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Post Graduate School of Economics and International

Relations


Master in Economia e Politica Internazionale



TESI







Candidata: Bettsy Valenzuela Rodriguez
N Matricola: 12-995-809
Relatore: Alessandro Terzulli
Correlatore:








Anno Academico 2012-2013
IL SUDAMERICA: Dalla lost decade al
boom. Il caso del Per
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


2
INDICE

Capitolo 1. IL PANORAMA ECONOMICO SUDAMERICANO 9
1.1 Uno sguardo alle dinamiche: lost decade-2000.. 9
1.2 Crescita economica.. 16
1.2.1 Performance economica attuale .. 16
1.2.2 Fattori che hanno influito positivamente nel boom ... 19
1.2.3 Condizioni interne ed esterne favorevoli 21
1.2.4 Nuove politiche macroeconomiche 23
1.2.5 Governo e istituzioni .. 27
1.3 Sfide e prospettive future. 28
Capitolo 2. IL PANORAMA ECONOMICO PERUVIANO ... 33
2.1 Dalla lost decade al 2000.. 33
2.2 Il boom economico 39
2.3 Rischi e punti di forza attuali 48
2.3.1 Sfide e rischi per la crescita sostenibile..... 48
2.3.1 I punti di forza delleconomia 51
Capitolo 3. PERU: STRUTTURA SETTORIALE E COMMERCIO CON LESTERO. 53
3.1 Settori Cruciali per leconomia. 53
3.1.1 Il settore agricola
3.1.2 Il settore pesca
3.1.3 Il settore minerario e idrocarburi
3.1.4 Il settore manufatti e industriale
3.1.5 Il settore edilizia e costruzioni
3.1.6 Il settore dei servizi
3.2 Trade evolution e principali partner... 59
3.2.1 Principali partner commerciali 61
3.2.2 Interscambio con i blocchi commerciali. 66
3.3 Sostenibilit della crescita e prospettive 69
3.3.1 Prospettive della situazione socio-economica. 71
CONCLUSIONI .. 73
BIBLIOGRAFIA ... 75
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ELENCO DELLE FIGURE

Figura 1. AMERICA LATINA E CARAIBI: flussi netti di Investimenti Diretti Esteri
1980-2012 . 22
Figura 2. AMERICA LATINA, evoluzione del saldo del bilancio pubblico, 1980-2012.. 25
Figura 3. AMERICA LATINA, investimenti fissi lordi, 1980- 2012 25
Figura 4. Evoluzione del tasso di crescita del PIL pro capite... 35
Figura 5. PIL MONDIALE 2002-10.. 39
Figura 6. America Latina, PIL reale e inflazione . 40
Figura 7. IDE 2000-12 .. 41
Figura 8. Tasso dinteresse di riferimento della Banca Centrale del Per . 44
Figura 9. PIL e domanda interna peruviana .... 44
Figura 10. Bilancia Commerciale-Per . 46
Figura 11. Conto Corrente e flusso di capitali privati di lungo periodo-Per 46
Figura 12. Inflazione media in America Latina 47
Figura 13. Tasso dinflazione e Inflation Targeting-Per . 48
Figura 14. PIL per settore economico . 53
Figura 15. Struttura delle esportazioni tradizionali ... 57
Figura 16. Interscambio commerciale del Peru con il resto del mondo ............................... 61
Figura 17. Interscambio commerciale Per-UE .. 67
Figura 18. Per, previsioni sulla crescita economica 2013-2017 ... 71


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ELENCO DELLE TABELLE

Tabella 1. America Latina e Caraibi, Prodotto Interno Lordo totale . . 16
Tabella 2. Global Competitiveness Index - 2 Pillars . 18
Tabella 3. Somma di esportazioni e importazioni: indice del grado di apertura . 20
commerciale, 1980- 2011
Tabella 4. America Latina e Caraibi: esportazioni di beni e principali destinazioni, 2011 .. 21
Tabella 5. America Latina e Caraibi: Inflazione media annua, 1980- 2011 ... ... 26
Tabella 6. Per, rischi globali 50
Tabella 7. Produzione del settore minerario e idrocarburi 56
Tabella 8. Principali paesi fornitori del Per 61
Tabella 9. Principali paesi destinatari delle esportazioni peruviane ... 62
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ELENCO DEGLI ACRONIMI



AMCHAM Camera di commercio Americana in Per
APEC Cooperazione Economica tra paesi asiatici e del pacifico
BCRP Banco Centrale di Riserve del Per

CAN Comunit delle Nazioni Andine

CAPECO Camera Peruviana di Costruzione

COFIDE Corporazione finanziaria e di sviluppo

LA6 Brasile, Cile, Colombia, Mexico, Per, e Uruguay

LAC Paesi latinoamericani

MERCOSUR Mercato Comune del Sud

MRTA Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru

PROMPERU Commissione peruviana di promozione dellesportazione e il turismo

SUNAT Soprintendenza Nazionale di Amministrazione Tributaria

TLC Trattato di libero scambio

UE Unione Europea
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INTRODUZIONE


Lattuale scenario internazionale sta registrando profondi cambiamenti, con la comparsa
di nuovi attori e protagonisti di rilevanza cruciale che stanno modificando gli equilibri
globali, al punto che la tradizionale teoria della Dottrina Monroe LAmerica agli
Americani e la teoria della dipendenza appartengono oggi alla storia.

La performance sudamericana nei secoli precedenti stata tutto tranne che lineare e ha
esperimentato costanti fluttuazioni del ciclo economico, oltre che politico, non
contemporanei, infatti di Sudamerica ce ne sono vari e diversi tra di loro. La denominata
lost decade comparsa negli anni Ottanta come conseguenza di una serie di debolezze e
fragilit in tutta larea sembra ormai lontana.
Il nuovo contesto sudamericano accompagnato da una fase di profonde
trasformazioni di carattere economico, sociale nonch politico e che stanno trainando
con s effetti positivi. In ambito economico quasi la totalit dei paesi del subcontinente
ha optato per uneconomia di libero mercato e si orientata verso lintegrazione nel
sistema internazionale moderno. Il graduale rafforzamento dei loro sistemi democratici
ha portato con s una maggiore stabilit politica nellintera area, attribuendo ai governi
una legittimit che prima era carente e fragile.
Linizio del XXI secolo ha consentito il recupero e lo slancio economico nella regione,
portando con s nuove opportunit e nuove sfide. Il ciclo positivo di crescita economica
verificatasi nellultimo decennio stato spinto, tra gli altri fattori, da condizioni esterne
che rimangono stimolanti ma che non possono durare per sempre.
Per il caso del Per, uno dei paesi con maggiore crescita economica nella regione, esso
un chiaro esempio di come uneconomia, fino a pochi anni fa considerata fragile, sia
riuscita a raggiungere elevati tassi di crescita ed essere capace di guadagnarsi la fiducia
degli investitori di tutto il mondo, superando in crescita i paesi vicini come il Brasile.
Unaltra svolta costituita dai diversi accordi di cooperazione economica firmati con
paesi di cruciali importanza come la Cina e recentemente con lUE.
Tuttavia, la presenza di una crescita sostenibile e costante nel tempo ha bisogno di un
intervento prudente del governo, mediante politiche macroeconomiche che rafforzino i
fondamentali macroeconomici del paese. In altre parole, lobiettivo deve essere la
riduzione delle fragilit derivanti dalla trasformazione del contesto socio-economico
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internazionale e, nello specifico, dalla storica dipendenza dalle materie prime, di cui sono
grandi esportatori. Una importante sfida per i governi sudamericani quella dinnalzare
la qualit della vita delle loro popolazioni e garantire un percorso di crescita diffusa su
tutto il territorio.
Lo scopo di questo lavoro di analizzare i fattori che hanno portato allaffermarsi del
recente boom economico sudamericano iniziata prevalentemente nel 2002, e in
particolare concentrandomi sul caso emblematico del Peru, analizzando gli elementi
esterni e interni che hanno contribuito alla sua crescita economica. Si cerca inoltre di
analizzare la sostenibilit di questa crescita nel tempo e la possibile emersione di
uneconomia sana e solida.
Per la migliore comprensione di questo lavoro largomento suddiviso in 3 capitoli. Il
primo capitolo riguarda lanalisi delle dinamiche socio-economiche della regione
sudamericana nel suo insieme, sin dagli anni Ottanta e fino allultimo decennio di
crescita economica iniziato nel 2002. Questo primo capitolo consentir di osservare nel
suo complesso il percorso di crescita del subcontinente, di comprendere il passato per
capire le dinamiche attuali. In effetti, molti paesi della regione stanno infatti affrontando
debolezze protratte nel tempo e sebbene alcune sono superate, altre ne restano.
Il secondo e terzo capitolo riguardano il caso del Per. In particolare, nel secondo
capitolo si propone di dare uno sguardo nella storia socio-economica peruviana della
lost decade, in modo da capire il contesto storico e le cause dei limiti che hanno colpito
il paese nel corso dei secoli. In effetti, nonostante il Per possieda enormi potenzialit
con riguardo a materie prime e minerali di fondamentale importanza per lindustria, per
molti anni esso stato sommerso dalla piaghe della povert, della violenza e della
disuguaglianza socio-economica. Inoltre, si analizza la svolta che sta accompagnando il
paese sin dallultimo decennio. Limpressionante e positivo ciclo di crescita che il paese
vive e che si riflette nei principali indicatori economici oltre che nellaumento della
qualit di vita della popolazione. Tuttavia, nellultimo paragrafo si vedr che sussistono
ancora diverse sfide da affrontare e debolezze da ridurre per garantire al paese una
crescita sostenibile di lungo periodo.
Infine nel terzo capitolo il lavoro si concentra su alcuni indicatori di fondamentale
importanza in quanto sono riflesso della svolta che vive il paese. Tra questi: la rilevanza
dei settori fondamentali delleconomia che hanno spinto la crescita, la trade evolution e i
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principali partner commerciali del paese e infine, nellultimo paragrafo si analizzano la
sostenibilit della crescita e le prospettive future per il Per.
Senza pretesa di esaustivit, questo lavoro ha come scopo di contribuire a rappresentare
il percorso di trasformazione e rinascita di una regione che possiede ottime potenzialit,
anche se molte volte dimenticate, e che solo ora sta acquisendo linteresse degli attori
internazionali pi importanti a livello globale.

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IL SUDAMERICA
CAPITOLO 1. IL PANORAMA ECONOMICO SUDAMERICANO

1.1 UNO SGUARDO ALLE DINAMICHE: Lost decade 2000
Sin dalla loro nascita, gli stati dellAmerica Latina sono stati afflitti da diversi problemi di
carattere socio-economico nonch politico. Dal punto di vista economico, levoluzione
dellarea ha sperimentato continue fluttuazioni, ripresentatesi nel tempo senza mai registrare
una dinamica progressiva e costante nel tempo.

Il cosiddetto decennio perduto iniziato negli anni ottanta stato caratterizzato dallo scoppio
della crisi del debito estero. Questa crisi ha colpito l'intera regione provocando la sua
contrazione economica per tutto il decennio.

In generale, si verificato un accelerato processo di indebitamento pubblico e privato con
lestero, in particolar modo con le banche internazionali soprattutto quelle Statunitensi. Dato
che la maggior parte dei debiti era in dollari, la gestione del debito divenne subito insostenibile
traducendosi, in quasi la totalit di paesi sudamericani, nellimpossibilit di servire il loro
debito, dando luogo a una recessione profonda.

Le difficolt sono aumentate con laggravarsi del contesto economico globale in seguito a
shock esterni negativi, che hanno provocato laumento dei tassi dinteresse negli Stati Uniti e
conseguentemente il peggioramento delle condizioni di scambio nella regione. Parallelamente,
laggravarsi delle condizioni finanziarie globali ha dato luogo a una crisi di liquidit esterna, che
ha provocato una sostanziale fuga di capitali.
Il contesto esterno negativo insieme a fattori endogeni poco favorevoli, come il calo del
reddito pro- capite insieme ad un alto tasso di disoccupazione e inflazione elevata; che furono
la causa di una serie di squilibri nelle economie di molti paesi sudamericani.
Il saldo di conto corrente negativo aveva provocato laumento della crisi del debito iniziata in
Messico nel 1982 con la sospensione del pagamento del debito estero.
Gli obblighi derivanti dalla rinegoziazione del debito estero hanno stimolato un cambiamento
di strategia politico-economica. Lavvio di nuove politiche monetarie avevano avuto come
obiettivo aumentare il tasso di cambio reale attraverso svalutazioni nominali. Il risultato ha
dato luogo a un profondo impatto sullinflazione, ad esempio, laccelerazione della inflazione
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in diversi paesi come Per, Bolivia, Brasile, Argentina aveva dato luogo a episodi di
iperinflazione. Come conseguenza si ebbe la riduzione del reddito reale e un deflusso di
capitali pari al 6% del PIL della regione verso l'estero durante tutto il decennio.
In particolare, una riduzione degli investimenti pubblici e privati e del consumo nella maggior
parte dei paesi hanno provocato un grave deterioramento della produttivit e del PIL
potenziale, causando recessioni profonde.
Ad esempio, nel 1981 il PIL dell'Argentina ebbe una contrazione del 5,4%; nel 1982 il PIL del
Cile sceso del 13,6%; del 10,4% quello della Guyana; del 9,4% quello del Uruguay e del 4,3%
in Brasile. Lanno successivo, il PIL del Cile caduto ancora del 2,8% e del 5,9% del Uruguay,
mentre quello del Messico e del Per sono diminuiti rispettivamente del 4,2% e del 12,6%
1
.

Lalto tasso di disoccupazione e laumento della povert sono caratteristiche diffuse, in quasi
tutti i paesi, in questo periodo. Nel 1980 il grado di dispersione, tra i paesi, del PIL pro capite
stato molto elevato e ha cominciato a ridursi con l'inizio della ripresa nei primi anni novanta
2
.
Il deterioramento delle ragioni di scambio e la percezione della regione sudamericana come un
insieme di paesi instabili dal punto di vista economico- finanziario ha causato seri problemi
daccesso al finanziamento estero. Come risultato di questa turbolenza la crescita media del
PIL in America Latina negli anni Ottanta stata solo del 1,8% l'anno
3
.

I tentativi di raggiungere un surplus commerciale su larga scala, in mancanza di unaccurata
valutazione delle politiche macroeconomiche ha prodotto gravi distorsioni sul mercato interno
e i suoi effetti sulla stabilit economica sono stati molto negativi.
Cos, in un contesto di pronunciata incertezza macroeconomica, con alta inflazione,
demonetizzazione, disintermediazione finanziaria e una massiccia fuga di capitali, non hanno
tardato in verificarsi sostanziali riduzioni dei tassi di risparmio e dinvestimento pubblico e
privato. Gli investimenti pubblici si sono pesantemente ridotti con lobiettivo di ridurre il
deficit. Questa politica ha compromesso pesantemente la competitivit internazionale
dell'economia regionale.

Alla fine degli anni Ottanta era chiaro come fosse necessario dare vita a grandi cambiamenti,
in particolar modo, per quanto riguardava il tipo di politiche macroeconomiche finora adottate

1
Studio Economico LATAM,CEPAL 2013
2
Studio Economico dAmerica Latina e Caraibi 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e inestable p.80 -
CEPAL
3
Ibidem

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e soprattutto occorreva un cambiamento strutturale per rendere possibile un percorso di
crescita sostenibile
4
.

Tuttavia, con larrivo della decade degli anni novanta, il contesto ha sperimentato una svolta
sotto diversi aspetti. Infatti, nellultimo decennio del XX secolo, la maggior parte dei paesi
sudamericani esperimentarono un nuovo cambiamento nellandamento delle loro economie
per inserirsi nel mercato globale del libero commercio, riducendo l'interferenza dello Stato nel
funzionamento dei mercati per integrarsi economicamente con il resto del mondo
5
.

La riapertura del finanziamento estero a partire degli anni Novanta ha contribuito alla ripresa
economica della regione segnando l'inizio di una nuova espansione del ciclo economico, dopo
la stagnazione sofferta nel decennio perduto degli anni ottanta.

La ripresa economica registrata nel periodo tra 1993 e il 1997, ha permesso ai paesi
sudamericani di beneficiare di un miglioramento delle ragioni di scambio. Inoltre, i crescenti
afflussi dinvestimento esteri stato un ottimo risultato di alcune politiche macroeconomiche.
Tra queste troviamo i programmi di privatizzazione delle aziende statali, la cartolarizzazione
del debito e le politiche orientate a favorire la rinascita di un nuovo ciclo di investimenti in
materie prime da esportazione, in alcuni paesi.
Gli anni Novanta hanno portato un miglioramento delle variabili macroeconomiche del sub
continente, le quali hanno registrato dati allettanti. In questo periodo la crescita media del PIL
stato del 2,7% e la crescita della produzione industriale ha avuto un tasso medio annuo del
3,2%, rispetto al 2,4% dei paesi OCSE.
6

Tuttavia, i soddisfacenti dati economici hanno avuto durata breve e a partire dalla seconda
met degli anni Novanta fino al 2002, il dinamismo delle economie della regione ha subito
unulteriore battuta darresto, originata da forti turbolenze sia esterne che interne che hanno
rallentato il percorso di crescita.
Tra i fattori esterni troviamo linasprimento della crisi asiatica e il default della Russia nel 1997
e successivamente nel 1998 la crisi della Turchia. Entrambi hanno influenzato negativamente
la performance economica della regione.

4
Mario Damill, Roberto Frenkel CRECIMIENTO Y REFORMAS ESTRUCTURALES EN AMERICA LATINA (1980-
1993) - CEDES, 1994
5
Jeffrey D. Sachs y Joaqun Vial Competitividad y Crecimiento Econmico en los Pases Andinos y en Amrica
Latina, Pag 2. PROGETTO ANDINO DI COMPETITIVIDAD, Harvard University.
6
CEPAL: Studio Economico dellAmerica Latina e i caraibi, 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e
inestabile
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I fattori negativi di origine interno hanno dato luogo a una serie di crisi finanziarie nel periodo
tra il 1995 e il 2001 che in alcuni paesi hanno portato alla ripetuta interruzione nel pagamento
del debito estero (default). Le crisi avvenute in Messico nel 1994 -1995, in Brasile nel 1998
1999 e in Argentina nel 2001 2002, hanno in comune larrivo di consistenti afflussi di capitali
esteri in un contesto di scarsa regolamentazione dei sistemi finanziari.

Inoltre, i tassi di cambio poco flessibili utilizzati come ancore anti-inflazionistiche, hanno
portato ad una sopravvalutazione del cambio reale. Gli effetti negativi di questi fattori sono
stati rafforzati da politiche monetarie e fiscali pro-cicliche che hanno ampliato le fasi di
espansione e contrazione economica
7
. Basti pensare ai casi di Brasile e Argentina dove gli
effetti negativi sulla crescita regionale si sono fatti sentire a partire dal 1998, quando il tasso di
crescita sceso di ben 3 punti percentuali, dal 5 % al 2,1%. Questa fase di rallentamento
durata fino al 2003. In media, in questo periodo l'America Latina cresciuta a un ritmo pi
basso del 1,6%, rispetto al 2,3% per la media OCSE
8
.

Sin dal 2002 Sudamerica ha riacquisito dinamismo, avviando il suo nuovo ciclo di boom
economico. Il ciclo negativo si invertito nello stesso anno e in cui si percepito un netto
miglioramento del contesto esterno.
Il contesto internazionale favorevole ha dato luogo al miglioramento delle ragioni di scambio
nella maggior parte dei paesi della regione dove si sperimentato una nuova fase di crescita e
di relativa stabilit.
Inoltre, le favorevoli condizioni di finanziamento esterno e l'aumento dei prezzi delle materie
prime sono alcuni dei fattori che hanno contribuito all'accelerazione della crescita, che si
attestata ad un tasso medio del 5,4%, rispetto al 2,3% nell'area OCSE, dato abbastanza
allettante
9
.
Lincremento della durata media del ciclo di crescita dei prezzi delle commodity, principalmente
a causa della maggiore domanda esterna, stato pi pronunciato e percepito simultaneamente
in un numero pi ampio di paesi della regione. Questi fattori hanno determinato una crescita
sostanziale del reddito disponibile e un significativo aumento del tasso di crescita del PIL del
subcontinente.

7
Ffrench-Davis, 2005, p.75 e p.83; Frenkel y Rapetti, 2009. Studio economico del America Latina e caraibi 2013:
tres decadas de crecimiento desigual e inestabile CEPAL
8
Ariel Alberto Coremberg e Francisco Prez Garca- 2010; Fuentes de crecimiento economico en america latina-
Fondazione BBVA
9
Ibidem
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


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In questo modo, per quasi un decennio consecutivo si registrata unimportante crescita
economica per lintera area
10
. Lo sviluppo nell'ultimo decennio stato accompagnato per la
prima volto a una sostanziale stabilit politico-economica e da una riduzione delle
disuguaglianze nella distribuzione del reddito. Tuttavia, la fase di crescita economica ha subito
un rallentamento nel 2008 a causa dello scoppio della crisi finanziaria originata negli Stati Uniti
e successivamente diffusa in altri paesi, soprattutto in quelli dellarea del euro nel 2011.
La recessione globale innescata dalla crisi internazionale ha ostacolato il positivo sentiero di
crescita che stava registrando il subcontinente con il recente boom economico. Gli effetti
negativi sulla crescita dell'America Latina si sono fatti sentire dal 2009, anno in cui la
produzione(PIL) scesa drasticamente, raggiungendo il -1,9%. Ciononostante, l'impatto
stato modesto rispetto alla profonda e prolungata recessione subita nei paesi OCSE (-3,4%)
In effetti, la crescita del PIL in America Latina e nei Caraibi stata tra 2003 e il 2008, pari a
una media annua del 4,6%, mentre nel 2009 scesa al -1,9%, e cio pi di 6 punti percentuali
in un anno.
La crisi finanziaria globale ha quindi influenzato negativamente la crescita economica, in un
contesto in cui gran parte dell'attivit economica era trainata dagli investimenti esteri e dalle
esportazioni. Il fragile scenario internazionale ha portato a un significativo rallentamento della
performance economica dalcuni partner commerciali, i quali costituiscono importanti mercati per
i prodotti della regione, colpendo principalmente le esportazioni di materie prime.
In particolare, le economie dellAmerica del Sud, nella maggioranza fortemente dipendenti
dallesportazione dei prodotti base (petrolio, soia, rame e minerali) sono state le pi colpite
dalla caduta dei prezzi internazionali
11
.
Secondo lo studio della Commissione Economica per lAmerica Latina e i Caraibi CEPAL, nel
2009 la crisi ha impattato nella regione attraverso 4 canali: la caduta del commercio (-13,5%); il
calo degli investimenti diretti esteri (-42%); la contrazione del volume delle rimesse del 10% e
per ultimo la forte caduta del prezzo dei prodotti base del 25%.

10
Ad eccezione di alcuni paesi come il Venezuela , dove l'economia ha grandi difficolt derivanti da distorsioni
della politica economica, provenienti dai diffusi controlli amministrativi e normativi (tra cui il cambio) e dalla
diffusa incertezza. Nel 2013, leconomia attesa un rallentamento, risultato della carenza di materie prime e di colli
di bottiglia dell'offerta. Inoltre, essa presenta un'inflazione al di sopra 45 per cento. FMI

11
Ariel Alberto Coremberg e Francisco Prez Garca- junio 2010 Fuentes de crecimiento economico en america
latina-Fondazione BBVA
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14
Tuttavia, nel 2010 la regione ha mostrato una tendenza al recupero grazie alla forte domanda
proveniente dalle economie emergenti, in modo particolare quelle asiatiche, che hanno reso
possibile il recupero del livello dei prezzi, mitigando gli effetti negativi.
Diversamente da quello che successo nelle crisi precedenti, le economie Sudamericane
affrontano la congiuntura attuale con un minor debito pubblico e con alti livelli di riserve
ufficiali. La regione ha dimostrato una notevole solidit e quasi tutti i paesi stanno
recuperando il dinamismo precedente. Parallelamente, limplementazione di politiche
anticicliche ha permesso alla regione la rapida ripresa della crescita economica. Il clima
economico en sudamericano ha infatti registrato nei due anni successivi alla crisi un notevole
recupero, il PIL della regione aumentato in modo significativo, crescendo del 5,9% nel 2010
e del 4,3% nel 2011.
La prudente gestione macroeconomica e la positiva crescita economica sono continuate nel
2012, lattuale performance economica vicina al suo potenziale. Ci evidenzia la migliore
capacit di fronteggiare la crisi e la velocita di ripresa dell'economia del subcontinente.
In generale, la crescita in America Latina tra il 2010 e il 2012, anche se positiva, ha mostrato
unevidente tendenza al ribasso rispetto al periodo pre-crisi. Questo avvenuto in un contesto
di continua variabilit esterna accompagnata da una crescita debole delleconomia globale.
Per queste ragioni diversi paesi hanno percepito la necessit di adeguare la struttura delle
proprie fonti di crescita, basata in molti di essi prevalentemente sullesportazione di materie
prime per ridurre le vulnerabilit
12
.
Le azioni delle autorit politiche sono state orientate a incentivare laumento degli afflussi di
capitali, intervenendo sul mercato dei cambi e attraverso la politica fiscale per sterilizzare
possibili distorsioni.
Per il 2013, si stimato che la crescita del PIL sar rimasta intorno al suo potenziale e che
l'inflazione rimarr attenuata, riducendo la possibilit di forti shock negativi dal lato
dellofferta.
importante sottolineare che tra i periodi presi in considerazione landamento del PIL pro-
capite ha presentato una forte eterogeneit nei diversi paesi sudamericani. L'evoluzione del
reddito pro capite di paesi come lArgentina, il Brasile, Cile e Messico stato molto pi
positivo, rispetto al resto dei paesi latino-americani.

12
CEPAL: Studio Economico dellAmerica Latina e i caraibi, 2013: tres decadas de crecimiento desigual e
inestabile.
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15
Londata di crescita economica registrata da molti paesi Latinoamericani stata trainata dai
partner commerciali asiatici, principale mercato per gli esportatori di materie prime. Grazie a
paesi come la Cina, le economie latine sono cresciute a tassi molto virtuosi.
la crescita del PIL tra il 2003 e il 2011 stata del 3.8% in medio-annua
13
.
La forte domanda estera di materie prime locali insieme a una buona gestione
macroeconomica hanno permesso ai paesi della regione di costruire positive prospettive di
crescita per gli anni a venire.
Nonostante questa visione piuttosto ottimistica, la regione soggetta ad affrontare le
potenziali turbolenze di un rallentamento nella crescita economica dell economie asiatiche in
particolar modo quella cinese, una lenta e debole ripresa negli Stati Uniti e infine, la crisi del
debito sovrano in Europa che sta colpendo fortemente la crescita economica in tutta l'area,
sebbene la situazione stia lentamente migliorando e ci porta a un ripensamento riguardo alle
dinamiche di lungo periodo.
In questo contesto, promuovere la competitivit nazionale aumentando la produttivit il
modo migliore per garantire una crescita economica prolungata nel tempo e aumentare la
resilienza della regione agli shock economici negativi.
In sintesi, durante lo scorso decennio, anche se molti paesi hanno fatto buoni progressi in
termini di competitivit, la regione nel suo complesso ha continuato ad avere importanti sfide.
Tra queste, una struttura istituzionale debole, scarse infrastrutture, allocazione inefficiente
delle risorse causate da insufficienti livelli di concorrenza e una bassa capacit di generare
innovazione nella regione. Affrontare queste debolezze permetter ai paesi in America Latina
e Caraibi di essere meglio integrati con il resto del mondo e aumentare la produttivit
14
.






13
Ariel Alberto Coremberg e Francisco Prez Garca- 2010 Fuentes de crecimiento economico en america
latina-fundacion BBVA- p.10
14
Klaus Schwab, THE GLOBAL COMPETITIVENESS FORUM -the World Economic Forum. 2012 2013- p.3

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16
1.2 CRECITA ECONOMICA E COMPETIVITA SUDAMERICANA

1.2.1 PERFORMANCE ECONOMICA ATTUALE

Rapporti economici recenti evidenziano dati molto favorevoli per la regione. Nonostante la
lieve decelerazione dellattivit a causa della recessione mondiale del 2007-2008, la regione sta
ritornando al ritmo di crescita pre-crisi.

Nel 2012, l'America Latina e i Caraibi sono cresciuti del 3 per cento. Secondo linforme della
CEPAL, i paesi della regione cresceranno a un tasso medio del 3% nel 2013, un tasso simile a
quello registrato lanno precedente. Secondo queste stime, il Paraguay il paese con il tasso di
crescita del PIL maggiore nel 2013 (12,5%), seguito da Panama (7,5%), Per (5,9%), Bolivia
(5,5%), Nicaragua (5,0%) e Cile (4,6%). LArgentina crescer del 3,5%, il Brasile del 2,5% e il
Messico del 2,8%
15



Fonte: CEPAL, Su la base di cifre ufficiali. Settore dinformazione pubblica e servizi
16


Il World Economic Forum prevede un tasso di crescita del 3,5 per cento nel 2014. I dati sono
molto positivi per un maggior numero di economie Latinoamericane.
Linforme regionale della CEPAL evidenzia le difficolt da superare alla luce del negativo
scenario esterno. Tra queste vi sono la dipendenza dalle esportazioni verso Europa e Cina.

15
Comunicato di Stampa: Alicia Brcena, 24 de luglio 2013, Segretaria Esecutiva de la CEPAL- Informe Economico
del America Latina e il Caraibi 2013
16
Studio Economico 2013, CEPAL, Comunicato di prensa

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Inoltre, si prevede una non lontana fine del ciclo di boom dei prezzi delle commodity che sta
provocando una diminuzione dei valori delle esportazioni. Ad esempio, nel il primo semestre
2013, i prezzi di esportazione delle commodity sono scesi, in particolar modo i prezzi dei
minerali, dei metalli e del petrolio.
Lo scenario attuale si presenta quindi non privo di problemi, soprattutto con riguardo alla
sostenibilit della crescita.
1.2.2.1 La competitivit della regione
Il World Economic Forum definisce la competitivit come l'insieme delle istituzioni, politiche e
fattori che determinano il livello di produttivit di un paese. Il livello di produttivit, a sua
volta, determina il livello di prosperit di uneconomia, influendo anche sui tassi di rendimento
ottenuti dagli investimenti nella stessa economia, che a loro volta sono i driver della sua
crescita. In altre parole, un paese competitivo quello che pu mantenere una crescita
sostenibile e che possiede gli elementi chiave che agiscano sul potenziale di crescita di
un'economia.

Lannuale Global Competitiveness Report elaborato dal World Economic Forum
17
basa la sua
analisi sulla misura dei dati microeconomici e macroeconomici della competitivit nazionale. Il
Global Competitiveness Index elabora una media ponderata di 12 componenti, ciascuno delle quali
misura un aspetto diverso della competitivit. Queste componenti sono i 12 pilastri della
competitivit: istituzioni, infrastrutture, macroeconomia, livello di istruzione, sanit,
tecnologia, tra gli altri. Il Global Competitiveness Index utile per definire le priorit delle riforme,
perch permette a ciascun paese di identificare i punti di forza e di debolezza e individuare i
fattori pi vincolanti per il suo sviluppo economico
18
.







17
Fin dall'inizio, l'obiettivo stato quello di favorire la comprensione e stimolare la discussione tra tutte le parti
interessate sulle migliori strategie e le politiche per aiutare i paesi a superare gli ostacoli per migliorare la
competitivit
18
World Economic Forum, Global Competitiveness Report 2012-13, p.8


IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


18


Sempre secondo il World Economic Forum, i miglioramenti nella competitivit del sub-
continente sono stati trainati dallaccesso a nuovi canali di finanziamento, da una sana gestione
macroeconomica, dal miglioramento delle condizioni di credito e, in alcuni casi, dal migliore
funzionamento dei mercati dei beni, del lavoro e finanziari.

Nonostante questi progressi, la regione continua a soffrire di bassi punteggi nel pillar della
produttivit. I risultati del Global Competitiveness Report mostrano che la maggior parte dei paesi
dellarea sono stagnanti nelle loro prestazioni di competitivit. La regione ha infatti davanti a
s ancora importanti sfide. Elementi che debbono essere rafforzati sono lassetto istituzionale
ancora debole e lalta insicurezza, le scarse infrastrutture, lallocazione inefficiente delle risorse
produttive causate da insufficienti livelli di concorrenza, e una bassa capacit di generare
nuova conoscenza soprattutto con riferimento al Pillar Tecnologia e Innovazione, che
presentano performance modeste confrontate con altre aree.
Settori come trasporti, energia e infrastrutture ICT sono cruciali per dare impulso alla
competitivit. Buone infrastrutture di trasporto diminuiscono, infatti i costi di spostamento
delle materie prime; integrano mercati nazionali e regionali, migliorando cos l'efficienza
nell'allocazione delle risorse, riducono i tempi e costi per le persone, aumentando cos i flussi
non solo di beni ma anche di conoscenze
19

Affrontare queste debolezze permetter ai paesi dell'America Latina e Caraibi di integrarsi
meglio economicamente non solo tra loro ma anche con il resto del mondo.

Al fine di sostenere la transizione dell'America Latina verso una pi elevata produttivit, azioni
urgenti e una serie di riforme saranno necessarie per migliorare il funzionamento delle
istituzioni, la qualit delle infrastrutture, la concorrenza, la tecnologia e l'innovazione insieme a

19
Klaus Schwab, the World Economic Forum. THE GLOBAL COMPETITIVENESS FORUM 2012 2013
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


19
investimenti significativi e duraturi per sostenere la rapida crescita economica degli ultimi
anni
20


1.2.2 FATTORI CHE HANNO INFLUITO POSITIVAMENTE NEL BOOM

Praticamente tutti i paesi sudamericani sono coinvolti in un percorso di crescita, di progresso e
di prosperit, che arricchito dalti livelli di stabilit democratica e macroeconomica senza
precedenti nella storia recente.
Il XXI secolo iniziato con il boom dei prezzi delle materie prime, che ha avuto un impatto
importante sulle economie dipendenti e risorse naturali, specialmente in America Latina. La
crescita economica sostenuta in Cina e India, la maggiore domanda di biocarburanti e la
tendenza al deprezzamento del dollaro sono i fondamenti alla base di questo boom
21

Il fenomeno della recente crescita economica sudamericana stato spinto da diversi fattori sia
esterni che interni, ognuno con un peso diverso e con unincidenza che varia da paese in
paese.
In particolare, lapertura e integrazione alleconomia mondiale stata una chiave importante
per la crescita economica ladeguato inserimento nelleconomia globale.
Sin dagli anni Novanta molti paesi latino-americani hanno avviato una serie di politiche per
garantire la crescita economica. La promozione del commercio estero stata possibile
mediante l'apertura ai mercati internazionali accompagnata dalla promozione degli
investimenti e trasformando le strutture produttive, in modo da rendere le economie pi
competitive e per favorire unintegrazione nelle nuove dinamiche della globalizzazione
economica. Lintegrazione de economia mondiale stato un fattore rilevante per la crescita
degli anni Novanta, ha permesso ai paesi della regione di ampliare i loro rapporti economici
con un numero maggiore di partner commerciali.

Linterscambio commerciale dato dalla somma dei livelli delle esportazioni e delle
importazioni di beni e servizi rispetto al PIL, presenta una costante e forte crescita fin dagli
anni Ottanta
22


20
Klaus Schwab, the World Economic Forum. THE GLOBAL COMPETITIVENESS FORUM 2012 2013
21
Ariel Coremberg: La productividad de Amrica Latina ante el auge de precios de productos bsicos2.
Universidad de Buenos Aires - ARKLEMS+LAND
22
Studio Economico dAmerica Latina e i Caraibi 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e inestable, p. 95
- CEPAL
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


20


In effetti, lenorme detenzione di risorse naturali di cui dispone la regione costituisce una
rilevante opportunit per le economie. Tuttavia, esse non garantiscono una crescita sostenibile
di lungo periodo, i paesi esportatori di materie prime sono infatti molto sensibili alle variazioni
sia della domanda estera che dei prezzi delle materie prime, che si caratterizzano per essere
molto volatili. La crescita dei paesi esportatori di materie prime fortemente condizionate nel
caso in cui il previsto rallentamento della crescita cinese sia accompagnato da un forte calo dei
prezzi delle materie prime .
La diversificazione economica risulta quindi fondamentale per uneconomia pi sana e
competitiva. La necessit dampliare le fonti di crescita economica, aumentare i tassi di
sviluppo e produttivit. Risulta fondamentale garantire delle condizioni che favoriscano un
clima macroeconomico positivo e privo di rischi.


IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


21
1.2.3 CONDIZIONI INTERNE ED ESTERNE FAVOREVOLI:
Il fattore cruciale, per la crescita delle economie sudamericane nellultimo decennio, stato il
miglioramento delle regioni di scambio grazie allaumento dei prezzi dei beni di esportazione e
alla consistente domanda interna ed estera.
Il commodity price boom ha permesso di avere un bilancio positivo alla maggior parte dei paesi
dellarea. Il gruppo con la pi alta crescita nel periodo 2003-2012, e in particolar modo durante
il boom dei prezzi delle materie prime tra il 2003 e il 2008, stato quello dei paesi esportatori di
idrocarburi, di minerali e di metalli.
23
.
A seguito della recente crisi finanziaria internazionale, i principali partner commerciali dei paesi
del Sudamerica hanno perso slancio
24


Fonte: Commissione Economica per lAmerica Latina e Caraibi (CEPAL), sulla base di cifre ufficiali.
a Calcoli in base alle informazioni statistiche delle importazioni del paesi della regione e EUROSTAT.

In Cina, il principale mercato per le esportazioni dei prodotti della LAC, la crescita nel 2014
dovrebbe stabilizzarsi a circa il 7% . Le aspettative di rallentamento delleconomia cinese sono
un fattore che ha influito profondamente sul calo dei prezzi delle materie prime a partire

23
Studio Economico dAmerica Latina e i Caraibi 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e inestable, p.82
- CEPAL

24
Idem, p.65
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


22
dall'inizio del 2013. Nonostante questo, i prezzi delle materie prime sono tenuti a rimanere
relativamente elevati rispetto ai livelli storici. Allo stesso modo, le condizioni di finanziamento
globali diventeranno pi difficili, anche se relativamente favorevoli
25
.

Nonostante la precedente crisi finanziaria globale, la regione ha dimostrato un alto grado di
resilienza grazie alla sua capacit di attuare politiche anticicliche. Il rapido recupero stato
agevolato dallaccesso ai mercato finanziari internazionali .
Inoltre, molti governi hanno dato vita a programmi di privatizzazione che hanno contribuito
alla riduzione del debito. Le politiche macroeconomiche hanno incrementato in modo
significativo lafflusso di investimenti esteri nella regione, sia diretti che di portafoglio
26
.

Lultimo rapporto del FMI prevede una crescita trainata dalla domanda interna che rimane il
principale motore delleconomia. Allo stesso tempo, la consistente domanda interna ha
permesso un pi facile accesso al credito, spingendo verso lalto gli investimenti. La crescita
sostenuta riflette positivamente sulla capacit di creazione di posti di lavoro e questo consente
importanti riduzioni nei tassi di disoccupazione
27
.

Inoltre, la crescita del consumo privato stato trainato dal miglioramento deglindicatori sul
lavoro in termini doccupazione e salari, dalle migliori aspettative sulle prestazioni

25
Regional Economic Update, FMI- Latin America and the Caribbean, 2013 p.1
26
Studio Economico dAmerica Latina e i Caraibi 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e inestable, p.99 -
CEPAL
27
CEPAL 2010-2011
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


23
delleconomie, dalla crescita del credito al settore privato e, in alcuni paesi, dal recupero delle
rimesse dei migranti, mentre il consumo pubblico si espanse a ritmi moderati
28
.
1.2.4 NUOVE POLITICHE MACROECONOMICHE

Nei paesi con bassa inflazione e aspettative di inflazione ben ancorate, la politica monetaria il
primo strumento che permetter ai paesi di ridurre i rischi ai quali sono esposti.
Il risanamento del bilancio pubblico la misura pi appropriata per i paesi con una capacit
fiscale ridotta. Una bilancia commerciale in equilibrio contribuisce a frenare gli incrementi nei
deficit delle partite correnti. La salvaguardia della stabilit finanziaria invece la priorit in un
contesto di continuo inasprimento delle condizioni finanziarie globali insieme a una maggiore
volatilit dei prezzi delle attivit finanziarie
29
.

I nuovi modelli di gestione delle politiche macroeconomiche e gli sviluppi notevoli nella
regolamentazione finanziaria sono orientati a seguire obiettivi di lungo periodo.
Limplementazione di strategie orientate a ridurre i livelli del debito estero hanno permesso un
significativo accumulo di riserve internazionali e linvestimento dei risparmi pubblici in fondi
sovrani
30


Questi fattori hanno contribuito a migliorare le condizioni daccesso ai capitali esteri. Il nuovo
percorso delle politiche macroeconomiche nella regione ha fatto sentire i suoi effetti gi dal
1990 quando gli IDE hanno sostituito le banche commerciali come fonte primaria dei flussi
netti di capitale in Sudamerica. Inoltre, dal 2000, il posto di seconda fonte di flussi di capitale
delle banche commerciali stato sostituito dal collocamento di obbligazioni sovrane e
corporate
31
.

La caratteristica che pi contraddistingue il periodo 1990-1998 rispetto alla situazione del 2003
e del 2010 stata la maggiore quota di risparmio interno impiegata nel finanziamento degli
investimenti pubblici nel ultimo periodo. Questo evidenzia un cambiamento di politica verso

28
Studio Economico del America Latina e Caraibi 2010-11-CEPAL, documento informativo
29
Regional Economic Update, FMILatin America and the Caribbean, 2013- p.1

30
Studio Economico dAmerica Latina e i Caraibi 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e inestable, -
CEPAL
31
Idem
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


24
una maggiore sostenibilit della crescita e una minore vulnerabilit alle fluttuazioni dei mercati
finanziari esterni.

Politiche macroprudenziali cercano di incentivare lafflusso di capitali esteri; per esempio, il
Brasile ha ridotto le tasse sulle transazioni finanziarie (IOF) rispettivamente ad alcuni flussi di
capitale, mentre il Per ha abbassato globblighi di riserva sui depositi. Alcune banche centrali
sono intervenute anche nel mercato dei cambi per evitare fluttuazioni eccessive nei tassi.
In generale, i deprezzamenti valutari osservati da maggio del 2013 hanno aiutato a portare i
tassi di cambio
pi in linea con i fondamentali. Gli spread sovrani si sono ampliati, ma comunque attestandosi
su livelli moderati in termini storici. Nonostante la resilienza mostrata negli ultimi mesi, i rischi
al ribasso continuano a dominare le prospettive
32


Le passate esperienze di elevato debito estero degli anni Ottanta, le costanti oscillazioni nei
flussi di capitale estero nel corso degli anni Novanta e le frequenti crisi nei paesi della regione
avevano costretto molti paesi a pesanti aggiustamenti economici per riportare i paesi su
sentieri di sostenibilit del debito. Conseguentemente, leccessivo ricorso a finanziamenti
esterni insieme ai forti criteri di condizionalit applicate dalle agenzie di finanziamento
multilaterali avevano provocato profonde difficolt.

Le lezioni del passato hanno dato vita a un graduale cambiamento del regime
macroeconomico in molti paesi della regione. Lottima capacita di fronteggiare situazioni
economiche avverse si infatti confermata nel 2008, quando gli effetti della crisi globale si
sono fatti sentire. Il minor ricorso al finanziamento estero stato risultato di maggiori risparmi
nazionali neglultimi anni che hanno consentito di adottare strategie anticicliche. Gli obiettivi
primari sono il raggiungimento di una sana finanza pubblica e il controllo dellinflazione per
una crescita sostenibile nel tempo. Le politiche fiscali sono volte a rafforzare la sostenibilit
delle finanze pubbliche
33
.

32
Regional Economic Update FMI- Latin America and the Caribbean 2013. p.3
33
Studio Economico dAmerica Latina e i Caraibi 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e inestable, p.93 -
CEPAL
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


25

Dal punto del punto di vista delle politiche commerciali, tra il 2007 e il 2012, il tasso di
investimento ha registrato una crescita, raggiungendo il 22,9% del PIL nel 2012
34
.
Figura 3: AMERICA LATINA, investimenti fissi lordi, 1980- 2012 (in percentuale del PIL, sulla
base di dati espressi dollari costanti 2005)

Fonte: Commissione Economica per LAmerica Latina (CEPAL), sulla base di CEPAL Amrica Latina y el Caribe:
serie storiche di statistiche economiche 1950-2008, Libri Statistici, N 37 (LC/G.2415-P), Santiago de Cile, 2009;
e Balance Preliminar de las Economas de Amrica Latina y el Caribe 2012 (LC/G.2555-P), Santiago de Cile,
dicembre 2012; p.86

A partire dalla seconda met del 2003 stato osservato in diversi paesi, un aumento
significativo del reddito nazionale lordo disponibile, che ha dato luogo l'aumento del risparmio
nazionale, pubblico e privato, in percentuale del PIL. L'aumento del risparmio nazionale ha
contribuito ad aumentare glinvestimenti pubblici in condizioni meno vulnerabili nell'ultimo

34
Studio Economico dAmerica Latina e i Caraibi 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e inestable, p.82 -
CEPAL

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


26
decennio. In altri casi l'aumento del risparmio pubblico legato alla necessit daffrontare le
conseguenze dal limitato accesso ai finanziamenti esterni, sulla scia della crisi della bilancia dei
pagamenti.

L'evoluzione della politica monetaria e del cambio stata molto diversa tra i paesi della
regione ed stata fortemente influenzata da crisi interne ed esterne che si sono verificate in
ogni decennio. Attualmente vi un graduale processo di rafforzamento della politica
monetaria. Cos, dalla met degli anni novanta e con maggior vigore a partire dal 2000,
l'inflazione ha seguito un andamento decrescente.

Tra il 1980 e il 1999, diversi paesi, tra cui Argentina, Bolivia, Brasile, Nicaragua e Per, hanno
mostrato tassi di inflazione estremamente elevati e, in alcuni casi, si sono verificati episodi di
iperinflazione, nei contesti di crisi economica e politica che hanno affrontato. A loro volta,
Ecuador, Messico, Uruguay e Venezuela hanno avuto tassi dinflazione superiori al 30%.
Elevati tassi dinflazione sono stati il risultato di politiche macroeconomiche orientate ad
apprezzare i tassi di cambio in regimi di cambio fissi, adottate per correggere gli squilibri
causati da elevate espansioni di spesa e da un debito estero insostenibile
35
.

Fonte: Commissione Economica per lAmerica Latina e il Caraibi (CEPAL), sulla base di dati ufficiali.

35
Studio Economico dAmerica Latina e i Caraibi 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e inestable, p.94 -
CEPAL

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


27

Dagli anni 2000 gli episodi di alta inflazione hanno iniziato a essere sempre meno frequenti e,
allo stesso tempo, il numero di economie in cui l'inflazione ha raggiunto tassi a una cifra, sta
crescendo. La ricerca di una maggiore stabilit economica, d priorit al rispetto dellinflation
targeting. Inoltre in aumento il numero di paesi che hanno optato per ladozione di regimi di
cambio relativamente flessibili.
Daltro canto, la politica macroeconomica punta sulla promozione del consumo privato,
fondamentale per la crescita delleconomia. Il maggior consumo privato riflette migliori
condizioni lavorative- salariali e laumento del numero di persone che possono accedere al
credito.
1.2.5 GOVERNO E ISTITUZIONI
In questo contesto, risulta fondamentale lesistenza di un quadro giuridico prevedibile e
trasparente che permetta la diminuzione dei costi di transazione di nuove attivit produttive e
il raggiungimento di una migliore competitivit. La qualit delle istituzioni, che si traduce in
minor corruzione e illegalit importante le per lo sviluppo economico sostenibile e inclusivo
all'interno del sistema di economia di mercato.
Lesistenza di un quadro istituzionale e giuridico trasparente il riflesso della ottima capacit
di promuovere investimenti nazionali ed esteri, nonch la generazione di nuove attivit
produttive. Infatti, consente la formazione di un contesto stabile dove la certezza del diritto
garantisce lo sviluppo del settore privato.
A questo proposito, prioritario rafforzare le istituzioni statali, fornendo loro le competenze
necessarie per il corretto svolgimento delle loro funzioni e garantire l'esistenza di un quadro
giuridico chiaro, stabile e prevedibile. Infine, garantire il rispetto delle norme, l'imparzialit e
lindipendenza delle istituzioni regolatrici.
Lincertezza e i bruschi cambiamenti riducono infatti la fiducia deglinvestitori esteri. Allo
stesso modo, i limiti che si creano per leccesso di regolamentazioni possono incentivare
linformalit, erodendo la competitivit
36
.




36
Vilma Garcia, 2011: Pases latinos con mayor crecimiento econmico: anlisis y perspectivas
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


28
1.3. SFIDE E PROSPETTIVE FUTURE

Il tasso di crescita delle economica sudamericane stato molto variabile e irregolare sin da
tempi storici. Il Sudamerica infatti la regione con la maggiore volatilit al mondo, date le
frequenti crisi macroeconomiche e finanziarie.
Linstabilit nel comportamento delle principali variabili economiche causano una bassa
crescita e un alto livello di disuguaglianza economica
37

Come segnala la recente analisi del FMI, i rischi al ribasso per le prospettive economiche della
regione ancora rimangono. I paesi sudamericani devono affrontare uno scenario economico
complesso a causa dell'indebolimento della loro crescita e dall'incertezza prevalente
nell'economia internazionale. Lo scenario globale degli anni 2012 e il 2013 stato difatti
caratterizzato da una lenta espansione dell'economia mondiale e dall'instabilit monetaria e
finanziaria a causa delle fragilit dei fondamentali economici.

Le positive condizioni esterne sono in peggioramento. In primo luogo, la caduta, sebbene
moderata, del prezzo delle materie prime consente di anticipare gli effetti negativi sulle entrate
pubbliche in alcuni. Inoltre, i tassi di crescita dei principali partner commerciali risultano
inferiori a quelli previsti nei messi scorsi. La debole crescita economica nellarea euro, il
rallentamento dell'economia cinese e l'impatto di un possibile inasprimento della politica
monetaria degli Stati Uniti potrebbero dar luogo a una diffusa sfiducia dei mercati finanziari
internazionali. In particolar modo, il rallentamento delle economie dellarea euro e quello della
Cina hanno colpito le esportazioni di molti paesi del sub continente. Se dovesse continuare il
rallentamento cinese, i paesi pi esposti sarebbero Brasile, Cile, Cuba, Per e Venezuela.
Invece, una crescita economica di questo paese e del Giappone potr beneficiare
commercialmente soprattutto Cile e Per.

I dati evidenziano che larea sudamericana sta sperimentando una lenta ma positiva ripresa
economica. Nel complesso, si stima che la crescita della regione subir un rallentamento di
2,8% per cento nel 2013, il tasso di crescita pi basso in quattro anni. Tuttavia, una modesta
ripresa di circa il 3 % attesa per il 2014, sostenuta da una pi solida domanda estera e da una
crescita, sempre moderata, della domanda interna
38
.

37
Guillermo Perry 2005: Crecimiento en Amrica Latina, En busca del tiempo perdido- Banca Mondiale
38
Regional Economic UpdateLatin America and the Caribbean, October 2013 p.2 , FMI

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


29
Come stima il FMI, la crescita delle economie finanziariamente pi integrate (Brasile, Cile,
Colombia, Messico, Per e Uruguay ) sar relativamente moderata, di circa il 3,5% nel 2013
(rispetto del 4% nel 2012). Moderata sar anche il ritmo di crescita della domanda estera e
interna rispetto agli anni precedenti con un aumento della produzione vicina al potenziale.
Nella prima met del 2013 il volume delle esportazioni aumentato solo dello 0,5%, mentre il
prezzo delle commodity diminuito
39
.
Per paesi come Cile, Colombia, Per e Uruguay, le stime del FMI suggeriscono che la
disoccupazione reale al di sotto del suo tasso naturale, con salari reali che sono aumentati.

Attualmente i fondamentali macroeconomici della regione per fronteggiare eventuali shock
della domanda aggregata nel breve termine sono solidi. LAmerica Latina ancora in grado di
raggiungere una crescita sostenibile e inclusiva, ma la finestra di opportunit si sta chiudendo",
come ha sostenuto il segretario generale dell'OCSE Angel Gurra
40
. "Per affrontare le nuove
sfide e le opportunit derivanti da uneconomia globale sempre pi interconnessa, i paesi della
regione dovrebbero aumentare la competitivit attraverso la diversificazione dell'economia e il
posizionamento all'interno di catene di valore con pi alto valore aggiunto."

I paesi della regione potrebbero in effetti essere meglio preparati ad affrontare un contesto
esterno negativo che in passato. Larea possiede le condizioni necessarie per fronteggiare gli
shock negativi, grazie a moderati livelli di debito estero, riserve ufficiali di considerevoli
dimensioni, sistemi bancari relativamente forti e tassi di cambio flessibili. Inoltre, gli afflussi
complessivi di capitali rimangono forti.
La principale sfida per la politica di assicurare una transizione fluida verso tassi di crescita
pi sostenibili, adattandosi al nuovo contesto macroeconomico. Le priorit delle politiche
macroeconomiche dovranno comprendere laumento della produttivit, la promozione degli
investimenti in infrastrutture e capitale umano insieme alla diversificazione delle economie.
Per raggiungere questi obiettivi, i governi della regione dovranno adottare misure orientate a
rafforzare lo sviluppo delle strutture produttive, l'innovazione e leducazione. Per consolidare i
progressi nella riduzione della povert e della disuguaglianza degli ultimi anni, sarebbe poi
opportuno rendere la crescita pi inclusiva.


39
Regional Economic UpdateLatin America and the Caribbean, October 2013 pg 3 , FMI

40
Informe delle prospettive economiche del America Latina, 2014

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


30
Una prudente politica monetaria e tassi di cambio flessibili sono gli strumenti che possono
permettere di fronteggiare i rischi a cui sono esposte le economie dellarea, soprattutto in paesi
con bassa inflazione o con aspettative dinflazione ben ancorate.
In questo senso, i tassi di cambio flessibili possono costituire un importante strumento per
fare fronte agli impatti di flussi di portafoglio volatili e limitare i rischi di attacchi speculativi
41
.

Interventi sul mercato dei cambi possono contribuire a mitigare la volatilit dei tassi di
cambio, ma non dovrebbero essere utilizzati per sostenere livelli dei tassi di cambio che non
sono in linea con i fondamentali o per sostituirsi alla politica macroeconomica
42
.
Un settore finanziario forte e una costante supervisione sono inoltre due condizioni cruciali
per la salvaguardia della stabilit finanziaria. Essa risulta fondamentale nel contesto di rapida
crescita del credito e di consistente emissione di obbligazioni da parti di societ, alimentata in
parte da afflussi di capitali
43
.

E imprescindibile la costituzione di un quadro giuridico-istituzionale forte. Come sostiene
Guillermo Perry, lesistenza dello stato di diritto, che garantisca il rispetto dei diritti di
propriet e di esecuzione dei contratti, che protegga la propriet e l'integrit dei contratti.
fondamentale che lo stato garantisca il "rispetto" per la legge e la sua effettiva attuazione. In
particolare, la regolamentazione delle attivit economiche ha un impatto importante sul
volume degli investimenti e sul processo di creazione di nuovi posti di lavoro, sul livello di
concorrenza e dinnovazione tecnologica, elemento essenziali della crescita economica
sostenibile. Una forte regolamentazione e del settore finanziario sar fondamentale per
salvaguardare la stabilit finanziaria domestica in un contesto di rallentamento della crescita e
dei flussi di capitale pi volatili
44
.

Le norme chiave in ambito economico includono quelle relative al mercato del lavoro e i
mercati finanziari, delle infrastrutture e della fornitura di servizi pubblici e sociali. Questi
fattori influiscono nel tipo e nei livelli di investimenti e lincremento del mercato informale.
Leccessiva burocrazia insieme agli elevati costi di fare business, giocano infatti un ruolo chiave
nel funzionamento efficiente del mercato. In America Latina, alti livelli dinformalit si sono
verificati anche a causa dellesistenza di un mercato del lavoro rigido.


41
FMI
42
Regional Economic UpdateLatin America and the Caribbean, October 2013 p.3 FMI
43
Ibid
44
Guillermo Perry 2005, Crecimiento en Amrica Latina: en busca del tiempo perdido. Banco Mondiale, BM.

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


31
L'incertezza giuridica uno dei grandi limiti agli investimenti a lungo termine in diversi paesi
della regione. In particolare, le istituzioni e gli strumenti fiscali, come i fondi di stabilizzazione
e le regole fiscali, possono essere utili nell attenuare le fluttuazioni cambio, generare spazio
fiscale per rendere gli investimenti sostenibili. Parallelamente, la garanzia di imparzialit e
autonomia da interessi politici e sindacali, il monitoraggio del rispetto delle regole e della
qualit della politica macroeconomica, che rispecchiano il grado di volatilit sono un indice
della fiducia degli investitori nelleconomia. Ad esempio, l'attribuzione della gestione
monetaria e di cambio a banche centrali indipendenti ha dimostrato di essere unistituzione
chiave per la stabilit dei prezzi in molti paesi della regione
45


Altre sfide che i paesi sudamericani devono superare riguardano la loro struttura socio-
economica in termini di crescita e di competitivit, il superamento della povert e la
disuguaglianza per una crescita inclusiva e sostenibile. Per trasformare il modello di crescita in
questo senso, i governi della regione devono investire di pi nella formazione per aumentare le
capacit e ampliare le opportunit, nelle infrastrutture per aumentare la competitivit e
nell'innovazione per agevolare l'integrazione delle conoscenze
46


In generale, per rispondere a queste sfide e consolidare i recenti progressi, soprattutto nella
riduzione della povert e della disuguaglianza, necessario promuovere un cambiamento
strutturale orientato a favorire la diversificazione delle economia , aumentare la produttivit
ridurre i divari economici. In questo senso, sar fondamentale lattuazione di riforme di tipo
strutturali per migliorare l'efficienza e aumentare il potenziale di crescita nel medio termine.
Le priorit delle politiche macroeconomiche variano da paese a paese, tuttavia, le economie
dellarea devono affrontare alcune sfide comuni.

In primo luogo, essenziale promuovere riforme che riducano il divario di produttivit del
lavoro tra la maggior parte dei paesi della regione e quella di altri paesi.
Come segnala lultimo rapporto Prospettive Economiche dellAmerica Latina, l'innovazione
tecnologica e la diversificazione economica saranno essenziali per stimolare la produttivit e la
crescita potenziale
47
. Diversificare la struttura produttiva verso attivit sostenibili, ad alta

45
Guillermo Perry 2005, Crecimiento en Amrica Latina: en busca del tiempo perdido. Banco Mundial.
46
Studio Economico dAmerica Latina e i Caraibi 2013: Tres decadas de crecimiento desigual e inestable, p.82 -
CEPAL
47
L infrastrutture di trasporto come strade, ferrovie, porti e aeroporti. Un investimento del 5,2% del PIL all'anno
in progetti di infrastrutture tramite il quale l'America Latina potrebbe contribuire a ridurre il margine che esiste
con le altre regioni emergenti, e potrebbe aumentare la crescita del PIL di circa 2 punti percentuali all'anno. Nel
breve termine, molto pu essere fatto per migliorare il trasporto di merci e servizi attraverso l'uso delle
infrastrutture esistenti attraverso politiche di logistica integrata, moderni impianti di stoccaggio, le procedure
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


32
intensit di conoscenza e tecnologie con lobiettivo di ridurre la dipendenza esterna dal prezzo
di alcuni prodotti. Una politica fiscale orientata a cambiare le fonti di reddito per l'equilibrio
nel medio termine.
Il miglioramento della competitivit potrebbe essere raggiunto mentre aumentando il
contenuto di valore aggiunto delle esportazioni, migliorando la qualit dei prodotti in tutti i
settori, diversificando nella variet dei prodotti e dei luoghi di loro destinazione, e infine
trovare complementare strategiche tra i settori pubblico e privato.
La maggior parte dei paesi latino-americani sono riusciti a coniugare i pi alti tassi di crescita
economica degli ultimi anni, con una riduzione della povert e delle disuguaglianze, grazie a
politiche pi attente al sociale e l'aumento dei salari grazie ai mercati del lavoro dinamici
Nel breve periodo l'America Latina volta a mantenere un livello moderato di crescita
economica, ma inquadrata in un contesto di elevata incertezza internazionale. I paesi del
regione hanno un certo margine di manovra fiscale e monetaria per far fronte a eventuali
contrazioni della domanda aggregata
48
.

Pi in generale, le stime del FMI suggeriscono che la crescita potenziale di medio termine in
varie economie inferiore agli elevati tassi di crescita osservati, in media, negli ultimi dieci
anni.
Guardando al futuro, l'attivit economica nel 2014 dovrebbe essere sostenuta trainata da una
ripresa della crescita economica globale, da una ripresa della domanda esterna e una domanda
interna ancora solida . La crescita del credito ha rallentato, ma rimane relativamente forte.
Tuttavia, i tassi di crescita del PIL rimarranno al di sotto di quelli registrati nel periodo
successivo alla globale crisi finanziaria
49
.
La principale sfida per i paesi della regione quella di garantire lequilibrio tra le sue politiche
di stabilizzazione e quelle orientate ad aumentare la crescita economica di medio termine. Il
modo migliore per mantenere la credibilit del sistema quello di preservare la solidit dei
fondamentali e di presentare un quadro politico credibile.




doganali efficienti e promozione della concorrenza nel settore dei trasporti). Informe delle prospettive
Economiche del America Latina 2014.

48
Perspectivas econmicas de Amrica Latina 2013, Centro di Sviluppo e Organizzazione per la Cooperazione e
lo Sviluppo Economico (OCDE) e CEPAL, Informe delle prospettive Economiche del America Latina 2014.
49
Regional Economic UpdateLatin America and the Caribbean, October 2013 p.4- FMI

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


33
IL CASO DEL PERU

CAPITOLO 2. IL PANORAMA ECONOMICO PERUVIANO

Il Per, una economia che in passato stata colpita da profonde recessioni, violenza e povert,
da un decennio sperimenta profondi cambiamenti dal punto di vista socio-economico e
politico.
2.1 DALLA LOST DECADE SUDAMERICANA AL 2000
Gli anni Ottanta, quando assume la presidenza il conservatore Fernando Belaunde Terry
50
,
sono stati contrassegnati da tre importanti avvenimenti. (i) il ritorno alla democrazia dopo
dodici anni di dittatura militare, seppure ancora debole da diversi punti di vista. (ii) la decada
perdida che ha colpito duramente il Per ed stata caratterizzata da una profonda instabilit
sociale, politica ed economica causata dai diffusi episodi di violenza. Questultima stata uno
dei pi gravi problemi per la popolazione, dando luogo a una acuta crisi economica
51
. (iii) le
azioni sovversive e terroristiche di Sendero Luminoso
52
prima e posteriormente quelle del
MRTA
53
diventavano pi frequenti e violente. La fase pi recessiva del ciclo economico
avviene infatti nel periodo pi violento della storia peruviana
54
. Collegato a questo clima poco
favorevole, si verificato anche un abbondante a massiccia raccolto di foglie di coca,
produzione e traffico di pasta base di cocaina insieme a una diffusa delinquenza. Questi
problemi crearono un clima di forte incertezza.
La economia peruviana aveva risentito della negativit di questo contesto, diventando una
delle pi rischiose. Linfluenza di un clima economico danneggiato non ha tardato a farsi
sentire, in particolare per gli afflussi di capitali e la produzione, mettendo in serie difficolt la
stabilit economica e lo sviluppo.

50
Dal 1979, anno in cui stata adottata una nuova costituzione che prevede una organizzazione democretica con
governi scelti attraverso il voto obbligatorio e altri canali di rappresentanza e partecipazione. Il Per ritornato
ad avere un governo civile con nuovi modelli di rapporti tra Stato e societ.
51
Efran Gonzales de Olarte- El Per en busca de un nuevo paradigma de desarrollo (1986), DOCUMENTO N21 -
IEP Istituto di studi peruviani
52
Organizzazione terrorista guerrigliera peruviana di ispirazione maoista
53
MRTA: Movimento Rivoluzionario Tupac Amar
54
Efran Gonzales de Olarte- El Per en busca de un nuevo paradigma de desarrollo (1986), DOCUMENTO N21 -
IEP Instituto de Estudios Peruanos.
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


34
In conseguenza di tutto questo si osservava una combinazione di clientelismo e autoritarismo
militare nelle zone di emergenza
55
.
Dal punto di vista macroeconomico, le scelte hanno fortemente influenzate dalla ideologia dei
frammentati gruppi politici, con il risultato di una poco efficace politica economica. Si cos
sperimentata una acuta crisi per tutto il decennio. Tra le principali cause allorigine vi sono la
speculazione, la fuga di capitali e il terrorismo oltre allassenza di un chiaro obiettivo
macroeconomico. In questo senso la economia e la politica erano due facce dello stesso
problema. Vi era pertanto una mancanza di una crescita redistributiva e priva di integrazione
politica
56
.
Lassenza dintegrazione socio-economica aveva creato un diffuso senso di disagio tra la
popolazione, soprattutto nelle aree rurali. Legemonia delle classi politiche dominanti,
concentrate nella capitale Lima, spesso si trascurava il benessere delle zone andino-
amazzoniche. In altre parole, la economia peruviana si trovava davanti a grandi problemi di
carattere politico, sociale ed economico. Tra questi, lelevato debito pubblico, liperinflazione e
un indice di povert che superava il 59%.
La crisi ha raggiunto il suo apice verso la fine degli anni Ottanta ed stata influenzata da
diversi fattori. In primo luogo, la crisi del debito in Messico del 1982 aveva avuto ripercussioni
nelle economie sudamericane, in particolar modo quella peruviana. Nel 1982 leconomia
peruviana era colpita da una stagnazione, lanno successivo la crescita era stata negativa (-
12,2%).
Per contrastare il deficit di bilancio, il Fondo Monetario Internazionale aveva costretto il
governo Belaunde a ridurre la spessa dello Stato, ad aumentare le tariffe pubbliche e svalutare
la moneta nazionale, il soles. La svalutazione aveva lobiettivo di frenare le importazioni e
riportare il saldo commerciale in equilibrio.
Le misure ortodosse imposte dal FMI, hanno causato una grave recessione, colpendo
duramente la popolazione. Queste politiche si ripercuotevano anche nello stato che percepiva
meno tasse in conseguenza della contrazione della domanda. Le difficolt nel pagamento del
debito estero
57
divengono sempre maggiori.

55
ibid
56
Efran Gonzales de Olarte 1986- El Per en busca de un nuevo paradigma de desarrollo- DOCUMENTO DE
TRABAJO N21 -IEP Instituto de Estudios Peruanos, Serie economa N6
57
Dopo che gli investimenti nazionali ed esteri si erano ridotti, la facilit d accesso al credito estero nei primi anni
settanta avevano permesso al governo militare di Juan Velasco di sostituire il minor investimento privato con gli
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


35
La fluttuazione della crescita economica era diventata sempre maggiore e si stava verificando
una consistente fuga di capitali.

Il PIL pro capite si era ridotto da US$ 938 nel 1980 a US$ 718 nel 1989. Il tasso di inflazione
era crescente dal 1976 e fino al 1980 stata a due cifre; fra il 1980 e il 1985 aumentata a tre.
L'inflazione era passata da una media del 68% l'anno tra il 1979 e il 1982 a una media del
130,8% tra il 1983 e il 1985
58
. Infine fra il 1985 e 1990 aveva raggiunto le quattro cifre (2.000%
nel 1989) dando luogo a una consistente iperinflazione.

Figura 4: Evoluzione del tasso di crescita del PIL pro capite (variazioni %)

Fonte: Efran Gonzales de Olarte, UNA ECONOMA BAJO VIOLENCIA: PER, 1980-1990/ DOCUMENTO DE
TRABAJO N40- IEP Instituto de Estudios Peruanos, Serie economa N 14

Il disastro economico del governo Belaunde stato generato principalmente dalla caduta dei
prezzi dei prodotti di esportazione (rame, argento, piombo e caff), la mancanza di
investimenti (erano diminuiti dal 21,2% nel 1982 al 12,2% del PIL nel 1985
59
) e uninefficiente
politica redistributiva avevano portato il paese in condizioni di sottosviluppo e a una crisi
economica esplosiva superata solo dopo due decenni dopo.

investimenti pubblici, i quali erano pero insufficienti e discontinui. Cos, nel 1975-1976 si registrata una
profonda crisi nella bilancia dei pagamenti, che non stata superata facilmente. Efran Gonzales de Olarte, UNA
ECONOMA BAJO VIOLENCIA: PER, 1980-1990/ Documento N40- IEP Istututo di studi peruviani , Serie
economia N 14
58
Crabtree, John 2005: Alan Garca en el poder: Per 1985-1990. Editoriale Peisa
59
Ibidem
M= Governo militare/C= Governo civile
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


36
Le politiche adottate dal neo-presidente Garcia
60
erano sostenute da unidea contraria alle
politiche suggerite dal FMI. Al fine di pagare il debito sarebbe stato necessario riattivare la
economia. In base a questa linea, ridurre le importazioni come suggerito dal FMI sarebbe stato
controproducente, in quanto la produzione industriale peruviana dipendeva in gran parte dalla
importazione di macchinari e materie prime. Anche il pagamento del debito estero sarebbe
stato controproducente, in quanto comportava luscita di grandi somme di capitale necessarie
per la ripresa economica.
Dato che la rinegoziazione del debito dipendeva comunque dallaccettazione delle politiche
imposte dal FMI, l'unica alternativa non era quindi la rinegoziazione bens quella di limitare il
pagamento dei debiti
61
e di conseguenza adottare le proprie politiche economiche
eterodosse.
Mentre il FMI riteneva che l'inflazione in Per era stata causata dalleccesso di domanda
stimolata da una spesa statale al di sopra dei propri mezzi (emettendo moneta in eccesso e
generando inflazione). Garcia sosteneva che l'inflazione non era dovuta a una mancanza di
offerta ma piuttosto al fatto che lo Stato era stato costretto ad aumentare il prezzo dei beni e
servizi di base (soprattutto benzina) per pagare il debito. Attraverso la dinamizzazione
economica si prevedeva il raggiungimento di una maggiore crescita economica e di
conseguenza pi entrate fiscali per coprire il deficit di bilancio
62
.
La svalutazione della nuova moneta peruviana, lInti (che rimpiazz il Sol) aveva
peggiorato la situazione. Infatti, anche se il tasso di cambio ufficiale era fisso rispetto al
dollaro, a fine agosto del 1985 vi era stata una iniziale svalutazione (informale) del 12%. Nella
prima met del 1987, il cambio era a 40 Inti per dollaro, raggiungendo un differenziale con il
tasso di cambio ufficiale pari al 100%. Era evidente che la banca centrale non poteva pi
controllare il cambio dato lammontare di riserve sempre pi scarse
63
(a marzo 1990, le riserve
internazionali erano solo 190 milioni di dollari).

60
Alan Garcia assume la presidenza del Per nel periodo 1985- 1990
61
Crabtree, John 2005: Alan Garca en el poder: Per 1985-1990 (p.59). Editoriale Peisa, ed Evaristo
Pentierra, 2006, LA GESTIN ECONMICA DE ALAN GARCA: 1985-1990 (PeruPolitico)
62
Crabtree, John (2005): Alan Garca en el poder: Per 1985-1990 (p.59). Editoriale Peisa, ed Evaristo
Pentierra, 2006, LA GESTIN ECONMICA DE ALAN GARCA: 1985-1990 (PeruPolitico)
63
Crabtree, John (2005): Alan Garca en el poder: Per 1985-1990 (p.67-68). Editoriale Peisa
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


37
Inoltre, con lobiettivo di fermare la significativa fuga di capitali e adottare le politiche
necessarie, il presidente Garcia aveva annunciato, nel luglio 1987, la nazionalizzazione delle
banche, provocando il panico nel settore finanziario.
Nei suoi primi due anni di amministrazione Garcia aveva riavviato la crescita economica e
ridotto l'inflazione. Sembrava che Garcia avesse trovato un'alternativa allortodossia del FMI.
Tuttavia, due anni dopo, alla fine del 1987, la crisi era gi nuovo evidente, l'inflazione aveva
raggiunto il 114,5 % a dicembre. Nel 1988 l'economia era crollata e presentava una bilancia di
pagamenti era deficit con per 521 milioni dollari e lalta inflazione si era trasformata in
iperinflazione. I salari e gli stipendi non riuscivano a tenere il passo con alta inflazione, il
potere d'acquisto era drasticamente diminuito. Il processo decisionale ha mostrato in questo
periodo una mancanza di coordinamento e una perdita di consenso. Lo stato era in bancarotta
con elevati deficit fiscali e commerciali.
Il decennio del Novanta ha segnato linizio di un cambio di strategia nella politica economica.
In quel periodo ha assunto la carica di presidente Fujimori (1990-2000), il cui governo ha
adottato una forte politica di apertura neoliberale. Urgenti azioni sono state varate per
ristrutturare leconomia. Tra gli obiettivi che il governo si proponeva di raggiungere vi erano;
leliminazione della iperinflazione, il reinserimento delleconomia peruviana nel sistema
finanziario internazionale, la disciplina di bilancio e, infine, la pacificazione del paese. Il
governo Fujimori ha proseguito una politica ortodossa di stabilizzazione recessiva insieme ad
aggressive riforme strutturali, attraverso ladozione di un pacchetto di misure drastiche
fujishock
64
, mirate principalmente a combattere l'inflazione
65
.
Nel settore del commercio il governo ha liberalizzato sia il mercato interno sia il commercio
con lestero. Nel 1991, la maggior parte delle aziende statali sono state privatizzate. La riforma
del commercio estero aveva portato, tra le altre misure, a una profonda riduzione dei dazi alla
importazione, alla rimozione dei divieti e delle restrizioni quantitative alla importazione, alla
semplificazione amministrativa sia per le importazioni che per le esportazioni e
all'eliminazione delle tasse alle esportazioni
66
.
Per la bilancia commerciale, leliminazione alle restrizioni sullimportazione aveva fatto s che
queste ultime aumentassero rapidamente rispetto alle esportazioni. Cos, dal 1991, si era

64
Piano economico di forte austerit avviata dal governo Fujimori
65
Beterlsmann Stiftun: Strategies of development and transformation, Per
66
Melissa Garcia, La Economica del Peru monografias.com

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


38
verificato un deficit della bilancia commerciale che aumentava anno dopo anno. Nel 1991 il
deficit commerciale era solo del 4,1% del valore delle esportazioni, incrementando al 43% nel
1998, ossia quasi met del valore delle esportazioni. Sebbene, nel periodo 1990-1998 le
esportazioni sono aumentate a un tasso medio annuo del 7,4%, le importazioni erano cresciute
a un tasso annuo del 13,9% deteriorando fortemente la bilancia commerciale (-6,5%).
L'aumento del deficit stato influenzato anche dal crescente apprezzamento della nuova
moneta peruviana il Nuevo Sol che stato introdotto nel 1991 per sostituire
linflazionato Inti, con un tasso di cambio di 1.000.000, aumentando la capacit di acquisto dei
beni esteri. A differenza dei precedenti decenni, nei primi anni Novanta, il deficit della bilancia
commerciale aveva avuto origine principalmente nel settore privato
67
.

Daltro canto, lo stato aveva deciso di non intervenire nel settore finanziario, istituendo una
banca centrale indipendente. Inoltre, si era stabilito un tasso di cambio flessibile, determinato
liberamente dal mercato dei cambi e infine erano state eliminate le restrizioni ai movimenti di
capitali. Dal lato socio-politico, con la cattura dei capi terroristi nel 1992 e 1993, si stava
ristabilendo gradualmente la pace interna e nel 1998 con la firma del trattato di pace con
l'Ecuador nel 1998 e si era raggiunta anche la pace esterna.
In breve, si pu dire che dalla fine degli anni Novanta, il Per era orientato il suo sviluppo
verso una strategia di tipo liberale, basata sulla economia di mercato e sulla propriet privata
dei mezzi di produzione
68
. Tuttavia, le riforme si erano concentrate a far riprendere il sistema,
ma vecchi squilibri strutturali erano rimasti. Delle problematiche che il governo Fujimori
aveva tralasciato, i pi gravi erano linstabile e frammentata integrazione del Per nel mercato
globale, il settore finanziario volatile e soprattutto le gravi distorsioni nel funzionamento
delleconomia (come ad esempio la crescita del settore informale). Vi erano anche le carenti
politiche sociali, la povert e la sottoccupazione in ampi settori della societ. Le misure
adottate hanno portato a una rapida ma relativa stabilizzazione macroeconomica, la crescita
dal 1993 fino al 1997 stata in media del 7% . Dopo quellanno, le condizioni esterne meno
favorevoli (la crisi asiatica e brasiliana del 1998) hanno fatto sentire i loro effetti. A questo si
aggiunto, un sistema consumato dalla corruzione dei suoi dirigenti politici.

67
Melissa Garcia, La Economica del Peru-Monografias.
68
Ibidem
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


39
Dopo circa cinque anni di crescita, si verificato un rallentamento dei fondamentali
macroeconomici del Per. Il tasso di crescita media si ridotto del 1% dal 1998, e non
migliorato fino al 2002
69
.
2.2 IL BOOM ECONOMICO
La performance macroeconomica del Per negli ultimi dieci anni stata particolarmente positiva,
leconomia del paese entrata in un circolo virtuoso. Dopo un periodo di prudenti politiche
macroeconomiche, riforme strutturali ambiziose, un aumento considerevole del volume del
commercio e di elevati investimenti diretti esteri in entrata, il Per emerso come una delle
economie con maggior e stabile crescita nella regione
70
.

I due governi in carica nellultimo decennio, hanno avviato la negoziazione di trattati di libero
scambio con lobiettivo di eliminare le barriere al commercio e aumentare gli investimenti
nelleconomia peruviana. Tra i principali accordi vi sono quelli stipulati con i gruppi di
integrazione regionale (Mercosur e Comunit Andina), con gli Stati Uniti e paesi asiatici come
la Tailandia. Parallelamente, si registrato un incremento sostanziale dei progetti
infrastrutturali. In primo luogo, il gasdotto Camisea che stato uno dei progetti pi importanti
per la fornitura di gas peruviano sia allinterno del paese che allestero, mediante accordi
commerciali. Secondo, la costruzione della Strada inter-oceanica Per-Brasile. Questi e altri
progetti mirano alla integrazione allinterno e allesterno. Collegare merci e persone aumenta
infatti il commercio, integrando le diverse regioni del territorio nazionale.

69
Bertelsmann Stiftung: Strategies od development and trasformation, Per
70
FMI 2013, Country Report No. 13/45- PERU 2012
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


40
La performance economica nel 2002 ha raggiunto una ripresa apprezzabile dellattivit produttiva
e un conseguente miglioramento in quasi tutti i suoi principali indicatori. Nonostante si siano
osservati un comportamento instabile del tasso di cambio e la persistenza di deficit, il saldo del
bilancio stato positivo, contribuendo a far cessare la recessione che durava da diversi anni.
Dopo 11 anni, il Per ha inoltre presentato un avanzo di 261 milioni dollari nella bilancia
commerciale a seguito del dinamismo delle esportazioni (+8,2%), in particolare di prodotti
tradizionali (+11,9%) mentre le esportazioni di prodotti non tradizionali sono cresciute solo
del 3,9%
Nel periodo 2002-12, leconomia peruviana ha quasi raddoppiato le sue dimensioni, il PIL
reale cresciuto a un tasso medio annuo del 6,3%o (la pi alta crescita media decennale nella
storia del Per), un tasso superiore a quelli dei paesi sudamericani.
71

Il tasso annuo di inflazione sceso al 2,7% in media (il pi basso in America Latina). Nello
stesso periodo il rapporto del debito pubblico e il PIL sceso di oltre la met fino a meno del
20%
72
.


La solida performance economica ha permesso un incremento di oltre il 50% del reddito pro
capite nel corso di questo decennio, dopo quasi 30 anni di stagnazione, favorendo lo sviluppo
di una classe media sempre pi ampia. Basti pensare che il coefficiente di Gini del paese
sceso a 46, da un valore di 51 del 2005 (l'Italia ha un coefficiente di 36), quattro milioni di
persone sono uscite dalla povert
73
.

71
BVVL Research
72
FMI 2013, Country Report No. 13/45- PERU 2012
73
Perche Per- Infomercati esteri- Ministero degli affari esteri(diplomazia economica Italiana)

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


41
Si registrata inoltre una crescita elevata degli Investimenti Diretti Esteri, soprattutto nel
settore minerario, degli idrocarburi e in nuovi progetti di infrastrutture. Come si pu osservare
nella figura 7, gli IDE sono aumentati in maniera significativa. Il clima economico
considerato uno dei migliori nel continente insieme a quello del Cile. Il Per anche uno dei
paesi che pone meno ostacoli agli investimenti e come risultato gli investimenti stranieri sono
cresciuti di quindici volte. Il paese presentata un outlook economico stabile, ha migliorato nel
rating di valutazione dellagenzie Standard & Poor e Fitch ed passato da BBB a BBB+.

Dietro la forte e sostenuta crescita vi sono in primo luogo i miglioramenti derivanti dalle
riforme macroeconomiche degli anni Novanta e il boom dei prezzi dei prodotti di esportazione
(le commodity), in particolare il boom della industria estrattiva, alimentata dallincremento della
domanda estera, specie dalla Cina. Questo fenomeno ha permesso al governo di aumentare
considerevolmente le entrate e di conseguenza accrescere gli investimenti pubblici, facendo
decollare il mercato interno dei consumi.
Quando la crisi internazionale del 2007-08 iniziava a colpire diversi paesi, il Per, anche se i
segnali di questa crisi sono apparsi tardi, non rimasto estraneo a i suoi effetti. Ci sono diversi
meccanismi di trasmissione della crisi nella economia di un paese. Per leconomia peruviana i
principali meccanismi sono stati: le rimesse degli immigranti, le esportazioni, gli investimenti
esteri e il turismo
74
.


74
Manay e Guerrero 2012

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


42
Come conseguenza dello sfavorevole contesto internazionale i consumi privati hanno iniziato
a rallentare dal primo trimestre del 2009, senza per sperimentare tassi di crescita
negativi. Segnali di miglioramento si sono poi registrati grazie alla ripresa dei consumi privati,
che hanno accelerato il loro ritmo di crescita nel corso dell'ultimo trimestre del 2009. Quindi
gli effetti della crisi ci sono stati ma hanno avuto una durata molto breve e sono stati meno
incisivi per leconomia.

Dal lato degli investimenti, negli ultimi anni il Per quindi diventato un paese attrattivo per
gli investimenti esteri dato che stato uno dei pochi paesi capaci di resistere agli effetti
negativi della crisi, mantenendo un tasso di crescita positivo. Secondo Proinversin (2010), nel
2007, anno in cui iniziata la crisi negli Stati Uniti, gli IDE sono stati di 15,6 miliardi di dollari.
Negli anni successivi, landamento degli investimenti aumentato raggiungendo nel 2008, 19,4
miliardi di dollari. Tuttavia, gli investimenti hanno iniziato a mostrare una crescita negativa
agli del 2009, raggiungendo il pi basso livello nel secondo trimestre con un tasso negativo del
24,8%. Nel 2010, gli IDE sono stati pari a 20,8 miliardi di dollari e nonostante leconomia
mondiale stata fortemente colpita dalla crisi, gli investitori hanno considerato il Per come
unottima opzione, con il settore minerario che ha registrato il maggior volume di IDE
75
.

Dal lato del commercio, nel 2008 anno in cui le economie sviluppate sono state colpite dalla
crisi, le esportazioni del paese sono aumentate, raggiungendo un valore di 31 miliardi. Nel
2009, dato il debole quadro esterno, si sono iniziate a sentire le conseguenze della crisi, con un
peggioramento delle esportazioni e del saldo corrente. In generale, si avuto una diminuzione
delle esportazioni a un valore di 27 miliardi. Le conseguenze negative sono derivate
principalmente dalla recessione sofferta da alcuni principali partner destinatari delle
esportazioni, come gli Stati Uniti e lEuropa. Subito dopo, nel 2010, si verificato un rapido
recupero delle esportazioni in seguito allampliamento dei mercati di sbocco e dato il lieve
recupero delleconomia internazionale, si sono raggiunti cosi 35,6 miliardi, cifra superiore a
quella del periodo pre-crisi. Parallelamente, il tasso di crescita del PIL stato dell8,9% nel
2007 e nel 2008 ha raggiunto il 9,8%, dato che colloca il Per tra i paesi a maggiore crescita in
quel periodo.

Nel 2009 la maggior parte dei paesi nel mondo ha fronteggiato indici economici al ribasso, ma
grazie ai rapidi interventi sono riusciti a contenere la decelerazione nella crescita del PIL, il

75
Manay e Guerrero 2012

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


43
Per ha registrato un PIL pari a 130,3 miliardi, con un tasso di crescita di circa l1%. Nel 2010,
si avuto una forte accelerazione economica con un tasso dell8.8%
76
.
La economia peruviana ha quindi resistito alla crisi finanziaria globale relativamente bene
rispetto ad altri mercati. Il paese presenta una forte posizione fiscale cosi come ampie riserve
internazionali che gli permetteranno di fronteggiare la crisi anche se non nel lungo periodo.
La economia stata solo temporaneamente colpita dalla crisi globale grazie alla costante
domanda di prodotti peruviani da parte delle economie emergenti come la Cina, uno dei
principali partner commerciali del paese, e grazie a una risposta ben concepita di politiche
anticicliche, che sono state il motore del recupero economico. Le prudenti azioni di politica
economica espansiva adottate sia dal governo sia dalla banca centrale hanno dato infatti ottimi
risultati.
In primo luogo, in vista del rallentamento dell'attivit economica, la risposta del governo
stata quella di aumentare la spesa pubblica per stimolare la economia. In particolare, il
Ministero della Economia e Finanze ha varato un impulso fiscale
77
di circa l1,3% del PIL%
78
.
Semplificando, per le regole di bilancio vi un limite annuale del deficit fiscale dell1% del
PIL. Tuttavia, durante la crisi, si consentito un deficit fiscale del 2% e l'aumento dei limiti di
spesa e del debito per il periodo 2009-10, per tutti i livelli di governo
79
. In questo modo, il
Per ha concentrato i suoi sforzi nel settore delle infrastrutture economiche e sociali e su
alcune misure di protezione sociale e di promozione degli investimenti privati. In Per, la
quota di investimenti totali in infrastrutture andata oltre il 60%. Al fine di promuovere gli
investimenti privati, il Per ha ampliato i suoi programmi di garanzia finanziaria per le PMI,
soprattutto per quelle orientate allesportazione. Inoltre, sono state iniettate pi risorse in
programmi di formazione-occupazione e in infrastrutture di irrigazione cosi come quelle
sanitarie, soprattutto nelle aree rurali.
Sul fronte della politica monetaria, la Banca Centrale del Per (BCRP) ha iniziato ad abbassare
progressivamente il suo tasso di interesse di riferimento a febbraio 2009, con lobiettivo di
stimolare la economia. Dal 6,5% di gennaio 2009, il tasso dinteresse stato diminuito
all1,25% nel mese di agosto fino al 2011, il tasso stato poi aumentato al 4,5%.


76
Giselhy Melina Manay Manay, Katherine Stephanie, Guerrero Serrano 2012, ANLISIS DE LA CRISIS MUNDIAL
Y SU IMPACTO EN EL PER Y EN LA REGIN LAMBAYEQUE
77
Rapporti a basso debito pubblico e PIL consentito ad adottare grande stimolo fiscale senza sollevare problemi di
sostenibilit e MAURICIO CARDENAS AND EDUARDO LEVY-YEYATI 2010- BROOKINGS- LATIN AMERICA
ECONOMIC PERSPECTIVES( CHILE AND PERU: SIMILAR BUT NOT QUITE THE SAME, Section prepared by Luis
Carranza ) p. 50- 54

78
FMI
79
CARDENAS e LEVY-YEYATI 2010, pg. 50 54
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


44


La BCRP ha adottato misure necessarie per iniettare liquidit nel sistema di oltre de 35 mila
miliardi di soles, somma pari a quasi il 9% del PIL. Parallelamente, sono stati ridotti i
coefficienti di riserva obbligatorie al fine di ridurre la volatilit del tasso di cambio, da
settembre 2008 la Banca centrale ha venduto valuta estera per 6,8 miliardi di dollari. La
risposta rapida riuscita a prevenire un credit crunch, a supportare lattivit economica e a
sostenere loccupazione. In questo modo si assicurata che le banche secondarie fossero
dotate di risorse necessarie per continuare a finanziare l'attivit economica
80
.
Dopo un decennio di elevata crescita per la economia del Per, anche se con un lieve
rallentamento, la positiva performance economica proseguita nel 2012, landamento delle
economia si attestato vicino al suo potenziale, data la buona gestione macroeconomica. Nel
corso del 2012, la economia peruviana cresciuta del 6,3%, un tasso inferiore a quello
registrato nel 2011 (6,9%) per consistente, con un tasso di crescita potenziale stimato al
6,5%.


80
BCRP 2010
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


45
Lattivit economica stata trainata dagli investimenti e pi in generale dalla domanda interna;
questultima cresciuta del 7,4%. In particolar modo, gli investimenti privati sono cresciuti
del 13,6% e quello pubblico del 20,8%
81
.
Nel complesso, la forte domanda interna ha quindi sostenuto lespansione economica. Questo
ha compensato le minori esportazioni nette causate dal debole quadro esterno che ha sfavorito
le esportazioni. In questo scenario di dinamismo della domanda interna, di aspettative di
inflazione ben contenute e lenta ripresa dell'economia mondiale, la BCRP
82
ha mantenuto il
suo tasso di interesse di riferimento al 4,25%. Sebbene il tasso di riferimento sia rimasto
invariato, si sono applicate altre misure di politica monetaria al fine di moderare l'espansione
del credito e di ridurre la vulnerabilit del sistema finanziario a unuscita di capitali verso
lestero.
Data lincertezza del contesto internazionale le ragioni di scambio hanno registrato un calo
medio del 5% nel primo semestre del 2012, causata dalla caduta dei prezzi delle commodity e
dalla debole domanda esterna
83
. In particolare, le esportazioni nette sono rimaste su livelli
bassi, costituendo un ostacolo alla crescita economica. Nel 2012 la crescita delle esportazioni
di beni e servizi infatti rallentata al 4,8% in termini reali (rispetto all8,8 % dell'anno prima),
mentre la crescita delle importazioni rimasta sostenuta intorno al 10,4%, in termini reali,
nello stesso periodo. Il volume delle importazioni era cresciuto come riflesso della maggiore
domanda di beni di consumo, grazie ai maggiori redditi della popolazione e di beni di capitali
(fattori produttivi) associati alla crescita dellattivit economica del paese.
Nel 2012 la bilancia commerciale ha raggiunto un surplus di 4,5 miliardi di dollari che
rappresenta una riduzione di 4,8 miliardi rispetto al 2011 (9,3 miliardi). Le esportazioni hanno
ammontato i 45,6 miliardi, cifra inferiore dell1,4% a quanto registrato lanno precedente.

81
Banca Centrale di Riserve del Per
82
Idibem
83
BCRP 2012
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


46


Nel 2012 le ragioni di scambio hanno registrato una diminuzione media del 5%, data la
riduzione del 3% dei prezzi allesportazione e dellaumento del 2% dei prezzi allimportazione.
I prezzi delle commodity sono stati colpiti dalle maggiori tensioni nei mercati finanziari e dal
timore di una minore domanda mondiale associato alla persistente recessione nellarea euro
insieme alla decelerazione della Cina.
Il disavanzo delle partite correnti che aumentato dall1,9% del PIL nel 2011 al 3,6% nel
2012, soprattutto a causa del deterioramento delle ragioni di scambio, della debole crescita
delle esportazioni di minerali e di una forte crescita delle importazioni. I rischi di stabilit
esterni restano contenuti e il deficit corrente continua a essere pi che coperto da consistenti
afflussi di capitali sia di portafoglio che IDE.

*Include IDE netta, investimenti stranieri di Portafoglio e output di lungo periodo del settore privato
Fonte: BCRP

Inoltre, durante lanno, il conto finanziario ha registrato un avanzo di oltre 20 miliardi di
dollari (10% del PIL), grazie principalmente ad afflussi di capitali privati a lungo termine
(IDE). Si anche osservato un significativo flusso positivo di investimenti di portafoglio.
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


47
Questo spiega la pressione verso l'alto (apprezzamento +5,4%) del nuovo sol, che a sua
volta ha indotto un processo di de-dollarizzazione dei depositi e dei prestiti
84
.
C stata poi unaccelerazione degli investimenti pubblici che sono aumentati del 29,3% in
termini reali nei primi tre trimestri del 2012, mentre gli investimenti privati sono cresciuti del
14,5% in termini reali, in particolare nel settore delle costruzioni
85
.
Parallelamente, il tasso dinflazione a ha mostrato una tendenza decrescente, convergendo
verso il punto medio della Target Zone. L'inflazione cos scesa dal 4,74% nel 2011 al 2,7% nel
2012. Nel periodo 2002-11 il tasso di inflazione annuo medio stato del 2,5%, il pi basso
dellAmerica Latina. Le aspettative di inflazione sono stabili al 2,5% per il 2013, nella misura in
cui gli shock di offerta sono stati contenuti
86
.

Fonte: Luis Miguel Castilla (2012); Per: Perspettivas Economicas y Sociales- Ministro di Economia e Finanza

Nel 2002 la BCRP ha effettuato una transizione verso un regime di inflation targeting. Il Per
ancora una economia finanziariamente dollarizzata, il che spiega perch il suo obiettivo di
inflazione combinato con una forte preferenza per la stabilit del cambio.
La targeting zone del Per stata fissata a 2,5%, con una tolleranza di +/- 1% e dal 2007 stata
abbassata all2% (+/- 1%)
87
.

84
BCRP
85
FMI 2013
86
IMF Country Report No. 13/45- PERU - 2012 ARTICLE IV CONSULTATION, 2013) e BCRP
87
CARDENAS e LEVY-YEYATI 2010, pg. 50-54
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


48

Fonte: BCRP/ *Ene= gennaio

La nuova strategia della BCRP cerca di rendere meno prevedibile levoluzione del tasso di
cambio in modo da ridurre gli incentivi ad assumere posizioni speculative
88
.
La politica monetaria stata orientata a fronteggiare un aumento degli afflussi netti di capitale,
di oltre 16 miliardi di dollari nei primi tre trimestri del 2012 (circa 8% del PIL annuo), di cui
circa met nella forma di IDE.
La BCRP ha mantenuto il tasso di riferimento invariato al 4,2% dal maggio 2011 e mediante
l'utilizzo delle riserve obbligatorie e lemissione dei titoli della banca centrale ha mirato ad
sterilizzare labbondante liquidit in valuta estera
89
.
Nel 2012, il settore pubblico ha continuato a mostrare una posizione anti-ciclica e ha
registrato un surplus del 2,2% del PIL, superiore al 2011 (2% del PIL). I risultati di questi
ultimi due anni si spiegano come il dinamismo della domanda interna ha influenzato
positivamente la riscossione delle imposte, cos come dalla moderata crescita delle spese non
finanziarie
90
.
2.3 RISCHI E PUNTI DI FORZA ATTUALI
2.3.1 Sfide e rischi per la crescita sostenibile:

Il bilancio economico del Per nell'ultimo decennio e le prospettive future sono favorevoli,
ma alcuni rischi rimangono.
Nel breve termine, le economia rimane vulnerabile allandamento del contesto esterno. Come
osservato precedentemente, una forte decelerazione della crescita in Cina, il principale partner

88
BCRP
89
IMF Country Report No. 13/45- PERU - 2012 ARTICLE IV CONSULTATION, 2013)
90
BCRP
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


49
commerciale del Per, e un prolungato periodo di bassa crescita dell'economia statunitense
insieme a una caduta della domanda estera e alla conseguente riduzione dei prezzi delle
materie prime potrebbero causare un rallentamento economico del paese nel medio termine.
Permane infatti una forte sensibilit alla volatilit dei prezzi delle materie prime,
essenzialmente minerarie, che rappresentano uno dei pi importanti fondamenti della crescita,
nonostante gli sforzi del governo di diversificare la base produttiva e le campagne per favorire
le esportazioni di prodotti industrializzati
91
In altre parole, dal verificarsi di tali rischi si avrebbe
un significativo effetto negativo sulle esportazioni, negli investimenti e nelle prospettive di
crescita, facendo svanire i progressi dellultimo decennio.

Con riferimento alle politiche sociali adottate, esse costituiscono un limite per la crescita
peruviana, date le innumerevoli debolezze. Come sottolinea il World Economic Forum, nel
suo Competitiveness Index, il Per presenta forti limiti per linclusione sociale, leducazione e la
sicurezza. Le tensioni sociali restano una delle principali preoccupazioni. Sebbene siano stati
compiuti progressi significativi nell'ultimo decennio per ridurre la povert e migliorare gli
standard di vita, alcuni indicatori sociali sono al di sotto nel confronto con con altri paesi.
Persistenti conflitti sociali in zone rurali o contro i bassi salari, accompagnati da persistenti
lacune nellinclusione sociale rimangono sfide da superare
92
.

Dal punto di vista geografico il Per un paese molto frammentato, giacch lungo il paese
corre la Cordillera delle Ande e inoltre molte zone della foresta Amazzonica sono tuttora di
difficile accesso. Per questi motivi, fondamentale eliminare i colli di bottiglia derivanti
principalmente da un significativo gap infrastrutturale per poter collegare meglio il paese e di
conseguenza permettere a tutta la popolazione di rendersi partecipe allattivit economica del
paese. Una pi facile mobilit di persone e merci render la economia pi dinamica e inclusiva.
I rischi economici e sistemici sono stati contenuti, grazie alle adeguate politiche economiche.
Tuttavia, i principali timori riguardano l'apprezzamento recente del nuevo sol rispetto al
dollaro. Con le importazioni che sono aumentate del 25% e con il deficit della bilancia
commerciale in passivo del 4% del PIL nel 2012, la valuta locale sta subendo spinte al rialzo
sempre maggiori, compromettendo la competitivit dellimprese e i margini di profitto per
contadini e imprese manifatturiere. Secondo i dati del governo peruviano, l'apprezzamento del
nuevo sol rispetto al dollaro continuato a registrarsi anche nel 2013. Il governo ha

91
Infomercatiesteri- Ministero degli affari esteri:Perche peru- Infomercati esteri (diplomazia economica
Italiana)
92
FMI, 2012
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


50
sottolineato come questo sia un elemento fisiologico della crescita esponenziale in atto nel
paese. La Banca Centrale peruviana ha iniziato a intervenire in modo ingente sul mercato
valutario, nel tentativo di alleviare le spinte al rialzo della moneta locale
93
.

Un altro rischio per la crescita potrebbero presentarsi in caso di spinte inflazionistiche
derivanti dallampia liquidit globale e dai consistenti afflussi di capitali. Anche su questo
punto la BCRP intervenuta finora in maniera efficace, attraverso interventi di sterilizzazione
e riuscendo a mantenere linflazione tra quelle pi basse della regione.
La seconda grande preoccupazione per il futuro della economia peruviana riguarda il boom del
credito e immobiliare in atto. Con il prezzo per metro quadro dei terreni che pi che
raddoppiato, dal 2007 a oggi, a Lima e con le banche che stanno erogando mutui a un tasso
annuale del 20% a quattro anni, diversi economisti sottolineano i rischi dell'esplosione di bolle
speculative
94
.
Gli ultimi dubbi riguardano, infine, un sistema di formazione scolastico ed universitario
altamente al di sotto degli standard minimi dei paesi pi sviluppati - anche se il ministro
Castilla ha sottolineato come questo non infici sulla produttivit media delle imprese locali,
che riescono a beneficiare del know how tecnologico attraverso le importazioni.

Il Per rischia di vedere compromessi gli straordinari progressi economici compiuti, se non
sar in grado di procedere con importanti riforme politiche nel breve periodo. Con gli esperti

93
Alessandro Bianchi, 2013 LA STELLA DELLAMERICA LATINA: L'incredibile Ascesa Economica Del Per Ed Il
Futuro Delle Relazioni Con Washington
94
Ibid
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


51
che continuano a prevedere un tasso di crescita rilevante per i prossimi 4-5 anni, questi
elementi potrebbero tuttavia offuscare l'ascesa della stella attuale del Sud America
95
.
Il Per deve tuttavia fare fronte a diverse sfide per sostenere una crescita di medio-lungo
termine. Questo richieder un miglioramento della produttivit e della competitivit,
stimolando il capitale umano e mantenendo flessibilit nel mercato del lavoro, favorendo
ulteriormente il business climate e sviluppando i mercati dei capitali locali.
2.3.2 I punti di forza delleconomia
Leconomia peruviana quasi raddoppiata nel periodo 2002-12 e attualmente registra un
andamento prossimo al suo potenziale, mentre il rapporto debito pubblico/PIL sceso a
meno del 20%. Leconomia del paese andino, sebbene non sia immune alle variabilit sia del
contesto esterno che alle vicende interne, possiede punti di forza che finora hanno reso
possibile affrontare le recenti turbolenze finanziarie globali.
Le prospettive a breve termine rimangono favorevoli, nonostante lavverso contesto esterno.
Nello specifico, i punti di forza delleconomia sono: una solida posizione fiscale, consistenti
afflussi di capitali esteri e un solido sistema finanziario, cos come la graduale diversificazione
dei mercati internazionali per i prodotti di esportazione e solide istituzioni monetarie
96
.
Attualmente il premio per il rischio paese a un minimo storico e il Per il secondo miglior
paese dell'America Latina nella classifica del Doing Business. Inoltre, le forti fondamentali e le
eccellenti prospettive economiche hanno reso il Per un magnete per gli investimenti diretti
esteri e di portafoglio. La maggior parte dei flussi di capitale verso il Per rimangono sotto
forma di IDE, flussi meno soggetti a fenomeni di capital reversal. I flussi netti di IDE sono stati
pari al 4,9% del PIL nel periodo 2007-11, testimoniando la forte capacit di attrazione del
Per come destinazione degli investimenti. I settori in cui la concentrazione di IDE
maggiore sono: l'industria mineraria, seguita dai settori dei servizi e degli idrocarburi
L'utilizzo di misure macro-prudenziali continua a limitare l'accumulo di vulnerabilit
finanziarie in un contesto di grandi afflussi di capitale e di forte crescita del credito. Il settore
finanziario resta forte e resiliente, i regolamenti di tipo macro prudenziale sono stati rafforzati,
inclusi quelli sui requisiti di liquidit in linea con i criteri di Basilea III. Le autorit di
regolamentazione e vigilanza hanno implementato un nuovo piano di sorveglianza, che
include un maggior controllo e il rafforzamento dei requisiti patrimoniali per i mutui. L'attuale
adozione di un quadro di responsabilit fiscale stato molto efficace nel rafforzare le finanze

95
Alessandro Bianchi, LA STELLA DEL AMERICA LATINA: L'incredibile ascesa economica del Per ed il futuro
delle relazioni con Washington- 05 Marzo, 2013

96
Giselhy Manay, Katherine Guerrero 2012, ANLISIS DE LA CRISIS MUNDIAL Y SU IMPACTO EN EL PER Y EN
LA REGIN LAMBAYEQUE
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


52
pubbliche e nel ridurre il debito pubblico
97
. Inoltre la decisione della banca centrale di
aumentare la flessibilit del tasso di cambio stata accolta positivamente dalle istituzioni
internazionali come il FMI, in quanto rafforzer il ruolo del tasso di cambio, sostanzialmente
in linea con i fondamentali, come un ammortizzatore degli shock. In sintesi, la flessibilit del
tasso di cambio avr quindi un ruolo chiave nel limitare gli shock esterni, supportare il settore
privato per internalizzare al meglio i rischi di cambio estero e ridurre i costi di sterilizzazione.
La presenza di un forte impegno politico per modernizzare il paese e migliorare il tenore di
vita della popolazione sono stati fondamentali per linclusione socio-economica. Le autorit
hanno la possibilit di mettere l'economia su un sentiero di crescita elevato e sostenibile. Esse
hanno sviluppato unottima strategia per promuovere gli investimenti pubblici, rimuovere i
colli di bottiglia e potenziare le infrastrutture.
Tutti questi risultati sono stati raggiunti grazie a pi di due decenni di adeguate politiche
economiche, che hanno mostrato una forte resistenza in caso di uno scenario di recessione o
surriscaldamento. Il paese andino dunque un chiaro esempio di sana gestione economica.


97
( IMF Country Report No. 13/45- PERU - 2012 ARTICLE IV CONSULTATION, 2013)
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


53
Cap. 3 PERU: STRUTTURA SETTORIALE E COMMERCIO CON LESTERO

3.1 SETTORI CRUCIALI PER LECONOMIA
I settori trainanti delleconomia peruviana sono il settore agricolo, la pesca e il settore
minerario, in forte espansione negli ultimi anni. Altri settori di fondamentale importanza sono
quelli manifatturiero ed edile.

Nel 2012, i settori primari
98
hanno registrato una crescita minore rispetto allanno precedente
(1,7% rispetto al 4,8%). I settori non primari sono invece aumentati del 7,1%, risultato
attribuibile al dinamismo della domanda interna
99
. Nella figura 14 si nota la dinamica dei
settori trainanti delleconomia del Per, essi coprono sia il mercato interno che esterno e
costituiscono una importante fonte di entrate per il paese. In particolar modo, i settori
orientati alla esportazione sono quelli impegnati nella produzione agricola (specie di asparagi e
paprika); nella produzione di minerali (oro, argento e rame) e nel settore manifatturiero (ad
esempio fibre di vigogna e alpaca).


98
Il settore Primario: La sua caratteristica lestrazione di risorse, senza la trasformazione del bene. In generale,
ne fanno parte: lagricoltura, il settore delle miniere e la pesca.
99
BCRP
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


54
3.1.1 Il settore agricolo

Una delle pi rilevanti attivit economiche del Per lagricoltura ed considerata l'attivit pi
importante per la popolazione rurale. Il settore ha registrato una crescita sostenuta negli ultimi
undici anni. Il suo peso sul PIL rappresentava il 7,6% della produzione nazionale nel 2012 ed
in costante crescita grazie allesplorazione di nuove terre.
Agli inizi del nuovo millennio, il settore agricolo si trovava sottocapitalizzato e con livelli di
povert nelle zone rurali elevati. Questo fino a quando stato avviato una grande riforma nel
2010 che ha consentito di raggiungere una notevole crescita della produzione e delle
esportazioni agricole. Uno dei pi importanti miglioramenti stato il controllo delle
condizioni igienico-sanitarie che ha permesso l'apertura di nuovi mercati : Cina (uva e mango),
Giappone (pollame), Stati Uniti, Guatemala e Salvador (agrumi), Messico (mango), Brasile
(peperoni, pomodori)
100
.

Secondo le statistiche del Ministero dell'Agricoltura, il settore occupa il 21% della popolazione
economicamente attiva (2,7 milioni di abitanti), contribuendo al 9% del PIL nazionale (5,6
miliardi di dollari nel 2012 ai prezzi del 1994) e genera l'11% del valore totale delle
esportazioni nazionali ($1,570 milioni, 2005). Questo equivale al 16% degli investimenti
nazionali (137 milioni dollari) in infrastrutture dirrigazione e rappresenta l'80% della fornitura
di cibo per la popolazione peruviana
101
.
I prodotti orientati al mercati esterni hanno rallentato la loro crescita, mentre i prodotti
orientati al mercato interno hanno presentato una dinamica superiore a quella degli anni
precedenti. La produzione agricola per il mercato domestico cresciuta del 6,1% nel 2012, in
particolare con laumento della produzione di patate e riso. La produzione agricola orientata
invece al mercato estero cresciuta del 3,4%, un tasso inferiore a quello degli anni
precedenti
102
.
La ripresa dei prezzi dei principali prodotti agricoli pari al 22% in media negli ultimi cinque
anni, il significativo miglioramento della produttivit; il miglioramento delle infrastrutture
dirrigazione e un importante progresso nellassegnazione delle terre, tra gli altri, sono alcuni
dei pi importanti avanzamenti della politica agricola dellattuale Governo che stata

100 Delgado, 2012
101 Delgado, 2012
102 BCRP, Memorie 2012
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


55
indirizzata a porre le basi per lo sviluppo sostenibile dell'agricoltura in Per per una moderna
gestione agraria in grado di competere sui mercati sia interni che esteri
103
.

3.1.2 Il Settore pesca

Questo settore si sviluppato grazie alla presenza di un sistema geografico variegato,
composto da fiumi, mari e laghi, i quali ospitano una gran quantit di specie marine.
Per la pesca, il Per il secondo paese al mondo. Le catture annue sono di 8-10 milioni di
tonnellate, sebbene circa il 95% di questi sono utilizzate per la produzione di farina e olio di
pesce, di cui il Per , a sua volta, il primo produttore ed esportatore
104
.

Nel 2012 lattivit di pesca ha registrato una contrazione dell11,9% a causa della minore
cattura di acciughe a destinazione industriale. Tuttavia, nellanno vi stata una maggiore
estrazione di alcune specie destinate al consumo umano non industrializzato, lattivit ittica
infatti salita del 1,2%, aiutato dalla maggiore presenza di queste specie
105
.

3.1.3 Settore minerario e idrocarburi

Le risorse estrattive hanno un grande rilievo nel quadro economico peruviano e in particolare
il settore minerario uno dei pilastri della economia nazionale giacch per sua natura un
settore che genera grandi movimenti di capitali. Difatti, lattivit mineraria la pi importante
fonte di reddito del paese.
Il Per possiede il 16% delle riserve minerali conosciute, tra cui il 15% di quelle di rame e il 7
% di quelle di zinco. Inoltre, il paese uno dei principali produttori al mondo di prodotti
minerari le rame, zinco, argento, oro e idrocarburi. Attualmente ci sono circa 400 progetti
minerari in esecuzione e ulteriori 400 in fase di esplorazione e con studi ambientali. Il settore
rappresenta il 4,7% della produzione nazionale e oltre il 50% delle esportazioni peruviane, con
cifre intorno ai 4 miliardi di dollari l'anno.

Il settore minerario diventato fondamentale a partire dal 1993, anno in cui il Per ha
raddoppiato la sua produzione di minerali. Il settore ha conosciuto un grande sviluppo grazie

103 Delgado, 2012
104
BCRP, Memorie 2012. Per maggiore informazione si veda anche: Per: Estruttura Economica, Rete di uffici
economici e commerciali della Spagna allestero (Per)- Ministero di Economia e Competitivit.
105 BCRP
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


56
ai nuovi investimenti a seguito della privatizzazione di molte imprese statali, l'attuazione di
nuove miniere e l'ampliamento di quelle esistenti. In America Latina, il Per il maggior
produttore di oro, zinco, piombo e stagno e il secondo pi grande produttore di rame, argento
e molibdeno
106

I principali minerali che il paese andino esporta sono rame, oro, ferro, argento, zinco e
piombo. Attualmente, essi sono fortemente richiesti come fattori di produzione in processi
industriali ad alto livello tecnologico. I principali mercati per loro sono Stati Uniti, Svizzera e
Regno Unito.

Si stima che fino a oggi il Per abbia estratto il 12% delle sue risorse minerarie e che con la
tecnologia appropriata possa triplicare la sua produzione attuale, soprattutto quella di metalli.
Cos, dal 1990 lattivit estrattiva in Per aumentata del 500%
107
.
Il settore ha rappresentato il 58% delle esportazioni nel 2011. Successivamente, nel 2012 ha
registrato una crescita del 3,3% e si stima per il 2013 una crescita del 7,1%, con una quota del
56% sullexport totale
108


FONTE: BCRP 2012, INEI, Ministero di energie e mine e Perupetro

Come evidenziato in uno studio della BCRP, lestrazione di oro ha registrato una diminuzione
del 2,9% nel 2012; da 5,3 a 5,1 milioni di grammi. La produzione di questo metallo stata
influenzata principalmente dalla inferiore attivit in alcune zone estrattive. Tuttavia, il Per
rimasto il principale produttore doro in America Latina e il sesto al mondo, con una quota del
6% sulla produzione mondiale. Parallelamente, dopo due anni consecutivi di contrazione, la

106
Per maggiori informazioni: Per: Estruttura Economica, Rete di uffici economici e commerciali di Spagna al
estero(Per)- Ministero di Economia e Competitivit.
107 Delgado 2012 pg 1-2
108 Informercatiesteri 2013
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


57
produzione di rame cresciuta del 9,4% nel 2012, raggiungendo 1,3 milioni di tonnellate
metriche fini (TMF), contribuendo a una crescita del settore minerario del 2,4%. Il Per cos
rimasto il secondo pi grande produttore di rame in America Latina, dopo il Cile (5,4 milioni
di TMF), mentre a livello globale stato superato (ed al terzo posto) dalla Cina che ha
raggiunto una produzione di 1,5 milioni di TMF
109
.
Inoltre il Per il pi grande produttore di zinco in America Latina e il terzo nel mondo, con
un peso del 10% sulla produzione mondiale. In particolare, Cina e Australia occupano il primo
e il secondo posto (4,6 e 1,5 milioni di TMF, rispettivamente).
La produzione dargento cresciuta dell1,8%, e ha raggiunto 112 milioni di grammi. Con
questo livello di produzione, il Per arrivato ad occupare il terzo posto nella classifica
mondiale, dietro Messico (132 milioni di once) e la Cina (118 milioni di once). Infine, la
estrazione di piombo aumentata dell8% nel 2012
110
.

Per gli idrocarburi, ad agosto del 2004 iniziata la produzione del gasdotto di Camisea, uno dei
pi grandi del subcontinente. Si verificata unespansione nella produzione di idrocarburi del
2,3%, principalmente associata ad un aumento dello sfruttamento del gas naturale (4,4%).
L'incremento riconducibile alla crescita della produzione sia per il mercato interno che per
quello estero
111
.


109
BCRP Memorie, 2012
110 BCRP
111 BCRP 2011. 2012
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


58
3.1.4 Settore manifatturiero e industriale

Il settore dell'industria trae gran parte della sua attivit dalla trasformazione delle risorse
primarie, che include il settore alimentare e delle bevande, quelli chimico, tessile, di
produzione dei metalli e loro trasformazione (acciaio, fusione, raffinazione dei minerali, e cos
via).
Negli ultimi anni, le imprese pi dinamiche si sono orientate alla esportazione, soprattutto di
tessili, dei vegetali in scatola, delle conserve e infine della chimica di base
112
.
L'attivit manifatturiera cresciuta dell1,3% nel 2012, mostrando un rallentamento rispetto
agli anni precedenti. Questa moderazione pu essere spiegata con il calo della domanda estera,
conseguenza del rallentamento economico globale e della crescita dei consumi privati, che
stata in parte compensato dallevoluzione delle costruzioni.
La produzione orientata al mercato estero diminuita del 6,5%. Tale diminuzione si pu
ricondurre principalmente alla minore domanda di prodotti tessili negli Stati Uniti e
soprattutto in Europa in conseguenza della debole crescita della loro economia.

3.1.5 Settore edilizia e costruzioni

Da oltre 5 anni, il settore edile una componente primaria dello sviluppo economico del Per,
anche per il suo effetto trainante su tutto il sistema. Essa ha rappresentato il 5,58% della
produzione nazionale e ha registrato una crescita del 15,4% nel 2012. Per il 2013 si stima una
crescita del 9,6%, grazie allesecuzione di nuovi progetti infrastrutturali (porti, aeroporti,
autostrade, edilizia civile, centri commerciali, complessi abitativi).
Secondo la BCRP, nel 2010 il settore ha avuto una crescita del 17,4% con un rallentamento
nel 2011 del 3,4%.
Lattivit di costruzione cresciuta del 15,2% lanno durante il decennio 2002-12, diventando
il settore di maggiore espansione nel 2012. Gli importanti progetti infrastrutturali sono il
riflesso del dinamismo economico del Per e della crescita degli investimenti in opere di
costruzione, infatti le grandi imprese costruttrici hanno ampliato lofferta di immobili.
In questo contesto importante evidenziare che il mercato interno delle costruzioni si
sostenta principalmente nella realizzazione di opere di costruzione di aziende di miniere,
strade, abitazioni, appartamenti e centri commerciali. Con riguardo al mercato immobiliare
residenziale, in un recente studio del mercato edilizio a Lima, pubblicato per la Camera

112
Per maggiore informazione: Per: Estruttura Economica, Rete di uffici commerciali della Spagna al estero
(Per)- Ministero di Economia e Competitivit.
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


59
Peruviana di Costruzione (CAPECO), si rilevato un incremento del 10,2% del numero di
appartamenti venduti nel periodo luglio 2011-giugno 2012. Tale risultato attribuibile ai
migliori redditi delle famiglie e ai minori tassi dinteresse applicati dalle banche. Tuttavia, nel
2012 si osservata una moderata decelerazione nella crescita
113
.

3.1.6 Il settore dei servizi

Anche il settore dei servizi sta registrando una fase di crescita significativa a causa dei
consistenti investimenti nei settori delle telecomunicazioni, delle banche e assicurazioni,
dellenergia elettrica e della distribuzione commerciale. In quanto al turismo, il settore
fortemente cresciuto negli ultimi anni, in parte grazie allavvio di una forte campagna di
promozione del paese come destino turistica e gastronomica avviata da PROMPERU
114
.
Il turismo sta diventando inoltre sempre pi importante nello sviluppo peruviano. Il numero
di viaggiatori non residenti nel 2011 stato pari a 2,6 milioni, con un incremento del 13%. Nel
2011 il settore ha generato 2.912 milioni di dollari di entrate in valuta. Questo rappresenta un
aumento del 17,6%. Questo aumento di turisti stranieri stato accompagnato dalla
valorizzazione di nuove aree turistico-culturali e di avventura, cos come dell'espansione dei
servizi alberghieri e di comunicazione. Attualmente le possibilit di sviluppo di tale settore
rimangono vaste
115
.
Nel complesso, leconomia peruviana trainata da settori che possiedono sostanziali
possibilit di sviluppo. Il governo si sta indirizzando verso la diversificazione economica che
permetter al paese di rendersi meno sensibile alle variazioni del contesto esterno e di
garantirsi diverse fonti di crescita.
3.2 TRADE EVOLUTION E PRINCIPALI PARTNER
Lapertura della economia peruviana al commercio internazionale si accelerata notevolmente
negli ultimi anni grazie allespansione dei prodotti destinati allesportazione cos come alla
riduzione delle tariffe doganali.

113 BCRP
114
Commissione di Promozione del Per dellesportazione e del Turismo.
115
Per maggiore informazione: INFORME ECONOMICO Y COMERCIAL: PERU (2012), Uffici economici e
commerciali della Spagna a Lima.
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


60
Il saldo della bilancia commerciale continua a essere positivo dal 2002 e lavanzo in aumento
nel tempo. Secondo l'Autorit Nazionale di Amministrazione Fiscale (SUNAT), dopo la
flessione del 2009 a causa dei negativi effetti della crisi finanziaria internazionale, nel 2011 lo
scambio commerciale del Per con il resto del mondo ha raggiunto livelli senza precedenti,
con un valore in aumento pari a 83,7 miliardi di dollari, vale a dire un incremento del 27,3%.
Nellanno, le importazioni sono cresciute del 25,9%, in risposta al crescente dinamismo della
domanda interna; mentre le esportazioni, che rappresentano il 54% del commercio estero,
sono cresciute del 28,4% grazie al recupero dei prezzi dei principali prodotti di esportazione.
Cos mentre la quota del commercio estero rispetto al PIL stato solo del 26,8% nel 2000,
essa aumentata al 46% nel 2008 con una tendenza crescente e, nonostante la caduta nel 2009
al 37%, con un rapido recupero nel 2011 (47%)
116
.
Se il valore delle importazioni era pari al 13,8% del PIL agli inizi del secolo, la quota salita
raggiungendo il 22,3% nel 2008 e, dopo la caduta al 16,5% nel 2009, ritornato al 22,5% nel
2011 e fatto salire le percentuali
117
.
Allo stesso modo, sempre secondo i dati della SUNAT, a dicembre 2012 lo scambio
commerciale del Per con lestero ha registrato valori in dollari pari a USD 87,3 miliardi. In
particolare, lo scambio commerciale cresciuto del 4,3% grazie a una crescita delle
importazioni dell11,7%, mentre le esportazioni sono calate dell1,7%. In questo periodo le
esportazioni hanno ammontato a 45,5 miliardi di dollari e hanno costiturono il 52% dello
scambio commerciale totale
118
.

In sintesi, nel periodo gennaio-dicembre 2012 il saldo commerciale con il mondo ha
presentato un surplus di 3,1 miliardi di dollari, che rappresenta una riduzione del 60% al 2011.
D'altra parte, linterscambio commerciale aumentato del 4,1% rispetto al periodo gennaio-
dicembre 2011, raggiungendo la cifra di US $ 87.7 miliardi
119
.

116
I dati sono espressi in termini nominali
117
Dati ricavati da: INFORME ECONOMICO Y COMERCIAL: PERU (2012), Ufficio Economico e Commerciale della
Spagna a Lima
118
Sunat, 2013
119
Ministero del Commercio Estero e del Turismo del Per.
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


61


3.2.1 Principali partner commerciali
Il Per possiede una struttura del commercio estero molto equilibrata con riguardo ai flussi di
importazione ed esportazione, attribuibili alla crescente diversificazione commerciale e alla
ampia gamma di partner in tutto il mondo.
Il principale paese fornitore per il mercato peruviano, nel 2011 stato gli Stati Uniti, con una
quota del 19,4% delle importazioni totali, seguita dalla Cina (16,7%), dal Brasile (6,4%),
dallEcuador (4,9%) e dall'Argentina (4,8%)
120
.

Tra i principali paesi destinatari delle esportazioni peruviane nel 2011 troviamo invece la Cina,
leader nella lista delle destinazioni, con una quota del 15,4% del totale. A seguire, la Svizzera

120
INFORME ECONOMICO Y COMERCIAL: PERU (2012), Ufficio Economico e Commerciale della Spagna a Lima.
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


62
(12,9%), gli Stati Uniti (12,8%), seguiti dal Canada (9,2% del totale) e dal Giappone (4,7% del
totale). La Spagna il sedicesimo fornitore e il nono cliente, con una quota del 3,6% sul totale
delle esportazioni peruviane
121
.

A continuazione si esamina linterscambio commerciale del Per con i suoi principali partner:
Cina: Entrambi i paesi (Cina-Per) guardano con particolare interesse alla crescita degli
scambi commerciali e hanno avviato diverse politiche per incentivarli, facendo s che negli
ultimi anni la Cina diventasse un partner commerciale di crescente importanza per il paese
andino. Due le fondamentali ragioni economiche dietro tale processo. Da parte dalla Cina,
garantirsi abbondanti forniture di materie prime, specialmente risorse energetiche e minerarie.
Tale esigenza si sposata perfettamente con laspirazione del Per di diversificare le aree di
sbocco commerciale e posizionare al contempo i propri prodotti in un mercato vasto, vivace e
in buona fase di crescita
122
.
Le relazioni commerciali tra Per e Cina si trovano nel loro migliore momento. Difatti, nel
1971 il commercio bilaterale ammontava appena a 19,3 milioni di dollari. Nel 2010, la cifra ha
superato i 9.7 miliardi di dollari. Ne deriva che in quaranta anni, il commercio cresciuto di
500 volte. In questo modo, la Cina diventata il primo partner commerciale e principale
mercato per le esportazioni del Per nel mondo. Da cinque anni, la bilancia commerciale del
Per con la Cina positiva, ad eccezione del 2008. Le esportazioni verso la Cina sono

121
INFORME ECONOMICO Y COMERCIAL: PERU (2012), Ufficio Economico e Commerciale della Spagna a Lima.
122
Di Ruzza 2011, p.162
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


63
cresciute a un tasso medio del 16.6% lanno. Dal lato delle importazioni, esse sono cresciute
invece a un tasso medio del 10%.
La crescita del commercio tra i due paesi, e in particolare delle esportazioni, deriva
dallaumento del commercio dei prodotti minerari, in particolar modo del rame ($ 4,4
miliardi/+41%) e del piombo ($ 1,0 miliardi/+28.3%).
Risalta inoltre lincremento della quota delle importazioni cinesi, dopo la firma del Trattato di
libero scambio tra i due paesi
123
. Nel caso delle importazioni dalla Cina, esse hanno
ammontato a circa 6,3 miliardi di dollari nel 2011, con un significativo incremento del 23%. I
principali acquisti sono stati di telefoni cellulari, computer, motociclette e televisioni. Mentre le
esportazioni peruviane verso la Cina sono incrementate raggiungendo 7,0 miliardi di dollari
nello stesso anno, con un incremento del 28%.
Nel 2012, linterscambio commerciale peruviano-cinese si elevato a una cifra pari a US$15,5
miliardi, dei quali $7,7 miliardi in forma di esportazioni peruviane. Tale crescita stata trainata
dallincremento delle vendite di minerali (rame raffinato, argento greggio, stagno e cos via),
idrocarburi (greggio, gas naturale, benzine per motori e altri olii pesanti), farina di pesce e
minerali di piombo e concentrati.
Allinterscambio commerciale si affiancano peraltro investimenti in infrastrutture (quali ponti,
strade, porti), che al di l di ogni motivazione filantropica, hanno lo scopo di agevolare i
collegamenti e quindi le dinamiche commerciali
124

Stati Uniti: Secondo un rapporto della Camera di Commercio Americana in Per
AMCHAM, linterscambio commerciale tra Per e Stati Uniti aumentato in maniera
esorbitante, crescendo del 105% nei quattro anni di vigore dei Trattato di Libero Commercio
firmato nel 2009. Questo equivale a un raddoppio del commercio; in altre parole il TLC con
gli Stati Uniti ha fatto s che il commercio passasse da $ 3 miliardi a $7 miliardi nel 2012.
Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono state pari a 5,9 miliardi nel 2011, un importo che ha
registrato un calo del 3%. Importante stata la vendita di minerali (rame raffinato, argento
greggio, stagno e cos via) idrocarburi (greggio, gas naturale, benzine per motori e altri olii

123
Il 28 aprile del 2009 stato firmato a Lima, dopo 14 mesi di negoziati, il Trattato di Libero Commercio (TLC)
tra Cina e Per, con una cerimonia svoltasi alla presenza dei due vice Presidenti, Luis Giampietri e Xi Jinping. (Di
Ruzza, 2011)
124
Di Ruzza 2011, p.163
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


64
pesanti) e vegetali (caff, asparagi, carciofi e uva)
125
. Nel 2012, sono in evidenzia le
esportazioni di oro per 1.3 miliardi di dollari e dei prodotti derivati dal petrolio per 1.2
miliardi di dollari. I principali settori non tradizionali sono: agricoltura ($ 896 milioni), tessile
($ 642 milioni), siderurgico e metallurgico ($ 265 milioni), che insieme rappresentano il 71%
dellexport dei prodotti non tradizionali
126
.
Le importazioni dagli Stati Uniti sono state nel 2011 pari a circa 7,4 miliardi di dollari,
registrando una crescita del 26,4%. I principali prodotti importati sono stati i carburanti (diesel
2 e olii base per lubrificanti) e prodotti relativi all'industria alimentare (tra cui frumento, mais
giallo) e prodotti chimici
127
.
Brasile: La bilancia commerciale del Per con il Brasile stata a lungo negativa, tuttavia
recentemente si sta registrando un miglioramento di questa tendenza. Nel 2011 il saldo
negativo della bilancia commerciale del Per diminuita del 5,8% mentre nel 2012 si
incremento del 0.7%. Linterscambio commerciale Per-Brasile aumentata a 4.0 miliardi nel
2012 e ha rappresentato il 4,6% dellattivit commerciale del Per con il mondo.
Nel 2012, le esportazioni peruviane verso il Brasile sono state pari a 1,4 miliardi di dollari e
con un aumento del 11% rispetto allanno precedente. I principali prodotti esportati sono stati:
rame raffinato, prodotti minerali (lo zinco) e largento.
Le importazioni dal Brasile sono state pari a 2,4 miliardi di dollari nel 2012, registrando un
incremento dell11,3%. Importanti sono stati anche gli acquisti di petrolio greggio, prodotti
siderurgici, veicoli per il trasporto di persone e attrezzature per le costruzioni
128
.

Svizzera: Linterscambio commerciale tra il Per e la Svizzera ha raggiunto i 6,0 miliardi
di dollari nel 2011, le esportazioni verso il mercato svizzero hanno ammontato a 5,9 miliardi
nel 2011, una cifra che rappresenta una crescita del 54,4% del commercio. Il mercato svizzero
ha rappresentato il secondo mercato pi importante per le esportazioni totali peruviane dopo
la Cina nel 2011 e l'oro il principale prodotto esportato che rappresenta il 97,6% del totale
delle esportazioni verso tale paese. Riguardo alle importazioni peruviane dalla Svizzera, queste
si sono incrementate a US$ 145,480 milioni nel 2011 e che rappresenta un aumento del

125
Dati ricavati dal: INFORME ECONOMICO Y COMERCIAL: PERU (2012), Ufficio Economico e Commerciale della
Spagna a Lima.
126
Per maggiori informazione consultare: SIICEX, servizio dinformazione allesportatore-Stati Uniti
127
Dati ricavati da: INFORME ECONOMICO Y COMERCIAL: PERU (2012), Ufficio Economico e Commerciale della
Spagna a Lima.
128
CCIA, Camera di commercio e dellindustria di Arequipa-ISSUU.
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


65
27,96% rispetto allanno precedente. I principali prodotti importati sono stati macchinari per
lindustria alimentaria e delle bibite, medicine, strumenti idraulici e orologi.
Il Per e la Svizzera hanno firmato un accordo di Libero Scambio con la Associazione
europea di Libero Commercio (EFTA) che permette leliminazione della doppia tassazione
fiscale
129
.

Spagna: Lintercambio commerciale Per-Spagna cresciuto costantemente e
nonostante la crisi globale, nel 2010 le esportazioni hanno superato le cifre del periodo pre-
crisi. Nel 2012, lintercambio commerciale tra entrambi i paesi sono stati pari a $ 2,6 miliardi,
un aumento del 16,4% rispetto allanno 2011.
La Spagna il sedicesimo fornitore, con una quota dell1,4% delle importazioni totali. Le
esportazioni peruviane in Spagna sono stati pari a $ 1,8 miliardi nel 2012, cifra superiore del
8.5% al periodo precedente. Nel 2012, me importazioni si sono incrementate (del 41.5%
rispetto al 2011) e hanno raggiunto i $ 755 milioni. La maggiore parte delle esportazioni
peruviane si concentrano nei settori della miniera, petrolio, gas e prodotti alimentari.
La bilancia commerciale peruviana con la Spagna, ha avuto una tendenza positiva, dovuto
principalmente allaumento delle esportazioni del Per
130
.

Italia: La crisi Europea ha indubbiamente avuto un impatto sulle relazioni commerciali
tra i due paesi, il saldo della bilancia commerciale, negativo per lItalia diminuito rispetto agli
anni precedenti, nonostante, le esportazioni italiane verso il Per sono cresciute del 26,5%.
Nel 2012, linterscambio tra lItalia ed il Per ammontato a quasi 800 milioni di dollari con
una discesa del -6,3% rispetto allanno precedente. Il saldo commerciale negativo per lItalia
diminuito, nel 2012 le esportazioni italiane sono cresciute del 26,5%. Il Per ha importato
dallItalia principalmente macchine e apparecchiature per lindustria, apparecchi elettrici e
prodotti chimici. Le esportazioni peruviane sono costituite principalmente di prodotti della
metallurgia seguito da prodotti dellagricoltura, pesca, silvicoltura e prodotti alimentari.
Positive aspettative sono attese dopo la recente entrata in vigore del TLC con lUnione
Europea nel contesto del quale, il Per ha ottenuto preferenze doganali per il 93% dei prodotti
agricoli esportati e lesenzione totale dei dazi per i prodotti manifatturati e nel ambito dei quali
lItalia (11% di partecipazione) rappresenta il terzo mercato di destino dopo Olanda, la Spagna
e seguita dalla Francia e lInghilterra
131
.

129
Ambasciata del Per in Svizzera.
130
SIICEX, Sistema integrato dinformazione di commercio estero.
131 ICE, Agenzia per la promozione allestero e linternazionalizzazione delle imprese italiane-Ambasciata dItalia.
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


66

Infine, lampia gamma dei paesi con cui il Per sostiene relazioni economiche, lo scambio
commerciale diventato sempre pi rilevante con alcuni paesi come la Nigeria (159,2%) e
lIndia (35,1%), mentre si verificato una caduta del commercio con paesi come lAngola (-
0,7%) e Panama (-18,7%)
132
.

3.2.2 Interscambio con le aree commerciali
Dal lato delle aree commerciali, nellAPEC si concentrato il 56% dello scambio commerciale
nel 2011, seguita dallUE con il 15% e infine la CAN e il MERCOSUR, che insieme hanno
rappresentato il 14%
133
. Secondo il bollettino mensile del commercio estero elaborato dalla
Sovraintendenza nazionale di amministrazione doganale e fiscale, SUNAT (N 046-2013), nel
2012 linterscambio comerciale peruviano ha presentato tassi di crescita positivi con tutte le
aree commerciali.
Comunit Andina: Per la Comunit Andina
134
, che rappresenta il 7% del commercio
del Per con il mondo, lo scambio commerciale aumentato dell8,4% nel 2012, come riflesso
dellaumento delle importazioni (12,6%) e delle esportazioni (1,8%).
Mercosur: Daltro canto, lo scambio commerciale con il MERCOSUR, area che
rappresenta l8% del commercio del Per con il mondo aumentato del 6,7% nel 2012. In
particolare, le esportazioni (8,6%) sono aumentate a un ritmo maggiore rispettto alle
importazioni (6,1%). In termini di singoli paesi, il Brasile il pi importante partner
commerciale, difatti possiede una quota del 61% del commercio con il gruppo di paesi.
APEC: Il commercio con l APEC
135
, il principale partner commerciale, cresciuto del
5,7% nel 2012, grazie soprattutto allaumento delle importazioni (11,8%), con le esportazioni
che sono rimaste piatte (0,3%).
Unione Europea: Il commercio con l'UE
136
, che il secondo blocco commerciale pi
importante per il Per con una quota del 15% del commercio
137
e raggiungendo 12,9 miliardi

132 SUNAT, N 046-2013
133
INFORME ECONOMICO Y COMERCIAL: PERU (2012), Ufficio Economico e Commerciale della Spagna a Lima.
134
La Comunit Andina delle Nazioni (CAN) una organizzazione sub- regionale, con una personalit giuridica
internazionale, creata nel 1997. I paesi che ne fanno parte sono: Bolivia, Colombia, Ecuador e Per.
135
APEC: Asian Pacific Economic Cooperation forum, gruppo di 21 Paesi della regione Asia Pacifico
comprendente quasi la met della popolazione e del prodotto mondiale. I paesi dell'APEC mirano alla
realizzazione di una nuova aggregazione economico-politica sotto la leadership di Stati Uniti-Giappone. Grazie a
questo accordo economico si potr estendere a tutti i paesi membri un'area di libero scambio

IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


67
di dollari nel 2012. Quesro evidenzia una diminuzione del 12%. LUE ha un deficit
commerciale costante con il Per che raggiunge i 3 miliardi di dollari.
Secondo lo studio della delegazione dellUnione Europea in Per, il calo delle esportazioni
verso l'UE nel 2012 (-12% rispetto al 2011) dovuto principalmente alla contrazione dei
mercati europei come conseguenza della crisi che li ha colpiti. Il valore totale delle
esportazioni verso l'UE ha raggiunto 7,7 miliardi di dollari nel 2012, rappresentando una cifra
pari al 17% del totale delle esportazioni peruviane.
I principali paesi di destinazione delle esportazioni peruviane verso il continente europeo sono
la Germania (25%), la Spagna (23%), l'Italia (13%) e il Belgio (9%)

Fonte: Delegazione dellUnione Europea nel Per

Le importazioni provenienti dall'UE, sempre secondo i dati della Delegazione dellUnione
Europea in Per e contrariamente alle esportazioni, sono cresciute notevolmente tra il 2011 e
il 2012 (+26%), raggiungendo i 5,2 miliardi di dollari. Le attrezzature industriali rappresentano
il 31% del totale (motori elettrici, turbine, attrezzature per le miniere), seguite dalle materie
prime e prodotti intermedi per l'industria (soprattutto prodotti farmaceutici e prodotti minerali
elaborati) con il 21% e infine, beni di consumo (prodotti farmaceutici, cosmetici e prodotti
alimentari) con l'8%. Le importazioni peruviane dall'UE provengono principalmente dalla

136
La firma del Trattato di Libero Commercio con lUnione Europea, che e' entrato in vigore il primo marzo del
2013, sta stimolando un ulteriore aumento delle relazioni commerciali.
137
Bollettino mensile di commercio estero: Gennaio dicembre 2012, SUNAT: Sovraintendenza nazionale di
amministrazione doganale e fiscale (N 046-2013)
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


68
Germania (28%), dalla Spagna (16%), dall'Italia (14%) e dalla Svezia (7%)
138
. Inoltre,
importante evidenziareche paesi come il Regno Unito, Finlandia e Spagna (7,2%) hanno
aumentato la loro domanda di prodotti peruviani (rispettivamente del 50%, 22,4% e 7,2%)
negli ultimi anni, espandendo ulteriormente le relazioni commerciali del paese sudamericano
con il resto del mondo.

I prodotti cosiddetti tradizionali (con basso valore aggiunto) rappresentano ancora il 76% del
totale delle esportazioni peruviane verso il continente europeo. I principali prodotti sono
quelli minerali (68%), in particolare il rame e lo zinco. Altri prodotti sono la farina e lolio di
pesce e il gas naturale. Le esportazioni di questi prodotti hanno registrato una contrazione del
14% nel 2012.
I prodotti non tradizionali (prodotti a elevato valore aggiunto), sebbene abbiano subito una
flessione nel 2012, essa stata inferiore a quella dei prodotti tradizionali (-5%). Inoltre, alcuni
dei settori mantengono un trend positivo di crescita, tra questi vi sono l'agricoltura e la
siderurgia. In termini di volume, il settore agricolo il leader in termini di esportazioni,
rappresentando il 54% del totale dei prodotti non tradizionali e crescendo nel 2012 del 2%. I
principali prodotti esportati sul totale del export agricolo sono: gli asparagi (21%), lavocado
(10%), luva (10%) e il mango (8%).
Il secondo pi importante settore la pesca. Che rappresenta il 14% delle esportazioni di
prodotti non tradizionali, ma a differenza del settore agricolo ha registrato nel 2012 un calo del
18%. I principali prodotti ittici esportati sono i calamari (43%) e le conche (21%).
Il terzo settore quello metallurgico, con una quota del 12% del totale e con una crescita
vivace del 40%. I prodotti sono principalmente lo zinco e derivati (56%), largento (29%) e fili
di rame (4%).
Infine il settore tessile, con una netta flessione (-22%), rappresenta l'8% del totale dellexport,
tale cifra evidenzia una crescita progressiva (nel 2009 rappresentava solo il 4%). I principali
prodotti esportati per questo settore sono il cotone e lalpaca
139
.




138
Delegazione dellUnione Europea nel Per

139
Delegazione dellUnione Europea nel Per
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


69
3.3 SOSTENIBILITA DELLA CRESCITA E PROSPETTIVE
Dal punto di vista delle variabili economiche, il Per presenta dei dati importanti. La
performance economica verificatasi nellultimo decennio stata eccezionale rispetto a molti paesi
appartenenti alle regioni pi sviluppate del globo. Tuttavia, vanno evitare valutazioni
superficiali; in effetti imprescindibile una valutazione accurata di come si cresce piuttosto che
di quanto si cresce.
Sebbene la crescita in termini economici non sia garante di una crescita sostenibile nel tempo,
essa pu risultare fondamentale per raggiungerlo. In questo senso la crescita economica pu,
se si adottano adeguate politiche macroeconomiche, essere un fattore trainante dello sviluppo
sociale, della riduzione della povert e delle disuguaglianze.
La necessit di capire se la crescita economica risulta in questo senso sostenibile
fondamentale.
Leconomia sostenibile un modello di crescita che concilia lo sviluppo economico, sociale e ambientale in una
economia produttiva e competitiva, ci vuol dire lallontanamento del rischio di elevata volatilit del
ciclo economico. Un'economia sostenibile favorisce posti di lavoro di qualit, pari opportunit, coesione
sociale e l'uso razionale delle risorse naturali. Affinch uneconomia sostenibile possa esistere si deve mantenere
nel tempo una relazione equilibrata tra queste componenti
140

Le forti preoccupazioni riguardo alla sostenibilit della crescita economica peruviana
emergono in quanto lesperienza dalla storia economica di questo paese ha messo in evidenza
la frequente volatilit delleconomia. In effetti, come osservato nel secondo capitolo, i periodi
di elevata crescita economica sono risultati temporanei e sono stati seguiti da profondi periodi
di crisi economica e/o finanziaria. Linstabilit delle principali variabili macroeconomiche ha
senza dubbio ostacolato la crescita progressiva e sostenibile del paese.
Da quasi un decennio, il contesto macroeconomico peruviano sta cambiando, lo scenario
attuale molto pi ricco di opportunit. In effetti, il paese andino si presenta pi preparato
che in passato ad affrontare le sfide che possono derivare da un contesto negativo interno e/o
esterno. Difatti, si osservato come il paese possieda le condizioni necessarie per
fronteggiare gli shock grazie a moderati livelli di debito estero, riserve ufficiali di considerevoli
dimensioni, un sistema bancario relativamente forte e un basso tasso dinflazione.

140
RADES, 2013
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


70
Si pu sostenere che le prudenti politiche macroeconomiche adottate dal governo stanno
assicurando una transizione fluida verso tassi di crescita pi sostenibili nel tempo. Tali
politiche hanno optato per incentivare laumento della produttivit, promuovere gli
investimenti in infrastrutture e capitale umano insieme alla diversificazione delleconomia. Per
consolidare i progressi nella riduzione della povert e della disuguaglianza risulta opportuno
rendere la crescita pi inclusiva, superando le complesse sfide che sussistono.

In linea generale, si pu osservare come le politiche adottate dal governo e dalla BCRP sono
state ottime sia per sostenere la crescita economica stabile degli ultimi anni che per
fronteggiare gli shock negativi delleconomia. La prova pi evidente di quanto detto prima il
modo in cui il Per riuscito a fare fronte agli effetti negativi della recente crisi finanziera
globale, che sebbene ha rallentato landamento della economia nel 2009, ha consentito di
mantenere un tasso di crescita positivo, con ritmi di crescita vicini a quelli esperimentati nel
periodo pre-crisi gi a partire del 2010.

La diversificazione economica permetter al paese di essere meno suscettibile alle variazioni
del contesto esterno, un chiaro esempio la caduta dei prezzi delle commodity, la quale ha
influenzato il commercio con lestero. In questo senso, lindustrializzazione economica e la
minore dipendenza dalle risorse naturali e dalle attivit estrattive si sono avviate ma rimane
ancora molto da fare.

Si deve inoltre notare come linvestimento in capitale umano come nellistruzione di qualit e
nella ricerca costituisca il tallone di Achille della crescita sostenibile peruviana. La bassa
qualit della educazione deriva da problemi che sono tuttaltro che recenti. Difatti, il paese
presenta enormi colli di bottiglia in quanto a integrazione sociale. Nonostante i diversi
programmi di inclusione sociale, che in certa misura hanno permesso di attenuare questi colli
di bottiglia, il problema persiste. Nel panorama peruviano, le asimmetrie socio-economiche tra
le grandi citt come Lima e le altre aree del paese permangono, soprattutto nel confronto con
quelle ubicate nelle zone andine e amazzoniche del paese, dove la povert e la disoccupazione
sono maggiori e il grado di istruzione al di sotto degli standard internazionali.

In generale, alla domanda di come si cresce e cio da dove deriva la crescita economica
peruviana, si pu rispondere dicendo che il merito appartiene allottima gestione della politica
economica degli ultimi anni, che deriva in gran parte dalle riforme strutturali avviate. La
notevole performance economica del Per data dai sui solidi fondamentali (bilanci sani,
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


71
promozione degli IDE e cos via). Tuttavia rimane ancora molto da fare per diversificare e
industrializzare leconomia che sono dei compiti fondamentali per raggiungere la crescita
sostenibile nel lungo periodo.
Si sta procedendo gradualmente, e in alcuni casi molto lentamente, nel miglioramento degli
standard educativi, nella qualit dei sistemi sanitari e infine per quanto riguarda le
infrastrutture.
3.3.1 Prospettive socio-economiche
Secondo le previsioni delle pi importanti istituzioni economiche
141
; sostenuto dalle
esportazioni e dal consumo privato, il Per attende una crescita del 5,6% nel 2014. Si tratta di
uno dei maggiori tassi di crescita della regione nonostante permanga l'incertezza dello scenario
globale e il perdurare dei gap socio-economici tra le diverse aree del Paese.
Per il quadriennio 2014-17 l'outlook di crescita pari a circa il 5,7% in media, sostenuto dagli
investimenti in progetti minerari e infrastrutturali. In questo periodo, la crescita del PIL reale
dovrebbe rimanere intorno al suo potenziale e l'inflazione dovrebbe continuare a diminuire in
quanto gli shock di offerta diventeranno sempre meno frequenti
142
.

Come evidenzia lo studio dellufficio commerciale dellAmbasciata dItalia in Per
143
, il
consumo e gli investimenti privati dovrebbero costituire pilastri importanti nella crescita del

141
Come il FMI, BBVA Research, i dati della BCRP e dellambasciata dItalia in Per.
142 IMF Country Report, 2013
143
Ambasciata dItalia Per, 2013
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


72
periodo considerato, sostenuti e guidati dallinvestimento pubblico e con effetti positivi sulla
crescita della occupazione e del reddito delle famiglie. La crescita del consumo privato sar,
altres sostenuta dall'aumento dell'accesso al credito, in parte generato dall'aumento della
penetrazione bancaria in diversi settori della societ.
L'inflazione tornata nell'intervallo della target zone della BCRP dell1/3% a fine 2012 e ci si
attende vi rimanga al netto di shock dal lato dell'offerta (aumento dei prezzi delle materie
prime). La BCRP continuer ad accrescere le proprie riserve mentre il Nuevo Sol continuer ad
apprezzarsi rispetto al dollaro, almeno nella prima parte del periodo considerato, nonostante le
azioni di sostegno alla moneta statunitense da parte delle Autorit peruviane
144
.
Dal lato dell'offerta, i prezzi dei metalli dovrebbero rimanere alti e aumenter l'efficienza
dellindustria estrattiva a sostegno delle esportazioni. Dopo un rallentamento nel 2011, il
settore delle costruzioni ha ripreso a crescere sostenuto anche da numerosi progetti pubblici
(elettrificazione, strade e risanamento). Lindustria manifatturiera sar vincolata dalle
fluttuazioni della domanda globale mentre continuer la crescita sostenuta dei servizi
attraverso l'espansione del retail (soprattutto in provincia) del turismo e dei trasporti
145
.
In sintesi, nel breve-medio periodo, i rischi che possono erodere la stabilit della crescita
economica, rimangono contenuti, in quanto i dati attuali e le future previsioni economiche
sono positive. Le prospettive a breve-medio termine rimangono favorevoli, accompagnate da
una crescita del PIL. Tuttavia, la sostenibilit della crescita economica presuppone una crescita
integrale del paese e in un periodo di tempo lungo. Ci richiede lefficacia delle riforme socio-
economiche avviate dal governo per una crescita integrale, stabile e sostenuta nel tempo.
Questo significa considerare una combinazione di politiche macroeconomiche appropriate in
risposta a entrambi gli scenari al ribasso (raffreddamento) e/o al rialzo(riscaldamento) della
economia. Altrimenti lattuale crescita economica presenter le caratteristiche dei passati cicli
economici e cio sar temporanea e finir per togliere al paese il desiderio di raggiungere uno
sviluppo vero.

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145 Ambasciata dItalia Per, 2013
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CONCLUSIONI

La storia economia del Sudamerica e tuttaltro che trionfale. Le turbolenze interne, i
governi militari degli anni Ottanta e gli effetti del negativo contesto esterno insieme alle
profonde crisi del debito degli anni Novanta hanno ostacolato gravemente la crescita
dellarea e hanno dato luogo a fasi di profonda recessione. Tuttavia, linizio del XXI secolo
ha costituito per il Sudamerica una fase di rinascita. Un secolo che ha portato con s
profondi cambiamenti come il consolidamento di governi democratici e nuove politiche di
apertura economica, sebbene questi non siano avvenute ovunque contemporaneamente n
sono stati ugualmente importanti.
Da quasi un decennio, leconomia sudamericana sta sperimentando una vera svolta che ha
interessato tutti i paesi dellarea. Esse ha registrato un tasso di crescita costante, di circa il
6%, ritmi che si sono pi che raddoppiati rispetto al trend storico del ciclo economico
sudamericano. Nonostante la profonda crisi finanziaria che ha colpito leconomia globale, i
paesi del subcontinente sono riusciti a mantenere tassi di crescita positivi e si sono
presentati meno vulnerabili rispetto al passato alle dinamiche del contesto internazionale. Il
pragmatismo e le prudenti politiche economiche adottate da molti governi sono state
fondamentali.
Il caso del Per un chiaro esempio di ottima politica macroeconomica. Il paese emerso
come una delle economie con maggiore e stabile crescita del subcontinente con un PIL che
quasi raddoppiato nel periodo 2002-12. In termini di tassi crescita il paese ha superato
infatti i paesi vicini come il Brasile e attualmente registra un andamento prossimo al suo
potenziale.
Le prospettive a breve termine rimangono favorevoli nonostante lavverso contesto
esterno. Una svolta in questo senso data dalle forti fondamenta e le favorevoli previsioni
economiche che stanno rendendo il Per un magnete per gli investimenti esteri, con
livelli di rischio in diminuzione. I punti di forza delleconomia sono: una solida posizione
fiscale, un forte e resistente sistema finanziario e solide istituzioni monetarie. Nello
specifico, il paese presenta un basso tasso di inflazione, una valuta che si mantiene forte e
stabile e riserve valutarie in aumento che hanno generato un clima economico favorevole.
Sebbene la performance economica del Per e le prospettive future sono molto positive alcuni
rischi rimangono. Nel breve termine infatti leconomia rimane vulnerabile allandamento
IlSudamerica:dallalostdecadealboom. IIPer


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del contesto esterno. Una forte decelerazione della crescita cinese, il principale partner
commerciale del Per insieme a una caduta della domanda estera e alla conseguente
riduzione dei prezzi delle materie prime potrebbero causare un rallentamento economico
nel medio termine. Uno dei limiti della economia peruviana infatti dato dalla forte
dipendenza dalle esportazioni delle materie prime e dalla sensibilit alla volatilit delle
quotazioni di queste risorse.
La diversificazione dei mercati esteri per le esportazioni fondamentale e quindi lelevato
numero di accordi di cooperazione economica e di libero scambio firmati con partner
commerciali di cruciale importanza come gli Stati Uniti la Cina e recentemente con lUE.
Lavvio di un percorso di crescita basato su settori meno fragili, puntare
sullindustrializzazione del paese e garantire la diversificazione economica permetter al
paese di essere meno esposto alle variazioni del contesto esterno.
Sebbene la crescita in termini economici, non sia garante di una crescita sostenibile nel
tempo, essa pu risultare fondamentale per raggiungerla. In questo senso la crescita
economica pu, se adottate adeguate politiche macroeconomiche, essere fattore trainante
dello sviluppo sociale, della riduzione della povert e delle disuguaglianze. Nonostante
siano stati compiuti progressi significativi nell'ultimo decennio per ridurre la povert e
migliorare gli standard di vita, alcuni indicatori sociali si collocano al di sotto nel confronto
con quelle di altri paesi e tuttora rimangono limiti da superare.
La presenza di un forte impegno politico per modernizzare il paese e migliorare il tenore di
vita della popolazione sono fondamentali per raggiungere linclusione socio-economica.
Infine, il perdurare di politiche macroeconomiche che puntino sul pragmatismo e sulla
prudenza potr permettere alla economia peruviana di continuare su un sentiero di crescita
stabile e sostenibile nel tempo.




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