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Qualche libera riflessione di Pro Natura Alessandria sperando di permeare almeno un

pochino i prossimi programmi di lavoro del primo cittadino di Alessandria. Un piccolo


contributo che riteniamo possa servire.
ECONOMIA ed AMBIENTE / AMBIENTE ed ECONOMIA
Qualche considerazione di carattere generale pu aiutare a collocare meglio le proposte
ovviamente legate ad ambiente e salvaguardia del territorio - che vengono presentate.
Il tutto tenendo conto di un quadro generale che ha nella crisi di bilancio il suo momento
pi eclatante ma che, gi da anni, mostra segnali di logoramento e di debolezza
dellazione politica.
E nota lavversione, incentivata da proclami alla libert di movimento e alla scarsa
propensione alle regole, dei nostri concittadini a qualsivoglia forma di pianificazione e di
regolarizzazione finalizzata ad una buona qualit della vita collettiva, a maggiori margini
di sicurezza ambientale, in una parola, a vivere meglio.
Pertanto ci che viene proposto ha lunico scopo di tenere vivo un dibattito, di contribuire
alla formazione dei programmi di governo in corso, permettendo alle persone di essere
protagoniste del proprio futuro per s, per gli altri, per la citt.
Proprio in base a ci, Alessandria deve ritornare a svolgere pienamente il suo ruolo di
capoluogo di Provincia, favorendo e sostenendo politiche di area vasta, sinergie e
collaborazioni con i territori provinciali per una migliore qualit ed efficienza dei servizi,
tenendo conto dell'esito referendario.
L'attenzione al legame inscindibile tra sviluppo economico e progresso umano e sociale,
nel rispetto dell'equilibrio ambientale dell'ecosistema cittadino: in collaborazione con gli
enti istituzionali deputati alla programmazione e alla gestione del mercato del lavoro,
occorre creare terreno fertile per uno sviluppo basato sulla conoscenza, sull'integrazione
tra ricerca di qualit e impresa, sulla creazione di servizi turistici e culturali. Una pluralit
di strumenti per la riqualificazione e il reinserimento dei lavoratori colpiti dalla crisi
economica, nonch per la creazione di prospettive di stabilit occupazionale ed
esistenziale per i giovani alessandrini.
In questo senso dovranno essere trovati (e in alcuni casi, ripresi e potenziati) interventi
strutturali e non episodici per superare la grave situazione in cui versa ( chiusura di
facolt scientifiche , mancanza di essenziali servizi ecc.)
Questo stretto legame fra economia, momenti di studio e ricerca deve avere nella
specializzazione delle conoscenze a carattere ambientale e di difesa del territorio il suo
fulcro. Una vocazione che, di fatto, Alessandria si costruita negli anni, prima con un
forte sviluppo industriale di tipo manifatturiero tradizionale, poi con la specializzazione nei

campi dellanalisi ambientale e della corretta utilizzazione di impianti e risorse locali. Una
salvaguardia dell'ambiente declinata prioritariamente come tutela della salute dei cittadini.
Obiettivi prioritari saranno, perci, soluzioni per labbattimento sistematico
dellinquinamento, nonch come occasione per una stagione di sviluppo economico
basato come gi detto - sull'uso consapevole e sul rispertto delle risorse naturali e del
territorio.
E in questo contesto che la centralit dei temi del LAVORO e di percorsi per un
WELFARE DIFFUSO non solo giustificano, ma qualificano un nuovo rilevante impegno di
risorse economiche e umane. Nella drammatica congiuntura occupazionale che viviamo
e a causa dei tagli operati dalla manovra finanziaria tali temi non possono essere
disgiunti. Ed il tema del LAVORO non pu a sua volta essere disgiunto da quello
dellAMBIENTE ed ENERGIE RINNOVABILI, da viversi non pi come vincolo ma come
grande risorsa per loccupazione.
Anche lannosa questione dei RIFIUTI URBANI pu avere, cos come gi successo
altrove, un aspetto incentivante pi che deprimente dellinsieme: si devono valorizzare in
ogni modo la Riduzione, il Riciclo e la Differenziazione della raccolta per raggiungere i
livelli qualitativi e quantitativi richiesti dalla normativa europea e vanificare in tal modo
linfausta necessit della dipendenza dalle discariche e dell'incenerimento. Allo stesso
tempo si devono mettere in atto sinergie, per lo meno provinciali e comunque sempre
nel pieno rispetto di quanto stabilito a livello regionale, per la promozione di merci e
prodotti con basso impatto ambientale gi allorigine, con una sapiente politica degli
imballaggi e degli stessi componenti dei prodotti. Ovviamente con ben chiari gli obiettivi
prioritari: buone tecniche di raccolta differenziata, il pi possibile agevolata per venire
incontro alle necessit dei cittadini, sicurezza nei circuiti di riciclo delle materie seconde
con promozione di facilitazioni economiche e fiscali con funzione incentivante.
URBANISTICA, PIANO DEL TRAFFICO, PISTE CICLABILI, VERDE URBANO, UN
INSIEME INSCINDIBILE
Un occhio di riguardo deve essere assicurato alla mobilit interna ed esterna alla citt,
per le persone e per lo sviluppo. Infatti, la mobilit tra il centro di Alessandria, le periferie,
i centri della zona dell'alessandrino e gli altri centri della provincia va ripensata in
funzione della migliore integrazione tra mezzi di trasporto pubblico e privato per il
benessere di lavoratori, studenti, consumatori, imprese.
, come noto, possibile coniugare la vocazione commerciale e la storia industriale
della citt con un modello di accessibilit che contemperi le esigenze degli operatori
economici, dei consumatori e dei residenti attraverso soluzioni logistiche che integrino lo
sfruttamento di infrastrutture esistenti, reti di distribuzione locali, sistemi di parcheggi
adeguati, incentivazione di forme di mobilit alternativa e meno impattanti.
Proprio qui si incentra tutta la questione della qualit dellaria, ma sarebbe meglio dire

della qualit della vita che fatta di certezze nelluso del mezzo pubblico, adeguatamente
frequente e di minimo impatto ambientale. Il tutto combinato con la possibilit di utilizzo di
piste ciclabili adeguate che portino con facilit e siocuirezza i cittadini, sia per lavoro che
per svago da e verso il centro cittadino e ovunque sia possibile giungere con la bicicletta
di propriet o, in alternativa, con quella del bike-sharing.
Unoperazione ardita, questa delle piste ciclabili coordinate, che ha trovato risposte di
comodo (vedi listituzione di finte piste ciclabili in aree periferiche) o vere e proprie
opposizioni da parte di chi vede nel trasporto privato via auto lunica possibilit di
accesso al centro storico.
Urge, pertanto, una chiara politica di definizione delle piste ciclabili che, a partire da
quattro assi radiali protetti intersecantisi in Piazza della Libert e di una rivitalizzazione
della pista ciclabile degli spalti, porti anche a qualche destinazione esterna, verso il Cristo
tramite il non pi procrastinabile ponte pedonale a fianco di Viale Brigata Ravenna e
verso Spinetta M.go, con una revisione sostanziale dellattuale autostrada a due corsie
Alessandria-Marengo.
In particolare per quanto riguarda la QUALITA DELLARIA necessario un programma di
interventi strutturali per ottenere sensibili miglioramenti (razionalizzazione zone ZTL ed
aree pedonali anche pi di una con assi di scorrimento definiti ed aree di sosta e
passeggio totalmente liberi dalle auto) , incentivi al trasporto pubblico e non inquinante
tramite corsie preferenziali e piste ciclabili sicure, come gi detto). In particolare deve
essere continuata la politica di esternalizzazione dei parcheggi rispetto a piazza della
Libert, chiudendo una volta per tutte lopzione sotterranea. Gli attuali parcheggi di Via
Parma e Via Inviziati insieme a due o tre altre strutture simili (debitamente ammodernate
e tecnologicamente aggiornate) possono perfettamente servire alla pressione di traffico
attendibile in condizioni di equilibrio. Come ovvio lequilibrio lo si raggiunge solo con
un mix di servizi pubblici pubblici efficienti e non inquinanti, con lincentivo di mezzi
alternativi alle auto private e con parcheggi adeguati per la restante pressione sia in
condizione di stallo che di sosta.
Un intervento viabilistico non pu non tener conto di come dovrebbe casmbiare in
meglio laspetto generale della citt, la sua piena fruibilit. E necessario, perci, un
PIANO URBANISTICO che incentivi e premi le ristrutturazioni e contrasti lulteriore
consumo di aree verdi periferiche in modo da rendere accogliente e vivibile la citt ed
attrarre cittadini nella citt capoluogo promuovendo la rinascita delle attivit commerciali.
Il tutto nella prospettiva di rimettere il commercio in stretta relazione con momenti di
aggregazione sociale e culturale e mobilit sostenibile.
Una citt equiilibrata in tutti i suoi aspetti non pu, inoltre, dimenticare un PIANO CASA
che consenta a tutte le famiglie, oggi in difficolt, di usufruire di una diversificata proposta
abitativa pubblica, convenzionata o in autocostruzione. Tutte questioni che sono state
affrontate in modo parziale, discutibile e a, volte sul filo della legalit, basti pensare alla

brutta storia dellATC di Piazza Santa Maria di Castello. Unentit, invece, importante
quella dellAgenzia Territoriale per la Casa che deve trovare un forte incentivo nel quadro
di una ridefinizione delle finalit di funzione che le sono specifiche.
Data la centralit, oseremmo dire strategica dellaspetto urbanistico in vista di un
corretto rilancio, occorre dare piena attuazione a quanto previsto nel PGRC
recentemente riveduto con lavvertenza di modificare i rapporti tra numero di abitanti e
cubature abitative previste , di rendere effettivi i dati sulle strade a traffico limitato (ZTL)
ora in aree periferiche, di aumentare considerevolmente e senza artifici le aree verdi
a disposizione di ogni abitante.
E assolutamente necessario pensare alla risistemazione dellarea lungo il fiume Tanaro
dando la priorit alla sicurezza quella vera rinforzando gli argini, sistemando una
buona volta i rii, rimettendo in sesto limpianto di depurazione e di conseguenza
creando tutte le condizioni per una vivibilit vera del lungo Tanaro, con centri di ritrovo e
piste ed aree per vivere allaria aperta.
Sempre in questo delicato settore sarebbe importante utilizzare quanto risparmiato dalla
costruzione delleccessivo Ponte Meier per tutte le opere di messa in sicurezza e per la
costruzione di una passerella per pedoni e ciclisti che si innesti sulle due arcate rimaste
del ponte Cittadella.
Potrebbe essere utile fare in modo che tutti gli interventi nel Centro Storico seguano i vari
piani darredo gi previsti nel Piano Regolatore, senza viariazioni od eccezioni di sorta. Il
piano colore, il piano energia sono gi oggi a disposizione dei cittadini che intendono
procedere a ristrutturazioni di qualsiasi tipo.
E, ancor di pi, promuovere riguardo al punto precedente - liniziativa denominata
volumi zero che significa lasciare intatta la volumetria totale degli edifici oggi esistenti,
recuperare dove necessario e riutilizzarli aggiornando le funzioni sulla base dei bisogni
della collettivit.
Potrebbe essere, finalmente, il momento di procedere allidentificazione di tre quattro
cuori pulsanti della citt che devono costituire un punto di aggregazione naturale e di
promozione delle attivita pubbliche e commerciali. Lantica area di Borgo Rovereto con la
Chiesa di Santa Maria di Castello ora in piena evidenza ne potrebbe essere il primo,
ovviamente la piazza centrale ex Piazza Rattazzi ora Piazza Libert ne deve costituire un
secondo importante momento, come larea centrale del Cristo, con fulcro Corso Acqui e
Piazza Ceriana, data la numerosit oggettiva e la nuova rilevanza urbanistica (in termini
di risparmio energetico) di cui si tratter tra poco. Per il quarto cuore ci possono essere
due ottime proposte: larea di Piazza Mentana al confine fra i quartieri Pista e Europa e la
sempre bistrattata Spinetta Marengo che, specie in questi ultimi anni, ha trovato
occasioni di riscatto anche dal punto di vista urbanistico.

Evitare, quindi, commistioni di stili, cos come prescritto dal PRGC, continuando
nellopera di riorganizzazione di Piazza Santa Maria di Castello e, nel caso di nuove
richieste autorizzative, pretendere sempre il rispetto delle nuove norme.
Occore avere ben chiaro che un piano strade degno di questo nome non pu fermarsi
al tappare le buche (magari con ripresa in diretta); ci che serve ad Alessandria un
chiaro quadro di come si deve procedere nei vari interventi prossimi finalizzati ad una
migliore fruibilit (per tutti) delle vie e piazze. Noi saremmo per un rilancio delle
tradizionali lastre in losa e degli acciottolati seicenteschi di cui era lastricata la citt.
(Questo, ovviamente, per il Centro Storico). In alternativa, la combinazione si potrebbe
fare con i soliti ma visivamente piacevoli cubetti in porfido.
Sempre dal punto di vista della qualit della vita bisogna poi ricordare alcune tematiche
classiche volutamente dimenticate. Infatti occorre portare a termine gli allacci alle
fognature - oggi precari o inesistenti in alcune zone con opportuni interventi, anche
nelle aree impervie della collina.
Dal punto di vista energetico necessario incentivare, insieme alla sostituzione delle
vecchie caldaie dei condomini, una giusta e capillare sistemazione tramite pannelli solari
delle coperture in eternit, ancora molto presenti sui tetti degli alessandrini. Dove ci fosse
gi una copertura accettabile, accedere alle facilitazioni previste per l'impianto di pannelli
anche su grandi superfici abitative (condomini). Sempre su questo tema, i cittadini si
aspetterebbero pi aiuto dallAmministrazione nellutilizzo di impianti autonomi, o resi
autonomi da precedenti centralizzati, ammesso che si voglia veramente fare risparmio
energetico (in questo caso soprattutto di metano) e non favorire gli sprechi che,
purtroppo, significano grandi introiti per i gestori dei servizi gas e collegati.
Difendere con tutte le forze possibili lintegrit del grande monumento fortezza
denominato Cittadella di Alessandria evitandone smembramenti o parcellizzazioni di
sorta. Condurre a termine nel pi breve tempo possibile lopera di restauro ripulitura dei
bastioni e delle parti costruite della Cittadella stessa, promuovendone la piena fruizione
pubblica, sociale e culturale.
Ripensare l'insieme della "fruibilit" della citt, sempre pi vuota durante le ore notturne e
con un traffico di entrata e uscita - specie verso la collina - di considerevoli proporzioni.
Le famiglie della "middle class" si sono spostate in effetti verso l'arco fra Giardinetto e
Bassignana con la conseguenza di usare maggiormente i grandi supermercati all'entrata
dell'abitato e, se non direttamente coinvolti, senza nemmeno entrare in citt. La tendenza
quella di usare l'auto per venire in citt in fretta, parcheggiare il pi possibile vicino alla
destinazione centrale e, sempre in fretta, ritornare nelle zone collinari.

Di qui un'interpretazione sbagliata di presenti e passati amministratori che hanno


sostalmente facilitato questo esodo e che oggi si trovano di fronte a doversi piegare a
richieste di ulteriore cementificazione della collina.
Di qui la necessit correlata di rendere ancor pi appetibile (per esempio dal punto di
vista culturale) l'accesso al Centro cittadino con soste, parcheggi e collegamenti tramite
mezzi pubblici adeguati.
Chiave di questo recupero della vivibilit della citt il Centro Storico con i vari cuori
pulsanti interni ed esterni alla cerchia degli spalti, su cui occorrer puntare l'attenzione in
modo particolare, con opportuni interventi di promozione.
Ultima questione, quella del "verde pubblico". Anche qui ci viene in aiuto il PRGC
attualmente in attuazione: sono perfettamente conosciute e - sostanzialmente - ben
monitorate tutte le piante importanti e le aree verdi di rilevanza della citt .
Necessiterebbe un grande piano di rilancio sia degli spalti che dei giardini tramite
opportune iniziative e con materiale promozionale appositamente pensato.
Per i bagolari di Via XX settembre, l'ultima considerazione: SEL non d'accordo con
l'abbatimento a raso indiscriminato degli stessi con - eventuale - sostituzione con acacie
o pruni; nel caso fosse necessario un intervento si proceda (cos come stato fatto a
Monza e a Ravenna con piante di pari anzianit e tipologia : 110 anni circa) . Iniziare a
sfoltire il viale con un taglio alternato procedendo all'immediata messa a dimora della
nuova pianta. Dopo circa cinque anni si applichi lo stesso intervento sulle piante restanti
ottenendo cos dopo una decina d'anni un completo - e praticamente indolore - rinnovo.
Queste alcune delle tematiche su cui Pro Natura si espresso ed ha ritenuto coinvolgere
coloro i quali ambiscono alla poltrona di primo cittadino. Con i migliori auguri, purche
rispettosi della salute e dellambiente.

SICUREZZA IDRAULICA DELLA CITTA: Aree golenali,casse despansione e non argini


sempre pi alti sono le vere difese dei centri abitati dai regimi di piena dei fiumi. Estato
inutile e dannoso presentare labbattimento dei ponti quale soluzione del problema( vedi

ponte Cittadella di Alessandria). La nostra proposta in merito di costruire ,in


sostituzione dellabbattuto ponte Cittadella un ponte per il solo traffico pedonale e
ciclistico. Tale intervento sar estremamente meno oneroso del proposto ponte
dellarchitetto Maier e permetter comunque ai cittadini di usufruire agevolmente della
Cittadella . Con i fondi ricuperati in tal modo si potr finanziare lintervento sugli argini
rendendoli sicuri ed efficaci. Le possibili rimanenze potranno essere un contributo
finanziario alla costruzione delle aree golenali e di laminazione

L'attenzione alle persona e alle sue esigenze di sostegno e di socialit. In questo


senso indichiamo nel mantenimento e ove possibile di un potenziamento di un
sistema di welfare efficiente, in cui l'azione propria del Comune di Alessandria
nell'ambito dei servizi sociali e dei servizi a domanda individuale si orienta al
contrasto degli effetti negativi della crisi economica. Indichiamo inoltre come
obiettivo la creazione di una rete di welfare diffuso, supportato anche dalle forze
vive della societ, che favorisca l'integrazione tra i servizi offerti dal comune e i
contributi che i cittadini possono offrire attraverso molteplici forme associative.

Lattenzione al polo sanitario alessandrino, colpito due volte dalle scelte della giunta
regionale: prima con labbandono della prospettiva di un nuovo ospedale, poi con la
contrazione dei servizi ospedalieri e dallinterruzione della continuit socio-sanitaria
sul territorio provinciale, che scaricher i suoi effetti sullospedale di Alessandria sui
suoi pazienti e sugli operatori;
L'attenzione al funzionamento trasparente della macchina comunale in tutte le sue
articolazioni, ivi comprese le societ partecipate, al fine di garantire un sistema di
servizi efficace ed efficiente utilizzando e sviluppando le risorse umane, strumentali
e professionali;
Gestione AZIENDE MUNICIPALIZZATE (od ex Municipalizzate) . Razionalizzazione
attraverso la riduzione del numero delle stesse e assetti societari e gestionali che
tengano in conto il parere espresso con i referendum dalla maggioranza dei
cittadini favorevoli alla gestione pubblica.
CODICE ETICO per i pubblici amministratori
POLITICHE DI GENERE: attivare sportelli sostegno e protezione per le donne,
destinare una % consistente degli incarichi pubblici e istituzionali alle donne
PARTECIPAZIONE DIRETTA DEI CITTADINI ALLE DECISIONI RELATIVE ALLA
SPESA: introduzione del BILANCIO PARTECIPATO nella sua articolazione pi
estesa

Contribuire alla creazione di unECONOMIA DELLA SOLIDARIET,


DELLAMBIENTE E DELLA CULTURA E DEI DIRITTI. Di una societ solidale che
rafforzi lintervento pubblico a sostegno della universalit dei diritti. Di una societ
includente i nuovi cittadini, accogliente per gli immigrati. che riconosca la famiglia
come rapporto stabile e di aiuto tra le persone

Una politica e un'amministrazione trasparente che attraverso idonei strumenti di


pubblicizzazione e partecipazione alle scelte permetta ai cittadini di offrire
indicazioni, monitorare e orientare le decisioni di amministratori ed eletti. La
realizzazione di un codice etico degli amministratori, che si basi su sobriet,
trasparenza, stile di vita e di governo
..

LA CONFERENZA DELLA CGIL SUL POLO CHIMICO DI SPINETTA


( Claudio Lombardi)

Organizzata dalla CGIL il 17 giugno si e svolta alla Camera del lavoro di Alessandria una
conferenza su un tema rilevante. Il polo chimico di Spinetta Per uno sviluppo
sostenibile.
E stata illustrata la storia degli insediamenti chimici a Spinetta dai primi del 900 ad oggi.
Parlava Silvana Tiberti segretario della CGIL ed alla mia mente di spinettese di nascita e
residenza si presentavano fumanti impianti chimici ora abbattuti, volti di operai, tecnici
che spesero la propria vita in tali luoghi. Persone legate a quegli impianti a quel tipo di
produzioni: limpianto chimico e.un ciclo senza soluzione di continuit, affascinante. La
materia prima immessa viene poco a poco trasformata quasi a prendere vita grazie
allapporto dei lavoratori che vengono emotivamente coinvolte da tale fluire. Li incontri
ancora adesso, vecchi operai e tecnici in pensione, al cosiddetto Bar ENAL di Spinetta
e capisci dai discorsi che fanno, dalle informazioni che hanno su quella che chiamano la
Fabbrica che e la loro Fabbrica. Si presentava alla mia mente limmagine di mio padre
con la sua tuta blu intento a pedalare verso casa sempre a tarda sera. Amava il suo
lavoro ;era capo reparto di uno dei reparti pi pericolosi per la salute : I Bicromati .
Aveva coscienza del pericolo ed invitava gli operai a prendere gli unici provvedimenti
allora noti, provvedimenti, quasi sicuramente poco utili,: bere latte e farsi contaminare il

meno possibile. Nessuna conoscenza esatta del pericolo. Quanti operai persero la vita in
tali impianti fino agli anni 60! Ma nel frattempo leconomia agricola della zona si
trasform in mista agricola- industriale portando benessere materiale e culturale
(probabilmente non mi sarei laureato in ingegneria se non fossi stato permeato da tale
ambiente industrialista).
Mio padre scomparve prima di poter vivere una seconda fase: la fase di fine anni 60,
della presa di coscienza del pericolo, della ritrovata forza del sindacato che sfidando il
ricatto occupazionale ottenne la chiusura dei reparti pi pericolosi e inquinanti.Laria non
fu pi pesantemente permeata di anidridi solforiche. I ragazzi che giocavano a pallone a
Marengo non dovettero pi fermarsi con conati di tosse e asma causati dai veleni
fuoriuscenti dallo stabilimento in occasione dei famigerati attacchi chimici.Nei giardini e
negli orti fiori e e verdure non furono pi sistematicamente bruciate da tali invisibili
attacchi nele grondaie delle case rapidamente erose. Grande miglioramento: ma le falde
acquifere erano compromesse e i tossici scarti delle lavorazioni colpevolmente non
vennero protetti dal dilavamento in falda che continu per anni ed anni.fino ai giorni
nostri.
Tale grande trasformazione del Polo Chimico port quindi ad indubbi miglioramenti alla
qualit dellambiente, ma ancora non adeguati per far coesistere ambiente sano e lavoro.
Troppo limitati gli investimenti da parte delle Societ che si alternarono nella gestione
dellazienda con lobiettivo prevalente dellutile aziendale e del solo notarile rispetto delle
leggi in materia di inquinamento. Da parte delle pubbliche amministrazioni ignavia, non
volont di impegnarsi in problemi ambientali al solo profilarsi del ricatto occupazionale da
sempre impugnato nel conflitto ambiente-lavoro. Con gli enti preposti ai controlli
ambientali apparentemente capaci solo di diffondere messaggi rassicuranti invece che
dati scientifici.
E cosi si arriva al maggio 2008, alla clamorosa, ma solo ipocrita per chi ha vissuto lintera
storia, scoperta dellinquinamento da Cr6 delle acque nelle falde anche pi profonde dalle
quali attinge lacquedotto (200 mcg/l in zona ex zuccherificio contro un limite di 5 mcg/l).
E nel novembre 2009 alla denuncia da parte della Provincia (www.
provincia.alessandria.it, nota del 12.11.2009) che le emissioni dai camini della Solvay di
componenti fluorurati quali il C2F4, altamente cancerogeno, raggiungono i 10 mcg/m3,
pi di dieci volte superiori alla soglia di pericolo. Nel frattempo lEPA (Agenzia per
lambiente USA) stabilisce che le emissioni in ambiente di PFOA devono essere ridotte
del 95% entro il 2010 ed eliminate completamente entro il 2015 in quanto likely to be
cancinogenic to humans. Tale composto epresente ad alte concentrazioni nel sangue
dei lavoratori Solvay, probabilmente in quello degli abitanti di Spinetta e nelle acque del
Bormida. La Solvay, a posteriori e con pericolosa mancanza di trasparenza ha dichiarato
di voler eliminare tale composto entro il 2012: ma ad oggi lo ha ridotto del 95% come
richiesto dalle norme USA?
Torniamo ora al congresso: alla tavola rotonda che ha concluso i lavori ai quali,
compiendo a mio avviso grave errore, non ha partecipato Solvay. Presenti invece
esponenti di primo livello di Comune, Provincia, Federchimica e CGIL.

La conclusione rilevante, al di l del condiviso obiettivo della continuit del lavoro in un


ambiente risanato, e stata la decisione di gestire la crisi ambientale del polo chimico
tramite Accordi di programmapreceduti da Conferenze dei Servizi. Ma a tali conferenze
nessuna delle parti dovr presentarsi con soluzioni preconfezionate e blindate come
preannunciato dallassessore allambiente del Comune facendo riferimento al progetto
AMAG e gi esplicitandone il costo (52 milioni di euro). Apprezzabile la posizione
dellassessore allAmbiente della Provincia Lino Rava che ha contestato tale punto. La
decisione delleventuale progetto di bonifica dovr esssere presa collegialmente a
margine di tali conferenze. Collegialmente dovr essere scelto lente (universitario, centro
di ricerca) pi competente, perch pi preparato per tali studi. Dovranno essere decise le
modalit dellindagine epidemiologica sullutilit della quale tutti concordano. Importante
passo perch indagini parziali, osservatori ambientali sono stati fatti nel passato in
maniera inconcludente ed inefficace.
La Provincia ha dichiarato in tale sede di aver concluso le indagini per il rilascio dellAIA
al Polo Chimico. LAIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) riguarda tutti gli aspetti
dellattivit dellazienda e solo se rilasciata permette allazienda di continuare ad operare.
Lino Rava ha preannunciato che sar emessa entro giugno e conterr una serie di
prescrizioni imposte allazienda con vincoli temporali.
LAIA, a mio avviso, deve contenere prescrizioni assai stringenti relative allinquinamento
dellaria. Esistono, infatti, tecnologie che permettono di annullare linquinamento aereo e
quindi in particolare la fuoriuscita dei composti fluorurati citati in precedenza. Deve altres
imporre allazienda di non provocare ulteriore inquinamento alle falde acquifere e al suolo
e ad adottare provvedimenti per il riciclo delle acque riducendone drasticamente il
consumo.
Il tutto nel rispetto del livello occupazionale di una zona che ha tanto datoe che ora
desidera finalmente vivere serenamente in un ambiente sano ed esente da pericoli.
.
Alcune idee per la parte sullUrbanistica,