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Ridateci il liceo classico

Processo allultima trincea della cultura umanistica. Per laccusa Andrea


Ichino, per la difesa Umberto Eco. In gioco il futuro della scuola
di Redazione | 17 Novembre 2014 ore 11:24
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Questanno il 6 per cento degli studenti che si iscritto alle scuole superiori
ha scelto il liceo classico. Ventanni fa era il 12 per cento. La domanda da porsi
la seguente: era troppo alta allora o troppo bassa oggi?.
Alessandro Cavalli, Il Mulino n. 5/2013
Ragazzi e famiglie oggi vogliono il liceo, ma senza latino. Meno che mai il
greco. Sono ritenute materie inutili, e per giunta difficili e faticose. Non
servono, e tolgono la spensieratezza ai nostri poveri pargoli... Ci viene chiesto
invece solo di intrattenere serenamente i ragazzi e, semmai, di prepararli al
lavoro (Paola Mastrocola, scrittrice e insegnante al liceo).
Goffredo Pistelli, ItaliaOggi 13/9
Ragazzi che si sono iscritti al primo anno delle superiori per il 2014/2015:
537.242. Di questi il 49,8 per cento ha scelto un liceo: al primo posto lo
scientifico (15,6 per cento, +2,7 rispetto allanno precedente), secondo il
linguistico (8,8 per cento, +0,5), terzo il classico (6 per cento, -1).
Focus Iscrizioni 2014/2015, Ufficio statistico Miur

Il liceo classico assolto, perch il fatto non sussiste. Ma dovrebbe essere


riformato al pi presto. Cos ha deciso venerd scorso, al Teatro Carignano di
Torino, la corte riunita per il processo-spettacolo organizzato dalla
Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, dal Miur e dal
Mulino. Un processo guidato da un giudice vero, Armando Spataro,
procuratore capo a Torino. Leconomista Andrea Ichino e il semiologo
Umberto Eco sostenevano laccusa e la difesa.
Vera Schiavazzi, la Repubblica 15/11
Andrea Ichino: Ma se il liceo classico cos fondamentale, mi sapete
spiegare come mai nessuno lo riproduce in altri paesi? O perch anche
nazioni come la Francia e la Germania lo hanno abolito e oggi riescono a
reagire alla crisi meglio di noi? E perch a un ragazzo di 14 anni non lasciamo
la possibilit di scegliere un po alla volta quali corsi frequentare? Vi
suggerisco di guardare alla Boston Latin School.
Vera Schiavazzi, la Repubblica 15/11
Al centro del dibattimento al Teatro Carignano tre le accuse del pm Ichino: il
liceo classico ingannevole, non prepara gli studenti anche per le materie
scientifiche; inefficiente, non aiuta ad affrontare problemi e opportunit del
mondo moderno; iniquo, ha contribuito a ridurre la mobilit sociale a favore
di chi nasce in famiglie avvantaggiate. Dietro una domanda : ancora la
scuola migliore per formare le prossime teste del paese?
Andrea Giambartolomei, il Fatto Quotidiano 15/11
un dato che in Italia il 70 per cento degli adulti incapace di analizzare
informazioni matematiche, contro il 52 per cento medio degli altri Paesi
europei. Ichino: Occorre ripensare un equilibrio. Dobbiamo scegliere:
studiare i mitocondri, dove si ritiene ci sia lorigine della vita di tutto il
pianeta, o laoristo passivo e le origini della nostra cultura?.
Mario Baudino, La Stampa 15/11
La replica di Eco: Ripensare un equilibrio vuol dire insegnare meglio il
latino, dialogando in latino elementare, introdurre per tutti i cinque anni
almeno una lingua straniera, e perfino la storia dellarte. Anche il greco si pu
cambiare, aumentando le traduzioni del greco della koin. Propongo
labolizione del liceo scientifico e la nascita di ununica scuola, umanistica e
scientifica.
Vera Schiavazzi, la Repubblica 15/11
Stefano Marmi, matematico e professore alla Normale di Pisa: Il classico
non prepara a capire il mondo attorno. Abbiamo generato in Italia una societ
in cui si dice: Io non mi vergogno a dire che non so nulla del teorema di

Pitagora, anche nei salotti determinanti per il futuro delleconomia. Oggi


viviamo in un mondo dominato dalla matematica tramite il suo braccio
armato, che il computer.
Andrea Giambartolomei, il Fatto Quotidiano 15/11
Mi sono iscritto a Filosofia perch al classico ho avuto un meraviglioso
professore di filosofia che sapeva insegnare. Questo il problema delle nostre
scuole, manca la pedagogia dellinsegnamento. Le universit non preparano
buoni insegnanti (Umberto Eco).
Letizia Tortello, stampa.it 15/11
Un articolo di Giovanni Belardelli sul Corriere della Sera del 30 giugno scorso
raccontava questa storia: un pap e una mamma, indignati del fatto che il loro
figlio, studente del classico, fosse stato bocciato perch aveva riportato 3 in
matematica, 4 in fisica e 3 in storia dellarte, invece di prendere lerede a
sberle, come avrebbero fatto i genitori reazionari di una volta, si sono rivolti al
Tar del Lazio. E il Tar ha annullato la bocciatura. Eco: Ora, possibile che
tre insufficienze, seppur gravi, siano poco per una bocciatura, ma queste cose
dovrebbe deciderle un consiglio di professori o qualche organo didattico
superiore. Ricorrendo allincompetentissimo Tar si incoraggiano quei genitori
che, quando i figli prendono brutti voti, invece di prendersela con loro, vanno
a protestare con gli insegnanti. Buzzurri, educheranno dei figli altrettanto
buzzurri.
Umberto Eco, lEspresso 11/7
Questanno il ragazzo che ha superato i test per iscriversi alla facolt di
Medicina con i voti pi alti stato Augusto Egidio Ripa, di San Pancrazio
Salentino, paese di diecimila abitanti nel Brindisino, diplomato al liceo
classico De Sanctis-Galilei di Manduria. Ha preso 80,5 punti su 90 al quiz,
molto al di sopra del secondo classificato.
Stefano Parola, la Repubblica 13/5
Giorgio Israel: La sciagurata diatriba tra scienze esatte e cultura
umanistica danneggia entrambe. Nella furia di distinguerle, le scienze
vengono separate dalla cultura e pensate come mere abilit pratiche,
predicando che solo ci che ha unutilit diretta vale qualcosa. Non a caso
stiamo perdendo il senso della parola ricerca, ormai sinonimo di
innovazione tecnologica.
Giorgio Israel, Il Messaggero 25/8/2013
Uno dei temi in discussione quanto sia utile lo studio di una lingua morta
come il greco. Paola Mastrocola: I ragazzi chiedono continuamente A cosa
serve?. Mentre la scuola dovrebbe essere un momento unico e privilegiato in

cui nulla valutato in termini di utilit e di ritorno. la scuola voluta


dallEuropa, lo so. Ma una scuola che a poco a poco insegner solo a passare
i test, non a pensare, a studiare lasciando che le parole, le idee, entrino in noi
e ci facciano diventare persone migliori. Bisognerebbe reagire, farla noi
insegnanti, una bella rivoluzione.
Francesca Sironi, lEspresso 23/8/2013
la modernit, dicono in molti: con quello che successo nel mondo,
passare cinque anni a declinare lingue morte non pi immaginabile.
Nemmeno per i figli di medici, avvocati, politici e imprenditori che nel
ginnasio hanno sempre visto una conferma dello status di famiglia. Da Silvio
Berlusconi a Massimo DAlema, da Giorgio Napolitano a Matteo Renzi, da
Matteo Salvini a Mario Draghi: tutti vantano nel curriculum la maturit
classica.
Francesca Sironi, lEspresso 23/8/2013
Per Alessandro Cavalli, sociologo e professore allUniversit di Pavia,
appunto questa funzione di riproduzione sociale della classe dirigente che ha
incominciato a scricchiolare. Il liceo classico si sta trasformando, anzi si gi
largamente trasformato, in una scuola pre-professionale per chi in seguito
vorr indirizzarsi verso linsegnamento delle materie umanistiche o per chi
trover una collocazione tra i quadri dellindustria culturale. Se per si
vogliono scuole che diano una solida preparazione per affrontare gli studi
superiori e nello stesso tempo promuovano la mobilit sociale, non basta
piangere sul declino del liceo classico. Bisogna lavorare sulla qualit, a partire
dai professionali, per arrivare, certo, anche ai licei classici.
Alessandro Cavalli, Il Mulino n. 5/2013
Certamente una sfida. Chi ha paura del classico meglio prenda altre
strade, perch la vita crudele e anche se non politicamente corretto dirlo
appartenere alle lites rischioso e faticoso. Si pu avere una vita felice e
soddisfazioni anche estetiche studiando ebanisteria, e guai se non ci fosse chi
lo fa.
Umberto Eco, lEspresso 11/7

A cura di Luca D'Ammando

Il liceo classico? Assolviamolo,


ma va riformato
Processo alla scuola. Per l'accusa Andrea Ichino, difensore Umberto
Eco. Un dibattito sul tempo presente legato anche alle ipotesi di
riforma del sistema scolastico avviate dal governo
di VERA SCHIAVAZZI
15 novembre 2014

(ansa)TORINO - Il liceo classico assolto,


perch "il fatto non sussiste ". Ma dovrebbe essere riformato al pi presto. Cos, al Teatro
Carignano, una corte gi fortemente influenzata da una serie di opinioni favorevoli al liceo
pi antico d'Italia, da Luciano Canfora a Ivano Dionigi, ha deciso ieri, dopo un processo
organizzato dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, dal Miur e da Il
Mulino, dove l'economista Andrea Ichino e il semiologo e scrittore Umberto Eco
sostenevano l'accusa e la difesa. Un processo guidato da Armando Spataro, procuratore
capo a Torino, e accompagnato da testimonianze e "tifo", nonch grida di dolore e di
richiamo al cambiamento di insegnanti e studenti. Ma anche di argomenti che hanno
trionfato, come l'invito di Eco a considerare che la cultura classica utile e forse
indispensabile, a chi deve progettare il software di un computer. Ecco gli argomenti
principali con i quali Eco e Ichino si sono "sfidati", con ironia il primo, con passione e
dovizia di dati il secondo. Ma oltre che di scuola si parlato moltissimo dei modi italiani, e
non solo, di formare una classe dirigente.

Andrea Ichino: In questo processo cercher di far condannare il classico perch inganna
alcuni studenti, che lo scelgono per avere strumenti migliori. E poi perch inefficiente e
perch figlio della riforma Gentile, la "pi fascista delle riforme", che voleva creare una
scuola di lite impedendo alle classi svantaggiate di accedervi.
Umberto Eco: Sono d'accordo: il classico non prepara meglio dello scientifico, ma
prepara in modo uguale. Ed vero che Gentile non aveva fiducia nelle materie
scientifiche. Nel liceo classico che ho fatto io c'era perfino pochissima storia dell'arte, la
studiavamo solo su un vecchio manuale, il Pittaluga, con le foto in bianco e nero. E si
erano dimenticati di spiegarci che Leonardo era un genio della pittura, ma non sapeva
granch di chimica dato che molti suoi affreschi si scoloriscono.
Ichino: Nessuno vuole davvero abolire la cultura umanistica. Ma in Italia le competenze
matematiche sono sconosciute al 70 per cento degli adulti contro il 52 medio degli altri
paesi: forse ora di restituire qualcosa. Occorre ripensare un equilibrio. Le ore non sono
illimitate. Dobbiamo scegliere: studiare i mitocondri, dove si ritiene ci sia l'origine della vita
di tutto il pianeta, o l'aoristo passivo e le origini della nostra cultura?
Eco: Ripensare un equilibrio vuol dire insegnare meglio il latino, dialogando in latino
elementare, introdurre per tutti i cinque anni almeno una lingua straniera, e perfino la
storia dell'arte. Anche il greco si pu cambiare, aumentando le traduzioni del greco della
koin e di quello che anche Cicerone parlava. Propongo l'abolizione del liceo scientifico e
la nascita di un'unica scuola, umanistica e scientifica.
Ichino: Su 1700 studenti bolognesi che si sono candidati al test per entrare alla facolt di
Medicina, quelli del classico erano avvantaggiati rispetto a quelli dello scientifico perch il
loro voto di maturit era superiore di un punto e pi rispetto alla media della scuola. Ci
nonostante, sono andati peggio nei test di chimica e di fisica. E se si paragona
l'andamento al test con le medie successive degli esami si vede che a Medicina va meglio
chi ha superato meglio la prova.
Eco: Ma chi ci dice che i test di medicina cos come sono vadano bene? Che controllino
anche la conoscenza memoriale, che pure utile? E che invece non creino sacche di
iperspecializzazione dove chi cura una malattia rara non sa pi curare il raffreddore?
Ichino: Quello che sappiamo che in Italia avere il padre laureato conta 24 volte di pi
per ottenere, da adulti, un reddito elevato. In America si arriva al massimo a 6 volte e ci
che conviene davvero non tanto nascere nella famiglia giusta, ma provvedere a laurearsi
in proprio. Per tacere del fatto che non solo l'inglese, ma anche l'arabo o il cinese possono
essere oggi necessari.

Eco: Ma abolire la cultura classica serve solo a perdere la memoria, a farci vivere in una
societ orientata sul presente. Con le conseguenze che sappiamo: nessuno sa dire in che
anno Mussolini e Hitler stipularono il primo accordo, nessuno dice che era il 1936. Lo
stesso Hitler non doveva aver studiato bene la storia napoleonica, altrimenti avrebbe
saputo che non si pu invadere la Russia senza dover affrontare almeno un inverno.
Quanto a Bush, invadendo l'Afghanistan non si era informato da nessuno su come mai n
Inghilterra n Russia l'avevano gi fatto nei secoli precedenti: realt orografica e rivalit
tribali rendevano l'impresa difficile.
Ichino: Ma se il liceo classico cos fondamentale, mi sapete spiegare come mai nessuno
lo riproduce in altri paesi? O perch anche nazioni come la Francia e la Germania lo
hanno abolito e oggi riescono a reagire alla crisi meglio di noi? E perch invece di imporre
a un ragazzo di 14 anni un men fisso non glielo si propone invece a' la carte, lasciandogli
la possibilit di scegliere un po' alla volta quali corsi frequentare? Vi suggerisco di
guardare alla Boston Latin School.
Eco: vero, un mio nipote frequenta a Roma un liceo francese e in effetti ha potuto
scegliere a' la carte, decidendo per greco ed economia. Non troppo appassionato alla
grammatica, ma ama molto il modo in cui il suo professore passa facilmente da quella alla
civilt di Atene antica. E forse cos scoprir un poco anche i misteri dell'aoristo.
Ichino: Ma perch la nostra futura classe dirigente, o presunta tale, studia per anni il
greco e il latino, passa il tempo a fare versioni, e alla fine non parla nessuna di queste due
lingue mentre l'inglese o il francese s?
Eco: Perch c' modo e modo di studiare latino e greco. Adriano Olivetti cercava e
assumeva oltre agli ingegneri anche persone con cultura umanistica, educate sulle
avventure della creativit. Io stesso del resto appena ho avuto uno dei primi computer di
Apple ho imparato a programmare un sistema per riprodurre i sillogismi classici sulla base
della mia conoscenza di Aristotele. Non vero dunque che un informatico sia un semplice
esecutore di equazioni, anche se non necessario che abbia letto i formalisti russi per
pensare all'intertestualit.
Ichino: Il liceo classico iniquo perch non d strumenti adeguati alla societ, e dunque
contribuisce a ridurre la mobilit sociale. La storia certamente utile, ma dopo aver
studiato quella e la filologia ci sono molte altre cose che uno studente deve fare. E tra
queste utilizzare informazioni qualitative, di tipo scientifico, per risolvere i problemi.
Eco: in un certo senso la mia proposta di un unico liceo. Si deve studiare il teorema di
Pitagora, ma anche la sua teoria sull'armonia delle sfere. E il suo terrore dell'infinito.
Applausi, riunione della corte, sentenza dopo un'ora soltanto.

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Riproduzione riservata15 novembre 2014