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AnnoAnno IXIX tiratura 6.000 copie Giornale di strada di Bologna fondato dai senza fissa dimora
AnnoAnno IXIX
tiratura
6.000 copie
Giornale di strada di Bologna fondato dai senza fissa dimora
Offerta libera
Pubblicazione periodica mensile Febbraio 2002
II WWAANNTT YYOOUU
Viviamo in tempi in cui
si parla spesso di arruo-
lamento contro qualcuno
o qualcosa, il conflitto
non ha mai abbandonato
la società, ma oggi siamo
proprio in guerra. Così è
giusto prendere una
posizione, anche noi lo
abbiamo fatto: ci arruo-
liamo in massa nella libe-
ra legione internazionale
di lotta contro l’esclusio-
ne sociale, la povertà, l’e-
marginazione e lo sfrut-
tamento. E’ un battaglio-
ne disarmato, ma non
innocuo, che combatte
per i diritti delle donne e
degli uomini che non
hanno modo di farsi sen-
tire. Anche tu puoi farne
parte. Basta uscire dalla
trincea della paura e lot-
tare insieme per un
mondo più coerente e
sicuro. Non è difficile:
ARRUOLATI!!!
CONTRO
L ESCLUSIONE
per cominciare puoi
abbonarti a questo gior-
nale, diventando socio
dell’associazione, puoi
partecipare ai nostri
laboratori di teatro, di
giornalismo; incontria-
moci alle Officine di
Piazza Grande in Via
Libia 69: dove ci stiamo
trasferendo e dove
saranno riunite tutte le
attività che abbiamo
fatto in questi anni.
Abbiamo veramente dei
grandi progetti, ma ci
serve una mano per rea-
lizzarli
VVOOGGLLIIAAMMOO TTEE!!

Tutti in Via Libia

Attenzione! Ci stiamo trasferendo in massa al Capannone delle Officine di Piazza Grande in Via Libia. Vieni a trovarci

pag 2

Lavori dal basso

Il materiale che ci arriva direttamente dalla strada aumenta ogni mese. Ancora tanti scritti, poesie, disegni da vecchi amici e nuovi.

pag 3, 4 e 8

PUNKABESTIA

Seconda stella a destra, questo e` il cam- mino - e poi dritto, fino al mattino - poi la strada la trovi da te - porta all’isola che non c’e`. E non e` un’invenzione e nean-

che un gioco di parole

in via Industria

pag 4

Il nome del barbone

E’ il titolo di un libro sui senza dimo- ra di Roma, il 7 dicembre c’è stata una serata di presentazione che ci ha visti protagonisti, parlano gli attori.

pag 6 e 7

PRODURRE QUESTO GIORNALE CI COSTA 0,52 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIU’ E’ IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE

qualsiasi richiesta di soldi al di là dell’ Offerta libera non è autorizzato

DEL DIFFUSORE qualsiasi richiesta di soldi al di là dell’ Offerta libera non è autorizzato febbraio
DEL DIFFUSORE qualsiasi richiesta di soldi al di là dell’ Offerta libera non è autorizzato febbraio

febbraio duemiladue

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DEL DIFFUSORE qualsiasi richiesta di soldi al di là dell’ Offerta libera non è autorizzato febbraio
seconda fine a se stesso, senza consi- derare che l’Uomo ha dei sentimenti che vanno

seconda fine a se stesso, senza consi- derare che l’Uomo ha dei sentimenti che vanno coltivati,

seconda fine a se stesso, senza consi- derare che l’Uomo ha dei sentimenti che vanno coltivati,
seconda fine a se stesso, senza consi- derare che l’Uomo ha dei sentimenti che vanno coltivati,
seconda fine a se stesso, senza consi- derare che l’Uomo ha dei sentimenti che vanno coltivati,

fine a se

stesso,

senza consi-

derare che

l’Uomo ha

dei sentimenti

che vanno

coltivati,

vanno

vissuti; e le relazioni interpersonali cercate per non sentirci pieni di noi stessi senza altruismo.

Mi piacerebbe che che, chi vive

queste condizioni e vorrebbe parlar-

ne,

anche per conoscerci, scambiar-

si

punti di vista, di chiamare al

numero di Piazza Grande. Tutti abbiamo bisogno di un mag-

gior dialogo, tutti abbiamo bisogno

di un punto di aggregazione.

Se lo desideriamo, questo lo possia-

mo costruire, basta avere il coraggio

di creare le condizioni.

Dal basso verso l’alto

coraggio di creare le condizioni. Dal basso verso l’alto Anche questo mese le pagine dedicate ai

Anche questo mese le pagine dedicate ai contributi che arrivano direttamente dalla strada sono ricche e numerose. Oltre a questa riflessione di Panta sulle luci del Natale, la consueta pagina di AL.MO. alle pagine 6 e 7 pubblichiamo le impressioni di coloro che hanno partecipato, come attori, alla serata di presentazione del libro “Il nome del barbone”. E poi disegni, poesie da tanti amici che speriamo diventino sempre di più, mentre ci prepariamo a iniziare nuove avventure, nuovi laboratori, nuove situazioni di incontro.

Il cielo è sempre più blu

Il cielo è sempre più blu

Il cielo è sempre più blu

no deve avere la

di Panta

questi giorni che ho

capacità di realizzarsi. La mia mente fa un giro di perlu- strazione mentre gli occhi sono puntati sulle vetrine addobbate a festa: quanto mi accontenterei di così poco !!! La gente frettolosa esce dai negozi e negozietti vari con sportine piene e pacchi regalo, dovrebbero essere contenti, o per lo meno con un sor- riso in bocca, e invece sono severi. L’idea comincia a diventare una fis- sazione, mi piacerebbe domandare, togliermi questo dubbio che é diventato un’idea fissa. Tutto questo comunque non lo vedo in modo positivo e d’impegno cerco di capir- ne di più. L’occasione non poteva capitare che a proposito; infatti in

cominciato a diffondere Piazza Grande, ho avuto la possibilità di

avere contatti diretti con la gente, di parlare con loro, scambiarci così anche se in maniera frettolosa, qual- che punto di vista. L’impressione avuta così in un primo momento ha fatto posto ad un’altra idea molto più reale. Alla gente che ha avuto un momen-

to da dedicarmi e che ringrazio in

questa occasione, gli ho esposto le mie sensazioni facendole notare

direttamente per strada. Le risposte sono state varie ma comuni per quel senso di solitudine che viviamo, e che “non sono i soldi a permetterci

di non viverci certi stati d’animo”.

Forse stiamo vivendo il benessere

Cammino per strada, guardo la gente ed ho l’impressione che vada sempre di fretta. In giro ci sono brutte facce: non brutti ceffi, delin- quenti o simili. Solamente facce tri- sti, forse depresse. E’ da tanto che noto una sottile tristezza negli sguardi della gente, percepisco una severità, nei loro movimenti, ecces- siva. Sotto i portici le vetrine sono invitanti; non ho una lira. Il pensie- ro di trovarmi nell’ opulenza dell’ occidente in questa disgraziata con- dizione di precarietà, mi fa sentire uno sfigato che però regge poco. In realtà a me non é mai stato negato nulla, ma la sensazione é che ognu-

TUTTI INSIEME! VENGO ANCH’IO!
TUTTI
INSIEME!
VENGO
ANCH’IO!
sensazione é che ognu- TUTTI INSIEME! VENGO ANCH’IO! ! Da oggi l’Associazione Amici di Piazza Grande

!

Da oggi l’Associazione Amici di Piazza Grande si sposta in Via Libia 69 (051 342328), presso le Officine di Piazza Grande. Inizia così un glorioso momento di rifondazione di Piazza Grande: racco-

gliendo in uno storico contenitore tutte le esperienze,

ATTENZIONE !

le

anime, i laboratori dell’Associazione. In Via Libia

ci

sarà il restauro mobili, l’officina delle biciclette,

l’esposizione dei mobili, il grande modernariato ita-

liano, il laboratorio teatrale insieme a quello di gior- nalismo e ovviamente la nostra Redazione. Ma al di

là dei trionfalismi e degli scherzi ci sarà molto da

lavorare. Se volete assistere alla storica ricostruzione

venite a trovarci al Capannone di Via Libia, anche voi potrete dire un giorno: “ io c’ero!”. Il Capannone delle Officine

un giorno: “ io c’ero!”. Il Capannone delle Officine di Piazza Grande una volta ospitava una

di Piazza Grande una volta ospitava una rimessa di autobus, sotto al ponte di via Libia, ma l’ingresso dal ponte non è più accessibile (porta ai viglili urbani), si può entrare da Via Sabatucci o a piedi da una scala che scende dal ponte di via Libia.

via LIBIA Via LIB IA
via LIBIA
Via LIB IA
da Via Sabatucci o a piedi da una scala che scende dal ponte di via Libia.

2 febbraio duemiladue

da Via Sabatucci o a piedi da una scala che scende dal ponte di via Libia.
da Via Sabatucci o a piedi da una scala che scende dal ponte di via Libia.
terza Persone di strada LL HHAANNDDIICCAAPP PPEERR SSTTRRAADDAA u FrancoFranco n “Non vi é più
terza Persone di strada LL HHAANNDDIICCAAPP PPEERR SSTTRRAADDAA u FrancoFranco n “Non vi é più
terza
terza
terza Persone di strada LL HHAANNDDIICCAAPP PPEERR SSTTRRAADDAA u FrancoFranco n “Non vi é più sordo
terza Persone di strada LL HHAANNDDIICCAAPP PPEERR SSTTRRAADDAA u FrancoFranco n “Non vi é più sordo

Persone di strada

terza Persone di strada LL HHAANNDDIICCAAPP PPEERR SSTTRRAADDAA u FrancoFranco n “Non vi é più sordo
LL HHAANNDDIICCAAPP PPEERR SSTTRRAADDAA u FrancoFranco n “Non vi é più sordo di chi non
LL HHAANNDDIICCAAPP PPEERR
SSTTRRAADDAA
u
FrancoFranco
n
“Non vi é più sordo di chi non vuol
sentire”. Con questo proverbio voglio
iniziare a parlare di un problema che
vivo in prima persona.
Da poche settimane ho fatto cono-
Per esperienza
i
diretta chi vive per
strada deve affrontare
(e sperare di risolvere),
oltre a problemi essen-
a
t
ziali quali mangiare, lavar-
si, vestirsi, dormire, anche il
n
scenza con un distinto signore di
Bologna (AL.MO.) che mi ha richiesto,
con molto garbo, di parlare dell’aspet-
problema lavorativo.
to peggiore che attraversa un indivi-
duo nelle mie condizioni. Da Giugno
Molti ragazzi che vivono la
mia stessa condizione, si per-
o
2001 per gravi problemi familiari sono
stato costretto a lasciare il mio paese
d’origine per trasferirmi a Bologna.
Avevo conosciuto questa città già in
precedenza durante gli anni dal 1989
dono perché non hanno la voglia
di
continuare a vivere, oppure non
sanno quali sono le opportunità che
c
al
1994, perché frequentavo la facoltà
di
Scienze Agrarie. Ritornandoci ho
O
M
.
colto degli aspetti a me sconosciuti
che mi hanno fatto riflettere sulla
mia condizione di handicap
vissuta per strada e ho
dovuto affrontare pro-
blematiche socio-
sanitarie più grandi di
me.
Attualmente vivo in
un dormitorio nottur-
no, una struttura
aperta dalle 19,00
alle 08,30 del giorno
successivo, dove é
presente un’assistente sociale a cui
faccio riferimento nei momenti di mag-
il Comune mette loro
a disposizione, per
esempio esiste
un polo handi-
cap che tramite
borse lavoro ci
offre la possibilità
di iniziare a svol-
gere un lavoro.
Tuttavia la retribuzione
prevista per queste é
molto bassa e la durata é tempora-
a
nea, quindi come posso accontentar-
L
mi
di questo se le mie capacità sono
superiori e le mie esigenze diverse?
Davanti a questa domanda molte
volte non trovo una risposta adeguata
A
e
come me altri, perché le istituzioni
fanno poco o nulla affinché uno di noi
emerga da questa situazione.
giore difficoltà che riguardano sia l’a-
spetto umano che l’aspetto burocrati-
co.
Chi vive una situazione di “diverso”
per strada trova davanti a sé un muro
La
società che ci circonda deve capi-
re
che l’handicappato dovrebbe avere
gli
stessi diritti delle “persone norma-
li”. Questa diversità con il passare dei
giorni la vivo da “incazzato”, con
di indifferenza da parte delle così
molta angoscia e solitudine, anche se
d
dette “persone normali” le quali non si
rendono conto della doppia sconfitta
che il “diverso” vive nella società: la
prima é di vivere un senso di inferio-
rità considerando l’handicappato un
individuo di “Serie B”; la seconda é il
non considerare l’handicappato un
individuo sensibile e intelligente.
L’handicappato per strada non ha
purtroppo le stesse opportunità, sia
lavorative che socio-assistenziali di
cui può godere un handicappato che
vive in un contesto familiare.
mi rendo conto di essere circondato
da persone che più o meno mi
sostengono. Il “diverso” deve lavorare
il doppio per essere accettato da una
società fatta solo di ipocrisie, egoismo
e voglia di arrivare a tutti i costi, che
non si accorge dei problemi reali che
un handicappato in strada deve
affrontare per poter sopravvivere e
poter essere accettato come individuo
e cittadino con gli stessi diritti e gli
stessi doveri delle “persone normali”
i
n
c
o
n
t
r
a
r
e
delle “persone normali” i n c o n t r a r e Il nostro AL.MO.
Il nostro AL.MO. continua nel suo percorso verso le persone in strada che hanno qualcosa
Il nostro AL.MO. continua nel
suo percorso verso le persone in strada che
hanno qualcosa da raccontare. Ci porta la difficile
storia di Franco, altri disegni e una riflessione persona-
le sul ruolo degli assistenti sociali e sulla
rigidità del sistema.

aassssiisstteennttii

ddii cchhii??

didi Al.Mo.Al.Mo.

Inutile pensare di risolvere i propri proble- mi - non cavereste “un ragno dal buco”
Inutile pensare di
risolvere i propri proble-
mi - non cavereste “un ragno
dal buco” con la loro collaborazio-
ne. Mi chiedo, infatti, quale sia la
motivazione che spinge diverse per-
sone ad interessarsi del Sociale
senza prima viverne le diverse e vere
manifestazioni. Mi chiedo, anche, per-
ché scelgano le facoltà universitarie
che diano loro la possibilità di eserci-
tare senza, prima, durante e dopo,
effettuare un minimo di tirocinio prati-
co. Il desiderio di possedere “uno
scranno” potrebbe essere giustificato
dall’acquisizione generale o settoriale
specifica dell’esperienza vissuta e
maturata direttamente.
cante.
L’essere assi-
stente sociale di
base vuol dire
trovarsi sul
primo gradino di
una scala al cui
culmine vi é il
Ministero alle
Politiche Sociali.
E’ il gradino più
vicino alla stra-
da, da dove, si possono notare le
necessità, le inquietudini, le patologie
e le diverse manifestazioni di bisogni.
E’ un gradino che per molte persone,
però, oltre che servire ad una eleva-
zione sociale di se medesimi, diventa
Non trovi certo umiltà in queste perso-
ne che sono destinate a svuotare
moralmente, psichicamente e fisica-
mente coloro che si presentano alla
la
possibilità di erigere un muro contro
il
quale devono “sbattere” tutti coloro
loro scrivania. Nella gran parte delle
volte, trovi superbia e “alter ego”.
Dall’alto al basso vieni osser-
vato come uno qualunque,
come uno che necessita,
solamente, al businnes. E’
da rilevare, poi che la pri-
vacy, garantita da una legge,
non viene assolutamente
considerata. Molte volte,
infatti, capita di raccontarti
davanti ad altri interlocutori perché,
nello stesso ufficio, esistono altre per-
sone addette all’ascolto delle neces-
che, necessariamente, hanno da uti-
lizzare i loro servizi.
E’ un muro solido e imperforabile che
dopo avervi sbattuto contro alcune
volte, ti fa capire solo una
realtà: solitudine ed emargina-
zione.
Trattano le persone per schemi
preconfezionati e quando, poi,
si trovano di fronte a casi che
non rientrano nella schedatura,
annegano in un bicchier d’ac-
qua perché non hanno a dispo-
sizione soluzioni immediate.
Immediatezza e sollecitudine sono le
sità individuali.
Può accadere anche che, perché loro
siano in rete con altre entità di ascol-
to, si debba sottostare, con persone
diverse alla
stessa narra-
zione della
propria storia.
Far parte di
questo moto-
re e coscien-
ziosamente
reputarsi un
ingranaggio
essenziale é
come condividere la politica di crea-
zione di diseredati.
Loro stessi, gli assistenti sociali di
base, dovrebbero farsi carico e a gran
voce esternare le storture, le nefan-
dezze, le usurpazioni di potere com-
messe, scendendo in piazza, perché
soluzioni che sono necessarie per
risposte convincenti e tranquillizzanti.
Invece, no!
Ma
forse
sa’,
Lei non ha una
patologia che rientra negli schemi che
abbiamo imparato a memoria come
bravi scolaretti
e
abbandonano il
malcapitato a se stesso
Il tempo passa:
é caduto in
depressione. Dobbiamo affiancarlo ad
uno psicanalista: é la risposta e
giù, sempre più giù
altro
non
fanno.
Dovrebbero trascorrere parte del loro
tempo fuori dall’ufficio: a ricercare, ad
incontrare e parlare di più con la stra-
da, in strada,
con le persone
che non hanno
casa, affetti, rife-
rimenti e che, in
moltissimi casi,
hanno eletto un
in
qualche modo diventano l’archivio
storico. Non escludo che qualcuno fra
angolo della
stessa strada
di
loro ingoi bocconi amari perché la
propria sensibilità gli fa riconoscere di
essere limitati nel gestire e che più di
tanto non é possibile fare. Ma ciò che
come residenza
abituale per
capire veramen-
te!
fa più paura é che quell’ingranaggio
non voglia rompersi ma che desideri a
ruotare anche in mancanza di lubrifi-
quell’ingranaggio non voglia rompersi ma che desideri a ruotare anche in mancanza di lubrifi- febbraio duemiladue
quell’ingranaggio non voglia rompersi ma che desideri a ruotare anche in mancanza di lubrifi- febbraio duemiladue

febbraio duemiladue

3

quell’ingranaggio non voglia rompersi ma che desideri a ruotare anche in mancanza di lubrifi- febbraio duemiladue
quarta L L ’isola ’isola che che non non c’è c’è Qualche mese fa ci
quarta
quarta
quarta L L ’isola ’isola che che non non c’è c’è Qualche mese fa ci eravamo
quarta L L ’isola ’isola che che non non c’è c’è Qualche mese fa ci eravamo
quarta L L ’isola ’isola che che non non c’è c’è Qualche mese fa ci eravamo

LL ’isola

’isola

che che

non non

c’è

c’è

Qualche mese fa ci eravamo ripromessi di conoscere più da vicino una nuova realtà di strada: quella dei “punkabestia”. Già quando “Peso” ci ha portato un comunicato stampa, che rivendicava i diritti dei suoi amici a due e quattro zampe, abbiamo capito che questi giovani che vivono in strada costituiscono una realtà che non si può né ignorare, né liqui- dare con qualche facile categoria. Ci siamo avvicinati per conoscere e capire. Anche a livello sociologico la categoria dei “punkabestia” è una condizione con la quale la nostra società deve fare i conti: perché proprio dalla società del benessere, della competitività e

del progresso nasce il rifiuto, la sfiducia e l’emarginazione di una vita di strada “giorno per giorno”? L’Isola che non c’è di via dell’Industria, 2 è uno spicchio di terra nell’arido deserto urbano delle Roveri, ai confini della città, nel quale sono stati installati una dozzi- na di container di lamiera per una trentina di persone e i loro cani. Cerchiamo di racconta- re questa esperienza e di dare qualche risposta insieme a Marco e Mauro, responsabili (di fatto) del progetto, dal loro container/casa/ufficio.

PG: Il “punkabestia” è un fenomeno sociale nuovo, come cominciare a

comprenderlo? Marco: È una realtà che deve neces- sariamente essere presa di petto, con continuità. Altrimenti è inutile. PG: Marco, come sei arrivato qui? Qual è il tuo percorso? Sono stato ospite in via del Gomito, ho diversi anni di strada sulle spalle. Ho fatto una scelta radicale che mi ha portato alla vita

di strada, da oltre 7 anni non ho

rapporti con la mia famiglia… Questo posto ha aperto il 10 giu- gno 2001: qualche mese prima è stato chiesto a me e a Mauro di occuparci di questo progetto, è iniziato tutto un po’ per caso… PG: Come è nata l’idea di que- sto luogo?

C’era il problema dei punkabestia

in centro… l’assessore Monduzzi

ha pensato di spostare questi soggetti il più lontano possibile; l’errore di fondo

è che alla base di questa idea c’è la

ghettizzazione: spostare il problema là

dove non ci sono occhi per vederlo. PG: Ancora c’è chi si lamenta:

“quelli che benpensano” si lamenta- no del fatto che i punkabestia conti- nuano a frequentare il centro (!), ma è una pretesa assurda. Nessun domicilio può costituire una deten- zione no? Questi ragazzi devono pur vivere no? Devono mangiare: dunque vanno in

centro per fare la loro colletta, poi ven- gono qua e riposano. Nessuno può essere costretto a rimanere chiu-

so in casa.

PG: Quali altre persone collaborano a questo progetto? Marco: ci sono Luca e Alessandro della Rupe, Ilenia, una giovane psico- loga della coop La

Strada; sono presenti gli avvocati di strada; il fur- gone d’aiuto viene qui due volte alla settimana,

fa lo scambio delle sirin-

ghe e dà appoggio psico- logico. Inoltre vengono dei giovani medici a fare

volontariato, sono in gamba e per noi è un aiuto molto importante, hanno risolto casi anche difficili. Mauro: questi dottori hanno anche ottenuto dei tesserini sanitari provvisori per avere un medico di base, fare degli esami, ecc. Una cosa positiva per noi è che tutte queste situazioni siano state ben accolte dai ragazzi, significa un rinato senso della cura di sé, e per loro non è poco. PG: C’è molto bisogno degli avvoca- ti di strada? Mauro: All’inizio c’è stato un vero acca- nimento da parte dell’autorità, con i fogli di via, le multe… dunque ce n’è

stato molto bisogno. Alle volte è prezio-

so anche solo avere un’informazione,

di Massimiliano Salvatori

sabbia e qui le fondamenta non sono migliori… comunque credo ci siano ancora molte strade da sperimentare, nuovi stimoli… non bisogna assecon- darli nell’indifferenza.

Mauro: all’inizio qui c’erano dei proget-

ti: laboratori, un giornalino, delle ricer-

che… bisognerebbe far ripartire nuove

cose, ma abbiamo bisogno di una mano. PG: Affrontiamo apertamente i problemi: la tossicodipenden- za è al centopercento? Mauro: Una dipendenza al 100% oggi non esiste più per- ché c’è di mezzo il metadone. Almeno con quello non vivi solo per sbatterti in strada per trovare i 40 sacchi per la busta! Spesso, nella loro vita, la droga diventa solo un riempitivo di vuoti: la mancanza di un progetto, uno scopo fa sì che il tempo o qual-

che soldo in eccesso siano spesi in quel modo. Per questo bisogna riempi-

re i tempi, riempire la vita di scopi e

situazioni, da settembre abbiamo chie- sto un container laboratorio ma non s’è visto… PG: Quanta gente vive qui?

Marco: ci sono circa 35 persone e una quarantina di cani, poi c’è il container

di emergenza. Le regole sono poche.

Tutto si basa sul rispetto…del luogo e

degli altri. Sarebbe inutile mettere delle regole dall’alto, se considerano queste baracche come casa propria non avre- mo mai problemi… e non ne abbiamo mai avuti. PG: E la coppia? Come viene vissu- ta da questi ragazzi? Marco: Non è un elemento caratteristi-

co di un “punkabestia”, ma posso dirti

che quando c’è una coppia vera, basa-

ta sull’amore ciò porta una certa pro-

gettualità e una voglia di crescere insieme, avere una casa, migliorare la

propria vita sociale. PG: Il problema della “pulizia”… Marco: Qui ci sono 2 container bagno,

uno adibito a cucina, c’è la lavatrice

la pulizia è al meglio delle possibilità.

Quando si rompe un bagno o lo aggiu- stiamo noi come possiamo altrimenti passa anche più di un mese prima che intervengano… PG: Il punkabestia oggi è il tipo ideale del “diverso”…diamo un’im- magine obbiettiva della situazione:

quali sono i guai in cui questi ragaz-

zi si cacciano? Mauro: L’Isola…c’è ancora anche per-

ché non abbiamo mai avuto nessun problema, i piccoli guai che hanno li subiscono tutti sulla loro pelle. Nulla che abbia a che fare con il vero crimine e le truffe dei colletti bianchi. PG: Quale sarà il futuro di quest’Isola? Mauro: Si devono stabilizzare alcune cose. In 8 mesi abbiamo sentito tante promesse, ma poche soluzioni, è un po’ tutto fermo. Speriamo in un po’ di concretezza da parte dell’Amministrazione e di collaborare con chiunque voglia darci una mano.

una spiegazione burocratica per risol- vere delle questioni. Spesso è suffi- ciente un colloquio per uscire dall’igno- ranza. PG: Facciamo un passo indietro: il “punkabstia” è una figura sociale nuova. Riconoscete un qualche

PG: Che tipo di controcultura è quel- la del punkabestia? Marco: Ciò che differenzia il punkabe- stia da tutti i gruppi che ci sono stati prima sta nella mancanza totale di ideali, di determinazione. I freaks erano pacifisti militanti, altri erano politicizzati,

freaks erano pacifisti militanti, altri erano politicizzati, valore a questo termine? In che modo un punkabestia

valore a questo termine? In che modo un punkabestia è un senza

dimora diverso, particolare? Mauro: Non ho mai creduto a questa etichetta. “punkabbestia” è una parola che abbiamo imparato dai giornali. Il punkabestia è il ragazzo che vive in strada, con il suo cane, vive alla gior- nata, vestito a modo suo, con i pier- cing, ecc. Purtroppo la “sporcizia” è caratterizzante di una vita di strada. Marco: La storia ci insegna che ogni diversità deve essere subito etichetta- ta. Ci sono stati i roccabilly, i mods, i punk, i fricchettoni, ora i punkabestia. PG: C’è comun- que uno stile di riferimento, dei segni di ricono- scimento. Mauro: Io sono stato in strada: fra di noi non ci si chiama certo “punkabestia”… se non per ridere, prendendoci in giro… Siamo solo persone di strada accompagnate dal cane PG: Puoi parlarmi di questo rappor- to col cane?

Sembra essere una variabile molto importante. Mauro: In effetti questa è una caratteri- stica: si crea un forte legame fra perso- na e cane; i ragazzi spendono soldi ed energie per i loro animali. Poi conside- ra che molti vivono di colletta e since- ramente farlo con un cane aiuta molto, soprattutto se è cucciolo… Marco: un’altra ragione è la sicurezza personale: vivere, dormire per strada con un cane fa sentire più sicuri; di notte la strada non è sempre un luogo tranquillo e il cane ti difende da even- tuali aggressioni. C’è sempre quello

che vuole rubarti le scarpe, gli spiccioli

ecc. Oggi questo si è perso: questi ragazzi vedono tutto nero, non vedono prospettive. PG: Non c’è dunque nemmeno un’i- dea di controcultura, di antagoni- smo nella quale riconoscersi. Mauro: Non essendoci una “cultura” definita non c’è nemmeno una “contro- cultura”. PG: Il domandone: cosa porta un ragazzo a diventare punkabestia? Marco: Una frattura, un conflitto nella

famiglia di provenienza è all’origine di tante storie. Il 90% di queste persone hanno avuto una situazione familiare fallimentare. Mauro: Questi ragazzi hanno una media di 25 anni ed hanno quasi tutti problemi di tossicodipendenza, è vero che la crepa spesso parte dalla fami- glia, ma in realtà molti vi sono ancora legati. Noi, la vecchia generazione, ce

ne siamo andati via di casa tagliando i

ponti. Una scelta radicale che pochissi-

mi di loro oggi fanno: qui accade che

arriva una mamma, una telefonata, un vaglia… questo è motivo di vergogna, si sfottono per questo fra loro! La vita in strada è dura. Mantenere un contat- to con la famiglia è confortante, aiuta. PG: Cosa sarà, o chi diventerà un punkabestia a 30, 35 anni e oltre? Mauro: O ritornano dai genitori, o muoiono, oppure seguiranno dei per-

corsi di recupero nei servizi sociali. Ciò che fondamentalmente gli manca è la motivazione: le promesse fatte la matti-

na sono già dimenticate la sera. Alcuni

sarebbero disposti a farsi coinvolgere

in laboratori. Ogni tanto qualcuno che

vuole cambiare c’è, alcuni hanno inizia- to a lavorare. PG: Che sentimenti provano verso

una vita “normale”? odio, avversio- ne, inadeguatezza?

Marco: Non c’è odio, c’è indifferenza. È un distacco, nella convinzione che

sia inutile ogni sforzo e gesto. La realtà

poi non fa che confermare tale senti- mento: il crollo dei miti, degli eroi, degli

ideali non fa che togliere speranze

anche a questi ragazzi. I grandi riferi- menti si sgretolano come castelli di

Bunny al computer
Bunny al computer

o

il sacco a pelo. Se dormi abbracciato

al

tuo cane, oltre che più caldo, dormi

anche più tranquillo.

a pelo. Se dormi abbracciato al tuo cane, oltre che più caldo, dormi anche più tranquillo.

4 febbraio duemiladue

a pelo. Se dormi abbracciato al tuo cane, oltre che più caldo, dormi anche più tranquillo.
a pelo. Se dormi abbracciato al tuo cane, oltre che più caldo, dormi anche più tranquillo.

quinta

quinta     La guerra dei mondi     Parliamo spesso di Intercultura     non
quinta     La guerra dei mondi     Parliamo spesso di Intercultura     non
quinta     La guerra dei mondi     Parliamo spesso di Intercultura     non
quinta     La guerra dei mondi     Parliamo spesso di Intercultura     non
quinta     La guerra dei mondi     Parliamo spesso di Intercultura     non
   

La guerra dei mondi

   

Parliamo spesso di Intercultura

   

non aver seguito il nostro percorso.

Sociale su questo giornale, siamo contenti che se ne cominci a parlare

Ecco dunque un brano che può aiutare a ripercorrere le tappe di un per-

anche fuori da qui, ma a volte dimentichiamo che c’è qualcuno che può

corso che ci ha portato fino a qui. Riassunto delle puntate precedenti

Più o meno così recitava il titolo di un vecchio

e

il disagio non

di Massimiliano Salvatori

to di solida- rietà che non

 

film di fantascienza anni cinquanta, si racconta-

sono di proprietà

va di mondi alieni in lotta con il pianeta terra,

come se il nostro mondo fosse uno, unico men-

tre sappiamo che la realtà è ben diversa: la realtà

ci racconta di un mondo e di una città che parla

esclusiva dei senza dimora, ma pervade la società intera: già un secolo fa Sigmund Freud

parlava del “Disagio della civiltà” come condizio-

ne irrinunciabile ed inevitabile della vita in

assomiglia alla carità, ma alla collaborazione, anche se la strada in questo senso è ancora lunga.

Il gioco delle tre carte portato avanti dalle diver-

sissime di chiusure, ristrutturazioni, aperture, riconversioni di stabili, senza poi pensare ai costi amministrativi e sociali.

A tutto ciò occorre dare una risposta, quantome-

no è necessario intraprendere un percorso coe-

rente nel quale ci si sente di poter lavorare bene

linguaggi diversi e che vive situazioni di esisten- società, ma questa è un’altra storia e
linguaggi diversi e che vive situazioni di esisten-
società, ma questa è un’altra storia e ci portereb-
se
amministrazioni della città di Bologna è chia-
e
con qualche risultato. La strada che Piazza
za
completamente opposte. Scopriremo poi in
be
molto lontano. Questi due mondi di cui stia-
ro
davanti ai nostri occhi: da un lato c’è la
seguito come questa classificazione sia molto
più forzata ed innaturale di quanto sembra.
mo parlando, in realtà, sono lo stesso, e si può
passare dall’uno all’altro con una facilità sempre
La
figura del “senza fissa dimora”, dell’homeless
non è sempre esistita storicamente: è una condi-
crescente (soprattutto verso il basso ovviamen-
te). Nel mondo occidentale, industrializzato
(ormai post-industrializzato) gli ammortizzatori
Babele dei ripari notturni, dall’altro lato c’è una
nuova idea di servizi alla persona che
punta alla qualità ma per meno per-
sone. Se si potesse trac-
zione sociale strettamente legata alla modernità
Grande ha intrapreso negli ultimi tre o quattro
anni è quella dell’ “Intercultura Sociale”.
Parliamo di Intercultura Sociale ogni volta che
gruppi di persone che vivono realtà diverse si
incontrano in situazioni comuni e collaborano
per raggiungere gli stessi obbiettivi; l’obbiettivo
e
alla condizione metropolitana in modo partico-
lare, è dalle contraddizioni intrinseche alle città
industriali che emerge questo gruppo sociale
emarginato rispetto ad una condizione definita
“normale”, integrata nel mondo del lavoro e dei
consumi. Condizione che non comprende soltan-
sociali sono sempre meno, le garanzie di citta-
dinanza un lusso tutto da riconquistare e
anche la rete sociale di salvataggio compo-
sta da famiglia, affetti e senso di comunità
ciare una sorta di
mappa
non gode di ottima salute.
dunque è quello di far incontrare quei due (o più)
mondi che si sono creduti separati per troppo
tempo. E’ un incontro trasversale fra soggetti
che possono appartenere alla stessa
classe o a ceti diversi; é il per-
La
società contemporanea dunque fa
to
l’emarginazione economica, ma anche rispetto
sempre più fatica
alle relazioni umane.
L’esperienza di Piazza Grande in questi
anni ci ha permesso di osservare il rap-
porto fra città e senza fissa dimora e di
come è cambiato negli anni. Bologna è
Viaggiante
dei
cieli
volto
sguardo
grave
pensa
alla
terra
una città che viene definita ricca, ma
sotto nasconde più povertà di quella
che si vede; inoltre è un centro che
attrae molte persone dalla regione e
non solo, per cui si concentrano molti
prega
Ave
per
porta
nel
cuore
ferita
che
langue
per
il
dolore
AME-
di
chi,
nel
sangue
problemi e realtà non facili da gestire nello stes-
so territorio. Fra assistenzialismo di sinistra e
paternalismo di destra Piazza Grande ha deciso
per
congiunto
a
gestire una
senza
sorriso
RICA
contraddizione di fondo,
quel
defunto
corso di vita e l’esperienza per-
sonale che sono diverse. Creare
una situazione rivoluzionaria
oggi significa fare incontrare il
giovane punkabestia e il pen-
sionato operaio, significa far
collaborare insieme studenti e
senza dimora, tossicodipen-
denti a un progetto comune.
È in quest’ottica che abbiamo
organizzato i corsi di teatro e
giornalismo sociale nell’anno
2000-2001 e ancora di più in
questa direzione vogliamo
insistere l’anno prossimo:
la
strada dell’auto-aiuto e della libera iniziativa
anche perché, al di la delle parole di
comodo, la politica e l’economia vanno in dire-
zione completamente opposta: verso il liberi-
smo più sfrenato, l’isolamento relazionale, la
solitudine comunicativa e psichica. Dunque l’u-
nico modo che questo sistema di cose può adot-
tare per fare qualcosa per chi ha bisogno è agire
nell’ambito spettacolare: facendo vedere da un
senza
più
un
viso.
11
associativa, costruendo un giornale di strada,
progetti, laboratori e una presenza sul territorio
che è stata un esempio per molte altre realtà ita-
liane. Da questo punto di vista abbiamo potuto
monitorare il mondo dell’emarginazione ed
abbiamo potuto constatare come la classificazio-
ne fra mondo normale e dell’emarginazione
siano sempre più vicini o comunque mescolati:
città
la caduto di il quella
è
sceso
l’inferno
che
ha
gelati
SET-
dina-
come
un
freddo
inverno.
con una dal Nessuna un chi ha
mica, con
indulgenza
TEM-
tanto di bandierine, del
balletto fra aperture e chiusure
per
il
falso
pentito
niente
clemenza
di ripari notturni negli ultimi cinque anni
chi
colpito.
occorre mettere in rete sem-
pre più gruppi sociali
distanti allo scopo di accor-
ciare le distanze fra le
diverse identità, abbassan-
do così il livello di una
conflittualità sociale che
coinvolge tutti e che pesa
soprattutto sugli ultimi.
BRE
ci maledetti tanto In sole che sbiancato
questa rappresentazione deriva da una imposta-
zione di classe della vita e della società che inol-
tre non tiene in conto dei cambiamenti economi-
lato che si fa qualcosa, (convegni, studi, ecc.) e
dall’altro mistificando, nascondendo il problema
per
a Bologna sembrerebbe una sorta di folle gioco
E
con
loro
siano
in
vari modi. Mantenere e nutrire questa idea dei
da
tavolo dove l’unica legge guida è la famosa
quell’acqua
due (o più) mondi divisi significa educare all’in-
“emergenza freddo”: in questi anni non si è fatto
disseterà
loro
gola,
ci
e sociali che possono accadere nel tempo.
Prima di tante analisi macro economiche, in anti-
differenza, e quando è necessario anche al con-
flitto sociale: la cosiddetta “guerra fra poveri”.
Stratagemma che dovrebbe servire al Sistema
per temporeggiare e incolpare del disagio chi sta
che aprire e chiudere dormitori in città. Grandi,
piccoli, in centro o in periferia, a seconda della
stagione, delle giunte, ecc. Il segnale è chiaro (si
il
che,
scalderà
le loro ossa
Lo scopo non è quello di
annullare le identità e
creare una sorta di per-
sona sociale del domani:
darà soffio alla
è
l’aria che,
importante che ognuno si riconosca e affondi
loro vita
mille volte,
cipo su tanti esperti, abbiamo potuto renderci
conto di come si stia sempre più assottigliando
le
proprie radici nel mondo nel quale è nato e
e mille,
la terra che,
per sempre
fa
per dire!): non c’è la volontà politica di orga-
vive, ma è possibile spostare quanto più possibi-
nasconderà
loro putrida
la
carne.
EEEEmmmmiiiilllliiiiOOOO

la soglia che separa il mondo del lavoro e della

normalità e quello dell’emarginazione e del disa- gio. Inoltre parlare di “disagio” non significa pra- ticamente nulla: purtroppo il dolore, la solitudine

un gradino più in basso. Ma oggi, come associa-

zione che lavora in quest’ambito, ci rendiamo

conto che i nodi vengono al pettine e una parte

di società ha cominciato a comprenderlo: sta

nizzare una stabile e normale logica di acco- glienza nel capoluogo emiliano; con il risultato inoltre di far sembrare il problema più grande e

urgente di quello che è all’opinione pubblica. Bologna non è la città più impreparata d’Italia, in termini di accoglienza, questo è giusto dirlo, ma non è un buon motivo questo per andare al

atteg- ribasso e soprattutto non c’è motivo di buttare,

giamen- ogni anno, denaro pubblico in operazioni costo-

nuovo

do un

nascen-

le il centro della propria identità verso l’altro e,

ancor più difficile, verso il diverso. Guardare la sostanza della realtà non è cosa facile e l’incon- tro con chi ha perso tutto non è facile, è uno specchio distorto che fa male e fa paura, ma nonostante tutto la forza più grande che possia- mo avere si trova sempre lì: nell’unione concreta

fra le persone.

si trova sempre lì: nell’unione concreta fra le persone. SEDE DELLA COOPERATIVA VIA ANTONIO DI VINCENZO
si trova sempre lì: nell’unione concreta fra le persone. SEDE DELLA COOPERATIVA VIA ANTONIO DI VINCENZO

SEDE DELLA COOPERATIVA

VIA ANTONIO DI VINCENZO 26/F (BO) TELEFONO E FAX 051 372 223 OPPURE 051 4158 361

SITO INTERNET:

www.cooplastrada.it E - MAIL:

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SEDESEDE REDAZIONALEREDAZIONALE delladella testatatestata ee dell’Associazionedell’Associazione AmiciAmici didi PiazzaPiazza GGranderande VViaia Libia,Libia, 6969 tel.tel. 051/342328051/342328 SITSITOO INTERNETINTERNET::

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www .piazzagrande.it .piazzagrande.it E E - - MAIL: MAIL: pg@piazzagrande.it pg@piazzagrande.it febbraio duemiladue 5
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febbraio duemiladue

5

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sesta II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 Venerdì 13 dicembre Piazza Grande,
sesta II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 Venerdì 13 dicembre Piazza Grande,
sesta II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 Venerdì 13 dicembre Piazza Grande,
sesta
sesta
sesta II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 Venerdì 13 dicembre Piazza Grande, Libera
sesta II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 Venerdì 13 dicembre Piazza Grande, Libera

II NOME DEL BARBONE

serata del 7 dicembre 2001

Venerdì 13 dicembre Piazza Grande, Libera Università di Contropiani e Fraternal Compagnia, organizzano la presentazione del libro “In nome del barbone” di

Federico Buonadonna. Oltre al dibattito la serata ha visto svolgersi una lettura

di

brani tratti dal libro da parte del ragazzi della Fraternal Compagnia, il grup-

po

formatosi grazie al progetto Sportello sociale e delle Opportunità e gazie al

progetto di Intercultura sociale di Piazza Grande, e la visione di due brani

video;uno tratto dalla ricerca sul campo alla base del libro e uno dallo spettaco-

lo dello scorso anno “la Fraternal Compagnia”. E’stata una serata intensa dove

brani di grande effetto sono stati riproposti con una grande sincerità attorica

da Alfred, Stefano, Alberto, Angelo , Valeria hanno toccato i sentimenti di chi

ascoltava,creando una atmosfera di partecipazione notevole. Alla serata ha parte- cipato anche Michela una suonatrice di organetto che con il suo strumento ha ricreato quella dimensione della strada in cui il libro stesso si è formato. Naturalmente un grazie a questi ragazzi che lavorano sulle proprie motivazioni per ritrovare una speranza, delle relazioni e lo fanno con una sensibilità fuori del nostro tempo.

Massimo Macchiavelli

Un Brano Tratto da

“In nome del Barbone” di

Federico Buonadonna

*

<<Barbone è Scalfaro, barbo- ne è Berlusconi, barbone e Berlusconi. Io ho vissuto la strada, io ho arato la strada con l’aratro e ho seminato nel

cemento armato.Io sono un

contadino non un barbone>>

*

SS

LL

AA NN GG EE LL OO

Sono le 21,00 circa di Venerdì 7 e ci troviamo nella struttura del “Centro Diurno” di via del Porto dove stà per avere inizio l’evento della serata la pre- sentazione di un libro, titolo: “il nome del barbone” di Federico Bonadonna, organiz- zato dalla “L.U.C.” di P.G. (Piazza Grande) e F.B. (Fuori Binario). Inutile dire che il libro parla del barbone, della sua vita di strada e dei suoi diritti calpe- stati. Quello che posso dire é che lo svolgi- mento della serata é andato abbastanza bene, il mio problema è che si parlava in un modo alieno per me, un cocktail di belle parole che alla fine veni- va mescolato con argomenti riguardan- ti la politica, per me sentire parlare di politica è come sentire delle persone parlare arabo o cinese. In quanto al pezzo forte della serata è questo posso dirlo con certezza, è stata una lettura di alcuni brani tratti dallo stes- so libro e interpretati dalla “Fraternal- Compagnia” di Massimo Macchiavelli e tutti i suoi ragazzi, questo (per me) é stato il pilastro principale di tutta la serata.

(per me) é stato il pilastro principale di tutta la serata. A A l l f

AA ll ff rr ee dd

GG ii aa nn oo ll ii

l l f f r r e e d d G G i i a a
l l f f r r e e d d G G i i a a

Ho partecipato con la compagnia teatrale “LA FRATERNAL COMPAGNIA” diretta da Massimo Macchiavelli, alla rappresentazione del libro “IL NOME DEL BARBONE” scritto da Bonadonna. Come segno del destino ho avuto modo di leggere la parte che descriveva la vita difficile di un Barbone o più comunemente detto ragazzo di strada. Dico come segno del destino perché nella mia vita anch’io ho vissuto questa esperienza e dovendola rappresentare di fronte a persone che conoscevo appena, superficialmente, a sconosciuti che costituivano la maggioranza del pubblico, le parole del Bonadonna mi hanno portato a riflettere: ho rivisto me stes- so in quelle tappe fisse che una persona che vive per strada é obbligato a fare per lavarsi, per riuscire a mangiare, per avere un posto caldo dove dormire la notte, attraverso appun- tamenti: anche questi, obbligatori, con assistenti sociali, operatori di strutture di accoglienza a bassa soglia.

Mi

trovato Bonadonna nel suo libro. Come mia prima esperienza teatrale spero di essere riuscito a trasmettere qualche emozione a chi non ha mai avuto problemi di questo tipo, in modo che la gente si avvicini alle persone “DIVERSE”, emarginate dalla società. Spesso infatti con un po’ di aiuto da parte anche degli sconosciuti che si incontrano per strada, con un po’ di cuore dai passanti che guardano il BARBONE, con un po’ di buona volontà e con il tempo, le persone in difficoltà riescono a

migliorare e a risolvere i problemi passo dopo passo e le difficoltà della vita di strada riuscendo a migliorarsi e tutto questo può essere possibile solo quando cadranno le barriere che impediscono la comunicazione tra persone di diversa estrazione sociale.

Io ci stò riuscendo!

sono addirittura bloccato nel constatare quanto vicino alla realtà della vita di strada si é

CERCHIAMO MATERASSINI E MATERASSI DA PALE- STRA: CI SERVONO PER IL TEATRO! tel 051 342328
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Via Libia 69

VV aa ll ee rr ii aa

(( WW oo ll ll ii ))

Venerdì 7 dic. é stata per me una data importante come lo sono state tutte le date nelle quali la Fraternal Compagnia ha preparato qualche spettacolo o rappresentazione. Dico questo perché da circa 6 mesi faccio parte di questa allegra brigata e attraverso i miei amici e le prove riesco a mettermi in gioco e ad impe- gnarmi in qualcosa che mi fa stare meglio. Mi ha colpito una cosa di questa serata : noi siamo stati esclusi. Abbiamo cercato di dare qualcosa al pubblico che sì, ha applaudito, forse

anche un po’ invogliato da qualcuno, ma nessuno ha sprecato una parola per noi, i veri esclusi. Ho visto ogni fazione (brutto a dirlo) proporre la propria merce e quello che sarebbe dovuto essere donato, almeno a chi non poteva permetterselo, veniva fatto pagare. Io personalmente dal pomeriggio fra prove e rilassamento ho mangiato quando sono rientrata a casa, verso mezzanotte. Si è fatto tutto un discorso sul “barbone” e sull’esclusione, escludendo NOI prima di tutti.

Si è fatto tutto un discorso sul “barbone” e sull’esclusione, escludendo NOI prima di tutti. 6

6 febbraio duemiladue

Si è fatto tutto un discorso sul “barbone” e sull’esclusione, escludendo NOI prima di tutti. 6
settima II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 S S t t e
settima II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 S S t t e

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settima II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 S S t t e e
settima II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 S S t t e e
settima II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 S S t t e e

II NOME DEL BARBONE

serata del 7 dicembre 2001

settima II NOME DEL BARBONE serata del 7 dicembre 2001 S S t t e e

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nn

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Quando Massimo mi ha chiesto un contributo scritto, ovviamente personale, sulla serata nella quale si è trattato il tema dei barboni, (termine che non a pochi è scocciato sentire) senza pensarci gli ho detto di si, spavaldo e che con due righe avrei raccontato la serata. Non è stato così: man mano che ho cominciato a pensarci, sono emersi aspetti ai quali avevo dato poca importanza nonostante vivo in prima persona questo problema. Secondo me ci sono diversi tipi di Barboni: Quello che lo fa per scelta, quello che si ritrova ad esserlo per i tanti motivi che possono succedere, incluse le disgrazie, e quelli che non riescono ad inte- grarsi in questo sistema lasciandosi andare a se stessi senza avere la forza di reagire.

Ci sono quelli che vivono una dipendenza (droga, alcool, psicofar-

maci,ecc.) per cui non sono in grado di autosostenersi che vanno ai

margini perché lì non ci sono regole da rispettare, e non devono dar

conto a nessuno. Sembra tutto più semplice

Per me la serata si divide in due parti. Quella da protagonista con la Fraternal Compagnia, e come persona presente. Con la Fraternal Compagnia ho ripreso il mio percorso interrotto

nel e con il teatro. Avevo lasciato con la mia scarcerazione il contat-

to con una compagnia; e il ritrovarmi in una compagnia “FUORI”

dove si fa anche teatro, libera, è stato un desiderio che si è avverato nonostante il tentennamento prima di frequentarla. Frequentare que-

sto corso di teatro, tra le altre possibilità, mi sta dando quella di

uscire da uno schema di vita che stava per ripetersi, che mi avrebbe portato fuori da un vivere dignitoso. La strada. Non voglio con que-

sto dire che il corso di teatro sta risolvendo i miei problemi, quelli

rimangono. Per me la compagnia è un punto fermo di aggregazione, molto importante per il tipo di vita che avevo ripreso a vivere, che posso frequen- tare, che mi porta a sentirmi meno solo e parte di un qualcosa, dove si può condi- videre e vivere le differenze. Barbone non è solo quello che vediamo sugli scalini accovacciato, non è solo quello che va a chiedere l’obolo in chiesa o per le strade, non è solo quello che vediamo con la barba, sporco. Il barbone è anche colui che vive le diverse forme di esclusione;il barbone è colui che non ha diritti, insultato, stereotipizzato.E facile poi rimanere nel luogo comune che identifica il barbone quando è al limite,sporco, con la barba, ubriaco. Fare di più si può, prevenire è meglio. Tutti dovremmo dare con Amore, disinte- ressatamente, perché in fondo è bello fare bene e fare sempre meglio, per gli altri e per noi stessi. L’assenza delle varie figure professionali che operano in questo campo non ci ha dato la possibilità di un approfondimento sul tema in quella cir- costanza. Dopo tutto, risposte adeguate le avrebbero potute dare solo loro, rispo-

ste che non avrebbero risolto il problema ma quanto meno avrebbero reso la coscienza dei tanti più vicino alla realtà. Nel sociale abbiamo bisogno di gente di poca teoria e meglio organizzata di praticità.

E stata questa in fin dei conti, l’iniziativa,voglio sperare, quella di par-

tire sensibilizzando la gente e di partecipare in prima persona, non

solo di pubblicizzare il libro e se stessi, altrimenti poi avrà ragione Tonino Palaia, Presidente di Piazza Grande, nel dire che c’è gente che

si fa vedere una volta all’anno, a Natale possibilmente, si fa conosce-

re, colpisce e via non li si vede più. Gente che specula su ignara gente, che la fanno franca; ma non nel loro animo di certo. Far prendere coscienza del problema che a quanto pare è un po vicino

a tutti, perché tanti vivono sopra la soglia di povertà, che vengono

subito dopo il povero che si nasconde e che a sua volta viene subito dopo quello che vediamo chiedere l’elemosina. Non è tanto lontana

come realtà per molti, quindi interessa un gran numero di gente, dice- va il critico seduto vicino a Bonadonna intervenuto per sostenere il libro attraverso una lettura anche politica del problema, “ Non dobbia- mo sentirci al sicuro senza preoccuparci del sistema che si va profi- lando verso la gestione delle risorse in tema sociale.”Il sentirci tutti coinvolti e operare ognuno secondo il proprio contributo per creare una rete che si offra al più debole aiutandolo a ritrovarsi se questo ha bisogno di esserlo, a superare un momento difficile se quel qualcuno ha bisogno di superarlo. Quello che viviamo è il rispecchio di quello che noi abbiamo costruito, o che hanno costruito, se non va bene quel-

lo che gli altri hanno costruito, allora possiamo anche cambiarlo.Non

è che tutto quello che viviamo è avvenuta per combustione propria

diceva Massimo Macchiavelli, tutti dobbiamo sentirci parte di quel che viviamo. Nessuno è escluso, neppure quelli che di prima persona vivono il problema. Qui

nasce il paradosso.Addirittura noi ci si arrabbia quando si sente dire che si è degli “esclusi”. Solo noi ? Anche Voi però siete degli esclusi, perché Voi che Vi ritenete esclusi dagli “esclusi”, non fate niente di concreto (basta poco) pur avendo le pos- sibilità di non far sentire esclusi degli esclusi, che magari non sanno neppure di esserlo, mentre noi lo sappiamo. Freddo, accovacciati di speranza camminiamo. Le vetrine colorate di mercanti, ci regalano sogni Che forse non realizzerò mai nell’olimpo dei bisogni tuoi.

Nel luccichio di questo tempo ritorno bambina, di giochi

che ridere, la mia pas-

sione Nella spensieratezza nulla oggi rimane, le rime piegate e appesantite; sono stanco.

oggi rimane, le rime piegate e appesantite; sono stanco. in realtà non è così! A A

in realtà non è così!

AA ll bb ee rr tt oo

MM oo rr aa

Avvenuta il 07/12/2001, in via del Porto

La responsabilità interpretativa di una parte di vita vissuta é notevole ed ancora in più lo é quando sai che, il soggetto diretto di questa vita, non é più fra noi: non hai la possibilità di confrontarti con lui, non hai la possi- bilità di sentire la sua voce che trasmette le proprie emozioni, non hai la

possibilità di studiarne le gestualità. Resti solo con te stesso e con il testo

di cui ne devi interpretare la rabbia, la dolcezza, l’ironia e la cattiveria.

Manifestazioni interiori che vengono esternate con più facilità quando, tu

stesso o sei in sintonia o hai le stesse idee e esperienze. Ma

tutto ciò, mi tremavano le gambe e non solo, quando davo voce alle paro-

le di Marco. Erano attimi intensi ma espressi con sincerità perché proven-

gono dall’interiore.

E poi, l’interpretazione di gruppo é stata l’esaltazione, a più voci, della

condizione in cui noi, senza fissa dimora, siamo costretti a subire l’istitu-

zione. Esperienza che ha arricchito il mio io di un’altra casella di quel puzzle infinito della vita di strada.

nonostante

casella di quel puzzle infinito della vita di strada. nonostante Egon Schiele- Autoritratto nudo febbraio duemiladue

Egon Schiele- Autoritratto nudo

casella di quel puzzle infinito della vita di strada. nonostante Egon Schiele- Autoritratto nudo febbraio duemiladue
casella di quel puzzle infinito della vita di strada. nonostante Egon Schiele- Autoritratto nudo febbraio duemiladue

febbraio duemiladue

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casella di quel puzzle infinito della vita di strada. nonostante Egon Schiele- Autoritratto nudo febbraio duemiladue
ottava INTERNET E IL NON PROFIT Per una rete solidale di comunicazione locale AVVOCATI DI
ottava
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ottava INTERNET E IL NON PROFIT Per una rete solidale di comunicazione locale AVVOCATI DI STRADA
ottava INTERNET E IL NON PROFIT Per una rete solidale di comunicazione locale AVVOCATI DI STRADA
ottava INTERNET E IL NON PROFIT Per una rete solidale di comunicazione locale AVVOCATI DI STRADA

INTERNET E IL NON PROFIT Per una rete solidale di comunicazione locale

IL NON PROFIT Per una rete solidale di comunicazione locale AVVOCATI DI STRADA E’ consuetudine a

AVVOCATI DI STRADA

E’ consuetudine a fine anno effettuare i bilanci delle proprie attività lavorative.

Anche se il nostro è con una chiusura positiva, non desideriamo parlare di

quantità ma cercare di mettere in rilievo, invece, le difficoltà dell’utenza.

Si sono riscontrate le titubanze, le incertezze e le insicurezze delle persone

che si sono avvalse della nostra collaborazione. E’ amaro ammettere che, alle spalle delle persone che vivono la strada o quant’altre si trovino in difficoltà, vi siano delle impotenze istituzionali che creano diffidenze anche verso coloro che VOLONTARIAMENTE operano a loro beneficio. Abbiamo riscontrato,

infatti, che spesso all’origine delle incertezze e delle insicurezze risulta esserci

la difficoltà di ottenere risposte immediate alle necessità personali, non consi-

derando che sono necessari tempi per poter ottenere informazioni, dati e rela- tive risposte e che, quindi, l’immediatezza deve convivere con tempi per lo svolgimento di attività collaterali ai singoli casi.

Una diversa problematica è quella della conoscenza di quello che è necessa- rio dover presentare ad un avvocato al fine di poter ricevere degli utili consigli. Anche questa sembra appar- tenere alle persistenti difficoltà riscontrate in quanto si ha la sensazione che si rivolgano allo sportello per venire a tastare il terreno e di conse- guenza comprendere cosa fare concretamente. In questo anno

di attività molti aspetti sono tut-

tavia mutati nel tempo : il gran- de slancio ottenuto dai risultati conseguiti ha determinato una maggior considerazione dell’at- tività svolta settimanalmente e una maggior fiducia nella pic- cola istituzione creata all’inter- no dell’Associazione Amici di “Piazza Grande”. La struttura di questo servizio ha avuto, nel tempo, un ulteriore sviluppo

creando UN PONTE di comuni- cazione tra gli Avvocati di Strada e le persone che la vivono attraverso contatti personali nei luoghi che essi abitualmente frequentano. Questo ha fatto in modo che si potesse realizzare un primo contatto fra soggetti con relativa analisi dei propri problemi. Per meglio far capire poi cosa intendiamo per “ponte” diremo che abbiamo la possibilità di usufruire anche della collaborazio- ne di una persona che quotidianamente occupa parte del proprio tempo alla frequentazione della strada. Instaura con i senza fissa dimora relazioni ami- chevoli e di massimo rispetto personale riuscendo anche a far esternare i pro- blemi che vuoi per sfiducia, vuoi per non conoscenza, per indifferenza o per solitudine occupano l’interiorità degli individui conservando gli stessi problemi nella profondità del proprio intimo. Con questo desideriamo dimostrare che cerchiamo, nel limite delle nostre possibilità, di incontrare tutti coloro che aves- sero necessità di una consulenza legale, cercando nello stesso tempo di far svanire le titubanze, le incertezze e le insicurezze manifestate.

Bandiera Gialla, la rete sociale

Marzo\Aprile

www.bandieragialla.it Via Legnano 2 40132 Bologna

2 volte alla settimana Ogni lezione durerà 2h (es. 18-20)

email: redazione@bandieragialla.it

SEDE

tel. e fax: 051\400024

Redazione di Bandiera Gialla

Corso di formazione

Via

Legnano 2, 40132 Bologna

Esiste un'interdipendenza forte e diretta tra comuni-

(Borgo Panigale, di fronte al Centro Borgo)

cazione e sviluppo di comunità e tra comunicazione

COSTI

e

integrazione sociale.

La

partecipazione al corso non prevede nessun

In

questa prospettiva

costo, rimane vincolata esclusivamente al versamen-

Bandieragialla pro-

dizioni necessarie

to

alla quota associativa di Bandiera Gialla

muove attività comuni-

GLI INTERVENTI

cative innovative, inte-

PRESENTAZIONE

grate e partecipate sul

"Presentazione dell'iniziativa". Di Michela De Falco

territorio locale. In questo senso, allo scopo di creare le con-

all'attivazione e rivita- lizzazione di una rete comunicativa locale di settore, Bandiera Gialla ha deciso di organizzare un corso

Tutor del corso PRIMO MODULO "Una definizione di comunicazione sociale"di Prof.ssa Pina Lalli (da confermare) Sociologia della comunicazione, Scienze della Comunicazione, Università di Bologna SECONDO MODULO "L'importanza della comunicazione nel sociale" di Fausto Viviani CGIL, Direttore di Bandiera Gialla

TERZO MODULO

di

comunicazione rivol-

"Informazione sociale: strategie e strumenti" di

to

alle organizzazioni

Mauro Sarti Giornalista, Redatto Sociale e Giornalisti

del volontariato bolo-

Associati

gnese. L'obiettivo che

QUARTO MODULO

il

corso si propone è

"La comunità virtuale: motivazioni e strumenti.

Informazione, comunità e web"

di Nicola Rabbi Giornalista, caporedattore di

Bandiera Gialla

QUINTO MODULO

"Comunicare sul web: HTML e grafica web. Di Carlo

Sacripante

Webmaster Bandiera Gialla

SESTO MODULO "La comunicazione no global. Un caso di comunica- zione sociale efficace"

di Marco Trotta Bologna Social Forum

Napoli 22002
Napoli 22002

quello di formare gli operatori sociali alla comunicazione in internet. Bandieragialla intende for- nire ai partecipanti una conoscenza di base relativa alle possibilità comunicative offerte dalla rete ai sog- getti attivi del volontariato bolognese e alla comunità locale.

SCHEDA DI PRESENTAZIONE OGGETTO Corso di formazione "INTERNET E IL NON PROFIT.

Per una rete solidale di comunicazione locale": defi-

CONCLUSIONE

nizioni, criticità, strategie e strumenti, progetti.

"L'avvio della rete locale di comunicazione sociale" di

I

CONTENUTI

Nicola Rabbi e Michela De Falco

Il

corso prevede 6 moduli formativi che affronteranno

ISCRIZIONE

tema della comunicazione sociale on line da diffe- renti punti di vista. "LA COMUNICAZIONE SOCIALE

il

Per l'iscrizione basta contattare Bandiera Gialla e inviare il modulo di iscrizione a Michela De Falco.

E

LE NUOVE TECNOLOGIE: caratteristiche, funzio-

nalità, criticità, vantaggi e opportunità della comuni- MICHELA DE FALCO Avvocati di Strada. cazione sociale
nalità, criticità, vantaggi e opportunità della comuni-
MICHELA DE FALCO
Avvocati di Strada.
cazione sociale on line".
TEMPI
tal8322@iperbole.bologna.it
051\4000024 (tel. e fax)
Un
altro
mondo è
all’ATTACCO!

ATTAC ITALIA, piattaforma di associazioni e cittadini uniti da una comune ispirazione anti-liberista e di

difesa dei diritti di cittadinanza, è nata ufficialmente proprio qui a Bologna, con il suo congresso fondati- vo, che si è tenuto il 12 e 13 gennaio scorsi. Alla sua costituzione hanno contribuito i circa 2000 iscritti e i numerosi attivisti che, con un lavoro convinto e costante hanno creduto nel progetto, nel metodo rap- presentato da ATTAC, oltre che nelle nostre comuni rivendicazioni politiche e sociali. Già la stessa nasci-

ta dell’associazione esprime una precisa concezione

della politica, il più possibile lontana da ogni forma di atteggiamenti lideristici, fondata su una partecipazio-

ne diretta e su un continuo scambio e verifica della

nostra azione di lotta. Per questo, statuto e docu- mento di indirizzo politico non sono stati imposti dai primi fondatori alla massa degli iscritti più recenti

(entro il 30 novembre 2001), ma sono state costruite insieme, accogliendo diversi emendamenti in un periodo di tempo di qualche mese, e mediando tra le diverse ipotesi, in modo da arrivare ad un prodotto

finale che non può essere ridotto alla mera addizione dei pezzi messi insieme da ciascuno, ma è risultato più ricco di un percorso comune, qualcosa di nuovo e

di diverso dalle posizioni particolari, che ne risultano

integrate, arricchite, meglio inserite nelle linee comu-

ni che costituiscono l’associazione.

Tali linee escono senza dubbio rafforzate e si raccol-

gono intorno alla volontà di un forte impegno politico

e sociale, nella difesa dei fondamenti alla cittadinan-

za: accesso ai diritti elementari, trasparenza giudizia-

ria e indipendenza della magistratura, lotta alle priva-

tizzazioni dei servizi primari, come acqua, salute e scuola, lotta al terrorismo e alla guerra, nella faticosa

costruzione di una modalità di relazione tra culture

che non sia di scontro e sfruttamento ma di cono- scenza, rispetto e cooperazione. La cittadinanza, per come la intendiamo noi, non può certo essere limita-

ta dalle barriere sempre più deboli degli stati, ma è

beni superflui resi indispensabili dal nostro consumi- smo; la vittoria sull’analfabetismo e l’affermazione, non solo in termini di principio ma nei fatti, della cul-

tura e dell’istruzione come diritti primari; l’affermazio-

ne dei diritti delle donne, troppo spesso negati; una

democrazia effettivamente agita dai cittadini, anche attraverso nuove forme di partecipazione capaci di

rispondere a bisogni crescenti e di arginare tendenze autoritarie che, al contrario, sembrano profi- larsi nel futuro più o meno immediato. Tutto questo non c’è ancora, ma fa parte di quel

ormai sempre più un processo su scala globale, e per questo riteniamo che ogni azione politica debba

e per questo riteniamo che ogni azione politica debba articolarsi non solo nel particolare contesto locale

articolarsi non solo nel particolare contesto locale

o

nessione tra globale e locale, tra le grandi

nazionale, ma sapere recuperare la con-

mondo migliore che, insieme, tentiamo di costruire. E questa faticosa costruzione passa

al tempo stesso attraverso forme di

azione politica concreta, e una presa

di coscienza collettiva: percorso cui ci

riferiamo quando parliamo di “autoedu- cazione popolare volta all’azione”, e che portiamo avanti anche attraverso battaglie quotidiane. La prima è già stata lanciata, e si tratta della campagna nazionale per l’a- dozione della Tobin Tax, una misura di tas- sazione delle transazioni finanziarie, proposta

decisioni prese in organismi come WTO e FMI e le ricadute nella prassi dei governi e

sul territorio in cui viviamo. Del resto, la nostra intenzione non è solo difendere alcuni diritti che, presenti solo in aree ristrette del globo e, spesso, in fasce ristrette delle nostre società “sviluppa- te”, finiscono con l’apparire privilegi, ma estendere le garanzie della dignità, attraverso un forte lavoro

politico, di cotruzione e affermazio-

ne, oltre che di intransigente dife- sa. Le conquiste più importanti

devono ancora essere affermate, e lo saranno solo se l’azione avverrà a livello internazio-

nale. E i temi di lotta sono molteplici, l’effettiva tutela,

in ogni parte del globo, dei diritti dei lavoratori; la pre-

minenza, nell’economia, delle risorse elementari sui

originariamente dal Nobel americano per l’eco- nomia James Tobin. Il meccanismo ha l’obietti- vo di disincentivare la pratica delle speculazioni finanziarie, quegli scambi di moneta che finaliz- zati a trarre profitti dall’instabilità dei mercati. Può forse apparire un’azione marginale, settoriale, poco

attraente rispetto alle impegnative affermazioni di principio, eppure noi la riteniamo fondamentale per

varie ragioni. In primo luogo, è quasi inutile ricordare che un mercato instabile non è qualcosa di astrattto, lontano da noi: ha la faccia di migliaia di persone povere, senza lavoro, senza casa, senza cibo.

Questo impegno ci darà inoltre l’opportunità di creare sensibilizzazione , soprattutto rappresenterebbe una vittoria politica, in quanto minerebbe la menzogna, continuamente diffusa dai massmedia, che l’econo- mia è qualcosa di oggettivo, cui la politica deve solo adattarsi. è invece ora di rendersi conto che dietro ai tagli di addetti che fanno volare vertiginosamente le quotazioni, dietro ai prezzi del cacao, ci sono scelte precise, operate da persone, e che su altre persone

ricadono. La campagna, che va oltre i nostri confini nazionali (ATTAC è infatti una rete di associazioni

nazionali, che conta ormai presenze in circa 30

nazioni, anche fuori dall’Europa), si articolerà in Italia attraverso una raccolta di firme per l’adozione di un disegno di legge di iniziativa popolare. Come obietti-

vo, ci siamo posti di raggiungere la quota di 150.000,

tentando così di superare ampiamente il numero minimo; questa azione di tipo istituzionale sarà

affiancato anche da una petizione per permettere di firmare anche a cittadini stranieri, non residenti o altro di manifestare comunque la propria adesione, con una semplice firma: un atto che non costa nulla,

ma che esprime una presa di posizione civica, prima

di tutto, e anche ideale. www.attac.org/italia

Valentina FFulginiti

di posizione civica, prima di tutto, e anche ideale. www.attac.org/italia Valentina F F ulginiti 8 febbraio

8 febbraio duemiladue

di posizione civica, prima di tutto, e anche ideale. www.attac.org/italia Valentina F F ulginiti 8 febbraio
di posizione civica, prima di tutto, e anche ideale. www.attac.org/italia Valentina F F ulginiti 8 febbraio
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II LLIINNGGUUAAGGGGII DDEELL TTEEAATTRROO

G U U A A G G G G I I D D E E L

ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA DIPARTIMENTO DI MUSICA E SPETTACOLO

LA SOFFITTA Centro di promozione teatrale

nell’ambito della

STAGIONE 2002

UNO SGUARDO SULLE SCENE 22 gennaio - giugno 2002

presenta

SCRITTURE PER ATTORI

sico moderno. Il programma si apre con la proiezione del video-spettacolo DUE LAI - Erodiàs, Mater strangosciàs dall’ultimo testo di Giovanni Testori composto nel 1992 nella sua stanza, all’ospedale San Raffaele di Milano. Per la regia di Federico Tiezzi e interpretato da Sandro Lombardi, il video è stato realizzato da Studio Azzurro di Milano e verrà introdotto da una presentazione di Sergio Colomba (13 febbraio ore 16 a Palazzo Marescotti, via Barberia 4, ingresso libero). Primo spettacolo in programma, L’apparenza inganna di Thomas Bernhard, con Sandro Lombardi e Massimo Verdastro (13 e 14 febbraio ore 21 al Teatro San Martino, via Oberdan 24). Federico Tiezzi, che ne cura la regia, desiderava mettere in scena un testo di Bernhard fin dagli ultimi anni Ottanta. Questo spettacolo, che ha debuttato al Festival di Santarcangelo nel luglio del 2000, riporta i Magazzini negli spazi fuori dal teatro, abbandonati già alla fine degli anni Settanta, con l’eccezione del Genet a Tangeri recitato, come si sa, in un macello comunale, sempre a Santarcangelo. L’Apparenza inganna, infatti, è ambientato in appartamenti veri, distinti l’uno dall’altro, fra cui gli spettatori si debbono spostare. E anche se la replica di Bologna verrà adattato agli spazi del Teatro San Martino, è bene tenere presenti queste destinazioni originarie, che, attraversate dalle parole dell’attore, rinascono teatro.

Un percorso attraverso la drammaturgia contemporanea dai Magazzini ad oggi dal 13 febbraio al 2 marzo 2002 Prosegue la stagione 2002 di teatro, musica, danza e cinema del Centro La Soffitta di Bologna, quest’anno intitolata Uno sguardo sulle scene. La formula resta quella consueta della progettualità: non presentiamo solo rassegne di spettacoli, ma anche iniziative culturali e laboratori di approfondimento, dedicate a particolari temi ed esperienze artistiche, nella prospettiva di una proficua integrazione fra teoria e pra- tica delle discipline dello spettacolo. Il secondo progetto in programma, per la sezione teatro, SCRITTURE PER ATTO- RI presenta la Compagnia Lombardi-Tiezzi, continuatrice di quella particolare drammaturgia del Novecento elaborata dai Magazzini nella sperimentazione di nuovi linguaggi teatrali, percorso che li ha portati ad assimilare e a rivivere le paro- le di Beckett, Müller, Dante (riletto dai poeti contemporanei: Sanguineti, Luzi, Giudici) e, con significativa continuità, di Testori, del quale proprio le straordinarie interpretazioni di Sandro Lombardi hanno mostrato l’attualità permanente di clas-

Officine di piazza Grande

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Orario di apertura:

Lunedì

9.00

- 13.00

14.00 - 18.00

Martedì

9.00

- 13.00

14.00 - 18.00

Mercoledì

9.00

- 13.00

14.00 - 18.00

Giovedì

9.00

- 13.00

14.00 - 18.00

Venerdì

9.00

- 13.00

14.00 - 18.00

Sabato

9.00

- 13.00

chiuso

Si torna al linguaggio di Testori con l’ultima produzione della Compagnia Lombardi-Tiezzi L’Ambleto, protagonisti Iaia Forte e Sandro Lombardi (1 e 2 marzo, ore 21 all’ Arena del Sole, Sala Grande). Interpretato magistralmente da Franco Parenti negli anni Settanta, questa geniale rilettura del testo skake- speiriano viene messa in scena da Lombardi e Tiezzi puntando ad evidenziare quegli elementi metateatrali legati alle vicende disastrate e ridicolissime degli Scarrozzanti, gruppo di contadini-guitti che vuole allestire l’Amleto. Non è necessario essere lombardi per interpretare questo dramma di Testori, compo- sto in una lingua d’invenzione, inaudita e apparentemente indicibile, estrema- mente teatrale ed evocativa. Lo spettacolo è presentato dal Centro La Soffitta in collaborazione con Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna.

Il progetto include anche un incontro con Sandro Lombardi condotto da Gerardo Guccini, per approfondire il particolare e modernissimo linguaggio

teatrale di questo gruppo cardine della drammaturgia italiana contemporanea. Nel corso dell’incontro, saranno ascoltati brani dalle registrazioni radiofoniche dei più noti spettacoli de I MAGAZZINI

(14 febbraio ore 11 a Palazzo Marescotti, ingresso libero).

La

stagione teatrale 2002 del Centro la Soffitta include inoltre, sempre nel mese

di

febbraio, un evento speciale affidato a Koreja e Sud Sound System che insie-

me presentano ACIDO FENICO ballata per Mimmo Carunchio, camorrista. Si tratta di uno spettacolo unico che segna il debutto di un magistrato, Giancarlo De Cataldo, alla scrittura teatrale (19 febbraio ore 21 all’Arena del Sole Sala Grande). L’evento è presentato dal Centro La Soffitta in collaborazione con Arena Del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna. La Soffitta Centro di promozione teatrale Palazzo Marescotti - via Barberia 4 . 40123 Bologna tel. 051.2092021-18 fax 051.2092017 e-mail: soffitta@muspe.unibo.it internet: www.muspe.unibo.it/soffitta Informazioni al pubblico: dal martedì al venerdì, ore 10 -13 Spettacoli:

ingresso intero euro 9 (L.17.426) ingresso ridotto euro 5 (L. 9.680) (su presentazione di tesserino o libretto universitario, Cartagiovani, tessera BO 16-25 GO, Età d’Oro, tessere Club la Repubblica, Radio Città del Capo, Associazione Frank Zappa-Radio Città 103) per gli spettacoli L’Ambleto e Acido Fenico: prezzi dell’Arena del Sole; riduzio- ne speciale studenti DAMS ? 5 (riduzioni e inviti permanenti Soffitta sospesi) Biglietteria: nei giorni e nei luoghi di spettacolo, apertura un’ora prima dell’ini- zio

Ufficio Stampa del Dipartimento di Musica e Spettacolo - Alma Mater Studiorum Università d Bologna Via Barberia 4, 40123 Bologna tel. 051.2092016 fax 051.2092017 ufficiostam- pa@muspe.unibo.it pag.1/2

Barberia 4, 40123 Bologna tel. 051.2092016 fax 051.2092017 ufficiostam- pa@muspe.unibo.it pag.1/2 febbraio duemiladue 9

febbraio duemiladue

9

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decima INTERCULTURA 2002- Corso di Giornalismo sociale Sono passati ormai tre anni da quando alla

decima

decima INTERCULTURA 2002- Corso di Giornalismo sociale Sono passati ormai tre anni da quando alla redazione
decima INTERCULTURA 2002- Corso di Giornalismo sociale Sono passati ormai tre anni da quando alla redazione

INTERCULTURA 2002- Corso di Giornalismo sociale

Sono passati ormai tre anni da quando alla redazione venne in mente di costruire un corso di giornalismo orientato verso il sociale e verso una contamina- zione delle esperienze che aspirava ad unire realtà sociali diverse, nella direzione della ricerca di nuove motivazioni e relazioni. Il corso di giornalismo è diventato così il luogo dove si sviluppano relazioni “alla pari” altrimenti impossibili da ottenere: in que- sta avventura ci ha sempre accompagnati Daniele Barbieri che per caratteristiche professionali e umane è riuscito a dotarci degli strumenti della comuni- cazione partendo dal nostro punto di vista. Queste esperienze di contamina- zione di diverse realtà culturali ci hanno per- messo di non stare al gioco del ghetto e di incammi- narci sulla strada del riconoscimento di entità non solo

esistenzialista, ma culturale: non solo la possibilità di ricevere ma anche quella di donare; esperienza, sensi- bilità e coraggio. Sì, sembrerà una bestemmia ma ci vuole corag- gio a cadere, ricadere e rialzarsi, ad aspettare che oltre alle motivazioni e alla forza si creino quelle

quest’anno il corso di giornalismo partirà, diversi nomi hanno accettato di venire ad aiutarci,solo alcuni. Jacopo Fo, Danile Barbieri, Fulvio Grimaldi, Bandiera Gialla, Redattore Sociale, Perrone de Il Domani, Carlo Gubitosa di Peacelink, gli amici di Radio Città del Capo sono solo alcuni dei nomi che quest’anno animeranno il nostro corso che durerà da marzo a giugno, con le stesse caratteristi- che dello scorso anno:

- Il corso è aperto a tutti i cittadini che pagheranno una piccola quota associativa per tutto il corso. - Quest’anno il corso è diviso in stage brevi che ci permetterano di parlare di giornalismo, radio, televisione e Internet. -I gruppi saranno “misti”, borse lavoro e persone esterne. -Il corso comincerà a marzo e nel prossimo numero del giornale ci sara il calendario degli incontri.

ISCRIVETEVI

Chiunque è interessato ad avere

informazioni può:

telefonare a Piazza Grande (nuovo numero)

051 342328 Via Libia 69

a Piazza Grande (nuovo numero) 051 342328 Via Libia 69 caratteristi- scrivere a pg@piazza grande .it
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che, quei momenti magici che permettono ad un uomo di riappropiarsi di una dignità del sè. Anche

chiedere di Massimiliano, Massimo,

Leonardo o Silvia.

Il programma radiofo- nico Metropolis -dalla città oscura- ideato e condotto da Piazza Grande, ospitato
Il programma radiofo-
nico Metropolis -dalla
città oscura- ideato e
condotto da Piazza
Grande, ospitato dalle
frequenze di Radio
Città del Capo è in
onda. Abbiamo ripre-
so le trasmissioni
dopo la pausa
natalizia il 7
dicembre, come
promesso, ed
abbiamo comin-
ciato una serie di
puntate che
hanno lo scopo di
fotografare l’impe-
gno sociale oggi a
Bologna: nella pun-
tata del 14 gennaio è
stato ospite Nicola
MMeettrrooppoolliiss
Rabbi
di
Bandieragialla; il 21 e
il 28 dello stesso mese
siamo tornati sulle
nostre attività ed
abbiamo parlato con
ddaallllaa cciittttàà oossccuurraa
Luigi Cafiero e Luigi
Bronzetti del Servizio
Mobile di Sostegno e
con il nostro Marione
della gestione dei
bagni pubblici più puli-
ti d’Europa: quelli di
via 4 Novembre.
Prossimamente
vogliamo conti-
nuare in questo
senso ed appro-
fittiamo di que-
sto spazio per
invitare tutte le
associazioni e le
realtà che
vogliono passare
una mezzora con
noi davanti ai
microfoni e parlarci
del loro lavoro nel
mondo dell’emargina-
zione o comunque del
sociale. Anche per que-
sto contattateci allo
ooggnnii LLuunneeddìì
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ddaallllee 1133,,2200 aallllee 1133,,5500 051/342328. PIAZZA GRANDE FA CRESCERE!!! 10 febbraio duemiladue
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Dalla rete alla strada undicesima riceviamo e pubblichiamo Tutti in piazza! ma Diffusione dei collettori
Dalla rete alla strada undicesima riceviamo e pubblichiamo Tutti in piazza! ma Diffusione dei collettori

Dalla rete alla strada

undicesima

Dalla rete alla strada undicesima riceviamo e pubblichiamo Tutti in piazza! ma Diffusione dei collettori solari
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riceviamo e pubblichiamo

Dalla rete alla strada undicesima riceviamo e pubblichiamo Tutti in piazza! ma Diffusione dei collettori solari

Tutti in piazza!

ma

Diffusione dei collettori solari per la produzione di acqua calda in Italia: iniziative concrete. La collaborazione fra l’associazione PAEA e il progetto Alcatraz sta dando dei risultati veramente eccezionali. Dopo alcuni incontri e valutata la sintonia di vedute, si è subito impostato un lavoro che ha come primo obiettivo

la reale diffusione del solare termico in Italia. Il lavoro da

fare è molto ma l’impostazione ci sembra quella giusta, per far decollare le energie rinnovabili in Italia servono prodotti affidabili, reti di distribuzione e formazione serie

ed efficaci, competenza e capacità da parte di chi installa

i sistemi. Il tentativo che si sta facendo è in questa dire-

zione e si vogliono coinvolgere tutti coloro che sono stan-

chi di chiacchiere, promesse o dati che ormai da anni ci dicono che non si può più andare avanti. Non vogliamo aspettare misere percentuali di riduzione delle emissioni

con i pannelli solari

conto della centralità dei servizi prima e dopo la vendita sia per i pannelli solari che per altre tecnologie innovati- ve. Ci siamo anche resi conto che è necessario creare una vera e propria rete di installatori e promotori, per promuo- vere veramente questa cultura del risparmio e del rispetto dell’ambiente, politico e ecologico. Quindi il nostro

primo passo è quello di formare persone in grado di garantire che questi impianti di nuovo tipo siano scelti correttamente e mon- tati in situazioni appropriate. Garantiremo consu-

lenza e assistenza, oltre a qualità eccelsa. Solo le persone entusiaste del proprio impianto solare possono convincer-

ne tante altre a godersi il caldo del sole per tutto l’anno, come sarebbe possibile e auspicabile. Abbiamo costruito

un grande progetto con i nostri amici della Solvis e del-

un grande progetto con i nostri amici della Solvis e del- inquinanti e intanto fornire il

inquinanti e intanto fornire il nostro guardaroba di maschere antigas. Riteniamo quindi che la miglior difesa

l’associazione PAEA, una rete di contatti, un’idea di struttura, e ora siamo pronti a partire. Cerchiamo architet-

è

l’attacco…di un bel pannello solare sul nostro tetto,

ti,

ingegneri, geometri, termotecnici, installatori, grossisti

tanto per iniziare e poi risparmio energetico, uso raziona-

di

materiale edile e termosanitario. Cerchiamo persone e

MIRACOLO A

MILANO

Come tutti gli anni è giunto l’allarme freddo! Come tutti gli anni il comune non è riuscito ad agire per tempo riguardo una situazione di preannunciata, anzi ciclica emergenza. In una metropoli in cui da 15 anni non si investe nell’edilizia popolare e che perde i residenti, espellendoli verso l’interland a causa del caro affitti, non ci si può stupire dei 15.000 mila senza tetto che si contano tra città e provincia! Anche per questo inverno i senza diritti, clo- chard, migranti, non potranno contare sulla ben- ché minima assistenza da parte delle istituzioni, se non per i già saturi duecento posti di viale Ortles, Via Calvino e Via Brambilla, di cui vanta- va la disponibilità l’assessore Maiolo in una conferenza stampa giovedì 29 novembre. Dovranno piuttosto accontentarsi della speran- za di trovare accoglienza presso associazioni umanitarie, privati o ai centri sociali come il Leoncavallo, dove a partire da Lunedì 3 dicem- bre arriveranno all’interno della palestra, allesti- ta a centro di prima accoglienza, una ventina di nomadi sgomberati da via Barzaghi durante le operazioni di polizia estivo/autunnali gestite dal vice sindaco De Corato, e a cui non sono anco- ra state proposte soluzioni alternative, tra di loro 5 donne di cui una incinta di 8 mesi, 7 lavoratori regolari e un bambino di 15 giorni. Diritti per tutti Senza casa non esiste cittadinanza!

Centro sociale Leoncavallo

le dell’energia, e altro ancora.

Ne vedrete delle belle………

Campagna “pannelli solari contro la guerra”.

6-10 febbraio 2002 - dalle parole ai fatti:

Primo corso teorico e pratico sull’uso dell’ener- gia solare per la produzione di acqua calda e nei sistemi multifunzionali. La guerra nasce

essenzialmente dagli interessi petroli- feri. Lavorare per la pace per noi oggi è prima di tutto lavorare per ridurre il consumo di petrolio e gas.

E d’altra parte questa è anche la prima campagna da con-

durre per difendere l’ambiente dall’aumento selvaggio di anidride carbonica, la minaccia ecologica più immediata anche per la specie umana. Ma, nonostante i bei discorsi abbondino, non si sta realizzando quasi niente per dimi-

nuire concretamente i consumi petroliferi. L’uso dell’olio

di colza (biodiesel) è bloccato anzi per il crollo del prezzo

del petrolio e ancora l’Enel non si è decisa a comprare (pagando) l’energia autoprodotta dai cittadini in modo ecologico. L’Italia ha molti meno pannelli solari della Germania e molto più sole. Il gruppo di Alcatraz si è impegnato in questi mesi per avviare una grande campagna per il risparmio energetico incentrata su pannelli solari e cal- daie ad alto rendimento. Abbiamo fatto un’inchiesta, un convegno di tecnici, architetti, ingegneri, abbiamo con- frontato prodotti e sistemi di organizzazione e abbiamo deciso che era necessario importare la tecnologia tedesca della Solvis, un’azienda pluripremiata, all’avanguardia come qualità, garanzie, prezzi e anche dal punto dell’eti-

cità del processo produttivo. Solvis è un’azienda che basa

il suo funzionamento su meccanismi paritari di retribuzio-

ne. Ma ha anche brevettato nuovi sistemi di accumulo del calore e di utilizzo anche dei più fiochi raggi di sole in inverno. Analizzando il sistema di distribuzione e di assi- stenza Solvis in Germania (un gioiello) ci siamo resi

associazioni che vogliano collaborare ad una possente rete di informazione, distribuzione, installazione e assi-

stenza, che garantisca l’efficienza degli impianti solari e

la soddisfazione di chi fa questa scelta. Cerchiamo anche

persone che siano interessate non solo a installare un

sistema solare nella propria abitazione ma anche a diven- tare un punto di informazione e dimostrazione sull’effi- cienza energetica delle tecnologie dolci. Il primo corso teorico e pratico sui sistemi multifunzionali ad energia solare si terrà ad Alcatraz e comprenderà anche una parte

di informazione sul progetto globale e sulla possibilità di

collaborare in vari modi allo sviluppo del progetto stesso, che vuole coinvolgere non solo singoli e aziende ma anche cooperative sociali e associazioni in un rapporto di

partnership e di collaborazione anche commerciale. Durante il corso verrà anche realizzata un’installazione

dimostrativa di un sistema solare multifunzionale Solvis.

Il costo del corso, vitto (biologico), alloggio in bungalow

a 2 letti e lezioni è di 500 Euro.

Per informazioni 075 - 922 99 11

Dal 6 al 10 febbraio 2002 ad Alcatraz

Corso di formazione teorico-pratico su:

“Uso dell’energia solare per la produzione di acqua calda e nei sistemi multifunzionali”

Nella parte pratica verrà installato in una abita- zione privata un impianto solare multifunziona- le per la produzione di acqua calda e il riscalda- mento di ambienti.

E’ stato attivato recentemente il sito ! Associazione PAEA Via Monchio 14 42030 Montalto (RE) Tel/Fax:0039/(0)522-60 52 51 E-Mail: paea@libero.it Sito: www.paea.it

E

se Domani

Da alcuni mesi, ogni sabato, all’ interno del quotidiano “IL DOMANI DI BOLOGNA” ha trovato spazio una pagina dedicata al Terzo Settore. L’ obiettivo della pagi- na e di valorizzare le mille esperienze ed attività realizza- te dalle persone-organizzazioni che in esse operano; ogni settimana inoltre nell’ ambito della pagina uno spazio gestito da Bandieragialla (www.bandieragialla.it) aggior- na sui principali appuntamenti ed iniziative che riguarda- no il Terzo Settore e dintorni. La proposta, ben accolta dal DOMANI e stata promossa dal Forum del Terzo Settore di Bologna e Provincia e da Bandiergialla ed è fortemente aperta e rivolta a tutte le organizzazioni e persone che operano nel Terzo Settore. Ogni contributo e quindi ben accettato e qualora

siate interessati a presentare attività, iniziative o sempli- cemente un’ organizzazione siete invitati ad inviare uno scritto agli indirizzi sotto indicati. Alcune questioni tecniche:

la lunghezza dei pezzi deve essere all’ incirca di 3600 caratteri spazi inclusi, carattere Arial 10

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i pezzi vanno inviati tramite e-mail, possibilmente con allegato il logo e le foto

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i pezzi vanno inviati al referente del Forum del terzo

Settore Alberto Alberani all’ indirizzo e a Michela De Falco referente per Bandieragialla (Michela è disponibile anche a collaborare alla stesura dei pezzi ed è contattabile allo 333-3000610). Credo che per un mondo che viene spesso riconosciuto solo in occasione di scandali o baruffe, l’opportunità di disporre di uno spazio settimanale sia una buona opportu- nità. Il DOMANI ha dimostrato molto interesse e molta attenzione e visto che e sempre più acquistato e ri-cono- sciuto, penso che sia una buona occasione.

 

Alberto Alberani

più acquistato e ri-cono- sciuto, penso che sia una buona occasione.   Alberto Alberani febbraio duemiladue
più acquistato e ri-cono- sciuto, penso che sia una buona occasione.   Alberto Alberani febbraio duemiladue

febbraio duemiladue

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più acquistato e ri-cono- sciuto, penso che sia una buona occasione.   Alberto Alberani febbraio duemiladue
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NUMERI E INDIRIZZI UTILI

ASCOLTO MANGIARE CURARSI

ASCOLTO

ASCOLTO MANGIARE CURARSI

MANGIARE

CURARSI

CURARSI

Servizio Sociale Adulti Via Sabatucci, 2 rice- vimento Assistenti Sociali ed Educatori Professionali. Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 9:00 alle 13:00 Martedì e Giovedì dalle 14: alle 17:00 Bus 20 – 37 tel.tel. 051/245156051/245156 Punto d’ascolto e indirizzo 1° binario stazione centrale dal Lunedì al Sabato 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:30 tel.tel. 051/244044051/244044 Centro ascolto italiani Via S. Caterina, 8 Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì dalle 9:00 alle 11:30 Giovedì 14:00/16:00 Bus 20-32-33- 37 tel.tel. 051/6448186051/6448186 Primo Aiuto Dimissioni Carcere Centro G. Venezian Via Solforino, 7 Venerdì mattina tel.tel. 051/582443051/582443 L.I.L.A. in caso di esito positivo Via Agucchi, 290/a Lunedì dalle 16:30 alle 20:00 Martedì al Venerdì dalle 10:30 alle 14:00 Bus 13-18-92 tel.tel. 051/6347644051/6347644 Casa Delle Donne per non subire violenza Vicolo Borchetta, 10 (traversa di Strada Maggiore) dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 18:00 Bus 14-19-25-2 Per Donne Centro di Aiuto per la Libertà dalla Violenza Via dei Poeti, 4 Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00 tel.tel. 051/2960721051/2960721 Reperibilità notturna e festivi 333-4721541333-4721541 Per Donne. Centro d’ascolto immigrati Via Rialto, 7/2

Opera dei poveri delle Suore di S. Elisabetta, Via Nosadella 32 lun. - sab. dalle 8:30 alle 9:00 (colazione). Chiesa dei poveri, via Zamboni (colazione), solo dom. ore 9:00 Antoniano, Via Guinizzelli, 3 ore 11:30 pran- zo, bus 33, tel.tel. 051/346756051/346756 Aperto a tutti Parrocchia Cuore Immacolato, Via Mameli 5, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00 (sportina cibo) tutti i giorni. Bus 13, tel.tel. 051/400201051/400201

Mensa della Fraternità Via S. Caterina 8 Tutti

giorni alle 18:00 tel.tel. 051/6448015051/6448015 (si acce- de attraverso il centro d’ascolto italiani e il cen- tro d’ascolto stranieri con permesso di soggior- no) Parrocchia S.S. Angeli Custodi Via Lombardia 37 Martedì Giovedì dalle 9:00 alle 12:00 Mercoledì Venerdì dalle 15:00 alle 18:00 Sportina cibo, Bus 25-27 tel.tel. 051/356798051/356798 Parrocchia San Girolamo dell’Arcoveggio Via Fioravanti 137 tutti i giorni sportina cibo Bus 11/c tel.tel. 051/356477051/356477 Parrocchia San Giuseppe Cottolengo Via Marzabotto, 12 Giovedì dalle 16:00 alle 18:00 Bus 19-35-38 tel.tel. 051/435119051/435119 (sportina cibo) Parrocchia Santa Maria della Misericordia Piazza Porta di Castiglione, 4 Sabato alle 8:00 distribuzione numero per sportina genere ali- mentari dalle 9:30 alle 11:00, Bus 30-32-33

i

Poliambulatorio Biavati Strada Maggiore, 13 (ingresso da vicolo Alemagna 21) Tutti i giorni dalle 17:30 alle 19:00 Bus 14-27 tel.tel. 051/226310,051/226310 assistenza medica gratuita per i Senza Fissa Dimora. Pronto Soccorso Sociale Quadrifoglio Via Cabaletta, 5 aperta 24h/24h Struttura domicilia- re a bassa soglia d’accesso per tossicodipen- denti. Si accede tramite l’unità mobile. Pronto Soccorso Sociale Pettirosso Via de Matuiani, 1 aperta 24h/24h Struttura domicilia- re a bassa soglia d’accesso per tossicodipen-

denti. Si accede tramite l’unità mobile. Sokos presso poliambulatorio Montebello Via Montebello, 6 tel.tel. 051/2869294051/2869294 1° piano scala A Mercoledì dalle 17:00 alle 19:00 Sabato dalle 9:00 alle 11:00 (assistenza medica gratuita per SFD e tossicodipendenti) Alcolisti Anonimi tel.tel. 0335/8202280335/820228 Gruppi auto-aiuto Narcotici Anonimi tel.tel. 051/6344342051/6344342 Gruppi auto-aiuto Croce Rossa Italiana Via del Cane, 9 tel.tel. 051/581858051/581858 dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 Servizio Infermieristico su pre- sentazione di ricetta medica.

VESTIRSI

Lunedì Giovedì Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 Martedì dalle 15:00 alle 17:00 Navetta 50

tel.tel. 051/235358051/235358 Stranieri

tel.tel. 051/332755051/332755 Parrocchia Santa Maria Maddalena Via Zamboni, 47 Tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00

tel. tel. 051/332755 051/332755 Parrocchia Santa Maria Maddalena Via Zamboni, 47 Tutti i giorni dalle 9:00

e

dalle 17:00 alle 19:00 alimenti da cucinare

Sportello Sociale e delle Opportunità Via del Porto, 15/b dal Lunedì al Sabato dalle 9:30 alle

16:30

Telefono Viola (abusi in campo Psichiatrico) tutti i giorni feriali dalle 19:00 alle 21:00 tel.tel. 051/342000051/342000 Servizio Immigrati, profughi e nomadi Solo extracomunitari con permesso di soggiorno Via Drapperie, 6 Lunedì dalle 9:00 alle 13:00 Martedì e Giovedì dalle 15:00 alle 18:00 Sabato dalle 9:00 alle 13:00 tel.tel. 051/6564611051/6564611 Associazione amici di piazza grande Via Antonio di Vincenzo, 26/f tel.tel. 051/372223051/372223 Avvocati di Strada, un gruppo appartamento,

inserimento lavorativo (Coop La Strada, Lab. Via Libia) lavoro di sostegno (distribuzione giornale)

tel.tel. 051/244060051/244060 Parrocchia Sacro Cuore Via Matteotti, 25 da Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:30 sportina Bus 10-11-25-27-35 tel.tel. 051/364801051/364801 Parrocchia San Giuseppe lavoratore Via Marziale, 7 Giovedì dalle 14:30 alle 17:30 sportina cibo Bus 27 a b c 95-97-98 tel.tel. 051/322288051/322288 Centro Diurno Via del Porto, 15/c Tutti i gior- ni dell’anno dalle 12:30 alle 18:00 (si accede attraverso il Servizio Sociale Adulti). Emergenza Freddo dalle 18:30 alle 19:15 Link, dalle 19:30 alle 20:15 Montagnola.

Parrocchia S. Egidio Via S. Donato, 38 da lun. a sab. dalle 9:00 alle 10:00 e dalle 16:00 alle 17:00 (è richiesto un piccolo contributo economico per i vestiti) Bus 18-20-37-93 tel.tel. 051/244090051/244090 Opera San Domenico Piazza San Domenico 5/2 Lunedì e Giovedì dalle 8:30 alle 11:00 Bus 13-11-86 tel.tel. 051/226170051/226170 Parrocchia San Giuseppe lavoratore Via Marziale, 7 Giovedì dalle 14:30 alle 17:30 Bus

27

a b c 95-97-98 tel.tel. 051/322288051/322288

Parrocchia Santa Maria Assunta Via Emilio Lepido, 58 Martedì dalle 14:30 alle 17:30 Bus

13-86 tel.tel. 051/405741051/405741 Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Via Mameli, 5 Mercoledì dalle 9:00 alle 11:00 (è

 

richiesto un piccolo contributo economico) Bus

 

LAVARSI

 

DORMIRE

13

tel.tel. 051/400201051/400201

Parrocchia San Giuseppe Cottolengo Via Marzabotto, 12 tel. tel. 051/435119 051/435119 Giovedì dalle
Parrocchia San Giuseppe Cottolengo Via Marzabotto, 12 tel. tel. 051/435119 051/435119 Giovedì dalle

Parrocchia San Giuseppe Cottolengo Via Marzabotto, 12 tel.tel. 051/435119051/435119 Giovedì dalle

   

16:00 alle 18:00 Bus 19-35-38

Chiesa San Girolamo dell’Arcoveggio Via Fioravanti, 137 Sabato dalle 16:00 alle 17:00 Bus 11/c tel.tel. 051/356477051/356477 Parrocchia S. S. Angeli Custodi Via Lombardia, 37 Giovedì dalle 9:00 alle 10:00 (è richiesto un piccolo contributo economico) Bus

Centro San Petronio Via Santa Caterina, 8 Max 25 persone. UOMINI STRANIERI Mercoledì dalle 15:00 alle 16:00 Martedì matti- na prenotazione UOMINI ITALIANI Venerdì dalle 15:00 alle 16:00 Venerdì mattina prenota- zione DONNE Martedì dalle 15:00 alle 16:00

Casa del riposo notturno Madre Teresa di Calcutta Viale Lenin, 20 aperto dalle 19:00 alle 24:00 Bus 14-34-37 tel.tel. 051/531742051/531742 Si accede dai servizi e dalla strada 19:00 – 20:00 Casa del riposo notturno Via Lombardia, 36 aperto dalle 19:00 alle 24:00 Bus 27-36

Venerdì mattina prenotazione.

tel.tel. 051/493923051/493923 Si accede dalla strada 19:00

 

25-27 tel.tel. 051/356798051/356798 Antoniano Via Guinizelli, 3 Escluso il Martedì

20:00

dalle 9:00 alle 17:00 (è richiesto un piccolo

teltel 051/6448015051/6448015 (distribuzione cambio inti- mo nuovo) Antoniano Via Guinizzelli, 3 dal Lunedì al Sabato alle 12:30 Autobus 33 tel.tel. 051/346756051/346756

Centro Beltrame (Servizio Sociale Adulti) Via Sabatucci, 2 aperto 24h/24h Bus 20-37 tel.tel. 051/245156051/245156 Si accede dai servizi Casa del riposo notturno Via Carracci 69/2

contributo economico) Bus 33 tel.tel. 051/346756051/346756 Parrocchia San Bartolomeo Via Beverara, 88 Mercoledì dalle 14:00 alle 18:00 Bus 11 tel.tel. 051/6345431051/6345431

LAVANDERIA

 

Rifugio notturno della Solidarietà Via del Gomito, 22/2 lun. – ven. 15:00 – 18:30 tel.tel. 051/324285051/324285 Bus 25 (capolinea) Lavanderie a gettoni Via S. Donato 4b/c; Via Saragozza 34°/b; Viale Oriani, 12; Via Petroni, 38; Via Corticella, 90; Via Saragozza, 41

aperto dalle 20:00 alle 24:00 Si accede tramite lo Sportello sociale e delle opportunità.

Opera Padre Marella Via del Lavoro, 13 dalle 9:00 alle 12:00 tel.tel. 051/234345051/234345 L’isola che non c’è Via Dell’industria aperta 24h/24h Bus 14 Si accede dalla strada pankabe- stia e senza fissa dimora.

ASSISTENZA LEGALE

ASSISTENZA

LEGALE

UNITA’ Rifugio Notturno della Solidarietà Via del Gomito, 22/2 aperto dal Lunedì al Venerdì dalle

UNITA’

Rifugio Notturno della Solidarietà Via del Gomito, 22/2 aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 15:00 alle 23:00 Sabato dalle 17:00 alle

Associazione amici di piazza grande Via Antonio di Vincenzo 26/f Mercoledì e Venerdì dalle 15:00 alle 17:00 Bus 25 tel. 051/372223051/372223

D’AIUTO

23:00 Domenica dalle 19:00 alle 23:00 Bus 25 (capolinea) tel.tel. 051/324285051/324285 Si accede dalla

strad

 

Distribuzione caffè, succhi, biscotti, scambio siringhe, preservativi, relazione e aggancio dalle 16:00 alle 17:45zona universitaria dalle 18:00 alle 19:00 zona stazione (inps) dalle 19:15 alle 20:15 Carracci.

 

Rifugio Notturno della Solidarietà Via del Gomito, 22/2 1° e 3° Lunedì del mese dalle 18:00 alle 19:30 tel.tel. 051/324285051/324285

dalle 18:00 alle 19:30 tel. tel. 051/324285 051/324285 ASSOCIARSI Associarsi a piazza Grande è una condizione
dalle 18:00 alle 19:30 tel. tel. 051/324285 051/324285 ASSOCIARSI Associarsi a piazza Grande è una condizione
ASSOCIARSI Associarsi a piazza Grande è una condizione di incontro tra la società, le sue
ASSOCIARSI
Associarsi a piazza Grande è una
condizione di incontro tra la
società, le sue culture e le sue
necessità.
Con sole £ 10.000 potete aderire
all’Associazione e diventare soci.
Basta telefonare allo 051 372
223, e lasciare i propri dati o fare
un versamento sul c/c postale n.
25736406, o sul c/c bancario
791783 della Banca Popolare
dell’Emilia Romagna, intestati
all’Associazione Amici di piazza
Grande, specificando: “Adesione
associazione”
ABBONARSI
Per abbonarvi fate un versamento
sul c/c postale n. 25736406, o sul
c/c bancario 791783 della Banca
Popolare dell'Emilia Romagna,
intestati all'Associazione Amici
di piazza Grande, specificando:
"Abbonamento giornale".
Potete anche telefonare allo 051
342328 dalle 9.00 alle 12.00 alla
Redazione del giornale.
Per i privati la quota di abbona-
mento è di 31€31€ (60.000£) annue.
Per enti, biblioteche e associazio-
ni 51€51€ (100.000£)

Per l'estero 103€103€ (200.000£)

(100.000£) Per l'estero 103€ 103€ (200.000£) Le testate che aderiscono alla Federazione Giornali di

Le testate che aderiscono alla Federazione Giornali di Strada:

Fuori Binario:

via Giano della Bella 22 - Firenze Telefono e Fax: 055 220 903

Noi sulla Strada:

via Cremonio 38 - Padova Telefono e Fax: 049 687 068

Strada Viva:

via Chisari 12 - Catania Telefono e Fax: 095 437 429

Piazza Grande

via Antonio di Vincenzo 26/f - Bologna Telefono e Fax: 051 372 223

Fax: 095 437 429 P iazza Grande via Antonio di Vincenzo 26/f - Bologna Telefono e
Fax: 095 437 429 P iazza Grande via Antonio di Vincenzo 26/f - Bologna Telefono e

12 febbraio duemiladue

Fax: 095 437 429 P iazza Grande via Antonio di Vincenzo 26/f - Bologna Telefono e

casa • residenza • politiche sociali • economie informali • diritti • intercultura sociale • cultura • teatro • laboratori • corsi

AnnoAnno IXIX SPECIALESPECIALE tiratura 6.000 copie CENTRCENTROO DIURNODIURNO Giornale di strada di Bologna fondato
AnnoAnno IXIX
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6.000 copie
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Giornale di strada di Bologna fondato dai senza fissa dimora
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Pubblicazione periodica mensile Febbraio 2002
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mensile Febbraio 2002 ARRUOLATI!!! CONTRO L ESCLUSIONE CERCHIAMO DIFFUSORI Piazza Grande cerca persone che

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Piazza Grande cerca persone che distribuiscano il giornale in strada. Buone possibilità di guadagno, lavoro autogestito.

Per informazioni telefonate in redazione allo 051 / 342328 Oppure incontriamoci in redazione al capannone di Via Libia, 69 (vicino al Sabatucci). Le prime 10 copie sono gratuite

69 (vicino al Sabatucci). Le prime 10 copie sono gratuite PRODURRE QUESTO GIORNALE CI COSTA 0,52

PRODURRE QUESTO GIORNALE CI COSTA 0,52 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIU’ E’ IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE

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