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Le monarchie europee di Francia e Inghilterra

Monarchia Francese
Nell’ultima fase della guerra dei Cento anni la sconfitta inglese fu resa possibile anche dalla
riconciliazione fra Carlo VII di Francia e Filippo il Buono di Borgogna, tutto questo
avvenne nel 1435. Filippo in cambio del suo Appoggio contro gli inglesi, si era fatto
riconoscere nuovi territori,lasciando al figlio Carlo il Temerario un grande complesso
politico ed economico. Per trasformare questo territorio in una grande potenza statale
occorreva superare i due elementi di debolezza: il basso grado di unità amministrativa
esistente fra le parti del dominio,acquisite dalla dinastia in tempi e modi diversi, e la
discontinuità territoriale fra i Paesi Bassi a nord e i possessi borgognoni a sud. Gli obbiettivi
di Carlo, quarto duca di Borgogna, erano: l’eliminazione delle autonomie che le città dei
Paesi Bassi erano riuscite a mantenere e la conquista del ducato i Lorena, che gli avrebbe
consentito di unificare territorialmente i propri domini.
Per raggiungere il primo dei suoi obbiettivi, Carlo il Temerario, si servì dell’arma del
terrore, sottomettendo nel 1468 la ribelle Liegi. Nella città riconquistata rimasero integre
solo le chiese, mentre gli abitanti che non riuscirono a fuggire vennero annegati nella Mosa.
Mentre a Lorena,la guerra intrapresa nel 1475 dal duca di Borgogna sembrava prossima a
una conclusione con l’annessione del ducato.
La politica espansiva di Carlo il Temerario destinava a riaprire il conflitto tra la Borgogna e
il regno di Francia,anche come una forma di rivalità personale fra Carlo e il re Luigi XI.
Tutto questo si era già manifestato nel 1465, quando Carlo, prima di diventare duca, si era
messo come capo della rivolta della nobiltà feudale francese, che temeva di perdere i propri
poteri tradizionali di fronte alla crescente potenza della monarchia. Luigi XI evitò il
conflitto diretto con il rivale, servendosi dell’arma della diplomazia per far nascere molti
nemici. La fine dell’avventura di Carlo si profilò quando il duca scese in guerra contro i
cantoni della Confederazione svizzera. Nel 1476 fu sconfitto a Morat, mentre si stava
dirigendo su Berna. Nel 1477 fu sconfitto nuovamente dagli svizzeri nel corso dell’assedio
della città lorenese di Nancy, dove Carlo morì. Liberato del suo rivale, Luigi XI, fece valere
i suoi diritti su tutti i territori che erano feudi del regno di Francia, distruggendo la
Borgogna e procedendo all’invasione delle Fiandre. Ci fu anche un matrimonio politico,
creato secondo la strategia che era stata in gran parte alla base della fortuna della dinastia
borgognona, fermò però l’azione francese: nel 1477 Maria di Borgogna, la figlia di Carlo,
sposò il diciottenne Massimiliano d’Asburgo, erede del duca d’Austria, portandogli in dote
le Fiandre e tutti i Paesi Bassi. Nello stesso tempo la Francia contea, un possedimento
borgognone, veniva rivendicato dagli Asburgo come antico feudo imperiale. Alla fine del
XV secolo lo stato più esteso,più popolato e più forte d’Europa era la Francia. Con Luigi XI
la dinastia dei Valois riuscì a neutralizzare il pericolo rappresentato dai duchi di Borgogna e
nel 1491 il nuovo sovrano Carlo VIII sposò Anna di Bretagna, creando un primo legame
con questo ducato. La Francia in quest’epoca era anche lo stato meglio organizzato.
L’amministrazione della giustizia era stata praticamente del tutto sottratta alla nobiltà; i
giudici erano di nomina statale e facevano capo ai parlamenti, i tribunali supremi che
avevano sede a Parigi e nelle capitali provinciali.
Le risorse finanziare dello stato non dipendevano più dagli Stati generali, ma dal Consiglio
del Re, che decideva la ripartizione dei carichi fiscali e il loro impiego. Gli altri funzionari
dello stato facevano ormai parte a tutti gli effetti della classe dirigente francese. Assai di
rado provenivano dall’antica nobiltà di spada; molto più spesso erano nati nelle famiglie
della borghesia ed erano entrati a far parte di un secondo corpo di nobiltà di esclusiva
nomina regia, detta “nobiltà di toga”, che non poteva vantare le lunghe genealogie della
“nobiltà di spada”, l’aristocrazia militare, e che sempre più avrebbe rivaleggiato con questa.
La formazione di questo nuovo ceto era prevalentemente giuridica e il suo successo
dipendeva dai progressi che i suoi esponenti riuscivano a fare nella carriera giudiziaria e
amministrativa dello stato. Anche nei rapporti con l’autorità religiosa la posizione della
monarchia era forte: ricordiamo che in base alla Prammatica sanzione, emanata nel 1438, al
re spettava la parola decisiva nella scelta dei vescovi e nell’assegnazione delle cariche
ecclesiastiche dotate dei maggiori patrimoni terrieri. Nel 1516 questo atto unilaterale della
monarchia fu sostituito da un concordato con la chiesa romana: il papa ottenne ciò che
veramente gli stava a cuore, la rinuncia della monarchia francese a far proprie le dottrine
conciliariste approvate dai padri di Basilea, mentre il re di Francia conservò i suoi poteri di
designazione dei vescovi. La Francia, l’Inghilterra e con maggiore difficoltà, la Spagna, si
erano avviate sulla via dell’unità nazionale e della costituzione di uno stato territoriale retto
da una monarchia ereditaria.
Monarchia Inglese

Il successo nella guerra dei Cento anni si era prolungato per la monarchia francese fino alla
dissoluzione del rivale ducato di Borgogna. In Inghilterra, invece, il dopoguerra fu un
periodo di crisi dinastica e di violente guerre civili. Nel 1453 Enrico VI Lancaster cominciò
a dare segni di squilibrio mentale e attorno a questo nuovo “re folle” si ripeté un dramma
simile a quello che aveva sconvolto la Francia. Enrico VI fu deposto da un altro ramo della
famiglia reale, gli York, che come i Lancaster discendevano dai figli cadetti del vecchio re
Edoardo III. Cominciò tra le due fazioni una guerra civile, che in seguito fu nominata
“guerra delle Due rose”, dalle rose rossa e bianca scelte come emblema rispettivamente dai
Lancaster e dagli York. La nobiltà cavalleresca era appena uscita dalla guerra dei Cento anni
e aveva dovuto abbandonare i feudi e le rendite ottenute in terra di Francia, portando con se
soltanto delusioni e rancori; si gettò allora con piglio barbarico e banditesco nella guerra
civile, uscendone in gran parte sterminata, in una sorta di follia autodistruttiva.
La guerra si concluse nel 1458 con l’affermazione della nuova dinastia dei Tudor. Il re
Enrico VII Tudor raccolse un regno distrutto dalla guerra ma anche liberato
dall’opposizione della vecchia nobiltà feudale; poté allora procedere alla costruzione di un
apparato statale in grado di reggere il passo con quello che si stava affermando nella
Francia di Luigi XI. Stabilendo buoni rapporti con il Portogallo, i Paesi Bassi e la lega
anseatica e inaugurando una politica di apertura nei confronti della nuova classe borghese,
formata da commercianti, da finanzieri e navigatori. Enrico VII fu in grado di rafforzare le
basi economiche e produttive dello stato e di rimettere l’Inghilterra nei circuiti commerciali
europei. La guerra delle Due rose, aveva aperto in Inghilterra larghi vuoti tra le fazioni
nobiliari: il re Enrico VII Tudor aveva trovato una Camera dei lord ridotta a solo un
centinaio di membri, quelli sopravvissuti al conflitto.
Questo favorì la costruzione da parte della monarchia, di un potere centrale forte: in primo
luogo perché il sovrano poté allargare di nuovo le file della nobiltà, creando una nuova
aristocrazia a lui fedele. In secondo luogo perché dopo la lunga guerra civile, il paese
mostrava di voler apprezzare i vantaggi della pace e dell’ordine interni offerti da un potere
centrale in grado di opporsi su tutti gli interessi particolari; anche il parlamento cessò di
essere un oppositore sistematico delle decisioni del re.
Enrico VII, negli ultimi dieci anni del suo regno, si sentì abbastanza forte da non convocare
più alcuna sessione parlamentare; il governo effettivo fu concentrato in un consiglio della
corona di stretta nomina regia. Le tendenze accentratrici della monarchia trovarono il loro
massimo strumento in un nuovo organismo creato nel 1487, la Camera stellata, che
costituiva un vero tribunale supremo politico e aveva il compito di reprimere ogni tentativo
di opposizione. La Francia, l’Inghilterra e, con maggiori difficoltà la Spagna, si erano
avviate sulla via dell’unità nazionale e della costituzione di uno stato territoriale retto da una
monarchia ereditaria.