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© Massimo Ghimmy

ronstadt

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periodico mensile

Numero 49

Venerdì 23

Ottobre 2009

ISSN 1972-9669

Numero 49 Venerdì 23 Ottobre 2009 ISSN 1972-9669 il coraggio dell’informazione Sopravvissuti a Mike
il coraggio dell’informazione
il
coraggio
dell’informazione

Sopravvissuti a Mike Bongiorno:

speranze e illusioni nella “nuova” TV digitale terrestre

di Simone Mattoli

T elevisione digitale ter- restre. Il termine ha acquisito una certa fa-

ma in Italia a partire dal 2004, quando la notizia veniva conti- nuamente ribattuta dai tiggì in seno ai dibattiti sulla legge Ga-

sparri. A livello popolare, la sua celebrità non andò comunque mai al di là della sua pronun- cia altisonante, sfruttata anche

a livello di slogan: “il digitale

terrestre è arrivato sulla terra”. Pochi in realtà avevano capi-

to cosa fosse, o che si sarebbe

trattato di un’innovazione con cui tutti avremmo dovuto fare i conti, prima o dopo. La tv digi-

tale terrestre è un tipo di televi- sione terrestre, proprio come la

tv che abbiamo sempre usato:

i segnali arrivano sotto forma

di onde radio per mezzo di tra-

smettitori posti sulla superficie terrestre, non cioè via satellite

o via cavo. Solo che la rappre-

sentazione dell’informazione elettronica è digitale: l’informa- zione non varia continuamente e ha solo due valori, 1 e 0. Inte- ressante, vero? E quindi? Quindi il numero di emittenti diffondibile col digitale terre- stre è molto superiore rispetto alla TV tradizionale analogica.

Questo permette alle imprese (leggi Mediaset) di poter con-

correre con la tv satellitare of- frendo agli utenti un numero molto maggiore di canali tele- visivi rispetto a quelli oggi di- sponibili, in più imponendo per legge, ai quei consumato-

ri che non sono disposti ad af-

frontare il costo di un abbona-

mento al satellitare, l’acquisto

di

decoder o televisori moderni

se

vogliono continuare a vede-

re

i programmi a cui sono abi-

tuati (sì, dobbiamo farlo; faccia- mocene una ragione). Inoltre

in tal modo si cancella come un

colpo di spugna a Berlusconi ogni problema a venire in me- rito al conflitto d’interessi, che

espone Mediaset a severe san-

zioni da parte dell’antitrust in-

ternazionale. L’emittente Euro- pa 7, con regolare concessione a trasmettere in modalità ana-

logica terrestre su scala nazio- nale, ma al momento impos-

sibilitata a farlo per mancanza delle frequenze libere, potrà fi- nalmente andare in onda senza occupare lo spazio attualmente usato da Rete 4, la cui soprav- vivenza è pertanto garantita.

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Dietro le quinte

di Camilla Romana Bruno

S apevate che L’Aquila era una delle venti città ar- tistiche d’Italia? Non cre-

do, perché neppure gli Aqui- lani ne erano a conoscenza. Che interi quartieri, i più col-

piti dal terremoto del 6 Aprile, ad esempio Via XX Settembre

e la Casa dello Studente, furo-

no costruiti sulle macerie am-

massate dopo l’altro grande ter- remoto, che pure rase al suolo

la città, quello del 1703? In ulti-

mo, che quella “povera” L’Aqui- la, che spiccava nelle prime pa-

gine dei quotidiani nazionali,

al centro delle preoccupazio-

ni dei grandi della terra, è sta-

ta abbandonata per ben tre me-

si sotto il peso delle sue stesse macerie, perché queste risultas- sero attrazione prima del G8, e spingessero i potenti, mossi a compassione, a dare più finan- ziamenti possibile?

In questi ultimi 6 mesi non ab-

biamo assistito ad altro che a faide tra partiti politici, locali e nazionali, per accaparrarsi il me-

rito della ricostruzione; ma dov’è questa ricostruzione? Cosa in- tendono per Ricostruzione?

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Perché la sinistra non ha fatto una legge sul conflitto d’interessi?

di Gianluca Flego

S i continua a chiedersi

come sia successo che,

nei sette anni -cinque

consecutivi- di governo di si- nistra, non sia stata fatta una legge sul macroscopico con- flitto d’interessi che ha al cen- tro Silvio Berlusconi. Di più: è per quest’ultimo un’arma reto- rica, che la sinistra questa leg- ge non l’abbia fatta proprio per poter continuare a bersagliarlo

con quest’argomento. Quando

naturalmente non c’è motivo

di preoccuparsi: la televisione

privata, ci ha più volte spiega-

to

il nostro, vuole massimizza-

re

l’audience. Dunque essere

di

parte sarebbe autodistrutti-

vo, perché allontanerebbe par- te dei potenziali ascoltatori. Na- turalmente, dal punto di vista economico è un ragionamento zoppicante.

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Giornalismo dei miei stivali

(calzini inclusi)

«I l vero potere risiede

nelle mani dei detento-

ri dei mass media», dis-

se un giorno una persona che di

queste faccende se ne intende:

Licio Gelli – il Maestro Venerabi- le, mica sciocchezze. Da una fra-

se del genere, già significativa di

per sé, possono (devono?) scatu- rire due riflessioni: una sulla si- tuazione della libertà di parola in Italia; l’altra su come questa li- bertà venga utilizzata.

Reporters sans frontiers, l’Interna- tional Press Institute e molte altre organizzazioni che si occupano di libertà di stampa nel mondo han-

no recentemente lanciato un al-

larme: l’anomala situazione ita-

liana (conflitto d’interessi, leggi fantasiose e v arie amenità) ri- schia di compromettere l’indipen- denza dell’informazione nostrana – famosa la classifica di Rsf, che

ci posiziona al quarantanovesi-

mo posto, dopo paesi del calibro

del Costa Rica. Questo è il quadro

che spesso si ha del contesto ita- liano, non solo osservandolo da fuori. Come tutti gli stereotipi, però, anche questo accusa le sue pecche: è davvero impossibile fa-

re seria informazione in Italia? La situazione anomala sussiste, ben inteso – ma, guardandoci attor- no, considerando almeno la car-

ta stampata, dobbiamo rivedere

questa convinzione: l’esistenza di

un giornale come il recente Il fat-

to quotidiano ci obbliga a valutare

che, dove ci sia la professionalità

dei giornalisti, lì sia possibile otte-

nere un prodotto senza censure. Il problema vero, invece, risiede

nello stesso giornalista italiano.

Se la possibilità di fare vero gior-

nalismo d’inchiesta nel nostro paese c’è, allora che cosa impe- disce ai nostri reporter di farlo? Probabilmente l’abitudine. Tal- mente assuefatto alla spazzatura che ‘il popolo’ facilmente ingeri-

sce, il giornalista pigro si preoc- cupa solo di stuzzicare la prude- rie del lettore/spettatore. Come esempio di giornalismo d’assal- to, infatti, può essere portato il recente, incredibile scoop di Mattino 5, che ci sconvolge con l’inaccettabile colore dei calzini del giudice Mesiano: turchese,

“di quelli che in tribunale non è

proprio il caso di sfoggiare”.

Un’Ilaria Alpi al giorno sarebbe chiedere troppo, ma se davve-

ro ciò che dovrebbe turbare i no-

stri sonni sono reportage sulle

scelte di stile delle nostre toghe, beh, dovremmo rivedere le no- stre priorità. «La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che

la gente non vorrebbe sentir-

si dire», sentenziava George Or- well – non era a capo di una log- gia massonica, certo, ma chissà che calzini favolosi indossava. Isabella Bossolino

2

B.:“Le risorse destinate all’Irpinia sono state ben 60 miliardi di vecchie lire, quindi 30 miliardi di euro attuali.”

locale

Le Colonne dell’Accesso

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Numero 49

Venerdì 23

Ottobre 2009

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Circolo ARCI Radio Aut

C ome è nata l’idea di un circolo come Ra- dio Aut e quali sono

gli intenti che vi prefiggete? Il Circolo A.R.C.I. Radio Aut nasce a Pavia nel marzo 2005 da un’idea del Coordinamento

per il Diritto allo Studio - UDU

Tutti i soci collabo- ratori prestano ser- vizio volontario all’interno del Cir- colo e garantiscono

in tal modo la con-

tinuità delle attività

e la manutenzione

e

aderisce a pieno al proget-

della sede.

to

A.R.C.I., la più grande rete

Le nostre attivi-

to A.R.C.I., la più grande rete Le nostre attivi- associativa e culturale presen- te in Italia,

associativa e culturale presen-

te in Italia, fondata su principi

quali solidarietà, legalità, anti- razzismo e antifascismo. In questo spirito, Radio Aut è un circolo culturale no-profit gestito da studenti volontari. Promuove la libera aggregazio- ne, sostiene la diffusione della cultura, e si impegna in batta- glie civili e sociali.

Il nome Radio Aut è ispirato

all’esperienza della Radio libe-

ra di Peppino Impastato, assas-

sinato dalla Mafia a Cinisi (Pa- lermo) il 9 maggio 1978.

In una città come Pavia, in cui è

difficile ottenere spazi per i gio- vani, Radio Aut continua ogni giorno a lottare contro l’intolle- ranza e la chiusura dei residen-

ti, per nulla disposti ad accettare

l’importanza e le potenzialità di

una città che vorrebbe pensar-

si come universitaria, ma che in

realtà stima gli studenti solo co- me patrimonio economico si- lenzioso da sfruttare. Credia- mo, a tal proposito, che prima o poi l’Università e l’Amministra-

zione Comunale dovranno af- frontare direttamente il proble- ma degli spazi in centro e del

diritto all’aggregazione giovani-

le, al fine di trovare una soluzio-

ne che permetta veramente agli

studenti di vivere fino a fondo la città nella quale studiano e con- sumano, diventando finalmente pieni protagonisti di essa. Nonostante le mille difficol-

tà e ostacoli incontrati lungo il

tà sono prettamente culturali:

cineforum, concerti, rassegne jazz, conferenze, presentazio- ne di libri, mostre fotografiche mensili. Ospitiamo inoltre, all’interno della sede, il Coordinamento per il Diritto allo Studio - UDU, che svolge nei nostri locali il servizio CercaCasa per coloro che devono affittare casa o cer-

cano locazione.

Inoltre, nel corso degli anni, ab- biamo avviato un internet point gratuito e una biblioteca sociale che consta di circa 700 volumi.

Abbiamo anche ospitato diver-

se serate gay friendly e corsi di

italiano per stranieri. Nonostante la mancanza di una sede, nel corso del 2009 abbia-

mo continuato a mantenerci vivi sul territorio pavese, or- ganizzando eventi in esterna:

concerti (Ministri, Figli di Ma- dre Ignota), spettacoli teatrali e feste universitarie. Radio Aut è, infine, tra i fonda- tori di UniOnPV, associazione di associazioni giovanili e studen-

tesche pavesi, con cui abbiamo organizzato il primo busker fe-

stival cittadino, il Festival delle Idee, che ha visto tra gli artisti partecipanti Mago Leonard, La Compagnia del Falco Nero, Vito War, Porto Flamingo e Statuto. Come è possibile collaborare con Radio Aut? Radio Aut vive grazie alla parte- cipazione, alla collaborazione e

alle idee dei suoi soci.

cammino (ordinanze di chiusu-

E’

una delle finalità principa-

ra anticipata, processi, multe),

li

del Circolo, infatti, dare la

Radio Aut è diventato un pun-

possibilità di esprimersi libera-

to

di riferimento per moltissimi

mente in ogni ambito, sociale,

re

iniziative ed eventi.

giovani. Purtroppo, nel novem- bre del 2008 Radio Aut è stato costretto a CHIUDERE! L’intolleranza del vicinato, la mancanza di appoggio dell’Am- ministrazione Comunale e le difficoltà di sopravvivere econo- micamente ci hanno costretto a

culturale, politico e pratico. Radio Aut cerca e ha sempre bi- sogno di persone che si occu- pino della gestione ordinaria, ovvero tenere aperta la sede, prestare servizio dietro il ban- cone bar, proporre e organizza-

terminare l’esperienza nella se-

Il

Consiglio Direttivo, organo ge-

de originale di Via Siro Comi. Siamo ancora alla ricerca di

stionale del Circolo, si riunisce settimanalmente e si occupa di

una nuova sede e contiamo di

coordinare tutta la vita del Circo-

riaprire al più presto (già da fi- ne anno, incrociando le dita!). Quali sono e come finanziate le vostre attività? Essendo Radio Aut un circolo

a carattere totalmente no-pro-

fit, tutte le nostre attività ven-

gono finanziate con i ricavi del “servizio bar” (a prezzi rigoro- samente popolari!) all’interno delle nostre sedi e degli eventi organizzati in città.

lo e di approvare e sostenere le

proposte di tutti i suoi soci.

Radio Aut

Sito: in costruzione Facebook: http://www.facebo- ok.com/radioaut Mail:radioautpavia@gmail. com Sede: coming soon!

RockLine

R ockLine nasce nel

kLine opera su scala naziona-

2005 da un progetto

le,

ma nel primo anno di attività

di alcuni ragazzi ap-

si

è concentrata sull’organizza-

passionati di musica, desidero-

zione di concerti a Pavia, regi-

si

di far sentire la loro voce nel

strando ottimi successi che han-

mondo del giornalismo musica-

no spinto i fondatori a lavorare

le

sul web, e di creare un porta-

su nuovi progetti: l’apertura di

le, www.rockline.it, che trattas-

ulteriori sedi in città come Ro-

se

il Rock nella sua totalità; con

ma, Palermo e Pisa, la collabora-

il

tempo e il costante impegno

zione con altri enti culturali ed

di

uno staff proveniente da tutta

agenzie che operano nel campo

Italia, RockLine è diventata una delle più visitate web magazine

dedicate al mondo del Rock, con

musicale, e un’attività di sponso- rizzazione delle band del pano- rama indipendente per aiutarle

un vasto archivio di recensioni,

a

pubblicizzare e far conoscere i

interviste e report di concerti che spaziano dalle band under- ground ai gruppi più in vista del panorama internazionale. Nel Gennaio 2008, vedendo raf- forzato il consenso del pubblico,

loro album autoprodotti. Tra le tappe più significative dell’operato a Pavia si possono ricordare la gestione della se- rata del lunedì al locale Spazio Musica (dove possono esibirsi

alcuni redattori del portale deci-

due bands della città prima del-

dono di estendere ulteriormen-

la

consueta jam session), i diver-

te le dimensioni del progetto,

si

RockLine Festival e Contest al

includendo un contatto diretto

Thunder Road di Codevilla (che

con i lettori. Viene così fonda-

hanno consentito alle formazio-

ta l’Associazione Culturale Roc-

kLine, con lo scopo di costituire

ni locali di potersi affiancare alle

celebri realtà del Rock italiano),

potersi affiancare alle celebri realtà del Rock italiano), un’organizza- il Festival Delle Idee organizzato

un’organizza-

il

Festival Delle Idee organizzato

zione no-profit,

al

Castello nella sfera del proget-

apolitica, total-

to

UniOnPv, l’Extreme Day (in

mente votata a

collaborazione con Downtown

porsi come luo-

Studios) ed il concerto de Le Lu-

go di incontro

ci

Della Centrale Elettrica nella

per gli aman-

cornice del Festival Dei Saperi

ti

della musica

dello scorso settembre.

e

come mezzo

Le future finalità del portale

per promuove- re eventi no- profit in luoghi pubblici e pri- vati. L’Associazione Culturale Roc-

e dell’Associazione compren-

dono la possibilità di fondare un’etichetta discografica, una radio in streaming e una picco- la agenzia di booking/promo- tion, cercando allo stesso tem- po di invitare gli enti pubblici a

RockLine

Sito: www.rockline.it MySpace: http://myspace.com/rocklineitalia

finanziare progetti di apertura

di circoli culturali nelle varie

sedi associative.

sei

no

sa

Mafie 2009:

crescita di un progetto

Anche quest’anno il Coordina- mento per il diritto allo studio ha messo in campo le proprie

forze per organizzare la setti- mana di studio sui temi della lotta alle mafie che è diventata ormai una tradizione in Univer-

sità. L’iniziativa ha una storia di

anni alle spalle ed ha visto

un’evoluzione coerente sia nei temi che nella struttura: dagli approfondimenti su Cosa No-

stra si è passati allo studio del comportamento della crimina- lità organizzata al Nord (lavoro

nero, traffico di droga e di es-

) e soprat-

tutto sulla trattativa tra la Mafia e lo Stato. In questo ultimo an-

seri umani, edilizia

poi Mafie si è aperta a nuo-

ve realtà come Omicron, l’os- servatorio antimafie al Nord

fondato da Nando Dalla Chie-

e ora diretto dal giornalista

Gianni Barbacetto. In collabo- razione con l’Arci il gruppo di

Mafie sta anche svolgendo at- tività di rieducazione alla lega- lità e all’antimafia nelle scuole della provincia. Tra non molto gli studenti pubblicheranno un resoconto dettagliato di tutte le conferenze e i lavori fino ad ora tenuti, per fornire strumenti di approfondimento alla città e agli studenti.

A.F.

Bocciato il Lodo Alfano

Berlusconi contrattacca

Bocciato il Lodo Alfano Berlusconi contrattacca

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Venerdì 23

Ottobre 2009

Vespa: ”Forse 3 miliardi di euro, Presidente

Ottobre 2009 Vespa: ”Forse 3 miliardi di euro, Presidente esteri ” 3 Il saltimbanco dell’anima mia

esteri

2009 Vespa: ”Forse 3 miliardi di euro, Presidente esteri ” 3 Il saltimbanco dell’anima mia S

3

Il saltimbanco dell’anima mia

S edute nel nostro intra- montabile giardinetto, accendiamo una sigaret-

ta. Siamo in compagnia dell’in- glese Kate, studentessa di Cam-

bridge, che, tutta ricurva su se stessa, pare sbucata fuori da un anfibio di ferro di Camden Town. Sorride, a volte, con un certo imbarazzo. L’altra nostra invitata è Marion, una florida tedescona di Magonza, dota-

ta di un ottimo italiano (senza

l’influenza delle severe guttu- rali germaniche) e di due bel-

le guanciotte. Anche loro tira-

no fuori il tabacco, del resto, parlando dell’Italia e di chi la governa, il piacere di una siga- retta è l’unica cosa sicura. Co- minciamo con qualcosa di fa- cile.

Noi: Quanto spesso di sente parlare dell’Italia nei vostri paesi e in che termini? Kate: Mmmmh…gli inglesi par-

lano sempre degli italiani. Fo- od, football and fashion. E poi

il vostro presidente del consi-

glio, Berlusconi. Noi: Già, dimenticavamo, fo- od, football and fashion, la legge delle 3 F, a cui si aggiun- ge anche il nostro presidente. Ma sapete quanta innovazio- ne nei tre più noti stereotipi italiani? Eh, cara Kate, la mo- da italiana ormai ha comin- ciato il suo declino. Sul New

York Times è stata definita co- me la “moda delle bonazze”,

la più bassa percentuale di donne della popolazione la-

leducato? Noi inglesi guardia- mo sempre dei video diverten-

nazione. Noi: Ma suvvia, cosa interes-

destinata alle veline e ai parte-

vorativa di tutta Europa. Que-

ti,

come quello di Berlusconi e

sa a noi degli americani, pro-

cipanti dei celebri parties del

sto può voler dire qualcosa?

il

tassista.

prio loro che hanno un pre-

premier. Colpire la moda per colpire il presidente o il con- trario? Chissà. E comunque

Kate: Penso che sia collegato. Marion: Lo pensiamo anche noi. Ma perché lo votate?

Noi: Ah sì, come dimenticar- lo. Kate (cercando di trattene-

sidente sempre abbronzato! A parte gli scherzi, il premier fa leva sull’ignoranza delle per-

non se la scampano neppure

Noi: Perché noi italiani abbia-

re

le risate per non offender-

sone, è semplice. Si comporta

il

cibo e il calcio.

mo un gran senso dell’umori-

ci): Una volta, ad un incontro

da uomo comune, non da po-

Kate: Perché? Noi (sospirando e toglien-

smo. (scoppiamo a ridere) Marion (diventando improvvi-

tra la regina e tutti i capi dello stato più importanti, Berlusco-

litico e crede di poter ottene- re un maggior consenso.

doci un cappello immagina-

samente seria): No, sto parlan-

ni

è entrato nella sala gridando

Kate: E mi hanno detto che lo

rio): “Ebbene. Sulle nostre ta-

amorose. Il nostro presiden-

do

seriamente. Noi tedeschi ci

“Hello! Hello!” e facendo con-

ottiene, non è solo un’illusio-

vole non vi è che risotto al cocco, sapete… per questioni

chiediamo perché continuate a

votarlo, dopo tutti i suoi scan- dali. In Germania non funzio-

conf…making a mess? La regina era indignata. Who is that rude man? Questo ci fa tanto ridere

ne. So che anche le classi sociali più basse lo vo- tano, anche se lui non le favo-

te è una guida, una luce e an-

na

così. Se un politico commet-

perché è assurdo!

risce. Pensa che

che in amore bisogna seguir-

te

un errore, lo riconosce e si

Noi: La maggior parte degli

gli italiani siano stupidi.

lo. Grazie al risotto al cocco

scusa pubblicamente, poi dà le

italiani sarebbe orgogliosa di

Noi (piuttosto affrante, ma

e

buon vecchio Silvio ha con-

al suo potere afrodisiaco, il

sone pensano che ci sia una

dimissioni, perché il capo dello Stato deve essere un esempio.

questo, sai Kate. Quando qual- cuno parla male di Berlusco-

ancora speranzose): E in par- te è così. Comunque

quistato Aida Yespica a palaz-

A

Berlusconi è stato lasciato

ni, rispondono che almeno è

avete qualcosa da suggerirci?

zo, scatenando l’ira della mo-

troppo potere e noi, ricordan-

simpatico, che è uno di noi.

Marion: Venite in Germania!

glie. Quale impiegato statale

do

il passato, sappiamo che tut-

Marion: Questo è il punto, ami-

Kate: Venite in Inghilterra!

non vorrebbe avere in casa

to

nelle mani di un solo uomo

che. Ma se così funziona in Ita-

la

mano tesa, per non parlare

Noi (piangendo per le nostre

la Miss Venezuela? “Donne e calcio” devono essere l’obiet- tivo di ogni italiano. Kate: In Inghilterra molte per-

sorta di machismo in Italia e

è un pericolo. Per esempio le televisioni. Noi: In che senso? Marion: Noi non riteniamo possibile che abbia un tale mo- nopolio. La politica non può in-

lia, non funziona all’estero. Mi ricordo quel meeting impor- tante, quando Berlusconi si è allontanato per parlare al tele- fono, lasciando la Merkel con

anime, salvate dai vittoria- ni e il nostro stomaco colpi- to a morte dai krauti): Bene, concludiamo. In una paro- la, come definireste il nostro

che Berlusconi sia un soste- nitore di questa idea, quando dice di essere “molto dotato”,

fluenzare così la televisione, al- meno, non in Germania. E’ un mezzo potente e, attraverso i

poi del suo “cucù” da dietro la colonna! Noi tedeschi siamo ri- masti perplessi, non sapevamo

premier che tanto ci rende fa- mosi nei vostri paesi? Marion: Mmmmmh Kate: Un saltimbanco!

quando invita giovani donne nella sua villa in Sardegna e si

suoi canali, arriva alla maggior parte delle persone.

piangere oppure no. Però se un comportamento così piace

se

Noi (con un sorriso di ras- segnazione): Il saltimbanco

vanta di essere un uomo infe- dele. La donna sembra essere

Kate: Sono d’accordo. Non è possibile. Comunque io mi ver-

all’Italia, non piace all’Europa. Anche gli americani sono mol-

dell’anima mia.

un oggetto.

gognerei ad avere un capo di

to

seri, potrebbero vedere nel-

V. & C.

Noi: Si dice che l’Italia abbia

Stato così…come si dice…ma-

le

sue battute qualche discrimi-

Millennium Development Goals: l’industria dell’assistenza perde i pezzi

L o sforzo mediatico e

per

pubblicitario

[

]

raccogliere fondi trami-

te i Millennium Development

Goals (MDGs), iniziato nel

2000, ha portato ottimi risulta-

ti per chi l’ha inventato. Come

sempre i potenziali beneficiari sono rimasti fregati.

In 5 stati dell’Africa sub-saha- riana è diminuito (per malattie

e denutrizione) il numero di

bambini che vanno a scuola; in Niger, Nigeria and Zimbabwe

la povertà è cresciuta dramma-

ticamente; il PIL di Benin, Co- moros, Gabon, Madagascar, To- go è fermo mentre in Burundi, Côte d’Ivoire, Eritrea, Guinea Bissau, Liberia, Zimbabwe è sceso. Sono aumentati i cosid-

detti failing states dove i gover-

ni faticano a gestire il paese e,

dunque, gli interventi per con- trastare povertà e fame: Soma- lia, Congo, Sudan, Chad, Iraq, Afghanistan, Repubblica Cen- troafricana, Burma, Haiti, Gui- nea e via altri. (dati da Report UE) I grandi buchi neri che produ- cono disastri umanitari e poli- tici (Palestina, Sudan, Afghani- stan, Congo) rimangono intatti malgrado i fiumi di denaro ver- sati. L’ Afghanistan, dopo 7 anni d’iniezioni di dollari (nel 2008 4 miliardi di USD al mese fra

spese militari e umanitarie), ri- mane al quintultimo posto del-

la classifica degli indicatori di

povertà, istruzione e salute [ L’ultimo rapporto FAO ci rac-

conta che gli affamati sono au-

mentati in maniera considere- vole dal 2000 e raggiungono la

cifra di 1 miliardo. [

]

Accade ormai con triste fre- quenza che sulle principali rivi- ste scientifiche internazionali, gruppi di ricercatori accusino l’OMS e il gran calderone del

Global Fund (creato per favori- re la pesca dei fondi da parte delle ONG) of medical malprac-

tice for supporting the use of inef- fective malaria treatments. This practice, says the group, at the very least “wastes international aid money, and at most, kills pa- tients who have malaria. Tutti gli indicatori su povertà ed istruzione sono peggiorati:

in Pakistan, in Nepal, Sri Lan- ka e persino nelle aree rurali dell’India. S’aggravano le divi- sioni fra ricchi e poveri e dimi- nuisce l’intervento sociale per istruzione e sanità. Quando collaboravo con Fa- ther Olivier e Father Verchera- chai a Kampot e Shianoukville, questi con quattro soldi mette- vano in piedi scuole, asili, at-

tività per produrre seta (dalla pianta al tessuto) per migliora- re, concretamente, le condizio-

ni di vita di bambini e famiglie.

] [

delle risorse in stipendi, consu- lenze, marketing, propaganda,

workshop e viaggi come acca-

Loro non spendono l’85%

workshop e viaggi come acca- Loro non spendono l’85% de nel sistema delle NU e del-

de nel sistema delle NU e del-

le ONG.

Dal varo dei MDGs, i fondi per l’assistenza internazionale so-

no quasi triplicati giungendo a

oltre 150 miliardi di USD all’an- no: 140 miliardi dall’assistenza statale (ODA, Official Develop- ment Assistance) cioè le nostre tasse e circa 8 miliardi dalle ONG (le donazioni private e gli SMS). Cioè in 8 anni sono sta-

ti riversati più di 1300 miliardi

di USD. Il PIL annuale del Ne-

pal è 30 miliardi di USD, quello

della Sierra Leone 5,9. Un gran successo per l’indu- stria della cooperazione che ha

trovato, con i MDGs, il nuovo strumento per vendere la po- vertà, dopo l’esaurimento del- le grandi conferenze tematiche

(acqua, alimentazione, pover-

tà) che qualche soldo gli ave- vano procurato negli anni ‘80

e ‘90.

La vastità e genericità dei MDGs

risolve qualche altro problema:

permette, in qualche angolo del globo o per qualche indicatore

di gridare al successo e ha cop-

tato nel “sistema” le ONG multi-

purposes. [

anche dal punto di vista statisti-

co gli obiettivi sono inverificabili

come altri studi hanno segnala- to. Dunque una gran finta. [ ] La stessa Unione Europea in un suo recente Rapporto si do- manda se realmente serve au- mentare il volume d’aiuti (co- me richiedono ormai solo Bono

e le ONG parastatali) o se sa-

Aggiungiamo che

]

rebbe opportuno iniziare a far-

si qualche domanda su come sono mal utilizzati. Statistical analysis across countries yields

very weak results on the relation- ship between aid and growth. I dati dimostrano che la pover- tà mondiale, negli ultimi 8 an- ni, si è ridotta unicamente per

la rapida crescita dei merca- ti (pur con tutti i problemi di mancanza di guida naziona- le ed internazionale) di alcu- ni paesi (India, Cina, Vietnam, Sud- Africa, Brasile, Indonesia, fra gli altri) dove, fra l’altro, gli aiuti internazionali sono stati minimi.

Enrico Crespi,

http://crespienrico.wordpress.com

4

B.:“No

3 miliardi di euro sono 6mila miliardi di lire

30 miliardi di lire sono 60 miliardi di euro

dal terremoto

periodico mensile

Numero 49

Venerdì 23

Ottobre 2009

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Dietro le quinte

continua dalla prima. Quattrocento prefabbricati in le- gno che dovevano togliere final- mente gli Aquilani dalle tende, non favorirne soltanto una parte, ovviamente quella più abbien- te che poteva permettersi anche

soluzioni alternative -una casa in affitto, per esempio-, confinan- do, invece, la restante in alber- ghi della provincia, raggiungibi-

la restante in alber- ghi della provincia, raggiungibi- li in più di due ore di macchina

li

in più di due ore di macchina

e

mal collegati dai mezzi pubbli-

ci? O forse Ricostruzione è sta-

to lasciare il centro storico al suo

nulla fino a un mese fa, animato soltanto da poche squadre di Vi-

gili del Fuoco adibite al recupe-

ro beni, o alla messa in sicurezza

delle chiese, perché patrimonio storico-artistico d’Italia, quando le abitazioni dei privati, persino quelle vincolate all’Accademia delle Belle Arti, continuavano a cadere, eccetto poche fortunate, che dietro pressanti raccoman- dazioni ricevevano il loro puntel- lamento? Casa mia era in pieno centro, a 20 metri forse da Piaz-

se: ”Entro Settembre tutti fuori dalle tende”; sì, ma chi ha avu-

to il privilegio di una casa? “Stia- mo lavorando giorno e notte al piano per la Ricostruzione”; non credo di poter rivedere pre- sto casa mia come una volta. Sa- pevo che i tempi sarebbero stati lunghi, è un’intera città di 70000 abitanti ad essere stata devasta-

ta; sapevo che il governo si sa- rebbe impegnato di più in visi-

te ufficiali e pompe magne nei luoghi colpiti, piuttosto che nel concreto aiuto agli stessi; ma non mi aspettavo che gli Aqui- lani, coloro che oggi portano spille e magliette “I LOVE AQ”, oppure “TERREMOTOSTO”, o ancora “BARCOLLO MA NON MOLLO”, avrebbero semplice- mente abbandonato la loro città, perché qualcuno gli offriva una sistemazione temporanea mi- gliore, per poi ritornare quando ormai l’estate era finita, lamen- tandosi che i lavori non proce- devano in fretta, pretendendo addirittura una caset- ta, senza sapere ne- anche se la propria abitazione era stata classificata A, B, C In pochi sono stati

a formare i Comitati

Cittadini di protesta,

a partecipare a cor-

tei, a far sentire dav- vero la propria voce; pochi i commercian-

ti a restare e tentare

di riaprire la propria attività in contai- ner o prefabbricati tempora- nei; molti quelli che hanno vis- suto con il sussidio dello Stato e che solo verso settembre, finite le lunghe vacanze inaspettate, hanno pensato che forse era il momento di tornare a lavorare; alcuni, circa il 15-20% della po- polazione, hanno semplicemen- te deciso che L’Aquila non pote- va offrire loro più nulla e se ne sono andati. Camilla Romana Bruno

loro più nulla e se ne sono andati. Camilla Romana Bruno za del Duomo, del 1500

za del Duomo, del 1500 il primo piano, del 1700 il secondo, sotto il vincolo dell’Accademia delle Belle Arti: è andata interamente distrutta, ma il progetto del pun- tellamento risale solo a un me- se e mezzo fa, le transenne ester- ne hanno appena due settimane, i sostegni interni mio papà li ha visti solo cinque giorni fa, e so- no ancora soltanto per il primo piano. Berlusconi mantiene le promes-

Just Like Hell-ven.

-Breve storia dei terremoti italiani mentre ascolto i Cure-

C ome avrete capito dal titolo, questo articolo parla dei Cure. No, non

è vero: parla del terremoto, vo- levo vedere se eravate attenti.

E siccome sono generosa, non

parla di un solo terremoto, ma

di ben 5!

Iniziamo dal più vicino per ordi-

ne

cronologico e alfabetico: quel-

lo

in Abruzzo. Sono passati or-

mai diversi mesi, e proprio come aveva detto il signor Berlusco-

ni c’è ancora gente nelle tende.

Provate ad aggiungere un “non”

davanti ai verbi, quando parla.

In

realtà dice sempre la verità,

è

che dimentica quelle danna-

te

tre lettere: “gli sfollati non sa-

ranno fuori dalle tende a settem- bre”, “il ponte di Messina non è un’infrastruttura fondamentale”

e così via. Vedrete che tutto ac-

quisterà un senso. Prendiamo una dichiarazione del 16 luglio:

“Andate a chiedere se qualcun

altro al mondo e’ riuscito a fare questi record. Non Credo di no”.

E infatti è così. In Umbria i pri-

mi moduli abitativi vennero con-

segnati a 89 giorni dal sisma. In Abruzzo -facendo eccezione per

quelli dati alla Guardia di Finan-

za- a 116.

Ma cosa sperare per il futuro? Dando per buona la teoria dei “corsi e ricorsi storici” possia- mo trarre spunto da ciò che è

accaduto in seguito ai quattro terremoti di magnitudo mag- giore a 6 avvenuti negli ultimi

cinquant’anni: Belice, Friuli, Ir- pinia, Umbria e Marche. Gli esempi da non imitare sono

il

primo e il terzo.

Il

terremoto della Valle del Beli-

ce, in Sicilia, risale al 1968, e pos-

siamo affermare con orgoglio

che la ricostruzione non è anco-

ra

stata completata. Sono passa-

ti

solo 41 anni, in fondo! A oggi

continuano a stanziare fondi e

la gente vive ancora nelle barac-

che, in compenso ai tempi ven-

nero costruite perle quali la città

Gibellina, progettata da artisti

architetti famosi ma molto po-

co pratica ai fini della vita lavo- rativa e sociale,

o la Palermo-Ma-

zara Del Vallo,

eloquentemente

soprannominata

“l’autostrada del

deserto”. E alme- no in questi due casi sappiamo che fine abbiano fatto i soldi. Situazione simi-

le -se non peg-

giore- per quan-

to

e

riguarda l’Irpinia. Era il 1980,

anche in questo caso la rico-

e

di

li, che continuarono poi da sole i

lavori terminando il tutto nel gi-

ro di una decina d’anni. C’è an- che una bella storia secondo cui

decina d’anni. C’è an- che una bella storia secondo cui il governo statunitense donò del denaro

il governo statunitense donò del

denaro all’ANA (Associazione Nazionale Alpini), la quale riuscì addirittura a risparmiare qualco- sa: la parte che avanzò fu calco- lata minuziosamente e rispedita tramite assegno negli USA. In Umbria e Marche, infine, do- po 12 anni il da farsi non è ancora

stato del tutto portato a termine, ma secondo i dati dell’osserva- torio sulla ricostruzione più del 93% degli abitanti ha una casa, dunque possiamo affermare che siamo più che a buon punto. In questo caso due sono stati gli ele- menti chiave: l’esistenza di edi- fici già costruiti secondo norme antisismiche adatte e, nuova- mente, l’attribuzione della ge- stione dell’emergenza agli enti locali, i quali sono riusciti a ri- costruire le zone colpite cercan-

do di alterarne il meno possibile

l’aspetto e razionalizzando il più possibile le spese. La parola d’ordine è dunque non disperare! In passato ce l’abbiamo fatta e ci siamo riu- sciti anche piuttosto bene. Spe- riamo solo che il buon esito

della ricostruzione non venga fuori a terremoti alterni.

Ginevra Sanvitale

struzione non è stata completa- ta. Avremmo dovuto accorgerci

da subito che c’era qualcosa che

non andava, quando il nume-

dei paesi colpiti iniziò -sulla carta- a lievitare paurosamen- te e immotivatamente. E così

ritroviamo oggi a dover cita-

l’esempio di Torre Annunzia-

ta, che ospita in due quartieri (ancora incompleti dal punto di vista della ricostruzione, nono-

stante i fondi ricevuti) una delle roccaforti più potenti della ca- morra. Ultima chicca, per chi non lo sapesse: un filone di Ma- ni Pulite era denominato “Ma-

ni sul terremoto”, indovinate di

quale sisma parlava.

Ma veniamo a situazioni più ro- see. Al contrario dei preceden-

i terremoti di Friuli e Umbria

Marche sono ritenuti veri e

propri modelli da imitare.

e

ti,

ci

re

ro

Nel primo caso, risalente al

1976, la ricostruzione è da con- siderarsi ultimata. Venne nomi- nato inizialmente un commis- sario straordinario, l’onorevole

Giuseppe Zamberletti (che in

realtà poi sarà coinvolto nelle inchieste sull’Irpinia), il quale

gestì ottimamente i fondi in col- laborazione con le autorità loca-

D onne, stiamo allegre:

il Tribunale Ammini- strativo Regionale per

la Puglia pensa a noi. Ce lo ha dimostrato lo scorso 23 settem- bre, giorno in cui ha sentenzia- to lo scioglimento della giun-

ta di Taranto perché composta esclusivamente da uomini, ob-

bligando Florido, il Presidente,

a “mettere a posto” la situazio-

ne entro 30 giorni. Nell’ordinanza il giudice del Tar fa riferimento allo statuto pro- vinciale della città, il quale vuo- le che l’elezione degli assessori si svolga assicurando la presen- za di entrambi i sessi nella giun- ta (art. 48); esiste inoltre un Testo unico delle leggi sull’ordina- mento degli enti locali, il quale im- pone che gli statuti comunali e provinciali promuovano la rap- presentanza femminile nei vari organi collegiali (art. 6). Insom- ma, dalla quota rosa non si scap-

Materia grigia: inesistente

pa e, stando a tali disposizioni, le giunte illegittime nel nostro Pae- se sarebbero circa 1500. Florido non ha perso tempo e già la mattina del 29 settem- bre è stata resa ufficiale la lieta notizia: il nuovo assessore pro- vinciale eletto si chiama Catia Marinò e a lei sono affidate de- leghe fra cui le politiche giova-

nili e la cooperazione sociale. La vicenda, probabilmente, può essere spacciata per passo avanti verso l’attuazione di una reale condizione di parità fra i sessi. Ma per un occhio più cri- tico, o malizioso, potrebbe an- che sapere di “Vabbè, abbiamo ‘sta magagna, mettiamoci que- sta –come si chiama?– Marinò e facciamola finita.” Spostandoci di qualche centi- naio di chilometri e prenden- do in esame la giunta regiona- le della Lombardia non cambia granché: non una donna pre-

sente nel gruppo di Formigoni.

Né tanto meno qualcuno che la-

menti qualcosa a riguardo. Nes- suno denuncia nulla. C’è qual- cosa che non va, allora. Dove sono finite le pari opportunità? Come mai nessuno ha ancora sventolato con rabbia quel testo unico, a cui si accennava sopra, che esige la presenza di una rap- presentanza femminile? Per quanto mi infastidisca la diffusa discriminazione del “sesso debole”, trovo che im- porre le cosiddette “pari oppor- tunità” sia altrettanto avvilente. Essere uomo o donna dovreb- be far differenza quanto il co- lore degli occhi e, soprattutto, non dovrebbe essere necessa- rio istituire delle normative co- me quelle che hanno portato allo scioglimento di una giunta provinciale. Bisogna sottolineare che se, da una parte, il cervello della don-

na fa così tanta fatica ad essere valutato con lo stesso metro di quello di un uomo (e mi riferi- sco ad ogni ambito lavorativo, non solo a quello amministrati- vo) dall’altro lato non si può non notare come la presenza femmi- nile sia apprezzata e ricercata nel campo dell’intrattenimen-

to facile e disimpegnato del vol-

go, in particolar modo quello te- levisivo. Ovvero, le qualità che contano in una donna non so- no la creatività, la sveltezza del pensiero o la serietà e la com- petenza nello svolgimento del proprio lavoro, bensì la piace-

volezza della sua immagine e la disponibilità a venderla, prefe- ribilmente poco vestita. In termini ancora più schietti:

non importa che una donna sia intelligente; importa che provo- chi le fantasie sessuali di un uo- mo e sembri disposta a realiz- zarle. Una sorta di evoluzione

storpiata dell’idea di emancipa- zione femminile: prima, quella della donna che bruciava il pro- prio reggiseno in piazza, rivendi- cando il diritto a gestirsi l’utero da sola; oggi quella, solo illuso- ria, di poter fare degli uomini ciò che ci pare, semplicemente agendo da gatte morte. La tv ce

lo insegna più che bene. Il problema è il non rendersi conto che, in questo modo, tor- niamo indietro: ci assoggettia- mo nuovamente ad una fallo- crazia millenaria e, soprattutto, insegniamo alle nuove genera- zioni di donne che, nella vita, tutto ciò che conta è essere bel- le ed avvenenti. Dovremo arrenderci ad un esercito di Barbie e Bratz?

Emme

k

periodico mensile

Numero 49

Venerdì 23

Ottobre 2009

B. “E io credo che i miliardi che sono stati dati all’Irpinia saranno dati anche all’Aquila per la ricostruzione.” - Porta a Porta 15/09/09

al
al
per la ricostruzione.” - Porta a Porta 15/09/09 al digitale 5 L’Era del Diritto & “L’Uomo
per la ricostruzione.” - Porta a Porta 15/09/09 al digitale 5 L’Era del Diritto & “L’Uomo

digitale

5

L’Era del Diritto & “L’Uomo che si Credeva il Premier”

-il nuovo fantastico film di Roman Polanski-

P rima furono scandalisti- ci i giorni delle frequen- tazioni di minorenni,

ora arrivano scandalistici i giorni dell’immune impunità dilagan-

te. Quelli passati, quelli a venire

o quelli futuri, difficile un distin- guo. Parliamo di politica, arte o spettacolo, difficile discernere.

Il Lodo Alfano è incostituziona-

le. Tutti d’accordo, tutti felici. Chissà cosa succederà sull’Im- munità Parlamentare, elimina-

ta

nel ‘93 per merito di Allean-

za

Nazionale e Lega Nord, mica

di

Rifondazione, e che verrà

probabilmente re-istituita. Con

prevedibile e furiosissimo sde- gno di molti, lettori compresi. Capita però che il regista Ro- man Polanski venga arrestato

in territorio elvetico, in conse-

guenza di un mandato di cattu-

ra internazionale, emesso a se-

guito di una triste vicenda quasi dimenticata: nel 1977 Polanski ebbe (non “avrebbe avuto”, da-

to

che fu reo confesso) rappor-

ti

sessuali con una tredicen-

ne. Ed ecco un illustre crociata

di personalità del cinema, tra i

tantissimi Wim Wenders, Emir Kusturica, Woody Allen, David Lynch (per non parlare di un mostro sacro come Mario Mo-

nicelli), prodigarsi a difesa del premio Oscar polacco, con una petizione che ne chiede la libe- razione immediata perché, cito,

«È inammissibile servirsi di un

evento culturale a carattere in- ternazionale in omaggio a uno

dei più grandi registi contempo-

ranei per arrestarlo». Come se un evento culturale fosse considerato al pari di una chiesa nel medioevo: chi vi en-

tra sarebbe immune da qual- siasi cattura. Specchio riflesso, asino nel cesso, se ritiri un pre- mio sei inarrestabile. La questione, come d’obbli- go, è un’altra: al solito la stam-

Si è sottolineato che la ragaz- za gli fosse stata affidata in cu- stodia dalla madre degenere, nella speranza che il regista la iniziasse al ruolo di attrice:

sembrerebbe fatto non scagio-

dità, la forzò ad un risolutivo anale rapporto. Congratulazio- ni al Polanski: artista e uomo sublime e sensibile, dai gusti alquanto raffinati. Indagando con un po’ di mali-

Un documentario uscito nel 2008 (“Polanski: Wanted and De- sired”) ricostruisce la vicenda come caratterizzata da un atteg- giamento scorretto di un giudice dedito al palcoscenico: prima ac-

ritrattò ad un passo dalla senten-

zia, trascurando fatti noti e rile- vanti solo con voli pindarici (la morte della moglie Sharon Tate, letteralmente sventrata all’otta- vo mese di gravidanza, ad opera

consenti con un patto che la mas- sima pena imponibile fossero 90 giorni sotto sorveglianza psichia- trica (Polanski ne fece 42), poi

dei seguaci di Charles Manson),

za,

promettendo una punizione

si scopre come sia cosa nota e

esemplare. Questo generò la fu-

mai giudicata una relazione

ga

e la successiva lunga latitanza

particolarmente confidenziale,

del nostro anti-eroe, perché, co-

iniziata solo un anno prima del fatto, con una allora sedicenne Natasha Kinski. Relazione cul-

me detto, la pena pattuita era già stata scontata: quarantadue gior- ni per un mezzo stupro, sarebbe

minata con la realizzazione del-

un

epilogo giusto.

lo splendido Tess, vincitore di 3

Polanski dovrebbe comparire

Premi Oscar nel 1981.

di

fronte ad un tribunale im-

Voci di corridoio (in realtà mi-

parziale, che, ricostruendo i fat-

gliaia e migliaia di riferimen-

ti,

dovrà emettere una senten-

ti in rete) dicono che il legale

za

la più equa possibile: punto,

abbia fatto richiesta affinché il Polanski possa ricevere in cel- la la sua collezione privata di poster di Miley Cyrus, in arte Hannah Montana, oggi 17-en- ne, la cui mancanza provoca al regista un profondo stato di frustrazione. Possibile leggen-

a capo, lettera maiuscola. Chiunque è libero di dissenti- re, ma per coerenza abbia al- meno la decenza di chiedere la ridiscussione del fatidico Lo- do. Con estensione diretta per pederastia d’artista: la legge è uguale per tutti.

da metropolitana, si dice sia da intendersi come provocazione

Matteo Bertani

a doppio taglio dell’artista.

Matteo Bertani a doppio taglio dell’artista. pa italiana ha trattato la notizia nante come sopra.

pa

italiana ha trattato la notizia

nante come sopra. Invece è

in

maniera superficiale, spesso

un aggravante di reato, quan-

parzialmente errata, a seconda

to meno d’etica professionale:

dei casi per far risaltare quella

in America è chiamato casting

o quell’altra opinione. Popolo di

K,

facciamo dunque chiarezza.

Si

è detto che il fatto sarebbe

avvenuto durante un festino a base di droga e alcool a casa di

Jack Nicholson: falso. In quella casa si trovavano solo Roman e

la modella bambina Samantha

Gailey. La ragazza bevve forza- tamente champagne mescolato

a

tradimento con del sedativo.

Si

è dibattuto se la ragazza fos-

se

consenziente o meno: cam-

bia poco. Un uomo di anni 44, nella normalità delle cose, do- vrebbe saper controllare i pro- pri istinti sessuali. Anche se, non so bene quale sia la posi- zione più oggettiva, non do- vrebbe averne naturalmente.

couch (selezionare sul divano).

Leggendo le 28 pagine della de-

posizione originale della ragaz- za (chiunque voglia le trova) si scopre dell’altro: Polanski ap- preso come la ragazza non as- sumesse anticoncezionali e

non ricevendo dalla stessa ras- sicurazioni circa la di lei fecon-

continua dalla prima. Si tratta quindi di una legge ad personam, che effettua una co- stosa innovazione tecnologica per rispondere a una logica di impresa eminentemente mo- nomandataria, sebbene in tal modo altre aziende di teleco- municazione potranno sorge- re e trarne beneficio. Ma non è, stranamente, questo il meri- to su cui ci sentiamo di muove- re le nostre riserve sul TDT: il merito è quello della scelta di innovazione tecnologica da im- plementare. Il digitale terrestre è migliore

da im- plementare. Il digitale terrestre è migliore Sopravvissuti a Mike Bongiorno: speranze e illusioni nella

Sopravvissuti a Mike Bongiorno:

speranze e illusioni nella “nuova” TV digitale terrestre

speranze e illusioni nella “nuova” TV digitale terrestre le debite distinzioni – l’Italia ha 10 volte
speranze e illusioni nella “nuova” TV digitale terrestre le debite distinzioni – l’Italia ha 10 volte

le debite distinzioni – l’Italia ha 10 volte il numero degli abitan- ti di Estonia e Finlandia mes- se insieme, il che comporta un aumento esponenziale dei co- sti – le potenzialità offerte dalla

banda larga mettono in discus- sione la scelta di continuare a investire sulla televisione, che potrebbe nell’arco di pochi an- ni essere del tutto soppiantata dalle TV via web. La critica di Beppe Grillo per cui il digitale terrestre nasce morto, ossia già superato, ha pertanto un suo fondamento. Oggi la qualità della banda lar-

ga in Italia è discreta ma sicura- mente migliorabile (attualmen-

te occupa la 38esima posizione nella classifica mondiale, guida- ta dalla Corea del Sud) e la scel-

ta di investire nella TV digitale

i fondi destinati all’innovazio-

ne ha creato già nel 2004 molti

malumori in seno agli esperti di ICT (Information & Communi- cation Technology), che stanno lavorando per un mondo in cui la formazione sia scolastica che professionale, e in genere qual- siasi occupazione che prevede uno scambio di informazioni, diventi un’interazione da casa, con un notevole impatto sul no- stro modo di concepire la vita di

tutti i giorni. Ma la nostra clas-

se dirigente non è pronta per

affrontare questa evoluzione ormai inevitabile, che prevede- rebbe tecniche di controllo so-

ciale del tutto differenti. È così che la scelta del digita-

le terrestre, più ancora che a

una logica di impresa, sembra

rispondere a una logica politi-

ca, e a un disperato e forse inu-

tile tentativo di sopravvivere a

Mike Bongiorno. Simone Mattoli

 

Io non ho sentito

 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore di K che ha deciso di rimanere anonimo.

ranea alla prima edizione del libro.

Io

non ho sentito artisti chie-

 

dersi perché nessun giorna-

Io

non ho sentito cose.

lista si interessa mai della lo-

Io non ho sentito pop star piangere per i commenti e gli insulti letti sulla rete. Io non ho sentito editori fa- re concorsi letterari pubbliciz- zati su Repubblica o Corriere per selezionare esordienti e poi

ro

opinione politica ma chiede

sempre e solo se sono fidanza-

ti

o meno.

della TV analogica tradizionale,

Io

non ho sentito di etichette in-

questo è fuori discussione, ed è anche meno invasivo dal pun-

die molto quotate chiedere sol-

di

agli artisti esordienti per pa-

to di vista dell’impatto ambien-

gare la promozione del disco.

tale. Se fosse stato realizzato 10

chiedere 1200 euro ai moltepli-

Io

non ho sentito di redattori

o

15 anni fa l’avremmo tutti sa-

vincitori per “comprarsi” i li-

bri. Io non ho sentito artisti pre- gare affinché la propria ma- jor gli facesse fare qualcosa di diverso. Qualcosa che gli pia- cesse veramente. Io non ho sentito uffici stam- pa fare ostracismo verso i gior- nalisti perché se ti mandano un promo tu DEVI scriverne. Possibilmente anche bene. Io non ho sentito televisioni musicali firmare esclusive per artisti in cui non credevano. Io non ho sentito di fascette inneggianti il best seller lette- rario stampate in contempo-

ci

che scrivevano il finale del se- condo libro del caso letterario dell’anno.

lutato con gioia. Ma oggi è leci- to chiederci quante delle risor- se economiche impiegate per sviluppare la nuova televisio- ne è stato tolto a internet, ossia al miglioramento della nostra banda larga e ultra-larga. Già dal 2000 l’Estonia ha rag- giunto il 100% di copertura WI- FI sul suo territorio, mentre og-

Io

non ho sentito di radio sto-

riche chiudere perché di col- po erano finiti i soldi. Non ho sentito l’appello di Brian May affinché quella radio non fos- se chiusa. Non ho visto un muro con gli autografi di De-

ep Purple, Black Sabbath, Ig-

gi

la Finlandia ha sancito che la

gy

Pop, Pantera, Iron Maiden,

banda larga è un diritto per tut-

Korn, e molti molti molti altri venire imbiancato.

i cittadini: a partire dal luglio

2010 tutti i finlandesi, anche delle aree più remote, avranno

ti

Io

non ho sentito cose.

Non ne ho sentite molte.

a

disposizione almeno 1Mbps

E

non le avete sentite neppu-

per le loro connessioni al web,

re

voi.

e

100Mbps entro il 2015. Fatte

6

Nella foto in alto a destra, il ministro Carfagna durante una seduta in parlamento.

strumenti

periodico mensile

Numero 49

Venerdì 23

Ottobre 2009

k

Perché la sinistra non ha fatto una legge sul conflitto d’interessi?

continua dalla prima.
continua dalla prima.

televisione privata non sem-

pre vuole semplicemente “far soldi” ma, più in generale, per-

seguire i fini del suo proprieta- rio. Che in questo caso, eviden- temente, sono più ampi. Un conflitto d’interessi esiste eccome, quindi. Ma perché, al- lora, non è stato regolato?

In realtà i tentativi sono stati fat-

ti. Già nel ‘98 il governo Prodi vara una legge in materia, vota- ta anche da gente dura e pura co- me Elio Veltri, ex-socialista “pu- lito” impegnato sulla questione morale, che presto però viene vi- sta come troppo morbida e criti- cata anche da chi l’ha votata. Il successivo governo D’Alema in- carica il senatore DS Passigli di

stilare un ddl. Passigli è fondato-

La

ma ha probabilmente ragione su un punto: “pensare che una legge sul conflitto d’interessi avrebbe cambiato qualcosa è del tutto illusorio”. Sul piano te- orico, la soluzione del proble- ma è chiara: costringere B. a liquidare il suo impero media- tico e a mettere i proventi in un

il suo impero media- tico e a mettere i proventi in un re dell’omonima casa editrice,

re

dell’omonima casa editrice, di

cultura liberalsocialista, insom-

blind trust, un fondo ammini-

ma: difficile dirlo un forcaiolo. Secondo il suo stesso resocon-

strato a totale insaputa del pro- prietario dei capitali. Così, non

to

(Passigli/Cassigoli, “Democra-

sapendo in quale settore siano

zia e conflitto d’interessi”, 2001)

investiti, l’azione del governo

il

provvedimento passa al Sena-

potrebbe esserne del tutto indi-

to

nel 2000, ma poi si mette in

pendente. Nulla di simile è mai

mezzo l’ultima convulsa fase del- la prima maggioranza di sinistra:

stato sul tavolo in Italia. Anzi: a un appunto del Parlamento Eu-

sconfitta alle regionali, le di-

missioni di D’Alema, il governo Amato. E non c’è più tempo. Una ricostruzione diversa e com- plementare è quella dell’area di Micromega. Come Violante eb- be a dire in aula “era stata data

la

stizia. Occorre dire che in real-

ropeo sul fatto che la successi- va Legge Frattini sul conflitto d’interessi,varata dal seguente governo Berlusconi, non consi- deri la “mera proprietà” senza amministrazione ragion suffi- ciente di esclusione dai pubbli-

piena garanzia a Berlusconi e a

ci

uffici, la Presidenza del Con-

Letta che non sarebbero state toccate le tv”. Da qui la politica

siglio ha avuto anche la bella faccia di rispondere , nel 2005,

d’inciucio, ad esempio sulla giu-

che “tale previsione sarebbe stata in contrasto con gli artico-

la posizione del PDS sulla giu-

li

42 e 51 della Costituzione ita-

stizia era sempre stata sfumata.

liana che tutelano come dirit-

Ciò da un lato per una sana dif-

ti

fondamentali della persona

fidenza di principio verso il furo-

il

diritto di proprietà e il libero

re

di epurazione; dall’altro, per

accesso alle cariche elettive.”

la

consapevolezza che lo stesso

PCI era stato lambito da Tangen-

topoli, salvandosene soprattutto per il silenzio dei suoi cassieri, figlio d’una disciplina

di

partito che per co-

tanti versi era una

zavorra. Il PDS aveva

poco da guadagnare, insomma, dal cavalca-

re il giustizialismo. La morbidezza, per non

dir altro, nei confron-

ti delle pendenze di B.

era figlia di un calco-

lo, volendo, compren-

sibile. B. era là per un motivo: era il nuovo referente dell’Italia moderata che non in- tendeva vedere “i co- munisti al governo”. L’opposizione era lui,

e non sarebbe sparito,

né domani né il gior- no dopo. Se B. aveva

bisogno di legittima- zione per i suoi proble-

mi giudiziari, D’Alema

lo

aveva come statista.

Si

voleva costruire un

sistema politico nuo- vo, e B. ne avrebbe in ogni caso fatto parte. Ad ogni modo, D’Ale-

Gianluca Flego

Il Governo Gira le Spalle agli Omosessuali

(ma è sempre il PD a metterselo in quel posto)

L a cronaca politica più recente ha mostra- to e dimostrato, come

se ce ne fosse ancora bisogno, l’estrema capacità tattico-poli- tica del partito di opposizione:

una specie di Waterloo Demo-

cratica, senza che ci sia mai sta- to un Napoleone. Argomento della tenzone: la co- siddetta Legge (s)Concia, volta ad estendere nella legislazio- ne italiana il concetto di “aggra- vante”, per tutti i reati contro la morale personale, contro la libertà di espressione e di pen- siero, scaturiti da pure questio- ni di “orientamento sessuale”. Una disposizione discussa da tempo, apparentemente ampia- mente condivisa, recentemen- te spalleggiata pubblicamen- te da personalità fondamentali nella definizione degli equilibri

e delle pari opportunità come,

appunto, il sempre competente Ministro Mara Carfagna. Nel giorno della votazione alla Camera un gruppo di ottusi cat- to-deputati, capitanati dal raffi- nato filosofo Rocco Buttiglione, ha presentato un’incomprensi- bile pregiudiziale di costituzio- nalità contro la proposta di leg-

ge sopra riportata. Il fatto non è curioso, ma assurdo.

Il

testo in questione recita infat-

ti

così: “La disposizione viola il

principio di uguaglianza sanci-

to dall’articolo 3 della Costitu- zione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostan- ze aggravanti comuni previste

dall’articolo 61 del codice pena-

le della circostanza di aver com-

messo il fatto per finalità ine-

renti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orien- tamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, ne- crofilia, masochismo ecc”. Tralasciando l’appunto per cui

la parola ricomprende non esi-

ste nel vocabolario italiano,

parafrasando il senso di quan-

to citato si dovrebbe tradurre:

“quanto proposto non è costi- tuzionale perché, prevista per legge l’eguaglianza di tutti, la tutela introdotta potrebbe es- sere estesa indistintamente ad omosessuali, incestuosi, zoo-

fili, masochisti e pedofili”. Ar- gomentazioni morali a parte,

la logica di tale assunto non è

dubbia ma inesistente: appare

chiaro, a chi comprende il sen-

so della lingua italiana, che la precisazione appena riporta-

ta non dimostra la violazione

dell’eguaglianza tra gli esseri, ma al più la rafforza. Anche la parte rimanente della pregiudiziale, che, teoricamen- te, potrebbe trovare maggiore

validità logico-deduttiva, risul-

ta alquanto fallace. Il testo pro-

segue infatti così: “Non essendo

possibile accertare nell’interio- rità dell’animo l’autentico mo- vente che spinge alla violenza, ne conseguirebbe che chi subi- sce violenza, presumibilmente per ragioni di orientamento ses- suale, riceverebbe una protezio-

ne privilegiata rispetto a chi su- bisce violenza tout court”. La prima parte metterebbe

quindi in dubbio il fatto che, se

una coppia di uomini venisse aggredita da sconosciuti al grido

di “froci di merda!”, il movente

insito nell’animo dell’aggressore non potrebbe che essere diretta- mente riconducibile all’orienta- mento sessuale dell’aggredito. La seconda lascerebbe presup-

porre la possibile esistenza di gruppi di omosessuali, zoofili, necrofili e sadomasochisti de- diti a bastonare soggetti etero- sessuali in nome della loro “di- versità”. Oltre all’infondatezza concreta di situazioni di questo tipo, rimane un vizio logico di fondo: in ogni ca-

di questo tipo, rimane un vizio logico di fondo: in ogni ca- sono pochi: un’accozzaglia di

sono pochi: un’accozzaglia di idiozia o una presa per il culo clamorosa. Ovviamente il parlamento ita-

liano pullula di maestri di re-

torica e attenti analizzatori del-

la coerenza di quanto proposto,

soprattutto “a sinistra”. Così, invece che presentare una

pregiudiziale di logica alla pre- giudiziale di incostituzionalità,

il Partito Democratico ha prefe-

rito votare contro la ridiscussio- ne della legge in commissione, cosa che avrebbe previsto una maggiore chiarificazione del ter- mine “orientamento sessuale”, e che avrebbe garantito largo con- senso anche all’interno delle for-

ze di governo. Forzatamente vo- luta la votazione del testo così com’era, anche esponenti del Popolo delle Libertà, dichiarati-

si precedentemente favorevoli,

hanno voltato le spalle, sancen- done la bocciatura definitiva. Chiaramente è possibile parla-

re di “trappola”, ma il problema

concreto rimane: la proposta di legge è fallita. Dai dati (pubblici) sui dettagli della votazione è emblematico scoprire come correnti vicine al Compagno Gian Franco Fini e al movimento di “Fare Futuro” ab-

biano votato a favore della legge stessa e che il giorno seguente, sulle pagine del web magazine dell’omonima fondazione, era

possibile leggere: “Che peccato. La legge sull’omofobia presen- tata da Paola Concia, affossata alla Camera per le pregiudizia-

li di costituzionalità, si sarebbe

dovuta approvare all’unanimi- tà. Perché non si può che essere d’accordo”. Siamo messi così male da sco- prire che i soli esponenti di

una politica seria, coerente, ra- gionata e condivisibile si siano ridotti ad un manipolo di eroi fuori dal loro tempo, le cui ra- dici rimandano al per nulla ammirevole Movimento Socia-

le Italiano.

Se questa è la realtà tangibile, non rimane che chiedersi: un mondo migliore è davvero an- cora possibile?

Matteo Bertani

Perché QUEL GIORNO il PD era assente

Perché QUEL GIORNO il PD era assente

so,

se il movente

dell’aggressione

fosse “l’orienta-

mento sessuale”

(eterosessualità

o omosessualità

che sia), l’aggra- vante sarebbe ga- rantita per legge. Oltre che giusta, egualmente ap- plicabile: si pro- poneva solo una specificazione della formulazio- ne classica “per futili motivi”. Quello che si vo- leva tutelare non era un gruppo ristretto di per- sone, piuttosto un modo di agi-

re

e comportar-

si,

espressione di

un negativo mo- do di essere: in- tollerante. Insomma i casi

k

periodico mensile

Numero 49

Venerdì 23

Ottobre 2009

Ma davvero pensavate che il puledro fosse un tipo di scimmia?

cultura
cultura

7

L’Erasmus di Velazquez

E se dicessi Spagna, cosa vi viene in mente? Pro- babilmente paella, san-

gria, Barcellona e las Ramblas, gli erasmus distruttivi dei vo- stri amici e che voi avete tan- to sognato, il divertimento più sfrenato, Ibiza, il mare e le di- scoteche. Magari nella mente dei più interessati al genere si affacciano timidamente il Pra- do, Picasso e quell’altro pitto- re, quello un po’ strano, credo, del Novecento… si anche. An- che Dalì può andare bene in ri- ferimento alla Spagna, ben fat- to. Ma provate a tornare un po’ indietro nella storia. Ancora un po’, avanti, avanti, avanti e… stop! Qui, esatto: 24 Febbraio 1525. Vi dice niente? Probabil- mente no, ed è un male: dovre- ste ricordarvele certe date voi fieri pavesi! Imprimetevela be- ne nella mente e sappiate che,

ra

del nostro bel castello, luo-

go

di spaparanzamento estivo,

si

combatteva la Battaglia di Pa-

via che sanciva il passaggio del Ducato di Milano a Carlo V. Il 10 Ottobre 2009 Pavia e la Spa- gna si incontrano, quasi tre se- coli dopo, di nuovo al castello,

apre infatti i battenti la mostra

“Da Velazquez a Murillo. Il se-

colo d’oro della pittura spagnola nelle collezioni dell’Ermitage”( dal 10 Ottobre 2009 al 17 genna-

io 2010, ai Musei Civici del Ca-

stello Visconteo, curata da Lud- mila Kagane e Susanna Zatti con la collaborazione di Svyato- slov Sovvateev). Pensate un po’,

i suoi successori hanno provve-

duto a far giungere in Russia.

Questo ritrovato contatto ci permette di ammirare qualcosa che senza il precedente del pri- mo ‘500 non sarebbe mai stato. Enigmatica? No, quasi banale:

cosa sarebbe, infatti, la pittura

di alcuni tra i maggiori prota-

gonisti del Siglo de Oro senza i nostri, tanto per citarne alcuni

tra i più noti, Tiziano, Raffael-

lo, Tintoretto e Caravaggio?

È impossibile, anche per i più

sprovveduti, non notare, in que-

ste opere del momento più altro

della pittura spagnola, una cer-

ta somiglianza con l’esperienza

un frammento di un’opera an-

data persa, realizzata tra il 1616

e il 1617: il profilo di un uomo con un’espressione di stupore

sul volto, semplice. Ma guarda-

te bene: quel volto in piena luce

contro un fondo pressoché nero,

l’intensa espressione e le rughe

marcate sulla fronte…non vi ri- cordano in maniera direi lam- pante il tonalismo dei veneti e

la profonda indagine della vita

come solo Caravaggio la sapeva

fare?! Proprio così. Bravi, avete occhio. Se invece nulla di ciò vi

sovviene, fatelo per voi, prende-

tevela con quello che fu il vostro

docente di storia dell’arte.

drona su tutto, è l’iconografia re- ligiosa: i soggetti sacri prodotti

dal barocco spagnolo, in cui rien- trano le fantastiche opere di Mu-

rillo, tra cui l’ “Immacolata con-

cezione” e l’ “Annunciazione”. Oltre a questo bel gruppetto di quadri sono esposte anche alcu- ne incisioni dell’artista Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto, realizzate con la tecnica dell’ac-

quaforte, appartenute al Marche- se Luigi Malaspina di Sannazza- ro, che ha poi lasciato alla città Se dopo questa lettura sie- te vogliosi di correre al castel- lo, pagare 8 eurini e vedere se quanto da me sentenziato cor-

i

nostri Musei Civici ospiteran-

artistica dell’Italia rinascimen-

A

parte quest’opera, simbolo

risponde al vero, bene, mi fate

no

la prima esposizione mai re-

tale. Pensiamo a “Profilo di testa

della mostra, e le altre legate al-

sentire realizzata, se no conti-

alizzata all’estero sulla raccolta

maschile” di D. Velazaquez, uni-

la

ritrattistica, sono presenti tele,

nuate pure a pensare alla Spa-

di

pittura spagnola del museo

ca

opera dell’artista presente al-

alcune inserite nelle cornici ori-

gna come alla meta per le pros-

di

S. Pietroburgo (la più ricca al

la

mostra, che tutti avremo visto

ginali coeve, rappresentanti pa-

sime vacanze estive.

di

fuori della Spagna). Una cin-

almeno un volta su uno dei tan-

esaggi, nature morte e scene di

quantina di opere rappresen-

ti manifesti sparsi per la città. È

genere, anche se, a farla da pa-

eMPi

rispolverando i fatti di storia, vi

tanti

la pittura iberica dal XVI al

sarà consentito collegare la Spa-

XVII

secolo, per lo più inedite e

gna e Pavia. Che cosa dico mai?!

mai esposte nel nostro Bel Pae-

Il

24 Febbraio 1525, sotto le mu-

se, che, ai tempi, Caterina II e

I Confini Sospesi

I l viaggio attraverso la let-

teratura dell’indipenden-

tismo, esaminata grazie

dei confini letterari. In un qual-

siasi

testo letterario assistiamo a

una

contaminazione di intenti,

alle opere di autori impegnati

a

una commistione, seppur qua-

a

favore di questa causa, ci ha

si

invisibile, di registri. Oltre agli

permesso di entrare, ogni volta in modo diverso, nel cuore di un testo scritto con precisi fini politici. Abbiamo esaminato ed enumerato le varie figure reto- riche messe in gioco dagli au- tori per enfatizzare i messaggi chiave insiti nelle loro opere; abbiamo scoperto come il pen- siero e la condotta politica di ogni autore traspaia, più o me- no palesemente, dalle parole

che sceglie di usare, dalla dina- micità del testo, e così via. Antoni Simon Mossa ad esempio

ci porta nell’ambito dell’autono-

mismo sardo. Nei suoi scritti ri- vediamo tutto il suo impegno ri- voluzionario, la sua ideologia severa. Vediamo infatti utilizza- te sottili tecniche demagogiche,

e l’uso di un lessico forte, diret-

to e populista ci dà l’idea di uno sguardo feroce e battagliero ver- so la realtà della sua isola. Con Ramon Saizarbitoria e Jo- seba Sarrionaindia invece, sia- mo trascinati con violenza in

scopi primari dello scrittore, che sono quelli di comunicare, di raccontare, di trasmettere, sono sempre evidenti sfumature che

ci riportano alla sua idea politi-

ca, al suo sentimento culturale

e sociale, al suo vissuto diretto.

È ovvio che la psicologia e l’in-

teriorità di uno scrittore emer-

ga dalla sua opera; in che mo-

do questo accada e quali mezzi vengano usati a questo sco- po sono sicuramente elementi

più difficili da individuare. Ec-

co quindi che il confine lettera-

rio va a identificare quel preciso passo che, in un qualsiasi testo, segna un cambiamento di per- corso, incidendo un segno pro- fondo tra le parole, un segno

che, se notato e seguito, porterà

il lettore (ma anche lo scrittore

stesso!) a una lettura più com-

pleta, a una vera conoscenza del

testo e del suo autore.

In realtà gli autori che abbiamo

volutamente considerato estre- mizzano questo fenomeno, lo

uno scenario decisamente più

esternano chiaramente e volon-

difficile e compromesso, quel-

tariamente, affinché i loro te-

lo dei Paesi Baschi. Saizarbito-

sti

siano effettivamente ricono-

ria dà con il suo libro Ehun Me- tro una visione scottante, ma veritiera e umana del terrori- smo basco, mentre Sarrionan- dia, dal suo canto, è costretto

sciuti come manifesti politici. L’indipendentismo, come ogni altro movimento politico trova nella letteratura un canale di diffusione potente e popolare.

a

fare i conti con la reclusione

Per un forte intento, proprio co-

e

con il risultato di un messag-

me può essere quello indipen-

gio politico “assente”, anche se denso e pregno. Questi tre autori, con le loro opere, con le loro vite e i loro differenti impegni politici ci so- no serviti come esempio per affrontare l’argomento che si proponeva il titolo di questa ru- brica, e cioè la ricerca e l’analisi

dentista, i confini della lettera-

tura possono (e forse devono)

venire sospesi, proprio per assi- curare ad un autore la massima efficacia dell’arma più potente:

la percezione sensibile delle sue

idee, da parte del pubblico.

Emanuela Iannotta

delle sue idee, da parte del pubblico. Emanuela Iannotta I n culo al reggae e a

I n culo al reggae e a quelli che lo ascoltano. Amore e pace in 4 stronzi di accor-

di sempre uguali con le solite 4

stronze di parole. “Uhyeye an- che a te fratello”. Cazzo di scop- piati senza fantasia.

In culo a Amy Winehouse, ro-

cker maledetta dei poveri. Avrai

anche talento, ma francamente

di pseudo star anoressiche tos-

sicodipendenti che sprecano la loro vita ci bastava Kate Moss, non ce ne occorre una per ogni ramo del mondo dello spettaco-

lo. Grace Slick, lei era una can- tante. E aveva sicuramente mol-

te buone idee in più su come

utilizzare le sostanze stupefa- centi. Baciale il culo.

In

culo a tutti quelli che usa-

no

la parola indie per indicare

qualunque roba non riescano a spiegare. Compratevi un voca- bolario perdio!

In

culo a

Piero Pelù e la sua

‘A Ribollita

vecchia anima da punkettone ripulito, col capello sempre un- ticcio e pantalone di pelle alla

Mick Jagger, imitazione mal ri- uscita! Si è mai chiesto perchè i giovani preferiscano volgersi indietro al passato glorioso del

rock, rischiando di risulatare un

pò retrò, piuttosto che ascoltare

il suo presente lamentoso?

In culo a te che leggi gli arti-

coli di musica perchè pensi di imparare qualcosa. Vuoi impa-

rare? Allora togliti quel cazzo di ipod dalle orecchie e impara ad ascoltare la musica tutta intera, bassi compresi (ah non lo sape-

vi che l’mp3 taglia via della ro-

ba?), su un impianto decente. Devi buttarci le ore sulla musi-

ca e ascoltare anche la roba che

non ti piace. Soprattutto quella

che non ti piace.

In culo a Vasco e al suo ultimo

conato “Ad ogni costo”, farlocca

interpretazione del sacro “Cre-

ep” dei Radiohead. Tom Yorke

dovrebbe denunciarlo, non per plagio ma per vilipendio. Dro- garsi fa male al cervello. Dan- ni irreversibili, anche a distan- za di anni.

In culo a Wolfango Amedeo. il più grande talento della storia

della musica, va bene. Ma to-

glie che fosse un idiota con do- dic’anni d’età mentale? Che quel talento l’ha buttato in ga- votte e minuetti? “non più an- ”

musi-

ca fatta per spiantare il tragico, come una vergogna, un malau- gurio: per cucire su tutto un fot- tuto sorriso sulle labbra. E poi - doveva pure fregarci: sul letto di morte, scrivere il requiem.

drai farfallone amoroso

E infine in culo a tutti noi che abbiamo creduto che si potes- se parlare di musica in un mo- do diverso.

Collettivo Modulare Musicale Kronstadt

Reg. Trib. Pv n° 594 - ISSN 1972-9669 - Stampa: Industria Grafica Pavese SAS, Pavia - Chiuso in Redazione 20-10-2009 - Tiratura 2000 copie - 2009, Alcuni diritti riservati (Rilasciato sotto licenza Creative Commons 2.5 Ita by-nc-sa)

8

Don’t try this at home

test

Voglio una vita spericolata

Ogni situazione descritta, anche la più degenere, è successa davvero e ha visto coinvolti uno o più membri della redazione di Kronstadt. Testa la tua compatibilità con la redazione di K: più crocette segnerai e meno scusanti avrai per non presentarti alla prossima riunione. Le risposte possono essere multiple.

Schifoserie

riunione. Le risposte possono essere multiple. Schifoserie -Ho pisciato contro il muro di una casa o

-Ho pisciato contro il muro di una casa o

ed ero all’interno o e la stanza era il bagno o e la casa era
ed
ero all’interno o
e
la stanza era il bagno o
e
la casa era mia o

-Ho mangiato (parzialmente) la pasta tenendo la forchetta con

mangiato (parzialmente) la pasta tenendo la forchetta con i piedi o -Ho bollito delle teste di

i piedi o

-Ho bollito delle teste di coniglio onde farne staccare la carne per

delle teste di coniglio onde farne staccare la carne per avere a disposizione i teschi o

avere a disposizione i teschi o

la pentola dove normalmente cucino o

ma non ha funzionato dunque ho riposto le teste bollite

usando

non ha funzionato dunque ho riposto le teste bollite usando in freezer o finché non sono
non ha funzionato dunque ho riposto le teste bollite usando in freezer o finché non sono

in freezer o

finché non sono marcite allora un mio coinquilino le ha gettate

nella spazzatura o

dalla quale le ho recuperate e poste in un beker pieno di acido

quale le ho recuperate e poste in un beker pieno di acido acetico sopra il fornello

acetico sopra il fornello acceso o

ma nemmeno questo ha funzionato quindi le ho infine sepolte

ma nemmeno questo ha funzionato quindi le ho infine sepolte nel cortile della mia palazzina o
ma nemmeno questo ha funzionato quindi le ho infine sepolte nel cortile della mia palazzina o

nel cortile della mia palazzina o

Guida e patenti

*la redazione di Kronstadt si schiera in maniera netta CONTRO la scel- ta scellerata di guidare in maniera non sicura, specialmente in stato di ebbrezza. Il fatto che qualcuno sia stato così stupido da rischiare la vi- ta al volante, e così fortunato da poterlo raccontare, non implica che sia un esempio da seguire.*

-Ho preso una rotonda contromano con la nebbia di notte o

-Ho preso una rotonda contromano con la nebbia di notte o -Ho fatto un bong mentre
-Ho preso una rotonda contromano con la nebbia di notte o -Ho fatto un bong mentre

-Ho fatto un bong mentre guidavo in autostrada o

notte o -Ho fatto un bong mentre guidavo in autostrada o -Ho vomitato da una macchina

-Ho vomitato da una macchina in corsa o

mentre

e

o -Ho vomitato da una macchina in corsa o mentre e la guidavo o in macchina

la guidavo o

vomitato da una macchina in corsa o mentre e la guidavo o in macchina con me

in macchina con me c’era un malvivente o

-Ho fatto retromarcia e ho distrutto il paraurti di un’automobile in

sosta dietro di me o

il paraurti di un’automobile in sosta dietro di me o ed con oppure era una Mercedes

ed

con

oppure

era una Mercedes o

a bordo cinque zingari o

ed con oppure era una Mercedes o a bordo cinque zingari o era un’auto di pattuglia

era un’auto di pattuglia della polizia penitenziaria o

o era un’auto di pattuglia della polizia penitenziaria o -La patente mi è stata ritirata causa

-La patente mi è stata ritirata causa ebbrezza o

e quando una settimana dopo ho fatto gli esami del sangue, non sono stato in grado ottenere parametri di alcolemia entro i

sono stato in grado ottenere parametri di alcolemia entro i livelli prescritti o -Ho fatto inversione

livelli prescritti o

-Ho fatto inversione a U in autostrada, appena entrato

o -Ho fatto inversione a U in autostrada, appena entrato al casello o e ho convinto

al casello o

e ho convinto il casellante a darmi un biglietto per farmi

o e ho convinto il casellante a darmi un biglietto per farmi uscire gratis o -Ho

uscire gratis o

casellante a darmi un biglietto per farmi uscire gratis o -Ho fatto 3 incidenti in una

-Ho fatto 3 incidenti in una stessa sera o

Interazione con i monumenti e luoghi di Pavia

stessa sera o Interazione con i monumenti e luoghi di Pavia -Mi sono arrampicato su una

-Mi sono arrampicato su una o più statue o

di notte o ubriaco o
di
notte o
ubriaco
o

e

su una o più statue o di notte o ubriaco o e sono stato fermato dall’intervento

sono stato fermato dall’intervento delle forze dell’ordine o

-Ho utilizzato nottetempo le attrezzature per i giochi

o -Ho utilizzato nottetempo le attrezzature per i giochi dei bambini o e sono riuscito a

dei bambini o

e

nottetempo le attrezzature per i giochi dei bambini o e sono riuscito a farmi male o

sono riuscito a farmi male o

-Sono entrato illegalmente all’interno del perimetro del castello

visconteo o nottetempo o in palese stato di ebbrezza o declamando un poema a squarciagola
visconteo o
nottetempo
o
in
palese stato di ebbrezza o
declamando
un poema a squarciagola o
stato di ebbrezza o declamando un poema a squarciagola o sono stato fermato dall’intervento delle forze

sono stato fermato dall’intervento delle forze dell’ordine o

e

con conseguente denuncia da parte di operai/manutentori

presenti all’interno del perimetro stesso o

e

presenti all’interno del perimetro stesso o e l’accusa (falsa!) di aver trafugato oggetti di poco valore
presenti all’interno del perimetro stesso o e l’accusa (falsa!) di aver trafugato oggetti di poco valore

l’accusa (falsa!) di aver trafugato oggetti di poco valore o

-Sono rovinato, ubriaco, nel roseto di piazza del Lino causandomi

rovinato, ubriaco, nel roseto di piazza del Lino causandomi abrasioni e ferite lacerocontuse o -Mi sono

abrasioni e ferite lacerocontuse o

-Mi sono coricato, ubriaco, alle 4 di mattina, sul gradino d’ingresso

di

ubriaco, alle 4 di mattina, sul gradino d’ingresso di un negozio o dopo essere stato preso

un negozio o

dopo essere stato preso a calci da un’amica premurosa che

cercava di dissuadermi o

a

100 metri da casa mia o

100 metri da casa mia o

e

sono stato svegliato, tre ore dopo, dal titolare che doveva

sono stato svegliato, tre ore dopo, dal titolare che doveva alzare la saracinesca o -Ho costruito

alzare la saracinesca o

-Ho costruito una lancia legando insieme con lo scotch due manici

di

una lancia legando insieme con lo scotch due manici di scopa ed un coltello o e

scopa ed un coltello o

e

l’ho usata per trafiggere la bandiera del Papa o

seguito

da una folla di sbronzi esultante per il gesto o

da una folla di sbronzi esultante per il gesto o

finché

è intervenuta la digos o

è intervenuta la digos o

Università

o finché è intervenuta la digos o Università -Ho affrontato un esame in stato di ebbrezza

-Ho affrontato un esame in stato di ebbrezza o

ed

-Ho affrontato un esame in stato di ebbrezza o ed era un orale o -Ho affrontato

era un orale o

un esame in stato di ebbrezza o ed era un orale o -Ho affrontato un esame

-Ho affrontato un esame in terrificanti postumi di sbornia o

ed

ed

e

era di ingegneria o

postumi di sbornia o ed ed e era di ingegneria o era una orale o bevevo

era una orale o

di sbornia o ed ed e era di ingegneria o era una orale o bevevo una

bevevo una bibita, per riprendermi, in faccia al professore o

-Ho finito di leggere solo uno dei tre libri che dovevo studiare per

di leggere solo uno dei tre libri che dovevo studiare per l’esame la notte prima dello

l’esame la notte prima dello stesso o

poi

studiare per l’esame la notte prima dello stesso o poi ho scoperto che il libro era

ho scoperto che il libro era sbagliato o

-Mi sono presentato a uno scritto solo sperando di copiare da un compagno o dai bigliettini, avendo solo un’idea vaga degli argomen-

o dai bigliettini, avendo solo un’idea vaga degli argomen- ti trattati durante il corso o -Ho

ti trattati durante il corso o

-Ho finito la tesi alle 7 di mattina, per mandarla in stampa alle 8 e

consegnarla l’ultimo giorno disponibile o

falsificando

e consegnarla l’ultimo giorno disponibile o falsificando la firma del mio relatore o -Ho perso la

la firma del mio relatore o

-Ho perso la discussione della tesi di dottorato della mia fidanzata

la discussione della tesi di dottorato della mia fidanzata perché ero ubriaco o Varie ed eventuali

perché ero ubriaco o

Varie ed eventuali

-Sono fuggito dalla polizia che mi inseguiva sparando i

lacrimogeni o

-Ho trafugato reliquie sacre o

sparando i lacrimogeni o -Ho trafugato reliquie sacre o -Sono stato minacciato dai nazisti o -Ho
sparando i lacrimogeni o -Ho trafugato reliquie sacre o -Sono stato minacciato dai nazisti o -Ho

-Sono stato minacciato dai nazisti o

reliquie sacre o -Sono stato minacciato dai nazisti o -Ho costruito ed usato un letto di

-Ho costruito ed usato un letto di chiodi o

-A furia di non pagare bollette, mi sono fatto piombare il contatore

di non pagare bollette, mi sono fatto piombare il contatore della luce o e per andare

della luce o

e per andare a pagare la bolletta, ho camminato così tanto che

mi si è riaperta una ferita sotto un piede o

che ho personalmente ricucito con le graffette chirurgiche

o che ho personalmente ricucito con le graffette chirurgiche comprate all’uopo in farmacia o -Sono entrato
o che ho personalmente ricucito con le graffette chirurgiche comprate all’uopo in farmacia o -Sono entrato

comprate all’uopo in farmacia o

-Sono entrato di notte in un cimitero o

in farmacia o -Sono entrato di notte in un cimitero o e ivi ho consumato un

e

ivi ho consumato un rapporto sessuale o

-Ho ricevuto, in terribili postumi da sbornia, l’elemosina (di 1

euro!) da un passante o

senza

e

l’elemosina (di 1 euro!) da un passante o senza e averla richiesta o me la sono

averla richiesta o

me la sono tenuta o

Dal numero 43 la rivista è realizzata nell’ambito di “Pavia, La Cit- tà Partecipata”, previsto dal progetto “Servizi agli studenti nei Co- muni sedi di Università” a cura del Dipartimento della Gioventù - Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Anci - Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Servizio agli studenti nei comuni sede di università

Ministri e dell’Anci - Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Servizio agli studenti nei comuni sede di
Ministri e dell’Anci - Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Servizio agli studenti nei comuni sede di

periodico mensile

Numero 49

Venerdì 23

Ottobre 2009

k