Sei sulla pagina 1di 14

1

IL GRANDE STUDIO

100

Complessivamente il commento in dieci capitoli. Nei primi


quattro si parla in generale dello scopo e del significato dell'argomento, mentre nei successivi sei si parla in particolare del lavoro
intorno ai singoli aspetti dell'argomento stesso. Nel quinto capitolo
mostrata l'importanza di un luminoso perfezionamento e nel
sesto il fondamento del rendersi sinceri: ambedue richiedono la
speciale attenzione di chi muove i primi passi nello studio. Il lettore non deve farne poco conto a causa della loro semplicit.
(Nota di Chu Hsi).

''

:
'

'

L'INVARIABILE

MEZZO*

(Chung Yung)

'

Attribuito a Tzu-szu, nipote di Confucio. compreso nel Ii Chi (Memorie


sui Riti), di cui forma il XXVIII libro .

!
'
'

Il mio maestro Ch'C:ng-tzu ha detto:


Non essere inclinato
(da una parte o dall'altra) dicesi chung, non essere variabile dicesi
yung 1 Chung la corretta norma di tutto ci che sotto il cielo,
yung il principio fisso di tutto ci che sotto il cielo. Quest'opera
contiene le leggi del cuore, tramandate dall'uno all'altro nella
scuola di K'ung fino a Tzu-szu, il quale, nel timore che potessero
introdurvisi degli errori, l'affid allo scritto, che fu trasmesso a
Meng-tzu. All'inizio l'opera tratta di un unico principio, nel corpo
s'estende a tutte le cose ed alla fine torna a riunire tutto nell'unico
principio. Se la srotoli (gli antichi volumi erano composti in rotoli N. d. T.) esso riempie tutto l'universo, se l'arrotoli esso si ritira a
celarsi nel mistero: il suo sapore inestinguibile, in ogni sua parte
sostanziale apprendimento. Se il lettore intelligente vi medita
su con diletto e lo possiede, anche mettendolo in pratica tutta la
vita, non potr esaurirlo.
(Nota di Chu Hsi).
I.

Il comando del Cielo si chiama natura, seguire la natura si


chiama Via, stabilire le regole della Via si chiama istruire 2

r. Nell'antica pittografia cinese il carattere chung era descritto da un cerchio


attraversato da una linea verticale: il suo significato mezzo >>, stare nel
mezzo >>. Letteralmente yung significa << usuale, comune, costante, immutabile >>.
2. Chu Hsi commenta: Il decreto del Cielo (ming) equivale a comando (ling),
la natura (hsin) il principio razionale (/1). Per mezzo dello yin e dello yang e dei
cinque elementi [legno, fuoco, terra, metallo, acqua N.d.T.], il Cielo fa nascere
le creature per trasformazione e mediante lo spirito vitale (vedi ME 25) le completa
con la forma. Conferisce loro anche il principio razionale (vedi GS 5) che equivale
ad un comando. Cosl la vita degli uomini, poich ciascuno possiede il principio
conferitogli, consiste nella forza di conformarsi perseverantemente alle cinque virt
cardinali [carit, urbanit, sincerit, giustizia, sapienza]: ci dicesi natura. Tao

L'INVARIABILE MEZZO

L'INVARIABILE MEZZO

La Via tale che non te ne puoi scostare un istante : se


potessi scostartene, non sarebbe la Via. Per questo motivo il
saggio cauto e vigilante verso ci in cui non visto, teme e
trema per ci in cui non udito. Nulla pi visibile di ci
che nascosto, nulla pi perspicuo di ci che segreto. Per
questo il saggio si vigila nella solitudine 3
Quando in noi non si manifestano la gioia, l'ira, il dolore,
il piacere, si dice che siamo in stato di equilibrio (chung).
Quando (questi sentimenti) sorgono in noi mantenendosi nei
giusti limiti, si dice che siamo in stato di armonia (ho). Ecco
che cos' l'equilibrio: il grande fondamento di tutto ci che
sotto il cielo. Ecco che cos' l'armonia: la Via universale di
tutto ci che sotto il cielo.
Quando esistono il massimo equilibrio e la massima armonia, in cielo e in terra ogni cosa ha il suo giusto posto e gli
esseri raggiungono il loro pieno sviluppo.

rivolgendosi nel suo intimo lo studioso ricerchi in s stesso e da


s stesso ottenga, cos da evitare l'egoistico interessamento per le
seduzioni esteriori e da rendere colma la misura di bont che gli
4
naturale. Questo primo capitolo ci che il signor Yang ha definito la somma dell'intero lavoro. Nei dieci capitoli che seguono,
Tzu-szu cita le parole del Maestro per completare il significato del

Nel capitolo che precede, Tzu-szu riporta, come base del discorso, le idee che gli furono trasmesse. Innanzi tutto chiarisce cht>
la sorgente prima della Via scaturisce dal Cielo e che essa immutabile, che la sua essenza predisposta in noi e che da essa non ci
si pu discostare. In secondo luogo parla dell'importanza di preservarla ed alimentarla e di esaminarla e scrutarla. Infine parla del
pi alto grado delle azioni meritorie e dell'influenza trasformatrice degli uomini santi e spirituali. Egli vuole che, in merito a ci,

primo.
(Nota di Chu Hsi).
2.

Chung-ni disse:
Il saggio si attiene all'invariabile mezzo, l'uomo volgare lo contrasta. Il saggio pratica l'invariabile
mezzo e, da saggio, vi si mantiene in ogni circostanza; l'uomo
volgare contrasta l'invariabile mezzo e, da uomo volgare,
non evita n teme nulla.
3

.
',

'

equivale a Via. Se gli uomini si conformano ciascuno alla spontaneit della sua
natura, nel commercio giornaliero con le cose e gli esseri hanno un sentiero da

praticare ed ci che si chiama la Via. Bench la natura e la Via siano comuni a


tutti, la disposizione dello spirito vitale talvolta diversa: perci non pu essere
senza colpa chi differisce (dagli altri) perch non vi perviene (alla Via). I santi,
in quanto regolano ci che l'uomo e gli esseri devono praticare, propongono al
mondo delle leggi, come quelle dei riti, della musica, delle pene, dell'amministra-

Confucio disse:
L'invariabile mezzo, come sublime!
5
Da molto tempo tra il popolo pochi ne sono capaci

"

Confucio disse:
Io so perch la Via non seguita: il
6
sapiente l'oltrepassa, l'ignorante non la raggiunge Io so
perch la Via non compresa: il virtuoso l'oltrepassa, l'indegno non la raggiunge. Tra gli uomini non v' chi non mangi
e non beva, ma pochi sanno distinguere i sapori.

zione del governo: ci dicesi istruire. L'uomo, in sostanza, sa di avere una


natura ma nOn sa che gli proviene dal Cielo, sa che nelle azioni c' una Via
ma non sa che essa trova origine nella sua natura, sa che dal santo promana
l'istruzione ma non sa che costui la trae da ci che sicuramente abbiamo
in noi. Per questo Tzu-szu chiarisce tutto ci in questo primo capitolo. Le stesse

Confucio disse : -

Ohim, la Via non seguita!

4. Il signor Yang Yang Shih, filosofo dell'epoca dei Sung orientali (xl see.
d. C.), discepolo di Ch'eng I.
5. Il discorso ripreso, con qualche variante, da DI 146.

idee esprime Tung-tzu quando dice che la grande sorgente della Via sgorga dal
Cielo. Tung-tzu, citato dal commentatore, Tung Chu-shu, filosofo confuciano
vissuto all'epoca di Wu Ti della dinastia Han (intorno al 1 secolo a. C.).
3. Sulla questione vedi anche GS 6.

6. Ambedue, cio, non colgono il mezzo .

I
1

'

'

106

'

L INVARIABILE MEZZO

'

L'INVARIABILE MEZZO

6.

107

(quella che devi coltivare in te)? Tolleranza e cedevolezza nell'istruire, non ripagare la malvagit: questa la forza del meridione. Vi si attiene il saggio. Farsi un giaciglio delle armi e
della corazza, morire senza rimpianti: questa la forza del
settentrione. Vi si attiene il violento. Perci, il saggio armonizza ma non debole : che grande forza! Si tiene nel mezzo
e non parziale: che grande forza! Se nello stato si segue la
Via, (accettando le magistrature) egli non muta da come era
nell'oscurit: che grande forza! Se nello stato non si segue la
Via, egli non cambia fino alla morte: che grande forza!

Con~ucio disse:
Che grande sapienza aveva Shun !
~~ava ii_iterroga;e e~ esaminar.e le parole Ri futili: occultava
c10 che d1 male vera in esse e diffondeva c10 che v'era di bene
ne coglieva i due estremi e usava il loro mezzo verso il popolo'.
Per questo era Shun !

7
Confucio disse:
Tutti affermano: io so ma se li incalzi
.
.
'
incappano in reti, calappi e trabocchetti, che non sanno evitare. Tutti dicono: io so, ma se decidono di attenersi all'invariabile mezzo, non riescono a mantenervisi per la durata di
un mese.

l l.

Confucio disse:
Ricercare astrusi princpi o compiere
imprese inconsuete affinch le generazioni future ne siano
edotte: io non lo faccio. Da saggio procedere seguendo la Via
ma rinunciare a mezzo strada: io non posso fermarmi. Da
saggio attenersi all'invariabile mezzo, fuggire il mondo e restare sconosciuto senza rimpianti: solo l'uomo santo ne
capace.

8.

~onf~cio disse:
Hui era un uomo che, quando ebbe
deciso di attenersi all'invariabile mezzo, appena conquistava
alcunch di bene lo stringeva fortemente al petto e non lo
perdeva mai pi.
7

Confucio disse:
Si pu governare alla perfezione l'impero, lo st~to _e la, famiglia, si pu ricusare le dignit e gli
emolumenti, s1 puo calpestare le spade snudate, e (tuttavia) si
pu non essere capaci dell'invariabile mezzo 8

'

IO.

Tzu-lu interrog sulla forza 9 Confucio disse:


La forza
del meridione, la forza del settentrione oppure la tua forza
7 Hui il. discepolo Yen Yiiang, premorto al Maestro (vedi BC 28) .
. 8. Chu. I,:Is1 commenta: << Le prime tre mete sono frutto di sapienza, di carit
e d'. coraggio.~ son? le pi ~rdue del mondo: tutte per s'appoggiano ad un'inclinaz1?ne. Perc10,,.ch1u?q~e stimola le sue doti naturali e le sue forze in grado di
ra~giungerle. ~invariabile. mezzo, invece, bench sia facilmente alla portata, non
puo ess_ere ~aggiunto da chi non pervaso da spirito di giustizia ed ardore di carit
e ~on e pr~vo del minimo desiderio egoistico. Le prime tre mete sono ardue ma
facile ragg1~ngerle, l'invariabile mezzo facile ma arduo raggiungerlo.
9 Il discepolo Tzu-lu amava il valore (vedi BC 30), perci s'interessa alla
forza.

Qui finiscono le parole del Maestro, con le quali Tzu-szu ha


chiarito il significato del capitolo iniziale. Il grande scopo di questa
sezione di mostrare che le tre grandi virt: sapienza, carit, coraggio, sono la porta per entrare nella Via. Perci all'inizio della
sezione le ha illustrate con riferimenti al grande Shun, a Yen
Yiiang (Hui) e a Tzu-lu: Shun per la sapienza, Yen Yiiang per la
carit e Tzu-lu per il coraggio. Se delle tre una difetta, non v'
modo di avanzare nella Via e di perfezionare la virt. Per il resto
vedi il ventesimo capitolo.
(Nota di Chu Hsi).
I2.

La Via del saggio vasta e imperscrutabile. L'uomo e la


donna pi semplici possono averne conoscenza, ma nelle sue
pi alte manifestazioni vi sono cose che anche l'uomo santo
non conosce. L'uomo e la donna pi indegni possono essere in
grado di seguirla, ma nelle sue pi alte manifestazioni vi sono

'

I
;'

'

108

L'INVARIABILE ~IEZZO

cose i? cui anche l'uomo santo non riesce. Nella grandezza


del Cielo e della Terra l'uomo trova qualcosa di cui insoddisfatto 10
Perci, quando il saggio parla della grandezza (della Via)
nessuno so~to il cielo capace di contenerla, quando parla
della sua piccolezza nessuno sotto il cielo capace di suddividerla.
Nell'Ode (III, 5, 3) detto: << Il falco vola nei cieli il
pesce s'immerge negli abissi>>. Dice quanto (la Via) si m;nifesti in alto e in basso.
La Via del saggio si trova, nei suoi princpi elementari,
nell'uomo e la donna (pi semplici), ma nel suo pi alto grado
si manifesta nel Cielo e nella Terra.

Nel precedente dodicesimo capitolo il discorso di Tzu-szu .


Ha lo scopo di chiarire il significato della proposizione del capitolo
iniziale circa l'impossibilit di scostarsi dalla Via. Negli otto capitoli che seguono egli cita saltuariamente alcuni detti di K'ung-tzu
per illustrarlo.
(Nota di Chu Hsi).
13

Confucio disse:
La Via non lontana dall'uomo. Se
l'uomo, se&11<; una . Via lo~tana dalla natura umana, questa
non puo dirsi la Via. Nell Ode (I, 158, 2) detto: << Se tagli
un manico d'ascia con un'ascia dal manico gi tagliato, il modello non lontano>>. Quando hai in mano un manico d'ascia
per fabbricarne un altro, se lo guardi di sbieco come se fosse
lontano. Perci il saggio governa gli uomini tenendo presente
l'umana natura e quando li ha modificati s'arresta. Chi ha il
senso della. leal~~ e della reciproc~t non lontano dal giungere alla Via: c10 che non vuole sta fatto a s non fa ao-li altri.
La Via del saggio ha quattro regole, ma Ch'iu (io) non
capace nem?17n~ di una: n.on capace di servire il padre nel
modo che s1 richiede al figlio, non capace di servire il prin. ro. L'ultima frase si riferisce alla imperscrutabilit della Via. L'uomo insoddisfatto del caldo, del freddo, delle calamit, degli auspici infausti e non ne
intende la giustezza.
,

L'INVARIABILE MEZZO

109

cipe nel modo che si .richiede al ministro,. n~n ~ capace di servire il fratello maggiore nel modo che s1 richiede al fratello
minore, non capace di dare prima all'amico ci che si richiede da lui. Se, nella pratica delle comuni virt e nella
prudenza degli usuali discorsi, riscontra delle lacune, il saggio
non osa non sforzarsi (per colmarle); se vi nota delle superfluit, non osa non fare del suo meglio (per eliminarle). Allora
le parole si adeguano alle azioni e le azioni ali~ parole. Il saggio come potrebbe non essere completamente sincero?
14.

Il saggio si comporta secondo il suo stato e non ambisce ad


esorbitarne.
Se si trova nella ricchezza e nella nobilt, si comporta da
ricco e da nobile; se si trova nella povert e nell'umilt, si comporta da povero e da umile; se si trova fra i barbari, si comporta
come si conviene fra i barbari; se si trova nelle sventure e nelle
difficolt, si comporta come si conviene nelle sventure e nelle
difficolt. Non v' situazione nella quale il saggio non s'accomodi e di cui non s'appaghi. Se sta in posizione elevata non
opprime gli inferiori, se sta in posizione subordinata no~ esa~
tora i superiori. Corregge s stesso e non pretende dag~1 alt:1,
quindi non ha di che dolersi: non si lamenta del Cielo 1n
alto, non mormora contro gli uomini in basso. Perci il
saggio resta calmo in attesa del decreto del Cielo, mentre
l'uomo volgare cammina sull'orlo dei precipizi per procacciarsi (un'indebita) fortuna.
Confucio disse:
L'arciere ha qualche somiglianza con
il saggio: quando non colpisce il centro del bersaglio, ne
ricerca la causa in s stesso.
I5

La Via del saggio paragonabile ad una che conduce lontano, ma deve partire da vicino; paragonabile ad una che
conduce verso l'alto, ma deve cominciare dal basso.
Nell'Ode (II, 4, 7-8) detto: cc Vivere in amo:osa u~ione
con la moglie e i figli, come far risuonare arpa e liuto. Vivere

IIO

L'INVARIABILE MEZZO

in concordia con i fratelli, durevole armonia e felicit. Ordinate bene la vostra stanza e la vostra casa e gioite della vostra
sposa e dei vostri figli e nipoti>>.
Confucio aggiunse:
Ed i vostri genitori se ne compiaceranno.

I7.

I
..

I8.
.

l
'

I,,

Confucio disse:
Come fu grande la piet filiale di
s.hun ! Per virt fu santo, per dignit fu Figlio del Cielo, per
ricchezza ebbe (la terra) all'interno dei quattro mari. Offr i
i sacrifici nel tempio degli antenati e i suoi discendenti Ii per-

III

perpetuarono (per il suo spirito). Per una s grande virt necessariamente doveva ottenere il suo rango, il suo appannaggio, la sua fama, la sua longevit. La ragione che, nel far
vivere gli esseri, il Cielo sicuramente generoso con essi a
seconda delle loro qualit: pertanto nutre le piante rigogliose
ed abbatte quelle cadenti. Nell'Ode (III, 15, 1) detto: cc Del!'ammirevole ed amabile principe, illustre l'eccellente virt.
Ben governa il popolo, ben governa i funzionari. Ne ha il
compenso dal Cielo, che lo protegge, l'aiuta e lo designa (all'impero). Dal Cielo proviene la sua dignit>>. Perci chi ha
una grande virt ha sicuramente il mandato celeste.

I6.

Confucio disse:
La potenza degli esseri spirituali 11 ,
come grande! Li guardi e non Ii vedi, li ascolti e non li odi,
(eppure) fanno corpo con tutte le cose e non possono esserne
separati. Fanno s che gli uomini del mondo digiunino, si
purifichino e indossino le vesti pi sontuose per offrire i sacrifici. Tutto ricolmando, come se essi fossero sopra di noi,
come se fossero alla nostra sinistra e alla nostra destra. Nel!' Ode (III, 22, 7) detto: cc L'approssimarsi degli esseri spirituali non pu essere previsto, tanto pi bisogna attenderli con
riguardo >>.
In tal modo, al manifestarsi dell'arcano la sincerit non
pu restare occulta 12 .

L'INVARIABILE MEZZO

'

'

I
'

Traduco con <<esseri spirituali>> l'espressione kuei-shng, sulla quale ecco


il commento di Chu Hsi: Ch"eng-tzu dice: '' 1 k11ei-sh&ng sono l'attivit efficiente del Cielo e della Terra e impronta della creazione e trasformazione''.
Chang-tzu [Chang Tsai, 1020-1076, filosofo, zio dei due fratelli Ch 'eng Hao e !]
dice: '' I kuei-sh&ng sono la naturale potenza dei due princpi vitali (ch'z) ''. Se si
parla di due princpi vitali, io (Chu Hsi) intendo che il kuei lo spirito dello yin
e lo sh!ng lo spirito dello yang. Se si parla di un solo principio vitale, l'avanzare
e l'espandersi shng, il tornare e il ritirarsi kuei: in realt sono una sola
cosa . Affinch questo commento non lasci confuse le idee del lettore dir che
yi~ _ i~ prin-cipi~ femminile, l'oscurit, il freddo, l'inattivit, il ritiro, e' yang il
pr1nc1p10 masch1le, la luce, il calore, l'attivit, l'espansione: ambedue sono le
manifestazioni alternantesi del tao, la ragione o causa prima.
12. Chu Hsi commenta: Nell'opera di unione e di dispersione dello yin e
dello yang non v' nulla che non sia sincero. cosi, quindi, che al loro manifestarsi (la sincerit) non pu restare occulta . Mi sembra che il significato sia il
seguente: gli esseri spirituali operano in sincerit, perci, quando essi influenzano
le azioni degli uomini, questi devono esprimere ci che veramente in loro.
11.

Confucio disse:
Solo il re Wen fu esente da affiizioni !
Ebbe come padre W ang Chi e come figlio il re W u: suo
padre gett le basi (dell'elevazione della famiglia), suo figlio
la trasmise. Il re Wu prosegu l'opera di T'ai Wang, di
Wang Chi e del re Wen 13 : una sola volta indoss l'armatura
e conquist l'impero. Mai pi decadde dalla sua fama illustre
nel mondo. Per rango fu Figlio del Cielo, come ricchezza
ebbe (la terra) all'interno dei quattro mari. Offr i sacrifici
nel tempio degli antenati e i suoi discendenti Ii perpetuarono
(per il suo spirito). II re Wu ricevette il mandato celeste in
et avanzata e il duca Chou, quindi, (alla sua morte) complet l'opera virtuosa di Wen e di Wu. Confer il titolo postumo di re (wang) a T'ai Wang e a Wang Chi e dedic il
massimo sacrificio ai duchi predecessori secondo il rito del
Figlio del Cielo. Tale rito si estese ai feudatari, ai dignitari
e perfino ai funzionari e al popolo minuto: se il padre era
un dignitario e il figlio un funzionario, il padre era seppellito come dignitario, ma i sacrifici gli venivano offerti con il
cerimoniale dei funzionari; se il padre era un funzionario e
il figlio un dignitario, il padre era seppellito come funzio14
nario, ma gli si sacrificava col cerimoniale dei dignitari
II lutto di un anno (per i congiunti) fu esteso fino ai digni13. Su questi personaggi vedi CS 15 e seguenti.
14. In base alla norma: Il funerale fatto secondo il (rango del) defunto,
il sacrificio secondo il (rango del) superstite (Memorie sui Riti, Ili, 3, 3).

'

L ' INVARIABILE MEZZO

II2

L'INVARIABILE MEZZO

tari, il lutto triennale (per i genitori) fu osservato anche dal


Figlio del Cielo: il lutto per il padre e la madre unico
senza distinzione tra nobili e plebei.
'
19.

Confucio disse :
Come fu piena la piet filiale del re
Wu e ~el du_c~ Cho~ ! Poi_ch _la piet filiale questo: ben
pros~gu~e gli I:'1tentr deg~1 avi, ben tramandare le imprese
degli avi. In primavera e rn autunno riordinavano il tempio
ancestrale, estr_aevan? d~i ripostigli i vasi del sacrificio, esponevan? le ;est1 degli avi ed offrivano i frutti stagionali. Per
le cer1mon1e nel tempio degli antenati seruivano un ordine
15
secondo le generazioni ; un ordine second~ il rango, in modo
15. Il testo dice: <e secondo il chao e il mu >). Per chiarire questo ordine se
co~do le generazi~ni, riporter la d~scri~io~e. del tempio ancestrale degli impera
tori C~ou quale risulta dalle A1emone suz R.Jtz (lii, 3, 4): in esso erano sette sale,
t~tte ~1volte verso oriente, di cui una in fondo al tempio e le altre, a tre a tre,
r1spett1vamente sul lato destro a settentrione (mu) e sul lato sinistro a meridione
(chao). La prima conteneva la tavoletta del capostipite (Hou Chi), quelle sul lato
destro le t~~olette del re Wl!.n e degli avi della 5 e 3 generazione antecedente a
quella del! imperatore regnante, quelle sul lato sinistro le tavolette del re Wu e
de~li avi della 4a. e 2& generazione. Alla morte dell'imperatore, la tavoletta della
q.u~nta generazione veniva rimossa ed accuratamente riposta in una sala comune
(ibidem, XX, I, 5), mentre le altre. venivano spostate per far assumere il suo posto
al def~nto recente. Lo stesso ordine delle generazioni vigeva per gli astanti al
sacr1fic10. Nel tempio dell'imperatore si veneravano sette ascendenti in quello dei
f~~datari cinque, in quello dei dignitari tre e in quello dei funzionari uno
(1bzdem, III, 3, 4).

o
Hou Chi

Wu Wang

I I Wl!.n Wang

s
Chao

Bisavolo

Trisavolo

Padre

Avo

Mu

113

da far distinzione fra nobili e comuni; un ordine secondo


l'incarico ufficiale, in modo da distinguere i pi degni; nella
libagione generale gli inferiori (i pi giovani) porgevano le
coppe ai superiori (i pi anziani), in modo che cessavano d'essere insignificanti (perch compivano un atto del rito); nel
convito davano la precedenza per il colore dei capelli, in
modo che vigeva un ordine secondo l'et.
Assidersi sul trono degli avi, celebrare i loro riti, far suonare la loro musica, rispettare coloro che essi onoravano,
amare coloro che essi avevano cari, servirli in morte come si
erano serviti in vita, servirli dopo la loro dipartita come se
fossero presenti, il culmine della piet filiale. Col rituale
dei sacrifici al Cielo e alla Terra rendevano omaggio al Dio
Supremo, col rituale del tempio ancestrale sacrificavano ai
propri antenati. Quando si ha chiaro il rituale del sacrificio
al Cielo e alla Terra e il significato del grande sacrificio e del
sacrificio autunnale offerti dall'imperatore, governare l'impero facile come guardare il palmo della mano.

'

20.

Il duca Ai (del regno di Lu) chiese del governo. Confucio


disse:
Il modo di governare di Wen e di Wu esposto
in tavole e listelli. Quando simili uomini sono in vita il loro
sistema di governo fiorisce, quando essi scompaiono il loro
sistema si estingue. Le virt di un uomo stimolano il governo
come quelle della terra stimolano la pianta. In realt, governare come allevar giunchi (che crescono facilmente e presto). Perci l'arte del governo consiste nel guadagnarsi gli
uomini, nell'attirare i ministri virtuosi con (le qualit de) la
propria persona, nel perfezionare la propria persona con la
Via (dei doveri universali), nel perfezionare la Via con la
carit. Ecco che cos' la carit: essere umani. Amare i genitori la pi grande (carit). Ecco che cos' la giustizia: trat6
tare ogni cosa come le si addice I Onorare i virtuosi la

Tempio ancestrale
della dinastia Chou.

16. Traduco con questa perifrasi il carattere i (Iett.: ci che si conviene, che

si addice, che si deve). Il commento spiega: I questo: distinti i princlpi delle


8.

CONFUCIO.

114

L'INVARIABILE MEZZO

L'INVARIABILE MEZZO

pi grande (giustizia). La gradualit dell'affetto per i parenti


e l'ordine dell'onore per i virtuosi sono determinati dai riti.
Quando coloro che sono in posizione subordinata non ottengono la fiducia del superiore, il popolo non pu essere con17
quistato e governato Perci il saggio non pu non perfezionare la propria persona. Se intende perfezionare la propria
persona, non pu non servire i genitori. Se intende servire i
genitori, non pu non conoscere gli uomini. Se intende conoscere gli uomini, non pu non conoscere il Cielo 18 Sotto il
cielo i doveri universali sono cinque e (le virt) per mezzo
19
delle quali essi si esercitano sono tre Tra principe e suddito,
tra padre e figlio, tra marito e moglie, tra fratello maggiore
e fratello minore, tra amico e amico: sono i cinque doveri
universali sotto il cielo. Sapienza, carit, coraggio: sono le
tre virt universali sotto il cielo. (Il modo di) esercitarli uno
20
solo Alcuni conoscono i doveri universali dalla nascita, altri
li conoscono con lo studio, altri ancora li conoscono nelle
angustie, ma alla fine la conoscenza unica. I primi li esercitano con agio, i secondi con profitto e i terzi con strenui
sforzi, ma alla fine il risultato unico 21

Confucio disse:
Amare lo studio avvicina alla sapienza,
praticare con a~dor~ avvi:i~a alla carit, .conos~ere la vergogn~
( r i propri d1fett1) avv1c1na al coraggio.. Chi conosce questi
princpi sa come perfezionare la propria persona; sapend~
come perfezionare la propria persona sa come governare ~!1
altri; sapendo come governare ~li . altri sa come porre 1n
ordine l'impero, lo stato e la fam1gl1a.
. .
Tutti coloro che governano l'impero, lo stato e la fam1gl1a
hanno nove norme: perfezionare la propria p~rso~a? o~orare
i virtuosi, amare i parenti, rispettare i grand.1 m1n1str1, formare un sol corpo con i funzionari, tr.att~re il popclo c~m~
figlio, attirare gli artigiani, esse~e osp1tal1 con gli stran1er1,
ricevere graziosamente i feudatari.
.
. .
Se perfezionano la propria per~o.na, la Via (dei c~nque d~
veri universali) saldamente stab1!1ta; se onora~o I .vrr~os1~
non hanno incertezze; se amano i parenti, i congiunti anz1an1
e giovani non covano. mala~imo; ~e ~ispettano i grandi ministri, non sono delusi (negli affari d1 stato); se fo.rmano u~
22
sol corpo con i funzionari , questi li servo_no r1pagandol1
ampiamente della loro. urbanit; se .trattano .11 ~opol? ~om~
figlio, i cento cognomi sono esortati (a ~erv~e 1! pr~nc1pe),
se attirano gli artigiani, i beni sono suffic1ent1 al fabbisogno'.
se sono ospitali con gli stranieri, costoro a:corrono a ~oro dai
quattro punti, cardinali; s~ ri~e~ono graziosamente I feuda. .,
tari, l'impero e portato a r1ver1rl1.
Digiunano, si purificano, indossano le vesti p1u so~tu.o~e
per offrire i sacrifici e non si muovono se ~on seco~do 1 ri~:
cos perfezionano la propria persona. Respingono I calunniatori e rifuggono dalla vol~t~, no~ ~anno al~un c~nt? del!~
ricchezza e onorano la v1rtu: cosi mcoraggiano I vrrtuos1.
Rendono eminente la posizione dei loro parenti, aumentano

J:

i
I

I'
i,

'

I
'

,I
I

cose, ciascuna di esse abbia ci che le si addice >>. da notare che anche cc giustizia dicesi i: il testo e il commento descrivono il concetto di giustizia. I (giustizia) assume talvolta il significato di cc rettitudine, <<moralit>>.
17. Secondo alcuni critici quest'ultimo periodo sarebbe stato erroneamente
interpolato in questo punto: vedi appresso, in questo stesso capitolo.
18. Chu Hsi spiega: L'arte del governo consiste nel guadagnarsi gli uomini
e nell'attirare i ministri virtuosi con (le qualit de) la propria persona: perci non
si pu non perfezionarla. Consiste nel perfezionare la propria persona con la Via e
nel perfezionare la Via con la carit: perci, nell'intento di perfezionare la propria
persona, non si pu non servire i genitori. Se si vuol giungere fino in fondo all.t
carit dell'amare i genitori, necessariamente si deve passare per la giustizia dell'onorare i virtuosi: perci occorre conoscere gli uomini. La gradualit dell'amort.
per i parenti e l'ordine dell'onore per i virtuosi sono princpi celesti: perci occorre
conoscere il Cielo )).
19. Traduco con dovere universale>> l'espressione ta tao. Il commento
spiega: << Ta tao la Via percorsa da tutti sotto il Cielo, ieri come oggi >>
20. Il commento spiega che quei doveri si conoscono con la sapienza, si sostanziano con la carit e si perseguono fermamente con il coraggio. L'unico modo
d'esercitarli la sincerit.
21. Chu Hsi annota che coloro che conoscono i cinque doveri per nascita e li
esercitano con agio sono i sapienti, coloro che li conoscono con lo studio e li
esercitano con profitto sono i caritatevoli, coloro che li conoscono nelle angustie e

115

'I''

li esercitano con sforzi sono i coraggiosi. Infatti - egli spiega. - bench ~e~la
natura umana nulla vi sia di malvagio, purtuttavia la disposizione dello spm~o
vitale non eguale in tutti (cfr. nota 2 al n. l): perci nell'apprender~ la Via
chi precoce e chi tardivo, percorrerla a taluno ~ di~cile ed a taluno facile. Ma,
sforzandosi senza tregua, tutti raggiungono l'unico risultato.
22. Sulla questione vedi ME 92.

II6

L'INVARIABILE MEZZO

il loro reddito e condividono i loro amori e i loro odi: cos


incoraggiano l'affetto dei congiunti. Pongono a disposizione
numerosi funzionari per l'esecuzione degli ordini: cos incoraggiano i grandi ministri. Trattano con sincerit e lealt e
r?tribuiscono con alti emolumenti: cosl incoraggiano i funzionari. Impongono lavori obbligatori secondo le stagioni ed
esigono lievi imposte: cosl incoraggiano i cento cognomi.
Mediante esami giornalieri e prove mensili fissano il compenso secondo il valore (delle opere): cosl incoraggiano gli
artigiani. Fanno accompagnare coloro che vanno e mandano
a ricevere coloro che vengono, elogiano gli eccellenti e compatiscono gli incapaci: cosl si mostrano ospitali verso gli
stranieri. Restaurano le famiglie le cui linee di successione
sono interrotte, sollevano i regni decaduti, riportano l'ordine
negli stati. in cu.i divampano le ribellioni e proteggono quelli
che sono in pericolo, nelle epoche stabilite danno udienza ed
accolgono gli inviati, colmano di doni coloro che vanno e
non esigono tributi da coloro che vengono: cosl ricevono graziosamente i feudatari.
Tutti coloro che governano l'impero, lo stato e la famiglia
hanno nove norme, ma il modo di metterle in pratica uno
solo (la sincerit).
Tutte le cose, se preordinate, riescono, altrimenti falliscono: un discorso preparato non subisce inciampi, un affare
predisposto non incontra difficolt, un'azione predeterminata
non ha pecche, una strada prefissata non si presenta cieca.
Quando coloro che sono in posizione subordinata (i ministri) non ottengono la fiducia del superiore (il principe), il
popolo non pu essere conquistato e governato. Per ottenere
la fiducia del superiore c' un modo: se non si ha la stima
degli amici non s'ottiene la fiducia del superiore. Per ottenere la stima degli amici c' un modo: se non si obbedisce
ai genitori non si ha la stima degli amici. Per obbedire ai
genitori c' un modo: se, esaminando la propria persona,
non vi si trova sincerit, non si obbedisce ai genitori. Per
rendere sincera la propria persona c' un modo: se non si
comprende il bene non si sinceri nella propria persona.

L'INVARIABILE MEZZO

i
I

I
I

I
I

II7

La sincerit la Via del Cielo, tendere alla sincerit la


23
Via dell'uomo
Chi sincero sta nel mezzo senza sforzo e ottiene senza
pensare: stare nel mezzo della Via naturalmente e facilmente
da santi. Tendere alla sincerit significa scegliere il bene ed
attenervisi fermamente. (A tal fine occorre) studiare estesamente, investigare minutamente, meditare attentamente, discernere chiaramente, praticare costantemente.
Se v' qualcosa che il saggio non ha studiata e, studiandola, non la comprende, egli non abbandona; se v' qualcosa
che non ha investigata e, domandandone, non la conosce,
egli non cessa; se v' qualcosa su cui non ha meditato e, riflettendoci, non la conquista, egli non tralascia; se v' qualcosa
che non ha distinta e, sceverandola, non riesce a chiarirla,
egli non smette; se v' qualcosa che non ha attuata e, praticandola, non riesce ad essere costante, egli non interrompe.
Dove gli altri tentano una volta, egli cento; dove gli altri tentano dieci volte, egli mille.
Colui che capace di seguire questa Via, anche se sciocco
certamente diverr intelligente, anche se debole certamente
di verr forte.

2I.

'

L'intelligenza (a cui si perviene) dalla sincerit da ascriversi alla natura (cio al dono divino); la sincerit (a cui si
perviene) dall'intelligenza da ascriversi all'istruzione. La
sincerit porta all'intelligenza, l'intelligenza alla sincerit.
Sviluppando i capitoli che precedono, Tzu-szu ha fissato l'insegnamento del concetto del Maestro della Via del Cielo e della
Via dell'uomo. Nei dodici capitoli che seguono, il discorso proprio di Tzu-szu, il quale ritorna sull'argomento per illustrare il
significato di quei capitoli.
(Nota di Chu Hsi).
23. Spiega Chu Hs: Sincerit significa verit, realt, assenza di falsit:
il fondamento dei princlpi celesti. Tendere alla sincerit significa non possedere
la verit, la realt, l'assenza di falsit, ma desiderarle: il dovere delle azioni
umane

l>.

II8

L'INVARIABILE MEZZO

L'INVARIABILE MEZZO

26

taruga, influenzano le quattro membra Quando la fortuna


0 la sfortuna s'approssimano si sa prima se l'evento buono

o cattivo.
Per questo chi ha la sincerit suprema simile agli esseri

spirituali 27

22.

Solo colui che ha la massima sincerit sotto il cielo


capace di sviluppare pienamente la sua natura 24
Essendo capace di sviluppare pienamente la sua natura,
capace di sviluppare pienamente la natura degli altri uomini;
essendo capace di sviluppare pienamente la natura degli altri
uomini, capace di sviluppare pienamente la natura degli
esseri; essendo capace di sviluppare pienamente la natura
degli esseri, pu assecondare le forze trasformatrici e sostentatrici del Cielo e della Terra. Quando pu assecondare tali
forze, entra in terna con il Cielo e la Terra.

25.

23.

Viene poi colui che ripudia le proprie aberrazioni 25


Dalle aberrazioni capace di pervenire alla sincerit. Se
sincero, tale appare; se tale appare, tale si manifesta; se tale
si manifesta, s'illumina; se s'illumina, influenza; se influenza,
modifica; se modifica, trasforma.
Solo colui che ha la massima sincerit sotto il cielo
ca pace di trasformare (gli altri).

'

'I

24.

(L'uomo che segue) la Via della sincerit suprema pu


essere riconosciuto in anticipo. Quando lo stato e la famiglia
(di lui) stanno per elevarsi se ne hanno sicuramente i lieti
auspici, (cos come) quando lo stato e la famiglia (del suo
avversario) stanno per perire se ne hanno certamente i segni
infausti: si scorgono dai vaticini delle millefoglie e della tar-

costui quello che per dono divino pervenuto al! 'intelligenza dalla sin-

24. t
cerit (vedi n. 21). Chu Hsi spiega: La massima sincerit sotto il cielo la
sostanza della virt del santo, alla quale nulla pu essere aggiunto. Sviluppare
pienamente la propria natura rendere sostanziale la virt. Perci, quando
assente l'egoismo di ogni desiderio umano, il comando del Cielo vivo in noi>>.
25. t costui quello che perviene alla sincerit dall'intelligenza con l'istruzione
(vedi n. 21). Chu Hsi spiega che questa categoria comprende i saggi, dai grandi
virtuosi in gi, e che le aberrazioni sono le inclinazioni unilaterali, la parzialit.

119

'

La sincerit il mezzo per completarsi, la Via il modo


di condursi. La sincerit il principio e la fine degli esseri:
senza la sincerit non vi sarebbero gli esseri. Per questo il
saggio considera la sincerit il bene pi prezioso. Chi ha la
sincerit non si limita a completare s stesso, ma di essa si
serve per completare gli esseri. Completare s stesso carit,
completare gli esseri sapienza. Ambedue sono virt della
natura umana e costituiscono la Via per collegare l'interiore
e l'esteriore. Perci, attenendovisi in ogni circostanza si fa ci
che si conviene.

Pertanto, la sincerit suprema non ha tregua. Non avendo


tregua perseverante, perseverando investiga, investigando
guarda lontano, guardando lontano si fa ampia e profonda,
essendo ampia e profonda diviene sublime e luminosa.
vasta e profonda, cos sostiene gli esseri; sublime e lumi26. Influenzano, cio, il modo di muoversi e di agire, conscio e inconscio, dei
due avversari, destinati l'uno ad elevarsi e l'altro a perire.
27. Sulla sincerit degli esseri spirituali vedi nota 12 al n. 16. In tutte le
versioni che mi sono venute sotto gli occhi, il verbo della prima proposizione di
questo capitolo stato tradotto all'attivo e il resto del discorso in conseguenza.
Ne venuta fuori una frase del tipo: Chi ha la Via della sincerit suprema pu
avere la precognizione ", per la quale si mostra indignato J. Legge (vedi T he
Doctrine of the Meon in "The Chinese Classics " voi. I), il quale annota:
<<L'intero' capitolo completamente assurdo e d un carattere di ridicolaggine a
tutto il magniloquente insegnamento della cc sincerit intera'' . Se il verbo fosse
tradotto al passivo, come mi sembra che richieda la struttura della frase cinese,
dall'affermazione contenuta nel testo sparirebbe ogni traccia di ridicolaggine. Nel
tradurre come sopra ho tradotto, ho tenuto presente il probabile riferimento a personaggi storici, come T'ang e W~n-Wu (vedi es IO e 18-22), i quali per le loro
virt ottennero il consenso popolare rispettivamente contro l'ultimo imperatore
della dinastia Hsia e della dinastia Yin, prima ancora che con le loro gesta mostrassero di essere i nuovi sovrani dell'impero.

120

L'INVARIABILE MEZZO

nosa, cos ricopre gli esseri; lungimirante e perseverante,


cos completa gli esseri. La vastit e la profondit la rendono
eguale alla Terra, la sublimit e la luminosit la rendono
eguale al Cielo, la lungimiranza e la perseveranza la rendono
sconfinata. Essendo tale, si manifesta senza mostrarsi, modifica senza muoversi, completa senza agire.
La Via del Cielo e della Terra pu essere interamente
descritta con una sola parola (sincerit). Il loro governare gli
esseri senza duplicit, perci il loro creare gli esseri insondabile.
La Via del Cielo e della Terra ampia, profonda,
sublime, luminosa, lungimirante, perseverante. Il Cielo,
ecco, appena un punto luminoso, ma consideratelo nella
sua infinit: il sole, la luna, le stelle e le costellazioni vi sono
sospesi e miriadi di esseri ne sono ricoperti. La Terra, ecco,
appena un pugno di terriccio, ma consideratela nella sua
vastit e spessore: sopporta il monte Hua senza sentirne il
peso, contiene i fiumi e i mari senza che trabocchino e sostenta
miriadi di esseri. La montagna, ecco, appena un frammento
di roccia, ma consideratela nella sua estensione e grandezza:
vi nascono piante ed alberi, vi abitano animali e fiere, vi si
nascondono tesori a non finire. L'acqua, ecco, appena un
mestolo di liquido, ma consideratela nella sua insondabile
profondit: vi nascono testuggini, lucertole, draghi, pesci,
tartarughe e vi abbondano beni e ricchezze.
Nell'Ode (IV, 2, 1) detto: <<Il decreto del Cielo, oh,
come profondo e incessante! >> Vuol dire: cos che il Cielo
Cielo. (L'ode prosegue): <<Oh, come non apparirebbe illustre l'uniformit della virt del re Wn? >> Vuol dire: cos
che il re Wn era Wn. Anche l'uniformit incessante.

L'INVARIABILE MEZZO

e poi essa seguita. Perci si dice: << Se non v' la sublime


virt (dell'uomo santo), la Via suprema non si concreta>>.
Il saggio, quindi, onora la sua natura virtuosa con la ricerca e lo studio, che sviluppa fino alle cose pi vaste e grandi
ed approfondisce fino alle cose pi sottili ed impercettibili.
Egli si eleva alla sublimit ed all'illuminazione con l'invariabile mezzo, ritorna sui vecchi apprendimenti e ne acquisisce di nuovi, scrupoloso e generoso nell'esaltare l'urbanit.
Perci, se ha una posizione elevata non s'insuperbisce, se
si trova in posizione inferiore non insubordinato. Se nello
stato si segue la Via, le sue parole sono tali da farlo innalzare;
se nello stato non si segue la Via, il suo silenzio tale da
far lo tollerare. Nel!' Ode (III, 26, 4) detto: << Intelligente
egli ed oculato, cos protegge la sua persona>>. Non quello
il significato di queste parole?
28.

'

Come grande la Via dell'uomo santo! Traboccante,


eleva ed educa gli esseri, nelle vette pi sublimi raggiunge il
Cielo. Quale sovrabbondante grandezza! Comprende le regole dei riti, che sono trecento, e quelle del comportamento
dignitoso, che sono tremila. Si attende un tale uomo (santo)

Confucio disse:
Essere ignoranti ed amare di condursi
di testa propria, essere in bassa posizione ed amare di agire a
proprio arbitrio: il modo con cui la generazione nata oggi
ritorna sulle cose antiche. Chi ci fa sar colpito dalla sventura.
Chi non Figlio del Cielo non delibera sui riti, non fissa
le misure, non esamina gli ideogrammi (di nuova invenzione,
per approvarli): per questo oggi in tutto l'impero i carri
hanno gli assi di egual lunghezza, gli ideogrammi hanno
egual forma, il comportamento ha eguali norme. Anche se
siede sul trono, chi non ha la virt (del santo) non osa innovare i riti e la musica; anche se ha la virt, chi non siede
sul trono parimenti non osa innovare i riti e la musica.
Confucio disse:
Ho discusso i riti della dinastia Hsia:
Ch'i non ne d sufficiente testimonianza. Ho studiato i riti
della dinastia Yin: ne esistono (appena) delle vestigia a
28
Sung Ho studiato i riti della dinastia Chou, oggi in uso:
io seguo i Chou.
28. Ch'i e Sung erano i feudi assegnati rispettivamente ai discendenti degli
Hsia e degli Yin (vedi CS 26-27), affinch vi fossero perpetuati i riti di quelle

'

'

121

'

'
I22

i
i

L'INVARIABILE MEZZO

L'INVARIABILE MEZZO

29.

30.

Se colui che regna sull'impero ha per importanti questi


tre (compiti: deliberare sui riti, stabilire le misure, esaminare
gli ideogrammi), non far s che gli errori siano rari?
Per quanto eccellenti fossero (nei riti), gli antichi sovrani
non hanno pi testimonianze; non avendo testimonianze non
si d loro credito; non dandosi loro credito, il popolo non li
segue. Per quanto eccellente sia (nei riti), chi in basso (un
santo, come Confucio) non in posizione autorevole; non
essendo in posizione autorevole, non gli si d credito; non
dandoglisi credito, il popolo non lo segue.
Perci, le istituzioni del saggio (sovrano) trovano fondamento nella sua persona e testimonianza nel popolo. Esse non
sgarrano poich egli le paragona a quelle dei tre sovrani (fondatt>ri delle dinastie: Yii, T'ang e Wen-Wu); non sono contrarie al giusto poich le fonda sul (la Via del) Cielo e la
Terra; non sollevano dubbi poich le presenta agli esseri spirituali (quando sacrifica); non deludono poich per esse cento
generazioni hanno atteso il santo 29
Non sollevano dubbi poich le presenta agli esseri spirituali: egli conosce il Cielo. Non deludono poich per esse
cento generazioni hanno atteso il santo: egli conosce gli
uomini.
Cos il saggio si muove e per generazioni costituisce un
modello per il mondo, agisce e per generazioni costituisce
una regola per il mondo, parla e per generazioni costituisce
una norma per il mondo. Chi gli lontano anela a lui, chi
gli vicino non se ne sazia.
Nell'Ode (IV, 13, 2) detto: <<L (nei loro regni) non
sono odiati, qui (alla corte dei Chou) non sono sgraditi. Da
giorno a giorno, da notte a notte, in tal modo perpetuano la
loro fama>>. Non v' mai stato un principe, diverso da cos,
che si sia presto guadagnato la fama in tutto l'impero.
due dinastie. In DI 49, anche per i riti degli Yin Confucio dice che Sung non ve
n' sufficiente testimonianza.

29. A commento di quest'ultima proposizione Chu Hsi cita, con qualche


variante, una frase di Mencio (vedi ME 25), spiegando: cc Questo significa ''quando
il santo sorger di nuovo non cambier le mie parole ''

I23

>>

Chung-ni ha parlato di Yao e di Shun ~ome di prog_en~


tori ed ha indicato Wen e Wu come modelli. In alto ha imitato le stagioni celesti, in basso si conformato alle acque e
al suolo. paragonabile al Cielo e alla Terra, l'uno che tutto
ricopre ed avvolge, l'altra che tutto conti~n~ e sostenta. ~
paragonabile ali' alterno scorrere delle stagioni, al succedersi
della luce del sole e della luna.
Gli esseri sono nutriti insieme senza danneggiarsi a vicenda, i corsi (delle stagioni e degli astri) si succedono insieme
senza recarsi disordine a vicenda. Le piccole energie scorrono (continuamente) come fiumi, le grandi energie si scor.
gono nelle trasformazioni.
Questo ci per cui il Cielo e la Terra sono grandi.

3I.

Solo la santit suprema sotto il cielo capace di intelli:


gente illuminazione e di sagac~ sapienza, c~~ con~en~ono _di
guidare (il popolo); di magnaruma generosit e di mite pieghevolezza, che consentono di tollerare; ~i 1:11~nifesta .forz.a
e di ferma risolutezza, che consentono di dirigere; di uniforme gravit e di imparziale correttezza, che consen~on? ~i
rispettare; di brillante logica e di penetrante facolt discriminatrice, che consentono di discernere.
omnicomprensiva e vasta, profonda e sorgiva: a suo
tempo si manifesta all'esterno. omnicomprensiva e. vasta
come il Cielo, profonda e sorgiva come l'abisso. Quand~
appare non v' chi non la veneri, quando parla non v' chi
non le dia fiducia, quando agisce non v' chi non se ne rallegri. ,
Cos la sua fama e il suo nome superano i confini dell'Impero del Mezzo e arrivano fino ai (barbari me~idionali) Man~
ed ai (barbari settentrionali) Mai. Ovunque giungano vascel.li
o carri e penetrino le forze umane, in qualsiasi luo.go c~e sia
coperto dalla volta del cielo, sostenuto dalla terra, illuminato
dal sole e dalla luna, morso dal gelo o inzuppato dalla ru-

124

L'INVARIABILE MEZZO

L'INVARIABILE MEZZO

giada, tutti gli esseri che hanno sangue e che respirano la


venerano e l'amano. Per questo si dice che pari al Cielo.

la spontaneit di ci che appare nell'aspetto, conosce la per32


spicuit di ci che segreto : a lui consentito di penetrare
nella virt.
Nell'Ode (II, 38, II) detto: <<Per quanto (il pesce) si
nasconda immergendosi, pienamente visibile>>. Perci il
saggio, quando si esamina nel suo intimo e si trova immune
dal male, non prova vergogna nel suo cuore. Ci per cui il
saggio ineguagliabile non forse quello che gli altri non
vedono?
Nell'Ode (III, 22, 7) detto: << Guardatevi quando siete
nella vostra stanza, che non abbiate a vergognarvi della
luce>>. Perci il saggio rispettoso anche se non si muove,
veritiero anche se non parla.
Nell'Ode (IV; 37, 2) detto: << In silenzio avanziamo (per
il sacrificio) e siamo influenzati (dagli esseri spirituali), in
quel momento non v' contesa (fra gli astanti)>>. Perci il
saggio non offre ricompense eppure il popolo incoraggiato
(al bene), non si adira eppure il popolo lo teme pi che l'ascia
e l'azza (con cui il principe punisce i ribelli).
Nell'Ode (IV, 4, 3) detto: <<La sua virt non ostentata, tutti i principi lo prendono a modello>>. Perci il saggio
sincero e rispettoso e l'impero in pace.
Nel!' Ode (III, 7, 7) detto: << (Il Dio Supremo disse al
re Wn:) Guardo con favore la tua luminosa virt, di cui
Il runon fai gran rumore n mostra>>. Confucio disse:
more e la mostra non hanno alcun valore per la trasformazione del popolo.
Nell'Ode (III, 26, 6) detto: <<La virt leggera come un
pelo>>. I peli ammettono ancora paragoni (sul loro peso). Le
opere del Cielo non fanno rumore n hanno odore 33 : questo
il culmine (dell'assenza di ostentazione).

32.

Solo la sincerit suprema sotto il cielo capace di dar


ordine ai grandi canoni del mondo, di stabilire le grandi
fondamenta del mondo 30 , di conoscere le forze trasformatrici
e sostentatrici del Cielo e della Terra. Come avrebbe qualcosa
da cui dipendere? 31
Come ardente la sua carit (nel dar ordine ai grandi
canoni), come profondo il suo abisso (su cui basa le grandi
fondamenta), come immenso il suo Cielo (da cui apprende
le forze trasformatrici)! Chi pu conoscerla se non realmente un santo intelligente ed illuminato, che comprende
e realizza le virt del Cielo ?
33

Nell'Ode (I, 57, I) detto: <<Sopra l'abito ricamato indossa una veste disadorna>>. (Ci perch) non ama ostentare
lo sfarzo. Parimenti la Via del saggio di tenersi nell'ombra,
mentre ogni giorno diviene vieppi illustre; la norma dell'uomo volgare di apparire, mentre ogni giorno corre vieppi alla rovina. La Via del saggio senza sapore ma non provoca saziet, semplice eppur raffinata, gentile ma ferma
.
.
' .
net pr1nc1p1.
Egli conosce la prossimit di ci che distante, conosce
30. Le parole usate nel testo sono: ching.lun (che ho tradotto dar ordine),
ta cliing (i grandi canoni), ta pn (le grandi fondamenta). Chu Hsi spiega:
Ching significa: disporre i fili e distinguerli; /un significa: paragonare le categorie e unirle. Ching (di ta ching) significa: norma costante; ta cliing sono le
cinque speci di relazioni umane (o doveri universali - vedi n. 20). Ta pn significa:
l'intera sostanza della natura >i.
31. La domanda trova spiegazione nel commento di Chu Hsi, che tradt1co libe
ramente: <e Chi in possesso della sincerit suprema senza infingimenti - egli
dice - intuitivamente conosce e assimila le forze trasformatrici e sostentatrici del
Cielo e della Terra. Le conosce non per averle udite o viste: questo il naturale
risultato della sincerit suprema. Perci come potrebbe esservi alcunch, reso mani
festo dalle eose, da cui egli dipenda per essere poi in grado di operare?

32. Chu Hsi spiega: La prossimit di ci che distante: ci che si vede


in quello originato da questo. La spontaneit di ci che appare nell'aspetto: ci
che si manifesta all'esterno ha la sua radice nell'interno. La perspicuit di ci che
segreto: ci che sta all'interno appare all'esterno>>.
33. Citazione dell'Ode III, I, 7.

L'INVARIABILE A!EZZO
1.

Avendo esteso il suo discorso fino all'estremo nei precedenti


capitoli, in quest'ultimo Tzu-szu si volge per ritornare a ci che
ne il fondamento. Parte di nuovo dalla proposizione che il
primo studio diretto a sorvegliare s stessi nella solitudine e
spinge avanti il discorso portandolo gradualmente alla completezza della pacificazione dell'impero mediante un sincero senso
di reverenza (per i propri doveri). Esalta anche la misteriosit (di
quel fondamento) giungendo a dire che non fa rumore n ha
odore. Qui si arresta. Insomma, riassume l'essenza di tutta l'opera
e la compendia. L'intento di ammonire ripetendo il richiamo
profondo e pressante. Pu lo studioso non impegnare tutto s stesso
(nell'approfondimento di questa opera)?
(Nota di Chu Hsi).

I DIALOGHI*
(Lun Yii)
I

I
I
'

'

'

'

'

Attribuito ai discepoli di Yu Jo e di Tseng-tzu, discepoli di Confucio.