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11. Gli integrali



L'integrale definito di una funzione positiva l'area della regione compresa tra il grafico della
funzione stessa e l'asse delle ascisse. Prima di spiegare meglio questo concetto, soffermiamoci un
po' sulla nozione di area. Secondo il dizionario, l'area la misura di una estensione superficiale:
sappiamo tutti che l'area di un rettangolo base per altezza, quella di un triangolo base per altezza
diviso 2, mentre quella del cerchio raggio al quadrato per pi greco. Il concetto di area si applica
anche a figure un po' pi complesse e possiamo dire che l'area di una regione del piano
proporzionale alla quantit di vernice necessaria per pitturarla, oppure che proporzionale al
numero di mattonelle quadrate necessarie per ricoprirla, oppure ancora, e questo il paragone pi
utile, supponete di avere una regione nel vostro giardino e fatela diventare una piscina costruendo
un muretto lungo tutto il suo perimetro. Allora l'area della regione proporzionale alla quantit di
acqua necessaria per riempire la piscina.
Cosa succede per se il muretto costruito sul bordo della piscina ha delle discontinuit, ossia delle
crepe? In tal caso l'acqua esce e l'area potrebbe non essere misurabile.
La morale la seguente: affinch sia possibile lavorare con uno dei concetti intuitivi di area appena
esposti, bisogna evitare di avere perimetri discontinui, cio bisogna limitarsi a considerare regioni
del piano il cui bordo una unione finita di curve continue, ossia di curve che possibile disegnare
senza staccare la matita dal foglio. Osserviamo infine che l'area di una regione del piano
invariante per movimenti rigidi, cio la misura della superficie di una figura non cambia se la
ruotiamo oppure se la spostiamo in alto/basso/destra/sinistra lasciandone per inalterate forma e
dimensioni.
Dopo aver parlato di area, ritorniamo alla definizione di integrale.

La definizione di integrale definito
Definizione 1. Sia [ ] : , f a b R una funzione continua sull'intervallo chiuso
[a; b] e positiva, cio ( ) 0 f x per ogni [ ] , x a b
Chiameremo integrale definito della funzione f nell'intervallo [a; b] (frase spesso abbreviata in
integrale di f da a a b) il numero che misura l'area della regione del piano delimitata, in basso
dall'asse delle ascisse, in alto dal grafico di f, a destra dalla retta x = b ed a sinistra dalla retta x = a
(vedi Figura 1). Nelle formule matematiche l'integrale di f da a a b viene indicato con il simbolo

( )
b
a
f x dx


I punti a; b sono detti estremi di integrazione e sono caratterizzanti dell'integrale definito.
Definiremo pi avanti l'integrale indefinito che si differenzier da quello definito anche per la
mancanza degli estremi di integrazione.

Figura 1
2

Esempio 1. Sia c un numero reale positivo. Allora la funzione costante f(x) = c continua
sull'intervallo [a; b] e per definizione l'integrale di c da a a b l'area del rettangolo di altezza c che
ha come base il segmento [a; b] e quindi (vedi Figura 2)

( )
b
a
cdx c b a =



Figura 2

Propriet dellintegrale definito
Vogliamo trovare una regola che ci permetta di calcolare gli integrali definiti e per fare questo
bisogna studiarne prima le principali propriet.

Lemma 1. Sia [ ] : , f a b R una funzione continua.

Spiegazione. Per definizione, l'integrale di una funzione positiva una misura di superficie ed
quindi un numero 0 . Se invece f negativa, allora f positiva e basta ricordare che



Lemma 2. Sia [ ] : , f a b R una funzione continua e sia c un punto dell'intervallo [a; b]. Allora
vale



Spiegazione. Basta osservare che la retta x = c divide in due parti la regione del piano delimitata, in
basso dall'asse delle ascisse, in alto dal grafico di f, a destra dalla retta x = b ed a sinistra dalla retta
x = a (vedi Figura 3). Ne segue che l'area totale (che per definizione ( )
b
a
f x dx

) uguale alla
3
somma delle aree delle regioni situate a sinistra ed a destra della retta x = c, ossia uguale alla
somma di ( )
c
a
f x dx

e ( )
b
c
f x dx

)


Figura 3

Definizione 2. Sia [ ] : , f a b R una funzione continua e sia [ ] : , F a b R una funzione continua
e derivabile in ]a; b[ tale che ( ) ( ) F x f x = per ogni ] [ , x a b . Allora diremo che F una primitiva
di f sull'intervallo [a; b].

Se diciamo che F una primitiva di f, senza fare riferimento ad intervalli, intendiamo che
( ) ( ) F x f x = in tutti i punti dove F derivabile.
Ad esempio
1
x
una primitiva della funzione
2
1
x
, mentre
x
e una primitiva della funzione
x
e .

Corollario 1. Sia [ ] : , f a b R una funzione continua e sia [ ] : , F a b R una primitiva di f
sull'intervallo [a; b]. Allora vale la formula

( ) ( ) ( )
b
a
f x dx F b F a =



Senza dimostrazione

In buona sostanza, il Corollario 1 implica che: per calcolare l'integrale di f da a a b sufficiente
trovare una primitiva F di f e calcolare la differenza ( ) ( ) F b F a . In formule:



dove, se F(x) una qualsiasi funzione e a; b sono numeri reali, si denota con



Esempio 2 La funzione
3
3
x
una primitiva di
2
x e quindi
4



Lemma 3. Siano [ ] , : , F G a b R due primitive della stessa funzione continua [ ] : , f a b R .
Allora F e G differiscono per una costante additiva.
Dimostrazione. Consideriamo la funzione ( ) ( ) ( ) H x F x G x = , la sua derivata
( ) ( ) ( ) ( ) ( ) 0 H x F x G x f x f x = = identicamente nulla e quindi, per un corollario del
teorema di Lagrange, la funzione H costante.


Teorema della media
Se f(x) continua in [a,b], esiste un punto [ ]
0
, x a b tale che :

0
( ) ( )( )
b
a
f x dx f x b a =



Senza dimostrazione



Il problema del calcolo differenziale, trattato in precedenza, studia loperazione che fa passare da
una funzione f(x) alla sua derivata. Si presenta, ora, il problema di studiare loperazione inversa, la
quale consiste nella ricerca delle primitive di una funzione data f(x).
Sappiamo gi che le funzioni primitive di una data funzione sono determinate a meno di una
costante additiva.

Definizione Sia [ ] , a b un intervallo chiuso. Si chiama partizione P dellintervallo [ ] , a b un
insieme finito di numeri { }
0 1
, ,...,
n
x x x tale che:

0 1
...
n
a x x x b = < < < =

Si chiama ampiezza della partizione P il numero:

{ }
1
| | max : 1, 2,...,
i i
P x x i n

= =

Definizione Sia f(x) una funzione limitata nellintervallo chiuso [ ] , a b . In corrispondenza ad ogni
partizione P di [ ] , a b poniamo:

[ ] { }
1
inf ( ) : , : 1, 2,...,
i i i
m f x x x x i n

= =
[ ] { }
1
sup ( ) : , : 1, 2,...,
i i i
M f x x x x i n

= =

e

5
1
1
( , ) ( )
n
i i i
i
s P f m x x

=
=

, somme inferiori di f rispetto a P;


1
1
( , ) ( )
n
i i i
i
S P f M x x

=
=

, somme superiori di f rispetto a P.



Ricordiamo che le definizioni di estremo superiore ed inferiore di un insieme sono gi state
introdotte nel capitolo sugli insiemi.





Figura 1


Figura 2

Allo scopo di comprendere meglio la definizione di somme superiori ed inferiori, si osservino le
figure precedenti.
Lintervallo [a,b] viene partizionato in sottointervalli di larghezza
1 i i
x x

. Nel caso delle somme


inferiori, in ogni sottointervallo si considera lestremo inferiore dellinsieme delle f(x) il quale
definisce laltezza del rettangolo di base
1 i i
x x

. La quantit
1
1
( , ) ( )
n
i i i
i
s P f m x x

=
=

, rappresenta
quindi la somma delle aree di tutti i rettangoli (vedi figura 1).
Il medesimo discorso vale per le somme superiori ( , ) S P f , considerando questa volta lestremo
superiore dellinsieme delle f (figura 2).

Teorema Se f(x) una funzione limitata in [ ] , a b , per ogni partizione P
1
e P
2
di [ ] , a b , si ha:
1 2
( ) ( , ) ( , ) ( ) m b a s P f S P f M b a
Dove:

x
f(x)


b a

x
i-1
x
i
x
f(x)


b a

x
i-1
x
i
6
[ ] { }
1
inf ( ) : , : 1, 2,...,
i i
m f x x x x i n

= =
[ ] { }
1
sup ( ) : , : 1, 2,...,
i i
M f x x x x i n

= =
Senza dimostrazione


Lemma Siano P
1
e P
2
due partizioni di [a,b] tali che
1 2
P P , allora:
1 2
( , ) ( , ) s P f s P f
1 2
( , ) ( , ) S P f S P f
Dimostrazione
Cominciamo con il supporre che
1 0 1 1
{ , ,..., , ,..., }
i i n
P x x x x x

= e che
2 0 1 1
{ , ,..., , , ,..., }
i i n
P x x x x x x

= ,
cio P
2
abbia un punto x in pi di P
1
tale che
1 i i
x x x

< < . Poniamo:



{ } 1 1
inf ( ) : ,
i
f x x x x

(
=



{ } 2
inf ( ) : , ,
i
f x x x x
(
=



Ovviamente si ha:
1 i
m e
2 i
m e quindi:

2 1 1 1 2 1
( , ) ( , ) ( ) ( ) ( )
i i i i i
s P f s P f x x x x m x x

= + =

1 1 2
( )( ) ( )( ) 0
i i i i
m x x m x x

+

Se P
2
contiene pi di un punto, si ripete il ragionamento precedente pi volte.##

Osservazione: quanto pi si raffina (
1 2
P P , P2 pi raffinato di P1, ossia contiene ad esempio, un
punto in pi), tanto pi le somme inferiori crescono, mentre le somme superiori decrescono.

Dal lemma precedente, si pu notare che
2
( , ) s P f (
2
( , ) S P f ) un maggiorante (minorante) di
1
( , ) s P f (
1
( , ) S P f ), facendo variare P2 (ossia considero dei punti in pi) e tenendo fermo P1,
esister** lestremo superiore (inferiore) delle somme inferiori (superiori) di f rispetto a P1.

**Infatti dal capitolo sugli insiemi, un elemento y di un insieme M un estremo superiore
(estremo inferiore) dellinsieme A (incluso in M) se:
1. y maggiorante (minorante) di A
2. per ogni maggiorante (minorante) a M , risulta y a ( a y )

Possiamo quindi definire:

sup ( , )
b
a
s P f f =

, estremo superiore delle somme inferiori



e

7
inf ( , )
b
a
S P f f =

estremo inferiore delle somme superiori



Di conseguenza, possiamo dare la seguente

Definizione Sia :[ , ] f a b R limitata su [a,b] , si dice che f integrabile secondo Riemann in
[a,b] se

b b
a a
f f =



Il valore comune si chiama integrale della f.

Esempio di funzione integrabile secondo Riemann
Sia f una funzione dallintervallo [a,b] su R ( :[ , ] f a b R ) tale che f(x)=c. La funzione f
integrabile secondo Riemann poich:

( )
1 1 1 0 2 1 1
1 1
( , ) ( ) ( ) ( ) ( ) ... ( )
n n
i i i i i n n
i i
S P f M x x c x x c x x x x x x

= =
= = = + + +



Poich
0
x a = ,
n
x b = , segue

( , ) ( ) S P f c b a =

Lo stesso vale per le somme inferiori, ossia ( , ) ( ) s P f c b a = , quindi

( , ) ( , ) S P f s P f =

Dunque la funzione f integrabile secondo Riemann.


Esempio di funzione non integrabile secondo Riemann
Si consideri la funzione di Dirichlet:

0, [ , ]
( )
1, [ , ] \
x a b Q
f x
x a b Q

=



In altre parole, la funzione vale 0 se x un numero razionale compreso tra a e b, mentre vale 1 se x
un numero irrazionale compreso tra a e b.
Di conseguenza ( , ) ( ) S P f b a = , mentre ( , ) 0 s P f = . Di conseguenza la funzione non
integrabile secondo Riemann.


Definizione
Sia f una funzione continua nellintervallo [a,b] , per ogni [ , ] x a b consideriamo lintegrale
definito
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( ) ( )
x
a
F x f t dt =

(*)
La funzione F(x) si chiama funzione integrale.

Notiamo che abbiamo rappresentato lintegrale definito usando la variabile di integrazione t, invece
che la x, con un puro scambio di simboli. Invece abbiamo denotato con x il secondo estremo di
integrazione. Per ogni x determinato lintegrale definito nellintervallo [ ] , a x della funzione f;
pertanto il risultato dellintegrazione risulta una funzione di x. Ci spiega il simbolo di funzione
F(x) a primo membro della (*).


Teorema fondamentale del calcolo integrale
Sia f una funzione continua nellintervallo [a,b]. La funzione integrale F(x), definita in precedenza,
derivabile e la derivata vale

( ) ( ) F x f x = , [ ] , x a b
Dimostrazione:
Occorre calcolare il limite del rapporto incrementale della funzione F(x), quando lincremento tende
a zero. Cominciamo con il rapporto incrementale

( ) ( ) 1
( ) ( )
1 1
( ) ( ) ( ) ( )
x h x
a a
x x h x x h
a x a x
F x h F x
f t dt f t dt
h h
f t dt f t dt f t dt f t dt
h h
+
+ +
(
+
= =
(

(
+ =
(





Abbiamo utilizzato la propriet di additivit dellintegrale rispetto allintervallo.

( ) ( ) 1
( )
x h
x
F x h F x
f t dt
h h
+
+
=



Dal teorema della media segue

0 0
( ) ( )( ) ( )
x h
x
f t dt f x x h x f x h
+
= + =

,

quindi

0
1
( ) ( )
x h
x
f t dt f x
h
+
=



con [ ]
0
, x x x h + . Passando al limite per 0 h , segue che
0
x x ; inoltre poich la funzione f
continua:

0
0
lim ( ) ( )
h
f x f x

=

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quindi

0
0 0
( ) ( )
lim lim ( ) ( )
h h
F x h F x
f x f x
h

+
= = .



Lintegrale indefinito
L'integrale indefinito di una funzione continua f si indica con


ed per definizione l'insieme di tutte le primitive della funzione f. Abbiamo visto che, se f
continua su di un intervallo, allora f possiede primitive e due primitive di f differiscono per una
costante additiva. Pertanto, se F una primitiva di una funzione continua f definita in un intervallo
scriveremo


dove F(x) + C sta ad indicare l'insieme delle funzioni della forma F(x) + c, con c costante.
Dalle regole di derivazione seguono immediatamente i seguenti integrali indefiniti



In generale:





Osserviamo che, se F(x) una primitiva di f(x) e c una costante, allora cF (x) una primitiva di
cf(x) e quindi si ha



ossia le costanti moltiplicative si possono portare fuori dal segno di integrale indefinito. Ad
esempio:


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Se F;G sono primitive di f; g rispettivamente, allora F +G una primitiva di f +g e quindi si ha



La regole da adottare e ricordare sono quindi che:
1. L'integrale della somma uguale alla somma degli integrali.
2. Le costanti moltiplicative possono essere portate fuori dal segno di integrazione.

Ad esempio








Integrazione per parti
Al fine di prevenire un errore comune, osserviamo che l'integrale del prodotto non uguale al
prodotto degli integrali.
Se ( ) ( ) G x g x dx =

una primitiva di g(x), allora dalla formula di derivazione del prodotto segue
( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) fG x f x g x f x G x

= + , quindi ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) fG x f x G x f x g x

= ed integrando si
ottiene l'uguaglianza

( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) f x g x dx f x G x f x G x dx =



Luguaglianza sopra denominata formula di integrazione per parti. La formula di integrazione
per parti ci dice il prezzo che dobbiamo pagare per far evadere f(x) dall'integrale ( ) ( ) f x g x dx

e
pu essere utilizzata per il calcolo di alcuni integrali.

Esempio 1. Calcoliamo
x
xe dx

. Per la formula di integrazione per parti, ponendo ( ) f x x = e


( )
x
g x e = , si ha




Notiamo in proposito che, se avessimo scelto ( ) g x x = e ( )
x
f x e = , allora avremmo avuto
l'uguaglianza

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che si sarebbe rivelata del tutto inutile.

Esempio 2. Calcoliamo
2 x
x e dx

. Per la formula di integrazione per parti, ponendo


2
( ) f x x = e
( )
x
g x e = , si ha



Abbiamo calcolato precedentemente l'integrale di
x
xe , e quindi



Esempio 3. Calcoliamo ln xdx

. Per la formula di integrazione per parti, ponendo ( ) ln f x x = e


( ) 1 g x = , si ha





Integrazione per sostituzione
Supponiamo di avere una primitiva F(x) della funzione f(x). Se consideriamo il cambiamento di
variabile ( ) x t = , allora dalla regola di derivazione della funzione composta segue che



e quindi vale



se e solo se


Prima di applicare tale risultato al calcolo degli integrali conveniente introdurre il concetto di
differenziale di una funzione f.
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Abbiamo gi detto che il simbolo dx che delimita a destra l'integrale viene detto differenziale di x.
Se f(x) una funzione derivabile, definiamo il differenziale di f come



ossia come il prodotto della derivata di f rispetto a x per il differenziale dx. Notiamo che il
differenziale di una funzione f nullo se e solo se f una funzione costante sugli intervalli.

Esempio 4. Si ha




Consideriamo adesso il termine dx nel simbolo dell'integrale come il differenziale della funzione x.
Allora se ( ) x t = si ha




Esempio 5. Calcoliamo l'integrale
2
x
xe dx

. Possiamo introdurre la funzione


2
y x = , allora
2 dy xdx = , ossia
2
dy
xdx = e si ha



Integrazione di funzioni razionali
Occupiamoci ora di determinare gli integrali della forma

( )
( )
P x
dx
Q x



dove P(x) e Q(x) sono due polinomi.
Per funzioni di questa forma possibile dare un metodo di integrazione, metodo che risulta effettivo
tutte le volte che si in grado di fattorizzare il denominatore in fattori di primo grado oppure di
secondo grado con discriminante 0 < . Il metodo consiste nella decomposizione della frazione f(x)
in una somma di altre frazioni, che possibile integrare pi`u o meno direttamente, e viene perci
detto metodo di decomposizione in frazioni parziali.
Ricordiamo che un polinomio una funzione della forma



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dove n `e un intero non negativo,
0 1
, ,...,
n
a a a sono delle costanti e 0
n
a . Il numero intero n detto
grado del polinomio P e si indica con la notazione deg(P). Il quoziente
( )
( )
( )
P x
f x
Q x
= di due
polinomi una funzione razionale.


Riduzione alle frazioni proprie
Una funzione razionale
( )
( )
( )
P x
f x
Q x
= si dice propria se il grado del numeratore P strettamente
minore del grado del denominatore Q. semplice esprimere una qualunque funzione razionale
come la somma di un polinomio e di una frazione propria. Se infatti deg( ) deg( ) P Q , basta
effettuare la divisione dei polinomi, ottenendo un polinomio quoziente A(x) e un polinomio resto
B(x), tali che:



Si ha allora



e lultima frazione propria.
Dalle propriet degli integrali si ha:



e in questultima somma lintegrale di A(x) `e semplice da calcolare, in quanto A(x) un polinomio.
Il problema dunque calcolare il secondo integrale.

Esempio 6. Calcolare



Il grado del numeratore `e 3 e il grado del denominatore `e 2, per cui occorre dividere. Si ha:




e quindi
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Passando agli integrali




Nel caso in cui deg( ) deg( ) P Q < , il procedimento da seguire illustrato mediante il seguente
esempio.

Esempio 7. Calcolare



Lequazione
2
3 2 0 x x + = ha soluzioni 1 = e 2 = e dunque si pu scrivere
2
3 2 ( 1)( 2) x x x x + = . Si ha allora



e il sistema da risolvere



Sommando membro a membro le due equazioni si ottiene 2 C = e dunque 2 C = , e dalla prima
si ha D = 3. Dunque




Esempio 8. Calcolare


2
3 2
4
x
dx
x



Lequazione
2
4 0 x = ha soluzioni 2 = e 2 = e dunque si pu scrivere
2
4 ( 2)( 2) x x x = + . Si ha allora

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e il sistema da risolvere



Moltiplicando per 2 la prima equazione e sommandola membro a membro alla seconda si ottiene
4D = 4 e dunque D = 1, e dalla prima si ha C = 2. Dunque