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Dai CTP ai CPIA

DOCEDA:
Associazione
professionale docenti
CTP e Scuole Serali

alcune tappe normative e ruolo degli EELL

LE POLITICHE PER LEDUCAZIONE DEGLI ADULTI: RUOLO DEGLI ENTI LOCALI

5 novembre 2014
Sala Giunta Palazzo San Giacomo
Comune di Napoli
Prof.ssa M. Grazia Cimmino (CTP Bovio Colletta)

DL 1559/1947 primi interventi EDA : le Scuole Popolari


In Italia i primi interventi nell'EdA risalgono al 1947, quando nel
clima di generale rinnovamento che animava il Paese furono istituite le
scuole popolari con lo scopo di insegnare agli adulti a leggere,
scrivere e far di conto. Tali organismi, che perseguivano una priorit
essenziale come la lotta contro lanalfabetismo di base, sono stati
attivi fino al 1982, anno della loro cessazione. Del resto, gi a partire
dai primi anni Settanta le mutate condizioni della societ avevano
condotto allintroduzione di nuovi canali e servizi educativi, tra cui i
corsi di alfabetizzazione finalizzati al conseguimento della licenza
elementare ed i corsi per lavoratori finalizzati al conseguimento della
licenza media. In origine i corsi erano destinati ai lavoratori
appartenenti a quelle categorie a cui era stata riconosciuta la
possibilit di usufruire di ore retribuite per attivit formative di
educazione permanente o di recupero dellobbligo formativo.
(dalla pag. web:
http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=1193)
Prof.ssa M. Grazia Cimmino (CTP Bovio Colletta)
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Circolare Malfatti: la scuola media per lavoratori


nel 1974

Sulla base di un principio costituzionale


Art. 35
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
ed in seguito ad esperienze di formazione per il conseguimento di
un titolo di studio realizzato con ordine sparso nelle fabbriche
(corsi di formazione noti come le 150 ore)
nasce
la scuola media per studenti lavoratori
con la Circolare Malfatti

Prof.ssa M. Grazia Cimmino (CTP Bovio Colletta)

Circolare Malfatti 1974


CIRCOLARE ISTITUTIVA DEI CORSI SPERIMENTALI DI SCUOLA MEDIA PER
LAVORATORI
Roma 4.1.74
Ministero della Pubblica Istruzione
Come noto, i contratti collettivi di lavoro per alcune categorie di lavoratori,
prevedono la possibilit di usufruire di 150 ore retribuite per attivit formative, di
educazione permanente e di recupero dell'obbligo scolastico.
Per quanto attiene, in particolare, al recupero dell'obbligo scolastico nei confronti dei
lavoratori che non abbiano conseguito la licenza media, questo Ministero ha
predisposto uno schema di disegno di legge per un'organica regolamentazione
legislativa della materia; ma, intanto, considerata l'urgenza delle esigenze manifestate
dalle organizzazioni dei lavoratori ed anche al fine di acquisire elementi concreti di
valutazione del fenomeno e sulle modalit di attuazione delle iniziative, venuto nella
determinazione di autorizzare la istituzione, in via sperimentale, a partire dal corrente
anno scolastico, di un certo numero di corsi statali speciali di scuola media riservati ai
lavoratori.
Tali corsi hanno il fine di favorire la promozione culturale e sociale dei lavoratori ed il
conseguimento del diploma di licenza della scuola media. (Omissis)
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Istituzione di sezioni di corsi serali


Per quanto riguarda listruzione superiore, la possibilit di istituire sezioni serali per
lavoratori-studenti viene prevista dalla C.M. 10 aprile 1964 n. 147 per alcuni indirizzi di
istituti tecnici industriali e dalle circolari 29 ottobre 1966, n.411 e 11 novembre 1966 per
gli istituti tecnici commerciali e per geometri.
La circolare 8 marzo 1968, n. 140, con lintento di ricapitolare, modificare e integrare la
precedente normativa, oltre ad individuare quale condizione primaria per listituzione di
sezioni serali per lavoratori-studenti una richiesta largamente sentita nellarea territoriale
e socioeconomica in cui opera la scuola o istituto, ne regolamenta i requisiti per
liscrizione , la durata, lorganizzazione, il funzionamento, il reclutamento degli insegnanti
e il loro trattamento economico, la possibilit di estensione ai licei classici o scientifici.
La circolare 19 agosto 1971, n.254 intervenendo successivamente a fissare alcuni
parametri per la costituzione delle classi, a modifica della circolare 140/68, sottolinea al
fine di ..realizzare in aula il maggior profitto possibile la necessit condizionante per
lefficacia degli studi serali della presenza nelle relative sezioni di personale capace ed
esperto.
Con circolare 15 marzo 1982 n. 87 liscrizione alle sezioni serali viene consentita anche a
coloro cui in precedenza era preclusa: maggiori di anni 40, disoccupati e casalinghe.
(dalla pag. web: http://www.leopoldopirelli.it/index.php?menu=90&cont=511)
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O.M. n. 455/1997: istituzione dei CTP


Con lO.M. 455 del 1997 avente per oggetto:
Educazione in et adulta - Istruzione e formazione
Si Ordina lISTITUZIONE DEI CENTRI TERRITORIALI PERMANENTI

CONSIDERATO che l'educazione in et adulta, considerata come elemento


propulsore della crescita personale, culturale, sociale ed economica di tutti i
cittadini, si struttura in attivit finalizzate all'arricchimento culturale, alla
riqualificazione ed alla mobilit professionale;
RITENUTO che tali finalit possono essere raggiunte attraverso la promozione
di una maggiore collaborazione tra scuola e comunit locale, il
coinvolgimento del mondo del lavoro e dei partner sociali, il rapporto tra
formazione generale e formazione professionale per l'inserimento nella vita
attiva;
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CTP: luoghi di lettura dei bisogni


I Centri si configurano come luoghi di lettura dei bisogni, di progettazione, di concertazione, di
attivazione e di governo delle iniziative di istruzione e formazione in et adulta, nonch di
raccolta e diffusione della documentazione. (dallart.1 co.2)
I Centri promuovono la domanda, la valutano e predispongono adeguate risposte ad essa. In
un contesto che costituisca opportunit di interazione sociale, essi svolgono attivit di:

accoglienza, ascolto e orientamento;


alfabetizzazione primaria funzionale e di ritorno, anche finalizzata ad un
eventuale accesso ai livelli superiori di istruzione e di formazione
professionale;
apprendimento della lingua e dei linguaggi;
sviluppo e consolidamento di competenze di base e di saperi specifici;
recupero e sviluppo di competenze strumentali culturali e relazionali idonee
ad una attiva partecipazione alla vita sociale;
acquisizione e sviluppo di una prima formazione o riqualificazione
professionale;
rientro nei percorsi di istruzione e formazione di soggetti in situazione di
marginalit. (dallart.3 co.1)

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Listruzione degli Adulti nella politica dellUE


La politica dellUnione Europea ha dato rilievo al concetto di educazione permanente: gi la
Dichiarazione di Amburgo, approvata dalla 5^ Conferenza Internazionale sullEducazione degli
Adulti, tenuta nel luglio 1997, sottolineando il diritto di ogni persona a beneficiare di
uneducazione che non solo risponda ai suoi bisogni essenziali ma che consenta anche di
acquisire sempre nuove conoscenze e competenze, aveva riaffermato il contributo essenziale
delleducazione per il rafforzamento della democrazia e la promozione dello sviluppo sostenibile.
Poi nel Memorandum sullIstruzione e la formazione permanente del 2000, la commissione
della Comunit Europea ha indicato i percorsi per la messa in pratica del concetto di istruzione e
formazione permanente sancito ai consigli Europei di Lisbona e di Feira: il Memorandum ha
dato impulso ad una strategia globale di attuazione della formazione continua a livello sia
individuale che istituzionale.
Il Consiglio europeo di Lisbona ha infine rappresentato una tappa decisiva per lorientamento
della politica e dellazione dellUnione Europea in questa area.
Porre listruzione e la formazione al centro delle politiche strutturali dellUnione, per la
promozione di una Societ della conoscenza, e come fattore fondamentale di coesione sociale e
insieme di sviluppo economico, ha infatti determinato da subito lespansione e il riconoscimento
dei processi di apprendimento esterni alle forme tradizionali e conosciute dei sistemi scolastici.
(dalla Premessa a LEducazione degli Adulti in Europa - Eurydice 2005)
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LEDA e la ricaduta nel sociale


Daltra parte lEducazione degli Adulti non solo aiuta i
soggetti coinvolti a raggiungere un grado di istruzione,
preparazione, formazione, pi elevato, ma ha effetti
indotti rilevanti: famiglie pi o meno preparate
educano infatti i figli in modo pi salutare per loro
stessi, lambiente, la societ.
Antonio Giunta La Spada
(dalla Premessa a LEducazione degli Adulti in Europa - Eurydice 2005)

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D.Lgs. 112/98: LEDA e gli EE.LL.


Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli
enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59.
Capo III Istruzione scolastica
Art. 139. Trasferimento alle provincie e ai comuni.
Co.2. I Comuni, , esercitano, anche dintesa con le istituzioni scolastiche, iniziative
relative a:
a) Educazione degli adulti,
b) .

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Conferenza Unificata del 2000/ Accordo


Oggetto: Accordo tra Governo, regioni, province, comuni e comunit montane

per riorganizzare e potenziare leducazione permanente degli adulti.


La conferenza unificata in ottemperanza agli impegni presi dai Paesi membri
dellUE in ordine alleducazione permanente,
considera la necessit di riorganizzare e potenziare leducazione degli adulti
nellambito del sistema integrato di istruzione, formazione e lavoro, con gli
obiettivi prioritari di recuperare i bassi livelli di istruzione e formazione, quale
premessa per lo sviluppo formativo e linserimento lavorativo; di offrire
opportunit educative ai cittadini adulti per lacquisizione di conoscenze e di
competenze funzionali di base nei diversi campi per il pieno esercizio del diritto
di cittadinanza; e
valuta altres lopportunit dellampliamento e dellarricchimento delle offerte
formative degli adulti finalizzate a realizzare percorsi personalizzati di istruzione e
formazione soprattutto in favore delle fasce deboli e emarginate quale condizione
di partecipazione sociale e di integrazione;.
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Conferenza Unificata del 2000 /Comitati Locali


Laccordo prevede la costruzione di un sistema integrato articolato su tre
livelli istituzionali: nazionale, regionale, locale,
con tre compiti prioritari:
1. favorire il rientro nel sistema formale di istruzione e formazione
professionale
2. favorire lestensione delle conoscenze
3. favorire lacquisizione di specifiche competenze connesse al lavoro o alla
vita sociale.
E, prevede, a livello locale, listituzione di Comitati Locali quale sede
privilegiata della programmazione concertata.

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Conferenza Unificata del 2000 /Comitati Locali/Attribuzioni


I

Comitati medesimi, in particolare:

a. promuovono leducazione degli adulti,


b. programmano, in linea con i criteri stabiliti a livello regionale, le attivit da realizzare sul
proprio territorio, a partire dallanalisi dei fabbisogni professionali e formativi locali,
c. definiscono e programmano luso condiviso delle risorse disponibili destinate al sistema
integrato di educazione degli adulti,
d. elaborano progetti di area e formulano proposte per il complessivo calendario dellofferta
formativa,
e. formulano proposte in merito alla istituzione di Centri territoriali ed alla relativa dislocazione.
I Comitati locali sono presieduti da rappresentanti dei Comuni e delle Comunit Montane, e
sono composti dai rappresentanti degli Uffici scolastici territoriali, della Provincia, dei Comuni,
delle Comunit montane, delle parti sociali e da rappresentanze delle Agenzie formative
(associative e non) operanti nel campo delleducazione non formale. Del Comitato fa parte un
rappresentante del Consiglio scolastico locale di cui allart. 5 del d.lgs. 233/1999.
Lambito territoriale per la costituzione di ciascun comitato definito sulla base dei criteri
individuati dalla Regione, dintesa con i Comuni e le Province.
Spetta ai comitati anche assicurare il raccordo con le politiche occupazionali e i servizi per
limpiego, a partire dallorientamento, secondo quanto previsto dal d.lgs n. 469/97.

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D. M. n. 22 del 6 febbraio 2001


Linee guida per l'attuazione, nel sistema di istruzione, dell'Accordo sancito dalla
Conferenza unificata il 2 marzo 2000
Art. 1 - Oggetto

1.

Il sistema di istruzione concorre con il sistema della formazione professionale


e dell'educazione non formale alla riorganizzazione e al potenziamento
dell'educazione permanente degli adulti, al fine di accompagnare lo

sviluppo della persona garantendo il diritto all'apprendimento lungo tutto


l'arco della vita e favorendo il pieno esercizio del diritto di cittadinanza.
Allegati al D.M.:
All. A: Nota tecnica per la progettazione e la certificazione dei percorsi individuali di alfabetizzazione
funzionale degli adulti.
All. B: Nota Tecnica
Certificato Personale - Dispositivo di certificazione e documentazione dei percorsi di educazione
permanente degli adulti

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D. M. n. 22 del 6 febbraio 2001

Art. 2
Obiettivi prioritari

1. Gli obiettivi prioritari degli interventi nel sistema di istruzione di cui all'articolo 1, comma 2, sono i
seguenti:
a. la progressiva revisione dei corsi di alfabetizzazione culturale (istruzione elementare), di scuola
media (150 ore) e di istruzione secondaria superiore per gli adulti, in relazione al processo di
riordino dei cicli d'istruzione di cui alla legge 10 febbraio 2000, n 30;
b. l'alfabetizzazione funzionale della popolazione adulta che consideri i differenziati bisogni di
istruzione delle persone e di promozione culturale nei contesti locali;
c. lo sviluppo dei livelli di integrazione fra istruzione e formazione;
d. il rafforzamento della programmazione coordinata tra i livelli locali, provinciali e regionali;
e. la progressiva riorganizzazione dei Centri territoriali gi previsti dall'ordinanza ministeriale n
455/97 nel contesto del sistema formativo integrato;
f. lo sviluppo della collaborazione tra i Centri territoriali e gli Enti locali attraverso la realizzazione di
progetti pilota con lo scopo di rafforzare il complessivo sistema dell'educazione degli adulti;
g. la personalizzazione dei percorsi, il riconoscimento dei crediti e la progressiva realizzazione del
sistema integrato di certificazione;
h. lo sviluppo di attivit di orientamento, informazione e consulenza in collegamento con i servizi
offerti dal sistema integrato di istruzione, formazione e lavoro;
i. la formazione e l'aggiornamento degli operatori;
j. l'adozione di misure di accompagnamento per facilitare il conseguimento degli obiettivi di cui al
presente articolo.
Prof.ssa M. Grazia Cimmino (CTP Bovio Colletta)

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CTP elemento centrale dellEDA


da LEducazione degli Adulti in Europa Quaderno n. 25 Eurydice (2005)

I CTP, attraverso i quali viene riorganizzato il sistema di


istruzione degli adulti, prima suddiviso in corsi di
alfabetizzazione e corsi per lavoratori, costituiscono
lelemento centrale dellistruzione e della formazione degli
adulti; nella Conferenza Unificata del 2000, viene
affermato infatti che occorre assicurare unofferta
formativa integrata tra Universit, scuole e agenzie di
formazione professionale che trova un punto di
riferimento nei Centri territoriali per leducazione degli
adulti
(p.71)
Prof.ssa M. Grazia Cimmino (CTP Bovio Colletta)

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Corsi serali ulteriore baricentro dellEDA


da LEducazione degli Adulti in Europa Quaderno n. 25 Eurydice (2005)

Al fine di modulare i programmi degli istituti tecnici e riadattarli


alle esigenze degli adulti, cinque anni fa stato promosso il
Progetto SIRIO, che induce una riflessione sullapproccio al sapere
in et adulta e sullintegrazione fra competenze di cultura
generale e professionale. LAccordo della Conferenza Unificata del
2000 precisa che il coinvolgimento della scuola secondaria
superiore dovr costituire un obiettivo esplicito, prevedendo
tempi e forme di graduale inserimento, fino a farne un altro
baricentro dellattivit dellEDA, in grado di fornire risposte alla
domanda di cultura e di formazione di chi ha gi il titolo
dellobbligo.
(p.71-72)
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Legge 27 Dicembre 2006 n. 296, art. 1 co. 632


(finanziaria 2007) prima comparsa dei CPIA
632. Ferme restando le competenze delle regioni e degli enti locali in materia, in
relazione agli obiettivi fissati dall'Unione europea, allo scopo di far conseguire pi
elevati livelli di istruzione alla popolazione adulta, anche immigrata con particolare
riferimento alla conoscenza della lingua italiana, i centri territoriali permanenti per
l'educazione degli adulti e i corsi serali, funzionanti presso le istituzioni scolastiche
di ogni ordine e grado, sono riorganizzati su base provinciale e articolati in reti
territoriali e ridenominati "Centri provinciali per l'istruzione degli adulti". Ad essi e'
attribuita autonomia amministrativa, organizzativa e didattica, con il
riconoscimento di un proprio organico distinto da quello degli ordinari percorsi
scolastici, da determinare in sede di contrattazione collettiva nazionale, nei limiti del
numero delle autonomie scolastiche istituite in ciascuna regione e delle attuali
disponibilit complessive di organico. Alla riorganizzazione di cui al presente comma,
si provvede con decreto del Ministro della pubblica istruzione, sentita la Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ai sensi del
medesimo decreto legislativo.
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D.M. 25 ottobre 2007: CPIA/Autonomia Scolastica


Definizione dei criteri generali per il conferimento dellautonomia scolastica ai
Centri provinciali per listruzione degli adulti.
Art. 2 co. 1 Lautonomia conferita ai Centri, articolati in reti territoriali,
nellambito dei piani provinciali di dimensionamento della rete scolastica definiti
secondo i criteri e i parametri previsti dalla normativa vigente in relazione
allutenza
Art. 3 co. 1 lutenza dei centri costituita dagli adulti iscritti ai percorsi per:
a) livello di istruzione a conclusione della scuola primaria e titolo di studio
conclusivo del 1 ciclo di istruzione;
b) certificazione di assolvimento assolvimento dellobbligo di istruzione;
c) titolo di studio del diploma di istruzione secondaria superiore;
d) lalfabetizzazione funzionale obbligo di istruzione ..e titolo di studio del
diploma di istruzione secondaria superiore;
e) La conoscenza della lingua italiana da parte degli immigrati;
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D.M. 25 ottobre 2007- CPIA/Ampliamento dellOF


Art. 6 co. 1
I Centri possono ampliare lofferta formativa nellambito della loro
autonomia secondo quanto previsto dal DPR n. 275/99, nel rispetto
delle competenze delle regioni e degli enti locali in materia ed anche
nel quadro di accordi con gli enti locali ed altri soggetti pubblici e
privati, con particolare riferimento alle strutture formative

accreditate dalle regioni.

Prof.ssa M. Grazia Cimmino (CTP Bovio Colletta)

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Legge 6 agosto 2008, n. 133, art. 64, co. 4 lett. f


"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitivit, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria"

Art. 64.
Disposizioni in materia di organizzazione scolastica
.
Co.4 .
si provvede ad una revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo
e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:
f) ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione
per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa;

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Studio TreLLe 2010


Listruzione degli adulti, di base e secondaria, in Italia
quaderno n.9 pp. 119
Oggi lofferta pubblica si articola in due ambiti distinti CTP e Corsi Serali,
con corsi di istruzione assimilabili ai tradizionali corsi scolastici:
1. Corsi di integrazione linguistica soprattutto per stranieri (CTP)
2. Corsi di istruzione secondaria inferiore (CTP)
3. Corsi di istruzione secondaria superiore (Corsi Serali),
e con corsi brevi di alfabetizzazione funzionale funzionanti
prevalentemente presso i CTP distinti in tre grandi gruppi:
Informatica, lingue straniere (prevalentemente inglese) e un insieme
eterogeneo di altri argomenti, cui aderisce il 57% dei partecipanti ai corsi
dei CTP.
(4) I CTP negli istituti penitenziari: pi di un detenuto su quattro partecipa
ad attivit organizzate dai CTP.
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Studio TreLLe 2010


Listruzione degli adulti, di base e secondaria, in Italia
quaderno n.9 pp. 119
Osservazioni conclusive sui CTP
I CTP giocano un grande ruolo in situazioni di frontieratuttavia
questi tratti di indubbio successo non possono nascondere una
grande difficolt: la sostanziale incapacit di attrazione e
coinvolgimento nei confronti della popolazione adulta a bassa
scolarit, in particolare quella di origine italiana. Infatti la presenza
dei cittadini italiani irrilevante e quasi esclusivamente
concentrata nei corsi brevi di alfabetizzazione funzionale, dove la
scolarit di coloro che partecipano elevata (diplomati, laureati).

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Studio TreLLe 2010


Listruzione degli adulti, di base e secondaria, in Italia
quaderno n.9 pp. 119
Osservazioni conclusive sui Corsi Serali
Il nodo irrisolto resta sempre quello di sempre: la partecipazione
non cresce. Il rapporto tra domanda intercettata e domanda
potenziale irrisorio (si tratta di 66.000 persone che frequentano i
corsi serali degli istituti superiori su una popolazione di quasi 12
milioni in possesso della sola licenza media che potrebbe in teoria
aspirare a una qualifica o a un diploma).
Una novit: la riorganizzazione del sistema in Centri Provinciali per lIstruzione
degli Adulti (CPIA)/Osservazioni Critiche

La questione di fondo, la necessit di aumentare


significativamente la partecipazione alle attivit di istruzione della
popolazione adulta a rischio alfabetico , viene totalmente
elusa.
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DPR 263/2012 e Linee Guida 2014


Con il DPR 263/12 viene emanato il Regolamento recante
norme generali per la ridefinizione dellassetto organizzativo
didattico dei Centri distruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi
serali, a norma dellart. 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133.
Al seguire, nellaprile 2014 vengono pubblicate le Linee Guida,
di cui allart. 11, comma 10 del d.P.R. 29 ottobre 2012 n. 263 per il
passaggio al nuovo ordinamento a sostegno dellautonomia
organizzativa e didattica dei Centri provinciali per listruzione
degli adulti (CPIA) corredate da allegati con quadri orari e
declinazione delle competenze.
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Questioni aperte
I corsi di alfabetizzazione funzionale dei CTP, i
cosiddetti corsi modulari brevi, dove stata
registrata la maggiore affluenza dei cittadini italiani,
e, che sembrano sparire del tutto dallassetto
organizzativo didattico dei CPIA, troveranno spazio
nellampliamento dellofferta formativa (DPR
263/12 art. 2 co.5)?
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Questioni aperte
Lassetto organizzativo didattico dei CPIA nella

sua articolazione pu rappresentare


unattrattiva per la popolazione adulta italiana

con bassa scolarit e competenze, essendo


questo uno dei nodi irrisolti emersi dallo
studio TRELLE?
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Questioni aperte
Il rientro in percorsi scolastici finalizzati
allacquisizione di un titolo di studio pu
rappresentare un vantaggio per giovani e
meno giovani adulti?
In altri termini i CPIA e i Corsi Serali saranno
in grado di assicurare un legame tra istruzione
formazione e lavoro?

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Importanza del ruolo degli EE.LL.- Conclusioni


Il ruolo degli Enti Locali fondamentale, pertanto:
ci si augura che le reti territoriali, cos come sancito dalla Conferenza Unificata
del 2012 sullApprendimento Permanente, sappiano ereditare le attribuzioni
dei Comitati Locali,
che la creazione di tavoli interistituzionali con i rappresentanti dei diversi
soggetti che ruotano attorno alleducazione degli adulti (universit, terzo
settore, volontariato, servizi per il lavoro, comunit educative, servizi sociali,
camere di commercio, associazione datoriali e sindacali, ecc) veda attribuire
ai Dirigenti dei CPIA un ruolo non secondario.
E, ci si augura che la relazione ente locale (ormai Citt metropolitana) e sistema
di Istruzione degli Adulti (quindi CPIA + secondarie di secondo grado con percorsi
per adulti) venga strutturata in fasi progressive: programmazione e promozione
dellofferta formativa, sostegno in itinere alle azioni programmate e
monitoraggio della ricaduta delle azioni intraprese in termini educativi, sociali,
di cittadinanza, di mercato del lavoro, di incremento delloccupazione, di
diminuzione della criminalit, di riduzione dei tassi di abbandono scolastico,
ecc...
Prof.ssa M. Grazia Cimmino (CTP Bovio Colletta)
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