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Omraam Mikhaël Aïvanhov 2012
Omraam Mikhaël Aïvanhov
2012
“La sessualità è una tendenza egocentrica che spinge l’uomo a cercare soltanto il proprio piacere,

“La sessualità è una tendenza egocentrica che spinge l’uomo a cercare soltanto il proprio piacere, perfino a detrimento altrui. L’amore, invece, pensa prima di tutto alla felicità dell’altro ed è basato sull’abnegazione e il sacrificio: sacrificio di tempo, di energie, di denaro, sacrificio perfino della propria soddisfazione pur di aiutare la persona amata, al fine di consentirle di evolvere e di sviluppare tutte le proprie possibilità. Nulla è più bello dell’amore quando si è pronti a privarsi, a rinunciare a ciò che si possiede o a ciò che piace. La spiritualità inizia proprio là dove l’amore domina la sessualità, quando l’uomo o la donna vogliono strappare qualcosa da loro stessi per il bene dell’essere amato. Finché non si è capaci di affrontare un sacrificio, non si è capaci di amare.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Prefazione

Il lettore deve sapere che questo volume si rivolge soprattutto a coloro che cercano un vero mezzo di avanzamento spirituale. Tutto sembra essere stato detto in merito all’amore e alla sessualità. I poeti e i romanzieri hanno descritto le gioie e i dolo-

ri di coloro che si amano; i filosofi si sono interrogati sull’origine di questa forza

che spinge irresistibilmente gli esseri gli uni verso gli altri; i biologi e gli psicolo-

gi hanno studiato le manifestazioni fisiche e psichiche della funzione sessuale, e i

medici e gli psichiatri la sua patologia; i moralisti, laici e religiosi hanno cercato

di arginare con ogni genere di divieti i torrenti dell’istinto e del sentimento, mentre

altri, all’opposto, hanno invitato a lasciarsi trasportare da essi; inoltre, numerosi testi propongono una serie di tecniche che consentono di gustare al massimo ogni sensazione.

fatta eccezione del fatto che la forza del-

l’amore, che si manifesta in ogni essere, può essere utilizzata per la sua massima elevazione. Gli uomini e le donne non sanno che cosa li attiri gli uni verso gli altri; essi subiscono tale attrazione o perfino la cercano, avendo scoperto nella soddisfa- zione dell’istinto sessuale una delle maggiori fonti di piacere. E, quantunque la maggior parte delle loro avventure termini in delusioni, non si rendono conto che è quel loro modo di comprendere l’amore e la sessualità che va rettificato. Si di-

rebbe che, da millenni, gli uomini abbiano accettato come una fatalità che l’amore, che comincia sempre con i più bei sogni di felicità, finisca con le peggiori delusioni o perfino con la loro rovina. Essi, tuttavia, non si sbagliano quando continuano a sperare, poichè solo l’amore può portare la vera felicità: infatti, se incontrano soltanto delusioni, ciò significa che non sanno vivere il loro amore secondo le rego-

le della Scienza Iniziatica.

Gli Iniziati insegnano che l’uomo e la donna sono i riflessi dei due principi divini, l’Eterno mascolino e l’Eterno femminino che hanno creato l’universo, e che possie- dono anche loro quel potere creatore. Come l’unione dello spirito e della materia, così l’unione dell’uomo e della donna può essere creatrice di mondi. Ma per far sì che lo divenga veramente, gli uomini devono adottare al riguardo dell’amore una nuova forma di comprensione, una nuova forma di conoscenza e di considerazio- ne di certe regole e di certi metodi, che, malgrado la diffusione di un’abbondante letteratura sul tantrismo tibetano, non sono ancora mai stati dati. Ecco perchè i concetti qui esposti potranno sorprendere il lettore, in quanto sconvolgono i suoi criteri e i suoi punti di vista. Tuttavia, se egli aspira veramente al proprio avanza-

mento spirituale, comprenderà come è possibile, grazie all’amore, riconoscere la propria predestinazione divina.

Quindi, tutto sembra essere stato

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Capitolo 1

Esistono nell’universo due principi essenziali che si riflettono in tutte le manifestazioni della vita e della natura. L’intera creazione è soltanto opera dei due principi che vengono chiamati, per comodità di cose, principio maschile e principio femminile. Questi due principi sono un riflesso, una ripetizione dei due grandi principi divini che hanno creato tutto: il Padre Celeste e la Madre Divina, che si devono comprendere come la polarizzazione di un principio unico, l’Assoluto, il Non-Manifesto, che la Kabbala chiama Aïn Soph Aur.

Si dice che l’uomo sia stato creato a immagine di Dio, cioè dei due principi, e che contenga in se stesso una parte maschile e una parte femminile; l’una è visibile e l’altra nascosta: non la si vede ma è presente. Ogni donna è donna esteriormente, ma interiormente possiede il principio maschile. Ogni uomo è uomo esteriormente, ma possiede interiormente il principio femminile. Se conosceste questa legge della polarità e se sapeste come utilizzare i due principi, maschile e femminile, emissivo e ricettivo, positivo e negativo, quanti problemi si potrebbero risolvere!

Questi due principi sono in ognuno di noi e li

vediamo impressi ovunque: sul viso, sul corpo,

sulle

nei frutti, nelle montagne, nei fiumi, nelle grotte e nelle stelle. Ovunque si vedono solo questi due

nella natura, negli animali, nei fiori,

I due principi maschile e femminile L’amore di Dio, del prossimo e di se stesso.

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principi, sotto forme e dimensioni diverse. Sia che guardiate sopra o sotto la terra, sia che scendiate nel fondo degli oceani o che vi eleviate nell’aria, vedrete al lavoro solo i due principi.

Consciamente o inconsciamente, tutte le creature hanno le medesime reazioni di fronte alla questione dei due principi: tutte le danno un’importanza assoluta e nulla conta all’infuori dei due principi. Quando un uomo cerca una donna per sposarsi, è pronto ad abbandonare tutto. Anche se fosse un re, per una donna sarebbe pronto ad abbandonare

regno, sudditi, esercito e

possiede quella donna per far mettere in secondo piano una nazione? In realtà, l’uomo non cerca la donna ma il principio, a cui nulla è superiore. Vedete, quello è un uomo fedele che cerca il principio e abbandona tutto ciò che non è il principio. Anche alla donna succede la stessa cosa:

per l’uomo che ama si mette contro tutta la propria famiglia, contro il mondo intero. Perchè? Ha forse torto? Niente affatto. Il Signore e Madre Natura hanno iscritto nel cuore degli esseri umani: «Tu lascerai tuo padre e tua madre e seguirai tua moglie». Nell’intimo di ogni creatura è scritto che il primo principio deve cercare solo il secondo, e il secondo solo il primo. Gli esseri umani non sempre ne sono coscienti, poichè questa ricerca prende le forme più svariate a seconda del campo nel quale si espleta: la scienza, la filosofia, l’arte o la religione.

Ma che cosa

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I mistici dicono di cercare il Signore; in realtà, ciò che chiamano Signore è solo la parte complementare di loro stessi, alla quale aspirano ad unirsi, a fondersi per diventare un’entità completa, perfetta. Fino a quel momento si sentono come esseri divisi, mutilati. Tutti gli esseri cercano solo il loro principio complementare che la Scienza iniziatica chiama anima gemella, per poter finalmente trovare la pienezza, la pace, l’onniscienza, l’onnipotenza e diventare come il Signore. È soltanto la forma sotto la quale lo cercano che è diversa.

Riflettete su questo argomento: tutto è nell’amore, e

al di fuori di esso c’è il vuoto, il nulla. I religiosi, i

puritani e gli ipocriti non vogliono confessarlo, ma anche loro, in realtà, cercano solo l’amore. Non lo mostrano, perchè vogliono obbedire a vecchie tradizioni di purezza e di castità, ma la natura non riconosce queste invenzioni umane: essa lavora in ogni essere, e tutto ribolle, brucia, si infiamma! Il problema consiste nel trovare il vero amore proprio nel modo in cui Dio lo intende, per manifestarlo poi secondo le regole divine onde arrivare a quell’incontro, a quella perfetta fusione.

Ovunque volgiate lo sguardo, troverete solo i due principi: quando mangiate, quando bevete, quando guardate, quando ascoltate e anche quando cantate

in coro: sì, voi non sapete che cosa accade

quando cantate. Pensate forse che le voci alte e acute delle sorelle e le voci gravi e profonde dei fratelli si perdano nello spazio? No, a vostra insaputa si fondono in determinati luoghi al di sopra della vostra testa, dando origine a qualcosa di meraviglioso, di divino. La vostra voce è impregnata del vostro magnetismo, della vostra vitalità e del vostro profumo, e voi siete collegati

a essa come se fosse un aquilone che tenete con un lungo filo. La vostra voce sale e va, dove incontra altre voci con le quali si fonde per poi

ritornare, amplificata e arricchita da tutto quello che

ha ricevuto in quella fusione. Tramite il canto

avviene uno scambio sottile e divino tra fratelli e sorelle, i quali potranno così beneficiare di quegli elementi eterici che non potrebbero ricevere con

mezzi più grossolani. L’anima e lo spirito si nutrono

di quanto hanno ricevuto in quei sottili scambi che

avvengono tra le voci, dandone qualche particella

anche al corpo fisico affinchè non si senta affamato

o assetato.

Quando cantiamo, i due principi maschile e femminile compiono prima di tutto un lavoro in alto, lavoro che in seguito ritorna a noi, affinchè possiamo tutti usufruire di uno scambio casto e divino. Là nessuno potrà mai rimproverarci di tradire le leggi della purezza, e noi tutti ne saremo nutriti e rinforzati. Questo è uno dei motivi per cui l’usanza di cantare insieme esiste fin dalla creazione del mondo. Oggi, la luce delle profonde nozioni iniziatiche è ormai perduta, rimane solo la pratica: gli uomini e le donne continuano a cantare in duo, in trio o in coro. Anche i contadini nelle campagne cantano e danzano insieme, e ne sono felici. Senza che essi se ne rendano conto, tramite il canto e la musica le loro anime e i loro spiriti comunicano e, anche se solo per un attimo, ricevono qualcosa che li colma e li dilata.

Esistono centinaia, migliaia di metodi che la natura ha inventato per consentire agli esseri umani di effettuare degli scambi sottili, quando non è possibile attuarli fisicamente: per esempio le piscine, le spiagge, i balli e perfino le

Riprendendo la questione del canto, se non aveste una bocca, cioè una lingua e due labbra, non potreste cantare e nemmeno parlare. Quindi la parola e il canto dipendono dai due principi maschile e femminile, rappresentati dalla lingua

e dalle labbra. 1

Direte che mi occupo di cose

solo delle constatazioni; è la natura che ha costruito

la bocca, non io. Per poter proferire anche solo

qualche parola, è necessario che la lingua e le labbra

si mettano al lavoro, altrimenti non ci saranno nè

parole nè canti. Le parole e i canti sono il risultato, i figli di un padre e di una madre più evoluti e spirituali, tanto che Dio li ha posti nella testa. La lingua e le labbra hanno la stessa funzione degli organi sessuali poichè anche la loro unione è capace di creare, ma su un piano più spirituale:

il verbo. «In principio era il

No, faccio

» Se vogliamo

trovare realmente i due principi, li dobbiamo cercare in alto, non in basso. In basso gli organi dell’uomo e della donna sono solo una ripetizione, un riflesso grossolano dei due principi in alto, pure

1 Vedi Tomo VIII – Opera Omnia: «Come i due principi sono contenuti nella bocca.»

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

capaci di creare e dare vita, esattamente come i due principi in basso.

Queste poche parole dimostrano l’importanza dei canti, soprattutto dei nostri: spirituali e mistici. Prima il canto era per voi solo un passatempo, una distrazione; ora dovete comprendere che è un nutrimento, una necessità e un bisogno spirituale. Se non sapete nutrirvi con la musica e i canti, gli scambi meno sottili che sarete obbligati a fare vi porteranno solo rimpianti e amarezza.

L’argomento degli scambi è ancora mal compreso. Alcuni mistici, eremiti o asceti erano talmente ignoranti e gretti da distruggere il loro equilibrio, la loro salute e la loro felicità rifiutando qualsiasi scambio: così si inaridivano divenendo come cadaveri, privi di vita, vuoti. Però, secondo loro, facevano la volontà del Signore, come se Dio fosse per la morte. Il Signore è per la vita e per la creazione, e fa solo questo: creare la vita. Gli esseri umani hanno invertito tutto e credono che il Signore sia contro l’amore, contro il matrimonio e contro i Secondo loro, questo è il significato dell’essere religiosi. Che buffi religiosi!

Obietterete: «Ma molti grandi Maestri e Iniziati non si sono sposati: erano anche loro come quei fanatici?» No, i grandi Maestri e Iniziati sono di larghe vedute, comprendono la creazione di Dio e vedono le cose in maniera chiara; e, se vivono una vita pura e casta, ciò significa che fanno degli scambi talmente ricchi e meravigliosi nei piani sottili che non sentono alcun bisogno di scendere troppo in basso nella materia, dove si limiterebbero e si appesantirebbero. Se vivono nel celibato e nella castità, non è perchè siano contrari all’amore; anzi, si nutrono e si dissetano a sorgenti e mondi sconosciuti alla folla, dove tutti gli scambi si fanno nella più grande luce e nella più grande purezza. Gli angeli e gli arcangeli vengono a visitarli, il sole e le stelle inviano loro sguardi e sorrisi; anche gli esseri umani donano loro amore e fiducia. Vivono così nella pienezza, colmati da tutte le parti. Di cos’altro ancora potrebbero avere bisogno? Per quale motivo dovrebbero rinunciare a tutte queste ricchezze per inoltrarsi in regioni paludose, dove troverebbero solo delusioni? Ancora non vi è chiaro, ma in seguito capirete.

È detto nelle Scritture: «Amerai il Signore Dio tuo

con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con

tutta la tua mente e con tutto il tuo spirito, e amerai

il prossimo tuo come te stesso.» Avete notato?

Amare il Signore e amare il prossimo; non troverete menzionato da nessuna parte che si debba amare se stessi. Gli esseri umani, invece, amano innanzi tutto se stessi e poi, se rimane ancora qualcosa, lo danno al prossimo, ma per il Signore non hanno tempo. Come mai avviene tutto ciò? Pur non essendo scritto da nessuna parte: «Amate voi stessi», tuttavia si fa quasi solo questo, mentre per il resto non si ha tempo. Gli Iniziati non hanno mai detto che si debba amare se stessi, poichè sapevano che la tendenza più naturale, più radicata e più

tenace è quella di amarsi, di soddisfarsi, di mangiare, di bere e di prendere anche ciò che appartiene ad altri. Giorno e notte solo questa è la cosa più importante: l’amore per se stessi. Dicendo loro di amare il Signore e di amare il prossimo, essi in realtà volevano dire: «Amate voi stessi»e null’altro. Non lo hanno detto, ben sapendo che non sarebbero mai stati compresi.

Amore per sè, amore per il prossimo e amore per Dio: a queste tre forme di amore corrispondono altrettante tappe della vita dell’uomo. Il bambino

ama se stesso e pensa solo a sè; più tardi comincia ad amare la madre, il padre, i fratelli e le sorelle, gli

e poi la moglie e i

Alla fine,

quando ha amato tante persone che spesso lo hanno ingannato e deluso, si rivolge al Signore, ed è Lui

che ama, è Lui che cerca. In realtà vi posso mostrare che i gradi superiori dell’amore sono già compresi nell’amore per sè, perchè amando gli altri

e amando Dio si ama sempre se stessi. È un amore

più spirituale, più luminoso, ma è sempre se stessi che si ama. Come mai non amate tutte le donne, ma una sola? Perchè quella donna riflette qualcosa di voi, e questo qualcosa è esattamente l’altra parte di voi stessi. L’essere umano è polarizzato e questa polarizzazione lo spinge a cercare l’altra parte di se stesso tramite la donna, tramite l’uomo ed anche tramite il Signore. È sempre se stesso che cerca e che ama, ma non come egli è o come si vede allo

specchio. Cerca l’altro principio, l’altro polo. Se siete un uomo, l’altro polo è il principio femminile; se siete una donna, è il principio maschile. L’essere umano, quale gli Iniziati lo intendono, è un essere completo: i due poli, positivo e negativo, sono le parti di una sola unità

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che si è divisa nel corso dell’evoluzione. In origine l’essere umano era al tempo stesso uomo e donna, quello che viene chiamato androgino. Quando avvenne la separazione dei sessi, ognuno andò per

la sua strada, ma ogni principio porta

profondamente incisa nella sua anima l’impronta, l’immagine dell’altro. Per questo motivo, quando un uomo, fra centinaia e migliaia di donne, ne nota una che si avvicina all’immagine che porta in sè, si sente felice e si adopera per riuscire a starle vicino. Sfortunatamente capita spesso che, accorgendosi dopo qualche tempo che quell’immagine non corrisponde affatto alla sua, la lasci per cercarne un’altra. Ancora una volta spera

di trovare l’altra sua metà, la sua anima gemella.

Questo è ugualmente vero sia per le donne sia per gli uomini; nessun essere può fare eccezione. Un giorno questo incontro fra i due principi avverrà

effettivamente, perchè l’amore tra loro è più potente

di

qualsiasi altra cosa.

In

realtà la nostra anima gemella è in noi stessi, è

l’altro polo di noi stessi. Se siamo in basso, l’altro

polo si troverà in alto e comunicherà con il Cielo, con gli angeli e con Dio stesso, nella perfezione e nella pienezza. Per questo motivo si insegnava ai discepoli, in tutte le iniziazioni, come unirsi a quell’altro polo. Lo Jnani Yoga, in India, offre dei metodi grazie ai quali lo Yoghi riesce a unirsi con il suo Sè superiore: in questo modo si unisce a Dio stesso. Lo stesso concetto si ritrova in Grecia, espresso nella formula scritta sul frontone del tempio di Delfi: «Conosci te stesso». In questo caso

la conoscenza non riguarda il proprio carattere,

buono o cattivo, con le sue qualità o i suoi difetti:

sarebbe troppo facile. Nella Genesi è scritto: «E Adamo conobbe Eva» oppure «Abramo conobbe

Sara»

principi. «Conosci te stesso» significa: trova in te stesso l’altro polo e diverrai una divinità. Se sei un uomo, l’altro polo è una donna, e la conoscerai come un amante conosce la sua amata; non proprio allo stesso modo, poichè questa fusione, questa conoscenza si compie nei mondi della luce.

Quando penetrerete in questa luce, diverrete uno con voi stessi.

Lo stesso precetto si ritrova nei Vangeli, sebbene espresso in maniera leggermente diversa: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua

La vera conoscenza è la fusione dei due

forza», sottintendendo che si può comunicare con il Signore solo tramite il proprio Sè superiore. Anche il Cristo intendeva la stessa cosa quando diceva: «Nessuno può andare al Padre se non attraverso me». Il Cristo è il simbolo della Divinità, del Verbo e del Figlio di Dio che, pur celato, si trova in ogni anima come una scintilla perduta, sepolta. Unendosi alla propria anima superiore, l’essere umano si unisce al principio del Cristo che si trova

in tutte le anime, e attraverso tale principio si unisce

a Dio. Potete andare verso Dio solo tramite il vostro

Sè superiore, poichè in esso è contenuto il tutto; inoltre esso rappresenta quanto di meglio e di più puro esiste in voi stessi. Questo è il motivo per cui

tutte le pratiche di meditazione consigliano all’uomo di compiere un lavoro col pensiero, al fine di allontanarsi il più possibile dal mondo fisico e materiale per elevarsi fino ai mondi più luminosi e raggiungere il principio della propria anima superiore, la Divinità. Ed esistendo la polarizzazione, viene a crearsi un’affinità, una simpatia e un legame con il principio complementare, poichè il maschile è sempre attirato dal femminile e il femminile dal maschile.

Ogni essere possiede in se stesso l’altro principio, e solo tramite questo può trovare Dio. Così la donna trova Dio attraverso l’uomo, perchè questi rappresenta l’altro principio che la unisce al Padre Celeste. L’uomo può trovare la Divinità solo tramite

il principio femminile, sia una donna, sia la natura

stessa (che è un principio femminile) o la Madre Divina. Senza questo principio femminile non esiste nulla: alcuno slancio, alcuna ispirazione, alcun lavoro, nulla. E senza la presenza del principio maschile, il principio femminile rimane informe,

inerte e sterile. Sforzatevi di studiare come la natura ha creato le cose e scoprirete come il sole, che è il principio maschile, proietti la luce vivificando tutto. Anche nella nostra vita interiore dobbiamo essere fecondati, animati e vivificati da quel principio divino che è il sole. Per la donna è più facile, poichè

è più ricettiva; l’uomo, invece, che è positivo, emissivo, deve cambiare polarità per diventare anch’egli ricettivo.

Ritorniamo ora ai tre gradi dell’amore di cui vi ho appena parlato. Riflettendo, si sarà obbligati a constatare che gli uomini non sanno amarsi e che giungono persino a distruggersi. Mangiare e bere qualsiasi cosa, fumare e fare follie è forse amore per

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

se stessi? Manifestando collera o odio credete che ci si faccia del bene? No, ci si avvelena. Direte:

«Ma io vorrei avvelenare il tale o il tal altro». Certo, ma quel veleno deve passare prima attraverso di voi per poter avvelenare l’altro. Dunque, sarete avvelenati prima voi di lui. Ci si ama malissimo, ed è quindi necessario imparare ad amare se stessi nel modo giusto.

Supponiamo che non vogliate lasciar entrare in voi

nulla di

provare amore per voi stessi, ed è con la vostra purezza che preparate le condizioni migliori affinchè gli angeli dimorino in voi. Stando attenti a non fare alcun male con i vostri pensieri, con i vostri sentimenti e con le vostre parole, già preparate interiormente le condizioni necessarie affinchè il Signore venga a dimorare in voi. È questo il modo in cui ci si deve amare, e tale amore per se stessi è qualcosa di divino. Coloro che non sanno amarsi non amano Dio e non amano nemmeno gli altri. L’amore per Dio ha inizio con l’amore per se stessi; questo deve passare prima attraverso di noi per poter raggiungere l’altro Sè, in alto: voi volete conservarvi nella purezza e nella luce per far piacere a voi stessi, cioè alla vostra parte superiore che vi sorveglia. È così che ci si deve amare: conservando tutto intatto dentro di sè.

È normale amarsi: la natura stessa ha dato ai suoi figli l’amore per loro stessi, ed essi devono soltanto imparare in che modo amarsi nel rispetto dell’ordine e dell’armonia, con la coscienza della propria dignità e della propria divinità. La maggioranza delle persone comprende l’amore come appagamento dei propri desideri, come ricerca del piacere, mentre, in realtà, lo si deve comprendere come sacrificio, come intelligenza, come purezza, spoliazione e rinuncia.

Da una buona comprensione dell’amore dipendono la nostra felicità e il nostro sviluppo. L’esperienza dell’amore, quale l’hanno fatta gli esseri umani, fa sì che tale questione non risulti loro mai chiara. Per esempio, un uomo ama una donna e, invece di comprendere che esiste in lei qualcosa di divino di cui approfittare per intraprendere realizzazioni sublimi, vuole dare sfogo al suo desiderio, rovinando e distruggendo tutto. Perchè non aspettare al fine di beneficiare di quell’attrazione e

Così facendo, dimostrate di

di quell’amore? Quando amate qualcuno non dimostratelo e non ditelo, ma ringraziate il Cielo di provare quel sentimento; queste sono, infatti, condizioni eccezionali date per elevarvi, per avere coraggio, slancio, ispirazione e per riportare delle vittorie! Volendo immediatamente abbracciare quella donna o andare a letto con lei,

rompereste l’incanto. In seguito, sarebbe la fine e ne seguirebbero complicazioni. «Mi avevi detto

, mi hai fatto

» ed è così che la

gioia, la felicità e l’ispirazione se ne vanno.

Amare è una benedizione; ecco perchè dovete proteggere il più a lungo possibile il vostro amore, poichè il giorno in cui vorrete passare a una fase successiva passerete alla pagina dove sono scritti sconvolgimenti e catastrofi. L’amore è Dio stesso; egli vi apporta tutto: la vita, la felicità,

l’ispirazione, le

sbarazzarvene in qualche maniera, invece di continuare a vivere la vita eterna, la vita divina? Potete vivere l’amore giorno e notte a condizione di effettuare scambi con i mondi e le creature più sublimi, evitando di rovinarlo dandogli un aspetto prosaico e grossolano, col risultato di ritrovarvi poi con un mucchietto di cenere soltanto. Amate, quindi, la parte divina di voi stessi e prodigatevi per essa. Nessun sacrificio deve apparire difficile quando si tratta di conquistare l’essere amato, di tenerlo fra le braccia e far sì che tutta la natura

Perchè tanta fretta di

Tutto il nostro successo e tutta la nostra felicità dipendono dal centro, da quel punto che si chiama Dio. Ho con me una penna sulla quale ho fatto incidere il simbolo che contiene tutta la Scienza iniziatica: un cerchio con un punto nel centro. 2 Quale interpretazione dargli? Avrete presente la classe di una scuola: quando manca il professore, tutti gli alunni fanno chiasso, giocano, gridano e si È normale, il professore non c’è e ci si può divertire; ma quando il professore arriva, immediatamente gli alunni ritornano in silenzio al loro posto. Se si tratta di un esercito, quando manca il capo i soldati corrono in tutte le direzioni, sono allo sbando, retrocedono e la battaglia è persa. Ma quando il capo è presente, tutti sono pronti a eseguire i suoi ordini, ed è la vittoria!

Potrei darvi ancora molti altri esempi, ma la cosa

2 Vedi Tomo VIII – Opera Ornnia : «Il cerchio: il centro e la periferia».

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essenziale è comprendere che le medesime leggi

esistono anche in noi. Il Signore è la testa, il capo, il centro e, quando manca, sapete bene come si usa

Quando il gatto non c’è i topi

e

tutto il formaggio sparisce. Quando qualcuno dice:

«Non ho bisogno del Signore, me la sbrigo senza di Lui», posso rispondergli che in effetti se la

sbrigherà da solo, ma dentro di lui i topi balleranno, perchè la testa non è presente. La testa, il Signore, introduce l’ordine nelle nostre cellule; quando Egli

è presente, tutte lavorano nell’armonia, nella pace,

facendo circolare la vita. Se il capo non è presente,

l’uomo riesce ugualmente a disimpegnarsi, a seguire i suoi affari, ma interiormente regna il disordine, al quale seguirà la decomposizione. Gli esseri umani non hanno compreso il motivo per cui

è essenziale introdurre il Signore al centro di sè, ma ora ve lo dirò io: se volete avere in voi l’ordine e l’armonia dovete trovare in voi la testa, il centro del cerchio, poichè quel punto organizza tutto. Non esistono verità superiori a questa.

Noi dobbiamo amare Dio per noi stessi, non per Lui. Egli non ha bisogno di noi: è talmente ricco! Avrete visto senza dubbio il film: «Dio ha bisogno degli uomini». Sì, certo, può darsi che sia vero, tuttavia Dio può benissimo fare a meno di loro. Che cosa potremmo offrirgli? Forse il nostro orgoglio? La nostra vanità? La nostra cattiveria? La nostra mediocrità? Begli acquisti sarebbero per il Signore! In realtà, siamo noi che abbiamo bisogno di Lui. Sbarazzarsi del Signore è prova di grande intelligenza e della più grande evoluzione, così Capisco, ma allora, perchè tutte quelle persone tanto intelligenti ed evolute sono sempre insoddisfatte, ammalate e turbate? Ebbene, perchè non pensano con la testa. Se studiate la Kabbala, vedrete che tutto si basa sullo studio di una Testa venerabile, la testa di Dio. Ora, invece, si dovrebbero seguire quei poveretti che consigliano di eliminare quella Testa!

Cercate di comprendermi bene una volta per tutte:

io vi parlo di una verità che ho sperimentato. Per me non si tratta di teorie. Ho basato tutta la mia vita sul simbolo del cerchio col punto nel centro. Quindi dobbiamo cercare questo simbolo che si trova in noi stessi. Esso esiste, ma non è al centro; ecco perchè dobbiamo trovarlo e portarlo al centro. Non esiste creatura che non possieda questo centro, anche se esso fluttua in qualche zona della periferia, come

qualcosa di poca importanza: si pone infatti, al primo posto il lavoro, un’amicizia, un legame, Ora dovete impegnarvi a trovare il Signore per portarlo al centro della vostra esistenza. Quando ci sarete riusciti, tutto migliorerà in voi: la salute, la comprensione, e anche gli altri cominceranno ad amarvi, poichè sentiranno in voi un centro vivo e zampillante, una vera sorgente. Se non diventate una sorgente, come potete pretendere che vi si ami? Non si amano i cimiteri nè gli abissi nè le grotte: si ama solo ciò che vive.

Avanzate ora con fede straordinaria su quel cammino luminoso dove troverete riassunti tutta la Scienza iniziatica e i Testi Sacri. Passeranno degli anni e gli avvenimenti della vita contribuiranno a dimostrarvi che io vi ho detto la verità. Non si può amare Dio se non si sa amare se stessi. L’amore deve attraversare la nostra parte superiore per dirigersi verso Dio: si tratta di un itinerario prestabilito. Quando volete inviare per radio un messaggio, per trasmetterlo vi recate alla cabina dove sono installate le apposite apparecchiature. Non potete gridare così forte da essere uditi a centinaia o a migliaia di chilometri di

vogliono apparecchi trasmittenti. Interiormente, anche in noi esistono dei trasmettitori: il nostro Sè superiore, l’anima universale che vive dentro di Per la donna è il principio maschile, per l’uomo il principio femminile. Finchè il messaggio non viene trasmesso, l’altro polo non potrà riceverlo. Quando i mistici, gli Iniziati pregano, arrivano al punto di dimenticare se stessi nella loro preghiera, tanto che non sono più loro stessi a pregare, ma il loro spirito, la loro anima; ed è così che la loro preghiera viene accolta in cielo. Finchè la vostra preghiera non è così intensa da essere trasmessa dal vostro spirito, all’altro polo del vostro essere, non sarà esaudita. Chiamare quest’altro polo il Cristo, lo spirito, l’anima o la vostra beneamata non ha alcuna importanza.

Nella Scienza iniziatica è detto che non si potrà trovare nulla all’esterno che non sia già stato trovato interiormente: infatti, potrete passare senza vedere nulla di ciò che incontrate esteriormente, se non l’avete già trovato dentro di voi. Quanto più scoprirete la bellezza interiormente tanto più la scoprirete sul piano fisico. Forse pensate che non la vedevate prima

Ci

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

perchè non

riuscivate a vederla perchè qualcosa in voi non era ancora sviluppato. Ora che l’avete vista interiormente, la vedrete anche esteriormente: il mondo esteriore è fatto solo dei riflessi del mondo interiore. Non cercate mai nulla esteriormente se non avete fatto lo sforzo di trovarlo interiormente.

Una volta trovato interiormente il vostro Sè superiore, cioè la vostra anima gemella, durante le vostre meditazioni e contemplazioni, la troverete in seguito ovunque nel mondo intero:

nei visi delle persone, nei laghi, nelle montagne, nelle piante, negli uccelli; e udrete la sua voce. Questa è una verità importante, che tutti coloro che si amano dovrebbero conoscere, altrimenti il loro legame o il loro matrimonio sarà una catastrofe. Se l’uomo ha trovato in sè il principio femminile e la donna il principio maschile, se si decidono a lavorare al servizio di tale principio, si amino e si sposino pure: il loro amore sarà una sorgente di benedizioni. Proprio per questo vi ho spiegato che

Invece essa era là, ma non

la donna deve vedere nel suo beneamato il Padre Celeste, poichè egli è il rappresentante di Dio sulla terra. E l’uomo pure deve vedere nella sua beneamata la Madre Divina, amarla, contemplarla e servirla. A questo punto tutti i tesori si apriranno dinanzi a loro ed essi vivranno giorno e notte nel rapimento, nell’estasi e nella bellezza. Altrimenti rimarranno delusi, soffriranno e cominceranno a parlare con disgusto dell’uomo e della donna, poichè quello che hanno conosciuto l’uno dell’altra

erano solo cenci, abiti usati e deteriorati, non la loro

anima nè il loro

a coloro che non hanno voluto accedere alla

conoscenza; essi sono fuggiti dalla Scuola iniziatica

senza voler conoscere nulla, e ora ne pagano le conseguenze. L’uomo si punisce da solo quando sfugge alla luce che dovrebbe aprirgli gli occhi e illuminare il suo cammino.

D’ora in poi tutti i Libri Sacri assumeranno per voi

il loro vero significato. Perchè continuare a esitare?

Progredite ora, così che nulla possa fermarvi, e che Dio sia sempre con voi.

Ecco che cosa succederà

Videlinata (Svizzera), 8 Aprile 1962.

Capitolo 2

Prendere il toro per le corna Il caduceo di Mercurio – I

Nei trattati di alchimia è scritto che, per ottenere la pietra filosofale simboleggiata da Mercurio, bisogna cominciare il lavoro nel momento in cui il Sole entra nella costellazione dell’Ariete e la Luna in quella del Toro, poichè il Sole è esaltato in Ariete e

la Luna in Toro 1 . Il segno successivo, i Gemelli, è la

casa di Mercurio. Osservate quindi: Ariete (il Sole),

Toro (la Luna) e Gemelli (Mercurio). Questi tre segni si susseguono per dimostrare che l’unione del Sole e della Luna genera il figlio: Mercurio. Il gruppo Sole, Luna e Mercurio lo ritroviamo ripetuto

in altre parti dello zodiaco, ma per oggi ci

fermeremo soltanto su questi tre segni: Ariete, Toro

e

Gemelli, che sono estremamente significativi.

Il

simbolo di Mercurio è formato dal disco solare,

dalla mezzaluna e, per sottolineare la loro unione, dal segno + che è il segno dell’addizione. Il simbolo

di Mercurio

di Mercurio

altro non è che l’unione del Sole

e

della Luna.

Il

Sole e la Luna danno origine al figlio, Mercurio,

la

pietra filosofale. Ma quella pietra filosofale che

gli alchimisti cercano è in realtà un simbolo della

trasformazione dell’uomo. Gli alchimisti lavorano con il Sole e con la Luna, cioè con i due principi della volontà e dell’immaginazione e, grazie a

questo lavoro dei due principi, riescono a trasmutare

la loro materia, a diventare simbolicamente come il

Sole e la Luna, cioè radiosi e puri. Non a caso

l’Ariete è la casa di Marte e il Toro quella di Venere. Lavorando con il Sole e con la Luna, cioè con i due principi maschile e femminile, sublimando la forza sessuale (Venere) e la forza dinamica e attiva della volontà (Marte), l’alchimista ottiene tutti i poteri spirituali simboleggiati da Mercurio, l’agente magico.

Presso i Templari questo agente magico era rappresentato da Bafometto, la figura mostruosa che ha fatto credere ad alcuni che i Templari adorassero il Diavolo. Altri hanno chiamato questo agente magico Azot, parola formata nel seguente modo:

“A” la prima lettera dei tre alfabeti latino (a), greco (alfa) ed ebraico (alef) e l’ultima lettera degli stessi tre alfabeti: “Z” (latino), “O” (greco) e “T” (ebraico). Questa parola significava che l’agente magico era l’Alfa e l’Omega, l’inizio e la fine.

Per ottenere tale agente magico gli alchimisti si sono molto prodigati, spesso senza successo, perchè non sapevano che questo lavoro con i due principi, maschile e femminile, doveva farsi non soltanto nel piano fisico ma anche nel piano spirituale con i principi della volontà e dell’immaginazione. Questo lavoro è sintetizzato nell’espressione: « Prendere il toro per le corna». Per il discepolo, prendere il toro per le corna vuol dire iniziare un lavoro interiore per riuscire a dominare ciò che di grossolano, anarchico e violento esiste in lui.

1 Vedi Tomo VIII – Opera Omnia: «Il primo giorno di primavera».

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Sfortunatamente, in quest’epoca gli esseri umani non prendono il toro per le corna, ma gli lasciano la libertà di scalpitare; nel mondo dei giovani in particolare vi sarà possibile vedere ciò che il toro distruggerà.

Prendere il toro per le corna rappresenta il lavoro della volontà sull’immaginazione, la quale è sempre legata alla sensualità. Coloro che hanno un’immaginazione sbrigliata hanno la tendenza

a essere pigri e sensuali; la Luna e Venere vanno

sempre insieme. Ma ecco che arriva il Sole che, con la sua luce, interviene per orientare quella forza

nella giusta direzione; e la Luna diventa straordinariamente utile perchè ha il potere di concretizzare le cose. Vi ho parlato dei diversi periodi che la Terra ha attraversato: periodo di Saturno, del Sole e della Luna e vi ho spiegato che il periodo del Sole è stato un periodo di dilatazione e

di espansione, mentre il periodo della Luna è stato

segnato da un processo di coagulazione e di concretizzazione. Il Sole e la Luna sono anche i simboli dei due processi alchemici «solve et coagula»: sciogli e coagula.

Nel simbolo di Mercurio il Sole è rappresentato da un cerchio e la Luna da una porzione di cerchio, come se fosse una parte del Sole (questo spiega perchè nella Genesi è detto che Dio ha tratto Eva da una costola di Adamo). Dunque, per mostrare che

questa combinazione, questa fusione intelligente dei due principi generava Mercurio, gli Iniziati hanno rappresentato Mercurio con il Sole sormontato dalla Luna, con l’aggiunta del simbolo della Terra che è

lo

stesso dell’addizione aritmetica. Questo simbolo

di

Mercurio, da solo, mostra la scienza profonda

degli Iniziati che hanno creato tali simboli; una delle sue numerose varianti è il caduceo di

Mercurio, che è rimasto come simbolo dei medici

e dei farmacisti.

, che è rimasto come simbolo dei medici e dei farmacisti . Ai nostri giorni questo

Ai nostri giorni questo simbolo appare, nella scienza ufficiale, sotto forma di laser.

appare, nella scienza ufficiale, sotto forma di laser. Laser a rubino Un cristallo di rubino è

Laser a rubino

Un cristallo di rubino è circondato dal tubo di un flash che fornisce l’energia necessaria per produrre

l’effetto laser. Quando entra in funzione, un fascio

di luce rossa molto intensa esce dall’estremità

semi-argentata.

Il fascio di luce che esce è Mercurio, che nasce

dall’interazione dei due principi. Ora si tratta di trovare il laser dentro di noi, poichè è qui che sarà veramente prodigioso.

In realtà, fin dai tempi più remoti, gli Iniziati

avevano realizzato in loro stessi tutte le scoperte

fatte attualmente dalla scienza ufficiale: la radio,

il telefono, la

sono solo degli operai che devono applicare, sul piano fisico, delle leggi che esistono nel mondo spirituale: tutto deve essere realizzato nella materia. Gli scienziati di oggi sono degli antichi Iniziati:

alchimisti, maghi e kabbalisti, che vengono a realizzare ora nella materia quanto era già stato conosciuto e realizzato in passato nel piano spirituale. Se questi fenomeni non esistessero nel piano spirituale, non ci sarebbe alcun modo di scoprire la benchè minima cosa a livello fisico. Tutto ciò che è in basso è come ciò che è in alto:

quindi, tutto ciò che è in alto nel piano psichico deve essere concretizzato in basso sul piano fisico.

Creando il simbolo di Mercurio, gli Iniziati hanno voluto insegnare alle generazioni future come lavorare sulla forza sessuale con la volontà e l’immaginazione per ottenere i poteri magici. La vera «forza forte di tutte le forze» di cui parla Ermete Trismegisto è l’amore; solo l’amore dà la vita e non vi è nulla che sia al di sopra della vita:

essa è all’origine di tutto. Dio ci ha dato la forza

Gli scienziati ufficiali

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dell’amore affinchè imparassimo a sublimarla in

vita, in vita intensa, per ottenere i poteri magici, l’onnipotenza. Vi dicevo che il simbolo di Mercurio

è fatto dal Sole, dalla Luna e dalla Terra. Se si

toglie la Luna, si ottiene il simbolo di Venere , l’amore. Tutti questi aspetti, contenuti nel segno di Mercurio, si ritrovano nelle funzioni del dio Mercurio, la cui bacchetta magica, il caduceo, era il simbolo dei poteri che egli possedeva in tutti i campi.

Nel simbolo di Mercurio, la Luna, che rappresenta l’immaginazione, è come un recipiente colmo d’acqua, poichè la Luna, principio femminile, è legata all’acqua. Al di sotto si trova il Sole, il fuoco che riscalda l’immaginazione in una direzione particolare. E sotto il Sole c’è la Terra, simbolo della

realizzazione nel piano materiale. Quando l’Iniziato giunge a comprendere questo simbolo, può creare, aiutare gli altri, illuminarli, vivificarli e proteggerli:

ha tutti i poteri. Se gli vengono offerte le giuste condizioni, egli è capace di sconvolgere la terra, perchè ha capito l’essenziale: il lavoro sull’immaginazione tramite la volontà. Come la donna, che ha la possibilità di condensare la vita nel suo seno, così la Luna possiede il potere di concretizzare e materializzare le cose, trasformarle in terra, cioè realizzarle sul piano fisico. Come vedete, si devono far parlare i simboli e costringerli

a rivelarci i loro segreti.

Il discepolo deve decidersi ad atterrare il toro, cioè a dominare quell’energia selvaggia, brutale e violenta che è la sessualità, al fine di attingerne le forze. Atterrare il toro non significa ucciderlo:

se lo si uccide non si potranno più attingerne le forze. Bisogna prendere il toro per le corna, cioè cominciare a dominare la Luna, l’immaginazione, che è inseparabile dalla sensualità, tranne in coloro che, come i saggi, i filosofi, gli artisti e gli Iniziati, hanno già preso il loro toro per le corna e dato un’altra direzione alla loro immaginazione, riuscendo a creare, a fare delle scoperte e a illuminare gli altri. Tutti coloro che non sono riusciti a prendere il toro per le corna lasciano galoppare liberamente la loro immaginazione, la quale diventa esattamente come una prostituta che si concede a chiunque e mette al mondo dei mostri. Ci si deve sforzare di affidare

al mondo dei mostri . Ci si deve sforzare di affidare all’immaginazione un determinato lavoro, affinchè

all’immaginazione un determinato lavoro, affinchè essa possa produrre sempre le realizzazioni più belle, più luminose e più nobili. Un discepolo non deve lasciare sua moglie passeggiare e andare a letto con chiunque, ma deve tenerla per sè. Sì, la nostra immaginazione è nostra moglie e, come tale, mette al mondo dei figli.

Se si approfondisce l’interpretazione del caduceo di Mercurio, si scopre che è una sintesi dell’essere umano. I due serpenti intrecciati rappresentano le due correnti che scendono dal cervello:

partendo dall’emisfero destro e da quello sinistro, si incrociano all’altezza della nuca, passano per i polmoni sinistro e destro, si incrociano di nuovo nel plesso solare, passano per il fegato e la milza, si incrociano nell’ombelico, passano per il rene destro e quello sinistro, si incrociano nel centro Hara e, infine passano per le ghiandole sessuali nell’uomo e per le ovaie nella donna.

ghiandole sessuali nell’uomo e per le ovaie nella donna. L’asse centrale è la colonna vertebrale, alla

L’asse centrale è la colonna vertebrale, alla base della quale, dicono gli Iniziati dell’India, sonnecchia la forza Kundalini che deve essere svegliata. A partire dal chakra Muladhara, la forza Kundalini sale nel canale centrale della colonna

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

vertebrale chiamato Sushumna; essa viene attivata, grazie alla respirazione, dalle due correnti Ida e Pingala situate ai lati di Sushumna per salire poi fino al loto dai mille petali, il chakra Sahasrara.

poi fino al loto dai mille petali, il chakra Sahasrara . Gli Iniziati, gli Yoghi che

Gli Iniziati, gli Yoghi che riescono a fare questo lavoro con il Sole (corrente positiva Pingala) e la Luna (corrente negativa Ida) risvegliano la forza Kundalini e la fanno salire fino in cima, dove ritroviamo il fenomeno del laser. L’essere umano è un laser vivente. Coloro che riescono a far funzionare questo laser in loro stessi ottengono «la forza forte di tutte le forze», l’agente magico universale.

Comprenderete da queste poche parole che dovete imparare a lavorare con la Luna, l’immaginazione, mantenendola nella purezza (d’altronde la Luna, nel suo vero senso spirituale, è legata alla purezza dell’immaginazione) con la

luce, il fuoco del Sole, con l’amore disinteressato

di Venere e, infine, con la giustizia della croce, la

Terra, per ottenere la realizzazione perfetta. Mercurio è il simbolo dell’essere perfetto, nel quale la circolazione delle due correnti avviene in un tale equilibrio e in una tale armonia che egli naviga nella pace e diventa un centro irradiante, capace di trascinare le creature verso il bene.

Quando la Luna non è diretta da Marte e dal Sole, spinge gli uomini a trovare dei mezzi per non far nulla e a contare sugli apparecchi e sulle macchine che li dispensano da ogni sforzo. Il simbolo di Mercurio ci insegna, al contrario, che l’attività e gli sforzi sono assolutamente indispensabili. Non è male disporre di apparecchi e di macchine, alla sola condizione che liberino l’uomo dai compiti materiali per permettergli un’attività nuova, spirituale, un lavoro immane con la volontà e l’immaginazione, al fine di creare delle opere divine. Disgraziatamente, per il momento non è questo lo scopo per il quale gli uomini lavorano:

essi vogliono eliminare il Sole e Marte, cioè l’attività e lo sforzo che sono essenziali, per restare unicamente con la Luna e con Venere. Non sanno che questo è il miglior sistema per degenerare.

Mi sembra di non avervi detto ancora nulla, benchè

in realtà vi abbia già detto tutto. Voi vi trovate davanti all’oceano, davanti al Cielo e, se malgrado

ciò rimanete impassibili, potrete ricevere solo in

proporzione al vostro grado di evoluzione e non

di più; questa è la cosa più triste. Ma, nutrendovi di

questo ambiente, di questo amore, di questi canti, di questa luce e delle conoscenze che vi vengono date, evolverete e un giorno sarete capaci di intraprendere realizzazioni inimmaginabili. Anche se per ora non comprendete nulla, continuate, perchè c’è sempre qualcosa di luminoso che lascia in voi tracce indelebili.

Sèvres, 28 Dicembre 1970.

Capitolo 3

Dal punto di vista psichico e spirituale ci sono solo pochi esseri che sanno su che cosa, come e per quale ragione lavorare. Ci si preoccupa di fornire agli uomini ogni sorta di conoscenze; li si fa frequentare scuole e fare apprendistati affinchè possano esercitare tutti i mestieri esistenti sulla terra. Tuttavia, interiormente, essi restano senza forza e senza potere e, al minimo turbamento o alla più piccola difficoltà, si abbattono.

So che attualmente, in occidente, si sta

introducendo ogni genere di pratica orientale: lo

yoga, lo zen,

pratiche, perchè giustamente avvertono che, per acquisire poteri psichici, si deve fare qualcosa nel campo della volontà, della concentrazione e della meditazione. Io non sono contrario a tutto ciò, il che forse ad alcuni può dare dei buoni risultati, ma per la maggioranza delle persone ho i miei dubbi, in quanto si tratta di metodi molto vecchi, utili in passato e adatti agli orientali. Per gli occidentali occorrono altri metodi adeguati alla loro mentalità e al loro genere di vita: i metodi, della Fratellanza Bianca Universale. Gli occidentali che si lanciano incautamente nelle pratiche orientali senza una guida si espongono a grandi pericoli. Gli orientali si esercitano costantemente sotto la direzione di una guida o di un maestro che li sorveglia, allo stesso modo di quei medici che, avendo prescritto una cura a certi ammalati, ne osservano l’effetto e, se necessario, modificano la

e molti si avventurano in tali

Prendere il toro per le corna Il caduceo di Mercurio – II

terapia. Coloro che, con conoscenze e possibilità ridotte, sono abbandonati a loro stessi finiranno, invece, con l’esserne danneggiati. Gli uomini si accorgeranno, in misura sempre maggiore, che non solo è necessario esplorare il mondo interiore, ma che devono anche diffidare di tutti quei metodi, spesso pericolosi, che si stanno propagando ovunque.

Il lavoro iniziatico con il Sole e la Luna, cioè con la

volontà e con l’immaginazione, resta valido per l’eternità, poichè sia la volontà che l’immaginazione sono due principi fondamentali

dell’essere umano. Ecco perchè nei libri di alchimia

si ritrovano spesso queste immagini: il Sole e la

Luna, il re e la regina. Sotto tutte le forme non ci

sono che il sole e la luna, l’uomo e la donna, i quali generano un figlio regale, la pietra filosofale, l’elisir

di vita immortale, la panacea universale, la

bacchetta magica, il caduceo di Mercurio.

La missione dell’essere umano consiste nel realizzare il Cielo sulla Terra e nell’assomigliare al proprio Padre Celeste, il Creatore. Per realizzare lo splendore di tale missione, difficile e lungi dal poter essere compiuta di colpo, l’uomo deve conoscere gli elementi indispensabili a tale lavoro: i due principi attivo e passivo, emissivo e ricettivo, maschile e femminile, il Sole e la Luna, la volontà e l’immaginazione, allo scopo di infondere nella Luna tutto ciò che di nobile e luminoso contiene il Sole, affinchè essa possa rifletterne e

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

propagarne le qualità.

La Luna è ricettiva a qualsiasi influenza, non sceglie; qualsiasi cosa può manifestarsi tramite suo: è come l’acqua che prende la forma del recipiente che la contiene. L’acqua, la Luna e l’immaginazione sono pressappoco la stessa cosa. Se il Sole non si occupasse della Luna, dell’immaginazione, essa potrebbe anche riflettere l’Inferno; per tale motivo gli Iniziati vegliano affinchè la Luna, cioè la loro immaginazione, la loro «moglie», non vagabondi ovunque, ma riceva, grazie al Sole, una particella di Luce e di eternità. A questo punto la Luna diverrà una donna straordinaria e adorabile; altre leggi, quelle divine, interverranno per realizzare sul piano materiale ciò che si è formato nell’immaginazione. Tutto questo è rappresentato dalla croce posta alla base del simbolo di Mercurio. La croce è la pietra cubica, l’espressione della terra; per gli alchimisti era la terra vergine sulla quale costruire l’edificio.

Il discepolo deve concentrarsi ogni giorno sui progetti più nobili e più grandiosi per poterli realizzare sulla terra: quindi innanzi tutto lavora con l’immaginazione, poi con il cuore e la volontà, e si adopera affinchè ciò che ha immaginato divenga realtà. Non si accontenta solo di sognare e fluttuare, fiero dei bei progetti che ha in testa, poichè ciò non è sufficiente: i suoi progetti li deve realizzare nel comportamento, nelle azioni e sul piano fisico, affinchè il mondo intero veda che quel che ha creato in alto è disceso e si è radicato nella terra.

Sia che il nostro spirito lavori sull’anima o la nostra volontà agisca sull’immaginazione, sia che il Sole fertilizzi la Luna o l’uomo fecondi la donna, il risultato sarà sempre la creazione di un figlio. E che cos’è un figlio? Accendendo il fuoco sotto una pentola piena d’acqua (qui la pentola è la Luna!), questa si trasforma in vapore. La «forza forte di tutte le forze» è questo vapore, quest’acqua dilatata. Da questo lavoro della volontà sull’immaginazione, dello spirito sull’anima, del Sole sulla Luna, dell’uomo sulla donna nasce una forza, il figlio:

Mercurio, che ha la possibilità di intraprendere delle realizzazioni straordinarie. Il Sole o la Luna, separatamente, non possono realizzare grandi cose. Separati l’uno dall’altra, il fuoco brucia e l’acqua

1 Vedi Tomo IV – Opera Omnia: «Crescete e moltiplicatevi»

inonda; i due, riuniti, generano una forza capace di ogni realizzazione, la pietra filosofale che ha il potere di trasformare in oro tutti i metalli. A proposito di questa forza è detto nella Tavola di Smeraldo: «Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il vento l’ha portata nel suo ventre (il ventre della Luna) e la Terra è la sua nutrice.»; la Terra, cioè la croce, la pietra cubica.

È stato detto: «Crescete e

esseri umani hanno compreso questo comandamento solo sul piano fisico, il che ha dato luogo naturalmente a molte complicazioni: non essendoci più spazio nè alimenti, gli uomini sono obbligati a massacrarsi. Questo comandamento finisce, quindi, per essere nocivo. Io non voglio correggerlo, ma dico soltanto che era valido solo durante una determinata epoca. Gli esseri umani hanno voluto renderlo eterno, ma ora non dà più buoni risultati. Ora lo si deve comprendere solo in senso simbolico, dove rimane sempre valido. 1

», ma gli

Il discepolo deve pensare al lavoro da fare con la

sua volontà sulla propria immaginazione, lavoro che

riguarda tanto l’uomo quanto la donna. È sul piano spirituale che il discepolo deve fecondare la propria donna e mettere al mondo dei bambini, migliaia di bambini angelici che se ne vanno per lo spazio a lavorare per lui. Sapete bene come

finiscono le favole:

ebbero molti

non riguarda soltanto il piano fisico. Che cos’è un Iniziato? È un padre di famiglia che ha molti bambini che camminano dietro di lui, tirano le sue vesti, frugano nelle sue tasche, ma che hanno un tale

amore per lui da non dargli mai fastidio. Quando ne ha bisogno, egli chiama i suoi bambini e dice loro:

«Va’ dal tale e dal tal’altro a portargli dei

E tu, invece, va’ a tirare le orecchie a quello

ed essi obbediscono. Sono bambini nati dalla sua carne e dal suo sangue. Un uomo comune, invece, è un solitario senza bambini: è triste perchè deve lavorare tutto solo, senza che alcuno gli dia una mano. È questo un campo sconosciuto per alcuni, ma noto e vissuto per altri.

Durante le Feste di Natale vi ho parlato della nascita del Bambino-Cristo: il Bambino-Cristo è Mercurio. Sappiamo che duemila anni fa Gesù

vissero felici e contenti ed » Avere molti bambini: ciò

»

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nasceva in Palestina, ma si deve comprendere il significato di questa festa; in realtà, essa ha dimensioni cosmiche, universali. Anche in noi deve avvenire questa nascita. Il Bambino-Cristo è quella forza che sonnecchia in noi e che dobbiamo svegliare. 2

Prima di scendere sulla terra, l’uomo ha lavorato sul suo corpo fisico; come vi ho spiegato, il corpo non è altro che il caduceo di Mercurio, con le correnti che scendono dagli emisferi destro e sinistro del cervello e si incrociano a livello degli organi. L’uomo è quindi il risultato del lavoro della volontà e dell’immaginazione, dello spirito e dell’anima, materializzati sul piano fisico. In quanto caduceo di Mercurio, egli può creare nei tre mondi. Per il momento però egli crea solo sul piano fisico, ma deve imparare a creare anche negli altri mondi.

Il caduceo di Mercurio è la forza forte di tutte le forze, la vita nel suo grado superiore di manifestazione. Quindi, quando l’uomo riesce a sviluppare in se stesso il caduceo di Mercurio, la vita circola e si diffonde dappertutto, abbracciando tutte le creature fino alle stelle. Questo grado superiore della vita è la vera forza, quella vita che scaturisce e che non è soltanto la vitalità. La vitalità, infatti, è il toro. È vero che tutti gli uomini hanno la vita, ma per la maggior parte di loro essa si manifesta come una forza devastante. Quando essi hanno troppa vitalità, non riescono più a

2 Vedi Tomo IX – Opera Omnia: «Il Natale»

dominarsi; essi depredano, violentano e Tale vitalità va diretta, intensificata, spiritualizzata per trasformarla in vita divina.

Per questo motivo, auguratevi giorno e notte di spiritualizzare la vostra vita per poterla donare, affinchè vada dovunque nell’universo a vivificare e portar luce alle creature. È questo il concetto contenuto nell’immagine che gli antichi davano di Mercurio con le ali ai piedi. I piedi, d’altronde, possiedono dei centri molto importanti che, se riuscite a svilupparle, vi danno la possibilità di spostarvi nello spazio spiritualmente, e perfino fisicamente.

La vita sublime: ecco che cos’è il caduceo di Mercurio. Quando irradiate questa vita, siete in possesso di forze straordinarie. Se la vostra vita non va al di là di qualche centimetro oltre il vostro corpo fisico, ciò significa che siete deboli, che non potete agire. Ma se la vostra irradiazione si estende per chilometri, allora potete agire sulle creature. Quindi, più quello che emana da voi è intenso e si espande lontano, più poteri avete.

Io vi spiego l’importanza di questo lavoro; prendetelo sul serio e lasciate da parte molte altre occupazioni inutili che non vi procurerebbero nient’altro che sofferenza. Lavorate su voi stessi affinchè la forza forte di tutte le forze cominci a manifestarsi in voi.

Sèvres, 3 Gennaio 1971

Capitolo 4

Pensiero del Maestro Peter Deunov:

«Una leggenda narra che Buddha si innamorò di una bella e giovane ragazza. Dapprima amava in lei il principio divino, ma un giorno, guardandola, fu talmente incantato dalla sua bellezza che, senza accorgersene, si assopì. La giovane, dato che aveva altre cose da fare, lo abbandonò ; in altre parole, il principio divino che era in lei si allontanò e rimase solo la sua natura umana, quella che viene chiamata la donna astrale, la quale si avvinghiò attorno a lui come un serpente e non lo volle più lasciare. Buddha possedeva un grande sapere, ma l’unico mezzo che gli permise di liberarsi fu l’umiltà, la facoltà di sminuirsi. Sino a quel momento sapeva crescere e ingrandirsi, ma, per liberarsi dal serpente, occorreva sminuirsi, o morire. A poco a poco si sminuì fino al punto che non rimase quasi più nulla di lui; ed è così che riuscì a sfuggire al serpente

In certe parti dell’India si adorano ancor oggi dei serpenti. Esiste una vera e propria religione al riguardo, con sacerdoti e sacerdotesse. Il serpente

dispone di servitori che lo servono come una divinità. In determinati giorni gli si offrono dei sacrifici, e la sacerdotessa si unge il corpo di olio, si cosparge della polvere di una certa pietra e comincia

a

danzare per lui. A questo punto il serpente si erge

e

fra lui e la donna ha inizio una lotta straordinaria,

fino a che lei riesce a incantarlo; alla fine si direbbe

Il serpente Iside svelata

che i due vogliano abbracciarsi. Morse dal serpente, molte sacerdotesse sono morte nel corso di tale cerimonia rituale; tuttavia la tradizione continua.

In quasi tutti i popoli si ritrova l’immagine del serpente o del drago, il cui simbolismo è pressochè identico. Anche molti racconti europei narrano del drago che, catturata una bella principessa innocente e pura, la tiene prigioniera in un castello. La poverina piange, langue e supplica il cielo di inviarle un cavaliere capace di liberarla. Ma, uno dopo l’altro, tutti i cavalieri che si presentano finiscono divorati

dal drago, il quale si impossessa delle loro ricchezze

e le conserva nei sotterranei del castello. Ma un

giorno arriva finalmente un cavaliere, un principe più giovane, più bello e più puro degli altri, al quale una maga aveva rivelato il segreto per vincere il drago: in che consisteva la sua debolezza, in quale momento e in quale modo lo si poteva afferrare o Ed ecco che quel principe privilegiato, bene armato e bene istruito, vince il drago e riesce a liberare la principessa. Al loro incontro, che dolci baci si scambiano! Da quel momento, tutti i tesori nascosti da secoli nel castello appartengono al cavaliere, a quel bel principe che ha riportato la vittoria grazie alle sue conoscenze e a una straordinaria purezza. Poi entrambi, sul drago guidato dal principe, percorrono

il mondo intero.

Nella storia che racconta il Maestro, pure Buddha

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ha rischiato di soccombere, poichè in realtà quel

serpente non si trova esteriormente ma all’interno dell’uomo, ed è precisamente il simbolo della forza sessuale che portiamo in noi e con la quale si deve lottare. Il drago, o il serpente, è la forza sessuale: il castello è il corpo fisico dell’uomo o il suo corpo astrale. La principessa è l’anima del cavaliere, l’ego dell’uomo, che il discepolo deve liberare. Le armi

di cui questi si serve per liberare il drago

rappresentano i mezzi di cui dispone: la volontà e la conoscenza, per vincere quella forza e per

utilizzarla. Il drago diventa poi il servitore del discepolo e gli fa da cavalcatura per viaggiare nello spazio. Come vedete, il linguaggio eterno dei simboli è molto chiaro, molto semplice.

Si trova una variante della stessa avventura nella

storia di Teseo che, grazie al filo che Arianna gli aveva dato, potè orientarsi attraverso il labirinto e uccidere il Minotauro. Il Minotauro è un’altra rappresentazione della forza sessuale, il toro potente che prolifica, cioè la natura inferiore che va soggiogata perchè lavori la terra, come fa il bue. Il labirinto, come il castello, simboleggia anch’esso il corpo fisico; e Arianna è l’anima superiore che conduce l’uomo verso la vittoria.

Il serpente è un tema inesauribile. Ma quel rettile

che gli uomini conoscono è solo un pallido riflesso

di un’altra forza, di un’altra entità che esiste nella

natura. Nell’antica astrologia si rappresenta lo zodiaco come un serpente sul quale, in corrispondenza di ogni parte del corpo umano, si pongono i dodici segni zodiacali iniziando dalla testa, l’Ariete, e finendo con la coda, i Pesci.

L’aspetto interessante della storia che vi ho letto è che si tratta del Buddha, quel Maestro eccezionale che doveva anch’egli lottare contro il serpente. Infatti, perfino il Buddha non è stato risparmiato, tanto meno gli altri! Tutti gli Iniziati devono passare per tale prova. La giovane donna amata viene presentata con la duplice natura divina e umana (o astrale) come tutte le donne che possiedono tali due nature e che, a seconda del caso, manifestano ora l’una ora l’altra. Si dice che Buddha amasse in quella giovane donna il principio divino. Sì, e, finchè poteva resistere all’attrazione fisica che tale bellezza esercitava su di lui e finchè si tratteneva nel

mondo impersonale dove non c’è nè desiderio nè bramosia ma solamente stupore e meraviglia, non correva alcun rischio. Tuttavia Buddha, senza volere, colpito dal fascino di quella giovane donna, permise che si svegliasse la sua natura inferiore,

quella più personale, più egoistica, e si dice che si

sia

inferiore si sveglia nell’uomo, l’altra natura si addormenta: vale a dire che l’uomo dimentica la saggezza e i buoni propositi per agire secondo i consigli della natura inferiore. Poi Buddha rimase sorpreso di aver dimenticato le promesse che aveva fatto con la massima sincerità.

Poichè Buddha si era addormentato, la giovane donna lo abbandonò per andare a compiere il suo lavoro. Ciò significa che il principio divino si era eclissato; e poichè non era più presente in lui per proteggerlo e mantenerlo nella luce e nello splendore, il serpente approfittò per racchiuderlo nelle sue spire. Buddha dovette lottare, ma, malgrado tutto il suo sapere, tutte le sue conoscenze, non riuscì a liberarsi. Alla fine comprese che non era lui che poteva vincere il

serpente, lui, con la sua personalità, vale a dire con

la sua natura limitata; quindi, anzichè affrontare

lui stesso quella straordinaria forza cosmica accumulatasi da generazioni e generazioni nel subcosciente, invece di lottare con i propri mezzi, egli si è sminuito, cioè si è umiliato dando tutte le possibilità di manifestarsi al principio divino che

era in lui. E quindi la potenza divina che ha vinto, mentre lui stesso, la sua personalità, si è talmente sminuita da consentirgli di fuggire. Che cosa significa tutto questo? Per facilitarvene la comprensione, vi farò un esempio.

Supponiamo che il discepolo abbia riportato qualche vittoria: ha incontrato delle giovani donne e non si è lasciato coinvolgere; per questo egli è fiero

Infatti, quando la natura

di

sè e dice a se stesso: «Come sono forte! Ho vinto

le

tentazioni.» Ma è proprio allora che si trova in

pericolo, perchè è quello il momento in cui gli si preparano delle trappole di una sottigliezza estrema che lo fanno soccombere; infatti, non c’è dubbio, egli non è umile. È fiero, conta su se stesso e si inorgoglisce dei piccoli risultati che ha ottenuto, ma non conosce ancora tutti gli strattagemmi del serpente. È detto nella Genesi che «il serpente era il più scaltro di tutti gli animali che l’Eterno aveva creato». Quindi, è nel momento in cui il discepolo

20

Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

è più sicuro di sè che il serpente gli prepara

qualche sorpresa. Un vero discepolo possiede delle conoscenze, ed è quando riporta qualche vittoria che comincia ad avere paura; allora dice a

se stesso: «Che cosa mi attende ora? Non si parla

ancora di trionfo, è troppo presto!» E non soltanto

deve essere vigile, ma anche consapevole di non

essere in grado di lottare da solo, per cui supplica il Signore di dargli la possibilità di lottare e di vincere. D’altronde, noterete voi stessi che nelle favole non

è mai detto che il cavaliere riesce a vincere da

solo, ma c’è sempre qualcun altro che lo consiglia

e che gli mette a disposizione delle armi.

Il punto più interessante di questa storia è che il Buddha è riuscito a vincere la lotta contro il serpente grazie alla propria umiltà, non alla propria forza. Infatti, quando si tratta di forze umane, il più forte è il serpente, poichè le sue radici affondano profondamente in tutta la natura. Quindi, dovete capire che, se fino a questo momento avete fallito nella vostra lotta contro il serpente, ciò è avvenuto perchè avete lottato da soli ingrandendovi, quando invece avreste dovuto sminuirvi. Questo è un punto estremamente importante, ma che pochissime persone conoscono! Nessuno pensa a rimpicciolirsi, a sminuirsi: solo alcuni piccoli insetti l’hanno compreso: per ingannare il nemico e per sfuggirgli si fingono morti. Gli insetti hanno scoperto un segreto, segreto che però non funziona sempre, perchè si sa che essi fingono di essere morti ma in realtà non lo sono.

Ma torniamo ora all’altro punto molto interessante

di questa storia, in cui si dice che Buddha amava in

quella giovane donna il principio divino. Quante volte ve l’ho ripetuto! L’uomo e la donna devono considerarsi sempre come portatori del principio divino, perchè così non corrono alcun rischio:

essi superano se stessi, acquistano delle ali, scoprono il mondo, sono creatori. Sotto questo aspetto tutto cambia. Ecco perchè si deve saper guardare la creazione come mezzo per giungere fino al Creatore, come una scala, la scala di Giacobbe. Ogni cosa, ogni essere rappresenta un

gradino da salire per arrivare al Signore.

Se tutta la natura vi presenta una ricchezza incredibile, come le pietre, i fiori, gli alberi, le farfalle, gli uccelli e i pesci, se tramite questi riuscite a comprendere i progetti del Creatore,

perchè la questione dell’uomo e della donna è così intricata? Consideriamo soltanto il secolare precetto cristiano di sfuggire alla donna, di non guardarla e soprattutto di non ammirarla nuda. Certo, se tali regole esistono, è a causa della debolezza degli uomini, e tutta la questione dipende dal grado di evoluzione degli individui. Per colui che è molto evoluto, che una donna sia vestita o nuda è la stessa cosa. Egli rimarrà tranquillo, in cielo, e vedrà sempre la Divinità.

È detto nei Misteri che l’Iniziato deve riuscire a

contemplare Iside svelata. Grazie alla sua purezza

e alla sua saggezza, l’Iniziato deve saper

contemplare ovunque, in tutte le sue manifestazioni,

Iside, vale a dire la Madre Divina, Madre Natura. Ed è Iside stessa che gli dà infine la gioia di conoscerla in tutti i suoi segreti, in tutta la sua bellezza, purezza e luce. D’altronde, simbolicamente, idealmente, una donna svestita davanti all’uomo che ama rappresenta Iside svelata davanti agli occhi dell’Iniziato. Ma gli uomini non l’hanno ancora capito; durante tutta la loro vita ripetono continuamente i Misteri dell’Iniziazione, i Misteri di Iside, ma non ne comprendono il vero significato. Perchè la sposa è coperta di veli e la notte delle nozze deve spogliarsi davanti allo sposo per essere contemplata? Quasi nessuno conosce la ragione profonda di queste usanze; ci si ferma sull’aspetto inferiore, più grossolano, più materiale, invece di prepararsi a comprendere uno dei più grandi misteri; non ci si prepara e ne derivano molte anomalie. I giovani sposi vanno in viaggio di nozze, lo chiamano «luna di miele» e lo interpretano come un periodo in cui è consentito loro di gettarsi nei

piaceri sessuali fino alla nausea: ecco come ripetono

il simbolo eterno dell’Iniziato che si presenta

dinanzi alla sua sposa, Iside, per celebrare le nozze.

Si parla di nozze dell’Agnello: queste erano gli stessi misteri iniziatici, ma a un grado superiore di conoscenza, e non le nozze così come sono attualmente comprese e praticate. In queste ultime non si trovano nè luce nè conoscenza nè scienza nè liberazione nè gioia nè pace; al contrario, è proprio quello il momento in cui la pace se ne va. Continuando a comprendere le cose in questo modo, non si speri di trovare ciò che si cerca! A una madre viene chiesto dove si trova la figlia, e lei risponde:

«È partita con suo marito; sta trascorrendo la luna di

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miele a Venezia». La luna di

costruiranno quei due, dal momento che non hanno alcuna conoscenza? Abuseranno del piacere fino al reciproco disgusto. Essendo ciechi, nessuno dei due vedrà la bellezza dell’altro, non vedranno nè lo spirito nè l’anima, splendori che portano in loro; vedranno solo la pelle, le gambe, la materia e null’altro. Povera umanità! L’iniziato non pensa a organizzare feste; si prepara per le nozze dell’Agnello, si prepara per la propria sposa, si prepara per delle estasi sconosciute.

Quando si comprenderanno queste verità, tutto il resto impallidirà: tutte le nozioni errate con cui i religiosi si sono riempiti la testa saranno spazzate via davanti alla luce potente del sapere; l’umanità, infine, respirerà un’aria pura e tutti gusteranno le gioie delle nozze dell’Agnello. Tutti sono predestinati a vivere questa gioia, anche i più anziani, che sono ancora più pronti dei giovani a vivere con la sposa o lo sposo, in quanto il loro amore è diverso: i loro pensieri sono più elevati, così come il loro ideale; essi sono quindi molto più pronti a gustare le gioie dell’amore divino.

Quando gli uomini sapranno contemplare il principio divino in una donna, sia nuda sia vestita, non si getteranno immediatamente su di lei, non perderanno la testa, ma diranno: «O Madre Divina, come sei bella! Capisco perchè il mondo intero ti cerca e ha bisogno di te, perchè tu sei la sorgente della vita.»

Sicuramente avrete tutti constatato la potenza dei due principi. Qual è la donna che negherà di essere stata sconvolta dalla vista di un viso d’uomo incontrato un giorno per la strada, in treno, in un film? E qual è l’uomo che non è mai stato turbato contemplando un viso di ragazza? È chiaro per tutti, non vi è dubbio, e nessuno può negare che i due principi siano potenti e che si influenzino l’un l’altro allo scopo di creare. Quello però che non si conosce è la misura, le proporzioni, le distanze e il modo di considerarsi al fine di creare degli stati armoniosi e divini invece che continui attriti, capitomboli e rimpianti. Chi può negare che il principio maschile e quello femminile siano una potenza? Il mondo intero è in movimento grazie all’energia sprigionata da questi due principi quando sono in presenza l’uno dell’altro: essi si esaltano a vicenda ed è proprio su questa esaltazione che si

, e che cosa

fonda la potenza del laser di cui vi ho già parlato.

Gli Iniziati hanno sempre conosciuto e utilizzato queste due forze: il principio maschile e il principio femminile. Grazie alla loro conoscenza riuscivano a creare delle batterie straordinarie per produrre gli effetti che desideravano. Queste batterie erano gli uomini e le donne riuniti coscientemente e armonicamente. Gli uomini e le donne non sospettano ancora quali forze sono state poste in loro dalla natura. Utilizzate nel giusto modo, quelle forze sono in grado di proiettare dei fasci luminosi

di una tale potenza da produrre fenomeni di

importanza cosmica. Per far ciò occorrono però esseri puri e illuminati, altrimenti ne seguiranno catastrofi.

Noi lavoreremo ragionevolmente e attentamente per preparare il terreno, espandere le coscienze e soprattutto per ampliare ancor più la comprensione della purezza. Si crede che una ragazza o un giovane siano puri perchè non sanno ancora nulla dei rapporti fra uomo e donna; se solo si potesse vedere quello che passa nella mente e nel cuore di

alcuni di loro, si rimarrebbe spaventati nello scoprire che sono più svergognati e viziosi di molti adulti. L’immaginazione lavora molto di più negli adolescenti che in certi adulti . Ve ne sono alcuni puri, certamente, ma sono talmente ignoranti e vulnerabili che chiunque potrebbe approfittarne. Una purezza dovuta a ignoranza non può durare

a lungo: la purezza è qualcosa di più che non essere abbracciati o non abbracciare nessuno. La purezza

è nella luce; al di fuori della luce non vi è

purezza. È la luce che purifica tutto. Innanzi tutto occorre avere la luce nel pensiero, e solo in seguito si potrà aggiungere il sentimento: a quel punto il sentimento sarà puro.

Ma ritorniamo alla questione della nudità. Gli Iniziati dicono di conoscere la nuda verità: la nuda

verità è Iside, che gli Iniziati devono contemplare senza veli. I veli corrispondono ai sette piani: fisico, eterico, astrale, mentale, causale, buddhico e atmico. Quando cade il settimo velo, si contempla

la Madre Divina, Madre Natura nuda, cioè nella sua

materia più pura e più sottile, completamente fusa con lo spirito. Nella vita, chiunque vogliate

conoscere, cercate di conoscerlo nella sua essenza

e non fermatevi all’esteriorità. Se volete

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

conoscere il vostro Maestro, non basta guardarlo mangiare o bere fermandovi sul suo aspetto esteriore. Gli si devono togliere tutti gli involucri fino a trovare il mondo in cui veramente dimora, poichè è là che lo conoscerete. Io non sono Iside, ma Osiride velato, e, se vi fermerete su uno dei miei veli, sul lato esteriore, vi stancherete, mentre se scoprirete colui che si trova dietro le apparenze non sarete mai stanchi e troverete una sorgente di gioia inesauribile.

D’altronde, questo è quanto faccio per voi: se non adottassi questo modo di vedere le persone, ne avrei avuto già abbastanza di voi, e da tanto tempo. Mi sarei detto: «Non c’è nulla di interessante in loro, sempre le solite facce!»; ma per fortuna non la penso così. Da molto tempo vi ho spogliati, esattamente come fanno gli uomini quando incontrano una donna. Ora non fraintendetemi. Non si è mai saputo interpretare questa tendenza dell’uomo nel voler svestire la donna per guardarla. L’istinto gli è stato dato dalla natura per spingerlo a non fermarsi all’esteriorità, ma ad andare più lontano e più in alto, laddove la donna è veramente nuda, cioè nella più grande purezza, nel più grande splendore e nella più grande luce. In alto non c’è più nulla di vergognoso, perchè non si contempla il corpo fisico della donna, i suoi capelli e il suo seno, ma la sua anima, la Divinità. Gli esseri umani non sanno interpretare il linguaggio della natura; sentono in loro certi istinti e, fermandosi alle manifestazioni più grossolane, cadono, soccombono, ed è la fine.

Quando vi dico che vi spoglio, non comprendetemi male; voglio dire che non mi interessa conoscervi solamente sul piano fisico, ma che vi cerco altrove, nel piano divino e, guardandovi, vedo dei figli e delle figlie di Dio. Allora tutto diventa straordinario e continuo a vivere nella gioia: ed è così che la vita circola. Se non fosse così, da molto tempo me ne sarei già andato. Da parte vostra, non dovreste agire allo stesso modo nei miei riguardi, invece di guardarmi solo esteriormente? Per un attimo va bene, ma non continuate per secoli, altrimenti non otterrete un gran che. Lo dico per il vostro bene, affinchè possiate trovare quella sorgente di gioia inesauribile che è la vita. La forma è certamente necessaria, ma è solo un punto di partenza e non potrà soddisfarvi a lungo; è come un flacone che è necessario finchè deve contenere quel profumo,

quella quintessenza che è la vita.

Dovete soffermarvi sullo spirito che diffonde la vita

e la luce, che vibra, che crea i

non subirete degli inganni, altrimenti prima o poi vi

troverete di fronte a gravi delusioni. La forma non può soddisfarvi se non è animata; se lo è, la cosa è diversa: ci si può soffermare su di essa, tuttavia, inconsapevolmente, sarà la vita che si assorbe. Come quando guardiamo un quadro: questo ci colpisce perchè in esso è contenuta la vita. Anche in un quadro c’è vita: quella del suo creatore che, dipingendolo, vi ha messo parte di se stesso. Gli uomini e le donne sono come dei quadri nei quali il Creatore ha messo la vita, la Sua vita, che è quella che dobbiamo cercare. Se normalmente non è la vita quello che cerchiamo, dobbiamo attenderci litigi, divorzi e tragedie: è fatale.

Solo così

Ora, se vi chiedete perchè gli Iniziati sono in ammirazione davanti alla bellezza di una creatura, ve lo spiegherò. I veri Iniziati cercano costantemente l’armonia, la perfezione che si trova in alto; sanno che essa si riflette ovunque:

sulle pietre, sugli animali, sulle piante, sulle montagne, sui laghi, sui fiumi, sugli oceani e sulle stelle. Sanno però che quest’armonia, questa bellezza, questa perfezione in nessun posto è rappresentata meglio che nel corpo umano. Altrove è sparsa: gli oceani sono una parte del corpo cosmico, i fiumi un’altra, le montagne e il cielo altre ancora. Solamente l’uomo e la donna riflettono il corpo cosmico nella sua totalità: in loro Dio ha riassunto tutto l’universo. Perciò, quando gli Iniziati vedono una creatura che riflette, meglio di altre, gli splendori di quest’universo, la contemplano con delizia al fine di unirsi alla bellezza divina e dicono: «Ecco una creatura che mi parla delle virtù di Dio» e, nel contemplarla, ritrovano la bellezza divina. Gli uomini e le donne comuni, non sapendo che gli esseri umani riflettono

il cielo, si gettano uno sull’altro rovinando tutto. Si

comportano come dei cavalli che galoppano in una prateria piena di fiori: in un attimo tutti i fiori vengono distrutti. Se essi fossero, invece, degli Iniziati, dinanzi a tale splendore del Cielo rimarrebbero estasiati e, allora, quale ispirazione, quale forza, quale energia e quale volontà attingerebbero per continuare il loro lavoro!

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A questo proposito vi dirò ancora qualcosa di molto

interessante. Voi sapete che tutte le membra e tutti gli organi del corpo umano hanno delle corrispondenze con determinate forze che circolano nel cosmo (vedi nota complementare alla fine del capitolo). È in unione con queste forze che sono stati formati i vari organi del corpo fisico. Già qualche anno fa avevo detto ad alcuni di voi a quali mondi del cosmo erano collegati

i seni delle donne, e ne rimasero stupiti. Tutti pensano che servano solo a nutrire il bambino; certo, servono anche a questo, ma non è escluso che abbiano anche un’altra funzione tuttora sconosciuta. Dunque, avevo detto che il seno sinistro è in relazione con le correnti della

luna, mentre il seno destro lo è con la via lattea:

se la donna fosse cosciente di queste relazioni, ne

potrebbe beneficiare enormemente per la sua evoluzione spirituale. Essa ignora di essere in comunicazione con tutta la natura e anche con gli esseri umani. Benchè essa la ignori, questa comunicazione eterica e magnetica avviene, per cui i suoi due seni danno e ricevono qualcosa.

Nota supplementare

Alcune persone si fanno una strana idea dello stato

in cui si verrà a trovare l’essere umano in alto in

cielo. Credono che possa andarci solo con la testa e null’altro, poichè il fegato, lo stomaco, gli intestini e soprattutto il sesso non sono organi altrettanto nobili. Ma io vi dirò che l’uomo va in Paradiso intatto, e se sapeste in quale splendore, in quale bellezza e in quale purezza! Proprio come Dio lo ha creato all’origine. Egli avrà dei polmoni, ma sotto un’altra forma, così come un cervello, delle

orecchie e degli occhi, anch’essi sotto un’altra forma, o piuttosto di un’altra quintessenza, poichè lassù non ci sono più forme ma correnti, luci e forze. Tutto in lui sarà organizzato e funzionerà

come se avesse stomaco, braccia,

mancherà nulla; tutto sarà presente, ma sotto

non gli

Qualche tempo dopo aver rivelato queste cose, in un museo spagnolo vidi un quadro di un pittore quasi sconosciuto che rappresentava una donna nuda con la luna sul suo seno sinistro e la via lattea che nasceva dal seno destro. Rimasi stupito e felice, poichè era la conferma di una verità iniziatica. Quel pittore era sicuramente un Iniziato.

Il corpo dell’uomo e quello della donna sono una sintesi dell’universo. Il discepolo deve sapere come guardarli, rispettarli ed esprimere meraviglia davanti ad essi, ma soprattutto deve prenderli come punto di partenza per unirsi in alto con il mondo sublime, per glorificare il Signore e per avanzare così nel cammino dell’evoluzione. Così facendo, scoprirà tutti i segreti della natura, poichè Iside, non avendo più da temere violazioni e distruzioni sul suo corpo, gli si rivelerà e dirà: «Questo essere è attento, mi ama, mi rispetta e mi ammira: mi mostrerò a lui». È così che la verità si rivela allo spirito nella nudità, così com’è in alto e non in basso dove è nascosta sotto dei veli: un’illusione, maya. Quindi, la verità si rivela a colui che sa comportarsi correttamente dinanzi ai misteri dell’amore.

Le Bonfin, 24 Luglio 1962

l’aspetto di virtù, di qualità e di facoltà. Gli organi del nostro corpo sono, in realtà, la rappresentazione e il riflesso di qualità e di virtù condensate. Se riusciste a vedere l’essere umano con quei colori e quelle luci che scaturiscono incessantemente da lui, non vi stanchereste di contemplarlo.

Ma la scienza ufficiale è ancora molto lontana dal sapere che cosa sia l’essere umano, così come è stato creato da Dio nei suoi laboratori in alto. Solo i grandi chiaroveggenti e i grandi Maestri che sono riusciti ad arrivare fin lassù ci hanno rivelato che l’essere umano, in alto, non ha alcuna forma: è fatto solo di forze, di correnti, di energie, di luce e di emanazioni, la cui condensazione ha originato

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

gli organi fisici così come noi li conosciamo. Dunque lo stomaco, il fegato, la milza, il cervello, gli occhi, le orecchie, le gambe e le braccia rappresentano in alto delle forze. Quando l’uomo non è ragionevole, gradualmente spegne le sue

luci e perde tutte le sue virtù, e gli organi corrispondenti cominciano a indebolirsi. In questo modo si spiegano tutti i disordini fisici e tutte le malattie.

Le Bonfin, 1 Agosto 1975

Capitolo 5

La potenza del Drago

Nella religione cristiana il drago è paragonato al diavolo. Questo drago, che esiste anche nell’essere umano, è un fuoco grazie al quale l’uomo può essere trasportato nello spazio. Ma se non sa come servirsene, invece di essere proiettato verso il cielo, precipiterà sulla terra che lo inghiottirà.

Noi portiamo il drago dentro di noi; vi è dunque un drago individuale, ma anche un drago collettivo,

di cui San Giovanni parla nell’Apocalisse dicendo

che sarà tenuto legato per mille anni e poi gettato nell’abisso. Ciò significa che verrà il giorno in cui questa forza collettiva della sessualità, che spinge gli esseri verso direzioni che non sono divine provocando lotte e massacri, dovrà essere educata, orientata e sublimata.

Altrimenti a questo drago cosa credete che si faccia sotto terra? Lo si lascierà così? No, ci saranno dei pedagoghi magnifici che lo istruiranno. Gli si taglieranno anche le unghie e i denti, rendendolo

inoffensivo e ragionavole. Il drago non lo si uccide,

lo

ciò che raccontano gli Ebrei nel Talmud; essi dicono

che in fondo agli oceani vive un mostro marino, il Leviatano, questo mostro rappresenta il male, e che

negli ultimi giorni, sarà catturato, speziato, salato e messo in conserva per il banchetto dei Giusti. Sì, è

scritto

esseri umani, miei cari fratelli e sorelle, ma a condizione che si trovino fra i Giusti. Gli altri, non

so cosa mangeranno; ma noi, i Giusti (sì, bisogna

dirlo, perchè se aspettiamo che siano gli altri a dirlo,

si

o lo si mangia!

Leggete

Vedete che banchetto attende gli

potremmo aspettare molto tempo) prepariamoci a

fare un banchetto con la carne di questo mostro. Ciò porrà senza dubbio qualche problema, perchè supponete che sia dura come una suola delle scarpe,

se si è sdentati, come si farà? Può darsi che ci

saranno delle salse e che sarà ben cucinata per

renderla più tenera. Questo dipenderà anche da

quale parte si taglierà. Sicuramente si faranno delle

bottiglie di

Allora, che i Giusti gioiscano, che si sfreghino le mani, perchè il loro avvenire è assicurato!

Cari fratelli e sorelle, ci sono vari modi di utilizzare il male, ed è ora che sappiate che voi tutti contenete delle energie straordinarie, dei combustibili in grado

di proiettarvi verso i livelli più alti. Finchè non

saprete che quelle sono forze da utilizzare, sarete bruciati, ridotti in cenere o proiettati nelle profondità della terra. È ora che consideriate l’amore sessuale come il drago, come la maggiore forza capace di stimolare le creature; è sempre l’amore sessuale che le fa muovere e lavorare. Il movente è sempre l’amore e non il denaro, come invece si pensa: si cerca il denaro solo allo scopo di utilizzarlo per conquistare la donna amata o per ottenere l’oggetto che si desidera.

Si deve imparare a servirsi di questa eccezionale

forza di propulsione, e a questo fine si trovano nella

vita molti esempi che possono istruirci. Che cosa fa

la cuoca per far bollire dell’acqua? La versa in un

tegame, altrimenti si rischia di spegnere il fuoco. Dunque è necessario ricorrere a una parete per

Che prospettiva magnifica!

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

separare i due elementi. In tutti i meccanismi di locomozione, il carburante è posto in maniera tale da far avanzare la macchina, il battello o l’aereo, senza bruciare le persone. Alla stessa stregua il discepolo deve scoprire il segreto per far sí che il suo amore non bruci il cuore o l’anima dell’essere che ama. Molte ragazze pensano cose affascinanti sull’amore, ma, dopo la prima esperienza con un uomo, si sentono disgustate e deluse: quell’uomo ha certamente usato dei modi che non erano i più adatti. Se gli esseri perdono tutto quello che vi è di più meraviglioso nella loro anima, vuol dire che l’amore è un fuoco distruttore che brucia quel qualche cosa che li dovrebbe, invece, esaltare, animare e vivificare spingendoli a continuare il loro cammino verso il Cielo. Perchè l’amore deve sempre contribuire a demolire ciò che è buono, quando invece il suo ruolo è quello di ampliarlo e di rinforzarlo?

Innanzi tutto si deve sapere che esistono due specie d’amore. Uno puramente sensuale, totalmente privo di tenerezza, delicatezza e

intelligenza; si ha fame e ci si comporta come degli animali gettandosi sulla vittima. Che questa venga divorata, non ha alcuna importanza: si rimane contenti e soddisfatti. Nella seconda specie d’amore, invece, ci si sforza di dimenticare se stessi: pur avendo fame e sete, si pensa prima all’altro per proteggerlo, illuminarlo e dargli pace e ricchezza. Quando due esseri riescono ad amarsi di un tale amore, non esiste limite al loro sviluppo: il loro amore è come il fuoco del Sole che vivifica, risuscita e dona l’eternità. I cieli si aprono davanti a questi due esseri che scoprono il senso della vita: da loro emana qualcosa di talmente luminoso e sottile che tutti si fermano a guardarli.

Dal momento che siete in questa Scuola della Fratellanza Bianca Universale, dovete almeno imparare ad amare in un modo migliore. Cari fratelli e sorelle, ecco dunque che cos’è il drago: è molto potente e possiede un’energia straordinaria e, se riuscite a domarlo e ad addomesticarlo, potrà portarvi ovunque nell’universo.

Sèvres, 4 Aprile 1968

Capitolo 6

Lo spirito e la materia: gli organi sessuali – I

Ora sta arrivando una nuova cultura, la cultura universale della collettività e della fratellanza; gli esseri umani del mondo intero formeranno una grande famiglia imparando a comprendersi e ad amarsi. Quando parlo di famiglia, intendo lo stare insieme per lavorare, cantare, meditare e pregare, ed è magnifico.

La natura ha messo in ogni essere l’istinto di sfuggire alla solitudine come cosa pesante e terribile; d’accordo, ma bisogna conoscerne il miglior metodo. Quanti ragazzi e ragazze non hanno risolto questo problema! Essi sono molto infelici perchè vorrebbero un compagno per cantare in due, ma non lo trovano e allora deperiscono o inaridiscono. Ma perchè si sono messi in testa di formare, a tutti i costi, il duetto in un modo puramente fisico? Non possono farlo altrimenti? Esistono molti mezzi per uscire dalla solitudine; perchè farlo sempre secondo le vecchie tradizioni, cioè possedendo qualcuno?

È sopratutto la donna che ha questa tendenza: il possesso. Essa vuole tenere qualcosa tra le braccia, almeno un figlio; si rende conto che l’uomo le sfugge e che non riesce a trattenerlo accanto a sè, per cui si aggrappa al bambino. Dato che questo è piccolo e chiede la sua protezione, è felice perchè può tenerselo vicino. Ma appena il bambino cresce, anche lui scappa ed ella è di nuovo infelice perchè, alla fine, non possiede più nulla. Questo bisogno di possesso della donna complica tutto. Direte: «E l’uomo non vuole possedere?».

No, vuole godere, volgarmente parlando, sul piano fisico; per lui il possesso è approfittare e poi fuggire. La donna, invece, pensa innanzi tutto a incatenare l’uomo, poi gli concede volentieri il resto. L’uomo dice: «Non preoccuparti, dopo sistemeremo le cose; prima di tutto godiamocela». Ma la donna, che non è stupida e che sa che, dopo aver goduto, egli se ne andrà, gli dice: «No, prima di tutto metti una firma qui», e lo obbliga a fare un contratto, a prendere un impegno. Tutte le manifestazioni dell’uomo e della donna, tutti i misteri che rappresentano la loro vita fisica, affettiva, morale e intellettuale, traggono la loro origine e affondano le loro radici in ciò che viene chiamato «le parti intime». Questi organi rappresentano una sintesi dell’uomo e della donna; ognuno passeggia senza sapere che proprio in quella sintesi è possibile decifrare tutto, e che la struttura geometrica e le funzioni di tali organi danno una spiegazione perfino alle questioni più filosofiche. Sì, portano su se stessi tutte le ricchezze e tutte le chiavi, senza mai accorgersi di essere ricchi e di possedere la scienza, i criteri, tutto. È incredibile!

È dunque nella natura della donna accumulare e trattenere, mentre è in quella dell’uomo sperperare. Tutti lo hanno notato, ma non ne conoscono la causa. In realtà la cosa è molto chiara, ma gli esseri umani non hanno fatto alcun accostamento. Il carattere della donna e il carattere dell’uomo si spiegano con la conformazione dei loro organi sessuali. La donna è possessiva e, se così non fosse, non ci sarebbe alcuna creazione; il

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

suo ruolo è quello di raccogliere, trattenere, preservare e conservare. In Bulgaria si dice: «È perchè la donna accumula che ci sono molte ricchezze in casa»; certo esistono anche donne scialacquatrici, ma non sono vere donne, sono uomini travestiti. Dunque l’Intelligenza cosmica ha dato alla donna, per una ragione ben determinata, la proprietà di attrarre e trattenere: non deve disperdere, altrimenti non ci sarebbero figli. Se invece l’uomo dilapida la cosa non è grave, perchè egli possiede ancora materie prime in abbondanza. Occorrono molti granelli e molti semi per ottenere un piccolo raccolto; la natura ha compreso che l’uomo doveva essere generoso affinchè avvenisse almeno una nascita, altrimenti tutto sarebbe stato disperso o sarebbe caduto su un terreno improduttivo. Se la donna fosse così generosa come l’uomo, ne risulterebbe la sterilità: ecco perchè essa serba preziosamente il poco che le può giungere.

Questa disposizione fisica ad accumulare e a conservare data alla donna la si ritrova nel suo carattere anche in forma di grave difetto: la gelosia. Prendete il caso dei re e soprattutto dei sultani. Che cosa avveniva con le loro mogli e le loro favorite? Tutte le donne che vivevano a corte o nell’harem erano animate dal desiderio di accaparrarsi il re o il sultano, di essere le prime, le favorite e le beneamate. Per riuscirci impiegavano ogni astuzia, fino alle calunnie e ai complotti. Era una lotta implacabile fra donne per stabilire quale di loro doveva possedere il sovrano. E perchè possederlo? Perchè ciò comportava dei vantaggi; la donna era lusingata di essere stata scelta e del fatto che lo sguardo del sultano fosse caduto su di lei. Così una lacuna era colmata, un desiderio eterno soddisfatto.

È per questo motivo che, per soppiantare le altre,

era capace di utilizzare qualsiasi mezzo. Direte:

«Sì, ma tutto questo succedeva in passato, presso i

Turchi». E in Francia non era la stessa cosa? La storia è piena di intrighi di questo genere. I re di

Francia: Luigi XIV, Luigi avrebbero voluto catturarli!

È naturale che la donna voglia sempre essere un

oggetto decorativo per un uomo, ma la cosa terrificante è che non accetta che altre abbiano gli stessi vantaggi, gli stessi favori: ha fatto di tutto non

per vincere questo difetto, ma per ampliarlo. Le donne non possono vivere senza la gelosia: le tormenta ma non possono farne a meno. Si direbbe

Quante donne

che senza la gelosia non abbiano stimolo e si annoino, mentre con la gelosia sono spinte verso attività clandestine, e allora, a quel punto, la vita sembra loro appassionante.

La donna ha sempre la tendenza a invidiare i vantaggi che le altre possiedono e per i quali sono notate e ammirate; non esiste, per così dire, una donna che vi perdonerà per aver dato un poco di tenerezza e d’amore a un’altra piuttosto che a lei.

Andrà su tutte le furie e si avvarrà delle leggi della morale e della giustizia per farvi condannare. Ma se

è verso di lei che rivolgete tale tenerezza, la cosa è

diversa: è normale, è giusto e voi siete irreprensibili. Quando una donna è adirata con un uomo,

spesso è perchè lui non le ha dato ciò che lei sperava, ma lo ha dato a un’altra. Quando una ragazza detesta un ragazzo, sappiate che è perchè lui ha abbracciato un’altra quando era lei che lo desiderava. Direte che è un’analisi crudele; no, è una analisi aderente alla verità. Qual è la donna che si sentirà infelice di essere amata? Chiede e attende solo questo, e, se l’uomo preferisce un’altra, lei tende a ingrandirne anche i minimi difetti e comportamenti affinchè sia messo in cattiva luce. Ecco perchè le donne devono lavorare sulla generosità e imparare a gioire della felicità altrui.

Affronteremo ora un aspetto più filosofico della questione che riguarda gli organi genitali dell’uomo

e della donna. Se il mondo invisibile agisce talvolta

su certe creature, imponendo loro dei limiti e delle costrizioni, lo fa per risvegliare in loro la volontà e

il desiderio di vincere e di liberarsi. È come per la

polvere da sparo: la dosate, la comprimete e quando l’accendete fa saltare tutto. Se le concedete dello spazio, quando l’accendete farà ffffh! Ed è tutto! Quando la vita dell’uomo è facile, ecco che cosa risulta dalla sua esistenza: ffffh! E nulla più. Ma se l’uomo è sottoposto a costrizioni e a sofferenze, qualcosa in lui gioisce: è il suo spirito che approfitterà della situazione e farà degli sforzi per uscire dai suoi limiti. L’uomo soffrirà e si lamenterà, ma lo spirito gioirà! Lo stesso fenomeno avviene nelle relazioni fra uomo e donna. Perchè l’uomo desidera essere limitato, serrato e costretto durante l’amore? Perchè qualcosa in lui gioisce; se la donna gli desse uno spazio illimitato, non sentirebbe nulla.

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Su questo aspetto non avete mai riflettuto, eppure immaginate di conoscere già tutto. A me non interessano le manifestazioni fisiche dell’amore, ma quello che vi sta dietro: l’aspetto filosofico, profondo e divino nascosto dietro quelle manifestazioni. È sempre la donna che deve avvolgere l’uomo; deve stargli attorno come un recinto, mentre lui si perde nello spazio, come lo spirito celato nella materia. Perchè la materia deve sempre avvolgere lo spirito? Anche in questo gli esseri umani hanno ancora molte cose da capire. Tutta la filosofia della creazione – le relazioni tra spirito e materia – si trova iscritta negli organi che

tutti possiedono e di cui si servono giorno e notte senza comprenderli. Si deve, invece, cominciare a comprendere!

Gli esseri umani sono immersi fino al collo nell’amore fisico; non fanno altro che questo, giorno e notte, senza mai capire le verità più sublimi contenute in tale atto. Non hanno nè il tempo nè la lucidità per comprenderle, tanto sono immersi nelle sensazioni. Gli altri, invece, quelli che non praticano, hanno tempo per comprendere ciò che gli altri praticano. E come mai io ho avuto il tempo per comprendere i più grandi misteri della

Le Bonfin, 8 Agosto 1963

Capitolo 7

Lo spirito e la materia: gli organi sessuali – II

Perchè l’uomo e la donna si cercano? Per il loro corpo fisico? No, per qualcos’altro, di sottile e di vivo che si chiama «amore»; e quando l’hanno ricevuto sono felici e si sentono gratificati. Se avessero veramente bisogno del corpo fisico, dovrebbero cibarsene. Poichè il corpo fisico resta intatto, significa che da esso traggono qualcosa, un’emanazione, un fluido. Vedete, gli esseri umani

lasceranno più tranquilli e vi roderanno e vi devasteranno, oppure attirare gli angeli e le entità celesti. Ecco degli altri argomenti ai quali non si pensa. Si fa tutto ciecamente e automaticamente; si ha bisogno di farlo, si deve farlo e non si riflette, non si pensa che dietro ciò esiste tutta una scienza prodigiosa. Il Cielo ci ha fornito questi organi per un lavoro; essi sono predestinati al raggiungimento

non hanno le idee ben chiare, non sanno nemmeno

di

realizzazioni straordinarie, ma, per il momento, li

che cosa

Se fosse veramente solo il

si

adopera unicamente per distruggere se stessi e

corpo fisico, perchè questo rimane intatto mentre

essi si sentono appagati?

In realtà l’uomo e la donna, con il loro corpo fisico, sono dei conduttori, dei conduttori del Cielo o dell’Inferno. Da ciò si può trarre la conclusione che gli uomini e le donne possono, con gli stessi organi, smuovere l’Inferno o toccare il Cielo a seconda di ciò che si trova nella loro mente e nel loro cuore. Questi organi non determinano un effetto prestabilito; con un coltello, per esempio, potete ferire qualcuno o anche ucciderlo, ma, con lo stesso coltello, potete liberare un prigioniero dai suoi lacci oppure operare e salvare un uomo in pericolo di vita. Alla stessa stregua gli organi sessuali possono essere causa del bene o del male:

ciò dipende da voi. Con il vostro contatto potete sporcare qualcuno, contaminarlo, oppure salvarlo; tutto dipende da quello che avete nel vostro cuore e nella vostra anima. Ecco perchè, con la stessa donna, con lo stesso uomo che tenete tra le braccia potrete raggiungere l’Inferno o il Cielo: smuovere tutti i diavoli, che non vi

smuovere il mondo astrale.

Quante cose ci sarebbero da dire a tale proposito! È un campo ricco, vasto ed essenziale. Sì, essenziale, poichè la vita proviene da là. E, invece di

conquistare la vita, la si spreca. Vi lascerò meditare

su questo soggetto, e forse farete delle scoperte. Io

non posso rivelarvi tutto, non ho il permesso di dirvi tutto. Sono delle verità talmente sacre che, se rivelate così alla leggera, potrebbero portare conseguenze estremamente incresciose. Se non

siete evoluti, se non nutrite il più alto ideale, anche

la verità può portarvi gravi danni. Se si viene a

conoscere una verità senza essere preparati, ci si sente ossessionati e non si fa altro che pensarci senza poterla utilizzare, e questo è pericoloso.

Aggiungerò ancora qualche parola che potrà esservi utile: un giorno è venuta a trovarmi una ragazza per parlarmi di un problema che la turbava. Era molto infelice perchè vedeva in tutti gli oggetti che incontrava solo l’immagine del sesso maschile, e più lottava contro tale immagine più ne era

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ossessionata; non sapeva come sbarazzarsene.

Le dissi: «Mi ascolti signorina, la cosa non è poi così spaventosa. Sin dall’inizio del mondo molte donne si sono trovate, in certi periodi della loro vita, nelle sue stesse condizioni. E anche gli uomini possono immaginare certe forme del corpo della donna. Non è grave, non c’è alcuna ragione di angustiarsi. La disgrazia è che nessuno le ha mai detto che è naturale nè le ha insegnato a darsi una spiegazione; ed è per questo che lei si trova ora in questo stato. La natura ha dato ai ragazzi e alle ragazze l’immaginazione al fine di smuoverli, di far loro cercare e intraprendere un lavoro interiore, altrimenti sarebbe la fine dell’umanità. Poichè hanno ricevuto una strana educazione, molti si distruggono la salute. Adesso le dirò che cosa deve

fare, le darò un consiglio e lei

guarirà, ma farà anche dei grandi progressi spirituali. Mi segua: è molto semplice. Che cosa rappresenta questa immagine che vede ovunque? Nient’altro che il principio eterno, attivo e dinamico del Padre Celeste, il principio spirituale che ha creato il mondo. Dunque, questa immagine è uno stimolo che la deve portare verso una realtà potente e meravigliosa. Perchè, allora, non appena le appare quest’immagine, non si unisce al Padre Celeste? Qualche minuto dopo avrà dimenticato il punto di partenza e sarà proiettata nei mondi sublimi. Ecco, invece di angustiarsi, occorre utilizzare tutto. Il lato negativo di questa storia è il rimanere su tale immagine e perdere la testa, invece di utilizzarla per salire in alto e andare molto lontano. Ora lo ripeto per tutti: in natura le cose sono semplici, sono gli esseri umani che complicano

e non solo

tutto e riescono perfino ad ammalarsi. Che cosa trovano di tanto negativo in quegli organi? Sapete quanto tempo ha impiegato la natura a crearli? Che senso profondo contengono, quale bellezza! Tutta la

vita vi è contenuta! Perchè dovete demolire l’opera

di Dio, rimpiazzare tutto questo splendore con le

vostre elucubrazioni personali? Direte: «Sì, ma per essere puri non bisogna pensare a quelle cose». Ma dov’è la vostra purezza, dal momento che vi mettete contro l’ordine della natura? Vi hanno sempre consigliato di lottare contro la forza sessuale, ma qui proponiamo altri metodi: essi consistono semplicemente nel saper trovare la bellezza e l’intelligenza che esistono in ogni cosa.

Attualmente le persone rifiutano tutte le regole, ma mostratemi qualcuno che, agendo così, si sia liberato. Il nuovo metodo, miei cari fratelli e sorelle, è facile e intelligente: non provoca nè conflitti nè tensioni nè squilibri e, applicandolo, si rimane sorpresi nel vedere come l’intelligenza della natura abbia creato gli organi dell’uomo e della donna; e con questa riflessione si può risalire fino all’origine delle cose. Grazie a tale metodo ci si sente talmente armonizzati, illuminati e placati da provare il desiderio di riversare la propria gioia sul mondo intero: ecco come si può evolvere. La maggior parte delle persone, invece, si inasprisce per non aver saputo risolvere i propri problemi sessuali. Quando riuscirete a comprendermi, tutta la creazione e tutte

le creature vi procureranno delle gioie indicibili;

vedrete ovunque solo lo splendore di Dio e vivrete nella purezza, poichè chiederete soltanto di distribuire quella gioia che in voi trabocca.

Videlinata (Svizzera), 22 Marzo 1975

Capitolo 8

I principi maschile e femminile: le loro manifestazioni – I

In presenza del principio maschile, il principio

femminile si mette in moto perfino a distanza. Lo stesso avviene per il principio maschile. Si tratta di due potenze che, quando si incontrano, cominciano

a fare un determinato lavoro. Tuttavia, nella

maggior parte degli uomini e delle donne, ciò avviene in maniera inconscia, istintiva: essi si cercano reciprocamente e si abbracciano, senza mai cercare di comprendere perchè la natura abbia messo a punto tutti quei meccanismi e come tali meccanismi potrebbero essere applicati anche in altri campi.

Quindi, il principio maschile e il principio femminile agiscono l’uno sull’altro in una determinata maniera, e, sebbene l’uomo e la donna non se ne rendano affatto conto, tale azione ha

luogo in quanto il principio maschile diventa attivo

e dinamico, mentre quello femminile ricettivo. Ciò

avviene automaticamente in tutte le creature, sempre che siano normali. Ma gli Iniziati, che vanno molto oltre nella comprensione di tutti i fenomeni, sanno utilizzare tale legge nella vita spirituale per risvegliare determinate qualità. Al loro livello, non si tratta più di uomini e di donne, ma di principi divini. Quando vuole acquisire delle qualità femminili di ricettività, di umiltà, di dolcezza, di bontà, di obbedienza, l’Iniziato, che è un uomo, si unisce al Padre Celeste, poichè è solo così che può attirare le virtù del principio opposto. Per acquisire, invece, le qualità proprie del principio maschile di autorità, di forza, di potenza, egli si unisce al principio femminile, la Madre Divina.

Grazie all’armonioso sviluppo delle qualità maschili e femminili, l’Iniziato si avvia verso la perfezione.

Quante volte si è potuto notare tutto ciò nella vita quotidiana! Il principio femminile rende l’uomo cavalleresco, coraggioso; di fronte a una donna, perfino il più gran pigrone cerca di darsi importanza. Direte che si tratta di una messa in scena. Può darsi; tuttavia, perchè sorge questo bisogno di ricorrere a una messa in scena? Perchè vuole fare la parte dell’eroe? È la donna che lo spinge. Un marito torna a casa e racconta alla moglie di aver incontrato un tale che lo ha offeso. «Come? – dice la moglie – A quell’idiota devi dare una lezione.» «È vero!» dice il marito per mostrare

di non essere un vile. Poi beve qualcosa per farsi

coraggio, e parte. Ma, strada facendo, il coraggio lo abbandona, per cui ritorna a casa dicendo alla moglie: «Sono andato, ma lui non era in casa.» La moglie gli crede e rimane in ammirazione di fronte

al marito che si è dimostrato così eroico.

Ora, perchè il marito ha bisogno di darsi delle arie? Perchè, istintivamente, sa che questo è un mezzo per conquistare la stima della moglie. La donna, che è un essere debole, ha bisogno dell’appoggio di un uomo forte, poichè ella ammira la forza. Nel Medio Evo, quando si facevano dei tornei, spesso era la donna a offrire un premio al vincitore: un sorriso, una rosa. A quell’epoca, la donna era molto sensibile all’eroismo e ammirava colui che tornava dal

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combattimento coperto di gloria: atteggiamento questo che si riscontra anche negli animali. Quando gli animali si battono per una femmina, è il vincitore che viene scelto. La femmina sceglie il più forte, il più audace. Le donne non amano i deboli, anche se ci sono delle eccezioni: donne così caritatevoli da preferire i deboli per proteggerli.

Gettiamo ora uno sguardo nella vita per scoprire come l’Intelligenza cosmica ha disseminato

ovunque dei segni di differenziazione fra i due principi: nel comportamento, nel modo di guardare,

di parlare, di

è cavo e profondo rappresenta il principio femminile, mentre tutto ciò che si erge rappresenta il principio maschile. Ma quando parlano o cantano, gli uomini hanno una voce grave mentre le donne una voce acuta. Perchè? La

risposta è semplice: tutto ciò che è in basso tende verso l’alto, mentre tutto ciò che è in alto tende verso il basso. Quando si è già in alto, non si può guardare verso l’alto, poichè, essendo già in cima, non c’è un luogo più alto, per cui si è obbligati a guardare verso il basso, mentre colui che è in basso guarda verso l’alto. D’altronde, si nota ciò anche nella vita quotidiana: il povero tende verso la ricchezza, l’ignorante verso la conoscenza, il debole verso la forza, e via dicendo. Quindi, la donna che rappresenta la profondità, gli abissi, tende verso la pienezza, verso le altezze, tende cioè lo sguardo verso il Cielo, verso l’essere amato, mentre lui si china su di lei; ecco perchè la voce dell’uomo è diventata più bassa, più profonda. Infatti, è tramite

la voce che l’uno e l’altra esprimono le tendenze

profonde della loro natura. 1

Tutto ciò che nella natura

Avete notato, per esempio, che quando un uomo e una donna si abbracciano, la donna solleva il

braccio per avvolgere il collo dell’uomo, mentre l’uomo ha la tendenza a mettere le mani più in basso? Non vi parlo di questi dettagli per condurre

Nelle attività dell’uomo e della donna si possono

così notare delle differenze. L’uomo è piuttosto creatore e la donna formatrice. Per la nascita di un bambino, per esempio, il padre è il creatore, che dà

il germe, lo spirito, mentre la madre apporta i

materiali per dargli una forma. Quindi, l’uomo crea e la donna forma. Il creatore di una casa è colui che l’ha progettata; la casa non è ancora nè visibile nè tangibile, non la si può ancora abitare, tuttavia essa è già creata nella mente di qualcuno. Basta costruirla con l’aiuto di materiali di ogni genere. La creazione precede sempre la formazione: infatti questa ha luogo in alto, nel piano mentale.

Quando Dio ha creato il mondo, tale creazione è stata istantanea. È la formazione che ha impiegato del tempo, ed è proprio nel momento della formazione che il tempo è apparso. Ecco perchè si

parla dei sei giorni della creazione. Certo, i sei giorni sono un simbolo, ma in realtà quei sei giorni rappresentano il tempo impiegato per la formazione;

la

creazione, invece, è istantanea, è l’eternità.

E

perchè, quando un uomo e una donna si

abbracciano, la donna ha la tendenza a introdurre la sua lingua nella bocca dell’uomo? Semplicemente per mostrare che ciò che avviene in basso, sul piano fisico, è il contrario di ciò che avviene in alto, nel piano astrale. Nel piano fisico l’uomo è emissivo e la donna ricettiva, mentre nel piano astrale l’uomo è ricettivo e la donna emissiva. Nel piano astrale, l’uomo riceve, poichè da quel lato è più debole, mentre la donna è più

forte; nei suoi sentimenti ella è più forte. In alto è

la donna che dà, mentre in basso riceve. L’uomo,

invece, dà in basso e riceve in alto. Questa inversione della polarità a seconda dei livelli è un grande mistero. Ecco perchè molti si sbagliano

quando devono interpretare le realtà del mondo invisibile: essi non sanno fare l’inversione e mescolano il tutto. I chiaroveggenti dicono che nel

la

vostra immaginazione verso soggetti scabrosi, ciò

piano astrale le immagini e i numeri sono rovesciati;

che mi interessa è l’aspetto filosofico, e nei gesti che

l’uomo e la donna fanno istintivamente io vedo dei particolari significativi. La donna, che riflette le

d’altronde, si tratta di un fenomeno noto. È accaduto che persone, salvate dall’annegamento, abbiano raccontato che all’ultimo momento, quando

tendenze della materia, vuole evolvere, vuole

si

trovavano al limite fra la vita e la morte, vedevano

elevarsi, mentre l’uomo, che riflette le tendenze

la

loro esistenza svolgersi a ritroso. Ciò è avvenuto

dello spirito, vuole scendere per esplorare le profondità.

perchè erano già giunti dall’altra parte, e nell’altro mondo tutto è invertito.

1 Vedi nota complementare alla fine del capitolo.

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Tutto ciò che è in basso è come ciò che è in alto: ciò che à in alto nella testa, vale a dire la bocca con la lingua e le labbra, è come ciò che in basso, il sesso.

I termini «alto» e «basso» impiegati da Ermete

Trismegisto danno soltanto un’idea molto vaga. In tutti i campi si deve sapere quali sono questo basso

e questo alto che si trovano in corrispondenza l’uno

dell’altro: il cielo e la terra (o il cielo e gli inferi), il cervello e il sesso (o il cervello e lo Tutto ciò che è in alto è come tutto ciò che è in basso, ma rovesciato. E perfino nella struttura anatomica dell’uomo e della donna si trova tale inversione: nell’uomo tutto è all’esterno, visibile, mentre nella donna tutto è interno, nascosto,

misterioso.

Immaginiamo ora una giovane donna candida, innocente che, senza volerlo, incoraggia un giovane

ad andare con

Piangerà, si lamenterà, dicendo che lui le ha fatto un torto, che lei è dispiaciuta; e il povero giovane, che è

onesto, vuole riparare. Allora si impegna, promette

il matrimonio, o non so che

la ragazza trionfa poichè è proprio questo ciò che voleva. Certo, ci sono pure dei casi in cui il giovane scappa lasciando la poveretta incinta, ma non è questo l’argomento che ora ci interessa.

In realtà, se si studia la struttura dell’organo

sessuale della donna, ci si accorge che tutto in lei è fatto per trattenere l’uomo e per farlo suo prigioniero. L’uomo pensa di essere lui il vincitore

e che la donna sia la

realtà, ella lo trattiene, lo stringe, lo limita; egli è il

suo schiavo ed è dunque lui la vittima. In apparenza, la donna accetta, si sottomette, ma in realtà, lo vuole possedere affinchè egli in seguito lavori per lei per tutta la vita allo scopo di accontentare i suoi desideri. Lui si è impoverito, ha lasciato qualcosa, mentre lei si è arricchita, ha ricevuto un germe di vita; ed ora c’è tutto un lavoro che si svolge in lei. Ci si può render conto quanto l’apparenza sia diversa dalla realtà. L’uomo è fiero, la donna non molto. Ma, alla fine, lei è più fiera di lui; lui non è altro che un ingenuo.

È così che tutto avviene in natura. Per esempio, l’essere umano, che è posto nella natura, ne è dominato. La natura lo circonda come una casa, e in una casa, quando vi entrate, le porte possono

Come reagirà in seguito?

e dentro di sè

Niente affatto. In

chiudersi dietro di voi, e siete imprigionati, vittime. Colui che è il padrone della situazione tiene sempre l’altro alla sua mercè. È quanto avviene fra la donna e l’uomo. È lei la più forte, perchè lo domina, e per un momento, per qualche minuto, egli è nelle sue mani. La donna ha bisogno dell’uomo e, per attirarlo, riveste il ruolo della vittima, debole, tenera, delicata, paurosa, perchè sa che l’uomo per istinto ama credersi il più forte, un eroe, un vincitore, un conquistatore. Ma lei agisce in questo modo per meglio possederlo e per ottenere da lui ciò che desidera.

In realtà, entrambi sono da considerarsi pari, poichè tutti e due fanno i loro calcoli: sono soltanto le loro maniere che differiscono. L’amore comune è una guerra, un combattimento: colui che vincerà avrà il sopravvento. In apparenza, l’amore è fatto

di amicizia, di sorrisi e di baci, ma in realtà è una

guerra implacabile fra i due sessi, una guerra camuffata, poichè per vincere il proprio avversario si è obbligati a servirsi della diplomazia; ed è solo dopo anni che si constata

quale dei due è stato il più astuto. Obietterete:

«Ma è spaventoso ciò che

verità, tranne nel caso in cui l’uomo e la donna hanno una filosofia, un ideale, che li spinge a lavorare per il Regno di Dio. Allora non sono più degli avversari camuffati, ma dei collaboratori:

entrambi partecipano coscientemente al lavoro mediante le varie qualità che la natura ha dato loro.

In apparenza è l’uomo l’aggressore e la donna la vittima, perchè l’uomo è attivo e volitivo; egli non può nascondere nulla, tutto ciò che avviene traspare in lui. La donna, invece, è costruita per dissimulare; non si sa ciò che passa per la sua È per questo che la donna si sente a suo agio nella dissimulazione e non vi vede nulla di cattivo o di disonesto. Lei aspetta un uomo e, quando egli viene, finge di essere distratta o di non vederlo. Non si sa mai che cosa una donna pensi o desideri, perchè essa si manifesta conformemente alla sua particolare struttura che

fa che tutto in lei sia rovesciato. Ciò che

nell’uomo è esteriore nella donna è interiore, rovesciato; e, quando essa dissimula o perfino mente, non fa che obbedire alle leggi della sua natura. Gli uomini, invece, obbediscono alle leggi della loro natura che li spinge a essere diretti, senza camuffamenti, e spesso persino bruschi e

» Tuttavia è la

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maldestri.

Ecco dei piccoli dettagli anatomici, fisiologici, diplomatici, ma che sono molto importanti per comprendere il carattere e le manifestazioni dell’uomo e della donna.

Ora terminerei dicendo che l’uomo e la donna devono lavorare per sviluppare interiormente i loro principi complementari. La donna deve sviluppare in sè il principio maschile e l’uomo quello femminile. Quando ero in India, ho visitato

numerosi templi e in quasi tutti, persino nei più piccoli, si poteva vedere una rappresentazione del lingam, che è il simbolo dell’unione dei due principi maschile e femminile. Parecchie volte ho avuto occasione di parlare con certi Yoghi e dicevo loro:

«Ma voi avete ben compreso questo simbolo?» Essi

mi guardavano indignati! Come poteva un europeo

avere la sfacciataggine di domandar loro se avevano ben compreso un simbolo che da secoli appartiene alla loro tradizione? «Bene – dicevo loro – ma perchè allora fate tutto il contrario di quello che comprendete? Voi siete sposati; certo non è male sposarsi ma lo è cercare l’altro principio al di fuori di voi, in un essere che è quindi separato da voi, estraneo, quando invece questo simbolo

Nota complementare

Molti musicisti, anche coloro che studiano la musica dal punto di vista teorico, non si sono mai

soffermati a riflettere sul senso profondo del diesis e

del bemolle. Il bemolle diminuisce la nota di mezzo

tono, mentre il diesis la aumenta. Anche il bemolle e il diesis sono l’immagine dei due principi maschile e femminile che hanno creato tutto nell’universo: lo spirito e la materia. Lo spirito scende; il principio maschile ha sempre il suo sguardo fisso verso il basso, mentre il principio femminile, che è in basso e guarda verso l’alto, è obbligato a sollevarsi per salire. Ciò dipende dal fatto che il principio femminile è legato al processo dell’evoluzione e il principio maschile a quello

dimostra che i due principi non devono essere separati. Il simbolo del lingam rappresenta l’essere perfetto, l’androgino che possiede al tempo stesso i due principi. Poichè voi cercate all’esterno ciò che vi manca, vuol dire che non avete capito questo simbolo.» Allora essi mi guardavano come se, per la prima volta, capissero queste verità; e alcuni vi riflettevano sopra, mentre altri si lasciavano quasi prendere dalla collera.

Il discepolo deve lavorare per manifestare le qualità dei due principi: la forza, la volontà, la resistenza, la stabilità, l’attività, il dinamismo, l’ambizione del principio maschile che vuole dominare, comandare, e la flessibilità, la delicatezza, il fascino del principio femminile che si sottomette, si sacrifica. Quando possiede la duplice natura dell’uomo e della donna, il discepolo è un essere perfetto, che la Scienza iniziatica chiama androgino. Essere androgino era l’ideale di tutti

gli Iniziati, sia alchimisti sia

possedere in pienezza, come la Divinità, i due principi. In Dio i due principi sono riuniti; è per questo che Egli ama tutte le sue creature, è indulgente, le scusa. Lo si è presentato soltanto come un Padre terribile, un fuoco divoratore; no, è inesatto: Egli è al tempo stesso Padre e Madre.

per

Le Bonfin, 27 Agosto 1967

dell’involuzione. Il diesis e il bemolle sono i simboli dei principi femminile e maschile a causa della loro forma, che ricorda quella degli organi sessuali della donna e dell’uomo, ma soprattutto a causa del ruolo che essi svolgono elevando o riducendo le note di mezzo tono.

Lo spirito scende per raggiungere la materia, cioè per deflorarla, inaffiarla, vivificarla e risuscitarla. È così che fa l’uomo nell’atto d’amore: egli scende verso la donna e, scendendo, perde qualcosa, e si indebolisce: il bemolle. La donna, invece, che ha ricevuto qualcosa, si illumina, gioisce e sale: il diesis.

Sèvres, 30 Maggio 1965

Capitolo 9

I principi maschile e femminile: le loro manifestazioni – II

Aggiungerò ora qualche parola sull’argomento in questione. Vi dicevo che l’uomo deve sapere diventare donna e la donna diventare uomo; certo non esteriormente, ma nell’atteggiamento, nei pensieri, nei sentimenti e nel modo di agire. Secondo le circostanze ci si deve saper mostrare positivi o negativi, emissivi o ricettivi, attivi o passivi; in tal modo si possono risolvere molti problemi.

Prendiamo il caso di una famiglia: il marito arriva a casa scontento ed esprime a gran voce il proprio risentimento contro il suo capo che è stato ingiusto con lui e, al minimo pretesto, sfoga la sua collera sulla moglie. Se la donna è saggia e ragionevole, diventa all’istante passiva, ricettiva, cioè tace e rimane calma. Allora l’uomo si acquieta, perchè si è verificato un meraviglioso scambio fra positivo e negativo. Se sa polarizzarsi, la donna può perfino assorbire quelle energie e trasformarle, per poi ridarle al marito sotto una forma capace di illuminarlo ed elevarlo. Quando, invece, in collera è la donna, spetta al marito sapersi polarizzare negativamente. Sfortunatamente entrambi ignorano tali possibilità e, nel momento in cui l’uno è in collera, l’altro viene trascinato nella scia della sua violenza: ed ecco lo scontro, le liti e le separazioni.

Che sia uomo o donna, il discepolo deve saper essere entrambi contemporaneamente.

Ecco un altro caso: vi recate da un Maestro, e siete emissivi, parlate e spiegate come se lui fosse

un ignorante e voi doveste istruirlo; e il Maestro

è obbligato ad

dovreste fare! Presso un maestro o un essere di grande valore, dovete essere ricettivi, tacere e ascoltare per arricchirvi. È solo quando vi trovate con persone disoneste, viziose e deboli, che dovete essere positivi, non solo per non ricevere nulla da loro, ma anche per respingere tutto ciò che è negativo e per dar loro qualcosa di buono. Presso una sorgente, presso un Maestro, invece, siate ricettivi. Molte persone sono venute da me, e parlavano e parlavano, tanto che io non potevo dire nemmeno una parola. Alla fine se ne andavano, contente di essersi sfogate. Io non ho potuto aiutarle, non ho trovato in loro alcuno spazio da riempire, talmente erano piene di sè. Un Iniziato comprende subito che non può fare nulla con esseri del genere, non potendo nè utilizzarli nè illuminarli. Si deve dunque studiare per sapere come servirsi dei due principi: quando cioè diventare positivi e quando negativi.

Rendetevi conto che, se siete infelici e non avete alcun successo, vuol dire che non sapete lavorare con i due principi. Se vi capitano delle disgrazie, ciò significa che le avete attirate, che vi siete polarizzati per attirarle. Dovete dunque cambiare polarità per allontanarle, saper respingere il male che voi stessi avete attirato ed attrarre ciò che avete respinto senza sapere che era utile per voi.

Dio ha messo davanti ai nostri occhi la soluzione di

Ma è il contrario che

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tutti i problemi; ma, poichè non si è abbastanza umili per leggerla e decifrarla, non la si vede

quando, invece, è la natura stessa che ce la porge.

Le Bonfin, 27 Agosto 1967

Capitolo 10

La gelosia

La gelosia si manifesta molto frequentemente non solo negli innamorati, ma anche nei ricchi, i quali fanno di tutto per conservare i loro beni e soffrono al pensiero di doverli lasciare agli eredi. Dopo la morte, ritornano a visitare le loro proprietà, le loro case, ancora attratti dalle ricchezze che hanno dovuto lasciare, ricchezze che continuano a difendere e a curare. Incapaci di recidere le radici che li tengono legati al mondo terreno, non riescono

a salire verso i mondi superiori, per cui continuano

a ritornare alla loro casa e al loro denaro invidiando coloro che ora ne sono in possesso; e ciò li rende infelici.

La gelosia che esiste presso gli innamorati e ancora più strana. Essa è la causa di molti malintesi e di infelicità, e rende la vita infernale. Quante coppie vengono da me ad accusare il marito o la moglie di infedeltà! Ma, quando verifico, vedo che si tratta di pura immaginazione. Perchè, allora, tutte quelle storie? Temono di perdere l’essere amato, e con quale piacere, con quale delizia fanno di tutto per metterlo nei guai, per tormentarlo! «È proprio

perchè ti amo che ti torturo, amor mio

logica ! D’altronde, accade spesso che una moglie sia malcontenta e infelice perchè suo marito non è geloso. Essa si rende conto che lui l’ama, che non la priva di nulla, che le concede molta libertà, e, invece di gioirne, si lascia cogliere da sentimenti di rabbia supponendo che il marito abbia un’amante. Egli dovrebbe tenerla incatenata e comportarsi come un bruto perchè sia felice? Si sono già visti dei bruti accanto alle mogli, ciò nondimeno queste

» Che

erano infelici. Non si può mai accontentare la natura umana, credetemi. Se il marito concede libertà alla moglie, essa si lamenta: «Perchè non mi protegge, perchè mi lascia libera? Certamente ha un’altra donna.» E se il marito è un tiranno, un despota, essa si lamenta e va alla ricerca di un altro uomo che la liberi.

Quando si vuole possedere qualcosa solamente per sè, si ha paura di perderla, di darla ad altri;

ed è così che appare la gelosia, la paura di perdere il proprio bene, quello che, per così dire, ci appartiene. Ma dove sta scritto che vostra moglie o vostro marito vi appartengono? Voi li conoscete da due, da dieci anni, ma essi sono stati creati prima che voi li conosceste. Hanno dei genitori e un Creatore, essi esistono da milioni di anni e non vi appartengono. Il marito dirà: «È mia moglie e potrei anche ucciderla.» Sì, è vostra moglie, ma fino a quando? Dio solo lo sa. Voi siete semplicemente dei soci. Se volete evitare dei gravi malintesi e anche tanta infelicità, considerate vostra moglie

come una socia

Voi siete dei soci che si mettono insieme per intraprendere un lavoro, costruire una casa, per esempio. Quando mettete al mondo un figlio, voi costruite una casa; il bambino è uno spirito che viene da molto lontano e voi gli costruite una casa, mattone su mattone.

La paura di perdere ciò che si possiede è quindi la causa di tutti i malintesi. Voi avete paura di perdere un essere amato che credete di possedere, anche se

oppure involontaria.

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egli non vi appartiene. Da parte vostra, impiegate

tutti i mezzi per conservarlo: gli fate violenza, gli imponete la vostra volontà: tutto ciò crea solo disordine. In realtà, che cosa cercate di custodire in

questa

carina, potete forse impedire agli uomini di guardarla, di ammirarla o perfino di seguirla? Le occasioni non mancano: per la strada, a teatro, dagli amici, ovunque; tutti guarderanno vostra

moglie, e, se non siete ragionevole, voi soffrirete. Voi siete come qualcuno che possiede dei fiori nel suo giardino; non può impedire che il loro profumo si diffonda e venga respirato da tutti. In realtà, quello che custodite così gelosamente altro non è che il corpo della vostra beneamata, vale a

dire un involucro, uno

costituisce la vera ricchezza dell’essere umano, la

sua essenza, vale a dire i suoi pensieri e i suoi sentimenti, non può essere rinchiuso. Credere di poter dominare un’anima umana è la più grande

illusione che si possa

esattamente come se si tentasse di impastare la sabbia o di orientare il vento. L’anima non può essere dominata. Si può giungere a impossessarsi del corpo fisico, ma non dell’essere misterioso che vi dimora.

C’è chi ha cercato di conquistare un uomo o una donna mediante la magia, e la cosa è possibile:

Se avete una moglie molto

Quello che

È

esistono formule e pratiche magiche di tutti i tipi per stregare le donne e gli uomini, ma io sconsiglio chiunque dal servirsene. Perchè? Supponiamo che riusciate a costringere una donna ad amarvi. Può accadere che essa si innamori perdutamente di tutto è possibile sotto il sole. Ma quando questa donna vi abbraccia e vi dà tutto quello che vi attendete da lei, non sapete che cosa realmente vi trasmetta in quel momento. Voi ignorate che cosa c’è in lei e quali spiriti avete evocato. Infatti, dovete sapete che quelli sono spiriti che, attratti dalla potenza delle vostre formule, dimorano ora in lei; non è il suo spirito che vi ama, ma delle entità inferiori, e se voi le vedeste i vostri capelli si drizzerebbero e supplichereste il Cielo di liberarvene. Evocare delle entità non è un buon metodo. Sicuramente otterrete ciò che desiderate, ma, credendo di attingere amore dalle labbra di quella donna, berrete, invece, del veleno che, a poco a poco, vi distruggerà. Si possono evocare le entità del mondo astrale e imporre loro la propria volontà,

ma lo Spirito è libero e non può essere nè legato nè incatenato.

Allora, che cos’è la paura di perdere uno scafandro, il corpo fisico di un essere, la sua casa, paragonata alla gioia di conquistare lo spirito, di avere lo spirito accanto a voi? Direte che è

preferibile possedere entrambi: il corpo e lo spirito.

È vero, ma ci sono altri metodi per ottenerli. Non è

nè mediante la collera nè mediante la violenza che

vi riuscirete; in questo modo perderete entrambi.

Dovete avere un altro atteggiamento per far sì che lo spirito libero rimanga saldamente accanto

a voi, in modo tale che nulla lo possa allontanare. Ed è qui che inizia la scienza dell’amore. Per

ottenere che una persona vi ami liberamente, senza esserne obbligata, c’è soltanto un mezzo innocuo: non pensare mai male al suo riguardo,

ma inviarle soltanto pensieri splendidi, luminosi e puri. Anche se si tratta di qualcuno severo e cattivo, siate molto pazienti, sopportate tutto e continuate ad aiutarlo, ad amarlo; se veramente tenete tanto al rapporto con lui, prima o poi comincerà ad amarvi lui pure di un amore puro

e divino.

La gelosia è un sentimento molto difficile da vincere. Non ci si può riuscire facendo solamente degli sforzi. Come vi ho già detto, non si può far nulla contro una forza che è stata liberata, poichè essa esercita una pressione tale da travolgere tutto al suo passaggio. Non tentate di fermare il corso di un fiume quando le chiuse sono aperte: sarebbe molto pericoloso; l’acqua

porterebbe via tutto. L’unica cosa che potete fare è

di non aprire le chiuse; solo in quel caso sarete in

grado di controllare la situazione. L’intelligenza

soltanto può vincere la gelosia. Tutto è nel pensiero, nel ragionamento.

Qualcuno dirà: «Sì, però se non si controlla gelosamente la propria moglie, essa commetterà delle sciocchezze.» Vi sbagliate. Sarà piuttosto quando la controllate gelosamente che essa commetterà il maggior numero di sciocchezze. Siete, forse, nella sua mente, nel suo cuore, per sapere che cosa sta accadendo là dentro? La donna ingannerà perfino Dio stesso talmente è capace di mentire, e un ingenuo di marito crede di poterla tenere sotto controllo! C’è una cosa sola che non credo, e cioè che un uomo possa tenere sotto

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

controllo la propria moglie. Lei può dominare se stessa, ma non può essere dominata dal marito. Lui potrà rinchiuderla in una torre, ma essa farà venire il Diavolo e si divertirà con lui per vendicarsi.

La gelosia è sempre causa di catastrofi. Continuando a sentir ripetere: «Tu mi

stai

ci provo, la cosa sembra essere interessante!» Fino a quel momento era fedele e non pensava affatto a

ingannare suo marito; è lui che, con tutte le sue supposizioni, finisce per creare nel piano astrale le condizioni, e a partire dal momento in cui essa decide di ingannarlo, non soltanto lo fa, ma riesce perfino a calmare i dubbi del marito: «Mio caro,

puoi stare tranquillo, io ti dico la

mentre lui non le credeva quando lei diceva la verità, ora che mente, lui crede alle sue parole.

mi

» la moglie dice un giorno: «Ora

» e,

La gelosia è mancanza di intelligenza. Ci si accanisce nel voler proteggere i propri beni perchè non si vede che l’anima e lo spirito dell’essere di cui si custodisce gelosamente il corpo sono assolutamente liberi. Se cominciate a rendervi conto che negli esseri esiste qualcosa di più sottile col quale avete a che fare nelle vostre relazioni, diverrete più saggi, e i metodi che impiegherete verso l’essere amato diverranno più delicati, più intelligenti. A questo punto, quella persona si sentirà molto più saldamente unita a voi, perchè vede che ragionate, che non la violentate e che può avere fiducia in voi. Quando la paura scompare, non avete più motivo per essere tesi, grossolani, cattivi e vendicativi, ma diventate tranquilli e riuscite a trovare le giuste soluzioni ai problemi che vi si pongono.

Supponiamo che vostra moglie non vi ami più. In questo caso, dite a voi stesso che la sua anima è libera, che essa non starà eternamente con voi, che prima di voi ha già amato centinaia di mariti e che ne amerà altri dopo di voi. Perchè tormentarsi tanto se lei non vi ama? E voi,

l’amerete per

L’avete amata dal tempo

della creazione? No. Ebbene, calmatevi e sappiate che sarebbe ingiusto esigere tutto da lei, quando invece voi stesso vi considerate libero di fare quello che vi pare.

La gelosia è un sentimento spaventoso che ottenebra

lo spirito. È il più cattivo consigliere dell’Inferno, che spinge la gente a commettere azioni sconsiderate di cui in seguito si pente, ma quando è troppo tardi. In un eccesso di gelosia si può giungere persino a uccidere la persona amata, ma poi si piange e si finisce col suicidarsi.

Aggiungerò ancora qualcosa che forse non avete notato, cioè che la gelosia fa scendere gli esseri umani a livelli molto bassi, dove si scatena la sensualità. Dopo una scena di gelosia, segue sempre un eccesso di amore sensuale ancora più violento di prima. Quindi, se non volete cadere sotto l’influenza di un amore sensuale, non manifestate la vostra gelosia, poichè in seguito ne sarete stregati e non saprete nemmeno come sia potuto accadere. Quanti uomini, dopo aver fatto scene terribili alle loro mogli o alle loro amanti giurando di abbandonarle, spinti da un irresistibile slancio sessuale, si sono umiliati dinanzi a loro abbandonando ogni senso di dignità pur di ottenere anche una sola

Il discepolo deve smettere di essere geloso. È vergognoso per lui continuare a essere immerso sempre nei medesimi affanni, nelle medesime angosce. Se una donna lo abbandona, deve riflettere

e dire a se stesso: «È triste che io perda mia moglie, soffrirò, tuttavia mi rimane il Cielo, Dio, la luce,

l’Insegnamento, il

Se avete solo un pezzo di pane, non potrete essere generoso, ma se ne avete tanto, lo potrete distribuire sapendo che non ne rimarrete senza. La gelosia è un segno di povertà. Colui che è ricco interiormente non ha paura di rimanere solo; anche se tutti lo abbandonano, egli sente che centinaia e migliaia di spiriti continuano a venire a visitarlo.

Uno dei migliori metodi per liberarsi della gelosia consiste nell’imparare a elevare il proprio amore a un piano superiore. Perchè una donna che ama un uomo a causa della sua intelligenza, della sua cultura, della sua spiritualità, della sua bontà, lo vuol far conoscere al mondo intero? Perchè è felice che tutti lo vogliano avvicinare? Perchè il suo amore è di altra natura, molto superiore a quella che si vede manifestarsi nell’amore comune, quando una donna ama un uomo fisicamente perchè le piacciono i suoi lineamenti o i suoi Dunque, quello che importa è di saper

Come sono ricco!»

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trasformare il proprio amore: se è molto sensuale, sappiate che la gelosia ne è inseparabilmente legata. Sì, quanto più amate qualcuno fisicamente tanto più volete che appartenga solo a voi, e così si fa avanti la gelosia; quanto più lo amate spiritualmente, tanto più avete voglia di dividerlo con gli altri.

Vi dirò anche che una donna non deve mai sposare un uomo molto più giovane di lei, perchè si preparerebbe cosí dell’infelicità. È più naturale che una giovane donna ami un uomo di età superiore, perchè fisicamente gli uomini non cambiano tanto rapidamente come le donne. Se una donna commette l’imprudenza di unirsi a un uomo più giovane di lei, un giorno lo vedrà cominciare ad allontanarsi da lei alla ricerca di un boccone più saporito, e a lei non rimarrà che torturarsi. Non ci si deve impantanare in storie del genere.

Non meravigliatevi se vi parlo spesso degli stessi

argomenti. Sono cose che non si devono conoscere soltanto teoricamente, ma nella pratica. Continuerò dunque fino a quando non riuscirete a mettere in pratica le vostre conoscenze. Da sette anni vi parlo sempre dei medesimi argomenti, e in particolare dell’amore, presentandoveli però in forme diverse, perchè vi vedo sempre dibattervi nelle stesse difficoltà. Quando noterò che avete risolto i vostri problemi, volterò pagina. Quando vedrò che il livello della coscienza collettiva si sarà elevato, allora vi farò altre rivelazioni. Fino ad allora non avete bisogno di altra conoscenza:

prendete una conferenza nella quale sono esposti i principi dell’Insegnamento, e, se lavorate anche soltanto su quei principi, attirerete luce su tutta la vostra vita. Finchè vi accontenterete di conoscenze teoriche, sarete immersi nelle stesse storie. Ora, tutto quello che conoscete teoricamente dovete realizzarlo, e vedrete così un mondo nuovo aprirsi dinanzi a voi.

Sèvres, 24 Marzo 1945

Capitolo 11

Le dodici porte dell’uomo e della donna

In passato vi ho già parlato delle dodici porte della Gerusalemme Celeste e vi ho mostrato che esse rappresentavano simbolicamente le dodici porte del corpo umano. Quali sono tali porte? Le prime sette si trovano in alto, nel capo: le due orecchie, i due occhi, le due narici e la bocca. Queste porte sono tutte aperte e funzionano, ma per il momento, nella maggior parte degli esseri umani, esse operano solo sul piano fisico. Ora si tratta di sviluppare le orecchie, gli occhi, il naso e la bocca nel piano Quando una persona diviene chiaroveggente, chiarudiente, e comincia a respirare gli effluvi, a gustare il sapore del mondo divino, a creare con la parola, ciò significa che le prime sette porte cominciano ad aprirsi.

Vediamo ora le altre cinque porte. Due di esse sono situate sul petto: sono aperte nella donna per l’allattamento del bambino, ma chiuse nell’uomo. Un’altra porta si trova all’altezza del plesso solare, ed è l’ombelico; nella maggioranza dei casi, essa è chiusa, ma coloro che l’hanno aperta spiritualmente comunicano attraverso il plesso solare con tutti i mondi celesti. Quanto alle ultime due porte – non è necessario che ve le nomini – anche per esse se ne conosce solo la funzione fisica, perchè rimangono ancora da aprire spiritualmente. Esaminiamo una di esse nell’uomo. Tutti sanno che serve per la procreazione e per l’eliminazione, ma se si studia la questione dal punto di vista iniziatico, si scopriranno altre cinque funzioni tuttora sconosciute. Dunque, in totale, le funzioni sono sette, e un giorno si vedrà che è possibile servirsi di

quegli organi per risolvere certi problemi e realizzare ben altri lavori. Direte: «Cinque funzioni ancora sconosciute? Parlatecene, ciò ci interessa!» È ancora molto difficile toccare questo argomento, perchè gli esseri umani, per la maggior parte, sono stati educati sin dalla prima infanzia a concetti che li hanno talmente deformati che ora sarebbe pericoloso rivelar loro certe cose.

Quello che tuttavia posso dirvi è che si può fare un lavoro gigantesco con quelle porte, poichè la natura, creando l’uomo e la donna, aveva riposto in loro grandi progetti. Ora essa attende che l’uomo abbia raggiunto un grado di maturità sufficiente per rivelargli nuove possibilità creatrici. Gli uomini e le donne non sanno di possedere le chiavi grazie alle quali potranno aprire tutti i misteri, di possedere gli strumenti che permetteranno loro di realizzare delle creazioni fantastiche. Non sanno ancora come procedere, ma, quando saranno pronti per comprendere, riceveranno le necessarie rivelazioni. L’umanità è predestinata a conoscere in profondità queste dodici porte, a esplorarle e a scoprire le ricchezze celate in esse.

Quando si parla di una porta, ciò implica sempre un passaggio, un accesso verso altre cose. Non si fanno delle porte senza uno scopo preciso, senza alcunchè nè prima nè dopo, salvo a teatro. In linea di massima, una porta consente di entrare in una zona nuova, in un palazzo, in una città, dove si possono scoprire ricchezze e tesori nascosti e anche dove ci si può trovare dinanzi a spettacoli

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terrificanti. In numerose favole si menzionano delle porte che bisognava o aprire o lasciar chiuse per timore di essere assaliti da ogni genere di mostri che avrebbero messo in pericolo la vita dell’eroe. Infatti, esistono realmente delle porte che non vanno aperte prematuramente.

La Kabbala parla di cinquanta porte. Le dodici porte della Gerusalemme Celeste di cui vi ho appena parlato corrispondono ai dodici segni dello zodiaco, ma, nella Kabbala, quelle cinquanta porte sono le porte dell’Intelligenza, situate in Binah, che sono in relazione con l’Albero sefirotico, l’Albero della vita: le porte sono cinquanta, perchè ognuna corrisponde a uno dei cinque mondi di ogni sefira. Essendoci dieci sefirot, le porte sono in totale cinquanta. L’Iniziato che giunge alla perfezione è in grado di aprire tutte le cinquanta porte e disporre di tutti i tesori dell’universo accumulatisi dall’eternità. Tuttavia, per aprire le cinquanta porte, si dice che sia necessario prima di ogni altra cosa percorrere tutti i sentieri della saggezza, i quali ammontano a trentadue, e ciò richiede naturalmente tempo, forza, qualità spirituali e una guida. Ventidue di questi sentieri sono le vie di comunicazione fra i vari sefirot. Per esempio, al primo sentiero corrisponde la lettera ebraica alef, che collega Kether a Hochmah, e via dicendo. Poi ai ventidue sentieri si aggiungono i dieci sefirot stessi, e si ottiene così un totale di trentadue. Percorrere un sentiero consiste quindi nel fare determinate esperienze al fine di raggiungere la comprensione. Si può percorrere un sentiero dopo l’altro, oppure si possono percorrere più sentieri simultaneamente. Si dice, comunque, che il trentaduesimo sia il più terribile.

Ritorniamo ora alle dodici porte dell’uomo e della donna. e in particolare agli organi sessuali. Vi dicevo che, se si conoscessero le altre cinque funzioni di tali organi, si potrebbero realizzare delle creazioni fantastiche. Ma, per il momento, sono costretto a mantenere il silenzio su tali attività. D’altronde, gli Iniziati di tutti i tempi hanno taciuto su tali verità e, se hanno raccomandato di celare quelle parti del corpo, non era per ragioni di pudore o di igiene, ma proprio per far capire che bisognava lasciarle nell’oscurità: infatti contengono troppi significati e troppi poteri straordinari. Potrei farvi

molte rivelazioni, ma vi dirò soltanto una piccola cosa che potrà darvene un’idea. Certi Iniziati, che sapevano utilizzare quelle forze divine, se ne servivano non per il proprio piacere ma per scopi benefici e in particolare per produrre raccolti copiosi; così, tutta la popolazione viveva nell’abbondanza e nella prosperità senza che nessuno ne conoscesse le vere cause. Vedete, dunque, quanto questo concetto fosse ignorato dalla maggioranza degli esseri umani i quali, con quegli organi, non sapevano fare null’altro che impoverirsi, svuotarsi, squilibrarsi e sprecare tutte le loro ricchezze per procurarsi un attimo di piacere! Alcuni di voi si chiederanno: «Come? Fare dei

lavori con quelle parti del corpo? – Eh, sì, i più grandi lavori traggono le loro origini proprio di là. – –

Ma se sono parti sconce, sudice, diaboliche Ah! E allora, perchè i bambini nascono proprio in quella zona? Non è forse a quella zona vergognosa che Dio ha dato la possibilità di creare la vita, cosa che non ha dato nè al cervello nè ai polmoni nè agli occhi nè alle braccia nè alle gambe? Questa è la dimostrazione che tali parti celano il più grande mistero.»Esiste qualcosa di più grande del mistero della vita? Perchè Dio, che è pura Saggezza e Intelligenza, avrebbe dovuto divertirsi mettendo in parti così “brutte” la cosa più preziosa e più sacra? Ora è venuto il momento di rettificare le opinioni erronee degli esseri umani, opinioni che costituiscono la causa delle anomalie e degli squilibri di cui essi soffrono.

Dagli organi sessuali provengono la vita, lo slancio e l’ispirazione, e da essi dipende

l’equilibrio psico-fisico dell’uomo. Tali organi sono i laboratori in cui si fabbrica tutto ciò di cui l’uomo ha più bisogno, e invece sono i più disprezzati, dato che sia gli uomini che le donne continuano a servirsene per commettere atti sciocchi

e sconci. Dovrebbero, invece, dire: «Mio Dio! Che

ricchezza, che tesoro mi hai dato! Come posso utilizzarlo per il bene del mondo intero?» A tal fine, la prima cosa da farsi è di sostituire i termini «piacere», «voluttà» e «soddisfazione» col termine

«lavoro»; così facendo tutto cambierà. Mi direte:

«Ma in quel lavoro ci rimarrà anche un po’ di gioia

e di piacere?» Come no! La vostra gioia e il vostro piacere saranno due, tre, cento volte maggiori.

Io non sono ancora autorizzato a farvi delle rivelazioni in questo campo veramente sacro.

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Infatti, nulla vi è di più sacro. Qui si tratta di Misteri: i Misteri dell’Egitto, dell’India, della Grecia, della Tracia. Non ce ne sono altri. Sono essi che danno accesso a tutti gli altri Misteri. Sono l’alfa e l’omega di tutta la scienza sacra. E quando la tradizione alchemica parla di elisir della vita eterna, della bacchetta magica e della pietra filosofale, nemmeno la maggior parte degli alchimisti sapeva di che cosa si trattasse. Saranno sorpresi un giorno quando scopriranno che quei tre simboli designano delle realtà collegate al campo sessuale. Certi autori ne facevano a volte delle vaghe allusioni, poichè conoscevano quei simboli, ma senza parlarne apertamente. D’altronde gli Arabi, che erano dei grandi alchimisti, soprattutto quelli che vissero in Spagna, dove crearono delle scuole per trasmettere la loro arte agli Europei, introdussero nel loro linguaggio un nome molto significativo per la pietra filosofale; era il termine «tachak» che designa le due ghiandole dell’uomo e che vuol dire anche «pietra». Infatti, sono proprio quelle due pietre che sono alla base di tutto, e, se

non fossi sicuro di essere mal compreso, vorrei dirvi come si può interpretare la frase di Gesù: «Tu sei Pietro e su questa pietra costruirò la mia Chiesa.» Se si conoscesse il valore alchemico di quella

pietra!

Anche le donne non conoscono il senso profondo di certe parti del loro corpo e nemmeno con che cosa queste sono collegate. Esse non sanno, per esempio, che un’energia invisibile esce dai loro seni, e nemmeno che uno di essi è in relazione con la via lattea (un pittore si è ispirato a tale soggetto) e

l’altro con la luna. Siete sorprese? Gli Antichi conoscevano già tutto questo. E in certe donne tale corrente è così pura, intensa e luminosa, da attirare lo sguardo della gente, tanto i loro seni emanano qualcosa di incantevole; in altre, invece, i seni hanno un bell’essere rotondi, graziosi, ben

formati,

nulla da fare, non ne esce nulla. E

se è così per il petto, perchè non dovrebbe essere la stessa cosa per tutto il resto? Da certe persone ciò che esce è veramente ripugnante; altre persone,

invece, sono come una fonte limpida.

In conferenze precedenti vi ho spiegato anche che, al di là dei contatti fisici, le donne devono essere coscienti delle correnti che possono ricevere dagli uomini attraverso i loro organi sessuali; tutto è mescolato: il buono e il cattivo, il puro e l’impuro,

e il senso di «la mia Chiesa»!

ed è per questo che le donne devono saper usare un filtro spirituale per filtrare le correnti. Quello che gli uomini distribuiscono ed emanano da quelle parti non è sempre molto puro, per cui le donne devono essere vigili. Aggiungerei perfino che quegli organi che Dio ha dato alle donne possono diventare così sensibili e così intuitivi da essere capaci, come un radar, di avvertirle e di informarle sulla natura di ogni avvenimento che si prepara e di ogni essere che le si avvicina.

Certe donne evolute, tramite quelle zone, avvertono l’incombenza di pericoli, il che consente loro di prendere delle precauzioni. Altre, invece, sono sensibili soltanto quando sono a letto con qualcuno.

Ora vorrei parlare della porta rappresentata dal plesso solare. Il plesso solare è una porta molto importante che si deve aprire, poichè è tramite suo che comunichiamo con la matrice della natura e che veniamo nutriti dalla natura stessa. Noi viviamo in seno alla natura così come il bambino nel seno della madre, da cui riceve attraverso il cordone ombelicale le sostanze di cui ha bisogno. Direte:

«Sì, però noi siamo già nati, il cordone ombelicale è reciso.» Esiste un altro cordone ombelicale che non è reciso: noi siamo ancora nel seno della natura. Siamo nati qui, sul piano fisico, d’accordo, ma su un altro piano non siamo ancora nati, veniamo ancora nutriti, siamo ancora immersi nell’incoscienza. Infatti, quando saremo nati, avremo anche là un’altra coscienza; e allora quella sarà la nostra seconda nascita. La prima nascita consiste nel recidere il cordone ombelicale che ci unisce alla madre fisica; e, in attesa della seconda nascita, siamo ancora uniti a madre natura attraverso il plesso solare. Quante cose ho imparato attraverso il plesso solare! Ho lavorato molto col plesso solare, e quante rivelazioni mi ha fatto!

Tutti sanno che, nella creazione di un bambino,

l’uomo e la donna svolgono un ruolo complementare: l’uomo dà il germe, la vita, e la donna fornisce la materia necessaria per racchiudere

il germe, farlo crescere, dargli una

conoscono questo processo, ma quello che ignorano è il ruolo della donna nel piano spirituale. Anche nel piano spirituale essa fruisce di una materia, ma

Tutti

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una materia fluidica che può servire per realizzazioni divine. Con i suoi fluidi, con le sue emanazioni, la donna contribuisce a far sì che le idee si concretizzino e divengano tangibili, esattamente come lo diventa il bambino. Tutti gli asceti e gli eremiti che fuggono dalla donna non hanno compreso nulla della sua importanza. La chiave per la realizzazione nella materia è la donna. Ogni donna è in grado di emanare tale quintessenza per dar corpo alle idee sublimi.

Il ruolo della donna è grandioso. Ecco perchè io apprezzo molto le donne, le sorelle, pur mantenendole preziosamente a distanza, poichè mediante i loro sguardi, i loro sorrisi, già mi danno la loro quintessenza; e io lavoro su quella

materia per far sì che il mondo si popoli di migliaia

di

bambini angelici.

Io

non ho paura della donna, io non la considero

come figlia del diavolo, io la considero come una divinità. Solo le donne mi danno la materia necessaria per svolgere un lavoro divino. Quanto agli uomini, la cosa è diversa; essi non mi danno la materia, ma altre cose che la donna è incapace di Se tutti gli esseri che si sono dati alla castità avessero avuto tali conoscenze, con la loro purezza avrebbero ottenuto delle realizzazioni straordinarie. Ma ritorneranno a incarnarsi, e allora riceveranno questo sapere. Perchè fuggire la donna? Non la si deve fuggire, la si deve comprendere. Io cerco di comprenderla.

Per terminare, aggiungerò ancora una cosa che non dovrete mai dimenticare. Non esiste nell’universo intero nessuna forma, nessuna funzione, nessuna attività che non si trovi condensata, sintetizzata nei due principi maschile e femminile. Questi sono la sintesi di tutto ciò che esiste. Qualunque cosa facciate: viaggiare, contemplare le montagne, i fiumi, le grotte, andare a incontrare amici, parlare, ascoltare, mangiare, versarvi dell’acqua, bere, costruire una casa, cucire, dipingere, scrivere,

suonare il

nessuna scienza, nessuna tecnica che non abbia una corrispondenza, dal punto di vista della struttura o del funzionamento, con gli organi dell’uomo e della donna. Direte: «Siete molto audace nel riportare tutto a quegli organi.» In verità non sono stato io, ma è stato il Creatore a decidere che ogni manifestazione della vita, in qualunque luogo, sotto tutti gli aspetti, in ogni campo, fosse a immagine di queste due funzioni. Dio le ha prese a modello per plasmare tutte le Sue creature. Se non siete d’accordo, rivolgete a Lui i vostri rimproveri. DiteGli che ciò vi turba, che ne siete rimasto Dio, però, non prende in considerazione il

vostro turbamento. Egli ha fatto le cose in questo

modo, e anche se ciò non corrisponde ai principi che

vi hanno inculcato, credetemi, rimane indifferente.

Ora comincerete a comprendere perchè gli Iniziati consideravano questi due simboli come i più sublimi, i più profondi, i più ricchi: la creazione

intera vi si trova riassunta, e tutti gli altri simboli traggono da essi la loro origine. Per me, essi sono sacri, e io rimango sempre stupito e pieno di meraviglia dinanzi a tale Intelligenza che è riuscita a far scaturire da due minuscoli granelli l’Albero della Creazione. E io invito anche voi a salire molto

in alto per contemplare questo splendore e

comprendere come e con quale intento Dio ha creato simili meraviglie.

Ermete Trismegisto diceva: «Ciò che è in basso è come ciò che è in alto», e molti hanno creduto che dicendo «in basso» egli intendesse la terra o l’Inferno. Questa interpretazione non è sbagliata, tuttavia egli intendeva anche altre cose, che ora anche voi potete comprendere. Quindi «ciò che è in basso» è ugualmente intelligente, ugualmente sublime, ugualmente divino come «ciò che è in alto», in Cielo. Questa prima frase della Tavola di Smeraldo è veramente prodigiosa nel suo significato, ma soltanto coloro che possiedono la luce iniziatica possono decifrarla.

non troverete nessuna attività,

Sèvres, 3 Gennaio 1965

Capitolo 12

Da lesod a Kether:

La sublimazione della forza sessuale

Nell’Albero sefirotico la purezza è rappresentata da Iesod, il mondo degli Angeli e dei Cherubini che lavorano sulla vita. Per questo motivo, nella rappresentazione dell’uomo cosmico, l’Adamo

Kadmon, gli organi genitali sono collegati a Iesod,

la purezza: sono quelli gli organi che creano la vita.

Per il momento, negli esseri umani, la purezza e gli

organi sessuali non vanno molto d’accordo, ma dovranno armonizzarsi affinché la vita sia santificata. La santità è collegata a una buona comprensione dei problemi sessuali: quando l’uomo riesce a dominare tutte le sue energie sessuali, solo a quel punto e non altrimenti diventa un santo; non si deve andare a cercare altrove la santità.

All’altra estremità del pilastro centrale dell’Albero sefirotico è posta la sefira Kether, dove regna l’ordine dei Serafini, creature di una tale purezza e

di una tale santità che è stato loro concesso di

glorificare il Signore. È detto nell’Apocalisse che il

Signore è glorificato giorno e notte dalla bocca dei Serafini che ripetono incessantemente: «Santo, Santo, Santo è il Signore Iddio Onnipotente, che era, che è e che sarà». La santità, che viene posta sempre in alto, dipende in realtà dal basso. Kether,

la corona, rappresenta l’elevazione, la sublimazione dell’energia sessuale. L’energia che l’Iniziato è riuscito a sublimare con la purezza: questa è la santità; ed essa si manifesta in alto, al di sopra della sua testa, con una luce dorata. La santità non rimane in basso, ma sale; per questo è stata posta in alto, ma viene dal basso.

I sefirot rappresentano gli organi cosmici e Iesod è

dunque la rappresentazione dell’organo sessuale nell’universo. Ecco perché, quando tutto funziona armoniosamente in quell’albero sefirotico che è l’uomo, quando egli si è purificato in basso con la purezza di Iesod, l’energia sessuale sale fino alla sua testa, fino a Kether, e diventa un’aureola di luce. Kether non è la testa, ma la corona al di sopra

della testa, l’aureola, quel colore di santità che si vede brillare al di sopra delle teste dei profeti, degli apostoli e dei santi raffigurati nelle chiese.

I veri Iniziati sono gli esseri che hanno realizzato in

loro stessi la purezza di Iesod. Anch’essi possiedono gli stessi organi, come tutti gli altri uomini, e forse producono la stessa materia; ma la loro materia è sublimata, e sale ad alimentare tutti i loro centri spirituali in alto, per proiettarsi al di sopra di loro come raggi di luce.

Sèvres, 2 Febbraio 1969

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Capitolo 13

Il filtro spirituale

Sentite, cari fratelli e sorelle, in quale straordinaria purezza siamo immersi anche questa mattina! Certamente penserete: «Ma perché ci parla sempre del tempo?» Ebbene, perché penso che voi non vi prestiate attenzione. Guardate che colori, che luce,

che limpidezza!

impressionato dalla purezza del

Guardate

gode di un particolare privilegio. A sua insaputa

riceve una parte di quest’aura, del cono di luce che

ci avvolge, qualcosa di buono che porterà con

Se il pilota si trova in uno stato d’animo armonioso, ha una porta aperta attraverso la quale tutto ciò che è buono lo pervade, e, volando, potrà propagare tutt’attorno i germi che sta ricevendo. È come se gli venisse dato un sacco di lettere che, inconsciamente, andrà distribuendo. È proprio così che le cose si svolgono.

A volte, camminando per la strada, si percorrono

certe vie dove spesso si commettono atti tenebrosi, criminali. Se in quel momento siete interiormente sintonizzati sulla lunghezza d’onda delle vibrazioni che vi si sprigionano, captate la loro influenza e potete perfino sentirvi spinti ad agire anche voi in

maniera sconsiderata, senza sapere che ciò dipende dalle emanazioni eteriche, fluidiche assorbite camminando in quella zona così tenebrosa. È necessario che ci si sappia chiudere a tutto ciò che è negativo e aprire solamente a ciò che è armonioso e luminoso. Ma come fare? Ora vi dirò alcune cose a tale riguardo, e ne rimarrete stupiti.

Io rimango sempre

Passando sopra di noi,

Vi parlo continuamente dei due principi maschile e

femminile, poiché li considero come una chiave che

mi consente di aprire molte porte. Più volte vi ho

ripetuto che la natura del principio maschile è emissiva e quella del principio femminile ricettiva, il che vi porta a comprendere che attraverso i suoi

organi sessuali la donna è soggetta a captare, a sua insaputa, delle emanazioni impure, tenebrose. Ecco perché la donna, col pensiero, deve ricorrere a un filtro per vagliare tutto ciò che le si presenta, permettendo soltanto alle correnti benefiche di penetrare. Ma questa è una questione alla quale le donne non pensano; d’altronde nessuno ha mai rivelato loro che, in una

certa parte del loro corpo, esse sono come delle spugne capaci di raccogliere materia fluidica. D’ora

in poi, le donne dovranno essere più coscienti per

non diventare dei ricettacoli di tutte le immondizie che gli esseri umani lasciano al loro

passaggio. Quanti uomini, per la strada, squadrano le donne immaginando tutto quello che potrebbero

fare con loro!

la potenza di quegli sguardi, ne sono fiere e lusingate ignorando quale sozzura stanno raccogliendo. La donna non può conservare la propria purezza se non si protegge; ecco perché deve diventare più consapevole del ruolo e dell’importanza degli strumenti che la natura ha posto in lei e riflettere, meditare, pregare, allo scopo di non raccogliere attraverso tali strumenti delle impurità, delle larve, degli elementali che un giorno causeranno in lei ogni genere di

E le donne, che spesso sentono

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

disordini psichici e perfino fisici. D’altronde, se molte donne soffrono di disturbi agli organi genitali, ciò è causato anche dal fatto che non hanno saputo proteggerli grazie a un filtro

fluidico che avrebbe impedito alle impurità di penetrare e di produrre dei danni. Esse poi vanno

a consultare un ginecologo, il quale non può

aiutarle, poiché egli non sa che i rimedi vanno cercati nel campo fluidico. Per quanto riguarda gli uomini, la cosa è diversa, poiché, per loro natura, essi non ricevono ma proiettano. In effetti, per la maggior parte del tempo, anziché essere coscienti e proiettare solo forze vivificanti, luminose, armoniose, essi proiettano unicamente correnti

tenebrose, fieri di passare per dei maschi affascinanti. Proiettano sudiciume nel piano astrale, e le donne, che lo assorbono, ne vanno pure fiere.

La natura ha organizzato il corpo della donna in modo tale che, oltre al suo organo sessuale, anch’essa ne possiede, come l’uomo, altri sei. Per ora, la donna sa vibrare solo con l’ultima corda, la più grossolana. Le altre corde non sono ancora risvegliate. È necessario che un giorno la donna giunga a far vibrare tutte le sue corde all’unisono con le correnti più sottili dell’universo. Quando sarà giunta a tale livello, essa sarà come l’arpa eolia che vibrava al minimo soffio di vento. Quando le donne saranno spiritualmente più evolute, si renderanno conto di poter reagire a ogni avvenimento, a ogni presenza, mediante il loro organo sessuale. Capiranno di disporre di uno strumento di alta precisione che le istruisce su tutte le presenze buone

o cattive, consentendo loro di prendere delle

precauzioni. Per il momento, scusatemi, ma è solo quando ha un rapporto con un uomo che la donna si rende conto di reagire. Le donne più evolute sentono di possedere uno strumento che le informa su cose di ogni genere. Vale quindi la pena che ogni donna faccia in modo da applicare in quella zona un filtro fluidico, allo scopo di impedire l’ingresso a tutto ciò che è nocivo.

Oggi sto toccando un punto quasi completamente

ignorato da tutti. I medici studiano solo l’anatomia

o la fisiologia dell’essere umano; essi non

conoscono nulla dell’aspetto fluidico, che è il più

importante. Verrà il giorno in cui sentiranno il bisogno di indagare in questo campo, ma, possedendo le basi per andare oltre sul cammino

che stanno seguendo, la via sarà loro sbarrata. Lo studio dei corpi sottili dell’uomo è l’unica via

d’uscita. Attualmente si conosce bene la struttura e

la funzione degli organi genitali dell’uomo e della

donna, ma è sempre ancora la scorza, il supporto, quello di cui ci si occupa e di cui ci si meraviglia; intanto si lasciano da parte le correnti e le energie che circolano, quando invece tali energie rappresentano l’essenziale. Gli Iniziati sono bene informati in questo campo, ma nessuno prende in considerazione il loro sapere.

Come vi ho già detto, essendo l’uomo emissivo, egli è molto più protetto spiritualmente. La corrente che circola in lui respinge le impurità; egli non le attira, come accade invece per la

donna. L’uomo attira dall’alto, dalla testa, mentre

la donna attira dal basso, ed è là che deve mettere

dei filtri. Sento che interiormente le sorelle di domandano: «Ma come preparare quel filtro di cui

ci parlate?» Mediante il pensiero. Voi dovete

pregare, meditare e chiedere al mondo divino di inviarvi un protettore, un’entità che vi sorvegli e che allontani tutte le correnti impure costituite dai desideri, dalle bramosie e dalle passioni degli esseri umani. Se riuscite ad attirare dal mondo divino un’entità che vi protegga, proverete una gioia immensa, sentirete in voi una purezza, un sentimento di innocenza che prima non conoscevate, e a poco a poco diverrete il ricettacolo dello spirito divino, il tempio del Dio vivente.

Meditate, quindi, esercitatevi, Svolgendo questo lavoro, la vostra salute e il vostro equilibrio miglioreranno e voi comprenderete che si tratta della pura verità; comprenderete che fra gli uomini e le donne tutto è

vibrazione, scambio, interpenetrazione a tutti i livelli, ma che tali scambi devono essere fatti in alto, nella massima purezza, e non soltanto ai livelli inferiori. È così che vi avvicinerete al modo di

vivere degli

loro di continuo per fondersi come un raggio di luce, e in quegli scambi non vi è nulla di impuro. Essi vivono continuamente nell’amore poiché, in alto, solo l’amore esiste. La vita degli angeli altro non è che una fusione continua, un continuo scambio d’amore che avviene nella purezza

assoluta. Quando gli uomini riusciranno a vibrare con la loro settima corda, saranno come gli angeli. Sarà una musica indescrivibilmente bella. Beati

Gli angeli si incontrano fra di

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coloro che mi hanno compreso! Meditate ora su questo argomento nella più grande purezza, nella più grande luce e fate in modo di liberarvi da tutte le nozioni superate che vi impediscono di comprendere e di progredire. È così che diverrete veri figli e figlie di Dio.

Naturalmente, ci sarebbe ancora molto da dire in merito ai filtri, poiché non è soltanto un certo organo della donna che ha bisogno di essere protetto. Il discepolo sa di essere immerso nell’oceano cosmico e che egli forma tutti i suoi corpi, il corpo fisico e i corpi sottili, grazie ai materiali, buoni o cattivi, che ha già ricevuto o che continua a ricevere. Il problema che ora si pone è questo: prima di tutto, sapere come attirare ciò che è buono non solo nella propria mente ma anche nel cuore, e respingere tutto il negativo. In realtà, il filtro più efficace, quello che comprende tutti gli altri filtri, è l’aura 1 . Se volete, dunque, essere veramente protetti, meditate sull’aura:

immaginate di essere circondato da colori: violetto, blu, verde, giallo oro, e così via, e che tali colori formino un’aura immensa attorno a voi, un’aura intensa, vibrante, irradiante, potente. Questo è il

1 Vedi tomo VI – Opera Omnia: «L’aura»

filtro assoluto. Attraverso una tale aura, non soltanto non potrà passare nulla di impuro, di nocivo o di tenebroso, ma grazie a essa, giungerete a conoscere lo splendore del mondo divino e potrete bere, saziarvi, respirare e nuotare in quest’oceano cosmico di amore e di felicità.

Ma per formare l’aura non basta immaginare dei colori attorno a sé, poiché l’aura non può mantenersi costante se non viene sostenuta da qualità e virtù. Dato che ogni colore è il simbolo di una virtù, i colori dell’aura possono rimanere inalterati solo se vengono alimentati dalle virtù loro corrispondenti. Ed è per questo che gli Iniziati hanno dato delle regole, dei metodi che consentono appunto di sviluppare le virtù, virtù che si manifesteranno poi come colori, come luci. Così, gli spiriti in alto che osservano la terra dove non vedono che tenebre, scorgendo in mezzo alle tenebre, un Iniziato, un discepolo che brilla, che lancia dei fasci luminosi, lo avvicineranno, si prenderanno cura di lui, lo annaffieranno come un fiore, lo nutriranno e lo illumineranno.

Allora, miei cari fratelli e sorelle, d’ora in poi tenete presente che il filtro più efficace è la nostra aura.

Le Bonfin, 16 Agosto 1962

Capitolo 14

Imparate a mangiare per imparare ad amare! – I

Da secoli la Chiesa continua a ripetere che l’uomo è stato concepito nel peccato. Non c’è via di scampo, è concepito nel peccato, nato nel peccato. Ebbene, io non sono d’accordo, perché è proprio sottolineando e propagando questo concetto che si impedisce all’umanità di evolvere; in tal modo si limitano la speranza e il desiderio di uscire da questa situazione. Tutti sono nel peccato, per cui non serve continuare a insistere sulla questione. C’è tuttavia una verità, ma dove? L’uomo è concepito nel peccato perché i genitori trasmettono un’eredità già difettosa. A causa dei loro pensieri e dei loro sentimenti che non sono né luminosi né puri, concepiscono i figli nel peccato. Non mi convince però il fatto che da Adamo ed Eva il peccato originale debba obbligatoriamente trasmettersi di generazione in generazione. Certo, se gli esseri umani continuano a essere grossolani e ignoranti, il peccato di Adamo ed Eva potrà continuare a trasmettersi per migliaia di anni. Se invece essi trovano la luce, se diventano saggi, intelligenti e puri, non ha alcuna importanza che Adamo ed Eva abbiano commesso un peccato: tutto cambia, tutto si trasforma.

Non bisogna inculcare negli esseri umani delle idee che li mantengano sempre troppo in basso, nella colpevolezza, nell’imperfezione, senza alcuna speranza di potersi un giorno riabilitare. Si è peccatori, è vero, ma non si è obbligati a rimanere tali per l’eternità: bisogna progredire. D’altronde il Cielo ha più fiducia in chi è pentito che in colui che non ha mai sbagliato. Infatti, chi

non ha mai fatto nulla di male è sempre soggetto a cadere; non è ancora solido, non sa ancora che cosa siano le sofferenze, può andare in qualunque luogo, alla cieca, e un giorno peccare. Chi invece è stato tra le grinfie del diavolo, chi ha vissuto delle sofferenze atroci e si è deciso a uscirne per compiere la volontà di Dio, se vi riesce, sarà preso al servizio del Cielo, il quale dirà: «Finalmente su lui possiamo contare!» Naturalmente, ciò non significa che dobbiate fare delle follie per poter in seguito migliorarvi, perché non si sa quanti secoli impieghereste. Ad ogni modo, gli esseri umani hanno già fatto sufficienti follie; ora è giunto il momento di rinsavire per mettersi al servizio del Cielo.

Prendiamo, per esempio, la questione dell’amore. Certo, nel corso dei secoli il concetto dell’amore si è evoluto. I primitivi, i selvaggi si comportavano in questo campo con una violenza, una brutalità e una sensualità indescrivibili; nelle loro manifestazioni non vi erano né pensiero né vigilanza né attenzione né coscienza: nulla. Essi erano come oceani scatenati, come vulcani in eruzione. Con il tempo, con lo svegliarsi della coscienza e della vita spirituale, si sono aggiunti nuovi elementi: la

tenerezza, la sensibilità, la

ancor oggi, nella maggioranza dei casi, l’amore è rimasto una manifestazione primitiva. Questo amore passionale, istintivo, praticato durante millenni, si è così profondamente inciso nell’uomo che egli non sa più come affinarlo e renderlo nobile. In realtà, niente è più difficile, ma anche niente è

Tuttavia,

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più facile quando si conoscono alcune regole da applicare in ogni attività, e non solamente nel caso in cui si tiene qualcuno tra le braccia: infatti le leggi sono valide in tutti i campi.

L’amore è la vita divina che discende nei mondi inferiori per invaderli, irrorarli, vivificarli; è l’amore che si manifesta ovunque, senza che gli esseri umani si rendano conto che è sempre la stessa forza, la stessa energia cosmica che assume ogni sorta di aspetto. Gli uomini non fanno che rovinare quest’energia considerandola solamente un istinto, un piacere e un mezzo per la conservazione della specie. Gli Iniziati, che sono andati a studiare in alto la forza divina dell’amore, ci dicono che è la stessa energia che viene dal sole, la stessa luce, lo stesso calore, la stessa vita, ma che, come un fiume, scendendo fino a noi, si carica di tutte le impurità dei mondi che deve attraversare. Ciò non significa che non sia scaturita pura e cristallina dalla cima delle montagne. Questa energia che si chiama amore viene dai mondi celesti ed è esattamente come i raggi del sole, come il suo calore, ma è resa irriconoscibile a causa della sua discesa negli stati inferiori, fra gli esseri umani.

Ora si pone la questione: poiché è un’energia divina, la più potente ed essenziale, come renderla di nuovo pura come lo era all’inizio, in alto? Bisogna innanzi tutto sapere che l’amore ha infiniti gradi e che, con il pensiero risvegliato, con un’attenzione ferma e un controllo intelligente, si deve fare un lavoro su se stessi, affinché questa energia divenga di nuovo limpida come la luce del sole e faccia del bene ovunque passi invece di demolire e distruggere. Ci sono dunque alcune regole da conoscere, ma per applicarle non è necessario aspettare di tenere, durante l’amore, la persona amata tra le braccia. Si deve imparare tutto questo nelle attività quotidiane, prima ancora che il processo dell’amore si scateni.

Ogni giorno preparate i pasti,

inghiottite tutto, fate delle scelte. Che si tratti di frutti di mare, di pesce, di formaggio, di legumi o di frutta, c’è sempre qualcosa di sporco o di indigesto che occorre lavare o scartare.

L’uomo, che è il più evoluto degli animali, al contrario di questi fa delle scelte per nutrirsi.

ma non

1 Vedi Tomo VII – Opera Omnia: «La scelta».

Tuttavia, quando si tratta dei sentimenti e dei

pensieri, neppure lui fa una scelta: inghiotte tutto. 1 Perché? Perché deve lasciar passare attraverso il suo cuore e il suo intelletto degli elementi nocivi senza aver prima pulito o lavato ciò che si prepara a mangiare? Perché, quando gli innamorati si accingono ad abbracciarsi, non pensano mai prima

di tutto a quello che stanno per mangiare onde

eliminarne le impurità? È questa la ragione per cui,

nei loro sentimenti, nei loro baci, si insinuano germi

di malattia e di morte che la loro coscienza è

incapace di vedere e di eliminare. Sì, la morte si insinua nell’amore inferiore dove non c’è né coscienza né controllo né luce. Ed è proprio quello

l’amore che è ovunque così decantato, lodato e glorificato. Nessuno conosce un altro amore e, se voi ne parlate, vi guarderanno domandandosi se siete pazzo.

Tutto comincia dalla nutrizione. Prima di mettersi a tavola ci laviamo le mani e, in passato, si diceva anche una preghiera per invitare il Signore a condividere il pasto. Ci sono forse ancora dei contadini che continuano a farlo, ma le persone

colte hanno chiuso con questa tradizione. Ecco dove l’intelligenza e la cultura portano gli esseri umani! Lavarsi le mani e invitare il Signore alla propria mensa erano delle pratiche che racchiudevano un senso profondo, e gli Iniziati che le avevano introdotte volevano dire ai loro discepoli: «Prima di amare un essere, prima di prenderlo fra le vostre braccia, invitate gli angeli a partecipare a questo banchetto, ma lavatevi prima di tutto le mani, cioè purificatevi, abbiate la volontà di non insudiciarlo, di non trasmettergli le vostre malattie, i vostri scoraggiamenti e la vostra tristezza». Guardate come le cose si svolgono di solito: il giovane è infelice, abbattuto e ha bisogno

di tenere fra le braccia la sua amata per essere

confortato; allora, che cosa porta alla sua donna? Le

ha preso tutto: le sue forze, le sue ispirazioni e, in

cambio, non le ha dato che impurità. Non doveva abbracciarla in quel momento, ma dire a se stesso:

«Sono povero, miserabile, indegno, dunque ora mi preparo, mi lavo e, quando sarò veramente in uno stato migliore, andrò a portarle la mia ricchezza». Non si pensa mai così, e, in avvenire, quando si comprenderà meglio, ci si vergognerà e ci si sentirà

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

disgustati nel constatare a quale basso livello si sono amati gli altri. Direte: «Ma lo fanno tutti; quando si è tristi si ha bisogno di essere consolati». Non è perché tutti sono ignoranti ed egoisti che dovete imitarli. In avvenire imparerete ad amare come il sole, come gli angeli, come i grandi Maestri che sanno amare senza rubare, senza impoverire, ma solamente donando.

Ci sono dei giorni in cui vi sentite poveri; in quei

giorni tenete un po’ lontana la persona amata, altrimenti la legge vi domanderà perché l’avete derubata. Le persone sono straordinarie; quando si sentono bene distribuiscono le loro ricchezze agli altri e quando sono infelici e disperate spogliano quelli che amano. Sono dei ladri, sì, proprio dei ladri.

Dunque, per l’amore, come per la nutrizione, la prima regola è di non mangiare tutto ciò che avete a portata di mano senza aver fatto prima una scelta. Per fare questo occorre conoscere la differenza fra

un sentimento e un altro, un sentimento egoistico

e uno disinteressato, un sentimento che limita e uno che libera, un sentimento che turba e uno che armonizza. Ma per classificare i sentimenti si deve essere vigili. Infatti, se la vostra attenzione è addormentata, non sarete in grado di appostarvi nel luogo da cui poter vedere se dei nemici si stanno infiltrando nel vostro regno per minarlo. La vigilanza, l’attenzione, il controllo sono necessari per evitare che altri abbiano il sopravvento. Ora, nel loro amore, gli esseri umani non pensano che a lasciarsi travolgere. Là dove non ci sono più né

pensiero né coscienza, dove si è inebriati: questo per gli uomini è il grande amore. Sembrerebbe che quando non si è ubriachi non si provi un gran che! Ma che ne sanno? Hanno provato ad essere vigili, a fare una scelta e a unirsi alle correnti superiori per vedere quale gioia si prova e quali scoperte si fanno? Non avendo mai provato, come possono pronunciarsi?

Vi ho detto che l’amore inferiore, l’amore passionale porta alla morte e, affinché la cosa sia più chiara, vi darò qualche nozione basata sull’astrologia. Voi sapete che lo zodiaco di cui parlano gli astrologi è un libro vivente nel quale gli Inizati leggono le grandi verità della vita e del mondo, verità che si riflettono in tutto ciò che esiste sulla terra. Sono le dodici costellazioni che hanno

creato, plasmato tutte le forme di esistenza sulla terra. Se si vuole risolvere un problema filosofico, bisogna ricorrere al grande libro della natura che è in alto, lo zodiaco, ed è ciò che io ho fatto varie volte per voi. Ora prendiamo in considerazione la questione dell’amore e della morte e domandiamo alla zodiaco quali sono i segni che parlano dell’amore. In realtà, molti segni parlano dell’amore, ma in particolare il Toro e la Bilancia, perché sono le case di Venere. Se si fa un’analisi, si vede che il Toro rappresenta l’amore primitivo, sensuale, la fecondità della natura. Il Toro Api, che era un simbolo della fertilità, veniva adorato dagli Egizi proprio per poter attirare e fissare su Api le forze della costellazione del Toro, affinché la terra producesse abbondanti raccolti. Con cerimonie magiche i sacerdoti egizi riuscivano ad ottenere tale abbondanza. L’altra casa di Venere, la Bilancia, rappresenta al contrario un amore più puro, più elevato. Ciò non significa che tutti quelli che hanno Venere in Bilancia manifestino un amore spirituale

e divino (in realtà vi sono molti altri elementi

negativi che possono entrare a farne parte), ma in generale la Bilancia è il segno dell’amore spirituale, sensibile alla bellezza, alla poesia e alla musica. L’amore del Toro ha bisogno di toccare, di gustare, mentre quello della Bilancia si accontenta di ascoltare, di guardare.

Ma questi segni del Toro e della Bilancia devono essere studiati in relazione ai loro segni opposti: per

il Toro è lo Scorpione e per la Bilancia l’Ariete. Lo

Scorpione è legato agli organi genitali; ciò sottolinea ancora la natura sensuale del Toro e rappresenta l’ottava casa astrologica, la casa della morte, che dimostra come nell’amore primitivo, in cui l’uomo prende tutto senza alcun discernimento, si insinuino i germi della morte, cioè in primo luogo le discussioni e le divergenze dei punti di vista, in secondo luogo le guerre, le rivolte, le distruzioni. Il segno della Bilancia, invece, è collegato all’Ariete che rappresenta la testa, cioè l’audacia, il coraggio, il desiderio di avanzare, di esplorare, di salire verso le altezze, di superare se stessi, di sacrificarsi. Per questo il Cristo è rappresentato come un agnello, l’Ariete. L’Ariete è la testa e, simbolicamente, invece di manifestarsi con passione e trasporto, si manifesta con misura, saggezza e ragionamento. L’Ariete è la germinazione, tutto ciò che spunta, tutto ciò che

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vive. Se una pianta spunta, significa che si è già verificata in essa un’illuminazione, un discernimento: gli elementi nocivi sono espulsi, mentre la vita scaturisce e circola. Dunque l’Ariete, legato alla Bilancia, rappresenta l’amore spirituale in cui il pensiero, vigile, veglia a non lasciar penetrare le impurità. Per questo l’Ariete è il primo segno dello zodiaco, il segno della primavera, epoca in cui tutto rinasce. È l’amore, l’amore del sole, l’amore spirituale di un Iniziato che comincia a scaturire come luce, calore, vita. Questo amore è puro perché il pensiero è presente. Alla frontiera ci sono dei doganieri che non lasciano entrare elementi nocivi. Nel momento in cui abbracciate la vostra beneamata, il vostro pensiero è vigile, vedete esattamente ciò che avviene in voi e ciò che avviene in lei, vi unite alle Intelligenze sublimi, fate delle scoperte e diventate potenti. Vale la pena di sacrificare tutte queste conquiste per essere inebriati, trasportati?

Ma tutti sono affascinati dall’idea di perdersi, di annientarsi, perché è in tale annientamento che trovano la felicità. D’altronde, ve lo dicono chiaramente: «Se non si perde la testa, non si sente niente». Dunque, mettono la loro firma alla morte spirituale; ma proprio questo è accettato e si diffonde. Se un uomo è vigile, se si domina per lasciar passare nel suo cuore solo ciò che è luminoso, poetico e buono per la sua compagna, lei lo guarderà con disgusto, dicendo a se stessa:

«Questo non è un uomo, conserva la sua lucidità, non perde la testa» . Se invece vede un turbamento nei suoi occhi, se egli ansima da scuotere il mondo, e tutto crolla nella sua testa: le sue convinzioni, le sue decisioni, i suoi progetti, ella si convince che quello è un’amore meraviglioso, che vale la pena di viverlo e che lui è un vero uomo. Non è che lei ne sia veramente entusiasta, ma è fiera del suo potere su di lui e pensa di averlo conquistato. Vedendo che l’uomo è turbato, che è sconvolto, ne gioisce, trionfa e dice a se stessa: «Ah, sembrava molto forte, ma ora farò di lui tutto ciò che vorrò». È dunque la sua natura inferiore che trionfa, perché lei potrà dominarlo, dirigerlo e far sì che egli assecondi tutti i suoi capricci. Ebbene, questo trionfo non è poi così straordinario, è una crudeltà camuffata. Non è giusto che la donna gioisca nel vedere suo marito o il suo amante

capitolare fino a tal punto. Al contrario, in un caso del genere dovrebbe essere piuttosto preoccupata.

Non è proibito avere delle sensazioni intense, ma bisogna badare alla loro qualità e non perdere il controllo. Esistono degli apparecchi molto potenti, i razzi per esempio, ma quando li si lancia nello

spazio non si deve perderne il controllo. Allo stesso modo, negli esseri umani l’amore può essere un razzo fantastico, ma deve sempre essere diretto, orientato, equilibrato, purificato affinché il lavoro divino possa attuarsi. E se, nel momento dell’unione deve nascere un bambino, questo bambino sarà un angelo, un genio. Infatti ci sono dall’altra parte tanti esseri evoluti che aspettano

di avere simili condizioni per reincarnarsi.

Voi dovete essere vigili, cioè accendere la luce per vedere chiaro e allontanare gli indesiderabili. Ci vorrebbe ancora un’intera conferenza per spiegarvi gli effetti della luce nel piano astrale e mentale:

come essa tiene lontani gli indesiderabili. Quando questi vogliono insinuarsi nel vostro amore per poter mangiare e bere le vostre forze, le vostre energie, proiettate luce ed essi non oseranno mostrarsi perché sarebbero visti e aggrediti. Gli indesiderabili amano le tenebre per potersi infiltrare: è per questo che la vigilanza continua e sempre viva vi protegge.

Se, prima di tenere la persona amata tra le braccia, avete fatto appello alla luce, esattamente come prima di mettervi a tavola chiamate il Signore affinché partecipi al vostro pasto, le date degli elementi divini che prima di allora non aveva mai ricevuto, e la sua anima vi sarà eternamente riconoscente perché col vostro amore disinteressato avete voluto illuminarla, vivificarla, unirla al Cristo, alla Madre Divina; solo un tale amore è costruttivo. Direte: «Sì, ma come si può essere felici mescolando il Cristo e la Madre Divina al nostro amore? È impossibile!». Invece, soltanto così sarete felici, perché il vostro amore sarà duraturo, non avrete né amarezza né stanchezza

né rimpianto né angoscia. Solo l’amore

disinteressato non porta tali elementi di turbamento. Altrimenti sareste come un ladro che ha sottratto del denaro. Sul momento giubila, ma in seguito continua a chiedersi: «Mi hanno forse Mi troveranno?» E non è più tranquillo. E nemmeno nell’amore egoistico si può essere

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

tranquilli. Direte: «No, invece si è tranquilli». Allora vuol dire che siete un animale. Gli animali sono sempre tranquilli. Guardate il gatto: quando si è gettato sul topo, con quale tranquillità si lecca i baffi! Quando, invece, si è un pochino più evoluti, non si può essere tranquilli.

Direte che vi domando delle cose impossibili. Sì, lo so, ma conoscendo la verità, la soluzione ideale di una questione, già si progredisce, anche se non si giunge a grandi realizzazioni. Dal momento che si conosce una verità, essa lavora già nel nostro mondo interiore e noi ci avviciniamo ad essa sempre di più. Se non si conosce la verità, non la si raggiungerà certamente mai; se invece la si conosce, la metà del cammino è già percorso perché si è uniti all’immagine della perfezione ideale, poetica. Ecco la prospettiva di grandi possibilità, anche se vi sono ancora molti altri punti da sviluppare. La questione dell’amore sarà prospettata alle generazioni future. Tutte le altre questioni impallidiranno e il mondo intero non si preoccuperà che di tale problema vitale, l’amore: come amare, come attraverso l’amore diventare una divinità. Infatti, l’amore è Dio, Dio è amore. Se l’uomo ha un rapporto corretto con l’amore, significa che ha un rapporto corretto con Dio stesso.

Quando Gesù disse ai suoi discepoli: «Ho molte cose da dirvi, ma per ora non le potete comprendere», che cosa voleva intendere? Sicuramente la questione dell’amore di cui non poteva ancora parlare, perché i suoi discepoli erano dominati dai pregiudizi che la religione di Mosè aveva radicato in loro. Pensate solamente a ciò che dice San Paolo sugli abiti e le acconciature della donna, e su come la donna deve essere sottomessa al marito. Ora lo si ridicolizza, ma bisogna che un giorno vi spieghi per quali ragioni kabbalistiche egli diede quelle regole; e a quel punto vedrete che non era tanto ridicolo. Ecco altre questioni interessanti da prendere in considerazione.

Dunque Gesù non aveva rivelato tutto ai suoi discepoli, benché avesse toccato molti argomenti. La comunione che ha dato loro con il pane e il vino

era già un’iniziazione alla conoscenza dei due principi maschile e femminile, ma la chiesa è ancora lontana dal comprenderne tutta la profondità. Gesù diceva: «Se mangiate la mia carne e bevete il

mio sangue, avrete la vita

questa carne per mangiarla e questo sangue per berlo? Ecco i grandi misteri che un giorno saranno rivelati ai figli di Dio. 2

» Dove cercare

Le Bonfin, 14 Agosto 1961

2 Vedi Tomo 1 – Opera Omnia: «L’amore nascosto nella bocca»

Capitolo 15

Imparate a mangiate per imparare ad amare. – II

Quando un uomo e una donna si amano, non si devono separare dal Tutto, dall’universo, dal cosmo, da Dio stesso. Devono rimanere collegati a quel Tutto, pensare a Lui e inviarGli tutte le loro energie. Se non pensano che a se stessi, le loro energie saranno dirette verso il basso, inghiottite dalla personalità ed essi resteranno sempre poveri come prima, pur credendo di essere colmi d’amore. Perché gli uomini e le donne si cercano? È la fame che li spinge. Hanno fame e vogliono mangiare. In effetti, l’amore è un nutrimento, una bevanda, ed è paragonabile al pane che si mangia, all’acqua che si beve. Amare è esattamente come nutrirsi: vi sono le stesse leggi, le stesse regole, gli stessi processi.

In realtà la fame si manifesta sia nel corpo fisico che in altri piani. Per esempio, esistono persone che mangiano a sazietà ma che, alzandosi da tavola con lo stomaco pieno, hanno ancora fame, vorrebbero continuare a mangiare ma non possono; il loro corpo fisico è soddisfatto, ma il loro corpo astrale continua a desiderare. In generale esiste un accordo fra i due e normalmente, se il corpo fisico è soddisfatto, il corpo astrale lo è pure. Ma può verificarsi uno squilibrio; ora il corpo fisico ha ancora bisogno di nutrirsi, ma il corpo astrale è già sazio; ora il corpo fisico è sazio, ma il corpo astrale desidera mangiare ancora. C’è dunque qualcosa che turba l’equilibrio: un’anomalia.

Lo stesso squilibrio può ritrovarsi nel campo dell’amore; capita che fisicamente un essere sia

soddisfatto, sazio, ma che abbia ancora fame nel piano astrale, e la cosa è terribile perché il corpo fisico è sazio mentre il corpo astrale continua a desiderare, a reclamare e a rimanere inappagato. Quindi alcuni soffrono e sono infelici di questa mancanza di corrispondenza fra i piani fisico e astrale. E questo squilibrio può andare anche più in alto, fino al piano mentale.

Siete forse un po’ stupiti che paragoni l’amore alla nutrizione, che faccia degli accostamenti con la fame, la sete, il cibo e le bevande. Ma si tratta delle stesse leggi. Per la nutrizione vi ho detto più volte che, quando mangiate, dovete dimenticare tutto il resto per pensare solamente a collegare il processo della nutrizione al cosmo, affinché tutte le energie non servano solamente a nutrire il vostro corpo fisico, ma siano dirette verso l’alto. In tal caso la nutrizione sarà corretta, divina, e darà dei risultati divini; avrete altri pensieri, altri sentimenti e altri impulsi per agire. Se non avete capito i processi della nutrizione non comprenderete nemmeno quelli dell’amore, degli scambi fra l’uomo e la donna. Finché mangerete automaticamente per il solo piacere di mangiare, senza fare alcun lavoro spirituale, non sarete nemmeno capaci di svolgere questo lavoro durante gli scambi dell’amore, e così rimarrete sempre limitati e ristretti. Cominciando invece con la nutrizione, imparando a mangiare secondo nuove regole, riuscirete anche a nutrirvi nel piano divino degli effluvi, delle emanazioni, dei fiumi che scaturiscono dalla sorgente celeste. È tutta una

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

scienza prodigiosa che gli esseri umani d’ora in poi cominceranno a studiare.

Se insisto da anni su questo particolare, sul modo di mangiare, significa che ho uno scopo ben preciso da raggiungere. Quante volte l’ho ripetuto! Ma non si è ancora compreso né realizzato quello che vi stò chiedendo. Si continua a mangiare senza pensarci, senza meditare, senza unirsi al Cielo e senza ringraziarlo. Io vorrei che questo processo

della nutrizione avvenisse qui in modo veramente iniziatico, perché così renderebbe possibile tutte le altre nutrizioni, anche le più sottili: nutrirsi di stelle,

di montagne, di fiumi, di piante, di alberi, nutrirsi di

profumi, di suoni, di musica, nutrirsi della luce che

viene dal sole. È sempre un alimento, è sempre una nutrizione con le stesse leggi, le stesse corrispondenze.

Per gli esseri umani, tuttavia, il modo di nutrirsi non conta: ci sono tante cose ben più importanti! Ed è così che trascurano le ricchezze più preziose che la natura ha preparato per loro durante milioni di anni. Sanno bene che bisogna mangiare per vivere, ma mangiano male, automaticamente, meccanicamente, inconsapevolmente, ed è un fallimento: non hanno capito nulla. Bisogna nutrirsi, ma l’essenziale è inviare le energie verso il Cielo, invece di conservarle per se stessi, perché si sviluppino così delle qualità di generosità e di disinteresse. D’ora in poi offrite tutte le energie, le forze che accumulate durante il pasto, dicendo: «Signore Iddio, partecipa a questo mio pasto, vieni a nutrirti con me», e invitate anche gli angeli e gli arcangeli a condividere il pasto. È un atteggiamento questo che darà luogo a molte trasformazioni. Quando capirete come farlo, avrete delle basi solide per poter avanzare in altri mondi, quelli del sentimento, dell’amore. Sentirete in voi una luce e godrete di nuove possibilità per avanzare, ma sempre secondo

le stesse regole divine. Invece di voler assorbire

tutto, tenere tutto per voi, essere egoisti, violenti e

crudeli, svolgerete un vero lavoro.

Per nutrirsi convenientemente gli uomini e le donne devono imparare a nutrire il principio divino che è

in loro e non più il principio animale o infernale.

Per ora, quando si abbracciano, si parlano, quando

stanno insieme e passeggiano e mettono al mondo dei figli, lasciano sempre da parte il principio divino. È l’ultima cosa di cui si preoccupano. Per

questo gli scambi che fanno non soltanto non possono recar loro alcuna benedizione, ma provocano anche preoccupazioni, dispiaceri, collera, discussioni, malattie, disordini e suicidi; e naturalmente più nulla funziona nella società. Tutto è collegato, e anche le più piccole cose giungono fino al Cielo.

Imparate prima di tutto a mangiare e saprete nutrirvi anche negli altri piani. Quando gli uomini e le donne cominceranno a nutrirsi divinamente di amore, tutto sarà bello, irreprensibile; il Cielo sarà ammirato, parteciperà al loro amore e scenderà sulla terra, e le divinità passeggeranno fra gli esseri umani. Come volete attirare le entità e le intelligenze sublimi se siete grossolani, ignoranti, egoisti, chiusi, incapaci di vedere cosa alcuna? Ciò che vi sto dicendo è terribile, ma è la pura verità. Sono obbligato a dirvelo, sono qui per questo, perché, se non vi dicessi niente, il Cielo non sarebbe contento di me e mi domanderebbe: «A che Perché sei lì? Vattene, non abbiamo bisogno di te!». Direte: «D’accordo, ma non è piacevole per noi». È meglio, d’altronde, accettare queste contrarietà per evitare di subirne di ben peggiori.

Così, come la comprendo io, la nutrizione mi rivela tutti i segreti dell’universo. Per me rappresenta un

mondo, un mondo

punto di non trovare un’ora per mangiare come si deve o per meditare, sarete privati delle grandi possibilità di comprendere la vita e soprattutto di trasformare le energie sessuali in energie di luce, di

intelligenza, di splendore, e rimarrete a dibattervi nei piani inferiori. Finché non unirete le vostre attività a tutto il cosmo, vi nutrirete male, vi amerete male e non otterrete alcun buon risultato. Se invece

vi unite al mondo divino, all’Anima universale,

quando abbraccerete vostro marito o vostra moglie,

metterete nella loro anima delle scintille, dei germi

di luce che, venti o trent’anni più tardi,

continueranno ancora a lavorare e a produrre i loro frutti: semplicemente perché, invece di unire l’essere che amate alla vostra piccola personalità egoica, prima per assorbire le sue energie e in seguito respingerlo, l’avrete unito al Tutto. La potenza dell’amore si estende all’infinito, la potenza

dell’amore dura eternamente quando l’amore è compreso divinamente, cioè nell’unione con il Tutto, per il Tutto.

Finché avrete fretta al

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Le Bonfin, 12 Agosto 1962

Capitolo 16

Il ruolo della donna nella nostra cultura

La Bibbia racconta che re Salomone aveva settecento donne e trecento concubine. Non si sa bene che cosa facesse con tutte quelle donne; si potrebbe pensare che le tenesse per il proprio piacere e che vivesse con loro nella peggiore dissolutezza, ma la realtà è diversa. Salomone era un grande saggio e un mago in grado di farsi ubbidire dagli spiriti del mondo invisibile. Come avrebbe potuto possedere tali poteri se avesse vissuto nella dissolutezza? Infatti, aveva tutt’altri rapporti con le donne. Voi non sapete ancora quale può essere il ruolo della donna accanto a un uomo illuminato che pratichi una magia veramente divina. Certo, più tardi, Salomone, non avendo saputo resistere a tutte le forze che aveva scatenato e incapace di dominarle, ha ceduto. Ma all’apogeo del suo regno possedeva una tale potenza materiale e spirituale che fece costruire quel tempio di Gerusalemme così straordinario, emise giudizi di mirabile saggezza, estese la sua fama nel mondo intero e fece veramente del suo regno qualcosa di meraviglioso.

Naturalmente il regno di Salomone non aveva ancora raggiunto quello splendore spirituale per il quale lavorano i grandi Iniziati; per questo, agli occhi degli Iniziati, Salomone non appartiene alla categoria più elevata, in quanto lavorava troppo per se stesso, per la propria gloria, per la propria fama. Se volete, Salomone era un po’ come Luigi XIV, e la sua magia non aveva ancora raggiunto il grado di teurgia vera e propria. C’è magia e magia, e pochissimi maghi sono giunti a quel livello

superiore in cui viene a mancare ogni interesse per la magia, in cui non si svolgono più pratiche di magia, in cui si smette di comandare agli spiriti, agli elementali, ai geni per le proprie ambizioni personali. I veri maghi, i più grandi che siano esistiti, non si occupavano più di tutto questo, ma lavoravano unicamente per il Regno di Dio, impegnando tutte le loro forze, le loro energie e le loro conoscenze per realizzarlo. Erano dei teurghi, cioè degli esseri che praticavano la magia sublime, la magia divina; il loro lavoro era assolutamente disinteressato. Certo, per giungere

a

tale grado di elevazione, erano di un’abnegazione

e

di una purezza eccezionali, non cercavano né la

gloria né il piacere, ma desideravano solamente trasformare la terra perché Dio venisse ad abitare tra gli esseri umani.

Salomone non ha saputo elevarsi fino a questo grado, tuttavia possedeva grandi conoscenze e in particolare sapeva che le donne sono capaci di fornire la materia prima, la sostanza con la quale lo spirito divino può creare le forme. Il principio divino produce i germi, le scintille, il fuoco, la potenza, ma queste sono essenze così sottili da non poter essere fissate poiché vanno a perdersi nell’infinito. Per ottenere delle forme solide, stabili, reali e tangibili sul piano fisico, è necessario che il principio femminile conceda la sua partecipazione. Ecco perché solo la donna con i suoi fluidi, con le emanazioni eteriche che si sprigionano da lei, è capace di fornire la materia prima che può dare realtà ai progetti, alle idee, agli obiettivi divini

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del teurgo. Infatti, il teurgo si serve di tutte le emanazioni che le donne inviano inconsciamente nello spazio e, grazie a loro, può realizzare i suoi progetti sublimi in vista del Regno di Dio. Dunque, senza la donna è impossibile realizzare il Regno di Dio!

Le donne possiedono la materia indispensabile che propagano nello spazio, ma, se manca lo spirito, il principio divino per utilizzare tale materia, rimangono sterili, inutili, aride e incapaci di produrre alcunché. Ed hanno bisogno del principio

divino pure per generare dei

invisibili creati nel pensiero, nello spirito, nell’anima, nel cuore. Quei figli sono angeli che vengono a portare benedizioni su tutta la terra. Ecco in che cosa consistono i lavori dei grandi teurghi. Salomone eseguiva i suoi lavori magici grazie alle energie delle numerose donne di cui si attorniava, e, pur riuscendo nell’intento, quella non era ancora magia divina. La magia divina è la saggezza. La magia e la saggezza sono un’unica cosa: la luce divina. Ma pochissimi esseri si sono elevati a tanto. Tutti, o quasi, si sono serviti delle conoscenze sacre per praticare la stregoneria, per possedere denaro, gloria, donne e beni materiali. Ogni pratica che serve a soddisfare i desideri inferiori della personalità è stregoneria. Molti noti occultisti sono ancora a questo punto, lungi dall’essere dei teurghi.

La magia sublime consiste nel saper utilizzare tutto, assolutamente tutto, per il Regno di Dio; utilizzare l’acqua, la terra, l’aria, le piante, i fiumi, le rocce, utilizzare persino tutto ciò che gli uomini e le donne emanano, le eccezionali energie che escono da loro, che scorrono attraverso lo spazio senza che nessuno sappia impiegarle. E se anche alcuni le sanno utilizzare, lo fanno per soddisfare la propria personalità, come nel caso di Salomone. E poiché il lato personale – ve l’ho già detto ripetutamente – tocca le forze dell’Inferno, certi spiriti infernali gli si avvicinavano per alimentarsi. Salomone aveva un bel tentare di scacciarli, ma essi ritornavano, per cui alla fine, non potendo più resistere, cedette.

Ora lasciamo Salomone e torniamo all’essenziale. L’essenziale è la necessità che le donne comprendano che è giunto il momento di consacrare tutta la materia sottile che emana da loro, tutto il loro essere, tutta la loro esistenza al principio divino

dei figli

in alto, affinché gli angeli e gli arcangeli possano servirsi di tale materia veramente unica e preziosa per preparare le forme della nuova vita. Invece di servire sempre gli esseri umani, le donne devono servire la Divinità. Ecco l’ideale che propongo loro. Quante fra loro riusciranno a realizzarlo, io non lo so, ma sono qui per invitarle a farlo.

Per secoli l’uomo ha abusato della sua autorità sulla donna dimostrandosi egoista, ingiusto, violento, crudele. Ora la donna si sveglia, ma non ancora nella luce, nella vera luce; si sveglia soltanto per prendere la rivincita, cosa che non è certo la migliore nemmeno per lei stessa. Ora la donna deve perdonare all’uomo; poiché è madre, poiché sprigiona più amore dell’uomo, poiché la sua natura la porta a essere buona, indulgente, generosa, pronta a sacrificarsi, non deve cercare di vendicarsi. La donna deve svegliarsi ora a virtù maggiori, elevarsi al di sopra dei suoi interessi personali. Tutte le donne della terra devono unirsi per un lavoro costruttivo, un lavoro sui figli che mettono al mondo e sui loro uomini. Invece di guardare gli uomini per sedurli e soddisfare la propria vanità e dire a se stesse: «Ah, come sono carina, come sono attraente; voglio », devono trascinarli in un lavoro di rigenerazione dell’umanità. Sfortunatamente o fortunatamente la natura ha dato molti poteri alla donna, questo è certo, ma usando tali poteri, essa può anche tormentare l’uomo e renderlo infelice.

Dio ha dato all’uomo e alla donna grandi poteri, poteri diversi fra loro. Ciò che può fare la donna l’uomo non lo può, e viceversa. La donna fornisce la materia e l’uomo lo spirito, cioè la vita. Questo tutti lo sanno sul piano fisico, ma nel piano divino si ignorano ancora tali grandi misteri. D’ora in poi le donne dovranno unirsi per formare una Donna collettiva che creerà tra gli uomini la nuova vita. Senza la materia lo spirito divino non può incarnarsi. Si conosce tale fenomeno nelle sedute spiritiche, in cui il medium deve fornire alle entità che vogliono manifestarsi una parte della propria materia, delle proprie emanazioni. Gli spiriti si avvolgono in quella materia per diventare visibili; a quel punto possono agire nella materia, spostare oggetti o anche distruggerli. Se si pesa un medium durante una seduta, si constata che perde talvolta fino a vari chili; alla fine, però, ricupera il suo peso normale. Le variazioni di peso dipendono

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Amore e Sessualità

certamente dalla quantità di materia che ha messo a disposizione.

Conoscendo tali leggi, ora dovete comprendere quanto sia importante che vi consacriate alle forze divine affinché vengano a nutrirsi di voi. Se è stato detto che l’essere umano deve offrirsi in olocausto al Signore, lo deve fare perché il Signore possa nutrirsi di lui, simbolicamente parlando. Nelle religioni antiche si immolavano gli animali per nutrire certe entità del mondo invisibile. Al giorno d’oggi si accendono i ceri, si fa bruciare dell’incenso, si infiorano gli altari, tutto perché la luce, le esalazioni e i profumi servano da nutrimento agli spiriti luminosi. Ma l’uomo può

andare oltre e offrire se stesso in olocausto affinché

il Signore venga a nutrirsi di lui, vale a dire dei suoi

pensieri e dei suoi sentimenti. 1

Il Signore può accettare di nutrirsi di noi solo se gli alberi e le piante quali noi siamo Gli forniscono dei frutti deliziosi. Egli non mangerà certamente l’albero, ma solo i frutti, per cui l’albero rimarrà intatto. I nostri frutti sono i nostri pensieri e i nostri sentimenti, ma Egli verrà a coglierli solamente se saranno meravigliosi. È così che gli Iniziati nutrono

il mondo divino: essi sono gli alberi da frutto

dell’Eterno che viene a nutrirsi dei loro frutti. In

quanto a coloro che non producono nulla, si possono paragonare allo sterile albero di fico del Vangelo. Conoscete quell’episodio. Un giorno Gesù, avendo fame, si fermò presso un albero di fico, ma l’albero non portava alcun frutto; allora Gesù lo maledisse e

l’albero si disseccò. Naturalmente, qui non si tratta semplicemente di un albero di fico, perché Gesù non sarebbe stato tanto cattivo verso quel povero albero. Quell’albero rappresentava simbolicamente

il Sinedrio. Quando Gesù, il grande giardiniere,

venne a raccogliere i frutti che si attendeva dal

popolo di Israele, questo non aveva nulla da offrirgli

e Gesù lo maledisse. Per questo disse piangendo:

«Gerusalemme, Gerusalemme, tu uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati! Quante volte ho

voluto riunire i tuoi figli come una chioccia raccoglie i pulcini sotto le proprie ali, ma tu non hai voluto! Ecco, ora la tua casa rimarrà deserta», e ciò

è quanto si realizzò. Può darsi che lo stesso avvenga con la cultura europea, se questa non fa nulla per offrire dei frutti all’Eterno; ma essa non ci

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

È importante che le donne comprendano il lavoro gigantesco che sono in grado di compiere. Esse sono un serbatoio di sostanze straordinarie, suscettibili di realizzare i progetti del Cielo. Per il momento si occupano di realizzare i progetti di tutti gli uomini, anche dei disonesti e dei malvagi, mai i progetti del mondo divino. Per ora, le donne sono arrivate soltanto a questo punto, ma, se decidessero di consacrarsi al Cielo affinché tutta la loro materia meravigliosa possa essere utilizzata per uno scopo divino, su tutta la superficie della terra si vedrebbero accendersi dei focolai di luce e il mondo intero parlerebbe il linguaggio della nuova cultura, il linguaggio della nuova vita, il linguaggio dell’amore divino. Che cosa aspettano? Esse si dedicano sempre a occupazioni troppo basse, troppo ordinarie. Fin dalla loro infanzia si preparano solamente ad accasarsi e ad allevare i figli. Sono loro stesse che si costruiscono in anticipo un destino mediocre, e poi si lamentano: «Che vita!». Ma la colpa è loro perché non hanno coltivato un ideale più elevato. Tutto il loro destino avrebbe potuto essere diverso.

Ora vi espongo uno dei più grandi arcani della Scienza iniziatica. Tutti gli Iniziati, i profeti, gli asceti che si sono allontanati dalla donna, che non hanno compreso l’importanza del suo ruolo e non hanno lavorato con lei non hanno potuto realizzare nulla, poiché è grazie alla donna che le idee possono incarnarsi.

Per questa ragione chiedo, almeno alle sorelle della Fratellanza, di consacrarsi consapevolmente al non a me, ma al Cielo. E il Cielo, tramite mio, potrà realizzare i suoi progetti, poiché ciò che conta è la scienza sublime e non l’aspetto fisico. Non chiedo altro che la loro presenza, il loro sorriso, i loro sguardi, le loro emanazioni, i loro buoni pensieri, i loro buoni sentimenti, e io utilizzerò questa materia, perché per creare delle belle forme nel mondo divino occorre il principio maschile, che solo ne è capace. Una donna non può essere un magio, la sua natura non si presta:

è ricettiva, medianica, chiaroveggente, pitonessa, e anche un po’ maga o strega. Per essere un magio si deve essere straordinariamente attivi e dinamici, possedere il principio maschile in perfetto stato e con una perfetta padronanza. Ci

1 Vedi Tomo XI – Opera Omnia: «Il senso del sacrificio nelle religioni.»

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si può forse servire di una bacchetta magica spezzata in due o tre pezzi? Non è più una bacchetta. Possedere la bacchetta magica vuol dire essere attivi ed essere dotati di una volontà così potente da salire sino alla vetta, raggiungere l’Anima universale e fondervisi. Come potrebbero i

deboli, gli impotenti, gli incapaci elevarsi sino all’Anima universale e fondersi in lei per creare? È esattamente come se un impotente volesse avere un figlio. Le stesse leggi si ritrovano in tutti i piani, e, se siete scandalizzati, nascondete il viso e tappatevi le orecchie!

Le Bonfin, 11 Settembre 1962

Capitolo 17

Il nudismo Il senso iniziatico della nudita` – I

Due anni fa alcune persone che dirigevano un campo di nudisti mi invitarono a visitarlo affinché potessi farmene un’idea. Fra tutte quelle persone nude io sembravo un fenomeno perché ero l’unico a essere vestito. Un po’ alla volta, tutti mi si avvicinarono: ragazze, donne, uomini, e il fatto straordinario è che, quando ci si trova davanti a tante persone nude, la cosa non fa più alcuna impressione. Io ne rimasi stupito. Guardavo e mi dicevo: «Non c’è veramente nulla di cui scandalizzarsi.» Tutto appariva semplice, naturale: le persone e le loro espressioni. Ci siamo seduti un momento e ho conversato con parecchi che mi ponevano delle domande. Tutti ascoltavano con molta attenzione. Ciò che è curioso è che molti mi hanno detto: «Dal modo in cui ci guardate e ci parlate si sente che siete un Maestro. Ah! Se poteste tenerci delle conferenze per istruirci!» Rimasi meravigliato nell’udire quelle parole da parte di nudisti. Ma quel giorno avevo fretta e non potei fermarmi a lungo.

Ora mi chiederete se sono a favore del nudismo o meno. Non sono né pro né contro, tuttavia ho notato che molte cose non erano al loro posto. Mi avevano detto che i nudisti erano più avanzati degli altri perché si erano liberati da certi complessi e che, in questo modo, essi avevano potuto ritrovare più facilmente la salute, l’equilibrio e anche la purezza. Naturalmente, mi interessava molto sapere se ciò era vero, e ho dovuto constatare che non era poi così

1 Vedi Tomo VII – Opera Omnia: «I misteri di Iesod»

vero: prima di tutto, non facendo un gran che, si annoiavano e, soprattutto, non avendo alcuna conoscenza iniziatica sulla potenza degli elementi, non potevano ricevere molti benefici. Ho notato anche che erano presi da desideri e da passioni che il fatto di vivere nudi permetteva loro di soddisfare. Quindi, la nudità non li portava verso la purezza. La purezza è qualcosa di più che l’essere capaci di svestirsi senza provare vergogna.

L’anno scorso vi avevo fatto tutto un ciclo di conferenze sulla purezza 1 per farvi capire che cos’è la vera purezza, come trovarla, i vantaggi che ne derivano nel possederla e quale potenza rappresenta. La maggior parte delle persone pensa che la purezza si limiti al campo della sessualità. Niente affatto. La purezza abbraccia tutti i livelli e tutti i campi dell’esistenza. Quando l’uomo introduce la purezza nel suo intelletto, comprende; quando la introduce nella sua volontà, diventa potente; quando la purezza entra nel suo corpo fisico, egli è in buona salute; e quando essa entra nel suo cuore, nella sua anima, egli diventa chiaroveggente: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» diceva Gesù. Dunque, la purezza limitata al campo della sessualità non è ancora sufficiente.

Il nudismo sta espandendosi ora nel mondo intero:

si pubblicano riviste, si scrivono articoli, ma le

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conoscenze degli uomini in questo campo sono insufficienti. Ecco perché il nudismo non arrecherà

loro nulla di ciò che immaginano; si tratta soltanto

di tentativi che non porteranno molto lontano.

Ciò che vi è di buono nei nudisti è che hanno capito quanto sia importante comunicare con le

forze della natura, con l’aria e con il sole. Sì, ma

se non hanno delle conoscenze più vaste sulla

struttura dell’essere umano, anche in questo campo tutto può degenerare. Sanno forse come esporsi al sole? No, non lo sanno; i loro pori fisici sono forse aperti, ma quelli spirituali sono otturati, perché essi non sanno realmente che cosa sia esporsi alle forze della natura. Dunque, pur vivendo liberamente nella natura, non ne traggono molti benefici. Solo il nostro insegnamento può portare veramente la luce, l’equilibrio e lo sviluppo in tutte le attività e in tutti

i campi dell’esistenza. Senza un Maestro, senza un erede di tale scienza, di tale luce, trascorrerà molto tempo prima che gli esseri umani, a tentoni e tramite la loro esperienza, riescano a penetrare i grandi misteri della natura.

Non c’è nulla di male nello stare nudi, in quanto in casa tutti si spogliano, fanno il bagno, ecc. Quando

si è soli è ammesso essere nudi, ma non lo è davanti

agli altri. Gli esseri umani, dato che non sono ancora né in grado di dominarsi né abbastanza puri

né intelligenti, sono stati costretti a inventare delle

regole per proteggersi. Ma in realtà non vi è nulla di nocivo nello stare nudi. Chiedete a una donna

graziosa che cosa pensi al riguardo. Ne è talmente estasiata da rimanere per ore a contemplarsi nel bagno. Solo una donna che non è carina, non volendosi guardare, diventa pudica e ligia alla morale, proprio perché non è carina. Quando una donna è bella, non pensa più alla morale, ma vuole mostrarsi a ogni costo per essere ammirata e contemplata.

Il bisogno di mostrarsi nuda esiste quasi in ogni donna. Negli uomini meno; gli uomini hanno vergogna di svestirsi davanti agli altri; ma amano vedere le donne nude, e a loro volta le donne amano mostrarsi. È la natura che li ha fatti così. Infatti, la verità vuole mostrarsi nuda. Se la donna riuscisse a identificarsi con la verità, se diventasse così pura come la verità, non ci sarebbe nulla di male nel mostrarsi nuda. Ma finché non si è ancora identificata con la verità, è preferibile che

davanti agli altri appaia vestita.

È certo che le donne hanno una tendenza naturale a

svestirsi. Infatti, il giorno che mi sono recato dai nudisti, ho visto ragazze che si mostravano con un tale candore che ne rimasi stupito. Tutto il loro essere e l’espressione del loro viso erano di grande innocenza. Da secoli si cerca di convincere le donne che la nudità è contraria al pudore e alla purezza, ma si vede che alcune non sono ancora riuscite ad assimilare questo concetto: anche se obbediscono indossando dei vestiti, nella loro coscienza non lo hanno accettato; quest’idea non corrisponde alla loro natura profonda che, nella nudità, rimane candida e casta. Spesso non è per vizio o per sfrontatezza che le donne vogliono svestirsi, ma perché obbediscono alla loro natura e non ci trovano alcun male. Il male è subentrato in seguito, quando la donna, notato quanto turbabili erano gli uomini di fronte alla sua nudità, ha pensato di approfittarne, e ora utilizza il suo fascino per dominarli o per vendicarsi di loro.

È nell’uso che fa della nudità che la donna è

reprensibile, non nel suo bisogno di mostrarsi nuda. Ora quest’uso si è talmente diffuso che quasi non si

trova più una donna sulla terra che non conosca i poteri del suo corpo e che non cerchi di usarli sugli uomini a proprio vantaggio. Per questo il nostro Insegnamento ha anche il compito di istruire le donne, affinché possano ritrovare la loro vera innocenza. Che siano belle, che abbiano fascino, nessuno lo nega; ma, invece di servirsi dei poteri che la natura ha dato loro per tentare l’uomo e sottometterlo, sarebbe bene che se ne servissero per farlo evolvere e per ispirarlo. La potenza della donna è immensa sia nel male che nel bene; tutto dipende da come utilizza il suo fascino, qual è il suo scopo e quale il suo ideale. Ma ritorniamo alla questione dei nudisti.

I corpi dell’uomo e della donna possiedono delle antenne eteriche, grazie alle quali essi sono in contatto con la natura. Per questo, quando sono nudi, ricevono meglio le forze della natura e i suoi messaggi. Se hanno, quindi, la possibilità di esporsi nudi in un bosco o in riva al mare per un lavoro spirituale con la terra, l’aria, l’acqua e il sole, hanno molte più possibilità di emettere e captare delle correnti e ottenere così dei risultati. Gli stregoni e

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

soprattutto le streghe, che conoscono il grande potere della nudità, la utilizzano per le loro pratiche magiche. Per questo la letteratura occulta riporta un gran numero di casi in cui le streghe si mettevano nude per fare i loro sortilegi o lanciare le loro maledizioni.

Poiché la nudità attira sia il male che il bene, è pericoloso esporsi nudi se non si è abbastanza coscienti e padroni di sé per chiudersi a tutto ciò che è negativo, tenebroso e aprirsi solamente a ciò che è luminoso.

Ora, grazie alla scienza dei simboli eterni, vi rivelerò il significato della nudità. Essere nudi significa essere spogli di tutti i concetti erronei, di tutti gli appetiti. Solo la verità è nuda: dunque, per raggiungere la vera nudità, ci si deve liberare di tutto ciò che è opaco, fosco, grossolano e impermeabile al mondo divino. Quando si è raggiunta questa nudità, ci si può elevare molto per ricevere messaggi e consigli, saggezza, amore e aiuto dal Cielo.

Se gli esseri umani non ricevono un gran che durante le loro meditazioni, ciò vuol dire che cercano di elevarsi senza essersi prima sbarazzati dei loro vecchi abiti sporchi e laceri, simbolicamente parlando. Come potrebbero captare qualcosa le loro antenne? Dinanzi al Cielo ci si

deve presentare completamente nudi, cioè spogli della propria cupidigia, dei propri calcoli e delle proprie idee false. Ci si spoglia dunque e si

Più ci si spoglia più si

Poi, quando

si ridiscende, ci si veste, si riprendono i propri progetti e tutti i propri indumenti. Per il mondo è

necessario, ma non per il Cielo. Il Cielo ama solo gli esseri «nudi». Vedete quale magnifica immagine hanno dato gli Iniziati parlando della verità nuda, di Iside svelata.

Oggi, un gran numero di forze, di entità che erano imprigionate da secoli nelle regioni

sotterranee, a causa del disordine e dell’anarchia che regnano in tutti i campi della vita e della cultura, si sono liberate. Guardate a che cosa si

sono ridotti i costumi e le

aperto le porte del mondo sotterraneo e ora ne sono assaliti. Per essere protetti bisogna rimanere uniti alla luce, al Signore e alle potenze celesti, analizzarsi, controllarsi e non lasciarsi andare, perché altrimenti si diventa come un albergo in cui tutti gli indesiderabili possono entrare e compiere devastazioni. Se non volete credermi, sarà la vita che si incaricherà di dimostrarvi che vi ho sempre detto il vero; sperimenterete voi stessi che vi sono forze ostili e devastanti. Si deve aprire la propria anima, il proprio cuore soltanto a ciò che è intelligente, ragionevole e luminoso, e non lasciarsi andare a tutte le follie che vengono dal mondo che ci circonda, altrimenti sarà la fine per voi, miei cari fratelli e sorelle.

L’Insegnamento è qualcosa di straordinario! Ma se non lo applicate, l’Insegnamento stesso rimane meraviglioso, ma non lo sarete voi. Se invece lo fate vostro, vi proteggerà da tutte le cattiverie, da tutte le scelte infelici e voi, anziché rimanere nelle tenebre sempre in balia di ciò che è nocivo e pericoloso, sceglierete solo ciò che è migliore e, grazie a tale scelta, attirerete tutte le benedizioni.

Gli uomini hanno

Le Bonfin, 12 Settembre 1967

Capitolo 18

Il nudismo. Il senso iniziatico della nudita` – II

Se il nudismo si diffonderà nel mondo, darà da riflettere, ma farà anche indignare. Ma come impedire alle persone di andare a esporsi al sole e di volersi liberare delle vecchie tradizioni? Pare che perfino nel paese del pudore e della decenza che è la Bulgaria vi siano dei campi di nudisti. Che cosa volete, anche la Bulgaria vuole entrare nella categoria delle nazioni moderne. Supponiamo ora che la gioventù voglia praticare sempre più il nudismo; ci si dovrebbe forse indignare? I giovani non danno alcuna importanza alla vostra indignazione. Direte: «Predica il nudismo per

preparare anche noi!» No, non

qualche secolo, quando le madri sapranno lavorare sui figli che portano in grembo per farne delle divinità, allora sì che la bellezza potrà rivelarsi. Perché nascondere ciò che è bello e puro? Ma aspettate, non abbiate fretta, perché, quello che si vede attualmente, invece di condurci verso il Cielo, ci allontana da lui. Al lavoro, dunque! Che le madri imparino a formare dei figli di una tale purezza, di una tale bellezza che, vestiti o nudi, l’umanità sia sempre nella purezza assoluta. D’altronde, se si pone la domanda alla natura: «Non ti va che gli esseri umani passeggino nudi nelle foreste o sulle spiagge?» «A me non importa – risponderà la natura –, se questo fa loro del bene, possono andare nudi. D’altronde, quando li ho inviati sulla terra, non erano vestiti. Sono loro che in seguito, riflettendo, hanno ritenuto fosse meglio portare degli indumenti; ma io li ho creati nudi.»

Ma fra

Se le madri lavoreranno per migliorare le generazioni future, un giorno gli esseri umani potranno vivere nudi. Le città saranno riscaldate grazie all’energia solare che verrà utilizzata ovunque, per cui gli uomini potranno passeggiare liberi e disinvolti. E vi dirò anche che, secondo la luce del nuovo Cielo, gli Iniziati della Grecia avevano compreso che l’energia sessuale sublimata diventava fonte di ispirazione. Per questo la Grecia ha dato i più grandi scultori, i più grandi architetti e i più grandi filosofi che la terra abbia mai avuto, ancor oggi ineguagliati; e solo con la conoscenza della sublimazione della forza sessuale. Gli Iniziati avevano istituito delle feste in cui le ragazze più belle, più giovani e più pure danzavano per le strade, coperte solamente di veli trasparenti. E tutti gli uomini che le guardavano erano affascinati dalla bellezza, dalla grazia e dalla finezza dei loro gesti e atteggiamenti; e tale meraviglia, tale energia che si accumulava in loro, invadeva il loro cervello e sfociava in seguito in creazioni meravigliose. Dunque, anche in passato si conosceva il nuovo Cielo, ma gli uomini se ne sono allontanati. Voi penserete che consiglio di ricominciare come nell’antica Grecia. No, non lo consiglio, perché gli uomini sono talmente in ritardo che ciò non darebbe buoni risultati. Bisogna essere molto evoluti per ottenere dei risultati in questo campo, altrimenti se ne rimane distrutti.

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Questa è anche l’origine delle Vestali. Le Vestali erano delle giovani vergini, le più belle, le più pure; esse danzavano nude davanti agli Iniziati che le guardavano soltanto per ispirarsi, senza toccarle. Ma per evitare che la folla, non ancora in grado di comprendere, fosse al corrente di tutti questi misteri, sono state inventate delle storie, e si è raccontato che le Vestali avevano la funzione di mantenere acceso il fuoco sacro, facendo in modo che non si spegnesse mai. Ha senso tenere nei templi delle giovani donne soltanto per mantenere acceso il fuoco sacro? Il fuoco che le Vestali accudivano era il fuoco sacro di quei grandi Maestri. Direte: «Ma avevano bisogno di quel fuoco?» Il fuoco è talmente necessario che senza di esso anche gli Iniziati non possono produrre nulla. Essi erano anziani, non toccavano le Vestali, ma si servivano delle loro emanazioni per fare un lavoro della più alta magia bianca.

La potenza che Madre Natura ha dato alla donna, soprattutto quando è giovane e pura, è di una tale efficacia che anche gli Iniziati non sono capaci di sostituirla con nient’altro. Ne hanno bisogno per accendere il fuoco dentro di loro. Dunque con questo fuoco gli Iniziati preparavano un nutrimento sottile che inviavano in alto onde ottenere le benedizioni per tutto il paese. Proiettavano questa forza per fare del bene; senza cercare il piacere la utilizzavano per un lavoro spirituale. Provavano forse un certo piacere, perché è impossibile separare l’uno dall’altro, ma ciò che facevano non era per il puro piacere. Quando cercate il piacere le vostre forze si inabissano nella terra, mentre quando fate un lavoro spirituale provate pure piacere, gioia, dilatazione, beninteso, ma le forze si dirigono verso il Cielo e voi sentite un appagamento più grande che se aveste lavorato per il vostro diletto personale, una gioia che non vi avvilisce, ma che vi nobilita. Ma per capire queste cose, occorre una diversa conoscenza del mondo psichico.

Queste nozioni sulla sublimazione della forza sessuale sono molto antiche. Sfortunatamente, più

tardi, molti di coloro che hanno cercato di metterle

in

pratica erano incapaci di rimanere a quel livello

di

purezza e sono caduti nella magia sessuale.

Poiché non si sapevano limitare, sono andati troppo lontano, non si sono attenuti alle dosi omeopatiche, hanno preso dosi allopatiche, le quali non hanno lo

stesso effetto. Esse agiscono sul piano fisico, ma non nel piano psichico, mentre le dosi omeopatiche agiscono nel piano psichico, il quale influenza a sua volta il corpo fisico. In avvenire si rivelerà agli uomini come prendere l’amore a dosi omeopatiche, amore che non li stancherà, non li sposserà, non li avvilirà, ma li condurrà fino al Cielo. Tutti coloro che hanno potuto realizzare ciò sono andati molto in alto, perché disponevano, grazie a tale amore, di una potenza straordinaria.

Io potrei insegnarvi a nutrirvi con dosi omeopatiche,

ma non so se mi capireste. Sono sicuro che alcuni sarebbero stupiti di sapere, per esempio, che mi è capitato di guardare delle donne sulla spiaggia. Direbbero: «Quello non può essere un Iniziato, non può essere un Maestro; noi non facciamo questo, non guardiamo le donne in costume.» Anzi, spesso

ho condotto con me dei fratelli e ho detto loro:

«Cercate di capire come io guardo, perché e chi», e hanno compreso che il guardare è tutta una

scienza. Perché tutte quelle creature sono là? Perché le si guardino. Ma le persone non sanno guardare e, pertanto, tutto dipende dal modo di guardare.

Vi insegnerò come guardare. Lo insegnerò a tutti i

fratelli e anche alle sorelle, perché neppure loro sanno guardare; sono state inculcate nella loro mente delle concezioni erronee che li bloccheranno per sempre, ed è il matrimonio – pare – che li salverà. Molte donne sono bloccate, soffrono perché non sanno come comprendere, come pensare, come guardare, come orientare tutto per la gloria di Dio; esse diventano cattive, inacidite, gelose e persino isteriche e si occupano continuamente degli affari altrui per criticare. Bisogna salvare le donne, e anche gli uomini, ma non li si salverà con le vecchie concezioni. Le vecchie concezioni non servono che a dare lavoro ai medici e agli psichiatri, non miglioreranno nulla; tuttavia è molto semplice:

cambiando modo di comprendere e di guardare, tutto si accomoda.

Si deve dunque saper guardare e ringraziare senza distruggere la bellezza, perché la bellezza non è fatta per essere divorata, ma solamente per essere contemplata. In tale contemplazione della bellezza vi lanciate nello spazio e tutto vi è dato: la purezza, la nobiltà, la pienezza, la comprensione; intanto salite e

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diventate una sorgente.

Cercate la vera bellezza perché sarà essa a salvarvi, insegnandovi a scegliere ciò che è più luminoso, più puro. Se vi capita di vedere delle immagini di donne nude, potete notare che, quando il loro corpo è perfetto nella sua bellezza, non provate alcun desiderio, ma solo dell’ammirazione. Molti artisti hanno fatto questa esperienza. È piuttosto una bellezza imperfetta che provoca il desiderio. Si dice che la nudità è casta.

No, la bellezza è casta, nuda o vestita che sia. Ma

la

esattamente contrarie alla castità.

Miei cari fratelli e sorelle, devo continuare? Cominciate a concepire che cos’è la vera purezza? La purezza sta nella bellezza. Bisogna amare la bellezza per raggiungere la purezza, poiché il gusto della bellezza vi impedirà di perdervi nelle regioni tenebrose.

le persone si denudano per ragioni

Sèvres, 1 Gennaio 1967

Capitolo 19

I principi maschile e femminile:

la questione degli scambi. – I

I

Tutti sanno che, nel loro reciproco comportamento,

di solito è l’uomo che prende l’iniziativa di

avvicinarsi alla donna. Dico «di solito» perché, se

osserviamo quello che avviene al giorno d’oggi, notiamo che chi fa le «avances» è molto spesso la donna. In realtà, è normale che la donna non si muova e che sia l’uomo, quale cacciatore, a spostarsi per conquistarla. Direte: «Ma va verso di

lei perché è attraente!» È vero, lei lo attira, getta su

di lui i suoi piccoli fili, tira, l’uomo si

ed eccolo preso, catturato. La donna agisce come un pescatore sulla riva del fiume: basta gettare l’amo per prendere il pesce. Ecco il comportamento della donna: non si muove, ma il pesce viene ad abboccare. Direte: «Ma anche l’uomo attira. Quante donne raccontano di essersi sentite attratte da un uomo!» Infatti, anche l’uomo proietta qualcosa di invisibile, ma egli agisce come uno scalatore, un alpinista: fissa un gancio sulla roccia e poi inizia la scalata. La differenza tra lui e la donna è che egli getta qualcosa che poi utilizza per spostarsi, mentre la donna getta qualcosa che invita l’uomo a spostarsi verso di lei. Dunque, entrambi si attirano, ed è una specie di guerra in cui ognuno sfrutta la propria tattica, ma in vista del medesimo scopo: poter stare insieme e fare degli scambi.

Prendete, per esempio, un ballo, una festa in cui sono riuniti ragazzi e ragazze: si guardano,

scambiano soltanto qualche parola e sono felici. Ciò significa che si crea fra loro una tensione che li rende leggeri e sereni. Eppure non accade nulla, non si toccano neppure, ma nel mondo sottile delle emanazioni stanno già facendo degli scambi. Quando uomini e donne scendono nelle regioni più dense della sessualità, ciò che fanno fisicamente non è altro che una concretizzazione di ciò che facevano prima nel campo eterico, anche se non erano coscienti degli scambi sottili che avvenivano fra loro. Infatti, gli uomini e le donne non hanno coscienza dell’amore se non quando lo si esprime fisicamente; solo a questo punto si rendono conto che sta succedendo qualcosa. Fino ad allora la loro coscienza non è sveglia ed essi non si accorgono di nulla.

Ecco un altro esempio: quando qualcuno prende la parola è emissivo, quindi polarizzato positivamente, e coloro che lo ascoltano, uomini o donne, sono tutti ricettivi, cioè polarizzati negativamente; ricevono la parola e vengono fecondati divinamente o diabolicamente, a seconda che la parola sia buona o cattiva. La natura lavora su tutti i piani con gli stessi principi, ma gli esseri umani conoscono solo il piano più concreto e non considerano che ciò che è invisibile, sottile è all’origine di tutte le realizzazioni concrete; essi non lo comprendono, non ne sono consapevoli. Ora, è proprio su questo che li si deve illuminare e che si devono allargare i

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loro orizzonti, affinché essi possano intravedere tutti gli splendori che la natura ha preparato per i suoi figli, in attesa del giorno in cui la loro coscienza si risveglierà.

L’uomo è emissivo in tutto il suo corpo, attraverso

gli occhi, il cervello, la bocca, le mani e soprattutto

attraverso l’organo preparato appositamente per dare. Pure la donna è ricettiva in tutto il corpo, ma soprattutto in un punto che ha il preciso compito di ricevere; e nessuno può impedire che avvengano degli scambi eterici tra di loro. E perché tutti, uomini e donne, amano vestirsi per uscire? Per vedere i negozi, incontrare i passanti? Non soltanto. Essi ignorano che quella voglia di uscire ha una ragione più profonda e che se amano passeggiare per i viali e nei giardini, è proprio per fare degli scambi con gli esseri umani e con la natura:

infatti gli scambi sono assolutamente necessari e indispensabili alla vita.

«Ma allora – direte – gli asceti e gli eremiti che vivono nelle grotte per non vedere né uomini né donne?» Essi sopprimono certi scambi per farne

degli altri, per aprire la loro anima e il loro spirito

ad altre influenze meno tangibili, meno fisiche.

Quando ci si chiude a una influenza ci si apre automaticamente a un’altra. Non volete né vedere né ascoltare? In quel momento altri occhi, altre orecchie si aprono dentro di voi per ricevere impressioni diverse. Nel momento in cui cessate di essere emissivi o ricettivi attraverso i vostri cinque sensi, altri sensi si svegliano nell’anima e nello spirito affinché possiate diventare emissivi o ricettivi su altri piani. 1 Alcuni Iniziati hanno consigliato di vivere isolati nelle foreste o sulle montagne non certo per impedire ai loro discepoli di essere emissivi o ricettivi, ma perché cambino livello di coscienza per raggiungere altri livelli più sottili. Si è comunque costretti a essere emissivi o ricettivi, altrimenti è la morte; a quel punto non avviene più alcuno scambio. Gli scambi sono la base stessa della vita, e se si sa come e con chi farli nella maniera ideale, si possiede la scienza della vera vita.

Vi ho già parlato degli scambi che facciamo con la

materia solida attraverso la nutrizione, con la materia liquida attraverso le bevande, con l’aria e le materie gassose attraverso la respirazione e infine

con il calore e la luce attraverso la pelle e gli occhi, poiché la pelle assorbe il calore e gli occhi assorbono la luce. Ma gli scambi non finiscono qui:

c’è la possibilità di farne ancora molti sugli altri piani. Purtroppo, gli uomini e le donne si sono fermati al primo gradino della scala, cioè a scambi soltanto sul piano fisico, scambi che, a quel livello, non possono essere divini. Per loro natura quegli scambi sono i più grossolani. Tutta la scienza degli scambi sui vari piani e contenuta nel simbolo dell’arpa eolia, l’arpa a sette corde mosse dal vento. Quest’arpa altro non è che l’essere umano, sia la donna che l’uomo. Essi possiedono ciascuno sette corde che devono imparare a far risonare e vibrare. Infatti, non si deve credere che, concentrandosi unicamente sulla prima corda, si sarà perfettamente felici, dilatati e potenti. L’uomo

e la donna non devono essere degli strumenti

monocordi, ma devono far vibrare le altre sei corde

di cui dispongono e che daranno loro altre

sensazioni, altre gioie e una pienezza ben superiore

al piacere che provano ora nei contatti puramente

fisici. Ma questo non può essere spiegato, come non

si può spiegare ai ciechi che cos’è il sole, la luce e i

colori. Se non li hanno mai né visti né percepiti, non

li si può spiegar loro.

Quando gli uomini e le donne sono insieme, si accumula in loro una tensione, ed è normale, è la

natura che lo ha voluto, ma la questione è di sapere

se vale la pena che una piccola tensione li spinga a sprecare e disperdere le loro forze. E qui che

comincia la

le loro più preziose energie, ciò significa che non

hanno capito un gran che. Lo scopo della natura non era quello di spingerli a sbarazzarsi subito e in qualsiasi modo di quella sensazione, ma piuttosto di farli riflettere sul perché e sul come, affinché ne scoprissero il senso e la utilizzassero per lavori sublimi, inviandola più in alto in tutto il loro corpo, per far sì che ogni cellula ne fosse irrorata, impregnata e fecondata. Non è perché si provano alcune sensazioni che si debba prestar loro attenzione; no, o non ci si deve badare dedicando la

propria attenzione ad altro oppure si devono inviare quelle energie verso l’alto, verso il cervello.

La natura non ha voluto questa pressione perché la

si annientasse. L’uomo preferisce essere libero,

o la stupidità! Se sciupano

1 Vedi Tomo VI – Opera Omnia: «Il discepolo deve risvegliare il senso del mondo spirituale.»

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Amore e Sessualità

di Omraam Mikhaël Aïvanhov

senza tensioni, ma così non avrà né desideri né

impulsi. Da un certo punto di vista sarebbe forse un bene, ma si devono conoscere certi metodi affinché ciò non dia risultati molto negativi per l’evoluzione. In realtà la pressione è necessaria affinché l’acqua possa salire fino all’ultimo piano del grattacielo. Ma per poter risolvere questi problemi così importanti,

si deve studiare l’essere umano pensando che non è

soltanto il suo corpo fisico che vuole essere soddisfatto. Provare una sensazione di distensione, una gioia animale è certamente necessario poiché la natura lo ha previsto, ma non al punto di sacrificare tutto il resto a una sensazione puramente biologica. La tensione è indispensabile per portare le

energie verso l’alto. La maggior parte degli esseri umani che non sanno questo, cercano di eliminare la tensione soddisfacendosi, in quanto tale sensazione

li tormenta, mentre gli Iniziati fanno di tutto per

conservarla il più a lungo

a 200 anni! In effetti, è proprio quella tensione che li interessa, non la distensione. La distensione può essere nociva. Se non sapete dirigere tale energia affinché realizzi dei lavori e metta in moto degli ingranaggi dentro di voi, la lascerete scappare in tutte le direzioni, ed essa provocherà delle catastrofi.

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