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Considerazioni sulla distribuzione delle masse

Il modello a masse concentrate sembrerebbe rappresentare meglio i modi di vibrare della struttura, pur
tuttavia occorre dare una spiegazione formale in tal senso. Qui di seguito si cerca di rispondere al problema
partendo da considerazioni abbastanza semplici per arrivare alla giustificazione meccanica della scelta.
Lavorando con gli elementi finiti necessario andare a realizzare una discretizzazione della distribuzione
delle masse. Tale operazione volta al riconoscimento preliminare dei gradi di libert che si vogliono
descrivere. E in questa direzione che si afferma il discrimine tra la distribuzione C e la distribuzione B.
Per un telaio multipiano [1] la rappresentazione delle masse pu essere semplificata fortemente a causa
del vincolo cinematico offerto dai diaframmi di piano. Per le strutture in c.a. lecito assumere che ogni
diaframma rigido nel suo piano ma deformabile flessionalmente in direzione verticale. Questo comporta
che sia in x che in y tutti i gradi di libert dei nodi appartenenti al piano del diaframma siano connessi ai tre
gradi di libert del solaio nel suo piano. Per il generico diaframma tali DOF riferiti al centro di massa, sono
le traslazioni ux e uy e la rotazione u attorno lasse verticale. Nasce quindi la necessit di definire la massa
unicamente per questi gradi di libert, ovvero appare inutile nonch impropria lattribuzione delle masse
per ogni nodo. La massa di ogni piano viene dunque condensata in un unico nodo (il nodo master
coincidente con il baricentro delle masse) e le vengono conferiti gradi di libert lungo x e y e il momento
dinerzia attorno allasse verticale. Si noti che la massa concentrata nel nodo master (fatto coincidere con il
centro delle masse) deve includere i contributi dei carichi permanenti relativi al solaio, alle travi e alle
colonne.

La modellazione incomincerebbe a diventare pi complessa nel caso in cui non fosse possibile assumere
lipotesi di diaframma rigido. La massa del solaio, dei vari elementi strutturali e gli eventuali carichi
dovrebbero essere assegnati ad ogni nodo del telaio considerando della aree di influenza. Evidentemente
tale distribuzione delle masse ha senso a patto di andare a modificare la formulazione delle caratteristiche
di rigidezza della struttura, ovvero devono essere permesse configurazioni in cui il solaio si deforma.

[1 ]A.Chopra,Dynamics of structures theory and applications to earthquake engineering, 4th edition,


Prentice Hall

Nel caso in esame lipotesi di diaframma rigido accetta come realistica, e dunque il sistema possiede 12
gdl (4 piani x 3gdl = 12 gdl). Non a caso i dati forniti ci danno la sequenza di 12 modi di vibrare: il tutto
coerente con le ipotesi cinematiche del problema. Se concentrassimo le masse in ogni nodo del telaio avrei
molti pi gradi di libert e vedrei dei modi in cui verrebbe ignorata lipotesi di diaframma rigido. Vista
levidente inutilit di cogliere modi non fisici che vedono il solaio deformarsi, appare corretta lassunzione
operata dalla distribuzione delle masse C.
A tutto ci si aggiungono vantaggi dal punto di vista computazionali avendo una matrice delle masse pi
piccola: minore occupazione di memoria,
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[1 ]A.Chopra,Dynamics of structures theory and applications to earthquake engineering, 4th edition,


Prentice Hall