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Per una filosofia della cultura umana

Copyright 2012 Stefano Martini

Note biografiche
Ernst Cassirer nacque nel 1874 a Breslavia (in polacco

Wrocaw, in tedesco Breslau: citt della Polonia sudoccidentale, capitale storica della Slesia, avendo fatto
parte della Germania ininterrottamente dal 1741 fino
al termine della seconda guerra mondiale) da una
famiglia ebraica di elevate tradizioni culturali.

Breslavia nel sec. XVII


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Breslavia oggi

Ambiente marburghese
Dopo aver compiuto i primi studi nella citt natale, a

diciotto anni si iscrisse alla Facolt di Giurisprudenza


di Marburgo. Lingresso nellambiente marburghese
risult decisivo: due anni pi tardi, nel 1894, la lettura
delle opere kantiane di Hermann Cohen (1842-1918)
spinse Cassirer a consacrarsi alla filosofia, sotto la
guida di Cohen stesso e di Paul Natorp (1854-1924), i
maggiori esponenti della Scuola di Marburgo.

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Da Marburgo a Marburgo
Perfezionati gli studi giuridici e formatosi una solida

preparazione nel campo della letteratura e della


filologia germanica, frequentando a tale scopo le
Universit di Berlino, Lipsia e Heidelberg, nel 1896
Cassirer intraprese lo studio diretto della filosofia e
congiuntamente delle matematiche presso lUniversit
di Marburgo.

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Tesi di laurea
Ne fu primo esito la tesi di laurea, discussa davanti a

Cohen e Natorp, sulla scienza matematica e fisica in


Cartesio (Descartes Kritik der mathematischen und
naturwissenschaftlichen Erkenntnis), nel 1899.

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Tra Marburgo e Berlino


Questo primo lavoro mostra Cassirer allineato con

lorientamento critico-gnoseologico dei suoi maestri.


Negli anni successivi dapprima a Marburgo, poi a
Berlino, dove dal 1906 al 1919 egli insegn in qualit
di Privat-Dozent il medesimo orientamento rest
centrale. Ne furono espressione le prime grandi opere
storiografiche: il lavoro su Leibniz (1902), le
introduzioni alla traduzione tedesca delle opere
filosofiche leibniziane (1904-1915) e, soprattutto, i
primi due volumi di Das Erkenntnisproblem in der
Philosophie und Wissenschaft der neueren Zeit.

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Opera di una vita intera


La composizione di questa celebre e importante opera

(in italiano Il problema della conoscenza nella filosofia


e nella scienza dellet moderna), in realt, si prolung
lungo lintero arco della sua vita di studioso.

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Opera di una vita intera


Infatti, Cassirer ne inizi la stesura a partire dal 1906,

anno di pubblicazione del primo volume dedicato al


periodo dallumanesimo alla scuola cartesiana, per
arrivare fino al 1941, quando egli termina il quarto e
ultimo volume, dedicato ai sistemi filosofici posthegeliani e uscito postumo nel 1957.

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Periodo berlinese
Al culmine di questo periodo sta Substanzbegriff und

Funktionsbegriff (Concetto di sostanza e concetto di


funzione, 1910), lopera che enunci per la prima volta
in modo tematico il concetto di funzione e segn linizio
della posizione autonoma dellautore.

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Periodo berlinese
Durante il soggiorno berlinese matur, tuttavia, anche

il nuovo interesse cassireriano per i temi inerenti alle


scienze dello spirito: ne furono espressione Freiheit
und Form (1916) e gli studi poi raccolti in Idee und
Gestalt (1921).

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Periodo amburghese
Questi interessi si ampliarono e presero un pi netto

rilievo filosofico nel successivo periodo amburghese.


Infatti, nel 1919 Cassirer fu chiamato come professore
titolare allUniversit di Amburgo, dove sarebbe
rimasto fino al 1933, tenendo il rettorato nellultimo
triennio. I tre volumi di Philosophie der symbolischen
Formen (1923; 1925; 1929), risalgono proprio a questo
fecondissimo periodo.

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Periodo amburghese
Ne

furono pure frutto lo scritto sulla relativit


einsteiniana (1921), Sprache und Mythos (1925) e
alcune notissime opere storiografiche: il terzo volume
di Das Erkenntnisproblem (1920), lopera sulla filosofia
del Rinascimento (1927) e, infine, il celebre saggio su
Rousseau, il volume sullIlluminismo e quello sulla
Scuola di Cambridge, apparsi tutti nel 1932.

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Esilio
Lavvento del nazismo, nel 1933, lo costrinse a lasciare

la Germania, a causa della sua origine ebraica.

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Periodo inglese
Dapprima egli trov ospitalit in Inghilterra, dove fra

il 1933 e il 1935 insegn a Oxford.

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Periodo svedese
Si trasfer, quindi, in Svezia, divenendo docente presso

lUniversit di Gteborg. Nel periodo svedese, di


relativa tranquillit, la produzione cassireriana torn
rigogliosa: ne danno testimonianza il libro su
determinismo e indeterminismo nella fisica moderna
(1936) e gli studi contenuti in Zur Logik der
Kulturwissenschaften (Gteborg, 1942). E di nuovo
gioc il duplice interesse per le questioni matematiche
e scientifico-naturali e per quelle scientifico-spirituali.

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Periodo statunitense
Tuttavia, nel 1941 il precipitare degli eventi bellici

impose a Cassirer di abbandonare anche la Svezia.


Accolto negli Stati Uniti, in un primo tempo egli
insegn alla Yale University, poi alla Columbia
University. An Essay on Man (1944) e The Myth of the
State (1946, postumo) documentano lultima attivit
cassireriana.

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Ultimo atto
Il 13 aprile1945, poco prima della fine della guerra, e

dopo essersi nuovamente inserito nella problematica


contemporanea con la conferenza sullo strutturalismo,
Cassirer mor a Princeton, nel New Jersey.

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Neocriticismo o neokantismo
Un posto di grande rilievo nel panorama

filosofico tedesco tra i due secoli (800 e 900),


infatti, fu occupato dal neocriticismo o
neokantismo, che si svilupp soprattutto in
due centri universitari della Germania:
Marburgo, dove ad opera di Cohen e Natorp,
che vi insegnarono per lunghi anni, si costitu
la scuola omonima; Friburgo e Heidelberg,
dove fior la scuola del Baden, cosiddetta
dalla regione nel cui territorio sono situate le
citt, che ebbe i suoi maggiori rappresentanti
in Wilhelm Windelband (1848-1915) e
Heinrich Rickert (1863-1936).
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Origini del neocriticismo


Le origini del neocriticismo sono da

ricercare nellesigenza, che si cominci


ad avvertire fino dagli anni Sessanta
dellOttocento, di trovare attraverso il
recupero della filosofia trascendentale
kantiana, in particolare della dottrina
della conoscenza scientifica,
unalternativa sia alle metafisiche dello
spirito tardo-idealistiche, sia
soprattutto alle tendenze
naturalistiche e materialistiche
dellincipiente positivismo, sia infine
allo psicologismo.
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Persistenza del pensiero kantiano


In realt, il pensiero kantiano non

aveva mai cessato di rappresentare


un punto di riferimento anche nel
periodo aureo dellidealismo, e non
solo da parte di oppositori
dellidealismo, come Friedrich
Eduard Beneke, ma anche da
parte degli idealisti stessi. Tra
questi possiamo ricordare:
Christian Hermann Weie,
Karl Rosenkranz, Kuno Fischer
e Eduard Zeller.
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Tre date e nomi significativi del ritorno a Kant


Il fenomeno del ritorno a Kant matura attraverso tre

date significative: il 1862, il 1865 e il 1866.

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1862, Eduard Zeller


Nel 1862, Eduard Zeller

(1814-1908), il grande storico


della filosofia dei Greci,
proveniente da una formazione
hegeliana, annuncia, nella
lezione inaugurale del suo
insegnamento ad Heidelberg
ber Bedeutung und Aufgabe
der Erkenntnistheorie (Sul
significato e sul compito della
teoria della conoscenza), la
necessit di tornare ai problemi
posti da Kant.
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1865, Otto Liebmann


Nel 1865, Otto Liebmann

(1844-1912) pubblica il celebre


libro, Kant und die Epigonen
(Kant e gli epigoni), nel quale
passa in rassegna i quattro
indirizzi fondamentali della
filosofia post-kantiana,
mettendo in evidenza
insufficienze ed errori, e
concludendo ogni capitolo con la
parola dordine: Si deve
dunque ritornare a Kant.
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Indirizzi della filosofia post-kantiana


I quattro indirizzi fondamentali della filosofia post-

kantiana presi in esame sono:

lidealismo di Fichte, Schelling e Hegel;


il realismo di Herbart;
lempirismo di Fries;
il pensiero di Schopenhauer.

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1866, Friedrich Albert Lange


Infine, nel 1866, Friedrich Albert Lange

(1828-1875), che sarebbe stato professore


di filosofia a Marburgo, pubblic una
fortunata Geschichte des Materialismus
(Storia del materialismo), nella quale
sosteneva che Kant aveva avuto il merito
di sconfiggere la pretesa del materialismo
di elevarsi a visione universale del mondo:
la affermazione di una metafisica
materialistica sarebbe, appunto, dipesa
dallaver abbandonato il criticismo
kantiano, a cui si doveva quindi ritornare.
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Anche uno scienziato


Anche lo scienziato Hermann Helmholtz

(1821-1894), sulla base di studi di


fisiopsicologia e di percettologia come
ber das Sehen des Menschen (Sulla vista
umana, 1855) e Die Tatsachen in der
Wahrnehmung (I fatti nella percezione,
1879) si era ampiamente richiamato a
Kant nello spiegare la struttura della
percezione dello spazio e del tempo (anche
se, tenendo conto delle geometrie non
euclidee, rifiutava, contro Kant, lapriorit
degli assiomi della geometria euclidea).
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Vari altri campi del sapere


Si pu ricordare ancora che il neokantismo fu

recepito in vari altri campi, specialmente in quello


della sociologia (Georg Simmel, Max Weber),
della filosofia del diritto (Rudolf Stammler,
Gustav Radbruch, Hans Kelsen), ma anche in
quello della teoria politica (dove fu congiunto col
pensiero socialdemocratico e socialistico) e in
quello della filosofia della religione (Rudolf Otto).

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Rivista Kant-Studien
Inoltre, nel periodo della sua

maggiore espansione e
influenza, si ebbero, nel 1897,
la fondazione della rivista
Kant-Studien (di cui primo
direttore fu Hans Vaihingen)
e, nel 1904, la fondazione della
Societ Kantiana.

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Scuola di Marburgo e Scuola del Baden


Comunque,

come detto sopra, i due fulcri di


irraggiamento e i due centri principali del pensiero
neokantiano furono la Scuola di Marburgo e la
Scuola del Baden. Quanto ai contenuti della dottrina
neocriticistica, esse, pur nel comune riferimento a
Kant, si concentrarono rispettivamente su tematiche
diverse: la prima sulla logica delle scienze naturali, la
seconda sulla logica delle scienze della cultura.

Marburgo

Friburgo

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Heidelberg

Cohen, il fondatore
Daltra parte, soltanto con Cohen, liniziatore della

Scuola di Marburgo, che si pu parlare propriamente


di neocriticismo (o neokantismo) come di una corrente
filosofica ormai autonoma dal positivismo, e in grado di
proporre una nuova fondazione del sapere e, pi in
generale, della cultura umana.

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Cassirer, prosecutore e innovatore


Cassirer, il terzo grande esponente della Scuola di

Marburgo, prosegu lopera di Cohen e Natorp, anche


se con lui la problematica del neokantismo di
Marburgo venne decisamente allargata dallambito
gnoseologico ed epistemologico a tutta la sfera della
cultura umana. In tal modo, la critica della ragione
pura, fu trasformata in una critica della cultura.

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Opere storiografiche di Cassirer


Come si visto, singolare

caratteristica della carriera


intellettuale di questo pensatore lo
strettissimo legame tra i suoi scritti
teorici e quelli di storiografia
filosofica. Cassirer autore di opere
di storia della filosofia e del pensiero
scientifico di grande valore, come
Leibniz System in seinen
wissenschaftlichen Grundlagen (Il
sistema leibniziano nei suoi
fondamenti scientifici, 1902) e Kants
Leben und Lehre (Vita e dottrina di
Kant, 1918).
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Opere storiografiche di Cassirer


E ancora: Individuum und Kosmos in der

Philosophie der Renaissance (Individuo e


cosmo nella filosofia del rinascimento,
1927), Die Philosophie der Aufklrung
(La filosofia dellilluminismo, 1932),
Descartes (Cartesio, 1939).

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Prima fase del suo pensiero filosofico


Levoluzione del suo pensiero

filosofico si presta a essere


distinta in due fasi principali.
La prima, nella quale egli,
ancora fortemente legato
allinsegnamento coheniano,
privilegia linteresse scientista,
concentrando la propria
attenzione sullindagine intorno
alle condizioni di possibilit della
conoscenza scientifica.

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Seconda fase del suo pensiero filosofico


La seconda, nella quale egli

riesce nel tentativo, cui gi si


era dedicato Natorp, di ampliare
lorizzonte del neocriticismo,
estendendo lindagine alle forme
di comprensione del mondo
che, pur diverse dalla
conoscenza scientifica, come il
linguaggio, il mito, la religione,
larte, sono altrettanto
essenziali per ricostruire nella
sua interezza il cosmo della
vita culturale degli uomini.
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Concetto di sostanza e concetto di funzione


Lo scritto pi importante della prima

fase del pensiero di Cassirer, ma


destinato a costituire il fondamento
teorico anche della seconda,
Substanzbegriff und Funktionsbegriff
(Concetto di sostanza e concetto di
funzione, 1910). Da questo punto di
vista, la ricerca di Cassirer rimane
ancorata allindirizzo della Scuola di
Marburgo, in quanto diretta a
rintracciare lorigine degli oggetti della
scienza o delle altre attivit umane nelle
strutture che garantiscono la validit di
questi oggetti.
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Funzioni e non sostanze


Tali strutture sono funzioni e non sostanze. Cassirer,

anzi, stabil una opposizione tra i due concetti e fece


vedere come la scienza avesse abbandonato, a partire
da Die Prinzipien der Mechanik (I princpi della
meccanica,1894) di Heinrich Rudolf Hertz, il
concetto di sostanza e con esso la nozione della scienza
come immagine o rispecchiamento delle sostanze
naturali.

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Valore del segno e funzione del linguaggio


Con la prevalenza del concetto di funzione si determin

altres il riconoscimento del valore del segno; e con tale


riconoscimento apparve decisiva la funzione costitutiva
del linguaggio rispetto agli oggetti di cui la scienza si
occupa.

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Fedelt allo spirito kantiano


Nellopera Concetto di sostanza e concetto di funzione,

egli ebbe anche modo di motivare con grande forza la


propria fedelt allo spirito della fondazione kantiana di
una moderna filosofia della scienza.

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Merito di Kant
Merito di Kant era stato di aver dimostrato, sulla base

dello sviluppo della scienza fisico-matematica di


istituzione galileiana e newtoniana, linsostenibilit
del vecchio concetto filosofico di sostanza, risalente alla
fondazione aristotelica. Loggettivit della conoscenza
resa possibile da quella trama di relazioni e di
concetti a priori attraverso la quale il pensiero
mentalizza i dati osservativi, rendendo possibile la
costituzione delloggetto.

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Contributo delle scienze matematico-naturali


Insieme con il criticismo kantiano lo stesso sviluppo

moderno delle scienze matematico-naturali a far


emergere la priorit della funzione rispetto
alloggetto, dove per funzione si intende lunit
dellatto attraverso il quale il pensiero unifica un
molteplice dandogli forma e costituendo cos loggetto
della conoscenza.

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Funzione formatrice del pensiero


Se in luogo di un irrazionale caos di impressioni

fuggitive si venuto costituendo il cosmo ordinato


della conoscenza scientifica, ci frutto della funzione
formatrice del pensiero, che rivela di quel cosmo la
radice profondamente umana.

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Originalit e contributo di Cassirer


Tuttavia, loriginalit maggiore di Cassirer nella storia

del neocriticismo tedesco e il prezioso contributo che


egli avrebbe dato allantropologia filosofica e alle
scienze umane sono rappresentati dallampliamento
che egli comp della sua interpretazione della realt,
che quella che abbiamo annunciato come seconda
fase del suo pensiero.

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Filosofia delle forme simboliche


Tale

originalit trova espressione in unopera di


vastissimo respiro, cui egli si dedic tra il 1921 e il
1929: Philosophie der symbolischen Formen (Filosofia
delle forme simboliche), in tre volumi.

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Critica della cultura umana


In essa, come gi sopra anticipato, la (kantiana)

critica della ragione pura, cio lindagine sulla


validit della conoscenza scientifica, diventa una
critica della civilt, ossia unindagine sulle forme
specifiche della civilt umana: sul mito, sullarte,
sulla religione, oltrech sulla scienza, ma in primo
luogo sullo strumento che allorigine della validit
di tali forme, cio sul linguaggio.

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Linguaggio
Da questo punto di vista, il linguaggio non soltanto,

n soprattutto, uno strumento di comunicazione. Esso


in primo luogo lattivit che organizza lesperienza e
la porta dal mondo passivo delle pure impressioni
allautentica oggettivit razionale.

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Dalle categorie ai simboli


Per

giustificare tale passaggio, Cohen e Natorp


ricorrevano, kantianamente, alle categorie. Cassirer
ricorre ai simboli: Il simbolo non il rivestimento
meramente accidentale del pensiero, ma il suo organo
necessario ed essenziale. Esso non serve soltanto allo
scopo di comunicare un contenuto concettuale gi bello
e pronto, ma lo strumento in virt del quale questo
stesso contenuto si costituisce ed acquista la sua
compiuta determinatezza.

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Rappresentazione simbolica
Pertanto,

Cassirer individuava quale funzione


costituente fondamentale propria delluomo lattivit
della rappresentazione simbolica, la quale produce
figure e schemi che mediano lesperienza umana della
realt e la sottraggono allimmediatezza della vita
naturale.

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Tre funzioni principali


Tale attivit si esplica in tre direzioni principali:

1) la funzione espressiva (Ausdrucksfunktion), secondo


la quale si costituisce il mondo del mito e della
religione;
2) la funzione intuitiva (Anschauungsfunktion),
secondo la quale si costituisce il mondo dellesperienza
comune con le sue cose-sostanze disposte nello spazio e
nel tempo;
3) la funzione significante pura (Bedeutungsfunktion),
secondo la quale, attraverso la mediazione di sistemi
di simboli, si costituisce il mondo della scienza, in cui
le sostanze dellesperienza comune vengono risolte in
relazioni.
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Animal symbolicum
Il carattere fondamentale e costitutivo, che lattivit

della rappresentazione simbolica ha per la vita umana,


port Cassirer alla conclusione che luomo , prima
ancora che animal rationale, un animal symbolicum, e
che, proprio in quanto capace di produrre simboli, egli
proiettato oltre la vita organica animale in quella
spirituale e culturale, nella quale si costruisce il
proprio universo, nel linguaggio, nellarte, nella
religione e nella scienza.

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Storia come forma simbolica


Il campo specifico dellattivit umana, quel campo in

cui luomo manifesta in modo evidente la sua libert


diniziativa e la sua responsabilit, cio la storia, esso
stesso,
secondo
Cassirer,
condizionato
dalla
rappresentazione simbolica. Anche la storia una
forma simbolica.

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Analogia e differenza tra categorie e simboli


In Cassirer, dunque, i simboli finiscono per rivestire la

stessa funzione delle categorie kantiane, in quanto


rappresentano altrettante forme che organizzano
lesperienza e altrettanti modi di vedere la realt.
Tuttavia, a differenza delle categorie kantiane, essi
risultano storicamente e culturalmente condizionati,
cio partecipi della storicit complessiva delluomo.
categorie

simboli
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Costante interesse per matematica e fisica


Come detto, nonostante lo straordinario allargamento

dei suoi interessi in direzione delle scienze dello spirito


e della antropologia filosofica, Cassirer mantenne
sempre una fervida attenzione ai problemi filosofici
sorgenti dagli straordinari sviluppi della matematica e
della fisica.

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Costante interesse per matematica e fisica


Ne sono testimonianza i gi citati

scritti che egli dedic alla teoria


della relativit, Zur Einsteinschen
Relativittstheorie (Sulla teoria
einsteiniana della relativit, 1921)
e alla fisica dei quanti,
Determinismus und
Indeterminismus in der modernen
Physik (Determinismo e
indeterminismo nella fisica
moderna, 1937).

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Costante interesse per matematica e fisica


In questi saggi Cassirer fu impegnato a sostenere che

le straordinarie innovazioni della fisica contemporanea


non sarebbero state in contraddizione con gli assunti
fondamentali della gnoseologia kantiana.

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Altre opere significative


Altre opere significative di Cassirer sono: Freiheit und

Form (Libert e forma, 1916); Idee und Gestalt. Goethe,


Schiller, Hlderlin, Kleist (Idea e forma. Goethe,
Schiller, Hlderlin, Kleist, 1921); Sprache und Mythos
(Linguaggio e mito, 1925); Goethe und die
geschichtliche Welt (Goethe e il mondo storico, 1932).

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Altre opere significative


E ancora: Hlderlin und der deutsche Idealismus

(Hlderlin e lidealismo tedesco, 1917-1920); Eidos und


Eidolon (Eidos e eidolon, 1924); ber Rousseau (1932);
Rousseau, Kant, Goethe (1945).

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Ultimi scritti
Tra gli ultimi scritti di Cassirer doveroso citare: An

Essay on Man. An introduction to a philosophy of


human culture (Saggio sulluomo. Introduzione ad una
filosofia della cultura umana, 1944; tradotto in tedesco
nel 1960, con il titolo: Versuch ber den Menschen.
Einleitung in die Philosophie der Kultur); The Myth of
the State (Il mito dello Stato, 1946 [postumo]; tradotto
in tedesco nel 1949: Vom Mythus des Staates).

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Immagini

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con Heidegger
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Immagini

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Presentazione dellopera
Sar proprio il Saggio sulluomo, opera che riassume i

risultati della speculazione di Ernst Cassirer, il testo


da cui leggeremo alcune pagine. Tale affascinante
libro, pubblicato poco prima della morte dellautore,
pu essere considerato senza dubbio il suo testamento
spirituale.

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Che cos luomo?


interessante notare come la Parte Prima del volume

sia intitolata CHE COSA LUOMO? Tale domanda


pone una delle questioni pi tipiche della filosofia, dai
suoi esordi fino ai pi recenti sviluppi. Non sar, poi,
un caso che lo stesso Kant nella sua Logica consideri
tale interrogativo come il pi importante.

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Crisi della conoscenza che luomo ha di s


Al suo apparire il Saggio sulluomo si innestava in una

sconcertante situazione culturale. Questa situazione


non pu dirsi oggi risolta, ma semmai accentuata. Il
Saggio cassireriano ci parla tuttora, quale documento e
ancor pi quale possibile apertura. Allinizio dellopera
Cassirer mette in luce come nellet contemporanea la
conoscenza delluomo, nonostante il suo incomparabile
accrescimento, sia paradossalmente entrata in crisi.
(Si noti che il primo capitolo della prima parte del libro
si intitola La crisi nella conoscenza di s delluomo).

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Scienze umane
La crisi congiunta con le nuove condizioni degli studi

sullumano. In passato la metafisica, la teologia, la


matematica, da ultimo la biologia, di volta in volta
erano intervenute con funzioni di guida, a indicare la
direzione generale delle ricerche. Nellet nostra, e oggi
tanto pi, lo studio delluomo sembra invece divenuto
appannaggio di discipline specialistiche, che sotto il
nome di scienze dello spirito o scienze della cultura,
o sotto quello prevalente di scienze umane, mirano a
istituire una comprensione ben circostanziata e
autentica della realt umana.

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Ricchezza e povert
La conoscenza delluomo, nella multiformit dei suoi

aspetti, ne risulta grandemente accresciuta e in via di


continuo arricchimento. Al tempo stesso questa
ricchezza tuttavia penuria. Luomo rischia di uscirne
rifratto in una molteplicit di prospettive, tutte
pertinenti ma nessuna esaustiva. Incombe quindi il
pericolo di un suo scientifico smembramento, quale
contraccolpo dellalta specializzazione.

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Estromissione della filosofia


Per di pi, nemmeno leventuale coordinamento fra le

diverse scienze particolari appare come risolutivo,


perch tende a estromettere la filosofia dallambito
antropologico, sua millenaria sfera di indagine. Perci,
lantica domanda che cos luomo, tradizionalmente
ritenuta filosofica per la sua generalit, oggi dovrebbe
ritenersi suscettibile di una adeguata impostazione
soltanto nel quadro di indagini settoriali e passibile, in
definitiva, di risposte non pi che particolari.

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Nuova antropologia filosofica


Lo stato di cose davvero sconcertante e paradossale;

e oggi preme tanto di pi. Ne va di noi stessi. In


questione pur sempre luomo luomo come tale:
anche colui, e proprio colui, che si dedichi a ricerche
sullumano. La risposta di Cassirer suona: luomo per
eccellenza e inevitabilmente argomento della filosofia.
La elaborazione di unadeguata antropologia filosofica
esige, per, un reimpianto della filosofia stessa. Nel
fondo della descritta situazione culturale si cela una
carenza dindole filosofica: il bisogno di unantropologia
impostata filosoficamente urge.

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Introduzione a una filosofia della cultura umana


Nel Saggio sulluomo, a coronamento del suo lungo

cammino di pensatore, Cassirer intende fornirne la


tematica elaborazione. Egli ne riprende la elaborazione
sotto il titolo di filosofia della cultura umana. Ad una
filosofia di questo tipo il Saggio sulluomo vuole essere,
infatti, introduzione: Introduzione ad una filosofia
della cultura umana, non bisogna dimenticarlo, il
sottotitolo del Saggio. Di fatto, per, la comprensione
del Saggio rinvia allintero opus teoretico dellautore e
principalmente alla grande svolta speculativa che ne
costituisce il maggiore apporto.

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Svolta speculativa
La svolta, come sappiamo, consiste nellavere dischiuso

alla filosofia lambito totale dellesperienza umana o,


allinverso, nellaver reso filosoficamente rilevante
ciascun aspetto dellumano esperire. A questo esito
fondamentale Cassirer giunge in Philosophie der
symbolischen Formen, dopo lunga dimestichezza coi
problemi attinenti al pensiero matematico e scientificonaturale e dopo essersi gradualmente addentrato nelle
discussioni relative alle scienze dello spirito.

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Priorit della funzione rispetto alloggetto


Lunit che nel fondo congiunge scienze matematico-

naturali e scienze antropologiche da lui perseguita


facendo valere in entrambi i casi un medesimo
principio ermeneutico. Il principio di stile kantiano e
stabilisce la priorit della funzione rispetto alloggetto.

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Rivoluzione copernicana in Kant e in Cassirer


Nella Introduzione di Philosophie der symbolischen

Formen, reinterpretando il copernicanesimo kantiano,


Cassirer fa cio notare che in sede gnoseologica, e cos
in ogni altro campo, la questione decisiva sta sempre
nellalternativa, se noi cerchiamo di intendere la
funzione a partire dal prodotto o il prodotto a partire
dalla funzione, se facciamo in modo che questa sia
fondata su quello o viceversa. Il fulcro del criticismo
da lui identificato appunto col principio del primato
della funzione rispetto alloggetto e con la correlativa
adozione di un costante punto di vista funzionale.

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Un costante punto di vista funzionale


Per funzione Cassirer intende, sulle orme di Kant,

lunit dellatto che unificando un molteplice gli d


forma e che, dandogli forma, costituisce loggetto della
conoscenza e lo configura nei modi del nostro
conoscere. Substanzbegriff und Funktionsbegriff il
basilare testo in cui, rimeditando la problematica delle
scienze matematico-naturali, egli viene a stabilire il
proprio punto di vista funzionale, limitatamente per
al solo ambito delle matematiche e della scienza
matematica della natura. Suo intendimento successivo
sar di estenderlo pure ad altri campi e in definitiva
allintera esperienza umana
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Riconoscimento a Giambattista Vico


Egli chiama a testimonianza innanzi tutto Vico, come

colui che ha gettato le prime basi per una adeguata


considerazione filosofica dei campi di studio delle
scienze dello spirito: il mito, il linguaggio, la storia
come loro orizzonte globale. La Scienza nuova segna
gi lavvio per una logica fondativa delle scienze in
questione e per una sistematica indagine filosofica
della vita spirituale.

Copyright 2012 Stefano Martini

Mezzi fondamentali della coscienza


Immanuel Kant e poi la scuola di Marburgo ricercano i

mezzi fondamentali della coscienza entro la sfera


gnoseologica. A sua volta Cassirer intende lumeggiare
che la coscienza mostra allopera anche mezzi
fondamentali daltra natura. I prodotti dellarte e cos
pure quelli del linguaggio o del mito, in quanto
prodotti, racchiudono e lasciano trasparire limpronta
di corrispondenti funzioni formatrici, costitutive
delloggetto estetico, linguistico, mitico. Pertanto, la
integrazione di Cassirer nei confronti di Kant risiede
anzitutto in questo radicalizzante allargamento di
prospettiva.
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Da critica della ragione a filosofia della cultura


Quindi la critica della ragione si amplia in critica

della cultura, diviene filosofia della cultura umana.


Ma ormai il concetto di cultura ha preso un significato
estensivo. Si riferisce non solo e non tanto al sapere,
quanto piuttosto al nostro fare. Le diverse forme
tipiche della umana operosit sono per rivelarsi
altrettante direzioni fondamentali secondo cui la realt
si costituisce per noi come mondo della pura
espressione spirituale, come luniverso della cultura.

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Formazioni simboliche
Allora il mito, larte, il linguaggio, e altrettanto la

conoscenza, si rivelano simboli, in quanto ciascuno fa


emergere da se medesimo un suo proprio mondo di
senso. Per la intrinseca e peculiare sensatezza che la
inerente legge stilistica della loro produzione
conferisce a ciascuno, essi risultano formazioni
simboliche, significative per se medesime, ognuna
secondo la sua interna connessione. Cassirer definisce
il concetto di forma simbolica, nella sua distinzione dal
concetto di simbolo, come lespressione di un che di
spirituale mediante segni sensibili ed immagini .

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Formenlehre dello spirito


Nella sua eminente portata di critica della cultura, la

filosofia delle forme simboliche accentra ormai i propri


uffici nellintendere le molteplici sfere culturali come
altrettanti campi unitari di significato e nel perseguire
il processo tramite il quale le semplici impressioni si
trasformino in mondi della pura espressione. A questo
punto, una Formenlehre dello spirito, volta a fissare
tanto le molteplici formazioni spirituali quanto le loro
connessioni, pu venire intrapresa. Il darle corso fa
tuttuno con la concreta elaborazione della prospettata
filosofia della cultura.

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Un progresso ideale
Nellarcata

dei tre volumi di Philosophie der


symbolischen Formen questo progetto filosofico trova
esecuzione. Cassirer vi considera in particolare
lambito del linguaggio, il mondo del mito e la sfera
conoscitiva e scientifica. Nel rapporto tra le diverse
forme simboliche, nonostante gli intrecci delle loro
concretizzazioni storiche, egli rileva una determinata
gradazione sistematica, un progresso ideale.

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Una rinnovata fenomenologia dello spirito


Riprendendo il pensiero di Hegel, Cassirer interpreta

quellideale progresso nel senso di una rinnovata


fenomenologia dello spirito.

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Uomo come centro funzionale


Linguaggio, mito e religione, arte, scienza ci vengono

presentati come altrettante direzioni tipiche della vita


umana, tutte convergenti verso la meta di
quellideale processo. A capo della via sta il
riconoscimento che autentico soggetto in definitiva
luomo, in quanto centro focale di multiformi attivit:
loro centro funzionale, piuttosto che supporto
sostanziale. Cassirer affida il riconoscimento alla
filosofia, come quella che nelle diverse forme culturali
mostra limpronta di un nostro fare.

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Da filosofia della cultura a filosofia delluomo


Rispetto alle sfere della umana cultura, egli dice, la

filosofia tenuta a compiere la Besinnung, la presa di


coscienza che ne espliciti il senso. Infine egli le
attribuisce il costitutivo carattere di Rckbesinnung, di
presa di coscienza retrospettiva, dello spirito
ritornante a se medesimo ed alla sua propria origine.
Di nuovo, per, spirito titolo generale per le umane
attivit: la Rckbesinnung filosofica concerne
direttamente luomo, come tale, ed esprime il compito
della sua autocoscienza. La filosofia delle forme
simboliche, essendo critica della cultura, al tempo
stesso filosofia delluomo.
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Dimenticanza di s da parte delluomo


In apertura del Saggio sulluomo Cassirer dichiara che

lautocoscienza umana il fine pi alto della filosofia.


Lessenziale significato antropologico della sua
prospettiva filosofica qui rifluisce, lasciando trasparire
il punto focale dellodierna crisi nella conoscenza di noi
stessi: la dimenticanza di s da parte delluomo, nel
mentre edifica il mondo della cultura, la realt che gli
peculiare.

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Soluzione della crisi del nostro tempo


Perci a compimento della sua opera di pensatore

Cassirer scrive il Saggio, col preciso intendimento di


portar fuori luomo dallautodimenticanza e di
ricondurlo alla consapevolezza del suo fare e del senso
che lo sorregge. La crisi potr, ma soltanto per questa
via, trovare soluzione. Alla lunga essa potr trovare
soluzione essendone ormai in luce le ragioni di fondo.
Cassirer, come abbiamo inizialmente notato, riporta la
crisi alla mancanza di un filo conduttore, capace di
fungere da metodo generale per orientarsi fra le
sovrabbondanti notizie circa luomo. Ma ora il difetto
mostra le sue radici, celate nellimpianto complessivo
degli studi contemporanei sullumano.
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Filo conduttore
Vale, cio, il monito di Sartre: Le scienze delluomo

non si interrogano sulluomo. Nella misura in cui non


si interroghino sulluomo, le scienze antropologiche
paradossalmente dimenticano il proprio oggetto. Si
dimostrano occultative anzich disvelatrici. Il richiesto
filo conduttore luomo stesso, indagato per nel suo
fare: nei diversi processi per cui la realt variamente si
configura entro lorizzonte dellumano esperire.

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Essenza delluomo: il suo fare


Sotto questa luce il Saggio sulluomo manifesta il suo

significato profondamente innovatore. Cassirer lo


esplicita rideterminando, in termini di cultura, il
senso della domanda antropologica fondamentale: che
luomo?. Egli scrive: La principale caratteristica
delluomo, ci che lo distingue, non la sua natura
fisica o metafisica, bens la sua opera. questa opera,
il sistema delle attivit umane a definire e a
determinare la sfera della umanit.

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Uomo come animal symbolicum


Di questa sfera lautore indica i settori fondamentali:

linguaggio, mito, religione, arte, scienza, storia, in


quanto forme tipiche delloperare umano; e con tali
settori egli identifica i costitutivi della medesima sfera.
Alla domanda circa lessere delluomo Cassirer nel
Saggio risponde con la celebre sentenza: animal
symbolicum. La vecchia definizione delluomo come
animal rationale non ne respinta ma allargata. La
razionalit la caratteristica precipua di ogni attivit
umana vi assume infatti un significato nuovo ed
estensivo. Essa non pi risulta il proprio di un singolo
e privilegiato dominio della cultura umana.
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Via verso la civilt e storia


Cassirer cos commenta: definendo luomo animal

symbolicum si indicher ci che veramente lo


caratterizza rispetto a tutte le altre specie e si potr
capire la speciale via che luomo ha intrapreso: la via
verso la civilt. Questa via non se non la storia,
intesa essa pure come universo simbolico.

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Oltre la dimensione biologica


Di

siffatto cammino Cassirer delinea gli aspetti


salienti. Una volta che lo ha intrapreso, egli nota,
luomo entra in una nuova dimensione della realt.
Cessa di vivere in dimensione esclusivamente
biologica, e per contro si installa in un universo
simbolico. Col mondo circostante luomo stabilisce una
relazione interamente originaria: gli d struttura e
senso, e se ne rende significativi i contenuti. Nella
funzione simbolica, come tale, viene pertanto
riconosciuto il novum dellesserci umano

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Rovesciamento dellordine naturale


Questo stesso cammino, tuttavia, presenta, o sembra

presentare, anche tuttaltro segno. Cassirer, ricalcando


il motivo di Rousseau, vi indica un rovesciamento
dellordine naturale. Egli insiste, anzi, sulla sua
inevitabilit.

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Vero segno del rovesciamento


Dopo che luomo ha spezzato il suo primitivo rapporto

immediatistico con lambiente, il mondo, concepito


come realt in s e indipendente, sembra ritrarsi, o
meglio sembra che noi ce ne ritraiamo; e tanto pi col
moltiplicarsi delle formazioni culturali. Alla fine, per,
quel rovesciamento manifesta il suo vero segno.
Luomo, chiarisce pi avanti Cassirer, rimane
comunque e sempre assoggettato alla ferrea necessit
della vita organica; ci nonostante, egli non pu vivere
la sua vita senza esprimere la sua vita. I vari modi di
questa espressione costituiscono una sfera nuova.

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Autoestraneazione
La nuova sfera non se non il simbolico universo delle

formazioni culturali. Ci si estranea, cos, dallambito


delle cose stesse, qualora per lo consideriamo ambito
a s stante e preformato. Ma questa a sua volta non
se non una nostra prospettiva, un particolare modo di
guardare e di dar forma e senso al nostro esperire.
Si tratta peraltro di un modo di guardare dimentico
della propria strutturante incidenza: nella sua
consapevole o inconsapevole adozione si nasconde il
germe di una lontananza da se medesimi e di una
autoestraneazione.

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Verso lautocoscienza
Nonch vanificazione per la vita umana, esso si rivela

il lento cammino per cui luomo esce dal preumano


confinamento in dimensione puramente biologica e
anche senza saperlo viene a se medesimo. Infatti, per
lo pi nella vita di tutti i giorni luomo non sa di questo
suo venire a se medesimo, di stare anzi presso di s
mentre si volge ad altro. Tale sapere da suscitare: il
Saggio cassireriano lo alimenta.
Procediamo, dunque, in questa avventura.

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Lettura dellopera
Ernst Cassirer, Saggio sulluomo. Introduzione ad una

filosofia della cultura umana

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PARTE PRIMA
CHE COSA LUOMO?

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Capitolo Primo
LA CRISI NELLA CONOSCENZA DI S DELLUOMO

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo


Pitagora e Pitagorici
Scuola di Mileto
Scuola di Elea

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

Eraclito di Efeso

Socrate di Atene

Ho indagato me stesso

Che cosa luomo?

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

Platone di Atene

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

Karl Gauss

Bernhard Riemann

Karl Weierstrass

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Henri Poincar

Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo


Dallentelcheia allevoluzione

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Cap. I La crisi nella conoscenza di s delluomo

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Capitolo Secondo
UNA VIA PER LA CONOSCENZA DELLA NATURA

DELLUOMO: IL SIMBOLO

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Cap. II Una via per la conoscenza della natura


delluomo: il simbolo

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Capitolo Terzo
DALLE

REAZIONI

ANIMALI

ALLE

RISPOSTE

UMANE

Robert Yerkes
Ivan Pavlov

Wolfang Koehler

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Cap. III Dalle reazioni animali alle risposte umane

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Cap. III Dalle reazioni animali alle risposte umane

Copyright 2012 Stefano Martini

Cap. III Dalle reazioni animali alle risposte umane

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Cap. III Dalle reazioni animali alle risposte umane

Copyright 2012 Stefano Martini

Cap. III Dalle reazioni animali alle risposte umane

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Cap. III Dalle reazioni animali alle risposte umane

Laura Bridgman

Helen Keller

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Cap. III Dalle reazioni animali alle risposte umane

David Hume

Johann Gottfried Herder

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Cap. III Dalle reazioni animali alle risposte umane

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Capitolo Quarto
IL MONDO UMANO DELLO SPAZIO E DEL TEMPO

Hermann Helmholtz
Eraclito di Efeso
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Democrito di Abdera

Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Platone
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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Isaac Newton
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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

George Berkeley

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Heinz Werner
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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Otto Neugebauer

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Pitagorici
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Johannes Kepler

Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Ren Descartes

Immanuel Kant

Eraclito di Efeso

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Wilhelm Leibniz
Alfred North Whitehead

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Ewald Hering
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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Richard Semon

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Robert Yerkes at his desk


at Harvard University c. 1900

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Henri Bergson
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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Wolfgang Goethe

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Rembrandt van Rijn

Henrik Ibsen

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Aurelio Agostino
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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

William Stern
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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Quintus Horatius Flaccus

Quid sit futurum cras fuge quaerere


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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Jean-Henri Fabre

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Wolfang Koehler
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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Isaia

Geremia
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Ezechiele

Capitolo Quinto
FATTI E IDEALI

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Cap. V Fatti e ideali

Possibilit / Realt
Pensiero simbolico
(tipicamente umano)

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Cap. V Fatti e ideali

Kurt Goldstein

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Cap. V Fatti e ideali

Alexandre Koyr

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Cap. IV Il modo umano dello spazio e del tempo

Numeri

irrazionali

Pitagorici
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Cap. V Fatti e ideali

Numeri
fittizi

Michael Stifel
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Cap. V Fatti e ideali


Geometrie non euclidee

Karl Gauss

Nikolaj Lobatcevskij

Janos Bolyai

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Bernhard Riemann

Cap. V Fatti e ideali

La matematica
una teoria
non di cose
bens di
simboli
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Cap. V Fatti e ideali

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Cap. V Fatti e ideali

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Cap. V Fatti e ideali

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Cap. V Fatti e ideali

Montesquieu

Voltaire

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Swift

Cap. V Fatti e ideali

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PARTE SECONDA
UOMO E CULTURA

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Capitolo Sesto
DEFINIZIONE DELLUOMO IN TERMINI DI CULTURA

Natura umana

Anima delluomo
come gigantografia
della polis ideale

Conosci te stesso
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Cap. VI Definizione delluomo in termini di cultura

Auguste Comte

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Cap. VI Definizione delluomo in termini di cultura

Darwin

Goethe

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Taine

Cap. VI Definizione delluomo in termini di cultura

Robert Yerkes

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Cap. VI Definizione delluomo in termini di cultura

William James

John Dewey

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Cap. VI Definizione delluomo in termini di cultura

Philosophie der symbolischen Formen


(Filosofia delle forme simboliche)
Linguaggio, arte, mito, religione
sono creazioni unite da un comune
vincolo: non per un vinculum
substantiale, ma piuttosto un
vinculum functionale.

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Cap. VI Definizione delluomo in termini di cultura

Heinrich Wlfflin

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Capitolo Dodicesimo
SOMMARIO E CONCLUSIONE

Equilibrio come
risultato della lotta fra
forze opposte

Eraclito di Efeso

Armonia nel contrasto, come


nel caso dellarco e della lira
(fr. 51).
Larmonia nascosta
migliore dellarmonia
evidente (fr. 54).
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Cap. XII Sommario e conclusione

Luomo un animale
socievole
E le api o le formiche?

Ma nella societ umana


c il logos.
Aristotele

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Cap. XII Sommario e conclusione

Wolfang Koehler

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Cap. XII Sommario e conclusione

Hermann Paul

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Cap. XII Sommario e conclusione

Mediocribus esse poetis


non di, non homines,
non concessere
columnae.

Orazio

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Cap. XII Sommario e conclusione

Shakespeare

Dante

Ariosto

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Goethe

Cap. XII Sommario e conclusione

Shakespeare

Ephraim Gotthold Lessing

Eracle
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Cap. XII Sommario e conclusione

William Shakespeare

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Cap. XII Sommario e conclusione

litaliano
il tedesco
linglese

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Cap. XII Sommario e conclusione

Immanuel Kant

Il genio quella
innata disposizione
mentale (ingenium)
per mezzo della quale
la natura d allarte
le sue leggi.

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Cap. XII Sommario e conclusione

Genio scientifico, s,
ma solo
metaforicamente.

Isaac Newton

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Cap. XII Sommario e conclusione

Francis Bacon

La scienza tende a concepire


la realt ex analogia universi
e non ex analogia hominis.
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Cap. XII Sommario e conclusione


Armonia nel contrasto,
come nellarco e nella lira
(Fr. 51)

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Fonti
N. Abbagnano, G. Fornero, Protagonisti e Testi della Filosofia,

Paravia, Torino 1999;


E. Berti, F. Volpi, Storia della filosofia, Laterza, Roma-Bari 1991;
Enciclopedia Garzanti di Filosofia e Logica, ecc., Garzanti, Milano
1993;
L. Lugarini, Introduzione alledizione italiana, in E. Cassirer,
Saggio sulluomo, Armando, Roma 1971;
S. Tassinari, Storia della filosofia occidentale, Bulgarini, Firenze
1994.

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Fine

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