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BuongiornoIRPINIA DOMENICA 3 GENNAIO 2010  Persone  15 

 L’Irpinia della cultura Fiore Marro


LA SCHEDA

Per riscrivere la storia Fiore Marro è nato nel 1963 a Cervi-


nara, è sposato, ha tre figli che, a mag-
gio 2010, diventeranno quattro.
E’ titolare di una ditta nel campo della

con la voce dei “vinti”


produzione del marmo, che negli anni
si è trasformata da azienda artigianale
a società di servizi.
Ha fatto parte dell’Azione Cattolica e,
pur vivendo in provincia di Caserta,
non ha mai reciso il legame con
l’Irpinia cui lo lega l’ammirazione per
Guido Dorso, suo punto di riferimento
Una trama romanzesca per raccontare per le idee meridionaliste
E’ legato da profonda amicizia con il
deputato Arturo Iannaccone e con lo
le vicende post-unitarie da un punto storico Edoardo Spagnuolo che consi-
dera il precursore tra gli irpini che si
interessano di storia del Sud.
di vista interamente meridionalista Nel 2000 aderisce al Movimento Neo-
borbonico di cui, dal 2004 al 2007, cu-
ra le relazioni esterne.
Nel 2007 fonda il movimento dei “Co-
mitati delle Due Sicilie” che , a diffe-
 Antonella Russoniello renza dell’associazione neoborbonica
rivolta prevalentemente alla divulga-
zione antirisorgimentale e filomonar-
E’ fresco di stampa per i tipi che, cioè, la nostra, quella che chica, si propone di unire le diverse
dell’editore Vozza “La fine dei va dagli Abruzzi a Malta. An- espressioni del Sud Italia per dare voce
vinti! Giovanni d’Avanzo da che se gli inglesi non l’hanno alle “spettanze non solo storiche ma
gendarme a brigante”, secondo mai voluto riconoscere, ma pure ambientali,politiche e sociali. Un
romanzo di Fiore Marro. questa è la verità ed il confine movimento di opinione, indirizzo, de-
“Un’anima divisa in due” era storico». Borbonico, dunque, nuncia e salvaguardia di tutto ciò che è
invece il titolo del primo che si non per identificare una matri- il Meridione italiano che per 700 anni
potrebbe usare per definire ce ideologica ma come indica- si è chiamato Due Sicilie”.
l’autore la cui vita è, appunto, zione di provenienza ancestra- Nel 2007 esce il suo primo romanzo
divisa tra Cervinara, paese na- le. “Un’anima divisa in due” edito da
tale, e San Nicola La Strada in «Qualcuno dice - continua Vozza. Nel 2008 viene messa in scena
provincia di Caserta, dove Marro - che si tratta solo degli al Teatro Tasso di Napoli e a Melfi in
svolge l’attività lavorativa. ultimi centoventisei anni, ed è Basilicata la sua commedia “Briganti e
Marro è anche autore della vero. Ma è anche vero che pro- Brigantesse..gli uomini non ne sapran-
commedia “Briganti e brigan- prio durante il periodo del re- no niente … ”.
tesse gli uomini non ne sapran- gno della Real Casa di Borbone Un mese fa è uscito il suo secondo ro-
no mai niente...”, è evidente si realizzano le maggiori opere manzo dal titolo “La fine dei vinti!
che la sua produzione nasce ed infrastrutture con primati FIORE MARRO, è appena uscito il suo secondo romanzo dedicato all’epopea Giovanni d’ Avanzo da Gendarme a
tutta dentro la sua fortissima che, ancora oggi, costituiscono Brigante” sempre edito da Vozza.
passione meridionalista. un motivo d’orgoglio. Questo dei briganti e alla storia di Giovanni d’Avanzo www.fioremarro.altervista.org
Questa, infatti, è alla base del- non per piangerci addosso, ma
l’adesione al Movimento Neo- per dar prova a chi è digiuno di
borbonico prima e della fonda- sapere che c’è stato un momen-
zione dell’associazione Comi- to in cui dei buoni amministra-
tati delle Due Sicilie poi. tori, aldilà della preferenza per mente per chi è libero di sce- tragici, eroici, non privi di pa- trovare tra le mani, un processo
Che si condivida o meno la monarchia o per la repubbli- gliere. La sua anima è stata di- tos e di comicità, tanto per non ad alcuni briganti, tra i quali ho
l’impostazione - che ha visto ca, hanno intuito la natura dei visa , le due parti separate e tra smentire il carattere tragicomi- scorto la figura di un uomo che
comunque Marro spostarsi dal- propri cittadini, certamente di- loro allontanate perché la co della scuola teatrale napole- è forse l’emblema di ciò che è
l’ottica meramente antirisorgi- versa da quella di un milanese, schiavitù del suo corpo sia assi- tana. Mi ha particolarmente ap- capitato a molta nostra gente in
mentale e filoborbonica - è co-
munque interessante esplorare
questo universo che, nel richia-
marsi al Regno delle Due Sici-
lie, rivendica il valore di
un’identità e un peso socioeco-
nomico del Meridione preuni-
tario.
«I Comitati delle Due Sicilie -
spiega Marro - sono nati dal-
l’esigenza, condivisa da tanti,
di riscoprire la propria storia, di
di un inglese o di un francese,
riuscendo ad esaltarla».
Il desiderio di raccontare que-
sto periodo è alla base di
“Un’anima divisa in due”, il ro-
manzo in cui l’autore interpreta
la situazione sociale, politica ed
economica dello Stato delle
Due Sicilie subito dopo la sua
brutale e sanguinosa conquista
ad opera del Piemonte nel
1860/61.
curata nel tempo. Il ricongiun-
gimento è possibile solo se si
riacquista la consapevolezza di
un passato glorioso e si cono-
scono le verità negate dalla sto-
riografia ufficiale». L’intento di
Marro, infatti, è anche raccon-
tare, seppur attraverso la forma
del romanzo, la storia vista con
gli occhi dei vinti, di chi non
ha potuto parlare, di chi è stato
consegnato alla storia come in-
passionato descrivere il mio
eroe “brigante” Cosimo Gior-
dano». Buona l’accoglienza
del lavoro teatrale nelle sedi
dove è stato rappresentato, non
vi è dubbio, infatti, che la figu-
ra del brigante sia cara a tanti,
anche giovanissimi, che lo
identificano con una sorta di
Robin Hood con la “scoppetta”
in lotta contro il potere.
Recentissima l’uscita di questo
quei maledetti giorni dell’inva-
sione piemontese. Uomini pro-
bi, onesti, giusti, leali si sono
ritrovati infatti a fare da bandi-
ti, da fuorilegge, da briganti ap-
punto. Si tratta di un dolore
lungo 150 anni, ferite che non
si leniranno mai, attraverso il
racconto, il ricordo si cerca al-
meno di dare un poco di balsa-
mo alle loro anime, anime di
eroi finiti nell’oblio della sto-
Persone
dare voce ad un Sud che ormai «Ho descritto una sofferenza fame. nuovo romanzo “La fine dei ria, scritta sempre dai vincito-
non ha più niente. L’idea che indicibile - dice - quella di un «Nella commedia “Briganti e vinti! Giovanni d’ Avanzo da ri».
sta alla base dell’aggregazione popolo che da quel momento in brigantesse” - commenta - ho Gendarme a Brigante”. Il prossimo romanzo sarà am-
dei Comitati è quella di riscat- poi non potrà più scegliere tra ambientato in un bosco avelli- «La continua ricerca negli ar- bientato a Cervinara in un lasso
tare l’unica nazione europea il bene ed il male, tra la vita e nese nella seconda metà del- chivi, ora pure telematici, - di tempo che inizia nel 1863 e
sparita dalle cartine geografi- la morte come accade normal- l’Ottocento, una serie di eventi spiega l’autore - mi ha fatto ri- arriva fino ad oggi.

DICONO DI LUI
dei “briganti “descritti e rappresentati come bestie
Un cuore del Sud efferate. Non so che effetto facessero allora quelle
ciarlatanerie processuali sul pubblico, a me oggi su-
scitano profonda indignazione per l’inumanità dei

semplice e puro vincitori. Così si faceva l’unità d’Italia.


Il messaggio del romanzo di Fiore Marro è però un
altro, egli evidenza la sciagura accaduta alla gente
del sud, dove il gendarme diventa brigante, dove l’
ingannatore diventa il modello da imitare, provando
a rimettere nel legittimo punto personaggi e prototi-
«Il libro di Fiore Marro - scrive nella prefazione a ze ed il loro eroismo, scoprirli mente confermano del pi».
“La fine dei vinti” Pasquale Costagliola di “Italia no- loro sfamarsi quando, come e dove possono e disse- «La commedia teatrale “Storie di briganti e brigan-
stra “ - si rifà ad un vero processo, ripercorre le vi- tarsi con neve sciolta. tesse… gli uomini non ne sapranno niente”, (...) è
cende della banda dei fratelli La Gala che operavano Percorrendo a tratti il libro di Fiore sembra apparire l'evento rivelazione, il fenomeno “a tinte forti” di
per conto dei Borbone nell’antico distretto nolano, l’autore tra i protagonisti del racconto, per il suo mo- questa stagione teatrale napoletana degli autori emer-
uno dei più estesi del Regno di Napoli. Ma il vero do di descrivere quello che D’Avanzo ha vissuto o genti. Fiore Marro, l'autore della commedia, l'ardito
protagonista della storia avvincente dell’ ”Onore dei quello che si apprende dalle testimonianze da perso- timoniere, ha condotto il pubblico in un avvincente
vinti” è il poliziotto Giovanni D’Avanzo svestito dai ne non sempre oneste ma in taluni casi degne di fe- viaggio nel tempo, riportandolo indietro al 1863 nel
panni di uomo di legge per percorrere la strada di de. La tragica novità di questo lavoro è che il lettore pieno degli eccidi di Pontelandolfo e Casalduni, per
brigante. si riscopre fan dei “cattivi”, prova lo stesso dolore, poi ricondurlo nel 2008 arricchito di nuove consape-
Perché leggere questo libro? Perché si ha la possibili- l’identica angoscia del protagonista, un dolore lungo volezze storiche e identitarie. (...) Riconoscimenti da
tà di considerare i Briganti, oltre che nelle azioni di che arriva sino ai giorni nostri. Quelle tragedie subite parte del pubblico per tutti gli eccellenti protagonisti
guerriglia, anche nel loro “quotidiano”: svelati da te- ad opera dei piemontesi, invece di intimorire rinfor- di questa riuscita commedia, dettata letteralmente da
stimonianze, da ammissioni, mentre evidenziano i lo- zavano il coraggio; si volevano esaltare i successi quel cuore meridionalista semplice e puro di Fiore
ro giorni sotto la pioggia, espongono le loro bassez- delle forze dell’ordine con processi farsa a scapito Marro». Antonio Avano

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