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Dicembre

Speciale
2009

SPECIALE
ACQUACOLTURA
BIOLOGICA

Il nuovo
Regolamento
Europeo
relativo
alla produzione
di alghe marine
e animali
spiegato
nei dettagli
dicembre 2009 2
La produzione di animali
e di alghe marine

Nell’anno 2002 la Commissione europea, in una comu-


Avv. Sebastiano Rizzioli
nicazione rivolta al Consiglio e al Parlamento europeo, Università di Ferrara
ha illustrato le prospettive di sviluppo dell’acquacoltu- SDA Studio di Diritto Alimentare
ra, auspicando per tale attività produttiva il ruolo di dirittoalimentare@studioborghi.eu
alternativa produttiva al settore (notoriamente in crisi)
della pesca, e di fattore di promozione dell’insedia-
mento umano nelle zone rurali e costiere.
In tale contesto si colloca la disciplina della produzione 710/2007 non può che svolgersi tenendo sottomano
di animali e alghe marine dell’acquacoltura biologica. anche il testo del reg. (CE) num. 889/08. Così, il campo
Come è noto, il campo di applicazione del regolamen- di applicazione e le definizioni di cui al reg. (CE) num.
to (CE) num. 834/2007 si estende anche all’acquacoltu- 889/08 sono modificate in modo da includere l’acqua-
ra (art. 1) - la cui definizione è contenuta nel regola- coltura biologica. Inoltre, nuove definizioni sono intro-
mento (CE) num. 1198/2006, relativo al Fondo europeo dotte (segnatamente, quelle di “impianto di acquacol-
per la pesca - praticata nel rispetto dei principi dello tura a ricircolo chiuso”, “energia da fonti rinnovabili”,
sfruttamento sostenibile (art. 4), del mantenimento “incubatoio”, “vivaio”, “inquinamento”, “ciclo di pro-
della biodiversità degli ecosistemi acquatici naturali e duzione”, “specie allevate localmente”, “coefficiente
della salvaguardia degli ecosistemi acquatici e costieri, di densità”: v. art. 1). E’ inoltre inserito nel testo del
nonché dell’alimentazione delle specie allevate tramite reg. (CE) num. 889/08 il Capo 1-bis, recante
mangime biologico (art. 5). Norme specifiche sono det- “Produzione di alghe marine”, il quale definisce le
tate per l’allevamento di animali d’acquacoltura biolo- norme di produzione dettagliate per la raccolta e la
gica (art. 15 e, più in generale, Titolo III del regola- coltivazione di alghe marine, applicabili alla produzio-
mento citato). Tuttavia, il successivo regolamento (CE) ne di tutte le alghe marine pluricellulari nonché di fito-
num. 889/09 della Commissione europea, recante plancton e di microalghe da utilizzare come mangime
modalità di applicazione del regolamento (CE) num. per gli animali di acquacoltura.
834/2007, non ha preso in considerazione le norme di
produzione relative all’acquacoltura biologica e alla UN REGOLAMENTO COMPLESSO
produzione di alghe marine biologiche (art. 1), fatta IN VIGORE DAL PRIMO LUGLIO 2010
salva, in realtà, l’applicazione temporanea di alcune
disposizioni (artt. 3-92) fino al momento dell’emana- Per quanto riguarda, invece, l’allevamento di specie
zione di specifiche norme di attuazione. animali, il regolamento in questione introduce nel
testo del reg. (CE) num. 889/08 il Capo 2-bis, recante
L’ACQUACOLTURA: UNA RISORSA “Produzione di animali d’acquacoltura”, e consistente
CONTRO LA CRISI DELLA PESCA nella elaborazione di norme di produzione dettagliate
per le specie di pesci, crostacei, echinodermi e mollu-
Orbene, si deve al regolamento (CE) num. 710/2009 schi elencate all’allegato XIII bis (introdotto dal reg.
della Commissione del 5 agosto 2009, l’emanazione di (CE) num. 710/09).
specifiche disposizioni attuative del reg. (CE) num. Oltre alle norme sulla produzione, il regolamento in
834/2007 per quanto riguarda la produzione di anima- esame contiene anche specifiche disposizioni sui con-
li e di alghe marine dell’acquacoltura biologica. trolli specifici tanto per le alghe marine (artt. 73 bis e
La lettura del regolamento (CE) num. 710/2007 non si ter inseriti nel reg. (CE) num. 889/08)) quanto per gli
presenta agevole in quanto, anziché emanare un testo animali (artt. da 79 bis a 79 quinquies).
“autonomo”, il legislatore comunitario - verosimilmen- La complessità del regolamento, che arricchisce in
te ispirato dalla volontà di contenere in un unico atto misura rilevante il già articolato testo del reg. (CE)
tutte le disposizioni attuative del reg. (CE) num. num. 889/09), è tale da avere indotto i suoi estensori a
834/2007- ha preferito intervenire a modifica del reg. posticiparne l’entrata in vigore al 1° luglio 2010 (salve
(CE) 889/08. Pertanto, l’esame del reg. (CE) num. le eccezioni contenute nell’art. 2).
3 dicembre 2009

Acquacoltura biologica:
ecco tutte le novità

Con la pubblicazione del Reg. (CE) n. 710/2009 del 5


Carmelo Bonarrigo
agosto 2009, la Commissione Europea ha regolamenta- responsabile documentazione
to, a livello comunitario, le norme di produzione delle QCertificazioni Srl
alghe marine e degli animali d’acquacoltura biologica, c.bonarrigo@qcsrl.it
modificando il Reg. (CE) n. 889/2008 del 5 settembre
2008 [regolamento di applicazione del Reg. (CE)
834/2007 del 28 giugno 2007 relativo alla produzione all’inizio delle attività. Il piano dovrà contenere,
biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici]. inoltre, le registrazioni relative alla manutenzione e
Ai sensi del Reg. (CE) n. 710/2009 gli operatori che alle- alla riparazione dell’attrezzatura tecnica.
vano pesci d’acqua dolce (trote, salmoni, carpe, ecc.), Per la produzione di animali d’acquacoltura, il piano
pesci d’acqua salata (spigole, orate, rombi, anguille, deve:
ecc.), gamberi e altri molluschi, cozze, ostriche e anche • descrivere le misure difensive e preventive contro i
alghe, potranno, a partire dal 1° luglio 2010, definire, predatori ai sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa
etichettare e commercializzare le proprie produzioni alla conservazione degli habitat naturali e seminatu-
“da agricoltura biologica” o “biologiche” a condizione rali e della flora e della fauna selvatica;
che: • rispettare, per la produzione delle alghe, le norme
• notifichino la propria attività all’Autorità competen- previste sulla biodiversità degli ecosistemi acquatici
te ed all’organismo si controllo prescelto; naturali, sull’idoneità del mezzo acquatico, sulle
• redigano una descrizione completa dell’unità di pro- modalità di coltivazione e di raccolta, sulle modalità
duzione, degli stabilimenti, dei siti e dell’attività; di pulizia;
• redigano tutte le misure concrete da prendere a • rispettare, per la produzione di animali d’acquacol-
livello dell’unità di produzione, degli stabilimenti, tura, le norme previste sulla biodiversità degli ecosi-
dei siti e dell’attività per garantire il rispetto delle stemi acquatici naturali, sull’origine degli animali,
norme di produzione biologica; sulle pratiche zootecniche, sulla riproduzione, sulla
• redigano tutte le misure precauzionali da prendere scelta dei riproduttori, sulla produzione di seme, sul-
per ridurre il rischio di contaminazione da parte di l’alimentazione, sulla prevenzione delle malattie e
prodotti o sostanze non autorizzati e le misure di sulle cure veterinarie, sulle modalità di pulizia;
pulizia da prendere nei luoghi di magazzinaggio e • sottoporsi al controllo degli Organismi di controllo
lungo tutta la filiera di produzione dell’operatore; accreditati ai sensi della norma europea EN 45011 ed
• redigano una valutazione ambientale, proporziona- autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole
ta all’unità di produzione, intesa ad accertare le con- Alimentari e Forestali.
dizioni dell’unità di produzione e dell’ambiente cir-
costante ed i probabili effetti del suo esercizio. Tale NORME DI PRODUZIONE DELLE ALGHE MARINE
valutazione deve basarsi sull’allegato IV della La nuova normativa [combinato disposto tra il Reg.
Direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione del- (CE) n. 834/2007 ed il Reg. (CE) n. 889/2008 così come
l’impatto ambientale di determinati progetti pubbli- modificato dal Reg. (CE) n. 710/2009] stabilisce che l’al-
ci e privati; ghicoltura è un sistema basato sull’interazione tra le
• redigano un piano di gestione sostenibile, propor- migliori pratiche ambientali, su di un alto livello di bio-
zionato all’unità di produzione, che descriva in det- diversità degli ecosistemi acquatici naturali, sulla salva-
taglio gli effetti ambientali delle attività svolte, il guardia delle risorse naturali, sulla salute dell’ambien-
monitoraggio ambientale che verrà condotto e le te acquatico nel tempo e sulla qualità degli ecosistemi
misure che saranno prese per limitare gli effetti acquatici e terresti circostanti. Le norme di produzione
negativi sull’ambiente acquatico e terrestre circo- delle alghe marine si applicano alla raccolta e alla col-
stante, indicando, se del caso, il rilascio di nutrienti tivazione di alghe marine.
nell’ambiente per ciclo di produzione o all’anno; un In attesa di specifiche modifiche delle norme di produ-
calendario di riduzione dei rifiuti da porre in essere zione (mutatis mutandis), le stesse si applicano anche
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Acquacoltura biologica:
ecco tutte le novità
alla produzione di tutte le alghe marine pluricellulari dell’habitat naturale o alla tutela della specie nella
nonché di fitoplancton e di microalghe da utilizzare zona di raccolta;
anche come mangime per gli animali di acquacoltura. d) la raccolta sia effettuata in modo tale che le quanti-
tà raccolte non incidano in misura rilevante sullo
Idoneità del mezzo acquatico stato dell’ambiente acquatico;
L’alghicoltura biologica deve essere praticata in luoghi e) le modalità di raccolta, quali la tecnica di raccolta, la
non esposti alla contaminazione da sostanze o prodot- dimensioni minime, l’età, i cicli riproduttivi e le
ti non autorizzati per la produzione biologica o da dimensioni delle alghe restanti, consentano la rige-
inquinanti che comprometterebbero il carattere biolo- nerazione delle alghe marine;
gico dei prodotti. Nell’alghicoltura biologica le unità di Se le alghe marine sono prelevate in zone di raccolta
produzione biologica devono essere adeguatamente comune o condivisa, l’operatore dovrà dimostrare (con
separate dalle unità non biologiche. La separazione è adeguati documenti giustificativi) che l’insieme del rac-
determinata: colto è conforme alla normativa comunitaria in mate-
• dalla situazione naturale; ria di alghicoltura biologica.
• da impianti di distribuzione dell’acqua distinti;
• da opportune distanze; Coltivazione di alghe marine
• dall’andamento delle maree; La coltivazione di alghe marine biologiche deve essere
• dall’ubicazione a monte o a valle dell’unità di pro- praticata in zone costiere con le seguenti caratteristiche:
duzione biologica. a) elevata qualità ecologica, in particolare sui requisiti
di qualità delle acque e sulla salubrità delle stesse;
La Autorità competente può designare i luoghi o le b) devono possedere i requisiti previsti per le zone di
zone che ritengono non adeguati all’acquacoltura bio- classe A e B di cui all’allegato II del Reg. (CE) n.
logica o alla raccolta di alghe marine e può altresì fis- 854/2004;
sare distanze di separazione minime tra le unità di pro- La coltivazione di alghe marine biologiche deve essere
duzione biologica e non biologica, dandone comunica- praticata nel rispetto delle seguenti condizioni:
zione agli altri Stati membri ed alla Commissione a) siano adottate pratiche sostenibili in tutte le fasi
Europea. Le aziende che praticano l’alghicoltura biologi- della produzione e della raccolta di alghe marine
ca devono usare di preferenza fonti di energia rinnova- giovani;
bile e riciclare il materiale utilizzato. Inoltre, se possibile, b) la densità di coltura o l’intensità operativa deve esse-
l’impiego di calore residuo è limitato all’energia da fonti re tale da salvaguardare l’integrità dell’ambiente
rinnovabili. Per la raccolta delle alghe viene effettuata acquatico, assicurando che non venga superata la
una stima iniziale, una tantum, della biomassa. quantità di alghe che può essere tollerata senza
effetti negativi per l’ambiente. Tale pratica deve
Raccolta sostenibile di alghe marine selvatiche essere debitamente registrata;
La raccolta delle alghe marine selvatiche e di parti di c) la raccolta non deve nuocere alla stabilità a lungo
esse, che crescono naturalmente nel mare, è considera- termine dell’habitat naturale o alla tutela della spe-
ta un metodo di produzione biologica a condizione cie nella zona di raccolta;
che: d) al fine di garantire il mantenimento di un’ampia
a) le zone di crescita siano di elevata qualità ecologica, banca di geni, la raccolta di alghe marine allo stato
in particolare sui requisiti di qualità delle acque e brado deve avvenire su base periodica per supplire
sulla salubrità delle stesse; alle coltivazioni domestiche.
b) le alghe marine selvatiche commestibili non siano
raccolte in zone che non rispondano ai requisiti pre- Fertilizzazione
visti per le zone di classe A e B di cui all’allegato II Nell’alghicoltura in mare è vietato utilizzare fertiliz-
del Reg. (CE) n. 854/2004; zanti; pertanto l’apporto di elementi nutritivi deve
c) la raccolta non nuoccia alla stabilità a lungo termine avvenire:
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Il Regolamento (CE) n. 710/2009 spiegato dai nostri esperti

a) naturalmente, attraverso gli elementi nutritivi pre- Immagazzinamento


senti nell’ambiente; o Le aree destinate al magazzinaggio dei prodotti sono
b) provenire dalla produzione di animali dell’acquacoltu- gestite in modo tale da garantire l’identificazione dei
ra biologica, preferibilmente prodotti nelle immedia- lotti ed evitare che i prodotti vengano mescolati od
te vicinanze, nell’ambito di un sistema di policoltura. entrino in contatto con prodotti e/o sostanze non
Negli impianti a terra (istallazioni domestiche) le quan- rispondenti alle norme di produzione biologica. I pro-
tità di elementi nutritivi apportati dall’esterno devono dotti biologici sono chiaramente identificabili in qual-
essere uguali o inferiori a quelli dell’acqua in entrata. siasi momento.
E’ consentito utilizzare solo nutrienti di origine vegeta- Nelle unità di produzione di alghe marine è vietato il
le e minerale elencati nell’allegato I del Reg (CE) n. magazzinaggio di fattori di produzione diversi da quel-
889/2008. Gli operatori devono conservare i documenti li autorizzati a norma del Reg. (CE) n. 889/2008.
giustificativi che attestano che gli elementi nutritivi Qualora un operatore tratti prodotti non biologici e
apportati dall’esterno sono uguali o inferiori a quelli prodotti biologici e questi ultimi vengano immagazzi-
dell’acqua in entrata. nati in impianti adibiti anche al magazzinaggio di altri
prodotti agricoli o alimentari:
Interventi antivegetativi e pulizia degli impianti
e dell’attrezzatura di produzione
Gli organismi incrostanti devono essere rimossi unica-
mente a mano o con messi fisici e, se del caso, restitui-
ti al mare a debita distanza dal sito di coltura. La puli-
zia degli impianti e dell’attrezzatura di produzione
deve essere effettuata con mezzi fisici o meccanici.
Tuttavia, se questi non danno risultati soddisfacenti,
possono essere utilizzati i prodotti elencati nell’allega-
to VII, sezione 2 del Reg. (CE) n. 889/2008.

Trasformazione delle alghe marine


Durante le operazioni di risciacquo, gli operatori devo- a) i prodotti biologici sono tenuti separati dagli altri
no rispettare le seguenti condizioni: prodotti agricoli e/o alimentari;
a) se il prodotto finale è costituito da alghe marine fre- b) vengono prese tutte le misure necessarie per garan-
sche, le alghe appena raccolte sono risciacquate con tire l’identificazione delle partite e per evitare
acqua di mare; mescolanze o scambi con prodotti non biologici;
b) se il prodotto finale è costituito da alghe marine di- c) viene effettuata una pulizia adeguata, di cui sia stata
sidratate, il risciacquo può essere effettuato anche controllata l’efficacia, prima di effettuare il traspor-
con acqua potabile. to dei prodotti biologici; l’operatore deve registrare
Durante le operazioni di disidratazione, gli operatori tali operazioni.
devono rispettare le seguenti condizioni:
a) per eliminare l’umidità si può utilizzare il sale; Conversione
b) è vietato essiccare le alghe mettendole a diretto con- Nella legislazione del regolamento comunitario in
tatto con una fiamma; materia di agricoltura biologica la conversione è il
c) se il processo di essiccazione avviene con l’impiego di periodo che intercorre tra l’entrata nel sistema di con-
corde o altri attrezzi, questi devono essere esenti da trollo ed il momento in cui un prodotto ottenuto in un
trattamenti antivegetativi nonché da detergenti e sito produttivo o in un’unità produttiva può essere
disinfettanti, salvo se si tratta di uno dei prodotti, commercializzato con la denominazione “da agricoltu-
previsti par tale uso, elencati nell’allegato VII del ra biologica” o “biologico”. Per le alghe marine tale
Reg. (CE) n. 889/2008. periodo è così definito:
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Acquacoltura biologica:
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a) per un sito di raccolta di alghe marine, il periodo di tore di accertare e all’organismo di controllo di verifi-
conversione è di sei mesi; care che i raccoglitori hanno fornito esclusivamente
b) per un’unità di coltivazione di alghe marine, il perio- alghe selvatiche prodotte in conformità al Reg. (CE) n.
do di conversione è di sei mesi o di un intero ciclo di 834/2007.
produzione se questo è superiore a sei mesi.
NORME DI PRODUZIONE
Registrazioni PER ANIMALI D’ACQUACOLTURA
Allo scopo di avere una corretta contabilità di magaz- La nuova normativa [combinato disposto tra il Reg.
zino e finanziaria e di avere le informazioni che con- (CE) n. 834/2007 ed il Reg. (CE) n. 889/2008 così come
sentono di identificare i fornitori e quantificare le modificato dal Reg. (CE) n. 710/2009] stabilisce che la
materie prime acquistate e quelle utilizzate, di avere i produzione di animali dell’acquacoltura biologica si
riferimenti dei clienti e dei quantitativi a questi vendu- deve basare sui seguenti principi:
ti e di avere tutta la documentazione necessaria alla a) la progettazione e la gestione appropriata dei pro-
testimonianza della corretta applicazione del metodo cessi biologici, fondate su sistemi ecologici che
di produzione nel rispetto della normativa, l’operatore impiegano risorse naturali interne ai sistemi stessi
cura la compilazione delle registrazioni e compila e con metodi che:
conserva tutti gli altri documenti che si rendono neces- - utilizzano organismi viventi e metodi di produzio-
sari (fatture di acquisto; fatture di vendita; dichiarazio- ne meccanici;
ni di conformità; documenti giustificativi dei mezzi tec- - praticano l’acquacoltura rispettando il principio
nici/prodotti acquistati; ecc.), così come richiesto dal- dello sfruttamento sostenibile della pesca;
l’articolo 66 del Reg. (CE) n. 889/2008. - escludono l’uso di OGM e dei prodotti derivati o
Oltre alle suddette registrazioni l’operatore deve anno- ottenuti da OGM ad eccezione dei medicinali vete-
tare, nel registro della produzione di alghe marine, i rinari;
dati relativi alla produzione e tenuto permanentemen- - si basano su valutazioni del rischio e, se del caso, si
te a disposizione dell’organismo di controllo presso la avvalgono di misure precauzionali e di prevenzio-
sede dell’azienda. Nel suddetto registro devono essere ne;
annotati almeno le seguenti informazioni: b) la limitazione dell’uso di fattori di produzione esterni;
a) elenco delle specie, data e quantità raccolta; c) la rigorosa limitazione dell’uso di fattori di produ-
b) data di applicazione, tipo e quantità di fertilizzante zione ottenuti per sintesi chimica;
utilizzato; d) mantenere la biodiversità degli ecosistemi acquatici
c) densità di coltura o l’intensità operativa. naturali, la salute dell’ambiente acquatico nel
tempo e la qualità degli ecosistemi acquatici e terre-
Per la raccolta delle alghe marine selvatiche, devono stri circostanti;
essere annotati anche le seguenti informazioni: e) somministrare mangime proveniente dallo sfrutta-
a) storia dell’attività di raccolta per ciascuna specie mento sostenibile della pesca, inteso come lo sfrut-
nelle praterie designate; tamento di una risorsa acquatica, che vive in una
b) stima del raccolta (in volume) per stagione, docu- determinata zona di gestione, in condizioni tali che
mentando la gestione sostenibile e l’assenza di il suo sfruttamento futuro non sia compromesso e
impatto a lungo termine sulle aree di raccolta; che non si ripercuota negativamente sugli ecosiste-
c) potenziali fonti di inquinamento delle praterie di rac- mi marini, ai sensi del Reg. (CE) n. 2371/2002, o
colta, documentando la gestione sostenibile e l’assen- f) somministrazione mangime biologico composto di
za di impatto a lungo termine sulle aree di raccolta; ingredienti provenienti dall’agricoltura biologica e
d) resa annua sostenibile per ciascuna prateria. di sostanze naturali di origine non agricola.

Presso l’unità o nei locali dell’azienda devono essere Le norme di produzione per gli animali dell’acquacol-
tenuti i documenti contabili che consentano all’opera- tura si applicano alle seguenti specie:
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Il Regolamento (CE) n. 710/2009 spiegato dai nostri esperti

1) salmonidi in acqua dolce [Salmotrota (Salmo trut- tamente separate dalle unità non biologiche. La sepa-
ta) — Trota iridea (Oncorhynchus mykiss) — Salmerino razione è determinata:
di fontana nordamericano (Salvelinus fontinalis) —
Salmone (Salmo salar) — Salmerino alpino (Salvelinus • dalla situazione naturale;
alpinus) — Temolo (Thymallus thymallus) — Salmerino • da impianti di distribuzione dell’acqua distinti;
di lago nordamericano (Salvelinus namaycush) — • da opportune distanze;
Salmone del Danubio (Hucho hucho)] • dall’andamento delle maree;
2) salmonidi in acque marine [Salmone (Salmo • dall’ubicazione a monte o a valle dell’unità di pro-
salar), Salmotrota (Salmo trutta) — Trota iridea duzione biologica.
(Oncorhynchus mykiss)]
3) merluzzi (Gadus morhua) e altri gadidi, spigole L’Autorità competente può designare i luoghi o le zone
(Dicentrarchus labrax), orate di mare (Sparus aurata), che ritengono non adeguati all’acquacoltura biologica
ombrine boccadoro (Argyrosomus regius), rombi o alla raccolta di alghe marine e possono altresì fissare
(Psetta maxima [= Scopthalmus maximux]), pagri distanze di separazione minime tra le unità di produ-
mediterranei (Pagrus pagrus[=Sparus pagrus]), zione biologica e non biologica, dandone comunica-
ombrine ocellate (Sciaenops ocellatus) e altri sparidi, zione agli altri Stati membri ed alla Commissione
nonché sigani (Siganus spp); Europea.
4) spigole, orate, ombrine boccadoro, triglie (Liza,
Mugil) e anguille (Anguilla spp) nelle lagune a marea
e nelle lagune costiere;
5) storioni in acque dolci - Specie interessata: famiglia
Acipenser;
6) piscicoltura biologica in acque interne - Specie inte-
ressate: famiglia delle carpe (Cyprinidae) e altre specie
affini in regime di policoltura, tra cui pesce persico, luc-
cio, pesce gatto, coregonidi, storione;
7) gamberi peneidi e gamberetti di acqua dolce
(Macrobrachium sp.);
8) molluschi ed echinodermi;
9) Pesci tropicali di acqua dolce: pesce latte (Chanos Le aziende che praticano l’allevamento di animali d’ac-
chanos), tilapia (Oreochromis sp.), pangasio (Pangasius quacoltura biologica devono usare di preferenza fonti
sp.). di energia rinnovabile e riciclare il materiale utilizzato.
Inoltre, se possibile, l’impiego di calore residuo è limita-
In attesa di specifiche modifiche delle norme di produ- to all’energia da fonti rinnovabili.
zione (mutatis mutandis), le stesse si applicano anche Gli operatori situati in aree adiacenti si possono coordi-
allo zooplancton, ai micro-crostacei ai rotiferi, ai vermi nare, in maniera verificabile, per la stesura dei rispettivi
e ad altri animali acquatici da utilizzare come mangime. piani di gestione. Per la produzione di animali d’acqua-
coltura in stagni, vasche o vasche rettangolari «race-
Idoneità del mezzo acquatico way» (canalizzazioni), le aziende sono dotate di letti
L’allevamento di animali d’acquacoltura biologica deve filtranti naturali, di vasche di decantazione, di filtri bio-
essere praticato in luoghi non esposti alla contamina- logici o di filtri meccanici per la raccolta dei nutrienti
zione da sostanze o prodotti non autorizzati per la pro- residui oppure utilizzano alghe marine e/o animali
duzione biologica o da inquinanti che compromette- (molluschi bivalvi e alghe) che contribuiscono a miglio-
rebbero il carattere biologico dei prodotti. rare la qualità dei reflui.
Nell’allevamento di animali d’acquacoltura biologica le Se del caso, il monitoraggio degli effluenti ha luogo ad
unità di produzione biologica devono essere adegua- intervalli regolari.
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Acquacoltura biologica:
ecco tutte le novità
Produzione simultanea, biologica e non biologica delle risorse alimentari. Documenti giustificativi dell’o-
Nella produzione di animali d’acquacoltura biologica rigine e del trattamento degli animali sono tenuti a di-
l’intera azienda deve essere gestita secondo le norme sposizione dell’autorità o dell’organismo di controllo.
in materia di agricoltura biologica. Tuttavia un’azienda Sono scelte specie che possano essere allevate senza
può essere suddivisa in siti di produzione di acquacol- arrecare danni rilevanti agli stock selvatici.
tura non tutti in regimi di produzione biologica. Ciò si
può applicare alle stesse specie purché ci sia un’ade- Origine e gestione degli animali
guata separazione tra i siti di produzione e alle seguen- di acquacoltura non biologici
ti condizioni: Possono essere introdotti in un’azienda biologica ani-
a) l’autorità competente può autorizzare l’allevamento mali allevati in modo non biologico solo quando non
di novellame biologico e non biologico nella stessa siano disponibili giovani stock provenienti da riprodut-
azienda, a condizione che sia garantita un’adeguata tori o da aziende biologiche ed alle seguenti condizio-
separazione fisica tra le unità e che vengano predi- ni:
sposte uscite distinte del sistema di distribuzione a) a fini riproduttivi o per migliorare il patrimonio
dell’acqua; genetico e in mancanza di animali di acquacoltura
b) nella fase di ingrasso, l’autorità competente può biologici.
autorizzare la presenza di unità di acquacoltura bio- Possono essere introdotti in un’azienda biologica
logica e non biologica nella stessa azienda, purché le animali selvatici catturati o animali di acquacoltura
unità di produzione biologica siano adeguatamente non biologici. Questi animali devono essere allevati
separate dalle unità non biologiche e le fasi di pro- in regime di produzione biologica per almeno tre
duzione o i periodi di manipolazione degli animali mesi prima di essere utilizzati per la riproduzione;
d’acquacoltura siano differenziati. La separazione b) a fini di ingrasso e in mancanza di novellame biolo-
sarà determinata: gico.
- dalla situazione naturale; Può essere introdotto in un’azienda biologica del
- da impianti di distribuzione dell’acqua distinti; novellame non biologico. Almeno gli ultimi due
- da opportune distanze; terzi del ciclo di produzione deve essere svolto in
- dall’andamento delle maree; regime di produzione biologica.
- dall’ubicazione a monte o a valle dell’unità di
produzione biologica. La percentuale massima di novellame non biologico
introdotto nell’allevamento deve essere pari all’80%
Qualora non tutti i siti di produzione di un’azienda entro il 31 dicembre 2011, al 50% entro il 31 dicembre
siano dediti alla produzione biologica, l’operatore 2013 e allo 0% entro il 31 dicembre 2015. La raccolta di
deve mantenere i siti, gli animali e i prodotti utilizzati novellame selvatico a fini di ingrasso è tassativamente
per le unità biologiche od ottenuti da tali unità sepa- limitata ai seguenti casi:
rati da quelli utilizzati per le unità non biologiche od • immissione spontanea di larve e di avannotti di pesci
ottenuti da tali unità e la separazione deve essere debi- o di crostacei al momento del riempimento degli sta-
tamente documentata. gni, degli impianti di contenimento e dei recinti;
• anguilla cieca europea, a condizione che sia stato
Origine degli animali di acquacoltura biologici approvato un piano di gestione dell’anguilla per il
L’acquacoltura biologica si basa sull’allevamento di gio- sito interessato e che la riproduzione artificiale del-
vani stock («stock»: una risorsa acquatica che vive in l’anguilla rimanga impraticabile.
una determinata zona di gestione) provenienti da
riproduttori biologici e da aziende biologiche. Sono Pratiche di allevamento degli animali
utilizzate specie allevate localmente e la riproduzione di acquacoltura
mira ad ottenere ceppi più adatti alle condizioni di Le persone addette alla cura degli animali devono pos-
allevamento, più sani ed efficienti in termini di utilizzo sedere le necessarie conoscenze e competenze di base
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Il Regolamento (CE) n. 710/2009 spiegato dai nostri esperti

in materia di salute e benessere degli animali (Direttiva • essere progettati e costruiti in modo che la portata e
98/58/CE e D.Lvo 146/2001). Le pratiche zootecniche, i parametri fisico-chimici tutelino la salute e il benes-
comprese la somministrazione di mangime, la proget- sere degli animali e rispondano alle loro esigenze
tazione degli impianti, la densità degli animali e la comportamentali;
qualità dell’acqua, devono: • essere progettati, localizzati e gestiti in modo da
• garantire che siano soddisfatte le esigenze di svilup- minimizzare il rischio di fughe.
po, fisiologiche e comportamentali degli animali; In caso di fuga di pesci o di crostacei, si dovranno pren-
• limitare al minimo l’impatto ambientale negativo dere opportune disposizioni per limitare l’impatto sul-
proveniente dall’azienda, inclusa la fuoriuscita dello l’ecosistema locale, procedendo eventualmente alla
stock d’allevamento; loro ricattura. Gli operatori dovranno conservano i
• garantire che gli animali biologici siano tenuti sepa- relativi documenti giustificativi.
rati dagli altri animali d’acquacoltura;
• assicurare che sia mantenuto il benessere degli ani- B) Norme specifiche sugli impianti di conteni-
mali durante il trasporto; mento acquatici
• garantire che agli animali siano risparmiate il più Sono vietati gli impianti di acquacoltura a ricircolo
possibile le sofferenze anche al momento della chiuso per la produzione animale, eccetto negli incu-
macellazione. batoi e nei vivai o per la produzione di specie utilizza-
te come mangime biologico. Le unità di allevamento a
A) Norme generali in materia di allevamento terra devono soddisfare le seguenti condizioni:
degli animali di acquacoltura a) nei sistemi a flusso continuo deve essere possibile
L’ambiente in cui vengono allevati gli animali d’acqua- monitorare e controllare la portata e la qualità del-
coltura deve essere concepito in modo tale che, in fun- l’acqua sia in entrata che in uscita;
zione delle esigenze proprie di ciascuna specie, gli ani- b) almeno il 5 % della superficie perimetrale («interfac-
mali d’acquacoltura: cia terra-acqua») deve essere coperto da vegetazio-
a) dispongano di spazio sufficiente per il loro benesse- ne naturale.
re; Gli impianti di contenimento in mare devono soddisfa-
b) siano tenuti in acque di buona qualità e sufficiente- re le seguenti condizioni:
mente ossigenate (Direttiva 2000/60/CE; Direttiva a) essere situati in luoghi in cui il flusso idrico, la pro-
2006/44/CE e Direttiva 2006/113/CE; D.Lgs 152/2006 e fondità e le velocità di scambio dell’acqua nel corpo
L 101/2008 – Art. 3); idrico sono atti a minimizzare l’impatto sul fondo
c) siano tenuti in condizioni di temperatura e di luce marino e sul corpo idrico circostante;
confacenti alle esigenze della specie e in accordo b) le gabbie devono essere progettate, costruite e man-
con l’ubicazione geografica; tenute in modo adeguato in funzione dell’esposizio-
d) nel caso di pesci di acqua dolce, il fondo sia quanto ne all’ambiente operativo.
più possibile simile a quello naturale; Il riscaldamento o il raffreddamento dell’acqua con
e) nel caso della carpa, il fondo sia costituito da terra mezzi artificiali è autorizzato unicamente negli incuba-
naturale. toi e nei vivai. L’acqua sorgiva o di pozzo può essere
I coefficienti di densità sono indicati nell’allegato XIII utilizzata per riscaldare o raffreddare l’acqua in tutte le
bis del Reg. (CE) n. 889/2008 per specie o gruppo di spe- fasi della produzione.
cie. Per determinare gli effetti della densità sul benes-
sere dei pesci d’allevamento, si deve procedere al C) Gestione degli animali di acquacoltura
monitoraggio delle condizioni dei pesci (quali pinne Gli animali d’acquacoltura devono essere manipolati il
danneggiate, altre lesioni, indice di crescita, comporta- meno possibile, con la massima cura e con l’ausilio di
mento manifestato e stato di salute generale) e della attrezzi e protocolli adatti, per evitare stress e lesioni
qualità dell’acqua. Gli impianti di contenimento acqua- fisiche che possono verificarsi in occasione delle mani-
tici devono: polazioni. I riproduttori sono manipolati in modo da
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Acquacoltura biologica:
ecco tutte le novità
evitare il più possibile stress e lesioni fisiche, eventual- artificiale della poliploidia, dell’ibridazione artificia-
mente sotto anestesia. Le operazioni di calibrazione le, della clonazione e della produzione di ceppi
sono limitate al minimo indispensabile a garantire il monosessuali, salvo mediante selezione manuale;
benessere dei pesci. L’illuminazione artificiale è sogget- b) devono essere scelti ceppi appropriati;
ta alle seguenti limitazioni: c) devono essere stabilite le condizioni specifiche
a) la durata della luce diurna può essere prolungata secondo la specie per la gestione dei riproduttori, la
con luce artificiale non oltre un tempo massimo con- riproduzione e la produzione di seme;
facente alle esigenze etologiche, alle condizioni d) divieto di utilizzare ormoni e derivati ormonali.
geografiche e allo stato di salute generale degli ani-
mali allevati, in modo da mantenere la luminosità Alimentazione dei pesci, dei crostacei e degli
per un massimo di 16 ore giornaliere, eccetto a fini echinodermi [Gli echinodermi sono un phylum di animali marini

riproduttivi; ricoperti da piastre calcaree con processi spinosi (da cui il nome)].

b) si eviteranno bruschi cambiamenti di intensità lumi-


nosa al momento dell’oscuramento, usando lampa- A) Norme generali sull’alimentazione
de a spegnimento progressivo o mantenendo accese I regimi di alimentazione perseguono le seguenti prio-
luci di ambiente. rità:
La ventilazione è consentita al fine di assicurare il a) salute degli animali;
benessere e la salute degli animali a condizione che i b) buona qualità del prodotto, anche dal punto di vista
ventilatori meccanici siano azionati di preferenza da della composizione nutrizionale che deve conferire
fonti energetiche rinnovabili. Ogni impiego della ven- un’ottima qualità al prodotto finale commestibile;
tilazione è documentato nel registro di produzione. c) scarso impatto ambientale.
L’impiego di ossigeno è consentito solo per esigenze di Gli animali sono nutriti con mangimi che soddisfano il
salute degli animali e in periodi critici della produzione o loro fabbisogno nutrizionale nei vari stadi di sviluppo.
del trasporto, limitatamente alle seguenti circostanze: Non è consentito l’uso di stimolanti della crescita e di
a) innalzamento di temperatura, abbassamento della amminoacidi sintetici.
pressione atmosferica o inquinamento accidentale,
di carattere eccezionale; B) Norme specifiche sull’alimentazione degli ani-
b) operazioni sporadiche di gestione dello stock, come mali d’acquacoltura carnivori
campionamento e cernita; Gli animali d’acquacoltura carnivori devono essere
c) necessità impellente di garantire la sopravvivenza nutriti in via prioritaria con:
dello stock. a) mangimi biologici di origine acquicola;
I relativi documenti giustificativi devono essere con- b) farina di pesce e olio di pesce ricavati da sottopro-
servati. dotti dell’acquacoltura biologica;
Le tecniche di macellazione usate per i pesci comporta- c) farina di pesce e olio di pesce nonché ingredienti di
no lo stordimento dell’animale, sì da farlo cadere origine ittica ricavati da scarti di pesci catturati per il
immediatamente in stato di incoscienza e renderlo consumo umano nell’ambito della pesca sostenibile;
insensibile al dolore [Reg. (CE) n. 1099/2009 – Art. 3, d) mangimi biologici di origine vegetale e animale
paragrafo 1]. La scelta del metodo di macellazione otti- elencati nell’allegato V del Reg. (CE) n. 889/2008,
male dipende dalla dimensione dell’animale, dalla spe- fatta salva la limitazione ivi indicata.
cie e dalle caratteristiche del sito di produzione. Ove non siano disponibili i suddetti mangimi, possono
essere utilizzati, per un periodo transitorio che termina
Riproduzione il 31 dicembre 2014, farina di pesce e olio di pesce rica-
Relativamente alla riproduzione la normativa comunita- vati da sottoprodotti dell’acquacoltura non biologica o
ria in materia di allevamento di animali di acquacoltura scarti di pesci catturati per il consumo umano.
prevede che siano rispettate le seguenti condizioni: La proporzione di questi mangimi non può superare il
a) non devono essere usate le tecniche dell’induzione 30% della razione giornaliera. La razione alimentare
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può comprendere al massimo il 60 % di prodotti vege- Reg. (CE) n. 889/2008 possono essere usati solo in quan-
tali di produzione biologica. L’astaxantina (carotenoide to l’uso corrispondente è autorizzato nel quadro del-
– pigmento organico – appartenente alla classe delle l’agricoltura generale, conformemente alle pertinenti
xantofille) derivata principalmente da fonti biologiche, disposizioni comunitarie o alle disposizioni nazionali
come il carapace dei crostacei, può essere utilizzata conformi al diritto comunitario.
nella razione alimentare di salmoni e trote nei limiti
delle loro esigenze fisiologiche. In mancanza di fonti Norme specifiche per i molluschi bivalvi e altre
biologiche si possono utilizzare fonti naturali di asta- specie che non sono alimentate dall’uomo ma si
xantina (come il lievito Phaffia). nutrono di placton naturale
Gli animali filtratori ottengono il soddisfacimento di
C) Norme specifiche sull’alimentazione tutti i bisogni nutrizionali dalla natura tranne nel caso
di taluni animali d’acquacoltura del seme allevato negli schiuditoi e nei vivai. L’acqua in
Gli animali appartenenti alle seguenti specie: cui allevare i suddetti animali deve rispondere ai crite-
• famiglia delle carpe (Cyprinidae) e altre specie affini ri previsti per le zone di classe A o B di cui all’allegato
in regime di policoltura, tra cui pesce persico, luccio, II del Reg. (CE) n. 854/2004.
pesce gatto, coregonidi, storione; Le aree di crescita degli animali filtratori devono esse-
• gamberi peneidi e di gamberetti di acqua dolce re di qualità ecologica elevata secondo quanto defini-
(Macrobrachium sp.); to dalla direttiva 2000/60/CE e, in attesa dell’attuazio-
• pesci tropicali di acqua dolce: pesce latte (Chanos ne della stessa, di qualità equivalente ad acque desi-
chanos), tilapia (Oreochromis sp.), pangasio gnate ai sensi della direttiva 2006/113/CE.
(Pangasius sp.);
si nutrono di alimenti naturalmente presenti negli sta- A) Norme specifiche per i molluschi
gni e nei laghi. In mancanza delle suddette risorse ali-
mentari naturali in quantità sufficiente, possono essere 1) Aree di coltura
somministrati mangimi biologici di origine vegetale, di La molluschicoltura può essere praticata nello stesso
preferenza coltivati nell’azienda, o alghe marine. Gli specchio d’acqua in cui sono praticate l’itticoltura e l’al-
operatori conservano i documenti giustificativi della ghicoltura biologiche in un sistema di policoltura docu-
necessità di utilizzare integratori alimentari. Quando le mentato nel piano di gestione sostenibile. I molluschi
risorse alimentari naturali sono integrate con mangimi bivalvi possono essere allevati anche in associazione
biologici di origine vegetale o alghe marine, la razione con molluschi gasteropodi quali la littorina, in policol-
dei gamberi peneidi, dei gamberetti di acqua dolce tura. La produzione biologica di molluschi bivalvi è pra-
(Macrobrachium sp.) e del pangasio (Pangasius sp.) può ticata in aree delimitate da paletti, galleggianti o altri
contenere al massimo il 10 % di farina di pesce e di olio segni visibili ed è eventualmente racchiusa in sacche di
di pesce derivanti dalla pesca sostenibile. rete, gabbie o altri manufatti. Gli allevamenti biologici di
molluschi provvedono a limitare il più possibile i rischi per
D) Mangimi le specie protette. Se vengono usate reti antipredatori,
Per l’alimentazione dei pesci e dei crostacei possono queste devono essere innocue per gli uccelli tuffatori.
essere utilizzati:
• le materie prime per mangimi di origine animale e 2) Fonti di approvvigionamento del seme
minerale, solo se elencati nell’allegato V del Reg. Se consentito dalla legislazione locale e sempre che
(CE) n. 889/2008; non vengano arrecati danni rilevanti all’ambiente, può
• gli additivi per mangimi, taluni prodotti impiegati essere utilizzato seme selvatico di molluschi bivalvi raccol-
nell’alimentazione animale e gli ausiliari di fabbrica- to al di fuori dell’unità di produzione e proveniente da:
zione, solo se elencati nell’allegato VI del Reg. (CE) a) colonie a rischio di sopravvivenza nelle condizioni cli-
n. 889/2008. matiche invernali o in soprannumero rispetto al fab-
I prodotti e le sostanze figuranti nell’allegato V e VI del bisogno, oppure
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Acquacoltura biologica:
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b) insediamenti naturali di novellame su collettori. essere posizionate in modo da non formare una bar-
riera continua lungo il litorale. Le ostriche saranno col-
Gli operatori conservano, a fini della tracciabilità, i locate con cura nei parchi in funzione dell’andamento
documenti giustificativi attestanti la data, il luogo e le delle maree al fine di ottimizzare la produzione. Il siste-
modalità di raccolta del seme selvatico. Tuttavia, nelle ma di produzione deve risponde ai seguenti criteri:
unità di produzione biologica può essere introdotto • l‘allevamento di ostriche su corde, filari, zattere, col-
seme di molluschi bivalvi proveniente da incubatoi non tura di fondo, sacche di rete, gabbie, vaschette, lan-
biologici nelle seguenti percentuali massime: terne di rete ed altri sistemi di contenimento può
- 80 % entro il 31 dicembre 2011; essere praticato in regime di produzione biologica;
- 50 % entro il 31 dicembre 2013; • nell‘allevamento di ostriche su zattere galleggianti, il
- 0 % entro il 31 dicembre 2015. numero di funi sospese non deve essere superiore a
Per l’ostrica concava (Crassostrea gigas) sarà data la una per metro quadro di superficie. La lunghezza
preferenza allo stock riprodotto selettivamente per delle funi non dovrà superare i 20 metri. Non è con-
limitare la deposizione delle uova in natura. sentito sfilacciare le funi durante il ciclo di produ-
zione, tuttavia la suddivisione delle funi sospese sarà
3) Gestione consentita nella fase iniziale purché non aumenti il
Nell’allevamento è applicato un coefficiente di densità coefficiente di densità.
non superiore a quello usuale negli allevamenti locali di
molluschi non biologici. In funzione della biomassa e al Norme generali in materia di profilassi
fine di assicurare il benessere degli animali e un’elevata La prevenzione delle malattie è realizzata mantenendo
qualità dei prodotti, si procederà ad operazioni di cernita, gli animali in ottime condizioni mediante un’ubicazio-
diradamento e adeguamento del coefficiente di densità. ne appropriata e una progettazione ottimale delle
Gli organismi incrostanti sono rimossi a mano o con aziende, l’applicazione di buone pratiche zootecniche
mezzi fisici ed eventualmente restituiti al mare a debi- e di gestione, comprese la pulizia e disinfezione perio-
ta distanza dal sito di coltura. Una sola volta durante il diche dei locali, la somministrazione di mangimi di
ciclo di produzione, i molluschi bivalvi possono essere qualità, un’adeguata densità degli animali e la selezio-
trattati con una soluzione di calce per combattere gli ne delle razze e dei ceppi.
organismi incrostanti competitivi. Il piano di gestione della salute degli animali deve esse-
re elaborato in conformità all’articolo 9 della direttiva
4) Norme sulla coltura 2006/88/CE e deve descrive le prassi in materia di biosi-
L’allevamento di mitili su corde, filari, zattere, coltura curezza e di profilassi; inoltre deve comprende una
di fondo, sacche di rete, gabbie, vaschette, lanterne di convenzione scritta di consulenza sanitaria, proporzio-
rete, pali per le cozze “bouchot”, ed altri sistemi di nata all’unità di produzione, stipulata con servizi vete-
contenimento può essere praticato in regime di produ- rinari specializzati negli animali d’acquacoltura, i quali
zione biologica. La molluschicoltura di fondo è autoriz- visitano l’azienda almeno una volta all’anno e almeno
zata a condizione che non vengano arrecati danni rile- una volta ogni due anni nel caso di molluschi bivalvi.
vanti all’ambiente nei siti di coltura e di raccolta. Per quanto riguarda il fermo degli impianti:
L’operatore è tenuto a dimostrare l’impatto ambienta- a) l’autorità competente stabilisce se occorre un perio-
le minimo fornendo all’organismo di controllo uno stu- do di fermo e la sua durata adeguata che sarà osser-
dio e una relazione sull’area interessata. La relazione è vata e documentata dopo ogni ciclo di produzione
aggiunta, in quanto capitolo distinto, al piano di negli impianti di contenimento marittimi in acque
gestione sostenibile. aperte. Il fermo è raccomandato anche per altri
metodi di produzione in vasche, stagni e gabbie;
B) Norme specifiche sull’ostricoltura b) il fermo non è obbligatorio per gli allevamenti di
È consentita la coltura in sacche su cavalletti. Queste o molluschi bivalvi;
altre strutture per l’allevamento delle ostriche devono c) durante il fermo, le gabbie o altre strutture utilizza-
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te per la produzione di animali d’acquacoltura ven- a) sostanze di origine vegetale, animale o minerale in
gono svuotate, disinfettate e lasciate vuote per un diluizione omeopatica;
certo tempo prima di essere riutilizzate. b) piante ed estratti vegetali non aventi effetti aneste-
tici;
Se del caso, il mangime non consumato, le feci e gli ani- c) sostanze quali oligoelementi, metalli, immunostimo-
mali morti devono essere rimossi rapidamente per evi- lanti naturali o probiotici autorizzati.
tare ogni rischio di degrado ambientale con riguardo Ad eccezione delle vaccinazioni e dei piani obbligatori
alla qualità dell’acqua, per scongiurare il pericolo di di eradicazione, la somministrazione di medicinali allo-
malattie e per non attirare insetti e roditori. patici è limitata a due cicli di trattamento annuali.
L’uso di raggi ultravioletti e di ozono è consentito solo Tuttavia, quando il ciclo di produzione è inferiore a un
negli incubatoi e nei vivai. Per la lotta biologica contro anno, i trattamenti allopatici sono limitati ad un solo
gli ectoparassiti è privilegiato l’uso di pesci pulitori. ciclo. Qualora vengano superati questi limiti dei tratta-
menti allopatici, gli animali di acquacoltura in questione
Interventi di pulizia degli impianti e dell’attrezza- non possono essere venduti come prodotti biologici.
tura di produzione Le cure antiparassitarie — esclusi i piani di lotta obbli-
La pulizia e la disinfezione degli specchi d’acqua, delle gatori gestiti dall’Autorità competente — sono limita-
gabbie, degli edifici e degli impianti deve essere fatta te a due trattamenti all’anno o ad un trattamento se il
soltanto utilizzando i prodotti elencati nell’allegato ciclo di produzione è inferiore a 18 mesi. Il tempo di
VII, punti 2.1 e 2.2 del Reg. (CE) n. 889/2008. attesa per la somministrazione di medicinali allopatici
e di antiparassitari — inclusi i piani di lotta obbligatori
Trattamenti veterinari gestiti dall’Autorità competente — è doppio rispetto al
Le malattie sono curate immediatamente per evitare tempo di attesa legale di cui all’articolo 11 della
sofferenze agli animali; i medicinali veterinari allopati- Direttiva 2001/82/CE o, qualora quest’ultimo non sia
ci di sintesi chimica, compresi gli antibiotici, possono specificato, è pari a 48 ore.
essere utilizzati in caso di necessità e a condizioni rigo- L’uso di qualsiasi medicinale veterinario deve essere
rose, ove risultino inappropriati i prodotti omeopatici, dichiarato all’organismo di controllo prima che gli ani-
fitoterapici e altri prodotti; vanno stabilite in particola- mali siano commercializzati come prodotto biologico. Lo
re restrizioni relative ai cicli di trattamento e al tempo stock trattato deve essere chiaramente identificabile.
di attesa. E’ consentita l’utilizzazione di medicinali
veterinari ad azione immunologia. Trasporto di pesci vivi
Sono consentite le cure connesse alla tutela della salute I pesci vivi sono trasportati in vasche adatte, contenen-
umana e animale, imposte a norma del diritto comunita- ti acqua pulita la cui temperatura e concentrazione di
rio. Qualora, nonostante le seguenti misure profilattiche ossigeno disciolto soddisfi le esigenze fisiologiche degli
poste in essere per tutelare la salute degli animali: animali stessi. Prima del trasporto di pesci e di prodot-
• animali mantenuti in ottime condizioni mediante ti ittici biologici, le vasche vengono pulite, disinfettate
un’ubicazione appropriata e una progettazione otti- e sciacquate meticolosamente. Sono prese le necessarie
male delle aziende; precauzioni per attenuare lo stress. La densità durante
• applicazione di buone pratiche zootecniche e di il trasporto non deve raggiungere un livello che risulti
gestione, comprese la pulizia e disinfezione periodi- pregiudizievole per la specie. Gli operatori conservano
che dei locali; i documenti giustificativi sulla corretta applicazione
• somministrazione di mangimi di qualità; delle modalità di trasporto come sopra specificato.
• adeguata densità degli animali;
• selezione delle razze e dei ceppi; Immagazzinamento
dovesse insorgere un problema sanitario, si può ricor- Le aree destinate al magazzinaggio dei prodotti sono
rere a trattamenti veterinari nel seguente ordine di gestite in modo tale da garantire l’identificazione dei
preferenza: lotti ed evitare che i prodotti vengano mescolati od
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Acquacoltura biologica:
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entrino in contatto con prodotti e/o sostanze non c) 6 mesi per gli impianti che sono stati prosciugati,
rispondenti alle norme di produzione biologica. I pro- puliti e disinfettati;
dotti biologici sono chiaramente identificabili in qual- d) 3 mesi per gli impianti in acque aperte, compresi
siasi momento. Nelle unità di produzione di animali quelli adibiti alla molluschicoltura.
d’acquacoltura biologici è vietato il magazzinaggio di 2) L’Autorità competente può riconoscere retroattiva-
fattori di produzione diversi da quelli autorizzati a mente come parte del periodo di conversione qual-
norma del Reg. (CE) n. 889/2008. siasi periodo precedentemente documentato,
I medicinali veterinari allopatici e antibiotici possono durante il quale gli impianti non sono stati trattati
essere immagazzinati nelle aziende, purché siano stati né sono entrati in contatto con prodotti non auto-
prescritti da un veterinario nell’ambito di trattamenti rizzati per la produzione biologica.
previsti in caso di necessità ove risultino inappropriati i
prodotti omeopatici, fitoterapici e altri prodotti. I Registrazioni
medicinali veterinari allopatici e antibiotici devono Allo scopo di avere una corretta contabilità di magaz-
essere immagazzinati in un luogo sorvegliato e siano zino e finanziaria e di avere le informazioni che con-
iscritti nel registro di produzione di animali di acqua- sentono di identificare i fornitori e quantificare le
coltura. Qualora un operatore tratti prodotti non bio- materie prime acquistate e quelle utilizzate, di avere i
logici e prodotti biologici e questi ultimi vengano riferimenti dei clienti e dei quantitativi a questi vendu-
immagazzinati in impianti adibiti anche al magazzi- ti e di avere tutta la documentazione necessaria alla
naggio di altri prodotti agricoli o alimentari: testimonianza della corretta applicazione del metodo
a) i prodotti biologici sono tenuti separati dagli altri di produzione nel rispetto della normativa, l’operatore
prodotti agricoli e/o alimentari; cura la compilazione delle registrazioni e compila e
b) vengono prese tutte le misure necessarie per garan- conserva tutti gli altri documenti che si rendono neces-
tire l’identificazione delle partite e per evitare sari (fatture di acquisto; fatture di vendita; dichiarazio-
mescolanze o scambi con prodotti non biologici; ni di conformità; documenti giustificativi dei mezzi tec-
c) viene effettuata una pulizia adeguata, di cui sia stata nici/prodotti acquistati; ecc.), così come richiesto dal-
controllata l’efficacia, prima di effettuare il traspor- l’articolo 66 del Reg. (CE) n. 889/2008.
to dei prodotti biologici; l’operatore deve registrare Oltre alle suddette registrazioni l’operatore deve anno-
tali operazioni. tare, nel registro della produzione di animali di acqua-
coltura, i dati relativi alla produzione e tenuto perma-
Conversione nentemente a disposizione dell’organismo di controllo
Nella legislazione del regolamento comunitario in presso la sede dell’azienda. Nel suddetto registro devo-
materia di agricoltura biologica la conversione è il no essere annotati almeno le seguenti informazioni:
periodo che intercorre tra l’entrata nel sistema di con- a) origine, data di arrivo e periodo di conversione degli
trollo ed il momento in cui un prodotto ottenuto in un animali in entrata;
sito produttivo o in un’unità produttiva può essere b) numero dei lotti, età, peso e destinazione degli ani-
commercializzato con la denominazione “da agricoltu- mali in uscita;
ra biologica” o “biologico”. Per le produzioni di ani- c) fughe di pesce;
mali di acquacoltura tale periodo è così definito: d) per i pesci, tipo e quantità di mangime e, se si tratta
1) le unità di produzione acquicola dotate dei seguenti di carpe e specie affine, documenti giustificativi del-
tipi di impianti contenenti gli animali d’acquacoltu- l’uso di integratori alimentari;
ra presenti sono soggette ai seguenti periodi di con- e) trattamenti veterinari, con l’indicazione della finali-
versione: tà, della data e del metodo di somministrazione, del
a) 24 mesi per gli impianti che non possono essere tipo di prodotto e del tempo di attesa;
prosciugati, puliti e disinfettati; f) misure profilattiche, con indicazione dell’eventuale
b) 12 mesi per gli impianti che sono stati prosciugati fermo degli impianti, della pulizia e del trattamento
o sottoposti a fermo; dell’acqua.