindaci, rappresentante comune degli azionisti
di risparmio e degli azionisti) gli azionisti con diritto di voto e i soggetti che pur non essendo soci hanno il
diritto di voto, come l'usufruttuario o il creditore pignoratizio. Il diritto di intervento compete anche al socio
che ha dato le proprie azioni in pegno o in usufrutto.
Lo statuto pu consentire l'intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione o mediante
l'espressione del voto per corrispondenza. Chi esprime il voto per corrispondenza si considera intervenuto
all'assemblea. I portatori di strumenti finanziari possono essere dotati di diritto di voto su argomenti
specificamente indicati, ad essi pu essere riservata dallo statuto la nomina di un componente indipendente
dal consiglio di amministrazione o consiglio di sorveglianza o sindaco.

Diritto Commerciale

Pagina 131 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

129. Limiti all'esercizio del voto. Il conflitto di interessi


Con l'esercizio del diritto di voto il socio concorre alla formazione della volont sociale in proporzione del
numero di azioni possedute.
L'esercizio del diritto di voto rimesso all'apprezzamento discrezionale del socio, il quale deve esercitarlo
senza arrecare danno al patrimonio sociale. Se la maggioranza sia ispirata esclusivamente ad interessi extra
sociali, danneggiando la societ, le deliberazioni sono annullabili.
Se un azionista, in una determinata delibera, ha un interesse personale contrastante con quello della societ,
si ha conflitto di interessi. In questo caso la delibera approvata con il suo voto determinante impugnabile
qualora possa recare danno alla societ.
L'articolo 2373, riguardo i casi di conflitto di interesse, vieta ai soci amministratori di votare nelle
deliberazioni riguardanti la loro responsabilit; nel sistema dualistico, vieta ai soci componenti del consiglio
di gestione di votare nelle deliberazioni riguardanti la nomina, la revoca o la responsabilit dei consiglieri di
sorveglianza.
La disciplina del conflitto di interessi consente di reprimere gli abusi della maggioranza a danno del
patrimonio sociale. Alcune deliberazioni possono essere adottate dalla maggioranza per danneggiare i soci
di minoranza (con conseguente annullabilit della delibera).
Sono rari i casi in cui si pervenuti all'annullamento di delibere assembleari per abuso del diritto di voto (
difficile per il socio di minoranza provare che la delibera sia stata presa al solo fine di ledere la sua
posizione).

Diritto Commerciale

Pagina 132 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

130. I sindacati di voto


I sindacati di voto sono accordi (patti parasociali) con i quali alcuni soci si impegnano a concordare
preventivamente il modo in cui votare all'assemblea. Possono avere carattere occasionale o permanente (a
tempo determinato o indeterminato). Si pu stabilire che il modo come votare sar deciso all'unanimit o,
pi frequentemente, a maggioranza dei soci sindacati.
I sindacati di voto danno un indirizzo unitario all'azione dei soci sindacati e se questi vengono a costituire il
gruppo di comando, il patto di sindacato consente di dare stabilita di indirizzo alla condotta della societ.
L'accordo di sindacato consente una migliore difesa dei comuni interessi quando stipulato fra i soci di
minoranza.
I sindacati di comando cristallizzano il gruppo di controllo, soprattutto se stipulati a lungo termine o a tempo
indeterminato. Con i sindacati di comando il procedimento assembleare finisce con l'essere rispettato solo
verbalmente, dato che in fatto le decisioni vengono prese prima e fuori dell'assemblea.
Il sindacato di voto produttivo di effetti solo fra le parti e non nei confronti della societ. Perci il voto
dato in assemblea resta valido anche se espresso in violazione degli accordi di sindacato.
I patti parasociali sono soggetti ad un particolare regime di pubblicit, diverso fra societ quotate e non
quotate che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. In queste ultime i patti parasociali devono essere
comunicati alle societ e dichiarati in apertura di assemblea (l'omessa dichiarazione sanzionata con la
sospensione del diritto di voto). Nelle societ quotate devono invece essere comunicati alla Consob (la
violazione di tali obblighi di trasparenza comporta la nullit dei patti e la sospensione del diritto di voto
relativo alle azioni sindacate).

Diritto Commerciale

Pagina 133 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

131. Le deliberazioni nulle


I casi di nullit delle delibere sono stati accresciuti rispetto alla disciplina previgente. La delibera nulla
solo nei tre casi indicati dall'art. 2379:
- illiceit o impossibilit dell'oggetto (oppure quando ha oggetto lecito ma contenuto illecito); es di oggetto
impossibile: la delibera per il trasferimento della sede della societ su un pianeta, es di oggetto illecito:
deliberazione che esclude la distribuzione degli utili ai soci.
- mancata convocazione dell'assemblea (non si ha nullit della delibera nel caso di irregolarit dell'avviso se
proviene da un componente dell'organo amministrativo ed idoneo a consentire colo che hanno diritto di
intervento ad essere avvertiti della convocazione;
- mancanza del verbale: il verbale non si considera mancante se contiene la data della deliberazione e il suo
oggetto ed sottoscritto; inoltre la nullit per mancanza del verbale pu essere sanata mediante
verbalizzazione eseguita prima dell'assemblea successiva.
La nullit delle delibere assembleari pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse entro 3 anni dalla
sua iscrizione o deposito nel registro delle imprese. Possono essere impugnate senza limiti di tempo le
delibere che modificano l'oggetto sociale prevedendo attivit illecite o impossibili. La delibera nulla non pu
essere convalidata.
Anche la dichiarazione di nullit non pregiudica i diritti acquistati in buona fede dai terzi e non pu essere
esperita se la delibera sostituita con un'altra conforme alla legge.

Diritto Commerciale

Pagina 134 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

132. Le deliberazioni assembleari invalide


L'invalidit delle delibere assembleari pu essere determinata dalla violazione di norme che regolano il
procedimento assembleare o da vizi che riguardano il contenuto della delibera.
Il Codice del 1942 presentava la nullit come sanzione eccezionale prevista solo per le delibere aventi
oggetto impossibile o illecito. Per contro, i vizi di procedimento davano vita soltanto all'annullabilit della
delibera (decorso il termine di tre mesi concesso per l'impugnativa, la delibera non era pi contestabile).
Le delibere inesistenti presentavano vizi di procedimento talmente gravi da precludere la possibilit stessa di
qualificare l'atto come delibera assembleare (mancanza di requisiti minimi essenziali che determinava una
nullit radicale).
La riforma del 2003 introduce una disciplina il cui obiettivo di fondo quello di porre fine alla categoria
delle delibere inesistenti riconducendo nelle categorie della nullit o dell'annullabilit tutti i possibili vizi
delle delibere assembleari.
L'attuale disciplina stabilisce che sono annullabili tutte le deliberazioni che non sono prese in conformit
della legge o dello statuto.
Possono determinare l'annullabilit delle delibere:
la partecipazione all'assemblea di persone non legittimate (se tale partecipazione sia stata determinante per
la costituzione dell'assemblea);
l'invalidit dei singoli voti o il loro errato conteggio (se determinanti per il raggiungimento della
maggioranza);
l'incompletezza o inesattezza del verbale (quando impediscono l'accertamento del contenuto, degli effetti e
della validit della delibera).
L'impugnativa pu essere proposta dai soci assenti, dissenzienti o astenuti, amministratori, consiglio di
sorveglianza e collegio sindacale (non sono legittimati all'impugnativa i soci che hanno votato a favore della
delibera).
I soci non legittimati all'impugnativa possono chiedere il risarcimento dei danni dovuti dalla non conformit
della delibera (entro 90 giorni).
L'azione di annullamento proposta davanti al tribunale del luogo dove la societ ha sede.
L'annullamento ha effetto per tutti i soci ed obbliga gli amministratori a prendere i provvedimenti
conseguenti sotto la propria responsabilit. Restano salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad
atti compiuti in esecuzione della delibera.

Diritto Commerciale

Pagina 135 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

133. I sistemi di amministrazione e controllo


La riforma del 2003 ha previsto tre sistemi di amministrazione e controllo:
il sistema tradizionale, basato sulla presenza di due organi di nomina assembleare: l'organo amministrativo e
il collegio sindacale. Il controllo contabile affidato al revisore contabile ;
il sistema dualistico, che prevede la presenza di un consiglio di sorveglianza di nomina assembleare, e di un
consiglio di gestione nominato dal consiglio di sorveglianza
il sistema monistico, nel quale l'amministrazione e il controllo sono esercitati rispettivamente dal CdA
(nominato dall'assemblea) e da un comitato per il controllo sulla gestione costituito al suo interno.
Il sistema tradizionale trova tuttora applicazione in mancanza di diversa previsione statutaria. Il sistema
societ o con una modifica successiva dello statuto.

Diritto Commerciale

Pagina 136 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

134. Struttura e funzioni dell'organo amministrativo


Nel sistema tradizionale, la s.p.a. non quotata pu avere sia un amministratore unico sia un CdA.
Alle societ quotate invece imposta l'amministrazione pluripersonale. Il CdA pu essere articolato al suo
interno con la creazione di uno o pi organi delegati (comitato esecutivo e amministratori delegati).
Agli amministratori affidata in via esclusiva la gestione dell'impresa sociale. A questi sono riconosciute
numerose funzioni:
deliberare su tutti gli argomenti attinenti alla gestione della societ che non siano riservati dalla legge
all'assemblea (cd. Potere gestorio);
hanno la rappresentanza generale della societ (hanno il potere di manifestare all'esterno al volont sociale
compiendo singoli atti giuridici);
danno impulso all'attivit dell'assemblea: la convocano e ne fissano l'ordine del giorno;
devono curare la tenuta dei libri e delle scritture contabili della societ e redigere annualmente il bilancio da
sottoporre all'approvazione dell'assemblea;
devono prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la societ.
Queste funzioni vengono esercitate in posizione di formale autonomia rispetto all'assemblea.

Diritto Commerciale

Pagina 137 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

135. Nomina e cessazione della carica degli amministratori


I primi amministratori sono nominati nell'atto costitutivo. Successivamente la loro nomina compete
all'assemblea ordinaria. Se lo Stato o gli enti pubblici partecipano al capitale sociale, anch'essi nominano gli
amministratori.
Nelle societ quotate almeno un amministratore deve essere espresso dalla minoranza. Inoltre almeno un
componente del CdA deve essere un amministratore indipendente.
Il numero degli amministratori fissato nello statuto, il quale pu anche indicare il numero minimo e
massimo.
Gli amministratori possono essere soci o non soci, devono rispondere a specifici requisiti di onorabilit,
professionalit e indipendenza.
Non possono essere amministratori l'interdetto, l'inabilitato, il fallito o chi stato condannato ad una pena
che comporta l'interdizione dai pubblici uffici o l'incapacit a esercitare uffici direttivi.
La nomina degli amministratori non pu essere fatta per un periodo superiore a tre esercizi; essi sono per
rieleggibili. Gli amministratori sono gli unici responsabili nei confronti di terzi, l'assemblea non
responsabili anche se a volte d le autorizzazioni necessarie ai soci per compiere determinati atti, ci non li
esonera da responsabilit. Essi hanno la libert di compiere gli atti opportuni al raggiungimento dell'oggetto
sociale.
Sono cause di cessazione dall'ufficio prima della scadenza del termine:
- la revoca da parte dell'assemblea;
- la rinuncia da parte degli amministratori;
- la decadenza dall'ufficio;
- la morte.
L'amministratore pu essere revocato dall'assemblea sia in presenza di giusta causa, sia in assenza,
l'esistenza o meno della giusta causa rilever ai fini di una richiesta di risarcimento danni. Per giusta causa si
ha quando l'amministratore ha tenuto comportamenti contrari alla legge o allo statuto, e dovr risarcire alla
societ i danni eventualmente provocati; se viene meno l'elemento fiduciario pu essere revocato.
Il rapporto tra amministratori e assemblea un contratto oneroso, ma non un contratto di mandato in quanto
gli amministratori sono autonomi, determinano la strategia economica finanziaria per il conseguimento
dell'oggetto sociale, perci un contratto autonomo e atipico, perch non disciplinato in tutto e per tutto.
Gli amministratori scaduti rimangono in carica con pieni poteri fino all'accettazione della nomina da parte
dei nuovi amministratori.
Le dimissioni dell'amministratore hanno effetto immediato se rimane in carica la maggioranza degli
amministratori. In caso contrario, le dimissioni hanno effetto solo dal momento in cui la maggioranza del
consiglio si ricostituita in seguito all'accettazione dei nuovi amministratori.
dettata una particolare disciplina per la sostituzione degli amministratori mancanti:
- se rimane in carica pi della met degli amministratori nominati dall'assemblea, i superstiti provvedono a
sostituire provvisoriamente quelli venuti meno, vengono nominati per cooptazione, ma la delibera deve
essere approvata dal consiglio sindacale;

Diritto Commerciale

Pagina 138 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

- se viene a mancare pi della met degli amministratori nominati dall'assemblea, i superstiti devono
convocare l'assemblea per sostituire i mancanti;
- se vengono a cessare tutti gli amministratori, il collegio sindacale deve convocare l'assemblea per la
ricostituzione dell'organo amministrativo. Nel frattempo il collegio sindacale non pu compiere gli atti di
ordinaria amministrazione.
La nomina e la cessazione della carica degli amministratori soggetta ad iscrizione nel registro delle
imprese. Restano in carica per tre esercizi fino all'assemblea di approvazione del bilancio e sono rieleggibili.

Diritto Commerciale

Pagina 139 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

136. Compenso e divieti degli amministratori


Gli amministratori hanno diritto ad un compenso per la loro attivit, determinato nell'atto costitutivo o
nell'atto di nomina, che pu consistere in una partecipazione agli utili della societ o nell'attribuzione del
diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni di futura emissione (i c.d. stock options).
Modalit e misura del compenso sono determinati dall'atto costitutivo o dall'assemblea all'atto della nomina.
Gli amministratori di s.p.a. non possono assumere la qualit di soci a responsabilit illimitata in societ
concorrenti, n esercitare un'attivit concorrente per conto proprio o altrui, n essere amministratori o
direttori generali in societ concorrenti (divieto di concorrenza).
L'inosservanza del divieto espone l'amministratore alla revoca all'ufficio per giusta causa e al risarcimento
degli eventuali danni arrecati alla societ.

Diritto Commerciale

Pagina 140 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

137. Il consiglio di amministrazione


Il c.d.a. retto da un presidente scelto dallo stesso consiglio scelto fra i suoi membri. L'attivit esercitata
collegialmente.
Il c.d.a. convocato dal presidente che fissa l'ordine del giorno, coordina i lavori e provvede affinch tutti
gli amministratori siano adeguatamente informati sugli argomenti. Al consiglio si partecipa individualmente
ma anche con mezzi telematici (video conferenza o teleconferenza).
Per la validit delle deliberazioni necessaria la presenza della maggioranza degli amministratori in carica.
Le deliberazioni sono approvate con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti (voto per
teste). Le deliberazioni che non sono prese in conformit della legge o dello statuto possono essere
impugnate dai soci assenti, dissenzienti od astenuti, dagli amministratori, dal consiglio di sorveglianza e dal
collegio sindacale.
Quando la delibera consiliare lede direttamente un diritto soggettivo del socio, questi avr diritto di agire
giudizialmente per far annullare la delibera entro 90 giorni. L'impugnazione pu essere proposta dai soci
quando possiedono tante azioni aventi diritto di voto con riferimento alla deliberazione che rappresentino,
anche congiuntamente, l'uno per mille del capitale sociale nelle societ che fanno ricorso al mercato del
capitale di rischio e il cinque per cento nelle altre; lo statuto pu ridurre o escludere questo requisito. Per
l'impugnazione delle deliberazioni delle assemblee speciali queste percentuali sono riferite al capitale
rappresentato dalle azioni della categoria. I soci che non rappresentano la parte di capitale indicata nel
comma precedente e quelli che, in quanto privi di voto, non sono legittimati a proporre l'impugnativa hanno
diritto al risarcimento del danno loro cagionato dalla non conformit della deliberazione alla legge o allo
statuto. (Quindi tutti i soci possono impugnare? DUBBIO INTERPRETATIVO! Altro dubbio sono solo
annullabili o possono essere anche nulle? Probabilmente no, perch trascorsi 90 giorni non sono pi
impugnabili perch fondati sul principio di certezza).
L'amministratore che in una determinata operazione ha un interesse non necessariamente in conflitto con
quello della societ:
- deve darne notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale;
- se si tratta di amministratore delegato, deve astenersi dal compiere l'operazione;
- il c.d.a. deve adeguatamente motivare le ragioni e la convenienza per la societ dell'operazione.
La delibera del c.d.a., qualora possa recare danno alla societ (danno potenziale), impugnabile sia quando
l'amministratore interessato ha votato e il suo voto determinante, sia quando sono stati violati gli obblighi
di trasparenza, astensione e motivazione. L'impugnazione pu essere proposta dal collegio sindacale e dagli
amministratori assenti e dissenzienti (entro novanta giorni dalla delibera).
La societ pu agire contro l'amministratore per il risarcimento dei danni derivanti dalla sua azione o
omissione.

Diritto Commerciale

Pagina 141 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

138. Comitato esecutivo. Amministratori delegati


Se l'atto costitutivo o l'assemblea lo consentono, il c.d.a. pu delegare le proprie attribuzioni ad un comitato
esecutivo ad uno o pi amministratori delegati.
Il comitato esecutivo un organo collegiale. Le sue decisioni sono adottate in riunioni alle quali devono
assistere i sindaci e le deliberazioni devono risultare da un apposito libro delle adunanze.
Gli amministratori delegati (uno o pi) sono invece organi unipersonali cui di regola affidata la
rappresentanza della societ.
I membri del comitato esecutivo e gli a.d. sono designati dallo stesso c.d.a., che determina inoltre l'ambito
della delega. Il consiglio di amministrazione determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalit di
esercizio della delega; pu sempre impartire direttive agli organi delegati e avocare a se operazioni rientranti
nella delega. Sulla base delle informazioni ricevute valuta l'adeguatezza dell'assetto organizzativo,
amministrativo e contabile della societ; quando elaborati, esamina i piani strategici, industriali e finanziari
della societ; valuta, sulla base della relazione degli organi delegati, il generale andamento della gestione.
Con la concessione della delega larga parte della gestione corrente della societ svolta dagli organi
delegati, nei quali in fatto si concentra il potere decisionale. Gli amministratori sono tenuti ad agire in modo
informato; ciascun amministratore pu chiedere agli organi delegati che in consiglio siano fornite
informazioni relative alla gestione della societ.

Diritto Commerciale

Pagina 142 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

139. La rappresentanza della societ


In presenza di un CdA, gli amministratori investiti di un potere di rappresentanza devono essere indicati
nello statuto. Deve essere specificato se essi hanno il potere di agire disgiuntamente o congiuntamente. Il
potere di rappresentanza degli amministratori generale e hanno inoltre la rappresentanza processuale della
societ.
Due sono i principi cardine secondo l'attuale disciplina:
- inopponibile ai terzi in buona fede la mancanza di potere rappresentativo dovuta all'invalidit dell'atto di
nomina;
- la societ inoltre resta vincolata ai terzi anche se gli amministratori hanno violato eventuali limitazioni
volontarie poste ai loro poteri di rappresentanza.
Le limitazioni al potere di rappresentanza che risultano dallo statuto o da una decisione degli organi
competenti, non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicati, salvo che si provi che questi abbiano agito
intenzionalmente a danno della societ.
Restano invece opponibili ai terzi i limiti legali del potere di rappresentanza degli amministratori (es.
amministratore che stipula un contratto in conflitto di interessi con la societ). Il contratto sar annullabile su
richiesta della societ, se il conflitto di interessi era conosciuto o riconoscibile dal terzo.

Diritto Commerciale

Pagina 143 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

140. La responsabilit degli amministratori verso la societ


Gli amministratori sono responsabili civilmente del loro operato verso la societ, verso i creditori sociali e
verso i singoli soci o terzi.
Gli amministratori incorrono in responsabilit verso la societ e sono tenuti al risarcimento dei danni dalla
stessa subiti quando non adempiono i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo statuto con la diligenza
richiesta dall'incarico. Gli amministratori non sono responsabili per i risultati negativi della gestione che non
siano imputabili a difetto di normale diligenza nella condotta degli affari sociali o nell'adempimento degli
obblighi posti a loro carico.
Se gli amministratori sono pi, sono responsabili solidalmente se essendo a conoscenza di atti
pregiudizievoli non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o attenuare le conseguenze
dannose. Se la colpa imputabile solo ad alcuni amministratori, risponderanno in solido anche gli altri se
non abbiano prevenuto l'attivit dannosa dei primi.
L'esercizio dell'azione di responsabilit contro gli amministratori deve essere deliberato dall'assemblea
ordinaria oppure dal collegio sindacale a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
L'azione sociale di responsabilit nelle mani del gruppo di comando che ha nominato gli amministratori e
perci decider di agire in giudizio contro gli stessi solo quando venga a mancare il rapporto fiduciario. Con
la riforma del 1998, l'azione sociale di responsabilit pu essere promossa anche dagli azionisti di
minoranza che rappresentino almeno il 20% del capitale sociale.

Diritto Commerciale

Pagina 144 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

141. La responsabilit verso i creditori sociali


Gli amministratori sono responsabili anche verso i creditori sociali. Infatti:
- rispondono per l'inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell'integrit del patrimonio
sociale;
- l'azione pu essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al
soddisfacimento dei loro crediti.
Il risarcimento danni da parte degli amministratori verr corrisposto direttamente ai creditori fino alla
concorrenza del loro credito.
Il danno subito dai creditori un effetto riflesso del danno che gli amministratori hanno arrecato al
patrimonio sociale rendendolo insufficiente a soddisfare i primi. Ne consegue che se l'azione risarcitoria
gi stata esperita dalla societ e il relativo patrimonio stato reintegrato, i creditori non potranno pi
esercitare l'azione di loro spettanza.

Diritto Commerciale

Pagina 145 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

142. La responsabilit verso i singoli soci o terzi


Anche il singolo socio o il terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli
amministratori, posso esperire l'azione di responsabilit verso questi.
Per poter richiedere il risarcimento dei danni devono ricorrere due presupposti:
il compimento da parte degli amministratori di un atto illecito nell'esercizio del loro ufficio;
la produzione di un danno diretto (e non riflesso) al patrimonio del singolo socio o del singolo terzo.
L'azione pu essere esercitata entro 5 anni dal compimento dell'atto che ha pregiudicato il socio o il terzo.

Diritto Commerciale

Pagina 146 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

143. Funzione dei direttori generali


I direttori generali sono dirigenti che svolgono attivit di alta gestione dell'impresa sociale. Sono al vertice
della gerarchia dei lavoratori subordinati dell'impresa ed operano in rapporto diretto con gli amministratori,
dando attuazione alle direttive generali dagli stessi impartite. Essi sono perci investiti di ampi poteri
decisionali, e di conseguenza sono parificati agli amministratori sotto il profilo delle responsabilit penali.

Diritto Commerciale

Pagina 147 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

144. Il collegio sindacale


Il collegio sindacale l'organi di controllo interno della s.p.a., con funzioni di vigilanza sull'amministrazione
della societ.
La riforma del 1974 ha introdotto per le societ quotate anche un controllo contabile esterno da parte di una
societ di revisione, dando per vita ad una sovrapposizione di funzioni col collegio sindacale che si
rivelata scarsamente funzionale.
Con la riforma del 2003 il controllo contabile stato sottratto al collegio sindacale ed stato attribuito ad un
revisore contabile o ad una societ di revisione.

Diritto Commerciale

Pagina 148 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

145. Composizione, nomina, cessazione del collegio sindacale delle


s.p.a.
Il collegio sindacale delle s.p.a. non quotate si compone di tre o cinque membri effettivi (struttura
semirigida, ostacolo soprattutto nelle grandi societ), soci o non soci; devono inoltre essere nominati due
membri supplenti. Dal 1998 l'ostacolo stato rimosso per le societ quotate: l'atto costitutivo pu oggi
determinare liberamente il numero dei sindaci, adeguandolo alla complessit dell'impresa sociale. Almeno
un membro effettivo ed un supplente devono essere scelti tra i revisori legali iscritti nell'apposito registro.
I primi sindaci sono nominati nell'atto costitutivo; successivamente dall'assemblea ordinaria. Quindi i
sindaci sono di regola nominati dallo stesso organo che nomina gli amministratori: questo un ulteriore
motivo di scarsa funzionalit del collegio sindacale, dato che controllanti e controllati sono espressione dello
stesso gruppo di comando. La situazione per le sole societ quotate mutata dal 1998: l'atto costitutivo di
tali societ deve prevedere che almeno un membro effettivo sia eletto dalla minoranza. Esistono dal 2003
requisiti di professionalit: almeno un sindaco deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori
contabili (possono iscriversi persone fisiche in possesso di specifici requisiti di professionalit ed
onorabilit, che abbiano superato un apposito esame di ammissione).
In base all'attuale disciplina non possono essere nominati sindaci: il coniuge, i parenti e gli affini degli
amministratori; gli interdetti, gli inabilitati e coloro che sono dichiarati falliti; coloro che sono legati alla
societ da un rapporto di lavoro o di consulenza che ne compromettano l'indipendenza.
La retribuzione annuale dei sindaci (compenso) deve essere determinata dall'assemblea all'atto della nomina
ed invariabile per l'intero periodo di durata del loro ufficio.
I sindaci restano in carica per tre esercizi e sono rieleggibili. L'assemblea pu revocarli solo se esiste una
giusta causa; la delibera di revoca deve essere approvata dal tribunale al fine di verificare se ricorre giusta
causa.
In caso di morte, di rinuncia o di decadenza di un sindaco, subentrano automaticamente i supplenti in ordine
di et, che restano in carica fino alla successiva assemblea che provvede alla nomina dei sindaci effettivi e
dei supplenti necessari per l'integrazione del collegio.

Diritto Commerciale

Pagina 149 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

146. La vigilanza del collegio sindacale


Il collegio sindacale:
- vigila sull'osservanza della legge e dello statuto da parte degli amministratori;
- delibera sul rispetto di un corretto operato dell'amministrazione (l'amministratore deve agire in maniera
informata, quindi il collegio non pu dire cos' giusto o sbagliato, ma dovr vigilare che la procedura seguita
sia corretta);
- sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla societ e sul suo
concreto funzionamento (che sia in grado di evitare il compimento di illeciti da parte degli amministratori e
dei dipendenti della societ)
La vigilanza del collegio sindacale pu estendersi in ogni direzione: il potere-dovere dei sindaci di
intervenire alle riunioni dell'assemblea, del CdA e del comitato esecutivo, nonch di impugnare le relative
delibere.
Gli amministratori hanno numerosi obblighi di comunicazione nei confronti del collegio sindacale: devono
riferire tempestivamente sull'attivit svolta, sulle operazioni compiute di maggior rilievo economico, su
quelle a rischio di conflitto di interessi.
I sindaci hanno il potere-dovere di procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione-controllo, nonch di
chiedere agli amministratori notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Il
collegio sindacale pu convocare l'assemblea qualora ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit e vi sia
urgente necessit di provvedere. L'organo amministrativo pu rifiutare agli ausiliari e dipendenti dei sindaci
l'accesso ad informazioni riservate.

Diritto Commerciale

Pagina 150 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

147. Il funzionamento del collegio sindacale


Nelle societ non quotate il presidente del collegio sindacale nominato dall'assemblea. In quelle quotate
l'atto costitutivo fissa i criteri di nomina dello stesso.
Il collegio sindacale si riunisce ogni 90 giorni, regolarmente costituito con la presenza della maggioranza
dei sindaci e delibera a maggioranza assoluta. Deve essere redatto un verbale delle riunioni. Il sindaco che,
senza giustificato motivo, non partecipa durante un esercizio sociale a due riunioni del collegio decade
dall'ufficio. I sindaci devono assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione, alle assemblee e alle
riunioni del comitato esecutivo. I sindaci, che non assistono senza giustificato motivo alle assemblee o,
durante un esercizio sociale, a due adunanze consecutive del consiglio d'amministrazione o del comitato
esecutivo, decadono dall'ufficio.
I sindaci possono avvalersi di dipendenti e di ausiliari per lo svolgimento di operazioni di ispezione e di
controllo.
Ogni socio pu denunciare al collegio sindacale fatti che ritiene censurabili, il collegio sindacale deve tener
conto della denunzia nella relazione dell'assemblea.
Quando una denuncia proviene da tanti soci che rappresentano un ventesimo del capitale sociale o un
cinquantesimo nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il collegio sindacale deve
indagare senza ritardo e presentare le sue conclusioni all'assemblea.
Se vi fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi
irregolarit nella gestione che possono arrecare danno alla societ o a una o pi societ controllate, i soci che
rappresentano il decimo del capitale sociale o, nelle societ che fanno ricorso al mercato del capitale di
rischio, il ventesimo del capitale sociale possono denunziare i fatti al tribunale con ricorso notificato anche
alla societ. Lo statuto pu prevedere percentuali minori di partecipazione. Il tribunale, sentiti in camera di
consiglio (procedimento non pubblico la cui funzione quella di capire se solo un sospetto o il sospetto
fondato) gli amministratori e i sindaci, pu ordinare l'ispezione dell'amministrazione della societ a spese
dei soci richiedenti, subordinandola, se del caso, alla prestazione di una cauzione. Il provvedimento
reclamabile. Il tribunale non ordina l'ispezione e sospende per un periodo determinato il procedimento se
l'assemblea sostituisce gli amministratori e i sindaci con soggetti di adeguata professionalit, che si attivano
senza indugio per accertare se le violazioni sussistono e, in caso positivo, per eliminarle, riferendo al
tribunale sugli accertamenti e le attivit compiute. Se le violazioni denunziate sussistono ovvero se gli
accertamenti e le attivit compiute ai sensi del terzo comma risultano insufficienti alla loro eliminazione, il
tribunale pu disporre gli opportuni provvedimenti provvisori e convocare l'assemblea per le conseguenti
deliberazioni. Nei casi pi gravi pu revocare gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e
nominare un amministratore giudiziario, determinandone i poteri e la durata. L'amministratore giudiziario
pu proporre l'azione di responsabilit contro gli amministratori e i sindaci. Prima della scadenza del suo
incarico l'amministratore giudiziario rende conto al tribunale che lo ha nominato; convoca e presiede
l'assemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci o per proporre, se del caso, la messa in
liquidazione della societ o la sua ammissione ad una procedura concorsuale.
I provvedimenti previsti possono essere adottati anche su richiesta del collegio sindacale, del consiglio di

Diritto Commerciale

Pagina 151 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

sorveglianza o del comitato per il controllo sulla gestione, nonch, nelle societ che fanno ricorso al mercato
del capitale di rischio, del pubblico ministero; in questi casi le spese per l'ispezione sono a carico della
societ. (il PM solo nelle societ aperte, che fanno appello al mercato del capitale di rischio, perch le
irregolarit hanno una pubblicit diffusa).

Diritto Commerciale

Pagina 152 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

148. La responsabilit dei sindaci


Come gli amministratori, ai sindaci richiesta professionalit e diligenza per lo svolgimento dell'incarico.
Essi sono responsabili delle verit delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e documenti
di cui hanno conoscenza per ragione del loro incarico.
Qualora il danno sia imputabile solamente al comportamento dei sindaci, grava su di essi l'obbligo di
risarcimento. Se l'evento dannoso conseguenza anche di un comportamento degli amministratori, che i
sindaci avrebbero potuto impedire, vigilando in conformit degli obblighi della loro carica, questi ultimi
sono responsabili in solido con gli amministratori, una responsabilit per colpa.

Diritto Commerciale

Pagina 153 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

149. Il sistema del controllo contabile


La riforma del 2003 ha completato il processo di separazione del controllo sull'amministrazione dal
controllo contabile. La legge del 1974 ha previsto l'affidamento del controllo contabile ad un revisore
esterno per tutte le societ quotate. A questa disciplina si affiancata la riforma del 2003 applicabile a tutte
le altre s.p.a.
In queste societ (non quotate) il controllo contabile esercitato:
- per le societ che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, da un revisore di conti o da una
societ di revisione;
- per le societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, da una societ di revisione.
La revisione contabile esercitata su tutte le societ di un gruppo di cui faccia parte una societ quotata (
esercitata da una societ di revisione iscritta nell'albo speciale della Consob).
Lo statuto delle societ che non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato pu prevedere che la
revisione legale dei conti sia esercitata dal collegio sindacale. In tal caso il collegio sindacale costituito da
revisori legali iscritti nell'apposito registro.

Diritto Commerciale

Pagina 154 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

150. Il controllo contabile nelle societ non quotate


Nelle societ non quotate, il soggetto responsabile del controllo contabile nominato per la prima volta
nell'atto costitutivo. Successivamente l'incarico conferito dall'assemblea, che determina il corrispettivo
spettante al revisore o alla societ di revisione.
Non possono esercitare il controllo contabile i sindaci della societ revisionata.
L'incarico ha una durata di tre esercizi ed rinnovabile senza limiti.
L'incarico pu essere revocato dall'assemblea solo per giusta causa, sentendo il parere del collegio sindacale,
la deliberazione di revoca deve essere approvata con decreto del tribunale.

Diritto Commerciale

Pagina 155 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

151. La revisione contabile obbligatoria


Nelle societ soggette a revisione contabile obbligatoria, l'incarico conferito con deliberazione
dell'assemblea ordinaria in occasione dell'approvazione del bilancio, su proposta motivata dell'organo di
controllo. fatto divieto alle societ di revisione di prestare alla societ revisionata servizi ulteriori rispetto
all'organizzazione e revisione contabile.
Non pu essere responsabile della revisione chi ha ricoperto da meno di tre anni cariche sociali o funzioni
dirigenziali nella societ revisionata.
La legge fissa regole di durata dell'incarico che impongono la sostituzione periodica sia delle societ di
revisione, sia del responsabile della revisione.
L'incarico di revisione ha la durata di nove esercizi e non pu essere rinnovato se non siano decorsi almeno
tre anni dalla data di cessazione del precedente.
L'assemblea ordinaria pu revocare l'incarico prima della scadenza del mandato solo se ricorre una giusta
causa e su proposta dell'organo di controllo, provvedendo a conferire l'incarico ad altra societ di revisione.
La Consob pu revocare d'ufficio l'incarico quando rilevi l'esistenza di una causa di incompatibilit.
Le delibere di conferimento e di revoca dell'incarico sono depositate presso il registro delle imprese.

Diritto Commerciale

Pagina 156 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

152. Funzioni e responsabilit del revisore dei conti


Funzione principale del revisore quella di controllare la regolare tenuta delle scritture contabili ogni 3
mesi, verifica se il bilancio di esercizio o consolidato di gruppo corrispondano alle risultanze delle scritture
contabili, infine esprime un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato (del gruppo).
La sua attivit deve esprimere un giudizio sul bilancio. Il giudizio pu essere:
- senza rilievi (il bilancio conforme alla legge);
- giudizio con rilievi;
- giudizio negativo;
- dichiarazione di impossibilit di esprimere il giudizio.
Il rilascio di un giudizio positivo modifica sensibilmente la normale disciplina dell'impugnativa della
delibera di approvazione del bilancio.
Il soggetto incaricato del controllo contabile ha diritto di ottenere documenti e notizie utili per la revisione e
pu procedere autonomamente ad accertamenti e controlli. La societ di revisione deve informare la Consob
dei fatti che ritiene censurabili.
Il revisore contabile documenta l'attivit svolta in un apposito libro tenuto presso la sede della societ.
Il soggetto incaricato del controllo contabile deve adempiere ai propri doveri con diligenza e professionalit.
Essi sono responsabili nei confronti della societ, soci o terzi per i danni derivanti dall'inadempimento ai
loro doveri.

Diritto Commerciale

Pagina 157 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

153. Il sistema dualistico per il controllo contabile di una societ


Il sistema dualistico, di ispirazione tedesca, prevede la presenza di un consiglio di gestione e di un consiglio
di sorveglianza. Il controllo contabile affidato ad un revisore contabile o ad una societ di revisione.
Il consiglio di gestione svolge le funzioni proprie del CdA nel sistema tradizionale.
Per quanto riguarda il consiglio di sorveglianza invece, gli sono attribuite sia le funzioni di controllo proprie
del collegio sindacale, sia le funzioni di indirizzo della gestione propria dell'assemblea dei soci (nomina e
revoca dei componenti del consiglio di gestione e approvazione del bilancio; in pi, approvazione delle
operazioni strategiche e dei piani industriali finanziari).
La presenza del consiglio di sorveglianza riduce le competenze dell'assemblea ordinaria: nomina e revoca i
componenti del consiglio di sorveglianza; nomina il revisore; decide sulla distribuzione degli utili.
I componenti del consiglio di sorveglianza possono essere soci o non soci (non meno di tre). I primi
componenti sono nominati nell'atto costitutivo, successivamente dall'assemblea ordinaria. Vi sono requisiti
di eleggibilit e non possono essere eletti i componenti del consiglio di gestione n coloro che sono legati
dalla societ da un rapporto che ne comprometta l'indipendenza.
I componenti del consiglio di sorveglianza restano in carica per tre esercizi e sono rieleggibili (revocabili
dall'assemblea anche senza giusta causa).
Le competenze del consiglio di sorveglianza sono le stesse del collegio sindacale nel sistema tradizionale, in
particolare: riferisce per iscritto almeno una volta all'anno all'assemblea sull'attivit di vigilanza svolta, sulle
omissioni e sui fatti censurabili rilevanti ed destinatario delle denunce dei soci. Ha inoltre poteri e diritti di
informazione nei confronti del consiglio di gestione e del soggetto che esercita la revisione dei conti.
Spettano inoltre al consiglio di sorveglianza parte delle funzioni dell'assemblea ordinaria: nomina e revoca i
componenti del consiglio di gestione e ne determina il compenso; approva il bilancio d'esercizio; delibera in
ordine alle operazioni strategiche a ai piani finanziari e industriali della societ.
Il presidente del consiglio di sorveglianza eletto all'assemblea. I componenti del consiglio di sorveglianza
devono operare con diligenza e sono solidalmente responsabili con i componenti del consiglio di gestione
per i fatti e le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformit
dei doveri della loro carica.
Le funzioni del consiglio di gestione coincidono con quelle del CdA del sistema tradizionale. costituito da
almeno due componenti (i primi nominati nell'atto costitutivo, successivamente dal consiglio di
sorveglianza).
Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o pi componenti del consiglio di gestione, il consiglio di
sorveglianza provvede senza indugio alla loro sostituzione.

Diritto Commerciale

Pagina 158 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

154. Caratteristiche del sistema monistico per il controllo contabile


Il sistema monistico, di ispirazione anglosassone, si caratterizza per la soppressione del collegio sindacale.
L'amministrazione e il controllo sono esercitati dal CdA e da un comitato per il controllo sulla gestione
(costituito da membri del CdA in possesso di requisiti di indipendenza che non siano membri del comitato
esecutivo e che non svolgano funzioni gestorie). Il comitato svolge le funzioni del collegio sindacale (vigila
sull'adeguatezza della struttura organizzativa della societ, del sistema di controllo interno e del sistema
amministrativo e contabile). Il controllo contabile affidato ad un revisore contabile o ad una societ di
revisione.
Al CdA si applicano le disposizioni dettate per gli amministratori nel sistema tradizionale; si richiede per
che almeno un terzo dei componenti sia in possesso dei requisiti di indipendenza.
Il comitato per il controllo sulla gestione destinatario delle denunce dei soci di fatti censurabili e pu a sua
volta presentare denuncia al tribunale ove riscontri gravi irregolarit di gestione potenzialmente dannose.
Il comitato elegge al suo interno il presidente; deve riunirsi almeno entro novanta giorni, regolarmente
costituito con la presenza della maggioranza dei componenti e delibera a maggioranza assoluta dei presenti.
evidente che il punto debole di questo sistema consiste nel fatto che i controllori sono direttamente
nominati dai controllati, siedono insieme a questi ultimi e votano nel CdA.

Diritto Commerciale

Pagina 159 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

155. Il sistema di controlli esterni sulle s.p.a.


Accanto al controllo interno e al controllo contabile, l'ordinamento prevede un articolato sistema di controlli
esterni sulle s.p.a.
Comune a tutte le s.p.a. solo il controllo esterno sulla gestione esercitato dall'autorit giudiziaria in
presenza di situazioni patologiche che ne alterano il corretto funzionamento.
A partire dal 1974 le societ con azioni quotate in borsa e quelle che operano sul mercato mobiliare sono
assoggettate al controllo della Consob (organo pubblico con poteri regolamentari e di controllo finalizzati
alla tutela degli investitori, nonch alla trasparenza del mercato mobiliare e delle societ che vi operano).

Diritto Commerciale

Pagina 160 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

156. Il controllo giudiziario sulla gestione delle s.p.a.


Il controllo giudiziario sulla gestione delle s.p.a. una forma di intervento dell'autorit giudiziaria nella vita
delle societ volta a ripristinare la legalit dell'amministrazione delle stesse. Il procedimento pu essere
attuato se vi fondato sospetto che gli amministratori in violazione dei loro doveri abbiano compiuti gravi
irregolarit nella gestione che possano arrecare danno alla societ (irregolare tenuta della contabilit,
redazione di un bilancio falso). Le gravi irregolarit possono essere denunciate: dai soci che rappresentano
almeno un decimo del capitale sociale; dal collegio sindacale; nelle societ che fanno ricorso al mercato del
capitale di rischio dal pubblico ministero o dalla Consob.
Il gruppo di comando pu evitare l'ispezione ordinata dal tribunale ed ottenere dal tribunale stesso la
sospensione del procedimento per un periodo determinato se l'assemblea sostituisce amministratori e sindaci
con soggetti di adeguata professionalit, che si attivano senza indugio per accertare se le violazioni
sussistono e, in caso positivo, per eliminarle, riferendo al tribunale sugli accertamenti e le attivit compiute.
Poteri e durata in carica dell'amministratore giudiziario sono determinati dal tribunale. L'amministratore
giudiziario ha il potere di proporre l'azione di responsabilit contro amministratori e sindaci, e ha la
rappresentanza anche processuale della societ.

Diritto Commerciale

Pagina 161 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

157. Ruolo della Consob


La Consob (commissione nazionale per le societ e la borsa) un organo pubblico di vigilanza sul mercato
di capitali. una persona giuridica di diritto pubblico e ha sede a Roma.
Svolge un ruolo centrale per assicurare un'adeguata e veritiera informazione del mercato mobiliare sugli
eventi di rilievo che riguardano la vita della societ che fanno appello al pubblico risparmio, in modo da
consentire agli investitori scelte pi consapevoli.
Tutte le societ con azioni e obbligazioni diffuse tra il pubblico devono tempestivamente informare il
pubblico secondo le modalit stabilite dalla Consob, di qualsiasi fatto la cui conoscenza pu influire sul
prezzo degli strumenti finanziari. La Consob pu inoltre chiedere che siano resi pubblici notizie e documenti
necessari per l'informazione del pubblico.

Diritto Commerciale

Pagina 162 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

158. I libri sociali obbligatori di una societ


La societ deve tenere:
1) il libro dei soci, nel quale devono essere indicati il numero delle azioni, il cognome e il nome dei titolari
delle azioni nominative, i trasferimenti e i vincoli ad esse relativi e i versamenti eseguiti;
2) il libro delle obbligazioni, il quale deve indicare l'ammontare delle obbligazioni emesse e di quelle
estinte, il cognome e il nome dei titolari delle obbligazioni nominative e i trasferimenti e i vincoli ad esse
relativi;
3) il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, in cui devono essere trascritti anche i verbali
redatti per atto pubblico;
4) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione;
5) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale;
6) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo, se questo esiste;
7) il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti, se sono state emesse
obbligazioni.
I libri indicati nei numeri 1, 2, 3 e 4 sono tenuti a cura degli amministratori, il libro indicato nel n. 5 a cura
del collegio sindacale, il libro indicato nel n. 6 a cura del comitato esecutivo e il libro indicato nel n. 7 a cura
del rappresentante comune degli obbligazionisti.
I libri suddetti, prima che siano messi in uso, devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e
bollati in ogni foglio. Questi libri possono essere ispezionati dai soci e tenuti dagli amministratori.

Diritto Commerciale

Pagina 163 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

159. Il bilancio di esercizio della societ per azioni


La societ per azioni deve redigere annualmente il bilancio di esercizio.
Il bilancio d'esercizio il documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria della
societ. costituito da altri documenti: dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla note integrativa
e dalla relazione sulla gestione. La sua funzione quella di accertare periodicamente la situazione
patrimoniale e la redditivit della societ. Il bilancio rappresenta per i soci il solo strumento legale di
informazione contabile sull'andamento della societ e permette ai creditori sociali di comprendere la
consistenza del patrimonio.
I principi cardine della redazione del bilancio sono la chiarezza e la rappresentazione veritiera e corretta.
La valutazione delle voci di bilancio deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva di continuazione
dell'attivit. Inoltre si deve tener conto delle entrate e delle uscite di competenza dell'esercizio
indipendentemente dalla data dell'incasso o del pagamento. Per il principio di continuit, i criteri di
valutazione non possono essere modificati da un esercizio all'altro.

Diritto Commerciale

Pagina 164 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

160. La struttura del bilancio di esercizio


Il bilancio di esercizio si articola in quattro parti: lo stato patrimoniale, il conto economico, la nota
integrativa, la relazione sulla gestione.
Le singole voci devono essere inserite secondo l'ordine fissato dalla legge. Le voci sono organizzate in
grandi categorie omogenee (lettere maiuscole), a loro volta articolate in sottocategorie (numeri romani), in
voci (numeri arabi) ed in alcuni casi anche in sottovoci (lettere minuscole). Si viene cos a creare un sistema
di voci chiaro, ordinato e facilmente comprensibile. Per ogni voce dello stato patrimoniale e del conto
economico deve essere indicato l'importo dell'esercizio precedente. vietato compensare costi e ricavi che
per legge devono essere iscritti distintamente.
Le societ che non superano determinate dimensioni possono ricorrere alla redazione del bilancio in forma
abbreviata.
Lo stato patrimoniale rappresenta la composizione quantitativa e qualitativa del patrimonio della societ e la
situazione finanziaria nel giorno della chiusura dell'esercizio. Deve essere redatto nella forma a colonne,
iscrivendo prima le attivit, poi il patrimonio netto e le passivit.
Le voci dell'attivo sono aggregate in quattro categorie:
A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti;
B) Immobilizzazioni:
I) immobilizzazioni immateriali (costi di impianto e di ampliamento, diritti di brevetto industriale,
avviamento)
II) immobilizzazioni materiali (terreni e fabbricati, attrezzature industriali)
III) immobilizzazioni finanziarie (partecipazioni azionarie, crediti, azioni proprie)
C) Attivo circolante:
I) rimanenze (materie prime, prodotti in corso di lavorazione, prodotti finiti e merci)
II) crediti che non costituiscono immobilizzazioni (crediti tributari)
III) attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, es. partecipazioni, azioni proprie e altri titoli
di cui si prevede l'alienazione in tempi brevi
IV) disponibilit liquide (cassa e banca)
D) Ratei e risconti (attivi)
Il passivo dello stato patrimoniale si articola in cinque categorie:
A) Patrimonio netto (capitale sociale nominale, riserve)
B) Fondi per rischi e oneri
C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
D) Debiti
E) Ratei e risconti passivi
In calce allo stato patrimoniale devono infine essere iscritti i conti d'ordine (la loro funzione quella di
informare sull'esistenza di rischi futuri che non incidono attualmente sul patrimonio sociale, es. garanzie

Diritto Commerciale

Pagina 165 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

prestate dalla societ).

Diritto Commerciale

Pagina 166 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

161. Definizione di conto economico


Il conto economico espone il risultato dell'esercizio attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri
sostenuti, nonch dei ricavi e degli altri proventi conseguiti nell'esercizio. Deve essere redatto in forma
scalare (prima i componenti positivi e poi quelli negativi).
articolato in cinque sezioni scalari:
A) Valore della produzione (ricavi di competenza sommati alle variazioni delle rimanenze di magazzino)
B) Costi della produzione (ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti)
Sottraendo B) da A) si ottiene il risultato lordo della gestione ordinaria della societ
C) Proventi e oneri finanziari (proventi derivanti da partecipazioni in altre societ, gli interessi attivi e
passivi, gli utili e le perdite sui cambi. Segue il relativo totale)
D) Rettifiche di valore di attivit finanziarie (rivalutazioni e svalutazioni delle stesse. Segue il totale)
E) Proventi ed oneri straordinari
La somma algebrica dei diversi totali costituisce il risultato globale di esercizio, che va indicato prima al
lordo e poi al netto delle imposte sul reddito. Si ottiene cos l'utile o la perdita d'esercizio che va riportato
nello stato patrimoniale. Oltre lo stato patrimoniale e il conto economico, gli amministratori devono redigere
la nota integrativa che illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico e la
relazione sulla gestione allegato esterno al bilancio che deve analizzare la situazione della societ e
l'andamento della gestione con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti.

Diritto Commerciale

Pagina 167 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

162. I criteri di valutazione del bilancio d'esercizio


La redazione del bilancio d'esercizio comporta per molti cespiti patrimoniali (es. immobili e rimanenze di
magazzino) la necessit di essere sottoposti a una stima da parte degli amministratori, cos da determinarne
il valore da iscrivere in bilancio. Sopravvalutazioni delle attivit o sottovalutazioni delle passivit gonfiamo
artificiosamente l'utile o riducono le perdite. Il processo contrario genera un utile ridotto, dando luogo al
fenomeno delle riserve occulte.
I principi da osservare nella valutazione sono quelli della prudenza e della continuit dei criteri.
Le immobilizzazioni di ogni tipo sono iscritte in bilancio al costo storico (devono essere computati anche i
costi accessori). Il valore quasi sempre inferiore a quello attuale.
Il valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni
esercizio in relazione alla residua possibilit di utilizzare il bene.
Se il valore di un'immobilizzazione risulta durevolmente minore del costo storico regolarmente
ammortizzato, dovr essere iscritta in bilancio per tale minore valore (svalutazione).
I costi di impianto e di ampliamento, di ricerca, di sviluppo e di pubblicit possono essere iscritti nell'attivo
solo se hanno un'utilit pluriennale. Devono essere ammortizzati entro cinque anni.
L'avviamento pu essere iscritto nell'attivo solo se acquistato a titolo oneroso e va ammortizzato entro
cinque anni.
I crediti devono essere sempre valutati secondo il valore di prudente realizzo.
I cespiti dell'attivo (rimanenze, titoli e partecipazioni) devono essere iscritti al costo di acquisto o di
produzione o, se minore, al valore di realizzo desumibile dal valore di mercato.
In presenza di casi eccezionali (es. in un terreno si scopre un giacimento di metano) gli amministratori
devono attribuire ai beni un valore superiore. Fra i casi eccezionali non rientra il semplice incremento di
valore per effetto della svalutazione monetaria.

Diritto Commerciale

Pagina 168 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

163. Principi di redazione del bilancio


Nella redazione del bilancio, gli amministratori devono ispirarsi ai seguenti principi:
1) la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione
dell'attivit, nonch tenendo conto della funzione economica dell'elemento dell'attivo o del passivo
considerato;
2) si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell'esercizio;
3) si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell'esercizio, indipendentemente dalla data
dell'incasso o del pagamento;
4) si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio, anche se conosciuti dopo la
chiusura di questo;
5) gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente;
6) i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all'altro.
Deroghe al principio enunciato nel numero 6) del comma precedente sono consentite in casi eccezionali. La
nota integrativa deve motivare la deroga e indicarne l'influenza sulla rappresentazione della situazione
patrimoniale e finanziaria e del risultato economico.

Diritto Commerciale

Pagina 169 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

164. Il procedimento di formazione del bilancio d'esercizio


Il bilancio di esercizio un atto della societ alla cui redazione cooperano nel sistema tradizionale di
amministrazione e controllo (e in quello monistico) tutti e tre gli organi sociali: amministratori, collegio
sindacale ed assemblea, nonch il soggetto incaricato del controllo contabile. Nel sistema dualistico il
bilancio predisposto dal consiglio di gestione ed approvato dal consiglio di sorveglianza.
L'assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta all'anno per l'approvazione del bilancio.
Nelle societ quotate gli amministratori si avvalgono della cooperazione di un dirigente proposto alla
redazione dei documenti contabili societari, il quale deve predisporre adeguate procedure amministrative e
contabili per la formazione del bilancio.
Il progetto di bilancio redatto dagli amministratori entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio (1 gennaio31 dicembre), deve essere comunicato al collegio sindacale almeno trenta giorni prima della convocazione
dell'assemblea. Inoltre deve restare depositato in copia nella sede della societ durante i quindici giorni che
precedono l'assemblea, cos chiunque, sia creditori, sia soci, sia obbligazionisti pu visionare i dati contabili
e magari decidere se modificare il proprio investimento. Quindi la funzione quella di dare notizia. Viene
convocata l'assemblea dagli amministratori che discute e chiede spiegazioni.
L'assemblea pu approvarlo, respingerlo o modificarlo. Finch non viene approvato non pu essere inviato
al registro delle imprese, quindi pu essere modificato e riportato in assemblea per l'approvazione, ma se
continua a non essere approvato si ritiene che sia causa di scioglimento delle societ per ipotesi di
impossibilit di funzionamento. In sede di approvazione pu essere decisa l'eventuale azione di
responsabilit degli amministratori, se i soci ravvisano che la loro attivit sia scorretta.
Entro trenta giorni dall'approvazione, deve essere depositata dagli amministratori una copia del bilancio
presso l'ufficio del registro delle imprese. Le azioni di annullabilit e/o di nullit non possono essere pi
esercitate dopo che stato approvato il bilancio dell'esercizio successivo.
Se il soggetto incaricato della revisione ha emesso un giudizio privo di rilievi, la delibera di approvazione
del bilancio pu essere impugnata da tanti soci che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale.

Diritto Commerciale

Pagina 170 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

165. La distribuzione degli utili ai soci


L'assemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione degli utili ai soci. Non tutti gli utili per
sono distribuibili fra i soci sotto forma di dividendi.
Se negli esercizi precedenti si verificata una perdita del capitale sociale, non si possono ripartire gli utili
fino a che il capitale sociale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente.
Dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma del 5% degli stessi per costituire la riserva legale
(fin quando la stessa non abbia raggiunto il 20% del capitale sociale). La riserva legale, se viene diminuita,
deve essere reintegrata. La riserva legale costituisce un accantonamento contante di utili imposto per legge
alla salvaguardia dell'integrit del capitale sociale.
Funzione simile assolve la riserva statutaria; a differenza di quella legale, la riserva statutaria imposta dallo
statuto (che stabilisce la quota degli utili da destinare alla stessa). Gli utili accantonati a riserva statutaria
non sono distribuibili ai soci.
Le riserve facoltative sono quelle discrezionalmente disposte dall'assemblea ordinaria che approva il
bilancio.
Gli utili di cui l'assemblea che approva il bilancio pu disporre a favore dei soci sono costituiti perci dagli
utili distribuibili di esercizio e dagli utili accertati e non distribuiti dagli esercizi precedenti.
Il potere dispositivo dell'assemblea in tema di distribuzione degli utili pu essere limitato da clausole
statutarie che riconoscono a determinate categorie di azionisti il diritto alla percezione annuale di un
dividendo minimo.
La societ non pu comunque pagare dividendi sulle azioni, se non per utili realmente conseguiti e risultanti
dal bilancio regolarmente approvato. N pu procedere alla distribuzione di dividendi se negli esercizi
precedenti si verificata una perdita. Se gli azionisti erano in buona fede al momento della riscossione e i
dividendi sono stati distribuiti in base ad un bilancio regolarmente approvato, questi possono trattenere i
dividendi riscossi.

Diritto Commerciale

Pagina 171 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

166. Il bilancio consolidato di gruppo


Il bilancio consolidato un bilancio redatto dagli amministratori dalla capogruppo in aggiunta al proprio
bilancio d'esercizio. In esso rappresentata la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del gruppo
considerato nella sua unit.
Il bilancio consolidato deve essere redatto dalle societ di capitali che controllano altre imprese e dalle
societ cooperative che controllano societ di capitali. Sono esonerati dall'obbligo di redigere il bilancio
consolidato i gruppi di minore dimensione purch nessuna delle imprese del gruppo sia una societ con
azioni quotate. In base art. 27 del d.lgs. 127/1991 non sono soggette ad obbligo le imprese controllante, che
non abbiano superato per due esercizi consecutivi, due dei seguenti limiti:
- 17.500.000 euro nel totale degli attivi degli stati patrimoniali;
- 35.000.000 euro nel totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni;
- 250 dipendenti occupati in media durante l'esercizio.
Inoltre devono essere escluse dal consolidamento le imprese controllate la cui attivit abbia caratteri tali che
la loro inclusione renderebbe il bilancio consolidato inidoneo a realizzare i suoi fini.
Il bilancio consolidato ha la stessa struttura del bilancio di esercizio; non una semplice aggregazione dei
bilanci delle singole imprese, ma deve rappresentare la situazione patrimoniale, finanziaria ed il risultato
economico del complesso delle imprese costituenti il gruppo, come se si trattasse di un'unica impresa.
Il bilancio consolidato non assoggettato ad approvazione da parte dell'assemblea, ma oggetto di controllo
da parte dei revisori, quindi pu essere impugnato in base all'articolo 2409 decies.

Diritto Commerciale

Pagina 172 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

167. Le modifiche del contenuto oggettivo del contratto sociale


Ogni mutamento del contenuto oggettivo del contratto sociale costituisce modificazione (inserimento di
nuove clausole, modificazione o soppressione di clausole esistenti) dello statuto si una societ per azioni.
Le modificazioni dello statuto sono di competenza dell'assemblea dei soci in sede straordinaria.
Il notaio che ha verbalizzato la delibera dell'assemblea, verifica l'adempimento delle condizioni stabilite
dalla legge e, entro trenta giorni, ne richiede il deposito e l'iscrizione nel registro delle imprese, che esercita
un controllo.
Se il notaio ritiene non adempiute le condizioni stabilite dalla legge ne d comunicazione agli
amministratori, i quali possono convocare l'assemblea per gli opportuni provvedimenti, ma se non
condividono quanto indicato dal notaio si rivolgono al tribunale che procede con il controllo di legalit.

Diritto Commerciale

Pagina 173 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

168. Il diritto di recesso dei soci di una s.p.a.


L'applicazione del principio maggioritario fa si che nella s.p.a. la minoranza non pu impedire modifiche
dell'assetto societario.
necessario per che la maggioranza rispetti i limiti posti da norme inderogabili e che non siano violati i
principi cardine di correttezza, buona fede e parit di trattamento fra gli azionisti.
In presenza di delibere modificative di particolare entit, la minoranza tutelata dalla previsione di
maggioranze pi elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso alla societ, in alternativa alla vendita
delle azioni (se la societ chiusa sar difficile trovare un compratore).
La riforma del 2003 distingue cause di recesso inderogabili, derogabili dallo statuto e cause statutarie,
inoltre il diritto di recesso pu essere esercitato dai soci assenti, dissenzienti e astenuti rispetto ad una
deliberazione. riconosciuto anche il diritto di recedere parzialmente e la societ si trova a far fronte ad un
disinvestimento parziale. Il recesso pu essere esercitato o per le cause stabilite dal codice o per gli altri atti
o fatti stabiliti dallo statuto.
Nella cause inderogabili, il recesso pu essere esercitato dai soci che non hanno concorso alla:
- modifica dell'oggetto sociale; (cambiamento significativo dell'attivit sociale)
- trasformazione della societ;
- al trasferimento della sede all'estero;
- modificazioni dello statuto concernenti diritto di voto o di partecipazione;
- revoca dello stato di liquidazione.
In tutti questi casi il diritto di recesso non pu essere soppresso dallo statuto.
Nelle cause derogabili, il diritto di recesso spetta ai soci che non hanno concorso alla:
- approvazione delle delibere riguardanti la proroga del termine di durata della societ;
- l'introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni.
Nelle societ che non fanno appello al mercato del capitale di rischio, lo statuto pu prevedere ulteriori
cause di recesso.
Il diritto di recesso deve essere esercitato mediante una lettera raccomandata alla societ entro quindici
giorni dall'iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima. Le azioni per le quali
esercitato il diritto di recesso devono essere depositate presso la sede della societ. la societ entro 90 giorni
pu revocare la delibera che legittima il diritto di recesso oppure pu deliberare lo scioglimento della
societ. Il valore di liquidazione delle azioni determinato dagli amministratori, sentito il parere del
collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti, tenuto conto della consistenza
patrimoniale della societ e delle sue prospettive reddituali, nonch dell'eventuale valore di mercato delle
azioni.
Nelle societ non quotate il valore delle azioni da rimborsare determinato dagli amministratori tenendo
conto della consistenza patrimoniale della societ e delle sue prospettive reddituali.
Nelle societ con azioni quotate il valore di liquidazione viene determinato facendo la media aritmetica dei
prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la convocazione dell'assemblea.
Al socio deve essere corrisposto il valore reale delle azioni, perci il valore di mercato.

Diritto Commerciale

Pagina 174 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

I soci devono conoscere il valore delle azioni prima dell'assemblea, deve essere depositato dagli
amministratori, in modo che arrivino in assemblea informati. In caso di contestazione del valore deve essere
nominato un esperto dal tribunale.
Gli amministratori offrono le azioni del socio recedente in opzione agli altri soci, qualora i soci non sono
disposti ad acquistare in tutto o in parte vengono offerte ai terzi. In caso di mancato collocamento delle
azioni presso i soci o presso terzi, le azioni vengono rimborsate mediante acquisto da parte della societ, ma
in assenza di utili e riserve disponibili, il capitale sociale deve essere ridotto del relativo ammontare o
proseguire con lo scioglimento della societ.

Diritto Commerciale

Pagina 175 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

169. Le modificazioni del capitale sociale


L'aumento del capitale sociale pu essere reale (a pagamento: aumento del capitale sociale nominale e del
patrimonio della societ per effetto di nuovi conferimenti) oppure semplicemente nominale (gratuito: si
incrementa solo il capitale nominale mentre il patrimonio resta invariato).

Diritto Commerciale

Pagina 176 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

170. L'aumento reale del capitale sociale


Con l'aumento reale del capitale sociale, la societ intende procurarsi nuovi mezzi finanziari a titolo di
capitale di rischio: nuovi conferimenti in denaro, natura o crediti. L'aumento reale da perci luogo
all'emissione di nuove azioni a pagamento, che vengono sottoscritte dai soci attuali (che vantano un diritto
di opzione) o da terzi che cos diventano soci.
Competente a deliberare l'aumento di capitale l'assemblea straordinaria dei soci o anche gli amministratori
se previsto dallo statuto (deve essere predeterminato l'ammontare massimo e la delega pu essere concessa
per un periodo massimo di cinque anni), l'aumento pu essere deliberato se le azioni siano state interamente
liberate (il socio sottoscrive azioni per un determinato corrispettivo se effettua conferimenti in denaro deve
versare il 25% delle azioni all'atto di costituzione e il residuo nel momento in cui viene richiesto, perci
saranno liberate quando verr versato il residuo).
Il versamento del 25% dei conferimenti in denaro deve essere effettuato, all'atto della sottoscrizione,
direttamente alla societ e non presso una banca (come invece era previsto al momento della costituzione
della societ), se previsto un soprapprezzo deve essere versato all'atto della sottoscrizione. Un aumento di
capitale non pu essere eseguito fino a che le azioni precedentemente emesse non siano interamente
liberate. In caso di violazione gli amministratori sono solidalmente responsabili per i danni arrecati ai soci e
ai terzi.

Diritto Commerciale

Pagina 177 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

171. Il diritto di opzione dei soci


Il diritto di opzione il diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dell'aumento del
capitale sociale a pagamento. Consente di mantenere inalterata la proporzione in cui ciascun socio partecipa
al capitale e al patrimonio sociale, e quindi alla formazione della volont sociale attraverso il voto (funzione
amministrativa); serve inoltre a mantenere inalterato il valore reale della partecipazione azionaria in
presenza di riserve accumulate (funzione patrimoniale).
Il diritto di opzione ha un proprio valore economico, spesso notevole, che l'azionista pu monetizzare
cedendolo a terzi.
Le azioni di nuova emissione e le obbligazioni convertibili in azioni devono essere offerte in opzione ai soci
in proporzione al numero delle azioni possedute. Se vi sono obbligazioni convertibili il diritto di opzione
spetta anche ai possessori di queste, in concorso con i soci, sulla base del rapporto di cambio.
Il diritto di opzione attribuito a ciascun azionista il proporzione del numero di azioni gi possedute.
Esistono casi di esclusione del diritto di opzione o di limitazione, in presenza di situazioni oggettive
rispondenti a un concreto interesse della societ: quando le azioni devono essere liberate mediante
conferimenti in natura consentendo l'inserimento di nuovi soci; quando l'interesse della societ lo esige;
quando le azioni devono essere offerte in sottoscrizione ai dipendenti della societ.

Diritto Commerciale

Pagina 178 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

172. L'aumento nominale del capitale sociale


L'aumento nominale (o gratuito) del capitale sociale posto in essere dall'assemblea straordinaria imputando
a capitale le riserve o gli altri fondi iscritti al bilancio in quanto disponibili (non determina perci alcun
incremento del capitale sociale).
Il passaggio a capitale di riserve e fondi disponibili comporta che la societ non pu pi disporre a favore
dei soci dei corrispondenti valori del patrimonio netto.
Pu essere attuato o aumentando il valore nominale delle azioni in circolazione o mediante l'emissione di
nuove azioni (devono essere assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione di quelle gi possedute).

Diritto Commerciale

Pagina 179 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

173. La riduzione del capitale sociale: la riduzione reale


Anche la riduzione del capitale sociale pu essere reale o nominale, a seconda che la riduzione dia luogo o
meno ad un corrispondente rimborso ai soci del valore dei conferimenti.
La riduzione reale (per esuberanza) un'operazione potenzialmente pericolosa per i creditori sociali e per i
soci di minoranza: riduce la consistenza del patrimonio sociale e pu pregiudicare lo svolgimento
dell'attivit d'impresa. Gli amministratori valutano che i conferimenti sono eccessivi, perci l'assemblea
decide di restituirli ai soci. Il capitale sociale non pu essere ridotto al di sotto del minimo legale di
centoventimila euro; l'avviso di convocazione dell'assemblea deve indicare le ragioni e le modalit della
riduzione. Nei novanta giorni che seguono l'iscrizione della delibera i creditori sociali possono farvi
opposizione, dato che l'esecuzione della stessa pu pregiudicare la loro posizione, danneggiandoli, perci
presentano opposizione al tribunale che valuta, se ritiene infondato il pericolo di pregiudizio oppure la
societ ha prestato garanzia, dispone che l'operazione abbia luogo.
La riduzione reale pu aver luogo mediante liberazione dei soci dall'obbligo di versamenti ancora dovuti, o
mediante rimborso agli stessi del capitale, o mediante l'annullamento di azioni proprie. Le modalit di
riduzione prescelte devono inoltre assicurare la parit di trattamento degli azionisti.

Diritto Commerciale

Pagina 180 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

174. La riduzione del capitale sociale per perdite


Il patrimonio netto della societ pu scendere, per effetto delle perdite, al di sotto del capitale sociale
nominale. Si tratta in questo caso di una riduzione puramente nominale, dato che non comporta riduzione
del patrimonio sociale; quest'ultima si infatti gi verificata per effetto delle perdite subite dalla societ.
La societ non obbligata a ridurre il capitale sociale fino a quando la perdita dello stesso non sia superiore
ad un terzo (es. se il capitale sociale nominale 300, finch il patrimonio netto non scende sotto 200 per
effetto delle perdite, la riduzione facoltativa). La societ pu ugualmente ridurre il capitale per perdite per
poter distribuire gli utili successivamente conseguiti; distribuzione altrimenti vietata fin quando le perdite
non siano state colmate.
La riduzione del capitale sociale diventa obbligatoria quando il capitale diminuito di oltre un terzo per
effetto delle perdite. Gli amministratori devono convocare senza indugio l'assemblea straordinaria per
prendere gli opportuni provvedimenti. L'assemblea non tenuta a decidere l'immediata riduzione del
capitale sociale, ma pu anche limitarsi a rinviare le perdite (se entro l'esercizio successivo la perdita non
risulta diminuita a meno di un terzo, l'assemblea ordinaria deve ridurre il capitale in proporzione alle perdite
accertate), in alternativa possono trasformare la societ.
Nel caso in cui il capitale sociale scenda al di sotto del minimo legale, la disciplina non consente di
attendere i risultati dell'esercizio successivo per prendere provvedimenti.
Inoltre altri casi di riduzione sono: per recesso del socio, mancato pagamento o a seguito di acquisto di
azioni proprie quando sono maggiori rispetto ai limiti stabiliti dalla legge o dalla delibera assembleare, gli
amministratori devono annullarle, se non le rivendono, fa seguito una diminuzione del capitale sociale.

Diritto Commerciale

Pagina 181 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

175. Modalit di finanziamento della spa


La societ ha bisogno di finanziarsi:
autofinanziamento: quando la societ che si autofinanzia, destinando gli utili all'interno, quindi deve avere
utili e deve esserci la volont dell'assemblea dei soci;
etero finanziamento: pu avvenire in 2 modi da parte di terzi che possono essere soci con capitale di rischio
o effettuato da terzi a titolo di capitale di debito (creditori).
Il primo tipo avviene solo acquisendo la qualit di socio in sede di costituzione o di aumento del capitale
sociale con conferimenti in denaro o in natura. Il secondo tipo pu avvenire in qualunque momento della
vita della societ, ma rimane un soggetto estraneo che non pu esercitare il controllo sulla gestione.

Diritto Commerciale

Pagina 182 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

176. Strumenti finanziari partecipativi


Sono titoli di debito che consentono a chi li emette (soci o terzi) di partecipare alla vita della societ a fronte
di un apporto in denaro o di altra entit (prestazione d'opera). Lo strumento finanziario fornisce diritti
patrimoniali ed anche diritti amministrativi escluso il voto nell'assemblea generale degli azionisti, ma dato
che possono nominare un membro del consiglio di amministrazione, deliberano in assemblee separate. Una
societ potrebbe emettere obbligazioni, strumenti finanziari, prestiti bancari tutti insieme, dato che non
fatto divieto. Se lo statuto lo prevede, l'assemblea straordinaria pu deliberare l'assegnazione di utili ai
prestatori di lavoro dipendenti delle societ o di societ controllate mediante l'emissione, per un ammontare
corrispondente agli utili stessi, di speciali categorie di azioni da assegnare individualmente ai prestatori di
lavoro, con norme particolari riguardo alla forma, al modo di trasferimento ed ai diritti spettanti agli
azionisti. Il capitale sociale deve essere aumentato in misura corrispondente.

Diritto Commerciale

Pagina 183 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

177. Nozione e tipologia delle obbligazioni


La s.p.a. e la s.a.p.a. pu emettere obbligazioni (strumento per la raccolta di capitale di prestito fra il
pubblico). Le societ di persone non possono ricorrere a questo finanziamento, n le srl che possono
emettere titoli di debito.
Le obbligazioni sono titoli di credito all'ordine o al portatore che rappresentano frazioni di uguale valore
nominale e con uguali diritti di un'unitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo (sono titoli di
massa). I titoli obbligazionari documentano quindi un credito verso la societ.
Mentre l'azione attribuisce la qualit di socio e quindi di compartecipe ai risultati dell'attivit d'impresa,
l'obbligazione attribuisce invece la qualit di creditore della societ e il diritto ad una remunerazione
periodica fissa (interessi), svincolata dai risultati economici della societ finanziata.
L'obbligazionista ha diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza pattuita.
Vi sono tipi speciali di obbligazioni che la pratica societaria ha creato e continua a creare, per incentivare la
propensione dei risparmiatori verso tali forme di investimento:
- le obbligazioni partecipanti, in cui la remunerazione periodica del capitale commisurata agli utili di
bilancio della societ emittente;
- le obbligazioni indicizzate, che mirano a neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria e ad
adeguare il rendimento dei titoli all'andamento del mercato finanziario;
- le obbligazioni convertibili in azioni, che attribuiscono all'obbligazionista la facolt di trasformare il
proprio credito in una partecipazione azionaria;
- le obbligazioni con warrant, che attribuiscono all'obbligazionista il diritto di sottoscrivere o acquistare
azioni ferma restando la posizione di creditore per le obbligazioni possedute (ci le distingue da quelle
convertibili);
- obbligazioni subordinate, nelle quali il diritto degli obbligazionisti al pagamento degli interessi e al
rimborso del capitale subordinato all'integrale soddisfacimento degli altri creditori.

Diritto Commerciale

Pagina 184 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

178. I limiti all'emissione di obbligazioni


n base all'attuale disciplina, la s.p.a. pu emettere obbligazioni per somma complessivamente non eccedente
il doppio del capitale sociale (sottoscritto), della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti
dall'ultimo bilancio approvato. Cos, se il capitale sottoscritto 100 (di cui 50 versato), la riserva legale 20 e
le altre riserve disponibili 30, la societ potr emettere obbligazioni per ammontare non superiore a 300 (in
passato sarebbe stato 50 in quanto non potevano essere emesse per somma eccedente il capitale versato ed
esistente risultante dall'ultimo bilancio approvato).
La societ pu tuttavia emettere obbligazioni per ammontare superiore quando :
- le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate ad essere sottoscritte da investitori istituzionali,
soggetti a vigilanza prudenziale (banche, imprese di assicurazione), i quali a loro volta, se trasferiscono le
obbligazioni sottoscritte, rispondono della solvenza della societ nei confronti degli acquirenti;
- ricorrono particolari ragioni che interessano l'economia nazionale e la societ autorizzata, con
provvedimento dell'autorit governativa, a superare il limite;
- l'emissione di obbligazioni garantite da ipoteca di primo grado su immobili di propriet della societ, sino
a due terzi del valore degli immobili medesimi (perch potrebbe essere sopravvalutato).
La societ che ha emesso obbligazioni non pu ridurre volontariamente il capitale sociale o distribuire
riserve se rispetto all'ammontare delle obbligazioni ancora in circolazione il limite di cui al primo comma
dell'articolo 2412 cc non risulta pi rispettato. Se la riduzione del capitale sociale obbligatoria, o le riserve
diminuiscono in conseguenza di perdite, non possono distribuirsi utili (servono a ripristinare l'ammontare
del capitale sociale) sinch l'ammontare del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili
non eguagli la met dell'ammontare delle obbligazioni in circolazione.

Diritto Commerciale

Pagina 185 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

179. Il procedimento di emissione delle obbligazioni


Le obbligazioni sono emesse dal consiglio di amministrazione. La delibera di emissione deve risultare da
verbale redatto da un notaio, soggetta a controllo di legalit da parte dello stesso e ad iscrizione nel
registro delle imprese. L'ammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un apposito libro delle
obbligazioni.

Diritto Commerciale

Pagina 186 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

180. Le obbligazioni convertibili in azioni


Le obbligazioni convertibili in azioni attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni della stessa societ, in
base ad un prefissato rapporto di cambio, utilizzando come conferimento le somme gi versate al momento
dell'acquisto delle obbligazioni. Chi esercita il diritto di conversione cessa perci di essere obbligazionista e
diventa azionista della societ.
La delibera di emissione delle obbligazioni convertibili non pu essere adottata se il capitale sociale
precedentemente sottoscritto non stato integralmente versato; le obbligazioni convertibili non possono
essere emesse per somma complessivamente inferiore al loro valore nominale.
Competente a deliberare l'emissione di obbligazioni convertibili l'assemblea straordinaria, che deve
determinare anche il rapporto di cambio, nonch il periodo e le modalit di conversione. Deve inoltre
contestualmente deliberare l'aumento del capitale sociale per un ammontare corrispondente al valore
nominale delle azioni da attribuire in conversione. Lo statuto pu prevedere la delega agli amministratori
che deve prevedere un termine di 5 anni entro il quale effettuare la conversione ed un ammontare massimo,
quindi dovr essere deliberato un aumento del capitale sociale nel semestre successivo se decidono di
convertirsi.

Diritto Commerciale

Pagina 187 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

181. L'organizzazione degli obbligazionisti


prevista un'organizzazione di gruppo degli obbligazionisti volta a tutelare l'interesse degli stessi verso la
societ, ed articolata in due organi: l'assemblea e il rappresentante comune.
L'assemblea delibera:
- sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune;
- sulle modificazioni delle condizioni del prestito;
- sulla proposta di amministrazione controllata e di concordato;
- sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi.
- sugli altri oggetti degli interessi comuni degli obbligazionisti.
L'assemblea convocata dagli amministratori della societ o dal rappresentante comune degli
obbligazionisti o quando ne fatta richiesta da tanti obbligazionisti che rappresentino il ventesimo dei titoli
emessi e non estinti. Il rappresentante comune degli obbligazionisti nominato dall'assemblea degli
obbligazionisti. Le deliberazioni prese dall'assemblea degli obbligazionisti sono impugnabili, le percentuali
previste sono calcolate all'ammontare del prestito obbligazionario e alla circostanza che le obbligazioni
siano quotate in mercati regolamentati. L'impugnazione proposta innanzi al tribunale, nella cui
giurisdizione la societ ha sede, in contraddittorio del rappresentante degli obbligazionisti. Tutela gli
interessi comuni degli obbligazionisti nei confronti della societ e dei terzi, in particolare: esegue le
deliberazioni dell'assemblea degli obbligazionisti e ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti.

Diritto Commerciale

Pagina 188 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

182. Le cause di scioglimento delle societ di capitali


La s.p.a. e le altre societ di capitali si sciolgono ed entrano in stato di liquidazione con il verificarsi di una
delle seguenti cause:
- il decorso del termine di durata fissato nell'atto costitutivo (pu essere tuttavia prorogato)(se a tempo
determinato, raggiunto il termine finale);
- il conseguimento dell'oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilit di conseguirlo (sempre che
quest'ultima abbia carattere assoluto o definitivo)(la societ si costituita per il raggiungimento di uno
scopo, a meno che ha come oggetto sociale un'attivit continuativa);
- l'impossibilit di funzionamento o la continua inattivit dell'assemblea (l'assemblea non viene convocata, o
non raggiunge i quorum necessari per deliberare);
- la riduzione del capitale (per perdite) al di sotto del minimo legale;
- la delibera dell'assemblea straordinaria in seguito al recesso di uno o pi soci, o all'impossibilit di
provvedere al rimborso delle relative azioni senza ridurre il capitale sociale;
- la deliberazione dell'assemblea straordinaria di scioglimento anticipato;
- le altre cause previste dall'atto costitutivo o dallo statuto (es. morte di un determinato socio).
In passato operavano automaticamente, oggi verificatasi una causa di scioglimento, gli amministratori
devono procedere al suo accertamento (tranne se stata deliberata dall'assemblea) e all'iscrizione nel
registro delle imprese della relativa dichiarazione o della deliberazione assembleare che dispone lo
scioglimento ed ha efficacia costitutiva; gli effetti decorrono dal momento dell'iscrizione nel registro delle
imprese. Cosa comporta la non iscrizione? L'istanza al tribunale di procedere all'iscrizione del decreto nel
registro delle imprese, se il tribunale verifica che la causa di scioglimento non c' si procede con la revoca o
con il risarcimento dei danni.

Diritto Commerciale

Pagina 189 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

183. La societ in stato di liquidazione


Lo scioglimento una fase che attraversa la societ, in cui ancora esistente, mentre l'estinzione la
chiusura della societ; la liquidazione finalizzata all'estinzione.
Il verificarsi di una causa di scioglimento non determina un'immediata estinzione della societ: si deve
prima provvedere, attraverso il procedimento di liquidazione, al pagamento dei creditori sociali e alla
ripartizione fra i soci dell'eventuale residuo attivo. La societ ancora esistente ma cambia finalit.
Gli amministratori restano in carica fino alla nomina dei liquidatori e sono responsabili della conservazione
dei beni sociali fino a che non li abbiano consegnati ai liquidatori.
Gli amministratori vedono limitati i loro poteri. Infatti conservano il potere di gestire la societ ai soli fini
della conservazione dell'integrit e del valore del patrimonio sociale, ma non possono compiere nuove
operazioni. Per gli atti posti in essere violando tale limitazione, gli amministratori sono personalmente e
solidalmente responsabili dei danni arrecati alla societ, ai soci, ai creditori sociali e ai terzi. Con gli
amministratori risponder nei confronti dei terzi anche la societ.
La societ pu in ogni momento revocare lo stato di liquidazione e tornare ad una fase di normale esercizio
con delibera dell'assemblea straordinaria. Ai soci che non hanno concorso alla deliberazione riconosciuto
il diritto di recesso, in quanto i diritti del socio sono preservati perci ha diritto alla liquidazione della quota.
Anche i creditori possono opporsi alla revoca dello stato di liquidazione e sar il tribunale a decidere,
quando ritenga infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori oppure la societ abbia prestato idonea
garanzia, dispone che l'operazione abbia luogo nonostante l'opposizione.

Diritto Commerciale

Pagina 190 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

184. Il procedimento di liquidazione e l''estinzione della societ


La liquidazione si apre con la nomina dei liquidatori da parte dell'assemblea straordinaria, che ha il potere di
revocarli. Sono soggetti estranei alla compagine societaria e non possono compiere nuove operazioni.
Con l'iscrizione della nomina dei liquidatori nel registro delle imprese, gli amministratori cessano dalla
carica e devono consegnare i documenti della societ ai liquidatori.
I liquidatori devono:
- adempiere i loro doveri con diligenza e professionalit;
- redigere l'inventario del patrimonio sociale.
I liquidatori devono provvedere al pagamento dei creditori sociali, ed eventualmente dei soci. Se necessario i
liquidatori possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti. Se non c' eccedenza i soci non ottengono
nulla, in perdita.
Completata la liquidazione del patrimonio, i liquidatori redigono il bilancio finale, che va approvato dai
singoli soci, indicando la parte spettante a ciascun socio o azione nella divisione dell'attivo; il bilancio
depositato presso l'ufficio del registro delle imprese, nei 90 giorni successivi ogni socio pu proporre
reclamo davanti al tribunale in contraddittorio con i liquidatori. Approvato il bilancio i liquidatori devono
chiedere la cancellazione della societ dal registro delle imprese. Compiuta la liquidazione i libri sociali
devono essere depositati e consegnati presso l'ufficio del registro delle imprese per 10 anni.
Se dopo l'estinzione saltano fuori dei debitori, devono agire nei confronti degli ex soci, e possono soddisfarsi
sull'eventuale eccedenza che hanno ricevuto, ma in concorrenza con i creditori particolari del socio
(creditore che vanta un credito nei confronti di un socio).

Diritto Commerciale

Pagina 191 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

185. Societ in mano pubblica


la societ per azioni della quale lo Stato, o altri enti pubblici, detengono la totalit, una maggioranza delle
azioni o un numero sufficienti di azioni ad assicurare il controllo. Lo Stato ha fortemente ridotto la sua
presenza nel mercato (Trenitalia: societ totalmente in mano pubblica; enel ed eni sono quotate in borsa, c'
una partecipazione minoritaria dello Stato).
Solo 2 articoli disciplinano specificatamente questo tipo di societ l'art 2449 e il 2451, poich il 2450 stato
abrogato dalla riforma del 2007. L'art 2449 cc: se lo Stato o gli enti pubblici hanno partecipazioni in una
societ per azioni che non fa ricorso al mercato del capitale di rischio (SOCIET CHIUSE), lo statuto pu ad
essi conferire la facolt di nominare un numero di amministratori e sindaci, ovvero componenti del consiglio
di sorveglianza, proporzionale alla partecipazione del capitale sociale. stato introdotto il principio di
proporzionalit, in quanto inizialmente lo Stato poteva nominare amministratori sia in quanto azionista, sia
come soggetto pubblico, ma veniva fuori un potere sproporzionato rispetto alla partecipazione al capitale
sociale, quindi se lo Stato ha una partecipazione minoritaria, dovr rispettare la proporzionalit per la
nomina degli amministratori.
Art 2450 cc abrogato in quanto se lo Stato non ha partecipazione sociale non nomina gli amministratori.
Ci sono 3 interpretazioni dell'art 2449 cc:
la norma pur non dicendolo riconosce allo Stato la nomina assembleare come un normale socio privato;
la norma dice che c' un potere proporzionale, lo Stato pu nominare gli amministratori (extrassembleare)
ma non ha potere di nomina in assemblea; (potere di nomina diretto)
la norma non prende posizione, ma dice solo che deve essere proporzionale, e la somma degli
amministratori assembleari ed extrassembleari non possono superare la partecipazione al capitale sociale
(interpretazione pi giusta).
Societ che fanno ricorso al mercato di rischio (SOCIET APERTE) sono quelle che possono emettere
strumenti finanziari partecipativi, lo Stato pu avere una posizione pi intensa se tali poteri derivano da
strumenti finanziari partecipativi o dall'emissione di particolari categorie di azioni (diritti amministrativi:
diritto di voto, di intervento, di impugnare le delibere assembleari; diritto di recesso a contenuto misto:
amministrativo e patrimoniale).

Diritto Commerciale

Pagina 192 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

186. Caratteri distintivi della societ in accomandita per azioni


Esistono due categorie di soci: i soci accomandatari (rispondono solidalmente e illimitatamente per le
obbligazioni sociali; sono di diritto gli amministratori della societ) e i soci accomandanti (obbligati verso la
societ nei limiti della quota di capitale sottoscritta). La carica a tempo indeterminato, il potere di
amministrare la societ saldamente nelle mani degli accomandatari.
Le quote di partecipazione sono rappresentate da azioni.
sostanzialmente una s.p.a. e si applicano le norme relative alla s.p.a.
Gli accomandatari godono del beneficio di escussione, ovvero il creditore pu soddisfarsi con il patrimonio
della societ, e se questo insufficiente con quello del singolo socio come nelle s.n.c.

Diritto Commerciale

Pagina 193 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

187. La disciplina della societ in accomandita per azioni


L'atto costitutivo deve indicare quali sono i soci accomandatari e la denominazione sociale deve essere
costituita dal nome di almeno uno di questi, se viene inserito il nome di un accomandante non succede
nulla. Gli amministratori devono essere soci, possono essere revocati se sussiste una giusta causa con
delibera dell'assemblea straordinaria, ma se non sussiste hanno diritto al risarcimento dei danni.
Nell'assemblea, gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei
sindaci e dei componenti del consiglio di sorveglianza; inoltre devono approvare all'unanimit le
modificazioni dell'atto costitutivo. Le cause di scioglimento sono quelle delle s.p.a, ma c' una causa
specifica, la societ si scioglie in caso di cessazione dalla carica di tutti gli amministratori, se entro 180
giorni non si provveduto a sostituirli. In questo periodo viene nominato un amministratore provvisorio il
cui compito quello di gestire l'ordinaria amministrazione.

Diritto Commerciale

Pagina 194 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

188. Caratteri distintivi della societ a responsabilit limitata


La s.r.l. una societ di capitali nella quale:
- per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ col suo patrimonio;
- le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non possono essere oggetto di
offerta al pubblico.
Le s.r.l. possono emettere titoli di debito (assimilabili alle obbligazioni) che non possono per essere
collocati presso il pubblico dei risparmiatori (al contrario delle azioni).
Il capitale sociale minimo richiesto per la costituzione della societ di diecimila euro.
La struttura della s.r.l. consente di valorizzare le piccole medie imprese ( un modello societario
particolarmente elastico). Divide con le societ di persone la centralit del socio nella compagine societaria,
i soci hanno un ampia autonomia e questa una caratteristica fondamentale. La societ pu essere costituita
per contratto o atto unilaterale. L'atto costitutivo redatto per atto pubblico deve indicare:
1) il cognome e il nome o la denominazione, la data e il luogo di nascita o lo Stato di costituzione, il
domicilio o la sede, la cittadinanza di ciascun socio;
2) la denominazione, contenente l'indicazione di societ a responsabilit limitata, e il comune ove sono poste
la sede della societ e le eventuali sedi secondarie;
3) l'attivit che costituisce l'oggetto sociale;
4) l'ammontare del capitale, non inferiore a diecimila euro, sottoscritto e di quello versato;
5) i conferimenti di ciascun socio e il valore attribuito crediti e ai beni conferiti in natura;
6) la quota di partecipazione di ciascun socio; (la partecipazione sociale pu non essere proporzionale ai
conferimenti, il valore dei conferimenti non pu essere inferiore al capitale e deve essere pari all'ammontare
globale, ci a tutela dei terzi, perci le modalit dei singoli soci non rileva).
7) le norme relative al funzionamento della societ, indicando quelle concernenti l'amministrazione, la
rappresentanza;
8) le persone cui affidata l'amministrazione e l'eventuale soggetto incaricato di effettuare la revisione
legale dei conti;
9) l'importo globale, almeno approssimativo, della spese per la costituzione poste a carico della societ.

Diritto Commerciale

Pagina 195 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

189. La costituzione della s.r.l.


La costituzione della s.r.l. prevede:
- un capitale sociale minimo di diecimila euro;
- la presenza dell'indicazione di s.r.l. nella denominazione sociale;
- la possibilit di costituirla a tempo indeterminato.
possibile la costituzione da parte di un singolo socio, mantenendo la responsabilit limitata per le
obbligazioni sociali.

Diritto Commerciale

Pagina 196 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

190. I conferimenti e le altre forme di finanziamento delle s.r.l.


La riforma del 2003 stabilisce che possono essere conferiti tutti gli elementi dell'attivo suscettibili di
valutazione economica. Il versamento presso una banca del 25% dei conferimenti in denaro pu essere
sostituito da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria. consentito il conferimento di
prestazioni d'opere o servizi, ma il socio deve prestare idonea garanzia, rappresentata da una polizza o una
fideiussione, nel caso questo non sia possibile, il socio viene considerato inadempiente. Chi conferisce beni
in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un revisore legale o di una societ di revisione
legali iscritti nell'apposito registro. La relazione, che deve contenere la descrizione dei beni o crediti
conferiti, l'indicazione dei criteri di valutazione adottati e l'attestazione che il loro valore almeno pari a
quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell'eventuale soprapprezzo, deve
essere allegata all'atto costitutivo. Se i conferimenti sono fatti in natura devono essere conferiti al momento
della sottoscrizione, normalmente viene stabilito un termine, se decorre inutilmente, gli amministratori
hanno 2 alternative:
- proporre un'azione per ottenere l'adempimento (potrebbe per essere inutile se il socio non ha niente e i
tempi e i costi sono eccessivamente onerosi);
- vendere le quote del socio moroso.
facolt della societ vendere coattivamente le quote del socio costituito in mora. Se mancano offerte di
acquisto da parte dei soci si procede alla vendita all'incanto (se previsto dallo statuto); in mancanza di
compratori il capitale deve essere ridotto in misura corrispondente (la s.r.l. non pu acquisire proprie quote).
In ogni caso il socio moroso non pu partecipare alle decisioni dei soci, ovvero al processo di formazione
della volont sociale. (in s.p.a si sarebbe parlato di diritto di voto e di intervento). Pu non esserci il
processo assembleare. Nelle S.r.l capita spesso che ci sia bisogno di liquidit, perch ha un capitale sociale
basso e perch non fa appello al mercato del capitale di rischio. Spesso sono gli stessi soci che finanziano la
societ, sostanzialmente fanno un prestito, e dopo ottengono un rimborso. Il legislatore interviene stabilendo
regole per la restituzione. Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della societ postergato rispetto
alla soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell'anno precedente la dichiarazione di fallimento della
societ, deve essere restituito. Perch questi soci sono postergati? Questa disciplina viene applicata quando
il socio avrebbe dovuto versare un conferimento, e invece fa un finanziamento cos potr ottenere una
restituzione.
Il rimborso dei finanziamenti dei soci alla societ subordinato al soddisfacimento degli altri creditori.
I finanziamenti possono avvenire: attraverso i soci, bancari, utili, aumento del capitale sociale, emissione di
titoli di debito. L'atto costitutivo stabilisce chi pu emettere titoli di debito, soci o amministratori, stabilisce i
limiti, ma pu anche non porre limiti, possono essere sottoscritti da banche, sim.

Diritto Commerciale

Pagina 197 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

191. Le quote sociali nelle s.r.l.


Nella s.r.l. il capitale diviso secondo un criterio personale (il numero iniziale delle quote corrisponde al
numero dei soci che partecipano alla costituzione della societ e ciascun socio diventa titolare di una quota
di partecipazione). Le quote possono essere di diverso ammontare a seconda del capitale sottoscritto da
ciascun socio. Se un socio aliena la sua quota cosa accade? Si accresce la sua partecipazione, ma la quota
resta unica.
I diritti sociali spettano ai soci in proporzione alla partecipazione posseduta. L'atto costitutivo pu prevedere
l'attribuzione a singoli soci di particolari diritti riguardanti l'amministrazione o la distribuzione degli utili.
Questi diritti per non circolano, rimangono in capo al soggetto che li ha acquisiti originariamente. Le
partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni n costituire oggetto di offerta al pubblico
di prodotti finanziari.
Le quote, a differenza delle azioni, non possono essere rappresentate da titoli di credito n possono costituire
oggetto di offerta al pubblico. Se pi soci sono comproprietari di una partecipazione, i diritti devono essere
esercitati secondo le norme che disciplinano la comunione. Riguardo l'indivisibilit della quota non detto
nulla, ci sono diversi orientamenti, ma si pensa che possa essere frazionata. Le quote sono fatte per circolare
sia per atto tra vivi, che mortis causa, ma l'atto costitutivo pu escludere del tutto il trasferimento delle
quote, cos la compagine sociale non cambia, il rischio che un soggetto rimanga prigioniero del proprio
titolo. Inoltre stabilisce i modi in cui esercitare il diritto di recesso. I soci e gli eredi possono esercitare il
diritto di recesso, ma come fanno ad esercitarlo gli eredi, se il socio morto e non possono entrare nella
compagine societaria? Gli eredi hanno diritto al rimborso della quota, applicando le regole del recesso,
secondo il valore di mercato, quindi il riferimento improprio, ma il procedimento uguale. L'atto
costitutivo stabilisce quando il socio pu recedere e le modalit, questo per sottolineare l'ampia autonomia
organizzativa: in ogni caso il diritto di recesso compete ai soci che non hanno consentito al cambiamento
dell'oggetto o del tipo di societ, alla sua fusione o scissione, alla revoca dello stato di liquidazione al
trasferimento della sede all'estero alla eliminazione di una o pi cause di recesso previste dall'atto costitutivo
e al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell'oggetto della societ
determinato nell'atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci, inoltre il diritto di
recesso deve per essere riconosciuto:
- se la societ a tempo indeterminato, al socio che vuole recedere deve comunicarlo con un preavviso di
180 giorni;
- se la societ a tempo determinato, ai soci che non hanno consentito a una rilevante modifica della
struttura societaria (es. fusione, cambiamento di sede,)
La liquidazione della quota avviene con il rimborso in proporzione al patrimonio sociale.
La quota del socio che recede deve essere offerta in opzione agli altri soci o a un terzo concordato dai soci
stessi. In mancanza di acquirenti la quota viene rimborsata attingendo alle riserve societarie e agli utili o
procedendo alla riduzione reale del capitale. Se la riduzione del capitale impossibile (per opposizione dei
creditori) la societ si scioglie.
L'atto costitutivo pu prevedere cause di esclusione del socio per giusta causa.

Diritto Commerciale

Pagina 198 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

192. Il trasferimento delle quote sociali


Il trasferimento della quota valido ed efficace fra le parti per effetto del semplice consenso. per
produttivo di effetti nei confronti della societ solo dal momento in cui iscritto nel registro delle imprese
nella cui circoscrizione stabilita la sede sociale. L'atto di trasferimento deve essere autenticato dal notaio e
iscritto nel registro delle imprese entro 30 giorni. Il dubbio come fanno gli amministratori a sapere? Dato
che in passato oltre all'iscrizione nel registro delle imprese, c'era anche la pubblicit interna con l'iscrizione
nel libro dei soci.
In caso di trasferimento a causa di morte il deposito effettuato a richiesta dell'erede o del legatario verso
presentazione della documentazione richiesta per l'annotazione nel libro dei soci dei corrispondenti
trasferimenti in materia di societ per azioni.
Se la quota alienata con successivi contratti a pi persone, prevale chi per primo effettua l'iscrizione nel
registro delle imprese, purch sia in buona fede.

Diritto Commerciale

Pagina 199 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

193. Gli organi sociali delle s.r.l.


Il modello base di partenza resta sempre la tripartizione assemblea-organo amministrativo-collegio sindacale
propria della s.p.a. L'atto costitutivo pu prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un
collegio sindacale o di un revisore. Oltre ai libri e alle scritture contabili, la societ deve tenere il libro delle
decisioni dei soci, il libro delle decisioni degli amministratori, il libro delle decisioni del collegio sindacale.
Sono rimesse inderogabilmente alla decisione dei soci:
- l'approvazione del bilancio;
- la nomina degli amministratori;
- la nomina dei sindaci, del presidente del collegio sindacale e del revisore;
- le modificazioni dell'atto costitutivo;
- la decisione di compiere azioni che comportano una sostanziale modificazione dell'oggetto sociale o una
rilevante modificazione dei diritti dei soci.
L'atto costitutivo pu prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o sulla
base del consenso espresso per iscritto. In tal caso dai documenti sottoscritti dai soci devono risultare con
chiarezza l'argomento oggetto della decisione, verr inviato a tutti i soci ed necessario che tutti rispondano
per raggiungere le maggioranze, gli assenti sono coloro che non rispondono, mentre gli astenuti sono coloro
che dichiarano di astenersi. La differenza con il metodo assembleare che manca il dibattito, attraverso cui
si forma la decisione dei soci.
Le decisioni dei soci sono adottate col voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la met
del capitale sociale. l'atto costitutivo che nel caso la societ opti per l'assemblea stabilisce le modalit e i
termini di convocazione, ma se non prevede nulla, il codice civile prevede una disciplina di riserva.
L'assemblea convocata dagli amministratori con lettera raccomandata spedita ai soci; il voto dei soci vale
in misura proporzionale alla partecipazione. L'assemblea (ordinaria) regolarmente costituita con la
presenza di tanti soci che rappresentano almeno la met del capitale sociale e delibera a maggioranza
assoluta del capitale intervenuto.
Le decisioni che non sono prese in conformit della legge o dell'atto costitutivo sono annullabili, possono
essere impugnate dai soci che non vi hanno acconsentito anche individualmente(assenti, dissenzienti,
astenuti), nonch da ciascun amministratore o dal collegio sindacale entro novanta giorni dalla loro
trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. Sono pure impugnabili le deliberazioni che possono arrecare
un danno alla societ o assunte con la partecipazione determinante di soci che hanno per conto proprio o di
terzi, un interesse in conflitto con la societ.
Possono essere impugnate e dichiarate nulle, da chiunque vi abbia interesse, nel termine di tre anni
dall'iscrizione del libro dei soci, le decisioni aventi oggetto impossibile o illecito e quelle prese in assenza
assoluta di informazione.
Possono infine essere impugnate senza limite di tempo le deliberazioni che modificano l'oggetto sociale
prevedendo attivit impossibili o illecite. Ma in una s.r.l la mancanza del verbale o della convocazione
dell'assemblea comporta nullit? No, saranno ipotesi di annullabilit per violazione di norme di legge.

Diritto Commerciale

Pagina 200 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

194. Amministrazione e controlli delle s.r.l.


L'amministrazione affidata a uno o pi soci, nominati con la decisione dei soci, che restano in carica a
tempo indeterminato.
Quando l'amministrazione affidata a pi persone, queste costituiscono il CdA, anche se l'adozione del
metodo collegiale non inderogabile. L'atto costitutivo pu prevedere che gli amministratori operino non
gi come CdA, bens disgiuntamente o congiuntamente come nelle societ di persone (snc).
La disciplina del potere di rappresentanza degli amministratori coincide con quella dettata per le s.p.a.; i
contratti conclusi dagli amministratori con rappresentanza in conflitto di interessi possono essere annullati
su domanda della societ. Possono essere impugnate le decisioni adottate dal CdA col voto determinante di
un amministratore in conflitto di interessi, qualora cagionino un danno patrimoniale alla societ.
Gli amministratori sono responsabili verso la societ e verso i singoli soci o i terzi direttamente danneggiati,
ma non verso i creditori sociali. Responsabili solidalmente con gli amministratori sono anche i soci che
hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la societ, i soci o i terzi.
L'azione sociale di responsabilit contro gli amministratori pu essere promossa anche dal singolo socio, il
quale pu chiedere che sia adottato un provvedimento cautelare di revoca degli amministratori medesimi.
Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, l'azione di responsabilit contro gli amministratori pu
essere oggetto di rinuncia o transazione da parte della societ, purch vi consenta una maggioranza dei soci
rappresentante almeno i due terzi del capitale sociale e purch non si oppongano tanti soci che rappresentano
almeno il decimo del capitale sociale.
L'atto costitutivo pu prevedere la nomina di un collegio sindacale o di un revisore determinandone
competenze e poteri ( obbligatorio solo se il capitale sociale non inferiore a centoventimila euro). La
nomina del collegio sindacale obbligatoria se la societ:
a) tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
b) controlla una societ obbligata alla revisione legale dei conti.
Ogni socio non amministratore ha diritto ad avere dagli amministratori notizie di svolgimento degli affari
sociali e di consultare i libri sociali e i documenti relativi all'amministrazione.
La redazione del bilancio d'esercizio e la distribuzione degli utili non presenta sostanziali differenze rispetto
alla disciplina delle s.p.a. Anche le modalit di aumento e riduzione (reale) del capitale sociale sono
disciplinate da norme sostanzialmente coincidenti con quelle delle s.p.a.

Diritto Commerciale

Pagina 201 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

195. Il sistema legislativo rispetto alle societ cooperative


Le societ cooperative sono societ a capitale variabile che perseguono uno scopo mutualistico.
Il nostro ordinamento attribuisce particolare rilievo sociale alle societ che perseguono tale scopo,
favorendone lo sviluppo. Per fare ci sono state emanate alcune leggi speciali che riconoscono particolari
agevolazioni creditizie e tributarie per le cooperative che perseguono specifici fini sociali.
Prima della riforma del 2003, l'ordinamento era caratterizzato da un disordine normativo che favoriva la
proliferazione di false cooperative, indotto dalle agevolazioni riservate a questo tipo di societ.

Diritto Commerciale

Pagina 202 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

196. Le societ cooperative con scopo mutualistico


Le societ cooperative si distinguono dagli altri tipi di societ per lo scopo economico perseguito (le societ
lucrative perseguono uno scopo di lucro, le societ cooperative uno scopo mutualistico); mentre identico lo
scopo mezzo (esercizio in comune di una determinata attivit economica).
In particolare, lo scopo mutualistico consiste nel fornire beni o servizi od occasioni di lavoro direttamente ai
membri dell'organizzazione a condizioni pi vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato. Questo
possibile evitando l'intermediazione di altri imprenditori ed il relativo profitto.
Il vantaggio patrimoniale realizzato dalla cooperativa non consiste nella remunerazione del capitale
investito, ma nel soddisfare un comune bisogno economico.
Accanto ai soci cooperatori, troviamo la figura dei soci sovventori, il cui ruolo consiste nell'apportare il
capitale di rischio necessario per lo svolgimento dell'attivit cooperativa (la legge impedisce che gli stessi
prendano il sopravvento nella gestione della societ).

Diritto Commerciale

Pagina 203 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

197. Scopo mutualistico e scopo lucrativo delle societ cooperative


Le societ cooperative sono caratterizzate da uno scopo prevalente, ma non esclusivamente mutualistico.
Infatti, se previsto dall'atto costitutivo, possono svolgere anche attivit con terzi (soggetti diversi dai soci).
Tale attivit di regola finalizzata alla produzione di utili. Pu verificarsi che l'attivit lucrativa con terzi
prevalga rispetto a quella mutualistica con i soci.
incompatibile con lo scopo mutualistico l'integrale distribuzione ai soci degli utili prodotti (sono previsti
limiti massimi della percentuale di utili distribuibile ai soci).

Diritto Commerciale

Pagina 204 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

198. Le cooperative a mutualit prevalente


Le cooperative a mutualit prevalente sono caratterizzate:
- dalla presenza nello statuto di clausole che limitano la distribuzione di utili e riserve ai soci cooperatori;
- dalla circostanza che la loro attivit deve essere svolta prevalentemente a favore dei soci, oppure deve
utilizzare prevalentemente prestazioni lavorative dei soci o beni o servizi dagli stessi apportati.
Le societ cooperative a mutualit prevalente sono tenute ad iscriversi in un apposito albo delle societ
cooperative.

Diritto Commerciale

Pagina 205 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

199. Caratteri strutturali delle societ cooperative


previsto un numero minimo di soci per la costituzione e la sopravvivenza della societ. Si richiede che i
soci cooperatori abbiano specifici requisiti soggettivi (per assicurare che la compagine sociale sia composta
da persone appartenenti a categorie sociali interessate a fruire dei servizi offerti dalla cooperativa).
Sono fissati i limiti massimi alla quota di partecipazione di ciascun socio e alla percentuale di utili agli stessi
distribuibile (favorendo l'allargamento della base societaria e disincentivando la partecipazione per fini
lucrativi).
Le variazioni del numero dei soci e le variazioni del capitale sociale non comportano modificazione dell'atto
costitutivo (facilitando l'ingresso di nuovi soci e il recesso di quelli non pi interessati all'attivit
mutualistica).
L'assemblea vota per numero di teste.
Le societ cooperative sono sottoposte a vigilanza dell'autorit governativa al fine di assicurare che venga il
regolare funzionamento amministrativo e contabile.

Diritto Commerciale

Pagina 206 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

200. La costituzione della societ cooperativa


Per costituire una societ cooperativa necessario che i soci siano almeno nove (se il numero dei soci
scende al di sotto del minimo e non reintegrato entro un anno la societ si scioglie).
Possono partecipare alla societ cooperativa coloro che siano in possesso di requisiti volti ad assicurare che i
soci svolgano un'attivit compatibile con quella che costituisce l'oggetto sociale della cooperativa. Non
possono essere soci quanti esercitano in proprio imprese concorrenti con quella cooperativa.
Tali requisiti non sono richiesti per i soci sovventori.
Le indicazioni dell'atto costitutivo coincidono in parte con quelle delle s.p.a.
Bisogna tuttavia inserire:
- l'indicazione specifica dell'oggetto sociale, con riferimento ai requisiti e agli interessi dei soci;
- i requisiti per l'ammissione di nuovi soci;
- le condizioni per il recesso e l'esclusione dei soci;
- le regole per la ripartizione degli utili.
La denominazione sociale pu essere formata liberamente, ma deve contenere l'indicazione di societ
cooperative.
L'atto costitutivo deve essere iscritto nel registro delle imprese.
Le cooperative che intendono godere dei benefici fiscali e delle altre agevolazioni sono tenute all'iscrizione
nel nuovo albo delle societ cooperative.

Diritto Commerciale

Pagina 207 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

201. La disciplina dei conferimenti delle societ cooperative


La disciplina dei conferimenti identica a quella delle s.p.a., salvo che lo statuto non abbia optato per la
disciplina delle s.r.l.
Nelle societ cooperative, per le obbligazioni sociali, risponde solo la societ col suo patrimonio.
Il socio che non esegue in tutto o in parte i conferimenti dovuti pu essere escluso dalla societ.
Il creditore particolare del socio cooperatore non pu agire esecutivamente sulla quota o sulle azioni dello
stesso.

Diritto Commerciale

Pagina 208 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

202. Le quote e le azioni dei soci cooperatori


Per stimolare l'allargamento della compagine azionaria, nessun socio persona fisica pu avere una quota
superiore a centomila euro.
Le quote e le azioni dei soci cooperatori non possono essere cedute senza l'autorizzazione degli
amministratori (il cui provvedimento deve essere comunicato al socio entra 60 giorni dalla richiesta). Il
silenzio vale assenso e il provvedimento che nega l'autorizzazione deve essere motivato.
L'atto costitutivo pu autorizzare gli amministratori ad acquistare o rimborsare quote o azioni della societ.

Diritto Commerciale

Pagina 209 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

203. Le nuove forme di finanziamento introdotte per le societ


cooperative
Per favorire la raccolta del capitale di rischio da parte delle societ cooperative, sono stati elevati i limiti
massimi della partecipazione di ciascun socio ed i limiti massimi dei prestiti dei soci ammessi a godere delle
agevolazioni fiscali. Nel contempo sono state consentite nuove forme di raccolta del capitale di rischio con
la previsione della figura dei soci sovventori e delle azioni di partecipazione cooperativa.
La figura dei soci sovventori consente la raccolta del capitale di rischio anche fra coloro che non possiedono
i requisiti richiesti per partecipare all'attivit mutualistica. I conferimenti dei sovventori sono rappresentati
da azioni nominative o quote nominative liberamente trasferibili.
stabilito che il tasso di remunerazione dei soci sovventori non pu essere maggiorato pi del 2% rispetto a
quello previsto per gli altri soci. Inoltre i voti attribuiti ai soci sovventori non possono superare un terzo dei
voti spettanti a tutti i soci.
Le azioni di partecipazione cooperativa presentano affinit con le azioni di risparmio: sono prive del diritto
di voto e sono privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale. Sono liberamente
trasferibili e godono dell'anonimato. Inoltre sono privilegiate sotto il profilo patrimoniale, vantando una
partecipazione agli utili maggiore e un diritto di prelazione nel rimborso del capitale.
prevista un'organizzazione di gruppo dei possessori di tali azioni, per la tutela degli interessi comuni.
Le societ cooperative possono emettere obbligazioni per la raccolta del capitale di prestito e di strumenti
finanziari secondo la disciplina prevista per le s.p.a.

Diritto Commerciale

Pagina 210 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

204. Il diritto di voro dei soci cooperatori


Ogni socio persona fisica ha diritto ad un solo voto qualunque sia il valore della quota o il numero delle
azioni possedute. Solo ai soci persone giuridiche possono essere attribuiti pi voti (ma non oltre cinque).
Hanno diritto di voto solo coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno novanta giorni (si evita
cos di manipolare le maggioranze ammettendo un numero massiccio di soci all'ultimo momento). Il socio
pu farsi rappresentare in assemblea solo da altro socio e ciascun socio non pu rappresentarne pi di dieci;
il voto pu essere dato anche per corrispondenza.
I quorum costitutivi e deliberativi sono determinato dall'atto costitutivo.
Vi la possibilit di una formazione progressiva della volont assembleare attraverso il meccanismo delle
assemblee separate (deliberano sulle stesse materie che formeranno oggetto dell'assemblea generale ed
eleggono dei soci-delegati che parteciperanno a quest'ultima).

Diritto Commerciale

Pagina 211 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

205. Amministrazione, controlli e Collegio dei probi viri delle


societ cooperative
Nel sistema tradizionale i primi amministratori sono nominati nell'atto costitutivo e successivamente
nell'assemblea. Con l'attuale disciplina caduta la regola che tutti gli amministratori debbano essere soci
cooperatori. Oggi sufficiente che solo la maggioranza degli amministratori sia scelta fra i soci cooperatori.
La nomina del collegio sindacale obbligatoria quando la societ ha un capitale non inferiore a quello
minimo della s.p.a., quando non ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata e
quando la cooperativa ha emesso strumenti finanziari non partecipativi. Per la nomina del collegio sindacale,
lo statuto pu attribuire il diritto di voto proporzionalmente alle quote o alle azioni possedute.
prassi consolidata alla previsione negli statuti delle cooperative di un ulteriore organo sociale: il collegio
dei probi viri. A tale organo affidata la risoluzione di eventuali controversie tra soci o fra soci e societ,
riguardanti il rapporto sociale (ammissione di nuovi soci, esclusione, recesso) o la gestione mutualistica.

Diritto Commerciale

Pagina 212 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

206. La vigilanza governativa e il controllo giudiziario per le societ


cooperative
Le societ cooperative sono sottoposte al controllo dell'autorit governativa, finalizzata all'accertamento dei
requisiti mutualistici, nonch a assicurare il regolare funzionamento amministrativo e contabile delle stesse.
La vigilanza spetta al Ministero dello sviluppo economico ed esercitata tramite revisioni ed ispezioni
straordinarie.
In caso di irregolare funzionamento della societ, l'autorit di vigilanza pu revocare amministratori e
sindaci ed affidare la gestione della cooperativa ad un commissario governativo, determinandone la durata in
carica e i poteri.
Pu inoltre disporre lo scioglimento della cooperativa se, a suo giudizio, non in grado di raggiungere gli
scopi per cui stata costituita.

Diritto Commerciale

Pagina 213 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

207. La formazione del bilancio d'esercizio delle societ cooperative


La formazione del bilancio d'esercizio delle societ cooperative integralmente assoggettata alla disciplina
dettata per le s.p.a. Le cooperative di maggiore dimensione e quelle che emettono obbligazioni devono
sottoporre il bilancio a revisione obbligatoria.
La percentuale degli utili netti annuali da destinare a riserva legale sei volte pi elevata rispetto a quella
della s.p.a.: il trenta per cento.
Dal 1992 stato introdotto l'obbligo di destinare il tre per cento degli utili netti annuali ad appositi fondi
mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
Sono posti limiti alla distribuzione fra i soci degli utili residui, cos comprimendosi il profilo lucrativo della
partecipazione sociale.
Vi una netta distinzione fra societ cooperative a mutualit prevalente e altre societ cooperative. Per
queste ultime sufficiente che l'atto costitutivo fissi la percentuale massima dei dividendi che possono
essere ripartiti fra i soci cooperatori. Disciplina pi restrittiva prevista per le societ cooperative a
mutualit prevalente, in particolare: divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori; obbligo di
devolvere in caso di scioglimento della societ l'intero patrimonio sociale, dedotto solamente il capitale
sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della
cooperazione.
La quota di utili che residua dopo tali destinazioni pu essere dall'assemblea: assegnata ad altre riserve o
fondi, distribuita ai soci, o infine destinata a fini mutualistici.
I ristorni costituiscono rimborso ai soci di parte del prezzo pagato per i beni o servizi acquistati dalla
cooperativa (cooperativa di consumo) a prezzo di mercato, o integrazione della retribuzione corrisposta dalla
cooperativa per le prestazioni del socio (cooperative di produzione e di lavoro). Costituiscono quindi uno
degli strumenti tecnici per attribuire ai soci cooperatori il vantaggio mutualistico (risparmio di spesa o
maggiore remunerazione) derivante dai rapporti di scambio intrattenuti con la cooperativa.

Diritto Commerciale

Pagina 214 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

208. Variazione dei soci e del capitale sociale delle societ


cooperative
Le societ cooperative sono societ a capitale variabile. Il capitale sociale non determinato in un
ammontare prestabilito. La variazione del numero delle persone dei soci non comporta modificazione
dell'atto costitutivo.
Estremamente semplificato quindi il procedimento per l'ammissione di nuovo soci (cooperatori), non
dovendosi ogni volta procedere ad una modifica dell'atto costitutivo (c.d. porta aperta). L'ammissione
deliberata dagli amministratori su domanda dell'interessato, che deve versare l'importo delle quote e delle
azioni sottoscritte (e l'eventuale sovrapprezzo).
Vi una categoria speciale di soci cooperatori che devono seguire un periodo di formazione (massimo
cinque anni) prima di esser ammessi a godere dei diritti che spettano agli altri soci cooperatori.
Nelle societ cooperative costituiscono cause di riduzione del numero dei soci e del capitale:
- il recesso, ammesso quando l'atto costitutivo vieta la cessione delle quote o delle azioni e nei casi previsti
per la s.p.a.;
- esclusione, in caso di mancato pagamento delle quote o delle azioni, nei casi previsti per le societ di
persone, per gravi inadempienze del socio, per mancanza o perdita dei requisiti previsti per la partecipazione alla societ. La deliberazione di esclusione deve essere comunicata al socio, che pu proporre
l'opposizione dinnanzi al tribunale;
- la morte del socio, il rapporto sociale si scioglie, salvo che l'atto costitutivo non disponga la continuazione
della societ con gli eredi.
La liquidazione della quota avviene secondo i criteri stabiliti nell'atto costitutivo e il pagamento deve essere
effettuato entro centottanta giorni dall'approvazione del bilancio.

Diritto Commerciale

Pagina 215 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

209. Il gruppo cooperativo paritetico


Il gruppo cooperativo paritetico un'organizzazione di gruppo delle societ cooperative volto a dar vita ad
una strategia imprenditoriale comune ed unitaria. Trova fondamento in un accordo contrattuale, che deve
indicare: durata, cooperativa cui affidata la direzione del gruppo e relativi poteri, nonch i criteri di
compensazione e l'equilibrio nella distribuzione dei vantaggi derivati dall'attivit comune.
Ogni cooperativa pu recedere senza oneri di alcun tipo.

Diritto Commerciale

Pagina 216 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

210. Lo scioglimento della societ cooperativa


Valgono le cause di scioglimento previste per le societ di capitali, con la sola differenza che solo la perdita
totale causa di scioglimento.
Sono poi cause specifiche di scioglimento: la riduzione dei soci al di sotto del numero minimo di nove, se
questo non reintegrato entro un anno, la liquidazione coatta amministrativa disposta dall'autorit
governativa.

Diritto Commerciale

Pagina 217 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

211. Le mutue assicuratrici


Le mutue assicuratrici sono societ cooperative caratterizzate dalla stretta interdipendenza che per legge
esiste tra la qualit di socio e la qualit di assicurato: non si pu acquistare la qualit di socio, se non
assicurandosi presso la societ e, viceversa, si perde la qualit di socio con l'estinguersi dell'assicurazione.
Questo principio differenzia il mutuo assicurativo rispetto alle comuni cooperative di assicurazione.
Per le obbligazioni sociali risponde solo la societ con il proprio patrimonio. I soci assicurati sono obbligati
verso la societ al pagamento di contributi, che costituiscono nel contempo conferimento e premio di
assicurazione (pagati periodicamente). Quando il patrimonio sociale (formato dai contributi) insufficiente
per l'esercizio dell'attivit assicurativa, l'atto costitutivo pu prevedere la costituzione di fondi di garanzia
per il pagamento delle indennit, mediante speciali conferimenti da parte di soci assicurati o di terzi,
attribuendo anche a quest'ultimi la qualit di socio. Di regola perci coesistono due categorie di soci: soci
assicurati e soci sovventori (i quali si limitano a conferire il capitale necessario per l'attivit della societ
senza essere assicurati).

Diritto Commerciale

Pagina 218 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

212. La figura dell'amministratore indipendente


Questa figura nasce nei sistemi anglosassoni. Essi perseguono l'interesse della societ, non della
maggioranza o della minoranza, la loro indipendenza previene gli abusi della maggioranza/minoranza,
quindi l'indipendenza impone che non si facciano influenzare da chi esercita il potere. Il buon risultato di
questa figura legato anche alle caratteristiche personali di chi riveste questa figura. Essi hanno accesso
come gli altri amministratori alle informazioni come gli altri amministratori attenuando l'asimmetria
informativa. L'amministratori indipendenti sono quei membri del c.d.a che oltre ad essere non esecutivi,
soddisfano determinati requisiti personali. I requisiti sono:
- non deve essere parente o affine di dipendenti, amministratori o azionista di controllo;
- non deve fornire o aver fornito alla societ o ad un'affiliata alcun servizio o prodotto;
- non deve ricoprire altre cariche che lo pongono in conflitto di interessi con la societ.
Sono regolati dal codice civile agli articoli 2387 (requisiti di onorabilit ,professionalit e indipendenza) e
2399 (cause di ineleggibilit e decadenza dei sindaci), da un articolo del TUF e dal codice di autodisciplina
(codici che la societ pu usare, deve essere comunicato al mercato. Il limite la sanzione per informazioni
errate al mercato).
La funzione degli amministratori indipendenti di controllo sulla gestione e sugli altri amministratori. La
funzione di controllo interno :
- valutare la condizione e l'adeguatezza dei controlli;
- promuovere l'introduzione di nuove forme di controllo;
- salvaguardare il patrimonio aziendale.
Per quanto riguarda la responsabilit si applicano gli articoli 2392-2395 cc pur non essendo incaricati della
diretta gestione della societ, ma della funzione di controllo sulla gestione.

Diritto Commerciale

Pagina 219 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

213. Distinzione tra trasformazione omogenea e trasformazione


eterogenea di societ
Occorre distinguere fra trasformazione omogenea (fra societ) e trasformazione eterogenea (da societ di
capitali in altri enti o viceversa).
La trasformazione omogenea il cambiamento del tipo di societ. il passaggio da un tipo ad altro tipo di
societ. Non si ha per estinzione della societ preesistente: la stessa societ che conserva i diritti e gli
obblighi e prosegue tutti i rapporti dell'ente che ha effettuato la trasformazione.
La trasformazione uno strumento che serve ad adattare l'assetto organizzativo della societ alle nuove
esigenze sopravvenute durante la vita della stessa.
espressamente vietata la trasformazione di una societ cooperativa a mutualit prevalente in societ
lucrativa.

Diritto Commerciale

Pagina 220 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

214. La trasformazione omogenea da societ: il procedimento di


trasformazione
Per attuare la trasformazione da societ di persone a societ di capitali sufficiente il consenso della
maggioranza dei soci determinata secondo la partecipazione attribuita a ciascuno negli utili.
Per le societ di capitali necessaria una delibera dell'assemblea straordinaria da adottare nelle s.p.a. non
quotate con le maggioranze rafforzate.
Per la trasformazione di societ cooperative (diverse da quelle a mutualit prevalente) in societ di persone o
di capitali richiesto il voto favorevole di almeno la met dei soci.
La delibera di trasformazione fissa le basi organizzative della nuova veste giuridica della societ; deve
rispondere perci ai requisiti previsti per l'atto costitutivo del tipo di societ prescelto.
Nel caso di trasformazione di societ di capitali, gli amministratori devono predisporre una relazione per
illustrare motivazione ed effetti della trasformazione.
Nel caso di trasformazione di societ di persone in societ di capitali la delibera deve risultare da atto
pubblico.
Alla delibera di trasformazione deve essere allegata una relazione giurata di stima del patrimonio sociale.

Diritto Commerciale

Pagina 221 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

215. La responsabilit dei soci in tema di trasformazione omogenea


di societ
richiesto il consenso dei soci che assumono responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali in seguito
alla trasformazione.
Nell'ipotesi inversa (viene meno la responsabilit illimitata), i soci non sono liberati dalla responsabilit per
le obbligazioni sociali anteriori alla trasformazione.
stabilito che:
- il consenso dei creditori alla trasformazione vale come consenso alla liberazione di tutti i soci a
responsabilit illimitata;
- il consenso alla trasformazione si presume se ai singoli creditori stata comunicata per raccomandata ed
essi non hanno negato espressamente al loro adesione.

Diritto Commerciale

Pagina 222 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

216. La disciplina della trasformazione eterogenea in societ di


capitali
Una societ di capitali pu trasformarsi in consorzi, societ consortili, societ cooperative, comunioni di
azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni. Per questo tipo di trasformazione richiesto il voto
favorevole di almeno i due terzi degli aventi diritto.
La disciplina della trasformazione eterogenea in societ di capitali pi articolata, dettando una specifica
disciplina per ogni singola trasformazione.

Diritto Commerciale

Pagina 223 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

217. La fusione di societ


La fusione l'unificazione di due o pi societ in una sola, e pu essere realizzata in due diversi modi:
- con la costituzione di una nuova societ, che prende il posto di tutte le societ che si fondono (fusione in
senso stretto);
- mediante assorbimento in una societ preesistente di una o pi altre societ (fusione per incorporazione);
la forma di fusione pi diffusa.
La fusione pu aver luogo sia fra societ dello stesso tipo (fusione omogenea), sia fra societ di tipo diverso
(fusione eterogenea: comporta anche la trasformazione di una o pi delle societ che si fondono).
La partecipazione alla fusione non consentita alle societ che si trovano in stato di liquidazione e abbiano
gi cominciato la distribuzione dell'attivo.
La fusione uno strumento di concentrazione delle imprese societarie che consente di ampliarne la
dimensione e la competitivit sul mercato. Il passaggio da una pluralit di societ ad una sola determina la
riduzione ad unit dei patrimoni delle singole societ e la confluenza dei rispettivi soci in un'unica struttura
organizzativa che continua l'attivit di tutte le societ preesistenti, mentre queste ultime si estinguono. La
societ incorporante o che risulta dalla fusione assume i diritti e gli obblighi delle societ partecipanti alla
fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione. I creditori delle societ
estinte potranno quindi far valere i loro diritti sull'unitario patrimonio della societ risultante dalla fusione.

Diritto Commerciale

Pagina 224 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

218. Le fasi del procedimento di fusione


Il procedimento di fusione si articola in tre fasi essenziali: il progetto, la delibera e l'atto.
Gli amministratori delle diverse societ partecipanti alla fusione devono redigere il progetto, che deve
contenere le seguenti indicazioni:
- il tipo e la denominazione delle societ partecipanti;
- l'atto costitutivo della nuova societ risultante dalla fusione o di quella incorporante;
- il rapporto di cambio delle azioni o quote (rapporto in base al quale saranno assegnate ai soci delle societ
che si estinguono le azioni o quote della societ incorporante o della nuova societ).
prevista la redazione preventiva di altri tre documenti:
- la situazione patrimoniale, redatta dagli amministratori di ciascuna delle societ partecipanti;
- la relazione degli amministratori, unica per tutte le societ, la quale illustri e giustifichi il progetto di
fusione e in particolare del rapporto di cambio;
- la relazione degli esperti: uno o pi esperti per ciascuna societ hanno il compito di redigere una relazione
sulla congruit del rapporto di cambio ed esprimere un parere sull'adeguatezza del metodo seguito dagli
amministratori per l'adeguatezza dello stesso.

Diritto Commerciale

Pagina 225 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

219. La delibera di fusione


La fusione viene decisa da ciascuna delle societ che vi partecipano mediante l'approvazione del relativo
progetto. In caso di fusione eterogenea, i soci che non hanno concorso alla deliberazione avranno diritto di
recesso.
Le delibere di fusione delle singole societ devono essere iscritte nel registro delle imprese.

Diritto Commerciale

Pagina 226 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

220. La tutela dei creditori sociali nella fusione


La fusione pu pregiudicare la posizione dei creditori delle societ partecipanti dato che, attuata la fusione,
tutti concorreranno sull'unico patrimonio risultante dall'unificazione dei patrimoni delle singole societ
(questo pu danneggiare i creditori delle societ pi solide).
La fusione attuata trascorsi sessanta giorni dall'iscrizione nel registro delle imprese. Entro tale termine,
ciascun creditore anteriore alla pubblicazione del progetto di fusione pu proporre opposizione alla fusione.
Il tribunale pu disporre che la fusione abbia ugualmente luogo, previa prestazione da parte della societ di
idonea garanzia a favore dei soli creditori opponenti.

Diritto Commerciale

Pagina 227 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

221. L'atto di fusione


Il procedimento di fusione si conclude con la stipulazione dell'atto di fusione (redatto per atto pubblico) da
parte dei legali rappresentanti delle societ interessate, che cos danno attuazione alle relative delibere
assembleari.
Una volta eseguite le iscrizioni dell'atto di fusione prescritte per legge, l'invalidit dell'atto di fusione non
pu essere pronunciata; resta salvo solo il diritto al risarcimento dei danni eventualmente spettante ai soci o
ai terzi danneggiati dalla fusione.

Diritto Commerciale

Pagina 228 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

222. La scissione di una societ


Con la scissione il patrimonio di una societ scomposto e assegnato (trasferito) in tutto o in parte ad altre
societ (esistenti o di nuova costituzione), con la contestuale assegnazione ai soci della prima di azioni o
quote delle societ beneficiarie del trasferimento patrimoniale. Si ha quindi la suddivisione di un unico
patrimonio sociale e di un'unica compagine societaria in pi societ. Le azioni o quote delle societ
beneficiarie del trasferimento patrimoniale sono acquisite direttamente dai soci della societ che si scinde.
Nella scissione totale, l'intero patrimonio della societ che si scinde viene trasferito a pi societ (la prima
societ perci si estingue senza che per si abbia la liquidazione della stessa).
Nella scissione parziale invece solo parte del patrimonio della societ che si scinde viene trasferita ad una o
pi altre societ (la societ scissa resta in vita con un patrimonio ridotto).
Le societ beneficiarie possono essere:
- societ di nuova costituzione, che nascono per gemmazione dalla societ che si scinde (scissione in senso
stretto);
- una o pi societ preesistenti (scissione per incorporazione), che vedono nel contempo incrementati il loro
patrimonio e la compagine sociale per l'ingresso dei soci della societ scissa.

Diritto Commerciale

Pagina 229 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

223. Il procedimento della scissione


Gli amministratori delle societ partecipanti alla scissione devono redigere un unitario progetto di scissione,
che deve contenere: l'esatta descrizione degli elementi patrimoniali da trasferire a ciascuna delle societ
beneficiarie e dell'eventuale conguaglio in denaro; i criteri di distribuzione ai soci delle azioni o quote delle
societ beneficiarie.
A tutela dei creditori stato stabilito che ciascuna societ solidalmente responsabile, nei limiti del valore
effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o rimasto, dei debiti della societ scissa non soddisfatti dalla
societ cui fanno carico (in sostanza, tutte le societ coinvolte nella scissione sono garanti in via sussidiaria
di quella il cui debito stato trasferito).

Diritto Commerciale

Pagina 230 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

224. Dall'armonizzazione dei diritti societari al diritto societario


sovranazionale
Dalla costituzione della Comunit europea gli Stati membri si sono impegnati a coordinare i propri
ordinamenti nazionali circa le garanzie richieste per proteggere gli interessi dei soci e dei terzi.
L'obiettivo dell'azione legislativa dell'UE volta a creare un diritto societario sovranazionale, introducendo
tipi societari direttamente disciplinati da regolamento comunitario. A tal fine, sono state predisposte la
societ europea (SE, una s.p.a.) e la societ cooperativa europea (SCE, una soc. coop. a scopo
mutualistico).
Per le materie non disciplinate dal regolamento si fa riferimento alle leggi interne che disciplinano le SE e le
SCE; se l'ordinamento ne sprovvisto, ci si basa sulle disposizioni dettate per le s.p.a. e le soc. coop. a
scopo mutualistico.
Questo aspetto permette ai soci di poter insediare la societ nello stato membro che offre la disciplina pi
vantaggiosa.

Diritto Commerciale

Pagina 231 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

225. La costituzione della societ europea


La SE una s.p.a. (e quindi ogni socio risponde delle obbligazioni solo nei limiti del capitale sottoscritto). Il
capitale minimo di 120mila euro.
La costituzione di una SE consentita:
- quando si fondono s.p.a. soggette alla legge di stati membri differenti;
- quando due o pi s.p.a. promuovono la costituzione di una societ europea holding al fine di sottoporsi ad
una direzione unitaria;
- quando due o pi enti presentano un collegamento stabile con ordinamenti comunitari diversi;
- quando viene stipulato un patto unilaterale di costituzione di societ da parte di un'altra societ europea;
- in caso di trasformazione di una s.p.a. costituita secondo la legge di uno stato membro.

Diritto Commerciale

Pagina 232 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

226. Gli oneri della societ europea


La struttura interna della SE caratterizzata dalla presenza dell'assemblea dei soci, da un'amministrazione e
controllo basati sul sistema dualistico (organo di direzione e organo di vigilanza) o su quello monistico
(organo di amministrazione).
Per quanto riguarda l'assemblea, le competenze, l'organizzazione e le procedure di voto sono regolate dalla
legge dello stato della sede.
Le deliberazioni vengono prese di regola a maggioranza semplice, ma per le modificazioni dello statuto
necessaria una maggioranza di almeno i due terzi.

Diritto Commerciale

Pagina 233 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

227. La gestione della societ europea


Nel sistema dualistico, i componenti dell'organo di vigilanza sono nominati dall'assemblea generale.
L'organo di vigilanza esercita il controllo sulla gestione; per fare ci tenuto in costante aggiornamento
dall'organo di direzione sull'andamento generale degli affari sociali.
L'organo di direzione gestisce la societ sotto la propria responsabilit. I componenti sono nominati e
revocati dall'organo di vigilanza.
Il sistema monistico prevede solo un organo di amministrazione a cui attribuita la gestione della societ. I
suoi componenti sono nominati e revocati dall'assemblea. Non possono essere nominati amministratori i
soggetti che la legge dello stato o della sede considera non eleggibili.
La disciplina locale della s.p.a. viene richiamata anche in tema di redazione, controllo e pubblicit del
bilancio d'esercizio e consolidato.

Diritto Commerciale

Pagina 234 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

228. Il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione della societ


europea
Il coinvolgimento dei lavoratori pu consistere nell'obbligo di consultare e di informare periodicamente o in
circostanze speciali un organi di rappresentanza dei dipendenti, e nulla pi. Pu all'opposto arrivare fino al
riconoscimento del potere di nomina da parte dei lavoratori di alcuni componenti degli organi di gestione o
di controllo della societ.
prevista la costituzione di un organo di rappresentanza dei lavoratori i cui componenti sono eletti o
designati dai dipendenti della SE. L'organo di rappresentanza ha il diritto di essere informato e consultato
almeno una volta l'anno dai competenti organi della SE in merito all'evoluzione delle attivit e delle
prospettive della societ. Deve inoltre essere informato quando si verificano circostanze eccezionali che
incidono notevolmente sugli interessi dei lavoratori.
Vi un pi incisivo coinvolgimento dei lavoratori se prevista una forma di partecipazione dei dipendenti
alla gestione nelle societ che partecipano alla costituzione della SE.

Diritto Commerciale

Pagina 235 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

229. La legislazione a livello europeo in materia di societ europea


Come gi detto in precedenza, la legislazione a livello europeo in materia di SE lacunosa.
Si rimandano perci agli ordinamenti interni delle s.p.a. le discipline in tema di scioglimento, liquidazione,
insolvenza e procedure concorsuali.

Diritto Commerciale

Pagina 236 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

230. Costituzione della societ cooperativa europea


La SCE una societ cooperativa in cui i soci rispondono limitatamente o illimitatamente alle obbligazioni
sociali a seconda di quanto previsto dallo statuto.
La SCE caratterizzata da scopo mutualistico (l'oggetto principale consiste nel soddisfacimento dei bisogni
e/o promozione delle attivit economiche e sociali dei propri soci).
La costituzione della SCE deve essere eseguita da almeno cinque soci che presentino un legame con almeno
due ordinamenti nazionali diversi.
In alternativa la SCE pu nascere:
- per fusione fra cooperative costituite secondo la legge di uno stato membro, che abbiano sede nella
Comunit e che siano soggette ad almeno due ordinamenti nazionali diversi;
- per trasformazione di una cooperativa che possegga da almeno due anni una succursale o una controllata
soggetta alla legge di un altro stato membro.
I fondatori redigono l'atto costitutivo e lo statuto della societ cooperativa europea, nel quale va indicato il
capitale sottoscritto che non pu essere inferiore a 30mila euro.
Per quanto riguarda i conferimenti, possono essere conferiti gli elementi dell'attivo suscettibili di valutazione
economica, ad eccezione delle prestazioni di opere o servizi.

Diritto Commerciale

Pagina 237 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

231. Le partecipazioni dei soci nella societ cooperativa europea


Le partecipazioni dei soci nella SCE sono rappresentate da quote nominative. ammessa la creazione di
categorie speciali di quote, dotate di diritti diversi. Questo consente la presenza di soci sovventori, ai quali
possibile riservare privilegi nella partecipazione agli utili e una rappresentanza negli organi di gestione e di
vigilanza.
L'ingresso di nuovi soci avviene con il trasferimento delle quote esistenti, oppure sottoscrivendo quote di
nuova emissione. Il capitale della SCE variabile.
La qualit di socio si perde per morte, recesso o esclusione. Il recesso va dichiarato entro due mesi dalla
delibera contestata. L'esclusione colpisce di diritto il socio fallito e gli enti che si sciolgono, ma pu essere
estesa anche al socio gravemente inadempiente ai propri obblighi o che compie atti in contrasto con
l'interesse della societ.
In caso di scioglimento del rapporto sociale per morte, recesso o esclusione, il socio ha diritto
esclusivamente al rimborso del valore nominale della quota al netto di eventuali perdite di capitale.
La societ cooperativa pu finanziarsi anche mediante l'emissione di obbligazioni e di altri titoli che non
attribuiscono la qualit di socio.

Diritto Commerciale

Pagina 238 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

232. Gli organi della societ cooperativa europea


La SCE pu essere organizzata secondo il sistema dualistico o monistico, e conserva la disciplina dettata per
la SE in materia di organi di amministrazione e controllo e coinvolgimento dei lavoratori.
Se ne discosta la disciplina dell'assemblea, nella quale vige la regola del voto per teste, in linea con i principi
tradizionale del diritto cooperativo.
L'assemblea deve riunirsi almeno una volta l'anno, entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio per
l'approvazione del bilancio e la destinazione degli utili. I quorum assembleari sono fissati dallo statuto.

Diritto Commerciale

Pagina 239 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

233. Destinazione degli utili e scioglimento della societ cooperativa


europea
La SCE pu attribuire ristorni ai propri soci in proporzione degli scambi mutualistici realizzati con ciascuno,
mentre viene limitata la remunerazione del capitale mediante la distribuzione degli utili.
Le SCE con sede in Italia devono rispettare i vincoli imposti dall'ordinamento interno (accantonamento del
30% degli utili a riserva legale, devoluzione del 3% ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo
della cooperazione).
Per quanto riguarda il bilancio, la revisione contabile, lo scioglimento e le procedure di insolvenza, si fa
riferimento all'ordinamento dettato dallo stato della sede.
Il residuo attivo di liquidazione viene devoluto per finalit altruistiche, dedotto solo quanto necessario per il
rimborso del capitale ai soci.

Diritto Commerciale

Pagina 240 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

234. Nozione e tipi di contratto


La vendita il contratto che ha per oggetto il trasferimento di propriet di una cosa o di un altro diritto verso
corrispettivo di un prezzo.
Attraverso la stipula di contratti di compravendita, industriali e commercianti si procurano larga parte dei
beni necessari per lo svolgimento della loro attivit; attraverso altri contratti di compravendita collocano sul
mercato larga parte dei beni prodotti o acquistati.

Diritto Commerciale

Pagina 241 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

235. Vendita reale e vendita obbligatoria


La vendita un contratto consensuale, si perfeziona cio col semplice accordo delle parti.
inoltre un contratto con effetti reali: il consenso delle parti sufficiente perch la propriet della cosa si
trasferisca dal venditore al compratore, con conseguente passaggio a quest'ultimo del rischio di perimento
fortuito della cosa.
Si parla di vendita obbligatoria nel caso in cui gli effetti reali della vendita si producono in un momento
successivo alla stipulazione del contratto (al verificarsi di determinati eventi).
Nella vendita di cose determinate solo nel genere, la propriet passa al compratore con l'individuazione, che
consente di isolare le cose oggetto della vendita.
Nella vendita di cose future il compratore ne acquista la propriet non appena la cosa viene ad esistenza.
Nella vendita di cosa altrui, il venditore obbligato a procurare l'acquisto della cosa al compratore e questi
ne diventa proprietario nel momento stesso in cui il venditore acquista dal terzo.

Diritto Commerciale

Pagina 242 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

236. Le obbligazioni del venditore


Le obbligazioni principali del venditore sono: consegnare la cosa al compratore; fargliene acquistare la
propriet; garantire il compratore dall'evizione e dai vizi della cosa.
La vendita su documenti riguarda merci gi consegnate ad un vettore per il trasporto o depositate in
magazzini generali, per le quali il vettore o il magazzino abbiano rilasciato un titolo di credito
rappresentativo (il possesso dei documenti consente al compratore di ritirare la merce o rivenderla
ulteriormente).

Diritto Commerciale

Pagina 243 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

237. La garanzia per evizione


Il venditore tenuto a garantire il compratore contro l'evizione.
Si ha evizione quando il compratore perde in tutto o in parte la propriet della cosa acquistata o subisce una
limitazione nel libero godimento della stessa, a seguito dell'azione giudiziaria di un terzo che vanta diritti
sulla cosa.
Se l'evizione stata totale (il terzo rivendica vittoriosamente la propriet della cosa acquistata dal
compratore), il venditore dovr rimborsare al compratore il prezzo pagato e le spese sostenute, anche se
immune da colpa ( tenuto inoltre al risarcimento integrale del danno se il fatto imputabile a un suo
comportamento doloso o colposo).
Se invece l'evizione stata parziale (il terzo rivendica la propriet di una parte di una cosa acquistata dal
compratore), il compratore ha diritto solo ad una riduzione del prezzo, oltre al risarcimento dei danni.

Diritto Commerciale

Pagina 244 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

238. La garanzia per vizi, mancanza di qualit e buon


funzionamento
Il venditore deve garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendono inidonea all'uso cui
destinata o ne diminuiscono in modo apprezzabile il valore.
La garanzia copre di regola solo i vizi occulti (non conosciuti o non facilmente riconoscibili dal compratore
al momento dell'acquisto). Copre anche i vizi facilmente riconoscibili quando il venditore ha dichiarato che
la cosa era esente da vizi e i vizi apparenti quando si tratta di cose che il compratore non ha potuto
esaminare al momento della conclusione del contratto.
In presenza di vizi coperti dalla garanzia il compratore pu chiedere o la risoluzione del contratto o la
semplice riduzione del prezzo.
L'esercizio delle azioni derivanti dalla garanzia per vizi soggetto a brevi termini di decadenza e
prescrizione.
Nel caso particolare in cui la cosa venduta non ha le qualit promesse o quelle essenziali per l'uso cui
destinata, il compratore ha diritto ad ottenere la risoluzione del contratto.
L'azione di risoluzione per inadempimento non invece soggetta a termini di decadenza soggiace
all'ordinaria prescrizione decennale quando la cosa consegnata sia completamente diversa da quella pattuita
o difetti delle qualit necessarie ad assolvere la funzione che le parti hanno assunto come essenziale (aliud
pro alio).
Con la garanzia di buon funzionamento (cose mobili), durante il periodo coperto dalla garanzia, il
compratore ha diritto di ottenere la sostituzione o riparazione della cosa per difetti di funzionamento anche
se non sono dovuti a vizi o mancanza di qualit.

Diritto Commerciale

Pagina 245 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

239. Garanzia di conformit


Quando la vendita ha per oggetto beni di consumo il venditore ha l'obbligo di consegnare al consumatore
beni conformi al contratto di vendita ed responsabile nei confronti dello stesso per qualsiasi difetto di
conformit esistente al momento della consegna del bene (il consumatore pu richiedere: riparazione del
bene o sostituzione, riduzione del prezzo o anche la risoluzione del contratto). Il venditore responsabile se
il difetto si manifesta entro due anni dalla consegna e pu a sua volta agire contro gli altri soggetti della
catena distributiva (produttore, precedenti venditori).

Diritto Commerciale

Pagina 246 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

240. Clausole sulla qualit della merce


Sono diffuse soprattutto nelle vendite commerciali, volte ad assicurare la presenza nella cosa venduta delle
specifiche qualit desiderate dal compratore.
La vendita con riserva di gradimento una vendita che si perfeziona solo dopo che il compratore ha
esaminato la merce ed ha comunicato al venditore che la stessa di suo gradimento.
Nella vendita a prova il contratto sottoposto alla condizione sospensiva che la merce abbia le qualit
pattuite o sia idonea all'uso cui destinata.
Nella vendita su campione, dalla merce oggetto della vendita (olio, vino,) viene prelevato un campione
che deve servire come esclusivo paragone per la qualit della merce.

Diritto Commerciale

Pagina 247 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

241. Le obbligazioni del compratore


Obbligazione principale quella di pagare il prezzo convenuto. Se non pattuito diversamente, sono a
carico del compratore anche le spese del contratto di vendita e quelle accessorie, comprese le spese di
trasporto.

Diritto Commerciale

Pagina 248 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

242. La vendita con riserva di propriet


La vendita con riserva di propriet ricorre tipicamente nelle vendite a rate (pagamento del prezzo frazionato
nel tempo).
Offre un'efficace tutela al venditore contro l'inadempimento del compratore e nel contempo lo libera
immediatamente dai rischi inerenti al perimento del bene. Il compratore diventa il proprietario della cosa
acquistata solo col pagamento dell'ultima rata di prezzo (il venditore non ne pu comunque disporre). I
rischi del perimento della cosa sono a carico del compratore fin dal momento della consegna, dato che egli
cos messo in grado di godere del bene (tenuto a pagare tutte le rate anche se la cosa perisce).
A tutela del compratore stabilito che il mancato pagamento di una sola rata, che non superi l'ottava parte
del prezzo, non d luogo alla risoluzione del contratto (in caso contrario il venditore pu ottenere la
risoluzione e ha diritto alla restituzione della cosa, anche se tenuto alla restituzione delle rate riscosse, salvo
il diritto a un equo compenso per l'uso della cosa oltre al risarcimento dei danni).

Diritto Commerciale

Pagina 249 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

243. Il contratto estimatorio


Con il contratto estimatorio una parte (tradens) consegna una o pi cose mobili all'altra parte (accipiens) e
questa si obbliga a pagare un prezzo entro il termine stabilito, salvo che restituisce le cose nello stesso
termine.
utilizzato nei rapporti fra fornitori e rivenditori in luogo del contratto di vendita, quando il rivenditore
vuole evitare il rischio di dover pagare al fornitore la merce che gli rimane invenduta dopo un certo tempo.
Il contratto estimatorio un contratto reale: si perfeziona con la consegna della merce all'accipiens.
Solo l'accipiens pu disporre delle cose ricevute, bench queste restino di propriet del tradens fin quando il
primo non le ha rivendute o non ne ha pagato il prezzo.
L'accipiens ha l'obbligo di pagare il prezzo di stima stabilito nel contratto al momento della consegna della
cosa.
All'accipiens riconosciuta la facolt di liberarsi di tale obbligo restituendo le cose nel termine pattuito.

Diritto Commerciale

Pagina 250 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

244. Il contratto di somministrazione


La somministrazione il contratto con il quale una parte (somministrante) si obbliga, verso corrispettivo di
un prezzo, ad eseguire a favore dell'altra parte (somministrato) prestazioni periodiche o continuative di cose.
un contratto di durata. Consente di soddisfare un bisogno durevole del somministrato assicurando
regolarit delle forniture nel tempo e la stabilit dei prezzi.
Pu avere per oggetto solo la prestazione di cose (in caso di prestazione di servizi si ha appalto). La
somministrazione ha per oggetto una pluralit di prestazioni.
possibile ricorrere alla risoluzione del contratto se l'inadempimento ha notevole importanza ed tale da
menomare la fiducia nell'esattezza dei successivi adempimenti. Se l'inadempimento del somministrato di
lieve entit, il somministrante non pu sospendere l'esecuzione del contratto senza darne congruo preavviso.
possibile inserire nel contratto di somministrazione il patto di preferenza ed il patto di esclusiva.
Con il patto di preferenza il somministrato si obbliga a preferire, a parit di condizioni, lo stesso
somministrante qualora intenda stipulare un successivo contratto di somministrazione per lo stesso oggetto.
La clausola di esclusiva pu essere a favore del somministrante (il somministrato non pu ricevere da terzi
prestazioni dello stesso tipo), del somministrato (il somministrante non pu compiere forniture della stessa
natura ad altri nella zona per cui l'esclusiva concessa) o a favore di entrambi.

Diritto Commerciale

Pagina 251 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

245. I contratti di distribuzione


Sono accordi che prevedono clausole che consentono al produttore una penetrante ingerenza nella sfera
decisionale dei propri rivenditori e un coordinamento unitario della rete distributiva. Nel contempo sono
offerte ai venditori possibilit pi sicure di guadagno attraverso la concessione di una posizione di privilegio
(ad es. esclusiva di rivendita per una certa zona).
Clausole tipiche di questo contratto consistono:
nell'impegno del distributore di acquistare periodicamente quantitativi minimi a condizioni predeterminate
nel contratto;
nell'impegno del distributore di promuovere la rivendita dei prodotti acquistati secondo modalit previste dal
produttore.
Quest'ultimo aspetto pu essere realizzato in due modalit: la concessione di vendita e il contratto di
affiliazione commerciale (franchising di distribuzione).

Diritto Commerciale

Pagina 252 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

246. La concessione di vendita


Nella concessione di vendita sono previste clausole che impongono ai rivenditori: un'efficiente
organizzazione di vendita, l'acquisto di quantitativi minimi di merce a scadenze determinate, la pratica di
prezzi prestabiliti dal produttore, la fornitura di assistenza tecnica alla clientela, controlli periodici da parte
del concedente sull'efficienza dell'organizzazione di vendita.

Diritto Commerciale

Pagina 253 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

247. Il contratto di affiliazione commerciale (franchising)


Con il contratto di affiliazione commerciale, l'affiliante:
concede verso corrispettivo all'affiliato un insieme di diritti di propriet industriale o intellettuale relativi a
marchi, insegne, diritti di autore, brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale;
inserisce l'affiliato in un sistema di pi affiliati distribuiti sul territorio.
Il contratto pu riguardare la vendita di beni (franchising di distribuzione), la produzione di beni
(franchising di produzione) o la distribuzione di servizi (franchising di servizi). L'affiliato tenuto ad
utilizzare i segni distintivi dell'affiliante e ad adeguarsi completamente ai modelli operativi prefissati
secondo la formula commerciale voluta dall'affiliante.
L'affiliato deve comunicare all'affiliante ogni informazione la cui conoscenza risulti necessaria ai fini della
stipulazione del contratto.
Il contratto di affiliazione deve precisare gli investimenti e le spesa richieste all'affiliato prima dell'inizio
dell'attivit, le percentuali che deve versare all'affiliante, nonch l'incasso minimo che l'affiliato si impegna a
realizzare.
Il contratto pu essere a tempo indeterminato o determinato, ma con una durata mai inferiore a tre anni.

Diritto Commerciale

Pagina 254 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

248. Nozione e caratteri essenziali dell'appalto


L'appalto il contratto con il quale una parte (appaltatore) assume con organizzazione dei mezzi necessari e
con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro.
Si deve trattare organizzata in forma di impresa e l'appalto deve avere per oggetto una prestazione di fare
(oppure la prestazione di fare prevalga su quella di dare).
La prevalenza deve essere valutata con riguardo allo scopo del negozio. Si ha appalto se il bene ordinato
presenta caratteristiche particolari che lo differenziano da quelli prodotti abitualmente dal fornitore.
Pu essere committente dell'opera sia un soggetto privato, sia lo Stato o un ente pubblico.

Diritto Commerciale

Pagina 255 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

249. Le obbligazioni dell'appaltatore


Obbligazione fondamentale dell'appaltatore quella di compiere l'opera o il servizio commessogli.
L'appaltatore deve fornire la materia prima per il compimento dell'opera (se fornita dal committente, deve
denunciarne prontamente i difetti).
L'appaltatore non pu apportare modifiche alle modalit di esecuzione pattuite, salvo autorizzazione del
committente.
Il committente deve verificare lo svolgimento dei lavori a proprie spese. Se dai controlli risulta che
l'appaltatore non ha rispettato le condizioni, viene stabilito un termine entro il quale deve conformarsi alle
condizioni del progetto. Decorso tale termine, il contratto risolto. Prima di ricevere la consegna dell'opera,
il committente ha diritto di sottoporre la stessa a collaudo (se il risultato negativo, il committente deve
comunicare all'appaltatore se intende rifiutare l'opera). Per l'accettazione non richiesta una dichiarazione
espressa. Con l'accettazione i rischi del perimento passano al committente; l'appaltatore liberato dalla
garanzia per difformit e vizi dell'opera e ha diritto al pagamento del prezzo.

Diritto Commerciale

Pagina 256 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

250. Le obbligazioni del committente


Obbligazione fondamentale del committente quella di pagare un corrispettivo in denaro. Il prezzo pu
essere determinato globalmente per tutta l'opera, ma pu essere stabilito anche per ogni unit di misura della
stessa.
possibile rivedere il prezzo durante l'esecuzione dell'opera, ad esempio quando il costo dei materiali o
della manodopera subisce variazioni dovute a circostanze imprevedibili tali da determinare un aumento o
una diminuzione superiore al 10% del prezzo dell'appalto complessivamente pattuito.
All'appaltatore riconosciuto il diritto ad un equo compenso in caso di difficolt di esecuzione dell'opera
che rendono pi onerosa la prestazione.

Diritto Commerciale

Pagina 257 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

251. Estinzione del contratto di appalto


L'appalto contratto la cui esecuzione si protrae nel tempo e l'interesse del committente di regola
soddisfatto solo se l'opera compiutamente realizzata. La prestazione dell'appaltatore perci di regola
indivisibile.
Se l'esecuzione dell'opera diventa impossibile per causa non imputabile ad alcuna delle parti, il contratto si
scioglie secondo i principi generali. Il committente tenuto per a pagare la parte gi compiuta (se
utilizzabile).
Solo al committente consentito di recedere dal contratto in corso d'opera anche senza invocare una giusta
causa. Egli dovr per indennizzare l'appaltatore delle spese effettuate e del mancato guadagno. La morte
dell'appaltatore non scioglie il contratto, ma il committente pu recedere se dubiti della buona esecuzione
dell'opera da parte degli eredi.

Diritto Commerciale

Pagina 258 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

252. Il contratto di subappalto


Il subappalto un contratto di appalto stipulato fra l'appaltatore ed un terzo, avente ad oggetto l'esecuzione
della stessa opera assunti dal primo nei confronti del committente. Il subappalto possibile solo se
autorizzato dal committente.

Diritto Commerciale

Pagina 259 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

253. Il contratto di subfornitura


un contratto con il quale le grandi imprese affidano ad altre imprese (di norma medio piccole) alcune fasi
della lavorazione dei propri prodotti o la lavorazione di determinate componenti degli stessi o anche l'intero
prodotto.
Si caratterizza per il fatto che il subfornitore agisce secondo le direttive del committente, si avvale delle
tecnologie di quest'ultimo ed assoggettato a controlli sulla qualit dei prodotti realizzati.
Si ha un contratto di subfornitura quando:
un imprenditore si impegna ad effettuare per conto di un'impresa committente lavorazioni su prodotti
semilavorati o su materie prime fornite dalla committente o si impegna a fornire all'impresa prodotti o
servizi;
le prestazioni del subfornitore devono essere conformi a progetti esecutivi, conoscenze tecniche e
tecnologiche, modelli o prototipi forniti dall'impresa committente.
Il contratto deve essere stipulato in forma scritta a pena di nullit.
nullo il patto che consenta ad una delle parti di modificare unilateralmente le clausole del contratto di
subfornitura. inoltre nullo il patto che attribuisce a una delle parti di un contratto di subfornitura a
esecuzione continuata o periodica la facolt di recesso senza congruo preavviso.
Il subfornitore responsabile del funzionamento e della qualit della parte o dell'assemblaggio da lui
prodotti o del servizio reso. Non invece responsabile per difetti di materiali o di attrezzi fornitigli dal
committente.

Diritto Commerciale

Pagina 260 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

254. Nozione e tipi di contratto di trasporto


Con il contratto di trasporto, una parte (vettore) si obbliga, verso corrispettivo, a trasportare persone o cose
da un luogo a un altro. Oggetto del contratta di trasporto quindi l'esecuzione di un servizio qualificato: il
trasferimento nello spazio di persone o cose. Il codice civile integralmente applicabile solo il trasporto
terrestre su strada in quanto il trasporto marittimo e il trasporto aereo sono specificamente regolati dal
codice della navigazione e il trasporto ferroviario disciplinato da apposite leggi speciali.

Diritto Commerciale

Pagina 261 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

255. Pubblici servizi di linea


I servizi di linea sono gestiti da imprese (pubbliche e private) in regime di concessione amministrativa.
Il concessionario:
- obbligato ad accettare le richieste di trasporto che siano compatibili con i mezzi ordinari dell'impresa;
- deve rispettare la parit di trattamento fra i diversi richiedenti.
Specifica dei pubblici servizi di linea la disposizione secondo cui, in caso di pi richieste simultanee, deve
essere preferita quella di percorso maggiore.

Diritto Commerciale

Pagina 262 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

256. Il contratto di trasporto di persone


La conclusione del contratto di regola accompagnata dal rilascio di un biglietto di viaggio ( un documento
di legittimazione).
Il vettore si obbliga, oltre a trasportare l'avente diritto, anche a farlo arrivare indenne al luogo di arrivo e ad
evitare perdite o avaria alle cose che il viaggiatore porta con s. Ne consegue che il vettore:
- responsabile per il ritardo o la mancata esecuzione del trasporto;
- responsabile dei sinistri che colpiscono il viaggiatore durante il trasporto e della perdita/avaria del
bagaglio se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.
Sono nulle le clausole che limitano la responsabilit del vettore per i sinistri che colpiscono la persona del
viaggiatore.

Diritto Commerciale

Pagina 263 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

257. Il trasporto di cose


Il trasporto di cose contratto consensuale concluso fra il mittente e il vettore.
Il mittente tenuto a fornire al vettore tutte le indicazioni necessarie per l'individuazione della cosa da
trasportare e per l'esecuzione del trasporto (c.d. lettera di vettura): il vettore tenuto a rilasciarne un
duplicato allo scopo di provare il ricevimento della merce da trasportare.
Obbligo fondamentale del mittente quello di pagare il corrispettivo del trasporto, salvo che con apposita
clausola questo non sia stato posto a carico del destinatario (porto assegnato).
Obbligazione fondamentale del vettore quella di eseguire il trasporto secondo le modalit convenute e di
consegnare la merce al destinatario, dandogli prontamente avviso dell'arrivo.
Il vettore risponde per la mancata esecuzione del trasporto o per il ritardo nell'esecuzione ed inoltre
responsabile per la perdita e per l'avaria delle cose consegnategli, dal momento in cui le riceve al momento
in cui le consegna al destinatario (responsabilit ex recepto).

Diritto Commerciale

Pagina 264 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

258. Trasporto con pluralit di vettori


Non sempre un singolo vettore in grado di eseguire con la propria organizzazione l'intero trasporto dalla
partenza all'arrivo. necessaria perci la cooperazione di altri vettori. Questa cooperazione pu avvenire
con il subtrasporto, il trasporto con rispedizione e trasporto cumulativo.
Nel trasporto con subtrasporto il primo vettore si impegna direttamente verso il mittente ad eseguire l'intero
trasporto. Per la parte di percorso cui non pu provvedere direttamente si avvale per di altri vettori, con i
quali stipula altrettanti contratti di trasporto in nome e per conto proprio, assumendo cos nei loro confronti
la veste giuridica del mittente.
Nel trasporto con rispedizione il vettore si obbliga verso il mittente a eseguire il trasporto per una parte del
percorso complessivo e a stipulare poi per i tratti successivi uno o pi contratti di trasporto con altri vettori,
in nome proprio ma per conto del mittente (ogni vettore responsabile del trasporto solo per il proprio
percorso).
Nel trasporto cumulativo, pi vettori si obbligano con un unico contratto ad eseguire il trasporto fino al
luogo di destinazione, ciascuno per un tratto dell'intero percorso.
Nel trasporto cumulativo di persone agevole accertare in quale percorso si verificato un eventuale
sinistro; in quello di cose invece, per la difficolt di provare in quale tratto di percorso si verificato il
sinistro, i vettori sono responsabili in solido dell'intero percorso.

Diritto Commerciale

Pagina 265 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

259. Nozione e disciplina del deposito nei magazzini generali


I magazzini generali sono imprese di custodia di merci e derrate soggette a specifica regolamentazione e a
controllo della pubblica amministrazione. Il magazzino assume l'obbligo di custodire le cose mobili ricevute
e di restituirle in natura.
Il magazzino generale infatti responsabile a meno che non provi che la perdita, il calo o l'avaria della
merce siano derivati da caso fortuito, dalla natura delle merci o da vizi delle stesse o dell'imballaggio. Perci
i danni derivanti da cause ignote sono a suo carico.

Diritto Commerciale

Pagina 266 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

260. Fede di deposito e nota di pegno


A richiesta del depositante, i magazzini generali devono rilasciare una fede di deposito della merce cui
unita la nota di pegno.
La fede di deposito un titolo di credito all'ordine rappresentativo della merce depositata. Attribuisce al
possessore legittimo il diritto alla riconsegna della merce (pu anche essere trasferito).
La nota di pegno attesta che sulla merce depositata non sussiste diritto di pegno. La nota di pegno pu essere
utilizzata dal possessore del doppio titolo per ottenere un finanziamento garantito da pegno sulle merci
depositate (a tal fine stacca la nota di pegno dalla fede di deposito). La fede di deposito priva della nota di
pegno indica che sulla merce stato costituito un diritto di pegno.

Diritto Commerciale

Pagina 267 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

261. Nozione e tipi di mandato


Il mandato il contratto con il quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o pi atti giuridici per
conto dell'altra parte (mandante). Ad esempio: acquistare o vendere beni; assumere obbligazioni; eseguire
pagamenti o riscuotere crediti. Il tutto per conto del mandante, sul quale ricadono gli effetti negativi e
positivi dell'attivit gestoria del mandatario.
Il mandato quindi un contratto di cooperazione giuridica esterna, cui tipicamente si ricorre quando un
soggetto non pu o non vuole provvedere di persona alla cura dei propri interessi.
Il mandato pu essere conferito a pi mandatari. Ciascun mandatario agisce disgiuntamente dagli altri, salvo
che non sia indicato che devono agire congiuntamente.
Il mandato pu essere anche collettivo; cio conferito da pi mandanti ad uno stesso mandatario con atto
unico e per un affare di interesse comune.
Il mandato di regola conferito nell'interesse del mandante, ma pu essere conferito anche nell'interesse del
mandatario.

Diritto Commerciale

Pagina 268 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

262. Mandato con e senza rappresentanza


Il mandato con rappresentanza quando il mandatario legittimato ad agire in nome e per conto del
mandante. Tutti gli effetti degli atti posti in essere dal mandatario si producono direttamente in testa a
quest'ultimo.
Per abilitare il mandatario ad agire in nome del mandante necessaria la procura.
Il mandato di per s senza rappresentanza (il mandatario agisce per conto del mandante ma in nome
proprio).
Il mandatario senza rappresentanza acquista diritti e assume obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi,
anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato (i terzi non hanno alcun rapporto col mandante). Nel
mandato senza rappresentanza, gli effetti degli atti posti in essere dal mandatario sono imputati direttamente
al mandatario e non al mandante.
Per i crediti il mandante, sostituendosi al mandatario, pu esercitare i diritti di credito derivanti
dall'esecuzione del mandato, senza pregiudicare i diritti che spettano al mandatario.
Quando il mandato ha per oggetto l'acquisto di beni mobili, il mandante pu rivendicare le cose mobili
acquistate per suo conto dal mandatario che ha agito in nome proprio.
In caso di acquisto del mandatario dal terzo si ha un doppio trasferimento automatico e contestuale (dal terzo
al mandatario e dal mandatario al mandante).

Diritto Commerciale

Pagina 269 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

263. Obbligazioni del mandatario


Egli deve eseguire il mandato con diligenza, rispettando i limiti fissati nel mandato. Deve rispettare le
istruzioni ricevute dal mandante, operando in modo da realizzare al meglio l'interesse del mandante,
rendendo note a tal fine le circostanze sopravvenute che possono determinare la revoca o la modifica del
mandato.
Eseguito il mandato, deve darne comunicazione al mandante, anche per consentirgli di valutare se l'incarico
stato eseguito correttamente.
Conclusa l'attivit gestoria, il mandatario deve rendere al mandante il conto del suo operato.
Il mandatario non risponde verso il mandante delle obbligazioni assunte dai terzi con i quali ha contrattato.
Il mandatario pu eseguire il mandato anche a mezzo di un'altra persona (sostituto). A tal fine necessaria
l'autorizzazione del mandante.

Diritto Commerciale

Pagina 270 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

264. Obbligazioni del mandante


Oltre a corrispondere al mandatario il compenso pattuito, il mandante:
- deve somministrare i mezzi necessari al mandatario per l'esecuzione del mandato;
- deve rimborsargli le somme dallo stesso anticipate con gli interessi legali;
- deve risarcire i danni che il mandatario ha subito a causa dell'incarico.
Il mandatario ha diritto di privilegio sulle cose del mandante che detiene per l'esecuzione del mandato.

Diritto Commerciale

Pagina 271 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

265. Estinzione del mandato


Il mandante pu revocare in ogni momento l'incarico conferito al mandatario, dandogli un congruo
preavviso se il mandato a tempo indeterminato.
Il mandato revocabile anche se le parti hanno stabilito che irrevocabile.
Il mandatario pu rinunziare al mandato conferitogli, ma deve risarcire i danni al mandante se non ricorre
una giusta causa.
Il mandato si estingue in caso di morte, interdizione o inabilitazione del mandante o del mandatario. Vi sono
per eccezioni a questa regola:
il mandato non si estingue quando ha per oggetto atti pertinenti all'esercizio dell'impresa e questa
continuata;
non si estingue per la morte o la sopravvenuta incapacit del mandante quando stato conferito anche
nell'interesse del mandatario o di un terzo.
Il mandato si estingue anche in caso di fallimento del mandatario.

Diritto Commerciale

Pagina 272 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

266. I sottotipi di mandato: commissione e spedizione


Sono sottotipi di mandato senza rappresentanza.
La commissione un mandato che ha per oggetto esclusivo l'acquisto o la vendita di beni, per conto del
committente ed in nome del commissionario. Il commissionario deve concludere contratti di compravendita
in nome proprio e per conto del committente. Ha diritto ad un compenso (provvigione).
Se la commissione ha per oggetto titoli, divise o merci aventi un prezzo ufficiale di mercato, il
commissionario pu rendersi contraente in proprio.
Il commissionario ha ugualmente diritto alla provvigione, come se avesse eseguito il mandato regolarmente.
Con lo star del credere il commissionario si rende responsabile nei confronti del committente per
l'esecuzione dell'affare e per l'adempimento delle obbligazioni assunte dal terzo contraente nei suoi
confronti.
La spedizione un contratto di mandato con il quale lo spedizioniere si obbliga a concludere in nome
proprio e per conto del mandante un contratto di trasporto.
netta perci la distinzione fra trasporto e spedizione. Il vettore esegue il trasporto; lo spedizioniere si
obbliga a stipulare con un vettore un contratto di trasporto, per conto del mandante.
La legge consente che lo spedizioniere provveda direttamente all'esecuzione parziale o totale del trasporto
(figura dello spedizioniere-vettore).

Diritto Commerciale

Pagina 273 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

267. Il contratto di agenzia


Nel contratto d'agenzia una parte (agente) assume stabilmente e verso retribuzione, l'incarico di promuovere
contratti in una zona determinata.
L'agente assume il nome di rappresentante di commercio quando, oltre a promuoverli, ha anche il potere di
concluderli direttamente in nome e per conto del preponente. La funzione tipica degli agenti quella di
consentire la distribuzione capillare dei prodotti altrui prendendo contratti con la clientela di una determinata
zona e stimolandone gli ordini.
L'agente di commercio opera avvalendosi di una propria autonoma organizzazione e a proprio rischio ( un
lavoratore autonomo).
L'attivit di agente e di rappresentante di commercio pu essere esercitata solo dagli iscritti in appositi ruoli
tenuti dalle camere di commercio.

Diritto Commerciale

Pagina 274 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

268. La disciplina del contratto d'agenzia


Il contratto di agenzia pu essere concluso anche verbalmente o per fatti concludenti (deve essere provato
per iscritto).
Di regola comporta un diritto reciproco di esclusiva per la zona prefissata, e cio: il preponente non pu
avvalersi contemporaneamente di pi agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo di attivit; nel contempo,
all'agente vietato di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo, gli affari di pi imprese in concorrenza
fra loro.
Obbligo fondamentale dell'agente quello di promuovere, nella zona assegnatali, la conclusione di contratti
per conto del preponente. Deve agire con lealt e buona fede e deve informare il preponente sulla situazione
del mercato e sulla convenienza dei singoli affari preposti; non pu concedere sconti e dilazioni senza
autorizzazione.
Il preponente pu conferire all'agente la rappresentanza per la conclusione dei contratti, che allora saranno
stipulati direttamente dall'agente.
Il fondamentale diritto dell'agente quello al compenso (percentuale sull'importo degli affari).
Sull'agente grava integralmente il rischio della propria attivit: di non trovare clienti, di non vedere accettati
dal preponente gli affari proposti, del buon fine degli affari conclusi.
L'agente ha diritto alla provvigione anche per gli affari conclusi dopo lo scioglimento del rapporto se la
conclusione da ricondurre prevalentemente all'attivit da lui svolta.
Vi sono obblighi di comportamento anche a carico del preponente, che tenuto ad agire con lealt e buona
fede nei rapporti con l'agente. Deve inoltre informarlo, entro un termine ragionevole, dell'accettazione o del
rifiuto di un affare procuratogli e della mancata esecuzione. Per il pagamento delle provvigioni, il
preponente deve consegnare all'agente il relativo estratto conto.
Per quanto riguarda lo scioglimento del rapporto in un contratto d'agenzia a tempo indeterminato, ciascuna
delle parti pu recedere dal contratto dando preavviso all'altra parte (il preponente deve corrispondere
all'agente un'indennit di fine rapporto). Per conseguire l'indennit di fine rapporto necessario che, anche
dopo lo scioglimento del rapporto, il preponente continui a ricevere sostanziali vantaggi dalle relazioni di
affari con la clientela procurategli dall'agente.
L'indennit non dovuta quando il rapporto si scioglie per cause imputabili all'agente (gravi inadempienze e
recesso senza giusta causa).
Il patto con cui si limita la concorrenza da parte dell'agente dopo lo scioglimento del contratto (zona,
clientela e genere di beni) non pu superare i due anni.

Diritto Commerciale

Pagina 275 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

269. La mediazione nel contratto d'agenzia


mediatore colui che mette in relazione due o pi parti per la conclusione di un affare senza essere legato
ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.
Funzione tipica del mediatore quella di mettere in contatto fra loro i potenziali contraenti e tale funzione
pu essere svolta dal mediatore sia spontaneamente sia su incarico di una o di entrambe le parti. Queste sono
libere di concludere o meno l'affare e il mediatore ha diritto al compenso (provvigione) per il solo fatto che
l'affare si concluso per effetto del suo intervento.
Chi esercita attivit, anche occasionale o discontinua, di mediatore deve essere iscritto presso le camere di
commercio.

Diritto Commerciale

Pagina 276 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

270. La provvigione del mediatore


Il diritto del mediatore alla provvigione matura con la conclusione dell'affare ( necessario che sia stato
concluso per effetto del suo intervento).
L'ammontare della provvigione (dovuta al mediatore da ciascuna delle parti) determinata, in mancanza di
accordo, dalle camere di commercio.
Il mediatore ha l'obbligo di formazione nei confronti delle parti riguardo a circostanze che possono influire
sulla conclusione dell'affare.
Il mediatore responsabile per l'esecuzione del contratto quando tace ad un contraente il nome dell'altro (es.
quando vuole impedire che le parti si conoscano, per evitare che le stesse concludano successivi affari senza
servirsi della sua opera).

Diritto Commerciale

Pagina 277 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

271. Impresa bancaria ed operazioni bancarie


Le imprese bancarie sono imprese commerciali la cui attivit tipica consiste nella raccolta del risparmio fra
il pubblico e nell'esercizio del credito. Le operazioni di raccolta del risparmio sono passive (indebitamento
verso i clienti); quelle di concessione di credito sono operazioni attive. Le altre operazioni si definiscono
accessorie o servizi bancari.
L'attivit complessiva delle banche sottoposta ad una disciplina pubblicistica che prevede:
- l'autorizzazione della banca d'Italia per accedere all'attivit bancaria;
- una struttura giuridica della s.p.a. o della societ cooperativa per azioni;
- precise clausole da inserire nello statuto della societ e delle imprese bancarie;
- precise modalit di organizzazione e di esercizio dell'attivit bancaria.

Diritto Commerciale

Pagina 278 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

272. Le operazioni bancarie nel codice civile


Il codice si limita a regolare solo alcune delle tipiche operazioni poste in essere dalle banche all'epoca della
codificazione.
La regolamentazione dei contratti bancari rimasta affidata in larga parte alle norme bancarie uniformi
(condizioni generali di contratto predisposte dall'ABI, associazioni bancaria italiana).

Diritto Commerciale

Pagina 279 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

273. La disciplina generale dei contratti bancari


La legge 154/1992 ha introdotto una serie di obblighi di comportamento volti ad assicurare adeguata
trasparenza alle condizioni contrattuali praticate dalle banche e dagli altri intermediari finanziari.
Le banche devono rendere note al pubblico le condizioni economiche delle condizioni e dei servizi offerti,
mediante un avviso affisso nei locali e fogli informativi a disposizione dei clienti.
I contratti devono essere redatti per iscritto, a pena di nullit.
La legge fissa un contenuto minimo obbligatorio dei contratti in modo da offrire al cliente un quadro chiaro
delle condizioni economiche praticate dalla banca (sono nulle le clausole che prevedono condizioni
economiche pi sfavorevoli per i clienti rispetto a quelle pubblicizzate).
Nei contratti di durata pu essere pattuita la facolt della banca di modificare unilateralmente le condizioni
contrattuali (in presenza di un giustificato motivo). Le variazioni contrattuali devono essere comunicate al
cliente, il quale pu recedere senza spese entro 60 giorni dalla comunicazione (pu esercitare questo diritto
sempre, non solo in queste circostanze).
fatto obbligo alla banca (nei contratti di durata) di fornire per iscritto, almeno una volta all'anno, un
rendiconto e un documento di sintesi delle principali condizioni contrattuali.

Diritto Commerciale

Pagina 280 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

274. Regolamentazione dei depositi bancari


Il deposito di denaro la principale operazione passiva delle banche. La banca acquista la propriet della
somma ricevuta in deposito e si obbliga a restituirla nella stessa specie monetaria alla scadenza del termine
convenuto (deposito vincolato) o a richiesta del depositante (deposito libero) con o senza preavviso.
Il tasso di interesse sulle somme depositate devono risultare dal contratto e non pu essere inferiore a quello
predeterminato dalla banca per quella determinata categoria di depositi.
I depositi semplici non possono essere alimentati da successivi versamenti e non prevedono la possibilit di
prelevamenti parziali prima della scadenza, facolt che sono in possesso del detentore di depositi a
risparmio. Il libretto di risparmio un documento che attesta l'esistenza del deposito di risparmio e le
annotazioni in esso riportate dall'impiegato della banca fanno piena prova nei rapporti fra banca e
depositante.
Nei libretti nominativi i prelevamenti possono essere effettuati solo dall'intestatario del libretto o da un suo
rappresentante.
I libretti nominativi pagabili al portatore consentono il prelevamento anche a un soggetto diverso
dall'intestatario.
Nei libretti al portatore, il possesso del libretto abilita alla riscossione delle somme depositate.

Diritto Commerciale

Pagina 281 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

275. Il contratto di apertura di credito


L'apertura di credito il contratto con il quale la banca si obbliga a tenere a disposizione dell'altra parte una
somma di denaro per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato.
Il cliente pu utilizzare la somma messagli a disposizione dalla banca in una o pi volte; pu inoltre
ripristinare la disponibilit con successivi versamenti.
L'apertura di credito pu essere allo scoperto o assistita da garanzie reali o personali a favore della banca. Le
garanzie che assistono all'apertura di credito non si estinguono fino alla fine del rapporto.
Nell'apertura di credito a tempo determinato, la banca pu recedere anticipatamente se sussiste una giusta
causa (la banca deve concedere un termine di 15 giorni per la restituzione delle somme utilizzate).
Nell'apertura di credito a tempo indeterminato, la banca pu recedere tranquillamente dando per un
preavviso di almeno 15 giorni (periodo in cui il cliente pu continuare ad utilizzare il credito, restituendo
alla scadenza le somme prestate).

Diritto Commerciale

Pagina 282 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

276. L'anticipazione bancaria


L'anticipazione bancaria un'operazione di finanziamento garantita da pegno. La garanzia offerta alla banca
costituita da titoli o merci di valore accettabile. L'ammontare del credito concesso dalla banca
proporzionale al valore dei titoli o delle merci dati in pegno.
La banca pu richiedere un supplemento di garanzia se il valore delle cose date in pegno diminuisce di un
decimo rispetto a quello iniziale.
Si ha anticipazione propria quando le merci o i titoli sono costituiti in pegno regolare. La banca non pu
disporre delle cose ricevute in pegno e alla scadenza dovr restituire i titoli e la merce.
L'anticipazione impropria quando i titoli sono costituiti in pegno irregolare (i titoli non sono stati
individuati o stata concessa alla banca la facolt di disporne). Alla scadenza la banca restituir solo i titoli
dello stesso genere per la parte eccedente l'ammontare della somma ancora dovuta dal cliente.

Diritto Commerciale

Pagina 283 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

277. L'operazione di sconto bancario


Lo sconto il contratto con il quale la banca (scontante) anticipa al cliente (scontatario) l'importo di un
credito verso terzi non ancora scaduto, decurtato dell'interesse. Il cliente a sua volta cede alla banca, salvo
buon fine, il credito stesso (es. sconto di cambiale).
La funzione dello sconto quella di monetizzare prima della scadenza il credito concesso da un
imprenditore al suo cliente. La banca a sua volta lucra la differenza fra il valore nominale del credito e la
somma anticipata al cliente (della banca). L'interesse calcolato a partire dalla data dello sconto fino a
quella della scadenza del credito.
La banca tutelata contro il rischio di inadempimento del debitore ceduto. Per legge infatti il credito le
ceduto salvo buon fine (pro solvendo).

Diritto Commerciale

Pagina 284 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

278. Operazioni bancarie in conto corrente e conto corrente


bancario
Il deposito bancario, l'apertura di credito le altre operazioni bancarie possono essere regolate in conto
corrente ed stabilito che in tal caso il correntista pu disporre qualsiasi momento delle somme risultante a
suo credito, salvo l'osservanza del termine di preavviso eventualmente previsto.
Il regolamento in conto corrente comporta due effetti essenziali:
la banca apre un conto intestato al cliente nel quale vengono annotati tutti i versamenti e i prelevamenti. La
differenza determina l'ammontare del credito di cui il cliente pu disporre in ogni momento;
il cliente pu disporre delle somme (oltre che in contanti) anche mediante l'emissione di assegni bancari e
pu alimentare il credito disponibile anche mediante il versamento di assegni da riscuotere.
Il conto corrente bancario presenta due significative differenze rispetto alle singole operazioni regolate in
conto corrente. Il rapporto iniziale costitutivo della disponibilit pu essere costituito indifferentemente da
un deposito bancario, da un'apertura di credito o da entrambi.
La banca tenuta ad eseguire non solo gli ordini di pagamento a terzi ad essa impartiti mediante l'emissione
di assegni bancari, ma anche ogni altro ordine di pagamento (rimesse, bonifici, giroconti).
La banca inoltre tenuta a ricevere per conto del correntista tutti i versamenti disposti da terzi a favore dello
stesso e ad eseguire gli specifici incarichi di riscossione di crediti verso terzi che le siano di9 volta in volta
conferiti.
possibile inoltre trasferire dei fondi da un correntista (ordinante) ad un altro correntista (beneficiario)
senza movimento fisico di denaro, mediante giroconto bancario (cio con semplici annotazioni contabili
effettuate dalla banca).

Diritto Commerciale

Pagina 285 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

279. La disciplina del conto corrente bancario


L'apertura del conto accompagnata dal carnet di assegni che il cliente deve custodire con diligenza. Il
titolare del conto deve depositare la propria firma (e quella delle eventuali persone autorizzate a
rappresentarlo) per consentire alla banca di controllare l'autenticit.
Tutti i movimenti derivanti dalle operazioni fra banca e cliente sono regolati mediante scritturazioni
contabili: gli addebiti (prelevanti in contanti, pagamenti di assegni bancari,) riducono il credito
disponibile; gli accrediti (versamenti in contanti, rimesse di terzi, anticipazioni bancarie,) incrementano il
credito disponibile.
Si distingue fra saldo contabile determinato dalle annotazioni in conto fra le diverse operazioni; saldo
disponibile che indica l'ammontare giornaliero del credito di cui il cliente pu disporre e saldo per valute che
rileva solo per il conteggio degli interessi.
In base alla disciplina generale dei contratti bancari, sia il tasso di interesse a favore del cliente sia quello
degli interessi a favore della banca (ovviamente pi elevato), devono essere indicati nel contratto.
Con uno specifico intervento legislativo stata posta fine anche al fenomeno dell'anatocismo a favore
esclusivo delle banche. Infatti, mentre gli interessi su saldo attivo dei conti per il cliente venivano accreditati
e capitalizzati annualmente, i conti che risultavano debitori venivano invece chiusi di regola trimestralmente
e sempre trimestralmente la banca addebitava gli interessi (ora assicurata la tessa periodicit nel conteggio
degli interessi debitori e creditori).
Il conto corrente bancario di regola contratto a tempo indeterminato. Il cliente ha diritto ad essere
informato con periodicit almeno annuale sullo svolgimento del rapporto, mediante l'invio da parte della
banca di un estratto conto.
Il conto corrente pu essere intestato a pi persone, con la facolt di operare congiuntamente o
disgiuntamente in quest'ultimo caso gli intestatari sono considerati dalla banca creditori e creditori in solido.
La banca pu perci liberarsi pagando il saldo a uno qualsiasi dei contestatari e questi restano obbligati in
solido verso la banca per eventuali scoperti anche se solo imputabili ad uno qualsiasi dei contestatari. Nel
conto a intestazione congiunta, gli atti di disposizione devono provenire da tutti i cointestatari; i versamenti
possono essere fatti anche separatamente.
Un soggetto pu avere con la stessa banca pi rapporti e pi conti: questi restano fra loro distinti e autonomi;
se un conto presenta un saldo attivo per il cliente ed altro un saldo passivo, i relativi saldi si compensano
reciprocamente.
Ciascuna delle parti pu recedere dando un preavviso (un giorno). Il recesso della banca rende
immediatamente esigibile il saldo passivo. Il conto corrente bancario si scioglie anche per il fallimento del
correntista ed in tal caso non solo il conto normalmente in rosso, ma sovente accade che lo stesso
presentava un saldo passivo gi prima della dichiarazione di fallimento.

Diritto Commerciale

Pagina 286 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

280. Le garanzie bancarie omnibus


L'esigenza della banca di assicurarsi il recupero del credito comunque concesso al cliente ha determinato il
diffondersi nella pratica di peculiari forme di garanzia (personali e reali) fra le quali spiccano per la loro
diffusione la fideiussione omnibus e il pegno omnibus.
La fideiussione omnibus una garanzia personale che assicura alla banca l'adempimento di qualsiasi
obbligazione, anche futura, assunta dal cliente garantito.
La posizione del fideiussore particolarmente gravosa in quanto si trova a dover garantire una serie di
obbligazioni non determinate al momento della concessione della fideiussione. Riguardo questo punto
stato stabilito dal legislatore che nella fideiussione per le obbligazioni future deve essere stabilito l'importo
massimo garantito. Il fideiussore tenuto a pagare immediatamente alla banca, a semplice richiesta scritta,
quanto dovutole.
Il pegno omnibus, ispirato dalla medesima finalit di rafforzare la tutela della banca, previsto da apposita
clausola. I beni costituiti in pegno a garanzia di un determinato rapporto possono essere utilizzati dalla banca
a garanzia di tutti i crediti, presenti e futuri, vantati dalla stessa nei confronti del cliente.

Diritto Commerciale

Pagina 287 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

281. Le garanzie bancarie autonome


Fenomeno largamente diffuso anche l'intervento di una banca come garante.
La banca garante si obbliga a pagare a prima richiesta, cio senza che il beneficiario sia tenuto a provare
l'inadempimento della controparte e senza poter opporre eccezioni relative all'esistenza e/o all'esigibilit del
credito. La banca si obbliga inoltre a pagare anche se le obbligazioni del debitore principale non venuta ad
esistenza o divenuta successivamente impossibile.
La banca non solo copre l'inadempimento del debitore, ma assicura in ogni caso la soddisfazione
dell'interesse economico del beneficiario della garanzia.
Si riconosce che, in caso di comportamento doloso del beneficiario (es. la garanzia stata azionata
nonostante l'avvenuto pagamento), la banca escussa possa (e debba) ottenere, anche con provvedimento
d'urgenza, la sospensione giudiziale della garanzia.

Diritto Commerciale

Pagina 288 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

282. Il servizio di custodia di titoli e valori


Le banche offrono alla clientela il servizio di custodia di titoli (in amministrazione) e valori (cassette di
sicurezza).
Nel deposito titoli in amministrazione la banca, oltre a custodire i titoli ricevuti, assume l'incarico di
provvedere all'esercizio di tutti i diritti inerenti ai titoli stessi.
nullo il patto con il quale si esonera la banca dall'osservare l'ordinaria diligenza nell'amministrazione dei
titoli.

Diritto Commerciale

Pagina 289 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

283. Il servizio delle cassette di sicurezza


Col servizio delle cassette di sicurezza la banca mette a disposizione uno scomparto metallico posto in locali
corazzati custoditi dalla banca. Nella cassetta il cliente pu riporre oggetti, titoli o valori. munita di doppia
chiave, una consegnata al cliente, l'altra custodita dalla banca. La banca non pu assistere alle operazioni
d'immissione e prelievo (il contenuto resta perci ignoto alla banca).
La banca risponde verso l'utente per l'idoneit e la custodia dei locali e per l'integrit della cassetta, salvo
caso fortuito.
Sull'utente incombe l'onere di provare il valore del contenuto della cassetta ai fini della determinazione del
danno risarcibile.
imposto al cliente da parte della banca di dichiarare il valore massimo dei beni che intende custodire onde
consentire alla banca di dotarsi di adeguata copertura amministrativa.

Diritto Commerciale

Pagina 290 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

284. Definizione di intermediazione finanziaria


L'intermediazione finanziaria riguarda quell'insieme di operazioni (leasing, factoring, carte di credito,)
prevalentemente svolte da imprese bancarie o da societ controllate dalle banche stesse.
L'esercizio nei confronti del pubblico di una o pi delle attivit indicate riservato agli intermediari iscritti
in un apposito elenco generale tenuto dall'ufficio italiano cambi, il quale d comunicazione dell'iscrizione
alla Banca d'Italia e alla Consob.

Diritto Commerciale

Pagina 291 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

285. Il contratto di leasing


Il leasing soddisfa una specifica esigenza delle imprese: quella di disporre dei beni strumentali necessari per
l'attivit produttiva senza esseri costretti ad immobilizzare ingenti capitali per l'acquisto.
un contratto che intercorre fra un impresa finanziaria specializzata e chi ha bisogno di beni strumentali per
la propria impresa (risulta funzionale soprattutto per beni strumentali a rapida obsolescenza).
Si sviluppato anche un leasing di beni di consumo durevoli (leasing di consumo) ed il leasing di beni
immobili (stabilimenti industriali o studi professionali).
Il leasing articolato in tre tecniche operative: il leasing finanziario (il pi diffuso), il leasing operativo e il
lease-back.

Diritto Commerciale

Pagina 292 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

286. Il leasing finanziario


Il leasing finanziario concluso nell'ambito di un'operazione trilaterale alla quale partecipano la societ di
leasing (concedente), l'impresa interessata all'utilizzo del bene (utilizzatore) ed un'impresa che produce o
distribuisce il bene stesso (fornitore).
L'impresa di leasing acquista dal fornitore il bene desiderato dall'utilizzatore e lo cede in godimento a
quest'ultimo stipulando un contratto che prevede:
- il godimento concesso per un periodo di tempo determinato che nel leasing di beni strumentali tende a
coincidere con la vita tecnica del bene;
- la corresponsione di un canone periodico come corrispettivo del godimento;
- la facolt per l'utilizzatore di acquistare la propriet del bene alla scadenza del contratto pagando un prezzo
predeterminato.
Alla fine del contratto l'utilizzatore pu scegliere se acquistare il bene, restituirlo o rinnovare il contratto.
Tutti i rischi connessi al godimento del bene sono a carico dell'utilizzatore.
Le clausole che regolano la risoluzione del contratto per inadempimento dell'utilizzatore prevedono che
l'impresa di leasing:
- ha diritto di chiedere la risoluzione del contratto anche in mancanza del pagamento di un solo canone;
- ha diritto di trattenere integralmente i canoni riscossi.
Nel leasing di beni di consumo durevoli o nel leasing mobiliare, il bene conserva un valore finale non
trascurabile e risulta agevolmente vendibile a terzi.
Nel leasing di godimento l'impresa di leasing pu trattenere i canoni riscossi ed esigere a titolo di
risarcimento danni i canoni ulteriori e il prezzo di opzione. Nel leasing traslativo l'utilizzatore dovr
corrispondere un equo compenso per l'uso ed il risarcimento dei danni nella misura quantificata dal giudice.
In caso di fallimento dell'utilizzatore, il contratto rimane sospeso finch il curatore non decide se subentrarvi
o risolverlo.
Se il curatore opta per lo scioglimento del contratto, il concedente ha diritto alla restituzione del bene e pu
trattenere i canoni gi riscossi.
In caso di fallimento del concedente il contratto prosegue automaticamente e l'utilizzatore conserva la
facolt di acquistare il bene alla scadenza pagando i canoni e il prezzo pattuito.

Diritto Commerciale

Pagina 293 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

287. Il leasing operativo e leasing di ritorno (lease-back)


Nel leasing operativo i beni sono concessi in godimento direttamente dal produttore, che si obbliga anche a
fornire una serie di servizi collaterali. Il leasing operativo ha in genere per oggetto beni strumentali
standardizzati.
Nel leasing di ritorno (lease-back) un imprenditore vende propri beni ad una societ di leasing che ne paga il
prezzo. Nel contempo, quest'ultima stipula con il venditore un contratto di leasing avente ad oggetto gli
stessi beni (che restano perci nella disponibilit del venditore).
Il lease-back pu costituire un utile strumento di finanziamento alternativo per un imprenditore che si trova
in temporanea difficolt economica.

Diritto Commerciale

Pagina 294 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

288. Il contratto di factoring


Il factoring
Sono imprese specializzate nella gestione dei crediti d'impresa e che offrono con un unico contratto di durata
servizi relativi alla tenuta della contabilit debitori, alla gestione dell'incasso dei crediti, all'eventuale
concessione di anticipazioni sull'importo dei crediti ed eventuale assunzione a proprio carico del rischio di
insolvenza.
Nella prassi operativa italiana, il factoring stato strutturato utilizzando l'istituto della cessione del credito.
Si pu stipulare un contratto di factoring se ricorrono le seguenti condizioni: il cedente un imprenditore; i
crediti ceduti sorgono da contratti stipulati dal cedente nell'esercizio dell'attivit d'impresa; il cessionario
una banca o un intermediario finanziario il cui oggetto sociale prevede l'esercizio dell'attivit di acquisto di
crediti d'impresa.
Ricevuti i crediti (presenti e futuri) dall'impresa cedente, il factor si obbliga a gestirli e riscuoterli, in quanto
si caratterizza per la prestazione di ulteriori servizi che non si esauriscono nella sola cessione del credito.
Nell'accordo di factoring deve essere specificato il debitore ceduto.
L'accordo di cessione globale determina l'automatico trasferimento di crediti ceduti al factor man mano che
gli stessi vengono ad esistenza (il fornitore dovr consegnare al factor i documenti probatori dei crediti
ceduti e notificare al debitore l'avvenuta cessione). La cessione avviene di regola pro solvendo (il cedente
garantisce la solvenza del debitore ceduto).

Diritto Commerciale

Pagina 295 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

289. L'operazione di cartolarizzazione dei crediti


L'operazione di cartolarizzazione dei crediti risponde allo scopo di facilitare lo smobilizzo di masse notevoli
di crediti mediante l'incorporazione di titoli di credito di massa destinati ad essere per lo pi sottoscritti da
investitori professionali. L'emittente i titoli risponde del pagamento degli stessi non con tutto il suo
patrimonio, ma esclusivamente col flusso finanziario derivante dai crediti che sono a base dell'operazione di
cartolarizzazione.
Operazioni di questo tipo sono utilizzate dalle banche secondo due modalit:
cessione dei crediti ad una societ veicolo che li acquista finanziandosi con i titoli emessi sul mercato e che
vincola al pagamento degli stessi solo la massa dei creditori ceduti;
cessione dei crediti ad un fondo comune di investimento chiuso avente ad oggetto crediti.
I titoli emessi dalla societ di cartolarizzazione sono titoli di massa che incorporano un diritto di credito e
sono pertanto titoli obbligazionari.
I crediti relativi a ciascuna operazione costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello della
societ e da quello relativo alle altre operazioni.

Diritto Commerciale

Pagina 296 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

290. Le carte di credito


Le carte di credito sono documenti (tessere) che consentono al titolare di acquistare beni o servizi senza
pagamento immediato del prezzo.
Le carte di credito trilaterali sono emesse da imprese specializzate nella gestione di tale servizio che consiste
in un'attivit di intermediazione nei pagamenti.
L'emittente la carta di credito paga infatti ai fornitori quanto loro dovuto dai titolari della carta per merci e
servizi acquistati; a scadenze periodiche si fa poi rimborsare da questi ultimi quanto pagato ai primi per loro
conto. Per il servizio reso percepisce un compenso sia dai fornitori (esercizi convenzionati), sia dagli
acquirenti (titolari della carta).
Con la convenzione di rilascio il titolare della carta legittimato dietro il pagamento di un canone annuo
piuttosto modesto, ad utilizzare la stessa per effettuare acquisti presso gli esercizi convenzionati senza il
pagamento del prezzo.
Il titolare si obbliga a rimborsare mensilmente quanto pagato per suo conto (decurtato di una percentuale a
titolo di compenso per il servizio: il disaggio), dietro invio dell'estratto conto del periodo.
L'uso abusivo delle carte di credito sanzionato penalmente.

Diritto Commerciale

Pagina 297 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

291. La moneta elettronica


La moneta elettronica un valore monetario rappresentato da un credito nei confronti dell'emittente,
memorizzato su un dispositivo elettronico ed accettato come mezzo di pagamento da soggetti diversi
dall'emittente stesso.
La sua emissione avviene dietro versamento da parte del richiedente dell'importo corrispondente, pi una
commissione per remunerare il servizio. L'emittente carica quindi l'importo disponibile su una tessera di
plastica dotata di banda magnetica (borsellino elettronico), mediante la quale possibile effettuare
pagamenti presso gli esercizi commerciali convenzionati.
Si tratta quindi di una carta prepagata che permette di ridurre i rischi di uso abusivo della stessa.

Diritto Commerciale

Pagina 298 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

292. Le societ di intermediazione mobiliare


I servizi d'investimento comprendono una serie di attivit che hanno per oggetto valori mobiliari ed altri
strumenti finanziari: compravendita degli stessi; collocamento sul mercato di nuove emissioni; gestione di
patrimoni mobiliari; raccolta di ordini di acquisto o di vendita. Queste operazioni in passato erano svolte da
una serie di soggetti solo in parte regolamentati e sottoposti a vigilanza.
Con la riforma del 1991, ispirata dalla duplice finalit di migliorare l'efficienza dei mercati mobiliari e di
tutelare gli investitori, viene introdotta una nuova categoria di soggetti a cui spetta lo svolgimento di queste
operazioni: le societ di intermediazione mobiliare (Sim).
Le Sim sono costituite esclusivamente in forma di s.p.a. (soggette a liquidazione coatta amministrativa, con
esclusione del fallimento), sono soggette a revisione contabile obbligatoria e sono sottoposte alla vigilanza
della Consob e della Banca d'Italia per assicurarne la trasparenza e la correttezza dei comportamenti nonch
la sana e prudente gestione. devono operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati
(utilizzando comunicazioni pubblicitarie e promozionali corrette e non fuorvianti). Devono inoltre adottare
ogni misura per identificare i conflitti d'interesse che potrebbero insorgere con il cliente e gestire tali
situazioni in modo da evitare che incidano negativamente sull'interesse dei clienti.
Tutti i contratti relativi ai servizi d'investimento devono essere redatti in forma scritta a pena di nullit (che
pu essere fatta valere solo dal cliente).
Gli strumenti finanziari ed il denaro dei singoli clienti costituiscono patrimonio distinto da quello
dell'intermediario e degli altri clienti; sullo stesso non possono quindi agire i creditori dell'intermediario.
Nell'offerta al pubblico di servizi fuori sede, la Sim e gli altri soggetti autorizzati devono avvalersi
esclusivamente dell'opera di promotori finanziari (possono essere ausiliari, autonomi e subordinati).

Diritto Commerciale

Pagina 299 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

293. La gestione di portafogli


Con tale operazione il cliente affida all'intermediario una determinata somma perch la investa in strumenti
finanziari secondo criteri concordati con il cliente o secondo modelli standardizzati. Gli strumenti finanziari
sono acquistati in nome e per conto del cliente (mandato con rappresentanza) e detenuti in deposito regolare
dall'intermediario, o in nome proprio e per conto del cliente. Sono poi gestiti attraverso successive
operazioni di investimento e disinvestimento tese a incrementare il valore del patrimonio mobiliare.
Il cliente pu sempre impartire istruzioni vincolanti sulle operazioni da effettuare e deve poter recedere dal
contratto in ogni momento.
Il patrimonio conferito in gestione dal singolo cliente costituisce patrimonio separato da quello dell'impresa
d'investimento e degli altri clienti.

Diritto Commerciale

Pagina 300 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

294. Caratteri generali degli organismi di investimento collettivo


Gli organismi di investimento collettivo investono in strumenti finanziari o in altre attivit di denaro raccolto
fra il pubblico dei risparmiatori operando secondo criteri di gestione fondati sul principio della ripartizione
dei rischi.
Consentono una gestione di massa del risparmio raccolto; consentono di attenuare i rischi dell'investimento
azionario attraverso una diversificazione dei titoli in portafoglio. Inoltre, se l'organismo collettivo di tipo
aperto, possibile ottenere in ogni momento il rimborso del capitale (incoraggiando cos l'investimento
azionario dei piccoli risparmiatori).
Gli organismi di investimento collettivo del risparmio possono assumere due diverse forme giuridiche: fondi
comuni di investimento e societ di investimento a capitale variabile.
In entrambe le configurazioni presente una s.p.a. che ha per oggetto l'investimento collettivo del risparmio
raccolto secondo il principio della ripartizione dei rischi.
Nei fondi comuni gli investitori non diventano soci della societ, ma le somme versate costituiscono un
patrimonio autonomo (il fondo comune) da quello della societ di gestione che lo amministra. Gli investitori
ricevono quote di partecipazione al fondo. Nelle societ di investimento a capitale variabile (Sicav)
l'investimento da parte dei risparmiatori avviene attraverso al sottoscrizione delle azioni emesse da tale
societ. Quindi lo stesso patrimonio della societ ad essere investito in strumenti finanziari o altri beni. La
variabilit del capitale sociale consente agli azionisti di recedere in ogni momento senza che occorra la
riduzione del capitale.

Diritto Commerciale

Pagina 301 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

295. Struttura e tipologia dei fondi comuni di investimento


Il fondo comune di investimento un fondo istituito e gestito nell'interesse dei partecipanti da societ
specializzate in tale attivit. Il fondo comune un patrimonio autonomo di pertinenza di una pluralit di
partecipanti e le somme versate da questi ultimi sono investite dalla societ di gestione in strumenti
finanziari (custoditi presso una banca).
Le quote di partecipazione al fondo sono tutte di uguale valore e attribuiscono uguali diritti. La gestione del
fondo sottoposta a controlli affidati alla banca depositaria, alla societ di revisione, alla banca d'Italia e alla
Consob.
Nei fondi aperti gli investitori possono sottoscrivere in ogni momento le quote del fondo e hanno il diritto di
chiedere in ogni momento il rimborso delle quote.
I fondi di investimento chiusi sono caratterizzati dalla mancanza di libert dei partecipanti di entrata e di
uscita, propria dei fondi aperti.
L'ammontare del fondo predeterminato al momento della sua istituzione e deve essere raccolto mediante
l'emissione di quote di partecipazione che devono essere sottoscritte entro 18 mesi. Il diritto di rimborso
viene riconosciuto solo a scadenze predeterminate.

Diritto Commerciale

Pagina 302 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

296. La disciplina dei fondi comuni d'investimento


L'istituzione dei fondi comuni d'investimento riservata alle societ di gestione di risparmio (Sgr).
Esse devono essere preventivamente autorizzate allo svolgimento dell'attivit dalla banca d'Italia sentita la
Consob, e sono sottoposte alla relativa vigilanza. Le Sgr svolgono anche attivit come la gestione di
portafogli di investimento, consulenza, gestione fondi pensione,
La societ di gestione investita del potere di decidere tutti gli atti di amministrazione e di disposizione del
patrimonio del fondo, operando con diligenza e trasparenza in modo da ridurre il rischio di conflitti di
interesse anche tra i patrimoni gestiti.
La contabilit della societ di gestione e quella del fondo comune sono soggette a revisione contabile
obbligatoria.

Diritto Commerciale

Pagina 303 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

297. L'offerta al pubblico di prodotti finanziari


Costituisce offerta al pubblico di prodotti finanziari ogni comunicazione rivolta a persone che presenti
sufficienti informazioni sulle condizioni dell'offerta e dei prodotti finanziari offerti cos da mettere un
investitore in grado di decidere di acquistare o di sottoscrivere tali prodotti finanziari.
Coloro che intendono effettuare un'offerta al pubblico di strumenti finanziari devono prima pubblicare un
prospetto informativo che deve prima essere approvato dalla Consob. Il prospetto deve contenere le
informazioni necessarie affinch gli investitori possono pervenire ad un fondato giudizio sull'investimento
proposto, sui diritti ad esso connessi e sui relativi rischi.
La Consob investita di ampi poteri regolamentari al fine di assicurare il corretto svolgimento dell'offerta.
Essa infatti definisce la modalit di svolgimento dell'offerta anche al fine di assicurare la parit di
trattamento dei destinatari. Individua inoltre le norme di correttezza che sono tenuti a osservare l'offerente,
l'emittente e chi colloca i prodotti finanziari, nonch coloro che si trovano in rapporto di controllo con tali
soggetti.

Diritto Commerciale

Pagina 304 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

298. L'organizzazione e la gestione dei mercati mobiliari


L'organizzazione e la regolamentazione di un mercato dei valori mobiliari e degli altri strumenti finanziari
risponde al duplice scopo di agevolare (attraverso la tipizzazione e la concentrazione delle negoziazioni) la
conclusione e l'esecuzione dei relativi contratti di compravendita e di consentire la formazione di prezzi
ufficiali significativi degli strumenti finanziari scambiati.
Il pi antico e il pi importante mercato mobiliare regolamentato italiano la borsa valori. In essa vengono
negoziati titoli di massa largamente diffusi fra il pubblico (azioni di societ, obbligazioni,) ammessi alle
quotazioni e altri strumenti finanziari collegati a titoli quotati.
L'organizzazione e la gestione dei mercati sono disciplinati da un regolamento deliberato dall'assemblea
ordinaria della societ di gestione.
La Consob autorizza l'esercizio dell'attivit dei mercati regolamentati; vigila inoltre su quelli esistenti al fine
di assicurare la trasparenza del mercato, l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli
investitori.

Diritto Commerciale

Pagina 305 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

299. I contratti di borsa


I contratti di borsa sono contratti standardizzati che hanno per oggetto il trasferimento della propriet di un
determinato quantitativo di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni,) individuati solo
nel genere (es. mille azioni Fiat ordinarie), la cui esecuzione (individuazione e consegna delle azioni,
pagamento del prezzo) differita ad una scadenza predeterminata.
I contratti di borsa si atteggiano perci come vendite a termine di azioni. Sono contratti standardizzati: i tipi
di contratti ammessi e i quantitativi minimi negoziabili sono stabiliti dal regolamento del mercato.
Chi intenda acquistare o vendere titoli acquistati in borsa tenuto perci a rivolgersi ad uno degli
intermediari abilitati, conferendogli un apposito incarico scritto di acquisto o di vendita (c.d. ordine di
borsa). A partire dal 1996, la negoziazione dei titoli in borsa effettuata con un sistema telematico che
collega in un unico mercato nazionale gli operatori autorizzati. I contratti di borsa sono stipulati direttamente
dagli intermediari fra di loro, in nome proprio e per conto dei rispettivi clienti.
L'insolvenza di mercato di uno dei soggetti ammessi alle negoziazioni dichiarata dalla Consob e determina
l'immediata liquidazione dei contratti dell'insolvente non ancora scaduti.

Diritto Commerciale

Pagina 306 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

300. Contratti di borsa a contanti e a termine


Secondo le modalit di determinazione del termine di esecuzione (c.d. liquidazione) i contratti di borsa si
distinguono in contratti a contanti e a termine.
La compravendita a contanti deve essere eseguita entro un termine massimo che decorre dalla conclusione di
ciascun contratto (attualmente fissato in tre giorni dal regolamento di borsa); non si ha comunque lo scambio
immediato dei titoli contro il prezzo. La liquidazione per compensazione dei contratti a contanti avviene con
cadenza giornaliera e il relativo servizio di compensazione e liquidazione determina il saldo a debito o a
credito di ciascun intermediario.
Per i titoli quotati in borsa era in passato possibile anche la stipulazione di contratti a termine e di contratti a
premio su singoli titoli azionari. Nei contratti a termine la liquidazione era unica per tutti i contratti conclusi
in un determinato periodo (mese di borsa) e avveniva con cadenza mensile in un giorno fissato dal
calendario di Borsa, con la consegna dei titoli e il pagamento del prezzo del giorno in cui il contratto era
stato concluso. Nella liquidazione dei contratti a premio il compratore o il venditore a termine si riservava,
dietro pagamento di un corrispettivo (premio) il diritto di non darvi esecuzione.
Nel 2003 stato istituito il mercato per la negoziazione degli strumenti finanziari derivati (idem). In tale
mercato i tradizionali contratti a termine sono stati sostituiti con i contratti futures (contratto con il quale le
parti si obbligano a scambiarsi alla scadenza un certo quantitativo di attivit finanziarie, a un prezzo
prestabilito; quelli a premio dai contratti di opzione. Una delle parti, dietro pagamento di un premio,
acquisisce la facolt di acquistare o di vendere un certo quantitativo di determinate attivit finanziarie a un
prezzo stabilito, entro un termine concordato o alla scadenza dello stesso.
I covered-warrant sono strumenti finanziari dematerializzati ed emessi in serie che incorporano un contratto
di opzione, di acquisto e di vendita avente ad oggetto azioni, altre attivit finanziarie, indici o altre merci.
I certificati sono strumenti finanziari dematerializzati emessi in serie, il cui valore varia in dipendenza
dall'andamento di un'attivit assunta come parametro di riferimento.

Diritto Commerciale

Pagina 307 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

301. Definizione del contratto di riporto


Il riporto il contratto con il quale una parte trasferisce in propriet all'altra parte titoli di credito di una data
specie per un determinato prezzo. Nel contempo questi si obbliga a trasferire al primo, ad una determinata
scadenza, la propriet di altrettanti titoli della stessa specie, verso rimborso di un prezzo che pu essere
aumentato o diminuito nella misura convenuta.

Diritto Commerciale

Pagina 308 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

302. Contratto ed imprese di assicurazione


L'assicurazione il contratto con il quale l'assicuratore si obbliga, verso pagamento di un premio, a rivalere
l'assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro (assicurazione contro i danni);
oppure a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (assicurazione
sulla vita).
L'assicuratore opera secondo specifiche regole tecniche, basate sul calcolo delle probabilit, che gli
consentono di neutralizzare i rischi assunti con i singoli contratti.
un contratto puramente aleatorio se si considera il verificarsi di un singolo evento. Quando invece un
soggetto assume professionalmente una gran massa di rischi omogenei (furto, incendio, morte,) occorre
applicare la statistica dei grandi numeri per determinare la probabilit media del verificarsi di un
determinato evento.
L'assicuratore perci in grado di stabilire qual il rischio medio e su tale rischio pu basarsi per
determinare il corrispettivo premio dovutogli dal singolo assicurato. L'insieme dei premi incassati per
ciascuna classe di rischi consente di formare un fondo patrimoniale sufficiente a risarcire gli assicurati.
Il contratto di assicurazione consente la neutralizzazione del rischio per entrambi i contraenti, attraverso
l'inserimento del singolo rischio in una massa di rischi omogenei.
L'attivit assicurativa pu essere esercitata solo da s.p.a., societ cooperative per azioni e societ di mutua
assicurazione. L'inizio dell'attivit subordinato all'autorizzazione dell'Isvap (istituto che svolge attivit di
vigilanza sulle imprese di assicurazione).
Per salvaguardare gli assicurati dal rischio di insolvenza prescritta la costituzione, con i premi raccolti, di
speciali fondi (riserve tecniche) per far fronte agli impegni futuri.

Diritto Commerciale

Pagina 309 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

303. I tipi di assicurazione


L'assicurazione contro i danni dominata dal principio indennitario. L'indennizzo dovuto dall'assicuratore
non pu superare il danno sofferto dall'assicurato.
L'assicurazione sulla vita sottratta all'applicazione del principio indennitario: il capitale o la rendita
assicurata possono essere liberamente determinati dalla parti e sono in ogni caso dovuti dall'assicuratore al
verificarsi dell'evento previsto.

Diritto Commerciale

Pagina 310 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

304. La disciplina generale del contratto di assicurazione: il rischio


e il premio
Il rischio la possibilit che si verifichi un determinato evento futuro ed incerto. Il rischio dedotto in
contratto deve in ogni caso esistere oggettivamente.
Il contratto di assicurazione nullo se il rischio non mai esistito o cessato di esistere prima della
conclusione del contratto.
Si vi stato dolo o anche solo colpa grave da parte dell'assicurato, l'assicuratore pu chiedere l'annullamento
del contratto.
Il premio il corrispettivo dovuto all'assicuratore. costituito dal premio puro (calcolato secondo criteri
matematici) e dal compenso aggiuntivo dovuto all'assicuratore per il servizio reso. Deve essere pagato
anticipatamente.
Il contraente pu agire in veste di rappresentante dell'assicurato (in suo nome e per suo conto); tutti gli
effetti del contratto si producono direttamente in testa all'assicurato.
Quando il contratto stipulato da un rappresentante senza poteri, l'interessato pu ratificare il contratto
anche dopo la scadenza o il verificarsi del sinistro, fruendo ugualmente della copertura assicurativa. Il
rappresentante senza poteri tenuto personalmente a pagare i premi e ad osservare gli altri obblighi
derivanti dal contratto fin quando l'interessato non abbia ratificato il contratto o non abbia rifiutato la
ratifica.
Il contratto di assicurazione un contratto consensuale ma deve essere provato per iscritto (l'assicuratore
rilascia la polizza).

Diritto Commerciale

Pagina 311 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

305. L'assicurazione contro i danni


L'assicurazione contro i danni copre i rischi cui sono esposti determinati beni o diritti dell'assicurato
(assicurazione di cose); pu coprire anche il rischio cui esposto l'intero patrimonio (assicurazione di
patrimoni).
Secondo il principio indennitario, pu assicurarsi solo chi ha un interesse economico esposto al rischio
dedotto in contratto.
L'assicuratore tenuto a risarcire soltanto il danno effettivamente subito dall'assicurato in conseguenza del
sinistro (costituito dalla sola perdita subita e non anche dal mancato guadagno).
L'indennizzo non pu superare il valore che le cose danneggiate hanno al tempo del sinistro.
Nell'ipotesi che la cosa assicurata abbia al momento del sinistro un valore superiore a quello dichiarato nel
contratto, i danni eccedenti la somma assicurata restano a carico dell'assicurato mentre l'assicuratore dovr
risarcire la parte proporzionale del rischio coperto (es. una cosa che vale 200 assicurata per 100; se subisce
un danno di 50, l'assicuratore corrisponder 25).
obbligo dell'assicurato dare un pronto avviso all'assicuratore del sinistro; deve inoltre fare quanto gli
possibile per evitare o diminuire il danno. L'inosservanza dolosa di questi obblighi comporta la perdita del
diritto di indennit.
Se sono state stipulate pi assicurazioni per la copertura dello stesso rischio, l'assicurato deve rendere noti a
ciascun assicuratore i contratti stipulati con gli altri e chiedere a ciascuno l'indennit dovuta secondo i
rispettivi contratti, ma la somma complessiva riscossa non pu superare l'entit del danno.
Diversa dalla pluralit di assicurazioni la coassicurazione; si ha quando pi assicuratori assumono
ciascuno una quota del rischio dell'assicurato.

Diritto Commerciale

Pagina 312 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

306. L'assicurazione della responsabilit civile


Con l'assicurazione della responsabilit civile, l'assicuratore si obbliga, nei limiti della somma prevista dal
contratto (cd. massimale), a tenere indenne l'assicurato di quanto questi dovr pagare a terzi a titolo di
risarcimento danni a causa di eventi che comportano una responsabilit civile dell'assicurato stesso, esclusa
la responsabilit dovuta a fatti dolosi.
L'assicuratore ha la facolt di pagare direttamente al terzo danneggiato ed obbligato al pagamento diretto
solo se l'assicurato lo richiede.
Nell'assicurazione della responsabilit civile automobilistica, il terzo danneggiato ha azione diretta verso
l'assicuratore nei limiti dei massimali di polizza.
L'attuale disciplina prescrive che in alcuni casi l'azione diretta contro l'assicuratore del danneggiante sia
sostituita dalla procedura di risarcimento diretto: il danneggiato deve rivolgere la richiesta di risarcimento al
proprio assicuratore. Quest'ultimo provvede alla liquidazione dei danni per conto dell'impresa di
assicurazione del danneggiante, nei confronti della quale eserciter l'azione di rivalsa.
Si ha risarcimento diretto solo in caso di sinistro avvenuto in Italia fra due veicoli a motore, identificati ed
assicurati, da cui siano scaturiti solo danni a cose o lievi danni ai conducenti.
Il danneggiato non pu promuovere azione giudiziaria nei confronti dell'assicuratore e del danneggiante
prima che siano trascorsi 60 giorni dalla richiesta di risarcimento danni (90 giorni se il sinistro ha causato
lesioni personali).

Diritto Commerciale

Pagina 313 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

307. L'assicurazione sulla vita


Nell'assicurazione sulla vita l'assicuratore si obbliga a pagare al beneficiario un capitale o una rendita al
verificarsi di un evento attinente alla vita umana. Tale evento pu consistere nella morte dell'assicurato o di
un terzo (assicurazione per il caso di morte) o nella sopravvivenza dell'assicurato o di un terzo ad una certa
et (assicurazione per il caso di vita o di sopravvivenza).
L'assicurazione sulla vita pu essere stipulata anche sulla vita di un terzo ma l'assicurazione non valida se
questi non ha acconsentito. E ci al fine di evitare che tale forma di assicurazione costituisca un incentivo
all'omicidio per lucrare l'indennit.
Con il riscatto l'assicurato risolve il contratto e riceve subito una quota dei premi versati. Nell'assicurazione
a favore di un terzo, questi pu essere designato beneficiario del contratto. La designazione sempre
revocabile, salvo che il contraente abbia rinunciato per iscritto al potere di revoca ed il beneficiario abbia
dichiarato di voler approfittare del beneficio. La designazione non ha effetto qualora il beneficiario attenti
alla vita dell'assicurato.

Diritto Commerciale

Pagina 314 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

308. Nozione di associazione in partecipazione


L'associazione in partecipazione il contratto con il quale una parte (associante) attribuisce all'altra
(associato) una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o pi affari, verso il corrispettivo di un
determinato apporto.
L'apporto dell'associato per lo pi costituito da una forma di denaro. Il contratto permette all'associante, di
regola un imprenditore, di reperire mezzi finanziari per lo svolgimento della propria attivit o anche per il
compimento di determinate operazioni economiche, senza gravarsi di oneri fissi. L'associato esposto anche
al rischio di perdere il capitale apportato dato che partecipa anche alle perdite dell'impresa dell'associante,
sia pure solo nei limiti dell'apporto.

Diritto Commerciale

Pagina 315 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

309. Disciplina dell'associazione in partecipazione


I terzi acquistano diritti ed assumono obbligazioni verso l'associante, al quale spetta la gestione esclusiva
dell'impresa. L'associato ha diritto a ricevere un rendiconto dell'affare compiuto per poter controllare i
risultati della gestione.
La quota spettante all'associato proporzionale al valore dell'apporto.
Il contratto di associazione in partecipazione pu essere stipulato con una pluralit di associati.

Diritto Commerciale

Pagina 316 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

310. Titoli di credito in generale


I titoli di credito sono documenti destinati alla circolazione che attribuiscono il diritto ad una determinata
prestazione. Questi documenti possono essere titoli di credito in senso stretto (assegno bancario, cambiale),
titoli di credito rappresentativi di merci (polizza di carico per merci depositate) e titoli di partecipazione
(azioni di societ e quote di partecipazione).
Si fa un ulteriore distinzione fra titoli individuali (che vengono emessi per una distinta operazione) e titoli di
massa (che rappresentano frazioni di uguale valore nominale di un'unitaria operazione economica).
Alcuni titoli di credito presuppongono un determinato rapporto giuridico (titoli causali). Per altri invece il
rapporto giuridico che da luogo alla loro emissione pu variamente atteggiarsi (titoli astratti).

Diritto Commerciale

Pagina 317 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

311. Funzione e caratteri essenziali dei titoli di credito


La loro funzione quella di rendere pi semplice, rapida e sicura la circolazione dei diritti di credito.
Nel titolo di credito il diritto incorporato nel documento e quindi chi acquista la propriet del documento
diventa titolare del diritto in esso menzionato. Il possessore in buona fede di un titolo di credito acquista il
relativo diritto anche se acquista il titolo da chi non titolare del credito (es: se un ladro ha rubato delle
cambiali e poi le ha trasferite, l'acquirente acquista in buona fede, possesso vale titolo).
Chi ha conseguito il possesso materiale del titolo di credito, nelle forme prescritte dalla legge, senz'altro
legittimato all'esercizio del diritto cartolare. Pu cio pretendere dal debitore la prestazione senza essere
tenuto a provare l'acquisto della propriet del titolo e della titolarit del diritto (funzione di legittimazione
del titolo di credito).
Il titolo di credito un documento necessario e sufficiente per la costituzione, la circolazione e l'esercizio
del diritto letterale e autonomo in esso incorporato.

Diritto Commerciale

Pagina 318 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

312. La creazione del titolo di credito: rapporto cartolare e


rapporto fondamentale
La creazione ed il rilascio del titolo di credito trovano giustificazione in un preesistente rapporto fra
emittente e primo prenditore (il cosiddetto rapporto fondamentale) ed in un accordo fra gli stessi con cui si
conviene di fissare nel titolo di credito la prestazione dovuta dal primo al secondo in base a tale rapporto.
La dichiarazione risultante dal titolo di credito costituisce il rapporto cartolare ed il diritto dalla stessa
riconosciuto al prenditore del titolo costituisce il diritto cartolare destinato a circolare.

Diritto Commerciale

Pagina 319 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

313. Titoli di credito astratti e causali


Sono titoli di credito astratti quelli che possono essere emessi in base ad un qualsiasi rapporto fondamentale
e che non contengono alcuna menzione del rapporto che ha dato luogo alla loro emissione (es. cambiale,
assegno).
Sono invece titoli causali quelli che possono essere emessi solo in base ad un determinato tipo di rapporto
fondamentale (azioni, obbligazioni di societ,).
Nei titoli astratti il contenuto del diritto cartolare determinato esclusivamente dalla lettera del titolo: manca
ogni riferimento al rapporto fondamentale che ha dato luogo all'emissione ed anche se apparisse per legge
irrilevante (sono titoli a letteralit completa).
Nei titoli causali i contenuti del diritto cartolare determinato non solo dalla lettera del titolo, ma anche
dalla disciplina legale del rapporto obbligatorio tipico richiamato nel documento (sono titoli a letteralit
incompleta).

Diritto Commerciale

Pagina 320 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

314. La circolazione dei titoli di credito


C' distinzione fra titolarit del diritto cartolare e legittimazione all'esercizio dello stesso: titolare del diritto
cartolare il proprietario del titolo; legittimato al suo esercizio invece il possessore del titolo nelle forme
prescritte dalla legge.
Le qualit di proprietario-titolare e di possessore-legittimato di regola circolano congiuntamente e
coincidono nella stessa persona.
Si ha circolazione regolare quando il titolo viene trasferito dal proprietario ad altro soggetto in forza di un
valido negozio di trasmissione (che di regola trova fondamento in un rapporto causale fra le parti).
Si ha circolazione irregolare quando non sorretta da un valido negozio di trasferimento (furto di un titolo
di credito). In tal caso il possessore del titolo non acquista la propriet del titolo e la titolarit del diritto, che
restano al derubato. Egli ha per la possibilit di esercitare di fatto il diritto e fare circolare ulteriormente il
titolo. Si ha quindi dissociazione fra titolarit e legittimazione.
Chi ha acquistato in buona fede il possesso del titolo diventa proprietario dello stesso e titolare del diritto
cartolare riportato. La sua posizione inattaccabile dall'ex proprietario spogliato, che potr esercitare
l'azione di risarcimento nei confronti di colui che gli ha sottratto il titolo.

Diritto Commerciale

Pagina 321 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

315. La legge di circolazione per i titoli al portatore


In base alla legge di circolazione i titoli di credito si distinguono in titoli al portatore, all'ordine e nominativi.
Quelli al portatore recano la clausola "al portatore" e circolano mediante la semplice consegna del titolo. Il
possessore legittimato all'esercizio del diritto in esso menzionato in base alla sola presentazione del titolo
al debitore. Possono essere al portatore: gli assegni bancari, i libretti di deposito, le azioni di risparmio, le
quote di partecipazione.

Diritto Commerciale

Pagina 322 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

316. I titoli all'ordine


I titoli all'ordine sono titoli intestati ad una persona determinata. Circolano mediante consegna del titolo
accompagnato dalla girata. Il possessore del titolo all'ordine si legittima in base ad una serie continua di
girate: necessario che il nome di ogni girante corrisponda a quello del giratario della girata precedente (il
debitore tenuto a controllare solo la regolarit formale delle girate). Sono titoli di credito all'ordine: la
cambiale, l'assegno bancario, l'assegno circolare, i titoli rappresentativi di merci.
La girata una dichiarazione scritta sul titolo (di regola sul retro) e sottoscritta, con la quale l'attuale
possessore (girante) ordina al debitore cartolare di adempiere nei confronti di un altro soggetto (giratario).
La girata piena quando contiene il nome del giratario; la forma consueta "per me pagate a", con la
sottoscrizione del girante. La girata in bianco quando non contiene il nome del giratario (di regola
costituita dalla sola firma del girante). Chi riceve un titolo girato in bianco pu: riempire la girata col proprio
nome o col nome di un'altra persona, girare di nuovo il titolo in pieno o in bianco; trasmettere il titolo ad un
terzo senza riempire la girata e senza apporne una nuova.
Nella girata per procura, il giratario assume la veste di rappresentante per l'incasso del girante; il girante non
pu ulteriormente girare il titolo se non per procura.
La girata a titolo di pegno (girata in garanzia) attribuisce al giratario un diritto di pegno sul titolo, a garanzia
di un credito che il giratario stesso vanta nei confronti del girante.

Diritto Commerciale

Pagina 323 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

317. I titoli nominativi


I titoli nominativi sono titoli intestati ad una persona determinata. L'intestazione deve risultare sia dal titolo
che da un apposito registro tenuto dall'emittente (doppia intestazione). Il possessore di un titolo nominativo
perci legittimato all'esercizio dei relativi diritti per effetto della doppia intestazione a suo favore.
Possono essere titoli nominativi: le obbligazioni, le quote di partecipazione a fondi comuni di investimento, i
titoli del debito pubblico.
Vi sono due diverse procedure per il trasferimento della legittimazione.
Una prima procedura prevede il cambio contestuale delle due intestazioni, a cura e sotto la responsabilit
dell'emittente (transfert). Il transfert pu essere richiesto sia dall'alienante sia dall'acquirente.
Pi diffusa la seconda forma di trasferimento: il trasferimento mediante girata. Nel trasferimento per girata
la doppia annotazione eseguita da soggetti diversi ed in tempi diversi: l'annotazione sul titolo (girata)
fatta dall'alienante; quella nel registro dell'emittente, ad opera di quest'ultimo e si rende necessaria solo
quando l'acquirente voglia esercitare i relativi diritti (l'acquirente pu trasferire ad altri il titolo).

Diritto Commerciale

Pagina 324 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

318. La legittimazione dell'esercizio del diritto cartolare


Il possessore di un titolo di credito ha diritto alla prestazione in esso indicata verso presentazione del titolo
(legittimazione attiva). cos spostato sul debitore l'onere di provare i difetti di titolarit, ove intenda
resistere alla richiesta di adempimento.
Nel contempo, il debitore, che senza dolo o colpa grave adempia la prestazione nei confronti del possessore,
liberato anche se questi non il titolare del diritto. La liberazione del debitore quindi legittima anche
quando, pur essendone a conoscenza, egli non disponga di mezzi di prova pronti e sicuri per contestare il
difetto di titolarit o, quantomeno, non sia in grado di procurarseli con l'ordinaria diligenza.

Diritto Commerciale

Pagina 325 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

319. Le eccezioni cartolari


Esistono eccezioni che il debitore cartolare pu opporre al debitore del titolo per sottrarsi al pagamento; si
distinguono in due grandi categorie: eccezioni reali ed eccezioni personali. Le prime sono opponibili a
qualunque portatore del titolo. Le secondo sono invece opponibili solo ad un determinato portatore e non si
ripercuotono sugli altri.
Danno luogo ad eccezioni reali: le eccezioni di forma (mancata osservanza dei requisiti formali del titolo); le
eccezioni fondate sul contesto letterale del titolo (principi della letteralit); la falsit della firma (es. firma
apposta da un omonimo); difetto di capacit o di rappresentanza al momento dell'emissione del titolo; la
mancanza delle condizioni necessarie per l'esercizio dell'azione.
Sono eccezioni personali tutte le eccezioni diverse da quelle reali, in particolare: le eccezioni derivanti dal
rapporto fondamentale che ha dato luogo all'emissione del titolo, opponibili solo al primo prenditore; le
eccezioni fondate su altri rapporti personali con i precedenti possessori; le eccezioni di difetto di titolarit
del diritto cartolare.

Diritto Commerciale

Pagina 326 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

320. L'ammortamento per i titoli all'ordine e nominativi


A favore di colui che ha perso (smarrimento, sottrazione o distruzione) il possesso del titolo e la
legittimazione sono apprestati rimedi che consentono di svincolare l'esercizio del diritto dal possesso del
titolo.
Per i titoli all'ordine e nominativi previsto l'istituto dell'ammortamento: un procedimento diretto ad
ottenere la dichiarazione giudiziale che il titolo originario non pi strumento di legittimazione; chi ha
ottenuto l'ammortamento pu infatti esigere il pagamento su presentazione del relativo decreto.
La procedura inizia con la denuncia al debitore della perdita del titolo e con il contestuale ricorso dell'ex
possessore al presidente del tribunale, che pronuncia con decreto l'ammortamento. Dal momento della
notifica il titolo perde la sua funzione di legittimazione e il debitore non liberato se paga al detentore del
titolo.

Diritto Commerciale

Pagina 327 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

321. Documenti di legittimazione e titoli impropri


I titoli di credito vanno tenuti distinti dai documenti cha hanno solo una funzione di legittimazione.
I documenti di legittimazione servono solo ad identificare l'avente diritto alla prestazione (biglietti di
viaggio, di cinema, della lotteria,). Questi documenti legittimano il possessore semplicemente come
titolare originario del diritto.
I titoli impropri consentono il trasferimento del diritto senza l'osservanza delle forme proprie della cessione,
ma con gli effetti di quest'ultima.

Diritto Commerciale

Pagina 328 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

322. La gestione accentrata dei titoli di massa


Esistono pericoli di smarrimento o di furto soprattutto dei titoli di massa diffusi tra il pubblico e che
formano oggetto di intensa negoziazione. Da qui l'esigenza di rendere pi sicuro il mercato dei titoli di
massa a larga diffusione, attraverso l'adozione di meccanismi che consentano di ridurre il movimento
materiale dei titoli e i relativi pericoli. A tale finalit risponde nel nostro ordinamento il sistema di gestione
accentrata di strumenti finanziari rappresentati da titoli.
Il decreto legislativo 213/1998 ha introdotto la dematerializzazione dei titoli di massa con l'eliminazione del
documento cartaceo sostituito da sistemi elettronici di scritturazione (per alcune categorie di strumenti
finanziari).

Diritto Commerciale

Pagina 329 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

323. Cambiale tratta e vaglia cambiario


La cambiale un titolo di credito la cui funzione tipica, anche se non esclusiva, quella di differire il
pagamento di una somma di denaro ( uno strumento di credito).
Esistono due tipi di cambiale: la cambiale tratta ed il vaglia cambiario (o pagher cambiario).
Nella cambiale tratta una persona (traente) ordina ad un'altra persona (trattario) di pagare una somma di
denaro al portatore del titolo. In essa figurano tre persone: il traente (che garantisce l'accettazione e il
pagamento del titolo); il trattario ( l'obbligato principale in seguito all'accettazione); il prenditore ( il
beneficiario dell'ordine di pagamento).
Nel vaglia cambiario figurano solo due persone: l'emittente (che promette il pagamento) e il prenditore
(beneficiario).
La cambiale un titolo di credito all'ordine; circola quindi mediante girata. Pu anche essere emessa in
bianco (manca un preesistente debito del traente o dell'emittente nei confronti del prenditore). La cambiale
inoltre un titolo rigorosamente formale ed valido solo se presenta le indicazioni prescritte dalla legge. Pu
incorporare una pluralit di obbligazioni ed inoltre assistita da particolari agevolazioni processuali, in
modo da consentire al portatore di soddisfarsi in caso di mancato pagamento.

Diritto Commerciale

Pagina 330 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

324. I requisiti formali della cambiale


La cambiale un modulo bollato che contiene: la denominazione di cambiale; l'ordine incondizionato
"pagherete a " (cambiale tratta) o "pagher a " (vaglia cambiario); nome del trattario; luogo e data di
nascita dell'emittente; il nome del primo prenditore; la data di emissione; la sottoscrizione autografa del
traente.
Pu contenere inoltre: le indicazioni della scadenza; il luogo di emissione; il luogo di pagamento.

Diritto Commerciale

Pagina 331 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

325. La cambiale in bianco


la cambiale sprovvista di uno dei requisiti essenziali ( sufficiente che siano presenti nel momento in cui il
portatore chiede il pagamento).
All'emissione della cambiale in bianco si ricorre infatti quando alcuni dati cambiari non sono attualmente
determinabili. Chi rilascia una cambiale in bianco resta esposto al rischio che la stessa sia riempita dal
prenditore in modo difforme da quanto pattuito.
Il rischio pi grave se l'immediato prenditore, dopo aver completato il titolo in difformit degli accordi, lo
giri ad un terzo. L'eccezione di abusivo riempimento non opponibile al terzo possessore, se questi abbia
acquistato la cambiale in buona fede.
Il portatore decade dal diritto di riempire la cambiale in bianco dopo tre anni dall'emissione del titolo.

Diritto Commerciale

Pagina 332 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

326. Capacit e rappresentanza cambiaria


Il giudice tutelare pu autorizzare il rappresentante legale del minore o dell'interdetto ad assumere
obbligazioni cambiarie in loro nome.
L'obbligazione cambiaria pu essere assunta anche a mezzo rappresentante. Questi deve far risultare dal
titolo tale sua qualit utilizzando la formula per procura.
Il rappresentante cambiario senza poteri per legge obbligato cambiariamente come se avesse firmato in
proprio.

Diritto Commerciale

Pagina 333 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

327. Le obbligazioni cambiarie


Nelle cambiali a pluralit di obbligazioni, l'invalidit della singola obbligazione cambiaria non incide sulla
validit delle altre (sono indipendenti reciprocamente).
Inoltre, tutti gli obbligati cambiari sono obbligati in solido nei confronti del portatore del titolo alla scadenza
(il portatore pu chiedere a ciascuno di essi il pagamento di ciascuna somma).
Gli obbligati cambiari sono distinti in due categorie:
- gli obbligati diretti (emittente, accettante e loro avallanti), l'azione contro i quali non soggetta a
particolari formalit;
- gli obbligati di regresso (traente, giranti, loro avallanti), l'azione contro i quali soggetta al verificarsi di
determinate condizioni (es. rifiuto dell'accettazione o del pagamento).
Nei rapporti interni gli obbligati cambiari sono disposti per gradi (l'accettante l'obbligato di primo grado).

Diritto Commerciale

Pagina 334 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

328. L'accettazione della cambiale


la dichiarazione con la quale il trattario si obbliga a pagare la cambiale alla scadenza. Con l'accettazione il
trattario diventa obbligato principale (di primo grado) e diretto.
L'accettazione deve essere scritta sulla cambiale con le parole "accetto", "visto", con l'indicazione del luogo
e della data di nascita.
L'accettazione di regola incondizionata, ma pu essere limitata a una parte della somma. Modifiche
aggiuntive equivalgono a rifiuto dell'accettazione.

Diritto Commerciale

Pagina 335 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

329. Definizione di avallo


una dichiarazione cambiaria con la quale un soggetto (avallante) garantisce il pagamento della cambiale
per tutta o parte della somma. una tipica garanzia cambiaria e pu essere data per uno qualsiasi degli
obbligati cambiari. Se manca l'indicazione di avallo, si intendono avallanti il traente e l'emittente.
L'avallante che paga la cambiale acquista i diritti ad essa inerenti contro l'avallato e contro coloro che sono
cambiariamente obbligati verso quest'ultimo. Si possono avere anche pi avallanti che operano verso lo
stesso obbligato cambiario (coavallo).

Diritto Commerciale

Pagina 336 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

330. La circolazione della cambiale


Il trasferimento della cambiale pu essere escluso dal traente o dall'emittente, apponendo sul titolo la
clausola "non all'ordine" o altra equivalente. In tal caso la cambiale trasferibile solo nella forma di una
cessione ordinaria.
I principi che regolano la circolazione della cambiale sono identici a quelli dettati per i titoli di credito in
generale.
Con apposita clausola (ad es. "senza garanzia"), il girante pu esonerarsi da ogni responsabilit cambiaria
per l'accettazione e/o per il pagamento.

Diritto Commerciale

Pagina 337 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

331. Il pagamento della cambiale


La disciplina del pagamento della cambiale ricalca le norme in tema di legittimazione dettate dal codice per i
titoli all'ordine.
Legittimato a chiedere il pagamento il portatore della cambiale che giustifica il suo diritto con una serie
continua di girate.
Chi paga alla scadenza tenuto a controllare solo la regolarit formale delle girate e la continuit delle
stesse.
La cambiale deve essere presentata per il pagamento al trattario o all'emittente.
Il portatore non tenuto a ricevere il pagamento prima della scadenza, ma non pu rifiutare un pagamento
parziale (gli obbligati di regresso restano responsabili per il residuo). Il pagamento per l'intero da diritto alla
restituzione del titolo quietanzato dal portatore.

Diritto Commerciale

Pagina 338 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

332. Le azioni cambiarie


In caso di rifiuto di pagamento, il portatore pu agire contro tutti gli obbligati cambiari.
Esercitando l'azione diretta, il portatore deve osservare solo il termine di prescrizione di tre anni dalla
scadenza della cambiale.
L'azione contro gli obbligati di regresso pu essere esercitata alla scadenza se il pagamento non ha avuto
luogo, o anche prima della scadenza se l'accettazione stata rifiutata o in caso di fallimento del trattario o
del traente. Negli altri casi l'esercizio dell'azione di regresso subordinata alla constatazione del rifiuto di
accettazione o di pagamento con un atto denominato protesto.
Il portatore tenuto a dare avviso della mancata accettazione entro quattro giorni feriali successivi alla
levata del protesto.
Rispettate le condizioni per l'esercizio dell'azione di regresso, il portatore pu agire per l'intera somma
cambiaria contro uno qualsiasi degli obbligati, senza essere tenuto a osservare l'ordine. L'azione di regresso
soggetta alla prescrizione di un anno, che decorre dalla data del protesto.

Diritto Commerciale

Pagina 339 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

333. Condizione della levata del protesto


Sono abilitati alla levata del protesto i notai, gli ufficiali giudiziari e i loro aiutanti o i segretari comunali. I
presentatori presentano il titolo, ne incassano l'importo o constatano il mancato pagamento. Nel secondo
caso si procede alla redazione dell'atto da parte del notaio, con la sottoscrizione del presentatore.
I protesti sono pubblicati in un apposito registro informatico. L'illegittima levata del protesto pu essere
fonte di responsabilit per danni del creditore, per il discredito che arreca al debitore.
Il protesto pu essere sostituito da una dichiarazione scritta di rifiuto dell'accettazione o del pagamento
datata e sottoscritta dal trattario.

Diritto Commerciale

Pagina 340 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

334. Le eccezioni del processo cambiario


Sono eccezioni oggettive quelle che possono essere opposte da tutti gli obbligati cambiari (es. eccezione di
invalidit della cambiale per difetto dei requisiti formali).
Sono eccezioni soggettive quelle che possono essere opposte solo da un determinato obbligato (ad es. causa
invalidit della singola obbligazione cambiaria).

Diritto Commerciale

Pagina 341 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

335. Le azioni extracambiarie


L'emissione e la circolazione della cambiale trovano fondamento in un rapporto di debito fra chi d e riceve
il titolo. Per realizzare il proprio credito, il possessore della cambiale pu esercitare anche l'azione causale
nei confronti del debitore che stato parte del relativo rapporto. Per poterla esercitare necessario che siano
accertati col protesto la mancata accettazione o pagamento della cambiale.
Pu verificarsi che il portatore abbia perduto, per decadenza o prescrizione, tutte le azioni cambiarie. In tal
caso pu agire contro il traente, l'accettante o il girante esercitando l'azione di arricchimento cambiario
(inquadrabile nell'azione di ingiustificato arricchimento).

Diritto Commerciale

Pagina 342 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

336. L'ammortamento della cambiale


La disciplina di ammortamento della cambiale coincide sostanzialmente con quella dettata con i titoli di
credito all'ordine.

Diritto Commerciale

Pagina 343 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

337. Le cambiali finanziarie


Costituiscono uno strumento di finanziamento delle imprese che permette a queste di raccogliere fra il
pubblico capitale di credito a breve termine, in alternativa al credito bancario (pi costoso).
Sono titoli di credito con scadenza compresa fra i tre e i dodici mesi dalla data di emissione. La loro struttura
quella del pagher cambiario e devono avere un taglio minimo di 50mila euro.
Devono essere indicati anche i proventi a favore del prenditore.
Le cambiali finanziarie possono essere girate esclusivamente con la clausola "senza garanzia": questo
agevola la sottoscrizione da parte dei risparmiatori, dato che essi potranno far circolare ulteriormente i titoli
senza esporsi a responsabilit cambiaria.

Diritto Commerciale

Pagina 344 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

338. Nozione e caratteri essenziali dell'assegno bancario


L'assegno bancario un titolo di credito che contiene l'ordine incondizionato diretto ad una banca di pagare
a vista una somma determinata all'ordine di una determinata persona o la portatore.
Funzione tipica dell'assegno bancario quella di consentire l'utilizzazione di somme disponibili presso una
banca per effettuare pagamenti a terzi, evitando l'utilizzo materiale del denaro.
L'assegno bancario redatto dal traente su appositi moduli prestampati fornitigli dalla banca e ha la stessa
struttura della cambiale tratta. Figurano tre persone: il traente, che d l'ordine di pagamento alla banca; la
banca-trattaria alla quale l'ordine di pagamento rivolto; il prenditore dell'assegno.
Diversa per la funzione tipica dei due titoli: mentre l'assegno bancario uno strumento di pagamento, la
cambiale tratta uno strumento di credito.
Nell'assegno bancario, trattatario pu essere solo una banca. Non pu essere accettato dalla banca trattaria
ed sempre pagabile a vista.

Diritto Commerciale

Pagina 345 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

339. I requisiti dell'assegno bancario


necessario distinguere i requisiti di validit dell'assegno bancario dai semplici requisiti di regolarit.
Costituiscono semplici requisiti di regolarit: l'esistenza presso la banca trattaria di fondi disponibili (per
somma almeno pari all'importo dell'assegno emesso); l'esistenza di una convenzione che attribuisce al
traente il diritto di disporre mediante assegni bancari di fondi disponibili.
Sono requisiti di validit: la denominazione di assegno bancario; l'ordine incondizionato di pagare una
somma determinata; l'indicazione del trattatario e del luogo di pagamento; la data e il luogo di emissione e la
sottoscrizione del traente.

Diritto Commerciale

Pagina 346 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

340. La posizione della banca trattaria


L'assegno bancario non suscettibile di accettazione. Conseguentemente la banca non pu mai assumere la
posizione di obbligato cambiario: uniche obbligazioni cambiarie sono del traente e degli eventuali giranti.
Esistono strumenti che consentono di tutelare, sia pure parzialmente, l'aspettativa di pagamento del portatore
dell'assegno. A tal fine previsto l'istituto del visto: questo ha l'effetto di accertare l'esistenza dei fondi e
d'impedirne il ritiro da parte del traente prima della scadenza del termine di presentazione.
Il benefondi la conferma dell'esistenza dei fondi da parte della banca trattaria, su richiesta della banca cui
il titolo girato per l'incasso. La banca trattaria sar tenuta al risarcimento dei danni qualora abbia fornito
informazioni inesatte. Con il benefondi con blocco la banca pu bloccare i fondi corrispondenti
all'ammontare dell'assegno, ma se questo risulter regolare sar costretta a pagarlo.

Diritto Commerciale

Pagina 347 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

341. Circolazione e avallo dell'assegno bancario


La circolazione dell'assegno bancario all'ordine regolato da norme che sostanzialmente coincidono con
quelle dettate per la cambiale.
La circolazione dell'assegno al portatore regolata dalle disposizioni generali del codice in tema di titoli al
portatore.
Anche l'assegno bancario pu essere garantita tramite avallo, ma si tratta di istituto desueto data la breve vita
del titolo.

Diritto Commerciale

Pagina 348 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

342. Il pagamento dell'assegno bancario


L'assegno bancario sempre pagabile a vista. L'eventuale postdatazione dell'assegno non impedisce al
portatore di presentarlo anticipatamente per il pagamento, n alla banca di pagarlo.
Il termine per gli assegni emessi e pagabili in Italia di otto giorni dalla data di emissione, se l'assegno
pagabile nello stesso comune in cui emesso (quindici giorni se pagabile solo in altro comune).

Diritto Commerciale

Pagina 349 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

343. Il regresso per mancato pagamento dell'assegno


In caso di mancato pagamento da parte della banca trattaria il portatore dell'assegno pu agire in regresso
contro il traente, i giranti e i loro avallanti.
La presentazione del titolo alla banca trattaria nei termini di legge e la constatazione del rifiuto di pagamento
mediante protesto non sono necessarie per l'esercizio dell'azione di regresso contro il traente, mentre lo sono
per esercitare il diritto contro giranti e loro avallanti.
L'azione di regresso si prescrive in sei mesi dal termine di presentazione.

Diritto Commerciale

Pagina 350 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

344. Assegno sbarrato, da accreditare, non trasferibile e turistico


L'assegno sbarrato l'assegno cui vengono apposte due rette parallele sulla faccia anteriore. La sbarratura
consente la circolazione dell'assegno circoscrivendo i soggetti legittimati ad incassarlo.
L'assegno da accreditare non pu essere pagato in contanti, ma pu essere regolato dalla banca trattaria solo
mediante scritturazione contabile; presuppone quindi un preesistente rapporto del trattario con il soggetto
che presenta il titolo.
Maggior sicurezza offre invece l'assegno non trasferibile: pu essere pagato solo all'immediato prenditore o
accreditato sul suo conto (il prenditore pu comunque girarlo a una banca per la riscossione).
Gli assegni bancari di importo superiore ai 12.500 euro devono essere emessi con la clausola di non
trasferibilit, al fine di prevenire operazioni di riciclaggio di denaro provenienti da reati.
La banca che paga a s un assegno non trasferibile a persona diversa dall'originario prenditore, o dal
banchiere giratario per l'incasso, risponde del pagamento.
L'assegno turistico un assegno bancario che viene tratto da una banca su una propria filiale o
corrispondente estera.

Diritto Commerciale

Pagina 351 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

345. La procedura di ammortamento per l'assegno


La disciplina modellata su quella della cambiale.
La procedura di ammortamento esclusa per l'assegno non trasferibile, dato che lo stesso non pu circolare.
Il prenditore ha diritto di ottenere un duplicato (a proprie spese) denunziandone lo smarrimento, la
distruzione o la sottrazione sia al trattario sia al traente.

Diritto Commerciale

Pagina 352 di 353

Alexandra Bozzanca

Sezione Appunti

346. Nozione e disciplina dell'assegno circolare


un titolo di credito all'ordine che contiene la promessa incondizionata della banca emittente di pagare a
vista una somma di denaro.
La sua emissione avviene dietro versamento da parte del richiedente dell'importo corrispondente ( a
copertura anticipata).
Nel caso di assegno bancario la banca non cambiariamente obbligata al pagamento e pagher la somma
indicata nel titolo solo se sussiste la "copertura" (disponibilit di fondi utilizzabili dal cliente mediante
l'assegno). In caso di assegno circolare la banca che si impegna cambiariamente a pagare la somma portata
da titolo; il possessore dell'assegno circolare non corre il rischio che l'assegno sia stato emesso a vuoto.
La banca pu emettere assegni circolari solo per somme che siano presso di essa disponibili al momento
dell'emissione.
Sono requisiti di validit dell'assegno circolare la denominazione di assegno circolare, la promessa
incondizionata di pagare una somma determinata, l'indicazione del prenditore, data e luogo nel quale
l'assegno emesso, la sottoscrizione della banca emittente.
All'assegno circolare si applica in parte la disciplina del vaglia cambiario a vista, in parte la disciplina
dell'assegno bancario.

Diritto Commerciale

Pagina 353 di 353

Indice
1. Il sistema legislativo in materia di imprese

2. La nozione generale di imprenditore

3. Concetto di attivit produttiva

4. L'organizzazione. Impresa e lavoro autonomo

5. Economicit dell'attivit e scopo di lucro

6. Definizione di professionalit

7. Imprese e professioni intellettuali

8. Distinzione tra imprenditore agricolo e imprenditore commerciale

9. L'imprenditore agricolo. Le attivit agricole essenziali

10. Caratteristiche dell'imprenditore commerciale

10

11. La definizione dell'impresa artigiana

11

12. L'impresa familiare

12

13. L'impresa societaria

13

14. Le imprese pubbliche

14

15. Attivit commerciale delle associazioni e delle fondazioni

15

16. L'impresa sociale

16

17. Esercizio diretto dell'attivit d'impresa

17

18. Esercizio indiretto dell'attivit d'impresa. L'imprenditore occulto

18

19. L'inizio dell'impresa

19

20. La fine dell'impresa

20

21. Incapacit e incompatibilit nell'attivit di impresa

21

22. L'impresa commerciale degli incapaci

22

23. La pubblicit delle imprese commerciali

23

24. Il registro delle imprese

24

25. L'obbligo di tenuta delle scritture contabili

25

26. Le scritture contabili obbligatorie

26

27. Regolarit delle scritture contabili. Efficacia probatoria

27

28. Ausiliari dell'imprenditore commerciale e rappresentanza

28

29. La figura dell'instintore

29

30. Ruolo dei procuratori

30

31. Definizione di commessi

31

32. La nozione di azienda. Organizzazione ed avviamento

32

33. La circolazione dell'azienda. Oggetto e forma

33

34. La vendita dell'azienda. Il divieto di concorrenza dell'alienante

34

35. La successione nei contratti aziendali

35

36. I crediti e i debiti aziendali

36

37. Usufrutto e affitto dell'azienda

37

38. Il sistema dei segni distintivi: la ditta, l'insegna e il marchio

38

39. Formazione e contenuto del diritto sulla ditta

39

40. Nozione e funzioni del marchio

40

41. I tipi di marchio

41

42. I requisiti di validit del marchio

42

43. Il marchio registrato

43

44. Caratteristiche dell'insegna

44

45. Concorrenza perfetta e monopolio

45

46. La legislazione antimonopolistica

46

47. I fenomeni rilevanti per la disciplina antimonopolistica

47

48. Limitazioni pubblicistiche delle concorrenza e monopoli legali

48

49. Limitazioni convenzionali della concorrenza

49

50. Libert di concorrenza e disciplina della concorrenza

50

51. Gli atti di concorrenza sleale

51

52. Il contratto di consorzio fra imprenditori

52

53. Il contratto di consorzio. L'organizzazione consortile

53

54. I consorzi con attivit esterna

54

55. Distinzione tra il consorzio ad attivit interna e la societ

55

56. Definizione e tipi di societ

56

57. Il contratto di societ

57

58. I conferimenti di societ

58

59. Patrimonio sociale e capitale sociale

59

60. L'esercizio in comune di attivit economica

60

61. La societ fra professionisti

61

62. Lo scopo-fine delle societ

62

63. Classificazione delle societ

63

64. Personalit giuridica ed autonomia patrimoniale delle societ

64

65. Tipi di societ ed autonomia privata

65

66. Societ di persone

66

67. La costituzione delle societ

67

68. Societ di fatto. Societ occulta. Societ apparente.

68

69. I conferimenti legati alla costituzione di una societ

69

70. Patrimonio sociale e capitale sociale

70

71. La partecipazione dei soci agli utili e alle perdite

71

72. La responsabilit dei soci per le obbligazioni sociali

72

73. Responsabilit della societ e responsabilit dei soci

73

74. I creditori personali dei soci

74

75. L'amministrazione della societ

75

76. Amministrazione e rappresentanza della societ

76

77. La nomina dei soci amministratori

77

78. I soci non amministratori. Il divieto di concorrenza

78

79. Scioglimento del singolo rapporto sociale

79

80. La liquidazione della quota societaria

80

81. Cause dello scioglimento della societ

81

82. Il procedimento di liquidazione. L'estinzione della societ

82

83. Nozione e caratteri distintivi della societ in accomandita semplice

83

84. La costituzione della societ. La ragione sociale

84

85. I soci accomandanti e l'amministrazione della societ

85

86. Il trasferimento della partecipazione sociale

86

87. Lo scioglimento della s.a.s.

87

88. La societ in accomandita irregolare

88

89. Nozione e caratteri essenziali della societ per azioni

89

90. L'evoluzione della disciplina delle societ di capitali non quotate

90

91. La costituzione della s.p.a.

91

92. L'atto costitutivo della s.p.a.: forma e contenuto

92

93. Le condizioni per la costituzione di una s.p.a.

93

94. L'iscrizione della s.p.a. nel registro delle imprese

94

95. La nullit delle societ per azioni

95

96. La societ per azioni unipersonale

96

97. La disciplina dei patrimoni destinati

97

98. Conferimenti e capitale sociale

98

99. I conferimenti in denaro nella s.p.a.

99

100. I conferimenti nella s.p.a. diversi dal denaro

100

101. La valutazione dei conferimenti diversi dal denaro

101

102. Funzione delle prestazioni accessorie

102

103. I patti parasociali

103

104. Nozione e caratteri delle azioni

104

105. Azioni e capitale sociale

105

106. Caratteristiche della partecipazione azionaria

106

107. Le categorie speciali di azioni

107

108. Le azioni di risparmio

108

109. Le azioni a favore dei prestatori di lavoro

109

110. Azioni e strumenti finanziari partecipativi

110

111. La circolazione delle azioni

111

112. I vincoli sulle azioni

112

113. I limiti alla circolazione dell'azione

113

114. Le operazioni della societ sulle proprie azioni

114

115. Le partecipazioni reciproche fra societ di capitali

116

116. Acquisto di azioni o quote da parte di societ controllate

117

117. L'informazione sulle partecipazioni rilevanti

118

118. L'acquisto di partecipazioni rilevanti in societ quotate

119

119. Le offerte pubbliche di acquisto e di scambio

121

120. Societ controllate e direzione unitaria

122

121. La disciplina dei gruppi di societ

123

122. La tutela dei soci e dei creditori delle societ controllate

124

123. La disciplina del gruppo insolvente

126

124. Gli organi della s.p.a.

127

125. Nozioni e distinzioni dell'assemblea

128

126. Il procedimento assembleare

129

127. Costituzione dell'assemblea. Validit delle deliberazioni

130

128. Il diritto di intervento e di voto in assemblea

131

129. Limiti all'esercizio del voto. Il conflitto di interessi

132

130. I sindacati di voto

133

131. Le deliberazioni nulle

134

132. Le deliberazioni assembleari invalide

135

133. I sistemi di amministrazione e controllo

136

134. Struttura e funzioni dell'organo amministrativo

137

135. Nomina e cessazione della carica degli amministratori

138

136. Compenso e divieti degli amministratori

140

137. Il consiglio di amministrazione

141

138. Comitato esecutivo. Amministratori delegati

142

139. La rappresentanza della societ

143

140. La responsabilit degli amministratori verso la societ

144

141. La responsabilit verso i creditori sociali

145

142. La responsabilit verso i singoli soci o terzi

146

143. Funzione dei direttori generali

147

144. Il collegio sindacale

148

145. Composizione, nomina, cessazione del collegio sindacale delle s.p.a.

149

146. La vigilanza del collegio sindacale

150

147. Il funzionamento del collegio sindacale

151

148. La responsabilit dei sindaci

153

149. Il sistema del controllo contabile

154

150. Il controllo contabile nelle societ non quotate

155

151. La revisione contabile obbligatoria

156

152. Funzioni e responsabilit del revisore dei conti

157

153. Il sistema dualistico per il controllo contabile di una societ

158

154. Caratteristiche del sistema monistico per il controllo contabile

159

155. Il sistema di controlli esterni sulle s.p.a.

160

156. Il controllo giudiziario sulla gestione delle s.p.a.

161

157. Ruolo della Consob

162

158. I libri sociali obbligatori di una societ

163

159. Il bilancio di esercizio della societ per azioni

164

160. La struttura del bilancio di esercizio

165

161. Definizione di conto economico

167

162. I criteri di valutazione del bilancio d'esercizio

168

163. Principi di redazione del bilancio

169

164. Il procedimento di formazione del bilancio d'esercizio

170

165. La distribuzione degli utili ai soci

171

166. Il bilancio consolidato di gruppo

172

167. Le modifiche del contenuto oggettivo del contratto sociale

173

168. Il diritto di recesso dei soci di una s.p.a.

174

169. Le modificazioni del capitale sociale

176

170. L'aumento reale del capitale sociale

177

171. Il diritto di opzione dei soci

178

172. L'aumento nominale del capitale sociale

179

173. La riduzione del capitale sociale: la riduzione reale

180

174. La riduzione del capitale sociale per perdite

181

175. Modalit di finanziamento della spa

182

176. Strumenti finanziari partecipativi

183

177. Nozione e tipologia delle obbligazioni

184

178. I limiti all'emissione di obbligazioni

185

179. Il procedimento di emissione delle obbligazioni

186

180. Le obbligazioni convertibili in azioni

187

181. L'organizzazione degli obbligazionisti

188

182. Le cause di scioglimento delle societ di capitali

189

183. La societ in stato di liquidazione

190

184. Il procedimento di liquidazione e l''estinzione della societ

191

185. Societ in mano pubblica

192

186. Caratteri distintivi della societ in accomandita per azioni

193

187. La disciplina della societ in accomandita per azioni

194

188. Caratteri distintivi della societ a responsabilit limitata

195

189. La costituzione della s.r.l.

196

190. I conferimenti e le altre forme di finanziamento delle s.r.l.

197

191. Le quote sociali nelle s.r.l.

198

192. Il trasferimento delle quote sociali

199

193. Gli organi sociali delle s.r.l.

200

194. Amministrazione e controlli delle s.r.l.

201

195. Il sistema legislativo rispetto alle societ cooperative

202

196. Le societ cooperative con scopo mutualistico

203

197. Scopo mutualistico e scopo lucrativo delle societ cooperative

204

198. Le cooperative a mutualit prevalente

205

199. Caratteri strutturali delle societ cooperative

206

200. La costituzione della societ cooperativa

207

201. La disciplina dei conferimenti delle societ cooperative

208

202. Le quote e le azioni dei soci cooperatori

209

203. Le nuove forme di finanziamento introdotte per le societ cooperative

210

204. Il diritto di voro dei soci cooperatori

211

205. Amministrazione, controlli e Collegio dei probi viri delle societ cooperative

212

206. La vigilanza governativa e il controllo giudiziario per le societ cooperative

213

207. La formazione del bilancio d'esercizio delle societ cooperative

214

208. Variazione dei soci e del capitale sociale delle societ cooperative

215

209. Il gruppo cooperativo paritetico

216

210. Lo scioglimento della societ cooperativa

217

211. Le mutue assicuratrici

218

212. La figura dell'amministratore indipendente

219

213. Distinzione tra trasformazione omogenea e trasformazione eterogenea di societ

220

214. La trasformazione omogenea da societ: il procedimento di trasformazione

221

215. La responsabilit dei soci in tema di trasformazione omogenea di societ

222

216. La disciplina della trasformazione eterogenea in societ di capitali

223

217. La fusione di societ

224

218. Le fasi del procedimento di fusione

225

219. La delibera di fusione

226

220. La tutela dei creditori sociali nella fusione

227

221. L'atto di fusione

228

222. La scissione di una societ

229

223. Il procedimento della scissione

230

224. Dall'armonizzazione dei diritti societari al diritto societario sovranazionale

231

225. La costituzione della societ europea

232

226. Gli oneri della societ europea

233

227. La gestione della societ europea

234

228. Il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione della societ europea

235

229. La legislazione a livello europeo in materia di societ europea

236

230. Costituzione della societ cooperativa europea

237

231. Le partecipazioni dei soci nella societ cooperativa europea

238

232. Gli organi della societ cooperativa europea

239

233. Destinazione degli utili e scioglimento della societ cooperativa europea

240

234. Nozione e tipi di contratto

241

235. Vendita reale e vendita obbligatoria

242

236. Le obbligazioni del venditore

243

237. La garanzia per evizione

244

238. La garanzia per vizi, mancanza di qualit e buon funzionamento

245

239. Garanzia di conformit

246

240. Clausole sulla qualit della merce

247

241. Le obbligazioni del compratore

248

242. La vendita con riserva di propriet

249

243. Il contratto estimatorio

250

244. Il contratto di somministrazione

251

245. I contratti di distribuzione

252

246. La concessione di vendita

253

247. Il contratto di affiliazione commerciale (franchising)

254

248. Nozione e caratteri essenziali dell'appalto

255

249. Le obbligazioni dell'appaltatore

256

250. Le obbligazioni del committente

257

251. Estinzione del contratto di appalto

258

252. Il contratto di subappalto

259

253. Il contratto di subfornitura

260

254. Nozione e tipi di contratto di trasporto

261

255. Pubblici servizi di linea

262

256. Il contratto di trasporto di persone

263

257. Il trasporto di cose

264

258. Trasporto con pluralit di vettori

265

259. Nozione e disciplina del deposito nei magazzini generali

266

260. Fede di deposito e nota di pegno

267

261. Nozione e tipi di mandato

268

262. Mandato con e senza rappresentanza

269

263. Obbligazioni del mandatario

270

264. Obbligazioni del mandante

271

265. Estinzione del mandato

272

266. I sottotipi di mandato: commissione e spedizione

273

267. Il contratto di agenzia

274

268. La disciplina del contratto d'agenzia

275

269. La mediazione nel contratto d'agenzia

276

270. La provvigione del mediatore

277

271. Impresa bancaria ed operazioni bancarie

278

272. Le operazioni bancarie nel codice civile

279

273. La disciplina generale dei contratti bancari

280

274. Regolamentazione dei depositi bancari

281

275. Il contratto di apertura di credito

282

276. L'anticipazione bancaria

283

277. L'operazione di sconto bancario

284

278. Operazioni bancarie in conto corrente e conto corrente bancario

285

279. La disciplina del conto corrente bancario

286

280. Le garanzie bancarie omnibus

287

281. Le garanzie bancarie autonome

288

282. Il servizio di custodia di titoli e valori

289

283. Il servizio delle cassette di sicurezza

290

284. Definizione di intermediazione finanziaria

291

285. Il contratto di leasing

292

286. Il leasing finanziario

293

287. Il leasing operativo e leasing di ritorno (lease-back)

294

288. Il contratto di factoring

295

289. L'operazione di cartolarizzazione dei crediti

296

290. Le carte di credito

297

291. La moneta elettronica

298

292. Le societ di intermediazione mobiliare

299

293. La gestione di portafogli

300

294. Caratteri generali degli organismi di investimento collettivo

301

295. Struttura e tipologia dei fondi comuni di investimento

302

296. La disciplina dei fondi comuni d'investimento

303

297. L'offerta al pubblico di prodotti finanziari

304

298. L'organizzazione e la gestione dei mercati mobiliari

305

299. I contratti di borsa

306

300. Contratti di borsa a contanti e a termine

307

301. Definizione del contratto di riporto

308

302. Contratto ed imprese di assicurazione

309

303. I tipi di assicurazione

310

304. La disciplina generale del contratto di assicurazione: il rischio e il premio

311

305. L'assicurazione contro i danni

312

306. L'assicurazione della responsabilit civile

313

307. L'assicurazione sulla vita

314

308. Nozione di associazione in partecipazione

315

309. Disciplina dell'associazione in partecipazione

316

310. Titoli di credito in generale

317

311. Funzione e caratteri essenziali dei titoli di credito

318

312. La creazione del titolo di credito: rapporto cartolare e rapporto fondamentale

319

313. Titoli di credito astratti e causali

320

314. La circolazione dei titoli di credito

321

315. La legge di circolazione per i titoli al portatore

322

316. I titoli all'ordine

323

317. I titoli nominativi

324

318. La legittimazione dell'esercizio del diritto cartolare

325

319. Le eccezioni cartolari

326

320. L'ammortamento per i titoli all'ordine e nominativi

327

321. Documenti di legittimazione e titoli impropri

328

322. La gestione accentrata dei titoli di massa

329

323. Cambiale tratta e vaglia cambiario

330

324. I requisiti formali della cambiale

331

325. La cambiale in bianco

332

326. Capacit e rappresentanza cambiaria

333

327. Le obbligazioni cambiarie

334

328. L'accettazione della cambiale

335

329. Definizione di avallo

336

330. La circolazione della cambiale

337

331. Il pagamento della cambiale

338

332. Le azioni cambiarie

339

333. Condizione della levata del protesto

340

334. Le eccezioni del processo cambiario

341

335. Le azioni extracambiarie

342

336. L'ammortamento della cambiale

343

337. Le cambiali finanziarie

344

338. Nozione e caratteri essenziali dell'assegno bancario

345

339. I requisiti dell'assegno bancario

346

340. La posizione della banca trattaria

347

341. Circolazione e avallo dell'assegno bancario

348

342. Il pagamento dell'assegno bancario

349

343. Il regresso per mancato pagamento dell'assegno

350

344. Assegno sbarrato, da accreditare, non trasferibile e turistico

351

345. La procedura di ammortamento per l'assegno

352

346. Nozione e disciplina dell'assegno circolare

353