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Live at the Apollo un disco che ha la capacit di convertirti.

Ti spiega cosa
cera prima del funk, dellhiphop, dellhouse e del R&B. un punto di partenza
LApollo Theater l ho sempre considerato il grande giudice. Prima che ci arrivi,
prima del giorno in cui ti consentito finalmente il privilegio di salire sul suo
palco, sei in libert vigilata. Non ti sei ancora fatto il mazzo a sufficienza, ma
diciamo che ti sei qualificato per un concerto al Grande Apollo. Dopo che ti sei
esibito sul suo palco leggendario, dopo che sei sopravvissuto per raccontarlo
sei, secondo la mia definizione, rilasciato per buona condotta. Ok a chiamata
hai risposto, hai fatto tutto per bene, ora sei libero.
Questo quello che James Brown ha scritto nella sua biografia per
presentare l Apollo Theater di New York, probabilmente il pi famoso club
degli Stati Uniti, ed il pi noto al mondo, per quanto riguarda gli spettacoli
e i concerti soul, jazz, R&B e funk. In parole povere il tempio della musica
black. Il nome di questo storico teatro legato anche a uno dei pi
celebri ed importanti dischi live mai pubblicati. Stiamo parlando di Live
at the Apollo registrato la sera del 24 ottobre 1962 da una leggenda come
James Brown e dal gruppo che lo accompagnava in quel periodo, The
Famous Flames, stranamente non accreditato sulla copertina dell album.
52 | bit.ly/musicpost
darkroom.baltimoresun.com / bettylivin.com / Jose M Izquierdo Galiot
/ Gareth Williams / coolinoutworldwide.com
JAMES
BROWN.
LIVE AT THE
APOLLO.
Simone Cazzaniga / www.musicpost.it
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54 | bit.ly/musicpost
Per quelli come noi che hanno gi qualche anno di troppo, il nome di James Brown
ben conosciuto, ma per i pi giovani ci sentiamo in obbligo di dire che non c artista
rap, R&B o pop che non debba qualcosa a lui, sia dal punto di vista musicale, sia da
quello dello spettacolo. Doveroso quindi ricordarlo con quello che a tutti gli efetti
non stato il suo primo successo discograco, ma che senza ombra di dubbio il
pi signicativo. James Brown, che in quel periodo cavalcava londa della sua hit
Night Train, non si era ancora guadagnato lappellativo di The Godfather of Soul
e non aveva ancora raggiunto la notoriet di colleghi come Ray Charles o Sam
Cooke, ma fu comunque chiamato a esibirsi per la seconda volta, con una serie di
concerti, allApollo Theater. Questo perch aveva la riconosciuta abilit di coinvolgere
ed esaltare il pubblico con la sua musica, il ritmo e i suoi movimenti come nessun altro
cantante sapeva fare. Una caratteristica che lo accompagner per tutta la lunghissima
carriera, una vera e propria macchina da palcoscenico. Sotto le luci dei riettori si
muoveva e dirigeva la band in modo adrenalinico, riuscendo a trasmettere emozioni
e sensazioni uniche.
Quella sera salendo sul palco era cosciente di dover dare il meglio di s ancora una
volta, pi di tante altre occasioni, perch aveva deciso di immortalare lo show per farne
un album. Non erano ammessi errori e distrazioni. La registrazione, completamente
nanziata dallo stesso Brown, fu eseguita senza interruzioni, senza spazio tra le singole
canzoni. Primo per riproporre agli ascoltatori lo stesso entusiasmo vissuto durante lo
show, e secondo per evitare la pubblicazione di singoli. Se la gente poteva comprarne
dei singoli pezzi, perch non comprare lalbum completo?
Lucas Fats Gonder, lorganista della band, ad aprire la serata, riscaldando latmosfera
presentando la set list di quello che da l a poco avrebbero suonato. Riusciamo a
immaginarci Mr. Dinamite Brown, autorevole e radioso, avvicinarsi al microfono con il
suo sorriso sornione, il vestito della festa e la capigliatura perfettamente imbrillantinata,
prendere possesso del palco e accolto da ovazioni, mugolii e grida deccitazione
dare il via allo spettacolo con Ill Go Crazy, per poi continuare con Try Me e
successivamente con la frenetica Think.
La voce compressa e furibonda accompagnata dai rif delle chitarre e dagli
strumenti a ato riesce senza fatica a catturare lattenzione del pubblico che allo
stacco iniziale di ogni canzone si esalta urlando. Dopo I Dont Mind, due muniti e
mezzo di incondizionato soul con il coro che fa da interlocutore per tutto il brano,
si arriva al momento spirituale per eccellenza, dove il nostro Soul Brother Number
One, uno dei tanti appellativi che James Brown si guadagnato, si cosparge il capo
di cenere e chiede perdono con uninterpretazione remissiva di Lost Someone, la
traccia principale di tutto il disco, che sul vinile divisa tra lato A e lato B. Sul nale,
con un Medley vengono riproposti alcuni successi come Please, Please, Please,
Youve Got the Power e I Love You Yes I Do, mentre la chiusura afdata alla
ritmica blues di Night Train, qui suonata con la stessa andatura di un treno in corsa.
Live at the Apollo un disco che ha la capacit di convertirti. Ti spiega cosa cera prima
del funk, del hiphop, dellhouse e del R&B. un punto di partenza ed con questo spirito
che lo si deve apprezzare. Il nostro solo un invito allascolto. Spegnete la musica che
vi circonda, solo per pochi minuti, per lesattezza trentadue, il tempo necessario per
gustare e apprezzare questo live e vi assicuriamo che domani qualsiasi altro disco si
presenter con prospettive e aspettative diferenti. Il successo di quel concerto e di
quellalbum, sono la giusta testimonianza di cosa necessario fare per raggiungere il
giusto obbiettivo, semplicemente quello che il pubblico vuole ascoltare, hai fatto
tutto per bene, ora sei libero.
Per darvi modo di apprezzare la sicit di Soul Brother Number One abbiamo
selezionato questo prezioso video collage che contiene sette registrazioni
realizzate attraverso questo procedimento (in AR).