Sei sulla pagina 1di 7

Maureen Miller (statunitense)

Chiesa e societ in Verona medievale (Tesi di


dottorato), 1993
Prefazione
- tesi di fondo: tra 950 e il 1150 vi un incremento delle
istituzioni ecclesiastiche a Verona (da 130 a 250, soprattutto in
campagna) in parallelo con lincremento della popolazione delle
attivit economiche
- tesi minori: riforma ecclesiastica ma anche di parte imperiale; il
monachesimo non in crisi, ma anzi anticipa le iniziative
caritative degli ordini mendicanti
- metodo: dal basso. Segue le istituzioni cronologicamente e
geograficamente ma non tratta a s temi ampi come la
riforma, la lotta per le investiture, il rapporto chiesa-comune)
- pregi dellopera: sistematica, originale, materiali inediti e
concretezza nellesposizione, importanza del fattore demografico
e economico, ma
- difetti dellopera: sottovaluta un po il fattore culturale e quello
della consapevolezza

Introduzione

Il cambiamento della Chiesa medievale, in quanto istituzione in


continua lotta con un mondo mutevole ha avuto il suo apice tra il
950 e il 1150 (X-XII secolo). Le ragioni stanno nella crescita
demografica (esigenza di una nuova riorganizzazione) e nello
sviluppo economico (nuove chiese, monasteri, istituzioni e
cambiamenti di potere.
Il cambiamento religioso stato misurato studiando le istituzioni
e sul loro rapportarsi al mondo circostante (cambiamenti
quantitativi=aumento istituzioni e qualitativi=variet di
istituzioni).
Verona il campo di studio: circoscritto e ben documentato.
Fonti documentarie: Archivio di Stato, Archivio capitolare di
Verona e Archivio segreto Vaticano

Fonti narrative: sermoni attribuiti a san Zeno, testi del vescovo


Raterio (X secolo), annali dei secoli XI e XII, fonti liturgiche e
calendari liturgici
Analisi computerizzata dei documenti (inseriti in un database)
una tipica citt medievale, costruita su un fiume (Adige) e in
una zona di transizione geografica (tra monti e pianure)
- realt socio-economica: media grandezza, 25.000 abitanti,
lungo la rotta Germania-Venezia, forte sviluppo economico nel X
secolo
- storia politica: provincia romana, poi popoli germanici, impero
carolingio; tra Xi e XII secolo amplia il dominio territoriale
- storia della chiesa: modello dellEuropa continentale (martiri nel
III-IV secolo), conversione ad opera del futuro patrono san Zeno
(pastore benevolo e protettore energico), chiese fuori dalla citt
lesperienza della riforma e della lotta per le investiture di una
diocesi di parte imperiale.
Anomalia: Tra il 950 e il 1150 (e non nel XIII secolo, come nel
resto dellEuropa medievale) avviene un rapido cambiamento (per
novit e per quantit) della Chiesa medievale. Nel XIII secolo si
elaborarono e continuarono alcune tendenze gi manifestatesi

Lo sviluppo
- tra 950 e 1150 notevole moltiplicarsi di chiese e istituzioni
religiose, soprattutto in campagna: quasi raddoppiate (+
popolazione, + economia, + transizione politica)
- prima del 1000, chiese dove cerano acqua, terra e strade
- dopo il 1000, aumento popolazione e insediamenti,
spostamento di chiese allinterno di mura (Malcesine), costruzione
di nuove chiese nuovi bisogni religiosi e sociali, economia in
espansione
- XII secolo, Verona ricca per il commercio (patto commerciale e
militare con Venezia)
- fina del XII secolo, lespansione della Chiesa rallent (riassetto
civile e politico, controversie per le decime)

Il clero secolare
- XI-XII secolo: clero secolare distinto dai laici, avvicinamento al
monachesimo
- il capitolo della cattedrale era listituzione dominante, rafforzata
nell813 dal vescovo Ratoldo (cura pastorale, supporto finanziario)

Ratoldo ebbe alcune idee per il cambiamento:


- le scholae in ambito istituzionale (formazione del clero);
comunit e centri di educazione (aiuti economici dalle donazioni a
partire dallXI secolo)
- monasticizzazione
- spirito di corporativismo: congregazioni urbane e rurali
- nascono parrocchie

La vita religiosa (povert, castit e obbedienza)


- nuova spiritualit (opere di misericordia)
- scarse prove della crisi del monachesimo benedettino (forse per
la concorrenza)
- tra il 950 e il 1150 cambia il concetto di vita religiosa e vengono
fondate nuove istituzioni religiose (ispirate al monachesimo)
- San Gualfardo: eremita, ma si occup anche di poveri e malati
(nuova spiritualit tipica degli ordini mendicanti: atti di
misericordia)
- intervento dei vescovi per riformare comunit in crisi: a San
Giorgio in Braida il vescovo Bernardo fond una canonica regolare
(regola di santAgostino), dedicata al servizio degli altri e
allumilt
- dagli xenodochia (elementi aggiuntivi agli istituti religiosi,
nellalto medioevo) ai lebbrosari (veri e propri istituti religiosi per
la cura di poveri e ammalati)

I sostenitori delle istituzioni ecclesiastiche

I laici
- costruiscono chiese
- sollecitano le riforme
- donano terre e denaro (per motivi spirituali o religiosi)
- intraprendono iniziative di carit
Donazioni:
- aumentano quelle a favore del clero secolare anche per le
scholae
- sistema di lasciti pi complesso (il testamento diventa
elemosina)
- maggior diversificazione dei benefattori, che fino allalto
medioevo erano solo re, nobili e ricchi)
Laici e clero non sono due gruppo sociali in antitesi e nettamente
distanti, ma si sostengono a vicenda per riformare. I laici
chiedono preghiere per la salvezza dellanima e opere di carit

Lorganizzazione ecclesiastica
NellXI e XII secolo a Verona, i vescovi stabiliscono
progressivamente il loro dominio sulla diocesi
- alto medioevo: non vi era un preciso sistema di organizzazione
diocesana, ma numerose gerarchie in competizione e in
equilibrio: vescovo, capitolo della cattedrale, monastero di san
Zeno e monastero di santa Maria in organo

- dal X secolo: desiderio di riforma


- dopo il 1000, maggior controllo esercitato dal vescovo,
separazione della giurisdizione ecclesiastica dal potere temporale
(autorit spirituale dal papa, beni temporali dal sovrano)
- riforma: i vescovi devono guidare la diocesi tramite la presenza
pastorale e favorendo nuove istituzioni

I vescovi e le loro diocesi


Alcuni momenti critici nella formazione dellepiscopato veronese
medievale
- dal III allVIII secolo: privi di potere politico, scarsa
documentazione, fama di santit
- VIII secolo: conversione dei longobardi, trasferimento della
Cathedra del vescovo allinterno della citt; vescovi nominato
dallimperatore (funzionari di governo e pastori)
Vastit e complessit del patrimonio episcopale: propriet
immobiliari, tributi, immunit e diritti feudali. Tuttavia la ricchezza
andava spesso a favore della vita spirituale della diocesi
Solo il vescovo imperiale Raterio ha lasciato fonti sulla sua vita
- monaco in Belgio a Lobbes, segretario di Ilduino, che segu a
Roma
- nel 931 vescovo di Verona (tre volte in tutto: linstabilit politica
si ripercuoteva sullepiscopato)
- tent, fallendo, di riformare il clero, perch la politica imperiale
aveva la prevalenza sugli interessi religiosi
- intransigente verso laici e clero; alta opinione della propria
missione
- XII secolo, trattato o concordato di Worms del 1122: vescovi
locali eletti dal capitolo della cattedrale (politica pi locale);
liberati dal controllo imperiale, ma pi vulnerabili dalla politica
locale
- con la fine della lotta per le investiture inizia la stagione dei
vescovi locali (dalle famiglie pi influenti della citt); va ridefinita
la loro posizione: non c pi il riferimento allimperatore, ma al
papato
Tebaldo, morto nel 1157, detto uomo santo: coinvolto nella
lotta locale tra fazioni, ma anche guida spirituale

Conclusione
La morte di Tebaldo nel 1157 un punto di svolta nella storia
della chiesa a Verona: segna la fine di un periodo di forte
cambiamento (950-1150)
- nuovi ideali di vita per clero e laici
- nuova struttura organizzativa della Chiesa
- nuove istituzioni (scholae, congregazioni, ecc.)

- figura del vescovo pi centrale


- nuova spiritualit: attenzione ai poveri
Non coincide con la riforma gregoriana, perch le forze che la
sostenevano venivano dallinterno della diocesi.
un mutamento innovativo: forte senso di possibilit, di
creativit (laici + clero)