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Cos fa il destino: potrebbe filar via invisibile e invece brucia dietro di s, qua e

l, alcuni istanti, fra i mille di una vita. Nella notte del ricordo, ardono quelli,
disegnando la via di fuga della sorte. Fuochi solitari, buoni per darsi una
ragione, una qualsiasi.
Perch cos che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora lanima
addormentata e ti semina dentro unimmagine, o un odore, o un suono che poi
non te lo togli pi. E quella l la felicit. Lo scopri dopo, quand troppo
tardi. E gi sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da
quellimmagine, da quel suono. Da quellodore. Alla deriva.
chiss se lo troveranno mai, sarebbe bello lo trovassero, che almeno una
volta, almeno ogni tanto, in questo dannatissimo mondo, qualcuno che cerca
qualcosa avesse in sorte di trovarla, cos, semplicemente, e dicesse lho trovata
sarebbe poi un niente la felicit.
Son finito qui perch successo cos. Non c nessunaltra ragione. Son finito
qui come un bottone in unasola, e ci son rimasto. Qualcuno, da qualche parte
si sar alzato, al mattino, si sar infilato i pantaloni, poi si infilato la camicia,
ha iniziato ad abbottonarla: un bottone, poi il secondo, poi il terzo, poi il
quarto e il quarto ero io. cos che sono finito qui.
Tu non sei come gli altri, Dann, tu fai delle cose, tante cose, e ne immagini
ancora delle altre ed come se non so a me la vita sembrava gi cos
difficile sembrava gi unimpresa viverla e basta. Ma tu tu sembra che devi
vincerla, la vita, come se fosse una sfida sembra che devi stravincerla una
cosa del genere. Una roba strana. un po come fare tante bocce di cristallo
e grandi prima o poi te ne scoppia qualcuna e a te chiss quante te ne
sono gi scoppiate, e quante te ne scoppieranno.. per[] Per quando la
gente ti dir che hai sbagliato e avrai errori dappertutto dietro la schiena,
fottitene. Ricordatene. Devi fottertene. Tutte le bocce di cristallo che avrai
rotto erano solo vita non sono quelli gli errori quella la vita e la vita
vera magari proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si
spacca io questo lho capito, che il mondo pieno di gente che gira con
in tasca le sue piccole biglie di vetro le sue piccole tristi biglie infrangibili
e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo sono belle,
a me piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino ci si
vede dentro tanta di quella roba una cosa che ti mette lallegria addosso

non smetterla mai e se un giorno scoppieranno anche quella sar vita, a


modo suo meravigliosa vita.
Ma ci sono navi che si sono incagliate nei posti pi assurdi. Una vita si pu ben
incagliare in una faccia qualunque.
La ragnatela che era la sua anima era tornata ad essere una trappola per quelle
strane mosche che sono le idee
dopo poi ho lasciato che andasse come doveva andare e non centra il
caso a quello ci credi tu, me tu sei giovane, che ne sai c sempre un piano
preciso, dietro a tutto in questo aveva ragione il signor Rail ognuno ha
davanti le sue rotaie, che le veda o no
Chi non lo capisce, questo, non capisce nulla, perch dove la vita brucia
davvero la morte un niente non c nullaltro contro la morte solo quello
far bruciare la vita davvero. []
L sta lorribile e il meraviglioso.
Non sarebbe poi niente se solo non si avesse di fronte linfinito.
Andavano e venivano, i treni, come matti. E tutta la gente, a scendere e a salire,
ognuno a cucire la sua storia, con lago della propria vita, lavoro maledetto e
bello, compito infinito.
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi
la vita risponde.
Addio Dann. Addio piccolo signor Rail, che mi hai insegnato la vita. Avevi
ragione tu: non siamo morti. Non possibile morire vicino a te. Perfino
Mormy ha aspettato che tu fossi lontano per farlo. Adesso sono io che vado
lontano. E non sar vicino a te che morir. Addio, mio piccolo signore, che
sognavi i treni e sapevi dovera linfinito. Tutto quel che cera io lho visto,
guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. una cosa che riuscir a
spiegare mai a nessuno. Ma cos. Me la porter dietro, e sar il mio segreto
pi bello. Addio, Dann. Non pensarmi mai se non ridendo. Addio.

Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

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