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keceira

associazione culturale
librerie storiche e antiquarie ditalia
fondata a milano nel 2004

Ekecheiria

Anno VII - Numero 8 - 2014

PERIODICO DI INFORMAZIONE DELLASSOCIAZIONE

Ekecheiria organo dinformazione dellAssociazione Culturale Librerie Storiche e Antiquarie dItalia a diffusione gratuita - Registrazione Tribunale di Milano n. 9098 del 31/3/2008
Direttore: Giacomo Lodetti - Segretaria di Redazione: Drina Xhoga - Progetto grafico: Donatella Bertoletti - Sede: Galleria Vittorio Emanuele II, 12 - 20121 Milano
e-mail: libreriabocca@libreriabocca.com - www.libreriestoriche.it - CALS centro acquisti librerie storiche- cell. 339 6859871
copia gratuita

Rosellina Archinto
intervistata da Silvia Venuti

Foto Silvia Venuti.

Dopo la storica Guida a Napoli


ha chiuso anche
la storica Fgola a Torino...

3 Ekecheiria

intervista a ROSELLINA ARCHINTO


Rosellina Archinto ha fissato lappuntamento alle 12.00 e puntualmente
salgo agli uffici della Casa Editrice
che si affacciano su via Santa Valeria,
godendo di unampia visione panoramica di Milano. Tra carte, cartelle,
raccoglitori, libri, foto e fogli, che riportano pensieri di grandi letterati,
fissati agli scaffali, si ha limpressione
di entrare in un laboratorio in pieno
fermento: le telefonate si susseguono
e la segretaria interrompe il dialogo
pi volte. Una concretezza operativa di grande efficienza e una vitalit
positiva permeano latmosfera. Dalla
finestra irrompe una grande luce: gli
occhi limpidamente azzurri delleditrice scorrono, concentrandosi, lo
schermo del computer. Nel pomeriggio sar a Torino al Salone del Libro.
La sua gentilezza naturale, connota uno stile. Piacevolmente si avvia la
conversazione.

Posso chiederle quali sono state le prime


letture importanti della sua infanzia?
La mia cultura nata su La Scala
dOro: erano quei libri, editi negli anni Quaranta, in cui i romanzi classici,
dai Viaggi di Gulliver ai Tre moschettieri,
erano rielaborati per i piccoli lettori.
Ho letto tutte le collane: prima quella
per bambini poi quella per adolescenti. Durante la guerra, non si poteva
fare molto altro. E io ero unappassionata lettrice.

Come nato il suo desiderio di diventare editrice?


Da bambina ritagliavo i giornali, li incollavo, costruivo delle pagine, costruivo dei libri. Facevo dei diari con dei
collages utilizzando la colla che preparavo con la farina: rubavo la farina e la
mescolavo con lacqua... La manualit
mi piaceva moltissimo.

La Ceramica del 900' a Torino.


Gli epigoni della manifattura
Lenci

Essevi autoritratto d'artista

I Racconti della Lenci fotografie, disegni, ceramiche

ratura di serie B, ancora legata a degli


schemi molto tradizionali, ormai superati, mentre in America avevo visto
i libri di Sendak, di Lionni, di Ungerer.
Dietro questo progetto editoriale cera
la volont di portare i bambini a formarsi secondo una realt pi attuale?
S. E poi di lasciarli liberi di scegliere,
dare loro un po pi di apertura al
mondo che in quegli anni Sessanta
scopriva il design e una cultura pi
internazionale: era importante che
avessero nuove possibilit, nuovi stimoli.
Lei si appoggiata anche a dei pedagogisti...
Negli anni Settanta, ho iniziato una
collana di psicopedagogia che si chiamava Il puntoemme, dove ho introdotto, aiutata da Graziano Cavallini
che un grande psicopedagogista,
una serie di autori di pedagogia e di
psicanalisi infantile come Piaget, Dolto, Stern che rappresentavano un riferimento importante per insegnanti
e i genitori.
Quali sono i suoi ricordi pi belli di questa esperienza editoriale?
Be, innanzitutto, lincontro con certi
autori. Per esempio, quando ho conosciuto Sendak, Lionni, Munari. Ecco, con Munari ho passato pomeriggi
meravigliosi. Gli piaceva molto lidea
di fare qualcosa di un po diverso per
linfanzia. Con lui ho realizzato Nella
nebbia di Milano e poi ho pubblicato
ancora diversi suoi libri. In quegli anni

ho lavorato anche con Rodari e con


altri interessanti scrittori.
Ho letto che ha ricevuto numerosi Premi per la sua attivit.
Ho avuto molti riconoscimenti, numerosi premi: in Italia, in Germania, in
Inghilterra, in Francia, in Giappone.
Partendo da una situazione italiana depressa nel settore riuscita a imporsi a
livello internazionale...
S, sono molto conosciuta allestero, al
punto che, nel 2000, quando mia figlia
Francesca, dopo la laurea in Pedagogia, decise di occuparsi di editoria, i
miei amici francesi proposero di fare
una Casa Editrice insieme: Babalibri,
infatti, in co-edizione con la Casa
Editrice Lcole des Loisirs.
stata, anche, tra i primi editori a divulgare larte nei libri per linfanzia. Solo in
seguito si diffuso ampiamente il suo
esempio. evidente come la missione
formativa fosse alla base di tutta la sua
attivit.
Avevo fatto anche una bellissima enciclopedia, Il Mondo dei bambini, con
Pinin Carpi.
Poi lei sceglie di lasciare questo settore
per linfanzia e decide di fondare, nel
1986, la Casa Editrice Archinto.
Dopo ventanni, la Emme Edizioni era
molto cresciuta, tutto era diventato
pesante e complicato, cos ho fondato
lArchinto per adulti: le Lettere.
Nelle lettere si ritrova una sincerit particolare...

Quindi ha coltivato, nella sua interiorit,


una particolare attitudine che ha trovato sbocco nelleditoria.
Dopo essermi laureata alla Cattolica,
sono andata a lavorare con Gio Ponti,
sempre occupandomi di libri; mi impegnavo, allora, anche per una rivista che
si chiamava Novit, diventata poi
Vogue. In seguito, mi sono sposata
e sono andata in America: l ho visto
bellissimi libri per bambini e ho deciso
di fondare, nel 1966, la Emme Edizioni, una Casa Editrice per linfanzia, in
Italia. Mi sembrava che la letteratura
infantile, qui, fosse davvero una lette-

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Le lettere di alcuni autori come


Goethe o Rilke sono sempre molto
letterarie perch essi sapevano che
sarebbero state pubblicate. Le lettere
di altri personaggi, pur famosi, come,
per esempio, quelle di Freud ai figli,
sono pi spontanee: questo severo
professore si rivela un pap straordinario e lo stesso vale per quelle di
Maria Teresa dAustria. Nella lettera
vien fuori lumanit, vien fuori la persona, in modo molto libero e legato
ai sentimenti.
Come sceglie un epistolario da pubblicare?
Ho edito epistolari di persone assolutamente sconosciute. Oggi, con le
difficolt del mercato, si preferiscono
lettere di personaggi famosi. Uno dei
primi libri che ho pubblicato fu 84,
Charing Cross Road di Helene Hanff:
divenne un best seller e continuiamo
a ristamparlo da ventanni.
un libro che propone magnifiche
lettere tra due sconosciuti e da cui
hanno tratto anche un film.
Ora, con la crisi tutto pi difficile,
mentre prima stampavo due o tremila copie, ora, ottocento-mille.
Scrivo per la libreria Bocca, cofondatrice
dellAssociazione culturale librerie storiche e antiquarie dItalia, per cui sono
pienamente consapevole di questa crisi:
le librerie storiche continuano a chiudere
nelle principali citt italiane. In Galleria,
hanno chiuso la Garzanti, la Duomo e la
sede storica dei Remainders.
La libreria Bocca ha segnato, veramente, la storia delle librerie a Milano: una delle poche rimaste, oltre la
Milano Libri, che tuttavia nata molto
dopo. molto importante che continui a esserci: non si possono avere solo vestiti, in Galleria. Ormai, sono tutte
catene: Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli,
ecc.; le librerie indipendenti fanno fatica ed un grande dolore vederle
scomparire: quelle che resistono si
specializzano e fanno bene. Anche dal
punto di vista editoriale, oggi, necessario specializzarsi, vedo tanti giovani
che vogliono fare i grandi editori: partono con otto collane, poi, dopo due
anni, cessano lattivit.
Maestri di riferimento?
Riguardo la letteratura per linfanzia,
ne avevo pochi, avevo gli autori. Non
ho avuto dei maestri di riferimento,
neanche dopo, per le Lettere. Come
editori, ho sempre ammirato moltissimo Garzanti e Feltrinelli che hanno
fatto, davvero, cose straordinarie in

quegli anni. Garzanti stato il primo


a pubblicare Carlo Emilio Gadda, Pier
Paolo Pasolini e Feltrinelli ha avuto
il coraggio di promuovere Giuseppe
Tomasi di Lampedusa e tanti altri autori. Per me hanno rappresentato un
po la rottura. Anche Vito Laterza
stato un personaggio che ho apprezzato molto perch ha sempre dimostrato un grande rigore editoriale.
Lei ama molto la musica...
S, moltissimo.
Quale ruolo le riserva nelle sue pubblicazioni?
Nelle Lettere ho pubblicato moltissimi epistolari di musicisti: Luciano Berio e Fedele Damico, Pierre Boulez e
John Cage, Gustav Mahler e Richard
Strauss, Arnold Schnberg e Thomas
Mann. Anche per i bambini avevo fatto
alcuni libri di musica con canzoncine.
Lei aveva fondato, nel 1987, anche una
rivista, Leggere...
S, per dieci anni, ho pubblicato una rivista, a mio avviso non bella: bellissima.
Ne sono molto fiera, infatti, adesso
sto meditando di riprenderla, magari
online. Era una rivista fatta, veramente bene: era molto apprezzata, anche,
dai miei amici in Francia. Purtroppo, costava moltissimo e non avevo
pubblicit. Ora non ci sono quasi pi
riviste di letteratura, in Italia. In Francia, c Lire, Magazine litteraire:
da noi scompaiono. E ce ne sarebbe
bisogno perch anche le pagine della
cultura dei quotidiani sono proprio
bruttine. Non c niente di nuovo, riportano le recensioni degli amici degli
amici. Non esiste pi una critica letteraria seria. Avevo avuto dei contatti
con dei personaggi internazionali: per
esempio, con Jean Starobinski, che era
disponibile a scrivere quello che volevo. La rivista gli piaceva moltissimo,
cos anche a Vincenzo Consolo.

Ci attesta una grande curiosit e grandi interessi.


S, sono molto curiosa, per quello mi
piacciono le lettere: nelle lettere si
scoprono tante realt inaspettate.
Nel commiato noto, incorniciato sulla
parete, un foglio di carta fatto a mano
con fiori di buganvillea: c la natura, la
manualit e limmaginazione creativa
a definire uno spazio nel tempo.
Il mio amore per la carta enorme,
spropositato. Mi piace al tatto...
Silvia Venuti

Rosellina Marconi Archinto nata


a Genova nel 1935. Dopo la laurea
in Economia, frequenta la Columbia
University a New York. Tornata in Italia, fonda, nel 1966, la Emme Edizioni,
Casa Editrice per linfanzia. Nel 1986,
crea la Archinto Editrice che pubblica
epistolari, diari, lettere di personaggi
famosi nel campo della letteratura,
delle scienze e delle arti. Edita, inoltre, la rivista Leggere, mensile di
letteratura, dal 1987 al 1997. stata
Presidente della Commissione Cultura del Comune di Milano, dal 1990
al 1993. Nel presente Presidente
onorario della Associazione degli
Amici dei musei liguri e del Palazzo
Ducale a Genova, fa parte del Comitato Scientifico del Collegio di Milano,
Presidente dellAssociazione Amici
di Lalla Romano e Presidente Amici
di Milano Musica. Con la sua attivit
editoriale promuove testi raffinati, anticonvenzionali che nascono sempre
da idee originali, distinguendosi per
una cifra particolarissima nel mercato
librario.

Quando nasce un rapporto, attorno a


un progetto, circola unenergia di vivaci
fermenti intellettuali. Quali libri, pubblicati recentemente, le procurano particolare soddisfazione?
Due libri di saggistica: uno di Lea
Vergine, La vita, forse larte, sullarte
contemporanea e laltro di Alvar
Gonzlez-Palacios, Persona e maschera, che ricorda i suoi incontri con i pi
grandi storici dellarte e collezionisti
del Novecento.
I suoi progetti per il futuro?
Invecchiare facendo libri, continuare a
fare libri fin che ho vita.

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DIRETTIVA DEL MINISTRO


DEI BENI E DELLE ATTIVIT
CULTURALI E DEL TURISMO
CONCERNENTE LE LIBRERIE
STORICHE

Il ministro dei Beni e delle Attivit culturali e del Turismo


visto il decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni,
e in particolare gli articoli 4 e 14;
visto il Codice dei beni culturali di cui al
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.
42, e successive modificazioni;
visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233, e
successive modificazioni;
visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91;
considerata la volont di salvaguardare e
valorizzare il patrimonio costituito dalle
librerie di interesse storico, la cui presenza sul territorio rappresenta una componente particolarmente importante
dellofferta culturale del Paese;
considerata lopportunit di individuare
le librerie caratterizzate da lunga tradizione e interesse storico tali da poter
essere riconosciute quali beni culturali;
ritenuto necessario che lAmministrazione compia una esatta ricognizione
delle librerie di interesse storico sul territorio e valuti le specifiche esigenze di
tutela;
ritenuto pertanto necessario impartire
le conseguenti disposizioni agli Uffici e, in
particolare, al Segretariato generale, alla
Direzione generale per il paesaggio, le
belle arti, larchitettura e larte contemporanee, alla Direzione generale Biblioteche, alle Direzioni regionali per i beni
culturali e paesaggistici e alle Soprintendenze; emana la seguente direttiva
al Segretariato generale, alla Direzione
generale per il paesaggio, le belle arti,
larchitettura e larte contemporanee,

Il ministro Dario Franceschini.

alla Direzione generale Biblioteche, alle


Direzioni regionali e alle Soprintendenze:
1. Finalit, ambito di applicazione e destinatari.
La presente direttiva impartisce disposizioni agli Uffici allo scopo di individuare
le librerie esistenti sul territorio italiano
caratterizzate da lunga tradizione e interesse storico-artistico tali da poter essere riconosciute quali beni culturali.
Ai fini della presente direttiva, per librerie storiche si intendono quelle suscettibili di essere dichiarate beni culturali
ai sensi delle lettere a) e d), comma 3
dellarticolo 10 del Codice dei beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni,
in quanto rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro
riferimento con la storia politica, militare,
della letteratura, dellarte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze
dellidentit e della storia delle istituzioni
pubbliche, collettive o religiose.
Uffici destinatari della presente direttiva
sono il Segretariato generale, nellesercizio dei propri compiti di coordinamento,
in raccordo con la Direzione generale
per il paesaggio, le belle arti, larchitettura
e larte contemporanee e con la Direzione generale Biblioteche, nonch le
Direzioni regionali per i beni culturali e
paesaggistici e le Soprintendenze, nellesercizio delle rispettive competenze di
tutela e valorizzazione del patrimonio
culturale.
Dallattuazione di quanto previsto dalla
presente direttiva non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica.
2. Censimento delle librerie storiche,
valutazione dellinteresse culturale ed
eventuale apposizione del vincolo.
2.1. Il Segretariato generale impartisce
opportune disposizioni alla Direzione
generale per il paesaggio, le belle arti,

larchitettura e larte contemporanee,


alla Direzione generale Biblioteche e alle
Direzioni regionali affinch queste provvedano, coordinando le Soprintendenze
di settore:
a) alla ricognizione di eventuali banche
dati derivanti da ricerche, studi, censimenti delle librerie storiche esistenti e
alla valutazione della necessit di aggiornamento delle stesse;
b) alla redazione di un elenco aggiornato
e completo delle librerie censite, da pubblicare sul sito del Ministero, in cui siano
indicate:
la data di inizio di esercizio;
la eventuale collocazione delle librerie
in edifici dotati di valore storico, artistico
e architettonico sottoposti a vincolo di
tutela, indipendentemente dalla data di
inizio di attivit di libreria;
la eventuale sussistenza di vincoli di cui
allarticolo 10, comma 3, lettere a) e d),
del Codice dei beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e
successive modificazioni.
2.2. Per le librerie storiche che non siano
sottoposte a vincolo, si richiede di valutare lopportunit di avviare, ove ne ricorrano i presupposti, listruttoria finalizzata
alla dichiarazione di interesse culturale
delle stesse ai sensi dellart. 13 del Codice
dei beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive
modificazioni, allo scopo di accertare:
a) se i locali e/o gli arredi in esse contenuti siano dichiarabili di interesse culturale particolarmente importante ai
sensi dellart. 10, comma 2, lettera a), del
Codice dei beni culturali di cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni;
b) se le librerie meritino di essere dichiarate beni culturali ai sensi dellarticolo
10, comma 3, lettera d), del Codice dei
beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni, riferito alle cose immobili
e mobili, a chiunque appartenenti, che
rivestono un interesse particolarmente
importante a causa del loro riferimento
con la storia politica, militare, della letteratura, dellarte, della scienza, della tecnica, dellindustria e della cultura in genere,
ovvero quali testimonianze dellidentit
e della storia delle istituzioni pubbliche,
collettive o religiose.
3. Collaborazione con associazioni di
categoria, operatori, enti locali. Le articolazioni periferiche del Ministero, nel
redigere gli elenchi di cui al punto 2, possono prevedere il coinvolgimento delle
associazioni di categoria, degli operatori
del settore, degli enti territoriali e locali.
Il Ministro

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CORCOS I SOGNI DELLA BELLE POQUE


Lantologica pi completa mai dedicata al pittore livornese aperta al
rovigino Palazzo Zabarella fino al 14
dicembre. Sono esposti oltre cento
dipinti, opere inedite e altre poco
note, come anche tanti dipinti noti e
apprezzati: si riempie cos un vuoto
critico, ma specialmente di comunicazione, poich questo nostro
magnifico pittore stato troppo
tempo relegato nel gran catino
della disattenzione mentre Zabarella, invece, sta facendo un
rimarchevole lavoro abituandoci
alla riscoperta di artisti di qualit. Il percorso articolato in sei
sezioni (Lartista. Luoghi ed amici;
A Parigi. La pittura della vita moderna; In posa. Bambina, giovinetta,
donna; Sogni; Il trionfo del ritratto
moderno; La luce del mare): come
si vede esaustivo della lunga
vita di questo livornese, che gi
a diciotto anni stato premiato
con la medaglia dargento allAccademia di Belle Arti di Firenze,
presso la quale era stato ammesso nel novembre del 1875. La sua
opera lui vivente ha meritato

una costante e crescente fortuna critica, e sta attraversando una fase di rinato interesse (suoi dipinti sono stati
inclusi in recenti esposizioni nazionali). Di lui Ugo Ojetti (voce autorevole
nel panorama culturale e artistico italiano del secolo scorso) scrisse: Chi
non conosce la pittura di Vittorio

Corcos? Attenta, levigata, meticolosa,


ottimistica: donne e uomini come desiderano dessere, non come sono
(1933), e pi tardi (1948) Cipriano
E. Oppo aggiunge che la pittura di
Corcos chiara, dolce, liscia, ben
finita. Ecco per facilitarci la lettura
ed il godimento pi consapevole del
suo stile una traccia importante:
quel non come sono ci porta
dentro la sua pittura, specialmente in quella forma peculiare che
caratterizza il suo intendimento,
la nostra possibilit di condivisione. La mostra ruota attorno alla
sua opera pi famosa, un cameo,
un paradigma, una visione: Sogni
(1896, Roma, Galleria Nazionale
dArte Moderna), il magnifico ritratto di Elena Vecchi, immagine,
al contrario, netta e inequivocabile nella sua delicatezza desecuzione e morbidezza plastica
di quellaltra Belle poque, cio
quella che sente linquietudine e
la manifesta, invece di fingere che
nulla stia cambiando.
Paola Rapelli

Segantini: tornato, mai partito


Da parecchi anni Milano lo aspettava:
adesso Giovanni Segantini (1858-99)
qui. La mostra a Palazzo Reale
finalmente aperta per il nostro piacere, per la necessit di conoscenza,
in virt di quella cosa magica che banalizzando definiremo la solidit del
filo della storia e grazie alla determinazione della studiosa che meglio lo
conosce in senso critico, Annie-Paule
Quinsac. Artista di straordinaria notoriet in vita, dimenticato e poi riscoperto dalla critica italiana e
internazionale in varie fasi del
secolo scorso, egli qui ha modo
di farsi apprezzare da chi non
lo conosce e scoprire da chi,
al contrario, sa di quale livello
qualitativo la sua pittura. Per la
prima volta e fino al 18 gennaio sono riunite oltre 120 opere,
tutte provenienti da importanti
musei e collezioni privati e pubblici, sia nazionali sia stranieri.
Otto sono le sezioni: Gli esordi; Il
ritratto; Il vero ripensato: la natura
morta; Natura e vita dei campi;
Natura e simbolo; Fonti letterarie

e illustrazioni; Trittico dellEngadina; La


maternit. Se gi le sezioni precedenti
sono esaustive e documentano una
vita di ricerca e di dedizione per la
pittura e la realt che torni a vivere in
quella pittura, lultima sezione serve a
capire quanto per lartista sia importante il tema della maternit, sviscerato con una riflessione estremamente
profonda, tanto da rasentare lossessione, vista anche la sua esperienza
familiare; tema, quello della maternit,

in cui il suo intendimento simbolista


si esprime allennesima potenza nella
sintesi concettuale e nella forza pittorica. Luce, luce, luce: un altro suo
grande amore: Il mescolare i colori
sulla tavolozza una strada che conduce verso il nero; pi puri saranno i
colori che getteremo sulla tela, meglio condurremo il nostro dipinto
verso la luce, laria e la realt. Innegabile, ci sembra, la sua competenza
in termini professionali; cosa che si
denota anche nella sottosezione
Il disegno dal dipinto, in cui sono
esposti mirabili disegni tratti dal
dipinto gi realizzato, fatti perch fossero strumenti di lavoro
per studiare modifiche e arrivare a nuove e sempre diverse
soluzioni. In meno di ventanni
di attivit sintetizza la Quinsac
Segantini ha espresso tutte le
angosce e i fermenti della sua
epoca in un linguaggio che, teso
tra innovazione e tradizione, risulta di una forza senza ulteriori
esempi.
Paola Rapelli

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Gianni Papi

Spogliando modelli
e alzando lumi

Scritti su Caravaggio
e lambiente caravaggesco

Il volume raccoglie una serie di saggi inediti


dellautore su Caravaggio e il suo ambiente, cui
si affiancano contributi sui medesimi temi qui
per la prima volta pubblicati in lingua italiana
o precedentemente accolti in contesti editoriali
di ridotta circolazione. Accanto a saggi che approfondiscono nuovi aspetti e problemi del percorso artistico del Merisi, il libro presenta in
anteprima un nuovo dipinto giovanile del pittore
lombardo, un Ecce Homo, finora noto soltanto attraverso quattro copie di modesta qualit.
Due importanti interventi di ampio respiro riflettono sullimportanza del metodo rivoluzionario di
Caravaggio e della sua influenza sui giovani artisti
della sua epoca; mentre nella seconda parte del volume gli altri contributi si focalizzano su recenti scoperte che riguardano molti dei maggiori protagonisti
del movimento caravaggesco internazionale.
Saggi contenuti nel volume:
Quadri per vendere. Riflessioni sui dipinti di Caravaggio con i ragazzi
Il primo Ecce Homo di Caravaggio
Caravaggio e Santi di Tito
Caravaggio e il teatro
Sulla Maddalena a mezza figura di Caravaggio
Caravaggio e i ritratti del potere romano
Da Roma a Firenze: dal Martirio di san Matteo di Caravaggio alla Resurrezione di Cecco
Riflessioni e aggiornamenti su Caravaggio, sul suo metodo e sulla sua schola
Il Santiago Matamoros di Orazio Borgianni
Su alcuni recenti recuperi ribereschi
Un Maestro di canto di Cecco del Caravaggio e qualche riflessione su un possibile contenzioso bergamasco
Da Spadarino a Filippo Vitale
Ancora su Martin Faber
Considerazioni sulla fase giovanile di Honthorst in occasione della scoperta di un nuovo dipinto
Il Maestro dellIncredulit di san Tommaso e la Madonna dellInsalata
Un nuovo Ritratto di Giovanni Serodine
Artemisia ritrovata
Un Lot e le figlie di Giusto Fiammingo a Novara

2014 luglio, volume formato 24x28,


pagine 240, stampa colore, allestimento
in brossura, ricco apparato iconografico
60,00
ISBN 978 88 90905 68 1
info@artstudiopaparo.com artstudiopaparo@virgilio.it

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LE CERE VIVE DI CLEMENTE SUSINI


La collezione fu acquistata da Carlo
Felice di Savoia Vicer di Sardegna e,
giunta a Cagliari nel 1806, fu donata
nel 1857 allUniversit di Cagliari.
Si tenuto, nel Rettorato dellUniversit di Cagliari, un congresso
organizzato dal Museo delle Cere
Anatomiche, con lo scopo di celebrare i duecento anni dalla morte
del celebre ceroplasta fiorentino
Clemente Susini. Durante i lavori
stato presentato il libro Le cere
vive pubblicato per iniziativa del
noto chirurgo Ugo Pastorino, appassionato di ceroplastica e direttore della divisione di Chirurgia
Toracica dellIstituto Tumori di
Milano. Il volume bilingue, italiano/inglese oltre a contenere una serie di saggi di carattere
storico, artistico e scientifico raccolti e curati da Pastorino, illustrato dalle magnifiche fotografie
delle cere di La Specola eseguite
da Aurelio Amendola, famoso per
i servizi fotografici sulle opere di
Michelangelo. Il libro introdot-

to da Philippe Daverio e stampato


da Franco Maria Ricci. La collezione
cagliaritana delle cere rappresenta,
fra quelle prodotte nel capoluogo toscano, lunica in cui le vetrine

NEW PUBLICATION

available f rom Sept ember 15

recano la firma di Clemente Susini.


Dal 1991, per iniziativa del professor
Alessandro Riva e del rettore dellepoca, Duilio Casula, in esposizione permanente nella Cittadella dei
Musei di Cagliari. stato appurato
che Clemente Susini, oggi ritenuto il pi grande dei ceroplasti, era,
al di fuori della Sardegna, virtualmente ignoto in Italia e nel mondo. La figura del Susini, finalmente
riconosciuto come grande artista
e vero autore delle cere fiorentine
emerge solo in seguito alla pubblicazione del saggio su Clemente
Susini, Francesco Antonio Boi e le
cere di La Specola, opera postuma di Luigi Castaldi (Pistoia 1890
- Firenze 1945) gi professore di
Anatomia a Cagliari e pubblicata
nel 1947. Malgrado le ristrettezze
del periodo post-bellico, col contributo delle Universit di Cagliari
e Firenze ancor oggi ritenuto un
capolavoro insuperato della Storia
della ceroplastica anatomica .
Ugo Pastorino

Marc Heiremans

SEGUSO VETRI DARTE


Glass Objects from Murano
(19321973)
400 pages, 24 x 30 cm, more than
2.000 illustrations (many of them in colour).
Hardback. English.
198
ISBN 978-3-89790-162-9

The company, founded in 1932 under the name of


Artistica Soffiera e Vetreria-Barovier Seguso Ferro and
later renamed as Seguso Vetri dArte, established itself
in the 1950s and 1960s as one of the leading Murano
glass manufacturers, led by the glass designer Flavio
Poli. His glass creations found a worldwide clientele.
Marc Heiremans has appraised, reviewed and analysed
almost the entire Seguso archive for the first time
an extraordinary treasure trove with around 30,000
drawings.
A key reference work about the renowned glass
manufacturer Seguso Vetri dArte a wealth of
previously unseen drawing and photos, not only
for collectors, auctioneers or experts.

AGOSTINO BONALUMI LIO E LALTROVE


Dodici poesie di Agostino Bonalumi
con prefazione di Cesare De Michelis,
in contenitore con due estroflessioni
su carta, numerate e firmate dallartista. stata lultima opera di Bonalumi,
presentata da Sergio Risaliti alla Biblioteca Nazionale Centrale
di Firenze che gli aveva dedicato una specifica mostra.
Lartista-poeta aveva vissuto
linaugurazione da lontano, a
causa di una lunghissima malattia che lo avrebbe portato
alla scomparsa giusto una
settimana dopo.
Numerose erano state nel
corso degli anni le sue edizioni quale poeta, con svariati editori italiani e non
solo, pur con un occhio di riguardo per le Edizioni Colophon con le quali ha firmato
anche questa nuova raccolta. Una raccolta che ampiamente lo aveva soddisfatto
sia per la scelta dei testi sia
per la complessa e articolata
impaginazione che conferiva

completezza a ogni testo e organicit


allinsieme.
Testi composti in Dante c 14 da Rodolfo Campi, stampati su carta Amatruda di Amalfi da 200 g.

ARNOLDSCHE ART PUBLISHERS

Le estroflessioni e il contenitore
sono state curate da Fabio Reolon;
la legatura artigianale stata lasciata
alle abili mani di Sandro Francescon.
Ogni colophon reca il timbro a secco
dellEditore.

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can be found at www.arnoldsche.com or from your local bookshop.

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Ekecheiria 10

LIBRERIA MALAVASI DI MILANO


Marius Fontane, Voyage pittoresque
travers lIsthme de Suez. Vingtcinq grandes aquarelles daprs nature
par Riou, lithographies en couleur par M.
Eugne Ciceri.
Paris, Dupont - Lachaud Editeurs, Imprimerie J. Claye, s.d. (1870 ca.).

Il giornalista francese Marius Fontane


(1838-1914), fu segretario generale della Compagnia del Canale di Suez e fu al
seguito di Ferdinand Lesseps anche per i
lavori dellistmo di Panama.
Rara edizione originale, nella tiratura di
500 esemplari.

Cfr. Brunet, VII, 510: Volume splendidement illustr... Benezit, XI, p. 722 che
dellartista francese precisa: Edouard
Riou (1833-1900), peintre, aquarelliste,
dessinateur. Il traita particulirement des
sites de la foret de Fontainebleau et des
scnes gyptiennes... - Lorenz, IX, p. 595.

In folio gr. (mm 560x390), tela editoriale


blu (con aloni, restaurata), titolo e belle
decorazioni oro ai piatti, taglio superiore
dorato, pp. (4),100, con il ritratto di Ferdinand de Lesseps (ideatore ed esecutore del progetto del taglio dellistmo), una
carta geografica litografata del Canale
di Suez con incluse tre piante: Port Said,
Ismailia, Suez, e con 25 magnifiche tavole
fuori testo (precedute da velina con didascalia) tratte dagli acquarelli dal vero
di Riou, litografati a colori da Ciceri, che
raffigurano vedute del canale, di citt, paesaggi, feste dellinaugurazione (ottobre
1869).
Questopera monumentale, superbamente illustrata, ci conduce da Port-Said
a Suez, attraverso Kantara El Guisr il
lago Timsah Ismailia da Timsah ai laghi
Amers fino al mar Rosso.

LIBRERIA PRANDI DI REGGIO EMILIA


Catullo, I Carmi. Scelti e nuovamente
tradotti in versi da Vincenzo Errante e
decorati con litografie da Filippo de Pisis.
Milano, Officina Bodoni di Giovanni Mardersteig per Ulrico Hoepli, 1945. In folio
picc.; pp. 170 non num. 6 su carta a mano
Fabriano a margini integri, carattere Garamond; con 17 litografie originali di Filippo
de Pisis di cui 14 f. testo e a piena pagina,

le altre nel testo. Ril. m. tela edit. con tassello con il titolo al dorso, astuccio in cartone. Edizione tirata a soli 140 esemplari
num. araba, come il nostro, oltre a X num.
romana. Preziosa edizione, eseguita con
la consueta cura da Mardersteig malgrado le notevoli difficolt dovute al periodo
bellico. Cfr. G. Mardersteig, Cat. Off. Bodoni
n. 70; E. Aeschlimann, Bibliografia del Libro
dArte Italiano; M. Malabotta, Lopera grafica di F. De Pisis, nn. 18-34.

dipinta a mano, titoli in oro e sei nervi al


dorso. Sicuramente uno dei pi bei libri
italiani illustrati, capolavoro di Campigli
magistralmente stampato dalla Officina
Bodoni di Giovanni Mardersteig sul suo
torchio a mano. Cfr. Catalogo Officina Bodoni n. 59; Meloni-Tavola n. 11-40; Jentsch
n. 105. Superbo esemplare.

Marco Polo, Il Milione. Litografie di


Massimo Campigli, Hoepli, 1942. In folio;
pp. 178 a fogli sciolti su carta a mano
Fabriano, con trenta litografie originali di
Massimo Campigli nel testo e f. testo, anche a doppia pagina. Le lito sono state
tirate a mano da Piero Fornasetti in varie
tonalit di colore: nero, marrone, bistro
e sanguigna. Testo tratto dal Codice magliabechiano di Firenze a cura di Dante
Olivieri, carattere Griffo tondo e corsivo.
Edizione limitata a soli 150 esemplari numerati (140 a num. araba oltre a X num.
romana), firma dellartista al colophon.
Brochure edit. con titoli al piatto e al
dorso; preziosa cartella artigianale in m.
pelle con angoli, piatti in carta decorata

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13 Ekecheiria

Ekecheiria 12

Restauro del Napoleone del Canova


30 settembre 2014. A Brera cade il muro
trasparente della clinica in cui il bronzeo
Napoleone canoviano, dal giugno 2013,
stato visitato, medicato e guarito: merito
della chirurgia di Mario Colella e della
sua squadra.
Grazie alla promozione degli Amici di
Brera (Piero Bassetti: Il restauro del
Napoleone importante e significativo.
Grazie alla generosit di Merril Lynch
abbiamo seguito questa preziosa operazione della durata di un anno. Il Napoleone ritorna cos al suo splendido aspetto
e anche il Museo ne trae profitto; Stefano Zuffi: Bentornato empereur, astronomi, artisti e letterati, sui loro piedistalli
ti stavano aspettando e anche noi, che
ti passeggiamo intorno, attraversando il
cortile di Brera, questo Museo Napoleonico che non smette mai di rivelare i
suoi tesori) e al mecenate Banca Merril
Lynch (Rena De Sisto: We can play an
important role in the conservation of arts
and cultural treasures all over the world.
The Napoleone at Brera was a special
discovery and we were delight to be part
of its conservation.When you have the
combination of Napoleone, Antonio Canova, Mars and the City of Milano, is hard to
resist), arriva questo secondo regalo, a
Milano e al mondo: quello del restauro
della replica bronzea del marmo canoviano parigino Napoleone come Marte
Pacificatore, la colossale icona centrale
nel cortile dingresso del Palazzo di Brera.
Cos laccolgono: Philippe Daverio Ben-

tornato, al politico folle che mise le basi


dellAccademia e del Museo di Brera;
Carlo Bertelli: Un apprezzato restauro
condotto con calcolata metodologia ed
evidenti fini didattici, sotto gli occhi di
tutti; Massimo Vitta Zelman: Un evviva
per questo restauro, pi per Canova che
per Napoleone (visti tutti i capolavori
che si fregato) Scherzi a parte, skira,
concessionario di Brera, non pu che
applaudire e dedicher al monumento
restaurato un agile libretto.
come se il Napoleone del Canova ritornasse una seconda volta. Il primo
restauro (2008/2009) occasionato dal
bicentenario della Pinacoteca, 18092009) ha riguardato il calco in gesso
sempre della statua di Napoleone come
Marte Pacificatore, ed quello che troneggia nel primo Salone-Sala XIV della
Pinacoteca.
Un poco di storia: il grande bronzo,
commissionato ad Antonio Canova
dal vicer dItalia Eugenio De Beauharnais,1807, avrebbe dovuto inaugurare
la Regia Galleria dArte di Brera, voluta dallo stesso Napoleone, il 15 agosto
1809 (genetliaco dellImperatore) ma
da Roma (vi occorsero ben due fusioni)
arriv a Milano solo nel 1812 (con prima collocazione nel Palazzo del Senato).
Nel 1809 venne esposto il sopraccitato
calco in gesso che si trovava a Padova,
quinta delle copie canoviane destinate
alle Accademie italiane dArte a simbolo
e celebrazione napoleonica, e acquistato
in corsa da De Beauharnais.

Le due opere (bronzo e gesso) nel


1814 finiranno nelle cantine di Brera,
causa la prima prigionia di Napoleone allElba. Solo nel 1859, per larrivo a
Milano di Napoleone III (a conclusione
della Seconda guerra di indipendenza)
la statua in bronzo riappare (su un basamento, che sar temporaneo fino al
1864, particolarmente alto per dimensionare la statua allampiezza del cortile)
nel cortile donore di Brera (Antonio
Canova, sembra, lo pensasse per un luogo chiuso).
Merita citare Stendhal, che dichiar il
Canova aver inventato una bellezza
nuova, non minore a quella dei greci, una
idea di perfezione che non sarebbe in
Natura: quello del Napoleone, infatti,
un volto idealizzato, in posa da imperatore romano (un Augusto tipo Marlon
Brando).
In una mano regge la dea alata della Vittoria (non loriginale, rubato negli anni
80) e nellaltra un lungo scettro.
Oggi, riappare lucido e splendente
(quasi una doccia dopo una battaglia
napoleonica). La rinascita di unOpera che di tutti, di cui oltremodo
soddisfatta e orgogliosa la soprintendente Sandrina Bandera, per questa
nuova fascinosa e restaurata accoglienza
a un pubblico in crescita, oltre agli abituali frequentatori quali studenti, artisti
e studiosi.
Il Palazzo di Brera Pinacoteca, Accademia, Biblioteca Nazionale Braidense, Osservatorio astronomico, Orto botanico,
ognuno ricco di lunga e gloriosa storia.
In post-produzione un documentario
che ha fotografato i momenti salienti
del restauro, arricchito con una fiction,
per meglio narrare la complessa vicenda
di questa importantissima scultura, affidandola al personaggio di uno storico
dellarte. Si dato il caso che proprio
allo scrivente stato chiesto di interpretarlo, cos ne seguita una intervista al
giovane regista, Nicol Malaspina, che
ho scoperto essere una nuova voce letteraria, avendo gi pubblicato un romanzo: Oltre lo specchio.
... dalle parole scritte e ferme al dialogo
in movimento.
Ho sempre considerato la scrittura letteraria riflessiva, intima, che si fa da soli
al tavolino di un bar, sdraiati sul letto o
sballottati dal sincopato andamento della metropolitana.
A tredici anni vidi Tutto su mia madre
di Almodvar: capii quanto desiderassi
poter emozionare gli altri nello stesso

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modo in cui mi ero emozionato io; ma


soprattutto capii il linguaggio da utilizzare per raccontare quello che avevo
dentro. Questo linguaggio era il video.
Era un pomeriggio di Agosto, in un Bar
di Roma: avevo diciassette anni. Gustavo
da solo una birra a un pub. Si moriva di
caldo, una bellissima barista australiana
girava tra i tavoli. Per un attimo mi sono
sentito quasi felice, tutto sembrava perfetto. In quel momento mi sono sentito pronto per lavventura letteraria:
aperta una pagina bianca del Computer,
ho scritto CAPITOLO 1.
Mai avrei pensato di farcela. Un grande aiuto poi mi sicuramente venuto
da significative esperienze di vita, come
avere 18 anni e andare a vivere a Londra. Abitarvi, farsi da mangiare, cambiare
le lenzuola, dosare lammorbidente nella

lavatrice, scrivere per ore in un pub, osservando una umanit ben diversa da
quella cui ero abituato. Facevo caff da
Starbucks: ogni cliente un nuovo racconto, ogni volto una storia affascinante.
Londra mi ha dato molto, e le ho dedicato il romanzo.
Dopo quel film di Almodvar, il momento che ha fatto scaturire la scelta
del cinema fu quando un regista teatrale, letti alcuni miei scritti, mi disse: Scrivi per immagini, metti suoni e musica
ovunque. Mai pensato al cinema?.
Scrivere per immagini cinematografiche
implica, in particolare, che le emozioni
dei personaggi debbano tramutarsi in
gesti e azioni, in atmosfere e location.
Eccellente loccasione offertami di filmare i restauri della importante scultura del Napoleone bronzeo di Brera.Una

forte attrazione verso il personaggio


storico, verso un autore come Antonio
Canova e le complesse vicende storiche di questa celeberrima colossale
statua mi hanno spinto a integrare, con
un personaggio narrante, le immagini di
quel prezioso artigianato che ha restaurato unicona dellarte italiana, visitata da
tutto il mondo.
Unaltra occasione per rubare e ritradurre in parole letterarie e azioni cinematografiche, sensazioni, momenti, immagini e volti dalla strada o meglio da
chi frequenta un contenitore di cultura
come il Palazzo di Brera.
Vorrei continuare a vivere in un presente
ricco come questo, ma contemporaneamente siamo con la testa in un ricordo, la
Storia, e in una attesa, quindi, nel Futuro.
Pietro Sergio Mauri

EMILIO PALAZ, LE MIE MODELLE


In una serie di incontri che ho avuto con il pittore e caro amico Emilio
Palaz, abbiamo avuto modo di affrontare e approfondire il rapporto che
lega lartista alle sue modelle e che
stato allorigine dellinteressante libro
Le mie modelle presentato durante I
gioved sera da Bocca in Galleria.
Il libro strutturato sotto forma di
brevi capitoli ciascuno intitolato a una
modella e corredato da un suo schizzo/ritratto.
Fin dalle prime pagine emerge la complessit del contenuto: ci si domanda
chi veramente sia il protagonista di
queste pagine: lautore, le modelle o
entrambi? Le modelle hanno dipinto
il ritratto del pittore sostiene Palaz.
In realt entrambi: una sorta di alchimia si crea tra lartista e la sua model-

la, un gioco di specchi, di rimandi tra il


pittore e la sua musa.
Man mano che si procede nella lettura
si catturati dal loro microcosmo, si
l in studio con loro: siamo spettatori di
questo attimo alchemico. Non siamo
coinvolti dalla forza del colore e delle
pennellate, ma dalla prosa che ha la
stessa intensit emotiva di una poesia.
Mi sono commossa nellentrare in
questo particolare rapporto che si
crea tra i due attori di un ritratto e
che cos semplicemente, ma poeticamente il pittore ha espresso nella sua
prosa.
Certo il libro, in ultima analisi, un ringraziamento di Palaz alle sue modelle
non solo per i quadri, ma anche per
questo libro.
Luisella Bonetti

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Ekecheiria 14

15 Ekecheiria

da giotto a gentile
Non so se dedicare pi riflessioni al
contributo alla storia dellarte di questa mostra o pi alla qualit, meritevole di parecchie lodi, dellattenzione al
visitatore. La storia dellarte riguarda il
fare artistico a Fabriano e dintorni negli anni intercorrenti tra Giotto (i primi del Trecento) e Gentile da Fabriano (i primi del Quattrocento). Nel
1950 il Toesca aveva identificato
un gruppo di opere presenti a Fabriano o provenienti da quel territorio individuando un certo legame con i pittori riminesi e legati
in qualche modo a Giotto tanto
che il Salmi gi negli anni del 1930
intitol un suo articolo La scuola di Rimini. Ma causa la presenza
della scuola riminese il Toesca vide
prevalenti legami di Fabriano con
la Romagna, pur constatando le
differenze attribuibili alla vicinanza
di Assisi dove convergevano molti
toscani. Nel 1998 Fabio Marcelli
cur una pubblicazione Il Maestro
di Campodonico. Rapporti artistici
fra Umbria e Marche nel Trecento
che individuava un gruppo di pittori le cui opere appartenevano o
erano appartenute al territorio di Fabriano. La mostra Da Giotto a Gentile.
Pittura e scultura a Fabriano fra Due e
Trecento. A cura di Vittorio Sgarbi che
si tiene a Fabriano, principalmente alla
Pinacoteca Civica Bruno Molaioli dal
20 luglio al 30 novembre 2014, in
sostanza una verifica del volume curato da Marcelli. In pratica si viene a

definire una scuola di Fabriano del


Trecento dominata da due grandi
anonimi, il Maestro di Campodonico
per gli affreschi, il Maestro dei Magi
per le sculture che si differenzia dalla
scuola di Rimini per lassenza di firme e per la vicinanza ad Assisi dove
allora confluivano i maggiori artisti

italiani. La mostra si conclude con 4


opere di Gentile da Fabriano che, pur
fabrianese, chiude il ciclo del Trecento
per appartenere ai fondatori di quello
che sar la pittura del Quattrocentto
in Italia.
Veniamo alla attenzione al visitatore:
1) arrivato in treno alla stazione di Fabriano ho subito trovato scritte nitide

bianche sui marciapiedi per arrivare


in una ventina di minuti alla mostra;.
2) le scritte sono proseguite per arrivare alle altre tre sedi della mostra:
le cappelle affrescate; 3) le cappelle,
facilmente raggiungibili con le indicazioni di grandi cartelloni, erano dotate
di scale di legno per salire e vedere
da vicino, sin quasi a toccare gli affreschi (ovviamente da non farsi).
Lunico problema potevano essere
i tempi di attesa poich gli spazi
delle cappelle sono ridottissimi,
ma valeva la pena; 4) nelle quattro sedi un video perfettamente
funzionante con quattro brillanti e
validissime illustrazioni delle opere fatte da un Vittorio Sgarbi che
si mostrava grande presentatoreattore con tutte le sue qualit
migliori. E la regia di questi video
merita le pi vive congratulazioni. Personalmente mi auguro che
questi video finiscano presto sul
mercato, magari offerti da qualche
giornale, come ora spesso si usa.
Concludendo: mostra da lodare
e dunque da vedere. Non ho pi
posto per il catalogo: dico solo che
degno della mostra e la rappresenta anche se non ne sostituisce la pregnante bellezza.
Andrea Bondanini
Da Giotto a Gentile. Pittura e scultura a
Fabriano fra Due e Trecento
A cura di Vittorio Sgarbi. Fabriano,
26 luglio - 30 novembre 2014.

ANTONIO LIBERI DA FAENZA 1456-1534


Antonio di Mazzone de Domenichi Liberi, detto Antonio da Faenza
(1456-1534) fu pittore e architetto, impegnato nelledificazione e
decorazione scenografica del teatro allantica di Velletri preceduta dalla pittura della tribuna della
chiesa di San Salvatore. A tali impegni segu la decorazione degli
sportelli dorgano nella Santa Casa
di Loreto, culmine dei suoi aggiornamenti culturali che, oltre a Bramante e Lotto, annoverano il Raffaello delle Stanze vaticane. La sua
conoscenza stata arricchita dal
reperimento nel mercato antiquario londinese del Codex architettonico ricordato dalle fonti di cui si

erano perdute le tracce: permette


di arricchire di diversi dati il suo
bagaglio culturale; non di minore
importanza risulta linventario dei
libri della sua biblioteca che andava dai testi di Leon Battista Alberti,
al Plinio Volgare, a Vitruvio, a Boccaccio.
Il volume corredato da saggi (Testimonianze, tradizione critica; Formazione ed esperienze; I contemporanei marchigiani), dal catalogo delle opere (a Velletri, Loreto, Montelupone, Norcia, Polverigi, Treia,
Cingoli, Faenza, Castelraimondo),
da una ricca sezione documentaria
curata da Andrea Trubbiani.
Bonita Cleri

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I GIOVED SERA DA BOCCA IN GALLERIA


I gioved sera da Bocca in Galleria

gioved 23 ottobre
Mostra di Licio Passon
Venezia
a cura di Giovanni Serafini
Degustazione Gaggiarone
gioved 6 novembre
Donatella Bisutti e Mariacristina Pianta
presentano lopera poetica di Laura
Garavaglia
Conversazione con lautrice
gioved 13 novembre
La canzone dautore
Storie da raccontare
Concerto a cura del cantautore Giacobs
gioved 20 novembre
Mostra di Daria Palotti
DAria
a cura di Giorgio Lodetti
Degustazione Gaggiarone

La cultura illumina la notte


Ogni gioved sera dalle 21 alle 22
Libreria Bocca dal 1775
Galleria Vittorio Emanuele II
20121 Milano
www.libreriabocca.com
giorgio.lodetti@libreriabocca.com

gioved 27 novembre
Presentazione del libro
Un fuoco di braci
di Giovanna Ferrante

a cura di Mario Donizetti e Giovanni


Serafini
Degustazione Gaggiarone
gioved 8 gennaio 2015
Luca Saulino 13Lab
www.13lab.it
gioved 15 gennaio
Mostra di Kuturi
Icone Sacre ossidate
a cura di Linda Grittini e Danilo Giusino
Degustazione Gaggiarone
gioved 22 gennaio
Presentazione del libro
Venuti a galla
di Boris Pahor
Serata a cura delleditore Diabasis di
Parma
gioved 29 gennaio
Serata di poesia contemporanea
a cura di Alberto Pellegatta

gioved 4 dicembre
Presentazione del libro
RitaLeviMontalcini: aggiungerevitaaigiorni
di Raffaella Ranise e Giuseppina Tripodi
Interviene: Roberta Viglione
gioved 11 dicembre
Mostra di Giuliana Susterini
Energia della forma

ATELIER PALLINI
Il volume dal titolo Atelier Pallini. Storia
di una collezione italiana 1925-1955
a cura di Nicoletta Pallini Clemente
edito da Edizioni Mazzotta, la ricostruzione storica di una fra le pi
importanti raccolte darte del Novecento italiano e internazionale.
La collezione di Adriano Pallini da
anni un punto di riferimento per gli
appassionati darte e per la storia
del collezionismo milanese dagli anni
Trenta ai Cinquanta oltre che per il
costume e la moda fra le due guerre.
La figlia Nicoletta, che da tempo ha
ricostruito e ordinato larchivio della
raccolta paterna, mette a fuoco le varie tappe della vita e della collezione
di Adriano Pallini (Atri - Teramo 1897
- Milano 1955).
Sarto dAbruzzo per tradizione familiare, trasferitosi attorno agli anni Venti
a Milano, amico e mecenate dei principali artisti del 900 italiano fino ai
giovani degli anni Cinquanta, inizi la

sua raccolta vestendo artisti e poeti


allora ancora sconosciuti come Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Massimo
Campigli, Vincenzo Cardarelli, Pietro
Marussig, Arturo Martini, Achille Funi,
Pompeo Borra, Lucio Fontana, Antonio Corpora e tanti altri. Nella sua celebre raccolta figuravano anche artisti
del calibro di Amedeo Modigliani, Pablo Picasso, Henri Matisse, Alexander
Archipenko e Marie Laurencin oggi
conservati nelle principali istituzioni
pubbliche internazionali.
Nicoletta Pallini Clemente si occupa
darte da lungo tempo, allinizio come
responsabile per diciassette anni della
rubrica su Gioia, poi come curatrice indipendente di mostre in Italia e
allestero, dedicate a maestri del Novecento, come Massimo Campigli, e ai
protagonisti del nostro tempo, come
David Tremlett, Mark Lewis, Marco
Bagnoli.

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Mappe
di
Viaggio
books & books libri dartista

Fernanda Fedi

Gino Gini

1974-2014

Portfolio in 39 esemplari: cartella editoriale in cartone ondulato contenente catalogo ragionato e due opere originali firmate di Fedi e Gini, edito in occasione
della mostra antologica Mappe di Viaggio. Libri & Libri a cura Elisabetta Longari alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, Sala Maria Teresa, giugno 2014.
3

4
10

11

14

1. Libro
Libro oggetto, cm. 11.5x11.5x11.5,
libro in bronzo realizzato per la
Libreria Bocca di Milano, 9 copie,
1997.
2. Leternit del libro
Libro oggetto, cm. 30x20, libro in
bronzo, unicum, 1996.
3. Scritture arcaiche
Libro oggetto, cm. 17x31.5x16, libro
in bronzo, 4 pagine, unicum, 1999.

4. Libro arcaico xxx


Libro oggetto, cm. 21.5x18x24, ceramica Raku con scritture arcaiche a
rilievo, unicum, 1997.
5. A la recherche de ma mmoire
Libro stampato prezioso, cm.
35x25x4, opera grafica e testo dellartista (italiano-francese), serigrafia a
sei colori su carta Arches e Pescia,
piegato a fisarmonica; ed. Accademia
di Belle Arti di Brera, Milano. 30 copie,
1998.

6. Seshat la prima donna scriba


Libro stampato prezioso, cm. 33x43x2.5;
contenitore intelato e serigrafato, allinterno 2 trittici (cm. 30x120 cad.) con 6
acqueforti, testi di Gio Ferri e Fernanda
Fedi; ed. Laboratorio 66, Archivio Libri
dartista, Milano; 10 copie (7 in numeri
arabi e 3 in numeri romani), 2004.
7. Hypatie
Libro stampato prezioso, cm. 28x25x3;
ed. la Diane Franaise, Nice; collection
LArt au Carr; stampato a caratteri mobi-

li con testi di Raphal Monticelli e Mauro


Carrera; 8 illustrazioni dellartista di cui
4 rilievografie con intervento a mano e 4
xilografie su legno; 100 copie, 2010.
8. Incontro di memorie
Libro stampato prezioso cm. 30x660
(aperto). Libro a fisarmonica, testo poetico di Fernanda Fedi (italiano e inglese).
Stampa digitale Fine Print Art con
interventi a mano. Progetto originale
del 1993. Ed. Archivio Libri dartista,
Milano. 8 copie, 2013.

9. Volo 89 Icaro
Libro oggetto, cm. 20x19x2, 2 pagine
con foto, collage e scritture; pagina
centrale con scritture, pittura e altro;
legatura a vista; unicum, 2003
10. Piume di Icaro Sette proiezioni
dombra
Libro monocopia, cm. 22x16.5x3, 7
pagine con pittura, scritture, collage,
timbri e altro; legatura a vista,
copertina-contenitore in legno con
foto e timbri; unicum, 2003.

12

13

15
11. Volo Barocco 33
Collana Frontepagine, cm. 26x20x3;
2 pagine con pittura, scrittura e collage; copertina-contenitore intelato;
ed. Archivio Libri dArtista, Milano;
unicum, 1996.

13. Atlante n.6


Libro oggetto, cm. 25x19x2.5; due
pagine interne con foto, scritture e
timbri; pagina centrale in plexiglass
con piume; copertina in carta a
mano; unicum, 2007.

12. Laraba fenice parte I, parte II


Collana Frontepagine, cm. 26x20x3;
2 pagine con pittura, scritture e collage; copertina-contenitore intelato;
ed. Archivio Libri dArtista, Milano;
unicum, 2002.

14. Una sola parola Scrittura


Libro stampato prezioso, cm. 40.5x22x2,
8 pagine a fisarmonica con immagini e
scritture; copertina in cartone; Stampa
Pigment Fine Art; ed. Archivio Libri
dartista, Milano; 21 copie, 2007.

15. Terra Progetto 075


Libro oggetto a fisarmonica,
cm. 17.5x12x3, 5 pagine con immagini e scritture; copertina-contenitore
in legno con pittura e timbri; dorso in
tela; unicum, 1994.

design: Alessandro Azzoni

Ekecheiria 18

19 Ekecheiria

AGOR
Agor, in greco gor, da gerw che significa raccogliere, radunare, il termine
con il quale nella Grecia antica si indicava la piazza principale della Polis.
La nostra Polis questo periodico Ekecheiria che esce quando gli sponsor ce
lo concedono e il presidente della nostra associazione con i suoi collaboratori
in buona salute, elemento questo che, dati i tempi che stiamo vivendo, il solo sul
quale si possa contare.
Lagor diventato il centro della Polis, in particolare dal punto di vista economico e
commerciale, in quanto anche sede di mercato. Come dovrebbe accadere per noi
librai storici. Era il luogo della democrazia per antonomasia, sede delle assemblee
dei cittadini che vi si riunivano per discutere i problemi della comunit e decidere
collegialmente sui comportamenti da tenersi, esattamente come dovrebbe essere
per noi librai. La modernit ci offre i vantaggi di essere collegati e uniti anche a
grandi distanze. Qui andranno discusse le nostre proposte per superare la crisi.
Qui andranno inviate le vostre segnalazioni su quanto accade nel territorio dove
esercitate la vostra professione. Uno spazio libero e gratuito a nostra disposizione.

Le interviste di Gabriele
Cari lettori,
attraverso questa rubrica metteremo in luce i problemi che affliggono
il mondo delleditoria, cercando domande e trovando risposte, dalla produzione alla vendita, dalle proposte
politiche alle manifestazioni culturali e
in fine dalla vendita on-line ai tradizionali canali di approvvigionamento,
ovvero, le librerie.
E proprio da qui partir il nostro viaggio. Sette domande a 52 librai, titolari
e ancora custodi, di una tradizione,
quella delle Librerie Storiche dItalia.
Il nostro primo viaggio parte da
Gallarate, in provincia di Varese, qui
incontriamo Anna Crestani, moglie di
Paolo, figlio di Luigi e Adriana Car
fondatori nel 1942 dellomonima libreria.
Buongiorno Anna.
Buongiorno Gabriele.
Da quanto tempo opera nel settore dei
libri e dove ha cominciato?
Iniziai appena ventenne nella libreria
dei miei suoceri, la libreria Car, dapprima appassionata di lettura mi recavo spesso in quel luogo per me magico, per comprarli o a volte... solo per

guardarli. Poi conobbi Paolo, nacque


per prima una simpatia, poi ci sposammo. In origine la libreria stava in via
Verdi e solo dopo qualche anno si trasfer nella sede attuale, quella di piazza
Garibaldi, 6. Ricordo che non cerano
tanti editori come adesso, ricordo Einaudi, Mondadori e Feltrinelli, giravano queste pubblicazioni con il marchio
Edizioni del tempo di guerra. In principio era libreria, solo in seguito, grazie alla passione di mio suocero Luigi
per la musica, la libreria inizi a occuparsi anche della vendita del vinile.
Cosa cambiato per lei nel mercato
negli ultimi dieci anni?
Parecchio, gli editori per sopperire al
drastico calo delle vendite, sono corsi
ai ripari aumentando spaventosamente la produzione, accorciando inesorabilmente la vita del titolo in libreria.
Questa scelta commerciale, che via
via tutti gli editori hanno adottato, ha
modificato radicalmente lofferta che
il cliente finale trover poi in libreria.
Favorendo il commercio verticale
(tante copie di un solo titolo, il best
seller per intenderci), a discapito del
commercio orizzontale, (che lassortimento a scaffale), pertanto richieste pi diradate e magazzino pi
lento. Nonostante questo per, io e
mio marito crediamo fortemente
allimportanza della nostra professionalit, certi che alla lunga questo possa fare la differenza.
Come vedi il rapporto tra libraio e editore e come lo vorresti cambiare?
Anche in questo caso il segno lasciato
dai tempi, che inesorabilmente cambiano, profondo e ha radicalmente
trasformato il modo di promuovere il
titolo da catalogo o la novit. Ricordo
dapprima la figura del rappresentan-

te dipendente delleditore, successivamente trasformato in promotore


editoriale per conto di organizzazioni
indipendenti, oggi per esempio molti promotori e/o rappresentanti coprono vaste aree creando disagio e
ritardi. Ora le case editrici e/o i distributori utilizzano elenchi con riportate le novit lasciando il mero compito
al libraio di scegliere al buio i libri da
comprare.
Ritieni utili a perseguire e tutelare i tuoi
interessi le varie forme associative quali
lAssociazione librai, Associazione liberi
librai, Associazione librerie storiche, librerie indipendenti, librerie antiquarie?
E quali consigli suggeriresti per un eventuale miglioramento?
Le racconto un caso principe. Una
volta il trasferimento contrattuale di
un qualsiasi editore, da un distributore allaltro, avveniva con particolare
tutela del libraio al quale veniva comunicato per tempo il trasferimento.
Questa attenzione, permetteva al libraio stesso di avere il tempo di controllare le rimanenze in magazzino e
conseguentemente effettuare il reso
dellinvenduto, nei rari casi di ritardi
per motivo di vario genere, quali libri
in visione a una biblioteca, leditore
e il distributore, con reciproca intesa, davano un tempo ulteriore limite
per effettuare la resa. Ora no, oltre
alla riduzione di questi tempi in caso
di giacenze ultime, il libraio non pu
n rendere al vecchio n tanto meno
al nuovo distributore, costretto a trattenere in magazzino linvenduto. Ecco
come sono cambiate le regole del
gioco, ora in questo e altri casi potrebbe servire unassociazione corporativa che abbia e svolga un ruolo
forte, che sia un crocevia obbligatorio
per tutti gli addetti ai lavori, perch no,
che abbia anche un peso politico e
che sia in grado di fornire alla stessa
politica una fotografia del presente e
una prospettiva del futuro sullo stato
di salute della categoria.
Cosa pensi del rapporto libraio-lettore e
quale funzione svolge la pubblicit?
Penso che sia ancora fondamentale
e determinante, anzi, oggi ancora di
pi, una buona critica non necessariamente positiva, fatta da un giornalista
o esperto serio, ancora un faro per
il lettore.
Se tu fossi un ministro plenipotenziario
quali iniziative sosterresti a sostegno
delle librerie?

mail: tempolibrosrl@gmail.com - cell. 339 6859871 - 338 4758951

Anna e Paolo Caru

A mio avviso lex Presidente del


Consiglio Enrico Letta aveva fatto un
buon lavoro con un d.l. mai per attuato. Riguardava la detrazione fiscale
per tutte le famiglie che acquistavano libri nel corso dellanno, fino a un
massimo di 2000, quindi, per gli acquisti fatti nelle librerie indipendenti a
esclusione delle catene e delle librerie on line (vedi Amazon). Di iniziative... dice..., noi ne sosteniamo tante e
questanno festeggiamo proprio qui a
Gallarate quindici anni, sulla falsa riga
della manifestazione di Mantova, si
chiama 2000 libri si terr dall11 al 20
ottobre, oltre alle bancarelle la manifestazione si arricchir di interventi
degli autori stessi.
Le nuove tecnologie aiutano il futuro
dei librai o elimineranno le librerie quale
opinione hai in proposito?
ancora presto per la via del tramonto per le librerie, la professionalit come la cultura del popolo italiano e non solo ancora fortemente
radicata al rapporto sia umano che
con il libro, in quanto oggetto, certo
che guardando al futuro la differenza la far la nostra capacit di restare al passo con i tempi cercando di
risolvere al pi presto quei problemi
che oggi affliggono pesantemente il
settore.
Grazie e buona fortuna.
Grazie a lei.
A Venezia le librerie chiudono
Questanno Venezia rischia di essere
nominata Capitale Europea dellAnalfabetismo. Nella citt storica sta chiudendo una libreria dopo laltra. Il bol-

lettino degli ultimi anni drammatico.


Hanno gi chiuso: la libreria Fantoni a San Luca, la libreria al Fontego
a Rialto, la libreria Marco Polo a San
Lio (e quella a San Giovanni Grisostomo, chiss), la libreria Mondadori
a San Marco, la libreria Old Books al
Ghetto, la libreria Patagonia a Dorsoduro, la libreria Rossa a San Pantalon,
la libreria Sansovino in Bacino Orseolo, la libreria Solaris alla Maddalena, la
libreria Tarantola a San Luca. Le prossime saranno la libreria Goldoni a Rialto, la libreria Capitello a Cannaregio.
Anche Laboratorio Blu al Ghetto a
rischio. Questo sta succedendo nel
cuore della citt che ha inventato leditoria moderna. Inizia cos il jaccuse
di 140 scrittori veneziani che hanno
lanciato la protesta Venezia citt
di lettori.
La notizia di questi giorni lannunciata chiusura della libreria Goldoni,
una delle librerie storiche di Venezia. Il
motivo della chiusura presto detto:
pagano 9000 euro di affitto al mese.
La libreria non ancora chiusa, lattuale proprietario spera ancora che
qualcuno si faccia avanti per continuare lattivit, ma con quellaffitto sarebbe un suicidio, per chiunque. Prima di
parlare delle librerie che restano e di
quello che si potrebbe fare per evitare ulteriori chiusure.
Vediamo nello stesso periodo quante
librerie hanno aperto: una, la libreria Vecchi libri, una bellissima libreria
dellusato ai Carmini. Il bilancio ampiamente negativo. Per capire cosa si
pu fare per invertire questa tendenza bisogna analizzare i motivi delle
chiusure.
Se si esclude la Mondadori, sfrattata
dal proprietario, gli altri casi portano a
ununica motivazione: la libreria non

unattivit economicamente sostenibile in una citt come Venezia. Quello


che una libreria riesce a guadagnare,
parlo di quello che rimane in tasca
della vendita dei libri dopo aver pagato i fornitori, a stento sufficiente per
pagare affitto e costo del lavoro, molte volte nemmeno quello (come nel
caso della Goldoni). Per quale motivo
qualcuno dovrebbe rilevare unattivit avviata di libreria, come nel caso
della Tarantola, se poi anche nel pi
roseo dei conti economici non riuscirebbe ad arrivare alla fine del mese?
Se poi bisogna investire in restauri o
in buone uscite, si rischia di buttare
via dei soldi senza alcuna possibilit di
ritorno dellinvestimento. Questa situazione strettamente legata a due
fattori, uno alloggetto della vendita,
il libro, che ha un margine risibile: se
vendo un libro a 10 euro, al fornitore devo pagare 7 euro e non ci sono
grandi margini di manovra (a meno
che uno non si metta a fare i libri in
proprio...). Laltro il costo degli affitti
che accomuna Venezia ai centri storici
di qualsiasi altra grande citt italiana.
Questo il motivo che impedisce un
normale avvicendamento fra un libraio che vuole smettere e un altro che
vuole iniziare.
Si dir che le librerie chiudono ovunque, in tutte le citt, italiane e non. Soprattutto le piccole librerie indipendenti. vero, un fenomeno diffuso
ma qui a Venezia con aspetti diversi:
qui, a parte un breve periodo, non c
stata nessuna grande libreria di catena
che ha portato via i clienti alle piccole. A Mestre c Feltrinelli e solo con
bravura e determinazione si pu resistere. Nelle grandi citt italiane, Feltrinelli e Mondadori e altri grandi marchi editoriali, distributivi e librai hanno
fatto chiudere molte piccole librerie.
Qui a Venezia, questo fenomeno
non c stato: le librerie hanno chiuso senza la presenza di grandi punti
vendita. Si dir che nellera del libro
elettronico e di Amazon, le librerie
sono comunque destinate a diventare
un ricordo. Io non credo che il libro
elettronico sostituir del tutto quello
cartaceo, non la stessa operazione
di sostituzione fra vinile e cd. E non
credo che comprare libri online sia
necessario, ma una semplice scelta individuale, la maggior parte delle volte
non meditata e non motivata. Si dir
che si legge sempre meno e che a Venezia siamo in pochi. Verissimo, ma a
Venezia arrivano, nel bene e nel male,
decine di migliaia di studenti, turisti e

mail: tempolibrosrl@gmail.com - cell. 339 6859871 - 338 4758951

Ekecheiria 20

pendolari ogni giorno. Quanto stato fatto a Venezia, in questi anni, per
aiutare le librerie? Dal punto di vista
dellamministrazione comunale quello
che stato fatto : inserire le librerie
fra le aziende che potevano partecipare a un bando per lassegnazione
di prestiti agevolati per linnovazione;
permettere alle librerie di aprire un
angolo bar caff con delle limitazioni
sulla superficie destinata alla somministrazione di cibi e bevande; coinvolgere le librerie nelle attivit della notte
bianca di Ca Foscari Commento solo
il secondo punto: per una libreria pu
essere un vantaggio, non solo economico, avere un angolo bar caff al
proprio interno e personalmente mi
sono speso perch la regolamentazione non avesse quelle limitazioni
che altre corporazioni chiedevano.
Per questo vantaggio lo si ottiene
solo dopo un discreto investimento
perch lapertura dellangolo caff
soggetta alle normative igienico sanitarie e se una libreria non ha le fosse
se le deve fare. Per esempio, questo
regolamento poteva essere utile alla
libreria Goldoni, se avesse avuto voglia e possibilit di investire diverse
decine di migliaia di euro per adeguare la libreria. Ma con quellaffitto o
diventi a tutti gli effetti un bar oppure,
se vuoi continuare a essere libreria,
non ce la fai.
Per usare un eufemismo, le azioni del
Comune non sono sufficienti per incidere sulla situazione attuale delle
librerie. Alcune richieste, che sarebbero state pi simboliche, ma senza
una reale capacit di impedire una
chiusura, come quella di diminuire o
eliminare alcune imposte comunali,
non sono state prese nemmeno in
considerazione.
possibile pensare a regolamentazioni che vincolino certi immobili commerciali come destinazione duso, per
esempio a uso libreria? Non lo so,
ma penso che sia una strada in salita.
Penso sarebbe molto pi semplice se
i due maggiori immobiliaristi di Venezia, Comune e Curia, mettessero a disposizione dei locali commerciali con
destinazione duso vincolata e con
restauri a carico della propriet: questo potrebbe servire sia per le librerie
che per altre attivit commerciali. A
Comune e Curia potrebbe aggiungersi anche qualche altro proprietario
di fondi che voglia destinare una parte della sua propriet immobiliare a
questo scopo, con lunico obiettivo di
restituire alla citt una parte di quello

21 Ekecheiria

che Venezia gli fa guadagnare. Questo


sarebbe utile sia per librerie esistenti
che devono affrontare il caro affitti
sia per librerie nuove che volessero
aprire. A Parigi c una societ mista
pubblico-privata che acquista immobili commerciali e li affitta a prezzo
calmierato alle attivit di quartiere qui
che si ritiene debbano essere salvaguardate. Potrebbe essere fatto anche
a Venezia? Forse s, sarebbe indispensabile per avere chiarezza di obiettivi, coerenza fra obiettivi e azioni e
trasparenza sulle scelte, altrimenti i
casi alla Serra dei giardini si moltiplicherebbero. una strada percorribile,
ma data la situazione economica, la situazione politica e il dinamismo di cui
non sono affetti i nostri amministratori, prima di arrivare a questa soluzione
mi sa che chiuderanno ancora alcune
librerie (non scrivo molte perch poche sono quelle rimaste).
Che soluzioni restano nellimmediato? Lunica soluzione che vedo
quella che passa attraverso la comunit: non il Comune come organo
di gestione e amministrazione della
cosa pubblica locale, ma la comunit stessa, i tanti individui, enti, aziende
che costituiscono questa citt e che
facciano propria la causa delle librerie
(perch di librerie qui sto parlando
ma il ragionamento potrebbe valere
per altre attivit). Esistono esempi in
questo senso anche da altre parti del
mondo, comunit che adottano una
libreria, che si autodisciplinano e preferiscono comprare nella loro libreria piuttosto che in un supermercato
o su internet perch pensano che
quello che non risparmiano serva alla
loro libreria per sopravvivere. A chi
adesso si lamenta dellennesima libreria che chiude, dico: guardatevi intorno, visitate le librerie della vostra citt,
imparate a conoscerle, a sapere cosa
si trova in una e cosa si trova nellaltra
e se volete acquistare un libro andate
in libreria. A chi se la prende con la
Venezia che diventa un unico tipo di
negozio dico: difendete i negozi che
vi stanno a cuore, che siano un ferramenta, un panificio o una libreria.
Ma la comunit di cittadini, oltre ad
azioni singole, quotidiane e importanti, pu anche essere chiamata ad
azioni straordinarie per aiutare unattivit che ha valore per la comunit
stessa. Perch le librerie non sono dei
librai che le gestiscono ma sono della
comunit, come un monumento o un
palazzo.

E cos gli scrittori sono scesi in campo (140 un numero che ha fatto impressione anche a me dice
Scarpa, ma del resto Venezia la
patria del libro, e poi tra i firmatari
sono rappresentate varie competenze legate al mondo della scrittura.)
e hanno elencato le loro proposte,
facendo sentire la loro voce fino a
Londra, ripresi dal prestigioso The
Bookseller. Il progetto non cade
nel vecchio tranello di voler solo intercettare fondi pubblici (sempre pi
risicati), ma si rivolge anche ai tanti
privati che da Venezia traggono giovamento.
Ecco le nostre richieste: a tutte le persone, soggetti pubblici e privati, enti,
fondazioni, societ, associazioni, grandi marchi, singoli proprietari che hanno interessi nella citt storica, e che
dallenorme patrimonio simbolico
che Venezia rappresenta nel mondo
ricavano un guadagno economico e
dimmagine, chiediamo di restituire almeno in parte ci che la citt d loro;
ai parlamentari italiani, in particolare a
quelli fra loro che sono lettrici e lettori forti e appassionati, chiediamo
di tradurre subito in azioni politiche
il grande lavoro svolto in questi anni
da varie associazioni nel nostro Paese
(per esempio Presidi del libro e Forum del Libro): un lavoro che sfociato anche nella discussione di leggi
di iniziativa popolare che, fra le altre
cose, chiedono il riconoscimento delle librerie di qualit, con iniziative di
sostegno alle librerie indipendenti; alla
Regione Veneto chiediamo di legiferare e attuare al pi presto politiche in
favore delle librerie, secondo le facolt che le assegna la Costituzione italiana (in conformit allarticolo 117);
al Comune di Venezia chiediamo di
inserire le librerie tra le categorie
commerciali insediabili in locali di propriet pubblica; di abbassare alle librerie le tariffe di servizi come quelle per
lasporto rifiuti, di concedere gratuitamente luso del plateatico per iniziative culturali e permettere laffissione
gratuita di locandine che le pubblicizzano; alle diverse istituzioni chiediamo
che, ognuna nellambito della propria
competenza, non producano politiche in grado di favorire, soprattutto
nelle citt storiche, rendite e progetti
speculativi espellendo attivit incapaci
di reggerne limpatto, prime fra tutte le librerie; alla Soprintendenza e al
Comune di Venezia chiediamo la concessione di luoghi centrali, come per
esempio il colonnato di Palazzo Du-

cale, per iniziative temporanee (analoghe ai Portici di Carta di Torino),


con presenza di banchi delle librerie
veneziane, esposizioni-vendita di piccola editoria, modernariato librario; ai
maggiori proprietari di immobili cittadini (fra cui Ire, Curia, Comune) chiediamo di concedere alle librerie in difficolt immobili ad affitto agevolato;
alle fondazioni private (fra cui Guggenheim, Pinault, Prada) chiediamo
di escogitare forme di mecenatismo
e collaborazione culturale al commercio librario in citt; alla Biennale
di Venezia chiediamo di mobilitare le
intelligenze e i talenti artistici mondiali per inventare forme di supporto
al commercio librario cittadino (per
esempio con interventi dartista, libri
dartista, progetti di architettura o oggetti di design nelle librerie durante
lEsposizione Internazionale dArte e
la Mostra Internazionale di Architettura, inserendo le librerie nella mappa
dei padiglioni e delle iniziative collaterali da visitare); alla Fondazione di
Venezia chiediamo di potenziare i
suoi programmi gi avviati di Scuola
Attiva, curando in particolare lavvicinamento degli studenti pi giovani
al libro cartaceo; alla Scuola per librai
Umberto ed Elisabetta Mauri, che a
Venezia organizza annualmente un
seminario di perfezionamento, chiediamo di interagire con altre realt
(per esempio la Fondazione Querini
Stampalia, la Fondazione Giorgio Cini,
il Comune di Venezia, le Universit
Ca Foscari e Iuav) per verificare la
possibilit di organizzare un convegno-fiera-festival del libro cartaceo,
che coinvolga la piccola editoria, gli
editori di libri illustrati e per linfanzia,
i libri pop-up, la natura transmediale
dei nuovi immaginari videoludici che
hanno ancora nel libro cartaceo un
perno centrale, il modernariato e il
commercio di libri fuori catalogo, antiquari e bibliofili; a lettrici e lettori,
chiediamo di non assecondare per
pigrizia lacquisto di libri cartacei in
rete quando non necessario ed
possibile farlo in libreria. Le librerie
non sono Venezia, ma ne costituiscono un pezzo. La sparizione di un
brandello di citt unulteriore palata
di terra sulla fossa in cui sta inesorabilmente scomparendo. Siamo noi a
tenere la pala in mano, noi e nessun
altro. Noi decidiamo cosa sotterrare
e cosa portare alla luce. Disseppelliamo i libri: entriamo in queste botteghe vitali, esprimiamo amore per noi
stessi e per la bellezza del luogo in cui

viviamo. Quando si vende un libro a


una persona, non gli si vendono soltanto tre etti e mezzo di carta, con
inchiostro e colla, si vende unintera
vita. Amore, amicizia e navi in mare di
notte; c tutto il cielo e la terra in un
libro Christopher Morley, Il Parnaso
ambulante.
Il piacere di collezionare libri
e arte
Per trasmettere il pensiero anticamente si usavano tavolette, papiri, rotoli di pergamena; si passati poi a
riunire, cucire e incollare i fogli, manoscritti o stampati, in volumi. Il termine
volume deriva dal latino volvere, che
indica latto di srotolare o di avvolgere i rotoli manoscritti.
Le illustrazione allinterno dei volumi
erano miniature eseguite a mano, sostituite con lavvento della stampa
da incisioni e con la nascita della
fotografia da eliografie.
Si presume che la carta sia stata prodotta anticamente in Cina (I sec. d.C.)
con gelso e altri vegetali; se ne diffuse
luso in Oriente; lOccidente la conobbe grazie agli Arabi, che la migliorano
usando cotone e stracci macerati e
pressati.
Questo fu da noi il materiale pi usato, finch difficolt di approvvigionamento portarono alla ricerca di nuove materie prime: la paglia (1820) e
il legno (1838) divenuto nella II met
dellOttocento il principale componente della carta.
Per convenzione il 1830 considerato lo spartiacque fra il libro antico e
quello moderno.
Corsi e ricorsi storici oggi si ritorna
alle tavolette (= tablet) non pi incise,
bens redatte informaticamente, spesso con nuove icone grafiche.
Da sempre luomo ha espresso il
pensiero attraverso segni, pertanto
non ci devono stupire nuove simbologie che ci permetteranno di interagire con menti pensanti anche non
umane.
Ora per occupiamoci del classico
libro, che racchiude e ha racchiuso,
dagli albori della storia, miti e insegnamenti umani e divini, al punto che
si venerano testi sacri e si pu anche
amare il libro come oggetto darte.
Non vi luogo di prestigio ove non
facciano bella mostra di s file e file di
eleganti dorsi di libri, anzi proprio ai
nostri giorni in cui si parla della loro
morte molte vetrine di boutique
dei generi pi vari vengono allestite

con bei volumi anche antichi, evidentemente perch il libro attira lattenzione e trasmette sicurezza.
Le librerie delle abitazioni la raccontano lunga sul passato e sul presente
delle persone che vi hanno abitato e
che vi abitano, anche se ai giorni nostri
il pratico uso del tablet, la ristrettezza degli appartamenti specialmente
delle citt e lofferta delle ottime
biblioteche comunali hanno ridimensionato gli spazi a libreria nelle case.
Non cos per i bibliofili che per golosit verso i loro oggetti del desiderio volentieri rinunciano al mobile
bar, piuttosto che alla vetrinetta, dove
esporre oggetti e argenti, a favore
delle librerie.
I pi fortunati danno addirittura una
casa ai loro beniamini.
S, avete capito bene!
Il sogno prevalente di ogni bibliofilo
quello di avere un luogo tutto dedicato alla collezione, che personalmente
ha raccolto attraverso gli anni con
lacquisizione di testi in base agli argomenti preferiti, alla data di edizione,
alla veste tipografica, alla qualit delle
illustrazioni...
Dedicare un luogo specifico ai libri significa dare accoglienza a tutte
le menti scriventi in modo da poter,
quando si voglia, andare a incontrarle
senza altre distrazioni.
Un amico di grande spirito e cultura
vive a Milano e ha fatto di un bilocale
di sua propriet, adiacente a quello a
uso abitazione, la sua casa di campagna per bibliofili.
Non che gli manchino libri e opere
darte nella dimora vera e propria,
ma nella casa di campagna ha potuto
riempire in modo funzionale vari mobili, appositamente progettati in base
al formato dei volumi raccolti.
Ogni qual volta senta la necessit di
una boccata d aria per lanima, per lo
spirito e per la mente, pu fare una
fuga a km 0.
E il corpo? Quali sono i vantaggi per
lui in questa inconsueta casa di campagna?
In mezzo alla bellezza delle pareti dipinte di azzurro cielo, fra le ben scelte
opere darte moderna e contemporanea, anche i sensi traggono giovamento.
E la socialit? Vi starete domandando.
Il nostro raccoglitore di libri cos
ama definirsi in contatto via internet con bibliofili di tutto il mondo,
avvantaggiato anche dalla buona conoscenza di alcune lingue.
Inoltre nella sua casa di campagna

Ekecheiria 22

ospita qualche amico di altre citt o


nazioni che giunge a Milano per partecipare a convegni ed eventi.
In questo periodo immerso nella non facile catalogazione della sua
biblioteca; consiglia di avvalersi del
programma lt = librarything che
offre, fra laltro, un collegamento specializzato con altri amatori di tutto il
mondo.
Ci dice che lamore per i libri gli nato
nellinfanzia dall abitudine a leggere,
ma che il piacere di raccoglierli si
sviluppato nel tempo. Il collezionismo,
sostiene, non una cosa da giovani.
Tra gli argomenti preferiti ha maturato soprattutto un percorso verso la
storia e larte.
Appassionata sia di libri sia di fotografia, stato per me un vero piacere
fare qualche scatto in questo ambiente tanto particolare e qui vi riporto
alcune immagini che testimoniano gli
interessi eclettici del nostro raccoglitore.
Altrettanto interessante lo studio
dellartista Armandaverdirame@libero.it, posto al piano sottostante la sua
abitazione.
Grazie a qualche scalino o a un soffio
di percorso in ascensore, la scultrice
vi si pu rifugiare per le sue introspezioni creative.
Nellappartamento, oltre a un buon
numero di lavori grafici e di sculture
in cotto, in bronzo e in altri materiali,
vi sono testi e raccolte di riviste dar-

te che trattano a 360 il piacere del


bello. Convivono sulle pareti, sui tavoli
persino sul pavimento opere,
bozzetti, stralci di recensioni, appunti
e fotografie delle numerose mostre
realizzate.
Per me, che amo il libro anche solo
come oggetto, motivo di entusiasmo vedere lo stratificarsi di fogli in
cotto o in raku ove limpronta dei
semi, che caratterizza lopera di Armanda Verdirame, diventa scrittura
simbolica.
Il linguaggio personale e unico lha
resa riconoscibile a chi si occupa darte a livello critico. Questi hanno fatto
rimbalzare al grosso pubblico i signifi-

Cono e Colonna di Armanda Verdirame


nella storica Libreria Bocca.

mail: tempolibrosrl@gmail.com - cell. 339 6859871 - 338 4758951

il piacere di leggere

il piacere di leggere

Armanda Verdirame e Luciano Caramel.

cati e il valore delle sue opere dove


i simboli del seme e delluovo rivelano linteresse verso le problematiche
delloggi. Spunta, qua e l, fra appunti e
materiali pittorici e scultorei un libro
in bronzo o in cotto, che da semplice
materia diventa, grazie al messaggio
artistico, simbolo di astrazione mentale.
Hanno un sentore fra il metafisico e
il surreale gli spartiti musicali in cotto e in raku di vari colori; sostenuti
da alti leggii, essi sembrano attendere
un immaginario direttore, che dia vita
ai suoni suggeriti dalle impronte dei
semi.
Per la realizzazione concreta delle
opere pi impegnative per grandezza e materia Armanda ha anche uno
studio-laboratorio presso i Navigli di
Milano. Qui le sculture di grandi proporzioni si stagliano davanti alle gigantografie della loro stessa immagine,
mentre ovunque sono sparsi cataloghi di svariate esposizioni.
Lartista ama soprattutto creare in
grandi spazi aperti, come quello di
Montefiore nelle Marche. Si tratta di
uno spazio attrezzato, che le permette di cogliere sempre nuova ispirazione dalla natura circostante.
Grazie agli scritti di critici come Luciano Caramel, Riccardo Barletta,
Sara Fontana... la poetica di Armanda
conosciuta da un vasto pubblico. Le
loro recensioni sono conservate nello
studio dellartista, che, come la casa
di campagna del raccoglitore di libri
,diventa luogo di meditazione e archivio darte e di conoscenza.
Isabella Sandon Tenca

i libri dei grandi autori


della letturatura mondiale

www.lavitafelice.it - info@lavitafelice.it

25 Ekecheiria

Milano a 360: il Museo Archeologico

2014

FRANCESCO
Fratello Sole Sorella Luna

di Franco Zeffirelli
introduzione
di Francesco Alberoni
formato 29x36,5, pp. 128; 90
col., rilegato

978-88-6557-177-4
40,00

Nella citt moderna e votata al business, il Museo Archeologico contiene unimportante impronta del passato di
Milano.
Posto a pochi passi da Santa Maria delle
Grazie e dal Cenacolo Vinciano, il museo collocato in un contesto architettonico straordinario, lex convento del
Monastero Maggiore di San Maurizio,
fondato nellVIII secolo d.C., il cui chiostro costituisce una perfetta cornice per
lingresso al museo stesso.
Le collezioni sono esposte in diverse
sale a seconda della cultura di appartenenza: Grecia antica (Foto lunga di apertura), Etruschi, Gandhara,
Alto Medioevo ma soprattutto Milano antica, con numerosi reperti (foto mosaico) ma
anche con resti di costruzioni quali la Torre Poligo-

nale e la Torre del Circo della fine del III secolo d.C.
Le collezioni Egizia, di Preistoria e Protostoria sono
esposte nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco. In ogni sezione sono
presenti pannelli esplicativi che danno agli oggetti presentati una valenza
non solo archeologica e storiografica,
ma anche fortemente informativa e
didattica.
In ottica di dare maggior visibilit al Museo Archeologico, il cui sito Internet verr prossimamente rinnovato, sono state
realizzate alcune Immagini Panoramiche
a 360 delle diverse sezioni cos da permettere una prima visione virtuale...
un invito a visitare il museo stesso.
Fotografie realizzate da Pietro Madaschi, Italy
www.360visio.com)

De Luca Editori dArte s.r.l.


Via di Novella, 22 - 00199 Roma / Tel. (+39) 06-32650712 - Fax (+39) 06-32650715 / e-mail: libreria@delucaeditori.com
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27 Ekecheiria

ANDREA BOVARA
Le radici di unanima
ho bisogno del contatto con il mondo
dei sensi,/ del coraggio della deformit, della vita senza diluenti no, gli artisti
non devono correggere e migliorare,/
sono troppo piccoli, devono solo testimoniare.
Otto Dix
Vi sono vite di uomini segnate da
una sciagurata fatalit di sofferenza che sovrasta la diffusa asprezza
del vivere e che negli artisti, dotati
di pi vulnerabile emotivit, accentua la percezione di un dolore universale che si assomma alle
penose vicissitudini individuali. Andrea Bovara ha retto con coraggio
una predestinazione al sacrificio e,
fronteggiando con tenacia le aggressioni della rara malattia che laveva colpito, ha sublimato nellarte
il suo persistente patimento, esprimendo una coinvolgente condivisione per linfelice condizione
umana, senza toni nichilistici, senza
recriminare, senza maledire la sorte, diffondendo anzi intorno a s
il profumo di unumanit generosa
e intensa, soccorrevole e partecipe. Andrea Bovara si era dedicato a studi di ingegneria, ma aveva finito per consegnarsi alla sua
vocazione pi autentica, la pittura,
iniziando da autodidatta e risparmiandosi cos, inconsapevolmente,
la fuorviante frequentazione di

Accademie che
non sanno pi
insegnare i rudimenti dellarte
e che illudono i
giovani che bastino
quattro
scarabocchi o
qualche chiazza
di colore per
fare arte. Andrea Bovara non
ha barato, non
ha
imboccato
scorciatoie fraudolente per un
rapido quanto
effimero successo. rimasto fedele alla migliore
e pi seria tradizione espressiva, coltivando in
lunghe ore di lavoro la sua innata propensione
al disegno, sperimentando e ricercando le tecniche di pittura
e i materiali a lui
pi congeniali, guardando a quel
faro che stato Renzo Vespignani, ma elaborando un suo personalissimo stile: formidabile chiave
di trascrizione dei sentimenti pi
amari e segreti e di raffigurazione,

nella sua memorabile galleria di


volti, dei pi intensi e sconvolgenti
stati danimo che si impossessino
degli umani.
Nelle sue immagini di volti, tema
prediletto insieme ai corpi che si
propagano in molteplici rizomi alla
ricerca di radicamento di affetti,
si scoprono il disincanto precoce per la fugacit della bellezza,
la sedimentazione del dolore con
le sue tracce devastanti impresse sulle fisionomie prima ancora
che nelle anime, lo scoramento di
rari momenti di disperazione, la
beffarda crudelt del sospetto e
del dubbio, labbandono allamara
dolcezza della malinconia. Guardando le sue opere, ritroviamo lo
sguardo accorato con cui Andrea
Bovara osservava il mondo e quel
senso di intelligente accettazione
in cui si stempera ogni veemenza.
E una volta ancora avvertiamo un
moto di riconoscenza profondo
per averci dimostrato che la vita
va comunque vissuta, perch
vita.
Giovanni Serafini

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Ekecheiria 28

29 Ekecheiria

MANIFESTO DEL MOVIMENTO zen in art


In Oriente lo zen ha profondamente
influenzato il campo dellarte dando
origine a unestetica raffinatissima che
fa dellessenzialit delle forme e dei
cromatismi il tratto di distinzione immediatamente e universalmente riconoscibile. La pittura giapponese a inchiostro su carta, le lacche giapponesi
e i giardini zen ne sono gli esempi pi
noti. Tuttavia il pensiero zen ha una
valenza universale e noi riteniamo
che la ricerca artistica, anche in Occidente, a maggior ragione in un mondo globalizzato e in cui lespressione
artistica sembra soffrire una profonda
crisi, non possa prescindere dal messaggio spirituale dello zen.
La creazione artistica parte da un
luogo senza mente, dalla quiete interiore, ancor meglio, in questo stato
nasce lintuizione o impulso creativo
che conduce lartista a raggiungere il
risultato estetico con immediatezza e
spontaneit, senza elaborazioni e, nello stesso tempo, con forte vitalit.
Un pittore cinese una volta ebbe
lincarico di dipingere la capra preferita dellImperatore. Lartista chiese
la capra per poterla studiare. Dopo
due anni lImperatore, sempre pi impaziente, chiese la restituzione della
capra e notizie del dipinto. Lartista
confess di non averlo ancora fatto,
e preso un pennello da inchiostro disegn otto tratti spontanei, creando
la capra pi perfetta negli annali della
pittura cinese.
Il pensiero che sottende le nostre
opere zen, essenzialmente, perch
rappresentato dallintuizione che diventa consapevolezza del qui e ora,
della possibilit di poter disporre unicamente del momento presente. La
semplicit di tale concetto contrasta
con la difficolt che si incontra nel
farlo vivere, poich presuppone la capacit di controllare la mente portata
a condurci nel passato o a proiettarci
nel futuro, creando cos labirinti e desideri illusori continui.
Non accettiamo lidentificazione
dellessere umano con la propria
mente che ha come conseguenza la
trasformazione dei rapporti umani
in fonte di dolore, dominati da problemi e conflitti. Crediamo che la
mente sia uno strumento delluomo,
non luomo. Riconosciamo e accettiamo la realt di ogni situazione senza
cercare di sfuggirvi o desiderare che

le cose siano diverse, crediamo che,


con tale riconoscimento e accettazione dei fatti, si giunga a un grado
di libert dagli stessi. questo sapere che crea uno spazio tranquillo nelluomo che trasmuta in pace la
mancanza di pace. Riteniamo di aver
fatto esperienza di ci e per questo
lo affermiamo.
Attraverso larte si fissa il momento
creativo presente e se ne vuole proclamare tutta la sua incommensurabile forza, espressione come del
divino esistente anche in ogni essere
umano. Lartista esprime lilluminazione di un istante (latto creativo) in cui
si pone in perfetta comunione con la
natura nella sua essenza penetrando
cos la struttura profonda del mondo
che lo circonda.
Ci riconosciamo nei sette principi
dellestetica zen come canonizzati dal
maestro Schinichi Hisamatsu (1889-

1980) che caratterizzano lopera


darte secondo i canoni zen e precisamente:
1. Fukinsei (asperit o asimmetria) che
valorizza la peculiare bellezza dello
spezzato, del diradato, dello sparito
attraverso sottrazione, cancellazione
di linee e di colori, spezzature di materiali e di immagini;
2. Kanso (sobriet) che rifugge il complicato o il minuzioso, ricercando una
bellezza solida, spontanea e semplice;
3. Koko (austera dignit) che ricerca
lessenzialit nei segni ancestrali che
affondano nella notte dei tempi;
4. Shizen (naturalezza) che ricerca
nella natura la propria ispirazione per
coglierne lintima essenza;
5. Yugen (impenetrabilit, implicazione) che attraverso il vuoto lascia spazio a una inesauribile immaginazione;
6. Daisuzoku (libert da ogni attaccamento) che attraverso la libert da
ogni schema costituito ci consente di
agire come in gioco e di superare gli
attaccamenti e quindi gli impedimenti
che da questi derivano;
7. Seijaku (quiete) che attraverso la
calma rilassata ci permette di cogliere
lessenza delle cose.
Ovviamente non tutte le opere artistiche saranno manifestazione di
questi principi nella stessa misura e
intensit, ma ognuna dovr potersi
riconoscere come zen art, espressione che vuole indicare al contempo, sia unestetica ben precisa sia un
metodo di creazione artistica.
Franca Franchi e Massimo Tosini

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RAFAEL ESPADA
A Basilea Materie form
struktur
Larte non pu essere staticit, ma
dinamismo, e seguire nel tempo
lattivit artistica di Rafael Espada
altro non ha fatto che rafforzare
in noi questa certezza. Praticare
arte viaggiare due volte, dentro
se stessi e attraverso il mondo, alla
continua ricerca di stimoli e rivelazioni. Lartista perci un nomade
dello spirito, che cerca, attraverso il
realizzarsi delle pulsioni espressive,
la conferma di saper cogliere ci
che lo circonda per interpretarlo.
Volendo peccare di eccesso di
sintesi, Espada un informale che
unisce alle capacit di tecnica pittorica un creativo saper utilizzare lesistente e, soprattutto, i
suoi frammenti materici. Le opere partono da una ricerca
lungo binari paralleli, quello concettuale e laltro fisico, ci
che pu colpire la sua attenzione. Loggetto, che vero
oggetto o parte di esso, viene cos
salvato dal dissolvimento dellabbandono per concorrere a diventare frammento darte.
Nel fare questo, Espada associa
alla capacit di utilizzare le tecniche pi disparate una sensibilit
che gli consente di raggiungere
risultati dalla piena godibilit visiva. Leleganza dei cromatismi fa da
cornice alle materie, assimilandole
in contesti dalla ricercatezza realizzativa. Sono opere n di pittura
n di scultura, ma sintesi finalizzata
a un risultato estetico. Espada si
serve di strutture che siano compatibili con le sue rielaborazioni, e
non conta se siano di origine naturale o costruite dalluomo per fini raggiunti e superati,
insomma scarti.
Il risultato un insieme dalla significativa raffinatezza, che
pu essere apprezzato, discusso, ma certo anche assimilato in
qualsiasi contesto
ambientale, come
la personale Materie form struktur
che dal 28 agosto
al 18 settembre
presso la prestigiosa galleria di
Basilea, artgallery
106, ci metter
nelle condizioni di
verificare.
Giovanni Chiara

In Basel Materie form


Struktur
Die Kunst kann nicht Statik sein,
sondern Dynamik, und ber die
Zeit die knstlerische Ttigkeit
von Rafael Espada zu verfolgen,
fhrte zu nichts anderem als
in uns diese berzeugung zu
strken. Kunst zu schaffen heit
zweimal reisen, in sich selbst hinein und quer durch die Welt,
auf der stndigen Suche nach
Anregungen und Offenbarungen.
Der Knstler ist deshalb ein Nomade des Geistes, der, ber die
Selbstverwirklichung in seinem
Ausdruckstreben, die Besttigung
sucht, das ernten zu wissen, was
ihn umgibt, um es zu darzustellen.
In dem Willen, im Exzess der Synthese zu sndigen, ist Espada ein Informaler, der die Fhigkeit malerischer Technik
mit dem kreativen Wissen um den Gebrauch des Existierenden vereinigt, und insbesondere, seiner materiellen Fragmente.
Die Werke gehen von einer Suche entlang paralleler Bahnen aus,
der konzeptuellen und der anderen physischen, welche immer
seine Wahrnehmung treffen kann.
Der Gegenstand, der wirklich Gegenstand oder ein Bestandteil seiner ist, wird dadurch vor Zerstrung des Aufgegebenen gerettet,
um mglicherweise ein Teilchen
der Kunst zu werden.
Mit dieser Handlungsweise verbindet Espada die Fhigkeit zur
Verwendung unterschiedlichster
Techniken mit Empfindsamkeit,
was ihm das Erreichen von Ergebnissen hchster visueller Nutzbarkeit ermglicht. Die
Eleganz der Farbigkeit herrscht vom Rand bis ins Bildmaterial, vereinigt in Kontexten verwirklichten Suchens. Es
sind Werke weder der Malerei noch der Skulptur,
sondern Synthesen, zu einer sthetischen Lsung
vollendet. Espada bedient sich der Strukturen, die
mit seiner Neuschpfung vereinbar sind, wobei
es nicht darauf ankommt, ob sie natrlichen Ursprungs oder vom Menschen fr bestimmte Zwecke konstruiert und danach berflssig, kurz Abfall
sind.
Das Resultat ist ein Ganzes von bezeichnender
Raffiniertheit, das geschtzt, diskutiert, aber sicher
auch assimiliert werden kann in jedwelchem umgebenden Kontext, wie in der persnlichen Einzelausstellung Materie Form Struktur, die vom
28. August bis zum 18. September 2014 in der
renommierten Basler Gallerie art gallery 106
stattfindet, was einen in die Lage einer persnlichen berprfung versetzt.
(deutsche bersetzung Christoph Leon)

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Ekecheiria 30

31 Ekecheiria

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Organigramma Associazione
Sede: Galleria Vittorio Emanuele II, 12
20121 Milano
Presidente
Giacomo Lodetti - Libreria Bocca 1775 - MI
Vicepresidente e Segretario Generale
Vincenzo Orieti - Libreria Tombolini - RM
Consiglieri
Luigi Calabrese - Libreria Prampolini - CT
Mario Cerne - Libreria Umberto Saba -TS
Giacomo Lodetti - Libreria Bocca 1775 - MI
Maurizio Malavasi - Libreria Malavasi - MI
Vincenzo Orieti - Libreria Tombolini - RM
Presidente Commissioni
Anna DAmbra Cavallotto
Libreria Cavallotto - CT
Revisore
Andrea Bondanini
Consulente Legale
Avvocato Pietro Santoro

Il Codice Atlantico
Leonardo e... le bone herbizine
Si, una foglia di salvia, nientaltro: ma
li che si trova, l, in una pagina del
Codice Atlantico. La mano del genio di
Vinci ne ha fatto un ritratto straordinario: in bianco e nero, per di pi.
Una foglia appena colta che conserva ancora il filamento del gambo da
cui proviene: potremmo avvicinarci e
percepirne il profumo... Peccato che
fra noi e lei si frappongano 500 anni
di vita, di vite... Si affollano alla memoria le sensazioni che mi danno i disegni di Leonardo a soggetto vegetale:
un grande senso di freschezza verde,
la scoperta fissata per sempre sulla
carta, col terrore che il fiore possa
appassire e il profumo svanire. Fiori
che sono gi cos belli e perfetti che
non hanno neppure bisogno del colore per affermare io vivo. E infatti
sono eterni.
Leonardo, davvero appassionato della
Natura e del ben vivere: e ben vivere significa anche ben nutrirsi. Forse
anche un poco goloso, se si esprime
cos: De 5 sensi vedere, udire, odorato sono di poca proibizione; tatto e
gusto no. Ossia: posso fare a meno
di tutto ma non toglietemi la gioia di
toccare e gustare.
Per fare salza verde, piglia petroseno, serpillo, uno poco de biette e
altre Bone Herbizine... Cos Maestro
Martino da Como, il Re dei cuochi del
secolo XV, descrive la ricchezza degli
orti che confluisce nella preparazione
di una salsetta da gustarsi su crostini.
E il Nostro deve averne gustate parecchie di Herbizine; lui nato nel verde
della campagna toscana, lui che osserva ogni filo derba per farne esperienza, lui che sempre vissuto in
luoghi dove il piacere della tavola viene esaltato dagli aromi pi raffinati...
Leonardo apprezzava il cibo, come
i begli abiti, la buona compagnia e il
far musica fra amici e tutto ci che
rende la vita degna di essere vissuta.
Godeva del sapore di una ricetta spa-

gnola o toscana, esattamente come


apprezzava il paesaggio lombardo, o
un profilo di donna, o il profumo di
un fiore che si apprestava a schizzare
su pergamena o su tavola, o su tela.
C una ricetta che sicuramente il
Nostro assaggi quando, in giovent,
capit presso i palazzi della famiglia
de Medici, o di altri nobili fiorentini
che esercitavano diritti speciali sulla
Cattedrale. A Natale, essi si vedevano
recapitare a domicilio un pasto rituale
offerto dallarcivescovo; larghi taglieri
di materiale nobile sui quali poggiavano grandi porzioni di carne bollita,
di arrosti e di tredura. un piatto
di umili porri insaporiti con pancetta, ma colorati con zafferano: giallo
era sinonimo di oro, e mangiare loro
avrebbe dovuto portare allImmortalit. Un accostamento molto indicato al
giorno in cui si celebrava la discesa fra
gli uomini del Figlio del Dio della Luce.
TREDURA
Per 4 persone: 4 grossi porri, 3 uova,
200 grammi di carne di maiale macinata, 50 grammi di lardo, 70 grammi
di mollica di pan raffermo, 1 bustina
di zafferano, sale, pepe nero, pangrattato, latte q.b.
TAGLIATE la parte verde dei porri conservando la parte bianca che
taglierete in due per il lungo.Tuffateli per 5 minuti nellacqua bollente e,
intanto, ammollate la mollica nel latte.
Levateli dallacqua al dente poi insaporiteli per qualche minuto nel lardo
ben caldo, salandoli il giusto. Levateli e
teneteli in caldo mentre rosolate nel
lardo la carne macinata: aggiustate di
pepe, mescolatela con la mollica di
pane ben strizzata e 2 uova sbattute.
Disponete il tutto sopra i porri preventivamente sistemati in una pirofila
imburrata e spolverata di pangrattato. Sbattete luovo rimasto con sale e
zafferano, versatelo su tutto il resto
e infornate per circa 10 minuti. Servite caldo, magari con un buon rosso
brioso.
Giovanna Motta

Riservato ai Librai
i libri segnalati su questo numero vengono forniti da
Cav. G. Russano Sas di Russano Roberto
Distribuzioni Editoriali Italiane ed Estere
via Tajani, 10 - 20133 Milano
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Filos Biblos
Libro Amico

Lassociazione culturale
delle librerie storiche
e antiquarie dItalia
organizza la terza
tre giorni del libro
per bibliofili in galleria
vittorio emanuele ii
7-8-9 dicembre 2014
Orario continuato 10-22
Centinaia di libri prezioni e antichi
di Architettura, Arte, Classici
e Letteratura per linfanzia

Partecipano le Librerie Storiche Antiquarie


Docet di Bologna
Gonnelli e Gozzzini di Firenze
Bocca e Malavasi di Milano
Regina di Napoli
Vallerini di Pisa
Tonini di Ravenna
Prandi di Reggio Emilia
Rappaport e Tombolini di Roma
Pregliasco di Torino
Saba di Trieste

ASSOCIAZIONE CULTURALE
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FONDATA A MILANO
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NEL 2004
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