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LA

DEPRESSIONE
Un Male Che si Pu Vincere!

di
Tonino Mele

INDICE
I - UNIVERSALIT DELLA DEPRESSIONE
II - COS LA DEPRESSIONE?
III - LE CAUSE DELLA DEPRESSIONE
IV - I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE
V - COME SI CURA LA DEPRESSIONE? (1 Parte)
VI - COME SI CURA LA DEPRESSIONE? (2 Parte)
VII - PU UN CRISTIANO ESSERE DEPRESSO?
VIII - COME AIUTARE UNA PERSONA DEPRESSA?
IX - LA MIA ESPERIENZA PERSONALE
BIBLIOGRAFIA

I - Universalit della Depressione


In queste pagine vorrei trattare un argomento molto attuale e molto importante. Senza
alcuna pretesa di essere esauriente, affronter con voi uno di quelli che pu benissimo
essere classificato tra i primi cinque mali del secolo.
Qualche anno fa, in un programma televisivo RAI molto interessante, si parl del
seguente argomento: Depressione: Un Disagio Che Cresce?. In quelloccasione si disse
che il nostro un pianeta di psicolabili, in quanto, secondo lOrganizzazione Mondiale della
Sanit, 350 milioni sono le persone affette da depressione e da disturbi maniacali. Si disse
ancora che nel mondo, persone che soffrono di diversi tipi di demenza, di cui spesso la
depressione una tappa, sono 29 milioni; 10 milioni sono coloro che fanno uso di
antidepressivi e questo fa s che il fatturato annuo dellindustria che produce un importante
farmaco come il Prozac, sia di 2000 miliardi. In Italia, la percentuale di persone che hanno
avuto episodi di depressione si aggira intorno ai 9 milioni, di cui, 2 milioni non sono mai andati
dal medico per farsi curare.
Secondo unaltra statistica pubblicata in un settimanale di qualche anno fa, dove si
analizzava la depressione in relazione allet, si affermava che tale disturbo colpisce
soprattutto le persone fra i 35 e i 44 anni. Tuttavia, essa conosciuta molto bene anche dai
diciottenni e dai sessantenni. Spesso essa legata agli sconvolgimenti della pubert e della
menopausa.
Si parla di una depressione post-parto, di una depressione da pensionamento, di una
depressione stagionale, pi precisamente invernale, ecc...ecc...ecc... Addirittura i bambini di
due o tre anni possono esserne colpiti e si stabilito che circa il 4% dei bambini soffre di
depressione. Ci pu apparire strano, per cos e bisogna tenerne conto soprattutto
quando si ha a che fare con certi bambini cosiddetti difficili: pu darsi che siano dei bambini
depressi che hanno veramente bisogno di aiuto.
Tutto ci conferma il carattere universale della depressione, di questo male oscuro che
sembra aumentare sempre pi, senza risparmiare proprio nessuno. E non si pu certo dire
che la cultura o il rango sociale siano un deterrente alla depressione. Infatti, lindirizzario dei
depressi annovera persone del calibro di Hemingway, Churchill, Van Gogh, Cesare Pavese,
Virginia Wolf, Hermann Hesse, Primo Levi, Edgar Allan Poe. Si dice di questultimo che, dopo
aver scritto la sua novella intitolata Il pozzo ed il pendolo sia rimasto affetto da una grave
crisi depressiva durata quattro giorni. E Van Gogh arrivato a tagliarsi un orecchio in un
accesso di ira. Hermann Hesse, il famoso autore di Siddharta stato in cura presso degli
psicoanalisti Junghiani e in seguito a questa esperienza ha scritto il suo racconto Demian ed
il saggio La nevrosi si pu vincere.
Come si pu ben vedere la lista lunga e potremmo parlarne ancora per parecchio
tempo. Allelenco si possono infatti aggiungere ancora persone famose quali: Indro
Montanelli, Sandra Mondani, Ornella Vanoni, Oriella Dorella, Carolina di Monaco e tanti altri.
Ma, ora che siamo entrati nel tema, credo sia meglio articolare loggetto della nostra ricerca,
in modo da poter ritenere i vari aspetti del problema e arrivare al sodo della questione,
ritenendo che veramente la depressione un male universale che pu colpire chiunque, in
qualsiasi momento, in qualsiasi posto, a qualsiasi et e a qualsiasi livello sociale. Persino
lessere cristiani e fedeli talvolta non ci esime dallessere colpiti da questo problema. Nella
Bibbia si parla di personaggi quali il Salmista Davide, i Profeti Elia e Geremia che parlano con
il linguaggio tipico della depressione: eppure erano persone consacrate a Dio e che Dio
aveva usato.

dunque veramente importante conoscere la depressione: che cos, come si


sviluppa e come la si pu vincere. Un famoso spot televisivo di qualche anno fa diceva: Se
lo conosci lo eviti; noi possiamo dire Se conosci la depressione puoi vincerla, si...perch
noi crediamo che la depressione un male che si pu vincere, ma prima bisogna imparare a
conoscerla. Bisogna capire che esiste una vasta gamma di stati depressivi, che spesso
hanno pur ispirato larte, ma che pure hanno ridotto in grande disperazione chi vi era
coinvolto.
Bisogna anche imparare a riconoscere i sintomi della depressione, perch non sempre
la malinconia o lapatia equivalgono a depressione. Ma quando i sintomi dicono chiaramente
che una persona depressa, allora, essi svolgono la duplice funzione di campanello
dallarme e di misuratori della gravit del male. Bisogna anche imparare a discernere le
cause della depressione, le quali possono essere sia fisiche che psicologiche e spirituali. Ed
proprio combattendo le cause e non solo i sintomi che si pu arrivare ad una guarigione
veramente duratura. Ed infine, bisogna imparare a guarire. Di solito la guarigione non
istantanea, ma graduale, anche se non per questo impossibile. Dalla depressione si pu
guarire. E vero che essa rimane per molti versi un male oscuro, ma oggi ne sappiamo pi di
ieri.

II - Cos la Depressione?
Anche se abbiamo etichettato la depressione, un male che si pu vincere, e crediamo
che la depressione pu essere sconfitta, ci rendiamo conto che non una cosa facile. E la
prima difficolt la si incontra proprio nel definire questo disagio, perch molte sono le sue
facce, i suoi sintomi e le sue cause. Persino la cura, molto spesso non uguale per tutti. Il
decorso della malattia segue vie sue proprie che sono ancora oggetto di indagine scientifica.
Cos le definizioni mediche del problema, tendono a sottolineare la complessit del quadro
clinico, notando comunque lo stato di abbassamento del tono vitale e dellefficienza
psicofisica. Per questo motivo, si tende molto spesso a parlare della depressione soprattutto
attraverso immagini, che meglio riescono ad esprimere almeno laspetto soggettivo del
problema. Viene chiamata male oscuro, mal di vivere, senso di perdita, senso di colpa,
lutto, tristezza, malinconia. Qualcuno lha definita con le parole sempre inverno e mai
Natale e qualcun altro lha descritta come una coperta di lana bagnata e ruvida. E qualcun
altro ancora ne ha parlato come un dolore permanente, il cadavere potenziale che noi
siamo. Lo scrittore Vincenzo Consolo, vincitore del premio Strega 1992, nel suo libro
Lunaria del 1985 racconta la depressione come un sordo dolore, un lentissimo disvivere,
un procedere a livelli sottostantioscillare sul ciglio dellabisso, pretendere oltre la balaustra
dellinesistenzavacuit, assenzaombra della vita.
Nella tarda mattinata del 10 agosto del 1999, quando tutto il mondo stava guardando
leclisse solare, una mamma chiese al figlio depresso di uscire a vedere tale evento; la sua
risposta fu: Leclisse gi dentro di me. Gli storici raccontano che anche il grande
riformatore tedesco Martin Lutero soffriva spesso di stati depressivi. Un giorno, dopo varie
settimane che il suo viso cupo e abbattuto aveva smorzato la freschezza e la vitalit della sua
casa, la moglie si present a lui tutta vestita di nero, come se stesse andando a un funerale.
Dinanzi alla meraviglia del marito ella rispose: Martin, a vedere il tuo comportamento sembra
che Dio sia morto e cos mi sono preparata per il suo funerale.
Ecco qui una bella immagine di quella che spesso la depressione: un vestito nero
adatto ad un funerale; un vestito della mente, si intende. Esso il vestito della tristezza, della
malinconia, dellamarezza, del risentimento, del buio interiore che riduce drasticamente la
nostra capacit ed ogni amore per la vita. Un depresso uno che non ama pi vivere e
spesso si ritrova a pensare seriamente alla morte come lunico stato in cui pu almeno stare
in pace.
Ogni stimolo vitale cessa di aver presa su di lui che diventa schiavo dei propri stati
danimo; prigionieri con la porta aperta, come disse il poeta Pablo Neruda. Ma forse dal
punto di vista del depresso, la cosa peggiore che non si riesce a dare un senso a tutto
questo. Egli stesso non riesce a capire perch e vorrebbe tanto avere qualsiasi altro tipo di
male, fosse anche un arto rotto; almeno quello pu identificarlo e farsene una ragione. Un
depresso ha raccontato cos questesperienza: Le malattie, anche gravi, aggrediscono una
parte del mio corpo, ma io resto io. Posso anche lottare contro, al limite , farmi forza. Invece
qui viene corrosa la mia dignit, la mia vitalit, gli elementi pi nobili ed essenziali della mia
persona. Io non sono pi me stesso, ma unaltra cosa. Se invece mi manca un gamba, resto
me stesso. Con la depressione non puoi pi contare su te stesso. davvero linferno!
Neppure il depresso che guarito riesce spesso a capire che cosa gli successo: guarda
indietro e stenta a credere che si sia ridotto ad essere un bambino piagnucoloso, immaturo,
pauroso di tutto e dipendente dagli altri. E i famigliari? Essi, meno di tutti riescono a capire gli
atteggiamenti del loro congiunto depresso, talmente drastico il cambiamento a cui devono

assistere come principali spettatori. Tutto questo non fa che aumentare il senso di
abbattimento e di colpa, finendo per far perdere ogni gioia di vivere ed ogni speranza di
guarigione. Indro Montanelli ha scritto: Noi depressi siamo come una mafia: ci capiamo solo
tra di noi.
Prima per di continuare a scendere in questo pantano di disperazione utile iniziare a
dire qualche parola di speranza, qualche parola che sorge direttamente dalla Bibbia, la Parola
di Colui che ci ha creati. La Scrittura dice che Dio il nostro Creatore, Colui che ci ha dato la
vita in tutti i suoi aspetti: la vita fisica, la vita psicologica ed affettiva, la vita spirituale. Ma Dio,
non solo Colui che ci da la vita, ma anche Colui che la preserva, se restiamo attaccati a Lui
come il ramo allalbero e come lalbero alla terra. Dobbiamo dunque dire che la depressione
spesso, anche se non sempre, il risultato di un cammino lontano da Dio. Per questo motivo
Ges venuto nel mondo: per dare Vita a coloro che credono in LUI. NellEvangelo di
Giovanni Egli disse: Io sono venuto perch abbiano la vita e labbiano in abbondanza
(10:10) ed ebbe a rimproverare alcuni suoi contemporanei dicendo: eppure non volete venire
a ME per avere la Vita (5:40).
Se si vuol veramente porre fine a quella mancanza di vita che caratterizza lo stato di
depressione utile ricordare che Ges pu dare la Vera Vita, anche quella psicologica ed
emotiva. Se vero che la depressione il tunnel pi frequentato del ventesimo secolo,
ricordiamo che Ges Cristo la luce e la guida per uscirne fuori.

III - Le Cause della Depressione


Scientificamente parlando, la scienza che studia le cause della depressione si chiama
Eziologia. Per parecchio tempo essa ha cercato di spiegare la depressione in chiave
psicologica e sociale, legandola a difficolt di inserimento nella societ o a traumi infantili. Ma
dagli anni settanta sembra che ci sia stata una svolta, in quanto si spostata tutta
lattenzione sulla biochimica del cervello. In altre parole, oggi si tende a credere che la
depressione derivi da un guasto biochimico del cervello. Pi precisamente si ritiene che a
causarne il disturbo sia la serotonina, una sostanza prodotta dal cervello, che con la
depressione tende parecchio a calare. Per questo motivo, oggi, molto pi che in passato si
tende a combattere la depressione con delle pillole, chiamate anche psicofarmaci, i quali
hanno lo scopo di ripristinare i livelli biochimici del nostro cervello. Una di queste pillole molto
diffuse in Italia il Prozac, che negli Stati Uniti stata ribattezzato come la pillola della
felicit, anche se non il solo tipo di psicofarmaco presente sul mercato.
Il termine psicofarmaco un termine molto generico, usato per descrivere tutti quei
farmaci che possono curare o modificare in qualche modo disturbi della psiche o del
comportamento. Per sommi capi possiamo distinguere: 1. neurolettici, usati soprattutto nel
trattamento dei disturbi come la schizofrenia; 2. gli antidepressivi, usati soprattutto nel
trattamento della depressione; 3. gli ansiolitici, usati soprattutto per la cura dellansia e degli
attacchi di panico. Mentre i neurolettici e gli ansiolitici hanno un effetto pi immediato e di tipo
analgesico (curano pi il sintomo che la causa), gli antidepressivi hanno un effetto pi diluito
nel tempo e, si pensa, di tipo terapeutico, cio volto a curare quella che si ritiene la causa
della depressione, ossia la diminuzione di serotonina nel cervello. Una classificazione
commerciale degli antidepressivi pu essere questa: antidepressivi triciclici (Larozil,
Anafranil), antidepressivi mao-inibitori (Parmodalin, Marplan), antidepressivi non triciclici
(Prozac, Trittico), sali di litio (Carbolithium), triptofano (Tripto-oh).
A questa larga diffusione, e qui basta pensare che l80% dei medicinali prescritti in
Francia sono psicofarmaci, non corrisponde per un altrettanto larga efficacia. Recenti
statistiche dicono infatti che soltanto per 2/3 della depressione sembra rispondere in qualche
modo positivo alla cura dei medicinali. Inoltre, c il problema della dipendenza e
dellassuefazione, sempre presente quando si prendono queste pillole, come anche indica la
sezione delle prescrizioni dedicata agli effetti collaterali. Altri effetti indesiderati degli
antidepressivi sono: stitichezza, bocca secca, ipersudorazione, dislessia, astenia,
sonnolenza, torpore ma anche eccitamento, iperstimolazione ed aumento della volizione,
ritenuta particolarmente rischiosa ai fini di un possibile suicidio.
Infine si pu dire, in merito ai farmaci della psiche, che, pur avendo un ruolo nello
stabilizzare lumore, soprattutto nelle depressioni pi acute, essi non neutralizzano le vere
cause del disagio, ma alleviano solo i sintomi. Gli psichiatri sanno che molte depressioni
hanno radici pi profonde della biochimica del nostro cervello e bisogna scavare di pi nella
vita e nella sfera psicologica dellindividuo. Il dottor Mortimer Oslow, neurologo e psichiatra,
ha detto: In fondo, i farmaci antidepressivi sono degli energetici psichici; tuttavia, dopo che il
farmaco ha provocato uninversione di marcia nel processo depressivo, continuano a
persistere le cause ultime che hanno provocato la depressionela farmacoterapia non
risolve per nulla le difficolt che il paziente ha nelle sue relazioni con lambiente. (Come
vincere la depressione, pg.68).
Non dobbiamo comunque dimenticare che varie cause della depressione sono
veramente di origine fisica. Fra queste possiamo citare:

varie forme di disturbi neurologici (epilessia e distrofia cerebrale)


varie forme di disturbo endocrino (ipotiroidismo e menopausa)
alcune fasi acute del diabete
il decorso di alcune malattie cardiovascolari
luso e labuso di farmaci ed anabolizzanti
lo sballo ormonale prodotto dalla nascita di un figlio
Come dice il dottor D.A.Seamanas, la depressione legata alla struttura della
personalit, alla costituzione fisica, alla chimica del corpo, alle emozioni ghiandolari, ai
modelli emotivi e ai concetti appresi (Guarizione delle emozioni ferite, pg.101). Tuttavia, se
un controllo medico e soprattutto neurologico esclude qualsiasi causa di ordine fisico, allora
bisogna pensare a quali cause di ordine psicologico, sociale e spirituale abbiano determinato
la depressione. E qui gioca un ruolo molto importante latteggiamento stesso della persona
depressa: egli deve volere e avere il coraggio di affrontare la verit intorno alla sua vita.
La verit vi far liberi diceva Ges e questo molto vero per la persona depressa, la
quale deve lottare tanto con gli infingimenti e le ambiguit della sua condizione. In linea
generale possiamo comunque dire che la depressione legata alla perdita, un lutto, come
lo definisce qualche psicologo, che avvenuto nella propria vita personale o famigliare. Pu
essere la perdita di un parente stretto, la perdita della libert, la perdita di un lavoro, la perdita
dei propri beni e di quantaltro la vita, che spesso strana, pu riservare. Ma questa solo
una faccia della medaglia; laltra faccia data da come noi reagiamo ad ognuna di queste
perdite. E risaputo, infatti, che non tutti reagiamo allo stesso modo, e ci che abbatte una
persona, unaltra riesce a sopportarlo relativamente bene. Il famoso poeta inglese John Milton
ebbe a dire: la mente il proprio luogo e pu fare del cielo un inferno, e un inferno del cielo .
E nella nostra mente che si decide il destino della nostra vita, qui sulla terra e per laldil.
Nella Bibbia, la mente vista spesso come il cuore, il centro della persona e della vita
umana: corrompere e deprimere la mente significa colpire luomo intero. Permettere invece
che Dio irradi il nostro cuore e la nostra mente con la Sua Parola e la Sua Presenza significa
arginare parecchio i flutti amari della depressione. Come dice la Scrittura: Egli (Dio) d forza
allo stanco e accresce il vigore a colui che spossato...quelli che sperano nel Signore
acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano
e non si affaticano (Isaia 40:29,31).
In sintesi possiamo dire che per la depressione esistono cause sia fisiche che
psicologiche. Fra le cause fisiche abbiamo citato certe disfunzioni neurologiche tipo
lepilessia e la distrofia cerebrale, e certe disfunzioni endocrine, tipo lipotiroidismo e gli
sconvolgimenti ormonali dovuti alla menopausa e alla nascita di un figlio. Fra le cause
psicologiche ribadiamo la perdita di qualcosa o qualcuno molto caro, che quasi sempre
accompagna gli stati depressivi. Ma qui, abbiamo anche distinto limportanza del nostro
atteggiamento e del nostro modo di reagire davanti alla perdita. Molto spesso o, oserei dire
quasi sempre, il nostro modo abnorme di reagire alla perdita che crea i maggiori problemi
legati alla depressione. Ed su questo modo di reagire che influiscono altre cause di natura
sia psicologica che spirituale, che possono si, essere legati alla nostra infanzia, e addirittura
ai nostri geni, ma anche alla nostra storia e stile di vita pi recenti. E vero che lambiente in
cui viviamo ci plasma moltissimo, ma anche vero che molto spesso siamo ci che abbiamo
deciso di essere, e ci ha inevitabili conseguenze anche sulla depressione. Questo per un
discorso che vorrei riprendere quando parleremo di come affrontare e vincere la depressione.

IV - I Sintomi della Depressione


C una domanda cruciale a cui importante dare una risposta: Come faccio a sapere
se sono veramente depresso? In altre parole: quali sono i sintomi della depressione?
La domanda si fa ancora pi interessante quando pensiamo che esistono dei sintomi che
secondo vari studiosi riguardano piuttosto una depressione normale, con risvolti addirittura
positivi. Dice il dott. Scott Peck, uno psichiatra di Harvard: Poich gli esseri umani devono
crescere mentalmente e spiritualmente e poich ogni crescita comporta la rinuncia o la
perdita del proprio vecchio io, la depressione un fenomeno normale e fondamentalmente
utile. Diventa abnorme e nocivo quando qualcosa interferisce con il processo di rinuncia,
poich in tal caso la depressione si prolunga e non risolve affatto con il completamento del
processo (da Voglia di bene pg.58).
Riprendendo le parole del dott. Scott Peck, possiamo dire che uno dei primi campanelli
dallarme che stiamo cadendo nella depressione proprio il perdurare di uno stato di
tristezza e di apatia, che altrimenti sarebbe normale. Si afferma che c la depressione
quando sussistono i seguenti sintomi per almeno due o tre settimane e forse un mese:
umore nero per buona parte della giornata;
mancanza di interesse per quasi tutte le attivit che prima costituivano per noi un
piacere;
insonnia o ipersonnia;
mancanza di appetito o gran voglia di mangiare, con conseguente perdita o aumento
di peso;
grande difficolt a prendere decisioni;
pensieri ricorrenti di suicidio;
impotenza o frigidit;
pianto e notevole suscettibilit.
Lideale sarebbe intervenire subito nella vita dellindividuo che manifesta questi sintomi.
Ma di solito si tende a minimizzare la depressione, finch non ci si accorge di stare
veramente male. Da un lato, il malato stesso si vergogna di tutto quello che gli sta accadendo
e non vuole ammettere neppure con se stesso la cosa. Dallaltro lato, i famigliari spesso non
sanno come intervenire, finendo per essere, o troppo duri, o troppo molli, sminuendo la reale
gravit del disagio o viziando la persona che depressa. Ma per poter vincere subito la
depressione, bisogna darle il meno spazio possibile, e prima si interviene a tutti i livelli e
meglio . A tal riguardo, si pu adattare alla persona che sta cadendo in depressione, quanto
il Signore disse a Caino prima che lamarezza lo spingesse verso il peggio. Nella Genesi
leggiamo: Il Signore disse a Caino: perch hai il volto abbattuto? Se agisci bene, non
rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, ma tu dominalo (4:67). La stessa cosa pu valere per noi oggi se sentiamo che i sintomi della depressione stanno
inondando come dei flutti amari la nostra vita. Chi mi invoca nel giorno della distretta, io lo
trarr fuori dice il Signore. Invochiamolo, ed Egli ci tirer fuori.
utile spendere qualche parola su uno dei sintomi su citati: i pensieri ricorrenti di suicidio.
Non sono solo pensieri. Il depresso ne parla pure abbastanza apertamente e questo di
solito un modo per attrarre lattenzione sul suo stato o forse anche un modo per punire chi
gli sta vicino e gli vuol bene. Allinizio questo normale in quasi tutti i depressi, ma la
domanda pi importante : quando bisogna iniziare a preoccuparsi seriamente? Si ritiene che
la fase di maggior pericolo sia quando il depresso inizia ad indicare mezzi, luoghi e tempi in

cui intende compiere il fatto. Si tenga presente anche che in questa fase, lintento del
depresso non pi quello di punire gli altri, ma di auto-punirsi. E dunque una fase di forte
autocritica. Che fare dunque quando la depressione ha ormai preso piede e inizia a
manifestare tutta la sua pericolosit? Come va affrontata la depressione? Questo sar il tema
che trattiamo di seguito.

V - Come si Cura la Depressione? (1Parte)


Fin qui abbiamo visto come la depressione sia un male molto diffuso, che ci toglie la
gioia e la voglia di vivere. Abbiamo detto che le cause possono essere di varia natura, cio
sia fisiche, che psicologiche ed anche spirituali. A proposito delle cause spirituali abbiamo
insistito sul valore della fede cristiana, proprio perch riteniamo che luomo sia
fondamentalmente un essere spirituale, cio un essere che, per vivere pienamente la sua
vita, deve camminare in comunione con il suo Creatore. Molto spesso infatti vediamo come
persone depresse, che accettano il Signore Ges Cristo nella loro vita ed iniziano un
cammino di fede con altri cristiani vengono totalmente guarite. Sempre a proposito delle
cause spirituali bisogna anche dire che molte persone che hanno praticato arti occulte ed
hanno fatto parte a vari livelli del mondo dello spiritismo, prima o poi, devono fare i conti con
la depressione e con forti tendenze al suicidio.
Nel capitolo precedente abbiamo parlato dei sintomi della depressione ed abbiamo
accennato allimportanza di intervenire subito, appena questi si manifestano. Ora, tenteremo
in qualche modo di arrivare al sodo di questo argomento, vedendo come affrontare, curare e
vincere il male della depressione. Il messaggio di fondo che vogliamo comunicare ai nostri
lettori, sia depressi che non, che la depressione un male che si pu vincere. Come
dicevamo pocanzi, tante sono le testimonianze di persone, che pur avendo toccato livelli
molto brutti, anche di emarginazione e degrado, sono riusciti a risalire la china. Il Signore
stesso ha promesso di aiutarci nel momento della distretta ed il salmista Davide, che ben
sapeva questo fatto, poteva dire: Quandanche camminassi nella valle dellombra della
morte, io non temer male alcuno perch tu o Signore, sei con me (Salmo 23:4).
Forse non riavrai indietro ci che hai perduto, ma il Signore ti sar vicino e scoprirai un
mondo di vita e di gioia che pensavi non esistesse. Diceva Claudel: Davanti alla sofferenza
Ges non d una spiegazione, ma attua una presenza. Non distrugge la croce, ma laccetta.
Dio pronto ad aiutarti se tu affidi la tua vita a Lui con tutti i tuoi drammi, le tue sconfitte, i tuoi
sensi di colpa, le tue paure e le tue incertezze. Ges Cristo Colui che pu darti una vita
nuova, il perdono delle tue colpe, una gioia incontenibile, un senso nuovo ed un nuovo scopo
per vivere. Detto questo, bisogna dire che normalmente la guarigione dalla depressione non
avviene in modo istantaneo, ma in modo molto pi graduale. Come graduale il discendere
nella depressione, passando da stati depressivi normali e lievi a stati di disagio pi gravi ed
acuti, cos graduale il cammino della guarigione. Ed in virt di questa gradualit del male
che importante sapere, ai fini della guarigione, a che livello di depressione sta lindividuo:
lieve, grave o acuta.
Il principio che, pi grave la depressione e pi necessario combattere i sintomi
che agitano o immobilizzano la persona. Ed secondo la gravit che bisogna decidere se
andare da uno specialista o meno, se far uso di farmaci o meno, o se addirittura aver bisogno
dellelettroshock. Di sicuro per, per poter iniziare o anche smettere luso di questi strumenti
di cura, bisogna tener conto di due cose: 1 - bisogna sentire il parere di un medico,
soprattutto di un neurologo; 2 - bisogna ricordare che essi combattono solo i sintomi della
depressione.
Una volta che si combattuto i sintomi, che comunque sono parte integrante del male,
allora bisogna fare i conti con le cause della depressione. E importante identificare queste
cause, perch altrimenti si rischia di ricadere nella depressione pi e pi volte. Combattere le
cause significa cercare di stroncare il male alla radice ed imparare a vivere nuovamente la
propria vita, magari con una scorza pi forte. Come abbiamo gi detto in una puntata

precedente, le cause possono essere sia di natura fisica che psicologica. E importante
dunque un controllo medico e neurologico che identifichi eventuali anomalie di ordine fisico,
che possono essere allorigine della depressione. Escluse queste, si deve puntare ad
indagare nella vita e nella storia dellindividuo eventuali perdite, ma soprattutto traumi che
hanno impedito alla persona di vivere normalmente la sua esperienza di dolore e sofferenza.
Molto importante, in questa fase, la volont e la sincerit della persona di andare
avanti in un cammino di verit che metta a nudo i lati oscuri della sua esistenza. Ma spesso il
problema complicato da uno strano meccanismo della psiche che ci porta a rimuovere tutte
quelle cose della nostra vita e del nostro passato che non si vuole ricordare perch ci fanno
male. E qui ci vuole proprio la grazia di Dio e, perch no, anche labilit di chi ci aiuta, per
poter riconoscere e rinunciare a tutte quelle cose che inconsciamente tornano a galla per
deprimerci.
Tuttavia anche vero che non necessario dover ricordare tutti i dettagli della nostra
storia e del nostro passato per poter guarire. E importante farci unidea della nostra vita,
anche passata, per poter capire ci che andato storto e poter cos cambiare, ma pur vero
che il Signore ci conosce molto pi che noi conosciamo noi stessi ed Egli, dice lapostolo
Paolo, pu fare al di l di ci che immaginiamo e pensiamo (Efesini 3:20), e quindi al di l di
ci che riusciamo a ricordare. Per questo, il Salmista Davide presentava a Dio anche le cose
che gli erano occulte, sapendo che Dio poteva intervenire. Spesso succede che nel tempo,
dopo un lungo cammino di normalit e di serenit che riusciamo a ricomporre pi
compiutamente il mosaico della nostra vita.
Essenziale : invertire la rotta e prendere le distanze il pi possibile da tutto ci che ci
deprime e ci allontana dal Signore. Prendete le distanze da ogni pensiero che vi tormenta e vi
amareggia, e ricercate le cose che possono aiutarvi a ricostruire la vostra serenit e la vostra
vita.

V - Come si Cura la Depressione? (2 Parte)


Come si cura la depressione? In fondo in fondo, questo il nocciolo della questione:
cio, come fare ad uscire dalla depressione? Oggi, vogliamo continuare a parlare su questo
tema, sapendo che proprio questa la parte pi interessante di tutto il discorso. E nel
tentativo di semplificare il ragionamento, tracceremo dei passi logici, anche se non
necessariamente cronologici, di come fare per uscire dalla depressione. Ma, non vedete
questi punti come una ricetta usa e getta, quanto una sfida da affrontare nel medio o lungo
periodo.
Cos, volendo riassumere in delle affermazioni semplici e, ci auguriamo chiare quanto
in parte abbiamo gi detto, possiamo dire quanto segue:
1 - Bisogna sapere che, per uscire dalla depressione, occorre tempo, e quindi, non bisogna
mai perdere la speranza, ma importante gioire anche delle pi piccole vittorie; uscire dalla
depressione un processo graduale che pu anche durare uno o pi anni; la parola dordine
INSISTERE.
2 - Bisogna decidere di voler uscire dalla depressione ed impegnarsi con tutte le forze
rimaste a risalire la china; spesso il problema di fondo sta proprio qui, cio nellostinazione a
voler rimanere depressi, quasi come una sorte di autopunizione o di vendetta verso chi ci sta
vicino: ma cos non si guarir mai, e si scender sempre pi a fondo; spesso per, succede
anche che lindividuo vorrebbe uscire dal suo stato, ma sperimenta una volont molto debole:
qui possiamo dire che non bisogna arrendersi, ma continuare a sperare, perch la volont va
ricostruita passo dopo passo e, malgrado le sconfitte; consola tantissimo sapere ci che
diceva lapostolo Paolo: E Dio che produce in voi il volere e lagire. (Filippesi 2:13); la parola
dordine qui VOLERE.
3 - Bisogna riconoscere a che livello di depressione si arrivati e da l muoversi per curare;
questo lo si pu scoprire dai sintomi: a dei sintomi pi o meno gravi, corrisponde una
depressione pi o meno grave; fatto questo, bisogna combattere i sintomi, in modo da
alleggerire lempasse psicologico e fisico in cui la persona caduta; sono i sintomi, o,
chiamateli pure effetti, della depressione laspetto pi immediato e pi urgente da alleviare e
curare; qui che, a nostro avviso, possono avere un ruolo i farmaci prescritti dal medico, i
quali possono calmare o, se vogliamo dirla tutta, sedare la persona estremamente agitata
ed aiutarla a recuperare un po di stabilit emotiva e forse anche un po di sonno; evidente
che, in questa fase della cura, pu avere un ruolo anche il classico evadere, se la gravit
della depressione lo permette, cio prendere le distanze da luoghi e persone ove il male si
sviluppato: magari un viaggio, una vacanza, un nuovo hobby; ma chiaro che non si pu
evadere e fuggire per tutta la vita, come non si pu prendere farmaci per sempre: essi
devono solo essere, se necessari, e restare, una tappa ben definita nel processo di cura; la
parola dordine qui ALLEVIARE.
4 - Bisogna identificare le cause della depressione; una volta alleviati i sintomi, si deve
puntare a combattere le cause della depressione, perch da l che la depressione nata e
ha prodotto i suoi effetti; qui opportuno fare anzitutto, un esame medico e neurologico per
identificare o escludere cause di ordine fisico; in secondo luogo, e soprattutto se viene
esclusa ogni causa di ordine fisico, e quindi non abbiamo pi questo tipo di scusante,
dobbiamo essere onesti con noi stessi ed avere il coraggio di affrontare la verit intorno alla
nostra vita; e qui bisogna stare attenti a certi meccanismi di difesa della nostra psiche, come li
chiama la psicologia, i quali ci portano ad aggirare la verit; i meccanismi di difesa pi
consueti sono la rimozione, la proiezione e la razionalizzazione: con la rimozione

generalmente tendiamo a reprimere dentro noi stessi qualcosa che non vogliamo accettare
ne ammettere in modo diretto, per cui ci giriamo attorno; con la proiezione tendiamo ad
attribuire ad altri le responsabilit e le colpe che in realt sono nostre; con la
razionalizzazione invece tendiamo a giustificare e assolvere fatti che ci riguardano, che
presi nella loro semplicit non sono da giustificare; importante qui parlare dei nostri
problemi con persone che ci conoscono a fondo e possono correggerci in qualsiasi momento;
la parola dordine qui CAPIRE.
5 - Bisogna rinunciare alle cause della depressione; forse queste cause sono delle abitudini
sbagliate, dei falsi ideali o mete irraggiungibili che con il tempo ci hanno logorato, oppure,
risentimenti profondi che hanno alimentato in noi ira, amarezza e depressione, o ancora non
abbiamo accettato qualche perdita, lutto o insuccesso, oppure dobbiamo rinunziare a dei
compromessi, ad esperienze fatte con il mondo dellocculto e comunque ad uno stile di vita
vissuto lontano da Dio; bisogna chiedere perdono a Dio per il nostro atteggiamento passato
e, se il caso, chiedere perdono alle persone che abbiamo offeso; bisogna perdonare e
dimenticare le offese ricevute; bisogna affrontare le cose che ci hanno fatto cadere nella
depressione in modo da non averci pi a che fare; la parola dordine qui RINUNCIARE.
6 - Bisogna riempire la nostra vita di cose nuove, utili e costruttive, che allarghino e
sanciscono il nostro distacco da tutto ci che ci ha depresso; qui molto importante imparare
lo stile della vita cristiana, come la Bibbia lo insegna; questo stile di vita pu essere riassunto
in tre virt cardine: la FEDE in un Dio che ci cura e ci perdona; lAMORE verso tutti, anche i
nemici; la SPERANZA malgrado tutte le circostanze della nostra vita; le conseguenze
pratiche ed immediate di queste virt sono: la lode, la riconoscenza, le buone opere, la gioia,
la costanza; al centro di questa vita nuova deve stare il Signore Ges Cristo, il quale deve
poter regnare su di noi e ricevere lobbedienza che merita in tutti gli aspetti della nostra vita; il
segreto conoscerlo: pi lo conosciamo e ci lasciamo illuminare attraverso la Sua Parola e
pi impariamo a sottometterci a Lui; lo scopo della vita cristiana quello di essere una
testimonianza in questo mondo per Cristo Ges, sia con le parole che con le azioni; la Bibbia
chiama questo stile di vita il sentiero dei giusti e lo descrive come il sole che spunta e va
sempre pi risplendendo, finch sia giorno! (Proverbi 4:18); la parola dordine qui
RICOSTRUIRE.
Tutti questi passi o tappe della cura, ci aiutano a capire che la guarigione dal male
della depressione un processo. Ma attenzione! Pur non essendo mai dei soggetti passivi,
dobbiamo permettere che ci sia Dio al controllo di questo processo dallinizio alla fine. Dale e
Juanita Ryan hanno scritto: Sotto un certo aspetto la guarigione non qualcosa che
facciamo noi. E un dono che riceviamo. E Dio a rimettere a posto le gambe rotte e le vite
spezzate. E Dio a guarirci. Sia il coraggio per ammettere di aver bisogno di aiuto, sia la forza
di sopportare il processo di guarigione sono doni datici da Dio. Dio un Dio che guarisce. E
attento al nostro bisogno di aiuto con compassione. E gentile e amorevole con noi. (da: Dio
dice: IO SONO CON TE, pag.116)
Possano, caro lettore, queste semplici parole toccarti nellintimo del tuo cuore e
spingerti ad affidare la tua vita nelle mani di Dio.

VII - Pu un Cristiano essere Depresso?


Pu un cristiano cadere nella depressione? La risposta che diamo a questa domanda
dipende molto da cosa intendiamo con la parola cristiano. Se con questa parola intendiamo
una persona che dice o pensa di essere cristiano semplicemente perch nato o risiede in
una famiglia cristiana o in un paese cristiano, chiaro che cos non . Un cristiano, secondo
la Bibbia, colui che, in un modo consapevole risoluto ha deciso di affidare la propria vita
nelle mani di Ges Cristo e di seguirlo in tutti i suoi insegnamenti. Cristiano, secondo le
parole stesse di Ges, uno che ha creduto in Lui e per questo atto di fede ha ricevuto la vita
eterna e il diritto di far parte della famiglia di Dio (Giovanni 1:12; 3:16). Avendo cos chiarito
cosa la Scrittura intende per cristiano, ribadiamo la domanda fatta allinizio: Pu un vero
cristiano, cadere nella depressione?
A questa domanda, anche a rischio di far crollare qualche mito, dobbiamo rispondere
che, purtroppo possibile: un cristiano sincero, che ha fatto sul serio con il Signore, pu
cadere nella depressione. Il dott. Hyder, uno psichiatra cristiano francese, ha cos descritto
questo fenomeno: Bench non abbiamo molta voglia di riconoscerlo, la depressione pu
attentare anche i credenti, come i non credenti...il cristiano sofferente di depressione molto
pi oppresso del non cristiano. Il suo triste umore gli d limpressione di essere separato non
solo dai suoi simili, ma anche da Dio. Egli dubita della sicurezza della sua salvezza. Egli si
domanda se realmente un vero credente! I suoi peccati sono stati realmente perdonati? Egli
studia le Scritture e fa esattamente il contrario di quel che potr aiutarlo ad uscirne. Egli si
pente, confessa la sua colpa, si riprende, ma continua a sentirsi depresso. Pi passa il tempo
in preghiera, pi egli concentra i suoi pensieri su s stesso, sui suoi sentimenti e sui propri
problemi. Egli diviene egoista nella preghiera... (da La nostra salute mentale)
Come abbiamo detto nel primo capitolo, nellAntico Testamento, cio la prima parte
della Bibbia, possiamo trovare vari personaggi che avevano consacrato la loro vita a Dio e
che Dio aveva usato, che parlano con il linguaggio tipico della depressione e hanno
atteggiamenti tipici della depressione: fra cui lautocommiserazione ed il desiderio di farla
finita. Tra questi possiamo citare:
Giobbe - 3:1,3,4,6,10,11
Mos - Numeri 11:10-15
Elia - 1 Re 19:4,10
Giona - 4:1,3
Geremia - 15:10,17-18
Davide - Salmi 13:1-3; 38:1-14; 42:3,5,6,9-11; ecc...
Nel capitolo 2 abbiamo poi parlato di Martin Lutero, il grande riformatore tedesco, il
quale, anche lui cadeva in profondi stati depressivi, talch la moglie lo ammoniva dicendo che
Dio non era morto. La storia della chiesa cristiana ci tramanda che anche grandi uomini di Dio
del passato, grandi pionieri dellEvangelo e grandi missionari, furono vittime della
depressione. Fra questi ricordiamo:
Davide Braynerd
Hudson Taylor
Adoniram Judson
Davide Brainerd stato forse il pi grande missionario fra i pellerossa, gli indiani
dAmerica, eppure spesso nei suoi diari si pu leggere dei suoi insuccessi e dei suoi frequenti
stati di malinconia e depressione. Eppure Dio lo us parecchio. La stessa cosa si pu dire di

Hudson Taylor, fondatore della missione per linterno della Cina. Grande fu la sua fede, il suo
impegno ed il suo zelo, eppure anche questo grande missionario, cos dicono gli storici, era
soggetto a frequenti depressioni e fin i suoi giorni isolato in Svizzera con un forte
esaurimento fisico e mentale curato da sua moglie Jennie (da Verso le estremit della terra,
pag.205) Ma forse lesempio pi emblematico, anche se pi bello per come andata a finire,
quello di Adoniram Judson, eroico missionario nella Birmania. Cos racconta la sua
esperienza la storica Ruth Tucker:
La reazione immediata di Judson alla morte di Nancy (sua moglie) fu quella di
affogare il suo dolore nel lavoro. Per pi di un anno egli mantenne un ritmo frenetico nel
lavoro di traduzione e nellevangelizzazione, ma il suo cuore vagava altrove. Nel suo intimo
covavano dolore e sensi di colpa, da cui aveva bisogno di essere liberato. Egli non riusciva a
perdonarsi di non essere stato al fianco di Nancy nel momento in cui aveva avuto maggior
bisogno di lui. Il dolore stravolgente che provava non diminuiva, anzi sembrava intensificarsi.
Con laumentare della depressione egli cominci a rendere meno anche nel lavoro. Cominci
a ritirarsi, passando lunghi periodi di meditazione, evitando qualsiasi contatto con gli altri.
Evitava persino di mangiare con gli altri missionari nella casa della missione. Infine, quasi due
anni dopo la morte di Nancy, tagli i ponti con la societ e si ritir nella giungla, costruendosi
una capanna e vivendo come un eremita. Arriv persino a scavarsi una fossa dove vegli per
giorni e giorni riempiendo la sua mente di pensieri morbosi sulla morte. Una desolazione
spirituale lo invase: Dio per me il Grande sconosciuto. Credo in Lui ma non lo trovo.
Fortunatamente il suo squilibrio mentale non fu definitivo. Non ci furono psichiatri, non ci
furono psicoanalisti e non ci fu nessuna terapia di gruppo. Ci fu invece una valanga di amore
e di preghiere da parte dei suoi colleghi e dei credenti indigeni. Inoltre, la sua fede, ben
fondata, resistette anche nei momenti di dubbio pi profondo. Lentamente venne fuori dalla
paralisi a cui la depressione lo aveva costretto e uscendone, acquis una rinnovata profondit
spirituale che rese pi incisivo il suo ministero. Cominci a viaggiare per la Birmania, aiutando
altri missionari nei loro avamposti. Ovunque andasse suscitava la stessa reazione: folle di
persone alla ricerca della verit, conversioni e segni di crescita spirituale. Egli avvertiva un
rinnovato spirito di interessamento in tutta la lunghezza e larghezza del paese.
Ecco, caro lettore, ci che Dio pu fare anche in un cristiano che stato depresso: Egli
pu rinnovarlo daccapo e renderlo pi utile di prima. Forse per questo che il salmista
Davide, che pur conobbe la depressione, in un suo salmo dice: E stato un bene per me
lafflizione subita, perch imparassi i tuoi statuti (Salmo 119:71). E lapostolo Paolo altres
pot dire: Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Ges Cristo, il Padre
misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinch
mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare
quelli che si trovano in qualunque afflizione. (2 Corinzi 1:3-4). Non c dunque alcun motivo
per non riconoscere che anche noi, pur essendo cristiani, possiamo passare nella valle della
disperazione, dove stentiamo a rialzarci. Purtroppo il problema che il credente spesso si f,
che in tale condizione di malinconia e di abbattimento non pi una testimonianza per il suo
Signore e Salvatore Ges Cristo, agli occhi del mondo. E questo veramente, per il cristiano
sincero un tormento, un qualcosa di cui si vergogna profondamente, e vorrebbe mille volte
morire pur di non disonorare il suo Dio. La questione per, che, quando cade nella
depressione, difficilmente si pu rialzare dalloggi al domani, per cui tanto vale riconoscere ed
accettare il suo stato, come qualcosa che comunque Dio pu risanare e sfruttare per la sua
gloria, come abbiamo visto stato il caso di Adoniram Judson. Dio potente ed Egli pu
scrivere dritto sulle righe storte della tua vita, perch, come scritto: tutte le cose cooperano
al bene di quelli che amano Dio (Rom. 8:28).

Il Dottor D.A.Seamands, professore emerito di Ministeri Pastorali e consulente interno


all'Asbury Theological Seminary di Wilmore, nel Kentucky, dice: Prima che una persona
possa curare la propria depressione, deve ammetterla. Molti cristiani, se fossero interamente
onesti sui loro stati d'animo, dovrebbero riconoscere: 'Si, la depressione anche una mia
conoscenza. So di che cosa stai parlando'. Negando la loro depressione molti cristiani
aumentano i loro guai: Aggiungono il senso di colpa alla depressione e con ci raddoppiano il
problema...la depressione non necessariamente un segno di sconfitta spirituale...Il peccato
pu portare alla depressione, ma la depressione non deriva tutta dal peccato...Per natura e
carattere, alcune persone sono nervose, apprensive, facilmente impressionabili. Sono
ipersensibili e si commuovono e cambiano umore facilmente. A questo punto il Dottor
Seamands distingue tra una depressione caratteriale ed una depressione spirituale,
affermando che Satana cerca di cambiare la depressione caratteriale in depressione
spirituale. Egli vuole sempre trasformare la depressione emotiva in sconfitta spirituale. Vuole
prendere un sentimento bruciato nel tuo apparecchio ricevente e trasformarlo in una fede
bruciata. Il Dottor Seamands conclude la sua riflessione sottolineando la fondamentale
importanza per il cristiano di riconoscere ed accettare la propria personalit con tutti i suoi
limiti, affinch impari a non cadere da una depressione costituzionale, e quindi naturale, in
una depressione spirituale, fatta di sfiducia e sconfitte. Non possiamo non riconoscere il
valore di questa riflessione!

VIII - Come Aiutare una Persona Depressa


Nellitinerario che abbiamo fatto insieme in tutte queste settimane sulla depressione,
abbiamo visto, vari aspetti di questo male ed abbiamo imparato a conoscerlo un po di pi.
Molto spesso una delle lamentele che la persona depressa fa proprio questa: Nessuno sa,
nessuno capisce, solo chi ci passato pu comprendere. E importante, prima di dire o fare
qualsiasi cosa, cercare di capire, entrare nel mondo del depresso e tentare, anche se non
facile, di ascoltare con pazienza e perseveranza. Siamo cos entrati in quello che il tema di
oggi: Come aiutare una persona depressa?. Qualche consiglio labbiamo gi dato le volte
precedenti e qui tenteremo di affrontare la questione nel modo pi completo.
Anzitutto, molto importante conoscere la depressione; non solo colui che la vive
dallinterno, cio il depresso, deve imparare a conoscere la depressione, ma anche colui che
la vive dallesterno, magari accanto ad un parente o ad un amico. E conoscendo i vari
sintomi, le varie cause, la sua diffusione e i modi per curarla, che la persona che vive accanto
ad un depresso, impara, anzitutto a non spaventarsi di certe reazioni e poi a come aiutare la
persona che sta male. Indubbiamente ci sono delle cose che la persona che vuole dare aiuto
deve evitare. Fra queste possiamo ricordare le seguenti:
1 - Non dite alla persona depressa: Su dai, tirati su, puoi farcela, solo questione di
volont. In realt proprio questo che manca alla persona depressa: non ha la volont di
tirarsi su. Essa vede gli effetti della depressione che sempre pi prendono piede nella sua
vita ed egli scopre sempre pi il senso della sua impotenza e del suo fallimento. Dire ad una
persona depressa: E solo questione di volont significa mettere con poca sensibilit il dito
su quella che la sua piaga e renderlo frustrato ancora di pi. Se c qualche momento in cui
si pu far leva sulla volont della persona depressa, nelle fasi iniziali del suo male, quando
si iniziano a intravedere i primi sintomi, forse l la persona ancora capace di reagire,
dopodich bisogna che il male faccia un po il suo corso e quindi, prepararsi a curare i
sintomi. Un altro momento in cui si pu far leva sulla sua volont quando la depressione ha
un po fatto il suo corso, sono stati curati un po i sintomi e la persona sta relativamente bene:
allora bisogna far leva su un tipo specifico di volont, cio la volont di guarire.
2 - Non cercate di spingere le persone a risolvere i suoi problemi di vita, magari quelli stessi
che hanno dato origine alla depressione, quando essa in preda ai sintomi della stessa, quali
panico, agitazione, insonnia, mal di testa, ecc....ecc... Molte persone che hanno cambiato
lavoro, scuola, citt, amici, il coniuge o il partner nelle fasi acute della depressione, sperando
cos di guarire, hanno preso un grosso abbaglio di cui poi si sono veramente pentite. C un
momento per curare i sintomi ed un momento per curare le cause e chi aiuta una persona
depressa deve aiutarla a prendere le sue decisioni nel momento giusto.
3 - Non compatite una persona depressa. Non date retta a tutti i suoi discorsi. Soprattutto
nella fase in cui bisogna aiutare la persona a prendere coscienza dei suoi problemi di vita, l
avrete a che fare con quei suoi meccanismi di difesa che abbiamo visto qualche settimana
fa: la rimozione, la proiezione e la razionalizzazione. Egli far lunghi discorsi, senza mai
affrontare il suo vero problema e se pure lo affronter, cercher di scaricare la sua
responsabilit sugli altri, oppure cercher di giustificarsi e di assolversi, quando invece deve
semplicemente riconoscere di aver sbagliato. E importante questa fase dellaiuto, perch la
fase cruciale in cui possiamo accompagnare la persona depressa in un cammino di verit
intorno alla sua vita, che lo porta a capire i suoi veri problemi, soprattutto davanti a Dio, ma
anche davanti agli uomini, a rinunziarvi e a ricostruire la propria vita con lenergia che viene

dal Signore. Importante, in questa fase di cura conoscere a fondo la persona che stiamo
aiutando ed essere fermi e schietti.
Volendo ora, dare uno sguardo in positivo alle cose da fare per aiutare una persona
depressa, forse una spicca su tutte, ed : ACCOMPAGNARE. Vogliamo aiutare una
persona depressa? Noi dobbiamo accompagnarla verso la guarigione. Non dobbiamo n
spingerla, n tirarla, n costringerla, ma accompagnarla con molto tatto, molta sensibilit,
molto affetto e molta preghiera. Solo Dio, in certi casi, pu veramente aiutare e noi non siamo
altro che un espressione del Suo aiuto, per cui la preghiera lelemento con cui possiamo
vivere la cosa in stretta comunione con Dio. Ma perch importante accompagnare anzich
spingere o tirare? Perch bisogna rispettare i tempi della persona depressa, altrimenti
rischiamo di fare un buco nellacqua. Il cammino di guarigione passa attraverso varie tappe
che abbiamo siglato con le seguenti parole dordine: INSISTERE, VOLERE, ALLEVIARE,
CAPIRE, RINUNCIARE, RICOSTRUIRE.
Fondamentale la volont della persona depressa per passare da una tappa allaltra.
Spingerla o tirarla significa andare oltre la sua volont e il rischio quello di farla regredire a
stati o fasi che potevamo benissimo considerare superati. E vero che talvolta necessario
richiamare e dare un adeguato scossone alla persona che pur stando relativamente bene,
gioca consapevolmente col suo stato di depressione e ci marcia, come si suol dire. Ma lo
scopo devessere sempre quello di aiutare la persona depressa ad assumersi le sue
responsabilit, fare delle scelte sempre pi chiare e nette e confidare in Dio per le
conseguenze.
In definitiva chi vuol aiutare veramente una persona depressa deve portarla, se non
un cristiano, o riportarla, se un cristiano, a Dio. E Dio la fonte della vita, ed in Lui che ogni
uomo trova guarigione: togliendo ogni barriera e ripristinando il contatto con Dio. La Bibbia
chiama questo contatto con Dio con il termina di comunione. E la rinnovata comunione con
Dio, un Dio personale e misericordioso che ci guarisce. E qui importante che, chi aiuta un
depresso, sia egli stesso in comunione con Dio. Accompagnare un depresso verso la
guarigione significa accompagnarlo verso lIddio con cui noi stessi comunichiamo ed aiutarlo
a sperimentare la Sua Grazia.
Possa Dio darci il privilegio di essere tali accompagnatori per la persona depressa.

IX - La Mia Esperienza Personale


La mia esperienza in materia di depressione non evidentemente solo frutto di ricerca
teorica sui libri, ma anche esperienza diretta con essa, anche se suffragata da nessuna
diagnosi specialistica in merito. Nel mio caso dovrei forse parlare pi di stati depressivi, legati
al mio carattere e ad una mia inclinazione a prendere troppo sul serio sia me stesso che le
cose che mi circondano.
Di certo posso dire che nella mia adolescenza ho avuto un brusco cambiamento che
mi ha portato a diventare molto introverso, riflessivo, riservato e chiuso, laddove, nella mia
infanzia, ero pi spensierato, giocherellone ed aperto. proprio nel periodo adolescenziale
che ho iniziato a soffrire di stati d'ansia, di solitudine e di una certa malinconia che talvolta
culminava con pensieri funerei.
A quindici anni c' stata la mia esperienza religiosa pi importante, perch ho lasciato
entrare il Signore Ges Cristo nella mia vita come Salvatore e Padrone. Questa stata
un'esperienza molto coinvolgente e determinante, soprattutto perch ha distolto l'attenzione
dame stesso rivolgendola ad un progetto ed un piano molto pi grande di me, ideato e
realizzato da un Dio che mi chiamava al Suo servizio. Ci tengo a sottolineare che per me,
credere in Ges Cristo, non ha significato rifugiarmi, nel senso pi dispregiativo del termine,
in un qualcosa (illusorio, secondo alcuni psicologi), e cio in quella fede che da sicurezza
a chi non ha il coraggio di vivere e di affrontare la realt. In definitiva questa non LA FEDE,
perlomeno, non LA FEDE BIBLICA, ma invece rassegnazione e passivit. Per me
credere in Ges Cristo ha significato entrare in un piano ed in un progetto ben pi grande di
me, nel quale io potevo non nascondermi e scomparire, ma agire, essere attivo e dare il
meglio di me stesso, riconoscendo che dopotutto non ero tutto da buttare, ma che per la
grazia di Dio, potevo essere utile, avere uno scopo per vivere ed essere significante in un
mondo privo di senso e di direzione.
Posso dire che la fede non mi ha annullato come uomo, ma mi ha aiutato ad andare
oltre quella concentrazione morbosa su me stesso, che era alla base della mia malinconia,
facendomi invece realizzare, per mezzo dell'amore che Dio spande nei nostri cuori, il vero me
stesso, quello per cui sono stato creato.
Comunque, devo ammettere che i miei disturbi con l'ansia non sono spariti del tutto ed
in via definitiva. Varie volte sono ricomparsi informa pi o meno grave, il pi delle volte senza
una causa apparente, ma talvolta anche in seguito a scelte un po avventate che ho fatto. La
maggior parte delle volte ho risolto il problema leggendo e memorizzando, per poi ripeterli a
me stesso, dei brani della Scrittura, sopratutto il Salmo 23, che aiuta a confidare in Dio ed ha
un effetto benefico sull'anima turbata. Altre volte ho dovuto confessare le mie colpe a Dio e
confidare nella Sua grazia riordinatrice e nel Suo perdono. Qualche volta, quando perdurava
uno stato di prostrazione, di angoscia o d'insonnia con effetto domino, cio un crollo a
catena, sul mio stato generale di salute, ho preso anche degli ansiolitici al solo scopo di poter
dormire. Anche questo mi stato utile per potermi riprendere, sopratutto perch li ho usati
come una tappa nel processo di cura e non li ho usati come la cura in s e per s. La cura
vera e propria, lo ribadisco ancora una volta, la fiducia nel Signore, fiducia che Dio
Sovrano e pu intervenire in qualsiasi situazione, fiducia che non ci relega nella
rassegnazione e nella passivit ma che ci spinge all'azione e all'operosit. A Dio sia la gloria!
Con questo pensiero,cari ascoltatori, siamo giunti al termine di questo periodo di
trasmissioni sulla depressione. Vi auguro di cuore che il Signore vi benedica e vi lascio con il

motto di speranza che ci ha guidati sin dall'inizio: Coraggio, la depressione un male che si
pu vincere.

Bibliografia
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C. Allen, La psichiatria di Dio, EUN, Marchirolo 1983
D.A. Seamands, Guarigione dalle emozioni ferite, EUN, Marchirolo 1996
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J.Powell, Perch ho paura di dirti chi sono, Gribaudi, Torino 1972
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M.Scott Peck, Voglia di bene, Frassinelli, Varese 1985
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T. La Haye, Il tuo temperamento controllato dallo Spirito Santo, Ed. Centro Biblico, Napoli
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