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Quattro morti in sinagoga. L'intifada dei coltelli e i pifferai del terrore. Pogrom a Gerusalemme.

il software del terrorismo


Francia: una strada dedicata a Barghouti, che dal
carcere sprona al terrorismo contro Israele.
Radio, giornali, tv. Non solo Hamas, cos i "moderati" di Abu Mazen incitano i palestinesi a uccidere
israeliani.

Giulio Meotti, Il Foglio, 19 novembre 2014


Qualche giorno fa sulla prima pagina di al Hayat al Jadida,
il quotidiano ufficiale dell'Autorit palestinese, campeggiava un'esortazione: "Spingi il gas fino a 199 km orari. Fallo
per al Aqsa". Si incitava a lanciare automobili sui passanti
ebrei. Due attacchi simili sono stati compiuti nelle ultime
due settimane a Gerusalemme.
Ieri, alla Kehilat Bnei Torah di Gerusalemme, due cugini
palestinesi della zona orientale della capitale israeliana
hanno usato le mannaie per uccidere quattro ebrei raccolti in preghiera. Nell'attentato ha perso la vita il rabbino
Moshe Twersky, il nipote del grande Joseph Soloveitchik, il
padre dell'ebraismo ortodosso americano.
Il fondatore delle unit religiose di pronto soccorso, Yehuda
Meshi Zahav, ha detto che il massacro di ieri, "con gli ebrei
uccisi con i filatteri, i libri sacri, il sangue, ricorda l'Olocausto". L'attacco ha avuto luogo a tre chilometri dal memoriale
della Shoah, Yad Vashem.

Da una pagina palestinese di facebook

La chiamano "l'Intifada dei coltelli". Idbah al Yahud. Uccidete gli ebrei. "Idbah" un termine arabo mutuato dal vocabolario dei macellai. Sia Hamas sia il Fronte popolare per la
liberazione della Palestina hanno rivendicato la strage. Ieri il
presidente dell'Anp, Abu Mazen, ha condannato l'attacco,
ma stata la sua prima e unica presa di posizione contro il
terrorismo che sta insanguinando Gerusalemme, Tel Aviv e
la Cisgiordania. Per questo, da Londra, il capo della diplomazia americana John Kerry ha chiesto a Ramallah di fermare la propaganda d'odio contro Israele.
"Le mani che hanno impugnato le asce erano dei terroristi,

ma la voce di Abu Mazen", ha detto il ministro degli Affari strategici d'Israele, Yuval Steinitz, braccio destro del
premier Benjamin Netanyahu. "Chiunque chiami i musulmani a difendere la moschea di al Aqsa con tutti i mezzi
contro gli ebrei ha la diretta responsabilit per il pogrom alla
sinagoga di Har Nof".
Da settimane Abu Mazen ha impugnato la bandiera della
moschea di al Aqsa al grido di "difendete i luoghi santi
islamici" con "tutti i mezzi" dagli ebrei, da lui definiti
"mandrie di bestiame".
Era dai tempi di Yasser Arafat che non si vedeva cos tanto
incitamento all'odio sui media palestinesi, lautamente finanziati dall'Unione europea. Non soltanto Hamas e Jihad
islamico, ma soprattutto Fatah e gli organi di informazione
dell'Autorit palestinese del presidente Abu Mazen. Ieri il
Congresso ebraico europeo ha chiesto a Bruxelles di vincolare gli aiuti economici a Ramallah con la fine della propaganda antisemita.
La scorsa settimana, in un video per la televisione palestinese, Abu Mazen ha detto che la presenza degli ebrei sul Monte del Tempio, sacro sia agli ebrei sia ai musulmani, lo "contamina" e deve essere impedita "in ogni modo".
Nella funerea pubblicistica palestinese, espressioni come "in
ogni modo" e "con tutti i mezzi" indicano il ricorso al terrorismo. Cos, mentre una bambina israeliana di tre mesi veniva uccisa in un attentato a Gerusalemme, l'ex premier palestinese Ahmed Qurei dichiarava che Israele pianifica "una
invasione su larga scala" della moschea di al Aqsa.
Il volto di Muataz Hijazi, il terrorista che ha attentato alla
vita del rabbino Yehuda Glick, oggi campeggia sulla pagina
Facebook di Fatah, il partito di Abu Mazen. Sorride il terrorista, con la cupola della Roccia alle spalle. In una vignetta,
Fatah presenta come cani rabbiosi gli ebrei israeliani attorno
alla moschea di al Aqsa.
Alla televisione ufficiale palestinese, il dirigente di Fatah
Muhammad al Biqa'i ha detto che "Gerusalemme ha bisogno di sangue per purificarsi degli ebrei". Poi passato
all'elogio degli ultimi attentatori.
Intanto, dal carcere, il pi popolare leader palestinese, il
dirigente di Fatah Marwan Barghouti, condannato a cinque
ergastoli, incita i palestinesi a compiere altri attentati. lo
stesso Barghouti che in Europa si vede intitolare strade in
suo onore ( appena successo a Valenton in Francia).
Il professore israeliano Elihu Richter ha scritto che le
mannaie e le pistole sono l'"hardware del terrore". Ma
l'indottrinamento e l'incitamento all'odio sono il "software dei terroristi".
Non la prima volta che un capo palestinese invita la popolazione a "difendere" al Aqsa. Accadde anche nell'ottobre
del 2000, quando l'allora leader dell'opposizione israeliana
Ariel Sharon fece una visita sul Monte del Tempio (concordata con l'Autorit palestinese) e Arafat la us a pretesto,
definendo una "profanazione" la presenza di ebrei in quel
sito, per scatenare la violenza contro Israele. Seguirono
cinque anni di terrorismo, linciaggi e attentati suicidi, in cui
persero la vita 1200 israeliani.
http://80.241.231.25/ucei/PDF/2014/2014-11-19/2014111928880860.pdf
http://www.finanzaonline.com/forum/arena-politica/1645238-abu-mazen-parla-degli-ebrei-

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