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© Massimo Ghimmy

ronstadt

50

periodico mensile

Numero 50

Mercoledì 11

Novembre 2009

ISSN 1972-9669

Numero 50 Mercoledì 11 Novembre 2009 ISSN 1972-9669 Non hanno l’acqua? Che bevano Champagne! Riflessi(oni)
Non hanno l’acqua? Che bevano Champagne!
Non
hanno l’acqua?
Che bevano Champagne!

Riflessi(oni) sull’acqua

di Makka

L’ acqua è un elemento essenziale per la vi- ta. Di più, è parte del-

la vita stessa. È parte, addirittu- ra, di ciò che noi siamo abituati

a considerare noi stessi, perché se è vero che il nostro corpo

è composto da più del 60% da

acqua, l’eccezione è il resto. È scorretto parlare di quanta ac- qua c’è in noi, come di quanta acqua c’è nel mondo. Non a ca-

so si parla di terre emerse: il pa- radigma della superficie terre- stre è l’ambiente acquatico.

Il concetto di acqua come risor-

sa dev’essere nato nel momen-

to in cui le prime forme di vita hanno cominciato a svilupparsi fuori dagli oceani. Fino a quel momento si era tutti immersi nello stesso elemento che, uni-

co caso noto nell’Universo, ha

concepito la vita, l’ha custodita

in grembo per milioni di anni,

e poi l’ha partorita, consegnan-

dola all’orizzonte che separa e unisce il cielo alla terra. Qui camminano, volano, scavano e strisciano, da millenni, i nostri corpi, fragili gusci che scher- mano dal sole la nostra antica

essenza d’acqua.

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Manuale di Sopravvivenza Urbana per Fottuti

Cap. II - Luoghi di Studio

di Jco

I primi tempi a Pavia pos-

sono essere molto emo-

zionanti per un giovane

studente dell’Ateneo: lezioni, prime feste, nuove conoscen- ze e un ambiente più stimolan- te rispetto ai tediosi anni delle superiori. Finalmente lo studente ha or- mai trovato un luogo dove sta- re, sia esso collegio o casa in affitto, egli sa che sarà, con un po’ di fortuna, la sua dimora

per tutto l’anno accademico. Tuttavia, con l’avvicinarsi dell’inverno e delle sessioni d’esame, bisogna affrontare i primi problemi di natura uni-

versitaria. Che sia alle prese con le gioie della matricolatio,

o con coinquilini problematici,

un quesito sembra ottenebrar- lo più di ogni altro: “bene, ma adesso dove cazzo studio?”.

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Les jeux sont faits,

o delle multinazionali dell’acqua

di Ginevra Sanvitale

D omanda: cosa hanno in comune il termo- valorizzatore di Pietra-

santa e l’acqua di quasi mezza Italia? Risposta: sono entrambe in ma-

ni francesi. E così anche le pri- me due multinazionali al mon- do nel campo della gestione delle risorse idriche. Al primo posto la Veolia Envi- ronnement, nel cui Consiglio d’Amministrazione troviamo, fra gli altri, l’amministratore delegato dell’Eni, il presidente del CdA della Renault e il diret- tore generale della BNP Paribas (una delle più importanti ban- che francesi)*, ha tentacoli che si estendono in tutto il globo -Cina, Inghilterra, Gabon, Au- stralia, tanto per citare qualche paese- e che vanno a insinuar- si, in ordine di profitto, nei bu- siness di acqua, rifiuti, energia e trasporti. La nostra Italietta, come c’era da aspettarsi, sta bellamente af- fidando la gestione delle risor- se idriche al colosso francese, a scapito, come c’era da aspettar- si, di noi cittadini.

La Veolia detiene il 49% delle quote dell’Acqualatina Spa, so- cietà attiva nelle zone del basso Lazio, nella cui walk of shame troviamo: l’arresto di un ammi- nistratore delegato causa mal-

funzionamento di un depurato-

re -con conseguente aumento

del tasso di inquinamento e

di rischio per la salute pubbli-

ca, tutto questo con la consa- pevolezza e la connivenza del

dirigente-; l’accusa di associa- zione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture, truffa ag- gravata per il conseguimento

di erogazioni pubbliche e altre

amenità simili -procedimento giudiziario archiviato, ma fatto sta che gli appalti venivano for-

niti a filiali di soci privati della ditta e non mediante gare pub- bliche-; un enorme numero di lamentele da parte dei fruitori del servizio a causa di malfun- zionamenti e prezzi esorbitanti delle bollette -con conseguente invio da parte della società di cartelle esattoriali e, in alcuni casi, con la sospensione o la di- minuzione dell’erogazione del servizio-. Sicilia. La gestione dell’acqua all’ingrosso è in concessione al-

la Siciliacque Spa. Indovinate

chi ne possiede il 75%? La Ve-

olia, tramite la SIBA Spa, il cui 25% è detenuto dalla famiglia Pisante. Se il nome non vi dice niente, sappiate che le imprese

di

questi picciotti sono indaga-

te

da Milano a Catania per asso-

ciazione mafiosa. Ah ah.

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A bocca asciutta

O gni giorno, in diverse parti del mondo ven- gono commesse nu-

merose ingiustizie – non solo ingiustizie comuni, ma spesso

ingiustizie che ledono i dirit- ti fondamentali dell’umanità.

A volte ci vengono resi noti dai

telegiornali, dalla carta stampa-

ta

– a volte no; la maggior par-

te

delle volte, poi, ci entrano da

un orecchio e ci escono dall’al- tro: sono cose che succedono dall’altra parte del mondo, cosa importa a noi? Almeno oggi, però, dovrem- mo prestare attenzione a chi

ci racconta quello che succede

– almeno questa volta, proprio

perché ci riguarda da vicino, vi- cinissimo. Stiamo parlando di una delle cose più preziose che abbiamo: l’acqua. Come è facil- mente comprensibile da tutti, acqua significa vita. Non è so-

lo il comune buon senso a far-

celo presente – è soprattutto la Dichiarazione universale dei di- ritti umani, documento adotta-

to dalle Nazioni Unite il 10 di-

cembre 1948.

Quasi 61 anni dopo, esattamen-

te

il 4 novembre 2009, il Sena-

to

ha approvato l’articolo 15 del

Decreto Ronchi: l’acqua ha co-

sì acquisito lo status di bene di

rilevanza economica, la cui ge-

stione, va affidata ai privati. A Pavia di questa privatizzazione

si

parla già da anni, dal momen-

to

che la città doveva far parte

di

un progetto pilota che desse

il

“buon esempio” al resto d’Ita-

lia: il grande momento è arriva-

to sulle rive del Ticino.

La privatizzazione, si badi bene,

non è il male assoluto. In linea

di

principio, la cessione a priva-

ti

della gestione dei servizi può

portare benefici: essendoci più enti che si trovano a gestire uno stesso servizio, essi sono porta-

ti a migliorare la qualità di que-

sto servizio, per il principio di concorrenza. Questo, però, non

è il nostro caso: qui si sta parlan-

do di cedere un bene essenziale

a un unico privato! I privati, se non regolamentati, non portano efficienza. Gli esempi, poi, non sono per

nulla confortanti: nelle città ita- liane in cui è già stata avviata

la privatizzazione si sono visti

aumenti mostruosi nelle bollet-

te, senza alcun parallelo miglio-

ramento nel servizio. Lo stesso

vale per diversi Paesi europei, che ora stanno tornando sui lo-

ro passi. Perché da noi si deve

sempre seguire il principio del “finché non ci sbatto la testa”? Addio Acqua del Sindaco, ora

dovrà bere quella in bottiglia

anche Cattaneo.

Isabella Bossolino

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“Spazio spazio, io voglio, tanto spazio / per dolcissima muovermi ferita :/ voglio spazio per cantare crescere

locale

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Mercoledì 11

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Faraona al forno

I n ogni commedia/tragedia che si rispetti ci sono sem-

pre dei ruoli ben precisi: tradi- zionali, fissati, immutabili. Dei caratteri, ecco. Il signorotto be- one, l’eroe incompreso, il servo furbetto. E su quel grande pal- coscenico che è il mondo non è

difficile ritrovare gli stessi per- sonaggi, gli stessi stereotipi. Questo mese, infatti, ci è stato offerto uno spettacolo più in- teressante, più vicino a noi del solito, che coinvolge il carattere che ho sempre trovato meno af- fascinante: l’ingenua fanciulla

– stucchevole, noiosa, terribil- mente scontata. Eppure c’è an- cora qualcuno che crede possa funzionare. “Sono una persona semplice,

forse troppo in buona fede” – è

il motto di ogni fanciulla inno-

cente che si rispetti. E la nostra

IF del momento, difatti, non si è

fatta sfuggire l’occasione giusta

per pronunciarlo. Per chi non

l’avesse ancora capito, stiamo parlando di Rosanna Garibol-

di,

altrimenti detta Lady Abel-

li,

arrivata alla ribalta in que-

ste

settimane dopo essere stata

arrestata il 20 ottobre, travolta dall’inchiesta sui fondi neri per

la

bonifica del quartiere di San-

ta

Giulia, Milano Rogoredo.

La

dolce Rosanna, tendenzial-

mente riservata moglie del più noto Faraone pavese e (toh, che caso) assessore alla Organizza-

zione interna e relazioni ester-

casa che ho lì, e lui me li ha re- stituiti 18 mesi dopo, con un interesse del 10-12%” , ha su-

bito precisato la Zarina del Tici- no. Insomma, non un semplice amico, ma proprio la Fatebene- fratelli: la moltiplicazione dei pani e dei pesci è decisamente out, lui moltiplica euro a pala- te. Ma, signora Abelli, ci scusi l’impertinenza: di che tipi di af- fari si trattava? “Non lo so, non

lo chiesi a Grossi”. Già, dimenti-

cavo: Lei è una persona sempli- ce. Un’ultima cosa, assessore,

e

perdoni se siamo così pigno-

li

– cosa ci vuole fare, noi siamo

persone complicatissime – ha qualcosa per dimostrare questi accordi? Un contratto, una di- chiarazione, una carta di Parco della Vittoria o della Stazione

Est? “No, niente nero su bianco,

sa com’è con gli amici, anche le

garanzie non esistono, si fa un

favore a un amico

E certo,

certo che sappiamo com’è. Sap- piamo an che più di quanto im- magina.

N. Simo Scempio

”.

piamo an che più di quanto im- magina. N. Simo Scempio ”. Abelli, chi è costui

Abelli, chi è costui

“D alle mie disavventure sono sempre uscito pu-

lito. Potrei anzi definirmi una vittima degli errori giudiziari”. Chi è stato a pronunciare que- sta memorabile frase? Galileo Galilei? Acqua. Gesù di Naza- reth? Fuochino: un martire dei nostri giorni, Giancarlo Abelli. Il Faraone, il Pastore, il Coman- dante – chiamatelo come vole- te. Un tartassato bersaglio dei nostri giudici perditempo, tal- mente annoiati da cercare ogni giorno un passatempo diverso:

il Ramses dei poveri, però, de- ve fare parecchia tendenza, da- to che è ormai un habitué dei tribunali lombardi. E siccome il nostro beniamino ha più volte dichiarato “Conosco tutti e tut-

ti mi conoscono”, vogliamo for- se rischiare di essere esclusi da codesta élite di persone come si deve? Giammai – accingiamoci dunque a conoscere questo ido- lo delle folle. Conosciutissimo nella zona di Pavia, il rampante Giancarlo, nato a Broni nel ’41, ciellino ma non troppo, dopo una giovinez- za da democristiano è ormai da molti anni un fedelissimo di Berlusconi. La sua inarrestabi- le carriera è iniziata nel 1974 quando, a soli 33 anni, diven- ne il più giovane presidente del Policlinico San Matteo, che al- lora aveva un bilancio supe- riore ai cento miliardi di lire,

di fatto la più grande azienda

pavese. In questo periodo ab- biamo il primo incontro rav- vicinato tra il nostro eroe e la magistratura: tutto procedeva senza intoppi finché, il 13 feb- braio 1985, venne arrestato in- sieme a Dino Landini e Claudio Gariboldi (il nome non vi dice niente?), con l’accusa di pecu-

lato e concorso in truffa. L’in- chiesta aveva coinvolto la parte amministrativa della struttu- ra: vennero riscontrate diver-

se irregolarità nei conti che ri-

guardavano numerose polizze stipulate con l’agenzia di assi-

curazioni Reliance, di cui era ti- tolare proprio il Gariboldi. Una per tutte: una polizza che al San Matteo sembrava essere costa-

ta 338 milioni e rotti, nella ver-

sione della Reliance ne costava

soltanto 160 milioni. Il martire dell’Oltrepò, assolto, tornò alla politica – premiato:

Formigoni, infatti, lo fece con- sigliere per la sanità. Una nuo-

va scalata politica e un nuovo

apparente tonfo: nel 1996 vie-

ne coinvolto nelle indagini sul-

la più grande truffa di sempre ai

danni delle Asl italiane, lo Scan- dalo delle ricette d’oro: 700 me- dici coinvolti, 125 condanna- ti. Milioni su milioni sottratti

al servizio sanitario nazionale.

Fine tragica per Giuseppe Pog-

gi Longostrevi, che nel 2000 si

tolse la vita. Ennesima promo-

zione per Abelli. Che venne, sì, scagionato, ma con una senten- za non proprio pulita: essa re- cita, infatti, che il politico rice- vette 72 milioni di lire e che “la consulenza, non effettiva, ma- scherava un versamento in de- naro per guadagnarne i favori”. Proprio Poggi Longostrevi, in- fatti, dichiarò: “Dovevo tenermi buono un personaggio politi- co che nel settore contava mol- to. Per me pagare Abelli era co- me stipulare un’assicurazione”; aggiungendo, “Alcuni sono stati costretti alle dimissioni solo per un sospetto, altri sono stati pre- miati con la nomina ad assesso- re”. Prima assessore, ora parla- mentare e coordinatore del Pdl. Da allora il Faraone pavese ha

condotto un’esistenza tranquil- la, tra spese al supermercato e vacanze in Costa Azzurra. A parte qualche accusa di nepo- tismo qua e là (il figlio prima- rio a Voghera, la figlia direttri- ce sanitaria a Montescano), ha tranquillamente continuato ad accrescere il suo potere in Lom- bardia e non solo. Fino all’ulti- mo, nuovo scontro (laterale) coi suoi affezionati amici della magistratura. Riuscirà il nostro eroe a farsi promuovere anche questa volta? Ai posteri l’ardua

sentenza. Come si suol dire: ciò che non uccide fortifica. In Ita-

lia soprattutto. N. Simo Scempio

ne

della Provincia di Pavia, è

in

realtà nuova a questi colpi di

scena, almeno per quanto la ri- guarda personalmente – di certo

molto più abituata alle frequen-

ti

“rimpatriate” che i magistra-

ti

organizzano solitamente con

suo marito.

Tutto comincia a febbraio, quan-

do la Procura di Milano arresta

due collaboratori e l’avvocato

di Giuseppe Grossi, il maggiore

imprenditore italiano nel cam-

po delle bonifiche ambientali di

zone ex-industriali, con l’accusa

di aver riciclato all’estero, per

conto di Grossi, 22 milioni di euro, sovrafatturati nei costi di bonifica dell’area di Santa Giu- lia. Inizialmente la Gariboldi

sembra non c’entrare nulla con tutta la faccenda; finché, un’in- comprensione nel 2007 tra gli uomini di Grossi e un’impiegata della Banque J. Safra nel Prin- cipato di Monaco, combinata

a un appunto inizialmente mi-

sterioso che un collaboratore di

Grossi ha interpretato ai pm in

un memoriale, svela l’esistenza

a Montecarlo di un misterioso

conto cifrato denominato Asso-

ciati – per la precisione: Asso- ciati 17964 Gariboldi. Il conto

su cui, tra il 2001 e il 2008, sono

piovuti 2,3 milioni di euro – in

particolare, 632.000 tra il marzo

e

l’ottobre 2008. “Mi ha restitui-

to

i soldi che gli avevo prestato.

Grossi è un amico. Un giorno

mi ha detto: sto facendo un af-

fare, se vuoi ti investo dei soldi.

Glieli ho dati dal conto che ho

in Francia per le spese di una

Acqua, la gestione attuale:

dubbi sulla qualità a Pavia e a rischio di blocco la distribuzione ad Alagna, Cava Manara e Gambolò

Q uando la nostra città si di- stingue in qualche cam-

po riuscendo a ritagliarsi, per

questo, uno spazio di visibili-

tà nel panorama dell’informa-

zione nazionale, si risveglia in

noi quell’orgoglio campanilisti-

co che alberga nel cuore di ogni

italiano che si rispetti. Voglia-

mo condividere con i nostri let-

tori, quindi, la gioia che ci ha

regalato la doppia citazione che Pavia si è recentemente meri- tata sul Magazine del Corriere della Sera.

La prima è contenuta in un

articolo che riporta i risulta-

ti

di un’inchiesta sulla quali-

dell’acqua di rubinetto che

ci

colloca ultimi nella classifi-

ca

dei capoluoghi Lombardi.

La

seconda si trova nell’artico-

lo

successivo, che parla dell’ec-

cessivo ricorso alle deroghe sul-

la concentrazione di arsenico,

che potrebbe causare addirittu-

ra l’interruzione dell’erogazio-

ne di acqua dai rubinetti di Pa- via. Vediamo i dettagli di questi

nuovi esempi di eccellenza pa- vese. L’acqua di Pavia ha sem- pre avuto importanti problemi

di qualità, dovuti soprattutto

alla presenza di ferro, manga- nese e idrogeno solforato, che conferivano al nostro “oro blu” un colorito tendente al rosso mattone e un gusto non certo

invitante. La situazione è sta-

ta

risolto una quindicina di an-

che l’acqua nel rubinetto di ca-

l’Italia dal 2001 si è dovuta ade-

ni

fa grazie a investimenti rile-

sa

è generalmente peggiore di

guare alle normative europee,

vanti (sette milioni di euro) che

quella che arriva alle fontanel-

che prevedono il ricorso alle de-

hanno consentito la realizzazio-

le

(per ulteriori contaminazio-

roghe solo dimostrando che ci

ne di due nuove centrali di po-

ni

che avvengono a valle degli

si sta impegnando per risolvere

tabilizzazione tecnologicamen-

allacciamenti domestici), si ca-

il problema e per il tempo stret-

te

all’avanguardia.

pisce quale può essere la qua-

tamente necessario a farlo. Nel-

Secondo le analisi riportate da

lità effettiva dell’acqua che be-

la

deliberazione del Consiglio

Magazine, realizzate in collabo-

viamo. Finora non ci sono state

di

Amministrazione dell’AATO

razione con l’Università Bicoc-

risposte ufficiali che contestino

n.53 del 21/05/09 si legge inve-

ca, Pavia avrebbe però tuttora

i

dati dell’inchiesta, per cui ri-

ce

che mentre per Cava Mana-

tre parametri fuori norma (PH,

maniamo in attesa.

ra

è in corso la realizzazione di

durezza e concentrazione di ni-

Per quanto riguarda la possibi-

un

nuovo pozzo - alla buon’ora!

triti) sui sei misurati. Di questi

lità che a Pavia venga bloccata

- per gli altri due Comuni non

solo i nitriti (in concentrazione

la

distribuzione idrica, ci pen-

si

è ancora pensato a nulla. Se

doppia rispetto ai limiti di leg-

siamo noi, invece, a smentire

in

questi mesi non si trova la

ge) potrebbero destare preoccu-

l’articolo di Magazine. L’Autori-

soluzione che si sarebbe dovu-

pazioni di tipo sanitario, in ogni

caso si tratta di uno dei risulta-

ti meno soddisfacenti del test e

del peggiore della Lombardia.

Sul sito dell’ASM di Pavia ven-

gono sbandierate le analisi chi- miche dell’acqua in uscita dai

pozzi e dai depuratori cittadini,

grazie alle quali si può verifica-

re che tutti i parametri misurati sono ampiamente nella norma.

I valori fuorilegge, però, sono

stati rilevati in corrispondenza

di una fontanella pubblica, ov-

vero dove termina la respon- sabilità del gestore dei servizi

idrici. Erogare acqua perfetta in uscita dai depuratori non serve

a molto se poi avvengono con-

taminazioni lungo la rete di di- stribuzione. Questo potrebbe essere proprio ciò che avviene

a Pavia. Se a ciò aggiungiamo

tà dell’Ambito Territoriale Otti-

male (AATO) della Provincia di

Pavia non viene sollevata per questo da pesanti responsabi- lità: il blocco in questione po- trebbe realmente riguardare tre comuni dell’ATO: Alagna, Cava

Manara e Gambolò. Chissà se i cittadini di questi co- muni sanno che l’acqua distri- buita nelle loro case da sei anni

a questa parte è in deroga per

l’eccessiva concentrazione di

arsenico. La situazione sarebbe rimasta immutata per i decen-

ni a venire, forse, se non fosse

che la Regione quest’anno ha bocciato l’ennesima richiesta di

rinnovo della deroga da parte dell’AATO. La regione si preoc- cupa della salute dei cittadini? No, delle multe che potrebbero

arrivare da Bruxelles, dato che

ta cercare negli ultimi sei anni,

dal 1/01/2010 in quei comuni

non si potrà più utilizzare la re-

te idrica cittadina e si dovrà ri-

correre alla distribuzione di ac- qua in bottiglia o all’utilizzo di

serbatoi riforniti da autobotti. Vorremmo concludere ricor- dando che questa città in un passato recente era in grado di distinguersi per ragioni un po-

co più meritevoli. Nel 1999 Pa-

via risultava essere “la città più ecologica d’Italia”, secondo un’analisi di Legambiente. Pos- sibile che in dieci anni la situa- zione sia tanto cambiata? Tra le eccellenze pavesi veniva citata proprio la gestione dell’acqua, insieme a quella dei rifiuti. Ri- fiuti? Prossimamente su questi schermi

Makka

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Novembre 2009

errare e saltare il fosso / della divina sapienza./ Spazio datemi spazio

il fosso / della divina sapienza./ Spazio datemi spazio esteri Hong Kong Water 3 Q uanto

esteri

fosso / della divina sapienza./ Spazio datemi spazio esteri Hong Kong Water 3 Q uanto costa

Hong Kong Water

3

Q uanto costa la bolletta

mos

pieno di acqua preceden-

la soldati cinesi penetrarono

Baoteping. Comprare l’acqua

corpo umano ha bisogno. Evi-

dell’acqua ad Hong Kong?

temente bollita.

per qualche chilometro oltre il

in bottiglia costa caro: il prez-

dentemente la popolazione di

L’ho chiesto a diversi cittadini.

Shuiguan. La situazione era ben

confine nel 1967, e il leader ci-

zo è di poco inferiore a quello

Hong Kong ignora questo sem-

Mi

dicono sempre: praticamen-

diversa in passato: Hong Kong

nese Deng Xiaoping una volta

delle bibite. La gente compra

plice concetto. La Watsons Wa-

te

niente. All’atto pratico fun-

ha sempre avuto gravi proble-

disse alla Tatcher (primo mini-

(anche) acqua in bottiglia fon-

ter, senza alcun pudore, è tra

ziona in questo modo: ogni ap-

mi

negli approvvigionamen-

stro inglese) che, se solo avesse

damentalmente solo per indu-

gli sponsor degli Hong Kong

partamento ha diritto a una

ti. Ciclicamente, fino al 1982,

voluto, la Cina avrebbe potuto

zione pubblicitaria. Bere Evian

East Asian Games 2009. Astu-

certa quantità di acqua gratis

il

governo si è trovato costret-

conquistare Hong Kong in un

pagandola come Fanta è infatti

te faine, bevete acqua distilla-

al

mese. Oltre questa quantità,

to ad razionare l’erogazione

pomeriggio. Gli shortages peg-

una cosa abbastanza chic, una

ta dopo aver fatto sport, e pa-

si

inizia a pagare (ma sempre

dell’acqua (Hong Kong è sem-

giori sono avvenuti negli anni

cosa da ricchi. Le campagne

gate pure 50 centesimi di euro

molto poco). Alcuni anziani,

pre stata una colonia inglese, è

‘60. Foto d’epoca documentano

pubblicitarie mirano anche a

per una bottiglia da mezzo li-

che magari vivono soli e tira-

passata alla Repubblica Popola-

le

lunghe file per l’acqua: per-

costruire nelle coscienze l’idea

tro! Non è mai chiaro, inoltre,

no

la cinghia, riescono a resta-

re

Cinese nel 1997 come regio-

sone sotto il sole, taniche vuo-

che l’acqua in bottiglia sia più

quale sia l’origine primaria del-

re

nella quota gratuita.

ne semi-indipendente). Come

te

alla mano. Solo dopo queste

sana di quella dell’acquedotto.

le acque in bottiglia. Anche sui

Qingshui. Nonostante il gover-

mai

il problema della fornitura

crisi si è iniziato ad importare

A

parte alcune marche, come

siti delle aziende l’argomento

no

assicuri che l’acqua pubbli-

dell’acqua potabile (una risor-

l’acqua dalla Cina: 23 milioni

la

già citata Evian, la costosa

non viene affrontato oppure si

ca

è sicura e potabile, la mag-

sa

critica!) si è protratto per un

di

metri cubi all’anno nel 1967,

acqua venduta nei negozi (co-

parla di generiche “fonti” non

gior parte della popolazione

così

lungo periodo? Le ragioni

oltre 800 milioni dopo il 2000.

me la Bonaqua della Coca Co-

specificate.

preferisce farla bollire prima

sono molteplici: la popolazione

Sempre nel ‘67 venne proget-

la) passa attraverso un lungo

Hong Kong non ha sorgenti

di

berla. Bollire l’acqua è una

è sempre stata in continua cre-

tato un sistema di dighe per

processo industriale: viene fil-

proprie di acqua minerale. Non

tradizione radicata nel Sud Est

scita; Hong Kong era comun-

la

raccolta dell’acqua piovana,

trata, distillata, sterilizzata e a

esiste dunque l’acqua minera-

Asiatico da tempi remotissimi,

que

una colonia, i cui problemi

tutt’ora in funzione.

volte aggiunta di elettroliti. Se

le

di Hong Kong. Due secoli fa,

una precauzione sanitaria ne-

non

erano la prima preoccupa-

Una decisione avveniristica

gli elettroliti non vengono ag-

sull’isola c’erano solo una ven-

cessaria a popolazioni che vivo-

zione del governo britannico;

(introdotta negli anni ‘50) per

giunti dopo la distillazione,

tina di villaggi di pescatori. Poi

no

in un clima caldo e umido.

fornire acqua supplementare

risparmiare acqua fu la realiz-

l’acqua resta acqua distillata!

arrivarono gli inglesi e il desti-

Inoltre molte persone, sapendo

era

una questione non bana-

zazione di due sistemi diffe-

La Watsons Water si vanta or-

no di Hong Kong fu stravolto

che una parte dell’acqua viene dalla Cina (la cui reputazione

le: da dove prenderla? L’unico confine di Hong Kong è quello

renti per la distribuzione idri- ca. Da una parte i tubi connessi

gogliosamente di ciò sulla sua etichetta: pure distellied wa-

per sempre. Ironicamente, fu proprio per rifornirsi di acqua

non brilla per i controlli della

con

la Cina, ed è quella l’uni-

con l’acquedotto, per l’acqua

ter. Ma sono impazziti? È asso-

potabile che la prima nave bri-

qualità né per la manutenzio-

ca

via per cui un eventuale ap-

destinata all’uso domestico.

lutamente preferibile non bere

tannica gettò l’ancora ad Hong

ne

dei propri acquedotti) pre-

provvigionamento extra di ac-

Dall’altra un sistema alimenta-

l’acqua distillata, specialmente

Kong.

ferisce farla bollire per precau- zione. È comune per i cittadini portare con sé un piccolo ther-

qua può passare. I rapporti tra

i due paesi non sono stati sem-

pre amichevoli: trecentomi-

to ad acqua salata, pompata dal

mare, per gli scarichi dei gabi- netti.

dopo aver svolto un’attiva spor- tiva! L’acqua distillata è priva dei sali minerali che di cui il

Simone Marini www.simonemarini.com

I direttori di Kronstadt nel tempo
I direttori di Kronstadt nel tempo

grande statua, forse una nuova Sfinge.

(nda - alcuni, giocando a “trova

le differenze”, sostengono fos-

“non adatta al consumo uma-

no”. Ebben sì, le obbligatorie ana- lisi dell’ASL, successivamente confermate, sono state lapida- rie: ferro quattro volte oltre la

soglia consentita, manganese

Balli, Madonne, omicidi e acque sorgive

vita e morte di un miracolo Lomellino

A lla fine degli anni ‘70 Gar- lasco era nota in tutto il

Nord Italia come il paese in cui sorgeva l’avveniristico com- plesso de “Le Rotonde”: una

sala da ballo, una pizzeria, ri- storanti e localini annessi. Poi ancora una piscina, una pale- stra, un mini-bowling, campi

lecito: riti di esorci- smo collettivo con lauto esborso di of- ferte (coercizione d’incapace), pran- zi e cene di mas-

sa (evasione d’IVA,

mancanza di auto- rizzazione sanita-

da

calcetto, da tennis e chi più

ria), vendita di ogni

ne

ha più ne metta.

oggetto propagan-

Si

racconta che fu il luogo pre-

distico, simbolico

scelto per un concerto di Ma- donna agli albori della sua plu- ridecennale carriera, e -non

tutti lo sanno- è la città natale

e audiovisivo pos-

sibile (ancora eva- sione d’IVA, viola- zione del diritto d’autore).

di

un cantante certamente me-

Tra i fatti più recenti vi è pe-

Il

prete-imprenditore del San-

se “Studio Aperto”) attrae per-

no

noto nel mondo, ma che fu

rò un evento su tutti: un uo-

tuario, già motore mai immobi-

fino le pubbliche autorità: è il

re

del Festival di San Remo nel

mo,

affetto da un male incura-

le

delle lodevoli iniziative sopra

Sindaco di Garlasco in pompa

1996: Rosalino Cellamare, in

bile, dopo aver bevuto l’acqua

riportate, non si fa certo scappa-

magna a catturare l’occhio del-

paese Ron.

di

una fonte sorta in un campo

re

l’occasione: propone di piaz-

la

cinepresa, mentre lo ritrae

Da

ormai più di due anni a que-

poco lontano dal Santuario (zo-

zare una innocua “cassetta per

bene primario, se miracolosa, a

ad abbeverarsi alla fonte dei

ta, si devono mobilitare i tutori

quasi sette volte il limite e, udi-

e

sconosciuta sostanza è sem-

sta

parte la mai ridente cittadi-

na tradizionalmente molto ric-

le offerte” in corrispondenza

miracoli.

te udite, bentazone tre volte e

na

è passata alla vera notorietà

ca di sorgive spontanee) è in-

del campo. Non si sa per quale

Pullman partono da ogni par-

mezzo il lecito.

come il luogo di un efferato cri- mine insoluto: “il delitto di Gar-

spiegabilmente guarito. Pare inoltre il miracolo si sia ripetu-

demoniaco suggerimento, il già citato gestore della fonte che da

te d’Italia, la zona è assedia-

Cosa sarà mai questo simpatica

lasco”, appunto. Sembra possa bastare per un luogo come tanti nella Pianura Padana, inceve Garlàsch, è no-

to, con un buon numero di¬† strane guarigioni dalle più sva- riate malattie. Basta poco per rimettere in

vita rifiuta categoricamente la proposta: “L’acqua è di per sé un

maggior ragione, deve essere

dell’ordine per gestire la viabi- lità congestionata, tanta è l’af- fluenza che sembra zampillino pepite d’oro in tempo di crisi.

plice: uno dei composti predi-

letti per la produzione di pesti- cidi. Cosa potrà mai fare di salvifi-

diminuzione dei livelli di emo-

nei secoli dei secoli per un

altra mirabolante meraviglia: il Santuario della Madonna delle

ta

moto la macchina mediatica, perché ormai tutti gli addetti ai lavori conoscono la strada che

gratuita”. Sarà poi lo stesso, nei giorni seguenti, a saccheggiare tutti i negozi della zona a caccia

Invece è solo acqua. Non potabile per giunta! Tutti si affrettano, perché de-

co al nostro organismo è noto:

globina, riduzione della coagu-

Bozzole.

conduce al paesello: in pochi

di

taniche, da vendere saggia-

vono fare marcia indietro, invi-

lazione, perdita di peso, iper-

Luogo di fede profondissima,

giorni troupé televisive, man-

mente con il giusto sovrapprez-

tando la gente a non consuma-

plasia di vari organi, danni al

sorto addirittura da un miraco-

drie di aspiranti miracolati e

zo

ai malcapitati bevitori che si

re

per nessun motivo il nuovo

fegato.

lo

(una certa Maria, nata sor-

semplici folle di curiosi assalta-

recano al campo benedetto con

frutto del peccato: il contadino

Come faccia a trovarsi in co-

domuta, dopo aver visto la Ma- donna - quella “vera” - poté

no la fonte. Colui che ha in uso il campo,

una semplice bottiglia, o peg- gio ancora un piccolo bicchiere:

con pubblici annunci riportati dai quotidiani locali, il parro-

una fonte che sgorga tra cam-

grande quantità disciolto in

raccontare l’accaduto con paro-

ma non la proprietà, concede

siamo passati direttamente dai i

co

del santuario durante l’ome-

pi coltivati rimane tutt’ora un

le

sue), è sede di numerosi av-

al

capostipite dei miracolati la

buoni propositi a “Il Business è

lia domenicale e, ovviamente,

mistero.

venimenti di una certa rilevan-

possibilità di ergere un piccolo

mio e lo gestisco io!”

il

primo cittadino, primo bevi-

C’è già chi grida al nuovo mi-

za, su cui prevale, più che la

riconoscimento alla sua salva-

La

notizia di un servizio della

tore e primo firmatario dell’or-

racolo.

religiosa ragione, il tollerato il-

trice: pare sia subito sorta una

“testata giornalistica” Lucifero

dinanza che bolla l’acqua come

 

Matteo Bertani

4

ch’io lanci un urlo inumano, / quell’urlo di silenzio negli anni / che ho toccato con mano.” Alda Merini

l’acqua fa male

periodico mensile

Numero 50

Mercoledì 11

Novembre 2009

k

Acqua acqua delle mie brame

U ltimamente leggendo la Provincia Pavese ci si im-

batte in un molti articoli sulla

situazione dell’acqua in Pavia

e provincia. Come mai? È stato

pubblicato il 20 ottobre il ban-

do di gara per la scelta del fu-

turo gestore dell’erogazione del servizio idrico in provincia per

i prossimi 10 anni, e i sosteni-

tori delle varie coalizioni stan-

no dando fiato alle trombe per

portare acqua al proprio muli-

no. Ma come si è arrivati a que-

sto punto? E come si sono mos-

si gli attori pavesi di maggiore

interesse negli ultimi anni? L’ATO di Pavia

ché di esercitare l’azione di re- sponsabilità nei confronti degli amministratori e di risarcimen-

to dei danni a tutela dei diritti

dell´utente.

Ma l’azione del governo non

si esaurisce qui, e con il d. l.

135/09 (Ronchi) sancisce che

gli affidamenti diretti alle so-

cietà a totale capitale pubblico

potranno realizzarsi soltanto in

via eccezionale. Nel caso i pre-

supposti non ci siano, permet-

te l’affidamento a una società

mista con una quota di parte-

cipazione del privato non infe- riore al 40%. Lo zampino della Francia

Per capire come stiano andan-

Ma

torniamo a Pavia. Cosa vuol

do

le cose, è necessario parti-

dire quel 40%? Dobbiamo chie-

re

dal contesto regionale (vedi

derlo agli amministratori che

art. “Ma poi, questo Galli, chi

era?”, pag. 5).

Dopo l’approvazione della leg-

ge regionale, 144 comuni lom-

bardi propongono un referen-

dum per non essere costretti ad appaltare l’erogazione dell’ac- qua all’imprenditoria privata.

Di conseguenza la Regione de-

stavano trattando con Veolia, multinazionale francese molto

propensa al lucro sul diritto al-

la vita (cfr.“Les jeux sont faits”

pag.4), la cui partnership è sta-

ta respinta dalle ASM locali, in

quanto il colosso francese, so- cio di minoranza, reclamava

il diritto di veto e la governan-

libera (l.r. 1/2009) che gli ATO (Autorità d’Ambito Territoria-

ce[3].

Rifiutata Veolia, che pare par-

le,

comprendente i 190 Comu-

tecipi alla gara da sola, le ASM

della provincia) hanno la

facoltà di affidare il servizio a società di proprietà esclusiva-

ni

locali (Pavia, Voghera, Vige- vano e Lomellina, Stradella, Broni-Stradella, Mortara, Me-

mente pubblica, senza ricorre-

de

e Amiacque Milano) han-

re

ad alcuna gara aperta ai pri-

no intenzione di creare una

vati. L’ATO di Pavia, “pilota” del “modello lombardo”, non coglie questa possibilità, e a marzo ri- conferma l’apertura ai priva-

ti, in contrasto con le pressioni

della società civile. Pareri contrapposti

A questo punto si esprimono

due Enti piuttosto rilevanti:

l’Antitrust, e il Co.Vi.R.I., Co- mitato di Vigilanza sulle Risor-

ATI (Associazione Temporanea

di Impresa) per partecipare al

bando. Se vinceranno l’acqua rimarrà pubblica, ma a sentire

Chirichelli, presidente di ASM Pavia, bisognerà avere corag-

gio per vincere contro il colos-

so francese. Una curiosità: pro-

prio Chirichelli dovrà, in caso

di vittoria, firmare l’accordo

con Finlombarda spa, la socie-

Les jeux sont faits,

o delle multinazionali dell’acqua

continua da pagina 1

V a bene, ma nel dettaglio cosa accade? Le emer-

genze idriche sono rimaste ta- li, il costo dell’acqua è, ancora una volta, aumentato, e l’effi- cienza del servizio addirittura peggiorata. In Calabria, invece, troviamo la So.Ri.Cal, di cui la nostra multinazionale preferita de- tiene il 46,5%. Cosa c’è di nuo- vo? Assolutamente nulla. Nel 2008 le dimissioni dell’am- ministratore delegato, indaga- to per la questione Acqualati- na, pochi mesi dopo il Pm De Magistris avvia un’inchiesta sulla So.Ri.Cal: abuso d’ufficio e truffa aggravata per il conse- guimento di erogazioni pubbli- che. A far drizzare le orecchie la stranissima serie di coinci- denze per cui gli appalti ve- nivano assegnati sempre alle stesse società, oltre tutto ricol- legabili tra loro. Nel frattem- po gli ultimi, ovvero i cittadi- ni, si trovano preda del solito balletto causato dall’ingres- so della multinazionale nel- la gestione idrica: costi in au- mento, nessun miglioramento

del servizio. E i comuni mo-

rosi ricevono lettere di diffida con minacce di diminuzione dell’erogazione dell’acqua. Ma non è finita qui: Veolia de- tiene quote anche in socie-

con quote sensibilmente mi- nori. L’Acea, oltre alle nume- rose e immaginabili malefatte qui in Italia, svolge anche una simpatica campagna di priva- tizzazione idrica in Colombia,

del settore a Genova, Luc-

con un aumento delle tariffe

ca

e in Campania. Si può ben

tra i più alti nel mondo e la so-

intuire quale sarà il corso de-

spensione del servizio per le

gli

eventi. Un esempio su tutti:

famiglie che non in grado di

partner nella gestione idrica a Genova è, ta-daan, l’Impregilo

pagare, tutto accompagnato da un’altissima percentuale di di-

(quelli dell’ospedale dell’Aqui-

spersione dell’acqua. E sicura-

la,

tanto per intenderci)!

mente non è l’unica società ad

Spostandoci ora sulla GDF Suez, seconda classificata nata dalla fusione tra Gas de France (energia) e Suez (acqua, ener- gia, rifiuti), troviamo che -al- meno per ora- la presenza in

adottare un simile modus ope- randi. Aggiungere altre informazioni sulla GDF Suez sarebbe super- fluo: è una multinazionale, e basta sapere che non si distin-

Italia non è così forte e danno-

gue dalle altre per ecososteni-

sa

come quella della capolista,

bilità, fair play e trasparenza.

ma ciò chiaramente non toglie

C’è un bel proverbio francese

il

fatto che ci sia e che di dan-

che dice che qui vole un oeuf

ni

ne faccia. Sorvolando le or-

vole un boeuf (chi ruba un uo-

mai ben note storie di aumen-

vo ruba un bue). Sarà meglio

to

immotivato delle tariffe e

restare svegli.

consimili, è interessante che la GDF Suez detenga il 10% di Acea Spa, accanto al Comune

di

Roma (51%), l’imprendito-

re

Franco Caltagirone (7,5%)

Ginevra Sanvitale

*nell’ordine: Paolo Scaroni, Louis

Schweitzer, Baudoin Prot.

e un mucchio di altri azionisti

Schweitzer, Baudoin Prot. e un mucchio di altri azionisti L’UDU per l’acqua Il giorno 2 dicembre

L’UDU per l’acqua

Il giorno 2 dicembre si terrà una conferenza sul tema del- la privatizzazione dell’acqua, organizzata dal Coordina- mento per il Diritto allo Stu- dio - UDU. I relatori saranno Sergio Gre- gori e Roberto Fumagalli. Se questo numero vi è piaciu- to accorrete numerosi! (Ma anche se non vi è piaciuto)

se

Idriche. L’Antitrust boccia la

finanziaria di Regione Lom-

no prima ancora? Quando i 190

costituzionale in quanto lesivo

legge, emettendo una sentenza

bardia, il cui presidente è Chi-

comuni dell’ATO hanno votato

dell’autonomia regionale.

in

cui sostiene che la Regione

richelli medesimo

ma queste

la privatizzazione, chi c’era a

In

effetti, ben due risoluzioni

Lombardia causa una posizione

sono sottigliezze.

rappresentarli? Non è mai sta-

del

Parlamento europeo defini-

di

monopolio, prevedendo che

La gara oggi

ta fatta un’inversione di mar-

scono l’acqua un “bene comu-

la

somministrazione dell’acqua

Ma perché interessa così tan-

cia, non c’è mai stato dissenso.

ne

dell’umanità”, e l’UE ha più

avvenga in regime di esclusiva

e separando l’attività di gestio-

ne della rete da quella di eroga- zione del servizio[1].

A questa netta presa di posi-

zione si aggiunge quella del

Co.Vi.R.I., che il 12 maggio

2009 presenta ricorso straordi-

to l’acqua della provincia di Pa-

via? Nel bando di gara si legge

che “Il fatturato presunto an- nuo relativo al servizio posto in

aggiudicazione è stimato in cir-

ca €52.176.114,00”. Così il 20 ot- tobre 2009 l’ATO di Pavia pub-

blica il Bando, il cui termine

Unica eccezione il ricorso pre- sentato da Abergati per ASM Pavia al Presidente della Re- pubblica, subito ritirato dalla nuova amministrazione di cen- trodestra. Controcorrente In questo pessimistico scenario

volte sottolineato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comuni- tario della concorrenza”. Una proposta di legge regio- nale analoga a quella puglie-

se sta prendendo vita a Paler-

mo, mentre altri Comuni come

nario al Capo dello Stato con-

è

fissato al 18 gennaio 2010. I

qualcosa sembra andare per il

Napoli, Ferrara, Roccapiemon-

tro l’ATO di Pavia per l’annul-

concorrenti per ora dovrebbe-

verso giusto: l’Organizzazione

te,

Prevalle, Bassiano, Vittoria

lamento del Piano d’ambito (il

ro

essere l’ATI composta dalle

Mondiale della Sanità ha defi-

hanno inserito nel loro Statuto

documento di pianificazione

ASM locali e Veolia. Chissà chi

nito l’acqua “presidio sanita-

un

articolo a protezione dell’ac-

programmazione dell’ATO) approvato il 30 dicembre

e

altri tenterà di accaparrarsi l’af- fare milionario, e se la decisio-

rio”, rendendola così un dirit- to umano universale in quanto

qua intesa come bene comune pubblico.

2008[2].

ne

finale sarà imparziale o ve-

fonte di vita. La disponibilità e

Speriamo che anche a Pavia

L’azione del governo

dremo riproporsi logiche che

l’accesso individuale e colletti-

prevalga una linea ragionevole,

In

questo contesto il governo,

alcuni temono essersi verifica-

vo all’acqua potabile dovrebbe-

tenendo presente che l’articolo

con la legge 77 del 24 giugno

te

per l’affidamento dell’appal-

ro essere garantiti in quanto di-

5 del capitolo XVII del Discipli-

2009

(“interventi urgenti in fa-

to

autostradale Broni-Mortara a

ritti inalienabili ed inviolabili

nare di Gara per l’erogazione

vore delle popolazioni colpi-

Impregilo.

della persona.

del servizio idrico recita: “L’Au-

te

dagli eventi sismici nella

E i politici locali?

In Italia, mentre il governo so-

torità si riserva la facoltà insin-

regione Abruzzo”), sopprime

Il

Pd ha presentato due ordini

stiene che il d.l. Ronchi rappre-

gislazione europea, ha stabilito

dacabile di non dar luogo al-

il

Co.Vi.R.I. (molto urgente la

del giorno al Consiglio Comu-

senti un mero adeguamento

la

gara o di prorogarne la data,

sua soppressione per l’Abruzzo

nale (08/07 e 17/09), entrambi

della legge alla disciplina co-

oppure ancora di interrompere

in

effetti

),

sostituendolo con

respinti dal centrodestra, chie-

di

gara per dar modo alle loca-

munitaria, la Regione Puglia,

la

procedura in qualunque mo-

una più blanda commissione nominata dal Ministro dell’am-

dendo di posticipare il bando

proprio richiamandosi alla le-

mento, dandone notizia ai con- correnti attraverso affissione

biente. Con un colpo di spugna

li

ASM di prepararsi adeguata-

l’avvio del processo per resti-

all’Albo Pretorio dell’Ente, sen-

si

annullano così le funzioni

mente. Il Pd si sta mobilitando

tuire statuto pubblico dell’Ac-

za

che gli stessi possano riven-

del Co.Vi.R.I. di proporre azio-

con raccolte firme e iniziative

quedotto pugliese e intende

dicare alcunché al riguardo.

ni

davanti alle autorità contro

di

sensibilizzazione. Ma il Pd

impugnare l’art. 15 del decre-

Inoltre ciascuna seduta di gara

violazione della norma, non-

dov’era l’anno scorso? E l’an-

to governativo presso la Corte

potrà essere sospesa ed aggior-

nata ad altra ora o giorno suc- cessivo.”

Di L.S.

[1] L’Antitrust sostiene: “La Regio- ne Lombardia, con la L. R. 12 di- cembre 2003, n. 26, modificata da ultimo dalla L. R. 29 gennaio 2009, n. 1, ha, invece, previsto una orga- nizzazione del servizio idrico che

prevede la separazione tra l’attivi-

tà di gestione della rete e quella di

] Poiché

la legge in commento prevede che

la somministrazione dell’acqua

avvenga in regime di esclusiva, il modello lombardo sembra prelu-

dere alla duplicazione di posizioni

di monopolio”.

[2] Il Co.Vi.R.I. il 12 maggio 2009

ha deliberato “Di presentare, in via

cautelativa, ricorso straordinario,

ai sensi dell’art. 8 del d.p.r 1199 del

1971, al Capo dello Stato avverso l’Autorità d’Ambito Territoriale Ot- timale della Provincia di Pavia per l’annullamento del Piano d’ambi-

to approvato con delibera n. 22 del

30 dicembre 2008 e di ogni altro at-

to presupposto connesso e conse-

guente.” (art 3, delibera n.12).

[3] Governance: Insieme di re-

gole che disciplinano la gestione dell’impresa stessa. Include anche

erogazione del servizio. [

le

relazioni tra i vari attori coinvol-

ti

(chi detiene un qualunque inte-

resse nella società) e gli obiettivi per cui l’impresa è amministrata.

Gli attori principali sono gli azioni- sti, il management e il consiglio di amministrazione. Per governance

si intende spesso, impropriamen-

te, il CDA di un’azienda.

k

periodico mensile

Numero 50

Mercoledì 11

Novembre 2009

Tv: baruffa sentimentale tra Fede e Minzolini per accaparrarsi le attenzioni del premier. Il direttore del Tg4: “l’ho visto prima io!”

il
il
Il direttore del Tg4: “l’ho visto prima io!” il vino fa cantare 5 Riflessi(oni) sull’acqua continua
Il direttore del Tg4: “l’ho visto prima io!” il vino fa cantare 5 Riflessi(oni) sull’acqua continua
Il direttore del Tg4: “l’ho visto prima io!” il vino fa cantare 5 Riflessi(oni) sull’acqua continua

vino fa cantare

del Tg4: “l’ho visto prima io!” il vino fa cantare 5 Riflessi(oni) sull’acqua continua da pagina

5

Riflessi(oni) sull’acqua

continua da pagina 1

D ate queste premesse, pa- re superfluo sottolinea-

re la natura di diritto inviolabi-

le e universale dell’acqua, come appare quantomeno volgare, se non blasfemo, trattarla al pari

di una merce da assoggettare

alle regole di mercato perché qualcuno ne tragga dei profitti. Perché non mi si accusi di soste-

nere posizioni ispirate dalla pu-

ra ideologia, vi invito però ora

a seguirmi in una riflessione in leggera controtendenza rispet-

to

a quanto viene generalmen-

te

sostenuto dai detrattori della

privatizzazione dell’acqua.

Si ritiene che per soddisfare il

fabbisogno di base di un indi- viduo servano almeno 50 litri d’acqua al giorno, per bere, la-

varsi, cucinare. La quota di uti- lizzo domestico che supera que- sto valore rappresenta quindi,

di fatto, un lusso. Poiché il con-

sumo idrico medio domestico

in Italia si aggira attorno ai 200

litri quotidiani pro capite, è be-

ne che ci abituiamo a pensare,

quindi, che l’acqua è sì un di- ritto, ma un diritto di cui rego- larmente abusiamo. Al di la dei consumi domestici l’acqua è

invece una risorsa come un’al- tra, il cui sfruttamento è neces- sario per la realizzazione del-

la maggior parte delle attività

umane ma dev’essere limitato per rispettarne il tasso naturale

di rinnovamento.

Uno degli argomenti più uti-

lizzati contro la privatizzazio-

ne dell’acqua è il probabile au-

mento delle tariffe, ma questo

sfruttamenti eccessivi.

Le tariffe, quindi, in realtà do-

vrebbero aumentare, e anche

di parecchio, se volessimo rap-

presentare in termini economi-

ci il progressivo esaurimento

delle risorse. I maggiori introiti potrebbero essere utilizzati in parte per migliorare l’efficienza delle reti e in parte per garan- tire gratuitamente il fabbisogno

di

per sé non rappresenta un

idrico di base, che appartiene

dell’uomo, prima ancora che

male in assoluto. Il prezzo che paghiamo attualmente per l’ac- qua è ridicolmente basso, per-

-

all’ambito dei diritti essenziali

del cittadino.

ché è calcolato per coprire uni-

Siamo certi che i soggetti priva-

camente i costi di estrazione,

ti

ti

di

i

bi

re

sarebbero ancora interessan-

depurazione e trasporto. Non si

a farsi carico dell’erogazione

tiene minimamente conto del progressivo esaurimento delle

dell’acqua se dovessero sotto- stare a queste condizioni?

risorse, o del loro mancato ac-

Siamo certi che gli operatori

cumulo. Si tratta del tipico pro-

pubblici avrebbero mai l’ardire

blema economico delle ester-

alzare le tariffe per coprire

nalità: l’acqua è di tutti, per cui non ha un costo di per sé

costi ambientali dello sfrutta- mento idrico?

e risulta esterna al mercato. In

Siamo certi che noi, in entram-

questo modo l’unico limite allo

i casi, sapremmo preoccu-

sfruttamento delle risorse è di

parci per le generazioni futu-

tipo tecnologico: il prezzo della

di fronte alla tentazione di

risorsa è dato dal costo che de- vo sostenere per procurarme-

mantenere privilegi a cui sia- mo ormai assuefatti?

la. Oggi questi costi sono tanto bassi, per gli standard europei, che consentono regolarmente

Makka

Ma poi, questo Galli, chi era?

-la triste storia della legge sull’acqua-

Galli, chi era? -la triste storia della legge sull’acqua- F orse la maggior parte delle persone

F orse la maggior parte delle persone ancora non ha del

tutto realizzato. Sarà che, spes- so, guardare al di là del pro- prio naso è troppo sbatti; tal- volta non è pigrizia ma proprio che è davvero complicato ca- pire; altre volte, semplicemen-

te, confrontata con un incontro

con individui noiosi che tenta- no di analizzare ciò che abbia- mo intorno, la folla sbronza e berciante delle notti pavesi è molto pi√π allettante. Eppure è qui, sotto i nostri occhi. Mentre noi ci avvinazziamo e non ba- diamo al problema, qualcuno tenta di dirci qualcosa, supe-

rare i decibel delle nostre urla

di

divertimento e lanciarci un

altro tipo di utilizzo della risor-

messaggio: HEY, STANNO PER

sa

idrica (come quello agricolo

PRIVATIZZARE L’ACQUA! Che

o

industriale); questo sarebbe

in

effetti, detto così, vuol dire

stato ammesso esclusivamente

tutto e niente ma è già un ini-

se

tale risorsa fosse stata abba-

zio, catalizza l’attenzione. Co-

stanza per tutti e a condizione

sa

vorrebbe dire “privatizzare

che essa non venisse pregiudi-

l’acqua”? Come ogni cosa, per

capirla bene, va analizzata nel

cata nella propria qualità per il consumo umano. Per affronta-

suo presente, sì, ma anche nel

re

l’allora frammentata e disor-

suo passato. Almeno a gran-

ganizzata gestione dell’acqua,

di linee, per avere un’idea del

contesto in cui muoversi. Correva l’anno 1994 e Carlo Azeglio Campi si godeva i suoi ultimi mesi da Presidente del

Consiglio, prima di cedere il po- sto a Silvio Berlusconi. Il 5 gen- naio di quell’anno venne vara- ta la legge 36/94, co- siddetta “legge Gal- li”, la qua-

inoltre, la stessa legge Galli cre- ava il Servizio Idrico Integrato (SII), inteso come l’insieme dei vari segmenti dei servizi pub-

blici, ovvero captazione e di- stribuzione dell’acqua, fogna- tura e depurazione; in ultimo, individuava degli Ambiti Terri- toriali Ottimali (ATO), ognuno dei quali sarebbe stato gover- nato da un consorzio di comu-

ni, l’Autorità di Ambito (AATO);

ogni ATO avrebbe avuto una ta-

separare l’erogazione dei ser-

vizi e la gestione degli impian-

ti. Nell’agosto 2006 si passò da “possibilità” ad “obbligo” di se- parazione, a patto che le socie- tà coinvolte rappresentassero almeno i due terzi dei comuni dell’ATO. Nello stesso anno la Provincia di Pavia, sotto richie-

sta della Regione, diventò “ATO

pilota”: ciò significava applicare

il cosiddetto “modello lombar-

do”, il quale, come punti foca- li, vedeva la separazione di ge-

stione ed erogazione, oltre alla realizzazione di un piano d’am- bito e un bando di gara, redatti con l’aiuto della società regio- nale Finlombarda. Davanti a tale sviluppo della situazione,

il settore pubblico provinciale

pensò bene di potenziarsi, dan-

do alla luce Pavia Acque s.r.l. (a cui la nostra ASM partecipa per

gestione di tali segmenti, alme- no 20 milioni di euro; in caso si tratti di Associazioni Tem- poranee di Imprese (ATI), una delle società raggruppate deve possedere il 50% dei requisiti sul totale; possono partecipare agli ATI anche banche, socie- tà di ingegneria e altre impre- se di costruzione, che non sono tenute a soddisfare i requisi-

ti suddetti. Chi vincerà la ga- ra manterrà l’affidamento per 10 anni, con l’obbligo si prose- guire l’erogazione anche dopo la data di scadenza di tale affi- damento, almeno fino a quan- do non sarà stato nominato un nuovo erogatore. Pavia Acque non rientra nel bando, al con-

trario di quanto sperato, dato che difetta del fatturato neces- sario. E’ interessante osservare le sor-

fatturato neces- sario. E’ interessante osservare le sor- le stabiliva riffa unica, comprensiva di tut- il

le

stabiliva

riffa unica, comprensiva di tut-

il

19%, a fianco di altre aziende

ti di Latina, la cui acqua è stata

un princi-

ti

i servizi inclusi nella SII, tale

pavesi e dell’Oltrepò, Mortara,

privatizzata e affidata alla mul-

pio a cui

da

assicurare la copertura inte-

Vigevano e Voghera), speran-

tinazionale Veolia (cfr. “les jeux

nessu -

grale dei costi di investimen-

do in questo modo di riuscire

sont faits” pag. 4). Ciò significa

no aveva

to

e di esercizio. Praticamente

a

partecipare alla gara e, chis-

che, di fronte all’evidente fal-

mai pen-

ogni cittadino pagava le bollet-

sà, vincerla.

limento del progetto di priva-

sato pri-

te

a un solo ente pubblico, for-

Il bando, che ha per oggetto

tizzazione attuato in Lazio, la

ma: tutte

nendogli il denaro necessario

l’affidamento del SII, è stato

nostra amministrazione locale

le acque,

per curare tutto il tragitto per-

pubblicato il 20 ottobre e sca-

non impara, anzi, ripercorre i

sia super-

corso dall’acqua, dall’estrazio-

drà il prossimo 18 gennaio. Le

medesimi passi.

ficiali che

ne

fino al rubinetto di casa no-

società, o gruppi di società,

La domanda sorge spontanea:

sotterra-

stra; si trattava, comunque (ad

concorrenti possono avere se-

cosa sta succedendo? Pavia sta

nee, erano

oggi la tariffa è pressoché in-

de sia in Italia che in altri Paesi

forse dando la precedenza al-

pubbliche

variata), di meno di un euro al

dell’Unione Europea; esse de-

la tutela di interessi aziendali,

e

il consu-

metro cubo d’acqua.

vono soddisfare diversi requisi-

tralasciando totalmente quelli

mo uma-

La situazione maturò con la

ti, fra cui aver gestito, nell’ul-

della sua cittadinanza?

no aveva

Legge Regionale del 12 dicem-

timo triennio, almeno uno dei

Tranquilli: non è mai troppo

la prece-

bre 2003 che, sostanzialmente,

segmenti del SII in favore di

tardi per incazzarsi.

denza su

lasciava aperta la possibilità, a

non meno di 250.000 abitanti

qualsiasi

discrezione dell’ente locale, di

dell’ATO e aver fatturato, dalla

Emme

6

continua da pagina 1

I tavoli all’aperto, utilizza- ti magari i primi tempi per copiare appunti o compilare piani di studio, quando ormai

la

temperatura tende allo ze-

ro

sembrano messi lì per pren-

dersi gioco di te. La scelta natu- rale sembrerebbe allora essere

la biblioteca di turno, purtrop-

po però ci si rende presto con-

to che è sessione d’esame per

tutti e che le biblioteche spes-

so risultano essere enormi sca-

tole di sardine. Quando non lo sono, altre problematiche ine- vitabilmente si presentano, se non sono gli studenti di inge-

gneria alle prese con una parti-

ta in multiplayer di Fifa Soccier

2012 sarà senz’altro uno stres- sato studente di Lettere anti- che che ad ogni vostro più im- percettibile rumore inizierà a fare l’imitazione di una biscia:

“Shhhh! Shhhh! Ma insomma respira più piano!” Sembrerebbe un’impresa im- possibile e invece ancora una volta il Manuale di sopravvi- venza urbana per fottuti può venirci in soccorso, quasi fosse una Mappa del malandrino per babbani. Ecco allora alcuni luoghi che il nostro volume suggerisce:

La chiesetta di Economia Nella cornice di una chie- sa Longobarda sconsacrata si trova l’aula studio di Econo-

mia di via San Felice, eccellen-

te esempio di efficienza Pada-

na. Un ambiente climatizzato,

Nella foto al centro, un militante della Lega dopo aver provato a leggere un libro.

strumenti

periodico mensile

Numero 50

Mercoledì 11

Novembre 2009

k

Manuale di Sopravvivenza Urbana per Fottuti

Cap. II - Luoghi di Studio

luminoso e superaccessoriato

dio che il cazzeggio, anche su

dei posti più giusti dove studia-

chiami aula Dos

ti intenti a fare ricerche su Fa-

lo

in parte ai vostri problemi,

me. Come si può fare? Niente

con le prese a vista su ogni ta-

La seconda è al contrario il

la

soluzione definitiva è recarsi

paura, la Chiesetta è aperta fi-

volo e un ragionevole livello di

tempio del cazzeggio con aree

al

vicino dipartimento di Mate-

no a sabato sera alle 23 e qua-

che possono correre in vostro

silenzio che concilia sia lo stu-

internet, grazie alla WiFi. Tut-

Computer e tavoli su cui inevi- tabilmente compare una fiori- tura di Mini Notebook connessi

matica (periferia estrema della galassia universitaria pavese)

cercare l’”aula Tesisti”. Il no-

e

lora non vi bastasse vi sono le aulette dell’università centrale

to ciò fa della “Chiesetta” uno

alla WiFi a cui lavorano studen-

me scoraggia i più, ma non ab- biate paura: è di pura fantasia.

soccorso, essendo aperte nel weekend. Tra quella di Lette-

re, anche considerando la pos- sibilità di fare una pausa am-

cebook. Il Dimat e l’enigmatico edifi-

Nessun tesista potrebbe mai fare una tesi su computer che

e quella di Scienze Politiche, benché siano entrambe dotate

re

mirando le tombe a vista che

cio della Nave

hanno visto il muro di Berlino.

di WiFi, bagno e riscaldamento

si trovano nel centro. Un pic-

Se

purtroppo per voi siete stu-

Qualora qualcuno avesse avu-

a manetta, si suggerisce la se-

colo suggerimento: ciascuna fi-

la di tavoli ha sette stipatissime

sedie, non si hanno notizie che indichino che ne siano mai sta- te usate più di cinque, toglien- done una sarà possibile far pas-

sare le gambe tra una sedia e l’altra. Aula Dos di economia e aula studio di Filosofia La Chiesetta come detto è uno dei luoghi più esclusivi dove

poter studiare proprio per que- sto recandovici potreste tro- varla affollata oppure occupata per una tesi o conferenza o vi- sita guidata. Che fare? Non de-

mordete se anche le aule o la vicina biblioteca fossero inagi- bili vi restano ancora due assi nella manica: l’aula Dos e l’au- la studio di Filosofia. Non fatevi ingannare dai nomi, la prima è un po’ imboscata e quindi spesso deserta i compu- ter presenti hanno una connes- sione limitata e non vi è WiFi, insomma l’ideale per studia-

re, sempre che non passiate

il tempo a chiedervi perché si

denti dell’area scientifica che

si devono recare presso la “Na- ve” vi sono un paio di soluzioni che non bisognerebbe sottova- lutare. Innanzitutto vi si scon-

siglia di usare i tavoli dei cor- ridoi dell’edificio non solo per il frequente passaggio dei pro- fessori ma anche per il pro- babile comportamento incivi-

le del vostro vicino ingegnere,

senza contare ciò che potreb-

be piovere sui tavoli dai “ponti”

dei piani superiori. L’aula gran- de di biologia può ovviare so-

superiori. L’aula gran- de di biologia può ovviare so- to la brillante idea prima di voi

to la brillante idea prima di voi

non scoraggiatevi, c’è sempre l’imboscatissima aula Compu- ter (per arrivarci basterà pedi- nare uno studente di Matema- tica dall’aria sgamata!). Rimanendo invece tra le mura amiche della nave vi è un luo- go che ha del mitologico. Pren- dete la prima rampa di scale e

conda, dotata anche di macchi- nette con cibo e bevande. L’aula quasi segreta di Fisica Se ancora foste insoddisfatti

dell’offerta di strutture di eru- dizione ecco l’ultima possibilità che l’università offre. Mettiamo che siate dei secchioni di pri- mo grado o che domenica se-

ra tardi vi ricordiate che lunedì

percorretela oltre il limite del piano “E” presso il quale i più

mattina alle 9 avete un esame, sicuramente vorreste avere un

svolgono le lezioni. Giunti qua-

luogo riscaldato nel quale stu-

si

alla fine, con vostra enorme

diare tutta la notte. Bene, reca-

sorpresa, troverete un tavolo

tevi all’angolo tra via Taramelli

e

delle sedie su un pianerotto-

e

via Bassi dove c’è un cancello

lo

della rampa di scale e un’in-

sempre aperto, a destra vi è il

quietante scritta sul muro:

dipartimento di Fisica e a sini-

“Ufficio”. Sempre che nel frat-

stra quello di Chimica: voi an-

tempo i vertici universitari non abbiano provveduto, questo è il luogo ideale per concentrarvi

date invece dritto e poi a de- stra, dietro Fisica. Qui si trova un’aula studio super riscaldata

se volete studiare alla Nave.

Aulette di Lettere e Scienze Politiche Molti a questo punto potreb-

bero avere ancora delle diffi- coltà. Mettiamo che sia Sabato

e che vi siate appena ricordati

che lunedì mattina avete l’esa-

aperta 24 ore su 24 tutti i gior- ni: L’aula definitiva! Unico appunto: usatela con moderazione, molti studen-

ti dopo un uso intensivo della

stessa pare abbiano perso il lu-

me della ragione

Jco

L’Era del Diritto & l’Ideologia della Ragione

L ’ ideologia, vecchia o nuo- va che sia, è della ragio-

ne la più grande ipocrisia. Al pari della religione, millena-

rio oppio dei popoli, imbriglia i flussi del libero pensiero, inca- nalandoli su rigidi binari, verso mete solo in apparenza dotate

di senso razionale in toto.

L’ideologia è una scorciatoia,

la più semplice scappatoia, per

evitare di mettersi direttamen-

te in gioco, potendo trarre sbri-

gative conclusioni da comples- sissimi problemi, al riparo dagli attacchi di pensatori veri, tra- endo protezione dall’immenso

scudo generato dall’aura magi- ca dell’autorevole personaggio storico di turno. Certo: lode e merito a chi, nei secoli dei secoli, ha saputo ana- lizzare la storia a lui contempo- ranea, giungendo a conclusioni valide e gloriose, molto spesso necessarie ad un miglioramento della condizione umana tutta. Quindi ben vengano l’idea illu- minista prima, e l’ideologia po- sitivista poi, capaci di scardi- nare l’uomo dall’oscurantismo religioso perdurato per tutto il medio evo. Ben voluta e cer-

to irrinunciabile sia l’ideologia

marxista, compagna di tanti

movimenti rivoluzionari, sorel-

la di sogni e speranze di con-

quista per le classi oppresse di

ogni parte del globo.

lo

percepito, da più parti e in

disti.

partitiche, non millantano pre-

Siamo in epoca moderna ora,

vari modi. Pensiamo alla Gros-

Il

maggiore partito della sini-

messe allo stesso modo buone.

e

me in cotanta tradizione si deb-

dovrebbe apparire chiaro co-

tato -e le relative deduzioni- sia

se Koalition che a portato al go- verno un connubio di cristiani

stra, quella farlocca, il ben no- to Partito Democratico, anco-

All’indomani delle recenti ele- zioni primarie del Partito De-

ba operare con piglio di rinno-

e

socialdemocratici tedeschi.

ra non ha ad oggi ben deciso

mocratico, sarebbe facile tro-

vamento.

Riferiamoci ancora meglio

se

caratterizzarsi in forma laica

vare nella compagine “neo

Con banale furberia si potrebbe

all’illuminato socialismo spa-

o

propendere verso tendenze

comunista” della nostra città,

qui asserire che quanto già ci-

fortemente schiavo del tempo

gnolo, baluardo delle riforme sociali (incentivi per l’assun- zione a tempo indeterminato),

“catto-centriste”, diviso dal ca- so Binetti e per nulla imbaraz- zato nell’orgia democratica in

nella mente e sulla bocca di tutti, laconiche sentenze: “E chissenefrega”. Certo si potreb-

suo padre e che, senza le dovu- te precauzioni, più che di dub-

aperto alle libertà personali (ri- conoscimento del matrimonio

arrivo tra Rutelli e Casini, eti- camente ormai minato dall’epi-

be fare meglio: se sommassi- mo il numero dei voti raccolti

bia utilità, tali conclusioni po- trebbero oggi fare solo danno.

per coppie omosessuali), in- transigente nel gestire le tra-

sodio Marrazzo. Purtroppo, come troppo spesso

dai “partiti comunisti” tutti (e sono ben 4: Sinistra Arcobale-

Il mondo politico sembra aver-

ben 4: Sinistra Arcobale- Il mondo politico sembra aver- gedie della modernità (“Piano Africa” per

gedie della modernità (“Piano Africa” per l’immigrazione non molto distante dalla legge “Bos- si Fini”).

In Italia, manco a dirlo, la si-

tuazione è calma piatta, forse peggio. Nella sinistra, quella che si au- to dichiara “vera”, i politici con- tinuano la loro personalissima battaglia fratricida, smembran-

dosi in gruppetti dal potenzia-

le elettorale di qualche “zero-

puntouno” (è di pochi mesi fa

la notizia della nascita dell’en-

nesimo partitino antagonista

“Comunisti-Sinistra Popola- re”, opera del sempre militante Marco Rizzo); mentre i giova-

ormai accade, a destra sembra- no nascondersi sotto mentite spoglie moderni pensatori libe-

ri, non condivisibili, ma alme- no in apparenza seri. Certo: ex fascisti, politicanti faccendieri, ma pur sempre a ragion vedu-

ta seri. I finiani di Fare Futuro

infatti, sempre e comunque i nipoti indirettissimi del fu Par- tito Fascista, hanno recente- mente espresso chiaramente le

posizioni della loro idea di nuo- va destra: tolleranza verso gli

extracomunitari, ostilità verso l’idea di donna come simbolo estetico e nient’altro, apertura totale verso gli omosessuali. In- somma: bisogna pure dargli at-

no, Sinistra Critica, Partito Co- munista dei Lavoratori, Partito

di Alternativa Comunista) alle

ultime politiche, nella loro per-

formance migliore (alla Came- ra), otterremmo un mucchiet-

to di poco superiore a quindici

centinaia di migliaia di voti.

Ovvero la metà di quanti si so-

no recati a supportare il PD alle primarie. Sottolineato questo,

appare chiaro: forse sarebbe il caso di fregarsene. Perché se il PCI era il più gran- de Partito Comunista d’Euro- pa, i suoi seguaci paiono or- mai prossimi all’estinzione. Per giunta: senza che a loro impor-

ti più di tanto. Proprio non ci

ni

perseverano nello schierarsi

to

di aver consegnato l’ideolo-

siamo.

tra

le più ammuffite e classiche

gia al suo giusto passato.

Funesto fu il destino di colui

correnti di pensiero, guarda ca- so, ideologico: marxisti, lenini- sti, stalinisti, trotzkisti e stupi-

I giovani di casa nostra, invece, volendo ragionare nel piccolo, fuori dalle logiche massonico-

che fece dell’Ideologia la sua forma di ragione. Matteo Bertani

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Numero 50

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Novembre 2009

Questa frasetta la penso per il prossimo numero

cultura
cultura

7

Schiavo e Padrone:

un dialogo accadico all’origine di trascendenza e satira sociale

I l Dialogo “Schiavo e padro- ne” è un’opera poetica della

letteratura mesopotamica, da-

tabile verso gli inizi del I mil- lennio, che ha provocato negli assiriologi non pochi dubbi.

Il padrone, in ognuna delle pri-

me 10 strofe, chiama a sé lo schiavo, (che obbedisce pron- tamente) e gli comunica il de-

siderio di accingersi a una de- terminata attività ( caccia, banchetto, matrimonio, ses- so, culto, frequentazione del

palazzo reale ecc

vo approva, e sostiene con va-

lidissime argomentazioni la

scelta del padrone, che però, improvvisamente e senza mo- tivo, cambia idea, annuncian-

do allo schiavo di rinunciare a

svolgere quanto prima dichia- rato. Ancora una volta quindi, lo schiavo si dimostra d’accor- do, e adduce una serie di mo- tivazioni convincenti e sensate

per incoraggiare il padrone nel-

la sua rinuncia.

Lo schema fisso e costante in

cui si ripetono le varie strofe è

lo schia-

);

un

tratto tipico e caratterizzan-

del Dialogo mostra un evidente

domanda risponde chiedendo:

te

di tutta la letteratura antica

intento ridicolo oltre che criti-

“Chi dunque è così grande da

vicino-orientale. La ripetizione, infatti, serviva come importan-

co. Il padrone non ha interesse per niente, è ozioso e indeci-

raggiungere il cielo? Chi è co- sì esteso da abbracciare tutta

te

mezzo economico per una

so, pigro. Sembra che non pos-

la terra?” introducendo, come

lingua, come l’accadico, che si

sa far nulla senza l’approvazio-

già accennato prima, il risvol-

serviva per la scrittura dei circa

ne del suo schiavo, il cui ruolo

to

sapienziale e trascendentale

200 fonogrammi ed ideogram-

è

altrettanto ridicolo e bana-

del Dialogo, attraverso l’analo-

mi

cuneiformi di origine sume-

lizzato, proprio per l’appoggio

gia con alcuni passi del Qohè-

rica. In questo brano, oltretut-

immediato e senza remore, di

let della Bibbia, ma non solo. Il

to,

la fissità delle battute riesce

ogni fantasia del padrone. Ecco

libro del Qohèlet infatti, esatta-

ad

evidenziare la psicologia dei

che, però, la figura dello schia-

mente come il nostro Dialogo,

personaggi, oltre che a dare più risalto all’undicesima strofa,

vo acquisisce uno spessore in più rispetto a quella del padro-

mostra che nulla è comprensi- bile all’intelligenza umana, mo-

quella conclusiva, che spezza il meccanismo delle altre strofe, introducendo la parte nevralgi-

ne, poiché, astuto e beffardo, sembra prendersi gioco di lui; è intelligente e attento, e antici-

stra l’esistenza di ciò che è tra- scendente, estraneo alla nostra esperienza sensibile. Secondo

del testo, che lo assimila alla

letteratura sapienziale. Dalle prime dieci strofe, possia- mo notare quello che può es-

ca

pa il tipo dello schiavo furbo e macchinatore che si svilupperò successivamente nella comme- dia antica, soprattutto in quel-

lo schiavo quindi, nessuno al mondo può rispondere a que- sta domanda, nessuno può co- gliere il vero senso della vita, e

sere identificato come lo stato

la

plautina.

l’uomo stesso è troppo piccolo

stato posto, insieme a tanti al-

embrionale della satira socia-

Nell’ultima strofa il padrone

per giungere fino al cielo e ri-

le. Il padrone, certamente un ricco signorotto locale, mostra i suoi capricci, la noia da cui è

chiede infine “che fare?, che conviene fare?” resosi con- to che non esiste nessuna ra-

solvere quest’enigma che gli è

tri, dall’universo sovrano.

affetto, e ostenta il suo status

gione per determinare la scel-

economico, riferendosi ad atti- vità estranee nel modo più as- soluto al lavoro. Questa parte

ta fra l’azione e la non-azione,

pensa che la morte sia l’unica soluzione. Lo schiavo a questa

Emanuela Iannotta

Il re del Porn Groove

P ROLOGO: Ho deciso di co-

ve

la sua omosessualità in to-

minciare questo pezzo con

tale serenità, dimostrando di

un

incipit ad effetto estrapolato

avere una vena ironica di tut-

da

un vecchio numero di Kron-

to

rispetto (basta scorrere i ti-

stadt spulciato nella vecchia se-

toli dei suoi brani, come la vio-

de

dell’Informagiovani durante

lenta “Che bella la cappella” e

l’inverno 2008:

SESSO SESSO SESSO SESSO

che ho attirato la vostra atten-

l’anthem “Io la dò”). Ma il Casto divo non è soltan-

SESSO SESSO SESSO SESSO

to

tastierine glitch o cavalcate

SESSO SESSO SESSO SESSO SESSO SESSO SESSO. Bene, ora

zione, veniamo al dunque. Que-

sintetiche. È poesia e raccon- to. Parole e verità miscelate con urban dance, vaudeville e

dance anni ‘90. Le sue creazio-

sto

incipit, credetemi, non si di-

ni

sono un inno all’indipenden-

scosta molto dal tema di questo

za

e alla libertà. E sarebbe fa-

articolo. La nostra adolescenza, cari lettori maschi, l’abbiamo

cile cadere nelle provocazioni proposte da una società pseu-

passata tra i banchi di scuola,

do

inquisizionale che permet-

il

campo di calcetto e la came-

te

tette sventolanti (siliconate

retta, attratti da una produzio-

eh!) e demonizza realtà sessua-

da una produzio- eh!) e demonizza realtà sessua- -Schiavo ai miei ordini! -Ecco, padrone, ecco! -In

-Schiavo ai miei ordini! -Ecco, padrone, ecco!

-In cammino! Vammi a pren-

dere e ad attaccare il carro:

mi reco al palazzo!

-Vacci, padrone, vacci! Ne trarrai gran vantaggio. Veden-

doti il re ti colmerà di onori! -Ebbene, no, schiavo, non mi recherò al palazzo! -Non andarci, padrone, non andarci! Il re vedendoti può spedirti chissà dove, farti in- traprendere una strada sco- nosciuta e gettarti negli af- fanni giorno e notte!

] [

-Schiavo ai miei ordini!

-Ecco, padrone, ecco! -Voglio fare l’amore con una donna! -Fallo, padrone, fallo! Chi fa l’amore con una donna, di- mentica inquietudini e pre- occupazioni! -Ebbene, no, schiavo, non voglio fare l’amore con una donna! -Non fare allora l’amore, pa- drone, non lo fare! La donna

è un vero pozzo, una cister-

na, un fosso, la donna è una daga di ferro affilata, che ta- glia la gola dell’uomo!

] [

-Schiavo ai miei ordini! -Ecco, padrone, ecco! -Allora che conviene fare?

Rompere la mia testa e la tua,

o gettarsi nel fiume, è questo

che conviene fare? -Chi dunque è così grande da raggiungere il cielo? Chi è co- sì esteso da abbracciare tutta la terra?

da “Schiavo e Padrone”

ne cinematografica abbastanza

settoriale ed esplicita (si vab- bè dai, li guardavamo tutti i filmetti hard no?). Non vi sie- te mai chiesti chi componesse

li ormai consolidate. Prendia-

mo per esempio “Che bella la cappella” e la sua narrazione

di un amore proibito tra capi-

telli e altari marmorei. Oppu-

O Kamchatka o morte!

-Principi di Firenze-

le

musiche vagamente truzze

re,

se preferite, analizziamo “Io

Benvenuti a tutti! Quanti di noi

che facevano da sottofondo alle

la

dò”. Le avventure di Deborah

rimembrano con infinita gio-

evoluzioni dei nostri eroi? No?

non ci sembreranno tanto di-

ia i momenti passati a scannar-

Beh, io si. Durante i miei studi

verse da quelle delle ragazzet-

si a partite di Risiko o Monopo-

mi sono imbattutto in un perso-

te

che incrociamo il venerdì se-

li? Oppure provando i più esotici

C ominciamo parlando di

naggio di tutto rispetto: Imma-

ra

sul corso.

Tornado e Cluedo? Per non par-

nuel Casto, il re del Porn Grove.

 

lare del periodo intelletualoide

Le leggende su di lui si spreca-

 

Elia Mariani

(che sicuramente avrete avuto) di

no, ma Immanuel, come tutti i

no, ma Immanuel, come tutti i Scacchi e Scarabeo!

Scacchi e Scarabeo!

navigati personaggi dello show businness, non ha mai fatto nulla per smentire i rumors sul suo conto. Vi basti sapere che sia Cristiano Malgioglio (“Od- dio, quest’uomo è frocissimo”) che Justin Timberlake (“Mi fa piacere sapere che in Italia ci sia qualcuno che mi imita”)

Bene, per fortuna quei momen- ti sono finiti ma nuovi giochi da tavolo stanno nel frattempo prendendo il sopravvento: ecco allora la guida che vi aiuterà a tenervi al passo coi tempi!

uno dei più interessanti

hanno salutato positivamente

giochi in circolazione: “Principi

la sua produzione discografica. Cantautore raffinatissimo dal-

di Firenze”. Gli autori di questo

gioco sono i tedeschi Richard

le

influenze variegate (si sento-

Ulrich e Wolfgang Kramer (il ti-

no

gli echi di Rufus Wainwright

tolo originale dell’opera è “Die

e di Freddy Mercury nelle sue

Fürsten von Florenz”) ma, co-

composizioni), Immanuel vi-

me si può capire dal nome,

l’ambientazione è il Rinasci- mento italiano. L’obiettivo del gioco è quello di portare presti- gio alla propria famiglia perse- guendo la via del mecenatismo vestendo i panni di un impor- tante principe della città. Ciascun giocatore avrà un ta- bellone che rappresenta la sua corte, dove potrà ospitare giul- lari, costruttori e attrazioni.

Inoltre, nella tenuta di famiglia (area quadrettata sul proprio tabellone), si potranno costrui-

re i più svariati edifici, dall’Uni-

versità alla Torre, oltre che aree

di libero pensiero come laghet-

ti, parchi e boschi. Tutto que- sto con l’obiettivo di mettere a

proprio agio gli artisti e scien- ziati che chiederanno di poter realizzare le loro opere presso

la vostra corte. Il vincitore sarà

colui che totalizzerà il maggior numero di Punti Fama, otteni-

bili proprio grazie alle opere. Il gioco è facile da imparare ma per essere giocato bene neces- sita di alcune partite. Richiede una o due ore di tempo e pre- vede da 2 a 5 giocatori, anche se in pochi il gioco rende me- no. “Principi di Firenze” ha una buona giocabilità, un discreto numero di strategie e, sfruttan- do alcune varianti proposte al suo interno può essere giocato parecchie volte senza stanca- re. La fortuna ha un basso pe- so per le sorti della partita, così

come l’interazione tra i giocato- ri, anche se, la presenza di gio- catori inesperti potrebbe falsa- re il risultato. Per gli amanti dei giochi strate- gici ma anche dell’eleganza del

rinascimento italiano!

Jco

Reg. Trib. Pv n° 594 - ISSN 1972-9669 - Stampa: Industria Grafica Pavese SAS, Pavia - Chiuso in Redazione 11-11-2009 - Tiratura 2000 copie - 2009, Alcuni diritti riservati (Rilasciato sotto licenza Creative Commons 2.5 Ita by-nc-sa)

k

© Massimo Ghimmy

ronstadt

50

periodico mensile

Numero 50

Mercoledì 11

Novembre 2009

ISSN 1972-9669

Numero 50 Mercoledì 11 Novembre 2009 ISSN 1972-9669 50! di questi numeri Appello per un’altra informazione
50! di questi numeri
50! di
questi
numeri

Appello per un’altra informazione

da Kronstadt n°1, marzo 2004

I n città si avverte l’esigenza di un altro tipo di informazione che si affianchi a quella già

presente, riflesso di una logica

di

monopoli dominante a livel-

lo

mondiale, e che renda conto

delle necessità di comunicazione presenti nella società. Le associa-

zioni del terzo settore, il Comune

e

l’Università, le Scuole Superio-

ri

non hanno in questo momento

a

disposizione un sistema infor-

mativo che permetta loro la co- municazione e il confronto. La cultura come risorsa Una città come Pavia deve con- tinuare a investire e impegnar-

si

nel mantenere un alto profi-

lo

in ambito culturale di contro

alla banalizzazione legata a logi- che di mercato. Di più, la sfida

da

raccogliere è non solo quella

di

continuare ad agire ma di ri-

uscire a trovare i mezzi per riu- scire a raccontarlo, incoraggiarlo e immaginarlo. La cultura rap- presenta uno spazio privilegia-

to per combattere una battaglia che può migliorare la qualità di vita anche e soprattutto in termi- ni economici concreti.

L’Università e il territorio

Pavia è sede di uno dei più an- tichi e importanti atenei d’Euro- pa, ma viene avvertito da sem- pre un distacco tra l’università e

il territorio. Questa distanza ap-

come scritto nell’articolo 21 del-

la Costituzione. Manifestare libe-

ramente il proprio pensiero vuol dire avere accesso a spazi infor- mativi, poterli controllare e ge-

stire in un’ottica che non sia solo

ed esclusivamente quella delle

leggi del mercato.

Pensiamo che la soluzione di questi problemi possa transita-

che globali.

Crediamo che l’esigenza di un’in- formazione non asservita al po- tere sia oggi sentita da molti, e che sia compito di queste perso- ne impegnarsi per la creazione

di spazi di libero confronto.

Chiediamo perciò agli Enti Loca-

li, alla Società Civile e all’Univer-

sità di sostenere questo progetto

pare ai più inopportuna per una

re

anche per la nascita a Pavia

firmando l’appello e partecipan-

città abbandonata dalle fabbriche

di

un soggetto d’informazione

do concretamente alla sua re-

che non può permettersi un fu-

dal

basso che, sfruttando diver-

alizzazione così da dar voce a

turo slegatodal patrimonio di sa-

si

supporti multimediale (carta

questioni e opinioni altrimenti

Per arrivare a capire, di più e me-

pere che questa istituzione rap- presenta. Il compito dell’informazione.

stampata, portale internet, archi- vio audio/video, radio e televi- sione) sappia diventare un punto

invisibili.

Le vicende del mondo dalla fine

di

convergenza per chiunque vo-

glio, la complessità degli eventi e

della guerra fredda in poi hanno fatto crescere la consapevolezza

glia contribuire alla creazione e alla diffusione di un altro model-

dei mondi che ci circondano. Per sostenere la necessità di una in-

dell’importanza dei mezzi di in-

lo

d’informazione: un’informa-

formazione intelligente, capace di

formazione. Importanza legata

non solo alla libertà di scelta, e quindi alla pluralità come richia- mato dal Presidente della Repub-

zione centrata su Pavia e sui suoi problemi che sappia anche guar- dare oltre, nella consapevolezza che i problemi sul nostro territo-

guardare in profondità e riflettere sugli eventi, anziché sull’audience. Per cercare, infine, di svelare e rac- contare sempre, ogni possibile veri-

blica, ma anche e soprattutto alla

rio

sono spesso la determinazio-

tà. (www.ilariaalpi.it)

possibilità di accedere agli stessi,

ne

locale di problemi e dinami-

ATTREZZATURE E MATERIALI PER BIOEDILIZIA VERNICI ECOLOGICHE 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Via Dante, 110 Tel.02-94699044 -

ATTREZZATURE E MATERIALI PER BIOEDILIZIA VERNICI ECOLOGICHE

20081 ABBIATEGRASSO (MI) Via Dante, 110 Tel.02-94699044 - 94699083 Fax 02 - 94696203

KRONSTADT : iniziativa realizza- ta con il contributo concesso dal- la Commissione A.C.E.R.SA.T. dell’Università di Pavia nell’ambi- to del programma per la promo- zione delle attività culturali ricre- ative degli studenti.

Credits:

Le vignette sono di mister Ami- ghetti e miss Tassan, tutte le al- tre immagini ci sono state gentil- mente concesse da Google.

Dal numero 43 la rivista è realizzata nell’ambito di “Pavia, La Cit- tà Partecipata”, previsto dal progetto “Servizi agli studenti nei Co- muni sedi di Università” a cura del Dipartimento della Gioventù - Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Anci - Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Ringraziamo tutti i redattori che negli anni hanno riempito queste pagine, e facciamo anche un rin- graziamento speciale a coloro che hanno intessuto la trama di Kron- stadt sotto e dietro la carta: gli impaginatori (Emanuele Quin- to, Domenico Santoro, Davide Iemmola, Stefano Menegon, Lu- ca Schiavi, Umberto Mazzei) e i caporedattori (Lidia Acquaotta, Francesca Pepe, Simone Matto-

li, Emmanuela Carbé, Isabella Bossolino, Ginevra Sanvitale) L’immagine del poster è di Die- go Gabriele (www.ak-house.com www.improponibile.com).

Direttore editoriale Isabella Bossolino

Direttore responsabile Salvatore Gulino

Servizio agli studenti nei comuni sede di università

Isabella Bossolino Direttore responsabile Salvatore Gulino Servizio agli studenti nei comuni sede di università
Isabella Bossolino Direttore responsabile Salvatore Gulino Servizio agli studenti nei comuni sede di università

Perché Kronstadt si chiama Kronstadt

K ronstadt è una città-

fortezza sita nel gol-

fo di Finlandia. Lenin

ne parlò come “il lampo che il- luminò meglio di ogni altro la nostra realtà”: gli stessi mari- nai che pochi anni prima era- no stati definiti da Trotskij “glo- ria e onore della rivoluzione”, costitutori di uno dei primi so- viet nati in Russia durante la ri- voluzione, nel 1921 si ribellaro- no alla corruzione dell’idea per la quale avevano tanto strenua- mente lottato, dando vita a una rivolta anarchico-libertaria sof- focata nel sangue e liquidata dai massimi dirigenti del partito co- me prettamente borghese. “Tutto il potere ai soviet e non ai partiti”, il grido di guerra dei ri-

voluzionari. Il rifiuto delle ide- ologie, di qualsiasi colore esse siano, è quello che ci contraddi- stingue; libertà, consapevolez- za, informazione, cambiamento i nostri capisaldi. Troppe vol- te, per la fretta di andare chissà dove, pensiamo che sia il nostro treno a muoversi, quando inve- ce è quello al nostro fianco che sta partendo. Noi abbiamo deci- so di prendere la patente ferro- viaria, e scegliere come e quan-

do partire. Seguiamo dei binari, ma fermiamo in tutte le stazio-

ni: si può imparare qualcosa da qualsiasi luogo e qualsiasi per- sona, perché è dal basso, che nasce la vera rivoluzione.

Ginevra Albertovna Sanvitalij

Perché 50 è scritto 50!

P erché è il fattoriale. Per n numero intero positi-

vo si dice fattoriale e si indi-

ca con n! il prodotto dei pri- mi n numeri interi positivi. Noi abbiamo 50!, quindi sarà

che è circa

3·10 64 . Eh, sì, siamo un po’

megalomani.

1·2·3·4·5·

·50,

Kronstadt

periodico mensile