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Dicembre

Numero
2009
6

Commercializzare
i prodotti
biologici pag. 4
Fiere ed eventi

5
per promuovere
la qualità pag.

Grande
Distribuzione
tra gioie e dolori
pag. 6
La qualità bio
arriva
a domicilio
pag. 8
Le piante
che lavano pag. 10
dicembre 2009 2
Un bilancio del 2009.
Tra realtà e percezione

La fine di ogni anno porta chiunque, inevitabilmente, a


Alberto Bergamaschi
fare dei bilanci o, quanto meno, un elenco degli accadi- responsabile comunicazione & marketing
menti dei ultimi dodici mesi. Anche in questo caso non QCertificazioni Srl
voglio fare eccezioni, anche perchè sono convinto che marketing@qcsrl.it
l’evoluzione della certificazione, e anche della sua
filosofia, stia prendendo una direzione che mi sembra
convincente, sia per il mercato in generale sia, in parti-
colare, per le piccole e medie aziende di produzione. Se ci fate caso tutte le comunicazioni pubblicitarie sono
Ultimamente, anche per merito degli articoli di La indirizzate, anche in realtà per la durata limitata delle
Scienza della Qualità, si è iniziato a parlare, in modo stesse, non a spiegarci come è fatto un prodotto, ma
esplicito o subliminale, della differenziazione tra la quanto è buono o quanto, possedendolo o utilizzan-
realtà e la percezione: un dualismo di cui siamo per- dolo, si è altamente considerati dalla società. Anche nel
meati durante l’intera nostra esistenza. campo agroalimentare che, in teoria, dovrebbe essere
La tendenza di questi ultimi anni è di cercare di trasfor- il più concreto possibile, la forza del marchio commer-
mare la realtà, anche quella più oggettiva, nelle tante ciale o di certificazione la fa da padrone, superando,
percezioni più convenienti ai soggetti comunicatori. Il addirittura, anche l’aspetto organolettico.
grafico della probabilità, infatti, che un concetto o una
informazione sia percepito e non reale è in continuo
aumento. I cosiddetti media si sono, da parte loro, pro-
fondamente adoperati affinchè la parola realtà stia,
ormai, diventando un concetto irraggiungibile e fanta-
scientifico.
Per l’ascoltatore di informazioni, tutto quello che viene
comunicato in ambito televisivo o giornalistico diventa
automaticamente degno di fede e quindi reale. Anche
se, spesso, sono delle bufale conclamate, come è stata
certamente l’influenza aviaria e, probabilmente, quel-
la suina. Comunicazioni di pericolo che ci sono state La mia convinzione è che le cose stiano cambiando,
fatte percepire come reali, ipotizzo, per coprire inte- anche se lentamente, e che si evolvano nella direzione
ressi economici. di privilegiare la realtà alla percezione.
Questi sono solo due esempi (forse quelli che ci toccano Le avvisaglie dell’evoluzione in tal senso ci sono tutte:
maggiormente, visto la percezione di pericolo sani- l’Unione europea che invita i produttori a raccontare e
tario) degli innumerevoli con cui, quotidianamente, i consumatori ad ascoltare i prodotti, le piccole aziende
entriamo in contatto. che iniziano a vendere direttamente senza infilarsi nel
girone infernale dei conferimenti per la commercializ-
DALLA TEORIA ALLA PRATICA zazione, le iniziative di vendita, anche a domicilio
Ma scendiamo dai massimi sistemi e atterriamo nella come si può approfondire in altra parte della rivista,
nostra realtà di produttori, commercializzatori, con- che si fondano, soprattutto, sulla comunicazione della
sumatori o, anche, semplici estimatori dei prodotti di storia dei prodotti.
elevata qualità. Qual è, in questo campo, il massimo
esempio di istigazione alla percezione? AUGURIO PER IL 2010
Ovviamente non può essere che il marchio. Nel prossimo anno ci batteremo con maggiore forza
Quel segno grafico che millanta di contenere un per far ancora aumentare questa tendenza, speriamo
insieme infinito e, soprattutto, indefinito di qualità di darci appuntamento tra dodici mesi con altre buone
positive. notizie. Buon 2010.
3 dicembre 2009

Editoriale

Mercato biologico
La commercializzazione pag. 4
dei prodotti biologici

Fiere ed eventi pag. 5


per promuovere la qualità

La Grande Distribuzione pag. 6


tra gioie e dolori
La Scienza della qualità viene distribui-
ta bimestralmente via mail a migliaia
di aziende, esperti, istituzioni, con- La qualità bio arriva pag. 8
a domicilio
sumatori attenti alle problematiche
dell’agricoltura e della cosmetica bio-
logica, del consumo critico, del diritto Detergenza biologica
alimentare, della certificazione e della
Dai “detersivi vegetali” pag. 10
comunicazione trasparente grazie al
alle piante che lavano
lavoro di prestigiosi esperti del settore.
Oltre alla rivista, sempre reperibile sul
portale www.greenplanet.net, il no-
stro progetto si è arricchito negli ultimi
mesi di un sito internet per facilitare la
comunicazione con i lettori.
Potete raggiungerci all’indirizzo
http://scienzaqualita.blogspot.com per
scaricare gli arretrati in pdf della rivi-
sta, rileggere tutti i contributi pubbli-
cati e archiviati per tematica, con-
sultare documenti, tenersi aggiornati
sulle novità legislative italiane ed
europee, guardare i video realizzati
dalla redazione.

Volete richiedere l’abbonamento


gratuito a “La Scienza della qualità” La Scienza della qualità - Anno II, 2009 - numero 6
per voi o per un vostro conoscente? Bimestrale informativo
Scriveteci a marketing@qcsrl.it
Direttore editoriale Alberto Bergamaschi
Direttore responsabile Guglielmo Frezza
Coordinamento Comitato scientifico Carmelo Bonarrigo
dicembre 2009 4

La commercializzazione
dei prodotti biologici
In questo numero della La Scienza della Qualità inizia- posizione e i clienti sono viciniori: chi deve vendere a
mo a parlare in modo serio di commercializzazione chi abita accanto, non può permettersi di collocare un
delle produzioni. prodotto qualitativamente poco interessante, pena la
Facciamo partire questa iniziativa, non in quanto si chiusura dell’esercizio e, analogamente, chi ha un
abbia intenzione di incominciare qualche attività corpo clienti ben delimitato e limitato non può tradire la
imprenditoriale, ma perché il cercare di analizzare e far loro fiducia, altrimenti il fallimento è dietro l’angolo.
decollare la fase della vendita, tanto vituperata negli Interessante, inoltre, è l’approfondimento previsto per
anni settanta come uno svilente momento da bottegai, la comunicazione del prodotto. Negli anni settanta il
è la condicio sine qua non per far partire e mantenere massimo dell’informazione era il cartello con indicata
in buona salute qualsiasi attività di produzione, soprat- la parola nostrano, in questo progetto di vendita a
tutto di elevata qualità intrinseca. domicilio, invece, chi gestisce commercialmente il pro-
Ideare, studiare, elaborare, affinare e, infine, confezio- dotto ha deciso di comunicare, via internet, tutte le
nare un prodotto molto buono, è sicuramente genesi informazioni che lo caratterizzano: dal campo al tavo-
di soddisfazione personale, ma non essere in grado di lo di casa.
venderlo è come mettersi il vestito bello, ma non riusci-
re ad aprire la porta di casa. La gratificazione è presto LA GRANDE DISTRIBUZIONE EUROPEA E I NEGOZI
sostituita dalla delusione e dalla sostituzione del vesti- SPECIALIZZATI
to con una vestaglia. Questo ambito è un universo commerciale che a molti,
Di seguito troverete articoli di approfondimento su tre spesso, risulta oscuro e sarei felice che gli articoli che
tipologie di transazioni molto differenti ma di uguale trovate in questo numero contribuissero a togliere
dignità commerciale: la vendita a domicilio, la com- qualche velo di mistero.
mercializzazione alla grande distribuzione estera e la Riguardo la GD, la mia percezione è che sia una batta-
vendita ai negozi specializzati in Italia e all’estero. glia continua tra il buyer che, di solito, privilegia il
prezzo di vendita e i fornitori che, invece, vorrebbero
VENDITA A DOMICILIO basarsi, soprattutto, sul livello qualitativo delle proprie
Sono contento che la Scienza della Qualità anticipi e, di produzioni e sulla propria immagine, ottenendo una
conseguenza, tenga a battesimo un progetto che riten- giusta remunerazione economica.
go molto interessante, sia per la metodologia di com- Anche perché i prodotti italiani sono altamente ricer-
mercializzazione sia per la filosofia che lo supporta. cati dal mercato europeo e la loro massima comunica-
Con questa iniziativa si va oltre la vendita diretta, arri- zione e valorizzazione è certamente auspicabile, rima-
viamo alla consegna domiciliare. nendo in questo senso in linea con la filosofia della rivi-
Se ci pensate bene, siamo finalmente tornati agli anni sta. Analoghe, anche se forse meno estreme, sono le
sessanta/settanta, in cui i negozi di alimentari erano problematiche che si incontrano nei rapporti commer-
vicino a casa, si andava a comprare e il garzone di bot- ciali con le catene dei negozi specializzati.
tega portava a domicilio, se richiesto, gli acquisti. La In questo ambito ritengo sia più facile impostare il dia-
procedura sarà nello specifico lievemente differente: logo sull’argomento qualitativo, però, anche in questo
attraverso un sito internet o un numero verde telefo- caso, quello che percepisco è una divergenza di aspet-
nico si ordinano i prodotti, che sono consegnati a tative e finalità tra i due soggetti della trattativa com-
domicilio da autisti specializzati, con automezzi adatti merciale.
allo scopo. Nella realtà, la mia impressione è che in futuro o ci si
Il primo impatto percettivo è che l’aspetto impersona- renderà conto della comunanza di obiettivi e di armi
le della grande distribuzione sia superato e che, quin- da utilizzare per riuscire a raggiungerli, o le possibilità
di, si riesca a recuperare la fiducia che la conoscenza di essere sconfitti saranno molto elevate.
personale e la localizzazione del venditore inevitabil- Siamo, ovviamente, aperti a tutti gli interventi che ci
mente ti dava. Il negozio rimane sempre nella stessa perverranno sull’argomento.
5 dicembre 2009

Fiere ed eventi, occasioni preziose


per promuovere la qualità

AIAB è un’associazione di produttori, di tecnici e di cit-


Caterina Santori,
tadini consumatori. Alcuni degli obiettivi dell’associa- AIAB
zione sono la promozione della filosofia connessa alla Comitato esecutivo federale
pratica dell’agricoltura biologica e la diffusione, in Responsabile area servizi e promozione
Italia e all’estero, dei prodotti ottenuti in tale contesto. tel. 06/45437485 - mail catesan@aiab.it
Per raggiungere queste finalità, AIAB ha messo in atto
alcune strategie, tra le quali la promozione, la parteci- anche fisico, dove la scoperta di sinergie e di sapori si
pazioni a fiere e l’organizzazione di eventi, che sono amalgama allo scopo di agevolare la comunicazione e
sicuramente gli strumenti più efficaci per proporre sia il marketing.
le aziende associate che i prodotti riportanti il marchio Il pensiero di AIAB sulla fiera è chiaro: deve essere
di controllo garanzia AIAB, il quale ha delle caratteri- luogo di scambio e di confronto, un momento di con-
stiche più restrittive rispetto al relativo regolamento divisione e di incontro tra domanda e offerta, un’occa-
europeo. sione di conoscenza di ciò che l’associazione è e di
Per quello che riguarda la promozione all’estero, AIAB come rappresenta gli interessi dei propri associati, sia
considera vari aspetti in forma sinergica, non si può, con l’approfondimento sulle politiche dell’associazione
infatti, prescindere dalla qualità dei prodotti e dall’im- e sulle sue attività promozionali.
portanza dell’evento. Le azioni e le manifestazioni Attraverso le attività di promozione AIAB ha la possi-
devono quindi essere valutate e per fare ciò è partico- bilità di non perdere la propria vocazione di rappre-
larmente importante l’analisi del mercato biologico sentanza delle istanze degli operatori, riannodando un
attuale e locale e la capacità di mettere in campo una dialogo mai dismesso tra chi produce e chi lavora
strategia che da una parte comunichi il marchio, con affinché le politiche all’interno del comparto agricolo
tutte le sue caratteristiche peculiari che lo distinguono tengano conto del sistema biologico come del metodo
dal prodotto biologico unicamente conforme al rego- sostenibile per eccellenza.
lamento europeo, e dall’altra stimoli e motivi la pro- All’insegna di questa tendenza AIAB ha intenzione di
mozione dell’associazione. muoversi sempre più verso manifestazioni che sublimi-
no le varie sfaccettature del sistema biologico italiano,
DIETRO IL MARCHIO, LA CERTEZZA che ne esaltino le caratteristiche e che ne potenzino le
DI COMPORTAMENTI VIRTUOSI possibilità di posizionamento.
Il marchio, per i motivi di unicità prima indicati, è per Per concludere questo breve excursus, un altro punto
AIAB uno strumento eccezionale per la diffusione del fondamentale per la promozione all’estero è sicura-
biologico italiano e, all’estero, il biglietto da visita che mente la possibilità di avere rapporti privilegiati con
permette di farsi aprire numerose porte. Alla base di catene di distribuzione specializzate, in questo AIAB ha
questo marchio c’è infatti una sinergia di comporta- sempre creduto e, nei propri progetti, ha sempre con-
menti virtuosi legati alla qualità reale dei prodotti, siderato irrinunciabile la sinergia con i negozi e con le
che non resta certo indifferente agli attori principali altre associazioni che operano all’estero.
delle filiere come buyer, negozianti, importatori ecc… Per attuare questa importante azione promozionale si
Viene, inoltre, considerato indispensabile il rapporto è messo in atto una serie di attività, la più importante
diretto con gli operatori del sistema e l’incontro con il delle quali è sicuramente l’invio a negozi specializzati
mercato per conoscere ed attuare, in sintonia con di campionature gratuite di prodotti biologici italiani
loro,una buona strategia promozionale: fondamentale a marchio garanzia AIAB da assaggiare durante work-
per la promozione all’estero rimane, pertanto, la parte- shop e degustazioni guidate con i consumatori, al fine
cipazione alle fiere di settore e il loro contorno. di attivare una rete di distribuzione e di conoscenza del
La fiera viene interpretata da AIAB come un luogo prodotto italiano.
comune di incontro e di scambio, oltre che di conoscen- AIAB ha creato il contenitore, alle aziende italiane di
za reciproca, un luogo di incontro e di interscambio, alta qualità il compito di riempirlo.
dicembre 2009 6
Il Bio in GD all’estero:
gioie e dolori

Abbiamo il contatto. L’abbiamo preso in fiera. Come


Luca Tagliapietra
mai non ci sono risposte? Eppure abbiamo scritto diver- per MONDOBIO
se volte… Come mai ci chiedono prezzi così bassi? Non Agentur für Bio-Lebensmittel “Made in Italy”
riusciamo a guadagnare con un prezzo così… Mob: +39 348 7005251
Solo alcuni dei pensieri che spesso ci sentiamo dire www.mondobio.de
incontrando aziende. Bisogna saper affrontare il mer-
cato estero, sia esso GD (Grande Distribuzione) o cana-
le specializzato, con dei punti cardine da tener presen- o non hai qualcuno che lo fa per te (agenzie di inter-
te, pena tante volte il fallimento di contatti e la fru- mediazione o broker), è molto complicato. Complicato
strazione nel non vedere sbocchi: perché il buyer ha i suoi canali, le sue “persone” di rife-
rimento e di cui si fida.
LA CONOSCENZA DEL MERCATO COMMERCIALE
Per anni ho provato ad entrare con prodotti dell’azien- Il costo di un commerciale estero in azienda “pesa”,
da che seguivo come commerciale, ho capito che occor- per cui in molte aziende diventa un “jolly”, un “uomo
re conoscere un po’ a fondo il mercato di riferimento. dalle mille risorse”, investito di responsabilità anche
Conoscere il mercato significa: sapere chi vende pro- superiori alle sue forze. Cosa che svilisce spesso la sua
dotti simili ai tuoi, a quale prezzo, in che formato, le funzione. Quando poi non arrivano ordini... tutto si
scontistiche abitualmente applicate dal buyer di riferi- complica. Il commerciale estero deve essere instradato,
mento... In una parola, conoscere il tuo prodotto in deve farsi spazio e crearsi una rete di contatti, ci vuole
quel mercato, uscire dal contesto del mercato naziona- tempo e pazienza e “spirito”. Le aziende o investono
le e darsi proprio un tempo per conoscere quello di sulla persona per minimo 2 anni, oppure si appoggiano
altre Regioni europee. ad agenzie/professionisti: in ambedue le soluzioni non
LA QUALITÀ DEL TUO PRODOTTO ci sono garanzie di successo. La seconda soluzione costa
Oggi non è più come 5 anni fa. Serve un packaging meno, e ci si avvale di una professionalità acquisita nel
adeguato, e soprattutto serve un prodotto di qualità. settore.
La grande distribuzione è molto più attenta di me, pro-
duttore, ai gusti della gente, alle tendenze del merca-
to e alle dinamiche ecologiche. Occorre conoscere per
saper andare a colpo sicuro, tante volte non c’è una
seconda opportunità
LA CAMPIONATURA
Sembra una sciocchezza, ma è importante. Il campione
che si vuole inviare dimostra la professionalità dell’a-
zienda. Un campione mandato all’azienda senza nome
della persona ricevente, mandata con lettera in italia-
no, mandata senza apporre sui prodotti un’etichetta
nella lingua del buyer, soprattutto mandato senza esse-
re richiesto, squalifica il produttore. IL PREZZO
LE FIERE Per alcune referenze, il divario di prezzo del medesimo
Ci sono aziende che sono al Biofach piuttosto che ad prodotto venduto in Italia e venduto all’estero è assur-
Anuga o al Sial o in altre fiere, espongono da 3-4 anni da. Un po’ perché in Italia il bio è ancora troppo caro
e non vedono risultato. Se hai un prodotto che interes- (ma legato spesso ai troppi passaggi), un po’ perché
sa per la novità e per il prezzo, hai più chance di avere grosse aziende di produzione – italiane e non – detta-
il buyer stesso che ti contatta. Se non sei referenziato no il prezzo e orientano il mercato dei prezzi.
7 dicembre 2009

Le nuove frontiere della commercializzazione biologica

CHE FARE? Il networking: la situazione per cui una persona è cono-


Un discorso che abbraccia i punti sopra, che diventa sciuta e conosce, intreccia rapporti onesti e calibra il
generale ma che è fondato sull’esperienza. Siamo i lea- tiro quando sono da fare offerte o proposte. Nella GD,
der in Europa come produzione di biologico, ma siamo il networking è fondamentale. La capacità di (in)tesse-
spesso “individuali” nell’affrontare il mercato estero. re rapporti è maggior garanzia di successo dell’azione
Quindi con poca marginalità e con poco potere sul commerciale stessa. Strano da credere, ma è così.
prezzo. E la nostra forza è spesso nell’originalità del La GD si avvale di propri fornitori, non li molla fino a
prodotto: il nostro essere italiani ci aiuta nel presenta- quando non ci sono “rotture”, se il produttore non è
re prodotti alimentari bio, perché la cucina italiana è “forte” succede che la GD spreme fino all’osso, poi si
ancora importante in Europa. Ma non è sufficiente: rivolge ad altri e continua a “spremere”. Non è, penso,
serve una mentalità “da export” nell’azienda, dove la cattiveria, ma logica di mercato. Nello scaffale non c’è
flessibilità (su prezzo, campionatura, ufficio commer- più molto posto, per far entrare un nuovo brand spes-
ciale) si sposa con la qualità.
La crisi l’abbiamo affrontata a livello globale, credo che
nel biologico siano pochi quelli che possono dire di
averla vista davvero. I dati sulle vendite Bio in Europa
sono contrastanti: alcuni parlano di crisi, altri afferma-
no una tendenza di crescita (cfr www.ein-herz-fuer-
bio.org). Cosa vince? Il prezzo? Non credo. Credo
vinca la qualità del prodotto e la qualità del produtto-
re. Quando ci sono segni di contrazione, il mercato o si
sposta sul basso o sull’alto, quindi sulla qualità. Ovvio
che la qualità si deve far pagare, ma non può essere un
prezzo troppo caro.
Per questo è fondamentale conoscere il mercato o i so esce un altro. A comandare è sì il prezzo, questo nes-
mercati di riferimento, dove si vuole andare a vendere. suno lo mette in dubbio, ma a comandare è altrettan-
Conoscere persone “giuste” (corrette e affidabili) che ti to la qualità e la capacità di fare business con la men-
introducano nel settore di riferimento. L’impegno talità del buyer di riferimento: di un tedesco piuttosto
finanziario di un’azienda che vuole abbracciare il mer- che del francese, dello svedese piuttosto che dell’ingle-
cato estero è notevole. Se l’azienda è piccola (< 1 milio- se. Una fitta rete di relazioni, un network, facilita tutto
ne di euro), la cifra è ridotta e il non vedere risultati questo. La GD si interessa costantemente di nuovi pro-
scoraggia non poco a continuare. Alcune aziende dotti: con le “comodities” spesso è più facile per il
rinunciano al commerciale, perché costa senza portare buyer una “appel d’offre”, per il resto … vedi sopra.
risultati, investono nelle fiere sperando di essere bacia- Nella GD, come nel canale specializzato, ho per lo più
ti dalla sorte! La fortuna è sempre ben accetta, ma trovato serietà e professionalità da parte delle stesse
serve oggi professionalità, la specializzazione di chi catene. E’ difficile entrare, quanto facile uscire. Ma non
conosce il mercato e i giochi che ci stanno dietro, fles- dipende spesso né dal prezzo né dalla qualità: alle
sibilità e capacità di farsi trovare pronti al momento volte è semplicemente essere sotto il livello minimo di
giusto. Anche per chi lo fa “dedicando molto tempo”, rotazione...
non è facile. Credo opportuno dire che queste sono solo alcune
La professionalità: difficile fidarsi di agenzie o commer- brevi riflessioni che meriterebbero approfondimenti
ciali, davvero si va alla cieca in certe situazioni. Non trovo che in questa pagina non trovano spazio. Sono degli
regole per capire quando fidarsi di queste persone/realtà. spunti su cui approfondire la propria situazione, e
Individuo una discriminante: la capacità di networking. ridarsi vigore.
dicembre 2009 8

La qualità biologica
ogni settimana a domicilio
Le ossa se le sono fatte nel settore delle mense scola-
Guglielmo Frezza
stiche e in quello dei distributori automatici di frutta
biologica, garantendo a decine di migliaia di ragazzi Giornalista
un’alimentazione sana e un’alternativa a quelle meren- ufficiostampa@qcsrl.it
dine che i nutrizionisti annoverano tra le principali
cause del preoccupante aumento di obesità infantile in
Italia. Adesso, forti di una lunga esperienza nel settore con più attenzione ai prodotti tipici.
ortofrutticolo e di una filiera che si articola nel centro “Siamo partiti dal desiderio di promuovere il biologico
produttivo di Sora (Frosinone) e in una variegata cate- – spiegano Ivan e Gino Giannetti, amministratore dele-
na di fornitori storici, a BioSi hanno deciso di percor- gato e presidente di Globo Spa – attraverso nuovi
rere una strada quasi inedita per il nostro paese: la ven- canali distributivi, con la presunzione di poter avvi-
dita a domicilio di ortofrutta biologica. cinare a questo settore tanti nuovi bio-consumatori. In
Una sfida che rappresenta la naturale evoluzione delle pratica abbiamo scelto il meglio delle nostre pro-
strategie di commercializzazione adottate negli ultimi duzioni, studiato un menù stagionale molto curato e
anni, valorizzando in pieno il concetto di filiera corta bilanciato grazie all’appoggio di medici nutrizionisti
per garantire all’utente finale freschezza e qualità a che fanno già oggi parte del nostro lavoro quotidiano
costi contenuti grazie all’assenza di intermediari. Il in ambito di ristorazione scolastica, e personalizzato le
progetto ha nome inglese, Organicbox, e slogan possibilità di scelta in modo di offrire ai consumatori il
impegnativo, biogusto appena colto. Sbarcherà a breve meglio a disposizione della nostra ricca gamma di
a Roma e Bologna, con l’obiettivo di allargarsi poi ad prodotti biologici, cominciando dall’ortofrutta ma
altre realtà italiane. Niente a che vedere con i curando anche altre referenze con una grande atten-
tradizionali furgoncini che vendono prodotti surgelati. zione a tutti i particolari che concorrono ad offrire un
Ogni settimana l’ambizione è quella di offrire una sca- primo approccio innovativo per tanti nuovi consuma-
tola “firmata” da Ivan Giannetti che proponga una tori. Tutto è stato studiato nei minimi particolari e pen-
gamma di eccellenze, allargandosi dall’ortofrutta ad siamo così di essere il primo format di vendita porta a
altri settori biologici secondo il criterio della stagiona- porta per qualità, freschezza e sapore”.
lità, per conquistare quella fascia di consumatori infor- Quale pensate possa essere il vantaggio di una
mati, attenti all’ambiente e alla salute, che guardano proposta del genere sul mercato bio, e quali
9 dicembre 2009
Le nuove frontiere della commercializzazione biologica

potranno essere le ripercussioni sugli altri siste-


mi distributivi? Cosa avrà di veramente innovati-
Organicbox ha scelto
vo questo progetto, oltre alla spiccata qualità?
“A nostro parere le ricadute non potranno che essere il marchio Qualità Reale
positive per tutto il settore nazionale del biologico,
indipendentemente della tipologia distributiva. A ben
Il porta a porta è l’uovo di Colombo per il settore bio-
vedere, ogni qualvolta che si mette in campo una fi-
logico, o quella di BioSi-Organicbox è una scommessa
liera di elevata qualità e genuinità si fa solo del bene a imprenditoriale già affrontata in passato da altri?
tutto il settore, a prescindere dagli interessi economici “Molti ci hanno provato – racconta Franco De Panfilis,
di ciascun operatore. Se riusciremo ad allargare la base amministratore delegato di F&F Europe – ma più sulla
conquistando nuovi bio-consumatori, magari tra quelle carta che in realtà. Il nostro progetto ha già una sua
fasce di popolazione che oggi non sufficientemente tradizione in una città come Londra e zona suburbana,
servite, tutti se ne avvantaggeranno. Così come ci pia- ma se si approfondisce l’analisi si vede come il con-
cerebbe fare in modo che i palazzetti dello sport, dove sumatore nostrano male potrebbe adattarsi a proposte
prive di freschezza, qualità intrinseca non elevata e
il marchio BioSi è ben conosciuto per la nostra presen-
scarso legame col territorio come quelle che abbiamo
za nel mondo della pallavolo, potessero diventare
studiato e visionato per anni in Inghilterra. Giusto per
anche i luoghi dove la domenica fare la spesa biologi- fare un esempio concreto, abbiamo appena finito di
ca in un contesto di serenità familiare”. produrre il nostro olio extravergine biologico BioSi-
Ma come pensate di poter garantire prodotti di Organicbox, ottenuto dalle migliori 5 cultivar di olive
una qualità idonea al progetto? E quali vantaggi colte tutte rigorosamente entro la fine di ottobre che
possono derivare ai produttori coinvolti? grazie ad una accurata e mirata frangitura ci hanno
“Il progetto poggerà sia sulla nostra produzione, con fatto vincere il premio al miglior Bioblend biologico
obiettivi molto ambiziosi per la nostra zona di Sora, sia italiano del raccolto 2009. In poche parole diciamo che
ci sarà spazio solo per l’eccellenza”.
sui nostri fornitori storici che hanno dimostrato un
A garanzia di un rapporto con i consumatori impronta-
forte interesse a far parte di questa nuova iniziativa.
to alla massima trasparenza, BioSì-Organicbox si avvar-
Siamo tutti convinti che un porta a porta efficiente e
rà della certificazione Qualità reale, il disciplinare stu-
ben strutturato possa offrire a tanti soggetti un nuovo diato da SoCert con l’obiettivo di rendere verificabile
spazio, non solo dal punto di vista commerciale ma da tutti gli interessati ogni aspetto della filiera produt-
anche nel sostegno a un diverso sistema di produzione, tiva, dalla tracciabilità dei lotti alle informazioni
più attento alla sostenibilità ambientale e alla qualità, organolettiche, dalla sostenibilità ambientale alle con-
affrancandoci da scelte dovute solo a questioni di tipo dizioni di lavoro. Un impegno che si aggiunge a quello
economico e che alla fine portano sulle nostre tavole della tradizionale certificazione biologica, per recuper-
varietà resistenti ma prive di sapore, e spesso raccolte are quel filo diretto tra produttore e consumatore che
l’intero settore rischia di smarrire di fronte alla com-
troppo presto per garantirsi una lunga vita di scaffale.
plessità dei mercati globalizzati.
Abbiamo già stipulato contratti per le tipologie varie-
“È vero che ormai il biologico è un segmento conso-
tali di ortofrutta individuando i nostri partner per
lidato e non più una nicchia di mercato, ma nonostante
sapore, tipicità e particolari note organolettiche. Detto ciò questo settore trova oggi parecchie difficoltà a
in estrema sintesi vogliamo contribuire a ripensare e mantenere il suo trend di crescita e non solo per la dif-
potenziare la sostenibilità dei prodotti tipici locali, val- ficile congiuntura economica. Dobbiamo renderci
orizzando tutte quelle iniziative regionali e comuni- conto che abbiamo smesso di comunicare, di spiegare,
tarie che possono aiutare un nuovo modello di svilup- di insegnare e promuovere i principi base della agri-
po biologico per i nostri territori. E offrendo nuove coltura biologica. Dobbiamo invece tornare a raccon-
occasioni di crescita a quelle aziende che conservano le tare non solo i nostri prodotti ma noi stessi e i nostri
ideali, utilizzando tutti i nuovi sistemi e tutte le possi-
peculiarità locali ma che sono troppo spesso penaliz-
bilità di comunicazione che oggi sono a disposizione.
zate dalle logiche di mercato”.
Solo così ricominceremo a crescere, nel fatturato ma
prima ancora nella credibilità del settore”.
dicembre 2009 10
Dai “detersivi vegetali”
alle piante che lavano

Dopo lo strapotere dei tensioattivi totalmente sintetici,


Franco Licori
abbiamo assistito all’apparizione sul mercato di ten-
sioattivi subito battezzati come “ecologici” o “vegeta-
La Piramide sas
li”. Nella maggior parte dei casi si tratta di derivati del-
www.lapiramide.it
l’olio di cocco, lavorato con sostanze chimiche per tra- lapiramide@lapiramide.it
sformarlo in detergente perché, come noto, l’olio non
lava. trifoliatus. La prima cresce nel nord dell’India ed in
Ma un derivato vegetale non è un estratto vegetale e Nepal e contiene tra l’11 e l’11,5% di saponine, la
quindi non è corretto definire “detersivi vegetali” seconda si sviluppa nell’India del Sud ed in questa le
quelli realizzati con queste sostanze, in quanto di vege- saponine arrivano a sfiorare il 24% ; entrambe queste
tale c’è solo un ingrediente di partenza mentre il pro- piante si sono meritate il nome comune di noci del
dotto finale è ben lontano da qualcosa di vegetale. sapone (soapnut).
Sicuramente la loro qualità è migliore, il loro impatto Il ministero delle foreste indiano da anni supporta lo
sull’ambiente più contenuto e sono meno aggressivi. sfruttamento degli alberi del sapone che diventano
Ma vediamo come sono fatti: come detto, la base di così una fonte di reddito per le popolazioni locali ed al
partenza è l’olio di cocco che è contenuto nel seme del- tempo stesso un modo per proteggere le foreste.
l’albero del cocco (Cocus nucifera). La copra di cocco (la Infatti, prima della sponsorizzazione da parte del
parte interna bianca della noce, quindi una piccola por- governo, questi alberi venivano sistematicamente
zione del cocco) contiene il 35% di olio che viene tagliati come legna da ardere, con notevoli danni al
estratto con un processo a 2 stadi: il primo è la pressio- patrimonio forestale. I frutti prodotti dall’albero del
ne, il secondo è con l’uso di solventi. L’olio così ottenu- sapone sono essiccati al sole (quindi senza l’uso di com-
to è sottoposto a lavorazioni con l’impiego di sostanze bustibili) per poterli conservare e sono privati del seme
di sintesi per ottenere il tensioattivo; questi tensioatti- che non ha proprietà lavanti.
vi sono prodotti da multinazionali. Dalla piantagione La nuova base detergente di cui vi voglio parlare viene
del cocco al prodotto finito la quantità di energia ricavata dall’estrazione solo con acqua dalla noce del
impiegata è molto alta. Ma anche la sua coltivazione sapone (Sapindus trifoliatus). L’estrazione avviene con
ha un impatto ambientale pesante: basti pensare che, una macchinario che riesce ad estrarre le saponine
per far fronte all’enorme richiesta di olio di cocco e senza impiegare sostanze diverse dall’acqua. Il proble-
palma, aree vastissime delle Filippine e di altri luoghi ma tecnico da superare è rappresentato dalla schiuma
vengono deforestate per far spazio alle piantagioni che si produce quando le noci vengono mescolate per
stesse. ottenere un’estrazione completa, ed è stato risolto rea-
Per realizzare detergenti vegetali fin dal passato si lizzando un’apparecchiatura a tecnologia mista. Il resi-
sono usate diverse piante contenenti saponine; una di duo dopo l’estrazione è rappresentato dalla parte
queste, comunemente conosciuta col nome di erba fibrosa della noce che non contiene saponine e può
saponaria (Saponaria officinalis), è molto diffusa anche essere trasformato in compost. La diversa taratura del
nel continente europeo ed in passato era usata per macchinario permette di effettuare diversi tipi di estra-
lavare principalmente lana e seta. L’avvento della chi- zione per produrre detersivi per bucato, stoviglie, pavi-
mica di sintesi ed il basso contenuto di saponine hanno menti e detergenti per l’igiene personale.
portato a dimenticare questa pianta. Il risultato è una base detergente totalmente vege-
Dall’altra parte del mondo, in India, la medicina ayur- tale in quanto realizzata solo con acqua e piante. Ha
vedica utilizza da 4000 anni una pianta usata anche un basso impatto ambientale poiché prodotta con l’u-
come detergente. Più che una pianta si tratta di una tilizzo di pochissima energia e solo con procedimenti
famiglia di piante che crescono anche in Africa ed meccanici. A dimostrazione che, se si vuole, con le pian-
America Latina appartenenti alle sapindaceae. In India te si possono sostituire i detergenti di sintesi e quelli di
esistono 2 specie: la Sapindus mulkorossi e la Sapindus derivazione vegetale.