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Un corso sui condizionali

Universit di Sassari, marzo e aprile 2011


Dorothy Edgington
Disegno del corso
1. Introduzione.
La nostra abilit di pensare pensieri condizionali di grande importanza sia per il ragionamento teoretico
sia per il ragionamento pratico. Ma la natura di questa abilit, e dei giudizi condizionali, materia
controversa nella filosofia, nella linguistica, nella psicologia e nellintelligenza artificiale.
Una fonte di della controversia la seguente. Secondo un importante paradigma della filosofia del
linguaggio, la questione centrale : sotto quali condizioni un giudizio condizionale vero? Tuttavia, la
ricerca di condizioni di verit per i condizionali , come vedremo, irta di difficolt, e potrebbe essere che
essa non sia la domanda giusta da porsi in questo caso: poich i giudizi condizionali sono essenzialmente
ipotetici o coinvolgono essenzialmente supposizioni, potrebbe non essere appropriato classificarli come
giudizi di fatto.
In primo luogo rivolger lattenzione alla variet dei giudizi condizionali, per passare in seguito a discutere
la variet delle teorie del pensiero condizionale che sono state proposte.
2. La teoria vero-funzionale.
I suoi meriti e i suoi difetti. La difesa pragmatica di questa teoria dovuta a H. P. Grice.
3. Le prime teorie dei condizionali controfattuali.
Lidea di base che un tale condizionale vero se il conseguente deducibile dallantecedente
congiuntamente a leggi di natura e a fatti cotenibili. Il problema di Goodman della cotenibilit.
4. La semantica dei mondi possibili.
Lidea di base che un condizionale vero se il conseguente vero nei mondi possibili pi simili al
mondo attuale in cui lantecedente vero. (Stalnaker e Lewis).
5. Incertezza condizionale.
Il concetto di probabilit condizionale; lidea di base che per valutare un condizionale, si deve assumere
che lantecedente sia vero, e considerare quanto probabile sia che anche il conseguente sia vero, sotto tale
assunzione. Ramsey e Adams.
6. Probabilit dei condizionali e probabilit condizionale.
Limpossibilit di trovare proposizioni tali che la probabilit che esse siano vere coincida sempre con la
probabilit condizionale del conseguente dato lantecedente. (Ci fu per la prima volta provato da David
Lewis nel 1976).
7. Condizionali e condizioni di verit.
C dunque un conflitto tra il pensare i condizionali come proposizioni munite di condizioni di verit e
pensare i condizionali come giudizi ipotetici, valutati attraverso la probabilit condizionale. Ci solleva una
serie di questioni, quali: come trattare i condizionali composti che contengono condizionali come parti;
come pensare la validit degli argomenti che coinvolgono i condizionali; se ci sia una via soddisfacente per
aggirare il risultato di cui al punto 6 ammettendo condizioni di verit tali che il valore di verit possa essere
asssente in certi casi.
8. Controfattuali.
Giudizi quali Se ella fosse operata sopravvivrebbe. Condizionali come questo debbono essere intesi alla
stregua dei condizionali aperti come Se ella si operasse guarirebbe? Lidea che i condizionali si valutano
mediante la probabilit condizionale si applica anche ad essi in qualche misura? Ovvero abbiamo bisogno di
una teoria diversa che spieghi come essi funzionano?
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Dorothy Edgington
Un corso sui condizionali
Lezione 1. Perch i condizionali sono importanti in filosofia?
Sassari, 11 marzo 2011
Che cosa un condizionale?
Enunciati condizionali indicativi
Condizionali congiuntivi o controfattuali
Comandi, promesse, offerte, domande condizionali ecc.; desideri condizionali, speranze, timori, ecc.

Perch i condizionali sono importanti in filosofia?
(1) In primo luogo, i filosofi sono interessati al ragionamento, e i condizionali sono di importanza centrale
nel ragionamento, sia il ragionamento teorico in merito a ci che vero sia il ragionamento pratico in
merito a ci che sha da fare. il ragionamento teorico si suddivide in ragionamento deduttivo
conclusivo e ragionamento induttivo (inteso in senso lato) non conclusivo. In ciascun tipo, i
condizionali giocano un ruolo importante, e sono anche fonte di controversia.
Esempi:
a. ragionamento deduttivo; molto plausibile che la transitivit sia uno schema valido di
argomento, vale a dire: Se A, B; e se B, C; pertanto se A, C. Ma ci sono anche contro esempi molto
plausibili:
Se Smith sar eletto, Brown si dimetter immediatamente dopo l'elezione;
Se Brown morir prima dell'elezione, Smith sar eletto;
Per tanto, se Brown morir la prima dell'elezione, Brown si dimetter immediatamente dopo
l'elezione.
b. Ragionamento teorico non dimostrativo: Essi non sono a casa poich le lampade sono spente. Se
essi fossero stati in casa le lampade sarebbero state accese. Questo ragionamento sembra
convincente, ma esso potrebbe essere invalidato dalla seguente informazione: Ma essi lasciano
sempre le luci accese quando escono di notte; pertanto deve esserci qualche altra spiegazione del
fatto che le luci erano spente.
Oppure, il medico del pronto soccorso dice: Penso che il paziente abbia assunto arsenico;
infatti egli presenta determinati sintomi, i quali sono sintomi che presenterebbe se avesse
assunto arsenico. Anche questo argomento sembra convincente, ma potrebbe essere invalidato
dallinformazione che i medesimi sintomi possono essere causati da molte altre cose, diverse
dallassunzione di arsenico. Quindi nel ragionamento non conclusivo cerchiamo unipotesi tale che
le prove di cui disponiamo difficilmente si sarebbero date se lipotesi non fosse vera e facilmente
ove lipotesi fosse vera.
c. Ragionamento pratico. ovvio che i condizionali della forma Se faccio x, cos-e-cos sono centrali
nel ragionamento pratico. Ma occorre prestare attenzione a quali sono i condizionali che
forniscono ragioni per agire. Per esempio, supponiamo che John abbia una malattia cardiaca.
[Ragionevolmente] egli prende farmaci per diminuire la probabilit di un attacco di cuore. Ma da
unaltra prospettiva, le persone che prendono questa medicina hanno pi facilmente un attacco
di cuore di coloro che non la prendono!
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(2) I condizionali sono anche importanti come banco di prova nella filosofia del linguaggio. I filosofi sono
interessati a come i pensieri sono legati al mondo e a come il pensiero pu normalmente essere
espresso nel linguaggio. Essi studiano qual il nesso tra il linguaggio e il mondo. Una tradizione
dominante nella filosofia del linguaggio, a partire da Frege, associa il significato di un enunciato
indicativo con le sue condizioni di verit: conoscere il significato di un enunciato (indicativo) equivale a
conoscere sotto quali condizioni esso vero. Alcuni tratti di questa prospettiva filosofica:
(a) In un senso importante lenunciato lunit linguistica primaria, dal momento che
attraverso lsuo di enunciati che noi facciamo cose con il linguaggio; le parole debbono
essere intese come contributi sistematici al significato complessivo degli enunciati;
(b) stato ipotizzato che luso del linguaggio consistente nel formare asserzioni attraverso
enunciati indicativi fondamentale. Una volta che abbiamo una comprensione di ci ,
possiamo trasformarlo in altri modi/atti linguistici per mezzo di un operatore-forza. La
porta chiusa, chiusa la porta? e Chiudi la porta! hanno tutti, in un certo senso, lo
stesso contenuto, ma sono proposti con forza differente: ?La porta chiusa; !La porta
chiusa.
(c) La funzione di alcuni elementi linguistici quella di formare [nuovi] enunciati quando sono
applicati a uno o pi enunciati. Ci sono molti operatori enunciativi a un posto [che agiscono
cio su un singolo enunciato S]: non si d il caso che/ possibile che/ probabile che/
rilevante che/ sorprendente che/ noto che/ creduto che/si spera che S. (Solo il primo
presente nella logica elementare.) Ci sono pochi operatori enunciativi a due posti.
Abbreviamo con J lenunciato John andato a Parigi e con M Mary andata a Parigi.
Possiamo formare gli enunciati J e M, J o M, Se J, M, J prima di M, J a causa di M. J
nonostante M, Se J si fosse verificato, si sarebbe verificato anche M. (Solo i primi tre
operatori sono presenti nella logica elementare.)
Reazione liberale: la vero-funzionalit un caso speciale. La semantica speciale richiede
che il significato dellintero enunciato sia una funzione dei significati del significato delle sue parti,
non che il valore di verit di tutto lenunciato sia il risultato di funzione di verit delle parti. Il
secondo un requisito assai pi forte. (D. Lewis, Stalnaker, Kaplan et al.)
Reazioneilliberale: noi comprendiamo la vero-funzionalit. Abbiamo bisogno di parafrasare
il linguaggio in una forma tale che tutti gli operatori enunciativi siano vero-funzionali (Quine e
Davidson). Queste due reazioni corrispondono rispettivamente alla semantica intensionale e alla
semantica estensionale.

Come vedremo, entrambe queste tradizioni incontrano difficolt nello spiegare i condizionali.

(3) I condizionali, in particolar modo i condizionali controfattuali, sono importanti in filosofia perch di essi
si fatto largo uso per la spiegazione di varie nozioni: causalit, leggi di natura; conoscenza; e molte
altre. Per esempio si pu argomentare che laffermazione che c ha causato e sia strettamente legata
allaffermazione che se c non fosse accaduto e non sarebbe accaduto. Si sostenuto che la differenza
tra una legge di natura e una generalizzazione puramente accidentale consista nel fatto che la prima
regge i condizionali controfattuali mentre ci non accade con la seconda. Si sostenuto che una
credenza vera, per essere considerata conoscenza, deve darsi il caso che se p non fosse vera la persona
non crederebbe che p. E ci sono molti altri esempi delluso dei condizionali per spiegare altri concetti
di interesse filosofico. Tuttavia, vi sono altri che hanno affermato che, almeno rispetto ad alcune
diffuse teorie sui condizionali controfattuali, essi sono quasi tutti falsi (in parte a causa
dellindeterminismo).
Dorothy Edgington
Un corso sui condizionali
Lezione 2. Quando un giudizio condizionale vero?
Sassari, 18 marzo 2011
Il condizionale vero-funzionale.
Nella migliore delle ipotesi questa una teoria dei condizionali indicativi. Cos coloro che lo accettano come teoria
per i condizionali indicativi sono vincolati a pensare che i controfattuali sono alquanto radicalmente diversi. Cos
lasciano da parte i controfattuali.
Si tratta di una teoria molto semplice: Se A, B vero se e solo se non si d il caso che A sia vero e B sia falso.
dunque equivalente a (A&B) e a AB. [Nota: uso per non, per oppure e & per e.] A B ha, per
convenzione, queste condizioni di verit. La domanda sostanziale se esso renda in maniera adeguata Se A, B.
A B AB
1. T T T
2. T F F
3. F T T
4. F F T
facile vedere che se se vero-funzionale, questa la giusta funzione di verit da assegnare a tale congiunzione.
Infatti, (ammesso che la verit si applichi senzaltro ai condizionali), nessuno mette in dubbio che un condizionale sia
talvolta vero quando le sue componenti sono (vero, vero), oppure (falso, vero) oppure (falso, falso). Supponiamo,
per esempio, che io dica di una figura geometrica che non ho visto Se un quadrato ha quattro lati. Ci vero sia
che la figura sia un quadrato, sia che essa sia un triangolo sia che essa sia un rombo. Data la vero-funzionalit, ne
consegue che il condizionale sempre vero che in questi tre casi. Nel caso rimanente (non applicabile a questo
esempio [ un quadrato che non ha quattro lati]), il condizionale deve essere falso altrimenti ogni condizionale
sarebbe una tautologia; e comunque questultimo il caso pi ovvio e meno discutibile.
Ma se vero-funzionale? Esamineremo in primo luogo potenti argomenti secondo i quali deve essere cos. Ne
fornir tre: (a) largomento basato sulle congiunzioni negate; (b) largomento basato sulle disgiunzioni; (c)
largomento basato sulla dimostrazione condizionale.
(a) Supponiamo di avere un sacchetto contenente due palline, etichettate come x e y. Tutto ci che sapete sul
loro colore che esse non sono entrambe rosse. Ci quanto vi basta per concludere che se x rossa, y non
rossa. In maniera simile, considerate due proposizioni A e B p.es. Ann a Parigi e Bill a Parigi. Tutto
ci che sapete sulla loro verit o la loro falsit che esse non sono entrambe vere. Ci quanto vi basta per
concludere che se A vera, B non vera. In altri termini, da (A&B) possiamo dedurre Se A, B.
(b) Un argomento simile mostra che da A B consegue che se A, B; e pertanto che da A B consegue che se
A, B .
(c) La regola dinferenza nota come Dimostrazione condizionale (DC) dice che se Z consegue dalle premesse X e
Y, allora Se Y, Z consegue dalla premessa X. Ora, da (A&B) e A consegue che B. Cos, mediante DC, da
(A&B) consegue che se A, B. Analogamente da (A&B) e A consegue B, cio B. Cos da (A&B)
consegue che se A, B.

Condizioni di verit non vero-funzionali sembrano portare alla conclusione che questi fenomeni sono errati.
Ecco una tabella che mostra tutte le forme condizionali delle quali ci occuperemo, dapprima interpretate in
maniera vero-funzionale e poi, nei casi in cui lantecedente falso, in maniera non vero-funzionale. Siano A e
B due proposizioni logicamente indipendenti. Le quattro righe delle tabelle sottostanti rappresentano le
quattro incompatibili possibilit logiche per i valori di verit di A e B. Se A, B, Se A, B e Se A, B sono
interpretate vero-funzionalmente nelle colonne (i)-(iii) e non vero-funzionalmente (quando i loro
antecedenti sono falsi) nelle colonne (iv)-(vi). Per denotare linterpretazione non vero-funzionale scriveremo
A B. T/F significa che entrambi i valori di verit sono possibili per le corrispondenti assegnazioni di valori
di verit a A e B. Per esempio, la riga 4, colonna (iv), rappresenta due possibilit per A, B, Se A, B, (F, F, T) e
(F, F, F).

Interpretazione vero-funzionale
(i) (ii) (iii)
A B A B A B A B
1. T T T T F
2. T F F T T
3. F T T T T
4. F F T F T
Interpretazione non vero-funzionale
(iv) (v) (vi)
A B A B A B A B
1. T T T T/F F
2. T F F T/F T
3. F T T/F T T/F
4. F F T/F F T/F

Argomenti contro la vero-funzionalit
(a) Largomento classico che nessuno considera la falsit dellantecedente come tale da rendere vero un
condizionale.
(b) Una risposta in via di tentativo allargomento classico
(c) Una versione rafforzata dellargomento classico: in base alla teoria vero-funzionale tutti i condizionali con
antecedenti improbabili sono probabilmente veri.
La difesa pragmatica di Grice della vero-funzionalit.
Dorothy Edgington
Un corso sui condizionali
Lezione 3. Quando un giudizio condizionale probabile?
Sassari, 25 marzo 2011
1. Per quanto ci possa sembrare a prima vista sorprendente, la teoria della probabilit ci fornisce una
traccia per comprendere i condizionali. Infatti la teoria della probabilit contiene un concetto essenziale,
che quello di probabilit condizionale. Ci conduce a quella che io chiamo la teoria supposizionale dei
condizionali. Essa ci consente di risolvere lenigma sulle condizioni di verit sollevato la scorsa settimana:
ci sono fenomeni rispetto ai quali la teoria vero-funzionale risulta corretta e ogni teoria non vero-
funzionale risulta errata; e viceversa.
2. Unapplicazione della teoria della probabilit quella che Frank Ramsey chiamava la logica della credenza
parziale. Delle numerose proposizioni rispetto alle quali sete incerti, alcune sono pi vicine alla certezza
di altre. Vi sono gradi dincertezza. Si idealizza parlando in termini numerici: sono certo al 90% , al 50%
che P.
Se siete certi al 90% che si dia P dovete essere certi al 10% che si dia P. In una corsa alla quale
partecipano tre cavalli, se siete certi al 60% che il cavallo 1 vincer, avete solo il 40% di probabilit da
ripartire tra i cavalli 2 e 3. Questi sono esempi di un principio centrale della teoria della probabilit: la
somma dei vostri gradi di fiducia nelle proposizioni di un insieme esaustivo di proposizioni che si escludono
a vicenda (cio, di un insieme di proposizioni delle quali una e una soltanto vera) deve essere pari al
100%.
3. La nozione di probabilit condizionale fu introdotta nella teoria della probabilit almeno dal XVIII secolo.
Si rese necessario calcolare la probabilit di una congiunzione: la probabilit di A & B che due cose
accadano o siano vere. Questa non una funzione della probabilit di A e di B. Un semplice esempio: vi
sono diverse cose ognuna delle quali ha probabilit : Testa al primo lancio di una moneta (T1); Croce al
primo lancio (C1); non Croce al primo lancio (C1); Testa al secondo lancio (T2); tuttavia p(T1 & C1) = 0;
p(T1 & C1) = ; p(T1 & T2) = . Cos la probabilit della congiunzione non una funzione della
probabilit delle parti. Abbiamo invece quanto segue, nelle parole di Thomas Bayes (1763):
La probabilit che due eventi accadano entrambi pari alla probabilit del primo [moltiplicata
per] la probabilit del secondo sotto la supposizione che il primo accada (enfasi aggiunta).
In maniera simile Ramsey (1926) ha una legge fondamentale della credenza parziale:

Grado di credenza in (p e q) = grado di credenza in p grado di credenza in q dato p.
4. Come funziona la probabilit condizionale? Cominciamo con un semplice esempio numerico. Abbiamo un
comune dado che giudichiamo essere perfetto (fair) (cio tale che ciascuna delle sue sei facce abbia la
medesima probabilit di uscire). Qual la probabilit che se esce una faccia pari essa sia 6? Ci sono tre
numeri pari e uno dei tre 6: la probabilit quindi pari a 1/3.
Qual il processo di pensiero dietro ci? Voi supponete, assumete, ipotizzate, che esca una faccia
pari. Voi, ipoteticamente eliminate le possibilit di un numero dispari. Sotto questassunzione, voi
giudicate che c una probabilit di 1/3 che la faccia che uscir sar un 6.
Ci si presta ad essere generalizzato. Se ritenete che c una probabilit del 90% che se Mary sar
operata guarir. Voi pensate che vi sia un probabilit del 90% che se John ha preso il treno delle 8 in
punto egli ora nel suo ufficio. Si eliminino ipoteticamente le possibilit nelle quali lantecedente falso.
Si considerino solo le possibilit nelle quali lantecedente vero e si valuti il conseguente su tale base.
Per una proposizione ordinaria non condizionale, un giudizio di probabilit reca con s la
comparazione tra A e A. Se pensate che A sia 9 volte pi probabile di A, siete fiduciosi al 90% in A. Per
un condizionale, se A, B, il giudizio reca con s la comparazione tra A & B e A & B. Se pensate che A & B
sia 9 volte pi probabile di A & B, siete fiduciosi al 90% in se A, B.
Spiegher ci pi estesamente con riferimento ai diagrammi.

In una famosa nota a pi di pagina, Ramsey applica la nozione di probabilit condizionale ai giudizi
condizionali in generale:
Se due persone stanno discutendo su se p, accadr q? e sono entrambi nel dubbio in merito a
p, essi stanno ipoteticamente aggiungendo p al loro bagaglio di conoscenze e stanno
discutendo su tale base in merito a q; essi stanno fissando i loro [rispettivi] gradi di credenza
in q dato p.
5. Metter a confronto le 3 teorie che abbiamo considerato: per brevit chiamer, rispettivamente, i
proponenti delle condizioni di verit vero-funzionali, delle condizioni di verit non vero-funzionali e di
questa teoria supposizionale basata sulla probabilit condizionale, Gancio, Freccia e Supp. Li metteremo a
confronto in rapporto a due domande.
Domanda 1: Siete certi che si dia (A & B) ma incerti che si dia A. Siete, in tal caso, certi che si dia se A,
B?
Gancio: S. Infatti A B vera ogniqualvolta A & B falsa.
Supp: S. Infatti A & B ha la stessa probabilit di A. p(B sotto la supposizione di A) = 1.
Freccia: Non necessariamente. Infatti A B pu essere falsa quando A & B falsa. Con la sola
informazione che A & B falsa, non posso essere sicura che se A, B.

Domanda 2: Se pensate che sia probabile che si dia A, potete ancora pensare che sia improbabile che si
dia se A, B?
Gancio: No. A B vera in tutte le possibili situazioni nelle quali A vera. Se penso che sia probabile
che si dia A, penso che ci sia una condizione sufficiente perch si abbia la verit di A B. Debbo
pertanto ritenere che sia probabile che si dia se A, B.
Supp. S. Assegnando la maggior parte della mia probabilit a A, lascio aperta la questione se A & B sia
pi probabile o no di A & B. Se p(A & B) maggiore di p(A & B), ritengo che sia improbabile che si dia
se A, B. Ci compatibile con il pensare che sia probabile A.
Freccia: S. A B pu essere falsa quando A falsa. E potrei senzaltro pensare che sia probabile che si dia
questultima possibilit, cio che se A, B sia improbabile.

Si noti che Supp in accordo sia con Gancio sia con lintuizione, ma in disaccordo con Freccia rispetto
alla Domanda 1. Inoltre Supp, rispetto alla Domanda 2, concorda con Freccia e con lintuizione, ma in
disaccordo con Gancio.

Dorothy Edgington
Un corso sui condizionali
Lezione 4. Ulteriori riflessioni su condizionali e verit
Sassari, 1 aprile 2011
Introduzione
Abbiamo visto tre teorie dei condizionali indicativi. Le prime due teorie, T1 e T2, trattano i condizionali
come parte di un discorso che dichiara fatti, vero o falso a seconda dei casi. Essi spiegano che cosa significa
per Se A, B essere vero nei termini delle condizioni di verit di A e di B. T1 la semplice teoria vero-
funzionale: Se A, B vero esattamente nel caso in cui (A&B). T2 non-vero-funzionale: essa afferma che
quando A falsa, Se A, B pu essere o vera o falsa. Come la pi rappresentativa (e la pi importante)
teoria non-vero-funzionale si consideri quella di Stalnaker: Se A, B vera giusto nel caso in cui B vera nel
mondo pi simile al mondo reale nel quale A vera.
T3, la Teoria Supposizionale, nega che i condizionali facciano parte del discorso dichiarativo di fatti. Essi
coinvolgono in maniera essenziale supposizioni. Asserire che se A, B significa asserire che B sotto la
supposizione che A. Ci non equivalente alla semplice asserzione categorica di qualcosa. Credere che se A,
B significa credere che B sotto la supposizione che A. Ci non equivalente a credere qualcosa, simpliciter.
La teoria supposizionale si ispira alla nozione di probabilit condizionale. Siete fiduciosi che se A, B nella
misura in cui siete portatori di unalta probabilit condizionale per B, sullassunzione A. Ci non
equivalente ad avere unalta probabilit per la verit di una proposizione.
Abbiamo visto che T3 in accordo con T1 e in disaccordo con T2, che conoscendo (p. es.) esattamente che
(A&B) sia sufficiente per concludere che se A, B. E abbiamo visto che T3 in accordo con T2 e in
disaccordo con T1, s che ritenere che A sia improbabile lascia aperta la questione se dobbiate pensare che
sia probabile che se A, B.
Ora daremo uno sguardo ad ulteriori aspetti di queste tre teorie.
Validit
Si potrebbe avanzare la seguente obiezione a T3: ci sono argomenti validi che coinvolgono i condizionali. La
validit la trasmissione necessaria della verit. Pertanto i condizionali debbono essere proposizioni
munite di valore di verit.
Risposta. Concediamo che la validit richiede la trasmissione necessaria della verit, l dove la nozione di
verit trova applicazione. Ma, indipendentemente dai condizionali, ci pu apparire una maniera troppo
ristretta di caratterizzare la validit per se. incontrovertibile che vi siano argomenti validi che riguardano
giudizi morali, ma controverso se i giudizi morali possano propriamente considerati come veri o falsi. I
giuristi impiegano il loro tempo nel trarre deduzioni dalle leggi, ma le leggi, almeno prima facie, sono
imperativi piuttosto che enunciati di fatto.
Nel caso di T3, Ernest Adams [(1926-2009)] ha fornito uneccellente trattazione della validit, estendendo ai
condizionali una propriet che, come si pu dimostrare, posseduta da tutte gli argomenti che conservano
la verit: limprobabilit (1 la probabilit) della conclusione non pu essere maggiore della somma delle
improbabilit delle premesse. Si chiami improbabilit di un condizionale Se A, B il valore di 1 il valore
della probabilit condizionale di B dato A. E allora questo criterio si applica agli argomenti in cui occorrono
condizionali.
Alcuni esempi della differenza tra T1 e T3 in rapporto alla validit.
Notoriamente, i seguenti due argomenti sono validi per T1: (i) A; pertanto se A, B; (ii) B; pertanto se A, B.
Ma (i) potete senza contraddizione essere vicini alla certezza che i repubblicani non vinceranno le elezioni
e, allo stesso tempo, pensare che sia altamente improbabile che se essi vincessero le elezioni
raddoppierebbero le imposte sul reddito. (ii) Potete senza contraddizione essere vicini alla certezza che
Susanna stia facendo lezione proprio ora e, allo stesso tempo, ritenere altamente improbabile che se
Susanna ha avuto un attacco di cuore recandosi a fare lezione, Susanna stia facendo lezione in questo
momento. Cos entrambi questi argomenti non sono validi per T3. (Essi non sono validi nemmeno per T2.)
Ecco un altro esempio: (A&B); pertanto se A, B. Questo argomento valido per T1, ma non per T3:
posso essere vicina alla certezza che non si dar il caso che oggi io sia colpita da una bomba e mi sia fatta
male e pensare allo stesso tempo, senza che vi sia contraddizione, che sia altamente improbabile che se
sar colpita da una bomba non mi far male. (Si veda il mio articolo Condizionali o il mio articolo Sui
condizionali in Mind, 1995, sezione 7.2, pp. 284-7, per ulteriori esempi e discussione.) Nota: la versione di
Stalnaker di T2 in accordo con T3 su quali argomenti sono validi. Essa stata creata per fare questo.
Condizionali composti
Lobiezione che si sente pi di frequente contro T3 che, mancando di condizioni di verit, T3 non ci dice
nulla in merito a come i condizionali funzionano come parte di enunciati pi ampi. Ecco che cosa scrive
David Lewis a tal proposito:
Non ho alcuna obiezione decisiva allipotesi che i condizionali indicativi siano enunciati privi di
valore di verit Ho tuttavia unobiezione, sia pure essa non chiuda la questione: lipotesi
richiede in misura eccessiva di ricominciare daccapo. Essa richiede un compito troppo arduo da
compiere e disperde una parte troppo ampia del lavoro gi svolto.
[C]he dire in merito ai condizionali composti che hanno condizionali come loro costituenti?
Pensiamo di sapere come le condizioni di verit degli enunciati composti di vario genere sono
determinate dalle condizioni di verit dei sottoenunciati che li costituiscono, ma tale conoscenza
sarebbe priva dutilit se qualcuno di tali enunciati fosse privo di valori di verit. Delle due luna: o
si rendono necessarie nuove regole semantiche per molti connettivi familiari e operatori ove
applicati ai condizionali indicativi oppure occorre fornire spiegazioni soddisfacenti per tutti
quegli enunciati che appaiono essere esempi di enunciati composti con costituenti condizionali.
(Nei suoi Philosophical Papers, vol. 2, pp. 1412.)
Per i difensori di T1 come Lewis questa una critica iniqua perch, in primo luogo, T1 presenta molte
cattive conseguenze per i condizionali composti; e, in secondo luogo, la difesa pragmatica di Grice (e in
seguito di Jackson) alla quale Lewis aderisce, si concentra sul perch non si dovrebbe sempre asserire un
condizionale quando abbiamo motivi per credere che esso sia vero; essa non ha alcuna implicazione per le
occorrenze di condizionali, non asseriti, che fanno parte di enunciati pi ampi.
Per illustrare il primo punto: riferito a una figura geometrica che non si avuto modo di vedere Non si d il
caso che se un pentagono, esso ha sei lati, sembra essere un enunciato corretto. Ma potrebbe non
trattarsi di un pentagono, nel qual caso, secondo T1, ci che si detto falso, dal momento che il
condizionale incorporato ha lantecedente falso. Un altro esempio: di un bicchiere che stato tenuto 30 cm
sopra il pavimento voi dite (dopo essere andati via) Se esso si rotto [allora] se stato lasciato cadere, era
fragile. La strategia griceana non fornisce alcuna spiegazione per casi come questo, perch si tratta di casi
nei quali trattiamo come asseribili cose che, secondo T1, non abbiamo alcuna ragione di credere che siano
vere.
T2 non incontra queste difficolt, ma afflitta anchessa da difficolt con linserimento di condizionali
allinterno degli enunciati. Per esempio, secondo T1 (e ci sembra corretto) (i) Se (A&B), C e (ii) Se A, allora
se B, C sono equivalenti. Ma essi non sono equivalenti secondo T2. Per esempio, secondo T1 (e ci sembra
essere corretto) (i) Se (A&B), C e (ii) Se A, allora se B, C sono equivalenti. Ma essi non sono equivalenti
secondo T2. Si consideri per esempio Se piover o nevicher domani e non piover domani, domani
nevicher. Questo indiscutibile. Tuttavia, secondo T2, Se domani piover o nevicher, allora se non
piover, nevicher potrebbe essere falso. (Si supponga che nel mondo reale piova e nel mondo pi vicino
al mondo reale nel quale non piove non nevichi). E ci sembra essere falso.
Cos n T1 n T2 si comportano molto bene con i condizionali inseriti in enunciati pi ampi. Inoltre, i
condizionali inseriti in altri enunciati sono relativamente rari e possono essere molto difficili da
comprendere, la qual cosa sorprende se i condizionali sono enunciati comuni il cui valore di verit si presta
ad essere valutato. Un esempio dovuto a Gibbard: riferito a un convegno filosofico: Se Kripke era presente
se Strawson era presente, allora Anscombe era presente. Dice Gibbard: davvero comprendete che cosa
ci vuol dire?
Oppure una parola molto utile quando essa connette cose sulle quali siamo incerti, poich spesso
possiamo essere fiduciosi che si dia A oppure B, senza sapere quale dei due si dia. Siamo spesso incerti in
merito ai condizionali. E tuttavia (se A, B) oppure (se C, D) ma non so quale dei due una forma di
pensiero che trova pochi (ammesso che ne trovi) esempi nella vita reale. Se i condizionali sono comuni
enunciati fattuali, ci strano. Il problema non risiede nella mera complessit sintattica: (A&B) oppure
(C&D) ha la medesima complessit sintattica, ma usato comunemente. (Alcune disgiunzioni di
condizionali sembrano avere un significato chiaro: Ci sar pesce se John arriva, o ci saranno avanzi se egli
non arriva. Si noti che qui non importante avere oppure o e.)
La speranza per T3 che ogni enunciato con un condizionale incorporato che siamo in grado di capire,
possa essere tradotto in un condizionale nel quale non c alcun condizionale incorporato. Ne abbiamo gi
visto un esempio: Se A, allora se B, C pu essere trattato come Se (A & B) allora C.
Oggettivit
Si pu obiettare a T3 che i valori di verit forniscono la necessaria oggettivit ai condizionali, laddove T3 ha
solo una trattazione della credenza condizionale di una persona, non di ci che giusto o sbagliato.
Indipendentemente da ci che uno pensa, Se quella zolletta di zucchero immersa nellacqua, si scioglier
vero, Se un quadrato, esso ha cinque lati falso. Verit e falsit, come tratti di correttezza o
scorrettezza oggettiva, sono indispensabili.
Alcuni sostenitori di T3, originariamente Gibbard e anche Bennett, sostengono contro la verit
argomentando contro loggettivit: essi mostrano che due persone perfettamente razionali, con
informazioni differenti, possono pervenire a opinioni diametralmente opposte in merito a se A, B. In altri
termini, non pu esserci alcun dissenso dovuto ad errore. Per esempio, voi e io inizialmente sappiamo che
X oppure Y oppure Z hanno compiuto una certa azione. Voi eliminate Y. Pertanto voi accettate Se X, Z e
respingete Se X, Y. Io elimino Z. Pertanto io accetto Se X, Y e respingo Se X, Z.
Secondo me questi sono casi speciali (che non si pu dire che siano infrequenti) nei quali lantecedente non
ha alcuna probabilit oggettiva di essere vero. Per molti condizionali indicativi che riguardano il futuro,
non contraddittorio pensare che ci sia qualcosa come la probabilit oggettiva di B dato A, dal momento che
le nostre credenze aspirano a coincidere con tali probabilit oggettive. Lo stesso pu dirsi per molti
condizionali indicativi, s che pu ancora esserci un pensiero condizionale oggettivamente corretto (che pu
essere, ad esempio, lessere fiduciosi al 90% che B se A) anche se privi di valore di verit.
Asserzione condizionale
Qualcuno mi chiede chi vincer la Regata Oxford-Cambridge. Dico vincer Oxford. Esprimo un pensiero.
Ma sto parlando del mondo. Oppure dico Se lacqua calma, vincer Oxford. Esprimo, in questo caso, una
credenza condizionale. Ma implausibile che ci sia tutto ci che faccio. Parlo anche del mondo della
Regata ma in maniera condizionale. Faccio unasserzione condizionale. Il mio elevato grado di credenza
che Oxford vincer se lacqua sar calma consiste nel pensare che (lacqua calma e Oxford vincer)
molto pi probabile di (lacqua calma e Oxford non vincer). Mi considero nella posizione di asserire che
Oxford vincer, non categoricamente , ma sotto la condizione che lacqua sia calma.
Ogni genere di atto linguistico pu essere eseguito incondizionatamente o sotto certe condizioni. Ci sono
domande condizionali, comandi, promesse, accordi, offerte, ecc. cos come asserzioni condizionali. Ogni
genere di atteggiamento proposizionale pu occorrere nellambito di una supposizione. Ci sono quindi
credenze condizionali, desideri condizionali , timori condizionali, ecc. Se egli chiama al telefono, che cosa
gli dico?, Se egli chiama al telefono, chiudi riattacca immediatamente, voglio parlare con lui se chiama al
telefono, Se egli chiama, spero non sia cos rude. estremamente plausibile che la clausola se egli
chiama al telefono abbia le medesime funzioni in enunciati condizionali, comandi, domande, promesse,
espressioni di desiderio, ecc.; e pertanto che una teoria dei condizionali debba essere applicabile non solo
agli enunciati condizionali. (Pi avanti ci soffermeremo su questa pi ampia variet di condizionali.)
La nozione di asserzione condizionale ha avuto una menzione favorevole nel Manuale di Logica di Quine.
Quine scrive:
Sotto quali circostanze un condizionale vero? Anche solo sollevare la questione reca con s un
allontanamento dagli atteggiamenti quotidiani. Unaffermazione della forma Se p allora q
comunemente avvertita meno come laffermazione di un condizionale che unaffermazione
condizionale del conseguente. Se, dopo che abbiamo fatto una tale affermazione, lantecedente
risulta essere vero, allora ci riteniamo impegnati ad affermare il conseguente, e siamo pronti a
riconoscere lerrore se esso dimostra di essere falso. Se daltro canto, lantecedente risulta essere
falso, la nostra affermazione condizionale come se non fosse mai stata fatta.
Ora c qualcosa di assurdo nellultimo enunciato. Non assurdo se cancelliamo la parola condizionale da
esso. Non assurdo sostenere che non pensi di aver fatto unasserzione (categorica) salvo che
lantecedente sia vero. Ma assurdo dire che come se non avessi fatto lasserzione condizionale come
se non avessi detto nulla del tutto. Vi dico Se premete quel pulsante vi sar unesplosione. Di conseguenza
voi non premete il pulsante. Supponiamo che se non avessi detto nulla voi avreste premuto il pulsante.
Attraverso questo frammento di comunicazione linguistica si evitato un disastro. Non come se non fosse
stato detto nulla. Questa non unobiezione allidea che io non ho asserito (categoricamente) nulla. Infatti,
supponiamo che si sia capito che abbia fatto unasserzione condizionale del conseguente. La persona che
mi ascolta comprende che se preme il pulsante, la mia asserzione del conseguente ha forza categorica. Essa
ha pi probabilit di essere vera che falsa. Pertanto la persona che ascolta acquista una ragione per pensare
che se premer il pulsante vi sar unesplosione, e quindi una ragione per non premerlo.
Asserzioni condizionali e valori di verit
La nozione di asserzione condizionale permette un ripristino parziale dei valori di verit valori di verit
quando lantecedente vero? (da discutere.)

Dorothy Edgington
Un corso sui condizionali
Lezione 5. Asserzione condizionale e altri atti linguistici
Sassari, 8 aprile 2011
Nota: la numerazione degli argomenti riprende quella della traccia della lezione precedente.
5. Asserzione condizionale
Qualcuno mi chiede chi vincer la Regata Oxford-Cambridge. Dico vincer Oxford. Esprimo un pensiero. Ma sto
parlando del mondo. Oppure dico Se lacqua calma, vincer Oxford. Esprimo, in questo caso, una credenza
condizionale. Ma implausibile che ci sia tutto ci che faccio. Parlo anche del mondo della Regata ma in
maniera condizionale. Faccio unasserzione condizionale. Il mio elevato grado di credenza che Oxford vincer se
lacqua sar calma consiste nel pensare che (lacqua calma e Oxford vincer) molto pi probabile di (lacqua
calma e Oxford non vincer). Mi considero nella posizione di asserire che Oxford vincer, non categoricamente , ma
sotto la condizione che lacqua sia calma.
Ogni genere di atto linguistico pu essere eseguito incondizionatamente o sotto certe condizioni. Ci sono domande
condizionali, comandi, promesse, accordi, offerte, ecc. cos come asserzioni condizionali. Ogni genere di
atteggiamento proposizionale pu occorrere nellambito di una supposizione. Ci sono quindi credenze condizionali,
desideri condizionali , timori condizionali, ecc. Se egli chiama al telefono, che cosa gli dico?, Se egli chiama al
telefono, chiudi riattacca immediatamente, voglio parlare con lui se chiama al telefono, Se egli chiama, spero non
sia cos rude. estremamente plausibile che la clausola se egli chiama al telefono abbia le medesime funzioni in
enunciati condizionali, comandi, domande, promesse, espressioni di desiderio, ecc.; e pertanto che una teoria dei
condizionali debba essere applicabile non solo agli enunciati condizionali. (Pi avanti ci soffermeremo su questa pi
ampia variet di condizionali.)
La nozione di asserzione condizionale ha avuto una menzione favorevole nel Manuale di Logica di Quine. Quine
scrive:
Sotto quali circostanze un condizionale vero? Anche solo sollevare la questione reca con s un
allontanamento dagli atteggiamenti quotidiani. Unaffermazione della forma Se p allora q comunemente
avvertita meno come laffermazione di un condizionale che unaffermazione condizionale del conseguente.
Se, dopo che abbiamo fatto una tale affermazione, lantecedente risulta essere vero, allora ci riteniamo
impegnati ad affermare il conseguente, e siamo pronti a riconoscere lerrore se esso dimostra di essere
falso. Se daltro canto, lantecedente risulta essere falso, la nostra affermazione condizionale come se
non fosse mai stata fatta.
(nota: affermazione = asserzione). Ora c qualcosa di assurdo nellultimo enunciato. Non assurdo se cancelliamo la
parola condizionale da esso. Non assurdo sostenere che non pensi di aver fatto unasserzione (categorica) salvo
che lantecedente sia vero. Ma assurdo dire che come se non avessi fatto lasserzione condizionale come se
non avessi detto nulla del tutto. Vi dico Se premete quel pulsante vi sar unesplosione. Di conseguenza voi non
premete il pulsante. Supponiamo che se non avessi detto nulla voi avreste premuto il pulsante. Attraverso questo
frammento di comunicazione linguistica si evitato un disastro. Non come se non fosse stato detto nulla. Questa
non unobiezione allidea che io non ho asserito (categoricamente) nulla. Infatti, supponiamo che si sia capito che
abbia fatto unasserzione condizionale del conseguente. La persona che mi ascolta comprende che se preme il
pulsante, la mia asserzione del conseguente ha forza categorica. Essa ha pi probabilit di essere vera che falsa.
Pertanto la persona che ascolta acquista una ragione per pensare che se premer il pulsante vi sar unesplosione, e
quindi una ragione per non premerlo.
Dummett, come Quine, distorce la nozione di asserzione condizionale quando dice che essa come se [qualcuno]
avesse consegnato ai suoi ascoltatori una busta chiusa con la scritta Aprire solo nel caso che .. Se le cose stessero
cos, come Dummett osserva, il modus tollens sarebbe impossibile. Se una persona attendibile e affidabile mi dice Se
John va a Londra di marted sar nel suo ufficio alle 11 del mattino e scoprite che non si trova nel suo ufficio alle 11
del mattino, ne concludete che egli non andato a Londra di luned. Non come se la persona non avesse detto
niente del tutto! E, come Dummett dice, c qualcosa di assurdo nellidea che comprendere un proferimento debba
richiedere che voi, in determinate circostanze, vi comportiate come se esse non fossero state proferite! Non
possiamo imporre il requisito che nessuno ne sia influenzato!. Mi impegno a prendermi cura dei tuoi figli se tu
morissi. Anche se tu non morirai, il mio impegno condizionale ha conseguenze sia per te sia per me.

6. possibile ristabilire alcuni valori di verit compatibilmente con T3?
In primo luogo, forse non c nulla di male nel fare uneccezione per quei giudizi che ricevono probabilit 1 o 0 in
tutte le distribuzioni ragionevoli di probabilit, s da consentire che essi siano veri/falsi rispettivamente. (Giudizi quali
Se quadrato ha quattro lati, Se quadrato ha cinque lati, Se oggi gioved domani venerd ecc.).
In secondo luogo, tutti i problemi con i valori di verit hanno luogo nel caso in cui lantecedente falso. Forse si pu
dire che Se A, B vero se risulta che A&B, falso se risulta A&B, ed privo di valore di verit se risulta A? Questo
consente di essere nel giusto per fortuna e sbagliare per sfortuna, come accade con le enunciazioni ordinarie. Ci si
accorda con il fatto che le probabilit oggettive finali sono 1 e 0 in questi casi. Ed incoraggiata dallidea di
asserzione condizionale.
C qualche vantaggio in ci. Ma trovandosi di fronte a questa tavola di verit parziale non si pu dire che si ottenga
la comprensione di un condizionale. Come si pu reagire ai casi di assenza di valore di verit? Di norma si aspira alla
verit. Ma non c niente di male in un condizionale con un antecedente falso. Si consideri di nuovo Se premete il
pulsante ci sar unesplosione. Per fortuna voi non lo premete. Cos quel che io ho detto non era vero. Eppure era
esattamente la cosa giusta da dire. Oppure supponiamo che il pulsante non presenti alcun pericolo. Voi non lo
premete. Di nuovo, ci che ho detto non era vero. Ma in questo caso era la cosa sbagliata da dire. La situazione non
come altre nelle quali si tentati di dire nessun valore di verit in certi casi, come nel caso dei nomi senza
riferimento o i casi di vaghezza. Nel caso dei condizionali, non essere n vero n falso talvolta corretto, talvolta
sbagliato!
Se adottiamo questo approccio a tre valori, dobbiamo abbandonare la tesi secondo la quale credere un condizionale
consiste nel credere che esso vero, e la tesi che asserire un condizionale consista nellasserire che esso vero. N
aspiriamo semplicemente ad evitare la falsit; infatti un condizionale pu essere erroneo, anche se esso non falso
(cio ha un falso antecedente). Aspiriamo alla verit dato che esso sia vero o falso. Ci esattamente lo stesso che
dire che aspiriamo a unalta probabilit condizionale. Abbandoniamo le equivalenze P vero e P, e P falso e
P.
Si potrebbe pensare che questa impostazione fornisca una soluzione al problema dei condizionali composti, come
segue: costruisci determinate tavole di verit a tre valori; afferma che un enunciato complesso che coinvolge
condizionali sia accettabile nella misura in cui esso probabilmente vero dato che ha un valore di verit. Tuttavia,
nulla di molto promettente emerso da questo suggerimento. Supponiamo che un padre dica Se sar una bella
giornata andremo al mare e se non sar una bella giornata andremo al cinema. Supponiamo inoltre che il padre in
questione sia affidabile e attendibile, s che voi avete unalta fiducia in ci che dice. Tuttavia (sulla base di ogni
proposta naturale a tre valori in merito alla congiunzione) questa congiunzione non pu essere vera, dal momento
che uno dei suoi componenti condizionali ha un antecedente falso e pertanto non vera. Inoltre la congiunzione pu
essere falsa (dal momento che pu accadere qualcosa di inaspettato facendo s, per esempio, che sia una bella
giornata e non si vada al mare. Cos la probabilit che essa sia vera (dato che essa sia vera o falsa) 0. E tuttavia
una cosa ragionevole accettarla.
In conclusione: limpostazione a tre valori di verit presenta qualche vantaggio come integrazione di T3, ma di
valore limitato, e non un punto di partenza o il nocciolo di una teoria dei condizionali.
7. Altri atti linguistici condizionali e atteggiamenti proposizionali
Per ripetere quanto gi anticipato: ogni genere di atto linguistico pu essere compiuto sia incondizionatamente sia
sotto determinate condizioni. Ci sono domande condizionali, comandi condizionali, promesse condizionali, accordi
condizionali, offerte condizionali, ecc., cos come asserzioni condizionali. Ogni genere di atteggiamento
proposizionale pu occorrere nellambito di una supposizione. Ci sono credenze condizionali, desideri condizionali,
paure condizionali, ecc. Quale delle nostre teorie si estende in maniera naturale a questi altri atti linguistici
condizionali e atteggiamenti proposizionali?
Provate ad applicare la teoria di Stalnaker ai comandi condizionali. Si interpreti Se piove prendi lombrello come
Nel mondo possibile pi simile a quello reale in cui piove, prendi lombrello. Supponiamo adesso che io abbia
dimenticato il vostro comando o, in alternativa, che abbia la tendenza a non rispettarlo. Supponiamo che non piova.
Nel mondo possibile pi simile al mondo reale nel quale piove, tuttavia, io non prendo lombrello. Cos, sulla base
della teoria stalnakeriana, io vi ho disobbedito. In maniera simile per le promesse condizionali: sulla base di questa
impostazione, posso violare la promessa di andare dal medico se il dolore aumenta, anche se il dolore migliora. Tutto
ci erroneo: comandi condizionali e promesse condizionali non sono richieste che riguardano il mio
comportamento in altri mondi possibili.
Facciamo una comparazione tra le credenze condizionali e i desideri condizionali. Si crede che B nella misura in cui si
pensa che B sia pi probabile di B; secondo T3, si crede che B se A, nella misura in cui si pensa che A&B sia pi
probabile di A&B. ; e non c alcuna proposizione X tale che si deve credere X pi probabile di X esattamente
nella misura in cui si pensa che A&B sia pi probabile di A & B. I desideri condizionali si palesano essere come le
credenze condizionali: desiderare che B significa preferire B a B; desiderare che B se A significa preferire A&B a
A&B; e non c alcuna proposizione X tale che si preferisce X a X esattamente nella misura in cui si preferisce A&B
a A&B. Per esempio: mi sono iscritto a una competizione nella quale ho molto poche possibilit di vincere. Esprimo
il desiderio che se vinco il premio (W), tu lo riferisci a Fred immediatamente (T). Io preferisco W&T a W&T. Non
necessario che preferisca WT a (WT), cio (W oppure W&T) a W&T. Infatti io voglio anche vincere il premio
e di gran lunga la maniera pi probabile che (W oppure W&T) sia vera che non vinca il premio. N il mio desiderio
condizionale soddisfatto se non vinco ma nel mondo possibile pi simile al mondo reale nel quale vinco lo riferite a
Fred immediatamente.
Consideriamo i comandi condizionali. Dummett afferma che un imperativo condizionale nel quale lagente ha il
potere di rendere vero lantecedente deve essere interpretato come il comando di rendere limplicazione materiale
vera. A un bimbo vien detto Se vai fuori, indossa il giaccone. Se non riesce a trovare il giaccone sta in casa, in modo
da obbedire al comando. Secondo la mia interpretazione, se il bimbo non riesce a trovare il giaccone, pu scegliere
tra disobbedire al comando e comportarsi in modo tale che nessun comando categorico gli sia stato impartito (non:
comportarsi come se non gli fosse stato detto nulla). Se egli preferisce non disobbedire, deve stare in casa. Ma altri
esempi rendono ci implausibile. Se il medico dice allinfermiera Se il paziente ancora in vita al mattino, gli cambi
le bende, e linfermiera [nel bendarlo] soffoca (cio uccide) il paziente, linfermiera non pu certo affermare di
avere semplicemente eseguito un ordine! Se la direttrice del Dipartimento concede che possiate insegnare Kant il
prossimo anno se lincarico sar rinnovato, e poi fa di tutto per far s che lincarico non sia rinnovato, non pu certo
affermare di aver fatto ci che le avevate chiesto di fare.
Tra le domande condizionali possiamo distinguere quelle in cui si presume che la persona a cui sono rivolte sappia se
lantecedente vero, e quelle nelle quali non si fa questa presunzione. In questo secondo caso, si chiede alla persona
a cui rivolta la domanda di supporre che lantecedente sia vero e di fornire la sua opinione in merito al
conseguente. Se piove, la partita sar annullata? Nel primo caso, se lantecedente vero, Se sei stato a Londra, ti
piaciuta? ci si aspetta da lui che risponda alla domanda rispetto al conseguente. Se lantecedente falso, la
domanda decade: non c alcuna credenza condizionale da esprimere, Non applicabile come la persona senza figli
potrebbe scrivere su un modulo che chieda Se ha dei figli, quanti figli ha? Non vi richiesto di indicare quanti figli
avete nel mondo possibile pi simile a quello reale nel quale avete dei figli. N consentito rispondere 17 sulla
base del fatto che Ho figli ho 17 figli vero. N vi richiesto di indicare che cosa dovreste credete circa il
conseguente se doveste arrivare a credere che avevate dei figli (questa unosservazione sulla variante di Jackson
della teoria di Grice).
Cos, io affermo, T3, diversamente da T1 e T2, si lascia generalizzare ad altri atti linguistici e atteggiamenti
proposizionali.
8. Il deflazioniamo rispetto alla verit compatibile con T3?
Il deflazioniamo (minimalismo, teoria della ridondanza) sostiene che la verit una nozione leggera e poco esigente.
Ramsey (la fonte del deflazioniamo, disse vero che Cesare fu assassinato significa niente pi che Cesare fu
assassinato. La parola vero ha lutile funzione di consentirci di dire cose come ci vero, la teoria di Einstein
vera, tutto ci che egli disse era vero. Queste locuzioni non introducono lo speciale oggetto tematico (subject-
matter) della verit. Non esiste uno speciale oggetto tematico della verit. Esse ci forniscono una maniera per
affermare ci che stato detto, o la teoria di Einstein, oppure, nellultimo caso, di generalizzare impegnandoci nei
confronti di tutti gli esempi della forma Se egli ha detto che p, allora p. Come possibile che questa nozione non si
applichi ai condizionali?
Lo stesso Ramsey, compatibilmente con la sua dottrina della verit, prese seriamente la questione se un enunciato di
un dato genere fosse adatto ad essere portatore di verit. Molti enunciati esprimono atteggiamenti cognitivi senza
essere proposizioni; e la differenza tra dire s o no a d essi non la differenza tra dire s o no a una proposizione.
Questo vero anche delle proposizioni ipotetiche ordinarie (Ramsey, Proposizioni generali e causalit; enfasi mia).
Discuter questo punto ulteriormente.
9.
T1 si limita a considerare i condizionali indicativi. T2 rende questi ultimi strettamente connessi ai controfattuali.
possibile estendere T3 ai controfattuali? Rivolgeremo la nostra attenzione alla discussione dei controfattuali.
1

Dorothy Edgington
Un corso sui condizionali
Lezione 6. Controfattuali: le prime teorie e la semantica dei mondi possibili
Sassari, 15 aprile 2011
1. Lanalisi dei condizionali controfattuali, scrisse Nelson Goodman nel 1946, non un modesto
esercizio grammaticale un po pedante. In mancanza, infatti, di strumenti per linterpretazione dei
condizionali controfattuali, ben difficilmente possiamo pretendere di avere una filosofia della
scienza adeguata. [Il problema dei condizionali controfattuali in N. Goodman, Fatti, ipotesi,
previsioni, Laterza, 1983, p. 5, trad. di C. Marletti] Da allora essi sono stati invocati in filosofia pi
ampiamente che nella filosofia della scienza: nelle teorie della causalit, percezione, conoscenza,
decisione razionale, azione, spiegazione, e cos via. E al di fuori della filosofia, nella vita quotidiana, i
giudizi controfattuali giocano molti ruoli importanti, per esempio quando si inferiscono conclusioni
fattuali: Non si tratta di un problema al fegato dice il medico; infatti gli esami del sangue sono
normali; e se ci fosse stato un problema al fegato gli esami sarebbero stati [cos e cos].
2. questione dibattuta se una singola teoria dei condizionali possa render conto sia dei condizionali
indicativi sia di quelli controfattuali, ovvero se essi siano piuttosto due argomenti da trattare
separatamente. In favore della teoria unificata: si considerino coppie come Se Smith vince, i liberali
saranno costernati; e (detto in seguito) Se Smith avesse vinto, i liberali sarebbero stati costernati.
Come disse Strawson la cosa meno attraente da dire sulla differenza tra [questi due enunciati]
che se ha un diverso significato in essi. In favore del separatismo: coppie famose come Se Oswald
non uccise Kennedy, qualcun altro lo fece e Se Oswald non avesse ucciso Kennedy qualcun altro lo
avrebbe fatto; Se Shakespeare non scrisse Amleto, qualcun altro lo scrisse; Se Shakespeare non
avesse scritto Amleto, qualcun altro lo avrebbe scritto. Queste coppie suggeriscono che esse
contengano gli stessi enunciati e tuttavia il pensiero risultante sia chiaramente differente, s che se
deve significare qualcosa di diverso in ciascuno di essi. Ritorneremo sulla questione della
identificazione. Oggi ci concentreremo sui controfattuali.
3. Alla fine degli anni 40, quando Goodman scrisse sui controfattuali, si assumeva che vi fosse una
stretta connessione tra controfattuali e leggi di natura. Qual la differenza tra una generalizzazione
che una legge e una generalizzazione che, sebbene sia vera, vera in maniera accidentale?
Risposta: la prima ha implicazioni controfattuali, la seconda no. Tutti gli oggetti di rame sono
conduttori di elettricit conferma la tesi che se questo filo fosse di rame esso sarebbe un
conduttore di elettricit. Tutte le monete che ho in tasca sono dargento non conferma Se questa
moneta da venti centesimi fosse nella mia tasca, allora sarebbe dargento. Pertanto si riteneva che
le nozioni di legge di natura e di condizionale controfattuale fossero luna utile per la chiarificazione
dellaltra. In un saggio famoso, Goodman cerc chiarire la natura dei condizionali controfattuali
come condizionali governati da leggi. Lesempio che egli discute il seguente:

Se il fiammifero fosse stato sfregato, si sarebbe acceso.

Egli sugger che questo vero se e solo se c una legge di natura e fatti che riguardano il
fiammifero (era secco, cera ossigeno, ecc.) dai quali, insieme con lassunzione che esso fu sfregato,
si possa dedurre la sua accensione. Emerge una teoria della forma seguente:
2

Un controfattuale A C vero se e solo se c una congiunzione di proposizioni vere T che
include una legge di natura [e soddisfa la condizione X] tale che A&T implica logicamente C.
X un segnaposto per il punto di difficolt. Difatti il fiammifero non fu sfregato e non si
accese. Assumendo che esso fosse sfregato chiama in causa la supposizione che alcune cose che
sono in realt vere non erano vere. Per esempio, il fiammifero rimase fermo senza che niente lo
toccasse sul tavolo. Vero, ma questo non sarebbe stato vero se il fiammifero fosse stato sfregato.
Cos occorre che, nel considerare che cosa sarebbe successo se fosse stato sfregato, trascuriamo
questo fatto. Ma abbiamo bisogno di fare affidamento su altre cose che erano in realt vere e che
avrebbero continuato ad essere vere se il fiammifero fosse stato sfregato (come ad esempio il fatto
che esso era secco). Che cosa distingue i fatti sui quali possiamo fare affidamento da quelli sui quali
non possiamo contare, quando facciamo una supposizione controfattuale? Per usare il termine
coniato da Goodman per il problema: quali fatti sono cotenibili con lassunzione che lantecedente
vero? (Allora la frase tra parentesi quadre riportata sopra va letta come e sono cotenibili con A.)
Goodman defin la cotenibilit cos:

B cotenibile con A se e solo se non si d il caso che se A fosse stato vero, B non sarebbe stato
vero.

Ma ora si profila una circolarit: abbiamo bisogno della cotenibilit per la verit di un
controfattuale e per rendere conto di essa e ricorriamo ai controfattuali nel definire la cotenibilit.
Si consideri:

(1) Se il fiammifero fosse stato sfregato si sarebbe acceso (S L).
(2) Se il fiammifero fosse stato sfregato non sarebbe stato secco (S D).

Supponiamo che (1) sia vero e (2) sia falso. In che modo la teoria conduce a questo risultato? Con
(1) C una derivazione dallassunzione S, insieme con una legge, e fatti quali esso era secco(D) che
giunge alla conclusione L. Nel caso (2) c una derivazione dallassunzione S unitamente alla
medesima legge e fatti quali esso non si accese (L), che giunge alla conclusione che esso non era
secco. Lasimmetria deve consistere in quali fatti sono cotenibili con lassunzione S. (1) vero
perch (tra laltro) il fiammifero era secco (D), e ci contenibile con lassunzione S. (2) falso
perch, sebbene il fiammifero non si accese (L), ci non cotenibile con lassunzione che fu
sfregato. Applicare la definizione di cotenibilit a queste affermazioni si ottiene:

Non si d il caso che se il fiammifero fosse stato sfregato, non sarebbe stato secco [[(S D)].
Si d il caso che se il fiammifero fosse stato sfregato si sarebbe acceso [S L].

Ora la circolarit ovvia. Perch S L vero e S D falso? Perch S D falso e S L
vero.
Goodman decise di aver raggiunto un punto morto. Non ci sarebbe stata alcuna soluzione
generale di questo problema.

4. Altre critiche alla trattazione governata da leggi dei controfattuali:
(a) Non chiaro che una legge di natura sia sempre richiesta:
Se avessi saputo che stavate venendo, avrei preparato una torta;
3

Se il Partito Laburista avesse vinto, la sterlina si sarebbe svalutata;
Se ieri me lo avessi chiesto, avrei accettato.
Non chiaro che ci sia una legge di natura che connette lantecedente e il conseguente. Questa
una questione filosofia difficile nella filosofia della mente. Ma la nostra accettazione di
controfattuali come questi non sembra dipendere da tale questione.
(b) I casi nei quali senzaltro non c una legge in presenza della quale si possa dedurre il
conseguente dallantecedente unitamente ad altri fatti, sono talvolta tali da meritare
unelevata fiducia se non la certezza. Ma sulla base della teoria secondo cui i controfattuali
sono governati da leggi, essi dovrebbero essere scartati come certamente falsi. P.es. Se
avessi lanciato questa moneta (perfetta) dieci volte, il suo lancio sarebbe riuscito Testa
almeno una volta.
(c) Non nemmeno chiaro che le generalizzazioni accidentali non confermino controfattuali.
Esempio dovuto a van Fraassen: il prestigiatore mostra una moneta e afferma di averla
presa dalla tasca del ragazzo. Il ragazzo risponde: Quella moneta non proviene dalla mia
tasca. Tutte le monete della mia tasca sono dargento. Se quella moneta provenisse dalla
mia tasca, sarebbe stata una moneta dargento.
5. Semantica dei mondi possibili per i controfattuali. A partire dalla pubblicazione del volume
Counterfactuals (1973) di [David] Lewis, questa stata la pi popolare impostazione alla materia.
Lewis la riassume nel suo enunciato dapertura:

Se i canguri non avessero la coda, essi ruzzolerebbero mi sembra significare qualcosa come
questo: in ogni possibile stato di cose nel quale i canguri sono privi di coda, e che tanto simile allo
stato di cose effettivo quanto consentito dal non avere i canguri la coda, i canguri ruzzolano.

La teoria di Stalnaker simile. Stalnaker disse Si consideri un mondo possibile nel quale A vero e
che altrimenti differisce in maniera minima dal mondo effettivo. Se A, B vero (falso) esattamente
nel caso in cui B sia vero (falso) in quel mondo possibile.
La similarit al mondo effettivo gioca in queste teorie il ruolo che la cotenibilit gioca nella
teoria di Goodman. Formulata in termini di mondi possibili, la teoria di Goodman ha la forma:
A C vero se e solo se in ogni mondo possibile nel quale A vero e X soddisfatto, C vero.
Per Lewis e Stalnaker il problema di specificare X coincide con il problema di decidere quali sono i
mondi pi simili al mondo effettivo.
Lewis accetta che la similarit sia una nozione vaga. Raffrontando citt, volti, o mondi pu
non esserci una risposta determinata alla domanda: A pi simile a B di quanto lo sia C? Ma, allo
stesso modo, potrebbe non esserci alcuna risposta determinata alla domanda: che cosa sarebbe
accaduto se A fosse stato vero? Lo scopo di Lewis quello di analizzare una nozione vaga nei
termini di unaltra altrettanto vaga. Daltro canto, la somiglianza non vaga al punto da riuscire
inutile. Spesso, si possono formulare giudizi chiari sulla somiglianza complessiva di citt, volti, ecc. o
su quanto una novella o un film sono simili a una storia reale in quanto opposta a una storia
fantastica.
Le condizioni di verit di Lewis sono le seguenti:
(i) Se A non vero in tutti i mondi, allora A C banalmente vero. (ii) A C non banalmente
vero se e solo se qualche mondo nel quale A&C vero pi simile al mondo effettivo di tutti i
mondi nei quali A&C vero. In altri mondi, un controfattuale non banalmente vero se e
4

solo se esso, affinch sia vero il conseguente insieme allantecedente, richiede uno
scostamento dal mondo effettivo minore di quello richiesto per rendere lantecedente vero
senza che lo sia il conseguente.
NB: per Lewis, se c un pareggio per il primo posto, cio pi di A-mondo tra i pi simili
A-mondi, allora il conseguente deve essere ver in tutti i mondi pi simili affinch il
controfattuale sia vero. Se il conseguente, rispetto ai mondi pi simili, vero in qualche mondo
e falso in altri, il controfattuale falso.
6. A differenza della teoria di Goodman, le leggi di natura non sono menzionate nelle condizioni di
verit di Lewis. Ma egli in grado di spiegare perch esse hanno un ruolo importante nella
valutazione dei controfattuali. Le leggi di natura sono verit importanti che dicono molto circa il
carattere del mondo. In generale, la differenza tra due mondi con le stesse leggi di natura sar
minore della differenza tra due mondi con leggi differenti. Se ci teniamo il pi possibile vicini al
mondo effettivo, allora tendiamo a mantenere fisse le leggi.
Ma, secondo Lewis, noi non facciamo invariabilmente cos. C almeno un genere
deccezione. Supponiamo che il nostro mondo sia deterministico, perlomeno nelle parti rilevanti
per un dato controfattuale, come il seguente:

Se lalbero non fosse stato sradicato dal vento, il tetto sarebbe intatto.

(Lalbero di fatto fu sradicato, distruggendo il tetto). Se dobbiamo mantenere le leggi esattamente
come sono nel mondo effettivo, dobbiamo cambiare tutto il passato nel considerare un mondo nel
quale lalbero non fu sradicato dal vento. Ci teniamo pi vicini al mondo effettivo, dice Lewis, se
manteniamo il passato come esso effettivamente e consideriamo mondi nei quali c un piccolo
miracolo (relativo alle leggi del mondo effettivo) e lalbero non sradicato dal vento.
Questo linizio di una difficolt per limpostazione di Lewis. Il suo unico principio guida
dietro i giudizi controfattuali la somiglianza complessiva con il mondo effettivo. Se ci consentito
di acquistare la somiglianza nel passato al prezzo di un piccolo miracolo, perch non possiamo
acquistare la somiglianza futura al prezzo di un altro piccolo miracolo che distrugge il tetto
nonostante il fatto che lalbero non sia stato sradicato dal vento.

Per riassumere: nel mondo effettivo w
0
, lalbero si sradica, il tetto distrutto, la famiglia che vi
abitava priva di casa e impoverita.
W
1
: lalbero non sradicato dal vento. Le leggi sono le stesse del mondo effettivo. La storia passata
differente. Molto differente dal mondo effettivo.
W
2
: lalbero non si sradica. Leggi alquanto dissimili da quelle del mondo effettivo: piccolo miracolo.
Passato identico a quello del mondo effettivo. Tetto intatto. La famiglia non priva di casa
Lewis sostiene che w
2
sia pi simile al mondo effettivo di w
1
.
Ma che dire di w
3
?
W
3
: lalbero non si sradica. Piccolo miracolo. Passato come quello del mondo effettivo. Un altro
piccolo miracolo. Il tetto distrutto in ogni caso. La famiglia senza casa e impoverita. Perch w
3
non
anche pi simile al mondo effettivo di w
2
?

(continua)
1

Dorothy Edgington
Un corso sui condizionali
Lezione 7. Verso una teoria unificata dei condizionali

1. I nostri giudizi condizionali controfattuali, cos come i nostri giudizi condizionali indicativi, sono molto spesso
incerti. Quella persona sarebbe sopravvissuta se fosse stata operata? La mia casa sarebbe stata venduta se
lavessi messa in vendita a un determinato prezzo? E cos via. Rispetto agli indicativi, abbiamo trovato che le
teorizzazioni sulle loro condizioni di verit comportano conseguenze errate per i giudizi condizionali incerti.
Abbiamo trovato la stessa cosa con entrambe le teorie di Goodman e di Lewis sulle condizioni di verit dei
controfattuali anche se supponiamo che il problema della cotenibilit [per la teoria di Goodman] e della
somiglianza tra mondi [per la teoria di Lewis] sia stato risolto. Chiedete a un esperto in merito alle domande
precedenti e questi potrebbe rispondere che c una probabilit del 90% che quella persona sarebbe
sopravvissuta [se si fosse operata] o che la casa sarebbe stata venduta [se fosse stata messa in vendita a quel
prezzo]. La ragione della loro incertezza sta nel fatto che essi non credono che in tutti i modi nei quali il mondo
potesse essere cambiato, una volta dato lantecedente, ne sarebbe seguito il conseguente. Cos sulla base delle
condizioni di verit di Goodman e di Lewis, si crede che i controfattuali siano falsi. E ci che si crede essere falso
non qualcosa che del quale possa essere certo al 90%. (Ci indipendente dallessere le leggi di natura
deterministiche o indeterministiche.)
2. La concezione supposizionale ha trovato molto migliore accoglienza rispetto ai condizionali indicativi di quanto ne
abbia trovata rispetto ai controfattuali. Importanti sostenitori della concezione supposizionale, come Bennett e
Gibbard, accettano una trattazione dei controfattuali del tipo di quella di Lewis. Ci ha conseguenze
inappropriate nei casi in cui c tipicamente una facile transizione tra condizionali indicativi rivolti al futuro e
controfattuali. Ad esempio: sono certa al 90% che il cane mi morder se mi avviciner ad esso. Supponiamo che
non mi avvicini. Sembra che io stia reiterando il medesimo pensiero quando adesso dico che sono certa al 90%
che il cane mi avrebbe morsicato se mi fossi avvicinata ad esso. Ora per Bennett, il primo giudizio, valutato
attraverso la probabilit condizionale, va benissimo, mentre il secondo, da valutarsi la Lewis, qualcosa di cui
sono certa che falso, dal momento che sono certa che non tutti i mondi simili al mondo effettivo nei quali mi
avvicino al cane sono mondi nei quali il cane mi morsica.
3. Cos, sembra che se vogliamo rendere i nostri giudizi incerti corretti, abbiamo bisogno di valutare i controfattuali
mediante la probabilit condizionale, proprio come nel caso degli indicativi. TUTTAVIA, le probabilit coinvolte
non sono (tipicamente) quelle che rappresentano lattuale stato di credenza del soggetto. Sono quasi certa che se
Oswald non avesse ucciso Kennedy, Kennedy sarebbe sopravissuto. Ma non ne sono completamente certa, se
non altro perch tra la folla cerano molti texani che odiavano Kennedy e avevano con s una pistola: chiunque di
loro avrebbe potuto usarla. Tuttavia penso che, supposto che Oswald non avesse ucciso Kennedy, la probabilit
che Kennedy fosse sopravvissuto sarebbe stata alta. Le probabilit pertinenti si applicano a stati di cose passati.
Ci in accordo con il mio essere certa, nello stato di credenza attuale, che qualcun altro uccise Kennedy se
Oswald non lo uccise.
4. Le probabilit (incluse le probabilit condizionali) cambiano con il tempo. Formuliamo giudizi che il tale evento
era probabile, sebbene possiamo, senza contraddizione, aggiungere che esso non accadde, o anche che ora
2

improbabile che accada. Tali giudizi, come vedremo, sono di notevole importanza per i nostri ragionamenti. Non
si tratta semplicemente di resoconti su ci che pensavate ieri! Potete dire: il tale evento era probabile, sebbene
allepoca non me ne fossi reso conto. persino possibile che stiate parlando di un tempo in cui non eravate nati,
o anche di un tempo prima che qualcuno nascesse, per esempio sulle possibilit di sopravvivenza dei dinosauri.
Potete esprimere lopinione che cera, nel tempo in questione, unalta probabilit oggettiva che il tale evento
accadesse. Pi generalmente (anche se non credete nelle probabilit oggettive), voi state facendo vostro
lipotetico grado di fiducia che pensate fosse corretto a un tempo precedente.
Cos, per la concezione supposizionale, non c alcun problema con coppie di condizionali come quella
Oswald-Kennedy. adesso molto probabile, o certo, che qualcun altro uccise Kennedy se non lo fece Oswald. Ci
ci lascia liberi di pensare che era molto improbabile che qualcun altro avrebbe ucciso Kennedy se Oswald non lo
avesse ucciso.
Ho detto che i controfattuali coinvolgono giudizi di probabilit condizionale tipicamente da una prospettiva
diversa da quella delleffettivo, attuale stato di credenza. In altri termini, essi tipicamente recano con s un
mutamento di prospettiva. Il cambiamento di prospettiva pi comune rispetto a qualche tempo passato. Non
affermo che il passato invariabilmente chiamato in causa, sebbene di solito sia cos. In primo luogo, per molti
condizionali che riguardano il futuro, pu essere una questione priva dimportanza se uno dice, per esempio, se
piover oppure se dovesse piovere. In secondo luogo, pu essere implicato un cambiamento di prospettiva
ma non di tipo temporale: Supponiamo che la geometria euclidea fosse stata vera nel mondo effettivo, Se
quelluccello fosse un canarino, sarebbe giallo. Ma il caso principale il cambiamento di prospettiva relativo a
qualche tempo passato nel valutare le probabilit coinvolte nei controfattuali.
5. Si pu rappresentare questa concezione come assai vicina a quella di Lewis: c la classe degli A-mondi
pertinenti. Lewis dice: A C vero se e solo se C vero in tutti gli A-mondi pertinenti, altrimenti falso. La
concezione supposizionale dice: prendi una appropriata distribuzione di probabilit definita sulla classe degli A-
mondi pertinenti, e guarda quanto probabile C relativamente a tale classe.
Ora, se i controfattuali sono valutati mediante la probabilit condizionale, essi non debbono essere pensati
come proposizioni munite di condizioni di verit: non c alcuna proposizione X tale che la probabilit che X vera
necessariamente uguale alla probabilit condizionale di C dato A. Ci sono molti modi di provare ci, ma forse
possiamo rendere ci plausibile mediante semplici esempi come i seguenti. Il 90% di palline rosse hanno una
macchia nera. Estraggo una pallina caso. Qual la probabilit che se estraggo una pallina rossa essa abbia la
macchia nera? 90%. Ora io non estraggo una pallina rossa. Qual la probabilit che se avessi estratto una pallina
rossa essa avrebbe avuto la macchia nera? 90%. Ora, che cosa significa che questo controfattuale vero? Non c
alcun dato di fatto che riguardi la palla rossa se ne avessi scelto una. Le cose stanno cos sia che assumiamo il
determinismo sia che assumiamo lindeterminismo. Se il determinismo vero, il passato e le leggi di natura
garantiscono che non estragga una pallina rossa. Essi non mi dicono quale pallina rossa avrei estratto se ne avessi
estratto una. Dio non pu sapere se ove avessi estratto una pallina rossa essa avrebbe avuto una macchia nera:
non c nulla da sapere.
6. Alcuni hanno suggerito che dovremmo mantenere le condizioni di verit ma indebolirle in qualche misura: A C
vero in tutti o quasi tutti gli A-mondi pertinenti p.es. Jonathan Bennett, che chiama questa la proposta del
tiro andato quasi a segno (near-miss proposal). Ci equivale a dire: vero se e solo se la probabilit condizionale
sufficientemente vicina a 1. (Ci vago, ma non importa). Questa una cattiva idea per una serie di ragioni. In
primo luogo, essa consente che un controfattuale possa essere vero anche se esso ha un antecedente vero e un
3

conseguente falso. Bennett si rende conto di ci e corregge la sua trattazione aggiungendovi la clausola che un
condizionale non vero in tal caso. In secondo luogo: supponiamo, per amore dellargomento, che la soglia per la
verit sia fissata intorno al 99%. Allora se voi sapete che la probabilit condizionale pertinente il 99%, ne sapete
gi abbastanza per essere certi che il condizionale vero. Ma in realt non ne siete certi: voi siete certi solo al
99% che A C. In terzo luogo, se la probabilit condizionale pertinente sfiora la soglia senza raggiungerla
supponiamo sia il 90% voi direte che il condizionale senzaltro falso, e respingerete completamente A C.
Ma non dovete fare cos; voi pensate che ci sia una probabilit del 90% che C sarebbe stata vera se A lo fosse
stata. (E ci sono ulteriori obiezioni a questa proposta, sebbene queste siano le principali)
7. Che cosa sono i controfattuali? A che cosa servono? Ci dovrebbe gettare qualche luce sulla questione del perch
li valutiamo quando li valutiamo. Sebbene la mia non abbia la pretesa di essere una risposta esaustiva, osservo
(seguendo Adams) che essi giocano un ruolo essenziale nelle inferenze non dimostrative la cui conclusione
riguarda ci che si d effettivamente. Adams menziona due generi di tali inferenze, che egli chiama modus
tollens controfattuale e inferenza alla migliore spiegazione, ma se li analizziamo pi da vicino essi possono
essere visti come lati differenti della stessa medaglia.
(1) State guidando di notte, al buio, nelle vicinanze della casa di alcuni amici, e avete considerato di andarli a
trovare. Girate langolo. Essi non sono in casa, dite, perch le luci sono spente. E se essi fossero stati
in casa, le luci sarebbero state accese.
(2) Un paziente portato allospedale in coma. Penso che abbia assunto arsenico dice il medico dopo
averlo visitato poich egli presenta [questi-e-questi] sintomi. E tali sintomi sono esattamente i sintomi
che gli avrebbe se avesse assunto arsenico.
Si noti che, sia pure in modo alquanto bizzarro, il secondo caso pu essere chiamato un esempio di condizionale
controfattuale, dal momento che il medico sta argomentando in favore della verit dellantecedente! Ma c un
qualche senso secondo il quale, nellusare il condizionale con il verbo al congiuntivo (cos come deve fare) il
medico stia astraendo (distanziando se stesso) dal suo effettivo stato di credenza, in quanto sta ignorando il fatto
che egli conosce che il paziente ha questi sintomi. Cos, in un certo senso, egli sta facendo appello a uno stato di
credenza che non quello effettivo.
Queste dovrebbero essere viste, nella migliore delle ipotesi, come inferenze provvisorie. La seconda non
corretta se esistono condizioni diverse dallaver assunto arsenico che producono i medesimi sintomi. In altri
termini: si tratta di uninferenza corretta solo nella misura in cui il medico ha altres ragioni per pensare che se il
paziente non avesse assunto arsenico non avrebbe mostrato quei sintomi.
La prima (assumendo che la premessa condizionale sia probabile ma non certa) corretta solo se
abbiamo ragione di pensare non solo che se essi fossero stati in casa le luci sarebbero state accese, ma anche che
se essi non fossero stati in cassa le luci non sarebbero state accese. Se essi appartengono a quel genere di
persone che lasciano sempre le luci accese quando escono la sera, il fatto che le luci siano spente non fornisce
alcun indizio che essi non sono in casa potrebbero aver subito uninterruzione di corrente oppure essere andati
a dormire presto.
Tutto questo, come vide Adams, esattamente un riflesso formale di ci che pu essere reso pi preciso nella
forma del teorema di Bayes:
4

p
O
(H) p
O
(E H) = p
O
(H E) = p
N
(H)
p
O
(H) p
O
(E H) = p
O
(H E) = p
N
(H)
Lequazione sul lato sinistro un teorema della teoria della probabilit, applicata a una singola distribuzione p
O
.
O e N stanno per vecchio e nuovo, e rappresentano rispettivamente le probabilit prima di apprendere E e
dopo aver appreso E. Lequazione sul lato destro rappresenta la raccomandazione che nellapprendere E (e
nullaltro di rilevante) la vostra nuova probabilit di H debba essere pari alla vecchia probabilit di H dato E.
Eliminando il termine medio, lequazione mostra che, nellapprendere E, i vostri nuovi valori relativi per H e H
dipendono dai vecchi valori insieme con i fattori condizionali: qual era la probabilit di E se H? Qual era la
probabilit di E se H?
Principi come questo sono talvolta chiamati principi di aggiornamento: essi vi dicono come
aggiornare i vostri gradi di credenza in H, dal vecchio al nuovo, alla luce di una nuova informazione E. Essi
possono, e talvolta hanno, tale ruolo. Ma di gran lunga prevalenti sono gli esempi del loro uso che coinvolgono
ci che potrebbe chiamarsi retrodatazione (back-dating). Per usarli per laggiornamento, voi avete gi predetto
la possibilit dellinformazione E, ricevuta mediante la percezione o la testimonianza; e gi, prima di acquisire E,
avete un giudizio su quanto sia probabile acquisirla, sotto le varie ipotesi. Ci spesso estremamente irrealistico.
Noi continuamente vediamo, sentiamo, leggiamo nei giornali, ecc. cose senza che avessimo previsto la possibilit
di incorrere in esse. (Non mi riferisco solo a cose stravaganti mi riferisco a cose perfettamente normali alle
quali non avevamo pensato prima.) Se unosservazione vi colpisce in quanto richiede una spiegazione o in quanto
costituisce una possibile base per uninferenza pertinente rispetto alle vostre preoccupazioni, partite da l, e vi
chiedete: quanto era probabile che ottenessi questa informazione, dato H? E dato H? I vostri attuali avessi
avuto registrano la vostra opinione corrente in merito a un precedente avr.
Quindi, chiunque nellutilizzare il teorema di Bayes, senza lassunzione del tutto irrealistica che noi
siamo gi portatori di gradi di credenza in ogni cosa, si trova a dover valutare queste probabilit controfattuali.
(Ricostruire le vostre probabilit iniziali dopo levento. Si noti che queste probabilit iniziali potrebbero riguardare
unepoca nella quale non eravate ancora nati, o unepoca anteriore alla nascita di qualsiasi essere umano:
potrebbero riguardare, ad esempio, la sopravvivenza dei dinosauri, date varie ipotesi. In altri termini, le
probabilit iniziali non dovrebbero essere pensate in termini di ci che pensavate ieri; piuttosto dovrebbe essere
pensata nei termini di quanto ora ritenete che fosse probabile che un determinato evento accadesse, date varie
ipotesi.)
8. Mondi pertinenti. Il quadro di Lewis di ci che teniamo fisso pu essere approssimativamente corretto per la
maniera standard, aspecifica di valutare i controfattuali. Ma, se si tiene conto dello specifico contesto, c molta
pi variabilit riguardo a ci che consideriamo costante. Si gi visto [nella lezione precedente] lesempio di van
Fraassen del ragazzo e del prestigiatore: Se quella moneta provenisse dalla mia tasca, sarebbe stata una moneta
dargento. Per esempio un qualsiasi condizionale indicativo che accettate della forma Se A, C. Supponete di
apprendere C. Potete dire: A in quanto C. E anche: se si desse il caso A, si darebbe anche il caso C.
Oppure: c una caccia al tesoro. Lorganizzatore mi dice ti do un aiuto: il tesoro si trova nella soffitta oppure nel
giardino. Poich mi fido del parlante, ritengo che se il tesoro non nella soffitta esso nel giardino. Stiamo
gareggiando a coppie: io vado in soffitta e do alla mia partner la dritta di cercare nel giardino. Io trovo il tesoro.
Lei mi chiede: perch mi hai detto di andare nel giardino? Rispondo: Perch se esso non fosse stato nella
soffitta il tesoro sarebbe stato nel giardino: ci ( ci che ho dedotto) da ci che mi stato detto. Questo
5

esempio intende illustrare che, se la situazione vista nel suo contesto, bastano pochissimi elementi per fondare
un controfattuale.
9. Osservazioni conclusive. Nessuna delle principali teorie dei condizionali incoerente. Tutte costituiscono diverse
maniere con le quali chi parla e pensa potrebbe usare la parola se. una questione empirica stabilire quale
teoria si adatta meglio alluso di se. Perch allora i filosofi si occupano di essa? Perch essi non si limitano a
lasciare che la questione sia decisa attraverso questionari, oppure il lavoro empirico di linguisti e psicologi
cognitivi?
Per i filosofi non si tratta semplicemente di una questione empirica. Si tratta di una questione
normativa. Abbiamo qui una forma di pensiero molto preziosa, senza la quale il nostro pensiero sarebbe
enormemente sminuito. E cerchiamo la teoria che meglio spieghi perch i condizionali sono importanti per noi. La
teoria verofunzionale dei condizionali indicativi ci priva della capacit di distinguere tra i condizionali credibili e i
condizionali che non sono credibili quando pensiamo che sia improbabile che il loro antecedente sia vero. Saremmo
intellettualmente impoveriti se usassimo se in quel modo. E molte teorie dei controfattuali recano con s la
conseguenza che sappiamo che tutti i condizionali di questa forma, salvo i pi banali, sono falsi. Ci avrebbe un
effetto disastroso sulluso che facciamo di questi condizionali. Ci occupiamo di essi perch abbiamo il sospetto che vi
sia qui una forma essenziale di pensiero, che riesce utile rispetto a finalit importanti, e cerchiamo di svelare la
natura del pensiero condizionale una trattazione di come e perch questa forma di pensiero utile per scopi
importanti.
Se date per scontato che stiamo cercando condizioni di verit una teoria delle circostanze nelle
quali un giudizio condizionale vero siete portati a ignorare i giudizi condizionali incerti, e a mettere alla prova la
vostra teoria rispetto ad esempi nei quali qualcuno affermerebbe che se A, C. Non necessario negare vi siano
giudizi condizionali incerti, ma essi non sono al centro dei vostri interessi essi sono al centro di una teoria generale
dellincertezza che riguarda ci che vero. Lattenzione non si incentra su di essi. Ma quando concentriamo la nostra
attenzione sui giudizi condizionali incerti troviamo che le teorie basate sulle condizioni di verit hanno conseguenze
scorrette esse sottostimano oppure sovrastimano lincertezza. E troviamo che abbiamo belle pronto un prezioso
concetto per la comprensione dei giudizi condizionali incerti, vale a dire il concetto di probabilit condizionale.