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I CONDIZIONALI CONTROFATTUALI

Linee di Ricerca
Claudio Pizzi
Versione 1.0
SWIF - Sito Web Italiano per la Filosofia
Rivista elettronica di filosofia - Registrazione n. ISSN 1126-4780
Linee
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Ricerca
Linee di Ricerca SWIF
Coordinamento Editoriale: Gian Maria Greco
Supervisione Tecnica: Fabrizio Martina
Supervisione: Luciano Floridi
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AUTORE, Titolo, in L. Floridi (a cura di), Linee di Ricerca, SWIF, 2006, ISSN 1126-4780, p. X, www.swif.it/biblioteca/lr.
AUTORE
Claudio Pizzi [pizzic@unisi.it] ordinario di Filosofia della Scienza presso la Facolt di Lettere dell'Universit
di Siena e membro del direttivo del Centro di Logica, Filosofia e Storia della Scienza dell'Unversit di Campinas
(Brasile). Laureatosi all' Universit Statale di Milano, si occupato di aspetti diversi della logica modale e
dell'applicazione di questa a temi specifici della filosofia della scienza. Ha al suo attivo lavori su logica del tempo,
logica condizionale e filosofia della causalit. Tra le pubblicazioni in lingua italiana ricordiamo due antologie - La
logica del tempo (Boringhieri 1974), Leggi di Natura, Modalit, Ipotesi (Feltrinelli 1979) - la monografia Eventi e
cause (Giuffr 1997) e il manuale Modalit e Multimodalit (con W. Carnielli, Franco Angeli 2001) . stato
collaboratore di varie riviste internazionali, tra cui Logique et Analyse, Topoi, Journal of Philosophical Logic, Notre
Dame Journal of Formal Logic.
La revisione editoriale di questo capitolo a cura di Gian Maria Greco.
C. Pizzi, I condizionali controfattuali, in L. Floridi (a cura di), Linee di Ricerca, SWIF, 2006, pp. 785-823.
Sito Web Italiano per la Filosofia ISSN 1126-4780 www.swif.it/biblioteca/lr
SWIF LINEE DI RICERCA
I CONDIZIONALI CONTROFATTUALI
CLAUDIO PIZZI
Versione 1.0


CONDIZIONALI CONTROFATTUALI E CONDIZIONALI INDICATIVI
I condizionali controfattuali (in inglese counterfactual conditionals o contrary- to-
fact -conditionals) sono costrutti linguistici, costituiti da un antecedente e un
conseguente, il cui antecedente noto essere falso. I grammatici latini li
chiamavano periodi ipotetici della irrealt e li distinguevano sia dai periodi ipotetici
della possibilit, nei quali si ignora la verit o falsit dellantecedente, sia dai
periodi ipotetici della realt, in cui lantecedente noto essere vero.
Nelle lingue indoeuropee i condizionali controfattuali presentano abitualmente il
modo congiuntivo nellantecedente e il condizionale nel conseguente, ma luso del
congiuntivo suggerisce la falsit dellantecedente solo quando il tempo verbale al
passato. I controfattuali sono quindi una sottoclasse dei condizionali congiuntivi.
Per esempio
(1.1) Se il gallo cantasse sarebbe l'alba
non implica di per s che lantecedente falso, mentre questo accade con
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(1.2) Se il gallo avesse cantato sarebbe stato l'alba
1
.
Che dire quando un condizionale ha il modo indicativo nelle clausole? L
indicativo nellantecedente si usa sia quando si conosce la verit dell'antecedente
sia quando questo valore sconosciuto. Da ci chiaro che un condizionale
indicativo non pu mai essere un controfattuale. Se le differenze tra indicativi e
controfattuali vadano di pari passo con differenze tra le loro propriet logiche
oggetto di una discussione ancora aperta.
IL PROBLEMA LOGICO DEI CONTROFATTUALI
La presenza dei controfattuali nel linguaggio ordinario stata una fonte di disagio
per molti epistemologi, al punto che si giunti a negarne la legittimit in una
ricostruzione razionale della scienza. E interessante capire il perch di questa
rimozione, che ha preso a volte la forma di un radicale rifiuto.
In primo luogo, loccorrenza dei controfattuali nel linguaggio usato dagli
scienziati poco appariscente perch a volte essi non compaiono in forma esplicita.
Se dico per esempio che la zolletta di zucchiero che ho di fronte solubile in acqua
ci implica il condizionale che se fosse stata messa in acqua si sarebbe sciolta: dove

1 E opportuno osservare che lingue come litaliano per esprimere i condizionali usano vari dispostivi che
non sono necessariamente della forma se-allora. Per esempio luso del gerundio in enunciati come Andando
con lo zoppo si impara a zoppicare in effetti parafrasabile in un condizionale, anche se la forma superficiale
dellenunciato non di tipo se-allora. La qualifica di condizionali spetta quindi a tutti i costrutti linguistici
parafrasabili entro la forma standard se-allora. Si veda del resto quanto viene detto nel 2 sugli enunciati
disposizionali.
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lipotesi pu essere solo falsa (controfattuale) in quanto, se si fosse verificata, non
avrei nemmeno di fronte la zolletta di cui sto parlando. Predicati come solubile,
irascibile, fragile ecc. sono detti disposizionali perch descrivono la
disposizione di un ente a reagire a determinati stimoli in circostanze possibili ma
non attuali. Per molti filosofi stato comodo ignorare il sottinteso controfattuale di
questi giudizi perch essi ritengono che non abbia senso parlare di disposizioni o
potenzialit non manifestate. Da Diodoro Crono agli empiristi contemporanei
ricorrente la tendenza a limitare al dominio dellattuale la nostra capacit di
acquisire conoscenza.
Un discorso analogo va fatto per gli asserti causali. Se dico che la conquista della
Britannia da parte dei Romani ha avuto come effetto la nascita della lingua inglese
questo asserto causale implica il controfattuale che, se non ci fosse stata la
conquista romana della Britannia, non sarebbe nata la lingua che conosciamo come
lingua inglese. Questo rapporto logico tra asserti causali e condizionali
controfattuali sta alla base della cosiddetta teoria controfattuale della causa ( per cui
si veda il penultimo paragrafo). Ma questa concezione della causalit ,
nuovamente, fonte di disagio per i neoempiristi in quanto le relazioni causali
appaiono essere propriet del mondo attuale mentre i controfattuali fanno
riferimento a situazioni possibili, o mondi possibili, che non si sono effettivamente
verificati, anche se avrebbero potuto esserlo in circostanze diverse.
C da osservare inoltre che enunciati causali e disposizionali si possono
combinare tra loro in vari modi, come quando dico, per esempio, la compressione
prolungata ha reso malleabile, a una certa temperatura c, la sostanza A. Qui una
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certa disposizione (lessere malleabile) descritta come effetto di una certa causa
complessa, e quindi esprimibile entro un enunciato controfattuale complesso. Ha
dunque senso dire che un controfattuale pu essere a sua volta conseguente di un
altro controfattuale : p.es. se non si fosse verificata una compressione prolungata su
A allora, in mancanza di una certa temperatura c, la sostanza A non sarebbe
diventata malleabile.
Ora, a prescindere dalle difficolt filosofiche sopra accennate, i controfattuali sono
stati un grattacapo non indifferente per i logici. In primo luogo, come sa ogni
studente di logica, il modo pi semplice per definire un condizionale sta nel
qualificarlo come un enunciato che vero quando lantecedente falso o il
conseguente vero, quindi come una particolare disgiunzione. Di solito questa
propriet rappresentata da una tavola di verit per il cosiddetto condizionale
materiale (o filoniano)
p q p q
V V V
V F F
F V V
F F V

E indubbio che alcuni esempi di condizionale si possono giustificare con queste
condizioni. Se dico, per esempio,
(2.1) Se non stato Biagio a svuotare la cassa, stato suo fratello
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questo in effetti si pu parafrasare come una disgiunzione, cio
( 2.2) O stato Biagio a svuotare la cassa o stato suo fratello
Orbene, se vengo a sapere che chi ha svuotato la cassa era Biagio questo
sufficiente a stabilire la verit della disgiunzione (2.2), quindi del condizionale (2.1)
ad essa equivalente. Detto altrimenti: se lantecedente di (2.1) falso, sapere che
questo antecedente falso sufficiente a stabilire la verit del condizionale stesso.
Una ben nota legge della logica standard, nota gia` ai medioevali come Legge dello
Pseudo Scoto, asserisce per l`appunto che dal falso segue tutto: ex falso quodlibet.
E chiaro per che la nozione di condizionale definita dalla tavola di verita` sopra
esposta non affatto applicabile ai condizionali controfattuali : avendo un
antecedente notoriamente falso questi risulterebbero, infatti, tutti indistintamente
veri. La logica dei condizionali controfattuali non pu dunque coincidere con la
logica dei condizionali materiali. Questo lascia aperta la possibilit che luso
conversazionale dei condizionali materiali sia guidato da regole che rendono
inapplicabile la legge dello Pseudo Scoto, cos da rendere tutto sommato innocua
nell`uso effettivo questa legge e altri paradossi che ne derivano (questa la linea di
difesa adottata dal filosofo di Oxford H.P. Grice). Ma se questa una risposta
efficace sul piano della pragmatica, elude il problema della logica dei controfattuali
e del loro impiego nella scienza. Inoltre lascia aperta una questione importante:
lesempio 2.1 mostra che un certo condizionale indicativo riducibile a
disgiunzione, ma vero che tutti i condizionali indicativi sono riducibili a
condizionali materiali?
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Quali sono dunque le condizioni di verit per i condizionali controfattuali? Il
problema subito apparso di non facile soluzione. Molti si sono chiesti come si
possa avere una logica coerente dei controfattuali, dato che sembra che ci sia sempre
una coppia di conseguenti incompatibili derivabili dalla stessa premessa
controfattuale. Esaminiamo questa coppia di controfattuali:
(3.1) Se Apollo fosse un uomo, sarebbe mortale
(3.2) Se Apollo fosse un uomo, sarebbe lesempio un uomo immortale
oppure questaltra:
(3.3) Se Socrate fosse un leone, avrebbe la coda
(3.4) Se Socrate fosse un leone, sarebbe lesempio di un leone senza coda.
Qui un intuito inferenziale sembra guidarci nella scelta, suggerendo che (3.1) e
(3.3) sono da accettare, mentre (3.2) e (3.4) sono da respingere.
In alcuni casi pero` una scelta sembra impossibile. Questo fenomeno forse pi
ovvio nel caso dei cosiddetti controidentici , in cui si afferma unidentit non vera,
per ipotizzando che Picasso sia stato Michelangelo. Potremmo ottenere da questa
ipotesi dei condizionali tra cuii e` difficile scegliere:
(3.5) Se Picasso fosse stato Michelangelo, Picasso sarebbe vissuto nel 500
(3.6) Se Picasso fosse stato Michelangelo, Michelangelo sarebbe vissuto nell900
dove i conseguenti sulla base della stessa ipotesi formano una congiunzione che
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chiaramente assurda.
Che il problema non affligga solo i controidentici e` evidente da questo famoso
esempio di Quine.
(3.7) Se Bizet e Verdi fossero stati compatrioti, Bizet sarebbe stato italiano
(3.8) Se Bizet e Verdi fossero stati compatrioti, Verdi sarebbe stato francese
Qui ambedue i condizionali sembrano veri o egualmente plausibili, eppure la loro
congiunzione contraddittoria: come possono due compatrioti essere nati luno in
Francia e laltro in Italia?
Una seconda difficolt, meno studiata ma altrettanto importante, riguarda il fatto
che ci sono ipotesi controfattuali che per il loro stesso contenuto sfidano la nostra
capacit di trarre conseguenze.
Hans Reichenbach raccontava, nel suo pi importante libro dedicato ai
controfattuali, laneddoto del missionario che in una scuola per indios nel Sud
America pose il problema: se un uomo bianco uccide sei orsi al giorno, quanti orsi
uccide in una settimana? Dopo un lungo silenzio la riposta che ricevette fu: Un
uomo bianco non pu uccidere sei orsi al giorno.
Limbarazzo degli Indios in un certo senso giustificabile: infatti nel caso della
domanda loro posta lipotesi non solo falsa ma, dal loro punto di vista,
impossibile. La supposizione contrasta non con un fatto noto ma con quella che si
giudica essere una legge che pone un limite alle capacit umane: usando
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nuovamente la terminologia dei logici lipotesi non controfattuale ma
controlegale. Ha un senso ipotizzare qualcosa di fisicamente impossibile, cio
qualcosa che un miracolo rispetto alle leggi scientifiche conosciute?
E`difficile negare che la risposta a questo interrogativo, anche se pone i problemi
che esamineremo in seguito, deve essere positiva. Nel caso dellesempio, con buona
pace degli studenti indios, una risposta esiste e si ottiene semplicemente
moltiplicando il numero sei per il numero sette.

I CONTROFATTUALI NELLA TEORIA DI DAVID LEWIS
Una volta accettata l'idea che esiste una logica dei controfattuali e che non coincide
con la logica standard, il problema e` stabilire le sue proprieta` sintattiche e
semantiche.
Esamineremo due teorie dei condizionali controfattuali che non sono le uniche
possibili. ma sono quelle che, per essere antitetiche, si possono considerare
centrali.
La prima, dovuta a D.K.Lewis (ma anticipata in forma diversa da R.Stalnaker nel
1968) basata sull idea che asserire un controfattuale vero significa fare i due passi
seguenti: 1) immaginare dei mondi possibili in cui l ipotesi controfattuale vera e
che, per il resto, sono il pi possibile simili ai nostri 2) chiedersi se il conseguente
vero in tali mondi oppure no. In questa prospettiva se dico
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(4.1) Se Cesare non avesse attraversato il Rubicone non avrebbe conquistato Roma
questo condizionale classificabile come vero in quanto i mondi possibili pi simili
al nostro in cui Cesare non ha attraversato il Rubicone sono mondi in cui non ha
conquistato Roma. In astratto, se il simbolo > un simbolo per la relazione di
condizionalita` (non necessariamente controfattuale), le condizioni di verit per gli
enunciati A >B sono cos formulabili:
(4.2) A >B vero nel mondo possibile m se tutti i mondi pi simili a m in cui vero
A sono mondi in cui vero B
In questo modo verrebbero dunque spiegati gli automatismi inferenziali che ci
portano a preferire (3.1) a (3.2) e (4.1) a (4.2). I mondi pi simili al nostro in cui
Socrate un leone sono mondi in cui ha la coda, e i mondi pi simili al nostro in cui
Apollo un uomo sono mondi in cui Apollo mortale. Quanto alla coppia Bizet-
Verdi, alcuni (ma non tutti) i mondi pi simili al nostro in cui i due operisti sono
compatrioti sono mondi in cui Bizet italiano, altri in cui Verdi francese; ergo i
due controfattuali risultano ambedue falsi.
Nella concezione di Lewis la definizione sopra citata incorporata in una vera e
propria metafisica dei mondi possibili. In questa visione i mondi possibili esistono
realmente (anche se uno solo di essi - il nostro - attuale) e inoltre sono popolati da
controparti (sosia) dotati di maggiore o minore somiglianza con gli enti del mondo
attuale. Il ricorso alle controparti risolve secondo Lewis molte apparenti difficolt
dei controfattuali, e soprattutto quelle dei controidentici: ipotizzando che Picasso sia
stato Michelangelo immagino una classe di mondi in cui i due pittori hanno una
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controparte comune.
In base alla condizione 4.2 e` possibile stabilire quali leggi sono valide o invalide
per i condizionali.
Risulta che la transitivit, per esempio, non pu essere una legge per i
controfattuali. Si guardi a questo controesempio, in cui le due premesse sono vere
ma la conclusione falsa:
(4.3) A >B : Se J ohnny fosse morto non avrebbe partecipato alle elezioni
(4.4) B >C : Se J ohnny non avesse partecipato alle elezioni si sarebbe dato al
business
(4.5) A >C : Se J ohnny fosse morto si sarebbe dato al business
Altre leggi valide per la logica classica, come la contrapposizione (A >B implica
B >A) e il rafforzamento (A >B implica (A & R) >B) sono pure inaccettabili
per questa semantica.
A chiarimento di 4.2, bisogna osservare che nella prospettiva di Lewis non c
nessuna sostanziale differenza tra ipotizzare una proposizione atomica falsa e
ipotizzare la negazione di una legge. Bisogna infatti aggiungere che, secondo Lewis,
nei mondi pi simili al nostro in cui vero lantecedente non detto che continuino
a valere le leggi di natura del nostro mondo. Osserviamo un barometro che si
abbassa segnando tempesta. Se ipotizziamo che il barometro non si sia abbassato, da
questa ipotesi controfattuale si dovrebbe inferire, in base a una legge fisica, che non
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c stata precedentemente una depressione atmosferica. Ma secondo Lewis i mondi
pi simili al nostro in cui il barometro non si abbassato sono mondi in cui vengono
pi o meno conservati tutti gli eventi che nel mondo attuale precedono
labbassamento del barometro : in tali mondi si verifica dunque un piccolo
miracolo per cui il barometro, che avrebbe dovuto abbassarsi in base alle leggi
fisiche non si abbassa affatto, lasciando intatto il processo che porta dalla
depressione atmosferica alla successiva tempesta. In questa teoria dunque non c
nessun ostacolo nellipotizzare la negazione di una legge, essendo questa un
enunciato non sostanzialmente diverso dagli altri, e non c`e` motivo di distinguere
tra controlegali e controfattuali ordinari.
. Le conseguenze di questa ammissione di mondi "miracolosi" sono meno banali
di quanto lasci supporre l`esempio del barometro. Supponiamo che sia falsa, per
esempio, la legge di Keplero asserente che tutti i pianeti descrivono unorbita
ellittica di cui il sole occupa uno dei fuochi. Si noti che negare una legge come
questa significa semplicemente asserire che qualcuno dei pianeti non descrive
unorbita ellittica. Ora i mondi pi simili al nostro in cui alcuni pianeti non ruotano
in ellissi sono mondi in cui la terra ruota in ellissi, per il cui il controlegale
(4.6) Se fosse falso che i pianeti ruotano in ellissi la terra ruoterebbe in ellissi
per Lewis vero, anche se difficile immaginare come qualcuno lo possa
sottoscrivere senza mettere in forse lintera teoria copernicana.
Lesempio appena proposto evidenzia un aspetto negativo della teoria di Lewis.
Secondo Lewis per stabilire la verit dei controfattuali sufficiente un ispezione
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per cos dire telescopica dei mondi possibili, trascurando la presenza o assenza di
un nesso tra antecedente e conseguente. Per fare un altro esempio, i mondi pi simili
al nostro in cui il naso di Cleopatra stato pi lungo di quanto sia stato in realt
sono mondi in cui fa freddo questo inverno, per cui il controfattuale
(4.7) Se il naso di Cleopatra fosse stato pi lungo farebbe freddo questinverno
dal punto di vista di Lewis un controfattuale vero. (Si noti, incidentalmente, che il
conseguente qui vero perch derivato da una legge di natura vera, mentre
l`antecedente nega un fatto singolo).
La risposta di Lewis alla difficolt che la sua teoria non mira a enunciare le
condizioni di rilevanza dell` antecedente per il conseguente, ma solo le condizioni
per cui esso si pu classificare come vero o falso. Questo particolarmente
evidente guardando a ci che si ottiene applicando al teoria non ai condizionali
controfattuali ma ai condizionali indicativi. E sufficiente, al proposito, notare che,
in virt del concetto di somiglianza, il mondo attuale il mondo pi simile a se
stesso. Quindi, se A e B sono ambedue veri nel mondo attuale, B vero nel mondo
pi simile allattuale
in cui vero A: dunque per definizione A >B risulta vero nel mondo attuale. Ma
anche B >A, per lo stesso motivo, vero nel mondo attuale. Per esempio
(4.8) Se la terra sferica, Milano in Lombardia
vero esattamente come lo stesso condizionale con le due clausole invertite
semplicemente perch le due clausole sono vere. I condizionali con antecedenti e
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conseguenti veri sono pertanto tutti indistintamente veri, ed e` facile vedere che
coicidono con i condizionali materiali dotati delle stesse clausole. In quanto tali
godono delle loro stesse propriet logiche (per esempio della transitivit) che, come
si visto, devono essere escluse per i controfattuali. Il risultato dunque che la
logica di Lewis divistionista: postula cio diverse propriet logiche per i
condizionali controfattuali e i condizionali indicativi, che di fatto risultano
indistinguibili dai condizionali materiali con antecedenti veri
2
.

IL PROBLEMA DEL TERZO ESCLUSO CONDIZIONALE
Dal punto di vista della costruzione di una teoria formale il parlare di mondi
simili a un mondo dato ha una funzione euristica importante ma non di per s
tecnicamente essenziale. Infatti, sarebbe sufficiente procedere nel modo seguente:
si introduce una funzione selettiva f che, dati come argomenti un mondo base m e
un`antecedente A, ha come valore un insieme di mondi f(A, m) scelti a partire da
quella coppia di argomenti. Un condizionale A >B si dir vero al mondo base m
quando B vero a ogni mondo dellinsieme f(A, m). Questa concezione astratta e
semplice del rapporto tra mondi possibili stata proposta originariamente da
Robert Stalnaker nel 1968 e sta all`origine della cosiddetta semantica di Stalnaker-
Lewis. Stalnaker inoltre ne ha proposto una variante che ammette lacune di valori di
verit (truth value gaps) nelle assegnazioni di valori e le cosiddette

2 Si noti che tali condizionali sono di soilto introdotti in italiano dalla locuzione poich (in inglese since), il
che porta alla imbarazzante conclusione che poich A, B e poich B,A sono logicamente equivalenti.
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supervalutazioni in luogo delle valutazioni bivalenti standard.
Tuttavia Stalnaker nel suo articolo del 1968 introduceva una condizione che
Lewis non poteva accettare dopo aver identificato i mondi scelti dalla funzione
selettiva di Stalnaker con i mondi pi simili al mondo base: si tratta della
condizione per cui, dato un mondo-base m c un solo mondo selezionato rispetto a
m in cui vero lantecedente. Un conseguenza di ci che se m
j
tale mondo
(cioe`m
j
=f(A,m)) in tale mondo, per ogni B, sar vero B o sar vero non-B. Quindi,
per ogni antecedente A, si ha che in m vero A >B o vero A >non-B (legge del
Terzo Escluso Condizionale). Lordinamento dei mondi che cos si ottiene lineare
e discreto, mentre nella visione di Lewis ramificato e continuo: Lewis assume
cioe` non solo che si possono essere pi mondi egualmente simili a un mondo dato,
ma che ci sono infinti mondi intermedi tra due mondi simili, per quanto prossimi tra
loro . Lassunzione di continuit peraltro una pura sovracostruzione metafisica e
non c nessuna legge logica che la descriva, almeno a livello della logica
proposizionale.
Il terzo escluso condizionale di Stalnaker apparso, non solo a Lewis, una legge
troppo forte, dato che vale per A e B qualsiasi. Per esempio si dovrebbe accettare
che vera questa disgiunzione:
(5.1) (Se Colombo non avesse scoperto lAmerica Kennedy sarebbe vivo) o (Se
Colombo non avesse scoperto lAmerica Kennedy sarebbe morto),
nel quale ambedue i controfattuali in questione danno limpressione di essere falsi o
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privi di senso
3
.
Da un certo punto di vista le difficolt del terzo escluso condizionale sono
analoghe a quelle del terzo escluso standard dato che ci sono casi in cui non
abbiamo motivo di assegnare valore vero n ad A n alla negazione di A, come
quando A , p. es. il numero tre colorato o -per riprendere il famoso esempio di
Aristotele- "domani ci sara` una battaglia navale.
Una strategia che e` parso naturale applicare e` stata quella di ammettere delle
lacune di valore di verit (truth value gaps) per le proposizionii che non appaiono
valutabili conservando, per la validit delle leggi logiche che le contengono come
sottoparti (metodo delle supervalutazioni). Per riprendere un esempio appena
fatto, potrei rifiutare di dare un valore di verit ai singoli disgiunti ma accettare la
disgiunzione il numero tre colorato o il numero tre incolore in base al fatto
che, comunque si valutino i singoli disgiunti, il terzo escluso sar sempre valido.
Nel caso Bizet-Verdi certo che non esiste un unico mondo selezionato (in termini
lewisiani: il pi simile ) in cui Bizet e Verdi sono compatrioti. Ma per la legge
dello PseudoScoto (ex falso quodlibet) giocoforza allora concludere che in tal
caso i condizionali 3.7 e 3.8 di p.5 sono ambedue veri, per non parlare della loro

3 Si noti che la clausola di Lewis tutti i mondi pi simili a m in cui vero A sono mondi in cui vero B
potrebbe essere indebolita in alcuni dei mondi pi simili a m in cui vero A sono mondi in cui vero B, la
quale naturalmente verfica condizionali che sono falsi per la semantica standard. Non c dubbio che vero
asserire che o in alcuni mondi pi simili al nostro in cui Colombo non ha scoperto lAmerica Kennedy vivo
o che in altri Kennedy morto. La logica che cos viene semantizzata non per quella dei controfattuali
standard ma di quelli che Lewis chiama might -counterfactuals (per cui v. in seguito p-12)
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disgunzione. In base alla teoria di Stalnaker corretta con le supervalutazioni,
invece, potremmo invece asserire che sono tutti e due senza valore di verit , anche
se dobbiamo accettare , grazie al terzo escluso condizionale, la disgiunzione che
segue:
(5.2)(Se Bizet e Verdi fossero stati compatrioti Bizet sarebbe stato italiano) o (Se
Bizet e Verdi fossero stati compatrioti Bizet non sarebbe stato italiano).
Non c dubbio che il metodo delle supervalutazioni ha il merito di arricchire il
nostro modo di valutare i condizionali perch ci sottrae alla rigida dicotomia vero-
falso per una pi flessibile classificazione vero-falso-senza valore di verit . Ma
allora viene spontaneo chiedersi se anche la classificazione di un condizionale come
vero o falso sia legittima, dato che queste qualificazioni vengono applicate ad
enunciati che parlano del mondo attuale oppure a enunciati che sono tautologici o
contraddittori. Non sarebbe pi appropriato parlare di gradi di plausibilit ( la
soluzione di Nicholas Rescher) o addirittura di gradi di probabilit o di
verosimiglianza?
E' un fatto tuttavia che le trattazioni polivalenti dei controfattuali non hanno avuto
sviluppi interessanti e che il progresso delle ricerche si realizzato restando
ancorati alla bivalenza. Ci che sicuro che quando attribuiamo valore vero o
falso a un controfattuale non stiamo certamente presupponendo una teoria
corrispondentista della verit (verit come corrispondenza ai fatti). La semantica di
Kripke ci ha familiarizzato con lidea per cui sono gli enunciati sono veri o falsi
rispetto a un mondo possibile. Termini come accettabile e inaccettabile, per fare
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un esempio, potrebbero essere sostituiti ai termini vero o falso senza intaccare
limpianto della teoria. Questo fenomeno ben noto ed particolarmente
evidente nella semantica di Kripke per la logica deontica, dove si parla di verit o
falsit delle norme anche se questo modo di parlare appare un abuso di linguaggio.
Il Terzo Escluso Condizionale solleva anche un problema circa la negazione dei
condizionali. Il duale di A >B (A >B) . Tra gli assiomi di Stalnaker compare
che A >B implica (A >B) (per ogni A che sia possibile) e questo non suscita
problemi. Ma il terzo escluso condizionale (A >B) ( A >B) equivale ad
asserire che (A >B) implica A >B. In formule, abbiamo quindi , se A
possibile, tanto (A >B) (A >B) quanto la conversa (A >B) (A >B). In
altre parole A >B , per ogni A possibile, collassa sul suo duale (A >B).
Come va letto (A >B)? La lettura pi immediata A non esclude B o se A
fosse vero, A non escluderebbe B. Ma Lewis fa una proposta leggermente diversa
proponendo di leggere (A >B) come Se fosse vero A potrebbe essere vero B
(might -counterfactuals).
I due simboli che Lewis sceglie per il condizionale e per il suo duale might, ? e
, evidenziano il parallelismo con la necessit e la possibilit. In base a questa
lettura accettare il Terzo Escluso Condizionale significa accettare il collasso di
su ? per ogni antecedente che sia possibile. Stando cos le cose non c nessuna
differenza tra asserire
(5.3) Se Hitler avesse invaso lInghilterra nel 40 avrebbe potuto vincere
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e
(5.4) Se Hitler avesse invaso lInghilterra nel 40 avrebbe vinto
Questa identificazione ha qualche plausibilit solo in una visione deterministica
della storia (hegeliana o provvidenzialistica), nella quale cio il corso di eventi che
si verifica lunico che in circostanze date ha possibilit di verificarsi. Questa
prospettiva rifiutata non solo da Lewis ma dalla maggior parte dei logici e dei
filosofi che hanno operato nel campo della logica condizionale.
E degno di nota peraltro che lo stesso Stalnaker ha fatto vedere che al suo
sistema logico si possono associare altre semantiche oltre a quella a mondi
possibili, e in particolare una semantica probabilistica in cui la probabilit di un
condizionale A >B viene identificata con la probabilit condizionale di B dato A
(Pr(B|A)) (Tesi di Stalnaker). Con questa sematica piuttosto ovvio che il Terzo
Escluso Condizionale viene legittimato dalla legge probabilistica Pr(B|A) +Pr(-B|A)
=1. Ma questa semantica ha aperto un problema nuovo, in quanto, come ha
dimostrato David Lewis, applicando i normali assiomi di Kolmogorov per la
probabilit la tesi di Stalnaker porta a dimostrare un sorprendente risultato di
banalizzazione (Triviality Result): per ogni C, Pr(C|A)=Pr(C). Da ci segue che ci
sono solo al massimo quattro valori di probabilit distinti e non pi di due mondi
possibili. Questo teorema ha incoraggiato il dubbio sulla sensatezza
dellattribuzione di valori di probabilit a tutti i tipi di condizionali. Secondo diversi
autori sono i condizionali indicativi che possono ricevere appropriatamente dei
valori di probabilit, ma non i condizionali controfattuali . Il discorso dovrebbe
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suonare particolarmente convincente per un soggettivista che interpreta la
probabilit in termini di quozienti di scommessa: che senso ha parlare di una
scommessa su ci che sarebbe accaduto se Cesare non avesse attraversato il
Rubicone?
LA CONCEZIONE CONSEQUENZIALISTA DEI CONDIZIONALI
La semantica di Stalnaker Lewis il cuore di quella che stata chiamata logica
condizionale classica. Ma le difficolt che abbiamo evidenziato negli ultimi hanno
fatto emergere diverse alternative. La principale, a cui vogliamo dare speciale
risalto, sta nel recuperare lidea - ben nota agli albori degli studi sui controfattuali
per opera di autori come Roderick.Chisholm, Nelson Goodman e Hans
Reichenbach- secondo cui un condizionale vero se e solo se il conseguente si
deriva dallantecedente congiunto con un certo assortimento di fatti noti e di leggi di
natura. Questa teoria alternativa che diremo consequenzialista in effetti
implicita nel significato stesso della parola conseguente, che indica per lappunto
una proposizione che consegue da qualche altra assunta come ipotesi. Pi
precisamente, se K linsieme degli enunciati noti come veri possiamo proporre
queste condizioni di verit:
(6.1) A >B vero rispetto a un insieme K di conoscenze se e solo se B consegue
logicamente da A, congiunto con il massimo numero delle proposizioni K
compatibili con A, mediante uso essenziale delle leggi L
1
L
n
presenti in K.
Poich fatti e leggi trasmettono una certa quantit di informazione, una parafrasi
della stessa idea si avrebbe dicendo:
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(6.2) A >B vero rispetto allo stock di informazioni K se e solo se B consegue
logicamente da A, congiunto con gli enunciati di K che trasmettono la massima
quantit di informazione compatibile con A, mediante uso essenziale delle leggi
L
1
L
n
presenti in K.
Si noti che le leggi L
1
L
n
hanno un contenuto informativo superiore a quello
degli enunciati singoli, ragione per cui selezionando entro K il sottoinsieme di
proposizioni compatibili con A mediante il criterio della maggiore informativit le
leggi saranno sempre preferite rispetto ai fatti singoli.
Abbiamo dunque una nuova spiegazione del perch il nostro intuito inferenziale
ci fa preferire (3.1) a (3.2) e (3.3) a (3.4). Se scegliessimo come conseguente,
poniamo, Socrate sarebbe lesempio di un leone senza coda, questo implicherebbe
la falsit della legge che tutti i leoni hanno la coda, e quindi la falsit di una legge di
natura. Nel caso di (3.1) invece viene escluso dallipotesi controfattuale il fatto
singolo che Socrate non ha la coda, fatto che ha un contenuto informativo molto
inferiore a quello di una legge. Per quanto riguarda invece la coppia Bizet-Verdi il
motivo del puzzle che non si trova un sottoinsieme di conoscenze che abbia
contenuto informativo massimale rispetto allantecedente.
Stando agli esempi appena citati, si pu avere limpressione che i risultati della
teoria consequenzialista non siano diversi da quelli raggiunti con la teoria di Lewis,
ma cos non Non c nessun rapporto di consequenzialit tra il naso di Cleopatra e
il freddo invernale, ragione per cui il controfattuale (4.7), vero per Lewis, falso
per la teoria consequenzialista. Lo stesso dicasi per (4.8): non possiamo pi dire che
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sono veri i condizionali con antecedenti veri e conseguenti veri, perch abbiamo
lonere di indicare il modo in cui il conseguente derivato consequenzialmente
dallantecedente.
Per venire a unaltra differenza, la teoria consequenzialista pone in un luce
completamente diversa la trattazione dei controlegali. Che accade in questa
prospettiva quando lipotesi coincide con la negazione di una legge? Se si utilizza
come background theory una teoria T e T implica L, ipotizzare non-L implica
ipotizzare non-T, il che sembra bloccare la possibilit di usare T come apparato
inferenziale. Vedendo la cosa pi analiticamente per la cosa appare in una luce
diversa. Sia T la congiunzione di leggi L
1
L
n
. Se queste leggi sono indipendenti
tra loro, come di solito accade, ipotizzare la negazione di una di esse lascia intatte le
altre leggi, che quindi possono essere usate per trarre conclusioni sensate
dallantecedente. Si noti che quando parlo della natura o del carattere di un
oggetto questo di fatto un riferimento alle sue leggi interne. Se ipotizzo che
Napoleone sia stato fin da giovane un pacifista, per esempio, sto negando una parte
essenziale del carattere di Napoleone, e quindi una parte cospicua di leggi del suo
comportamento. Usando un linguaggio antiquato, questo si potrebbe dire che
l'ipotesi un modo per negare l essenza o natura di Napoleone. In tal modo per
non precludo luso inferenziale di tutte le leggi perch, una volta negate un certo
numero di leggi, ci sono altre leggi che si possono usare per trarre inferenze. Se
Napoleone fosse stato sempre un pacifista, per esempio, lecito arguire che non
sarebbe entrato nel collegio militare in cui entrato e che in seguito non si sarebbe
imbarcato nella campagna di Russia.
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E' bene ricordare che ogni legge specifica dela teoria T implica un numero
illimitato di varianti generiche, e che la rimozione di una legge di T lascia intatte le
sue varianti generiche. Per esempio la prima legge di Keplero ha una variante
generica che la seguente:
( 6.3 ) Tutti i pianeti ruotano attorno al sole percorrendo orbite aventi la stessa
forma geometrica
Grazie a questa legge possiamo ipotizzare che Giove percorre un'orbita circolare e
derivare questo controlegale pienamente legittimo:
( 6.4) Se Giove percorresse unorbita circolare anche Mercurio percorrerebbe un
orbita circolare.
Certo se si ritiene che tutte le leggi della natura siano interdipendenti tra di loro
(in una prospettiva che diremo olistica) allora negarne una significa negarle tutte.
Se lolismo circa le leggi si estende anche ai fatti le prospettive sembrano ancora
peggiori. Infatti, se si assume che tutti i fatti si implichino fra di loro (olismo forte),
ipotizzare la falsit di un fatto significa automaticamente ipotizzare la falsit di tutti,
ragione per cui tutti i controfattuali, nuovamente, risulterebbero veri. L olismo
panlogistico di Hegel rende banale o vacuo il ragionamento controfattuale, e d
sostegno al famoso slogan crociano secondo cui la storia non si fa con i se.
Se queste premesse sono corrette si arriva almeno ad un punto fermo. La
sensatezza del ragionamento ipotetico implica il rifiuto dell'olismo, mentre,
viceversa, accettare lolismo significa rifiutare un senso alle ipotesi controfattuali e
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ai ragionamenti basati su di queste.

CONTROFATTUALI E LEGGI DI NATURA
L' analisi logica dei condizionali sopra abbozzata pone le premesse per valutare
l'uso che dei controfattuali stato fatto in filosofia, soprattutto dopo gli anni 70.A
questo scopo possiamo enucleare tre temi in cui limpiego dei controfattuali si
rivelato essenziale per la discussione filosofico: a) La caratterizzazione delle leggi
di natura b)La teoria della causalit c)Il problema degli esperimenti mentali.
Il primo dei problemi sopra ricordati si pu formulare cos: che cosa distingue una
legge di natura da una generalizzazione che risulta accidentalmente vera? Per fare
un esempio proposto da Popper, che cosa distingue
(7.1) Tutti i pianeti ruotano in ellissi
(7.2) Tutti i pianeti hanno il nome di una divinit greca?
La domanda giustificata dal fatto che loro forma logica delle due proposizioni
superficialmente identica e che ambedue sono vere. I neoempiristi si sono trovati in
difficolt di fronte a questo problema, temendo di dover ammettere che 7.1 esprime
qualche tipo di connessione necessaria tra lessere un pianeta e il ruotare in ellissi,
mentre lempirismo non pu riconoscere nessun tipo di necessit che non sia quella
delle verit logico-matematiche. Fallita ogni caratterizzazione sintattica, resta la
possibilit di distinguere 7.1. e 7.2 in base a considerazioni epistemiche , per
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esempio per il fatto che 7.1 fa parte di una teoria ben corroborata e ci consente di
fare predizioni o retrodizioni esatte. Purtroppo le teorie sono insiemi organici di
leggi e la loro caratterizzazione presuppone che si sappia esattamente che cosa
una legge. Per altro verso anche 7.2 -che non una legge- potrebbe consentire di
fare previsioni circa il nome di un prossimo pianeta, dato che la tradizione quella
di assegnare a pianeti e pianetini nomi di divinit. Dopo circostanziate indagini,
neoempiristi della seconda generazione (come p.es. E.Nagel) hanno riconosciuto che
la discriminante sta nel sostenere o meno condizionali controfattuali . In altre parole
siamo in grado di dire
(7.3) Se Alpha Centauri fosse un pianeta ruoterebbe in ellissi
ma non
(7.4) Se Alpha Centauri fosse un pianeta avrebbe il nome di un dio greco .
I neoempiristi in tal modo si trovavano con lonere di stabilire le condizioni di
verit per i controfattuali ma questo per l'appunto il problema che abbiamo
affrontato all'inizio.. Le due teorie che abbiamo tratteggiato si presentano ambedue
problematiche per i neoempiristi. La prima introduce l'idea di somiglianza o
selezione tra mondi possibili, e un empirista pu dare un senso a tali nozioni solo a
prezzo di parafrasi alquanto limitative. La seconda via , quella consequenzialista di
Chisholm - Goodman-Reichenbach, richiede che il nesso consequenziale sia
garantito da almeno una legge di una natura, il che a quanto pare d origine a un
circolo vizioso. Si pu dare una caratterizzazione cdi uma generalizzaziome
legiforme - cio, che ha le caratteristiche di una legge indipenfdentemente dal
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fatto di essere o meno vera.- che non sia circolare e sia tale da soddisfare le istanze
antimetafisiche dei neoempiristi ?
Goodman nei suoi articoli del dopoguerra trovava nella proiettabilit dei predicati
che intervengono nelle leggi la propriet discriminante. Ma si noti che
proiettabile un predicato disposizionale come solubilee nasconde un
riferimento al possibile. Allo stesso modo, se le leggi vengono esplicate, poniamo, in
termini di regole di inferenza universalmente applicabili, applicabile, detto di una
regola, un predicato disposizionale che fa riferimento alla possibilit di essere
applicata in qualsiasi circostanza con lo stesso esito.
Da un punto di vista popperiano il problema meno difficile perch asserti come
fisicamente necessario che lo zucchero posto in acqua si sciolga hanno senso
in quanto falsificabili . Ci che li rende falsicabili la possibilit di immaginare o
eseguire un esperimento in cui lo zucchero viene posto in acqua e non si scioglie.
J ames Fetzer ha recentemente elaborato un punto di vista propensionista, ispirato
alla filosofia dellultimo Popper, in cui la descrizione della legalit del mondo una
descrizione delle propensioni degli oggetti (si rammentino i poteri causali
aristotelici) , nella quale la stessa probabilit trattata come un tipo particolare di
propensione.

LA TEORIA CONTROFATTUALE DELLA CAUSA
La teoria controfattuale della causa, sviluppatasi dopo il 1970 in seguito al successo
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della semantica a mondi possibili, in effetti riprende una concezione della causa
(detta condizionalista) applicata per secoli nei tribunali. L'idea- chiave quella di
identificare le cause con le conditiones sine qua non o condizioni necessarie . Cos
uno specialista descrive la cosiddetta formula della condicio : per stabilire quali
sono le cause la formula chiede di eseguire un esperimento mentale , cercando di
immaginare che cosa sarebbe successo se la presunta causa non si fosse verificata:
se in tal caso non si sarebbe verificato leffetto, allora riteniamo stabilito il nesso
causale (G. Fiandaca).
Questa concezione stata messa in ombra nella prima met del secolo XX da un
punto di vista alternativo, gi chiaramente presente nel Circolo di Vienna,
secondo cui le cause sono non condizioni necessarie ma condizioni sufficienti o
parzialmente sufficienti per leffetto. Dopo lo sviluppo della teoria hempeliana delle
spiegazione scientifica, si pu anche dire che sono elementi spiegano leffetto o ,
equivalentemente, che lo rendono prevedibile con alta probabilit . Le difficolt di
questo riduzionismo sono per vistose. In primo luogo ci sono effetti che non sono
prevedibili con alta probabilit a partire dalla causa (p.es. la gravidanza a partire da
un rapporto sessuale) . Per converso ci sono eventi prevedibili con alta probabilit
da altri che non sono effetti di questi. Lesempio, gi menzionato, del barometro
paradigmatico : labbassamento dei barometri rende prevedibile la tempesta (il
barometro stato costruito per questo!) ma non ne la causa ma solo un indizio.
Negli anni 50 le c.d. teorie probaibilistiche della causa (P.Suppes, W.Salmon) hanno
cercato di risolvere queste due difficolt restando nel quadro dellempirismo, ma
hanno creato nuovi problemi di ardua soluzione. Viceversa, la concezione
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controfattuale risolve elegantemente i due problemi in un solo colpo. E corretto
dire che se non ci fosse stato il rapporto sessuale non ci sarebbe stata gravidanza e
anche che, se non ci fosse stato nessun barometro abbassato, ci sarebbe stato
egualmente la tempesta. Il ricorso ai controfattuali stabilisce dunque il nesso causale
nel primo caso e lo esclude nel secondo.
Non si pu negare che la teoria condizionalista presenta per a sua volta diversi
problemi, gi in parte noti ai giuristi delle vecchie generazioni.
Primo problema: leccessiva debolezza della conditio sine qua non. Si potrebbe
obiettare che non tutte le condizioni necessarie sono cause. Supponiamo ci sia una
catena di eventi di cui fanno parte la partenza di un aereo, il viaggio, un guasto e un
incidente. Se non ci fosse stato un guasto, laereo non sarebbe caduto. Ma, potrei
anche dire con verit : se laereo non fosse partito non sarebbe caduto. Diremmo che
la partenza una causa dellincidente?
Una tesi abbastanza ovvia che si pu sostenere che non c una sola nozione di
causa ma una pluralit di nozioni causali con differente grado di forza, di cui la
conditio sine qua non costituisce solo il comune denominatore. Un conto dire che
x causa determinante di y altro dire che causa predisponente, causa
concorrente, causa contributiva . Si pu suggerire che questo il compito specifico
della filosofia della causalit : trovare un quadro concettuale semplice che ci
consenta di distinguere queste diverse nozioni e valutare comparativamente il loro
grado di forza. La pi semplice nozione di causa quella di rilevanza causale, che
coincide con il puro e semplice asserto controfattuale (cio con lasserto che
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stabilisce la propriet di essere una conditio sine qua non). Per tornare allultimo
esempio, non si pu negare che ci sia una qualche relazione causale tra la partenza
dellaereo e lincidente. Forse eviteremmo di dire che una causa, ma non ci
sentiremmo neppure di negarlo. Ci sono contesti in cui lo si pu affermare, per
esempio se il pilota contro il parere di tutti ha insistito per partire in circostanze
giudicate rischiose.
Un problema collegato a questo quello della distinzione tra condizioni di
sfondo e cause in senso pieno. Se un fiammifero viene sfregato, laccensione del
fiammifero resa possibile dal fatto che c sufficiente ossigeno, sufficiente fosforo
sulla capocchia ecc. Queste circostanze a volte vengono chiamate condizioni di
contorno o condizioni rilevanti, e qualcuno nega ad esse la qualifica di cause. Si
tratta per di condizioni necessarie alleffetto e nella prospettiva condizionalista
vengono trattate come cause concomitanti o concause rispetto alla causa principale.
Un secondo problema aperto dalla teoria condizionalista quello della ridondanza
causale. Seguendo la tradizione epistemologica, si distinguono due tipi di
ridondanza: la sovradeterminazione e il sopravanzamento. La sovradeteminazione si
verifica quando ci sono pi condizioni sufficienti per lo stesso identico evento, che
pertanto non si possono qualificare come necessarie. Ne un esempio il fenomeno
del plotone di esecuzione in cui vengano sparati pi colpi mortali, o quello della
lampadina accesa simultaneamente da due interruttori. Il sopravanzamento invece si
ha quando una causa impedisce ad un altra causa latente di raggiungere il suo
prevedibile effetto (esempio, la doppia alimentazione di un computer, in cui il
flusso della corrente esterna sopravanza l'azione della batteria -tampone)
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Secondo Lewis e altri (M.Bunzl), quasi tutti i casi interessanti di
sovradeterminazione sono casi in cui una causa sopravanza laltra. Il caso della
lampadina secondo Bunzl non fa eccezione. Un elettrone proveniente
dallinterruttore A sopravanzer un elettrone proveniente da B. Il vantaggio di questa
semplificazione nella linearit concettuale della nozione di sopravanzamento:
quando una causa sopravanza unaltra c una catena causale che va dalla causa
alleffetto, mentre non c dalla causa sopravanzata alleffetto.
Il difetto della proposta per che presuppone che la relazione causale consista
in qualche tipo di trasferimento di grandezze dallevento-causa causa all'evento-
effetto ignorando che eventi negativi o assenti possono essere tanto cause che effetti
. Il silenzio, il buio, il digiuno, l'omissione di soccorso possono avere effetti anche
penalmente rilevanti (causalit omissiva) , e in tali casi diventa problematico
stabilire il modo in cui si manifesta il sopravanzamento rispetto a cause latenti.
Una proposta che si pu avanzare in alternativa alla teoria di Lewis quella di
abbandonare lidea della relazione causale come relazione a due posti. Questo non
dovrebbe essere suscitare sorpresa perch la nozione di causa contributiva, o
concausa , per esempio, una relazione a tre posti (a concausa con b per c). anche
se la si pu ridurre alla congiunzione di condizioni a due posti: a causa di c & b
causa di c.
Si possono per definire relazioni a tre posti che non sono riducibili
definitoriamente a relazioni a due posti. La relazione di essere causa concorrente
di questo tipo:
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(8.1) a causa concorrente con b per c se e solo se in assenza di a, se non ci fosse
stato b non ci sarebbe stato c.
Questa asserzione si presta ad essere rappresentata come un controfattuale doppio
(cio con due antecedenti iterati :
(8.2) se non ci fosse stato a allora (se non ci fosse stato b non ci sarebbe stato c).
Nel caso della lampadina avremmo per esempio questa resa:
( 8.3 ) Se il primo interruttore non fosse stao premuto allora (in assenza della
pressione sul secondo interruttore la lampadina non si sarebbe accesa).
Recentemente il dibattito sulla ridondanza causale stato animato da J onathan
Schaffer con un articolo dedicato alla cosiddetta trumping preemption (che
tradurremo con scavalcamento causale): Per esempio, un maggiore e un sergente
urlano simultaneamente un ordine a un plotone. I soldati lo eseguono, ma questo
accade perch eseguono lordine del superiore, non dellinferiore: il primo ordine
scavalca il secondo. Si noti che questo fa cadere lidea ci sia una catena causale
dalla causa sopravanzante alleffetto . Viceversa, le due cause si possono presentare
come cause concorrenti del senso sopra definito, dotate di qualificazioni
supplementari che le rendono asimmetriche . Se per esempio (nuovo controfattuale)
fossimo in grado di inferire che i soldati si sono messi sullattenti per ordine del
sergente, questo escluderebbe lemissione del comando da parte del maggiore,
mentre la stessa cosa non si potrebbe dire invertendo le parti.
La proposta di usare controfattuali con antecedenti iterati per risolvere il
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problema della ridondanza causale esige che ci sia chiarezza sulle condizioni di
verit per condizionali della forma
A >(B >C) . Per la semantica di Stalnaker-Lewis un condizionale siffatto vero se
i mondi pi simili in cui vero A sono mondi in cui vero B >C. Dal punto di vista
consequenzialista invece la resa pi difficile perch, come si detto, il simbolo >
rappresenta una relazione di rilevanza consequenziale. La soluzione comunque
praticabile osservando che nella teoria consequenzialista A >B significa che B
inferibile da A e da un certo enunciato addizionale w(A),compatibile con A, che
esprime le condizioni enunciate a p.14 Ma possiamo associare biunovocamente ad
ogni enunciato w(A),w(B), w(C) un soggetto conoscitivo razionale a,b,c che
sia titolare delle suddette conoscenze e in grado di effettuare inferenze razionali
della qualit vista.
Allora, intuitivamente i controfattuali iterati esprimono giudizi di un soggetto
razionale sulle capacit inferenziali di altri soggetti razionali. Per fare un esempio
vogliamo poter dire:
(8.4.) A >(B >C) vero nel mondo m per un soggetto a se a in grado di inferire
razionalmente da A che b in grado inferire razionalmente C da B

CONTROFATTUALI ED ESPERIMENTI MENTALI
. Lultimo tema filosofico che ultimamente ha dato risalto ai controfattuali la
questione degli esperimenti mentali. E ben noto che la filosofia si nutre di
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esprimenti mentali dallasino di Buridano ai brains in a vat di Putnam. Nella
scienza sono stati usati in modo diffuso (caso paradigmatico : il gatto di
Schrdinger) , ma la questione sapere se gli esperimenti mentali siano essenziali
o inessenziali alla scienza. La tesi deflazionista che si pu sostenere che
essisono argomenti che aiutano a sostenere una tesi, ma in tal modo non la
verificano n falsificano in modo definitivo. Scrive Andrew Irvine:thought
experiments, in the first instance, are simply arguments concerning particular events
or states of affairs of a hypothetical (and often counterfactual) nature which lead to
conclusions about the nature of the world around us. Allestremo opposto, Roy
Sorensen ha sostenuto che essi sono esperimenti a pieno titolo. Atteniamoci qui alla
tesi deflazionista, limitandoci a evidenziare che gli esperimenti mentali sono
costrutti usati per rispondere a domande del tipo cosa accadrebbe se?. Ci che
di solito si vuol provare che qualcosa che sembra possibile in realt
impossibile, oppure che qualcosa che sembra impossibile in realt possibile.
Merita attenzione il fatto che gli esperimenti mentali pi interessanti sono basati
su ipotesi controlegali o contropossibili, e abbiamo visto che a certe condizioni tali
ipotesi non pongono problemi nemmeno dal punto di vista consequenzialista. Al
proposito bisogna prendere in considerazione il caso in cui gli eventi di cui si tratta
siano cronologicamente ordinati. Osserviamo a proposito che non solo bisogna
rifiutare lolismo - come abbiamo gi evidenziato - ma anche qualunque forma di
determinismo stretto asserente che gli eventi storici costituiscono delle serie lineari.
Supponiamo per esempio che, per ogni A e B, si abbia che Pr(B|A)=1 , quindi che A
implica necessariamente B. In tal caso rimuovere mentalmente un evento B significa
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rimuovere mentalmente A e tutti gli altri eventi della serie che lo precedono e che lo
seguono. Questo risultato infatti banalizzerebbe qualsiasi ipotesi controfattuale.
Nello stesso tempo, per, un consequenzialista impegnato a richiedere che le leggi
che garantiscono le inferenze siano caraterizzate da un alto grado di conferma,
esprimano cio unalta probabilit del conseguente dato lantecedente.
Le due condizioni richieste appaiono dunque congiuntamente conflittuali,
anzi creano quello che J on Elster ha chiamato paradosso fondamentale dei
controfattuali: da un lato la legittimit delle ipotesi controfattuali esclude ogni
forma di determinismo, ma dallaltro per garantirci buone inferenze abbiamo
bisogno di leggi che garantiscano conclusioni altamente probabili, leggi cio che
sono proprie delle teorie deterministiche.
La via duscita allimpasse che qualsiasi teoria che impieghi sensatamente
controfattuali ed esperimenti mentali deve raggiungere un delicato equilibrio (che si
direbbe semideterministico) tra forza probabilistica delle leggi e loro compatibilit
con possibili eccezioni.
Aggiungiamo che spesso gli esperimenti mentali creano delle finzioni
deliberatamente false per spiegare proposizioni vere, nel senso indicato da Hans
Vaihinger nel suo famoso La filosofia del come se (1911). Nei costrutti come se
in altre parole lantecedente ipotetico o controfattuale , ma il conseguente vero,
come quando si dice
(9.1) Il mercato si autoregola come se fosse mosso da una mano invisibile.
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I condizionali come se, che chiameremo finzionali, rappresentano una classe di
controfattuali atipica, in quanto sembrano sfuggire alla regola intuitiva - peraltro
mai codificata dai logici- secondo cui da un antecedente noto come falso si pu
derivare solo un conseguente noto come falso. Non stupisce che limpiego dei
controfattuali nellanalisi del come se e nei connessi studi sulla metafora, sui
modelli e sulla simulazione, sia recentissimo ed eccentrico rispetto alla letteratura
pi frequentata su questi argomenti, a partire dai classici lavori di Mary B. Hesse.
Peraltro sia la forma logica dei condizionali finzionali sia la discussione delle loro
condizioni di verit pongono problemi di non facile soluzione, oggi largamente
aperti, tanto per la logica condizionale classica quanto per quella consequenzialista.









Claudio Pizzi I condizionali controfattuali
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SCHEDA BIBLIOGRAFICA
La letteratura sui controfattuali in lingua inglese ha raggiunto dimensioni
impressionanti, mentre il materiale disponibile in lingua italiana tuttora limitato.
Per una bibliografia sostanzialmente completa fino alla fine degli anni 70 si pu
consultare il Reading a cura di C.Pizzi citato nella bibliografia, che contiene una
traduzione di saggi di Angell, qvist, Bressan, Burks, Chellas, Chisholm, Follesdal,
Hiz, Lewis, Rescher, Sellars, Stalnaker , Thomason. Le antologie di F.J ackson e
Harper-Pearce-Stalnaker citate nella bibliografia, oltre a contenere una selezione di
saggi importanti, contengono un repertorio bibliografico che pu considerarsi
sufficientemente aggiornato. Per la teoria controfattuale della causa il riferimento
pi aggiornato invece alla recente antologia di Collins-Hall-Paul citata nella
bibliografia.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
ADAMS, E.W. (1975) The Logic of Conditionals, Reidel, Dordrecht
CHISHOLM R.M. (1946) The Contrary-to-Fact Conditional, Mind, 55, pp.289-
307 [trad.it in Pizzi, Leggi di Natura, modalit, Ipotesi, cit. pp.95-111]
COLLINS J ., HALL N , PAUL L.., (a cura di) (2002) Counterfactuals and
Causation, MIT Press, Cambridge Mass.
L. Floridi (a cura di), Linee di Ricerca, SWIF, 2003-6
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Indiana
J ACKSON , F. (a cura di)(1991) Conditionals, Oxford U.P., Oxford
GOODMAN, N. (1947) The Problem of Counterfactual Conditionals, Journal of
Philosophy, 44, pp.113-128 (trad.it. In L:Linsky (a cura di ) (1969) Semantica e
Filosofia del Linguaggio, Il Saggiatore , Milano, pp.285-310
GRDENFORS,P. (1988) Knowledge in Flux, MIT Press,Cambridge Mass.
LEWIS, D.K..(1973) Counterfactuals, Oxford U.P, Oxford
HARPER W., PEARCE G., STALNAKER S., (a cura di)(1981) Ifs,
Reidel,Dordrecht
C. PIZZI (a cura di) (1978) Leggi di natura, modalit, ipotesi, Feltrinelli, Milano
REICHENBACH H. (1954), Nomological Statements and Admissible Operations,
North Holland, Amsterdam
RESCHER, N. (1964) Hypothetical Reasoning, North Holland, Amsterdam




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