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Universit degli Studi di Padova

Facolt di S.M.F.N. Dipartimento di Fisica G. Galilei

Master in Comunicazione delle Scienze

CHI NON CONOSCE IL RADON ALZI LA MANO. IL DIBATTITO MEDIATICO SUL CASO GIULIANI, TRA SCIENZA E PSEUDOSCIENZA.
Dott.ssa Cristina Rigutto
Prof. Leopoldo Benacchio

Padova, dicembre 2009

ABSTRACT

Si possono prevedere i terremoti alcune ore prima del loro verificarsi, prevedendo anche il luogo e la magnitudo? S, secondo Giampaolo Giuliani, no, secondo la comunit scientifica. su questo dibattito che i media hanno puntato i riflettori, orientando lopinione pubblica. un dibattito dai tratti confusi, dove i media faticano a tracciare i confini tra scienza e pseudoscienza, a scapito della correttezza dellinformazione.

SOMMARIO
ABSTRACT .................................................................................... 0 INTRODUZIONE ............................................................................ 2 LA STORIA ................................................................................... 3 IO LAVEVO PREVISTO .................................................................... 3
SCHEDA Il protocollo: Peer Review ....................................................... 6

IL RUOLO DEI MEDIA NELLA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA ................ 7 SCIENZA E GIORNALISMO: DUE CULTURE ALIENE? ............................. 7 LA GENTE COMUNE HA CAPITO ........................................................ 9
SCHEDA Giuliani e Di Bella ....................................................................12 SCHEDA La coda lunga della comunicazione ...........................................13

WEB 2.0 ..................................................................................... 14


SCHEDA Glossario : le parole del web.....................................................16

INTERNET FOR GIULIANI .............................................................. 17 IL BLOG DI MESSORA: .................................................................. 17


SCHEDA Universita degli Studi di Teramo: loccasione mancata ................19 SCHEDA Digital Storytelling .................................................................20

AGGIORNAMENTO RADON ............................................................. 21


SCHEDA Il libro ...................................................................................22

GIULIANI CAMBIA CANALE ............................................................ 23 CONCLUSIONI............................................................................. 24 BIBLIOGRAFIA ............................................................................ 27 RASSEGNA STAMPA ..................................................................... 28

INTRODUZIONE
Scienza e giornalismo non sono culture aliene, anche se a volte possono sembrarlo. Sono costruite sulle stesse fondamenta: la credenza che le conclusioni richiedono prove, che le prove devono essere a disposizione di tutti, e che tutto pu essere rimesso in discussione. In entrambi i gruppi ci sono scettici di professione. Ma che sia diretto a un esperimento o a una notizia , ognuno pu apprezzare lo sguardo critico dellaltro 1. Eppure leggendo i giornali, queste fondamenta comuni non si percepiscono. La scienza comunica il metodo, i media la notizia. Il metodo ci che distingue la scienza dalla pseudoscienza. La scienza non solo un insieme di conoscenze, metodo; la pseudoscienza uninsieme di fatti, speculativa, aspira alla validit scientifica sottraendosi allonere della prassi. La scienza interpreta i dati sulla base di modelli, teorie, con lonere della prova e della ripetibilit, non di certezze, nel senso che comunemente viene dato alla parola dalle persone; per le persone dalla scienza si aspettano proprio risposte certe. Le persone non si accontentano di sapere che allo stato attuale delle conoscenze si pu ragionevolmente concludere che , le persone si aspettano di sapere se vero che luso dei telefonini provoca il cancro, se vero che linfluenza suina meno pericolosa di quella stagionale, se vero che gli elementi geneticamente modificati non sono pericolosi per la salute. Se vero che si possono prevedere i terremoti Le persone che non conoscono il metodo scientifico, percepiscono lincertezza come un fattore negativo, per il fatto che la scienza fornisce certezze solo allinterno dei limiti della validit delle teorie, e di fronte a questa chiedono fatti. I fatti rassicurano, si comprendono. E i giornali forniscono i fatti. La pseudoscienza fornisce fatti. E il divario tra comunit scientifica ed opinione pubblica, aumenta sempre di pi. In questa tesi cercher di evidenziare attraverso la cronistoria del caso Giuliani, come scienza e pseudoscienza competono nel campo dellinformazione mediatica, illustrando quel caleidoscopio di sfaccettature che orientano la percezione di un messaggio: il metodo, i protocolli, la verifica delle fonti, il linguaggio dei media, i canali, gli interessi sottesi allinformazione mediatica, gli interlocutori.

(Cheerleader or watchdog?, Nature, 2009)

LA STORIA
IO LAVEVO PREVISTO
A Sulmona scatta per lallarme, gli abitanti vengono invitati a lasciare le abitazioni da qualcuno che ha diffuso il messaggio di allarme con tanto di megafono [] andava in giro con un furgoncino dichiarando lallerta per il terremoto3 . Il terremoto, in quelloccasione, non arriva e Gioacchino Giuliani viene denunciato per procurato allarme4. Circa una settimana dopo, il 6 aprile 2009, un sisma di magnitudo 6.3 colpisce LAquila, e i media si ricordano di Giuliani, quel tecnico abruzzese, che afferma con convinzione che i terremoti si possono prevedere, e che lui quel terremoto devastante laveva previsto, ma per paura non aveva potuto avvisare nessuno. Esplode il caso Giuliani, i principali media gli dedicano articoli e servizi e lui spiega a tutti il suo metodo previsionale, che si basa sulla rilevazione di forti concentrazioni di radon nel sottosuolo, in occasione di eventi sismici. Parla di picchi impazziti, di radon che correva, piange, si colpevolizza per non aver avvisato la popolazione del pericolo imminente.

Il 28 marzo 2009, Giampaolo Giuliani, che da tempo sta monitorando lo sciame sismico che investe lAbruzzo, contatta il sindaco di LAquila per tranquillizzarlo: non ci saranno eventi sismici importanti in citt, lunico sar a circa 50 Km da LAquila. Forse, aggiunge, si potrebbe avvisare anche il sindaco di Sulmona e dirgli che esiste la possibilit di prevedere scosse di preallarme. Pi tardi, lui stesso, a contattare il comune di Sulmona, vuole solo informare che la popolazione pu essere rassicurata perch le scosse che investiranno il paese saranno di lieve entit.2

I media lo ribattezzano Profeta di sventure, Cassandra dellapocalisse abruzzese, Uomo della profezia, Luomo che parla con i terremoti5. Il perito chimico Giuliani, che nei laboratori del Gran Sasso collabora ad uno studio sulle particelle cosmiche in qualit di tecnico, subisce una metamorfosi mediatica, e diventa il Dottor Giuliani ricercatore dellINAF che studia il radon come precursore sismico. Cosa che fa, con fondi propri e, per sua stessa ammissione, da autodidatta. I giornalisti dei principali quotidiani e dei telegiornali, compreso il notiziario scientifico Leonardo, lo intervistano. Porta a Porta e Anno Zero, i pi seguiti programmi di approfondimento lo ospitano in trasmissione e si apre cos il dibattito sulla prevedibilit dei terremoti, con tre attori in gioco: Giuliani, la comunit scientifica e la classe politica. Inizia la caccia alla notizia e alla dichiarazione di qualche studioso, che validi, o invalidi, la teoria di Giuliani. I quotidiani pubblicano opinioni sia di chi nega la possibilit di prevedere i terremoti, sia di chi sostiene che i dati di Giuliani sono validi. E citano studi di ricercatori russi 6 o, in modo molto generico, ricerche universitarie sul radon 7 . Limpressione finale che spesso si ricava da questi articoli che Giuliani sia una vittima del sistema. Ma lo veramente? No. Dice con forza di esserlo, ma non avendo mai comunicato formalmente, attraverso

una pubblicazione, i risultati della sua ricerca, con il sistema non si mai nemmeno scontrato. Lha solo, fino al 6 aprile, completamente ignorato. Il 6 aprile, il giorno stesso del terremoto, Giuliani ospite di Porta a Porta, dove deve confrontarsi con colui che lha denunciato, il capo della protezione civile Guido Bertolaso, che afferma categoricamente che non possibile prevedere i terremoti, e con Antonio Persanti, direttore della sezione sismologica e tettonica dellINGV, che in trasmissione cerca di spiegare il metodo scientifico, per distinguere ci che scienza da ci che non lo , e ribadisce: Il progresso scientifico ha delle regole estremamente ferree, la scienza progredisce in questo modo: i ricercatori che credono di avere una nuova teoria per interpretare i fatti, la presentano alla comunit scientifica, la quale ha il dovere di criticarla, di trovarne i difetti, di appurarla e poi viene pubblicata. Le regole ferree hanno garantito levoluzione della societ negli ultimi due secoli 8. Indifferente al metodo, e a sostegno di Giuliani, un politico, Antonio Di Pietro (IDV), che ritiene credibile la sua teoria e afferma che la comunit scientifica non la prende nella giusta considerazione per snobismo verso chi lavora fuori dal protocollo. 9 la posizione dello stesso Giuliani, che accusa la comunit scientifica di bocciare il suo lavoro senza conoscerlo.

Il confronto televisivo tra Giuliani e Persanti, tra pseudoscienza e scienza, un confronto che non pu avere n vincitori n vinti, perch la discussione su piani diversi, non si basa sullo stesso metodo, sulle stesse regole. Non c solo una divergenza di opinioni tra i due, c una divergenza di messaggio. Non parlano della stessa cosa in due modi diversi, parlano di due cose diverse. Il messaggio di Giuliani fatto di testimonianze, partecipazione a convegni, fatti accaduti; il messaggio di Persanti il metodo. Ma lascoltatore vuole comunque formarsi unopinione, decidere chi ha ragione; ascolta le due storie che parlano di scienza: una difficile, che parla di metodo, di rigore scientifico, e una pi semplice, che mostra un lato umano, che carica emotivamente, alla quale pi facile credere. proprio questa confusione tra scienza e pseudoscienza, dovuta alla scarsa conoscenza del metodo scientifico, che fa s che anche notizie non scientifiche, possano essere facilmente ritenute credibili. E, se il mezzo che mette a confronto, faccia a faccia, scienza e pseudoscienza, la televisione, il risultato amplificato.

In questa confusione i media hanno un ruolo importante. Il giornalista pu alimentare questa confusione, scegliendo il sensazionalismo, il racconto emozionante, quello che incontra maggiormente i gusti del pubblico oppure pu provare a spiegare il metodo, a farsi interprete della notizia scientifica e a comunicarla. Vedremo nel successivo capitolo che il sistema mediatico molto spesso non consente nessuna scelta al giornalista. Contrariamente allarticolo della rivista scientifica, che parte dal contesto e descrive le osservazioni per arrivare ad una conclusione, larticolo giornalistico parte dalle conclusioni e cerca di inserirle in un contesto che abbia senso per il pubblico cui destinata. Nei media laccento non posto su quale notizia comunicare, ma su come comunicarla.

(Video, Giuliani: "Sono un coglione". L'intervista (II parte), 2009) 3 (Video, Gianpaolo Giuliani aveva previsto il terremoto in Abruzzo DERISO DA STUDIO APERTO, 2009) 4 Per la ricostruzione dei fatti stata scelta la versione sostenuta da Giampaolo Giuliani 5 Cfr. rassegna stampa allegata 6 (Farruggia, 2009) 7 (Mangiarotti, 2009) 8 ibidem 9 (Video, Terremoto L'Aquila Caso Giuliani Visionario o Profeta?, 2009)

SCHEDA IL PROTOCOLLO: PEER REVIEW

Gli scienziati comunicano continuamente fra loro, in molti modi, anche informali, come rapporti, bozze di lavoro, scambi interpersonali. Una volta che il loro lavoro ha raggiunto un livello che viene considerato importante per la ricerca stessa, si rende per necessario il passaggio alla comunicazione formale. I risultati delle ricerche devono essere resi pubblici perch possano essere considerati patrimonio della conoscenza scientifica, e perch ci avvenga, devono essere registrati, comunicati formalmente. La comunicazione formale, avviene attraverso le riviste scientifiche che attuano il protocollo peer review, che un mezzo per attestare l attendibilit dei lavori scientifici pubblicati. Leditore che riceve larticolo, lo verifica per vedere se incontra i criteri editoriali della rivista, e lo sottopone alla revisione di altri scienziati del settore.

La revisione tende ad assicurare che il lavoro contenga risultati significativi e originali, e che siano state utilizzate procedure corrette. Se non vengono sollevate obiezioni tecniche, lo studio viene pubblicato. In caso contrario, lautore pu sempre rivederlo, implementarlo e sottoporlo ad unaltra rivista, dove verr ripetuto il processo. A pubblicazione avvenuta sar la comunit scientifica ad accettare o confutare la ricerca.

IL RUOLO DEI MEDIA NELLA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA


SCIENZA E GIORNALISMO: DUE CULTURE ALIENE?
Televisione, radio, stampa, sono i media pi seguiti, quelli che diffondono la maggior parte delle notizie. In Italia, la quasi totalit della popolazione italiana (85,6%) ricorre al mezzo televisivo per informarsi, e poco pi della met legge 10 abitualmente i quotidiani . attrarre lattenzione dei media. Sia che cerchino la pubblicazione, sia che vogliano sollecitare la presenza dei media ad una conferenza stampa, non basta che il comunicato sia concettualmente coretto, deve anche offrire spunti interessanti per essere ripreso. Normalmente gli uffici stampa riescono nello scopo, tanto che proprio il comunicato la fonte della maggior parte degli articoli pubblicati. Se la copertura mediatica di televisioni e giornali ha il pregio di garantire unampia diffusione della notizia, la quasi totale assenza di redazioni scientifiche e di giornalisti scientifici, ha il difetto di non assicurare esattezza e precisione nellelaborazione della notizia. Le notizie scientifiche sono trattate dalla redazione cronaca e scritte da giornalisti generalisti, e questo limita fortemente la quantit e la qualit delle notizie diffuse. La scelta delle notizie da pubblicare viene fatta, non in base alla rilevanza

Questo fa dei media tradizionali, il canale di diffusione preferenziale per le notizie scientifiche destinate ad un pubblico di massa. Gli uffici stampa dei centri di ricerca, preparano comunicati strutturati in modo da

scientifica, ma in base a criteri commerciali. Si pubblicano le notizie che fanno vendere: quelle con caratteristiche di novit, quelle interessanti per la maggior parte delle persone, che si prestano a mantenere alto linteresse per pi giorni, che promuovono cause, che orientano opinioni, che sostengono posizioni politiche, che attirano inserzionisti. Anche i quotidiani con un proprio inserto scientifico, tendono a pubblicare gran parte delle notizie scientifiche nelle pagine di cronaca piuttosto che in quelle dedicate, oppure tendono a sovrarappresentare alcuni ambiti della scienza rispetto ad altri. I giornalisti generalisti raramente hanno una cultura scientifica e quasi sempre scrivono larticolo basandosi solo sul comunicato stampa, senza procedere a ulteriori verifiche della fonte11. Altre volte sufficiente che la fonte sia unistituzione o uno studioso autorevole perch il giornalista ne riprenda le dichiarazioni senza procedere ad ulteriori accertamenti sulla validazione degli studi. il caso degli esperti che partecipano ai programmi televisivi, e che spesso vengono intervistati su argomenti che esulano dalla loro area di competenza. La loro autorit considerata dai giornalisti e dai responsabili del programma, sufficiente garanzia di affidabilit.

Non quindi infrequente, che gli articoli contengano inesattezze ed errori, o che si arrivi a una vera e propria disinformazione. Spesso gli errori sono dovuti ad imperizia del giornalista che, se privo di una formazione accademica scientifica, pu rischiare di confondere le ipotesi con le prove sperimentali. A volte nel tentativo di semplificare un linguaggio troppo tecnico, commette errori formali o concettuali, o interpreta i dati anzich riferirli. Altre volte lerrore dovuto ad una pubblicazione precoce della notizia, senza attendere le conclusioni del ricercatore, che potrebbero anche invalidare lo studio. Ma la correttezza informativa non lunico problema. La notizia scientifica anche se mediaticamente interessante, deve competere per lo spazio con altri articoli di cronaca. I criteri editoriali, tecnici, ma anche economici e politici, sono pi importanti dei criteri scientifici 12 . Sono le esigenze editoriali a determinare quali notizie verranno pubblicate, e accade che notizie rilevanti per la comunit scientifica, vengano ignorate dai media o, allo stesso modo, notizie di scarso interesse scientifico ottengano le prime pagine dei giornali. Il processo di peer-review che valida gli articoli scientifici, lungo e la notizia quando arriva alla stampa gi

vecchia. Deve essere allora attualizzata, resa interessante, deve contenere elementi di forte attrazione per il lettore. Per diventare la notizia del giorno, deve far leva sulle emozioni del lettore, creare senso di attesa, deve essere una notizia che si possa raccontare come una storia, dove leroe (lo scienziato) cambier il mondo con la sua scoperta. La notizia contenuta nel comunicato stampa viene limata, semplificata, rielaborata, ricostruita, per dar vita un articolo non pi scientifico, bens di cronaca scientifica13. La propensione alla drammatizzazione la leva che cattura limmaginazione del lettore; la scoperta di cure miracolose o la minaccia di un virus killer sono notizie che fanno vendere i giornali. La drammatizzazione accettabile, anzi quasi indispensabile per rendere interessante la notizia scientifica, ma se si trasforma in sensazionalismo la notizia perde credibilit.

La televisione il mezzo pi adatto a diffondere informazione, in ogni casa, ed guardata dalla maggior parte della popolazione, offre un informazione snella, rapida, semplice, ricca di immagini. Ma quello che il punto di forza del mezzo, quando si manda in onda un notiziario, diventa un punto di debolezza se si deve fare comunicazione scientifica. Esprimere concetti complessi, semplificandoli, nel tempo limitato di un notiziario, o nel corso di una trasmissione a tema, rischia di banalizzare il messaggio. Soprattutto in quelle trasmissioni che si sostituiscono ai documentari, ai reportage, come i talk show, seguiti da un grande pubblico, ma spesso rispondenti pi ad esigenze commerciali o politiche, che di divulgazione scientifica. Sono trasmissioni che fanno leva sulla sensibilit del pubblico, dove facilmente il piano emotivo si confonde con quello scientifico15.

IN UN MINUTO SI POSSONO DIRE DELLE SCIOCCHEZZE O DELLE GRANDI VERIT14


Se il giornalista della carta stampata deve competere per lo spazio, quello televisivo deve competere per il tempo.

LA GENTE COMUNE HA CAPITO


In questo contesto il caso Giuliani non sembra essere unanomalia. Gli elementi per passare la notizia ci sono tutti: un quadro drammatico, uno scienziato incompreso, deriso, contestato dagli altri scienziati, cui i

fatti (non il metodo) sembrano per dar ragione. Giuliani stesso, nel corso delle prime interviste, mantiene un profilo basso, spiega i fatti cos come si sono succeduti. Prima dimostra rispetto verso le istituzioni e il mondo scientifico, poi li attacca. Spiega che gli altri scienziati contestano i risultati delle sue ricerche perch non conoscono il metodo da lui applicato, e cerca di spiegarlo lui il suo metodo, agli italiani, attraverso stampa e televisione.

che possa essere veramente correlato alla previsione dei terremoti. Dov lanomalia? Lanomalia sta nel fatto che la notizia scientifica non scientifica. Che Giuliani opera fuori dal protocollo, non ha pubblicato i suoi studi, non ha sottoposto i suoi risultati a verifica; li ha presentati a qualche convegno, vero, ma questo non sufficiente ad accreditare il lavoro. Snobba il sistema della pubblicazione nelle riviste di settore, che potrebbe fornire un marchio di qualit alle sue ricerche, permettendo alle persone di prendere per date le sue conclusioni senza dover capire i dettagli, e preferisce spiegare direttamente lui i dettagli, a tutti quelli che sono disposti ad ascoltarlo. Agli altri, agli scienziati che operano allinterno del protocollo dice:

SONO STATO DENUNCIATO PER PROCURATO ALLARME, MA LA GENTE COMUNE HA CAPITO CHE IL MIO METODO FUNZIONA. I SISMOLOGI UFFICIALI INVECE16
Giuliani parla alla gente comune, quella che lha capito, e proprio perch lha capito gli crede. Li avverte, i sismologi ufficiali sono contro di lui, ma se solo gli lasciassero spiegare il suo metodo, se solo gli chiedessero informazioni, allora anche loro potrebbero capire. Il messaggio di Giuliani passa, gli italiani scoprono il radon, pensano

MALEDETTI, SI CREDONO SUPERIORI, LORO. UN TERREMOTO NON SI PREVEDE, DICONO. BUGIARDI .


17

Chi ha torto e chi ha ragione?

10

Sebbene scienza e giornalismo si basino entrambe sulla convinzione che le conclusioni vanno tratte sulla base dellevidenza, e che tale evidenza dovrebbe essere messa a disposizione di tutti, la verit scientifica diversa dalla verit dei media. La verit scientifica esiste relativamente al suo contesto, esiste allo stato attuale delle conoscenze. una verit che pu e deve essere rimessa in discussione, fatta di possibilit che portano a nuovi livelli di conoscenza. Non si pu gettare la croce su Bertolaso, ma neanche dare dellidiota a Giuliani. [..] al momento un sistema dallarme empirico non esiste, anche se quello del radon pu essere un indizio che va approfondito con attenzione 18 La verit mediatica, al contrario, non pu essere probabile, deve essere certa, anche se a volte questo

comporta una cattiva interpretazione della realt dei fatti. La notizia un prodotto della nostra societ e, come ogni prodotto, confezionata per dare una rappresentazione di ci che si vuole sia capito dai lettori. I mass media non si limitano a comunicare una realt, la creano19. "Cos posso prevedere i terremoti in Abruzzo, ci sono 5 apparecchi20 Cos la pseudoscienza si incunea nel divario esistente tra comunit scientifica ed opinione pubblica, lo dilata, crea illusione.

10 11

(Prunesti, 2009) (De Semir, 2000) 12 (Nielsen, Jorgensen, Jantzen, & Bjerg, 2006) 13 (De Semir, 2000) 14 (Reale, 2005) 15 Ibidem 16 (Giuliani, Avevo previsto la scossa ma nessuno mi ha dato retta, 2009) 17 (Giuliani, E la "Cassandra" attacca: bugiardi, dovevano ascoltarmi, 2009) 18 (Bassi, 2009) 19 (De Semir, 2000) 20 Titolo ripreso da Repubblica del 6.4.2009

11

SCHEDA GIULIANI E DI BELLA


UN PRODOTTO DEI MEDIA

Nellaprile del 1998, cio pochi mesi fa, il Prof. Di Bella stato definito da un panel di esperti il personaggio pubblico con il pi alto grado di credibilit (31% dei voti) seguito da Giovanni Paolo II (12% dei voti). Questo risultato la dice lunga su come si sia creato il mito Di Bella. Sempre in tema di mito, sul motore di ricerca Internet Alta Vista, il sito Di Bella ha un seguito: luomo della speranza 21. Sul piano della comunicazione mediatica, le similitudini tra Giuliani luomo dei terremoti e Di Bella luomo della speranza, sono moltissime. Entrambi attirano lattenzione dei media in seguito ad un evento casuale, dopo anni di studi. Vengono invitati a Porta a Porta e rilasciano interviste a giornalisti poco preparati a fare informazione scientifica. I titoli fuorvianti dei giornali, le polemiche, la speculazione politica e l atteggiamento antisperimentalista, portano lopinione pubblica a

schierarsi e obbligano le istituzioni ad un confronto. Ma la similitudine pi importante tra i due casi, quella che sfugge ad unanalisi sommaria, la quasi totale assenza di una divulgazione scientifica precisa. La comunit scientifica viene pregiudizievolmente considerata chiusa, snob, corporativa, e il suo apporto al dibattito viene filtrato attraverso questottica, diventando marginale. Non si discute, o lo si fa poco, di metodo, di prassi. Nella gara a chi grida pi forte per determinare chi detiene la verit scientifica, si tralascia di discutere di scienza. In entrambi i casi, non sono i prodotti della scienza, ad essere dibattuti, bens i prodotti dei media.

21

(Chiappe, 1998)

12

SCHEDA LA CODA LUNGA DELLA COMUNICAZIONE

I media tradizionali pubblicano una notizia, solo per il breve lasso di tempo in cui mantiene il carattere di novit, vale a dire da uno a pochi giorni. Alla forte capacit di penetrazione del mercato dellinformazione, si contrappone la volatilit della notizia, che viene velocemente dimenticata. solo grazie al rapido sviluppo della tecnologia, che ha trasformato la natura dei media, e alle forme partecipative del web 2.0, che possibile allungare la vita media della notizia. Il nuovo ciclo di vita dellinformazione - rappresentato con il modello economico The long tail, ideato da Chris Anderson d spazio e visibilit a quelle nicchie informative troppo

piccole per contare nel mondo offline, ma dotate di grande potenziale nel mondo on line. Si passa, da unalta percentuale di persone che ricevono passivamente l informazione da pochi media, secondo un modello uno a molti, ad una bassa percentuale di persone che hanno accesso, e cercano attivamente informazioni in molti media, secondo un modello partecipativo dove le informazioni vengono cercate, generate e scambiate tra gli utenti del canale internet.22

22

(Prunesti, 2009)

13

WEB 2.0
Se la velocit con cui uninformazione viene passata dai media tradizionali, non permette n approfondimenti, n correzioni di inesattezze ed errori, questi aspetti trovano ampio spazio nel web. Qui le notizie archiviate sono sempre disponibili e una questione pu essere ripresa e continuata, anche a distanza di molto tempo, in microambienti comunicativi dove, paradossalmente, si amplia il mercato dellofferta informativa e diminuisce quello della domanda23. Se stampa e televisione riescono a raggiungere anche un pubblico poco attento, nel web chi non interessato alla scienza, pu facilmente evitare di riceverne notizia. Solo persone motivate e veramente interessate, accedono allinformazione scientifica in rete24. Gli utenti cercano attivamente linformazione, sia tra i siti web di testate giornalistiche, che tra i siti dei bloggers, ma con una spiccata tendenza a ricercare la notizia solo tra le fonti che incontrano le loro convinzioni personali, o basate su esperienze che sono loro familiari. Ma non questo lunico scenario in cui internet enfatizza le difficolt della comunicazione scientifica. Internet s un canale che rende disponibili una serie di media, ma

anche un canale dove chiunque pu diventare media. Una crescente quantit di notizie viene messa online non solo da scienziati che aprono un blog personale, ma anche, e soprattutto, da persone comuni che

affrontano temi scientifici senza averne la competenza e senza che le loro affermazioni vengano verificate.

IL PROBLEMA NON SONO TANTO LE SINGOLE NOTIZIE SENSAZIONALISTICHE QUANTO LA COSTANTE AZIONE QUOTIDIANA DI QUELLE PICCOLE E STUPIDE25
I blog creano un dialogo con i lettori, e tra i lettori, coniugando linterazione on-line con la vita reale: raccontano fatti veri o presunti, riprendono

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articoli della carta stampata, denunciano notizie manipolate dai media o dalla politica, scoprono complotti e diffondono profezie. In tutti questi casi il web ha il grande limite di non consentire una rapida verifica della fonte e di non subire alcun controllo di veridicit. Gran parte dellinformazione internet viene da fonti inattendibili, oppure prodotta da imprese, enti di ricerca, agenzie, politici, che creano blog per testare o catalizzare lopinione su temi dove il dibattito pubblico pu essere alimentato per servire altri scopi. I blog hanno tuttavia un aspetto interessante, che sta nella loro capacit di dare un volto umano al rigore della scienza. Nei blog tenuti da scienziati, la scienza viene raccontata da unangolazione pi personale. Non si discute solo di metodo e di scienza, ma anche di esperienze personali che aprono una finestra su un mondo che sembra lontano, asettico. Si pubblica la foto scattata al collega mentre mangia un kebab davanti alla gabbia di cavie, si racconta un aneddoto sullultima conferenza, si fa dellumorismo raccontando lultima barzelletta sugli scienziati. I lettori pi assidui del blog hanno la sensazione di conoscere personalmente chi scrive, e per questo credono a ci che dice, anche

se non ne hanno verificato le credenziali, o non riescono a farlo. I consumatori dellinformazione diventano presto anche collaboratori attivi: raccolgono notizie, informazioni, le condividono con altri attraverso link e social media, aggiungono contenuti multimediali, commentano, attuano un vero e proprio passaparola (digitale). Il blog diventa una fonte, i cui criteri di attendibilit sono determinati dai feed degli altri utenti. Non utenti sconosciuti, ma amici, colleghi, professori, o addirittura di un altro blogger. Cos il blog, pur restando media di nicchia, acquisisce forti potenzialit di condizionamento dellopinione pubblica 26. Il passaparola, la fiducia nella fonte, la convinzione che internet sia il dominio della libert, dove vengono pubblicate le notizie che i quotidiani ignorano, creano spesso lerrata percezione di internet come luogo di informazione libera ed indipendente. E quindi dove, se non in un blog, poteva riprendere vigore il caso Giuliani, dopo che i media avevano spento i riflettori sulla notizia.

23 24

(Prandelli & Verona, 2006) (Bubela, Nisbet, Brunger, & Critchley, 2009) 25 (Goldacre, 2009) 26 (Far, 2006)

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SCHEDA GLOSSARIO : LE PAROLE DEL WEB

GLOSSARIO
Blog Blogger Chat Crossmedia Digital Storytelling Feed Forum Internet Link Multimedia Network Post Sito Web Social media Social network Tag Diario telematico, sia privato che di cronaca. Scrive nel blog. Pu essere un giornalista professionista Sistema di comunicazione scritto, in tempo reale Comunicazione integrata, usa pi media allinterno di un unico progetto Narrazione attraverso elaborazioni digitali audio e video e sistemi interattivi multimediali. Unit di informazione usata per fornire agli utilizzatori una serie di contenuti aggiornati di frequente Spazio di discussione in differita, normalmente tematico Rete di computer di dimensioni mondiali, cui si collegano le reti locali. Viene definito anche La rete Collegamento tra documenti. Il link contiene lindirizzo di un altro documento. Lazione di collegamento definita linkare. compresenza e interazione di pi mezzi di comunicazione in uno stesso supporto o contesto informativo Rete tra due o pi computer connessi tra loro che usano lo stesso linguaggio Commento. Da cui postare, ovvero inserire un commento Insieme di pagine web, ovvero di documenti, gestito da un unico soggetto editoriale Tecnologie e pratiche che consentono interazioni sociali (blog, canali video e podcast, wiki) gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali Marcatore, individua un parte del testo e gli assegna un valore semantico. Da Tag, deriva il termine taggare che lazione di assegnare un marcatore, unetichetta a testo o immagini. Attivit di diffusione delle informazioni con effetto moltiplicatore. Viene generata dal world of mouse, il passaparola digitale. Insieme di documenti localizzati su computer diversi insieme di applicazioni online che permettono uno alto livello di interazione sito-utente

Virale Web Web 2.0

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INTERNET FOR GIULIANI

IL BLOG DI MESSORA:
Claudio Messora, luomo che d voce a Giancarlo Giuliani, nel web. Lo fa attraverso il suo blog byoblu, perch come lui stesso mi ha scritto, il suo un blog di informazione libera che si trovato ad approfondire i temi di Giuliani solo perch, per l'appunto, l'informazione ufficiale non lo faceva. Lo fa in modo cos puntuale, con tanta passione, che molti lo scambiano per il portavoce ufficiale di Giuliani, cosa che peraltro, inizialmente ho fatto anchio. Messora monitorizza i media, raccoglie video, e tutte le informazioni utili a raccontare la storia di Giuliani, lo intervista pi volte e pubblica nel suo blog oltre allaudio, anche le trascrizioni. Tutto minuziosamente documentato, ma solo se i fatti possono dare ragione a Giuliani. Messora un uomo che crede veramente in ci che fa, ma non n giornalista scientifico n scienziato, non indaga n il metodo, n con metodo. un blogger che ha valutato i fatti, e sulla base dei fatti si

schierato a favore di una delle possibili verit. Nel suo blog pubblica opinioni, non metodo, confondendo scienza e pseudoscienza. Ma le sue opinioni sono cos salde e credibili, che gli altri blogger le riprendono e iniziano a disseminare il web di link al suo blog.

Sempre di pi credo che linformazione scientifica oggi paradossalmente passi anche attraverso la rete dove le teorie, non soltanto quelle ufficiali e accreditate, vengono mostrate a tutti, in
17

maniera che se ne possano seguire gli sviluppi e valutare autonomamente superando in questa maniera i colli di bottiglia di chi attaccato alle poltrone o ai centri, gli agglomerati di potere (C. Messora)27
unaffermazione forte, antisperimentalista, quella di Messora, che tende a confondere libert di informazione con informazione scientifica, che vuole usare gli stessi strumenti per l informazione puntuale della rivista scientifica e linformazione mediatica. Valutare autonomamente la veridicit di una teoria non pu accreditare la ricerca. Una teoria verificata

allinterno del metodo, con lonere della prova e della ripetibilit. Non si pu e non si deve valutare una teoria sulla base di opinioni personali, di interpretazioni soggettive dei fatti e delle informazioni disponibili. Bisogna saper distinguere tra la pubblicazione di idee, congetture, opinioni, teorie non ufficiali e la pubblicazione di ricerche scientifiche. Identificare il web come luogo di sperimentazione, o di accreditamento pericoloso e stolto, perch fornire credibilit a teorie non sperimentate, rischia di generare false speranze, cos come successe con il metodo Di Bella e prima ancora, negli anni Cinquanta, con il siero Bonifacio28.

27

(Video, Tutte le balle di SuperQuark sul radon, 2009) 28 Liborio Bonifacio, veterinario, prelevava dagli ovini un composto sieroso, al quale attribuiva propriet anticancro.

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SCHEDA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TERAMO: LOCCASIONE MANCATA

Il 12 ottobre 2009, allUniversit di Teramo, si tenuto il seminario Comunicazione 2.0: il caso Giuliani. Grazie alla disponibilit di Attilio Falchi, docente di Sistemi ed elaborazione delle informazioni, e organizzatore del seminario, ho potuto seguire lintero evento in streaming. Relatori lo stesso Prof. Falchi, e il blogger Claudio Messora. La sua presenza aveva senso perch, come Falchi mi disse nel corso di una nostra conversazione telefonica, qualche giorno prima, Il messaggio di Giuliani passato grazie al lavoro di Claudio Messora nel suo blog. Il problema per, proprio questo: passato solo il messaggio di Giuliani, passato lopinionismo, sia nel web, attraverso il blog, che in ambito accademico, attraverso il seminario.

Anche se era chiaro sin dalle prime battute che lo scopo del seminario era quello di illustrare metodi e strumenti della comunicazione web partecipata con flussi generati dagli utenti, e il caso Giuliani era solo un esempio di come poteva essere condotto un piano di comunicazione, resta la sensazione che laccademia abbia perso loccasione di farsi portavoce di un pi ampio ambito comunicativo, dove lo scopo non sarebbe stato individuare chi ha torto e chi ha ragione, non sarebbe stato schierarsi, ma piuttosto fornire gli strumenti per capire il metodo scientifico, approfittando del fatto che di un argomento scientifico si voleva dibattere.

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SCHEDA DIGITAL STORYTELLING

Tutti noi viviamo di narrazioni, e la narrazione il modo pi sicuro e piacevole anche per trasmettere idee, valori e concetti complessi29 La narrazione parte della nostra storia, della nostra cultura, ci appartiene da sempre. La narrazione una storia di storie30 il modo in cui ci raccontiamo, in cui raccontiamo gli altri, in cui diamo corpo alla memoria umana. Produciamo e consumiamo storie. Raccontiamo storie per sedurre, storie per convincere, ma soprattutto storie per essere creduti. E per essere creduti non pi importante solo cosa narriamo, ma come lo narriamo. Oggi grazie crossmedia e multimedia, immagini e suoni, veri o fantastici, non sono pi evocati dal ritmo delle parole, ma integrati nella narrazione. Lo narrazione diventa media, e il suo canale preferenziale YouTube. Uno dei motivi per i quali a distanza di sette mesi, Giuliani fa ancora notizia, nei microambienti della coda lunga della comunicazione, il gran numero di video che lo riguardano presente su YouTube. Video che a causa della natura virale del canale, vengono rivisti, commentati dagli utenti, inseriti nei blog. Sono video intervista dove Giuliani racconta in prima persona la sua storia (Volevano candidarmi al premio nobel), ma anche video-montaggi ad opera dei suoi simpatizzanti (Libert di informazione) e video testimonianze di chi in Giuliani crede e vuole avvalorare la sua tesi (Stefania Pace), video verit che svelano complotti (7 giorni: la cassetta che uccide)31. Quale che sia il contenuto, la matrice del racconto sempre quella del dramma: un personaggio colpito da una serie di avversit, ma non si arrende e combatte fino alla fine. Vincere o morire, la scelta riservata ai protagonisti dei drammi. Ma forse Giuliani sceglier unaltra via

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(Bianucci, 2008) (Fontana, 2009) 31 Tutti i video sono contenuti nel cd allegato, o visionabili su YouTube.com

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AGGIORNAMENTO RADON

provano solo un interesse passeggero, a quelle che partecipano su invito di un amico. Non impegnativo partecipare, basta un click del mouse, e i gruppi aumentano e si moltiplicano per sposare nuovi aspetti della stessa causa. Su Facebook migliaia di persone offrono solidariet a Giuliani, o firmano una petizione virtuale perch la sua ricerca venga finanziata. Ma su Facebook ci sono anche i bollettini dello stesso Giuliani, che danno le previsioni radon. Giornalmente, Messora li comunica per conto del tecnico, agli utenti del social network. Sono solo numeri, numeri seguiti da rassicurazioni o consigli di mantenere uno stato di vigile allerta, nel caso in cucina si sentissero tintinnare le stoviglie. Ma sono centinaia le persone che giornalmente si collegano per controllare laggiornamento radon, che chiedono notizie se il bollettino ritarda, che si preoccupano, che chiedono Possiamo stare tranquilli? Persone che dipendono da quel bollettino per decidere se dormire in casa. Hanno credibilit queste previsioni: nella zona di Frosinone stata effettuata una raccolta privata di fondi per circa 200.000 euro, per poter installare nella zona rivelatori di radon.

Il non-luogo di aggregazione di tutti i seguaci di Giuliani Facebook, uno dei sociaI network pi popolari. In questo spazio virtuale la comunit si aggrega in gruppi, partecipando, apportando contenuti e commenti, condividendoli con altri naviganti. Con il web 2.0 non sono cambiati solo i luoghi, ma anche gli strumenti e i partecipanti alla protesta. I sit-in, i cortei e le conferenze stampa che organizzavano i sostenitori di Di Bella, erano composti da persone coinvolte a vario titolo nella vicenda. Nel web, invece, le persone direttamente coinvolte nella manifestazione, sono solo una piccola parte, sono quelle che per prime si attivano, formando un gruppo, poi grazie al passaparola, si aggrega una grande variet di persone: da quelle che credono nella causa, a quelle che

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SCHEDA IL LIBRO
(COMUNICATO STAMPA)

TERREMOTO: GIULIANI RACCONTA IN UN LIBRO I SUOI ''ALLARMI INASCOLTATI'' (ASCA) - L'Aquila, 12 nov - ''L'Aquila 2009 la mia verit sul terremoto il titolo del libro di Giampaolo Giuliani che sar presentato il prossimo 18 novembre (ore 11,30) presso l'hotel Nazionale di Roma, in piazza Montecitorio 131. E' ''La storia mai raccontata di un disastro annunciato, dell'uomo che avrebbe potuto salvare 300 vite umane e delle istituzioni che non gli hanno creduto. ''Il 6 aprile del 2009, in Abruzzo, si e' scatenata la furia del pi inquietante dei fenomeni naturali. Quel giorno nulla fu risparmiato dalla violenza del terremoto e [..] la regione venne annientata dal tremore della terra ma anche da un'inspiegabile ignavia - si legge in una nota della casa editrice, la Castelvecchi - che ha pubblicato il volume - la stessa colpevole negligenza che, dopo il disastro, ha parlato di cemento armato fasullo e perizie geologiche ignorate nel nome del profitto. In questo panorama

desolante, Giampaolo Giuliani si e' distinto per la seriet con cui ha lavorato per realizzare un sogno: mettere a punto un metodo attraverso il quale riuscire a prevedere i terremoti e, di conseguenza, predisporre i relativi piani di evacuazione. Per questo, mentre l'Abruzzo veniva scosso da uno sciame sismico definito innocuo dagli ''esperti'', Giuliani, confortato dalle sue ricerche, cerc in tutti i modi di avvertire le autorit dell'enorme rischio che L'Aquila stava correndo: una previsione destinata ad avverarsi ma che e' costata al ricercatore una denuncia per ''procurato allarme'' e un trattamento degno di un criminale.
iso/rg/rob
<http://www.asca.it/news%2dTERREMOTO__GIULI ANI_RACCONTA_IN_UN_LIBRO_I_SUOI___ALLARMI _INASCOLTATI__%2d873984%2dATT%2d.html>

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GIULIANI CAMBIA CANALE


Una volta spenti i riflettori dei massmedia, si sono accesi quelli del web, ma se Giuliani, a stampa e televisione parlava sempre in prima persona, nel web si sempre servito della voce di un blogger. Proprio nel web, che gli ha garantito un nutrito seguito di fedelissimi, Giampaolo Giuliani assente. Messora a intervistarlo, a passare i suoi bollettini su Facebook, a cercare prove che sostengano le affermazioni di Giuliani e a comunicarle attraverso il suo blog. Messora che avvia la campagna Internet for Giuliani per realizzare un dvd che raccolga tutte le notizie sul caso. Ed a Messora che Giuliani detta la parola fine. Il 12 novembre 2009, i riflettori su Giuliani sembrano spegnersi. Non dar pi i bollettini radon, non vuole pi visibilit; come spiega a Messora, nel corso dellultima intervista che gli concede :

ci che pu essere scritto e deve essere scritto e impegnarci sul lavoro.


La storia sembra concludersi, cos: n vincere, n morire, ma intraprendere la strada del metodo. Forse. O forse si apre solo un diverso capitolo di questa lunga storia, su un diverso canale mediatico. Nel corso della conferenza stampa per la presentazione del suo libro, a Roma, il 18/11/2009 Giuliani, ribadisce che i terremoti si possono prevedere con certezza, e aggiunge: Abbiamo pubblicato i risultati sul Journal of Geophysical Research
http://www.primadanoi.it/notizie/23639-Giuliani-aPrimaDaNoiit-Protezione-Civile-10-anni-indietrorispetto-a-me> ultimo accesso 19/11/09

Quello che vogliamo avere la possibilit di lavorare, di portare avanti la verit, di fare della ricerca, a questo punto di scrivere scientificamente tutto

ma anche: Il tecnico ammette che finora non ha descritto il suo metodo su una rivista scientifica, ma aggiunge che si sta preparando a farlo: un lavoro stato inviato al Journal of Geophysical Research (non mi hanno ancora detto di no)
http://www.ilcapoluogo.com/e107_plugins/content/c ontent.php?content.21745 ultimo accesso 19/11/09

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CONCLUSIONI
darwinismo, chi non ha ricordato lApollo Undici, dicendo io cero? Questanno abbiamo rispolverato le nozioni imparate e scuola e ne abbiamo imparate di nuove, perch questanno di comunicazione scientifica ce n stata molta. Eppure non abbiamo imparato nulla sul metodo scientifico, non sappiamo come funziona la ricerca nel nostro Paese, non sappiamo nemmeno distinguere la ricerca scientifica dalla ricerca tecnologica. Usiamo abitualmente complessi telefonini multifunzione, ci colleghiamo a internet in piena mobilit, scattiamo centinaia di foto con la nostra fotocamere digitale, ma non abbiamo la pi pallida idea di quale sia il processo conoscitivo, di ricerca che ci ha portato a poter godere, oggi, di questi strumenti. Quando vogliamo dare forza e credibilit a un concetto che esprimiamo, diciamo scientificamente provato che , quando quello che gli altri esprimono non ci trova daccordo, diciamo che gli scienziati proteggono interessi di casta. Non ci chiediamo per quale sia il significato della prova scientifica, di quel metodo, che a piacimento chiamiamo in causa.

Anno 2009, lanno delle commemorazioni: Galileo, Darwin, lallunaggio. Nel corso di questanno in tutta Italia sono state organizzate mostre, convegni, laboratori-gioco, eventi di divulgazione scientifica per tutti i gusti e per tutte le et. Ovunque, manifesti accattivanti, locandine di mostre, articoli di giornali ricchi di immagini seducenti, documentari televisivi. Nel web: blog, video, podcast, gruppi sui social network, impossibile non imbattersi, anche casualmente, in un contenuto scientifico. E anche solo per strada o in TV, chi non ha visto unimmagine di Galileo che punta il cannocchiale verso il cielo, chi non ha sentito parlare del dibattito tra creazionismo e

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Non stupisce allora che parallelamente a tanta comunicazione scientifica, si sviluppi la divulgazione pseudoscientifica. Il 2009 stato anche lanno in cui si parlato di un allunaggio umano mai avvenuto, di catastrofiche profezie Maya, di devastanti esplosioni solari. Si parlato anche della possibilit di prevedere terremoti La comunit scientifica non afferma che i terremoti non si possono prevedere, anzi ammette una certa capacit previsionale32 ; la comunit scientifica afferma che allo stato attuale, non vi ancora prova che sia possibile prevedere, con lanticipo indicato da Giuliani, dove si verificher un sisma, quando e con che intensit. La comunit scientifica non esclude che il radon possa essere un indicatore, se valutato nel contesto dei protocolli e di tutti gli altri indicatori, ma asserisce che attualmente non esiste evidenza che lo sia, e soprattutto che sia lunico. Potremo in futuro prevedere con ragionevole certezza quando e dove si verificheranno le scosse sismiche, e con che intensit? Forse. Non escluso che in futuro la ricerca scientifica possa confermare lintuizione di Giuliani, o arrivare a una previsione in modo completamente diverso, ma la certezza che questo accade oggi, per i motivi gi detti, la scienza non la pu dare.

Quando, come in molti frangenti avvenuto questanno, la pseudoscienza viene scambiata per scienza, con il sostegno dei media e lignoranza del metodo, allora giustificabile che anche persone intelligenti possano credere in cose stupide. In queste circostanze, lecito pensare che la comunicazione scientifica non assolva al suo compito, che non riesca a farsi interprete della comunicazione tra due realt: quella del mondo scientifico e quella dei comuni cittadini. Sembra avere lunica funzione di ricevere informazioni complesse e rielaborarle rendendole intellegibili ai pi, magari ricorrendo allausilio di attivit ludiche. Eppure la comunicazione scientifica dovrebbe spingersi oltre per comunicare efficacemente, dovrebbe non solo comunicare il prodotto della scienza, ma anche quella realt intermedia della ricerca, che ormai diventata fattore di sviluppo sociale. Il mondo della scienza ha bisogno di comunicare per orientare il consenso, per ricevere risorse. Il mondo dei fruitori della scienza ha bisogno di comunicare per capire, per trovare le risposte ai temi quotidiani, senza cadere in false illusioni. Abbiamo gi visto che la comunicazione scientifica deve competere con gli spazi della cronaca, deve rientrare in modelli comunicativi che siano presupposto di economicit per lazienda mediatica, deve

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confrontarsi con lassenza di redazioni scientifiche, o di giornalisti con una preparazione scientifica. Laddove questi limiti vengono a mancare, come nel web, la comunicazione scientifica deve comunque confrontarsi con un pubblico di nicchia, con la difficolt della verifica delle fonti, con la scarsa visibilit.

Ma un passo avanti pu essere fatto per dare una risposta scontata e nota non solo alla domanda Chi non conosce il radon alzi la mano , ma anche a quella Chi non conosce il metodo, alzi la mano.

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il caso dei protocolli gi definiti, come le mappe che individuano le aree a rischio sismico.

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Video. (2009, aprile). Terremoto L'Aquila Caso Giuliani Visionario o Profeta? (Porta a Porta) Tratto il giorno settembre 9, 2009 da YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=EtYtLXzPFqs Video. (2009, 8 1). Tutte le balle di SuperQuark sul radon. (C. Messora, A cura di) Tratto il giorno 9 12, 2009 da www.byoblu.com: http://www.byoblu.com/post/2009/08/01/Tutte-le-balle-di-SuperQuark-sulradon.aspx Zamperini, A., & Giugni, M. (2000). La salute postmoderna. Antagonismo, cura della malattia e comunicazione sociale: un'analisi discorsiva del caso Di Bella. Psicologia della Salute (3), 99-109.

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RASSEGNA STAMPA

Rassegna di articoli pubblicati su quotidiani, giornali on-line e blog Periodo ottobre 2008 novembre 2009

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--.10.2008 Qui c aria di terremoto, Club3 24.03.2009 Intervista a Giampaolo Giuliani, Donnedemocratiche.com 01.04.2009 Prevedo un terremoto. E un ricercatore scatena la psicosi tra LAquila e Sulmona, Corriere della Sera.it 06.04.2009 Lesperto denunciato per il suo allarme Confermo lo si poteva prevedere, Corriere della Sera.it 06.04.2009 Polemica sul mancato allarme. Bertolaso Impossibile fare previsioni, la Repubblica.it 06.04.2009 Cos posso prevedere i terremoti. In Abruzzo ci sono 5 apparecchi, la Repubblica.it 06.04.2009 La previsione dei terremoti con la tecnica del radon, Il Sole24ore.com 06.04.2009 Giampaolo Giuliani: da Boschi e Bertolaso vorr le scuse per tutti i morti che ci sono stati, Affaritaliani.it 06.04.2009 colpa delluomo non della natura. Lintervista a Francesco Stoppa, docente di vulcanologia, Affaritaliani.it 06.04.2009 Italys earthquake: could tragedy have been avoided?, Time 06.04.2009 Italian earthquake: experts warning were dismissed as scaremongering, Telegraph.co.uk 06.04.2009 Allarmi ignorati, polemiche sul sisma: da due mesi sciame sismico nellAquilano, Panorama.it (Blog) 06.04.2009 Si possono prevedere i terremoti? , Gravit Zero (Blog) 06.04.2009 Earthquake warning was removed from internet, The New York Times News (Blog) 07.04.2009 E la Cassandra attacca: bugiardi, dovevano ascoltarmi, Corriere della Sera 07.04.2009 Intervista a Giampaolo Giuliani, Il Giornale 07.04.2009 Giuliani come Galilei, il Tempo.it 07.04.2009 Scienziati divisi sulle previsioni, Il Sole24ore.com 07.04.2009 Il metodo Giuliani e le pubblicazioni scientifiche, Affaritaliani.it 07.04.2009 Problemi di comunicazione nei media, Affaritaliani.it 07.04.2009 Italian officials reject claims of early earthquake warning, The Guardian.co.uk 07.04.2009 Giampaolo Giuliani, lhomme qui avait prdit le sisme, Courrier International.com

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07.04.2009 Il terremoto era prevedibile? Il popolo del web si divide sul caso Giuliani, Panorama.it (blog) 08.04.2009 Gli atenei credono nel radon: previsioni possibili, Corriere della Sera 09.04.2009 Un sisma pu essere previsto?, Il Mattino di Padova 09.04.2009 Giuliani non va insultato, Libert 10.04.2009 Ferrara: una scossa se la meriterebbe la rete, Panorama.it (blog) 15.04.2009 Intervista a Giampaolo Giuliani, Byoblu (blog) 16.04.2009 Terremoto prevedibile? La tifoseria di Facebook sostiene in massa Giuliani, Panorama.it (blog) 17.04.2009 After the quake, in search of the science or even a good prediction, Science 17.04.2009 Intervista a Stefania Pace, Byoblu (blog) 24.04.2009 Il satellite aveva previsto il sisma, La Nazione/ Umbria 27.04.2009 Psicosi terremoto, fabbriche evacuate, Corriere della Sera.it 28.04.2009 Abruzzo, nuovo allarme per un video di Giuliani. La Repubblica 26.06.2009 Intervista a Giampaolo Giuliani, Byoblu (blog) 06.10.2009 Sette giorni. La videocassetta che uccide, Byoblu (blog) 12.11.2009 Intervista a Giampaolo Giuliani, Byoblu (blog) 18.11.2009 Giuliani, 7 mesi dopo ancora occhio al radon, Radio LAquila (blog) 19.11.2009 Intervista a Giampaolo Giuliani, Prima Da Noi.it 19.11.2009 Presentato a Roma il libro di Giuliani: confronto tra lautore e Sciocchetti, Il Capoluogo.com 19.11.2009 LAquila 2009, la mia verit sul terremoto, Rainews24 19.11.2009 Tabloid blog Locandina Progetto Internet for Giuliani

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