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Lettura trasversale

Sulle politiche di e-government e Societ dellinformazione

Aggiornata al 31 dicembre 2008

Accordo di collaborazione fra Dipartimento per lInnovazione e le Tecnologie e Centro Nazionale per
lInformatica nella Pubblica Amministrazione del 30 giugno 2008
finalizzato
alla realizzazione del Sistema informativo e statistico della Societ dellinformazione

La presente lettura cura di Giada Maio.


La fonte principale linsieme dei fascicoli regionali redatti dalla rete dei Centri regionali di Competenza sullegovernment. La rilevazione stata coordinata ed effettuata nel periodo settembre 2008 - dicembre 2008.
Hanno collaborato alle elaborazioni: Mauro Savini, Luigi Reggi, Nicola Recchia e Paola Miceli.

Levoluzione del quadro strategico


regionale per le-government e la SI
nel 2008
In questa parte si propone in sintesi una lettura trasversale degli sviluppi recenti delle
politiche e iniziative regionali per la societ dellinformazione, che emergono per lo pi dai
Fascicoli regionali curati dai singoli Centri Regionali di Competenza sulle-government, con
il supporto e il coordinamento dellOsservatorio CRC e, in alcuni casi, frutto di ulteriori
analisi ed elaborazioni curate dallo staff centrale CRC presso il Cnipa. Rimandiamo agli
stessi fascicoli o ad eventuali prossime analisi per maggiori approfondimenti su temi
specifici.
Gli ultimi due anni - 2007 e 2008 - sono stati caratterizzati, rispetto alle attivit di politica e
programmazione regionale verso linnovazione, da due processi significativi che hanno
investito tutte le regioni italiane, in quanto di matrice nazionale e comunitaria:
1. completamento da parte di tutte le Regioni del processo di approvazione dei
programmi operativi regionali POR FESR per il periodo di programmazione 20072013;
2. aggiornamento delle strategie regionali secondo alcune direttrici riconducibili a:
programmazione sui fondi strutturali 2007-2013 e Fondo Aree Sottoutilizzate;
consolidamento di temi promossi soprattutto a livello nazionale, in seguito al
dal progetto Paese del settembre 2007, che informano rilevanti progetti
regionali e interregionali, come il tema dellinteroperabilit e cooperazione
applicativa, e perseguono obiettivi comuni tra centro ed enti locali, tesi a
ripensare interamente lorganizzazione dei processi amministrativi;
 evoluzione di percorsi prettamente regionali e peculiari tra i diversi territori,
con forte prevalenza di connotati specifici nelle regioni centro-nord.




Da un punto di vista formale, lavere portato le regioni a seguire un processo uniforme nella
programmazione dei fondi strutturali 2007-2013, ripensata e rinnovata secondo alcune
novit significative, andava nella direzione di raggiungere una qualche convergenza di
finalit generali e unevidente complementariet negli interventi promossi e sostenuti, con
razionalizzazione dei fondi e risorse pubbliche impegnate, siano esse comunitarie che
nazionali. Ci avrebbe trovato riscontro nella maturazione di una visione strategica
comune, presente ai diversi livelli di governo, riguardante da un lato la costruzione dellegovernment, ma anche altre priorit settoriali delle politiche per la societ dellinformazione.
Prima fra tutte, come dimostra la numerosa partecipazione delle Regioni allelaborazione di
piani e iniziative progettuali (tabella 2), vi la lotta al digital divide territoriale nellaccesso
ai servizi di comunicazione a banda larga, riconosciuto come cruciale per lo sviluppo socioeconomico e linclusione della cittadinanza, e che rappresenta uno dei temi su cui la
maggior parte delle Regioni ha focalizzato finora sforzi in termini programmatori e finanziari.
Ma un aspetto che va evidenziato che, parallelamente ai processi di rinnovamento delle
politiche, non sembra essersi consolidato un sistema di governance condiviso intorno ai temi
dellinnovazione. Al contrario, se precedentemente strutturato, al livello nazionale con
diversi tavoli, commissioni, gruppi di lavoro, e al livello regionale con presidi tematici e
3

competenze amministrative, ad oggi appare indebolito uniformemente. Tale elemento,


affatto accessorio nel radicamento delle politiche e nella loro attuazione efficace,
condizione indispensabile per garantire una buona circolazione di informazioni tra gli attori
chiave coinvolti (DIT, DFP, Ministero per lo sviluppo economico, Regioni e organismi di
rappresentanza degli Enti locali, altri soggetti coinvolti) e una coerenza nello sviluppo,
oramai permeato dalla multidisciplinariet, delle azioni inerenti la societ dellinformazione.
Le indicazioni contenute nelle strategie europee di eEurope 2002, eEurope 2005 e
i2010 hanno infatti spostato il focus dai temi strettamente inerenti le-governmet e i servizi
online ai pi ampi temi riconducibili alla societ dellinformazione quali linclusione, la
qualit della vita, la sostenibilit dello sviluppo e dei consumi e la competitivit.
Facendo un passo indietro, rispetto la nuova programmazione dei fondi strutturali, bene
ricordare che le novit rispetto al passato sono numerose e di rilievo. Innanzitutto la
programmazione pi snella, come testimonia il numero ridotto di fasi e strumenti che la
compongono, e si inquadra in una strategia europea, dettata dagli Orientamenti strategici
comunitari in materia di coesione; gli interventi sono complementari alle priorit nazionali,
regionali, locali, coerenti con le priorit strategiche comunitarie. Ha una impostazione pi
strategica rispetto al periodo 2000-2006, sia a livello geografico (pi dell80% del
finanziamento destinato alle regioni meno sviluppate) sia tematico - obiettivi di Gteborg
(sviluppo sostenibile) e Lisbona (crescita e occupazione). Per quanto riguarda questultimo
aspetto, stato introdotto il cosiddetto earmarking, principio sulla base del quale gli Stati
membri devono perseguire gli obiettivi dellAgenda di Lisbona destinando le risorse dei
Fondi a ricerca, innovazione e imprenditorialit, societ dellinformazione, capitale umano,
ingegneria finanziaria, efficienza energetica e fonti energetiche rinnovabili, nella misura del
60% nelle aree dellobiettivo Convergenza1 e del 75% nelle aree dellobiettivo
Competitivit regionale e occupazione;
La maggiore novit presente nel Quadro nazionale dovrebbe consistere nellintegrazione
della politica di coesione comunitaria con la politica regionale nazionale, realizzata
attraverso il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), le Intese istituzionali di programma e gli
Accordi di Programma Quadro (APQ), attraverso cui passata, dal 2002 al 2007, la maggior
parte della progettualit regionale e nazionale sulla societ dellinformazione.
Nel periodo 2007-2013 la quota di Fondi strutturali attribuiti allItalia2 ammonta a quasi 29
miliardi di euro.
Tornando alle strategie regionali, occorre sottolineare che, a partire dalla emanazione del
Piano nazionale di e-government, le Regioni hanno assunto un ruolo chiave nella
propagazione dellinnovazione, in coerenza con la riforma in senso federalista del titolo V
della Costituzione, dotandosi di strategie regionali sulla Societ dellInformazione allo scopo
di coordinare le varie politiche sul tema e di individuare e rispondere alle specifiche
esigenze del contesto territoriale, secondo una dicotomia tuttora a grandi linee confermata
dalle novit rilevate nellindagine del 2008:
1

Allobiettivo Convergenza riservato il 75% delle risorse stanziate per la politica di coesione. Mentre le risorse
complessive destinate allobiettivo Competitivit regionale e occupazione ammontano a circa il 16% del totale stanziato.
2
Quattro regioni italiane sono ammesse allobiettivo Convergenza in virt del PIL pro capite inferiore al 75% della media
europea e beneficiano di una somma di poco superiore ai 21 miliardi di euro: sono, in ordine di risorse crescenti, la
Calabria, la Campania, la Puglia e la Sicilia. La Basilicata, il cui PIL ha superato la soglia del 75% per via delleffetto
statistico dovuto allallargamento dellUE, pu beneficiare di 430 milioni di euro come sostegno transitorio alluscita
dallobiettivo Convergenza (phasing-out). La Sardegna pu invece beneficiare di un sostegno transitorio (phasing-in) di
972 milioni di euro allinterno dellobiettivo Competitivit regionale e occupazione.
Le tredici Regioni del centro-nord pi le Province Autonome di Trento e Bolzano, ammesse allobiettivo Competitivit
regionale e occupazione, dispongono di una cifra complessiva di poco superiore ai 5 miliardi di euro.

le strategie delle Regioni del Centro-Nord hanno fin dallinizio manifestato


tratti di maggiore originalit e capacit di coinvolgimento degli Enti Locali,
derivanti da una gi radicata consapevolezza sui temi in oggetto. La fotografia
sulla situazione al 2008 conferma di fatto questa tipicit. La maggior parte
delle politiche regionali oggetto di aggiornamento sono per lo pi orientate su
un piano operativo e stressate su temi che riguardano dimensioni settoriali
(vedi sanit o inclusione), per lo pi dal punto di vista dei sistemi informativi
presenti alla base dei processi di gestione interna e di erogazione di servizi
innovati. La maggior parte dei documenti rilevati infatti sono piani operativi o
strategie che aggiornano politiche gi intraprese che, pur non esplicitando a
volte analisi sullavanzamento e sulle lezioni apprese dalla precedente
programmazione, elementi e sistemi di valutazione, set di indicatori,
individuano concretamente azioni e progetti, fonti di finanziamento e budget,
prodotti/servizi, spesso gi realizzati;
 per contro, le Regioni del Mezzogiorno (ex Obiettivo 1) hanno per lo pi
messo in atto una formale trasposizione degli obiettivi gi previsti dai propri
Piani Operativi Regionali (2000-2006) nelle misure dedicate allo sviluppo della
SI. Ad oggi infatti queste stentano a chiudere il processo di approvazione dei
nuovi piani strategici, e anche laddove approvati questi risultano ancora
speculari ai POR FESR 2007-2013. In questo caso, il processo di maturazione
della programmazione regionale sembra dipendente da fattori esterni la
regione stessa o comunque non pienamente governati dallamministrazione.
Ci non toglie che alcuni tratti distintivi ed eccellenze siano riscontrabili nelle
Regioni meridionali. Non a caso Sardegna e Basilicata non sono inserite
nellobiettivo Convergenza, ed anche la Puglia ha raggiunto discreti obiettivi in
ambito innovazione.

Fatti salvi gli elementi comuni rappresentati dalla programmazione unitaria 2007-2013, la
Tabella 1 evidenzia gli sviluppi nelle politiche per la societ dellinformazione emersi negli
ultimi due anni, soprattutto dalle Regioni del Centro Nord, e approfonditi nei singoli fascicoli
regionali. Le nuove policy regionali per la banda larga, per il peso via via assunto dal punto
di vista dellestensione ai territori regionali e delle risorse finanziarie in campo, sono
elencate pi avanti nella Tabella 2.
Tabella 1 Novit e sviluppi recenti delle policy regionali per le-government e la societ
dellinformazione
Regione

Abruzzo

Campania

Titolo policy
Piano
Strategico
di
Sviluppo Regionale per
lInnovazione
e
la
Societ
dellInformazione
Linee
di
indirizzo
strategico per la Ricerca,
l'Innovazione
e
la
Societ
dell'Informazione
in

Estremi di
approvazione/
pubblicazione

In corso di
approvazione

DGR n. 1056
seduta del 19
giugno 2008

Linee di azione/Obiettivi
1. Potenziare il sistema infrastrutturale a banda
larga
2. Realizzare un sistema completamente integrato
di E-government
3. Migliorare la disponibilit dei servizi ICT alle
imprese
4. E-government
5. governo e promozione del territorio
6. sanit elettronica
7. inclusione e coesione sociale
8. sviluppo locale e competitivit

Campania - 2007-2013
Linee guida per la
predisposizione del
Piano telematico
dell'Emilia Romagna
(PITER) 2007/2009

Emilia
Romagna

Assemblea
legislativa
Regionale del 2
maggio 2007

Piano Telematico Emilia


Romagna - Piano
Operativo 2008
DGR del 28
aprile 2008

Friuli
Venezia
Giulia

Piano Triennale del


Sistema Informativo
Elettronico Regionale
2008-2010

DGR del 12
febbraio 2008

Piano Triennale della


rete regionale (RUPAR)
2008-2010

DGR del 12
febbraio 2008

Lazio

Piano Strategico
iLazio2010 dallegovernment alla Societ
della Conoscenza

DGR n. 587 del


1 agosto 2008

Liguria

Programma Triennale di
Sviluppo della SI in
Liguria (PTsil) 20092011

In fase di
istruttoria
(approvazione
prevista il 3112-2008)

Linea 1: Governance
Linea 2: Infrastrutture per la PA, i cittadini e le
imprese
Linea 3: Infrastrutture per laccesso e loperativit
Linea 4: Servizi a cittadini e alle imprese
Linea 5: Servizi per la sanit
Linea 6: Servizi per listruzione
Linea 7: Riduzione del Knowledge Divide
Linea 8: Ricerca e sviluppo
Linea 9: Monitoraggio e benchmarking
Infrastruttura di rete per la PA, i cittadini e le
imprese
Infrastrutture per laccesso e loperativit
Servizi a cittadini ed imprese
Servizi per la sanit
Servizi per listruzione
Riduzione del knowledge divide
Ricerca e sviluppo
Monitoraggio e benchmark
Il Piano triennale si declina in azioni articolate in
progetti attraverso i quali vengono descritti i macrotemi o i temi che la Regione intende affrontare e
sviluppare nel triennio.
Le linee strategiche generali si distinguono nelle
seguenti linee di produzione:
1) comuni ai tre sistemi
2) dellAmministrazione Regionale
3) delle Autonomie Locali
4) Socio Sanitari.
5) Progetti di e-government
- Sviluppo ed erogazione servizi
- Riconoscimento digitale (tramite la CRS)
- Abbattimento del digital divide culturale e
tecnologico (web facile e accessi assistito)
- Diffusione degli strumenti previsti dal
Dlgs.82/2005, in particolare sistemi di firma
digitale e posta elettronica certificata
- Interoperabilit e cooperazione applicativa
Potenziamento e implementazione della RUPAR
(budget compreso nel piano triennale SIR)
Cinque finalit da raggiungere entro il 2010:
1. abbattimento del divario digitale (territoriale,
dimensionale, culturale e generazionale)
2. diffusione della conoscenza
3. partecipazione ai processi che regolano la PA
4. erogazione di servizi innovativi
5. semplificazione delle procedure
Alle finalit del Piano iLazio2010 si collegano tre
linee di azione prioritarie:
 inclusione digitale
 servizi elettronici
 semplificazione elettronica
Recepisce gli indirizzi regionali contenuti nella
programmazione generale e di settore e viene
adottato in coerenza con il documento di
programmazione economico-finanziaria.
Riporta gli obiettivi strategici per il rafforzamento

Piemonte3

Piano triennale per legovernment e la societ


dellinformazione in
Piemonte 2007 - 2009

D.G.R. 129059 del


01/07/2008

Prov. Aut.
Bolzano

Programma annuale
2008 di e-Sdtirol 2004
- 2008

DGP nr. 1452,


5 maggio 2008

Prov. Aut.
Trento

Puglia

Sardegna

Piano degli investimenti


per il Sistema
Informativo Elettronico
Provinciale
2003 - 2008

Piano regionale della


societ
dellinformazione
Documento Unitario di
Programmazione
Documento Strategico
Regionale

Aggiornamento
DGP
17.10.2008,
n. 2630
(12agg.)

DGR n.1461
del 01/08/2008
DGR n. 860 del
27/05/2008

DGR n. 5/34
del 07/02/2007

della societ dell'informazione e gli indirizzi di


sviluppo del SIIR e del progetto istituzionale
Liguria in rete, le linee di sviluppo delle aree di
automazione ed i risultati attesi nel triennio
unitamente all'analisi del monitoraggio dello
sviluppo delle ICT nel triennio precedente.
Individuazione
obiettivi
strategici
per
il
rafforzamento della societ dellinformazione, della
comunicazione e della conoscenza e governo
dellevoluzione tecnologica. Obiettivi prioritari
sono: una PA aperta, moderna ed efficiente;
cittadinanza
digitale;
ricerca,
impresa
e
innovazione; competenze per il mondo del lavoro;
sviluppo e integrazione dei servizi sanitari;
promozione del patrimonio culturale, governo del
territorio.
L'offerta di servizi online secondo utenza;
Cooperazione rafforzata tra Amministrazione
provinciale, Comuni e Sanit;
processi amministrativi elettronici ottimizzati ed
armonizzati fra le amministrazioni partecipanti;
maggiore tasso di utilizzo dei procedimenti
online.
 predisporre un sistema sicuro di attribuzione
delle "identit";
 realizzazione di infrastrutture e-government;
 definizione di standard
per lo scambio dei dati in modalit elettronica;
 allineare i presupposti giuridici dei procedimenti
amministrativi
alle esigenze elettroniche;
 tutela della riservatezza e di sicurezza dei dati.
L'innovazione ICT sviluppata a partire dalle
seguenti aree di intervento:
2.4 Telematica del territorio e-applications
2.6 Interventi strategici che comportano condizione
di innovazione e/o ricerca e sperimentazione in
queste particolari aree: 1. sistemi territoriali; 2.
pervasive computing; 3. Sistemi per il knowledge
management: 4 interoperabilit (6 aggiornamento)
2.7. Infrastruttura di Data Center e Progetto
Sicurezza (12 aggiornamento).
In corso di stesura

In corso di stesura
-

Linnovazione dellamministrazione regionale


Il sostegno allinnovazione degli EE.LL.
Il sistema di supporto per la sanit
I sistemi produttivi
Le infrastrutture abilitanti
Linclusione dei soggetti esclusi
La formazione
La produzione di contenuti digitali

e-Strategy Citt di Torino 2005 2015: Favorire crescita e insediamento di nuove imprese e investimenti attraverso:
nuove infrastrutture per la mobilit, accessibilit, servizi per le imprese e per i residenti. E-Democracy come elemento
generale di governo di tutta liniziativa.

Piano di sviluppo
regionale
DGR n. 5/26
del 07/02/2007

Quadro di Riferimento
Strategico per lo
sviluppo della Societ
dellInformazione

Definito nel
giugno 2008
in attesa di
approvazione
dalla Giunta
regionale

Sicilia

La Strategia Regionale
per lInnovazione 20072013 (SRI)

Toscana

Programma regionale
per la promozione e lo
sviluppo
dellamministrazione
elettronica e della SI
(2007 -2010)

DGR n. 225 del


30/09/2008

Del. CR n. 68,
11 luglio 2007

- Lo sviluppo della capacit di governo


dellinnovazione
- La rete telematica
- Il divario digitale
- Linclusione dei soggetti esclusi
- I sistemi produttivi
- La produzione di contenuti digitali
- La capacit di governo dei processi innovativi
- Sardegna IT
- La prossima programmazione
Obiettivi operativi:
1. Efficienza
amministrativa
centrale
e
periferica.
2. Infrastrutture per laccesso e la banda larga.
3. Contenuti ed applicazioni digitali; servizi per
accrescere la competitivit del sistema delle
P.M.I.
4. Efficienza ed efficacia nella gestione delle
risorse sanitarie finalizzate a rendere un
migliore servizio al cittadino.
Obiettivi:
concentrare le risorse in settori strategici e progetti
di grande qualit e di forte impatto, limitando, di
conseguenza, gli interventi diffusi sul territorio;
promuovere
azioni
di
accompagnamento
allintero ciclo del progetto;
rafforzare la governance sulla ricerca.
Il Programma regionale prevede il raggiungimento
di due finalit principali:
1. garantire nuovi diritti di cittadinanza;
2. sviluppare i servizi digitali per lo sviluppo e la
competitivit.
Articolato in quattro aree tematiche4
1. e.comunit le politiche per l'accesso e la
partecipazione

Per ogni area tematica sono definiti budget disponibile, con il quale verranno realizzati gli interventi previsti, e indicatori,
che misurano il raggiungimento degli obiettivi generali. Allinterno di ciascuna area sono poi presenti i singoli interventi da
attuare, strutturati in base a u no schema che prevede:
1. una sintetica premessa;
2. una breve descrizione dellobiettivo da raggiungere;
3. una descrizione degli interventi specifici per raggiungere lobiettivo dellintervento;
4. lelenco degli indicatori utili a verificare lo stato di avanzamento dei lavori;
5. linsieme degli strumenti amministrativi che consentono di attivare lazione;
6. le DG competenti per attivare gli interventi.
Il Programma regionale presenta inoltre un quadro sulle metodologie, linee trasversali di intervento e strumenti, ovvero sulle
linee generali di azione che contraddistinguono e accompagnano gli interventi della pubblica amministrazione toscana in
aree tematiche quali semplificazione, governance, livelli essenziali di servizio, sostegno ai territori marginali, riuso, ecc.
Segue un capitolo sullattivit di monitoraggio, sia in termini di definizione degli indicatori, sia in termini di realizzazione
del basamento informativo regionale (anche ai fini del benchmarking con le altre regioni
europee). Il Programma regionale chiude con una sezione riguardante i percorsi di partecipazione.
In allegato al Programma regionale presente il quadro conoscitivo sulla societ dellinformazione a livello europeo,
nazionale e regionale, in cui sono sintetizzati i piani europei e nazionali in tema di societ dellinformazione e sono
rappresentati i risultati delle indagini sulla diffusione e sulluso delle TIC in Toscana da parte delle pubbliche
amministrazioni, delle imprese e dei cittadini. Tali dati consentono di confrontare i risultati della Toscana con quelli
registrati da altre regioni europee e italiane che hanno condiviso gli indicatori utilizzati e che hanno svolto le rilevazioni nel
medesimo periodo. Seguono infine i principali risultati delle tre Linee del Piano e.Toscana 2003-2005 e gli indicatori
statistici (di contesto, input-output e di risultato) relativi al Programma regionale.

2. e.servizi le politiche per l'offerta di servizi alla


comunit
3. e.competitivit le politiche per uno sviluppo
economico sostenibile
4. infrastrutture abilitanti: ovvero azioni tese a
completare e accrescere le infrastrutture
tecnologiche di RTRT mediante la diffusione della
banda larga
Asse tematico I- Servizi pubblici innovativi ed egovernment

Umbria

Piano Strategico per la


Societ
dell'Informazione della
Regione Umbria
Umbria 2013

DGR n.982 del


28/07/2008

Asse tematico II - Costruire la cittadinanza digitale


Asse tematico III - Sviluppare contenuti e
applicazioni digitali di sostegno allinnovazione
(Imprese TIC)
Asse tematico IV Processi di diffusione delle TIC e
Valorizzazione del capitale umano
Le principali attivit intraprese nel corso dellanno
2008 riguardano:

Piano
operativo
Annuale 2008 del

Valle
dAosta

Piano Triennale SI 2007

09
per
la
programmazione,
l'organizzazione e la
gestione del sistema
informativo regionale

Sviluppo di Settore: ICT e Regione


riguarda le attivit relative al Sistema Informativo
regionale nelle sue componenti trasversali, di
settore e di comunicazione in rete
DGR 3840 del
27 Dicembre
2007

Sviluppo di Sistema: ICT ed e-Government


denominato PARTOUT riguarda le attivit relative
allo sviluppo delle-government per un migliore ed
efficiente rapporto tra la Pubblica Amministrazione
Locale e i cittadini e le imprese
Sviluppo di Sistema: ICT e il Tessuto Economico e
Sociale riguarda le attivit volte allinnalzamento
della qualit della vita e allaccrescimento dello
sviluppo economico.

Veneto

Linee Guida progettuali


per lo sviluppo della
Societ
dell'informazione
del
Veneto 2007 - 2010

DGR n. 2569
del 7 agosto
2007
BUR n. 82 del
18/09/2007

Obiettivi specifici:
la diffusione delle ICT, il supporto a ricerca e
innovazione, il miglioramento dei rapporti tra
imprese e PA e la riduzione del gap tra piccole e
grandi amministrazioni, il sostegno a mobilit e
logistica, la promozione del patrimonio storico,
ambientale ed artistico della Regione, l'inclusione
delle aree marginali e delle categorie svantaggiate

Fonte: Osservatorio CRC Cnipa, 2008

Al di l delle caratteristiche proprie di ciascun piano e delle declinazioni settoriali che questi
prevedono al loro interno, con una netta prevalenza dei temi sanit, banda larga e
inclusione, sviluppo della competitivit e del sistema imprenditoriale, tutti prevedono ancora
interventi di innovazione e riorganizzazione innanzitutto del comparto pubblico e dei
processi che portano allerogazione di servizi efficienti, ovvero azioni propedeutiche alla
diffusione di innovazione anche in settori esterni la pubblica amministrazione. Una buona
percentuale di interventi sono infatti dedicati al potenziamento di reti telematiche, di sistemi
di cooperazione applicativa e di interoperabilit, di sicurezza e riconoscimento, come la
gestione delle identit digitali, sia essa tramite carte regionali o altri sistemi sicuri. Attenzione
dedicata da molti, come Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Umbria, ad azioni
tese alla valorizzazione del patrimonio naturale, artistico e culturale, tramite la messa a
9

punto di contenuti digitali, alla tutela ambientale e gestione della mobilit, alla formazione e
potenziamento dellistruzione e del capitale umano, tutti obiettivi coerentemente inseriti
nella cornice dei POR FESR 2007-2013.
La quasi totalit dei documenti di policy indicati in tabella 1, come accennato in
precedenza, ha una connotazione fortemente operativa, per lo pi aggiornamenti di piani
strategici elaborati parecchi anni prima. Questo vale soprattutto per le Regioni del centronord, fatte pochissime eccezioni come nel caso dellEmilia Romagna, il cui Piano PITER di
approvazione relativamente recente. In relazione a ci, difficile trovare allinterno di tali
documenti riferimenti strutturati a metodologie valutative, a indicatori di risultato piuttosto
che di impatto, alla misurazione. Fa eccezione in questo caso proprio lEmilia Romagna, il
cui piano dedica un asse intero al monitoraggio e al benchmarking. Dal momento che nella
maggior parte dei casi analizzati vengono individuati e descritti interventi specifici e progetti,
pi frequente riscontrare la presenza di indicatori di realizzazione e risultato, presentati
insieme a crono programmi e informazioni sul budget, dati necessari ad un monitoraggio
procedurale e finanziario. Questo non deve portare alla deduzione che manca il
radicamento ad azioni gi intraprese e ad esperienze fatte, ad investimenti attuati o ad
esigenze del territorio, dal momento che sono altri i luoghi e gli strumenti dedicati alla
valutazione, probabilmente molto pi introiettati nei processi di programmazione delle
regioni del centro - nord, se non addirittura condivisi in una dimensione europea (si pensi ad
esempio al Piemonte o a progetti come Understand o eGep).
La situazione cambia nelle regioni del sud con una discreta presenza del centro - ad esempio
si pensi ad Abruzzo e Lazio - nelle quali sono stati aggiornati i piani strategici, documenti
quindi di alto livello, dove spesso sono presenti spunti di riflessione e considerazioni sulle
lezioni apprese che, seppure generiche, riflettono limportanza di fondare azioni future su
quanto stato costruito in passato, attraverso la misurazione di risultati, impatti, benefici,
ecc.
La strategia della Regione Abruzzo ad esempio contiene i progetti finora realizzati, dai bandi
del 1 Avviso, agli interventi APQ SI, i finanziamenti ricevuti, oltre che gli obiettivi della
nuova programmazione, in un documento omnicomprensivo, a cui necessariamente deve
affiancarsi un piano operativo piuttosto che uno o pi strumenti di supporto e monitoraggio
in senso lato. Ad esempio, nel paragrafo dedicato alle indicazioni ottenute dallesperienza
maturata, si mette in evidenza come necessario rivedere le modalit di definizione degli
indicatori di risultato connessi ai programmi in quanto dalla specifica operativit risulta che
non sempre gli stessi sono realmente indicativi dei risultati raggiunti. In particolare occorre
collocare tali indicatori allinterno del contesto rilevato in operazione e individuare degli
elementi accessori che consentono nel pieno rispetto della misurabilit di collegare anche
elementi qualitativi oggettivamente rilevabili ai diversi livelli.
Analizzando poi, alla luce dellesperienza recente, le poche strategie approvate dalle
Regioni del Mezzogiorno, che non hanno completato ancora liter di aggiornamento,
aumenta luniformit della struttura formale dei documenti elaborati, con una maggiore
probabilit di riscontrare griglie di misurazione e valutazione della societ dellinformazione,
set di indicatori selezionati, a fronte per di un debole radicamento con quanto realmente
stato realizzato e speso in termini di prodotti, processi e servizi innovati.
Sinteticamente si potrebbe concludere che, a fronte di una esigenza crescente da parte dei
policy maker di possedere parametri oggettivi di supporto e strumenti di misurazione e
valutazione delle politiche, a fronte di esperienze e sperimentazioni in tal senso avviate in
contesti europei, di sollecitazioni e indicazioni precise in tal senso alle Regioni sulla nuova
10

programmazione impostata, il quadro delle strategie rimane ancora distante da tale obiettivo.
Occorre allo stesso tempo sottolineare come una tale carenza possa essere colmata in una
dimensione attuativa e quanta responsabilit ricada quindi sulle strutture centrali di governo
che, potenzialmente dotati di una vista trasversale sui diversi livelli amministrativi e sulle
diverse competenze tematiche settoriali, anche mediante la leva finanziaria, potrebbero
esercitare un ruolo di raccordo in tal senso.
Tabella 2 Le novit tra i piani regionali per la banda larga
Regione

Estremi di
approvazione/
pubblicazione

Titolo policy
Piano
banda
Basilicata No
Divide

larga
Digital

Basilicata

Calabria

Campania

Lazio

Liguria

Accordo di Programma tra


il
Ministero
delle
Comunicazioni
e
la
Regione Calabria per lo
sviluppo
della
Banda
Larga
Piano
Tecnico
Territoriale e Piano
regolatore della banda
larga

Accordo di Programma tra


il
Ministero
delle
Comunicazioni
e
la
Regione Lazio per il
potenziamento
delle
dotazioni infrastrutturali

Progetto Banda
2009 2011

Larga

Linee di azione/Obiettivi

In corso di
approvazione

- Superamento del digital divide di prima


generazione entro il 2010, per offrire almeno
livelli di servizio base (a partire da 640 Kbps
fino ad arrivare ai 4-7 Mbps) allintera
popolazione regionale;
- Superamento del digital divide di seconda
generazione entro il 2013, con laumento delle
prestazioni rese disponibili alla popolazione
fino ad almeno 20 Mbps
D.G.R. n. 270 del - Potenziare linfrastruttura a banda larga
19 marzo 2008 disponibile per le PA;
- Ridurre, e in prospettiva abbattere,il digital
divide che caratterizza il territorio calabrese.

In corso di
definizione

DGR n.24 del


1.2.2008

ND

Una Commissione ad hoc ha completato a


settembre lo studio di fattibilit denominato
Analisi delle condizioni di digital divide in
Regione
Campania,
propedeutico
alla
realizzazione del Piano che sistematizzer le
azioni e gli interventi intrapresi negli ultimi
anni sul territorio.
Laccordo rientra nel pi ampio Piano
Telematico Regionale, in fase di elaborazione
che permetter, in sinergia con il progetto
Picolab, di fornire la copertura a banda larga
per il 100% della popolazione della regione.
Investimenti previsti un totale di 31 Ml di euro,
dei quali 23 Ml a carico del Ministero a valere
sui fondi CIPE e Leggi Finanziarie e 8 Ml euro a
carico della Regione a valere sui fondi POR
FESR 2007-2013.
- completare le aree residue in Digital Divide
di prima e seconda generazione in accordo
con le quattro Province
mettere a disposizione degli enti liguri un
nodo di accesso alla PAC ed interregionale
attraverso
il
sistema
pubblico
di
connettivit
- mettere a disposizione degli enti liguri
servizi sperimentati nel triennio precedente
tra cui la demateralizzazione, telefonia IP
integrato e aggiornamento portali dei
comuni

11


Documento
DUP5
Unitario
di
Programmazione
Accordi di Programma
con le Province

DGR n. VIII/7269
del 19 maggio
2008

Piano
Telematico
Regionale per lo sviluppo
della Banda Larga ed il
superamento del Digital
Divide

Deliberazione
dellAssemblea
Legislativa n. 95
del 15/07/2008

Accordo di Programma
per lo sviluppo della
Banda Larga sul territorio
della Regione Marche col
Ministero
delle
Comunicazioni
Wi-PIE:
Protocollo
dIntesa Regione Piemonte
Eutelsat
Linee guida per i progetti
Larga Banda Indirizzi
per le strutture e le societ
controllate dalla
Provincia.
Attuazione del Programma
per la riorganizzazione e
il riassetto delle societ
provinciali nel comparto
delle telecomunicazioni,
approvato con Del. G.P.
n. 941/2008

Accordo firmato il
14/03/2008

Accordi per limplementazione delle reti locali


a banda larga. Attualmente hanno gi
presentato proposte di intervento wireless le
province di Bergamo, Brescia, Lecco, Sondrio,
Lodi, Cremona e Varese per un costo
complessivo di oltre 14 M per un contributo
regionale richiesto di circa 10 M .

Lombardia

Marche

Piemonte

Prov. Aut.
Trento

Prov. Aut.
Trento

Umbria

Piano telematico 20082010

Piano Operativo 2008 Definizione degli


Veneto
interventi per la diffusione
della banda larga nel
Veneto
Fonte: Osservatorio CRC Cnipa, 2008

Superamento del digital divide: garantire la


copertura a banda larga di oltre il 99% della
popolazione

D.G.R. 10-8885
del 04/06/2008
Del. G.P.
13.03.2006,
n. 458

Del. G.P.
17.10.2008
n. 2609

DGR n.469 del


05/05/2008

DGR n. 1635 del


17 giugno 2008
BUR n. 61 del
25/07/2008

- Costituzione di dorsali e reti di distribuzione


in fibra ottica;
- Creazione di un sistema di accesso di tipo
wireless nelle aree marginali del territorio
regionale;
- Aggiornamento dellelettronica delle centrali
telefoniche degli Operatori di
Telecomunicazione
Costituzione di dorsali e reti di distribuzione in
fibra ottica

Combattere il digital-divide con soluzioni


alternative per le aree rurali e montane (servizi
satellitari di nuova generazione).
Il documento individua il wireless terrestre
quale soluzione tecnica di pi immediata
realizzazione per portare la connettivit in
primis nei comuni non coperti da ADSL
Con il presente atto la Giunta ha voluto mettere
ordine al comparto delle telecomunicazioni
provinciali. E stata promossa la costituzione di
una sola societ, Trentino in rete, facente capo
direttamente alla Provincia, proprietaria delle
infrastrutture e con il compito di gestore della
rete e fornitore di servizi alla Provincia ed agli
enti parte del Sistema Informativo Elettronico
Provinciale.
equalizzazione territoriale dell'entry level
potenziamento delle strutture TLC
promozione, supporto e sperimentazione di
esperienze di eccellenza
Interventi per la diffusione della Banda Larga
nel territorio regionale

La moltiplicazione di strategie e piani regionali per garantire la massima copertura territoriale


di infrastrutture e servizi di accesso a banda larga uno dei costanti tratti salienti che
emergono dallanalisi delle politiche per la SI degli ultimi due anni. In particolare, oltre al
5

Ai sensi della Delibera CIPE 21 dicembre 2007, n. 166

12

potenziamento e allestensione di piani gi tracciati in precedenza, come il Wi-PIE del


Piemonte e le Linee guida per i progetti Larga Banda nella Provincia di Trento, si segnalano
la recente definizione e/o lavvio di piani regionali su larga scala in Basilicata, Liguria,
Marche, Umbria e Veneto. Molti dei restanti interventi, specie nelle regioni del centro - sud,
sono avviati tramite accordi di programma tra il Ministero delle Comunicazioni e le diverse
Regioni, che vede la Societ Infratel Italia s.p.a. quale soggetto attuatore del Programma
Banda Larga in tutte le aree sottoutilizzate del Paese.

13

Investimenti attuati nelle regioni per


le-government e la SI
A fronte di quanto presentato nel precedente capitolo sulle politiche recentemente elaborate
e in fase di approvazione nelle regioni, occorre completare il quadro degli investimenti
messi in campo dal 2002 al 2008 per iniziative su e-government e societ dellinformazione.
Questa panoramica consentir una maggiore comprensione delle dimensioni sinteticamente
affrontate e fornir alcune chiavi di lettura per interpretare, analizzare e misurare le prossime
azioni promosse e i progetti recentemente lanciati dalle amministrazioni regionali o in via di
realizzazione.
La I e II Fase di e-government
Una debolezza sostanziale di coordinamento tra amministrazioni deputate alla
programmazione (fondi UE compresi) di aree settoriali ha portato alla ridotta capacit di
ottimizzare investimenti per obiettivi chiari, a ciascun livello, nazionale e locale, in misura
evidente regionale, dove tuttora complesso tentare di ricostruire un quadro chiaro sulla
spesa ICT e su quanto si attuato sulle-government e innovazione.
Linvestimento totale sul bando del 1 Avviso ammonta a circa 474 Milioni circa di Euro per
134 ammessi (2 sono i progetti mai partiti, a cui stato ritirato tutto il cofinanziamento in
fase di verifica finale), con un cofinanziamento di circa 118 Milioni.
I 56 progetti di e-democracy hanno ad oggi un valore complessivo di circa 27,5 Milioni di
Euro, con una quota di cofinanziamento pari a 9,5 Milioni circa. Le 29 iniziative di tgovernment hanno invece raggiunto un costo di circa 33 Milioni di Euro, a fronte di un
cofinanziamento di circa 6,6 Milioni.
Nel complesso, il valore finanziario dei progetti derivanti da Fase I e Fase II (lasciando fuori
lSPC perch compreso negli APQ e i due bandi ancora non pienamente dispiegati ALI e
Riuso) cos distribuita per aree geografiche aggregate.
Grafico 1 - Valore in % dei progetti derivanti dagli avvisi di I e II fase per macro area
geografica

28%
Centro-Nord
Mezzogiorno

72%

Fonte: Osservatorio CRC Cnipa, 2008

14

Grafico 2 - Distribuzione regionale degli investimenti derivanti dagli avvisi di I e II fase e


per macro area geografica

100.000.000,00
90.000.000,00
80.000.000,00
70.000.000,00
60.000.000,00
50.000.000,00
40.000.000,00
30.000.000,00
20.000.000,00
10.000.000,00

Centro-Nord

Sicilia

Sardegna

Puglia

Molise

Campania

Calabria

Basilicata

Abruzzo

Veneto

Umbria

Toscana

Pv. Autonoma di Trento

Pv. Autonoma di Bolzano

Piemonte

Marche

Lombardia

Liguria

Lazio

Friuli Venezia Giulia

Emilia Romagna

Mezzogiorno

Fonte: Osservatorio CRC Cnipa, 2008

Il cofinanziamento sui due Avvisi (ALI e Riuso), ad oggi in fase di valutazione delle proposte
presentate, ammonta a bando a circa 73,5 Milioni di Euro.
Un quadro complessivo dei progetti/bandi conclusi e in corso, relativi alla I e II Fase si egovernment fornita dai grafici che seguono e mostrano come la maggior parte degli
investimenti sugli avvisi stata concentrata sul macrotema dellinnovazione del front-office,
oltre agli interventi primari di infrastrutturazione della PA (servizi infrastrutturali), di
incremento della dotazione tecnologica e distribuzione delle carte di accesso ai servizi, a
fronte di una minore attenzione per azioni incentrate sulla riorganizzazione dei processi
interni, del back office della PA.

15

Grafico 3 - Distribuzione investimenti I e II Fase per macro obiettivi di policy e area


geografica

Servizi in rete

Semplificazione ed
efficienza interna
della PA
Mezzogiorno
Centro-Nord
Inclusione e
partecipazione

Banda Larga

50.000.000

100.000.000

150.000.000

200.000.000

250.000.000

Fonte: Osservatorio CRC Cnipa, 2008

Gli Accordi di programma Quadro


Dal 2002 si visto un graduale consolidamento dello strumento dellAccordo di Programma
Quadro per lattuazione di gran parte degli interventi sia a regia nazionale che regionale,
prevedendo maggiore condivisione, concertazione e controllo delle risorse investite. Per
questo motivo, gli APQ sono divenuti lo strumento principale per lattuazione delle politiche
di sviluppo della SI nei territori regionali concordate tra Stato e Amministrazioni regionali. A
testimonianza di ci, basti pensare che dal 2003 fino al novembre 2007, sono stati siglati 70
tra Accordi a relativi Integrativi, con tutte le Regioni e Province autonome, per un valore
complessivo degli interventi di oltre 1.280 milioni di euro, il 73% dei quali destinati al
Mezzogiorno.
Grafico 4 - Valore in % degli interventi APQ SI per macro area geografica (dati aggiornati
a febbraio 2008 e allineati al monitoraggio di giugno 2007)
27%

Centro-Nord
Mezzogiorno
73%

Fonte: Osservatorio CRC Cnipa, 2008

16

Grafico 5 - Distribuzione totale investimenti APQ SI per macro obiettivi di policy nelle due
macroaree geografiche

Servizi in rete

Semplificazione ed
efficienza interna della
PA

Mezzogiorno
Centro-Nord

Inclusione e
partecipazione

Competitivit imprese

Banda Larga

50.000.000

100.000.000

150.000.000

200.000.000

250.000.000

300.000.000

Fonte: Osservatorio CRC Cnipa, 2008

Nei grafici riportata la distribuzione degli investimenti SI inseriti i APQ per alcune chiavi di
lettura, di aggregazione geografica, e soprattutto di tipo tematico6. In particolare, i macro
temi di policy corrispondono ai macro obiettivi che il Governo, in diverse fasi, si prefissato
come ambiti dintervento prioritari su cui indirizzare gli investimenti, in raccordo con e
secondo i fabbisogni delle Regioni.
1. Infrastrutture per la banda larga tra gli ambiti di maggior peso specifico, sia in
termini economici sia per la natura degli interventi, in quanto pre-condizione
necessaria rispetto ad altri. Per questo viene considerato obiettivo prioritario a livello
nazionale e comunitario. Inoltre il legame tra le infrastrutture e i servizi abilitati
talmente forte, che solitamente si usa il termine banda larga in senso ampio ad
indicare lunione di tecnologie, servizi e contenuti, che possono essere fruiti grazie
alle nuove tecnologie; in particolare nelle regioni del Centro-Nord, gli interventi
infrastrutturali sono essenzialmente orientati al potenziamento delle reti e al
superamento del digital divide nelle zone pi disagiate, mentre al Sud hanno una
certa rilevanza gli interventi infrastrutturali di base come la realizzazione di reti
regionali moderne ed efficienti per la PA locale (Rupar). Nel complesso la maggior
parte degli interventi riguarda linstallazione di reti di accesso/ULL piuttosto che reti
di backbone con sporadici interventi di MAN (come ad esempio in Basilicata), e dal
punto di vista tecnologico il wireless preponderante rispetto a interventi wired
(come la posa di fibra ottica).
6

I cinque macro-temi riportati nei grafici che seguono sono frutto dellaggregazione per obiettivi di policy mediante i
quali gli interventi APQ sono stati classificati e analizzati. La metodologia con cui sono stati codificati gli oggetti di
osservazione, tra cui i progetti/interventi, frutto di un sistema originale di classificazione dinamico e di semantica
connessa, elaborato dallOsservatorio CRC, avendo attenzione alle politiche per le-government e la SI europee,
nazionali e regionali e alle tematiche specifiche affrontate dagli interventi.

17

2. Semplificazione ed efficienza interna della PA - comprende sia le azioni per la


predisposizione dei Servizi infrastrutturali per la Pubblica Amministrazione (ad
esempio tutti gli interventi SPC ed ICAR) e di creazione delle reti regionali - Rupar
insieme ad azioni collaterali (creazione di centri tecnici, interventi a favore di
interoperabilit, cooperazione applicativa, sicurezza, ecc.), sia di semplificazione ed
efficienza interna della pubblica amministrazione nella sua dimensione pi
applicativa (riorganizzazione e processi di innovazione del back-office) e, con un
peso economico residuo rispetto al resto, gli interventi che definiamo di
rafforzamento della capacit di governo e programmazione rispetto alla SI
(osservatorio, assistenza tecnica, monitoraggio e sistemi informativo-statistici). Nel
fornire un dettaglio ulteriore degli interventi riguardanti la semplificazione della PA,
occorre sottolineare che la categoria comprende una quota rilevante di progetti sulla
gestione associata da parte degli locali ovvero sui Centri servizi territoriali a favore
dei piccoli comuni, in entrambe le aggregazioni territoriali, insieme a interventi che
riguardano lincremento della dotazione ICT delle amministrazioni regionali e degli
EELL. Troviamo inoltre alcuni interventi di formazione (e-learning) rivolta a dipendenti
della PA (ad esempio nel Lazio), e solo pochi isolati progetti di e-procurement e
automatizzazione dei mandati di pagamento. Gran parte della progettualit
considerata in questo macro-tema stata finanziata anche nellambito del piano di egovernment (i circa 50 progetti del filone servizi infrastrutturali nellambito del 1
avviso di e-gov), e con risorse aggiuntive comunitarie nellambito dei POR/Docup.
3. Servizi in rete comprende principalmente i servizi innovati verso cittadini e
imprese, dallo sviluppo del front-office multicanale, ai servizi sanitari, sistemi
informativi per gestione territoriale, monitoraggio ambientale, gestione
mobilit/trasporti e relativi strumenti ecc., servizi per la competitivit e linnovazione
delle imprese (sportello unico per le attivit produttive, ecc) e i servizi per il lavoro
(sia diretti ai cittadini e alle imprese). La componente dei servizi intesa come sviluppo
di strumenti/canali (ad esempio portali) stata fortemente finanziata nellambito del
piano di e-government e nellambito dei POR. Lo sviluppo del canale stato inoltre
finora privilegiato rispetto al contenuto e a una serie di requisiti importanti per il
deployment, il successo e lefficacia del servizio stesso quali laccessibilit,
lattenzione allutente/target e alla qualit, la misurazione dellutilizzo. Discorso a
parte va fatto per la quota riferita alle-health in cui ricadono sia al Sud (progetti
previsti nella delibera Cipe 17/03 per il sud e non solo e Larga banda per il
Mezzogiorno) sia al Centro Nord (vedi le Marche) interventi che riguardano: la
riorganizzazione del back office e la messa in rete delle strutture sanitarie (dai medici
di base, agli specialisti, alle farmacie, ecc.), lo sviluppo e diffusione di tecnologie per
la telemedicina il telesoccorso e la teleassistenza, i servizi sanitari online (dal CUP ai
canali sanitari dedicati diretti al cittadino).
4. Inclusione e partecipazione riguarda i temi di autenticazione e accesso sicuro ai
servizi digitali compresa la firma digitale (molto peso hanno gli interventi sulla
diffusione delle carte elettroniche - CNS/CRS, CIE e altre smart card), di estensione e
facilitazione dellaccesso ai servizi per i cittadini in chiave di potenziamento punti
di accesso pubblico (PIAP/Capsda) e dotazioni informatiche, di alfabetizzazione e
formazione/risorse umane (come linsieme di interventi per formare e preparare gli
utenti e gli erogatori allutilizzo dei nuovi canali e servizi messi a disposizione
generalmente presso punti di aggregazione pubblici, con prevalente funzione sociale
e verso target svantaggiati). Ne sono un esempio i numerosi interventi al Sud a valere
sul programma sud e non solo (Capsda) e sul programma larga banda (SAX) e,
18

sebbene in misura minoritaria, al Centro Nord (Liguria in rete e lalfabetizzazione


verso la terza et). Occorre rilevare che nella maggior parte dei casi, la creazione di
centri di accesso pubblico si concretizzata nella predisposizione di una serie di
postazioni informatizzate spesso non assistite e avulse da azioni mirate di
alfabetizzazione e coinvolgimento effettivo del target. Una quota parte della
progettualit inserita in tale categoria riguarda progetti di e-democracy (finanziati per
lo pi sul bando nazionale della II fase) che, se a livello comunitario hanno assunto
notevole importanza e richiamo, sul piano nazionale sono limitati da uno scarso
flusso di investimenti e da un basso livello di attenzione.
5. competitivit imprese - comprende tutte le azioni volte a rafforzare tramite lICT, la
ricerca e lo sviluppo e la societ dellinformazione ( il caso del Piemonte), il tessuto
produttivo, competitivo, del territorio. Interventi che riguardano in primo luogo le
PMI, e soprattutto i distretti produttivi e industriali e i centri di ricerca e universitari.
Analogamente agli altri filoni tematici troviamo anche raggruppamenti di progetto a
valere sui programmi nazionali sud e non solo e larga banda, come quelli
riguardanti i distretti distretti digitali del tessile e dell'abbigliamento e la
digitalizzazione delle imprese della filiera agroalimentare. Inoltre, come si vede per la
Campania, alcuni interventi sono diretti alla realizzazione di meta distretti dell'ICT,
con diverse specificit, previsti nel Programma "ICT per l'eccellenza dei territori".
Nellambito competitivit si fa riferimento anche agli ultimi obiettivi di eEurope
i2010, ai temi che attengono la qualit della vita, lo sviluppo sostenibile (trasporti,
ambiente) e la gestione in ottica di miglioramento del prolungamento della vita
(aging), ancora non pienamente sviluppati allinterno della progettualit attuata e in
corso di realizzazione nelle regioni.
Grafico 6 - Distribuzione totale investimenti APQ SI per macro obiettivi di policy

Servizi in rete
24%

Sem plificazione
ed efficienza
interna della PA
24%

Banda Larga
26%

Inclusione e
partecipazione
9%

Com petitivit
im prese
17%

Fonte: Osservatorio CRC Cnipa, 2008

19