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I Chrestiani prima dei Christiani

Siamo nel XVIII secolo: lo storico italiano Lodovico Antonio Muratori raccoglie alcune
antiche iscrizioni latine nella sua opera Novus thesaurus veterum iscriptionum. Tra queste,
uniscrizione marmorea, proveniente da Roma, rese increduli alcuni studiosi.
Liscrizione1, un epitaffio a cui nel Corpus inscriptionum latinarum stato dato il numero
seriale CIL VI 249442, riporta:
D. M.
M. T. DRVSI. PATERES
PRIMICINIO. QVI VIXIT
ANN. XXXXII. DIES VII
FAVSTVS. ANTONIAE. DRVSI. IVS EMIT. IVCVNDI. CHRESTIANI. OLL3
D.M. labbreviazione di Dis Manibus (agli di Mani), identificati con le divinit
delloltretomba4. La formula introduttiva, rinvenuta in numerose altre epigrafi romane
(vedi Stele di Licinia Amiate, III secolo CE), significa che la tomba dedicata agli dei
degli inferi, che avevano il compito di proteggere il sepolcro da eventuali profanazioni;
di conseguenza stato fatto notare come la tomba fosse un sepolcro pagano.5 M.T.
stato interpretato come Marcus et Titus/Tiberius, dove stato ipotizzato che il primo
fosse il padre biologico, mentre il secondo il padre adottivo6. Friedrich Mnter ritiene
che le parole pateres primicinio possano essere interpretate come patris primigenii7,
per cui il testo potrebbe essere letto come M. e T., padre/padri di Druso,
dedic/dedicarono la tomba al suo/loro primogenito8 Druso, che visse per quarantadue
anni e sette giorni, e Fausto, il figlio/schiavo/liberto di Antonia, la figlia/moglie di
Druso, acquist il diritto per lurna (jus olla), perch fosse deposta in un columbarium
(nicchia per urne cinerarie) o in un altro luogo di sepoltura, da Giocondo il Chrestiano.
stato ipotizzato che Antonia fosse un riferimento ad Antonia Minore (36 BCE-37
1

Per riferimenti cfr. Henzen, de Rossi, Bormann, Corpus Inscriptionum Latinarum, vol. VI, parte IV, fasc. I: Tituli
sepulcrales: Plotia-Zozon, Inscriptiones Varii Argumenti, Fragmenta, (CIL VI: IV), p. 2509.
2
Jory E., Moore D., Corpus Inscriptionum Latinarum, vol. VI, pars VII, fasc. IV: Indices vocabulorum, p. 4262.
3
Muratori L. A., Novus Thesaurus Veterum Inscriptionum, vol III. Class. XXIII, Mediolani (Milan) 1739-1742, p.
1668. Rendering here after Manni, Gaetano, Principi della religione cristiana in Firenze: appoggiati a' pi validi
monumenti o si dica monumenti appartenenti alla medesima religione, 1764, p. 3.
4
Il Sepulcrum, a cui nellantica Roma si affidava la trasmissione del ricordo del defunto e della sua gens (nominis
eius in perpetuum celebrandi), oltre a diventare il segno della riuscita o delle aspirazioni sociali delle classi medie e
superiori (Tonynbee 2; Paoletti), era la sede privilegiata in cui si praticava il culto dei morti (locus consecratus)
allo scopo di garantire conforto alle anime (Scheid; Hinard; Walker; Toynbee 2,37-40. 49-52). Il Sepulcrum aveva
una valenza sacrale (Brelich; Meyer; Storoni Mazzolani; ILS 7818-8560) in quanto apparteneva alla categoria dei
sacra dedicati a divinit, gli di inferi (CIL VI 7880. 29582a) o i Di Manes (CIL VI 2915. 4176), cio i morti che
dallet repubblicana erano considerati una collettivit di esseri divini da venerarsi come antenati. Cic. leg. 2, 22:
deorum maniumiura sancto sunto; Bernardi; cfr. le formule epigrafiche dis minibus (CIL IV 20200); dis
minibus sacrum (21563). I Manes, che secondo una credenza diffusa risiedevano allinterno della tomba (Toynbee
2,20-21), erano nutriti con le offerte che i vivi versavano dentro il sepulcrum mediante fori e tubi [Berciu/Wolski, cit.
Lambrinoudakis V., Balty J. C., Hermary A. (a cura di), Thesaurus Cultus Et Rituum Antiquorum (ThesCRA), p.
324].
5
Mnter F., Sinnbilder und Kunstvorstellungen der alten Christen, Altona 1825 (Mnter 1825), p. 14.
6
Orelli (von) J. C., Inscriptionum Latinarum Selectarum Amplissima Collectio et Illustrandam Romanae
Antiquitatis, vol. II, Fuessli 1828, p. 290.
7
Mnter 1825, p. 14.
8
La parola primicinio sembra non essere ricordata in nessuna attestazione; cfr. Schuchardt H., Der Vokalismus des
Vulgrlateins, Leipzig 1866, p. 397. Primigenius, come corregge lo stesso Mnter, significa invece primogenito.

CE), figlia del triumviro Marco Antonio e della sorella dellimperatore Augusto, Ottavia
minore. Nel 17 BCE spos Druso Maggiore (38 BCE-9 CE), fratello dellimperatore
Tiberio e figlio del primo matrimonio di Livia Drusilla, moglie di Augusto, con Tiberio
Claudio Nerone. Dal matrimonio nacquero i figli Germanico (15-19), Claudio (10-54),
futuro Cesare, e Claudia Livilla (13-31).

Processione della famiglia di Augusto sul lato sud dellAra Pacis; luomo in primo piano al
centro Druso, mentre parla con Antonia minore girata verso di lui, con il figlio Germanico in
mezzo. Druso indossa labito militare, il paludamentum, in quanto nellanno rappresentato nel
fregio (13 a.C.) era in guerra sul Reno.

Faustus stato considerato un liberto9, domestico10 o schiavo11 di Antonia, tuttavia la


prima ipotesi risulta incoerente, perch se Fausto fosse stato un liberto la matrona non
sarebbe stata citata affatto.
Jucundo il Chrestiano, da cui Faustus acquista il diritto allurna (per le ceneri di
cremazione), stato invece da molti interpretato come riferimento ad un accolito
cristiano seguace di Ges. Johann Sepp, per esempio, ritiene che si tratti di uno dei pi
antichi credenti cristiani residenti a Roma nel I secolo CE12. Altri studiosi, invece,
ritengono che Chrestianus (probabilmente derivato dallaggettivo greco Chrestos che
significa buono, valente, virtuoso13), fosse un nome proprio di persona14. Altri
ancora, come il teologo inglese Joseph B. Lightfoot, rigettano questa interpretazione,
sostenendo che leventualit che si tratti di un nome proprio improbabile e che,
apparentemente, non esiste nessuna attestazione delluso o dellesistenza di questo
nome nel I secolo CE15.
9

Vagi D. L., Coinage and History of the Roman Empire, Taylor & Francis 2000, p. 134.
Mnter 1825, p. 14, Repomuk Sepp J., Das Leben Christi, Regensburg 1845, p. 98.
11
Bacchiocchi S., From Sabbah to Sunday: A Historical Investigation of the Rise of Sunday Observance in Early
Christianity, The Pontificial Gregorian University Press, Rome 1977, p. 188.
12
Repomuk Sepp J., Das Leben Christi, Regensburg 1845, p. 98.
13
Lawrence A., Tritle, Phocion the Good, University of Chicago, 1988, p. 143.
14
E.g. Orelli, p. 290.
15
Lightfoot J., The Apostolic Fathers, Georg Olms Verlag, s. l. 1973, p. 416.
10

La pi antica attestazione del nome Chrestianus risale al regno di Settimio Severo (146211 CE), in uniscrizione (CIL VI 1056, r.83), datata al 205 CE, dove viene usato con
valenza di cognomen. Lintestatario, un guardiano della prima Cohors dei vigili16, citato
nellepigrafe come Herennius Chrestianus, ed inserito in un contesto storico quello del
regno di Settimio Severo in cui difficilmente un guardiano della Cohors vigilum sarebbe
potuto essere cristiano17. Anche sforzandoci di retrodatare il pi possibile le
documentazioni di epigrafi cristiane per farle risalire al tempo di Antonia Minore, non
ritroviamo alcuna attestazione sicura delluso del termine Christianus attribuito a un
Cristiano gesuita prima del IV secolo CE.
A favore dellidentificazione dellAntonia moglie di Druso citata nellepigrafe con
lAntonia Minore figlia di Marco Antonio e Ottavia Minore, sorella di Augusto, ha
espresso la propria opinione il professore dellUniversit di Harvard Mason Hammond,
che ha affermato: Sono relativamente poche le attestazioni dove una donna viene
indicata come moglie del defunto, eccetto nei casi in cui si tratta di illustri personaggi
imparentati con la casata imperiale18.
Riguardo la cronologia delliscrizione, essa stata
datata tra la fine del I secolo BCE e linizio del secolo
seguente, e comunque non pu essere datata oltre il
37 CE, anno della morte di Antonia Minore, dal
momento che il genitivo Antoniae indicherebbe che
nel momento in cui venne incisa liscrizione la
matrona era ancora viva, altrimenti sarebbe stata
definita Augusta, o perlomeno con un aggettivo
differente tale da indicare che nel momento in cui
veniva recisa lepigrafe la patrizia romana era ormai
defunta19. Considerato che la morte di Nerone
Claudio Druso Germanico avvenne nel 9 BCE,
sebbene la questione sia molto controversa, sarebbe
comunque difficile ipotizzare, come proporrebbero
numerose
autorit
accademiche20
(che,
probabilmente per interessi personali, sempre pi
spesso tradiscono le verit storiche proponendo La cosiddetta Hera Ludovisi, che stato in
insostenibili teorie con lo scopo, sin troppo evidente, seguito scoperto essere il vero ritratto di
di avallare il proprio credo personale), che la lapide Antonia minore.
sia stata incisa proprio nellanno 37 CE, quando cio
16

La praefectura vigilum attestata da epigrafi datate al 205-207 CE (CIL XIV, 4381 = ILS 2155; CIL VI, 1056 =
ILS 2156; CIL XIV, 4387; AE 1946, nr. 189).
17
Cfr. Karrer, p.81, Montevecchi O., Nomen Christianum, Paradoxos Politeia: studi patristici in onore di Giuseppe
Lazzati, Vita e pensiero, Milano 1979 p. 493. Del IV secolo invece liscrizione di un sarcofago rinvenuto in
Turchia, che potrebbe essere interpretata come []o (Kres[ti]anou), sebbene le ultime quattro lettere siano
danneggiate e dunque ne risulti difficile linterpretazione; cfr. Reynolds, Rouech, Bodard, Inscriptions of
Aphrodisias, 2007, iscrizione 15.350.
18
There are relatively few instances where a woman was indicated a wife of so-and-so except in the case of the
imperial house; cfr. Hammond M., An Unpublished Latin Funerary Inscription of Persons Connected with
Maecenas, in Harvard Studies in Classical Philology 69, Harvard University Press, 1965 p. 271, n. 16.
19
Zara E., Chrestians before Christians? An Old Inscription Revisited.
20
Sordi M., Autocoscienza e rappresentazione dei popoli nell'antichit, Vita e pensiero, 1992, p. 217; Mnter 1825,
p. 14, Mnter 1827, p. 411; Sepp, p. 98.

Antonia, prossima alla morte, avrebbe avuto ormai settantatr anni e suo marito sarebbe
gi stato morto da quarantasei. Sarebbe invece pi coerente ipotizzare che lepigrafe sia
stata incisa, se non addirittura nel 9 BCE, anno della morte di Druso, non pi di qualche
anno pi tardi, tra il 9 BCE e il primo decennio/ventennio del I secolo CE. Sarebbe
infatti paradossale ipotizzare che unAntonia in et avanzata, ormai prossima alla morte,
abbia dedicato unepigrafe funeraria commemorativa al marito, deceduto addirittura
quarantasei anni prima, senza peraltro considerare i numerosi problemi che ebbe in
vecchiaia con limperatore Caligola che, secondo autorevoli fonti21, la fece morire di
crepacuore o, pi probabilmente, la indusse al suicidio. Pertanto, essendo attestata tra il
9 BCE e il 37 CE la presenza a Roma di una comunit di Cristiani prima della canonica
venuta di Ges, si pu dedurre che Jucundus, il Chrestianus, non era un Cristiano
gesuita, ma un Messianista dellAvvento; uno di quegli Ebrei, cio, che pi o meno
pacificamente erano in attesa della venuta di un Messia di stirpe davidica che avrebbe
scacciato gli invasori Romani dalle loro terre. Si tratta degli stessi Giudei che ritroviamo
a Roma, in Vita Claudii, 25.4, come promotori dei moti legati a uninsurrezione avvenuta
in nome di Cristo e, in Nero 16.2, come Cristiani seguaci di una setta nuova e malefica.
Anche ammettendo per assurdo che liscrizione possa essere datata con certezza al 37
CE, sarebbe comunque ancora troppo presto per ritrovare i Cristiani di Ges a Roma.
Gli stessi documenti neotestamentari ci informano, attraverso gli Atti degli Apostoli, che
ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani (At 11: 26), e siamo gi
sotto il regno dellimperatore Claudio (41-44), alla fine del 44 BCE (vedi Atti 12: 21-23 e
Antichit giudaiche XX: 343-359).

21

Suet. Cal. 23.2; Kokkinos N., Antonia Augusta. Portrait of a Great Roman Lady. Routledge, Londra 1992;
Trillmich W., Familienpropaganda der Kaiser Caligula und Claudius. Agrippina Maior und Antonia Augusta auf
Mnzen De Gruyter, Berlino 1978.