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N.

1 - Febbraio 2014

Sede:
Via Caduti di Piavola, 2
56031- Bientina (PI)

SUL

TATAMI

E-mail:
judoclub2002@libero.it
Telefono:
Osvaldo 3490823508
Santino 3482690212
Matteo 3463163563

BREVE STORIA DEL JUDO


Il judo lo sport olimpico che ha origine dal jujitsu. Il fondatore Jigoro Kano studi e approfond diverse scuole
di jujitsu, ottenendo il grado di
maestro (Shihan)
in due di queste:
Tenshin shinyo,
specializzata nella lotta corpo a
corpo, strangolamenti e leve articolari, e Kito,
specializzata nella lotta in piedi.
Da questi due
stili di combattimento riusc a
fondarne uno nuovo e nel 1882 dette vita al Judo
Kodokan, che significa scuola dove si insegna
la via della cedevolezza. Per prima cosa elimin
dalla disciplina tutte le azioni di attacco armato
che potevano causare ferimenti gravi degli allievi
e in seguito approfond e affin il Nage Waza,
cio le tecniche di atterramento al suolo.
Il cambiamento pi grande rispetto al
jujitsu si ebbe con la formulazione dei
principi fondamentali che regolavano
la nuova disciplina: il miglior impiego
dellenergia f isica e mental e
(Seiryoku zenyo) e tutti insieme per

Il trimestrale gratuito ideato


dallAssociazione Sportiva Dilettantistica Judo Club Bientina
a scopo divulgativo.
Realizzato da Valentina Brogi.

Gli allenamenti si svolgono


nei giorni di luned e mercoled per i bambini e i
ragazzi dalle 18.15 alle
19.15, mentre per esordienti A, esordienti B, cadetti,
junior, senior e master si
tengono nei giorni di luned, mercoled e venerd
dalle 19.15 alle 20.45.

crescere e progredire (Jita kyoei).


Attraverso la pratica del judo luomo migliora se
stesso e contribuisce al miglioramento della societ e questo
possibile solo con la partecipazione intelligente di tutti.
Lo scopo finale del jujitsu era il
raggiungimento della massima
abilit nel combattimento, mentre nel judo labilit il mezzo
per giungere alla condizione
mentale del miglior impiego
dellenergia.
Il judo fu considerato estremamente educativo e,
allo stesso tempo, poteva essere utilizzato per difendersi dalle aggressioni, perci ebbe una diffusione incredibile in Giappone e fu esportato nel
resto del mondo da commercianti, militari e maestri giapponesi, allievi diretti di Jigoro Kano, che
lo fecero conoscere in Inghilterra e in Francia.
Jigoro Kano mor nel 1938, quando stava scoppiando la Seconda guerra mondiale, dalle quale
ne usc sconfitta e sotto il controllo degli americani. In questo periodo il judo, come molte altre tradizioni, fu censurato e messo al bando perch ritenuto uno degli aspetti pi pericolosi della cultura giapponese.
Successivamente il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) reintegr il judo fra le discipline sportive e nel 1964 a Tokyo divenne
ufficialmente disciplina olimpica.

IL SALUTO
REI
Il rei un concetto fondamentale per tutte le arti marziali di origine giapponese in quanto espressione
della cortesia, del rispetto e della sincerit. Il rituale del saluto semplice nella sua forma esteriore, ma
molto complesso nel suo aspetto interiore, perch si tratta di una presa di coscienza di se stessi, dei
compagni, della palestra e dell'arte che si sta per praticare e non deve mai diventare un automatismo,
un'abitudine o un obbligo imposto dal maestro. Il saluto non simboleggia una superficiale manifestazione di educazione, ma un lavoro completo sulla persona, la ricerca di una migliore adesione alla via
(Do). Il praticante, attraverso il saluto, si predispone correttamente all'allenamento, che richiede pazienza, umilt e controllo dei propri sentimenti, e dunque un lavoro disciplinato, costante e diligente.
L'umilt un atteggiamento che bisogna assumere nella vita, la prima lotta che bisogna vincere quella contro la propria presunzione.
Nel judo ci sono due tipi di saluto:
il saluto in piedi (RITSUREI) e il saluto in ginocchio (ZAREI)

RITSUREI
Il saluto in piedi deriva
dal saluto consuetudinario
giapponese e viene eseguito unendo prima i talloni (le punte dei piedi
aperte a poco meno di 45), mantenendo il busto e la nuca ben eretti e portano le mani con le dita tese e serrate lungo le cosce,
dopo di che si piega il busto in avanti e infine si
torna in posizione eretta. Quando si esegue questo
tipo di saluto non bisogna piegarsi troppo, evitando di far vedere la nuca a chi ci sta di fronte, questo perch, secondo letichetta giapponese, sarebbe
un gesto di scusa e non di saluto.

ZAREI
Quando sta per cominciare la lezione gli allievi si
allineano per grado di fronte al maestro, il quale si
siede per
primo: in
segu it o
gli allievi,
dal grado
pi alto al
pi basso,

si siedono nella tradizionale posizione di seiza. In


questa posizione ci si arriva piegando prima la
gamba sinistra e dopo la gamba destra; gli alluci
restano a contatto o si incrociano mentre i talloni,
rivolti verso l'esterno, formano un incavo in cui ci
si siede; la schiena dritta e la testa eretta, le spalle sono rilassate e le
mani sono
appoggiate
sulle cosce
coi palmi
in basso e le dita rivolte verso l'interno, le ginocchia sono aperte in modo naturale (distanziate da
due pugni per gli uomini e da uno per le donne) e
determinano la stabilit della postura. Dalla posizione di seiza quindi eseguibile l'inchino detto
zarei, appoggiando sul terreno di fronte a s prima
la mano sinistra e poi la destra con i palmi in basso e le dita serrate e rivolte leggermente verso l'interno, quindi si esegue un inchino in avanti senza
sollevare i fianchi. Alla fine di ogni inchino si torna in posizione di seiza riportando sulle cosce prima la mano destra e poi la sinistra; a conclusione
dell'ultimo saluto il maestro si alza e, all'ordine
kiritsu, seguito dagli allievi, seguendo all'inverso il rituale col quale ci si seduti.

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LE CADUTE
UKEMI-WAZA

Le cadute sono una parte fondamentale del judo e sono, perci, la prima cosa che si insegna agli allievi.
Poich necessitano di uno studio preciso in relazione al comportamento dei due combattenti, esse vengono praticate quotidianamente, partendo da unesecuzione lenta fino ad arrivare a esecuzioni in acrobatica: in questo modo si assume una totale padronanza e controllo sia della fase aerea che della fase
dell'impatto con il tatami. La tecnica del cadere, quindi, serve a ridurre al minimo il contatto al quale
sottoposto il praticante, sia quando cade spontaneamente sia in seguito a una proiezione. Ukemi, quindi,
sono una garanzia e una sicurezza contro gli infortuni e di conseguenza il loro studio alla base del progresso tecnico. Senza una buona conoscenza delle cadute si avr sempre paura di essere proiettati, i movimenti del corpo mancheranno di flessibilit e ci sar una tendenza inconscia a porsi in difesa, mantenendo una rigidit del corpo che, al contrario, porter pi facilmente a farsi male. Viceversa, se si profondamente esercitati in questa tecnica, tutti i movimenti potranno essere eseguiti con decisione e con
una certa flessibilit fisica e articolare, permettendo rapidi progressi.
Nel judo le cadute sono: Ushiro-ukemi (caduta indietro), Yoko-ukemi (caduta laterale), Mae-kaitenukemi (caduta rotolata in avanti) e Mae-ukemi (caduta frontale).

USHIRO-UKEMI
Partendo dalla posizione naturale in piedi (shizenhon-tai) si sollevano le braccia davanti a s orizzontalmente e si flette il collo in modo da fissare
con lo sguardo il nodo della cintura poich, durante la caduta, la testa non deve toccare mai il tatami. Successivamente ci si flette sulle ginocchia fin

quasi a sedersi sui talloni e, curvando la schiena


(fissando sempre il nodo della cintura), ci si lascia
rotolare all'indietro. Nell'istante in cui la schiena
tocca terra si batte con il palmo delle mani il tatami, come una frustata le braccia devono rimbalzare naturalmente. In questo movimento il braccio
forma con il corpo un angolo di 30 circa. Le
gambe si sollevano distendendosi.

destra dalla posizione eretta si solleva il braccio


destro davanti a s, si flette il collo in modo da
fissare con lo sguardo il nodo della cintura e contemporaneamente si avanza lateralmente con il
piede sinistro. Dopo si fa scivolare la gamba destra in avanti verso l'interno, piegando leggermente il busto in avanti, e flettendosi progressivamente sulla gamba sinistra, fin quasi a sedersi sul tallone sinistro. A questo punto, ci si lascia andare al
suolo sul lato destro e si batte contemporaneamente il tatami con la mano e l'avambraccio destro, in
modo che il braccio rimbalzi naturalmente. In
questo movimento il braccio forma con il corpo
un angolo di 30 circa. Le gambe si sollevano ad
angolo retto rispetto al corpo e nel ricadere, controllate, sul tatami, la destra sar distesa e la sinistra flessa con un angolo maggiore di 90.
Per eseguire yoko-ukemi a sinistra basta invertire
l'esecuzione dei movimenti.

YOKO-UKEMI
Si esegue a destra e a sinistra. Nell'esecuzione a

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be, controllate, ricadranno contemporaneamente


sul tatami leggermente divaricate, la destra sar
Come yoko-ukemi, si esegue a destra e sinistra.
Nell'esecuzione a destra, si parte da shizen-hon-tai, distesa e la sinistra flessa con un angolo maggiore
la posizione naturale in piedi, e si avanza con il di 90.
piede destro. In seguito ci si piega in avanti con il Per eseguire mae-kaiten-ukemi a sinistra basta inbusto, flettendo il collo in modo da fissare con lo vertire l'esecuzione dei movimenti.
Si tratta della caduta pi spettacolare nel
judo e quando viene eseguita compiendo

un salto nella fase di slancio, come per tuffarsi al di l di un ostacolo, prende il nome
di mae-zempo-kaiten-ukemi.

MAE-KAITEN-UKEMI

MAE-UKEMI
sguardo il nodo della cintura e, allo stesso tempo,
si piegano le due gambe (la destra pi della sinistra) e si appoggia la mano sinistra di piatto sul
tappeto davanti al piede sinistro. Si posa poi la mano destra sul tappeto tra la mano sinistra e il piede
destro, le dita della mano dritte e rivolte all'indietro. Il braccio destro deve essere flesso ad
arco, la schiena ricurva e la testa ben rientrata in mezzo alle spalle. Sfruttando l'inerzia
del movimento, ci si spinge in avanti distendendo la gamba destra e slanciando la sinistra indietro verso l'alto, rotolando sul braccio, sulla spalla e sul lato destro della schiena. Quando il fianco sinistro tocca il tappeto
si batte contemporaneamente il tatami con la mano
e l'avambraccio destro in modo che il braccio rimbalzi naturalmente. In questo movimento il braccio
forma con il corpo un angolo di 30 circa. Le gam-

TORI ()
e UKE ()
Nella pratica del Judo si distinguono
due figure basilari: Tori e Uke.
Tori colui che esegue lazione
principale nella tecnica o nel movimento che intende studiare o dimostrare insieme a Uke.
Uke colui che si presta affinch
Tori applichi nel modo migliore la
tecnica o esegua il movimento che

Stando seduti sui talloni, ci si slancia in avanti sollevandosi e irrigidendo il tronco come una
"tavola". Poco prima di toccare il tatami, si allunga
con dolcezza le braccia davanti a s, tenendole leggermente flesse. Il contatto con il suolo avviene
con le mani e gli avambracci rivolti a 45 verso

l'interno in modo che le spalle e le braccia possano


flettersi per molleggiare. Questo tipo di caduta si
esegue partendo dapprima dalla posizione inginocchiata e in seguito dalla posizione naturale eretta.

intende studiare o dimostrare.


Tori e Uke, per un reciproco e produttivo impegno comune, devono
sempre porsi, luno rispetto allaltro
in posizione corretta, eseguire le giuste azioni, mantenere costantemente
lattenzione sulla dinamica di tutto
quello che sta accadendo verso se
stessi e con il compagno. Tori deve
salvaguardare Uke evitando azioni
sconsiderate, eccessive o pericolose
e mantenendo sempre il giusto controllo della tecnica; di contro Uke
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deve sempre porsi nella condizione


pi sincera e reale possibile. Tutto
per il buon esito del lavoro reciproco. In questo modo ci sono sempre
due figure attive e assolutamente
paritetiche, Tori e Uke, che eseguono insieme e puntualmente i loro
ruoli, con reciproco spirito di collaborazione.
In allenamento, per una buona pratica e reciproca crescita tecnica tra i
praticanti, i ruoli di Tori e Uke devono essere assolutamente alternati.

IL

JUDO CLUB
BIENTINA

LAssociazione Sportiva Dilettantistica Judo Club Bientina nasce con


questo nome nel 2002 nella palestra comunale di Bientina, in provincia
di Pisa, e fa parte della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti
Marziali (FIJLKAM), lunica riconosciuta dal CONI per disciplinare e gestire lattivit sportiva
e promozionale delle discipline indicate in Italia e a rappresentarla allestero.
Gli allievi hanno la possibilit di imparare e divertirsi attraverso la pratica di uno sport che forma
il carattere e allena il corpo. Migliorando e crescendo i ragazzi possono decidere di partecipare alle
gare regionali organizzate dal settore toscano della FIJLKAM, e anche alle competizioni interregionali, accompagnati e seguiti dai tecnici del Judo Club Bientina. Inoltre sono frequenti incontri
come stage e dimostrazioni, durante le quali i judoka socializzano con persone di altre palestre e
imparano a confrontarsi con gli altri in modo positivo.

Uno sport individuale?


Nonostante il judo sia ritenuto uno sport individuale (e cos , si pu dire, solo quando si combatte
in gara), inevitabile lo spirito di squadra che si forma frequentando la stessa palestra. Il fare gruppo, e quindi il costituirsi di amicizie, fa parte della
passione per questattivit perch, per fare judo, bisogna essere in due, come
minimo. Perci alla base dellallenamento c sempre il rispetto reciproco tra
i ragazzi che, insieme, imparano e si migliorano a vicenda. Un rispetto che
poi si espande anche in tutte le altre situazioni, sportive e quotidiane.
Non a caso uno dei principi fondamentali pronunciati dallinventore di questa disciplina, Jigoro Kano, recita:

tutti insieme per crescere e progredire.


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IL PASSAGGIO DI CINTURA
L'uso delle cinture stato introdotto sostanzialmente dal professor Jigoro Kano col fine di esplicitare il grado effettivo del praticante, ma da attribuire agli occidentali (e pi precisamente, prima
ai francesi e successivamente ai brasiliani) l'uso
sistematico delle cinture colorate. Tale sistema di
graduazione non standard in tutto il mondo,
ma generalmente prevede i seguenti colori per
identificare i judoka dal
6 al 1 kyu: bianco,
giallo, arancione, verde,
blu e marrone. Al momento tuttavia in uso
in molte associazioni
sportive italiane un sistema di graduazione
che prevede anche l'attribuzione di mezze-cinture,
che nonostante siano in antitesi al judo tradizionale, sono state introdotte negli ultimi anni con il
pretesto di gratificare l'allievo e portarlo gradualmente alleffettiva capacit intellettiva e tecnica.

Per i gradi dalla cintura nera in poi, invece, esiste


uno standard globalmente accettato che quello
del Kodokan di Tokyo, che prevede i seguenti colori: nera dal 1 al
5 dan, bianco-rosso dal 6 all'8
dan, e rosso per il 9 e il 10 dan.
Le donne, inoltre, per tradizione,
possono indossare la cintura del
grado a cui appartengono, con una
particolare riga bianca orizzontale.
In Italia, i gradi inferiori alla cintura nera sono rilasciati in seguito ad
un passaggio di cintura organizzati dal club. Per
ottenere i differenti gradi dan di cintura nera si
sostengono degli esami di tecnica, teoria e kata
davanti ad una giuria regionale, fino al 3 dan, e
nazionale per conseguire il 4 5 e recentemente,
anche il 6 dan, oppure guadagnando dei punti
durante combattimenti ufficiali in campionati e
trofei, o facendo importanti risultati alle gare di
livello nazionale e internazionale, fino al 5 dan.
Successivamente al 6 dan i gradi vengono conferiti, per meriti federali.

I bambini del
Judo Club
Bientina.
18 dicembre
2013

Per i bambini il passaggio di cintura un momento di festa e di gratificazione per limpegno


che hanno messo negli allenamenti. Allo stesso tempo, per, rappresenta un evento fondamentale per la crescita e perci non deve essere sottovalutato, n da parte degli allievi n da
parte degli allenatori o dei genitori.
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UNA SORPRESA PER I PICCOLI JUDOKA


Lo scorso dicembre i ragazzi
del Judo Club Bientina hanno
svolto gli esami per il passaggio di cintura di grado superiore: durante la prova hanno
dimostrato di aver seguito
con attenzione le spiegazioni
e compreso le varie tecniche
e i fondamenti sui quali si
basano gli allenamenti.
Larrivo di
Babbo Natale

Per loccasione gli allenatori


Osvaldo Montanaro, Matteo
Montanaro e Santino Nasello
hanno deciso di fare un regalo
ai propri allievi chiedendo a
Babbo Natale in persona di
consegnare le meritate nuove
cinture ai bambini, insieme ai
loro diplomi e a un piccolo
ricordo offerto dalla societ.
Il Saluto con
Babbo Natale

Il gruppo dei
Bambini, gli
allenatori e
Babbo Natale

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GIOVANI JUDOKA PRONTI PER LESAME


Dopo i piccoli, hanno sostenuto lesame anche i ragazzi pi
grandi, che hanno dimostrato
di saper effettuare le tecniche
studiate durante gli allenamenti, partendo dalla posizione in
piedi fino ad arrivare alla lotta
a terra.

Nelle fotografie alcuni momenti


delle prove sostenute per il passaggio di cintura.

Pronti
per il
Saluto

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