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J'ACCUSE.

La Solvay di Spinetta Marengo (AL) ha continuato


fino ad oggi ad uccidere come Ausimont. La testimonianza
di Lino Balza.
UDIENZA DEL 5 MAGGIO 2014
Lino Balza 2/3/48 Alessandria via Dante 86. Direttivo nazionale Medicina democratica
- Movimento di lotta per la salute. Redattore omonima rivista. Responsabile regionale
Medicina democratica. Primo tesserato Alessandria Arci-Lega per lambiente.
Cinquantennio di attivit eco pacifista in ambito nazionale.
Assunto a Spinetta Marengo (Alessandria) il 1/6/70 da Montecatini Edison, passando
per Montedison, Montefluos e Ausimont, licenziato in Solvay 30/8/2002, cio messo in
mobilit dopo accordo sindacale collettivo.
Sempre lavorato a Spinetta Marengo
Sempre. Ad eccezione di 5 avvenimenti: uno quando sono stato mandato in esilio a
Bussi (1971), uno quando
sono stato allontanato per rappresaglia in cassa
integrazione annullata dal Magistrato (1989), altri due quando sono stato trasferito a
Milano (1989 e 1993) per rappresaglia e reintegrato a Spinetta dai Giudici, e uno
(1992) quando sono stato licenziato ma reintegrato da Pretore per aver denunciato
(ante Mani Pulite) anche il sistema di tangenti aziendali [ U ]. Licenziato da Carlo
Cogliati.
A parte queste trasferte, sempre lavorato in Amministrazione
S. Ad eccezione di altre 2 occasioni sempre per gli stessi motivi: una quando (1989)
sono stato rinchiuso isolato a far niente in un box di vetro finch ho fatto lo sciopero
della fame; laltra poco dopo (1990) quando sono stato trasferito in Magazzino a
contare bulloni e dadi cio con mansioni di almeno sei livelli inferiori alla mia
professionalit (riconosciuta con sentenza della Cassazione,1990) In entrambi i casi i
giudici hanno condannato lazienda e mi hanno fatto reintegrare in Amministrazione.
Il complesso delle rappresaglie e relative sentenze si possono leggere, se devo
esibirle, sui testi delle conferenze stampa che a suo tempo si sono succedute. [ % ]
Oltre alle pratiche del bastone (rappresaglie) non mancarono le alternative
con quelle della carota: allettamenti pecuniari, allontanamenti dalla
fabbrica, che ebbero risonanza mediatica nazionale [ T ]
Mi proposero di fare il PR Public Relations proprio a me Mi proposero di stare a
casa a tempo indeterminato (1991 ) retribuito e con rivalutazione monetaria a
scrivere un libro (che, sapevano?, fosse la mia passione). Mecenatismo insomma.
Strategie pi sofisticate rispetto ai precedenti reparto confine, a chi doveva passare la
giornata a travasare col secchiello acqua da un pozzetto allaltro comunicanti fra
loro, a chi doveva strappare con le mani lerba dal binario morto.
Riassumendo: 7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione, tutte
concluse a favore del sorvegliato speciale (come laveva ribattezzato il
direttore Capogrosso) [ foto ] e piene di sofferenze: cassa integrazione, tre
trasferimenti, mobbing, anni di dequalificazione professionale, di inattivit
assoluta, oltre ad uno stillicidio di tentati provvedimenti disciplinari e
vertenze minori e, dulcis in fundo, licenziamento. Il corollario furono
querele,
esposti,
denunce,
manifestazioni,
scioperi
della
fame,
incatenamenti, chilometri di firme di solidariet, titoli su titoli in giornali e
tv. Non possiamo dilungarci. Dopo essere andato in pensione, ricevuto
minacce?

S, soprattutto a seguito dei nostri esposti alla Procura [ F ] ,soprattutto nel 2008
prima che si avviasse questo processo [ 5 ]. Minacce anonime. Intimidazioni sono
state anche riferite da testimoni e parti civili. [ N ]
Per 40 anni ha scritto tantissimo di questo polo chimico, anche come
giornalista pubblicista da esserne considerato il biografo. Anche quando
subentra Solvay: quando ancora dipendente annunci in anteprima
nazionale lacquisto [ O ] in due lunghissimi articoli (settembre 2001) che
disegnavano una carta di identit allarmante della multinazionale belga , al
punto che il direttore (Corrado Tartuferi) riport minacce di querela . Insomma
un biografo troppo critico, secondo alcuni
Dipende. Ho parlato molto bene di una classe operaia che scrisse pagine di elevato
valore sociale e culturale. Ho parlato molto male di una dirigenza che ha fatto una
chimica selvaggia verso la salute e lambiente e che ha distrutto la chimica italiana, a
cominciare dalla ricerca (il grande Gruppo Montedison contava 140 mila dipendenti!,
oggi ridotto alle aziendine Solvay).
Scelte di politica industriale che hanno determinato lavvelenamento doloso
delle acque e lomessa dolosa bonifica di Spinetta. Veniamo alla conoscenza
acquisita della fabbrica.
Negli anni 70-80 (1983) ero (autorevole) membro del Consiglio di fabbrica e come
Commissione ambiente ero costretto a passare pi tempo nei reparti che in ufficio.
Perch cerano problemi ambientali
Grossi. Di salute e sicurezza. Cera grande mobilitazione operaia, tanti scioperi. Ma le
criticit erano grosse grosse. Erano appena stati chiusi DDT (lo trovano ancora
nellArtico) Solfato di rame, Canfora e Bicromati, cancerogeni. Ma gli impianti del ciclo
Pigmenti bianchi e colorati, oggi scomparsi, erano tutti tossici e cancerogeni. E cerano
gi quelli del ciclo clorofluorocarburi. In fabbrica: ai lavoratori fornivano abbondante
latte per disintossicarsi, cera la tragedia della trib dei nasi forati; allesterno:
quando giocavamo a pallone al castello di Marengo la saliva sapeva di zolfo, nelle case
le grondaie si bucavano e venivano risarcite, le carrozzerie delle auto si
corrodevano,nevicava a cielo sereno, facevamo manifestazioni con mazzi di spighe di
grano vuote sterili [foto]
Ci torneremo sopra pi avanti. Gli uffici amministrativi (oltre alle abitazioni
di Spinetta) non erano lontani da questi reparti nocivi
Confinanti. Oltre al fatto che nelle case, nella fontanella in piazza della chiesa, negli
uffici, in mensa, in infermeria, servizi sanitari, reparti ecc. arrivava lacqua avvelenata,
freschissima anche destate, che ho bevuto per 40 anni senza sapere che proveniva
dal pozzo8 sotto lo stabilimento.
La consulente Patrizia Trefiletti ha detto che il pozzo8 ha continuato a fornire
acqua fino al 2006, per, - ha detto - usata per servizi igienici, come fosse
per lo sciacquone. [ 64 ]
Ma lacqua dello sciacquone era la stessa che bevevamo!
Infatti al piano superiore della palazzina uffici (il piano dei dirigenti) cera un
cartello Acqua non potabile

La teste Chiara Cattaruzza qui ha detto di averlo visto ancora nel 2005. I dirigenti,
sopra, si salvaguardavano mentre noi comuni mortali , sotto, bevevamo ignari: una
cosa criminale. [ 30 ]
Solvay nega che lacqua fosse avvelenata
E senzaltro nega anche il mio cancro. Unacqua cancerogena in falda non diventa
potabile quando esce dal rubinetto. Loro sapevano che il pozzo8 era avvelenato,
contravvenendo a 3 divieti tassativi: 1) non si usano ad uso potabile e alimentare
pozzi situati sotto uno stabilimento industriale, 2) in pi se lo stabilimento addirittura
chimico, e 3) nientemeno che in regime di bonifica per inquinamento. Se i dipendenti
avessero saputo la provenienza dellacqua, si sarebbero ribellati
(non tutti i
dipendenti, cera anche chi sapeva ed diventato amministratore delegato
dellAMAG).
Nelle acque, in falda e nellacquedotto cittadino, cera un cocktail di veleni, ne sono
stati analizzati almeno una ventina [ 61 ]. Se il pozzo 8 era innocuo: perch a Valeria
Giunta ordinavano di produrre analisi a doppia versione?
Torniamo al posto di lavoro in Amministrazione, nelle vicinanze della
palazzina uffici cerano
A pochi metri cerano i magazzini con i tetti di amianto, come in tantissimi altri edifici
della fabbrica (tuttora). A fianco cera il reparto Pigmenti. A pochi metri cerano gli
ex capannoni dove si immagazzinavano i prodotti. Negli stessi capannoni dove si
erano lavorati e poi stoccati fertilizzanti, azotati, arseniati, bicromati e compagnia
bella, al confine con la piazza della chiesa di Spinetta. Tutti ricordano che si produceva
il DDT, che durante le due guerre la fabbrica produceva armi chimiche [ 57 ], che i
fertilizzanti vennero prodotti con le ossa degli ebrei (bloccato il guano dal Per) (fonte
israeliana) (parlato con testimone). Sotto, un bunker antiaereo dove sarebbe
interessante sapere cosa c stoccato.
Fra tanto cimitero industriale a ridosso della chiesa in pieno centro abitato e
a fianco dellAmministrazione cera il reparto Pigmenti, gialli e aranci di
cromo, gialli di zinco, blu di Prussia, rossi e aranci di molibdeno. Erano una
lavorazione cancerogena
[Y.] Lha stabilito inequivocabilmente unispezione dellIspettorato del Lavoro (febbraio
1980 ) da noi sollecitata. La relazione scrisse che piombo e cromo, cromati di piombo,
sono tossici e cancerogeni. Nellambiente esterno, nellaria si sprigionano vapori di
piombo e ossidi di azoto, nelle acque i nitrati. Piombo e cromo erano lavorati,
manipolati respirati a cielo aperto dagli operai, senza alcuna protezione. Quando
entravano in mensa gli operai lasciavano le impronte: chi bianche e nere (reparto
Biossido di Titanio), chi rosse, gialle, arancioni (Pigmenti colorati). Gli operai erano tutti
colorati dalla testa ai piedi. Quando rientravo dai sopralluoghi al Solforico, lacqua
della doccia color ruggine non finiva pi di correre.
La relazione del Nucleo ispettivo della Regione impose che le tecnologie
arcaiche fossero riconvertite in tempo brevissimo (3-6 mesi) a ciclo chiuso.
Non fu fatto
[ U.o. ] No. Scoppi, a colpi di volantini (1980-1981), una violentissima polemica della
Cellula del PCI (di cui facevo parte con il teste Pace Casimiro, prima che fosse
promosso nello staff dirigenziale) contro Direzione e consiglio di fabbrica che
concordavano per la prosecuzione della produzione. La Cellula chiedeva invece la
chiusura immediata del reparto e la sua riconversione a ciclo chiuso cambiando
prodotto allestito (atossico, ad alto costo, pigmenti di ferro? Vanadiati?). Ho qui una

relazione di Pace (verba volant, scripta manent) [ Y]


Chi la spunt
Sindacato e direzione naturalmente. Con il ricatto occupazionale, ovvero la vaga
promessa che i posti di lavoro si sarebbero salvati resistendo ancora un po in
quellinferno, in vana attesa di non indicati investimenti per la riconversione.
Promesse mantenute?
No, come previsto. I lavoratori continuarono ad assorbire cancerogeni per anni, fino
alla chiusura dellimpianto (agosto 1982). Tutti gli impianti/stabilimenti che inquinano,
se non si interviene per tempo, sono inesorabilmente destinati alla chiusura, dopo
aver seminato malattie e morti.
Che fine ha fatto limpianto Pigmenti dopo la chiusura
E rimasto l. Con tutte le sostanze cancerogene a percolare nel terreno. Poi sepolte
sotto la demolizione dei fabbricati. Senza alcuna bonifica. Ad oggi.
Seppellito. Come successo per tutti i reparti chiusi senza bonifiche negli
anni 80 90 (In quegli anni, e non prima delle due guerre, come si vuol
raccontare!). Che facevano parte del Ciclo (cancerogeno) Pigmenti inorganici
bianchi e colorati.
Cio Biossido di Titanio (78), Solferro, Acido Solforico (83), Latte di calce,Pigmenti
colorati (82), Biossido di cromo, Cerpi Centro di ricerca pigmenti (83-84). Oltre a
Acido Fluoridrico (84), Solfonazione-Rol [95], Algoflon 27, Ultrasil (85) sospetto
cancerogeno per la lana di roccia paragonabile all'amianto. Gironi degni dellinferno
dantesco. Con le chiusure, loccupazione si dimezz dai 1.800 che eravamo. Questa
disfatta della chimica e della ricerca italiana si sarebbe evitata se Montedison non
avesse respinto il Progetto di riconversione dei 5 consigli di fabbrica (1977)
che pur arriv fino alla Comunit Europea. [ M ]
A proposito di scarichi nelle acque, il caso pi clamoroso fu per il Biossido di
Titanio, dal 1955 il padre di tutti i pigmenti. Scaricava direttamente in
Bormida, con la consorella Acna.
In alternativa avevano studiato di costruire un pozzo profondo chilometri e infilare
tutto dentro. Le 3 linee del mastodontico Titanio ( fu fermato (7/5/75) dopo che
Montedison aveva ricevuto i mandati di comparizione dal Pretore (Parola). Il ricatto
occupazionale (300 subito in cassa integrazione), i lavoratori contro la Magistratura. Fu
riavviato e ovviamente chiuso poco dopo con i suoi 460 addetti: nel 78 senza
bonifiche, tutto (ilmenite) in discariche.
Il Ciclo Pigmenti fu sostituito da quello dei Perossidi ossigenati (poi venduto a
Elf Atochem Archema) (1992), quello delle colline che proteggono la
ferrovia Torino-Piacenza dallo scoppio degli impianti, scoppi peraltro non
scongiurati: due nel 1983 anche con un morto. Che caratteristiche hanno
queste colline, si sospetta che vi siano sepolti rifiuti industriali
Ancora oggi non si sa bene quanto contengano, cosa sia stato sotterrato. Abbiamo
evidenziato i sospetti, considerando la concomitanza con la demolizione degli impianti
dismessi. Abbiamo chiesto carotaggi idrogeologici, senza risposte ufficiali.
Comunque queste colline hanno protetto la ferrovia

Ma non i lavoratori: ben due esplosioni nell83 (28/5 e 12/7) hanno causato feriti e un
morto (Claudio Cresta assistente).
Dopo la chiusura del Ciclo Pigmenti e le vendite dei Perossidi ai francesi di
Elf Atchem (oggi Arkema) e della Centrale termica alla Edison (1994), nello
stabilimento diventa dominante, a tuttoggi, il ciclo dei clorofluorocarburi su
cui torneremo pi volte: Algofreni, Monomeri fluorurati, Tetrafluoroetilene,
Acido cloridrico, Esafluoruro di zolfo (dal 70 al 2004), Algoflon PTFE e PTE,
Hiflon, Fluoropolimeri (dal 60), Tecnoflon (dal 66), Galden Fomblin
(dall87), Perfluorovinileteri (dal 93). Le produzioni sono state qui descritte
anche dal consulente Francesco Messineo. Daltronde gi il 21 aprile 1986
Montefluos (Ausimont), leader mondiale del fluoro,
acquista una intera
pagina del IlSole24Ore per illustrare il nuovo volto di Spinetta (100 miliardi
di lire). [ ]
Facendo il punto finora:
Solvay, subentrata ufficialmente (dopo lunga
contrattazione) nel 2002, era a conoscenza di questi fatti peraltro
abbastanza recenti e finora descritti
Erano di dominio pubblico. Memoria storica. Sono documenti ufficiali che fanno parte
della storia recente dello stabilimento. Fanno parte degli archivi Ausimont trasferiti a
Solvay assieme alla dirigenza. Citati appunto da Francesco Messineo. In pi, hanno
potuto ricorrere all archivio informatico nella parte a me dedicata (lo curava
Ferruccio Folli) che contiene tutto quello che ho scritto a riguardo e nei decenni.
La contrattazione per lacquisizione da Ausimont, di cui ha dato una versione il
teste Oscarino Corti [44 ], si protratta per almeno 2 anni (2000-2002), ne
parlavano i giornali
Io per primo. Sono stato il primo ad annunciare lavvenuta vendita [ O ]. Per almeno
2 anni i concorrenti (Solvay, Dow Chemical) hanno setacciato tutte le informazioni
immaginabili e possibili [ 44 ], (come si sta facendo attualmente per la trattativa di
vendita [ 46 ], non si sono certo fermati a Wikipedia, in Internet cera la storia di
Spinetta, anche quella scritta da me, le produzioni, le sostanze, le fonti di rischio, le
criticit passate e soprattutto presenti allepoca. Dow Chemical si ritir dallacquisto
proprio per queste enormi criticit ambientali: presenti allepoca e soprattutto future.
Per la stessa ragione, Solvay spunt un prezzo bassissimo: un tozzo di pane, ho
scritto. Valutazioni desunte anche dai giornali finanziari. [Corsera]
Solvay sapeva tutto ancor prima dellacquisto, ancor prima di aprire gli
archivi cosiddetti segreti.
Carlo Cogliati era presidente-amministratore delegato prima con Ausimont e poi con
Solvay, con fama di...francescano. Non si muove foglia che Cogliati non voglia: era
detto comune. Cogliati direttamente controllava i budget delle penne a biro degli uffici.
Non una battuta. Per esperienza personale: il trasferimento di una scrivania (usata)
da Bollate a Spinetta doveva passare per la sua autorizzazione, ovvero a mezzo della
sua segretaria particolare. Sempre per esperienza personale: avevo la responsabilit
del pagamento delle fatture, due requisiti imprescindibili erano che ciascuna fosse
accompagnata dall'ordine della prestazione e dalla certificazione della avvenuta
prestazione. Ebbene, negli inconsueti casi in cui la fattura era nuda, sia che si
trattasse di un regalo ad un sindacalista o di un pi consistente pezzo di impianto o di
una spesa di pochi euro, andavo dalla segretaria e ricevevo il visto. Insomma, che
Cogliati. che aveva sovrainteso nella doppia veste alla operazione di acquisto-vendita
dell'azienda, non sapesse delle criticit ambientali dell'azienda: una tesi che non mi
sentirei proprio di sostenere.
Gli imputati, i direttori sapevano

I direttori per primi sapevano, dirigevano operativamente. I direttori di Spinetta


(Nicola Sabatini, Maurilio Aguggia, , Leonardo Capogrosso, Luigi Guarracino,
Corrado Tartuferi erano miei contemporanei: hanno visto e saputo ben pi di quello
che ho visto e saputo io. In pi hanno fatto!! Non mica un caso che gli imputati sono
gli stessi a Spinetta e a Bussi (Carlo Cogliati, Luigi Guarracino, Salvatore Boncoraglio,
Francois Joris). [$ ]
Senza allontanarsi troppo dagli uffici amministrativi: cerano altre situazioni
di pericolo. I capannoni di cui si parlava prima: dove si erano lavorati e
stoccati fertilizzanti, azotati, arseniati, bicromati ecc. al confine con la piazza
della chiesa e la sua fontana, di fronte alla quale alcuni si vedono ancora
oggi. I materiali e i bidoni sono ancora l stoccati?
Lo erano. Oggi non mi risulta. Non so dove e come siano stati trasferiti quelli che non
sono percolati nel terreno.
Visto personalmente rifiuti che percolavano nel terreno
Li ho anche fotografati e le foto sono andate su tutti i giornali (e dunque negli archivi
della societ). Quando sono stato trasferito per rappresaglia in Magazzino materiali
(1990), su segnalazione degli operai di nascosto e a mio rischio sono penetrato
nelledificio adiacente e ho fotografato migliaia di bidoni [ D ]
in gran parte che
percolavano sul pavimento. Sul fatto abbiamo anche distribuito volantini alla
popolazione alessandrina. [ # ]
I fusti che non erano sfasciati, che ancora non erano percolati nel terreno e
dunque in falda, furono rimossi? Larea stata bonificata?
Non mi risulta finch io sono rimasto in Magazzino (il Magistrato mi ha fatto rientrare
in Amministrazione). Non so se successivamente i bidoni sono stati portati via, o sono
stati sepolti nella demolizione dei fabbricati. Dalle analisi in falda, c da propendere
per la seconda ipotesi.
Solvay venuta a conoscenza di questo fatto?
Ripeto, i fatti fanno parte della storia documentata e degli archivi.
In pi, a Solvay non possono essere sfuggite le segnalazioni ripetute da
Medicina democratica in continuazione sui mass media e agli Enti pubblici,
fino ai giorni nostri, che fanno parte della rivendicazione dellOsservatorio
ambientale della Fraschetta. [ G ] Bernard De Laguiche, il vertice Solvay, ne ha
mai sentito parlare?
Eccome. Nel dicembre 2002 De Laguiche venne ad Alessandria in pompa magna
all'Unione Industriali. Nella lettera che gli indirizzammo, resa anche pubblica, il
contenuto era proprio questo. [ V ]
Cosa conteneva di cos importante questa rivendicazione dell'Osservatorio
La proposta dellOsservatorio compare sulla prima pagina de Il Piccolo il 19/12/84. [ G ]
Abbiamo continuato a rivendicare: monitoraggio degli scarichi idrici e gassosi, mappa
dei depositi, delle discariche, delle lavorazioni dei rifiuti tossici, nocivi, speciali e
urbani, accompagnati da indagini idrogeologiche sui rilasci alle falde acquifere e alle
pubbliche fognature.
Questo era uno dei punti qualificanti della proposta di Osservatorio

elaborata da Medicina democratica e altre associazioni ambientaliste. Altro


punto punto basilare era ed la rivendicazione di una indagine
epidemiologica per lavoratori e abitanti. La proposta dellOsservatorio sale
alla ribalta nel 1988 allindomani della crisi che aveva portato lo
stabilimento Montefluos ad un passo dalla chiusura per iniziativa del sindaco
(Giuseppe Mirabelli). Ma aveva radici pi lontane
Infatti la proposta riprendeva la Piattaforma rivendicativa aziendale di fine anni 70 del
Consiglio di fabbrica.
Insomma tutti sapevano o sospettavano cosa cera sotto lo stabilimento e
sulle strane colline dentro e attorno. Questo documento dellOsservatorio
ambientale della Fraschetta, che su tutti i tavoli delle Amministrazioni
pubbliche, [ G ] non pu essere sfuggito a Solvay.
Impossibile, da De Laguiche in gi. Passando da Carlo Cogliati (Premio Attila), Giulio
Tommasi, Salvatore Boncoraglio.
Tanto meno pu essere sfuggito alla Solvay (siamo nel 2005 2007) che i
muri degli edifici non demoliti trasudavano cromo esavalente dal sottosuolo.
Ne ho scritto io per primo. Abbiamo qui ascoltato la testimonianza di Anche Pietro
Mancini aveva fatto denunce prima di essere licenziato. [ L ]
[ I ] Licenziati anche Sonny Alessandrini, Daniele Ferrarazzo e Valentina Berto
(guarda caso, tutti e tre iscritti a Medicina democratica) dopo aver dettagliatamente
denunciato (2008) agli Enti e alla Procura che non se la sentivano pi di barattare la
nostra salute e quella degli abitanti si Spinetta per le sostanze cancerogene
rilasciate nel suolo, nella rete fognaria comunale e in aria dai bassi camini:
perfluoropropene, tetrafluoroetilene, perfluoroisobutene, sono appunto sostanze
rinvenute dal PM e comprese nei capi di imputazione.
Labitudine a demolire e seppellire una costante dura da morire: nel marzo 2011
Medicina democratica fa un esposto alla Procura in merito alla demolizione senza
bonifica di un impianto inquinato da cromo. Leggiamolo [ E ]
Ma a Solvay-De Laguiche pu essere sfuggito che il cromo esavalente
cancerogeno quando bevuto oltre che respirato.
Impossibile. [ 59 ] Solvay una multinazionale chimica che, al pari di tutte le
multinazionali chimiche, conosceva almeno fin dl 1987 l'indagine epidemiologica dei
cinesi Zhang e Li, conosceva che l'americana PG&E aveva risarcito con una cifra
astronomica 634 vittime di cancro da cromo esavalente assorbito per via orale (1996),
conosceva benissimo ancor prima di aver visto il famoso film Oscar con Julia Roberts
(2000).
Parliamo degli archivi segreti.
Lunico archivio veramente segreto era larchivio Rossi, lex maresciallo dei
carabinieri che a casa sua custodiva le schedature dei lavoratori assunti (dopo le
denunce di Guariniello alla Fiat e dopo lavvento dello Statuto dei lavoratori).
Cosa si sapeva in fabbrica degli archivi segreti archivio Parodi archivio
Canti
Ma quali segreti. Archivi inaccessibili. Accessibili ai dirigenti, segreti per i sindacati e
gli Enti pubblici di controllo. Noi sapevamo dove erano. Avremmo voluto entrare in
quei locali. Come quando riuscimmo a rubare dalla scrivania del direttore la relazione
top secret (74 75) diretta allamministratore delegato, un volume alto quattro dita
con il bilancio consuntivo e preventivo di tutte le attivit aziendali (tra cui il Piano
annuale di manutenzione, di cui parlava il teste Alessandro Cebrero: una miniera di
informazioni utilissime sindacalmente... ... soprattutto riferite a ci che NON si
poteva/voleva spendere per lambiente.
Scoprirono (licenziarono) gli autori di quel furto?

No, per sospettarono facilmente. Poco dopo il nostro furto, i ladri scassinarono la
porta di casa mia, la misero a soqquadro ma non rubarono nulla. Disse la Questura
che sembrava pi una perquisizione.
Ci sono state vostre azioni di... spionaggio e furto verso gli

archivi?

Tentammo di penetrare in quegli archivi ma la serratura reggeva, entrammo anche per


qualche minuto mentre Rondoletto era risalito e ridisceso troppo in fretta ai e dai
piani superiori.
Insomma quegli archivi non erano segreti n sotto Ausimont n sotto Solvay.
Solvay li conosceva: altrimenti perch li teneva blindati? Gli archivi erano conosciuti
ma inaccessibili. Infatti quando i NOE ispezionano lo stabilimento, addirittura due
operai, Sonny Alessandrini e Daniele Ferrarazzo, indicano ai carabinieri dove
cercare. Entrambi sono stati licenziati.
Chi aveva le chiavi degli archivi, oltre ai direttori e agli amministratori
delegati naturalmente
A Spinetta il responsabile della Funzione Ambiente e Sicurezza dello stabilimento.
Prima di Giorgio Canti cera Rondoletto (Guido), dal quale Canti eredita ruolo e
archivio. Cos come in sede Milano Salvatore Boncoraglio eredita da Parodi (Bruno)
archivio e funzione relativa a tutti gli stabilimenti del Gruppo. Infatti Parodi imputato
al processo di Bussi e nascondeva i segreti di Bussi a Spinetta dove era di casa.
Per esperienza sindacale, che ruolo ricoprivano Rondoletto, Parodi, Canti,
Boncoraglio. Avevano potere decisionale o erano semplici consulenti
ambientali.
Erano figure chiave nellorganigramma aziendale. Rondoletto presenziava alle
trattative sindacali con la Direzione, anzi le conduceva e concludeva autonomamente
fino a determinati limiti di spesa. Oltre questi limiti, magari sotto la spinta di scioperi,
lultima parola passava al direttore o addirittura allamministratore delegato.
Sempre per esperienza diretta, Canti decideva alla stregua di Rondoletto?
I poteri erano gli stessi. Lho verificato di persona ancora nel 2001 quando chiesi di
ristrutturare gli uffici amministrativi secondo canoni ecologici, e quando per una
grossa stampante volli un box chiuso con aspirazione e controlli mensili delle polveri.
Trattai direttamente con lui, ed non fu facile.
Canti era una figura chiave nel 2002. Lo era anche nel 2008?
Dal 2002 al 2008 si erano succeduti presidenti e direttori, ma Canti rimasto nella sua
funzione, anche dopo, custode dei segreti negli armadi.
E larchivio Parodi? Chi Parodi
Bruno Parodi, dopo aver subto una condanna penale ad Alessandria (
) aveva
dovuto abbandonare incarichi operativi per rischio di recidiva,nel 92 processato di
nuovo col direttore (Leonardo Capogrosso ) per inquinamento delle acque [ & ] da
noi denunciate ripetutamente, anche con volantini alla popolazione [ # ], per non
parlare degli articoli che scrivevo dal titolo ad es. Veleni a go-go nelle acque
sotterranee [ A ] In pi, ci siamo costituiti parte offesa nel procedimento penale
contro Parodi e Capogrosso (violazione legge 319/76 e successive) [ & ]. Per queste
ragioni Parodi quindi aveva assunto la funzione di PAS di Sede finch la pass a
Salvatore Boncoraglio. Ma proprio per quella funzione, imputato a Bussi. I
processi furono la spinta per la carriera.

Larchivio Parodi era segreto?


Come quelli di Canti a Spinetta: inaccessibili, non segreti. Gli uffici di Parodi,
Boncoraglio, Rondoletto, Canti, come quelli dei direttori, erano ai piani superiori, con
letichetta sulla porta,la porta sempre aperta, gli scaffali scarni e soprattutto privi di
documentazione sensibile (abbiamo dato unocchiatina anche l). I loro archivi erano ai
piani inferiori, anonimi, blindati a chiave.
Le discariche, sotterrate o innalzate, 500 mila o 1 milione di metri cubi, i cui
contenuti tossici e cancerogeni erano tenuti nascosti dallazienda, erano
conosciute da chi lavorava in fabbrica
Anche fuori. Sulle discariche, in particolare dei bicromati, distribuimmo ad es. volantini
alla popolazione alessandrina (concerto Befana Montefluos chiesa S. Maria di
Castello) [ # ] I dipendenti pi vecchi avevano segnalato anche un bunker
antiaereo sotterraneo, ho chiesto pi volte di andarlo a cercare se contiene cadaveri,
intendendo non solo fusti tossici. Ricordo infatti che a Spinetta sarebbero arrivati
convogli ferroviari con le ossa degli ebrei per farne concimi: fonte israeliana, io stesso
ho ascoltato testimonianze oculari (Abricola).
Per quanto riguarda le colline di rifiuti: le colline, in una pianura piatta come quella
della Fraschetta, sono evidenti a chiunque. Gli sversamenti sul terreno e in fogna
erano conosciuti tanto sotto Ausimont che sotto Solvay.
Cos come le perdite dai 22 Km della fatiscente rete idrica interna
completamente da rifare [6]
Il consulente del Ministero dellambiente ha affermato che uno scandalo che ci
avvenga ancora oggi. Lo stabilimento preleva 33 milioni di metri cubi (litri) di acqua
allanno, pi del consumo dellintera provincia (31 milioni) [ 6 ]. Le perdite conosciuteche percolavano i veleni in falda ammontavano a 300 metri cubi allora, cio
2.682.000 allanno.
Torneremo sugli sversamenti. Le colline non potevano sfuggire dalla
documentazione posseduta (sequestrata) ma addirittura alla vista di Solvay
quando ha comprato la fabbrica. Si sta parlando di colline vecchie o nuove
Vecchie e pi recenti. Sarcasticamente ho scritto pi volte che potevano essere usate
per lo sci, quando nevica a cielo sereno. Quelle che costeggiano la ferrovia TorinoPiacenza si possono osservare dal treno. La collina, anzi la montagna che stanno
innalzando ora: si vede benissimo dal castello di Marengo (e sul nostro Blog). Tutti
sapevano, tutti sanno.
Una certezza storica. Di quelle discariche che tutti vedono e sanno: si
sospettavano i contenuti percolanti in falda
Per sapere esattamente i contenuti, qualitativi e quantitativi, erano necessari
carotaggi e indagini idrogeologiche. E quanto abbiamo rivendicato ossessivamente da
almeno trentanni (19/12/84) come Medicina democratica e associazioni ambientaliste,
tramite la proposta di Osservatorio ambientale della Fraschetta, e prima ancora
[ Z ] con due esposti denuncia (1988) a Magistratura, Ministero dell'Ambiente,
Regione,Prefetto, Comune, USSL, sindacato, e prima ancora con la Piattaforma
aziendale del Consiglio di fabbrica Montedison.
Cosa contenevano gli esposti. Leggiamo.
[ Z ] 6/11/88 Esposti denuncia in Magistratura, Ministero dellAmbiente, Regione,
Prefettura, Comune e USSL. Entrambi si riferiscono al dilavamento in falda di intere

aree di impianti dismessi non bonificate, alla presenza di bidoni con sostanze tossiche
e nocive che mettono in pericolo le falde acquifere, nonch alla attivazione di impianti
non autorizzati e con limmissione nellatmosfera di fluorocarburi inquinanti cento
volte i limiti ammissibili. Tutte le autorit pubbliche sono poste sotto accusa
Almeno uno dei 9 contenuti qualificanti della proposta rivendicata e mai
attuata di Osservatorio, riguardava in pieno loggetto di questo processo.
Leggiamolo.
[ G ] Sempre garantendo la massima pubblicit e trasparenza dei dati raccolti,
anche tramite sistemi di trasmissione telematica, fondamentale il monitoraggio di
tutte le emissioni degli scarichi idrici e gassosi alle fonti e tramite stazioni di
campionamento esterne, specificandone natura, processo, effetti sulluomo e
lambiente, lEnte preposto e lattendibilit dei sistemi, i punti di prelievo, la
periodicit eccetera. Essenziale il censimento e la mappa dei depositi, delle
discariche e delle lavorazioni dei rifiuti tossici, nocivi, speciali e urbani, accompagnati
da indagini idrogeologiche sui rilasci alle falde acquifere e alle pubbliche fognature
Se i politici avessero realizzato ( 1984, proposta organica1988) la nostra proposta non
saremmo piombati nellemergenza attuale. Non mai stato realizzato lOsservatorio: i
politici hanno dato questo nome ad un innocuo Sportello, senza alcuno dei contenuti
della proposta.
Enti locali, Ausimont e Solvay conoscevano queste rivendicazioni
(che
peraltro riguardavano anche linquinamento atmosferico e le indagini
epidemiologiche). Limitiamoci allacqua
Negli anni, ne ho scritto per un volume alto come un dizionario. Gli enti locali vero
che venivano ingannati ma non si sono troppo sforzati di sapere cosa cera sotto e
attorno allo stabilimento. Ausimont e Solvay sapevano ma si guardavano bene dal
dirlo e nascondevano. Se i politici, invece di buttare via soldi pubblici buttando fumo
negli occhi col progetto Linfa (qui citato) [ R ] , se i politici avessero realizzato
lOsservatorio ambientale della Fraschetta, si sarebbe provveduto in tempo, non
saremmo arrivati nel 2008 allo scandalo pubblico della bomba ecologica.
Scandalo pubblico?
Ci sono responsabilit penali di Ausimont e Solvay ma anche responsabilit politiche,
che abbiamo continuamente denunciato con tanto di dossier. Gi quello del 1989
(6/3/89) al Ministero del lavoro (Z) era composto da 213 pagine di incidenti, infortuni
sul lavoro, emergenze, attentati alla salute delluomo e dellambiente.
Limitiamoci alle responsabilit penali. Scoppiata la bomba 2008, non sono
stati risolti da Solvay i problemi di inquinamento
N vecchi n recenti n attuali.
Prendiamo ad esempio gli Algofreni, che tornano spesso alla cronaca anche
nei giorni nostri.
Gli Algofreni sono sempre stati il reparto critico, impregnato di veleni e a rischio di
sprofondamento (gli sono state fatte iniezioni di cemento per sorreggerlo, si spesso
parlato di spostarlo o chiuderlo [ 20 ]) . Era gi famoso a livello nazionale quando fu
oggetto di una clamorosa manifestazione: con Greenpeace (1992, foto) [ S scalando
le ciminiere con striscioni che chiedevano leliminazione dei CFC, i clorofluorocarburi
che procuravano il buco dellozono (oltre a colare materie prime e intermedi in
falda!).I CFC furono cos eliminati salvando il pianeta Terra, ma nei terreni e nelle falde
di Spinetta ormai cerano le conseguenze. Quante volte dovemmo protestare come

Consiglio di fabbrica per i solventi buttati nottetempo direttamente nel terreno.


La manifestazione con Greenpeace contribu a determinare il licenziamento
(fallito) da parte di Carlo Cogliati, presidente prima di Ausimont e poi di
Solvay.
Sempre restando nellattuale ciclo dei clorofluoroderivati che ha sostituito il
ciclo pigmenti , quello del cocktail dellaltra ventina di inquinanti riscontrati
in falda oltre al cromo esavalente, lAlgoflon il gruppo impiantistico pi
pericoloso. Ha fatto anche vittime
Tante. Anche morti e condanne penali: ricordiamo Giampiero Massa che non si salv
a differenza degli altri 2 operai in fin di vita (1962), o il povero Erio Terroni
(9/11/1980) [ Z ] protagonista suo malgrado di un processo sconcertante con i
sindacati che arrivarono a ritirare la parte civile dietro indennizzo. C da dire che oggi
i sistemi di controllo sono diventati assai pi sofisticati rispetto ai tempi del canarino
(i lavoratori tenevano gabbiette con canarini e verdoni: quando le bestiole
accennavano a reclinare il capo era il segnale per darsela a gambe). Anche ora non
c da stare tranquilli: sono bastate poche parti per milione di residui di
tetrafluoroetilene per morire, si pensi perci al rischio di catastrofe industriale per
Spinetta e Alessandria: un killer inodore insapore incolore che annienta la vita senza
intaccare gli edifici, una vera bomba pulita.
Per questi reparti, la sequenza di incidenti e inquinamenti impressionante,
anche di recente (il capo reparto Maurizio Gastaldi ricoverato al centro grandi
ustionati di Torino) (57) per non risalire al citato dossier. [ Z ]
Nell88
(27/5/88) [ Z ] il sindaco Giuseppe Mirabelli annuncia la chiusura dello
stabilimento quando il CRIAP (Comitato regionale contro linquinamento)
aveva notificato che gli impianti Algoflon, Teflon, Algofreni, Fomblin,
Bisfenolo ecc., gi in marcia da almeno due anni e senza autorizzazione,
sono inquinanti fino a decine di volte i limiti consentiti. Poi il sindaco
ritratta.
Questi reparti (attualmente in funzione) sono dunque i responsabili delle
sostanze che inquinano la falda, in aggiunta al cromo esavalente. Sono
storicamente, da decenni, stati individuate. Leggiamole in una denuncia
ambientalista gi nel '90 a seguito di ripetute enormi ondate di schiuma
tossica per le quali il direttore fu rinviato a giudizio
18/2/90 [ C ] ...le sostanze si sono infiltrate nei terreni e nelle falde acquifere per
defluire lungo il bacino del Bormida...le analisi dell'USSL con un ritardo di dieci giorni
rivelano: fluoruri, tetracloroetano, idrossifeniletanone, alchilbenzene, trielina,
cloroformio, tetracloruro di carbonio, tricloroetano ecc. Tutte sostanze infatti
rinvenute dal Pubblico ministero ed elencate nel capo di imputazione.
Il PFOA (acido perfluorottanoico) non era cercato nelle analisi dell'ASL, ma
c'era e c' stato fino a pochi mesi fa, come ha dichiarato qui il direttore
Stefano Bigini. Solvay per nega che il PFOA sia tossico, cancerogeno,
mutageno, teratogeno, come aveva denunciato Medicina democratica anche
con esposto alla Procura. [ H ]
( 58 ) Solvay non dice la verit, come abbiamo documentato con l'esposto alla
Procura della Repubblica (31/8/09) . [H ] Il PFOA (acido perfluorottanoico) stato
scaricato in falda e in Bormida, nonch si depositato nel sangue dei lavoratori. Ci
avvenuto per decenni. Ma la sua presenza non veniva cercata nelle analisi delle
acque. Quando stata finalmente cercata: stata trovata dallArpa nelle falde
dellacquedotto di Alessandria. Ma anche, dal CNR, alla foce del Po, in concentrazioni
enormi. Un ecocidio. Daltronde il PFOA indegradabile, e nel contempo
bioaccumulabile nei tessuti viventi. E tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno, se
respirato o bevuto o mangiato nella catena alimentare. In particolare attacca il sistema

riproduttivo e immunitario (tiroide). Lavevano accertato copiose risultanze del mondo


scientifico internazionale. Codacons aveva chiesto il sequestro delle pentole
antiaderenti. Ora si apprende che pericoloso anche quando indossato. Greenpeace
parla perfino di contaminazione della neve in alta montagna e addirittura di pericoli
per la massaia che fa il bucato. Du Pont, in Usa, ha pagato milioni di dollari di
risarcimento. [ 58 ]
Nella sua costituzione di parte civile quale lavoratore e cittadino, Balza ha
affermato il fine di collaborare con la Giustizia nella ricerca della verit
nonch delle condanne al risarcimento dei danni tutti (biologico, morale,
esistenziale e patrimoniale), comprendendo dunque in tali danni : il cancro
alla tiroide, le possibili gravi recidive, il rischio di sviluppare nel tempo
anche ulteriori patologie professionali con prognosi infauste, nonch una
prevedibile e comprensibile prostrazione interiore ansia, stress psicofisicorilevante anche sotto il profilo del danno morale e del danno
esistenziale.
Attualmente si modificato il quadro patologico descritto?
Umanamente difficile essere tranquilli.
Per quanto riguarda il tumore, purtroppo le ultime analisi ed ecografie hanno
segnalato un allarme ai linfonodi [ ] .
Nemmeno sono diminuite le preoccupazioni che, a causa dellavvelenamento doloso
delle acque e della dolosa omessa bonifica, provengono dal polo chimico e in
prospettiva.
Gli inquinamenti idrici sono continuati, incidenti e fughe di gas continuano[ 80 ][86 ],
e continuano (denuncia lassessore allAmbiente) ad essere falsificati i dati ambientali
[57 ], dunque la manutenzione carente [ 80 ].
Nel 2008 i pozzi sono stati chiusi compresi quelli della Paglieri che faceva profumi e
della cascina Pederbona che faceva latte per la Centrale del latte. Ma linquinamento
si sta espandendo a monte e a valle dello stabilimento (ns. consulenti e Ispra) [ 62 ].
Un altro pozzo dellacquedotto (Bolla) stato recentemente chiuso [ 60 ].
La neve a cielo sereno continua [ * ] a cadere, causa i metalli pesanti come
denunciammo gi dal 90. [ B ]
Il Ministero dellAmbiente, mentre stima un acconto di 51 milioni di danno
ambientale, dunque miliardi a consuntivo, dubita perfino sulla possibilit di una
bonifica [ 77 ] [ 63 ]. Appunto, soprattutto preoccupa lassenza di un vero piano di
bonifica, dunque non una provvisoria e discutibile messa in sicurezza, bens una
bonifica definitiva, asportazione ed eliminazione del milione di metri cubi di veleni.
Non convincono assolutamente le innaffiature di ditionito di sodio sul cromo
esavalente, la fallimentare pratica delle cosiddette barriere idrauliche, le sciacquature
delle acque contaminate dal cocktail degli altri 21 veleni, le erbette che dovrebbero
eliminare i metalli pesanti, le discariche bonificate coprendole con effimeri teloni. [ 60
]
Lo stabilimento pur sempre classificato ad alto rischio chimico e di catastrofe
industriale per la popolazione di Spinetta e Alessandria stessa, con un Piano di
sicurezza, emergenza e soccorso che abbiamo pi volte denunciato essere
inadeguato (e occultato).
La CGIL (vedi suo blog [www.cgil.it]) ha appena allarmato la presenza attuale di PFOA
nel sangue dei lavoratori, [48] mentre lAsl non effettua monitoraggi sui fluoruri nel
sangue di lavoratori e cittadini [ 58 ].
Il mio cancro sempre stato una preoccupazione, lavorando in quella fabbrica. La
mortalit di cancro generale era invece una certezza che esplicitavo da sempre. Tant
che nel 2000 polemizzavo su La Stampa con lex onorevole Tino Rossi : Hai scoperto
lacqua calda? Da anni Alessandria ha il record di tumori []. Purtroppo [ ]unaltra
recente indagine epidemiologica sulla mortalit in Fraschetta (1996-2012) registra
una impennata di tumori fino al 127%
sulla media regionale. Per capire le

preoccupazioni che mi derivano da questa indagine, vorrei leggerne alcune


pagine..oppure consegnarle alla Corte
Insomma il quadro patologico, come dite voi in gergo, peggiorato. In parole povere
sono molto preoccupato, per me, per i miei famigliari, per i cittadini, per i lavoratori di
uno stabilimento in vendita [46] e che rischiano il posto di lavoro.
Le lettere e i numeri evidenziati tra parentesi quadra si riferiscono a
documentazioni disponibili per eventuali visioni e deposito.