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Aterosclerosi

Laterosclerosi una forma di arterosclerosi, vale a dire di indurimento delle arterie, caratterizzata da
ispessimento delle pareti delle arterie e da una loro perdita di elasticit. Si tratta di un processo che ha
inizio precocemente nella vita di un individuo: colpisce laorta gi dalla prima decade (le coronarie dalla
terza decade, e le arterie cerebrali dalla quarta).
PATOGENESI
1. Ossidazione della componente lipidica delle LDL. Non chiaro come possano avvenire questi
fenomeni ossidativi, ma probabilmente attraverso il legame a proteine della matrice, come
mieloperossidasi, NOS inducibile, sfingomielinasi, lipossigenasi, infiltrandosi tra le cellule
endoteliali, in seguito a minimi fenomeni di alterazione della permeabilit e di eventuale
disfunzione endoteliale.
2. Le LDL ossidate non vengono pi riconosciute dal proprio recettore specifico, ma piuttosto da
recettori neutralizzanti, o scavenger (CD36) presenti su monociti macrofagi.
3. Le OxLDL aumentano lespressione di molecole di adesione e di chemochine ( ICAM1, VCAM, MCP-
1) sulla superficie endoteliale, con conseguente adesione ed infiltrazione di monociti, che
differenziano in macrofagi grazie allazione di M-CSF e MCP-1. Si instaura una risposta molto simile
a quella infiammatoria cronica.
4. I monociti infiltrati eliminano le OxLDL fagocitandole prima che possano danneggiare la parete
vascolare, caricandosi di lipidi e assumendo un aspetto schiumoso: FOAM CELLS. Parte del
colesterolo e dei lipidi accumulati fuoriescono dai macrofagi e vengono riportati in circolo
attraverso HDL (il colesterolo riesterificato grazie a ACAT, fuoriesce dalla cellula grazie a ABCA1, si
lega ad ApoE e ApoA1. Ci stato scoperto nella malattia di Tangir in cui manca ABCA1)
5. I macrofagi infiltrati reclutano cellule muscolari lisce della media rilasciando fattori di crescita e
chemiotattici: PDGF, TGF beta, FGF.
6. Le cellule muscolari lisce:
a. Proliferano
b. Internalizzano OxLDL, trasformandosi anchesse in cellule schiumose
c. Sintetizzano e rilasciano molecole della matrice (collagene, fibronectina), che formano una
capsula fibrosa che contorna il core lipidico (pi spessa la capsula, minore sar la
possibilit che la placca si rompa)
7. I linfociti infiltrano la placca, favorendone lo sviluppo ( i Th1 rilasciano INF gamma che induce
attivazione macrofagica e i Th2 rilasciano enzimi ossidanti che favoriscono ossidazione LDL). In
circolo si sviluppano anticorpi anti OxLDL
8. Il progredire della placca induce processi di neoangiogenesi della placca stessa, che comporta
linstaurarsi di microemorragie e quindi compromette la stabilit della placca. A ci si associano
continui fenomeni di apoptosi difettosa (EFFEROCITOSI), delle cellule schiumose. Inoltre si
sviluppano circoli collaterali parallelamente alla progressiva occlusione vasale. Le c. muscolari lisce
rilasciano anche MMP, che degradano il cappuccio fibroso
9. Con un evento rapido e spesso impredittibile, la capsula si rompe rilasciando il proprio contenuto
nel lume vasale ed innescando un rapido processo di coagulazione: le piastrine sono attivate dai
lipidi e dalle molecole connettivali rilasciate dalla placca, la cascata coagulativa attivata dalla
espressione della tromboplastina da parte delle cellule schiumose e muscolari. Tale processo
comporta ostruzione del lume vasale.
STADI DELLA PLACCA
La placca assume una differente nomenclatura a seconda dello stadio di sviluppo dellateroma stesso:
1. INIZIALE, costituita soltanto da accumulo di cellule schiumose
2. STRIA LIPIDICA, la prima lesione endoteliale realmente visibile, costituita da un accumulo di lipidi
intracellulari, che vanno a formare una stria di colore giallastro (che spicca sul colore biancastro
dellintima) e bordi netti, di 1-2 mm, ma che pu raggiungere anche 1cm o pi. Da un punto di vista
clinico asintomatica, e pu permanere per tutta la vita oppure pu regredire e scomparire.
3. INTERMEDIA, simile alla stria lipidica ma con lipidi extracellulari
4. ATEROMA, simile alla stria lipidica con nucleo centrale lipidico extracellulare
5. FIBROATEROMA, con nucleo lipidico e cappuccio fibroso o calcifico (possono essere presenti anche
pi nuclei)
6. COMPLICATA, con difetto di superficie, che causa ematoma-emorragia, con formazione di trombo
FATTORI DI RISCHIO
1. Et: laterosclerosi ha inizio in un periodo precoce della vita.
2. Sesso: si manifesta pi tardivamente e pi gravemente nelle donne.
3. Predisposizione ereditaria, indotta da fattori di suscettibilit genetici
4. Diabete e Fumo
5. Elevati livelli di omocisteina, inducendo essa danno endoteliale e modificando lattivit
antitrombotica dellNO
6. Iperlipidemia: un aumento delle LDL circolanti correlato ad un aumentato rischio di aterosclerosi
7. Ipertensione arteriosa
8. Dieta occidentale, iperlipidica, ricca di grassi saturi, zuccheri, sale, colesterolo, povera di fibre,
potassio e nutrienti vitali.