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1 *claudy*

DIRITTO DELLUE


I. PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA

La II GM convince che un processo di integrazione europea necessario x evitare il suo ripetersi.
Peraltro tale movimento di idee inizialmente riguarda solo lEuropa occidentale, data la nascente
contrapposizione tra blocco filo-americano e filo-sovietico.
Del resto lEuropa orientale d vita a forme alternative di aggregazione militare (Organizzazione
del Patto di Varsavia) e economica (Comecon).
Partecipa allintegrazione di matrice occidentale solo dopo la caduta del muro di Berlino (1989) e
lo scioglimento dellUnione sovietica (1991).



INTEGRAZIONE SECONDO IL MODELLO DELLA COOPERAZIONE INTERGOVERNATIVA

Lintegrazione europea segue 2 metodi diversi: uno tradizionale e uno innovativo.
Il metodo tradizionale si caratterizza per la
1) cooperazione intergovernativa: gli Stati cooperano come soggetti sovrani, creando molte
organizzazioni regionali in diversi settori;
2) prevalenza di organi di Stati in cui siedono persone che agiscono quali rappresentanti degli
Stati dappartenenza e seguono le loro direttive.
Invece il metodo comunitario si caratterizza per la prevalenza degli organi di individui.
Infatti le persone che siedono nella maggior parte delle istituzioni comunitarie (Parlamento europeo,
Commissione, CGCE, Corte dei conti, BCE, Comitato economico e sociale, Comitato delle
Regioni) rappresentano se stesse e non il proprio Stato.
Quindi operano in piena indipendenza;
3) prevalenza del principio dellunanimit per le deliberazione di modo che ogni Stato ha il
potere di opporsi (diritto di veto).
Il punto debole del metodo della cooperazione intergovernativa sta proprio qui: lunanimit porta
facilmente a una situazione di blocco decisionale.
Il metodo comunitario nasce proprio per superare il principio dell'unanimit e attribuire +
autonomia alle organizzazioni.
Pertanto caratterizzato dalla prevalenza del principio maggioritario.
E le decisioni adottate a maggioranza (in genere qualificata, raramente semplice) vincolano anche
gli Stati che hanno votato contro l'approvazione;
4) assenza o rarit del potere di adottare atti vincolanti nei confronti degli Stati membri. Infatti
le deliberazioni in genere sono raccomandazioni.
Invece nel metodo comunitario lorganizzazione pu adottare atti vincolanti.
Unaltra caratteristica del metodo comunitario il controllo giurisdizionale della legittimit degli
atti delle istituzioni, visto che si tratta di atti vincolanti.









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LEuropa occidentale ha applicato la cooperazione intergovernativa nel settore:

a) della cooperazione militare in cui crea 2 organizzazioni militari per difendersi da eventuali
aggressioni da parte dellEuropa orientale:
1) lUEO (Unione dellEuropa Occidentale) stata fondata con il Tratt di Bruxelles (1948).
Ad essa aderiscono 10 Stati come membri a pieno titolo (Belgio, Francia, Germania, Grecia,
Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Regno Unito).
Altri partecipano come osservatori o membri associati.
Organo principale il Consiglio, composto dai rappresentanti permanenti degli Stati membri
o, qd si riunisce a livello ministeriale, dai Ministri degli esteri e dai Ministri della difesa;
2) la NATO (Organizzazione del Tratt del Nord Atlantico) nata con il Tratt di Washington (1949).
Non un'organizzazione europea in senso geografico perch vi aderiscono anche Stati extra-
europei: gli USA e il Canada.
Organo principale il Consiglio del Nord Atlantico, formato dai rappresentanti permanenti
o, qd si riunisce a livello ministeriale, dai Ministri degli esteri e della difesa o dai capi di Stato e
di Governo.

b) dell'integrazione economica dove nasce lOECE (Organizzazione europea per la Cooperazione
economica) istituita con il Tratt di Parigi (1948) per coordinare gli aiuti finanziari accordati dagli
USA con il Piano Marshall all'Europa indebolita dalla GM.
L'organo principale il Consiglio, composto da un rappresentante per ogni Stato membro.
Le deliberazioni sono adottate allunanimit, salvo che il Consiglio non disponga altrimenti
sempre allunanimit (in tal caso latto deliberato a maggioranza non si applica allo Stato che ha
espresso voto contrario).
Esauritasi la funzione originaria, l'OECE doveva trasformarsi in una zona di libero scambio.
Ma alcuni Stati scelgono forme di integrazione pi spinte, istituendo le tre Comunit europee.
Invece altri restano nell'ottica di una semplice zona di libero scambio, istituendo con la
Convenzione di Stoccolma (1960) l'EFTA (Associazione europea di libero scambio).
Gli Stati membri dellEFTA (tranne la Svizzera), insieme alla Comunit europea, istituiscono con
lAccordo di Oporto (1992) lo Spazio economico europeo (SEE).
L'OECE con il Tratt di Parigi (1960) si trasformer in OCSE (Organizzazione x la Cooperazione
e lo Sviluppo Economico) con obiettivi di cooperazione economica globale e non pi regionale.
Pertanto allOCSE aderiscono anche Stati non europei.

c) della cooperazione politica, culturale e sociale in cui nasce il Consiglio d'Europa di cui
attualmente fanno parte 46 Stati.
Lorgano principale il Comitato dei ministri, composto dai rappresentanti permanenti degli
Stati membri o dai Ministri degli esteri.
Strumento di azione principale consiste nel favorire la conclusione di convenzioni
internazionali tra gli Stati membri (atti che per entrare in vigore necessitano della ratifica da parte
degli Stati secondo le disposizioni costituzionali di ciascuno).
La convenzione + rilevante conclusa in ambito di Consiglio dEuropa la Convenz europea
x la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali firmata a RM (1950).
Tale Convenzione comprende un catalogo dei diritti delluomo e un meccanismo di controllo
internazionale del loro rispetto incentrato sulla Corte europea dei diritti delluomo.
Pur non essendo ancora parte contraente della Convenzione, l'Unione Europea vincolata al
rispetto dei diritti da essa enunciati ex art 6 TUE.





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INTEGRAZIONE SECONDO IL METODO COMUNITARIO: ORIGINI

Il metodo comunitario (dalla denominazione delle 3 Comunit europee nelle quali applicato per la
1
a
volta) nasce il 9 maggio 1950 (cd giornata dell'Europa) qd lallora ministro degli esteri francese
Schuman rende la cd Dichiarazione Schuman: UnEuropa organizzata indispensabile per il
mantenimento di relazione pacifiche, ma non pu essere costruita in una sola volta, tutta
insiemeessa sorger da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidariet di fatto (cd
Europa dei piccoli passi).

1) CECA

Il 1 passo di questo percorso la CECA.
6 Stati accolgono la proposta di Schuman (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo [cd Stati del
Benelux], e ancora, Francia, Germania, Italia) e istituiscono la Comunit Europea del Carbone e
dellAcciaio con il Tratt di Parigi (1951).
Sorge cos la piccola Europa.
La CECA prevede un mercato comune del carbone e dell'acciaio (libero scambio tra gli Stati
membri, divieto di discriminazioni, di aiuti statali alle imprese, di pratiche restrittive della concorrenza)
La scelta del settore carbo-siderurgico dipende dal fatto che mettere in comune tali produzioni significa:
rimuovere la causa di conflitti del passato dato che i siti di produzione di tali materie prime si
concentrano nella fascia di confine tra Germania e Francia, da sempre contesa;
impedire a Francia e Germania di effettuare un riarmo segreto dato che il carbone e lacciaio
sono i principali elementi per la produzione di armamenti.

La CECA si basa su 4 istituzioni:
1) l'Alta Autorit.
- composta da una persona per Stato membro che nominata di comune accordo dagli stessi Stati
e che deve agire in piena indipendenza.
- Dispone di ampi poteri deliberativi, potendo emanare non solo pareri, ma anche raccomandazioni
e decisioni.
Precisando che le decisioni vincolano in tutti i loro elementi; le raccomandazioni solo negli scopi;
2) il Consiglio speciale dei ministri.
- composta da un rappresentante del governo di ogni Stato membro.
- Ha funzioni consultive rispetto allAlta Autorit.
Il parere del Consiglio tuttavia vincolante per le materie in cui lAlta Autorit deve deliberare su
parere conforme del Consiglio;
3) l'Assemblea comune.
Riunisce i rappresentanti dei Parlamenti nazionali e ha funzioni consultive;
4) e la Corte di giustizia.
Controlla la legittimit degli atti o dei comportamenti delle istituzioni.

La CECA un ente sovranazionale, in quanto ha il potere di vincolare, oltre gli Stati membri,
anche soggetti degli ordinamenti interni (imprese del settore carbo-siderurgico).

2) CED

Poi i 6 Stati cercano di creare una difesa comune, creando nel 52 la CED (Comunit Europea di
Difesa) che attribuiva ad un organo indipendente (Commissariato) il comando delle forze armate di
tutti gli Stati membri.
Ma il progetto fall perch trasferire a un ente sovranazionale la gestione della difesa del territorio
nazionale con la forza armata, avrebbe comportato per gli Stati una perdita radicale e immediata di
sovranit, contro la filosofia stessa dellEuropa dei piccoli passi.

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3) CEE

Infine lintegrazione europea viene rilanciata dal comitato di studio presieduto dal ministro degli
esteri belga Spaak che punta a un mercato comune generale e a un regime speciale per luso
pacifico dellenergia atomica.
Di qui la firma nel 57 a RM di 2 trattati: uno istituisce la Comunit Economica Europea (CEE,
dopo il TUE firmato a Maastricht nel 1992, CE [Comunit Europea]) e laltro la Comunit
europea dell'energia atomica (CEEA o Euratom)
Le istituzioni delle 2 nuove comunit rispecchiano quelle della CECA: Commissione, Consiglio,
Assemblea e Corte di giustizia.
Per diverso l'equilibrio istituzionale xch nella CE e CEEA lorgano centrale non la Commiss
(equivalente allAlta Autorit CECA), ma il Consiglio, a cui spetta adottare gli atti normativi.
Infatti il Tratt CECA un trattato legge, in quanto disciplina nel dettaglio il mercato carbosiderurgico.
Invece il Tratt CE un trattato quadro, in quanto, riguardando non uno solo ma tutti i settori
delleconomia, si limita spesso enunciare obiettivi e principi che devono essere poi attuati attraverso
atti normativi.
Quindi a diff dellAlta Autorit che ha un potere in sostanza amministrativo, trattandosi di applicare
strumenti e regole gi definiti nel Trattato, le istituzioni CE esercitano proprio un potere legislativo
Di conseguenza gli Stati membri, non accettando di privarsi del potere legislativo per delegarlo a
unautorit indipendente, come aveva invece fatto per il carbone e lacciaio, lo hanno riservato al
Consiglio. Unico organo nel quale gli Stati sono direttamente rappresentati.



E SVILUPPO: unificazione del quadro istituzionale

Dopo i Trattato di Roma l'integrazione comunitaria europea presenta 3 Comunit distinte (CECA,
CE e CEEA) ciascuna con proprie istituzioni e regole.
Di qui il tentativo si semplificare attraverso la fusione delle 3 Comunit in 3 tappe:
1) la Convenzione su alcune istituzioni comuni delle Comunit europee, firmata
contemporaneamente alla firma dei Trattati di Roma, mette in comune alle 3 Comunit lAssemblea
parlamentare e la Corte di giustizia;
2) il Trattato che istituisce un Consiglio e una Commissione unici delle Comunit europee,
firmato a Bruxelles nel 1965, noto come Trattato sulla fusione degli esecutivi;
3) scaduto il Trattato CECA nel 2002, non stato rinnovato, con la conseguenza che anche il
settore carbo-siderurgico rientra nel mercato comune generale disciplinato dal TCE.

Tale fusione non mai stata completamente raggiunta, tanto che ancora oggi dobbligo parlare di
Comunit europee al plurale.
Sar raggiunta con il Tratt di Lisbona per cui: la CE verr incorporata nellUE; il TCE cambier
titolo e diventer Tratt sul funzionamento dellUE (TF); invece la CEEA sopravviver.


Allargamento a nuovi Stati membri

I tre Trattati istitutivi, pur non potendosi considerare veri e propri trattati aperti consentono
ladesione di ulteriori Stati europei.
E infatti loriginaria Piccola Europa, composta da soli 6 Stati, si allargata. Oggi comprende 27
Stati e per di pi sono avviati i negoziati per lingresso di Turchia e Croazia.
Laumento dei membri richiede una radicale riforma.


5 *claudy*
Riduzione del deficit democratico.

Per lUE si parla di deficit democratico perch non rispetta il principio degli Stati della democrazia
parlamentare, in quanto il potere normativo spetta al Consiglio in cui rappresentato il potere
esecutivo degli Stati membri e non quello legislativo.

Per compensare tale deficit bisognerebbe controbilanciare i poteri del Consiglio ampliando i
poteri, originariamente meramente consultivi, dellorgano rappresentativo dei parlamenti nazionali:
lAssemblea parlamentare, detta in seguito Parlamento europeo.
Il sistema potrebbe diventare bicamerale per cui la camera dei rappresentanti degli Stati
(Consiglio) si contrapporrebbe alla camera dei rappresentanti dei popoli eletti a suffragio universale
diretto (Parlamento ).
Lampliamento dei poteri del Parlamento europeo avvenuto per tappe:

1) negli anni 70 vengono firmati a Lussemburgo e Bruxelles i Trattati di bilancio per effetto dei
quali il bilancio comunitario deve essere adottato congiuntamente dal Consiglio e dal Parlamento .

Il motivo di tale riforma che dal 70 lUE dotata di risorse proprie che quindi non dipendono
pi dai contributi degli Stati.
Ecco, la necessit di assicurare che tali risorse fossero controllate da un organo democratico,
impone lampliamento dei poteri del Parlamento .

Per il Parlamento non ha un potere di approvazione identico a quello del Consiglio:
pu approvare solo le spese non-obbligatorie, mentre per le spese obbligatorie pu solo proporre al
Consiglio modifiche.
Per pu sempre rigettare per importanti motivi lintero progetto di bilancio e chiedere che gli
venga presentato un nuovo progetto.

Cmq il Tratt di Lisbona sopprimer la diff tra spese obbligatorie e non-obbligatorie e preveder
una procedura di approvazione del bilancio simile alla procedura di codecisione.

2) nel 1976 viene introdotto il suffragio universale diretto per l'elezione dei membri del
Parlamento , che diventa l'unica istituzione comunitaria che possa vantare una legittimazione
democratica derivante dal voto popolare.
Invece in origini i membri erano designati da ciascun Parlamento nazionale tra i rispettivi membri.

3) Per favorire una riforma in chiave maggiormente federalista l'Atto Unico Europeo (AUE) del
1986, introduce due novit per quanto riguarda i poteri del Parlamento :
a) la procedura di parere conforme, che impedisce al Consiglio di approvare determinati atti sz
l'assenso parlamentare;
b) la procedura di cooperazione, che permette al Parlamento di influire sulle deliberazioni del
Consiglio, proponendo emendamenti.
Beninteso, il Parlamento in tale procedura non pu imporre al Consiglio il contenuto della
deliberazione, pu solo costringerlo a seguire un iter decisionale aggravato.
E cio il Consiglio potr cmq approvare latto (cos com), per dovr pronunciarsi allunanimit.

Sulla stessa scia il Trattato sull'Unione Europea (TUE) introduce la procedura di codecisione,
che in sostanza realizza un sistema bicamerale: nessuna delle istituzioni pu imporre allaltra la
propria volont, in modo che ogni atto ascrivibile al Consiglio e al Parlamento.

Infine il Trattato di Amsterdam del 1997 ha esteso il campo di applicazione della procedura di
codecisione ad altri casi e ne ha semplificato alcuni fasi.

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Cmq il deficit democratico costituisce ancora oggi un problema non completamente risolto perch i
poteri del Parlamento sono ancora limitati nel II e III pilastro dellUE.

Il Tratt di Lisbona rafforzer ulteriormente il carattere democratico dellUE.
In particolare estender la procedura di codecisione al III pilastro e attribuir un ruolo di controllo
e di opposizione ai parlamenti nazionali, soprattutto per lapplicazione dei principi di sussidiariet
e proporzionalit.

Riemersione della dimensione intergovernativa

Un 1 segnale della riemersione della dimensione intergovernativa stata listituzione nel 74
del Consiglio europeo quale organo distinto dal Consiglio.
Istituito per far fronte alle difficolt incontrate dal Consiglio (istituzione comunitaria composta da
semplici ministri) nel risolvere questioni di grande rilevanza politica (x es ladesione di nuovi Stati)
o anche questioni meno importanti ma che hanno suscitato contrasti insanabili in Consiglio.
La funzione del Consiglio impartire a Commis e Consiglio indicazioni politiche, non vincolanti.
Il Consiglio composto dai Capi di Stato e di Governo degli Stati membri e dal Presidente della
Commissione, assistiti dai ministri degli Esteri e da un membro della Commissione.
Le riunioni ordinarie sono 2, originariamente erano 3.
Il Consiglio ha carattere intergovernativo: le deliberazioni sono assunte all'unanimit (o per
consensus, cio sz opposizione da parte di alcuno) e si estrinsecano, non in atti formali, ma nelle
conclusioni della Presidenza.

Lisbona:
trasformer il Consiglio in una vera e propria istituzione;
creer un suo Presidente stabile (e non a rotazione come attualmente) eletto per 2 anni e
dallo stesso Consiglio , rinnovabile 1 volta;
al posto del membro della Commissione, alle riunioni del Consiglio parteciper lAlto
rappresentante dellUE per gli affari esteri e la politica di sicurezza;
eliminer la partecipazione dei ministri degli Esteri.

Il 2 segnale della riemersione della dimensione intergovernativa la difficolt che ha incontrato
lapplicazione del TCE nella parte in cui prevedeva che il Consiglio deliberasse a maggioranza qualificata,
allo scadere di un periodo transitorio di 12 anni.
Ebbene il passaggio dallunanimit al voto a maggioranza qualificata suscit la riluttanza della Francia che,
boicottando sistematicamente le riunioni del Consiglio caus la crisi del seggio vuoto.
La crisi venne risolta nel 66 con il Compromesso di Lussemburgo, che riconosceva il diritto di ogni Stato
di opporsi alle decisioni adottate a maggioranza qualificata qd fossero in gioco importanti interessi
nazionali affinch la discussione fosse proseguita per un ragionevole lasso di tempo fino a che si fosse
raggiunto un accordo unanime.
Si trattava di un diritto di veto che in sostanza lasci ancora a lungo il sistema di decisione unanimistico.
Ormai il compromesso di Lussemburgo caduto in desuetudine, anche se stato ripreso in alcune
disposizioni del TUE.

Il principio maggioritario stato ridimensionato anche dal Compromesso di Ioannina del 94, ormai
abrogato, che ridefinisce la minoranza di blocco, cio il n dei voti suff per impedire la formazione della
maggioranza qualificata.
Alcuni Stati temono infatti che laumento degli Stati membri indebolisca il potere interdittivo del singolo
Stato.
In poche parole tale compromesso consentiva che le deliberazioni potessero essere bloccate da una
minoranza inferiore a quella formalmente prevista.
Pi precisamente di fronte ad una minoranza non suff ad impedire la maggioranza qualificata ma pur sempre
importante (tra 23 e 25 voti), il Consiglio non pu passare subito al voto.
Deve proseguire la discussione x un tempo ragionevole, x raggiungere una soluzione che raccolga una
maggioranza superiore al minimo necess x l'approvazione (almeno 65 voti, invece dei vecchi 62).

7 *claudy*
Dalle Comunit europee allUE

LUE paragonata a un tempio greco con un frontone sorretto da 3 pilastri:
il 1 costituito dalla cooperazione comunitaria, cio dalle 3 Comunit;
il 2 dalla PESC (Politica Estera e di Sicurezza Comune);
il 3 dalla GAI (Giustizia e affari interni).

Il frontone rappresenta le disposizioni comuni contenute nel TUE, mentre il basamento le
disposizioni finali (lart 48 sulla procedura di revisione dei trattati e lart 49 sulla procedura di
adesione di nuovi Stati).

I 3 pilastri sono quindi distinti, ma funzionalmente legati.
Peraltro vengono gestiti da un quadro istituzionale unico: Consiglio, Commissione, Parlamento .

I Tratt di Amsterdam e Nizza accentuano lassimilazione dei 3 pilastri:
nel 2 e 3 pilastro sono introdotti alcuni principi caratterizzanti la cooperazione comunitaria;
nel 3 pilastro compare la CGCE;
molte materie del 3 pilastro vengono trasferite nel 1 pilastro (visti, asilo, immigrazione e
circolazione dei cittadini di Stati terzi) e vengono quindi comunitarizzate.
Nella GAI permane la sola Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale che fra laltro
Lisbona ricondurr nel 1 pilastro, sotto il Titolo V della Parte III del TF, rubricato Spazio di
libert, sicurezza e giustizia. Quindi Lisbona eliminer la distinzione tra 1 e 3 pilastro.

Europa a pi velocit

LEuropa a pi velocit detta anche Europa a geometria variabile o cooperazione differenziata (cd
perch applicabile ad un numero ristretto di Stati membri).
un fenomeno che nasce come soluzione qd lestensione della competenza comunitaria a nuovi settori o la
previsione di maggiori poteri comunitari (che richiederebbero la revisione dei Trattati e quindi laccordo di
tutti gli Stati) rischiano di essere bloccate per lopposizione di alcuni Stati.
Allora si preferisce rinunciare a unintegrazione uguale per tutti e permettere agli Stati che lo desiderano, di
andare avanti sz gli Stati contrari.

Es di Europa a + velocit:

1) all'Accordo (o acquis) di Schengen (1985), finalizzato a eliminare i controlli fisici sulle persone alle
frontiere, vi aderirono inizialmente solo 5 Stati membri;

2) l'Accordo sulla politica sociale che un protocollo allegato al TUE, vincolava tutti gli Stati membri,
tranne il Regno Unito, data la sua opposizione.
Oggi invece le disposizioni in materia di politica sociale vincolano tutti gli Stati perch lAccordo sulla
politica sociale stato abrogato;

3) all'Unione Economica Europea (UEM), che introduce l come moneta unica, non partecipano tutti gli
Stati. Alcuni per il mancato rispetto di alcuni parametri, altri per scelta (come il Regno Unito e la Danimarca
con apposite clausole di opting out);

4) il Tratt di Amsterdam inserisce nel TUE apposite clausole che consentono al Regno Unito, Danimarca e
Irlanda di non essere vincolati, salvo loro diversa volont, dalle misure comunitarie nel settore dei visti,
diritto di asilo, immigrazione e circolazione dei cittadini di paesi terzi;

5) inoltre il Tratt di Amsterdam ha introdotto (per il 1 e 3 pilastro) la cooperazione rafforzata (estesa da
Nizza anche al 2 pilastro), un istituto che permette ladozione di iniziative di cooperazione limitate a un
gruppo di Stati membri;

6) infine il Lisbona moltiplicher gli es di cooperazione differenziata.
Infatti consentir a Polonia e Regno Unito di accettare il carattere vincolante della Carta dei diritti
fondamentali dellUE non incondizionatamente, come per tutti gli altri Stati, ma con alcune riserve.
Inoltre aggiunger la cooperazione strutturata permanente che affider le missioni civili o militari pi
impegnative a un gruppo di Stati membri che dispongano delle pi elevate capacit militari.

8 *claudy*
TRATTATO CHE ADOTTA UNA COSTITUZIONE PER LEUROPA

Negli ultimi decenni le riforme dei Trattati si succedono in maniera incalzante:
AUE, TUE, Tratt di Amsterdam e Tratt di Nizza del 2001.
Peraltro con il TUE inizia la prassi di inserire in ciascun trattato di revisione o in protocolli o
dichiarazioni una clausola che fissa l'anno di convocazione della CIG x approvare unaltra riforma.

Infatti nel Tratt di Nizza, sono allegate 2 Dichiarazioni che prefigurano 2 modifiche:
- la Dichiarazione sull'allargamento dell'UE definisce la composizione di alcune istituzioni
comunitarie una volta entrata una decina di nuovi Stati membri;
- la Dichiarazione sul futuro dell'Europa vuole un dibattito approfondito sul futuro dell'UE a cui
partecipi: Commissione, P, rappresentanti dei parlamenti nazionali e i portavoce dellopinione pubblica.
La dichiarazione specifica le questioni che il dibattito deve affrontare e stabilisce che il Consiglio
adotti, a Laeken nel dicembre 2001, una dichiarazione contenente iniziative appropriate.

E la Dichiarazione di Laeken precisa le questioni, articolandole in domande puntuali.
X es per la questione del ruolo dei parlamenti nazionali nellarchitettura europea pone 3 alternative,
di cui Lisbona sceglier la 3
a
:
1) devono essere rappresentati in una nuova istituzione, a fianco del Consiglio e del Parlamento ?
2) devono operare nei settori per i quali il Parlamento non competente?
3) devono verificare il rispetto del principio di sussidiariet nella ripartizione delle competenze tra
UE e Stati?

Inoltre la Dichiarazione di Laeken convoca una Convenzione (cd sul futuro dellEuropa) incaricata
di esaminare le questioni essenziali del futuro dell'Unione.
La Convenzione redige il progetto di Trattato che istituisce una Cost per l'Europa e composta da:
Presidente e rappresentanti dei Governi degli Stati membri, dei Parlamenti nazionali, del P e della
Commissione e dei Paesi candidati alladesione.
I rappresentanti degli Stati candidati alladesione partecipano anche alle deliberazioni, ma non
possono impedire il consenso che sia delineato tra gli Stati membri.

Nel 2004 a RM viene firmato il Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa.
Ciascun art designato da un n romano che indica la parte, e da un n arabo (es. art. III-325).
Il testo diviso in 4 parti (448 articoli, 36 protocolli, 50 dichiarazioni allegate) che contengono:
1) la 1
a
norme generali e eterogenee, x es sulle competenze, istituzioni, atti, cittadinanza...;
2) la 2
a
la Carta dei diritti fondamentali dell'UE;
3) la 3
a
le disposizioni del TCE e TUE non collocate nella 1
a
parte. Le modifiche sono x rilevanti;
4) la 4
a
norme generali e finali (sulla procedura di revisione ordinaria e entrata in vigore).


Mancata entrata in vigore della Trattato costituzionale

Lesito negativo dei referendum popolari di Francia e Paesi Bassi ha bloccato la ratifica del Tratt cost

La scelta di sottoporre o no a referendum la ratifica del Tratt cost dipende dallordinamento interno
di ciascuno Stato, cui il Tratt fa rinvio.
Si ricorre al referendum a volte:
per limportanza dei trattati da ratificare e per coinvolgere lelettorato (x es Spagna). In tali
casi lesito del referendum non giuridicamente vincolante per gli organi competenti per la ratifica;
perch previsto obbligatoriamente in occasione della ratifica di trattati che modificano i
precedenti trattati sullUE o che attribuiscono nuovi poteri allUE;
perch necessario se il trattato da ratificare modifica la Cost nazionale.

9 *claudy*
E stato questo il motivo che spinse la Francia a sottoporre la ratifica del Tratt al referendum del 05
X superare il voto negativo degli elettori di Francia e Paesi Bassi furono prospettate alcune
soluzioni:
1) rinegoziare il Tratt cost, apportando modifiche cos da sciogliere le riserve.
Questa lunica soluzione praticabile;
2) sottoporre a ratifica la sola 1
a
parte del Tratt, visto che le maggiori riserve riguardavano la II e
III parte
In realt ratificare solo la 1
a
parte non porterebbe a nulla, visto che la 1
a
parte non autosuff;
3) far entrare in vigore il Tratt solo per gli Stati disposti a ratificarlo.
Ma questo frantumerebbe lUE perch richiederebbe il recesso dai Tratt in vigore degli Stati
impossibilitati alla ratifica del Tratt cost.


TRATTATO DI RIFORMA DI LISBONA

Il Tratt di Lisbona del 2007 (cd Tratt che modifica il Tratt sullUE e il Tratt che istituisce la CE)
incorpora nel testo degli attuali TUE e TCE le innovazioni contenute nel Tratt cost, con alcune
modifiche del Tratt cost.

E appunto circa le diff, il Consiglio sceglie di decostituzionalizzare la riforma x ridurne lenfasi,
x superare le difficolt incontrate dal Tratt cost e rassicurare lopinione pubblica degli Stati membri.
La decostituzionalizzazione ha avuto varie manifestazioni:

1) la 1
a
formale per cui si decide di non abrogare il TUE e TCE, sostituendoli con la Cost, bens
ci si limita ad emendarli.
Quindi i tratt su cui si fonda lUE restano, come adesso, 2 per:
il TUE completamente riscritto;
il TCE cambia nome e si trasforma nel Tratt sul funzionamento dellUE (TF).
Inoltre raccoglier le disposizioni meno importanti o di dettaglio rispetto a quelle riservate al
TUE (ad eccezione del settore PESC, la cui disciplina interamente contenuta nel TUE).
Quindi il TCE servir solo a integrare la disciplina generale contenuta nel TUE e non sar pi
nemmeno quella lex specialis che era diventato con lentrata in vigore del TUE.
Lex specialis perch, mentre il TUE disciplinava lintera UE, il TCE si limitava a contenere una
disciplina speciale della CE, cio di una componente dellUE;

2) la 2
a
terminologica per cui:
i vocaboli costituzione e costituzionale sono banditi da entrambi i trattati;
soppresso lart sui simboli dellUE (bandiera, inno);
il Ministro degli esteri dellUE assume la pi modesta denominazione di Alto
rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza;
lUnione non pu pi adottare leggi o leggi quadro;

3) la 3
a
di contenuto e consiste nelleliminare o attenuare alcune novit che avvicinavano il nuovo
trattato a una vera e propria costituzione.
In particolare cade lart che sanciva il primato del diritto dellUE su quello degli Stati membri e la
2
a
parte del Tratt cost che riproduceva la Carta dei diritti. Al suo posto un nuovo art del TUE si
limita ad affermare che lUnione riconosce i diritti, le libert e i principi sanciti nella Carta.

Altre differenze invece sono state necessarie per fugare fobie anti-europeistiche emerse in alcuni
Stati membri. Ragione per la quale il Tratt di Lisbona:

10 *claudy*
inserisce nei trattati e negli allegati meccanismi di garanzia a favore degli Stati membri che
consentono a uno o pi Stati:
* di bloccare o ritardare lassunzione di decisioni alle quali siano contrari;
* o di non essere vincolati da certe parti dei trattati o da certi atti delle istituzioni o ancora di
accettare di esserne vincolati, ma meno intensamente;
garantisce il carattere reversibile del processo dintegrazione europea, riconoscendo il diritto
di recesso unilaterale dai trattati, e accettando la possibilit che lUE possa compiere dei passi
indietro, anzich dei progressi e cio che siano ridotte le sue competenze;
rafforza gli strumenti per impedire unespansione incontrollata della competenza dellUE.
X es il controllo dei parlamenti nazionali rispetto al principio di sussidiariet.

Come tutti i trattati che hanno modificato i trattati in vigore, anche il Tratt di Lisbona, per entrare in
vigore, necessita della ratifica (stavolta ben possibile) di ttti gli Stati membri.
Ratifica che avviene conformemente alle rispettive norme costituzionali.


























11 *claudy*
QUADRO ISTITUZIONALE

CONSIDERAZIONI GENERALI

Gli organi dellUE si distinguono in istituzioni comunitarie (Parlamento , Consiglio, Commissione
[istituzioni politiche], CGCE e Corte dei Conti [istituzioni di controllo]) e altri organi - importanti.
Lisbona aggiunger tra le istituzioni anche il Consiglio e modificher alcuni nomi: la Commissione
diventer Commissione europea e la CG non sar + delle Comunit europee, ma dellUE (CGUE).

Si parla di quadro istituzionale unico perch le istituzioni della CE e dellUE sono le stesse.
Lunit del quadro istituzionale assicura che le azioni svolte nell'ambito dei 3 pilastri dell'Unione
siano tra loro coordinate e non in contraddizione (principio di coerenza).

Impone alle istituzioni il principio:

1) di attribuzione (detto anche dellequilibrio istituzionale) di rispettare le competenze attribuite
dai Trattati alle altre istituzioni e quindi di agire nei limiti delle proprie attribuzioni.
La violazione di tale principio causa un vizio di incompetenza e lillegittimit dell'atto adottato
dallistituzione diversa da quella competente.

Questo principio di attribuzione, di cui agli artt 5 TUE e 7 TCE, va distinto dallomonimo principio,
previsto dallart 5 TCE, perch questultimo riguarda la determinazione della competenza, non tra
istituzioni della Comunit, ma tra Comunit e Stati membri, vietando alla Comunit nel suo
insieme di esercitare competenze non previste dal TCE.

2) di leale collaborazione (desunto dalla CGCE dallart 10 TCE) di collaborare lealmente tra di
loro e con gli Stati membri.
Ci anche se lart 10 preveda espressamente solo un dovere di cooperazione a carico degli Stati
membri nei confronti della Comunit.
X es viola il principio di collaborazione il Parlamento che non renda il parere richiesto dal
Consiglio o la Commissione che rifiuti di collaborare con un giudice nazionale.

3) del rispetto dell'acquis comunitario (ex art 3 TUE) di operare rispettando e sviluppando nel
contempo l'acquis comunitario.
Acquis (= acquisito), neologismo francese, indica linsieme del diritto comunitario (gli atti delle
istituzioni e la giurisprudenza comunitaria).
Quindi le istituzioni non possono adottare atti che comportino un regresso e una riappropriazione da
parte degli Stati di funzioni gi esercitate dallUE.
Ma Lisbona preciser che Gli Stati membri esercitano nuovamente la loro competenza concorrente
se lUE ha deciso di cessare di esercitare la propria.
Persino gli Stati candidati alladesione devono dare prova di riuscire a rispettare lacquis.











12 *claudy*
PARLAMENTO EUROPEO(P)

Procedura elettorale

La procedura elettorale del P varia da Paese a Paese (in Italia disciplinata dalla l. 18/79 che
divide il territorio nazionale in 5 circoscrizioni), non essendoci ancora una legge elettorale
uniforme, ma solo alcuni principi uniformi minimi:
- elezione con metodo proporzionale;
- incompatibilit tra la carica di Parlamentare europeo e parlamentare nazionale [cd divieto del
doppio mandato].

Lisbona preveder che Il P composto di rappresentanti (anzich degli Stati riuniti nella
Comunit) dei cittadini dellUE.
In tal modo sottolineer che il diritto di votare e essere eletto alle elezioni per il P che si tengono in
uno Stato membro spetta a tutti i residenti in esso, anche se cittadini di altri Stati membri.

La durata del mandato di 5 anni.
Attualmente i parlamentari europei superano il n max stabilito dal TCE che di 732.
Con Lisbona sar portato a 751.
I seggi sono distribuiti in proporzione alla consistenza demografica dello Stato.

Organi del P:

- Presidente: dirige i lavori del P,lo rappresenta, assistito da 14 vicepresidenti e da 1 Ufficio di Presidenza
- Gruppi politici: in cui sono organizzati i membri del P in base alle affinit politiche (il n min di
componenti 19, provenienti da almeno 1/5 degli Stati membri).
- Conferenza dei presidenti: Presidenti dei gruppi + Presidente del P.
- Commissioni permanenti o Commis temporanee d'inchiesta: il P lavora in aula o in commis.

Controllo politico

Il PE ha 2 funzioni principali: esercita un controllo politico e un potere normativo (partecipa
alladozione degli atti dellUE).
Circa il controllo, numerosi canali assicurano al P informazioni sull'operato delle altre istituzioni,
degli Stati membri e dei privati.

Ecco i canali istituzionali:
- relazioni o rapporti di altre istituzioni/organi: x es la relazione generale annuale presentata dalla
Commissione o la relazione annuale sulla propria attivit quella presentata dal Consiglio .
Inoltre il P deve essere regolarmente informato in merito allo sviluppo della PESC;
- interrogazioni che il PE rivolge alle altre istituzioni comunitarie. In realt le interrogazioni sono
previste solo con riferimento alla Commis, ma nella prassi anche il Consiglio accetta di rispondere;
- audizioni: "a tutte le sedute possono assistere i membri della Commissione e a nome di
quest'ultima essere ascoltati a loro richiesta".
La prassi ha esteso la portata della norma per cui il P pu richiedere la presenza in aula del
Presidente o di un altro membro della Commissione e del Consiglio perch siano ascoltati.

A parte i canali istituzionali, il P trae informazioni anche dall'iniziativa degli individui:
- petizioni: che possono essere presentate al P su di una materia che rientra nel campo di attivit
della Comunit da parte di qualsiasi cittadino dell'UE, persona fisica o giuridica che risieda o abbia
la sede sociale in uno Stato membro.
Purch la materia oggetto della petizione concerna direttamente lautore;

13 *claudy*
- ricorso al Mediatore europeo da parte degli stessi soggetti x lamentare casi di cattiva
amministrazione nell'azione delle istituzioni/organi comunitari.
Il mediatore una persona indipendente e autorevole, nominata dal P.
Ricevuto un ricorso, effettua indagini e se ritiene che sussiste un caso di cattiva amministrazione, si
rivolge all'istituzione interessata, che entro 3 mesi deve comunicare il proprio parere.
Sulla base del parere, il Mediatore trasmette una relazione al P e all'istituzione interessata
Quindi il Mediatore, pur non avendo poteri coercitivi autonomi, riesce cmq a sollecitare un
intervento del P o dellistituzioni interessata, grazie al suo prestigio morale.
In una recente sent il Mediatore stato condannato a risarcire il trattamento negligente di una denuncia;
- denunce (al P) di infrazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto
comunitario (quindi anche per comportamenti di Stati o privati).
In tal caso il P pu istituire una Commissione temporanea d'inchiesta, x la Commissione non pu
operare fino allespletamento della procedura giudiziaria (nazionale o comunitaria) eventualmente
pendente sui fatti oggetto di inchiesta.

P & Commissione (mozione di censura)

Il P dispone di poteri sanzionatori soltanto nei confronti della Commissione: attraverso la
mozione di censura relativa alloperato della Commissione ex art 201 TCE.

La mozione, una volta presentata al P, pu essere discussa solo dopo 3 gg dal deposito, deve essere
votata con scrutinio pubblico e approvata dai 2/3 dei voti espressi.
Se la mozione approvata, la Commissione si deve dimettere.

Il P non ha mai approvato nessuna mozione di sfiducia.
Per stata a volte minacciata per indurre alle dimissioni volontarie.

P & Consiglio (ricorso alla CGCE)

Il controllo del P sull'operato del Consiglio riveste invece carattere meramente morale, e non
sanzionatorio: P e Consiglio sono due istituzioni tra di loro perfettamente pari-ordinate e perci
destinate a condividere poteri e non a dipendere l'una dall'altra (il Consiglio non trae dal P la
propria investitura).
Cos il P contro atti del Consiglio compiuti in violazione dei poteri parlamentari deve presentare
ricorso alla CGCE.

In origine il P non era legittimato al ricorso.
La CGCE lo considera legittimato a partire dalla set del 90 Chernobyl:
1) esplode un reattore nucleare nella centrale di Chernobyl (Ucraina);
2) il Consiglio adotta un regolamento per determinare il tasso max di residui radioattivi in prodotti
alimentari utilizzando, si badi, la semplice consultazione del P (prevista dal Tratt CEEA), e non la
procedura di cooperazione (prevista dal TCE);
3) il P fa ricorso;
4) e la CGCE dichiara ricevibile il ricorso perch il principio dellequilibrio istituzionale impone
di sanzionare qualsiasi violazione di detta regola, nonostante la lacuna procedurale (cio lassenza
nel TCE di strumenti azionabili dal P per contestare un atto del Consiglio o della Commissione
emanato in spregio delle proprie prerogative).

Addirittura il Tratt di Nizza attribuisce al P un diritto generale di ricorso, esercitabile anche qd
non sia in gioco la salvaguardia delle prerogative parlamentari.
X es nel 2006 il P ha presentato ricorso contro una direttiva del Consiglio relativa al diritto di
ricongiungimento familiare.

14 *claudy*
CONSIGLIO

Composizione

Il Consiglio e il Consiglio europeo sono organi di Stati in quanto composti da rappresentanti degli
Stati, abilitati (per quanto riguarda il Consiglio) ad impegnare il proprio Governo.
In genere sono Ministri, ma uno Stato pu anche farsi rappresentare da membri regionali o di Stati federati
X es lItalia consente che il Capo delegazione (colui k guida la delegazione italiana che partecipa
ai lavori del Consiglio) possa essere anche il Presidente di una Regione o Provincia autonoma.
In genere gli Stati sono liberi di scegliere il ministro che li rappresenti, per a volte gli stessi Trattati
indicano quali ministri devono essere, a volte richiesta proprio la composizione dei Capi di Stato
e di Governo, altre volte la composizione ridotta (nel senso che non sono ammessi tutti gli Stati).

Il Consiglio, a diff del P e della Commissione, non un organo permanente.
Inoltre si riunisce in formazioni diverse a seconda degli oggetti da trattare. Pensiamo:
al Consiglio degli affari generali e relazioni esterne (composto dai Ministri degli esteri, in cui
si discute di politica estera o questioni non riferibili a specifici settori di competenza);
o allECOFIN (Consiglio dei Ministri delleconomia e delle finanze).

La presidenza assegnata a rotazione semestrale a ogni Stato membro. Il Presidente del Consiglio:
stabilisce il programma semestrale del Consiglio, definisce lagenda degli incontri e convoca le
riunioni del Consiglio;
rappresenta lorgano e firma gli atti del Consiglio;
presiede anche il Consiglio europeo.

Riserva di esame

La partecipazione nel Consiglio del P, degli enti territoriali, delle parti sociali e delle categorie
produttive assicurata da un obbligo di:
informazione = il Presidente del Consiglio o il Ministro per il coordinamento delle politiche
comunitarie deve informarli delle proposte di atti comunitari;
e di consultazione = il Governo pu apporre, in sede di Consiglio, una riserva di esame a
favore del P o delle Regioni o Province autonome, con lo scopo di rinviare le deliberazioni,
lasciando al P o alla Conferenza Stato-Regioni 20 gg per formulare osservazioni.

Ebbene la riserva di esame parlamentare apposta in 2 casi:
1) se le Camere hanno iniziato lesame di un progetto;
2) in casi di particolare importanza economica e sociale, a detta del Governo.

Circa le Regioni o le Province autonome, queste, a fronte di un progetto comunitario su una
materia di competenza esclusiva regionale, possono chiedere al Governo di convocare la
Conferenza Stato-Regioni per raggiungere unintesa.
Su richiesta della Conferenza, il Governo, in sede di Consiglio, appone una riserva desame per
permettere alla Conferenza di esprimere un parere entro 20 gg.

Funzioni del Consiglio:

- coordinamento delle politiche economiche generali degli Stati membri: in particolare il
Consiglio adotta indirizzi di massima, tenendo conto delle indicazioni politiche contenute nelle
conclusioni del Consiglio ;
- potere di decisione: il Consiglio adotta atti da solo o insieme al P;
- conferimento di competenze di esecuzione alla Commissione: delega alla Commissione
l'adozione di atti normativi o amministrativi che danno esecuzione ad atti di 1 grado del Consiglio.

15 *claudy*
Votazione

Il Consiglio delibera:
o a maggioranza semplice (regola che si applica se la norma tace);
o allunanimit (regola che prevaleva in passato. Ma attenzione, pu impedire ladozione della
deliberazione solo un voto contrario. Non contano le astensioni);
o a maggioranza qualificata ( la regola pi applicata).
- La maggioranza qualificata calcolata tramite un sistema di ponderazione dei voti.
Mentre nel sistema della maggioranza semplice o dellunanimit ogni membro dispone di un voto, nel
sistema della maggioranza qualificata il voto dipende dalle dimensioni demografiche di ciascuno Stato.
Si va dai 29 voti ad es dellItalia e della Germania ai 3 di Malta.
- La maggioranza qualif raggiunta se v il voto favorevole della + 1 degli Stati (dei 2/3 qd per la
deliberazione nn richiesta la proposta dalla Commissione) e se sono raggiunti 255 voti ponderati su 345
Inoltre ogni membro del Consiglio pu chiedere la verifica che la maggioranza qualificata rappresenti
almeno il 62% della popolazione tot dell'UE (cd criterio demografico).

Invece prima del Tratt di Nizza, in base alla superficie e alla popolazione, gli Stati grandi disponevano
di 10 voti, quelli intermedi 8 e quelli piccoli da 2 a 5 voti.
Le delibere si consideravano approvate con 62 voti su 87.
Se poi la delibera era assunta sz proposta della Commis, i 62 voti dovevano provenire da almeno 10 Stati

Con Lisbona e solo a partire dal 2014 la maggioranza qualificata sar raggiunta se vi sar il almeno il 55
% dei voti dei membri del Consiglio, voti provenienti da min 15 Stati membri, la cui popolazione
totalizzi almeno il 65 % della pop tot dellUE.
Ma per evitare lo strapotere degli Stati pi popolosi, che potrebbero altrimenti facilmente bloccare le
deliberazioni del Consiglio, il mancato raggiungimento del solo quorum demografico minimo non
impedir lapprovazione dellatto qd a votare contro siano stati non pi di 3 Stati membri.
In altri termini la minoranza di blocco deve comprendere almeno 4 Stati membri.

Coreper

Il COREPER, presieduto dal Presidente del Consiglio, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti.
A diff del Consiglio non composto da ministri, ma da diplomatici.
Esso costituito:
da Rappresentanti Permanenti che si occupano delle questioni pi importanti (COREPER I);
e da Rappresentanti Permanenti aggiunti cui spettano le questioni minori (COREPER II).
Il COREPER prepara il lavoro del Consiglio e esegue i compiti che il Consiglio gli assegna.
In particolare svolge un esame preliminare sulle proposte che la Commissione vuole sottoporre al
Consiglio (il COREPER un filtro tra Consiglio e Commissione). Ebbene la proposta inserita:
- se vi accordo unanime, tra i punti A dellordine del giorno del Consiglio che lapprover sz discussione;
- se invece ancora controversa, tra i punti B.

Signor PESC

Il Consiglio coadiuvato da un Segretariato generale retto da un Segretario generale che anche lAlto
rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune (cd Signor PESC!), coadiuvato da un
Vicesegretario generale che responsabile del funzionamento amministrativo del Segretariato generale.

Lisbona fonder la figura dellAlto rappresentante con la figura di membro della Commissione responsabile
delle relazioni esterne della Comunit, istituendo la carica di Alto rappresentante dellUE per gli affari
esteri e la politica di sicurezza, che la Cost chiamava invece Ministro degli esteri dellUE.
LAlto rappresentante:
a) guider la PESC come mandatario del Consiglio e, sempre nella PESC, avr + poteri di iniziativa e
attuazione;
b) presieder il Consiglio Affari esteri; sar vicepresidente della Commis; sar nominato dal Consiglio .

16 *claudy*
COMMISSIONE

Composizione

La Commissione composta da 1 cittadino di ciascuno Stato membro.
Invece in passato agli Stati maggiori erano attribuiti 2 membri.
E la tendenza unulteriore riduzione dei membri, per cui il n dei membri della Commissione sar
inferiore al n degli Stati membri.

I Commissari devono soddisfare requisiti di professionalit e indipendenza dai Governi e da
qualsiasi organismo, nellinteresse generale della Comunit.
- In caso di violazione dei doveri di indipendenza, la CGCE, su istanza del Consiglio o Commis,
pu pronunciare le dimissioni dufficio dei commissari o la decadenza dal diritto alla pensione se la
violazione sia stata scoperta dopo che il membro della Commis ha gi terminato il suo incarico.
- Per Lisbona introdurr una deroga al dovere di autonomia e indipendenza consentendo che
lAlto rappresentante (vicepresidente della Commis) agisca come mandatario del Consiglio.

I commissari durano in carica 5 anni, come i parlamentari europei, in modo che il nuovo P,
allinizio del suo mandato, partecipi alla nomina di una nuova Commissione.
La cessazione anticipata della Commissione o dei suoi membri pu seguire a dimissioni
individuali o collettive, volontarie o dufficio (causate da un voto di sfiducia del P o dichiarate
dalla CGCE per violazione dei loro obblighi).


Procedura di nomina

In passato i membri della Commissione venivano nominati di comune accordo dagli Stati membri.
Il tratt di Nizza ha sostituito il comune accordo degli Stati con una delibera del Consiglio a
maggioranza qualificata:
- 1
a
fase: il Consiglio riunito a livello di Capi di Stato e di Governo designa solo il Presidente della
Commissione, con decisione assunta a maggioranza qualificata.
Invece Lisbona affider al Consiglio il compito di proporre al P un candidato alla carica di Presidente;
- 2
a
fase: il P approva tale designazione;
- 3
a
fase: il Consiglio (questa volta in composizione libera) e il Presidente designato adottano
l'elenco dei Commissari, seguendo le proposte degli Stati;
- 4
a
fase: il Presidente e gli altri Commissari sono sottoposti collettivamente ad un voto di
approvazione del P e infine nominati dal Consiglio.
In realt il P procede ad audizioni separate per ogni candidato. Di conseguenza il P pu
minacciare di non approvare lintera Commissione, solo perch non condivida un membro.


Il Presidente della Commissione:

1) partecipa nella procedura di nomina e al Consiglio ;
2) definisce gli orientamenti e lorganizzazione interna della Commissione;
3) distribuisce le competenze tra i commissari;
4) provoca le dimissioni di un componente, previa approvazione del collegio.

Lisbona non esclude la possibilit di cumulare in una stessa persona le 2 cariche di Presidente della
Commissione e del Consiglio .



17 *claudy*
Compiti della Commissione:

- custode della legalit comunitaria: vigila sull'attuazione della normativa comunitaria.
Esercita questo compito nei confronti degli Stati membri (soprattutto attraverso il ricorso per
infrazione), altre istituzioni (ricorsi d'annullamento o in carenza), persone fisiche o giuridiche (se
previsto dal TCE o da atti derivati);
- potere generale di raccomandazione;
- potere autonomo di decisione: (raramente. Es. nel campo degli aiuti statali alle imprese) e cmq
partecipa alla formazione degli atti del Consiglio e del P;
- competenza di esecuzione di atti del Consiglio: il Consiglio pu anche sottoporre l'esercizio
delle competenze d'esecuzione conferite alla Commissione a determinate modalit.
Modalit stabilite dalla decisione del Consiglio del 99, cd decisione sulla comitologia.
Decisione che prevede diversi tipi di comitati (composti di esperti nazionali), incaricati di esaminare
i progetti di atti di esecuzione, prima che la Commis possa adottarli definitivamente.

La Commissione delibera a maggioranza del n dei suoi membri.
L'attivit della Commissione suddivisa in varie Direzioni generali, per ognuna delle quali
responsabile un commissario.

CGCE

La CG menzionata come ununica istituzione, ma al suo interno articolata in pi rami autonomi:
- la Corte di giustizia in senso proprio,
- il Tribunale di 1 grado
- e le camere giurisdizionali, la 1
a
delle quali il Tribunale della funzione pubblica (TFP).

Lisbona distinguer esplicitamente la Corte-giurisdizione dalla Corte-istituzione (denominata
CGUE: comprendente Corte di giustizia, Tribunale di primo grado e tribunali specializzati).

La CGCE formata da 1 giudice per Stato (come il Tribunale di 1) e 8 avvocati generali, con
mandato di 6 anni (come i giudici del Tribunale di 1), rinnovabile.
E previsto anche un rinnovo parziale, ogni 3 anni e che riguarda met dei componenti della CG.
Tra i giudici viene eletto, per 3 anni, un Presidente (come il Tribunale di 1).
Nella prassi 4 avvocati generali hanno la nazionalit degli Stati membri maggiori (Francia,
Germania, Italia e Regno Unito), mentre i posti rimanenti sono ricoperti a rotazione da persone
degli altri Stati membri
Gli avvocati generali hanno il compito di presentare pubblicamente, in piena imparzialit ed
indipendenza, conclusioni motivate sulle cause che, conformemente allo Statuto della CCGE,
richiedono il suo intervento.
La CG decide di fare a meno delle conclusioni qd la causa non sollevi nuove questioni di diritto.
Le conclusioni contengono il parere dell'avvocato generale su come la CG, a suo giudizio, dovrebbe
decidere la causa, ma non sono vincolanti. La CG pu anche discostarsene sz dare spiegazioni.

Dato il carattere non vincolante delle conclusioni la CG, nella sent Sugar, respinge leventuale
richiesta delle parti di avere la possibilit di replicare alle conclusioni stesse.
Sugar chiede di poter replicare alle conclusioni dellavvocato generale, invocando una sent della
Corte europea dei diritti delluomo in cui era stata riconosciuta la violazione dellart 6 della
Convenzione europea di salvaguardia dei diritti delluomo da parte del Belgio, per non aver
consentito allinteressato di replicare alle conclusioni del PM dinanzi alla Corte di Cassazione.
Ma la CG respinge la richiesta: gli avvocati generali non possono essere paragonati al PM nei
giudizi in Cassazione.

18 *claudy*
Giudici e avvocati sono scelti tra personalit che:
garantiscano lindipendenza;
e svolgano, nei loro paesi, le pi alte funzioni giurisdizionali o che siano giuristi di notoria competenza.

Lisbona preveder che la nomina sia preceduta dalla consultazione di un comitato composto da 7
personalit che garantiscano requisiti di professionalit e indipendenza.

I membri della CG operano in piena indipendenza e imparzialit, pur dipendendo da una nomina
politica, perch nominati di comune accordo dai Governi degli Stati (come il Tribunale di 1).
A diff del Tribunale della funzione pubblica, la cui nomina affidata al Consiglio.
Se i membri vengano meno ai loro obblighi vengono rimossi dalle loro funzioni su decisione
unanime della stessa CG.


Fonti normative che disciplinano l'attivit della CG:
- i Trattati;
- lo Statuto della CG k, in quanto contenuto in un Protocollo allegato al TCE, ne condivide la
natura giuridica;
- regolamento di procedura della CG, stabilito dalla CG stessa.


La Corte pu riunirsi in:
seduta plenaria in cui partecipano tutti i giudici.
Per trattare cause particolari (come la rimozione del Mediatore europeo, di un membro della
Commissione o della Corte dei conti) o eccezionalmente importanti;
grande sezione formata da 11 giudici, tra cui il presidente e i presidenti delle sezioni a 5. E
convocata qd lo richiede uno Stato membro o un'istituzione comunitaria;
sezioni di 3 o 5 giudici, a seconda dellimportanza della causa (cd formazione ordinaria).

Anche il Tribunale funziona normalmente in sezioni composte da 3 o 5 giudici, ma a volte si
riunisce in seduta plenaria, in grande sezione o statuisce nella persona di un giudice unico.


La procedura dinanzi alla CG divisa in 2 fasi:
1) una fase scritta, in cui sono scambiate o depositate memorie scritte;
2) una fase orale, che pu essere esclusa, consistente in un'udienza con le parti e nella lettura
delle conclusioni dell'avvocato generale. Successivamente la CG si riunisce in camera di
Consiglio per deliberare. Infine la sentenza viene letta in pubblica udienza.

La CG pu applicare un procedimento accelerato o, in caso di questioni pregiudiziali relative allo
spazio di libert, sicurezza e giustizia, un procedimento durgenza.


La CG ha funzioni:
- giurisdizionali o contenziose: assicura il rispetto del diritto nell'interpretazione e applicazione del TCE.
Insieme al Tribunale di 1, mentre in passato tale compito era riservato alla CG;
- consultive: esprime pareri che hanno un valore parzialmente vincolante, dal momento che
condizionano il comportamento di istituzioni e Stati membri.
X es una istituzione comunitaria politica o uno Stato membro possono domandare il parere della
CG sulla compatibilit di un accordo internazionale con il TCE.
Ecco, il parere negativo della CG non paralizza la conclusione dellaccordo, ma rende necessario
ricorrere alla pi complessa procedura di revisione.

19 *claudy*
TRIBUNALE DI 1 GRADO (T1)

Fonti normative che disciplinano il T1:
- TCE;
- il Tit IV dello Statuto della CG;
- regolamento di procedura del T1: approvato dal T1 di concerto con la CG e poi, come il
regolamento di procedura della CG, sottoposto all'approvazione del Consiglio a maggioranza qualificata.

In origine la CG era stata concepita come giudice di 1
a
e ultima istanza.
Poi il Consiglio istitu il T1, come giudice di 1 grado, con possibilit di ricorso davanti alla CG.
Lo ha istituito per 2 ragioni:
1) alleggerire il carico di lavoro della CG e abbreviare cos i tempi del giudizio davanti ad essa;
2) migliorare la tutela giurisdizionale dellUE, soprattutto qd serva esaminare complesse questioni di fatto.

Lisbona modificher il nome, eliminando di 1 grado perch il Tribunale giudice di 2 grado
rispetto alle decisioni del Tribunale della funzione pubblica.

Circa il rapporto:
istituzionale, in passato la CG prevaleva sul T1 che era solo un organo ausiliario della CG.
Oggi invece sono pari ordinati;
giurisdizionale, invece, il T1 subordinato alla Corte, perch le sue decisioni sono
impugnabili dinanzi ad essa, entro 2 mesi dalla loro notifica.
Tuttavia non si tratta di un doppio grado di giudizio (ma semmai di una specie di ricorso in
cassazione) perch l'impugnazione dinanzi alla CG non un giudizio d'appello, perch pu
riguardare solo motivi di diritto: mezzi relativi all'incompetenza del T1, vizi procedurali che
ledano interessi delle parti, violazione del diritto comunitario.
Pertanto il giudizio sul fatto oggetto di un unico grado: si esaurisce dinanzi al T1.

La competenza di 1 grado del T1 incontra 2 limiti:
1) ci sono azioni riservate alla competenza esclusiva e in grado unico della CG;
2) il TFP competente in 1 grado sul contenzioso con il personale delle istituzioni dellUE.
In questo settore il T1 giudice di 2 grado rispetto alle decisioni del TFP.

Per quanto riguarda la competenza diretta il T1 competente in 1 grado per ricorsi:
a) proposti dalle persone fisiche o giuridiche contro le istituzioni;
b) d'annullamento e per inazione proposti dagli Stati membri contro la Commissione (eccetto atti
o astensioni della Commissione in materia di cooperazione rafforzata);
c) d'annullamento proposti dagli Stati contro atti esecutivi del Consiglio.

Di conseguenza restano riservati alla competenza in unico grado della CG tutti i ricorsi proposti da
un'istituzione e tutti gli altri ricorsi proposti da uno Stato membro, come ricorsi contro il
Parlamento o ricorsi per infrazione rivolti contro altri Stati membri.

Pu essere attribuita al T1 anche una competenza pregiudiziale.
Ma questo non mai avvenuto e comporterebbe notevoli difficolt.
Infatti le questioni pregiudiziali sono sollevate, a titolo incidentale, davanti alla CG da un giudice nazionale.
La sentenza del giudice comunitario dovrebbe essere definitiva e inoppugnabile, pena il prolungamento della
durata della fase pregiudiziale e la perdita di autorit del giudice comunitario rispetto al giudice nazionale.
Per ovviare a tali difficolt si prevede che il T1, qd esercita la propria competenza pregiudiziale, emette
sentenze definitive, salvo 2 eccezioni, per cui se sussistano gravi rischi che lunit e la coerenza del diritto
comunitario siano compromesse:
1) il T1 pu rinviare alla CG le questioni pregiudiziali attribuite alla sua competenza;
2) le decisioni pregiudiziali del T1 possono eccezionalmente essere oggetto di riesame da parte della CG.
La domanda di riesame proposta dal 1 avvocato generale entro 1 mese dalla decisione del T1.

20 *claudy*
CAMERE GIURISDIZIONALI

Dopo Nizza, il Consiglio, con delibera unanime, su proposta della Commis o della CG, consultati
P e CG o Commissione, pu creare camere giurisdizionali da affiancare al T1 e alla CG.
Tali camere sono incaricate di conoscere in 1 grado alcune categorie di ricorsi.
Le sentenze delle camere giurisdizionali sono impugnabili davanti al T1.
La decisione istitutiva di ogni camera stabilisce se l'impugnazione limitata o no ai soli motivi di diritto
Il riesame della decisione del T1 dinanzi alla CG previsto solo in casi eccezionali: se
sussista grave rischio per unit/coerenza del diritto comunitario.
In queste ipotesi si avrebbero pertanto 3 livelli di giudizio: camere giurisdizionali, T1 e CG.

Lisbona modificher la procedura di istituzione:
a) listituzione sar deliberata dal P e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria
b) su proposta della Commis o CG, previa consultazione rispettiv della CG o Commis;
c) latto istitutivo sar un regolamento (e non pi una decisione).


Tribunale della funzione pubblica

Il TFP composto da 7 giudici.
Nominati allunanimit dal Consiglio tra persone che soddisfino garanzie di indipendenza/professionalit.

Le decisioni del TFP sono impugnabili entro 2 mesi dalla loro notifica e solo per motivi di diritto.
Invece le decisioni del T1 che decidono sull'impugnazione di decisioni del TFP sono soggette a
riesame, entro 1 mese dalla loro notifica, davanti alla CG solo qd sussistano gravi rischi per
unit/coerenza del diritto comunitario e solo su proposta del 1 avvocato generale della CG.
- La CG decide se riesaminare o no la decisione.
- Se decide di riesaminarla adotta una procedura d'urgenza.
N la proposta di riesame, n la decisione della CG di riesaminare sospendono la decisione oggetto
di riesame.
- Se constata che la decisione riesaminata pregiudica l'unit/coerenza del diritto comunitario, salvo
che la causa non possa essere decisa direttamente dalla CG, rinvia la causa dinanzi al T1 che
risulter vincolato ai punti di diritto decisi dalla CG.

Quindi il riesame dotato di un carattere straordinario:
1) affidato, non alle parti in causa, ma ad un organo della CG, che agisce nellinteresse del diritto
comunitario;
2) le parti possono solo presentare osservazioni scritte;
3) la CG pu decidere di sottrarre in tutto o in parte le parti allesito del riesame, indicando gli
effetti della decisione del T1 da considerarsi definitivi.












21 *claudy*
ALTRI ORGANI

La Corte dei conti controlla le entrate e le uscite.
Presenta al PE una dichiarazione in cui attesta laffidabilit dei conti degli organismi comunitari.
Trasmette una relazione annuale alle istituzioni.
La Corte dei conti composta da 1 cittadino x Stato membro che dura in carica 6 anni e che offra
garanzie di indipendenza.
I membri della Corte dei conti sono nominati allunanimit dal Consiglio, previa consultazione del P.

Comitato economico e sociale e Comitato delle regioni che devono essere consultati dal
Consiglio o Commissione:
qd previsto dal TCE (parere obbligatorio ma non vincolante);
o qd tali istituzioni lo ritengano necessario (parere facoltativo).

I loro componenti, per ognuno 353, sono nominati a maggioranza qualificata dal Consiglio, previa
consultazione del PE e su proposta degli Stati.

Sono composti da rappresentanti:
luno, di interessi settoriali, economici e sociali, e cio di produttori, agricoltori, lavoratori,
commercianti, artigiani, ecc;
laltro, delle collettivit regionali, i quali devono essere titolari di un mandato elettorale
nell'ambito di una comunit regionale o locale.

Il SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali) composto dalla BCE (Banca Centrale Europea) e
dalle banche centrali nazionali.
Gli organi decisionali della BCE che stabilisce regolamenti e prende decisioni sono:
il consiglio direttivo (composto da Presidente, vice-presidente e altri 4 membri);
e il comitato esecutivo (composto dai membri del Comitato esecutivo + i Governatori delle
Banche centrali nazionali).

La Banca Europea degli Investimenti (BEI) facilita, mediante concessione di prestiti e garanzie il
finanziamento di progetti finalizzati allo sviluppo equilibrato del mercato comune.

Le Agenzie indipendenti (x es Europol, Eurojust) sono create attraverso atti delle istituzioni politiche.

Le Agenzie, pur avendo alcuni caratteri comuni (personalit giuridica, autonomia organizzativa e
finanziaria), si differenziano x composizione, poteri e funzioni in base al proprio regolamento istitutivo.

Alcune (es. lAutorit europea per la sicurezza alimentare, AESA), danno pareri non vincolanti.
Altre (es. Lufficio di armonizzazione a livello di mercato interno che decise circa la registrazione
dei marchi comunitari) emettono decisioni vincolanti che sono impugnabili dinanzi a una
commissione di ricorso. E le decisioni di questultima sono a loro volta impugnabili dinanzi alla CG











22 *claudy*
PROCEDURE DECISIONALI
QUALE PROCEDURA APPLICARE?

Una procedura decisionale una sequenza di atti o fatti richiesta dai Trattati affinch la volont
dell'UE si possa manifestare attraverso determinati atti giuridici.
Le procedure sono in genere interistituzionali in quanto gli atti provengono da + istituzioni.

Per stabilire la procedura da seguire di volta in volta, occorre definire la base giuridica dell'atto da adottare.
E cio individuare la disposizione dei Trattati che attribuisce alle istituzioni il potere di adottare un
determinato atto. Sar tale disposizione a indicare la procedura decisionale da seguire.

Al riguardo sono sorti molti conflitti tra le istituzioni.
Listituzione ricorrente interessata a far valere un diverso art o Trattato come base giuridica
dellatto impugnato (in genere del Consiglio):
a volte in quanto la base giuridica invocata in alternativa imporrebbe una procedura decisionale
diversa, nella quale listituzione ricorrente avrebbe un ruolo pi importante. Es. caso Chernobyl;
altre volte per ricondurre latto impugnato in un settore di competenza maggiormente
caratterizzato dal metodo comunitario.
Es. caso Erasmus: la Commis contesta la scelta del Consiglio di un art piuttosto che di un altro
come base giuridica per adottare una decisione del Consiglio in materia di mobilit degli studenti,
non perch la Commis voglia un ruolo maggiore, ma solo perch lart da essa indicato richiede che
il Consiglio deliberi allunanimit, mentre laltro prescriveva la procedura di cooperazione.

Altre volte ancora lerroneit della scelta di una base giuridica invocata da uno Stato membro,
sotto forma di vizio di incompetenza: qd lo Stato ricorrente ritenga che n la base giuridica
indicata, n alcuna altra norma del Tratt consentirebbe ladozione dellatto impugnato.

La corretta individuazione della base giuridica dipende dall'analisi di alcuni elementi oggettivi
dell'atto, insomma sindacabili dal giudice, come scopo e contenuto.
Es. la CG ha affermato che un regolamento recante preferenze doganali generalizzate in favore
dei Paesi in via di sviluppo persegue uno scopo di politica commerciale comune e deve
pertanto essere adottato in base allart del TCE dedicato a tale politica.
Se un atto persegua una pluralit di scopi o presenti contenuti differenziati la base giuridica va
dedotta dal centro di gravit dell'atto, cio dallo scopo principale.
Se non sia possibile determinare il centro di gravit dell'atto, perch i vari scopi e contenuti
hanno una uguale importanza, latto dovr avere una base giuridica plurima, consistente in tutte le
disposizioni del Trattato corrispondenti ai suoi vari scopi o ai vari contenuti.
Se per tali disposizioni prevedono procedure decisionali diverse, per scegliere la base giuridica,
si dovr preferire la disposizione:
a) di portata pi generale;
b) che non pregiudichi i poteri di partecipazione del P.
Per se gli obiettivi e contenuti di un atto rientrano sia nel TCE (cooperazione alla sviluppo) sia
nella PESC non possibile ricorrere alla base giuridica plurima perch lart 47 TUE stabilisce che
nessuna disposizione del TUE pregiudica il TCE. Quindi lUE non pu adottare, sul fondamento del
TUE, una misura che pu adottare sul fondamento del TCE.
Infine se l'istituzione decida di definire in un atto solo " gli elementi essenziali dell'emananda
disciplina" (atto di 1 grado) e affidi ad un atto diverso le "disposizioni di attuazione" (atto di 2
grado), non necessario applicare ad entrambi gli atti la procedura decisionale prescritta dal
Trattato per l'atto di base.
L'atto di base pu infatti disporre che l'atto di attuazione sia adottato attraverso una procedura
semplificata affidata alla medesima istituzione o mediante delega alla Commis.

23 *claudy*
PROCEDURA DI BASE
Ex art 250 TCE:

1. Qd, in base al TCE, un atto del Consiglio viene adottato su proposta della Commis, il Consiglio
pu modificare la proposta solo deliberando all'unanimit (il consenso unanime garantisce che il
Consiglio persegua linteresse generale della Comunit!), salve le disposizioni dell'art 251
4 e 5
.
NB. il Consiglio non pu, ricorrendo al potere di emendamento, spingersi fino a stravolgere del
tutto la proposta della Commissione.
2. Fintantoch il Consiglio non ha deliberato, la Commissione pu modificare la propria proposta
(per favorirne lapprovazione da parte del Consiglio e evitare cos una situazione di stallo) in ogni
fase delle procedure che portano all'adozione di un atto comunitario.

L'art 250, a diff degli artt 251-252, non definisce una procedura decisionale, bens si limita a
disciplinare i poteri rispettivi di Commis e Consiglio qd il TCE prevede che il Consiglio adotti un
atto su proposta della Commissione.

Inizialmente lart 250 veniva combinato con le varie disposizioni del TCE che, a seconda della
materia su cui la proposta verteva, definivano il modo di deliberazione del Consiglio (maggioranza
qualificata o unanimit) o prescrivevano la consultazione obbligatoria del P o di altri organi.
Ecco tale combinazione dava vita alla cd procedura di base.
Detta di base anche perch lart 250 presente nel TCE sin dalla sua versione originale e perch le
procedure pi recenti costituiscono varianti dellart 250.

La procedura di base anche detta procedura di consultazione, dato che il P nella procedura di
base ha solo un potere consultivo e peraltro solo se previsto.

Circa i rapporti tra gli artt 250, 251, 252 ci sono 2 tesi:

1) per alcuni gli artt 251 e 252 contengono una disciplina autosufficiente.
Quindi l'art 250 non si applica qd il TCE richiama l'art 251 o 252. Ci significa che:
- nn necessario il voto unanime del Consiglio x emendare la proposta della Commis (art 250
1
);
- la Commis non pu modificare la proposta finch il Consiglio non ha deliberato(art 250
2
).
Tale tesi confermata da un argomento testuale: lart 250
1
specifica che esso applicato qd un
atto del Consiglio viene adottato su proposta della Commis.
E invece gli atti adottati con la procedura di codecisione sono adottati congiuntamente dal P e Consiglio.

2) per altri visto che lart 250
1
fa salve le disposizioni dellart 251
4 e 5
significa che durante le altre
fasi della procedura di codecisione richiesto il voto unanime del Consiglio.
E visto che lart 250
2
parlando di " procedure che portano all'adozione di un atto comunitario "
sembra alludere a tutte e 3 le procedure decisionali, significa che applicabile anche nell'ambito
delle procedure di cooperazione e di codecisione il potere della Commis di modificare e ritirare la
propria proposta finch il Consiglio non abbia deliberato.
E questa la tesi che prevale nella prassi.

Proposta della Commissione

La procedura si apre con la proposta della Commis che prima di giungere al Consiglio passa attraverso il
filtro del COREPER.
La proposta della Commis, portatrice dell'interesse generale della Comunit, bilancia la deliberazione del
Consiglio, che esprime gli interessi particolari degli Stati membri.

P, Consiglio e Consiglio hanno oggi il potere di sollecitare proposte.
Lisbona consentir a 1 milione di cittadini dellUE di invitare la Commis a presentare una proposta
Ma la Commissione non obbligata a presentare proposte, anche se il P potrebbe per questo approvare una
mozione di censura.
E nemmeno il Consiglio obbligato a deliberare sulle proposte della Commis.

24 *claudy*
Per lomessa deliberazione da parte del Consiglio sindacabile dalla CG qd il TCE o un atto di
diritto derivato impone al Consiglio di adottare determinate misure entro un termine preciso.
X es nel caso Eurocoton la Commis aveva proposto al Consiglio di istituire un dazio antidumping.
Dato che un regolamento del Consiglio dispone che linchiesta antidumping in ogni caso si
conclude entro 15 gg dallinizio, la mancata presa di posizione del Consiglio entro il termine
costitu un atto impugnabile.

Consultazione

A volte il Consiglio prima di adottare un atto deve assumere il parere del P.
Il parere pu essere:
consultivo: obbligatario (in quanto il Consiglio deve consultare il P), ma non vincolante;
facoltativo: non obbligatorio, n vincolante;
conforme: obbligatorio e vincolante. La procedura del parere conforme, ribattezzato da
Lisbona approvazione del P, si distingue dalla procedura di codecisione, perch nella 1
a
il P
non pu contribuire a determinare il contenuto dellatto, pu solo approvare o respingere latto.

La consultazione del P, qd richiesta dal Trattato, deve essere effettiva e regolare.
Quindi il parere deve essere, non solo richiesto, ma anche effettivamente pronunciato prima
delladozione dellatto del Consiglio. Pena la nullit dellatto.
Come del resto si evince nel caso Roquette:
- un fabbricante di un dolcificante impugna un reg. del Consiglio, che fissa quote di produzione di
tale sostanza, perch adottato sz il parere consultivo del P prescritto dalla base giuridica del reg;
- il Consiglio di difende: Ho richiesto il parere del P, ma non ne ho potuto attendere la
pronuncia per ragioni di urgenza!;
- ebbene la CG annulla il regolamento perch respinge i motivi di urgenza, constando che il
Consiglio non aveva chiesto n una procedura durgenza, n una sessione straordinaria del P.

Per il Consiglio, in materia di accordi internazionali, pu stabilire un termine per lemanazione
del parere del P.
E scaduto inutilmente il termine, il Consiglio pu deliberare.
Nelle altre materie (anche se non previsto nessun termine) il P deve emanare il parere entro un
termine ragionevole, in virt del principio di leale collaborazione con le altre istituzioni.
Di conseguenza il P non pu invocare il diritto di consultazione se ha tenuto un comportamento
sleale verso il Consiglio.

E necessaria una 2
a
consultazione qd:
1) il Consiglio voglia deliberare un atto diverso da quello su cui il P ha espresso il proprio parere;
2) la Commis ritira la propria proposta e ne presenta unaltra diversa da quella su cui il P si espresso;
3) sia passato molto tempo o siano mutate le circostanze rispetto alla 1
a
consultazione;
4) il P viene rinnovato.

Invece una 2
a
consultazione non necessaria:
1) se si tratta di emendamenti corrispondenti alle proposte di modifica formulate nel parere del P;
2) qd, come ha concluso la CG nella sent Chemiefarma, il testo oggetto del parere del P
sostanzialmente identico a quello approvato dal Consiglio.
Limpresa Chemiefarma aveva impugnato una decisione della Commis, che la condannava per
comportamento anti-concorrenziale, in quanto emanata in base a un reg. del Consiglio a sua volta
invalido perch la proposta originaria di reg. sulla quale il P si era pronunciato era diversa dal testo
adottato dal Consiglio.



25 *claudy*
PROCEDURA DI COOPERAZIONE

La procedura di cooperazione disciplinata nell'art 252.
E stata introdotta nel TCE dall'AUE x estendere i poteri del P nelladozione degli atti del Consiglio.
Il suo campo dapplicazione stato cos ristretto che oggi si applica solo nel campo dell' UEM.
E Lisbona la abolir del tutto!

Nella procedura di cooperazione la proposta della Commis sottoposta a una doppia lettura da
parte del P e del Consiglio.

La 1
a
fase si apre con una 1
a
lettura del Parlamento che emette un parere (consultivo) sulla proposta
della Commis.
Segue la 1
a
lettura del Consiglio che non pu ancora adottare latto proposto, bens deve limitarsi ad
approvare, a maggioranza qualificata, una posizione comune.

Nella 2
a
fase si susseguono una lettura del P e del Consiglio.
Il Parlamento ha 3 possibilit:

1) approvare la posizione comune o non pronunciarsi nel termine di 3 mesi.
In tal caso il Consiglio, nella sua 2
a
lettura, adotta definitivamente latto in conformit della
posizione comune;

2) respingere la posizione comune (a maggioranza assoluta dei membri che lo compongono).
In questo caso il Consiglio pu cmq adottare l'atto, ma all'unanimit;

3) proporre degli emendamenti alla posizione comune (sempre a maggioranza assoluta).
Allora la Commis deve formulare, sulla scorta degli emendamenti proposti dal P, una proposta
riesaminata che viene trasmessa al Consiglio, accompagnata dagli emendamenti del P non recepiti
In questo 3 caso il Consiglio ha 3 possibilit:
1) a maggioranza qualificata, pu approvare la proposta riesaminata dalla Commis;
2) all'unanimit, pu approvare gli emendamenti del P non accolti dalla Commis;
3) sempre all'unanimit, pu modificare la proposta riesaminata.
Quindi gli emendamenti parlamentari, a diff del rigetto, influiscono sul modo deliberativo del
Consiglio solo se recepiti dalla Commis nella proposta riesaminata.


Ruolo delle varie istituzioni

Nella procedura di cooperazione il potere deliberativo resta saldamente nelle mani del Consiglio.
In particolare il ruolo della Commis risulta indebolito rispetto alla procedura di base perch:
il Consiglio pu approvare una posizione comune che costituisca emendamento rispetto alla
proposta anche con la sola maggioranza qualificata;
la Commis non pu modificare ad libitum la proposta originaria, pu solo modificarla
conformemente agli emendamenti parlamentari.








26 *claudy*
PROCEDURA DI CODECISIONE

La procedura disciplinata dall251 TCE detta procedura di codecisione perch in essa i poteri del
P raggiungono la max intensit.
Tanto che non si parla pi di atti del solo Consiglio, ma di atti del P e del Consiglio.

Come la procedura di cooperazione (rispetto alla quale rappresenta unevoluzione), la procedura di
codecisione si fonda su un sistema di doppia lettura, anche se la 2
a
lettura pu essere evitata.


La 1
a
fase si apre con la proposta della Commis, che (a diff della procedura di cooperazione) viene
presentata simultaneamente a Consiglio e P.
Il Consiglio a maggioranza qualificata e previo parere del P:
- se approva la proposta della Commis con tutti gli eventuali emendamenti contenuti nel parere
parlamentare, adotta definitivamente l'atto (cosa non prevista nella procedura di cooperazione);
- adotta altrimenti una posizione comune e la comunica al P. Inizia quindi la 2
a
fase.


Nella 2
a
fase, al termine della sua 2
a
lettura, il P ha le 3 possibilit che ha nella procedura di cooperazione:

1) in caso di approvazione o mancata delibera nei termini, la procedura si arresta e latto si
considera adottato "in conformit alla posizione comune";

2) anche in caso di rigetto la procedura si arresta perch l'atto si considera non adottato (a diff della
procedura di cooperazione in cui il Consiglio pu cmq approvarlo, sia pure allunanimit);

3) in caso di emendamenti segue la 2
a
lettura del Consiglio.
In questo caso la Commis emette un parere (non una proposta riesaminata come nella procedura di
cooperazione).
Il Consiglio, a maggioranza qualificata pu:
a) approvare gli emendamenti del P (per gli emendamenti con parere contrario della Commis
occorre l'unanimit). In questo caso l'atto definitivamente approvato;
b) o non approvare tutti gli emendamenti. Si apre allora la 3
a
fase.


Nella 3
a
fase convocato un comitato di conciliazione, composto dai membri del Consiglio e
altrettanti membri del P, con il compito di elaborare un progetto comune sulla base della
posizione comune e degli emendamenti del P, con la collaborazione della Commis. Se il comitato:
1) non riesce ad approvare un progetto comune entro 6 settimane, l'atto si considera non adottato;
2) approva un progetto comune, l'atto dovr poi essere definitivamente approvato (3
a
lettura) dal
P e Consiglio.
In mancanza dell'approvazione di uno dei due l'atto si considera non adottato.


Ruolo delle varie istituzioni

Rispetto alla procedura di cooperazione il P gode di poteri maggiori:
pu bloccare un atto rigettando:
- la posizione comune (2
a
lettura);
- il progetto comune (3
a
lettura);
ha maggiori possibilit di incidere sul contenuto dell'atto nel comitato di conciliazione,
potendo minacciare il rigetto del progetto comune.

27 *claudy*
Il ruolo della Commis, invece, risulta ancora meno incisivo:
P e Consiglio possono approvare un atto che costituisce un emendamento della proposta
della Commis sz ricorrere al voto unanime del Consiglio:
- se il Consiglio approva gli emendamenti del P contenuti nel parere (3
a
fase);
- o se il P approva la posizione comune del Consiglio sz proporre emendamenti (2
a

fase);
solo se non si sia formato un accordo, la Commis ritorna in gioco, ma solo per esprimere un
parere. Non potendo modificare la proposta. Al max pu solo ritirarla;
nella 3
a
fase poi svolge un ruolo di mera mediazione, al fine di ravvicinare P e Consiglio.


Procedura di codecisione = procedura legislativa ordinaria

In origine, la procedura di codecisione (come quella di cooperazione) venne introdotta per
consentire al Consiglio di deliberare, in alcuni casi, a maggioranza qualificata.
Ma oggi tale procedura applicata anche qd il Consiglio deliberi all'unanimit in tutta la procedura.

Con Lisbona la procedura di codecisione diverr la procedura legislativa ordinaria e sar
applicabile per lapprovazione di atti legislativi tutte le volte che i trattati non prescrivano una
procedura legislativa speciale.

Le procedure legislative speciali richiedono, per ladozione dellatto, una delibera unanime del
Consiglio e la mera consultazione del P.
Anzich una delibera congiunta del P e Consiglio, su proposta della Commis.

Nella nuova procedura legislativa ordinaria, a diff di quella attuale, in 1
a
lettura, anche il P, e non
+ solo il Consiglio, adotter la sua posizione (e non pi un parere).
In tal modo P e Consiglio (cd co-legislatori) saranno veramente paritari.

E gli Stati contrari alla procedura legislativa ordinaria potranno, in alcuni settori (come in materia
penale), ottenere la sospensione della procedura e il deferimento del progetto al Consiglio , qd tale
progetto incida su aspetti fondamentali del proprio ordinamento (cd break down o sistema di frenata).
Il Consiglio potr decidere, per consenso, entro 4 mesi, di rinviare il progetto al Consiglio,
ponendo fine alla sospensione della procedura.




















28 *claudy*
PROCEDURE DEL 2 E 3 PILASTRO

In origine il 1 pilastro si distingueva dal 2 (PESC) e 3 pilastro (Cooperazione di polizia e
giudiziaria in materia penale) per luso del metodo comunitario.
Successivam i Tratt di Nizza e Amsterdam hanno in parte comunitarizzato anche il 2 e 3 pilastro.
Tuttavia permangono importanti differenze perch negli ultimi 2 pilastri:

presente il Consiglio e manca la CG;

il potere di iniziativa della Commis non esclusivo (bens condiviso con quello degli Stati); la
consultazione del P limitata (in ambito PESC, addirittura alle sole scelte fondamentali. Nel 3 pilastro
invece il P ha un ruolo maggiore, ma sempre minore che nel pilastro comunitario. Ebbene il P deve essere
sempre consultato, salvo qd il Consiglio adotta posizioni comuni. A diff del pilastro comunitario, nel 3 il P
esprime il suo parere entro un termine che il Consiglio pu fissare e che non pu essere inf a 3 mesi) e non
prevista la procedura di codecisione [invece nel 1 pilastro molto importante il ruolo di organi di
individui, come appunto Commis e P];

il Consiglio in genere delibera allunanimit [mentre nel 1 pilastro a maggioranza qualificata,
come vuole il metodo comunitario]. Per:

pu deliberare a maggioranza qualificata per adottare atti di 2 grado, in quanto attuativi di
precedenti atti approvati allunanimit.

Infatti in ambito PESC il Consiglio pu deliberare a maggioranza qualificata qd:
a) adotta azioni comuni, posizioni comuni o decisioni sulla base di una strategia comune.
In questo caso latto da attuare la strategia comune. Infatti il Consiglio non si limita a dettare gli
orientamenti generali della PESC, ma adotta, allunanimit, anche veri e propri atti giuridici: le strategie
comuni che fissano mezzi e obiettivi strategici dellUE.
A diff della PESC, nel 3 pilastro non viene riconosciuto un ruolo specifico al Consiglio ;
b) adotta decisioni di attuazione di un'azione comune o posizione comune.
Azione e posizione che vengono appunto adottate allunanimit dal Consiglio;
c) nomina un rappresentante speciale del Consiglio;
d) laccordo internazionale previsto per attuare unazione comune o una posizione comune;
e) (aggiunger Lisbona) adotta una decisione che definisce unazione o una posizione dellUE in base a
una proposta dellAlto Rappresentante (dellUE per gli affari esteri e la politica di sicurezza)
sollecitata dal Consiglio ;

Peraltro la, pur limitata, possibilit di decidere a maggioranza qualificata pu essere paralizzata grazie
alla clausola di salvaguardia che consente agli Stati contrari di bloccare una delibera a maggioranza
qualificata, invocando importanti motivi di politica nazionale.
In tal caso il Consiglio non potr adottare latto. Potr solo deferire la questione al Consiglio che, come
al solito, deliberer allunanimit;

Nel 3 pilastro il Consiglio delibera allunanimit qd adotta: posizioni comuni, decisioni-
quadro, decisioni e convenzioni tra gli Stati membri.
Mentre adotta a maggioranza qualificata solo le misure necessarie allattuazione delle decisioni.

Invece le misure di applicazione delle convenzioni tra gli Stati sono adottate in seno al
Consiglio a maggioranza di 2/3 della Parti contraenti.

in ambito PESC listituto dellastensione costruttiva (art 23 TUE), altro es di Europa a + velocit,
deroga al principio x cui le delibere del Consiglio obbligano tutti gli Stati membri, anche gli astenuti.
E cio gli Stati contrari alla proposta invece di votare contro, sono indotti a astenersi.
Cos, premesso che le astensioni non escludono lunanimit, la delibera del Consiglio sar valida, ma
latto non vincoler gli astenuti.
X latto non potr essere adottato se il n degli astenuti rilevante, e Lisbona preciser: se lastensione
costruttiva sar espressa da 1/3 degli Stati membri che totalizzano almeno 1/3 della pop dellUE.

29 *claudy*
COOPERAZIONE RAFFORZATA

Requisiti della cooperazione rafforzata

La cooperazione deve:
1) promuovere gli obiettivi dell'UE e della Comunit e a rafforzare la loro integrazione;
2) rispettare i trattati, il quadro istituzionale unico, l'acquis e gli Stati che non vi partecipano;
3) rimanere entro le competenze dell'UE o CE, purch non siano competenze esclusive della Comunit;
4) riunire almeno 8 Stati membri;
5) non pregiudicare il mercato interno;
6) lasciare impregiudicato il Protocollo sull'integrazione dell'acquis di Schengen;
7) essere aperta a tutti gli Stati membri;
8) essere solo lextrema ratio, se non possibile adottare un atto che vincoli tutti gli Stati membri.

Autorizzazione

La disciplina dell'autorizzazione all'instaurazione di una cooperazione rafforzata diverge da
pilastro a pilastro, dato il diverso ruolo delle istituzioni in essi.
Ebbene la richiesta dinstaurare una cooperazione avanzata dagli Stati:

x il pilastro PESC, al Consiglio che, raccolto il parere della Commis (il P solo informato), decide a
maggioranza qualificata. Ma uno Stato membro pu anche opporsi per importanti interessi nazionali (art 23).

x gli altri, prima alla Commis poi, se questa non formula proposte, al Consiglio da almeno 8 Stati
Il Consiglio consulta il P e poi decide.
Un membro del Consiglio pu chiedere che la questione sia sottoposta al Consiglio il quale cmq
non pu concedere lautorizzazione.
Il ricorso al Consiglio sospende il potere decisionale del Consiglio solo fino alla riunione del Consiglio

PROCEDURA PER LA CONCLUSIONE DEGLI ACCORDI INTERNAZIONALI

La procedura per negoziare e concludere accordi internazionali della Comunit con Stati terzi o
con altre organizzazioni internazionali disciplinata dall'art 300 TCE.

- Il negoziato viene svolto dalla Commis, preventivamente autorizzata dal Consiglio a
maggioranza qualificata (salvo i casi in cui lunanimit richiesta sul piano interno).
La Commis deve attenersi alle direttive del Consiglio.
Firma, conclusione e sospensione dell'accordo sono decise dal Consiglio.
Non precisato il tipo di atto necessario per la conclusione. In genere sono decisioni o regolamenti.

- Il P sempre consultato dal Consiglio, ad eccez degli accordi commerciali.
Il parere meramente consultivo, ma assume carattere di parere conforme per gli accordi:
a) di associazione;
b) che organizzano procedure di cooperazione;
c) che hanno ripercussioni finanziarie considerevoli sulla Comunit;
d) che modificano un atto adottato con la procedura di codecisione.

- Il P, il Consiglio, la Commissione o uno Stato membro possono domandare il parere della CG
sulla compatibilit di un accordo previsto con il TCE.

Anche lUE pu concludere accordi internazionali, qd ci sia necessario per attuare il Tit V o VI.
E alla presidenza del Consiglio spetta un ruolo centrale.

Lisbona introdurr nuove regole per gli accordi PESC:
lAlto rappresentante avr un ruolo centrale;
il Consiglio deliberer sempre allunanimit e sz che il P sia consultato.

30 *claudy*
ORDINAMENTO DELLUE

CONSIDERAZIONI GENERALI

Lordinamento comunitario un ordinamento autonomo rispetto sia allordinamento
internazionale, sia agli ordinamenti interni degli Stati membri.

Nella sent Costa c. ENEL un giudice chiede alla CG se la legge di nazionalizzazione dellenergia
elettrica sia compatibile con il TCE.
Il Governo italiano si difende: Il giudice nazionale cmq tenuto a applicare la propria legge,
anche se in contrasto con il TCE!.
X la CG il Governo ha torto e precisa che:
1) i giudici nazionali sono tenuti a osservare il diritto comunitario;
2) efficacia diretta: lapplicazione del diritto comunitario allinterno degli Stati membri non
subordinata alladozione di misure interne nazionali di adattamento;
3) primato: lapplicazione del diritto comunitario non ostacolata da provvedimenti statali
preesistenti o nuovi contrari al diritto comunitario.

Invece il diritto dellUE (in particolare le disposizioni relative ai 2 pilastri non comunitari) non
stato ancora definito dalla CG come un ordinamento autonomo perch:
1) fuori dal pilastro comunitario, la CG ha poche competenze e quindi occasioni di pronunciarsi;
2) il 2 e 3 pilastro mantengono caratteristiche intergovernative e quindi sono inquadrabili pi
nellordinamento internazionale che comunitario.

Ma Lisbona far considerare un ordinamento autonomo anche il diritto dellUE perch sopprimer:
1) la struttura a pilastri;
2) la CE come ente autonomo rispetto allUE.

FONTI DI PRODUZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO

Fonti di diritto primario sono il TCE, i Protocolli allegati al TCE e le altre fonti cui il TCE
riconosce pari natura.
Le fonti intermedie (che prevalgono sul diritto secondario) comprendono: principi generali
del diritto (comprensivi dei principi sulla tutela dei diritti fondamentali delluomo), norme di diritto
internazionale generale, accordi internazionali.
Fonti di diritto secondario o derivato sono gli atti (regolamenti, direttive e decisioni) che le
istituzioni adottano in virt del TCE.
Manca una gerarchia fissa tra tali atti. Di conseguenza una direttiva potrebbe abrogare un
regolamento o una decisione potrebbe derogare a una direttiva.
Per:

1) spesso il TCE specifica, materia per materia, il tipo di atto che pu essere adottato, evitando
cos conflitti tra atti;

2) sicuramente gli atti di 2 grado devono rispettare gli atti di 1.
A meno che latto di 1 non consenta al 2 di modificare i propri profili, purch non essenziali.
Quindi, visto che gli atti della Commis sono atti di 2 perch preceduti da un delega del Consiglio
(solo o con il P), devono rispettare latto che conferisce la delega.
In una caso recente la CG ha appunto annullato una decisione della Commis che approvava un
progetto sulla sicurezza delle frontiere delle Filippine, in quanto la decisione, mirando alla lotta al
terrorismo, superava i limiti del reg del Consiglio che le conferiva la delega riguardante la sola
cooperazione economica;

31 *claudy*
3) gli atti di diritto derivato si distinguono anche in base alle istituzioni che li adottano.
Infatti reg/dir/dec possono essere adottati dal P congiuntamente con il Consiglio, dal Consiglio o
dalla Commissione (oltre che dalla BCE).
Ma poich manca una regola che stabilisca la prevalenza degli atti adottati da istituzioni diversi,
l'eventuale conflitto andr risolto annullando latto che fondato su una base giuridica errata.


FONTI DI DIRITTO PRIMARIO: IL TCE

Dichiarazioni

Nella prassi le Conferenze inter-governative, convocate x approvare i trattati di revisione del TCE o
TUE, allegano all'atto finale alcune Dichiarazioni:
che hanno ad oggetto 1 o + disposizioni del Tratt;
che possono essere Dich di tutti (cd Dich della Conferenza) o solo di 1 o + Stati membri;
che possono, soprattutto le Dich di tutti, essere usate x interpretare le disposiz a cui si
riferiscono, ma non vincolano linterprete (come la CG), n hanno la natura giudica di tali disposiz.


Natura giuridica del TCE

Si discute se il TCE sia un trattato internazionale o una carta costituzionale.
Ebbene oggi il TCE una figura in corso di trasformazione.
Nato come semplice trattato internazionale, col tempo si avvicinato a una costituzione statale, pur
in assenza di uno Stato europeo di cui rappresenti la carta fondamentale.

A sostegno del trattato internazionale si potrebbe sottolineare che il TCE e successivi trattati di
revisione sono stati conclusi secondo il procedimento del tipico trattato internazionale che
costituisce unorganizzazione internazionale.
Quindi la Comunit sarebbe solo unorganizzazione internazionale tra Stati che manterrebbero la
loro sovranit (delegandone il solo esercizio agli organi comunitari) e rimarrebbero i padroni del
Trattato.
Infatti il potere di revisione richiede lapprovazione unanime degli Stati membri.

Argomenti a sostegno della carta costituzionale:
era stato proposto il termine Costituzione per il Tratt che adotta una Cost per lEuropa.
Per Lisbona ha decostituzionalizzato la riforma.
il TCE definisce la struttura istituzionale della Comunit, le procedure per ladozione degli atti di
diritto derivato e le loro caratteristiche;
il TCE non pu essere ridotto a un semplice trattato internazionale perch:
- la CE non una semplice organizzazione internazionale date le sue ampie competenze e
lirreversibilit, almeno di fatto se non de iure, dellesperienza comunitaria;
- e riconosce come soggetti non solo gli Stati membri, ma anche i cittadini degli Stati.

Nella sent Van Gend & Loos un giudice olandese chiede se un art del TCE (che vietava agli Stati di
aumentare i dazi esistenti al momento dellentrata in vigore del TCE) possa essere invocato da
unimpresa di import-export che lamentava lapplicazione nei suoi confronti di un dazio maggiorato
La CG risponde s, precisando che il TCE si distingue dai trattati internazionali tradizionali perch:
1) limita la sovranit degli Stati membri, sia pure in settori limitati;
2) non si limita a porre obblighi a carico di soggetti di diritto internazionale (come gli Stati),
regolando anche i rapporti tra i soggetti degli ordinamenti interni degli Stati.

32 *claudy*
Interpretazione

La CG considera e interpreta il TCE come una costituzione: "Il TCE, bench concluso in forma di
accordo internazionale, la carta costituzionale di una comunit di diritto!".
E quindi usa criteri interpretativi diversi da quelli utilizzati per i trattati internazionali:

usa con grande libert, pi che il criterio letterale, criteri contestuali e teleologici.
X es sono oggetto di interpretazione:
- estensiva le norme del Tratt sulla libert di circolazione e le norme che definiscono le competenze della CE
- restrittiva le norme che consentono agli Stati di adottare provvedimenti che derogano alle regole generali.
Invece i giudici internazionali ritengono che le limitazioni della sovranit degli Stati non si presumono.

Es di interpretazione restrittiva la sent Deutsche Grammophon.
Un fabbricante di dischi si oppone allimportazione in Germania di dischi da lui stesso venduti in
altro Stato, invocando:
* il proprio diritto esclusivo di distribuzione in Germania;
* e lart 30 TCE che permette agli Stati di mantenere, in deroga allart 28,
divieti allimportazione x tutelare la propriet industriale e commerciale.
Ma la CG risponde negativamente perch lart 30 ammette deroghe allart 28 solo se
indispensabili per tutelare i diritti di propriet;

usa il criterio dell'effetto utile per cui, tra le varie interpretazioni possibili, preferisce quella che
riconosce alla norma la maggiore effettivit possibile.
La CG ricorsa al criterio delleffetto utile per giustificare laffermazione di principi
giurisprudenziali o per riconoscere l'efficacia diretta delle direttive.

X es nella sent Ratti un produttore di vernici invoca, a giustificazione della inosservanza della
normativa nazionale, il fatto che tale normativa non conforme a una direttiva.
La CG accoglie listanza del produttore:Se le autorit comunitarie hanno, con direttiva, imposto
agli Stati un certo comportamento, leffetto utile dellatto sarebbe attenuato se gli amministrati
non potessero valersene in giudizio e i giudici nazionali prenderlo in considerazione.


Procedura ordinaria di revisione

Il TCE (o il TUE) pu essere modificato ricorrendo alla procedura di revisione ex art 48 TUE.
La procedura di revisione (come quella di adesione) si suddivide in due fasi:

1
a
) fase preparatoria: interna all'apparato istituzionale.
- Uno Stato membro o la Commis presentano al Consiglio un progetto di revisione.
- Sul progetto il Consiglio chiamato ad esprimere parere favorevole, previa consultazione del
P, se del caso (cio se liniziativa provenga da uno Stato) della Commis e, se sono proposte
modifiche nel settore monetario, della BCE.
- Espresso, il Consiglio, parere favorevole, il Presidente del Consiglio convoca una conferenza di
rappresentanti degli Stati membri (CIG), per deliberare sulle eventuali modifiche

2
a
) fase deliberativa: esterna e affidata agli Stati membri.
Le modifiche ai Trattati devono essere approvate all'unanimit.
Il trattato in cui sono recepite le modifiche entra in vigore dopo essere stato ratificato da tutti gli
Stati membri nelle forme previste dalle rispettive costituzioni.


33 *claudy*
Il requisito dellapprovazione unanime sar mantenuto anche da Lisbona che x consentir al
Consiglio di far entrare in vigore un trattato di revisione nonostante la mancata ratifica di alcuni Stati.
Infatti il paragrafo 5 dellart 48 preveder: Se dopo 2 anni dalla firma di un trattato che modifica i
trattati, i 4/5 degli Stati membri abbiano ratificato detto trattato e 1 o + Stati incontrino difficolt
nelle procedure di ratifica, la questione deferita al Consiglio .

La prassi ha originato una procedura diversa da quanto previsto dall'art 48.
Anzitutto in realt le istituzioni giocano un ruolo attivo durante tutto il corso della procedura:
- il P tenuto informato ed esprime un parere sul testo finale adottato dalla CIG;
- il Consiglio deve approvare il testo finale prima che sia sottoposto alla firma dei
rappresentanti degli Stati membri.

Lisbona modificher la procedura di revisione perch preveder la convocazione di una
Convenzione composta in maniera analoga alla Convenzione sul futuro dellEuropa, in modo tale
da rendere la procedura di revisione meno intergovernativa e pi trasparente e democratica.

Lart 48 non pone limiti al potere di revisione. Ma ci sono limiti intrinseci:
1) non sono ammesse modifiche che pregiudichino il sistema giurisdizionale previsto dal TCE,
restringendo la funzione giurisdizionale della CG;
2) non sono modificabili le norme sulla libert di circolazione e sulla concorrenza e quelle che
sono espressione di principi generali del diritto comunitario.

e procedure semplificate

Accanto alla procedura di revisione che ha portata generale, potendo modificare qualsiasi
disposizione dei Trattati (tranne i limiti visti), ci sono procedure semplificate di revisione che
sono invece applicabili solo per modificare specifici artt.
Per queste l'elaborazione e approvazione del testo delle modifiche riservata al Consiglio o,
talvolta, al Consiglio . Il testo entra in vigore solo dopo la ratifica di tutti i Parlamenti nazionali.
X es lart 22 TCE autorizza il Consiglio con deliberazione allunanimit, su proposta della Commis
e previa consultazione del P, ad adottare disposizioni intese a completare i diritti spettanti ai
cittadini dellUE in base agli artt. da 18 a 21 TCE.

Anche Lisbona introdurr 2 procedure di revisione semplificate che consentiranno di estendere ad
altri campi il voto a maggioranza qualificata e la procedura legislativa ordinaria.
Non richieder la ratifica da parte dei Parlamenti nazionali che per entro 6 mesi possono notificare
la propria opposizione e impedire cos lentrata in vigore della revisione.

E possibile modificare i Trattati al di fuori della procedura di revisione o delle altre
procedure previste a questo scopo?

S, se si considerasse il TCE come un semplice trattato internazionale, perch il diritto internazionale
consente agli Stati contraenti di modificare un trattato sz seguire la procedura prevista a tal fine, purch siano
daccordo tutti gli Stati contraenti.

No, vista la natura costituzionale del TCE.

Xtanto le modifiche introdotte sz rispettare la proced ex art 48 nn hanno natura giuridica, ma al max politica.
X es che il Compromesso di Lussemburgo non fosse un trattato di revisione, ma solo un accordo politico,
confermato dal fatto che il suo abbandono non ha richiesto una formale abrogazione.

Inoltre la CG non consente nemmeno che il TCE possa essere modificato da una prassi difforme degli Stati
membri o delle istituzioni.
In altri termini non ci si pu appellare al fatto che una norma del TCE non stata osservata in alcuni Stati.

34 *claudy*
Procedura di adesione

Anche la procedura di adesione all'UE (art 49 TUE) da parte di nuovi Stati consente di modificare i Tratt.
Ebbene pu presentare domanda di adesione all'UE:
a) condizione geografica: ogni Stato europeo;
b) condizione politica: che rispetti i principi sanciti dall'articolo 6 (principi di libert, democrazia,
rispetto dei diritti delluomo e delle libert fondamentali e dello stato di diritto.

Nella 1
a
fase della procedura di adesione il Consiglio (all'unanimit) e il P (che deve accordare
il proprio parere conforme) decidono se approvare la domanda di adesione.
Nella 2
a
fase viene concluso tra gli Stati membri e lo Stato candidato un trattato di adesione,
ratificato da tutti gli Stati contraenti.
Tale trattato stabilisce le condizioni x lammissione e gli adattamenti da apportare ai Trattati.
Beninteso, adattamenti, e non vere e proprie modifiche, come lampliamento della composizione
degli organi per assicurare la rappresentanza del nuovo Stato membro.

Anche nel caso della procedura di adesione la prassi ha originato una procedura diversa da quanto
previsto dall'art 49.

In particolare, le 2 fasi sono contemporanee: la decisione di ammissione e il trattato di adesione
portano la stessa data.

Negli ultimi 2 allargamenti (lingresso nel 04 di 10 nuovi Stati e nel 07 di Romania e Bulgaria)
si affermata una fase preliminare, cd negoziati di pre-adesione, in cui lo Stato candidato deve
dimostrare di rispondere ad alcuni criteri economici, politici e relativi allacquis comunitario (in
particolare questultimo richiede la capacit di assumersi gli obblighi di tale appartenenza, come
ladesione allUEM).
Solo se la Commissione attesta tali requisiti, il Consiglio autorizza l'apertura dei veri e propri
negoziati di adesione.

Lisbona introdurr la possibilit di recesso unilaterale dall'UE.
Lo Stato notifica la sua intenzione di ritirarsi al Consiglio .
In seguito conclude con lUE un accordo che definisce le modalit di recesso.
Ma decorsi 2 anni dalla notifica dellintenzione, il recesso avr luogo anche sz tale accordo.








PRINCIPI GENERALI DEL DIRITTO

I principi generali del diritto svolgono un ruolo + importante negli ordinamenti - sviluppati perch
servono a colmarne le lacune. Ci sono diversi tipi di principi generali.

1) Principi comunitari del diritto comunitario

Una 1
a
categoria costituita dai principi generali del diritto comunitario che sono espressi in
determinate norme, imperative e inderogabili, del TCE.


35 *claudy*
Principio di non discriminazione

a) Il 1 il principio di non discriminazione:
lart 12 TCE vieta le discriminazioni legate alla nazionalit (divieto ribadito nelle norme
relative alle libert di circolazione);
lart 13 TCE vieta le discriminazioni fondate su sesso, razza, religione, convinzioni
personali, handicap, et o tendenze sessuali.

Secondo la CG le disposizioni citate sono specifiche applicazioni del principio generale di non
discriminazione e vanno pertanto interpretate in maniera ampia:
alle discriminazioni dirette sono state assimilate le discriminazioni indirette;
rientrano nel campo d'applicazione del principio di non discriminazione anche fattispecie
rientranti nel campo dapplicazione del Trattato solo marginalmente (in quanto sarebbero
riservate alla competenza degli Stati membri);
infine il principio di non discriminazione ha valore autonomo nel senso che si pu applicare
a ipotesi non espressamente contemplate dalle norme richiamate.

X es nella sent Mangold la legge tedesca era stata modificata x favorire la conclusione di contratti
di lavoro a tempo determinato con lavoratori anziani. Abbassando a 52 anni la soglia di et che
consentiva di concludere contratti a tempo determinato sz particolari restrizioni.
E grazie a tale legislazione il sig. Mangold assunto.
Poi x chiede che il termine finale del contratto sia annullato xch la legge tedesca contraria
a una direttiva comunitaria che stabilisce la parit di trattamento in materia di occupazione.
E infatti la CG giudica la disciplina tedesca un mezzo sproporzionato per favorire lassunzione
dei lavoratori anziani.
La Germania obietta per che il termine per lattuazione della direttiva non era ancora scaduto.
Ma secondo la CG tale circostanza non conta perch il principio di non discriminazione in
ragione dellet, essendo un principio generale del diritto comunitario, preesiste alla direttiva.

X la CG invece non rientrano nel campo d'applicazione del principio di non discriminazione, le
discriminazioni alla rovescia che quindi devono essere risolte dal diritto interno.
Magari dichiarandone lincostituzionalit x violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge.
Tali situazioni si creano qd norme di uno Stato membro prevedono per i propri cittadini un
trattamento deteriore rispetto a quello riservato ai cittadini di altri Stati membri.
Spesso tali situazioni nascono a causa dellimpatto del diritto comunitario sulle norme interne.
X es se il diritto comunitario impone la disapplicazione di una norma interna in quanto limitativa
della libera circolazione dei lavoratori, ma consente che la stessa norma interna continui ad
applicarsi a situazioni puramente interne, chiaro che avvantaggia solo quei soggetti che fruiscono
o hanno fruito in passato della libert di circolazione.


Altri principi generali del diritto comunitario sono:

b) il principio di libera circolazione e il principio della tutela giurisdizionale effettiva,
c) ma anche i principi previsti dall'art 5 TCE e cio il principio della competenza di attribuzione,
il principio di sussidiariet, il principio di proporzionalit.
Per questi ultimi sono detti "generali" solo perch importanti e inderogabili, ma non possono
essere applicati in contesti diversi da quelli previsti dallart 5 (ripartizione delle competenze tra la
Comunit e gli Stati membri e condizioni di esercizio delle competenze comunitarie).
Semmai, possibile considerarli come specifiche applicazioni di principi pi generali (x es il
principio di attribuzione rientra nel principio di legalit).

36 *claudy*
2) Principi generali del diritto comuni agli Stati

La 2
a
categoria data dai principi generali del diritto comuni agli ordinamenti degli Stati membri.
Principi desunti non dal diritto comunitario, ma dall'esame parallelo dei vari ordinamenti nazionali.
Vengono utilizzati soprattutto x verificare la legittimit del comportamento delle istituzioni o degli
Stati membri in relazione alla posizione dei singoli.

Lart 288 TCE si riferisce a tali principi: Circa la responsabilit extracontrattuale, la CE deve
risarcire, conformemente ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, i danni cagionati
dalle sue istituzioni o agenti nell'esercizio delle loro funzioni.

Alcuni di questi principi sono propri dello Stato di diritto:
il principio di legalit: ogni potere esercitato dalle istituzioni deve fondarsi su una norma del TCE;
il principio della certezza del diritto: chi deve rispettare una norma giuridica deve essere
messo in condizione di conoscerla;
il principio del legittimo affidamento, che pu essere invocato in caso di modifica normativa
improvvisa e imprevedibile da parte degli operatori giuridici, non giustificata da ragioni
imperative di interesse generale;
il principio del contraddittorio: lautorit, prima di assumere un provvedimento sfavorevole a
carico di un singolo, deve consentirgli di far valere il proprio punto di vista;
il principio di proporzionalit: gli interventi della pubblica autorit limitativi della libert o dei
diritti dei singoli, per essere legittimi,
a) devono essere idonei a raggiungere l'obiettivo di interesse pubblico perseguito e
b) devono essere necessari a questo fine, evitando di imporre ai privati sacrifici superflui.

Nella sent Man (Sugar) la CG ha accertato che un regolamento della Commissione violava la
proporzionalit perch sanzionava con lo stesso rigore (cio con la perdita della cauzione)
linosservanza sia dellobbligo principale, il cui adempimento necessario per raggiungere lo
scopo perseguito (effettuare lesportazione entro 5 mesi), sia di un obbligo di importanza
secondaria, solo amministrativa (chiedere il titolo di esportazione entro 4 gg).


I principi attinenti alla protezione dei diritti fondamentali

Tra i principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati membri sono ricompresi i principi
attinenti alla protezione dei diritti fondamentali dell'uomo.
In origine, il Trattato non proteggeva in nessun modo i singoli.

Soluzione ita e tedesca

Allora le Corti cost ita e tedesca in due pronunce del 73 (Frontini) e 74 (Solange che tradotto in
ita significa sintanto) partono dal presupposto che le norme cost che hanno permesso a Ita e
Germania di aderire alla CE, non consentono di derogare alle altre norme cost che proteggono i
diritti fondamentali della persona umana.
Quindi se un atto comunitario in contrasto con i diritti fondamentali protetti dalla Cost ita o
tedesca, non pu trovare applicazione nellordinamento interno.

In Italia perch possibile dichiarare lincostituzionalit della legge recante lautorizzazione
alla ratifica e lordine di esecuzione del Trattato, nella misura in cui tale legge permette lingresso
nellordinamento italiano di un atto comunitario lesivo dei principi fondamentali dellordinamento o
dei diritti fondamentali della persona umana.
La Corte ita, a diff di quella tedesca, esclude di poter operare un proprio controllo diretto sullatto
comunitario, in quanto non rientra nelle sue competenze ex art 134 Cost ita.

37 *claudy*
Cmq la Corte Tedesca sottolinea il carattere provvisorio di questo controllo diretto (cio
sintanto che il diritto comunitario non si doti di un catalogo dei diritti fondamentali) e impone al
giudice che voglia rimettere una questione di costituzionalit relativa a un atto comunitario, di
richiederne preventivamente linterpretazione da parte della CG.

La soluzione ita e tedesca, anche se ragionevole, mina il carattere unitario del diritto comunitario
(perch latto comunitario non troverebbe pi applicazione nellordinamento ita o tedesco, ma negli
altri Stati membri s) e evidenzia una grave lacuna dell'ordinamento comunitario.


Soluzione comunitaria

Sul fronte comunitario, si cerca di porre rimedio a questa situazione in 2 modi:

1) le istituzioni politiche della CE manifestano solennemente la loro adesione ai diritti fondamentali.
Basti pensare alla Dich comune adottata a Lussemburgo nel 77 che per priva di valore giuridico

2) la CG recupera in via giurisprudenziale una forma comunitaria di tutela dei diritti
fondamentali affermando che:
a) la validit di un atto di un'istituzione pu essere vagliata unicamente alla luce del diritto
comunitario, e non alla luce di norme nazionali, bench di rango costituzionale;
b) i diritti fondamentali vanno tutelati dalla CG in quanto rientrano nei principi generali del
diritto comunitario (come ha ribadito anche nella sent Nold in cui limpresa Nold contesta una
nuova disciplina introdotta dalla Commis che le impedisce di continuare a rifornirsi direttamente
di carbone e quindi di sopravvivere perch ne compromette la redditivit.
Quindi lede i suoi 2 diritti tutelati dalla Cost tedesca, di propriet e al libero espletamento
dellattivit commerciale).

E la CG x definire il contenuto dei diritti fondamentali e la loro tutela, utilizza, quale fonti di ispirazione:
le tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri
e i trattati internazionali in materia di tutela dei diritti dell'uomo.


Cedu

In quanto mere fonti di ispirazione non vincolano la CGneppure la CEDU (Convenzione Europea
per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali) firmata a Roma nel 50!
E non vincolante per la Comunit, perch la Comunit stessa non parte contraente.
Perch, secondo la CG, nessuna disposizione del TCE le attribuisce la competenza per concludere
un accordo in materia di diritti delluomo.
Lart 6 TUE, come modificato dal Lisbona, superer la posizione assunta dalla CG, conferendo
espressamente all'UE la competenza ad aderire alla CEDU.

Nella sent Hauer x la 1
a
volta la CG si riferisce alla CEDU per verificare se un atto comunitario
contrario a un diritto fondamentale.
Una proprietaria di un terreno agricolo contesta un regolamento del Consiglio che vietava
limpianto di nuovi vigneti, in quanto lesivo del proprio diritto di propriet.
Ma la CG, alla luce della CEDU, ritiene che il regolamento:
giustificato da obiettivi di interesse generale della Comunit perch mira a evitare la
sovrapproduzione di vino;
e non costituisce nemmeno un intervento sproporzionato visto che il divieto di impianto di
nuovi vigneti era temporaneo.


38 *claudy*
Carta dei diritti fondamentali dellUE

Per ovviare allimprevedibilit dei risultati cui la CG perviene nellindividuare i diritti
fondamentali, il Consiglio di Colonia decide di elaborare un testo scritto, la Carta dei diritti
fondamentali dell'UE.
Carta proclamata nel 2000 e redatta da una Convenzione composta da: 30 parlamentari nazionali,
16 parlamentari europei, 15 rappresentanti dei Capi di Stato e 1 membro della Commis.
Carta che ha carattere, non normativo, perch non crea nuovi diritti, ma solo documentale perch
riassume in un unico documento diritti ricavabili aliunde.

Clausola di compatibilit e di equivalenza

Per la Carta non si limita a trascrivere le disposizioni della CEDU e delle altre fonti dispirazione,
in quanto le rielabora con molta libert.
Pertanto in caso di non coincidenza, gli artt 53 e 52 della Carta prevedono la clausola, rispettiv:
1) di compatibilit nessuna disposizione della Carta deve essere interpretata come lesiva o
limitativa dei diritti delluomo riconosciuti dal diritto comunitario o internazionale, dalle Cost
nazionali o dalle convenzioni internazionali (tra cui la CEDU).
Quindi la Carta non impedisce lapplicazione della CEDU o degli altri strumenti richiamati, qd
questi prevedono una tutela pi ampia di quella garantita dalla Carta;
3) e di equivalenza per cui il livello di protezione assicurato dalla Carta a diritti che sono tutelati
anche dalla CEDU deve essere almeno equivalente a quello garantito dalla CEDU.
Salva la possibilit che il diritto dellUE preveda una protezione pi estesa.

Uno strumento interpretativo e non vincolante

Anche se la Carta non unautonoma fonte del diritto, cmq uno strumento interpretativo
privilegiato per ricostruire la portata dei diritti fondamentali e infatti il giudice comunitario evoca
spesso i suoi artt.

Per se la Carta richiamata nel preambolo dellatto della cui legittimit di discute, la Carta
assumere carattere vincolante in virt dell'intenzione espressa nel preambolo di volerla rispettare.

La Convenzione sul Futuro dellEuropa poteva scegliere di:
1) incorporare integralmente la Carta nel nuovo Trattato o in un protocollo allegato al Trattato,
2) o limitarsi richiamarla.
Inizialmente prevalsa la 1
a
soluzione perch la Cost riproduceva integralmente il testo della Carta.
Ma Lisbona la sostituir con la 2
a
soluzione perch il nuovo art 6 stabilir: LUE riconosce i diritti
sanciti nella Carta del diritti fondamentali dellUE che ha lo stesso valore giuridico dei trattati.

La soluzione data dalla CG non ha soddisfatto del tutto le Corti cost italiane e tedesche.
Che quindi nn hanno rinunciato allautonomo controllo sul rispetto di tali diritti da parte delle istituzioni.
In particolare la Corte tedesca nella sent Solange I I ha ritenuto che finch la CE garantisca una
protezione dei diritti fondamentali di pari livello a quella tedesca, la Corte tedesca non eserciter pi
la sua competenza relativamente allapplicazione del diritto comunitario derivato.







39 *claudy*
Responsabilit degli Stati membri di fronte agli organi della CEDU

La mancata adesione formale della CE alla CEDU solleva il problema della
- responsabilit degli Stati membri di fronte agli organi della CEDU
- in conseguenza di attivit delle istituzioni comunitarie o attivit poste in essere dagli Stati
membri in esecuzione di norme comunitarie.

Il problema stato affrontato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo in varie pronunce.
Nella sent del 2005 Bosphorus la Corte afferma:
Gli Stati membri che abbiano trasferito a un'organizzazione sopranazionale come la CE alcuni
poteri sovrani non sono cmq sottratti all'obbligo di rispettare i diritti tutelati dalla CEDU.
Per il controllo della Corte non ammesso su ogni attivit intrapresa da uno Stato in attuazione
degli obblighi derivanti dalla sua appartenenza a tale organizzazione.
Perch nei casi in cui gli Stati membri:
a) si limitano ad attuare atti della CE e quindi manca ogni discrezionalit in capo agli Stati
membri, lintervento della Corte non necessario perch si presume, salva prova contraria, che la
CE tuteli i diritti fondamentali in maniera almeno equivalente a quella della CEDU;
b) godono di un margine di discrezionalit nel dare attuazione agli obblighi CE, lintervento della
Corte necessario perch lo Stato pienamente responsabile nei confronti della CEDU.

Bosphorus

La sent Bosphorus riguarda una societ turca che ha affittato un aereo iugoslavo.
In occasione di uno scalo a Dublino, lIrlanda sequestra laereo in attuazione di un regolamento che
attua una risoluzione ONU che istituisce sanzioni economiche a carico della Jugoslavia.
- Bosphorus lamenta la violazione da parte dellIrlanda del diritto di propriet protetto dallart 1 di
un Protocollo della CEDU.
- Allora la Suprema Corte irlandese chiede alla CG una pronuncia pregiudiziale sulla validit del
regolamento e sulla sufficienza della tutela offerta dal sistema comunitario.
- E la CG nella sent Bosphorus conferma la validit del regolamento e afferma che latto
comunitario non viola diritti fondamentali.
- Di conseguenza la Suprema Corte irlandese respinge le domande di dissequestro e risarcimento
proposte da Bosphorus.
- Bosphorus allora ricorre contro lIrlanda innanzi alla Corte europea che per respinge il ricorso
perch il caso di specie rientra tra i casi a).

Matthews

Invece, come emerge dalla sent Matthews,
- qd la violazione dei diritti garantiti dalla CEDU
- deriva direttamente dalle norme contenute in un atto avente la stessa natura del TCE, e non da
un atto di diritto derivato,
- gli Stati membri poxono exere chiamati a rispondere delle violazioni dei diritti garantiti dalla CEDU
- sz considerare se gli Stati dispongano o no di un margine di discrezionalit nellapplicarle.

La sign.ra Matthews, residente a Gibilterra, lamenta giustamente che il Regno Unito, avendo negato
ai cittadini di Gibilterra il diritto a partecipare alle elezioni europee, ha violato lart 3 del Protocollo
1 della CEDU che impone agli Stati di consentire al popolo di scegliere il P.
N il RU pu invocare, a sua discolpa, che il suo comportamento, non dipendeva da unautonoma
scelta del RU, essendogli imposto da una norma comunitaria avente la stessa natura di un trattato.
E cio da un Allegato allAtto del 1976 relativo alle elezioni, che prescrive Il RU applicher le
disposizioni di questo atto solo nei confronti del RU.

40 *claudy*
Funzione dei principi generali del diritto

In generale i principi generali del diritto hanno una funzione strumentale: influiscono
sull'applicazione di norme materiali derivanti da altre fonti.
Pi in particolare operano come:

1) criteri interpretativi delle altre fonti del diritto comunitario.
X es le norme di un trattato devono essere interpretate alla luce dei principi generali.
L'interprete in caso di + interpretazioni possibili, dovr scegliere quella + coerente con i principi generali;

2) parametro di legittimit per gli atti delle istituzioni che possono essere annullati o dichiarati
invalidi per violazione dei principi generali.
Infatti i principi generali del diritto vincolano non solo gli Stati membri, ma anche le istituzioni.

3) parametro di legittimit per quei comportamenti degli Stati membri che sono prescritti o
autorizzati da una norma comunitaria.
Quindi perch ad uno Stato membro possa essere contestata la violazione di un principio generale
del diritto comunitario, necessario che sussista un collegamento tra il comportamento dello
Stato membro e il diritto comunitario.
In altri termini occorre che lo Stato membro abbia agito per attuare il diritto dellUE o che il
comportamento contestato venga assunto in un settore rientrante nella competenza comunitaria.
In mancanza di ci, la CG non pu controllare l'osservanza di tali principi.

X es nella sent Grogan unassociazione studentesca che pubblicizza cliniche britanniche dove
vengono eseguite pratiche di aborto, lamenta che la legislazione irlandese, vietando di
pubblicizzare le pratiche di aborto, ostacola la libera prestazione di servizi (art 49 TCE) e viola la
libert di espressione e di informazione (art 10 CEDU).
Ma la Corte rifiuta di passare allesame dellart 10 perch ritiene che la normativa irlandese non
rientra nel campo dapplicazione del diritto comunitario, insomma non soggetta allart 49.

Cmq anche i comportamenti degli Stati membri confliggenti con i diritti dell'uomo, anche se privi di
collegamento con il campo d'applicazione del Trattato, possono essere oggetto della procedura di
controllo e sanzione prevista dall'art 7 TUE, nel caso di "rischio di violazione grave" o di
"violazione grave persistente" dei principi di cui all'art 6 TUE.
Le sanzioni possono consistere nella sospensione di alcuni diritti derivanti allo Stato membro dal
Trattato, come il diritto di voto del rappresentante di tale Stato in seno al Consiglio.

In genere i diritti fondamentali, intesi come principi generali del diritto comunitario, vengono
invocati dai singoli x opporsi a provvedimenti assunti dagli Stati membri in violazione di tali diritti.
Per possono anche essere invocati dagli Stati per giustificare i propri provvedimenti.
Come nel caso Omega che gestisce a Bonn un gioco a base di raggi laser che simula luccisione del nemico
Ma le autorit locali vietano luso del gioco perch lo considerano contrario allordine pubblico.
Omega impugna il provvedimento perch limita il suo diritto alla libera prestazione dei servizi.
Ma la Corte ammette che uno Stato membro possa giustificare un provvedimento limitativo della
libera prestazione dei servizi al fine di tutelare un diritto fondamentale previsto dalla propria Cost e
condiviso dallordinamento comunitario (la dignit umana).








41 *claudy*
DIRITTO INTERNAZIONALE GENERALE E ACCORDI INTERNAZIONALI

La Comunit un soggetto di diritto internaz autonomo rispetto agli Stati che ne sono membri.
A diff della Comunit, invece incerto se lUnione abbia personalit giuridica o rappresenti solo un
organo comune degli Stati membri per il 2 e 3 pilastro, visto il loro carattere intergovernativo.
Ma Lisbona attribuir espressamente allUE personalit giuridica.

In quanto soggetto di diritto internazionale la Comunit:
pu concludere accordi internaz con Stati terzi o con altre organizzazioni internazionali (cd
competenza esterna);
essere membro di unorganizzazione internaz;
deve rispettare il diritto internaz generale, altrimenti commette un illecito internazionale. E lo
Stato terzo i cui interessi siano stati lesi dal comportamento della Comunit potrebbe chiedere una
riparazione o adottare delle contromisure.
Attenzione, le norme di diritto internaz generale vincolano la CE solo verso soggetti terzi.
Invece gli Stati membri non possono invocare tali principi nei loro rapporti reciproci, qd agiscono
nel campo d'applicazione del Trattato.
Perch per gli Stati membri il Trattato costituisce una lex specialis che prevale sul diritto generale.

X es uno Stato membro non pu invocare la violazione di una norma del TCE da parte di un altro
Stato membro per giustificare, a sua volta, la violazione dello stesso o di altri obblighi comunitari.
Cio non pu invocare il principio inadimplenti non est adimplendum di cui allart 60 Conv di Vienna.
Come la Francia che, a torto, aveva adottato provvedimenti restrittivi contro le importazioni
britanniche di carni ovine, come contromisura a pretese violazioni britanniche di alcune regole.

- Le norme di diritto internaz generale applicabili alla Comunit fanno parte dell'ordinamento
giuridico comunitario.
- Esse, come i principi generali del diritto, sono utilizzate per l'interpretazione delle norme
comunitarie e costituiscono un parametro per verificare la legittimit degli atti di diritto derivato.
- Quindi possono essere invocate dai soggetti degli ordinamenti interni e debbono essere utilizzate
dai giudici degli Stati membri qd giudicano su controversie che coinvolgono norme comunitarie.

La Corte utilizza il diritto internaz generale a fini interpretativi nella sent Van Duyn.
Alla sign Van Duyn, olandese, impedito lingresso nel Regno Unito perch appartiene alla Chiesa
di Scientologia, considerata pericolosa dal RU.
- X il RU tale provvedimento limitativo della libera circolazione giustificato da motivi di ordine pubblico
- E opposto che lappartenenza a Scientologia non vietata ai cittadini britannici e che pertanto tale
divieto di ingresso discriminatorio.
- La Corte respinge lobiezione perch lart 39 permette a uno Stato membro di adottare a carico del
cittadino di un altro Stato membro provvedimenti restrittivi giustificati da comportamenti non
vietati nei confronti dei propri cittadini.
Perch un principio di diritto internaz, che il TCE non ha certo annullato nei rapporti tra gli Stati
membri, impedisce ai singoli Stati membri di negare ai propri cittadini lingresso e il soggiorno nel
proprio territorio.








42 *claudy*
Ci sono 3 tipi di accordi internaz con Stati terzi. Quelli conclusi:

1) dalla Comunit.
Beninteso, la competenza esterna della Comunit non ha portata illimitata: soggiace al principio
della competenza d'attribuzione;

2) dagli Stati membri.
In genere questi accordi non fanno parte dell'ordinamento comunitario.
Sono rilevanti solo se invocabili dallo Stato membro contraente come giustificazione per il mancato
rispetto di obblighi comunitari.

Tale possibilit vale anzitutto per gli accordi conclusi da uno Stato membro con uno Stato terzo
prima della data in cui il Trattato entrato in vigore.
Ci risulta dal principio di diritto internaz generale per cui il trattato concluso da 2 Stati non pu
essere emendato, n abrogato da un trattato successivo concluso tra 2 Stati, di cui 1 solo sia parte
anche del 1 trattato.
Il principio implica k lo Stato che ha concluso entrambi i trattati deve rispettarli entrambi.

Alluopo l'art 307 TCE contiene un'apposita clausola di compatibilit: Il presente trattato non
pregiudica diritti e obblighi derivanti da convenzioni concluse, prima del 1 gennaio 1958 o, per gli
Stati aderenti, prima della data della loro adesione, tra Stati membri e Stati terzi.
Se tali convenzioni siano incompatibili col presente trattato, gli Stati membri interessati devono
cercare di eliminare le incompatibilit constatate.

Il principio di cui allart 307 si applica in via analogica anche ad accordi conclusi:
1) in materie che sono state attribuite alla competenza comunitaria solo x effetto di una revisione
del Trattato successiva allaccordo;
2) qd la Comunit, pur essendo gi competente, non avesse ancora esercitato la propria competenza
nella materia oggetto dellaccordo, sempre che non si tratti di competenza comunitaria esclusiva;
3) in settori di competenza comunitaria esclusiva, solo se la loro conclusione sia stata previamente
autorizzata dalla Commissione.

Beninteso, la clausola di compatibilit di cui allart 307 consente allo Stato membro interessato di
sottrarsi agli obblighi derivanti dal Trattato solo nella misura strettamente necessaria per
permettergli di rispettare gli obblighi assunti nei confronti dello Stato terzo.

X es la sign. ra Gottardo invoca nei confronti dellINPS ita una convenzione italo-svizzera
che consente ai lavoratori nazionali di entrambe le parti di totalizzare i periodi lavorativi
compiuti nei 2 Stati per ottenere una pensione di vecchiaia.
LINPS respinge la domanda della sign.ra facendo valere che la convenzione non le si
applica, essendo divenuta cittadina francese.
Ebbene x la CG qd uno Stato membro conclude con un Paese terzo una convenzione
bilaterale, il principio fondamentale della parit di trattamento impone a tale Stato membro di
concedere ai cittadini degli altri Stati membri gli stessi vantaggi di cui godono i suoi stessi
cittadini grazie a tale convenzione, salva una giustificazione oggettiva del rifiuto.

Peraltro in caso di accordi con Stati III conclusi anteriormente al Trattato e riguardanti competenze
esclusive della Comunit (come il GATT o la Carta delle Nazioni Unite), c una successione della
Comunit nei diritti/obblighi che gli Stati membri contraenti traevano dagli accordi in questione.
Pertanto in questi casi la Comunit non solo deve consentire agli Stati contraenti di continuare a
rispettare laccordo, ma essa stessa tenuta a rispettarlo;

43 *claudy*
3) dalla Comunit e dagli Stati membri (cd accordi misti).
Inizialmente si ricorreva agli accordi misti a causa del rifiuto di alcuni Stati terzi di riconoscere la
competenza della Comunit.
Oggi utile anche per quelle materie che non rientrano nella competenza comunitaria o che
rientrano nella competenza concorrente di Comunit e Stati membri.
Quanto al valore giuridico, gli accordi internaz vincolano le istituzioni della Comunit e gli Stati membri
Le istituzioni non possono quindi adottare atti che non rispettino un accordo concluso dalla
Comunit (individualmente o insieme agli Stati, sotto forma di un accordo misto).
Altrimenti l'atto pu essere annullato o dichiarato invalido.
Pertanto in genere gli accordi internaz sono un parametro di legittimit degli atti comunitari.
Ad eccez di alcuni accordi, come la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare o come
gli accordi allegati all'Accordo istitutivo dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), a
causa della loro natura flessibile.
Tuttavia gli accordi OMC possono essere utilizzati come parametro di legittimit di atti comunitari:
1) che siano stati adottati proprio per dare esecuzione agli obblighi derivanti da tali accordi;
2) o che richiamino espressamente specifiche disposizioni degli stessi.


GLI ATTI DELLE ISTITUZIONI possono essere:

tipici: sono elencati dallart 249 TCE: regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri
atipici: sono previsti da altri artt del TCE (x es il bilancio della Comunit) o hanno lo stesso
nome degli atti tipici, ma caratteristiche proprie (x es latto istitutivo di camere giurisdizionali di 1
grado, chiamato decisione, anche se normativo e privo di destinatari individuati);
affermatisi solo nella prassi soprattutto nella disciplina della concorrenza e aiuti statali alle imprese.
- In entrambi questi settori la Commis x orientare i comportamenti dei destinatari di tali poteri
pubblica delle comunicazioni (dette orientamenti, codici, linee direttive) x rendere noto il modo
in cui intende applicare il Trattato. X es specifica la definizione di impresa in difficolt.
- Ecco queste comunicazioni, pur non avendo valore normativo, sono atti con cui la Commis limita
il proprio potere discrezionale. E quindi non pu discostarsene nel valutare casi concreti.
- Invece una mera prassi, anche se costante e duratura, che non sia tradotta in comunicazioni, pu
essere variata nel tempo dalla Commis, sz che le imprese possano vantare un legittimo affidamento
circa il mantenimento della prassi anteriore.

Tra gli atti tipici sono:
non vincolanti: raccomandazioni e pareri.
Con questi atti le istituzioni vogliono k i destinatari modifichino spontaneamente il loro comportamento;
vincolanti: regolamenti, direttive e decisioni.
Con questi atti le istituzioni possono imporre obblighi a carico dei destinatari che possono essere:
altre istituzioni comunitarie, Stati membri o soggetti degli ordinamenti interni.
Tra gli atti vincolanti, regolamenti e direttive sono atti normativi (introducono nuove norme o
modificano o abrogano norme esistenti), mentre le decisioni sono atti amministrativi.
A rimarcare la diff ci sono i verbi: regolamenti e direttive si adottano; le decisioni si prendono.

Per sapere quale tipo di atto le istituzioni possono adottare in una certa materia, bisogna
considerare le singole norme del Trattato perch non ci sono criteri generali.
Alcune norme consentono alle istituzioni di scegliere tra certi atti, altre non forniscono alcuna
precisazione al riguardo e allora le istituzioni possono scegliere qualsiasi atto, anche il regolamento.




44 *claudy*
IL REGOLAMENTO:

ha portata generale = cio si rivolge alla generalit del soggetti.
Il regolamento maschera una decisione individuale o un fascio di decisioni individuali solo qd si
rivolge a soggetti predeterminati in funzione della loro situazione individuale.
Nella sent Yusuf i ricorrenti contestano la portata generale di un regolamento che ordinava il
blocco dei beni di certi soggetti indicati nominativamente.
Ma i ricorrenti confondono il destinatario di un atto con loggetto di tale atto.
Mentre invece la portata generale riguarda solo il destinatario.
Insomma questo regolamento ha portata generale perch vieta a chiunque di mettere a
disposizione di determinate persone risorse economiche

Invece la direttiva ha portata individuale: ha destinatari definiti;

obbligatorio in tutti i suoi elementi (obbligatoriet integrale) nel senso che gli Stati membri
non possono lasciare inapplicate talune disposizioni del regolamento o limitarne il campo d'applicazione;

Anche la direttiva obbligatoria in tutti i suoi elementi, ma a diff del regolamento, si limita ad
imporre agli Stati membri un risultato da raggiungere, lasciandoli liberi di scegliere le misure di
adattamento necessarie per realizzare il risultato prescritto.

e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Ebbene la diretta applicabilit riguarda:

1) ladattamento degli ordinamenti interni al regolamento, immediato e automatico. Cio sz che
sia necessario, n consentito agli Stati membri adottare un atto nazionale di recepimento.
X es erano illegittimi i d.lgs. ita che riproducevano i regolamenti comunitari, anche perch,
trasformando il diritto comunitario in diritto interno, ne sottraevano linterpretazione alla CG.

La diretta applicabilit non esclude x che gli Stati membri siano chiamati ad adottare
provvedimenti nazionali integrativi.
Talvolta lo stesso regolamento a richiedere provvedimenti specifici (come il regolamento
istitutivo del GEIE, Gruppo Europeo di Interesse Economico, che richiede agli Stati di istituire un
registro dei GEIE che hanno sede nel proprio territorio) o generici (come i regolamenti che
richiedono agli Stati di prevedere sanzioni per il caso di violazione del regolamento).
Altre volte la necessit di provvedimenti nazionali integrativi, implicita e discende dal principio di
leale collaborazione ex art 10 TCE (x es qd lapplicazione dei regolamenti affidata agli Stati,
chiamati a designare le amministrazioni competenti e le norme procedimentali per emanare i
provvedimenti individuali di applicazione).

Invece le direttive richiedono misure di adattamento;

2) lefficacia diretta, cio la capacit dei regolamenti di produrre effetti diretti negli ordinamenti
nazionali, cio di attribuire ai singoli diritti che i giudici nazionali devono tutelare.

Invece non tutte le direttive producono effetti diretti: solo quelle indicate dalla CG.
Inoltre la loro eventuale efficacia diretta ha cmq una ridotta portata ratione personarum.

- Il regolamento deve essere motivato e fare riferimento a proposte e pareri previsti obbligatoriamente
- E firmato dal Pres del Parlamento e Pres del Consiglio, se adottato congiuntamente da entrambi, o
dal solo Pres del Consiglio, se adottato dal solo Consiglio.
- pubblicato nella GU dell'UE ed entra in vigore 20 gg dopo la pubblicazione.

45 *claudy*
DIRETTIVE

"La direttiva vincola lo Stato membro cui rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere,
salva restando la competenza degli organi nazionali in merito a forma e mezzi".

Le direttive rappresentano uno strumento di normazione in 2 fasi:
la 1
a
accentrata livello comunitario, dove vengono fissati gli obiettivi e i principi generali,
la 2
a
decentrata a livello nazionale, dove ciascuno Stato membro attua, attraverso strumenti
normativi completi e dettagliati, gli obiettivi e i principi generali fissati dalla direttiva.

L'obbligo di attuazione di una direttiva assoluto per ogni Stato membro a cui la direttiva rivolta
Salvo che l'ordinamento interno non sia gi conforme alla direttiva: unica ipotesi in cui lo Stato
membro pu omettere di attivarsi.

L'obbligo di attuazione sorge nel momento in cui la direttiva entra in vigore e va adempiuto entro il
termine, imperativo e perentorio, di attuazione fissato dalla direttiva stessa.
E possibile procedere a unattuazione per tappe, purch sia completata entro il termine previsto.
Viceversa, in pendenza del termine, lo Stato non pu adottare provvedimenti in contrasto con la
direttiva o cmq tali da compromettere gravemente la realizzazione del risultato che la direttiva
prescrive (obbligo di standstill o di non aggravamento).

Nella scelta delle forme e dei mezzi di attuazione il legislatore nazionale deve:
tenere conto della gerarchia delle fonti di diritto interno. X es se la direttiva interviene su una
materia gi disciplinata da norme di legge lattuazione dovr avvenire attraverso norme aventi
almeno pari rango rispetto a quelle da modificare o abrogare;
scegliere strumenti di attuazione che garantiscano trasparenza e certezza del diritto.
Evitando misure amministrative, come circolari o semplici istruzioni rivolte agli uffici
amministrativi, perch modificabili liberamente dallamministrazione e prive di adeguata pubblicit

La distinzione tra risultato (definito dalla direttiva) e forme/mezzi (scelti dagli Stati) non facile da tracciare.
Infatti alcuni risultati possono richiedere l'elaborazione di un quadro normativo dettagliato, che
lascia agli Stati membri solo interventi limitati.
Pertanto non possibile individuare in generale uno spazio di competenza riservato agli Stati, oltre
il quale la direttiva non pu mai intervenire.
Pertanto sono infondate le accuse di illegittimit rivolte a quelle direttive dettagliate adottate fino a
gli anni '80, soprattutto nel campo dell'armonizzazione delle legislazioni tecniche.

Le direttive rivolte tutti gli Stati membri (cd direttive generali) sono pubblicate nella GU dellUE
e entrano in vigore dopo 20 gg dalla pubblicazione.
Le altre direttive, come le decisioni, sono invece notificate ai loro destinatari e hanno efficacia in
virt della notifica.











46 *claudy*
DECISIONI

"La decisione obbligatoria in tutti i suoi elementi (come il regolamento) x i destinatari da essa designati".
Quindi come la direttiva, ha portata individuale. A diff della direttiva x pu essere rivolta non
solo agli Stati membri, ma anche ad altri soggetti, compresi i singoli.
Ma Lisbona ammetter anche decisioni generali che non designando i propri destinatari, sono prive
di portata individuale

Le decisioni rivolte:

ai singoli (come quelle che comminano sanzioni pecuniarie a carico delle imprese) costituiscono
titolo esecutivo e quindi possibile procedere alla loro esecuzione forzata;

agli Stati membri sono simili alle direttive, se impongano un obbligo di fare. Tuttavia l'obbligo
di fare imposto da una decisione pi specifico dell'obbligo di attuare una direttiva e lascia quindi
allo Stato membro meno discrezionalit.
Esistono anche decisioni che si limitano a prescrivere un obbligo di non fare.
X es le decisioni della Commis in materia di aiuti statali alle imprese possono imporre un obbligo di
fare o non fare, e cio rispettiv di sopprimere un aiuto o di non concederlo.

ATTI DEL 3 PILASTRO (sono tutti adottati dal Consiglio):

1) posizioni comuni: definiscono l'orientamento dell'UE in merito ad una questione specifica;
2) decisioni-quadro: (spariranno con Lisbona) a diff delle direttive, nn hanno mai efficacia diretta.
Ma come le direttive comunitarie, sono adottate per ravvicinare le normative degli Stati membri e
vincolano gli Stati al risultato da ottenere, lasciandoli liberi di scegliere forma e mezzi.
Un es la decisione-quadro relativa alla posizione della vittima nel processo penale;
3) decisioni: vincolanti e direttamente efficaci.
A diff delle decisioni-quadro, le decisioni del 3 pilastro godono di obbligatoriet integrale e
vengono attuate dal Consiglio, mentre le decisioni-quadro dagli Stati membri.
Un es la decisione che istituisce lEurojust x rafforzare la lotta alle forme gravi di criminalit;
4) convenzioni: non si tratta di un vero e proprio atto dell'UE xk il Consiglio si limita ad approvarne
il testo e a raccomandarne l'adozione agli Stati membri secondo le rispettive norme costituzionali.
Per entrare in vigore, la Convenzione deve essere ratificata da almeno la met degli Stati membri e
entra in vigore solo per gli Stati ratificanti.

ATTI DEL 2 PILASTRO:

1) accordi internazionali: che, beninteso, possono essere conclusi anche nel 3 pilastro;
2) strategie comuni: sono atti decisi dal Consiglio , su raccomandazione del Consiglio.
Definiscono le linee guida dellUE nella politica estera.
Fissano obiettivi, durata e mezzi che l'UE e gli Stati membri devono mettere a disposizione;
3) azioni comuni: a diff delle strategie comuni, si estrinsecano in un'azione concreta dell'UE nel
settore della politica estera;
4) posizioni comuni: definiscono l'approccio dell'UE su 1 questione particolare geografica o tematica
Non sembrano essere vincolanti visto che il TUE si limita a stabilire "gli Stati membri provvedono
affinch le loro politiche nazionali siano conformi alle posizioni comuni".
Lassociazione Gestoras pro amnistia impugna una posizione comune del Consiglio che
include certi soggetti in un elenco di presunti terroristi, chiedendo il risarcimento per essere
stata ingiustamente inclusa nellelenco.
X la Corte in genere un ricorso contro una posizione comune irricevibile.
Per se la posizione comune specifica ha una portata maggiore del solito, producendo effetti
giuridici nei confronti dei terzi, il giudice nazionale pu rimettere alla CG una questione
pregiudiziale di validit di tale atto.

47 *claudy*
ATTI DELLE ISTITUZIONI NEL TRATTATO DI LISBONA

Il Trattato di Lisbona finalmente distinguer tra atti legislativi e non legislativi.
La Cost era stata ancora + ambiziosa volendo addirittura distinguere gli atti legislativi in:
leggi europee e leggi quadro europee.

La differenza tra atti legislativi e non legislativi molto utile:
assicura allatto legislativo un rango gerarchico + forte, non potendo essere modificato o
abrogato da atti amministrativi;
riserva ladozione degli atti legislativi agli organi rappresentativi (Consiglio e Parlamento ), e
degli atti amministrativi allistituzione + tecnica (Commissione);
limita la procedura di codecisione allapprovazione dei soli atti legislativi, stabilendo procedure
semplificate per gli atti amministrativi.

La distinzione tra atti legislativi e non legislativi si baser sulla procedura dadozione:
avemmo regolamenti, diritte e decisioni legislative o non legislative, bench recanti uguale
denominazione, a seconda che sia stata adottata la procedura legislativa o rispettiv una procedura
non qualificata legislativa.

Per sapere se un atto legislativo ci si pu avvalere anzitutto del criterio istituzionale:
la procedura legislativa (ordinaria o speciale) prevede ladozione di atti da parte del P e del
Consiglio insieme o da parte delluna o dellaltra istituzione.
Quindi gli atti della Commissione e del Consiglio non sono mai legislativi.

Per quanto riguarda gli atti del P e/o del Consiglio invece il criterio la base giuridica che
stabilisce se si debba seguire una procedura legislativa o una procedura non qualificata legislativa.

Infine non sono legislativi:
gli atti giuridici di 2 grado, perch non sono previsti direttamente dai trattati, ma da un altro
atto delle istituzioni, un atto giuridico di 1 grado;
gli atti adottati nellambito PESC e cio decisioni e orientamenti generali.

Conseguenze della natura legislativa di un atto:
i lavori del Consiglio x ladozione di un atto legislativo dovranno svolgersi in seduta pubblica;
i parlamenti nazionali possono controllare il rispetto del principio di sussidiariet;
le condizioni di ricevibilit dei ricorsi dannullamento delle persone fisiche o giuridiche
saranno pi severe se latto impugnato ha carattere legislativo anzich regolamentare.

Atti di 2 grado

Dopo Lisbona gli atti di 2 grado (e quindi gli atti adottati sulla base di un precedente atto
legislativo) si distingueranno in ATTI:

o DELEGATI = atti non legislativi di portata generale che integrano o modificano determinati
elementi non essenziali dellatto legislativo.
Gli atti di 2 dovranno recare nel titolo laggettivo delegato o di esecuzione. Es. regolamento delegato

Sar la Commis ad adottare gli atti delegati in base ad unautorizzazione contenuta in un atto
legislativo di delega che indica gli obiettivi, la portata e la durata della delega di potere e infine le
condizioni, cio le modalit di controllo cui soggetta la delega.

48 *claudy*
Infatti le istituzioni autrici dellatto legislativo di delega (Consiglio e/o Parlamento ) potranno
controllare la Commis, revocando la delega o impedendo lentrata in vigore dellatto delegato della
Commis sollevando obiezioni entro un termine fissato dallatto legislativo di delega.

La possibilit che la delega autorizzi la Commis non solo ad integrare latto di delega, con norme
di dettaglio, ma anche a modificare elementi nn essenziali dellatto legislativo solleva incertezze xk
da un lato non agevole distinguere tra elementi essenziali e non;
dallaltro ammettere che latto delegato possa modificare, se a ci autorizzato, latto legislativo
di delega, confonde tra le fonti.

o DI ESECUZIONE = sono atti adottati dalla Commis o eccezionalmente dal Consiglio x
dare esecuzione ad atti vincolanti, anche non legislativi, dellUE.
Ma solo qd siano necessarie condizioni uniformi di esecuzione, altrimenti allesecuzione provvedono
gli Stati membri k possono anche controllare loperato della Commis (ma non del Consiglio).



ADATTAMENTO DELLORDINAMENTO ITALIANO AL DIRITTO COMUNITARIO
ai Trattati

Lordine di esecuzione (piena e intera esecuzione data al trattato che si allega) dei trattati
europei (il TCE, il TUE, il Tratt di Amsterdam, Nizza, Lisbona, il Tratt che adotta una Cost x lEuropa)
stato dato con la stessa l. ordinaria con cui il Parlamento ita ha autorizzato la ratifica del PR.

Ecco il ricorso a una l. ordinaria per eseguire trattati cos importanti ha creato difficolt.
Inizialmente ostacolava il riconoscimento da parte della Corte cost del primato del diritto
comunitario sul diritto interno incompatibile.
Invece altri Stati membri hanno modificato la propria Cost inserendo apposite clausole europee.

Cmq ladesione italiana alla Comunit e poi allUnione si riconduce allart 11 Cost:
L'Italia consente, in condizioni di parit con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit necessarie
ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;
promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Anche la Corte cost, come si evince dalla sent Costa c. Enel, ritiene che lart 11 non solo una
norma permissiva (k abilita ad accettare limitazioni di sovranit), ma anche procedurale: consente
di accettare limitazioni di sovranit, sz necessit di procedere ad una revisione costituzionale.
Insomma si pu dare esecuzione con l. ordinaria a trattati con cui si assumono limitazioni di sovranit



alle direttive

X attuare le direttive comunitarie allinizio in Ita si ricorreva alla delega legislativa al Governo: il
Parlamento, con legge, delegava al Governo il compito di emanare d.lgs. x lattuare le direttive.

Ecco, la l. La Pergola, in parte modificata dalla l. 11/2005, ha introdotto un meccanismo +
efficiente di attuazione degli atti comunitari.
Per il limite della l. La Pergola e della l. 11/2005 sta nel fatto che sono l. ordinarie: possono essere
modificate e abrogate da leggi ordinarie successive, sz incorrere in vizi di incostituzionalit.


49 *claudy*
La l. La Pergola ha introdotto un meccanismo legislativo annuale: ogni anno, il Parlamento approva
una legge comunitaria che contiene provvedimenti volti a rendere conforme l'ordinamento italiano
a tutti gli obblighi comunitari, che vengono a maturazione entro l'anno di riferimento.
Obblighi che derivano da atti delle istituzioni politiche o da sentenze di incompatibilit di norme
interne con il diritto comunitario, pronunciate dalla CG.

Vengono previsti 3 metodi principali con cui la legge comunitaria rende l'ordinamento italiano
conforme a tali obblighi:

1) attuazione diretta: la stessa legge comunitaria abroga o modifica disposizioni statali vigenti.
Pu essere seguito solo per le disposizioni statali vigenti:
in contrasto con gli obblighi derivanti da un atto europeo che vincoli lIta ad adottare
provvedimenti di attuazione;
oggetto di procedure di infrazione avviate dalla Commissione CE nei confronti dellIta.
Si tratta del procedimento pi dispendioso, che implica lapprovazione da parte del Parlamento.
Esso viene utilizzato per adempimenti puntuali e semplici o qd vi sono motivi di urgenza;

2) delega legislativa al Governo: la legge comunitaria, pu avere (in parte) il contenuto di una
legge delega. In questo caso prevede i criteri per l'attuazione delle norme comunitarie da parte del
Governo, mediante d.lgs;

3) attuazione in via regolamentare e amministrativa: il Parlamento pu autorizzare nella legge
comunitaria il Governo ad attuare in via regolamentare le direttive.
Tale regolamento perci in grado di modificare norme di legge preesistenti e quindi di
delegificare le materie interessate.


le Regioni

Oggi le Regioni hanno ampi poteri in merito allattuazione del diritto comunitario.
Salvo restando il principio della responsabilit del solo Stato verso le istituzioni comunitarie.
Infatti Regioni e Province autonome possono dare immediata attuazione alle direttive comunitarie,
non dovendo pi attendere un preventivo intervento da parte dello Stato.

Ci non esclude del tutto l'intervento dello Stato perch lo Stato:
1) nelle materie di competenza concorrente, deve determinare i principi fondamentali;
2) ha un potere sostitutivo in caso di inadempimento regionale circa la normativa comunitaria.
Nella sostituzione:
preventiva lo Stato adotta d.lgs o regolamenti di attuazione anche riguardo a direttive che
ricadono nelle materie di competenza regionale (concorrente o esclusiva)
Tali provvedimenti sono cedevoli: si applicano solo a partire dalla data di scadenza dellobbligo
di attuazione della direttiva e solo fino a qd la Regione non labbia attuata autonomamente;
successiva messa in mora preventiva la Regione k non rispetti la normativa comunitaria,
con l'assegnazione di un congruo termine per adottare i provvedimenti dovuti o necessari.
Decorso invano il termine, provveder il Consiglio dei ministri.







50 *claudy*
FONTI COMUNITARIE E SOGGETTI DEGLI ORDIN INTERNI
IN GENERALE

La caratteristica delle norme comunitarie (rivolgersi direttamente non solo agli Stati, ma anche ai
cittadini degli Stati membri) comporta che le norme comunitarie presentano 2 dimensioni:

una internazionale: i rapporti giuridici che il diritto comunitario fa sorgere in capo agli Stati
membri e alla Comunit.
Si tratta di diritti e obblighi che la Comunit o lo Stato membro possono far valere nei confronti di
un altro Stato membro o istituzione;

una interna (sintende interna all'ordinamento di ogni Stato): i rapporti giuridici interessati dal
diritto comunitario che coinvolgono soggetti di tali ordinamenti.
Si tratta di rapporti orizzontali (tra soggetti privati) o verticali (tra un soggetto privato e uno pubblico)


Il diritto comunitario pu intervenire su tali rapporti interni con un effetto di:

sostituzione: il diritto comunitario fornisce, in tutto o in parte, la disciplina di tali rapporti.
Ci avviene, soprattutto, nel campo d'applicazione dei regolamenti, che essendo direttamente
applicabili, si sostituiscono alle norme interne:

o opposizione: il diritto comunitario pu dettare principi generali o anche regole particolari che
si limitano ad impedire l'applicazione di norme interne ad esse contrarie.
In questi casi, la disciplina del rapporto resta soggetta al diritto interno, dal quale vengono eliminate
solo le norme incompatibili con il diritto comunitario.


Sia nel caso di effetto di sostituzione che di opposizione la norma comunitaria produce effetti
diretti negli ordinamenti interni e quindi nei confronti dei soggetti riconosciuti da tali ordinamenti.

L'efficacia diretta di una norma comunitaria implica che il soggetto nei cui confronti la norma
produce effetti favorevoli pu pretenderne il rispetto da parte dell'altro soggetto del rapporto
(efficacia diretta in senso sostanziale).
In caso di mancato rispetto, l'efficacia diretta comporta anche l'invocabilit in giudizio: i soggetti
favoriti della norma comunitaria possono chiedere al giudice nazionale l'applicazione in giudizio
della norma stessa, ottenendone la tutela giurisdizionale.

La diff tra lefficacia diretta in senso sostanziale/invocabilit in giudizio risulta dalla sent Fratelli Costanzo
- In violazione di una direttiva in materia di appalti pubblici, la normativa italiana prevedeva
lesclusione automatica dalle gare delle offerte anormalmente basse.
- Il Comune di Milano, applicando la normativa italiana, esclude lofferta dellimpresa Costanzo.
- Il TAR della Lombardia chiede alla CG: Il potere-dovere di disapplicare le norme interne
contrastanti con la direttiva spetta solo ai giudici nazionali o anche allamministrazione comunale?
- La CG risponde.Affinch una direttiva sia invocabile dai singoli dinanzi ai giudici nazionali,
tutti gli organi dellamministrazione, anche comunali, devono applicarla e disapplicare le norme
del diritto nazionale non conformi!

In passato la Corte usava indistintamente i termini efficacia diretta e applicabilit diretta.
In realt l'applicabilit diretta in senso stretto (nel senso di non necessit di misure di attuazione da
parte degli Stati membri) riservata dall' art 249 TCE ai soli regolamenti.
Invece l'efficacia diretta pu riguardare anche altre fonti comunitarie.


51 *claudy*
Infine le norme comunitarie che non abbiano efficacia diretta (perch non sono sufficientemente
precise e incondizionate o perch le norme contenute in una direttiva inattuata non sono invocabili
qd il soggetto che ne trarrebbe svantaggio un privato), hanno cmq unefficacia indiretta perch:
impongono ai giudici nazionali un obbligo di interpretazione conforme;
la loro mancata attuazione fa sorgere, in capo a chi stato danneggiato dallinattuazione, il
diritto al risarcimento del danno a carico dello Stato responsabile.


PRESUPPOSTI DELLEFFICACIA DIRETTA

Per stabilire se una norma comunitaria abbia o meno efficacia diretta, la CG cerca nella norma
alcune caratteristiche sostanziali: sufficiente precisione e incondizionatezza della norma.

X es nella sent Van Gend & Loos x la CG la clausola di standstill sui dazi doganali contenuta
nellart 12 TCE pone un divieto chiaro e incondizionato che consiste in un obbligo di non fare,
(anzich di fare) che produce effetti diretti tra gli Stati membri e i loro amministrati.

Sufficiente precisione

SUFFICIENTE PRECISIONE = la norma deve essere formulata in modo da contenere un precetto
sufficientemente definito affinch i soggetti destinatari possano comprenderne la portata e il giudice
possa applicarlo nei giudizi di propria competenza.
La norma comunitaria deve specificare almeno 3 aspetti:
1) + 2) il titolare dell'obbligo e del diritto;
3) il contenuto del diritto-obbligo.

Il test basato su questi 3 aspetti stato elaborato dalla CG nella sent Francovich.
Il sig Francovich ricorre davanti al Pretore di Bassano del Grappa contro lIta x ottenere il pagamento
dellindennit, istituita da una direttiva, a vantaggio dei lavoratori, in caso di insolvenza del datore.
Il Pretore chiede se gli interessati possono chiedere lindennit anche se lItalia non ha attuato la direttiva
E x la CG la direttiva non ha efficacia diretta perch individua in modo sufficientemente preciso
solo i beneficiari e il contenuto della garanzia, non anche lidentit del soggetto tenuto alla garanzia:
non chiaro se la garanzia sia a carico dello Stato o di un fondo costituito dai contributi dei datori.

Questo test utilizzato qd gli interessati chiedono al giudice la tutela giudiziaria di un diritto
sostanziale (es. a una determinata prestazione) che la norma comunitaria attribuisce loro.
Il test invece + generico qd la norma imponga agli Stati certi adempimenti procedurali e viene
invocata da un soggetto x opporsi a un provvedimento di uno Stato contrario alla norma comunitaria.

Una stessa norme comunitaria pu anche essere sufficientemente precisa x certi fini e non x altri.

X es la direttiva CE in materia di parit di trattamento tra lavoratori e lavoratrici, impone agli Stati
di adottare provvedimenti necessari x consentire alla vittima di una discriminazione di far valere i
propri diritti per via giudiziaria.
Ecco tale norma stata considerata:
direttamente efficace nella sent J ohnston dove veniva invocata per consentire a una poliziotta di
contestare un provvedimento discriminatorio;
non direttamente efficace nella sent Von Colson dove veniva invocata da una donna esclusa
dalla selezione x direttore di un carcere in ragione del sesso, a sostegno di 1 domanda di assunzione.
X la CG infatti gli Stati in questi casi possono scegliere il rimedio e possono scegliere di imporre al
responsabile della discriminazione un obbligo di risarcimento.

52 *claudy*
Incondizionatezza

INCONDIZIONATEZZA = assenza di clausole che subordinino l'applicazione della norma ad ulteriori
interventi normativi da parte degli Stati membri o istituzioni comunitarie; o consentano agli Stati
membri un certo margine di discrezionalit dell'applicazione.

Nella sent Becker lart 13 di 1 direttiva obbliga gli Stati ad esonerare da IVA la concessione di crediti.
- La sig Becker invoca lesonero x queste operazioni compiute tra la scadenza del termine di
attuazione e lattuazione in ritardo della direttiva da parte della Germania.
- Lamministrazione tedesca oppone linattuazione della direttiva: lart 13 non incondizionato
perch prevede che gli Stati esonerano queste operazioni alle condizioni da essi stabilite.
- Ma la CG dice:E vero che questa direttiva implica a favore degli Stati membri un margine di
discrezionalit, ma i singoli hanno il diritto di far valere quelle disposizioni, come lart 13, che
sono atte ad essere isolate dal contesto e applicate come tali.

Ai fini della verifica dell'efficacia diretta, nn importa la destinatariet formale della norma: anche
se la norma si rivolge agli Stati membri o istituzioni non necessariamente priva di efficacia diretta.

X es lart 141 TCE menziona solo gli Stati Ciascuno Stato membro assicura lapplicazione del
principio della parit di retribuzione.
Ciononostante la norma ha efficacia diretta e la sig.ra Defrenne pu invocarla x lamentare la
violazione da parte del suo datore del principio della parit di retribuzione tra lavoratori e lavoratrici.

Trattato

Le disposizioni del Trattato che si riferiscono espressamente ai singoli, come le norme in materia
di concorrenza (gli artt 81 e 82 che vietano alcuni comportamenti delle imprese), sono senz'altro
direttamente efficaci, nel senso di direttamente opponibili alle imprese interessate.

Ma anche norme del Trattato formalmente rivolte agli Stati membri possono produrre effetti diretti
qualora siano dotate di sufficiente precisione e incondizionatezza.

Le norme del Trattato (o dei regolamenti) possono avere efficacia diretta verticale & orizzontale.
Infatti possibile invocarle non solo nei confronti di unautorit pubblica, ma anche di un privato.

X es il sig Angonese contesta lesclusione da un concorso presso la Cassa di Risparmio di Bolzano,
dovuta al mancato possesso del patentino di bilinguismo (ita e tedesco), sostenendo che tale
requisito una discriminazione vietata dallart 39 TCE.
Il pretore di Bolzano chiede alla CG se lart 39 possa essere invocato nei confronti di un soggetto
privato, come la Cassa di Risparmiola risposta affermativa!

Il problema dell'efficacia diretta si pone anche per gli accordi internazionali conclusi dalla
Comunit con Stati terzi.
Infatti soggetti privati possono essere interessati a far valere la disciplina contenuta in tali accordi,
per contestare la legittimit di comportamenti/ provvedimenti degli Stati membri o istituzioni.
Pensiamo agli accordi che prevedono x le merci provenienti da uno Stato terzo un regime
dimportazione di favore o estendono ai cittadini di quello Stato la libera circolazione.

La verifica della CG sull'efficacia diretta delle disposizioni di accordi internazionali valuta anche il
contesto. Lanalisi si svolge in 2 tempi, occorre dimostrare:
1) prima che la natura dell'accordo permetta di riconoscere effetti diretti alle sue disposizioni in generale
2) poi che la specifica disposizione invocata presenti sufficiente precisione e incondizionatezza.


53 *claudy*
X es gli Accordi OMC hanno una natura per cui le disposizioni in essi contenute non attribuiscono
diritti che i singoli possano invocare direttamente dinanzi al giudice.
Per possibile che effetti diretti siano riconosciuti in forza del diritto nazionale del giudice adito
per gli aspetti coperti dagli accordi OMC che rientrano nella competenza: degli Stati (e non della
Comunit); o ripartita tra CE e Stati, qd la CE non ha ancora adottato una propria disciplina.


Regolamenti

In genere le disposizioni regolamentari hanno efficacia diretta vista la diretta applicabilit dei regolamenti.
Per occorre verificare che la disposizione presenti sufficiente precisione e incondizionatezza, nel
caso di regolamenti che richiedono l'emanazione di provvedimenti nazionali di
integrazione/esecuzione che invece non sono stati adottati.

La sig. Leonesio esige dal Ministero ita dellagricoltura il pagamento del premio per
labbattimento delle mucche da latte previsto da un regolamento comunitario.
Il Ministero si oppone: In mancanza dello stazionamento dei fondi da parte del Parlamento ita,
le disposizioni relative al premio non sono direttamente efficaci!
Ma la CG: Il contenuto del regolamento sufficientemente preciso e incondizionato e non
subordina il sorgere dei diritti soggettivi a considerazioni di bilancio.



Direttive

Anche le direttive x essere direttamente efficaci, devono essere sufficient precise e incondizionate
In tal caso i singoli possono farle valere nei confronti dello Stato, anche se questo non lha attuata
tempestivamente o lha attuata in modo inadeguato.

Per le direttive si differenziano per il momento a partire dal quale lefficacia diretta si produce e i
soggetti nei cui confronti pu essere fatta valere.


portata temporale

Circa la portata temporale, la direttiva non concepita come fonte di effetti diretti.
Perch i rapporti giuridici interni rientranti nel suo oggetto sono disciplinati non dalla direttiva
stessa, ma dalle norme di attuazione emanate dallo Stato membro.
Di regola pertanto la direttiva ha un'efficacia normativa interna solo indiretta o mediata.

Solo se uno Stato attui una direttiva in ritardo o in modo inadeguato si pone il problema di stabilire
se la direttiva possa cmq produrre effetti diretti.
Quindi in genere 1 direttiva produce effetti diretti solo dopo la scadenza del termine x l'attuazione
Prima di questo momento pu solo obbligare gli Stati membri ad attuarla.

Efficacia diretta anticipata potrebbe prodursi solo in caso di attuazione completa effettuata prima
della scadenza del termine.
Ma il punto controverso e nella sent Adeneler la CG nega qualsiasi efficacia diretta anticipata: Non esiste
obbligo di interpretazione conforme del diritto interno prima della scadenza del termine di attuazione!



54 *claudy*
portata soggettiva

Circa la portata soggettiva dell'efficacia diretta di una direttiva, la giurisprudenza riconosce anche
alle direttive non attuate la possibilit di produrre effetti diretti, sottolineando il nesso tra efficacia
diretta e violazione dellobbligo dattuazione che grava sugli Stati membri.

I) Inizialmente la CG collega gli effetti diretti di una direttiva inattuata al carattere obbligatorio
della direttiva (come il regolamento), ma anche alla teoria dell'effetto utile: le norme comunitarie
devono essere interpretate in modo che esplichino i maggiori effetti possibili.
Insomma se le autorit comunitarie hanno, mediante direttiva, obbligato gli Stati ad un certo
comportamento, la portata dellatto sarebbe ristretta se i singoli non potessero valersene in giudizio.

II) Successivamente la CG introduce un nuovo argomento che assimila l'efficacia diretta ad una
sanzione a carico dello Stato membro inadempiente.
Insomma, come si evince dalla sent Ratti, lo Stato membro che non ha recepito la direttiva, deve
subire le conseguenze del proprio inadempimento e non pu impedire ai singoli di avvalersi dei
diritti ad essi riconosciuti dalla direttiva inattuata (principio dellestoppel).

Dato che l'efficacia interna della direttiva inattuata deriva dall'obbligatoriet della direttiva verso gli
Stati, la direttiva ha efficacia diretta solo verticale (non orizzontale).
Infatti pu essere invocata solo contro un'autorit pubblica (ad es contro autorit fiscali e di polizia.
Indipendentemente dal fatto che abbia poteri autoritativi o che agisca con strumenti dell'autonomia
privata), che pu essere rimproverata di non aver attuato la direttiva, ma non anche contro soggetti
privati, k non sono responsabili della inattuazione.
La scelta di negare alle direttive inattuate ogni efficacia diretta orizzontale criticata.
S' parlato di discriminazione arbitraria perch una stessa direttiva potrebbe risultare direttamente
efficace rispetto a un rapporto e non efficace in altro rapporto analogo, a secondo che nel rapporto
sia coinvolto un soggetto pubblico o solo soggetti privati.

Anche nella sent Faccini Dori la CG rifiuta di riconoscere alle direttive inattuate efficacia diretta orizzontale
Ebbene lart 4 della direttiva attribuisce al consumatore in caso di contratti negoziati fuori dai locali
commerciali un diritto di recesso da esercitare entro un certo termine.
La sig.ra Faccini Dori, consumatore, pu esercitare il recesso ank se la direttiva non stata attuata?
Al giudice conciliatore di Firenze che solleva questione pregiudiziale di interpretazione, la CG
risponde negativamente:Estendere lefficacia diretta delle direttive inattuate ai rapporti tra
singoli, significherebbe riconoscere alla Comunit il potere di imporre immediati obblighi ai
singoli. Invece tale competenza le spetta solo con il potere regolamentare.

3 ipotesi

Il mero fatto che l'applicazione di una direttiva inattuata comporti effetti sfavorevoli nei confronti di
singoli non sempre conduce a classificare la fattispecie come efficacia diretta orizzontale:

1) rapporti triangolari: rapporti in cui un privato invoca l'applicazione di una direttiva inattuata
verso un organo pubblico, a titolo principale, ma anche verso altri soggetti privati, la cui posizione
verrebbe compromessa dall'applicazione della direttiva (controinteressati).
In casi del genere, x la Corte l'effetto pregiudizievole indirettamente subito dai privati
controinteressati non preclude la produzione di effetti diretti da parte della direttiva.

Es. la sentenza Fratelli Costanzo: la pretesa dellimpresa Costanzo che la propria offerta non venga
esclusa dalla gara dappalto, probabilmente comporta laggiudicazione dellappalto allimpresa
Costanzo stessa (la cui offerta infatti + bassa di quella dellimpresa aggiudicataria), con
conseguente annullamento dellaggiudicazione gi effettuata.

55 *claudy*
2) direttive che prevedono procedure comunitarie di controllo sulle normative degli Stati membri.
In questi casi, la direttiva inattuata non influisce sulla disciplina di rapporti interprivati, se non
indirettamente, nel senso di precludere l'applicazione di una normativa interna emanata in
violazione delle procedure di controllo (effetto di opposizione).
In casi del genere, la direttiva non crea n diritti n obblighi per i singoli e pu dunque essere
applicata dal giudice, senza che si possa parlare di efficacia orizzontale.

3) successione di norme interne di cui la + recente, a diff di quella + vecchia, sia incompatibile
con una direttiva: si sostenuto che in casi del genere la direttiva non comporta in s effetti negativi
a carico dei privati, perch si limita ad impedire l'applicazione della disposizione interna + recente.
Effetto prodotti invece dallordinamento interno, attraverso la norma + antica tornata in vigore.

La tesi stata respinta dalla CG nella sent Berlusconi in cui il riconoscimento di effetti diretti
avrebbe comportato un aggravamento della responsabilit penale dellimputato.
Ma possibile che la tesi venga accolta dalla CG in un contesto che nn coinvolga conseguenze penali
La sent Berlusca riguardava il falso in bilancio (artt 2621-2622 cc)
Il regime sanzionatario era stato reso meno severo nel 2002.
Il principio dellapplicazione retroattiva della legge penale + mite impose lapplicazione del nuovo
testo degli artt 2621-2622, e cio limputato non fu + stato condannato x un fatto che aveva
commesso qd erano ancora in vigore i vecchi artt 2621-2622.
Il Tribunale di Milano e la Corte dAppello di Lecce sospettavano per che la nuova normativa
fosse contraria allart 6 di una direttiva comunitaria che imponeva agli Stati di sanzionare
adeguatamente la violazione degli obblighi di pubblicit dei conti sociali.
Ma la CG ha ritenuto che far valere lart 6 della direttiva, x evitare lapplicazione dei nuovi artt
2621-2622, avrebbe escluso il regime sanzionatorio + mite.
In conclusione una direttiva non pu avere come effetto, indipendentemente da una l. interna di uno
Stato membro adottata per la sua attuazione, di aggravare la responsabilit penale degli imputati.


Decisioni

E raro che la Corte sia chiamata a pronunciarsi sulla efficacia diretta delle decisioni.
Nella sent Grad la CG ritiene possibile che una decisione del Consiglio rivolta a Stati membri, sia invocabile
non solo dalle istituzioni comunitarie, ma anche da qualsiasi soggetto interessato al suo adempimento
La CG non ha per mai precisato se le decisioni inadempiute possono avere efficacia diretta anche
orizzontale o se sono limitate come le direttive.

Derivando lefficacia diretta dal loro carattere obbligatorio verso gli Stati membri, le decisioni non
dovrebbero avere efficacia orizzontale.
- Tuttavia le decisioni sugli aiuti statali delle imprese obbligano lo Stato a pretendere dalle imprese
beneficiarie la restituzione degli aiuti gi erogati e non previamente autorizzati dalla Commis.
- In tal caso lo Stato pu opporre alle imprese lobbligo di recupero derivante dalla decisione,
producendo apparentemente un effetto verticale inverso, visto che le imprese ricavano uno
svantaggio dalla decisione rivolta allo Stato.
- Ma a bene vedere leffetto sfavorevole per le imprese solo indirettamente collegato alla
decisione, perch in realt deriva dai provvedimenti di attuazione da parte dello Stato.






56 *claudy*
OBBLIGO DI INTERPRETAZIONE CONFORME

Lobbligo di interpretazione conforme una forma di efficacia indiretta e deriva dall'obbligo di
leale collaborazione: gli operatori giuridici, e soprattutto i giudici, sono tenuti a interpretare le
norme interne in conformit con il diritto comunitario, anche se questo non direttamente efficace.

La differenza tra diretta efficacia e interpretazione conforme sta nel fatto che, mentre nel 1 caso il
giudice disapplica la norma interna confliggente con la norma comunitaria, nel 2 la appli ca
interpretandola conformemente alla norma comunitaria.
Per linterpretazione conforme delle norme interne non pu giungere fino al punto che ad un
singolo venga opposto un obbligo previsto da una direttiva non trasposta.
In caso contrario la direttiva produrrebbe effetti diretti orizzontali!

Lobbligo di interpretazione conforme esteso a tutto il diritto nazionale, ma incontra alcuni limiti:
1) lobbligo resta subordinato all'esistenza di un margine di discrezionalit che consenta
all'interprete di scegliere tra + interpretazioni possibili della norma interna;
2) lobbligo non sorge prima della scadenza del termine di attuazione della direttiva;
3) linterpretazione di una direttiva non pu aggravare la responsabilit penale degli individui, x
es creando nuove ipotesi di reato o allargando quelle gi previste dal diritto interno.
E pi in generale linterprete deve rispettare i principi generali del diritto comunitario, come quelli
di certezza del diritto e dellirretroattivit.

Nella sent Pupino la CG afferma che lobbligo di interpretazione conforme sussiste anche x le
decisioni quadro adottate nel III pilastro, nonostante non hanno efficacia diretta. Perch:
1) lobbligo di interpretazione conforme del diritto nazionale deriva dal carattere vincolante delle
decisioni quadro, come quello delle direttive;
2) la competenza pregiudiziale sarebbe privata del suo effetto utile se i singoli non potessero far valere le
decisioni quadro x ottenere uninterpretazione conforme del diritto nazionale dinanzi ai giudici nazionali;
3) lobbligo di leale collaborazione, che implica che gli Stati adottino tutte le misure in grado di
garantire lesecuzione degli obblighi derivanti dal diritto dellUE, esiste anche nel 3 pilastro.

La sig.ra Pupino era indagata dinanzi al Tribunale di Firenze per i reati di abuso di mezzi di
disciplina e lesioni personali commessi su alcuni suoi alunni minori.
Il pm aveva chiesto, nellinteresse delle vittime, che le loro testimonianze fossero assunte
anticipatamente rispetto al dibattimento.
Allora il giudice interpella la CG:Pu exere applicata anche nel caso di specie 1 decisione quadro
k, appunto x proteggere le vittime, consentiva di rendere testimonianza in condizioni particolari?















57 *claudy*
RISARCIMENTO DEL DANNO

Sicuramente qd gli organi di uno Stato ledano il diritto attribuito a un singolo da una norma
comunitaria direttamente efficace, sono tenuti al risarcimento.

Invece il diritto al risarcimento del danno subito a causa dellinattuazione di una direttiva non
direttamente efficace una forma di efficacia indiretta xk il diritto al risarcimento in tal caso ,
non unintegrazione o unalternativa rispetto a un diritto principale, ma un diritto a s stante.
Ci in quanto lomissione degli organi statali impedisce il sorgere del diritto che la direttiva voleva
garantire ai singoli: il pregiudizio non deriva dalla lesione di un diritto gi sorto, ma ne precede il sorgere.

3 condizioni affinch il diritto al risarcimento sorga (non invece richiesto un particolare elemento
psicologico, (dolo o colpa) da parte del responsabile del danno):
1) la norma comunitaria violata deve conferire diritti ai singoli danneggiati, il cui contenuto possa
essere individuato in base alla norma stessa.
X es nella sent Francovich la direttiva attribuiva ai lavoratoti il diritto a una garanzia per il
pagamento di loro crediti non pagati relativi alla retribuzione.
Il contenuto di tale garanzia era un importo minimo inderogabile;
2) la violazione della norma deve essere sufficientemente grave e manifesta.
Il che si verifica qd lo Stato che non ha attuato la direttiva non aveva nessun margine di discrezionalit
o qd uno Stato ha violato in modo grave e manifesto i limiti del suo potere discrezionale;
3) tra la violazione e il danno deve esistere un nesso di causalit diretto.

Organi statali che, con il loro comportamento omissivo o commissivo, possono determinare la
responsabilit per danni dello Stato membro: organi legislativi di uno Stato, autorit fiscali, una
cassa di previdenza, un ente locale, un potere giudiziario (in particolare un organo
giurisdizionale di ultimo grado di uno Stato membro).


























58 *claudy*
TUTELA PROCESSUALE DEI DIRITTI DI ORIGINE COMUNITARIA

In mancanza di una specifica disciplina comunitaria, lordinamento nazionale a definire gli aspetti
processuali (termini di prescrizione o decadenza, giudice competente, ripartizione dellonere della
prova, ecc) in cui possibile azionare una norma comunitaria di fronte ai giudici nazionali.

Tale principio (cd autonomia processuale degli Stati membri) incontra tuttavia alcuni limiti
(condizioni cumulative: devono essere rispettate entrambe):
1) principio di equivalenza: le modalit definite dal diritto nazionale per l'esercizio di posizioni di
derivazione comunitaria non possono essere meno favorevoli di quelle applicate alle posizioni
analoghe puramente interne;
2) principio di effettivit: le modalit non possono essere tali da rendere eccessivamente difficile o
praticamente impossibile l'esercizio dei diritti di derivazione comunitaria.

Nella sent Rewe, Rewe esercitava unazione di restituzione di diritti corrisposti alle dogane
tedesche per controlli su una partita di mele.
Tali diritti costituivano tasse deffetto equivalente a un dazio doganale e erano quindi vietate dal TCE
Lazione di restituzione era per stata proposta qd il termine previsto dal diritto tedesco per
impugnare il provvedimento di riscossione era gi scaduto.
E la CG:Il legislatore nazionale pu applicare ragionevoli termini dimpugnazione a pena di decadenza

Invece nella sent Peterbroeck la CG ha ritenuto che le norme nazionali che limitano il potere del
giudice di sollevare dufficio argomenti tratti dal diritto comunitario, violano il principio
delleffettivit, rendendo eccessivamente difficile invocare la norma comunitaria.

Nella sent Unibet, Unibet lamenta che la normativa svedese viola la libera prestazione di servizi in
materia di scommesse perch le impedisce di vendere i propri servizi di scommesse via internet.
- Propone pertanto unazione diretta ad ottenere in via principale laccertamento
dellincompatibilit delle norme svedesi con il diritto comunitario.
- Tale azione viene respinta, in 1 e 2 grado, perch lordinamento svedese non contempla
unazione per ottenere una sent come quella richiesta da Unibet.
- La Corte suprema, di fronte alla quale Unibet impugna la sentenza dappello, chiede alla CG se
lindisponibilit di unazione di questo tipo violi i principi di equivalenza e di effettivit.
- La risposta negativa: Unibet avrebbe potuto ottenere una dichiarazione di incompatibilit in
via incidentale e quindi essendo previsti altri rimedi non necessario che lordinamento svedese
preveda un ricorso autonomo diretto, in via principale.

Nella sent Traghetti del Mediterraneo, (=) TDM propone azione di risarcimento (rigettata in 1,
2 e 3 grado) contro Tirrenia, sua concorrente, accusandola di aver ricevuto aiuti pubblici vietati dal TCE.
- La Cassazione fraintendendo una costante giurisprudenza della CG, ritiene che non si tratti di aiuti
incompatibili con il diritto comunitario, rifiutando cos di effettuare un rinvio pregiudiziale,
nonostante lobbligo di rinvio previsto per i giudici di ultima istanza.
- Allora TDM, convinto che la sent della Cass sia manifestamente contraria al diritto comunitario
(una recente decisione della Commissione aveva confermato lilliceit di quegli aiuti) propone
azione di risarcimento ai sensi della l. 117/88 (l. sulla responsabilit dei magistrati).
Ma la l. 117 impone condizioni estremamente restrittive per poter ottenere un risarcimento.
- La CG ha cos statuito:La l. 117/88 viola il principio delleffettivit: una l. nazionale non pu
escludere la responsabilit dello Stato x danni arrecati ai singoli dalla violazione del diritto comunitario
imputabile a un giudice di ultimo grado; n pu limitarla ai casi di dolo o colpa grave del giudice.
Come si evince il principio dell'autonomia processuale degli Stati membri e connessi limiti si
applicano anche alle azioni per ottenere il risarcimento del danno imputabile agli organi statali per
violazione del diritto comunitario.

59 *claudy*
PRIMATO DEL DIRITTO COMUNITARIO

Il principio del primato del diritto comunitario (affermatosi in via giurisprudenziale e x la 1
a

volta nella sent Costa c. Enel) vuole che la norma comunitaria direttamente efficace prevalga su
quella interna incompatibile.
A prescindere dal fatto che la norma interna sia precedente o successiva; e dal suo rango
(amministrativo, legislativo o costituzionale).

La Cost affermava il principio del primato in una norma, la cui genericit lo avrebbe fatto valere
anche per gli atti adottati nel 2 e nel 3 pilastro.
Lisbona invece, in coerenza con la strategia della decostituzionalizzazione, rinuncia a sancire
normativamente il principio del primato del diritto comunitario.
Piuttosto allega allAtto finale:
* la 17
a
Dichiarazione:Per giurisprudenza comunitaria costante i trattati e il diritto
adottato dallUE prevalgono sui diritti nazionali alle condizioni stabilite dalla CG;
* e un parere del Consiglio La non inclusione del principio del primato nel futuro trattato
non altera lesistenza del principio stesso.
Ma in realt ancorando il primato allattuale giurisprudenza la Dich cristallizza i risultati della
giurisprudenza e non ne consente lestensione a settori in cui non ancora stato riconosciuto: PESC
e ex 3 pilastro (Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale).

Come risulta dalla sent Simmenthal, le norme interne, anche successive, incompatibili con il diritto
comunitario vanno immediatamente disapplicate dal giudice ordinario nazionale, anche di propria iniziativa.
Sz che si debba attendere la loro rimozione da parte del legislatore nazionale (abrogazione) o di altri
organi costituzionali (dichiarazione di incostituzionalit).
Fermo restando che lo Stato deve cmq abrogare o modificare la norma incompatibile che altrimenti
creerebbe uno stato di incertezza.
Simmenthal chiede la restituzione di alcuni diritti di visita sanitaria riscossi dallamministrazione
italiana sullimportazione di carni bovine dorigine comunitaria.
Una precedente sentenza della CG affermava che i diritti in questione costituivano tasse deffetto
equivalente a un dazio doganale e erano pertanto vietati da un regolamento del Consiglio.
Cos x accogliere la domanda di Simmenthal il giudice disapplica le norme italiane che prevedevano
la riscossione dei diritti e che erano successive rispetto al regolamento.

Peraltro nella sent Simmenthal secondo la CG lincompatibilit con il diritto comunitario di una
norma nazionale successiva rende la norma interna inesistente, invalida, cio ne impedisce la valida
formazione. Ma questa impostazione stata poi nel tempo ridimensionata.

X assicurare tutela giudiziaria immediata delle norme comunitarie direttamente efficaci, il giudice
nazionale pu emanare provvedimenti provvisori che sospendano l'applicazione di una norma interna.
In attesa che sia definitivamente accertato (mediante rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia)
l'incompatibilit della norma interna con il diritto comunitario.

Nella sent Factortame le norme in vigore in Gran Bretagna non consentivano liscrizione nel
registro di navi da pesca, di cui fossero proprietari soggetti non britannici, x escludere navi solo
apparentemente britanniche dalle quote di pesca riservate al Regno Unito.
Sospettando che le norme britanniche violassero il diritto comunitario lHouse of Lords, in attesa di
ricevere risposta ai quesiti pregiudiziali sollevati alla CG, le sospende.




60 *claudy*
Corte costituzionale italianasent Costa c. Enel

Laccettazione del principio del primato da parte della Corte cost ita stata difficoltosa.
Inizialmente la Corte ritiene che una legge ita in vigore pu essere resa inapplicabile solo con la
dichiarazione di incostituzionalit ex art 134 Cost.
Quindi cerca un aggancio che le consenta di riconoscere valore costituzionale al diritto comunitario
per poi dichiarare incostituzionale una norma interna contraria.
Ma nella sent Costa c. Enel (1964) tale aggancio costituzionale non viene trovato.
La l. di esecuzione del Trattato solo una l. ordinaria, le norme del Trattato hanno rango di l.
ordinaria e pertanto cedono di fronte ad una legge successiva.
In conclusione, in caso di legge incompatibile con il Trattato, si pone una mera questione di
successione di leggi nel tempo, che deve essere risolta dal giudice di merito e non dalla Corte cost
Il contrasto netto, il giudice nazionale:
x la CG deve applicare le norme del Trattato, disapplicando qualsiasi norma interna contraria;
x la Corte cost pu applicare le norme del Trattato solo se non sia intervenuta una l. interna
successiva incompatibile.

sent I.C.I.C

Il 1 avvicinamento della Corte cost alla CG avviene con la sent I.C.I.C. (1975) relativa a un d.lgs.
riproduttivo di un regolamento del Consiglio.
X la Corte cost l'art 11 Cost esige che il legislatore nazionale rispetti le limitazioni di sovranit che
ha accettato e, in particolare, non ostacoli, emanando leggi successive incompatibili o meramente
riproduttive, la diretta applicabilit dei regolamenti.
In tal caso la legge incostituzionale per violazione dell'art 11. Ma per disapplicarla non basta il
giudice ordinario, occorre la Corte cost ex art 134 Cost.
Riassumendo, il giudice italiano, per il principio della successione delle leggi nel tempo, pu
disapplicare una legge interna contraria al diritto comunitario se la legge preceda la norma
comunitaria, ma non se successiva: in questo caso il giudice non potr fare altro che sollevare la
questione di legittimit costituzionale.
La soluzione elaborata dalla Corte cost presenta 1 vantaggio: le sentenze di incostituzionalit hanno
valore generale e privano la norma incostituzionale di efficacia, rimuovendola definitivamente.
Ma anche 2 difetti:
1) riduce la Corte cost a una funzione notarile, perch spesso il conflitto tra norma comunitaria e
interna cos evidente che la Corte si limitava a prenderne atto;
2) l'intervento della Corte cost ritarda il momento a partire dal quale il giudice pu applicare
direttamente la norma comunitaria, paralizzata sino alla pronuncia di incostituzionalit della norma interna.

sent Granital

Dopo la sent Simmenthal (in cui la CG critica la sent I.C.I.C.) la Corte cost nella sent Granital
cambia orientamento.
La Corte cost si rifiuta di assimilare le norme comunitarie a norme nazionali di legge.
Quindi ai conflitti tra norme comunitarie e norme di legge non si possono applicare i metodi di
risoluzione previsti per il conflitto tra norme entrambe dell'ordinamento italiano, compresa la
dichiarazione di incostituzionalit.
Trattandosi di norme di ordinamenti diversi, i conflitti vanno risolti con il criterio della competenza
X la CG l'ordinamento della CEE e quello dello Stato, pur distinti e autonomi sono coordinati.
Il coordinamento discende dallavere la legge desecuzione del Trattato trasferito agli organi
comunitari alcune competenze.

61 *claudy*
Pertanto il giudice ordinario deve stabilire se la materia disciplinata rientri tra quelle trasferite alla
Comunit. Non quindi richiesto l'intervento della Corte cost. N si d importanza alla cronologia.
La soluzione vale solo per le fonti comunitarie direttamente efficaci.

La soluzione elaborata dalla Corte cost nella sent Granital bench molto vicina alla sent
Simmenthal della CG, lascia alcune differenze:
1) x la Corte cost l'ordinamento statale e quello comunitario sn separati; invece x la CG sn integrati;
2) x la Corte cost la norma di legge confliggente con la norma comunitaria non invalida come
sostiene la CG. Resta in vigore, sz interferire nella sfera occupata dalla norma comunitaria.

competenza residua cost

Infine x la Corte cost in 2 casi (riservati alla competenza residua della Corte cost) il giudice non
pu applicare immediatamente la norma comunitaria e di disapplicare l'eventuale legge interna
confliggente, dovendo invece sollevare questione di costituzionalit:

1) norma comunitaria contraria ai principi fondamentali dell'ordin cost e ai diritti dell'uomo:
il giudice nazionale chiamato ad applicare una norma comunitaria sospettata di violare tali principi,
deve sollevare questione di costituzionalit sulla legge di esecuzione del Trattato, in quanto da tale
legge deriva l'applicazione in Italia di una norma comunitaria del genere.
La competenza rivendicata dalla Corte cost confligge con la competenza esclusiva della CG a
giudicare della violazione dei diritti dell'uomo da parte di atti delle istituzioni.
Cmq anche possibile che il giudice a quo si rivolga prima alla CG e sollevi questione di
costituzionalit solo in caso di risposta insoddisfacente a tale questione;

2) norme di legge dirette ad impedire il rispetto dei principi fondamentali del Trattato:
dovrebbe trattarsi di casi caratterizzati da particolare gravit e da una comprovata intenzione di
impedire l'applicazione in Italia di interi settori del diritto comunitario.
In questi casi la Corte cost deve accertare se il legislatore ordinario abbia ingiustificatamente
rimosso alcuni limiti della sovranit statale che aveva posto, con la legge d'esecuzione del Trattato.

competenze dirette

La competenza della Corte cost a conoscere i conflitti tra norme comunitarie e interne sussiste
anche in tutti i casi che escono dal giudizio di costituzionalit in via di eccezione.
Se infatti tale conflitto venga in rilievo nelle sue competenze dirette (giudizio di costituzionalit in
via principale riguardo a leggi statali o regionali sospettate di violare il diritto comunitario, giudizio
sui conflitti dattribuzione, giudizio sullammissibilit di un referendum), la Corte cost deve
risolverlo, rispettando il principio del primato.

art 117

Il primato del diritto comunitario su quello interno oggi consacrato nel nuovo art 117 Cost che
impone al legislatore statale regionale il rispetto del diritto comunitario.
Nonostante la consacrazione in una norma costituzionale, resta salvo il potere-dovere del giudice
ordinario di disapplicare direttamente la norma interna incompatibile (secondo la sent Granital), sz
dover ricorrere al giudizio di incostituzionalit in via d'eccezione.
Per quanto riguarda invece le competenze dirette della Corte cost l'art. 117 costituisce ormai il
parametro di costituzionalit naturale.



62 *claudy*
SISTEMA DI TUTELA GIURISDIZIONALE

CONSIDERAZIONI GENERALI

Il sistema comunitario di tutela giurisdizionale che protegge le posizioni giuridiche sorte per
effetto del diritto comunitario si articola su 2 livelli. Quello davanti ai giudici:
1) nazionali k hanno competenza generale (residuale) rispetto a quella speciale del giudice comunitario;
2) comunitari (CG, Tribunale di 1 grado e Tribunale della Funzione pubblica)
I soggetti interessati possono proporre al giudice comunitario alcune azioni tassativamente
enumerate dal TCE (competenze dirette). Ricorsi per infrazione; d'annullamento; in carenza;
per risarcimento.

Il TCE attribuisce alla competenza diretta del giudice comunitario anche altre materie minoris
generis e cio controversie:
a) tra istituzioni e propri dipendenti,
b) riguardanti la BEI,
c) derivanti da contratti di diritto privato stipulati dalla Comunit, se il contratto contenga una
clausola compromissoria che preveda la competenza del giudice comunitario;
d) tra Stati membri connesse con l'oggetto del trattato, se le parti concludano un compromesso
che sottoponga la controversia al giudice comunitario.
A queste competenze di tipo contenzioso si aggiungono competenze consultive, tra cui la
compatibilit con il TCE degli accordi internazionali la cui conclusione prevista dalle istituzioni.

X il principio generale del diritto a una tutela giudiziaria effettiva, il titolare di una posizione
comunitaria deve poter esperire un ricorso giudiziario effettivo contro atti che violano tale sua posizione
L'insufficienza dei rimedi esperibili a livello comunitario non viola il diritto ad un rimedio
giurisdizionale effettivo, se esista un rimedio azionabile a livello nazionale.
Se invece non esista nessun rimedio giurisdizionale effettivo la lacuna deve essere colmata
attraverso interpretazioni estensive.

X es nella sent Parti cologiste Les Verts il partito chiede lannullamento di una decisione del P
relativa ai fondi stanziati per rimborsare le spese sostenute dalle formazioni politiche che
parteciparono alle elezioni europee del 1984, contestandone i criteri di distribuzione.
Ecco, la CG dichiara il ricorso ricevibile estendendo lart 230 TCE, che allora prevedeva la
possibilit di ricorrere solo contro gli atti del Consiglio e Commis, anche agli atti del P.

Invece il 2 e 3 pilastro non dispongono di un sistema di tutela giurisdizionale analogo a quello
del pilastro comunitario: il TUE nellambito del Tit V (PESC) non prevede alcuna forma di tutela
giurisdizionale e nel Tit VI (Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale) assicura una
tutela molto + ristretta di quella prevista dal TCE.


RICORSO PER INFRAZIONE

Il ricorso x infrazione viene proposto contro uno Stato membro accusato di aver violato un
obbligo comunitario.

X Stato membro sintende lo Stato-organizzazione, comprensivo di tutte le sue articolazioni interne.
Pertanto uno Stato pu essere chiamato a rispondere di comportamenti imputabili non solo al
Governo nazionale (uffici fiscali, polizia), ma anche a poteri indipendenti da quello esecutivo
(parlamento, magistratura) o a enti territoriali.

63 *claudy*
Peraltro ci spiega:
1) la resistenza manifestata in Ita sul riconoscimento alle Regioni del potere di applicare i
regolamenti e attuare le direttive comunitarie nelle materie di loro competenza;
2) e la sostituzione x evitare che linerzia regionale possa comportare la responsabilit dello Stato.

X es la Commis contesta allIta che le tariffe x entrare nel Palazzo di Venezia violano il divieto di
discriminazione in base alla nazionalit, in quanto riservano uno sconto ai soli cittadini ita anziani
Il Governo ita tenta inutilmente di difendersi sostenendo che la fissazione delle tariffe x
lingresso nei musei regionali non di competenza statale, bens regionale.

oggetto del ricorso

Loggetto del ricorso pu riguardare la violazione di qualsiasi obbligo derivante dal Trattato o
dagli atti adottati in base ad esso.
Sono frequenti i ricorsi per mancata o non corretta attuazione delle direttive entro il termine.
Invece un ricorso per infrazione non esperibile rispetto:
* al divieto di disavanzi eccessivi;
* e alla violazione dei diritti delluomo, salvo che il comportamento sia stato adottato dallo Stato in
attuazione di una norma del Trat o di un atto delle istituzioni che ne autorizzi o ne richieda l'adozione.

Non necessario dimostrare nella violazione colpa o dolo.
N lo Stato membro x giustificarsi pu invocare:
- eventi interni come una crisi di governo,
- la necessit di rispettare la ripartizione di competenze tra Stato/Regioni,
- il comportamento contrario al diritto comunitario tenuto da altri Stati.

procedimento

Il procedimento del ricorso per infrazione varia a seconda del soggetto che apre il procedimento.
L'art 227 contempla la possibilit che ad agire sia uno Stato membro; lart 226 invece la
Commissione, che poi lipotesi + frequente visto che custode della legalit comunitaria.

Invece i singoli non possono rivolgersi direttamente alla CG per far valere la violazione di un
obbligo comunitario da parte di uno Stato membro.
Possono solo denunciarla alla Commis o al proprio Stato membro per sollecitarli ad intervenire.
In ogni caso sono previste 2 fasi:

fase precontenziosa

1) fase precontenziosa: tesa alla composizione amichevole della controversia x evitare l'intervento della CG.
Tale fase condizione di ricevibilit del ricorso alla CG: il ricorso irricevibile se non preceduto
da una fase precontenziosa, e parzialmente irricevibile se nell'oggetto del ricorso siano inserite
contestazioni diverse da quelle sollevate nella fase precontenziosa, salvo sia la semplice
continuazione di comportamenti gi contestati.

La fase precontenziosa si articola nei seguenti momenti:
a) la Commis con la lettera di messa in mora, intima allo Stato membro di presentare le proprie
osservazioni entro un certo termine.
La Commis gode di molta discrezionalit: pu decidere di avviare o no il procedimento; di portarlo
avanti con + o velocit; di porvi fine.
Quindi non si pu proporre ricorso in carenza nei confronti della Commis x omessa o ritardata
apertura o conclusione del procedimento.
N colui k ha denunciato alla Commis il comportamento di uno Stato, pu chiedere lannullamento
della lettera con cui la Commis respinga tale denuncia perch la lettera non vincolante;

64 *claudy*
b) lo Stato membro presenta osservazioni (in mancanza la Commis pu passare alla fase successiva);
c) la Commis espone con un parere motivato gli addebiti mossi allo Stato e lo invita a conformarsi
entro il termine fissato.
Tale parere un atto non obbligatorio (quindi non impugnabile ex art 230 TCE), con esso la
Commis si limita a esprimere la sua opinione.
Infatti il potere di constatare l'infrazione commessa da 1 Stato non spetta alla Commis, ma alla CG.

X alcune materie si applica un procedimento speciale, in cui non occorre la fase precontenziosa.
X es in materia di controllo sugli aiuti di Stato alle imprese la Commis invece di un parere
motivato adotta una vera e propria decisione con cui obbliga lo Stato che abbia concesso un aiuto
non permesso, a sopprimerlo o modificarlo.


fase contenziosa

2) fase contenziosa: prevede il ricorso alla CG e l'emanazione di una sentenza.
Si passa alla fase contenziosa solo se il termine fissato nel parere decorso invano.
La Commis non obbligata a ricorrere alla CG, n a farlo entro un termine predeterminato.
La Commis x es non ricorre se lo Stato si conformato al parere, seppure con un leggero ritardo.
O pu lasciare passare molto tempo prima di agire, sperando in una composizione amichevole.
Ma una volta presentato il ricorso alla CG, l'eventuale eliminazione da parte dello Stato della
violazione non influisce sull'esito del giudizio, salvo che la Commis non rinunci al ricorso.

In caso di accoglimento del ricorso, la CG si limita a riconoscere che lo Stato membro ha mancato
ad un obbligo derivante dal Trattato.
Si tratta pertanto di una sent di mero accertamento, e non di una sentenza di condanna o di
accertamento costitutivo (annullamento dei provvedimenti nazionali).
Tuttavia lo Stato deve prendere i provvedimenti k l'esecuzione della sent della CG comporta.
La sent non indica quali provvedimenti, n il termine entro cui dovr provvedere.

La mancata o ritardata adozione dei provvedimenti necessari a conformarsi alla sent pu indurre la
Commis ad avviare contro lo Stato un 2 procedimento di infrazione x violazione dell'art 228.
In origine tale procedimento non si distingueva da quello dellart 226 e poteva pertanto condurre
solo a una 2
a
sentenza di accertamento da parte della CG.
Oggi invece il 2 procedimento (sempre diviso in una fase precontenziosa e una contenziosa) pu
condurre allemanazione, a carico dello Stato membro inadempiente, di una vera e propria sentenza
di condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria.
Lisbona render il 2 procedimento + rapido: la Commis pu adire la CG subito dopo aver posto lo
Stato in condizione di presentare osservazioni, sz necessit di emanare il parere motivato, n di
attendere la scadenza del termine concesso allo Stato x conformarsi.

Se invece uno Stato membro a prendere liniziativa, lo Stato deve rivolgersi alla Commis
chiedendole di agire nei confronti dell'altro Stato membro.
A fronte del parere motivato della Commis o cmq dopo 3 mesi dallinizio della procedura, lo Stato
pu presentare ricorso direttamente alla CGCE.
Il potere di chiedere la comminazione di una sanzione pecuniaria a carico dello Stato membro in
occasione di un 2 procedimento di infrazione riservato alla Commis.
Per gli Stati membri il ricorso per infrazione ex art 227 l'unico mezzo x risolvere una controversia
tra di loro circa il rispetto degli obblighi derivanti dal TCE, essendosi impegnati, ex art 292, a non
sottoporre una controversia relativa all'interpretazione o applicazione del TCE a un modo di
composizione diverso da quelli previsti dal TCE stesso.

65 *claudy*
RICORSO DANNULLAMENTO

Mediante il ricorso d'annullamento il ricorrente chiede lannullamento di atti europei illegittimi.

Ci sono ank altre procedure k consentono alla CG un controllo di legittimit sugli atti comunitari:
a) leccezione di invalidit;
b) le questioni pregiudiziali di validit;
c) a titolo incidentale in un ricorso x risarcimento dei danni extracontrattuali, dato k la responsabilit
extracontrattuale della Comunit presuppone linvalidit dellatto che ha causato il danno.

Legittimazione passiva

Possono essere impugnati gli atti delle: istituzioni politiche comunitarie, BCE, e Lisbona aggiunger
Consiglio e altri organi e organismi dellUE (x es Corte dei Conti).
Queste istituzioni sono pertanto dotate di.
Purch si tratti di atti che abbiano efficacia obbligatoria nei confronti dei terzi.
Quindi possono essere impugnati regolamenti, direttive e decisioni e persino atti atipici.
Ma non: pareri, raccomandazioni (perch nn vincolanti), atti preparatori (perch nn sono definitivi).

Legittimazione attiva

Se il ricorrente :

a) uno Stato membro o unistituzione politica comunitaria, (cd ricorrenti privilegiati) pu far valere
lillegittimit di qualsiasi atto, poich agisce nellinteresse generale dellordinamento.
X Stati membri sintendono le sole autorit di Governo degli Stati.
Di conseguenza una regione x impugnare un atto delle istituzioni deve rispettare le condizioni previste x le
persone fisiche o giuridiche.
Nelle materie di competenza legislativa regionale o provinciale, le Regioni o Province autonome,
individualmente, possono sollecitare il ricorso; mentre, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, possono
obbligare il Governo al ricorso (si tratter cmq di un ricorso dello Stato);

b) la BCE o la Corte dei Conti, (cd ricorrenti intermedi) pu agire solo x salvaguardare le proprie
prerogative. Quindi deve dimostrare uno specifico interesse a ricorrere.
Sostenendo che latto impugnato invade la loro competenza;

c) una persona fisica o giuridica di diritto nazionale (cd ricorrenti ordinari), pu proporre ricorso solo
contro una decisione:
* presa nei suoi confronti (in tal caso occorre solo dimostrare un interesse a ricorrere);
* o che, pur apparendo formalmente come un regolamento o una decisione presa nei confronti di
altre persone, la riguardi direttamente e individualmente (quindi in tal caso deve dimostrare che l'atto
la riguarda direttamente e individualmente)

In questultimo caso se latto impugnato sia:

a) una decisione rivolta ad altre persone fisiche o giuridiche
linteresse da parte del ricorrente all'annullamento dell'atto ritenuto implicito nellaver provocato l'avvio
del procedimento di adozione dell'atto impugnato o nell'avervi partecipato.
In tal caso non si distingue tra interesse diretto e individuale.

X es la Metro denuncia la SABA per averla esclusa dalla sua rete di distribuzione e quindi laccusa di
aver violato gli artt 81-82 TCE.
Ma la Commis emana una decisioni di in materia di concorrenza nei confronti di SABA, in cui le
concede unesenzione ai sensi dellart 81
3
.
Ecco la Metro propone un ricorso dannullamento contro la decisione.
Ricorso che la CG accoglie, sz mettere in dubbio che la decisione fosse indirizzata a SABA.

66 *claudy*
b) un regolamento o una decisione rivolta a 1 o + Stati membri
il ricorrente gravato da un onere probatorio maggiore, soprattutto per linteresse individuale.

Interesse diretto significa che il ricorrente pregiudicato immediatamente dallatto impugnato e
non da successivi provvedimenti di attuazione.
Ecco, per i regolamenti linteresse diretto in re ipsa, visto che sono direttamente applicabili.
X le decisioni occorre provare che le autorit nazionali non dispongono di discrezionalit
nell'applicare la decisione o che, pur godendo di discrezionalit, hanno gi manifestato in anticipo
la loro volont di applicarla.

X es nella sent Piraiki-Patraiki alcune imprese greche impugnano una decisione della Commis rivolta
alla Francia, che autorizza lapplicazione di quote allimportazione in Francia di cotone greco
La Commis contesta linteresse diretto delle ricorrenti:Il loro pregiudizio non deriva dirett
dalla decisione impugnata, ma dai provvedimenti francesi adottati in base alla decisione!
Ma la CG respinge largomento: La possibilit che la Francia non si avvalesse della autorizzaz
era solo teorica, perch aveva gi manifestato la volont di attuare la decisione.

Interesse individuale significa che il ricorrente deve venir toccato dal provvedimento a causa di
determinate qualit personali o circostanze atte a distinguerlo dalla generalit dei cittadini, e quindi
lo identifichi alla stregua dei destinatari.

Come si evince dalla sent Plaumann: una societ tedesca impugna una decisione della
Commis rivolta alla Germania che lautorizza a sospendere la riscossione del dazio doganale
sui mandarini importati da paesi terzi.
Plaumann sostiene di essere individualmente pregiudicato dalla decisione in quanto
importatore in Germania di mandarini.
La CG respinge largomento: La decisione impugnata colpisce la ricorrente, non alla
stregua di destinatari, bens nella sua qualit di importatore di clementine, cio a causa di
unattivit che pu essere esercitata da chiunque!

Occorre pertanto dimostrare che l'atto produce effetti
a) o solo sulla posizione individuale del ricorrente
b) o cmq in + gravi rispetto agli altri soggetti.


Casi in cui viene dimostrato l'interesse individuale:

smascheramento dell'atto: il ricorrente dimostra che l'atto (x es un regolamento) non quel che
appare, ma, in sostanza, una decisione individuale nei suoi confronti;
l'atto contiene disposizioni k riguardano individualmente determinati operatori economici.
X es Codorniu, una societ spagnola, produttrice di spumanti recanti la denominazione Grand
crmant, impugna un regolamento che riserva tale denominazione ai produttori francesi.
La CG ritiene che la posizione di Codorniu distinta da quella della generalit degli operatori
economici, perch la Codorniu ha fatto tradizionalmente uso di tale marchio;
l'atto contiene un espresso riferimento a determinati soggetti, o il loro comportamento stato
preso in considerazione nel corso del procedimento per l'emanazione dell'atto impugnato.
X es nel caso di impugnazione di regolamenti istitutivi di dazi antidumping, la CG ammette il
ricorso proposto dalle imprese produttrici e esportatrici del prodotto colpito dal dazio.
Ci perch i dazi vengono istituiti indagando sui prezzi applicati da determinate imprese;
il procedimento k conduce all'atto impugnato obbligatoriamente coinvolge determinati soggetti o
ne deve prendere in considerazione la posizione giuridica (anche se in concreto ci non avvenga).


67 *claudy*
* X es ricevibile il ricorso presentato dallimpresa beneficiaria dellaiuto contro una
decisione che dichiara un aiuto statale incompatibile con il TCE. Perch la Commis prima di
adottare tali decisioni, deve intimare agli interessati di presentare le loro osservazioni.

* Altro es la sent Sofrimport: un regolamento della Commis sospende il rilascio di titoli di
importazione x mele originarie dal Cile.
Sofrimport impugna il regolamento che le impedisce limportazione di una partita gi in corso
di spedizione alla data di adozione del regolamento.
La CG accoglie il ricorso perch la Commis deve proteggere i prodotti, come quelli di
Sofrimport, gi avviati verso la Comunit.

Date le notevoli difficolt che le pers fisiche o giuridiche incontrano per dimostrare l'esistenza delle
condizioni richieste, Lisbona preveder condizioni di ricevibilit dei ricorsi individuali severe.
Infatti baster linteresse diretto, ma solo per impugnare atti regolamentari che non comportano
misure di esecuzione.
Invece se latto regolamentare deve essere seguito da atti desecuzione, andr provato anche
lintesse individuale, come per gli atti legislativi.

vizi

I vizi sindacabili da parte della CGCE sono tutti vizi di legittimit:
a) incompetenza, sia interna che esterna.
Si ha incompetenza interna se l'istituzione che emette l'atto non ha il potere di farlo, perch tale
potere spetta ad altra istituzione.
Esterna qd l'atto in questione non rientrava fatto nella competenza comunitaria, bens nella
competenza degli Stati;
b) violazione di forme sostanziali che regolano l'adozione dellatto.
X es difetto o insufficienza di motivazione oppure le imprese interessate non sono state ascoltate
prima delladozione della decisione in materia di concorrenza;
c) sviamento di potere che consiste nellesercizio di un potere per fini diversi da quelli per i
quali attribuito,
d) violazione del Trattato o di qualunque altra norma che sia superiore rispetto all'atto
impugnato (compresi i principi generali, gli accordi internazionali).

Il ricorso deve essere presentato entro 2 mesi dalla pubblicazione, notificazione o avvenuta
conoscenza dell'atto (in caso di mancata pubblicazione o notificazione).

sentenza.

Se la CG considera fondato il ricorso, adotta una sentenza di annullamento.
Tale sent ha effetti erga omnes e retroattivi (ex tunc).
Tuttavia se la sentenza annulli un regolamento (ma la giurisprudenza estende questa eccezione
anche a direttive e decisioni), ai fini della certezza del diritto, la CG pu limitare gli effetti della
sentenza: pu decidere che latto sia annullato solo in parte, solo nei confronti del ricorrente o che
gli effetti della sentenza non decorrano ex tunc.

La CG esercita un controllo di mera legittimit, potendo solo annullare l'atto.
Per regolamenti del P e Consiglio possano attribuire alla CG anche una competenza di merito,
per cui pu modificare lammontare delle sanzioni previste nel regolamento stesso.

Lisbona, sopprimendo la distinzione tra il 3 pilastro e il pilastro comunitario, render applicabile
lart 230 TCE anche agli atti in materia di Cooperaz di polizia e giudiziaria in materia penale.

68 *claudy*
RICORSO IN CARENZA

Con il ricorso in carenza si vuole far constatare lillegittimit di unomissione delle istituzioni comunitarie.
Essendo presupposto un obbligo di agire a carico dell'istituzione, escluso un ricorso in carenza
contro l'omissione di atti la cui adozione discrezionale (come un parere motivato).

Il ricorso in carenza (art 232) pu essere presentato solo dopo che l'istituzione stata invitata ad
agire con la diffida o messa in mora che deve indicare i provvedimenti che listituzione richiesta
di adottare (fase precontenziosa obbligatoria).
Decorsi 2 mesi dallintimazione, nellinerzia dellistituzione inadempiente, si pu presentare
ricorso alla CG entro ulteriori 2 mesi (fase contenziosa).

Il ricorso in carenza non pu essere presentato se listituzione prenda posizione e cio:
- adotti i provvedimenti richiesti;
- o rifiuti espressamente di adottare latto richiesto;
- o adotti un atto non del tutto coincidente con la richiesta (ferma restando limpugnabilit di tali atti
con un ricorso dannullamento).

Se la presa di posizione avvenga tardi, anche dopo la presentazione del ricorso (ma prima che la CG
abbia statuito) il ricorso diviene privo di oggetto, salva condanna dellistituzione alle spese processuali.

La presa di posizione dev'essere definitiva, e non solo interlocutoria, altrimenti la mora permarrebbe
X es nella sent Gurin la ricorrente presenta una denuncia relativa a violazioni dellart 82.
La Commis invia alla denunciante una comunicazione in cui la informa di non poter accogliere la
denuncia e fissa un termine per eventuali osservazioni.
Gurin presenta le proprie osservazioni, ma la Commis non adotta poi alcuna ulteriore decisione.
Gurin sostiene che la comunicazione non una presa di posizione, essendo solo interlocutoria.
Ma la CG replica alla ricorrente che la carenza era stata interrotta dalla comunicazione.
Beninteso, se la Commis dopo la presentazione delle osservazioni in risposta alla comunicazione,
non adotti una decisione definitiva in tempo ragionevole, si former una nuova carenza contro la
quale il denunciante potr presentare ricorso in carenza.
Cos come chi ha denunciato alla Commis alcune imprese, per violazione delle regole della
concorrenza, pu proporre ricorso in carenza in caso di mancato avvio del procedimento di indagine.

I titolari di legittimazione passiva sn gli stessi del ricorso dannullamento (escluso il Consiglio ).
I soggetti dotati di legittimazione attiva sono:
Stati membri, istituzioni politiche comunitarie e Corte dei Conti (ricorrenti privilegiati),
la BCE (ricorrente intermedia),
persone fisiche e giuridiche (ricorrenti non privilegiati) che possono ricorrere solo contro lomissione
di una decisione di cui sarebbero i destinatari formali o contro lomissione di un regolamento o una
decisione da rivolgere ad altre persone, purch li riguarderebbe direttamente e individualmente.

La sent con cui la CG accoglie il ricorso una sent di accertamento dellomissione.
Tale sent, pur facendo sorgere un obbligo di agire a carico dellistituzione, non la pu condannare a
un obbligo di facere specifico.

RICORSO PER RISARCIMENTO DI DANNI

La CG competente a giudicare in materia di responsabilit extracontrattuale riguardante i danni
causati dalle Istituzioni o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni.
Invece competente riguardo alla responsabilit contrattuale dellUE, solo se previsto da una clausola
compromissoria inserita nel contratto stipulato dallUE.

69 *claudy*
Il ricorso per risarcimento differisce dall'azione di annullamento in quanto tende ad ottenere, non
l'eliminazione di un atto determinato, ma il risarcimento del danno causato da un'istituzione.

Il ricorso x risarcimento (art 235 TCE) un rimedio residuale nel senso che la competenza della CG
esclusa se il ricorrente pu proporre ricorso per risarcimento dinanzi ai giudici nazionali.

Nella sent Wagner un operatore chiede allente tedesco incaricato di applicare la politica agricola
comune (BALM) lannullamento di una licenza di esportazione di zucchero.
Il BALM respinge la richiesta applicando un regolamento della Commis che invece a ben vedere,
ratione temporis, non era applicabile Wagner.
Wagner presenta ricorso per risarcimento contro la Commis.
Ma x la CG il ricorso irricevibile, perch mette in discussione la legittimit di provvedimenti adottati
dal BALM.
Insomma il ricorso per risarcimento non ha lo scopo di consentire alla CG il controllo della validit dei
provvedimenti nazionali, che invece rientrano nella competenza dei giudici nazionali.

Invece nella sent Krohn il ricorso ricevibile perch il BALM, nel rifiutare il rilascio del titolo di
importazione, si era attenuto ad unistruzione vincolante ricevuta dalla Commis.

I presupposti della responsabilit extracontrattuale della Comunit non sono definiti dal TCE, ma vanno
tratti dai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri:
1) danno effettivo,
2) nesso di causalit tra danno e comportamento delle istituzioni
3) e illegittimit di questo comportamento.

Oltre questi presupposti, qd la Comunit eserciti poteri discrezionali, e in particolare normativi, occorre
anche provare che:
a) la norma violata dalle istituzioni sia preordinata a conferire diritti singoli
b) e si tratti di una violazione grave e manifesta.

La responsabilit delle istituzioni in questi casi stata subordinata a presupposti aggiuntivi per evitare che
l'istituzione sia ostacolata nelle sue decisioni dalla prospettiva di azioni di danni qd deve adottare,
nell'interesse generale, provvedimenti normativi che possono ledere interessi di singoli.

La sent Mulder 1 dei pochi casi in cui la CE risponde dei danni provocati da atti normativi.
- X limitare la produzione di latte, un regolamento del Consiglio prevede che, in cambio di un premio,
i produttori possano sottoscrivere un impegno di non commercializzazione di 5 anni
E il sig Mulder lo sottoscrive.
- Successivamente un altro reg del Consiglio introduce un sistema di quote di produzione basate
sulla quantit di prodotto commercializzata durante lanno di riferimento.
Anno che cade proprio nel quinquennio in cui in vigore limpegno di non commercializzaz.
Pertanto a Mulder negata la quota.
- Il reg dichiarato invalido dalla CG x violazione del principio generale del legittimo affidamento,
in quanto non faceva eccezione x chi aveva sottoscritto limpegno di non commercializzaz.
In seguito Mulder presenta un ricorso x risarcimento danni e la CG lo accoglie perch la norma violata
dal reg (il principio del legittimo affidamento) diretta alla tutela dei singoli.
Peraltro dalla sent FIAMM si evince che eccezionalmente la Comunit pu essere tenuta a risarcire i
danni provocati da un atto lecito, anzich illegittimo.
Purch ricorra un danno effettivo, anormale & speciale e il nesso di causalit.
Nel caso di specie la domanda di risarc respinta xk il danno subito dalle ricorrenti nn anormale

Il diritto al risarcimento dei danni, se non viene esercitato, si prescrive dopo 5 anni dal momento
in cui avviene il fatto lesivo.
In caso di rigetto dell'istanza, pu essere proposto ricorso d'annullamento entro 2 mesi.
E in caso di silenzio dell'istituzione, un ricorso in carenza.

70 *claudy*
COMPETENZA PREGIUDIZIALE: CONCETTI GENERALI

Tramite un rinvio pregiudiziale (art 234) il giudice nazionale, (su istanza di parte o dufficio) pu,
e se giudice di ultima istanza (poich le sue decisioni non sono impugnabili nel diritto interno. In Ita
la Corte di Cass, Consiglio di Stato e Corte cost nellesercizio delle sue competenze dirette) deve,
sollevare innanzi alla CG una questione di interpretazione o di validit del diritto comunitario, la cui
soluzione necessaria per emanare la decisione giudiziale.
Quindi la pronuncia della CG pregiudiziale in senso sia temporale (perch precede la sent del
giudice nazionale), sia funzionale (perch strumentale alla emanazione della sent).

La competenza pregiudiziale della CG una competenza:
indiretta, in quanto l'iniziativa di rivolgersi alla CG non assunta direttamente dalle parti
interessate, ma dal giudice nazionale;
e limitata, potendo la CG esaminare solo le questioni di diritto comunitario deferite dal giudice
nazionale il quale rimane competente a pronunciarsi su tutti gli altri profili della controversia.

In quanto garanzia della corretta applicazione e dell'uniforme interpretazione (altrimenti ciascun
giudice comunitario potrebbe interpretare le norme comunitarie in modo diverso) del diritto
comunitario, la competenza pregiudiziale ha contributo allo sviluppo di tale diritto.
Basti pensare che principi fondamentali quali lefficacia diretta delle norme del trattato, il primato
sulle norme interne incompatibili, la responsabilit degli Stati membri per danni conseguenti alla
violazione del diritto comunitario sono stati affermati proprio in pronunce pregiudiziali della CG.

La CG si oppone a ogni norma nazionale che ostacoli la facolt dei giudici di operare un rinvio.
Anche perch se il giudice nazionale omette di sollevare una questione pregiudiziale davanti alla
CG (che gli consentirebbe di superare una difficolt interpretativa), pregiudica il diritto
fondamentale dei soggetti a un rimedio giurisdizionale effettivo tutelato dallart:
* 6 della Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo;
* e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE.

X es nel caso Moosbrugger c. Austria, il proprietario di un fondo agricolo, sottoposto al vincolo
di zona di protezione acquatica, contesta il metodo di calcolo dellindennizzo.
Il sig. Moosbrugger chiede alla Corte suprema il rinvio alla CG, argomentando che erano
emerse questioni di diritto comunitario.
Ma la Corte suprema rifiuta il rinvio e rigetta definitivamente la domanda del ricorrente.
Il sig. Moosbrugger ricorre alla CG, sostenendo tra laltro che il mancato rinvio pregiudiziale
alla CG, avrebbe leso il suo diritto a un rimedio giurisdizionale effettivo.
Ma nel caso di specie, x la CG il rifiuto di rinvio non era stato arbitrario.

Ex art 68 TCE, l'art 234 si applica solo nelle materie del Tit IV (visti, asilo e libera circolazione
delle persone). E peraltro solo i giudici di ultima istanza possono effettuare un rinvio pregiudiziale.
Per il 2 pilastro (PESC) non prevista alcuna competenza pregiudiziale.
Invece per il 3 pilastro, l'art 35 TUE consente a ciascuno Stato membro di dichiarare se accetta la
competenza pregiudiziale della CG. E lItalia lha dichiarato.
Con Lisbona e quindi con la soppressione della distinzione tra 3 pilastro & pilastro comunitario,
verr meno la disciplina speciale degli art 35 e 68.
Con lestensione della competenza pregiudiziale della CG al 3 pilastro, la CG sar investita di
molti rinvi operati nel contesto di procedimenti penali.
Ebbene in presenza di persone in detenzione, la CG chiamata a statuire il + rapidamente possibile.



71 *claudy*
Ammissibilit e rilevanza della questione pregiudiziale

La competenza pregiudiziale uno strumento di cooperazione tra giudici nazionali e CG.
Beninteso, i giudici nazionali non sono subordinati alla CG.
E lassenza di una gerarchia spiega perch la CG non controlla (in quanto aspetti disciplinati solo
dal diritto interno):
- la competenza del giudice nazionale a conoscere del giudizio nazionale;
- o sulla regolarit del giudizio stesso e, in particolare, del provvedimento di rinvio.

X la CG ha posto requisiti sul contenuto del provvedimento di rinvio: soprattutto nel complesso
settore della concorrenza, il giudice nazionale deve definire l'ambito di fatto e di diritto in cui si
inseriscono le questioni sollevate o almeno le ipotesi di fatto su cui tali questioni sono sollevate.
Se le indicazioni non sono sufficienti la CG (come emerge nella sentenza Telemarsicabruzzo) si
riserva la possibilit di non rispondere.

In genere, la CG non verifica la necessit del rinvio e la rilevanza delle questioni di diritto
comunitario rispetto alla soluzione del caso pendente davanti al giudice nazionale.
Quindi x la CG spetta al solo giudice nazionale valutare la necessit del rinvio.

Per la CG dichiara la propria incompetenza se sussista unipotesi patologica. Cio una questione:
1) posta nell'ambito di controversie fittizie: le parti instaurano il giudizio nazionale solo x ottenere
una pronuncia della CG, che, come tutte le sentenze pregiudiziali, abbia efficacia erga omnes.
X es nella sent Foglia, il contratto tra Foglia e Novello prevede che Novello rimborsi a Foglia
solo le tasse sui vini spediti da Foglia per conto di Novello compatibili con il diritto comunitario
Ecco, Novello rifiuta il rimborso di una tassa versata da Foglia alle dogane francesi, in quanto
la ritiene vietata dal TCE,.
Allora Foglia si rivolge al giudice nazionale che solleva una questione pregiudiziale.
Ma la CG dichiara la propria incompetenza a rispondere:Le parti vogliono solo la condanna
del regime fiscale francese dei vini attraverso lespediente di un procedimento dinanzi a un
giudice italiano fra 2 parti private, che hanno inserito una certa clausola nel loro contratto x
indurre il giudice italiano a pronunciarsi sul punto!
Lartificio dimostrato dal fatto che lo spedizioniere incaricato da Foglia ha pagato la tassa
francese senza obiettare e che altrettanto ha fatto Foglia, nel pagare lo spedizioniere;
2) manifestamente irrilevante: la norma comunitaria oggetto della questione pregiudiziale
manifestamente inapplicabile alla fattispecie oggetto del giudizio nazionale;
3) puramente ipotetica: la questione molto generica o cmq non risponde ad un effettivo bisogno
del giudice nazionale.















72 *claudy*
Nozione di giurisdizione

I soggetti legittimati a proporre la questione pregiudiziale davanti alla CG sono solo le
giurisdizioni nazionali. X la CG perch si possa parlare di giurisdizione tali organi innanzitutto
devono svolgere una funzione giurisdizionale nello specifico caso che ha dato origine al rinvio.

X es non da ritenersi giurisdizione ai sensi dellart 234:
la Corte dei conti qd controlla la regolarit dellattivit amministrativa;
lAutorit garante della concorrenza e del mercato.
Mentre una questione pregiudiziale pu essere sollevata nellambito di un giudizio di impugnazione
di provvedimenti dellAGCM dinanzi al TAR Lazio;
il Tribunale qd statuisce su una domanda di omologazione dellatto costitutivo di una societ, ai
fini dellinscrizione nel registro delle imprese (perch si tratta di una funzione amministrativa).
Invece una questione pregiudiziale pu essere sollevata nel giudizio relativo al reclamo contro il
decreto del Tribunale che rifiuti lomologazione.

La Corte cost italiana nega la propria legittimazione a sollevare la questione pregiudiziale perch
non un organo giudiziario, n ordinario, n speciale.
Quindi il giudice comune, prima di sollevare la questione di costituzionalit, se ritiene esistente
una questione comunitaria pregiudiziale, ad adire la CGCE.
Cd doppia pregiudizialit comunitaria perch la questione comunitaria pregiudiziale sia rispetto
al giudizio a quo che a quello costituzionale.

Per la Corte cost ammette di poter sollevare questioni pregiudiziali in un caso.
E cio nellambito di un giudizio di costituzionalit sollevato in via principale (anzich in via
incidentale) per violazione del diritto comunitario e quindi dellart 117 Cost.
E le pu sollevare perch in questi casi spetta alla stessa Corte cost valutare la conformit della
norma di legge censurata rispetto al parametro comunitario invocato.

Nei casi dubbi, perch si possa parlare di giurisdizione affinch lorgano possono effettuare un
rinvio pregiudiziale devono ricorrere anche altri requisiti che la CG applica con elasticit:
indipendenza, origine legale dell'organo, permanenza, giurisdizione obbligatoria, natura
contraddittoria del procedimento, il fatto che l'organo applichi norme giuridiche.

Circa lindipendenza nella sent Dorsch Consult la Commissione federale per la sorveglianza sulle
aggiudicazioni di appalti x la controparte non era indipendente perch legata al Ministero
dellEconomia e composta da funzionari pubblici.
Ma x la CG indipendente perch la sua legge istitutiva stabilisce che:
- opera in modo indipendente e responsabile;
- i suoi membri sono nominati/revocati con le stesse regole applicabili ai magistrati;
- e non possono operare nei casi in cui siano stati offerenti o abbiano partecipato alla
decisione di aggiudicazione dellappalto.

Circa l'origine legale, gli arbitri non possono sollevare questioni pregiudiziali se il ricorso allarbitro
frutto di una scelta delle parti che hanno inserito nel contratto la clausola compromissoria.
Ma possono sollevarle in caso di arbitrato obbligatorio: cio qd le parti sono tenute per legge a
sottoporre ad arbitro le proprie controversie.





73 *claudy*
Facolt e obbligo di rinvio

La facolt di rinvio dei giudici non di ultima istanza implica che questi sono liberi di scegliere:
se sollevare le questioni di diritto comunitario davanti alla CG, indipendentemente dalla richiesta
delle parti, e cio anche dufficio;
e qd sollevarle. Per la CG potrebbe richiedere che, prima di rinviare, siano gi stati accertati i
fatti e risolte le questioni di diritto interno.

La CG ha attenuato la distinzione tra giudici di ultima istanza e giudici delle istanze inferiori:

innanzitutto il solo fatto che le parti sollevino questioni di diritto comunitario non obbliga al
rinvio e poi si sono casi di facolt (anzich obbligo) di rinvio anche x i giudici di ultima istanza:
- qd la questione sia identica ad altra gi decisa in via pregiudiziale;
- il punto di diritto della questione sollevata risulti da una giurisprudenza costante della CG;
- qd la corretta applicazione del diritto comunitario evidente (In claris non fit interpretatio o ipotesi
dell'atto chiaro).

Prima di concludere in questo senso il giudice deve tenere conto:
a) se la stessa soluzione si imporrebbe anche ai giudici degli altri Stati e alla CG;
b) le diverse versioni linguistiche delle norme comunitarie;
c) la non necessaria coincidenza tra il significato di una medesima nozione giuridica in diritto
comunitario e in diritto interno;
d) e infine deve ricollocare la norma comunitaria nel suo contesto e alla luce delle sue finalit.

in 2 luogo ha previsto un'ipotesi di obbligo di rinvio anche x giudici non di ultima istanza.
Infatti visto che un giudice non pu autonomamente (cio sz attivare un rinvio pregiudiziale)
accertare l'invalidit di un atto delle istituzioni (sent Foto-Frost), allora se ritenga fondati i motivi
di invalidit sollevati dalle parti su un atto delle istituzioni, il giudice tenuto a sollevare una
questione pregiudiziale.

Foto-Frost unimpresa tedesca di import, export di prodotti fotografici.
Importa binocoli originari della Germania, acquistandoli in altri Stati.
La dogana tedesca, ritenendo di dover applicare il Protocollo sul commercio interno tedesco, non
applicano, a torto, alcun dazio.
Per il recupero a posteriori, un regolamento del Consiglio richiede lautorizzazione della Commis
(i dazi doganali costituiscono risorsa propria comunitaria).
Per la Commis le dogane devono recuperare a posteriori, anche se la mancata riscossione fu dovuta
a un loro errore.
Allora la dogana adotta un provvedimento di recupero che Foto-Frost impugna davanti al Tribunale
tedesco che chiede alla CG se un giudice nazionale possa sindacare la validit della decisione della Commis
X la CG no perch se lart 230 attribuisce alla CG una competenza esclusiva ad annullare un atto
delle istituzioni, coerenza vuole, che sia riservato alla CG anche il potere di dichiararne linvalidit.
Il giudice nazionale che dubiti della validit di un atto delle istituzioni deve sollevare una questione
di validit alla CG. In tal caso il rinvio obbligatorio, anche se il giudice non di ultima istanza.
Viceversa i giudici possono esaminare la validit di un atto comunitario e dichiararne la validit, se
ritengono infondati i motivi di invalidit addotti dalle parti.






74 *claudy*
Oggetto delle questioni pregiudiziali

Le questioni pregiudiziali di interpretazione, a diff di quelle di validit, possono avere ad oggetto
- non solo gli atti compiuti dalle istituzioni comunitarie (e cio gli atti di cui allart 249, gli
atti atipici, gli accordi internazionali, gli atti privi di efficacia diretta) e dalla BCE,
- ma anche il Trattato (compresi emendamenti e protocolli).
Lart 234 menziona inutilmente come possibile oggetto di una questione interpretativa anche gli
statuti degli organismi creati con atto del Consiglio.
Inutilmente perch rientrano nella categoria degli atti compiuti dalle istituzioni.

Non rientrano invece della competenza pregiudiziale della CG gli accordi o le convenzioni
concluse tra gli Stati membri, nemmeno se stipulate in attuazione di una previsione del TCE.
A meno che tale competenza pregiudiziale sia istituita direttamente dalla convenzione o protocolli.

in particolare nellambito di una questione d'interpretazione, la CG non pu:

applicare norme comunitarie alla fattispecie oggetto del giudizio pendente davanti al giudice nazionale
Tuttavia le risposte fornite dalla CG spesso vanno al di l di un'interpretazione astratta.
X es nel settore della tariffa doganale comune la CG in realt classifica direttamente in questa o
quella voce tariffaria il prodotto esaminato dal giudice nazionale (sent Poppe).

interpretare norme nazionali o pronunciarsi sull'incompatibilit di una norma nazionale
con norme comunitarie.
Per se il giudice nazionale con una questione pregiudiziale ha chiesto alla CG un giudizio sulla
compatibilit con il diritto comunitario di specifiche norme interne, la CG pu riformularla in modo
da fornirgli un giudizio, sia pure indiretto, sulla compatibilit della norma interna con il diritto
comunitario (cd uso alternativo del rinvio pregiudiziale).
X es nella sent Piageme il tribunale chiede alla CG se in contrasto con il TCE la norma belga k impone
luso nelle etichette della lingua (francese o fiamminga) della Regione dove avviene la vendita.
Ma la CG riformula la domanda in questi termini:Il TCE si oppone a che una normativa nazionale
impongano luso della lingua della regione linguistica in cui il prodotto messo in vendita,
precludendo limpiego di unaltra lingua facilmente compresa dagli acquirenti? S, si oppone!

in particolare le questioni di validit

Le questioni pregiudiziali di validit consentono alla CG di effettuare un controllo sulla validit
degli atti compiuti dalle istituzioni della Comunit o della BCE.
Ad integrazione del controllo che la CG esercita attraverso
- il ricorso di legittimit ex art 230,
- leccezione di invalidit ex art 241
- e, indirettamente, lazione di danni da responsabilit extracontrattuale ex art 235.

- L'analogia con l'art 230 comporta che della questione pregiudiziale di validit, oggetto & motivi
di invalidit siano gli stessi del ricorso d'annullamento.
- Tuttavia la questione di validit che riguardi un reg/decisione rivolta a terzi non sottoposta alle
condizioni restrittive di cui all'art 230, n vale il termine di 2 mesi.
Quindi una questione di validit pu essere proposta anche dopo anni dall'entrata in vigore dell'atto.
Tuttavia se il soggetto che si rivolge al giudice nazionale avrebbe potuto proporre ricorso di
annullamento contro latto comunitario e non lo ha fatto, lasciando decorrere 2 mesi, il giudice
nazionale non pu + sollevare questione pregiudiziale di validit.


75 *claudy*
Valore delle sentenze pregiudiziali

La sent pregiudiziale (di interpretazione o validit) in teoria vincola solo il giudice che ha effettuato
il rinvio (questi non pu discostarsene, x pu adire nuovamente la CG x ulteriori chiarimenti).
Ma in pratica dispiega effetti oltre il caso deciso.
E ha valore generale perch qualunque giudice nazionale che si trovi a dover risolvere questioni in
merito alle quali la CG si sia gi pronunciata mediante sent pregiudiziale, deve adeguarsi a tale sent,
salva la possibilit di rivolgersi nuovamente alla CG.

Le sent pregiudiziali hanno efficacia ex tunc (retroagiscono alla data dellentrata in vigore della
norma): la norma cos interpretata pu e deve essere applicata dal giudice anche a rapporti giuridici
sorti prima della sent interpretativa.
Per il valore retroattivo delle sent pregiudiziali cede di fronte al principio di certezza del diritto,
in relazione a rapporti ormai esauriti x scadenza dei termini di ricorso o x esaurimento dei mezzi di
tutela giurisdizionale: non pu invocare una sent pregiudiziale un soggetto che non abbia agito in
giudizio entro il termine, purch ragionevole, previsto dallordinamento.

Nella sent Kunhe & Heitz la ricorrente effettua dei rimborsi a causa di un errore.
Errore risultato da una sent pregiudiziale interpretativa intervenuta qd la decisione che
imponeva il rimborso era ormai divenuta definitiva.
Kunhe & Heitz chiede la revoca della decisione, anche se ormai definitiva, per incompatibilit
con la successiva sent della CG.
Ma la CG afferma che un organo amministrativo non obbligato a riesaminare una decisione
amministrativa definitiva.
La leale cooperazione derivante dallart 10 TCE impone di riesaminarla per tener conto
dellinterpretazione nel frattempo accolta dalla CG solo se:
a) il diritto nazionale consente di ritornare su tale decisione;
b) la decisione divenuta definitiva in seguito a una sent di un giudice nazionale di ultima istanza;
c) tale sent, alla luce della giurisprudenza della CG successiva, risulti fondata su
uninterpretazione errata del diritto comunitario adottata sz che il giudice di ultima istanza
abbia sollevato una questione pregiudiziale, come era invece suo obbligo;
d) e linteressato si sia rivolto allorgano amministrativo immediatamente dopo essere stato
informato della detta giurisprudenza.

Inoltre la CG si riserva il potere di limitare nel tempo la portata delle proprie sent pregiudiziali ai
fini della certezza del diritto e tutela dell'affidamento.
La CG tuttavia fa generalmente salva la possibilit di invocare la sent pregiudiziale da parte di
coloro che abbiano proposto un'azione giudiziaria equivalente prima della sent stessa.

Nella sent FRAGD una societ aveva versato importi in base a un regolamento successivamente
dichiarato invalido dalla CG.
- Il Tribunale, a cui FRAGD si era rivolta, prima solleva una questione pregiudiziale di validit.
E la CG: Linvalidit del reg non consente di rimettere in discussione i pagamenti effettuati
prima della sent di invalidit!
- Insoddisfatto, propone allora una questione di costituzionalit della l. di esecuzione del
Trattato x violazione degli artt 23-24 Cost da parte dellart 234.
Quindi viene prospettata la violazione da parte della CG dei principi fondamentali del nostro
ordinamento costituzionale o dei diritti inalienabili della persona umana.
Ipotesi che dopo la sent Granital, rientra nella competenza della Corte cost.
La Corte cost dichiara inammissibile la questione x mancanza di rilevanza.
Nello stesso tempo per critica la CG che svuota il diritto di ognuno ad avere x qualsiasi
controversia un giudice, laddove la CG risponde al giudice nazionale:Eh s, la norma
invalida per tu la devi cmq applicare perch tale invalidit nel tuo giudizio non ha effetto!

76 *claudy*
COMPETENZE DELLUE
PRINCIPIO DI ATTRIBUZIONE (o principio della competenza dattribuzione)

Lart 5 TCE pone 3 principi generali sul rapporto tra CE e Stati membri:
1 comma = PRINCIPIO DI ATTRIBUZIONE = La Comunit (CE) agisce nei limiti delle competenze
e degli obiettivi che le sono assegnati dal TCE.
2 comma = PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA = Nei settori che nn sn di sua esclusiva competenza
la CE interviene, secondo il principio della sussidiariet, solo se e nella misura in cui gli obiettivi
dell'azione prevista nn poxono exere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e poxono dunque,
x le dimensioni o effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario.
3 comma = PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA = L'azione della CE non va al di l di quanto
necessario per il raggiungimento degli obiettivi del TCE.

X il principio di attribuzione la CE si deve occupare solo degli oggetti che il Trattato le assegna
espressamente. Insomma non ha competenza generale.
E competenze che non siano attribuite alla CE, appartengono agli Stati membri.

Deroghe al principio di attribuzione, con conseguente espansione delle competenze della CE:

la teoria dei poteri impliciti: se il TCE affida ad un organo comunitario un compito preciso,
lorgano potr esercitare sia i poteri espressamente attribuitigli, sia quelli impliciti (pur in mancanza
di un espressa attribuzione di poteri) che sono indispensabili per il suo compito.
X es la CE competente a stipulare accodi internaz in materia di trasporti, nonostante manchi
unesplicita previsione, in forza del principio del parallelismo dei poteri interni e esterni;

lart 308 TCE:
-Qd un'azione della CE necessaria x raggiungere, nel funzionamento del mercato comune
(Lisbona sostituir nel quadro delle politiche definite dai trattati. Quindi lart 308 sar applicabile
anche nel 3 pilastro), uno degli scopi della CE,
- sz che il TCE abbia previsto i poteri d'azione richiesti,
- il Consiglio, deliberando all'unanimit su proposta della Commis e dopo aver consultato il P
(Lisbona sostituir e previa approvazione del P), prende le disposizioni del caso (es. direttive,
regolamenti, accordi internazionali).

Lart 308 nato x l'impossibilit di definire in anticipo e con esattezza i poteri della CE.
La 1
a
condizione, la necessit dellazione in relazione ai fini della CE, lascia grande discrezionalit
alle istituzioni.
Infatti data la vastit degli scopi della CE, previsti dall'art 2 TCE, qualsiasi azione pu esservi ricollegata.
X di pi nella prassi spesso neanche viene chiarito il nesso della nuova azione con gli scopi della CE
Anzi a volte vengono adottati atti in base allart 308 che si riferiscono a obiettivi non rientranti in
quelli previsti dal TCE.

La 2
a
condizione, mancata previsione di poteri dazione adeguati da parte del TCE, consente di
applicare lart 308, solo se il TCE non preveda una base giuridica alternativa.
X es la sent Erasmus:
- Commis:Il Consiglio ha sbagliato a utilizzare anche lart 308 accanto allart 151, in materia
di formazione professionale, come base giuridica x ladozione di una decisione.
- Consiglio:Ho dovuto indicare come base giuridica anche lart 308 perch lart 151
meramente programmatico e non mi attribuisce il potere di adottare azioni.
- CG:Lart 151 attribuisce al Consiglio il potere di adottare atti giuridici aventi ad oggetto
azioni comunitarie in materia di formazione professionale.
Quindi dato che la decisione impugnata non riguarda la formazione professionale il richiamo
allart 308 giustificato, non potendo il solo art 128 fornire unadeguata base giuridica!.

77 *claudy*
Esistono limiti intrinseci alla possibilit di ricorrere all'art 308?

Dato che lart 308 costituisce un minus rispetto alla procedura di revisione di cui all'art 48 TUE,
non pu essere utilizzato per adottare disposizioni che comportano una modifica del TCE che
sfugga alla procedura di revisione.

Lart 308 non consente deviazioni o deroghe rispetto al TCE.
X es non possibile adottare in base allart 308 disposizioni che
- deroghino alla libert di circolazione;
- o che riattribuiscano agli Stati competenze conferite dal TCE alla CE,
- o che modifichino la struttura istituzionale della CE.
X es ladesione alla CEDU da parte della CE, attraverso lart 308, anzich mediante modifica del
TCE, x la CG avrebbe modificato la struttura istituzionale della CE.

In definitiva lart 308 consente di riconoscere alla CE nuove azioni, nuovi poteri, interventi in
settori in cui il TCE non attribuisce alla CE poteri dazione.
Infatti lart 308 (da solo o combinato con altre disposizioni del TCE) ha consentito lintervento nel
campo x es della protezione ambientale, sviluppo tecnologico, politica energetica, ecc


VARI TIPI DI COMPETENZA COMUNITARIA

Le competenze comunitarie si distinguono in competenze esclusive e concorrenti (o ripartite).
Distinzione che attiene ai rapporti tra competenza comunitaria e competenza (residua) degli Stati membri.

Nei settori di competenza esclusiva, la competenza degli Stati membri preclusa anche se la
competenza comunitaria non stata ancora esercitata.
In questa ipotesi, gli interventi degli Stati membri hanno carattere transitorio e debbono essere
autorizzati dalla CE.

Nei settori di competenza concorrente, invece, almeno inizialmente CE e Stati membri possono
ciascuno esercitare i propri poteri.
Situazione questa che potrebbe modificarsi nel tempo a favore della CE.
Infatti a mano a mano che questa agisce, diminuisce corrispondentemente lo spazio d'azione degli
Stati membri.
In forza del principio di leale collaborazione ex art 10, gli Stati membri non potrebbero intervenire
in materie gi oggetto di una disciplina comunitaria completa e dettagliata.
Ne risulta che, l'estensione e finanche la sopravvivenza stessa della competenza degli Stati membri
dipendono dai tempi e dai modi con cui la competenza comunitaria viene esercitata.

Il TCE non precisa se una determinata competenza comunitaria esclusiva o concorrente.
Il problema va risolto in via interpretativa, dando rilievo soprattutto agli scopi perseguiti dal TCE
nell'attribuire alla CE determinati poteri.
X es la CG considera come esclusiva la competenza comunitaria nella politica commerciale
comune perch tale politica concepita dal TCE x perseguire le finalit collettive della CEcosa
impossibile se gli Stati membri potessero perseguire autonomamente i propri interessi nei rapporti
commerciali con Stati terzi.

Il mero fatto che un certo settore sia oggetto di una "politica comune" non implica che si possa
parlare di competenza esclusiva.

78 *claudy*
X es anche se il TCE prevede una politica agricola comune, lagricoltura (come la pesca e il
mercato interno) rientra nella competenza concorrente, perch non preclusa a priori la competenza
degli Stati membri.
Basti pensare che i provvedimenti nazionali che intervengono sui prezzi agricoli, purch non
intervengano sullo stesso livello in cui intervengono i prezzi comuni (x es i pz comuni riguardano la
fase della produzione, mentre i pz nazionali i pz al consumo), sono ammissibili, purch non mettano
in pericolo lorganizzazione comune di mercato (x es qd il pz max nazionale al dettaglio talmente
basso da ripercuotersi sui produttori).

Il TCE prevede un 3 tipo di competenze: in taluni settori la competenza comunitaria deve essere
esercitata in parallelo con la competenza degli Stati membri, attraverso azioni destinate a sostenere,
coordinare o integrare quelle degli Stati membri e sz che la competenza comunitaria possa
sostituirsi a quella degli Stati membri.
X es le nuove azioni e politiche attribuite alla competenza comunitaria dall'AUE oppure lart 177
La politica della CE nella cooperazione allo sviluppo integra quelle svolte dagli Stati membri.

Lisbona prevede la competenza:
esclusiva (in settori tassativamente elencati: unione doganale, regole di concorrenza necessarie al
funzionamento del mercato interno, politica monetaria e commerciale comune, conservazione delle
risorse biologiche marine, conclusione di accordi internazionali qd tale conclusione prevista da
una l. comunitaria o necess x lesercizio delle sue competenza o pu incidere su norme comuni);
concorrente,
per svolgere azioni di sostegno, coordinamento e completamento rispetto all'azione nazionale,
per il coordinamento delle politiche economiche e occupazionali
e in materia di politica estera e di sicurezza comune.


PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA

Il principio di sussidiariet richiamato in vari atti: nel preambolo e nell'art 2 TUE, nel
Protocollo sullapplicazione dei principi di sussidiariet e proporzionalit, in un accordo
interistituzionale...

A diff del principio di attribuzione che delimita le competenze della CE, i principi di sussidiariet e
proporzionalit disciplinano lesercizio delle competenze attribuite alla Comunit.

Il principio di sussidiariet e di proporzionalit hanno la funzione di tutelare gli Stati membri da
interventi comunitari ingiustificatamente ampi.
Il principio di sussidiariet si applica solo nei settori di competenza esclusiva, mentre il principio
di proporzionalit anche in quelli di competenza concorrente.

In astratto il principio di sussidiariet potrebbe essere considerato come neutrale: la preferenza
dell'azione statale o comunitaria dovrebbe dipendere da quale assicuri migliori risultati.
Invece sembra esprimere un favor per l'azione statale:
1) perch va preferita lazione statale se assicura il raggiungimento degli obiettivi prescelti bench
solo in misura sufficiente, mentre l'azione comunitaria solo se li realizza meglio;
2) la maggiore efficienza dell'azione comunitaria deve derivare da unazione transnazionale,
altrimenti lazione comunitaria esclusa a priori,
3) garantisce gli Stati membri k le loro competenze in settori di competenza concorrente
comunitaria vengano limitate/cancellate solo qd l'azione comunitaria sia + efficiente di quella
nazionale.

79 *claudy*
Il rispetto del principio di sussidiariet sindacabile dal giudice o solo unindicazione politica
rivolta alle istituzioni?
La CG, pur estendendo il proprio sindacato al rispetto del principio di sussidiariet, lascia la scelta
di considerare un atto comunitario conforme al principio di sussidiariet alla discrezionalit politica
delle istituzioni, nella quale intende intromettersi solo in caso di travalicamento dei limiti della
discrezionalit o di errore manifesto.

La violazione del principio di sussidiariet stata invocata dalle parti, allinizio solo come vizio
della motivazione, poi in quanto vizio autonomo.
Il principio di sussidiariet rispettato se:
a) l'obiettivo dell'azione progettata potesse essere meglio realizzato a livello comunitario;
b) e l'azione comunitaria non abbia oltrepassato la misura necessaria per realizzare l'obiettivo.

Lisbona aggiunger il riferimento al livello regionale o locale accanto al livello centrale:
vanno considerati entrambi x valutare se gli Stati membri possano raggiungere sufficientemente gli
obiettivi dell'azione prevista.
Un nuovo Protocollo n 2 sull'applicazione dei principi di sussidiariet e di proporzionalit
rafforzer il rispetto di tali principi e attribuir ai parlamenti nazionali un ruolo importante.
Ogni Parlamento nazionale o camera (in caso di Parlamento bicamerale) potr formulare, entro 8
settimane dalla trasmissione di un progetto legislativo, un parere motivato di non conformit del
progetto al principio di sussidiariet.
A ciascuna camera sar assegnato 1 voto, 2 ai Parlamenti unicamerali.
Se 1/3 dei voti siano negativi (1/4 se la proposta riguarda lo spazio di libert, sicurezza e giustizia)
il progetto deve essere riesaminato dal suo autore, che pu mantenerlo, modificarlo o ritirarlo, ma
con obbligo di motivazione.

Se invece ladozione dellatto richiede la procedura legislativa ordinaria, se la maggioranza
semplice dei parlamenti abbia votato contro, la Commis, se vuole mantenere il progetto, dovr
emanare un parere motivato e la procedura legislativa ordinaria conoscer una fase preliminare,
dedicata alla verifica del rispetto del principio di sussidiariet.
Se il Consiglio o il P voti a maggioranza del 55% dei membri nel senso che la proposta non sia
compatibile con il principio di sussidiariet, la proposta decada.

Inoltre previsto il ricorso d'annullamento x violazione del principio di sussidiariet proposto da
uno Stato membro o dal Comitato delle regioni avverso atti x i quali richiesta la sua consultazione.

PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA

Gli Stati membri invocano spesso il principio di proporzionalit per contestare la legittimit di
atti delle istituzioni giudicate eccessivamente invasivi delle loro competenze.
La CG tuttavia, limita il proprio riesame alle ipotesi di errore manifesto, sviamento di potere o
manifesto travalicamento dei limiti della discrezionalit.

La proporzionalit comporta restrizioni per quanto riguarda:
la scelta del tipo di atto da adottare (le direttive devono essere preferite ai regolamenti; le
direttive-quadro a misure dettagliate; le misure non vincolanti a quelle vincolanti),
il contenuto dellatto (le misure comunitarie dovrebbero lasciare il maggior spazio possibile alle
decisioni nazionali).

Il principio di proporzionalit di cui allart 5 una specifica applicazione del principio generale di diritto
comunitario di proporzionalit dal quale si distingue perch:
- il 1 costituisce una garanzia prevista per gli Stati;
- il 2 protegge invece i singoli dalle istituzioni comunitarie o dalle autorit nazionali che agiscono in
un settore retto dal diritto comunitario.

80 *claudy*
LA COMPETENZA ESTERNA DELLA CE PUO ESSERE:

Normativamente prevista o parallela

Normativamente prevista = qd il TCE prevede espressamente che la CE pu concludere accordi
internaz
In origine si trattava solo degli accordi di politica commerciale comune e di associazione.
Oggi anche degli accordi in materia di: propriet intellettuale, regime monetario, sviluppo
tecnologico, ambiente, cooperazione allo sviluppo, cooperazione economica con Paesi terzi;
o parallela = x il principio del parallelismo dei poteri comunitari interni e esterni la CE pu
concludere accordi internaz in tutte le materie x le quali possa adottare atti sul piano interno.
Tale competenza pu essere esercitata sia:
- dopo che la CE abbia gi adottato atti sul piano interno (competenza parallela successiva),
- qd la competenza interna attivata proprio in occasione della conclusione di un accordo
internazionale (competenza parallela preventiva).
X in tal caso eccezionale: necessario dimostrare che la partecipazione della CE
all'accordo internazionale indispensabile per realizzare uno degli obiettivi della CE.

Se la CE conclude un accordo con Stati terzi, preclude agli Stati membri che siano parti dello stesso
accordo accanto alla CE, di utilizzare tra di loro i procedimenti per la soluzione delle controversie
predisposti dall'accordo stesso, se si tratta di controversia relativa all'interpretazione o applicazione
del TCE ai sensi dell'art 292 TCE, attribuita esclusivamente alla CG.
X es uno Stato membro della Convenzione in materia di inquinamento marino (conclusa anche dalla
CE) non pu sottoporre al Tribunale internaz del diritto del mare una controversia insorta con un
altro Stato membro riguardo a norme della Convenzione che rientrano nella competenza
comunitaria. Deve ricorrere alla CG.


Concorrente o esclusiva

Concorrente o esclusiva, a seconda che la possibilit che la CE concluda un accordo internazionale
impedisca agli Stati membri di concludere un accordo nel medesimo campo in alternativa alla CE o
a fianco della stessa (accordi misti).
A sua volta la competenza esclusiva pu essere:


Originariamente esclusiva o derivata

Originariamente esclusiva = se la CE ha competenza esclusiva interna ce lha anche esterna.
Cos la CE l'unica a poter concludere accordi internazionali nel campo:
della politica commerciale comune e della conservazione delle risorse biologiche del mare;
o derivata = in tutti gli altri casi la competenza esterna della CE concorrente.
Quindi un accordo internazionale in teoria pu essere concluso dalla sola CE; dalla CE e dagli Stati
membri; o dai soli Stati membri.
Ma come la competenza (interna) concorrente degli Stati membri pu risultare limitata o preclusa
dall'esercizio della competenza (interna) concorrente della CE, cos anche la competenza esterna.
+ in particolare gli Stati membri nei settori di competenza concorrente non possono concludere
accordi internazionali (in quanto rientrano nella competenza esterna comunitaria esclusiva):

1) che siano incompatibili con norme comunitarie adottate sul piano interno o

2) che incidano su norme comunitarie.

81 *claudy*
Cio qd laccordo rientra in un settore gi in gran parte, anche se non interamente, disciplinato
da norme comuni.
X es la CG ha definito esclusiva la competenza della CE a concludere la nuova
Convenzione di Lugano, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e
lesecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.
Peraltro questo lunico caso in cui una competenza esterna, originariamente concorrente,
si trasformata in esclusiva, in seguito allesercizio della competenza interna.
Infatti la materia era inizialmente disciplinata dalla Convenzione di Bruxelles conclusa
dagli Stati membri.
Poi la disciplina fu estesa agli Stati dellEFTA con la 1 Convenzione di Lugano.
E infine era stata disciplinata da un reg del Consiglio che ha sostituito la Conv di
Bruxelles. Ecco volendo allineare la Convenzione di Lugano al reg, si pose il problema
della competenza a stipulare la 2
a
Convenzione di Lugano;

3) infine qd la conclusione di tali accordi prevista da un atto delle istituzioni.


COMPETENZE DELLUE NEL 2 E 3 PILASTRO

Il TUE non contiene una norma come l'art 5 TCE.
Insomma il TUE non affronta direttamente il problema delle competenze dell'UE per quanto
riguarda i 2 pilastri non comunitari.

Ma sebbene il principio d'attribuzione non sia espressamente previsto per il 2 e 3 pilastro, si
ricava dallart 2 TUE che implica che le istituzioni godono solo dei poteri e competenze attribuite
loro dal TUE.

La classificazione del pilastro comunitario tra competenze esclusive, concorrenti e del 3 tipo (di
coordinamento e sostegno) non vale anche x il 2 e 3 pilastro.
Innanzitutto in questi 2 pilastri non ci sono settori di competenza esclusiva dell'UE.
Si pu parlare solo di competenza concorrente (quindi gli Stati possono agire autonomamente fino
a che lUE non abbia esercitati i propri poteri). Ma in molti casi si tratta di competenza del 3 tipo.

Nel 2 pilastro (PESC) poi pu parlarsi di competenza concorrente al max per le azioni comuni
k fanno scattare un obbligo di leale collaborazione: gli Stati, nn poxono emanare misure in contrasto.
Tuttavia tali azioni, poich limitate sia nel contenuto che nella durata, nn comportano quello svuotamento
della competenza statale k in genere deriva dallesercizio normativo della competenza concorrente.
In conclusione la competenza dellUE nel 2 pilastro + una competenza del 3 tipo perch impone
agli Stati membri solo un obbligo:
1) di coerenza (gli Stati membri possono continuare a svolgere una politica estera nazionale, con il
solo limite di evitare comportamenti difformi dalla linea adottata dallUE);
2) e di coordinamento (gli Stati membri devono reciprocamente informarsi e consultarsi).

Il rispetto della delimitazione della competenza tra, da un lato il pilastro comunitario e, dall'altro
il 2 e 3 pilastro garantita da un rimedio giurisdizionale: la CG verifica, in sede di ricorso
d'annullamento ex art 230 contro atti del Consiglio basati sulle disposizioni del 2 o 3 pilastro, che
tali atti non invadano le competenze che il TCE attribuisce alla CE.





82 *claudy*
DIRITTO DEL MERCATO UNICO EUROPEO

1. NOZIONI PRELIMINARI

OBIETTIVI DELLA COMUNIT EUROPEA

Lart 2 TCE (Trattato istitutivo della Comunit europea) indica:

gli OBIETTIVI che la Comunit deve promuovere =
(1) uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle attivit economiche,
(2) un alto grado di competitivit dei risultati economici,
(3) una crescita sostenibile e non inflazionistica,
(4) la coesione economica e sociale,
(5) la solidariet tra Stati membri,
(6) un elevato livello di occupazione e di protezione sociale,
(7) la parit tra uomini e donne,
(8) il miglioramento del tenore e della qualit della vita,
(9) un elevato livello di protezione dell'ambiente ed il miglioramento della qualit di quest'ultimo
(peraltro il principio di integrazione impone che gli obiettivi di tipo ambientale siano perseguiti
anche nellambito delle altre politiche);

e gli STRUMENTI di cui dispone per realizzarli =
a) l'instaurazione di un mercato comune;
b) e di un'unione economica e monetaria;
c) e l'attuazione delle politiche e azioni comuni di cui agli artt. 3 e 4.
(politiche e azioni che sono poi specificate nella Parte 3
a
del TCE, intitolata Politiche della Comunit
Alcuni es di politiche e azioni comuni:
- la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali;
- le 3 politiche comuni, e cio quella commerciale, nellagricoltura e nei trasporti;
- un regime di libera concorrenza;
- il ravvicinamento delle legislazioni nazionali).

Sia gli obiettivi che gli strumenti sono aumentati a partire dal Trattato sullUnione Europea (TUE).
- Circa gli obiettivi, come del resto anche le politiche e azioni, in origine erano + k altro di tipo
economico, oggi anche ambientale e sociale.
Perci con il TUE non si parla + di Comunit economica europea, ma di Comunit europea.
- Circa gli strumenti, laggiunta dellattuazione delle politiche e azioni comuni non felice perch
in realt questa necessaria per realizzare non solo gli obiettivi di cui allart 2, ma anche un
mercato comune e un'unione economica e monetaria.

Infine lart I-3 (I perch parte 1
a
) Cost per lEuropa indica gli obiettivi generali dellUnione nel
promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli.
Lart I-3, dato che lUnione assorbe anche le competenze della Comunit, pi complesso ( diviso
in ben 5 paragrafi!) degli artt del TCE e TUE che definiscono gli obiettivi della Comunit e
dellUnione. Obiettivi che, in gran parte, lart I-3 riprende.






83 *claudy*
CITTADINANZA DELLUNIONE & DIRITTI

Ex art 17 TCE cittadino dell'Unionechiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro.
Quindi il Trattato non fissa i criteri per lattribuzione della cittadinanza dellUnione. Bens rinvia ai criteri
stabiliti da ogni Stato membro dellUE per lattribuzione della propria cittadinanza nazionale.

X uno Stato non pu rifiutarsi di riconoscere ad un soggetto lo status di cittadino di un altro Stato
Come dimostr una sentenza degli anni 90 in cui il sig. Micheletti, avente nazionalit argentina e italiana
invocava quella italiana per esercitare in Spagna il diritto di stabilimento di cui al TCE.
E invece il c.c. spagnolo prevedeva che, in caso di doppia cittadinanza, dovesse prevalere la cittadinanza
dello Stato dellultima residenza abituale (nel caso la cittadinanza argentina).
Insomma richiedeva, indebitamente, un requisito ulteriore per riconoscere la cittadinanza di un altro Stato.

Ancora ex art 17 Ai cittadini dell'Unione spettano i diritti e i doveri previsti dal Trattato.
Tuttavia il TCE non enuncia doveri, ma solo diritti. Diritti di mobilit e diritti politici.

I diritti politici riguardano la partecipazione del cittadino dellUnione alla vita politica e cio il diritto:
1) di voto e di eleggibilit nelle elezioni comunali e nelle elezioni per il Parlamento europeo nello Stato
membro in cui risiedono, alle stesse condizioni dei cittadini di questo Stato;
2) di petizione al Parlamento europeo e di rivolgersi al Mediatore europeo;
3) di scrivere alle istituzioni comunitarie in una delle lingue ufficiali della Comunit (rectius lingue in cui
sono redatte le versioni del Trattato facenti fede) e di ricevere risposta nella stessa lingua.

I diritti di mobilit sono legati alla circolazione del cittadino allinterno dellUnione o in Paesi III.
Ebbene ogni cittadino dellUnione ha diritto:
1) di tutela diplomatica: Se si trovi nel territorio di un Paese III in cui non sono presenti autorit
diplomatiche o consolari dello Stato membro di cui ha la cittadinanza, ha diritto alla tutela da parte delle
autorit diplomatiche e consolari di qualsiasi altro Stato membro;
2) di circolazione e di soggiorno, ai sensi dellart 18, nel territorio degli Stati membri, fatte salve le
limitazioni e condizioni previste dal Trattato e dalle disposizioni adottate in sua applicazione.

Ulteriori limiti al diritto di soggiorno sono poi previsti da direttive CEE degli anni 90 che riguardano gli
studenti e i lavoratori che hanno terminato la loro attivit professionale.
Tali direttive subordinano il diritto di soggiorno al possesso di unassicurazione contro la malattia e di
sufficienti mezzi di sostentamento x evitare k diventino un onere per lassistenza sociale dello Stato ospitante

Lart 18, secondo la Corte, almeno per il diritto di soggiorno, una norma dotata di efficacia diretta e cio
riconosce direttamente a ogni cittadino dellUnione il diritto di soggiorno, sz peraltro pi richiedere lo
svolgimento di unattivit economica.
Infatti eventuali limiti e condizioni al diritto di soggiorno, soggetti a sindacato giurisdizionale, non
impediscono ai singoli di far valere in giudizio tali diritti soggettivi.

Rispetto al diritto di circolazione la Corte invece pi cauta.
Infatti esclude che un cittadino dellUnione possa invocare lart 18 per opporsi alla richiesta della polizia
aeroportuale di esibire un documento didentit comprovante la propria cittadinanza.

Strettamente connesso al diritto di soggiorno il divieto di discriminazioni effettuate in base alla
nazionalit. Ad es uno Stato membro, per lerogazione di una prestazione sociale, non pu richiedere agli
stranieri condizioni che non siano richieste anche ai propri cittadini.

Prosegue lart 18:Qd sia necessaria un'azione della Comunit e non siano gi previsti poteri a tal fine,
Parlamento e Consiglio, con la procedura di codecisione, possono adottare disposizioni intese a facilitare
l'esercizio dei diritti di circolazione e di soggiorno (NB:non attribuire, ma solo facilitare diritti gi attribuiti).
Purch non si tratti di norme riguardanti passaporti, carte d'identit, titoli di soggiorno o sicurezza sociale.

La Cost per lEuropa aggiunge ai diritti del cittadino europeo previsti dal TCE il diritto alla buona
amministrazione e il diritto daccesso ai documenti.

84 *claudy*
MERCATO COMUNE E INTERNO

Non esistono precedenti del mercato comune, a diff dellunione doganale che invece era gi stata
definita dal GATT.
Infatti il mercato comune CECA, ossia quello del trattato istitutivo della Comunit del carbone e
dellacciaio firmato a Parigi nel 1951, era diverso dal mercato comune CE perch privo di una
protezione doganale nei confronti degli Stati III.

Lart 14 TCE, inserito dallAUE (Atto Unico Europeo) definisce il mercato interno come spazio sz
frontiere interne, in cui assicurata la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali.

A volte si parla indifferentemente di mercato comune, interno o unico.
Tanto che la Cost ha sostituito alla nozione di mercato comune quella di mercato interno.
Ma x la Corte le nozioni di mercato comune (o unico) e mercato interno sono in origine distinte,
x tendono a convergere perch il mercato comune deve diventare un vero e proprio mercato interno
In altre parole il mercato comune, attraverso le azioni e le politiche comuni volte a rimuovere gli
ostacoli agli scambi intracomunitari, deve unificare i mercati nazionali in un mercato unico simile a
un vero e proprio mercato interno, cio al mercato interno a un solo Stato.

Lart 14 aggiunge che il mercato interno deve essere instaurato entro il 31 dicembre 1992.
Ma tale termine non perentorio e cio la sua mera scadenza non ha comportato automaticamente
una liberalizzazione dei mercati maggiore di quella prevista dalle misure adottate fino al 31 dicembre.
Anzi lattivit delle istituzioni volta allinstaurazione del mercato interno, lungi dallessersi esaurita
entro il 31 dicembre, prosegue perch lintegrazione pu essere continuamente migliorata.
E il fatto che il termine non sia perentorio conferma la natura meramente programmatica dellart
14, per la cui realizzazione necessario adottare, e continuare ad adottare, numerosi provvedi menti.


UNIONE DOGANALE

X instaurare un mercato comune importante ununione doganale k elimini le barriere alle frontiere
Lunione doganale uno spazio che comprende pi Stati ai quali :

vietato imporre dazi doganali o imposizioni interne discriminatorie o restrizioni quantitative;
e imposta ladozione di una tariffa doganale comune (TDC), in sostituzione delle preesistenti
tariffe doganali, nei loro scambi con i paesi III, cio non appartenenti allunione doganale.
I dazi della TDC sono stabiliti, attraverso regolamenti, dal Consiglio che delibera a maggioranza
qualificata su proposta della Commissione.
Si tratta x lo + di dazi ad valorem, essendo rari i dazi specifici (calcolati in base a peso o quantit).
I dazi ad valorem sono fissati mediante un tasso percentuale applicabile al valore della merce
importata. Tale tasso di compone di 2 tassi:
- uno autonomo, cio autonomamente fissato dalla Comunit;
- e uno convenzionale, negoziato dal GATT e non modificabile dalla Comunit unilateralmente.
Dato il proliferare della produzione legislativa comunitaria in materia doganale il Consiglio nel
1992 ha istituito un Codice Doganale Comunitario (CDC).








85 *claudy*
2. LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI
QUADRO NORMATIVO

Le norme del TCE sulla circolazione delle merci (e anche sulla circolazione dei lavoratori, sul diritto di
stabilimento e sulla libera prestazione di servizi) sono dotate di efficacia diretta, perch redatte in termini
precisi e assoluti; perch impongono agli Stati membri un obbligo preciso che non lascia a questi alcuna
discrezionalit nella sua attuazione.

In materia il Consiglio ha adottato, cos come gli consentono gli artt. 94 e 95 TCE, numerosi atti miranti al
ravvicinamento delle legislazioni per ridurre quelle differenze, esistenti tra i vari ordinamenti nazionali, che
ostacolano lunificazione dei mercati nazionali.
Lart 95, inserito dallAUE, a diff dellart 94 ormai poco usato:

1) consente che il ravvicinamento avvenga non pi solo tramite direttive, ma anche regolamenti.
Mentre le direttive consentono a ogni Stato di conservare la propria normativa nazionale, imponendone solo
larmonizzazione; il regolamento sostituisce alla normativa nazionale una legislazione comunitaria uniforme;

2) nella procedura in cui le misure di ravvicinamento sono approvate, sostituisce allunanimit da parte del
Consiglio, il voto a maggioranza qualificata (la procedura di codecisione ex art 251).
- Tuttavia per tutelare gli Stati dal principio maggioritario, consente loro di mantenere o introdurre misure
di protezione di interessi generali, qd le misure comunitarie diano una protezione inferiore.
- Ma per evitare che lo Stato membro, autore della regola tecnica in relazione a un prodotto, ostacoli la
circolazione, deve notificarla alla Commissione, poi informare gli altri Stati membri e infine deve attendere 3
mesi prima di adottarla definitivamente.
Il termine prorogato fino a 6 mesi se la Commissione o un altro Stato presentano un parere circostanziato, o
fino a 12 mesi se la Commissione decide di adottare una direttiva in materia.

4 STRUMENTI PER GARANTIRE LA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI:
1) DIVIETO DI DAZI DOGANALI E TASSE DEFFETTO EQUIVALENTE

Dazi doganali e tasse deffetto equivalente e imposizioni interne discriminatorie sono vietati negli scambi
intracomunitari perch aumentano il costo dei prodotti colpiti, sfavorendoli rispetto alle merci nazionali.

Tali divieti, volti a garantire la libera circolazione delle merci, si applicano sia ai prodotti originari
degli Stati membri, sia ai prodotti in libera pratica che sono prodotti di origine extracomunitaria
che si trovino in libera pratica negli Stati membri.

Inoltre tali divieti riguardano sia i prodotti importati che quelli esportati i quali ultimi potrebbero
essere discriminati rispetto a quelli destinati al mercato nazionale dello Stato membro in questione.

Il divieto di dazi, di tasse ad effetto equivalente, di imposizioni interne discriminatorie e di misure
deffetto equivalente riguardano solo gli scambi tra Stati membri (cio intracomunitari).
Per, a partire dallistituzione della TDC, gli Stati membri non possono + imporre nuovi dazi o
tasse deffetto equivalente nemmeno negli scambi di merci con Stati terzi.

I dazi doganali sono particolari tributi.
Invece le tasse ad effetto equivalente ad un dazio doganale sono definiti dalla Corte come:
un onere pecuniario = quindi dalla nozione di tassa ad effetto equivalente sono escluse le
prestazioni di contenuto diverso, come una misura deffetto equivalente ad una restrizione quantit;
imposto alle sole merci che varchino la frontiera nazionale (in un senso o nellaltro)
= quindi sono escluse le imposizioni interne le quali invece colpiscono anche le merci nazionali;
imposto al soggetto obbligato al pagamento = quindi sono esclusi gli oneri pecuniari che
costituiscano il corrispettivo di un servizio prestato in occasione delle operazioni di import/export.
Per affinch si abbia un vero e proprio servizio necessario che
1) il servizio vada a beneficio solo del richiedente e non gi della collettivit;
2) il servizio deve essere effettivamente richiesto dallinteressato e non gi a lui imposto;
3) lonere riscosso deve essere proporzionato al valore del servizio reso.

86 *claudy*
imposto unilateralmente dallo Stato membro di importazione o esportazione =
quindi sono esclusi gli oneri pecuniari imposti o almeno autorizzati da disposizioni comunitarie per
favorire, anzich ostacolare gli scambi intracomunitari (come possono essere i controlli sanitari).
- In merito, nella sent Ligur-Carni la Corte, rispetto alla norma ita che, indebitamente, imponeva,
allingresso in un Comune di carni fresche provenienti da altri Comuni o dallestero, un controllo
sanitario, precis che in virt di una direttiva:
1) le carni fresche provenienti da altri Stati membri e gi muniti del certificato sanitario non
potevano essere sottoposte, nello Stato dimportazione, a nuovo controllo;
2) le spese relative a eventuali controlli saltuari dovevano essere poste a carico della collettivit
perch svolte nellinteresse generale e non dellimportatore.

Una tassa deffetto equivalente sar cmq vietata:
- sia se sia riscossa alla frontiera che allinterno del territorio nazionale;
- sia che persegua scopi protezionistici che interessi generali (come la protezione del patrimonio
artistico nazionale) o linteresse di un privato.


2) DIVIETO DI IMPOSIZIONI INTERNE DISCRIMINATORIE O PROTEZIONISTICHE

Limposizione interna, a diff della tassa ad effetto equivalente ad un dazio, non vietata sic et
simpliciter, ma solo se discriminatoria ai danni di prodotti importati o se abbia effetti
protezionistici in favore della produzione interna.

Se poi unimposizione interna colpisca prodotti esclusivamente importati da altri Stati membri, per
il fatto che non esiste alcuna produzione nazionale corrispondente (si pensi in Italia alle banane),
si tratta di unimposizione interna (e non di una tassa ad effetto equivalente) se rientra in un sistema
generale di tasse interne, gravanti su categorie di prodotti scelti indipendentemente dalla loro origine

In merito al divieto di imposizioni interne discriminatorie o protezionistiche ex art 90 TCE :
1 comma) Nessuno Stato membro pu applicare ai prodotti importati da altri Stati membri
imposizioni interne superiori a quelle applicate ai prodotti nazionali identici o similari.
NB:
1) similari significa analoghi o comparabili, non necessariamente identici.
X es il vino di frutta e il vino di uva sono similari perch nascono entrambi per fermentazione,
sono simili nel gusto e sono bevande che rispondono alle stesse esigenze dei consumatori;
2) per stabilire se limposizione sia superiore occorre confrontare gli oneri fiscali gravanti,
luno sul prodotto importato, laltro sul prodotto nazionale similare, considerando oltre
allaliquota del tributo, anche le modalit di riscossione.
X es una discriminazione fiscale del prodotto importato pu derivare, non dallaliquota
applicata, ma dalle dilazioni di pagamento riservate solo ai prodotti nazionali.
2 c) Inoltre, nessuno Stato membro pu applicare ai prodotti importati da altri Stati membri
imposizioni interne intese a proteggere altre produzioni.
NB:
1) in tal caso il prodotto importato non necessario che sia similare, deve semplicemente
trovarsi in concorrenza (attuale o potenziale) con il prodotto nazionale. sufficiente cio che
sia sostituibile, che rappresenti una scelta alternativa per il consumatore. X es birra e vino.
2) Ma non basta che vi sia concorrenzialit tra prodotto nazionale e prodotto importato
maggiormente tassato. Occorre anche che questa maggiore tassazione si traduca in una
protezione del prodotto nazionale.
E a tal fine non basta una differenza tra lonere fiscale gravante sui 2 prodotti. Occorre che tale
onere influenzi, diminuendolo, il consumo potenziale dei prodotti importati.

87 *claudy*
3) DIVIETO DI RESTRIZIONI QUANTITATIVE E MISURE DEFFETTO EQUIVALENTE

Gli artt 28 e 29 TCE vietano le restrizioni quantitative e le misure deffetto equivalente alle
restrizioni quantitative rispettivamente allimport e export.


Che cosa sono le restrizioni quantitative?

Le restrizioni quantitative (dette anche contingenti o quote o ostacoli non tariffari) sono provvedimenti
di uno Stato che vietano limport o lexport di una certa merce del tutto (x es la legislazione
britannica vietava limportazione di pubblicazioni pornografiche) o solo oltre una certa quantit.


Che cosa sono le misure deffetto equivalente?

La definizione di misura deffetto equivalente invece pi problematica.

- Anzitutto per misura sintende qualsiasi atto riferibile ai pubblici poteri (e non a privati).
- Tuttavia considerata misura anche il regolamento di unorganizzazione professionale dotata
per legge di poteri coercitivi nei confronti degli associati.
X es la Corte ha considerato come misura deffetto equivalente vietata ai sensi dellart 28, una
norma deontologica adottata dallordine professionale dei farmacisti che vietava ai farmacisti di
pubblicizzare i loro prodotti fuori dalle farmacie.
- Se poi i privati di fatto ostacolano la libera circolazione delle merci, il mancato intervento delle
autorit pubbliche rappresenta una violazione dellart 28.
- Dal punto di vista della forma, pu costituire una misura non solo una norma legislativa o
regolamentare di uno Stato, ma anche:
una norma non scritta derivante da una prassi amministrativa o giurisprudenziale,
un atto dello Stato membro che non sia vincolante per le imprese, perch cmq pu
influenzare commercianti e consumatori;
un provvedimento applicabile solo a una parte determinata del territorio di uno Stato o
intesa a favorire solo i prodotti di una determinata area (x es del Mezzogiorno dItalia).

In secondo luogo la nozione di effetto equivalente stata interpretata dalla Corte in modo
diverso a seconda che si tratti di misure allimport o export.
Nel senso che le misure deffetto equivalente alle restrizioni quantitative allexport, a diff di quelle
allimport, coprono solo misure discriminatorie (e quindi distintamente applicabili), in quanto
applicabili alle sole merci destinate allexport.
X es una norma nazionale che subordina solo lexport di una merce allottenimento di una licenza.
Di conseguenza se una norma tecnica nazionale si applica indistintamente sia ai prodotti destinati
allexport che ai prodotti destinati al mercato interno dello Stato non sar mai considerata misura
deffetto equivalente allesportazione, a meno che non si riferisca a prodotti agricoli soggetti ad
organizzazioni comuni di mercato.

Tuttavia tale distinzione probabilmente non sar mantenuta visto che la Cost vieta in ununica
disposizione le restrizioni quantitative sia allimport che export e qualsiasi misura deffetto equivalente.






88 *claudy*
Misure allimportazione. Sentenza Dassonville

Come risulta dalla sent Dassonville, x la Corte una misura allimportazione (formula Dassonville)
qualsiasi normativa commerciale degli Stati membri che possa ostacolare gli scambi intracomunitari

Non conta poi:
n che lostacolo sia attuale o solo potenziale (nel senso che non occorre dimostrare che la
normativa abbia effettivamente provocato una diminuzione delle importazioni);
n lentit delleffetto restrittivo (che pu essere anche minimo).

Il caso Dassonville del 74 si riferiva ad una normativa belga che, per limportazione di alcuni
prodotti, richiedeva unattestazione dello Stato di provenienza.
Nella specie limportatore opponeva che gli era impossibile procurarsi lattestazione richiesta di
whisky proveniente dalla Scozia, acquistato in Francia e importato in Belgio.
La Corte riconobbe che uno Stato pone una misura deffetto equivalente ad una restrizione quantitativa
incompatibile con il trattato, se richiede un certificato dorigine pi facilmente accessibile dallimportatore
che acquisti la merce dal Paese dorigine rispetto a chi lacquisti in uno Stato dove si trovava in libera pratica


misure distintamente o indistintamente applicabili

Le misure restrittive possono essere applicabili:
distintamente (o misure formalmente discriminatorie) = si applicano ai soli prodotti importati.
X es le norme che sottopongono la merce importata a controlli sanitari sistematici alla frontiera.
Queste misure sono sicuramente vietate dallart 28 (salva la possibilit di invocare la deroga ex art 30)
indistintamente = si applicano a qualsiasi prodotto si trovi nel territorio dello Stato,
indipendentemente dallorigine nazionale o straniera.
Inizialmente la Corte non si occup di queste misure e questo indusse allerrore di ritenere che
sfuggissero al divieto di cui allart 28 in quanto non discriminatorie.


1 esempio di misure indistintamente applicabili: controllo dei prezzi

Un es di misure deffetto equivalente indistintamente applicabili il provvedimento nazionale
adottato per il controllo dei prezzi.
Tale provvedimento, essendo applicabile sia ai prodotti nazionali che importati, in genere non
considerato una misura deffetto equivalente perch non ostacola gli scambi intracomunitari.
Per incorre nel divieto dellart 28 qualora i prezzi soggetti a controllo siano fissati ad un livello
tale da ostacolare lo smercio dei prodotti importati.
Si parla allora di discriminazione materiale (e non formale) perch il provvedimento tratta allo
stesso modo i prodotti importati rispetto a quelli nazionali, ma non tiene conto che i primi
comportano costi maggiori (es. maggiori spese di trasporto)!

2 es: norme tecniche

Un altro es sono gli ostacoli tecnici agli scambi che sono provocati dalla diversit delle norme
tecniche nazionali, che sono quelle norme che disciplinano le modalit di fabbricazione,
composizione, confezionamento, etichettaggio e denominazione dei prodotti.
X es la norma italiana che non permetteva la vendita di alimenti con una certa dose di gelatina,
ostacolava limport di alimenti degli Stati membri dove era ammessa una percentuale di gelatina maggiore


89 *claudy*
Come risulta dalla sent Cassis de Dijon del 79, per la Corte le norme tecniche di uno Stato
membro possono essere applicate a prodotti importati da altri Stati membri solo se tali norme siano
giustificate da esigenze imperative dordine generale (attinenti alla: efficacia dei controlli fiscali;
protezione della salute pubblica; lealt dei negozi commerciali; difesa dei consumatori e
dellambiente; tutela del sistema previdenziale).
X es la norma italiana che vietava luso del marchio Cotonelle per prodotti a base di carta
importati da un altro Stato, era giustificata dalla tutela della lealt dei negozi commerciali perch il
marchio era ingannevole: alludeva alla presenza di cotone che invece mancava nel prodotto.

Il caso Cassis de Dijon riguardava la normativa tedesca che vietava la distribuzione in Germania di
liquori con un basso tasso alcolico perch producono facilmente assuefazione.
Tale misura non consentiva, nella specie, limportazione in Germania di un liquore francese.
La Corte ha riconosciuto che in mancanza di una normativa comune in materia di commercio di
alcool, spetta agli Stati disciplinarlo nel proprio territorio.
Per se uno Stato imponga il rispetto delle proprie norme tecniche anche ai prodotti importati da altri Stati,
sz che ricorrano esigenze imperative, viola lart 28 e pone in essere una misura deffetto equivalente.

Cmq lo Stato che voglia imporre anche ai prodotti importati la propria normativa tecnica dovr
dimostrare non solo esigenze imperative, ma anche che tale normativa:
a) si applica indiscriminatamente sia ai prodotti importati che nazionali;
b) non superflua, cio non esistono disposizioni comunitarie in materia;
c) necessaria per il perseguimento dello scopo prefisso e non esistono altri mezzi meno restrittivi
per conseguirlo (cd giudizio di proporzionalit);
d) non sia equivalente alla normativa tecnica dello Stato di produzione, altrimenti lo Stato di
importazione non pu esigere il rispetto anche della propria normativa tecnica.
Cd obbligo di mutuo riconoscimento delle legislazioni nazionali.


3 es: modalit di vendita

Ultimo es sono le disposizioni nazionali che disciplinano le modalit di vendita dei prodotti.

Inizialmente la Corte considerava queste misure come le norme tecniche: applicando la
giurisprudenza Cassis de Dijon (detta anche giurisprudenza delle esigenze imperative), le riteneva
di regola vietate, salvo che fossero giustificate da esigenze imperative.

Ma con la sent Keck del 93 la Corte muta orientamento: lapplicazione delle disposizioni nazionali
relative alle modalit di vendita anche ai prodotti importati di regola non costituisce una misura
deffetto equivalente purch si tratti di disposizioni:
a) applicabili anche ai prodotti nazionali;
b) e che non pregiudichino la vendita dei prodotti importati pi dei prodotti nazionali.
X es un divieto di pubblicit per un prodotto pregiudica i prodotti importati pi che i prodotti
nazionali, in quanto di questi ultimi il consumatore ha maggiore familiarit.
Viceversa non costituiscono misure deffetto equivalente le disposizioni svedesi che vietano la
pubblicit televisiva nel settore delle pubblicazioni destinate ai bambini o le disposizioni greche che
riservano alle farmacie la vendita di latte trasformato per lattanti.

La giurisprudenza Keck d luogo a varie difficolt perch non facile distinguere tra norme
tecniche e norme sulle modalit di vendita.
E la distinzione importante visto che se una norma:
tecnica grava sullo Stato di importazione lonore di provare lesigenza imperativa;
se invece una norma sulla modalit di vendita sta allo Stato di origine provare che si tratta di
una norma discriminatoria.

90 *claudy*
DEROGHE AL DIVIETO DI RESTRIZIONI QUANTITATIVE

Lart 30 pone una deroga ai divieti di cui agli artt. 28 e 29:
Gli artt. 28 e 29 lasciano impregiudicati i divieti o restrizioni all'import o all'export giustificati da
motivi di interesse generale e cio di moralit pubblica, ordine pubblico, protezione della salute
pubblica o del patrimonio artistico o storico nazionale, o tutela della propriet industriale e
commerciale.
Tuttavia, tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo di discriminazione arbitraria, n
una restrizione dissimulata al commercio tra gli Stati membri (infatti tali misure di salvaguardia
sono soggette al controllo della Commissione e al giudizio della Corte di giustizia).

Tale deroga va interpretata in senso restrittivo e cio non pu essere invocata per giustificare:
misure diverse da quelle espressamente contemplate dallart 30 (x es dazi doganali);
o misure che tutelano interessi generali diversi da quelli tassativamente elencati nellart 30.
X es nella sent Decker la Corte chiamata a pronunciarsi sulla normativa di Lussemburgo che
consentiva a un ente previdenziale di negare ad un assicurato il rimborso di occhiali da vista
acquistati in un altro Stato membro perch lacquisto di un prodotto medico allestero deve essere
previamente autorizzato al fine di tenere sotto controllo le spese sanitarie
Per la Corte tale normativa costituisce una misura deffetto equivalente ai sensi dellart 28, in
quanto incoraggia gli assicurati ad acquistare nel territorio nazionale piuttosto che in altri Stati.
Ebbene il governo di Lussemburgo non pu invocare a giustificazione lart 30, perch lart 30 non
pu trovare applicazione per esigenze nazionali di carattere economico.

Un es. in materia di:
moralit pubblica: il divieto britannico di importazione di materiale pornografico, per la Corte,
non rientra nella deroga ex art 30, perch la produzione e la vendita di materiale pornografico
nazionale erano s soggette a condizioni restrittive, ma non erano del tutto vietate;
protezione della salute pubblica: x la Corte una legge nazionale pu vietare limportazione di
alimenti contenenti una certa dose di conservanti, invocando lart 30 solo se gli importatori poxono:
- chiedere una deroga al divieto di import, dimostrando che il conservante non pericoloso per la
salute e che necessario per il trasporto;
- impugnare in via giurisdizionale leventuale decisione di non concedere la deroga.

Infine giustificato dallart 30, anche se ostacola la libera circolazione delle merci, il diritto del
titolare di un diritto di propriet industriale e commerciale di opporsi allimportazione di prodotti
provenienti da altri Stati membri in violazione del suo diritto esclusivo (es. prodotti fabbricati
sfruttando abusivamente il procedimento brevettato; prodotti muniti di marchio contraffatto o
confondibile con quello registrato).
Cmq il principio dellesaurimento comunitario del diritto di privativa contempera la libera
circolazione delle merci con il diritto di esclusiva.
E cio dopo la 1
a
immissione in commercio del prodotto brevettato (o munito di marchio) nel territorio
di uno Stato membro, purch limmissione sia stata effettuata con il consenso del titolare del diritto,
questultimo non pu pi opporsi allimportazione in altri Stati membri del prodotto protetto.
Invece limmissione in commercio nel territorio di uno Stato III non esaurisce il diritto di privativa.
Infatti il cd esaurimento internazionale non ammesso dalla Corte.







91 *claudy*
4) RIORDINAMENTO DEI MONOPOLI PUBBLICI

Lart 31 TCE per conciliare la circolazione delle merci con lesistenza di alcuni monopoli pubblici
di carattere commerciale disciplina il riordinamento dei monopoli.
Un monopolio commerciale qualsiasi organismo con cui uno Stato membro, de jure o de
facto, controlla, dirige o influenza, direttamente o indirettamente, limport o export di merci fra gli
Stati membri. Lart 31 non si applica invece ai monopoli di servizi.
Il riordinamento consiste, ex art 31, nelleliminare qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli
Stati membri sulle condizioni di approvvigionamento e di sbocchi.

X es incompatibile con lart 31 la pratica di un monopolio di vendere lalcool di sua produzione a
un prezzo anormalmente basso rispetto a quello importato, avvalendosi di denaro pubblico.

Un provvedimento, adottato nel quadro di un monopolio e consistente in realt in una misura
deffetto equivalente a restrizioni quantitative (x es un diritto esclusivo di import riservato al
monopolio) o a dazi doganali, esaminato alla luce dellart 31 perch lart 31 costituisce una lex
specialis rispetto alle altre norme sulla libera circolazione delle merci.

Deroga: uno Stato membro pu concedere ad un impresa incaricata di gestire servizi di interesse
economico generale anche diritti esclusivi contrari allart 31. Ma dovr dimostrare, invocando lart
86, che ladempimento della missione affidatale a necessitare la concessione di tali diritti.































92 *claudy*
3. LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI

QUADRO NORMATIVO. Art 39

Ex art 39 TCE che pu essere invocato in giudizio dai lavoratori sia verso soggetti pubblici che privati:
garantita la libera circolazione dei lavoratori all'interno della Comunit.
E quindi vietata ogni discriminazione fondata sulla nazionalit, tra i lavoratori degli Stati membri,
per l'impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro (principio del trattamento nazionale).
Pertanto il lavoratore ha diritto (cd diritti strumentali al diritto di accesso al lavoro):
a) di rispondere a offerte di lavoro effettive in uno qualsiasi degli Stati membri.
Che lelenco di diritti strumentali non sia tassativo confermato dal fatto che, sebbene lart 39 parli
solo di offerte effettive, in realt i cittadini dellUnione possono circolare in altri Stati membri e
dimorarvi anche solo per cercarvi un lavoro.
In tal caso la legge nazionale pu solo fissare un periodo max di durata, purch ragionevole,
decorso il quale linteressato pu essere costretto a lasciare il territorio nazionale;
b) di spostarsi liberamente a tal fine nel territorio degli Stati membri;
c) di prendervi ivi dimora, conformemente a quanto stabilito per i lavoratori nazionali;
d) di rimanervi dopo aver occupato un impiego.


Art 40. Dir CE 360/1968. Carta di soggiorno

Lart 40 autorizza il Consiglio ad adottare direttive o regolamenti di attuazione dellart 39.
Come dimostra la sent Royer, tali atti possono solo facilitare(e non ostacolare) lesercizio della circolazione
Il sig Royer, cittadino francese, aveva preso dimora in Belgio, dove lavorava la moglie.
Ma fu espulso perch non si era munito della carta di soggiorno, prevista dalla dir CE 360/1968.
Ecco, la Corte precis che il rilascio della carta di soggiorno non un atto costitutivo del diritto a
soggiornare nel paese doccupazione (lo comprava solo!), in quanto questo diritto attribuito
direttamente dal Trattato. Insomma il provvedimento di espulsione fu ingiustificabile.

Premesso che lingresso nello Stato doccupazione consentito dietro presentazione di un semplice
documento didentit da cui risulti la cittadinanza, la carta di soggiorno rilasciata, per la durata
di 5 anni (rinnovabile), dietro esibizione di un attestato di lavoro.
La carta di soggiorno non pu essere ritirata solo perch il lavoratore disoccupato per malattia o
cmq per disoccupazione involontaria.
In tal caso per il 1 rinnovo della carta pu essere limitato a un periodo di 12 mesi.

Cmq uno Stato pu adottare misure, purch ragionevoli, che siano necessarie per essere informato
della presenza sul proprio territorio di cittadini di altri Stati membri.
X es il termine di 3 gg imposto dalla normativa italiana allo straniero per denunciare alla polizia la
propria presenza sul territorio italiano, pena sanzioni penali, fu giudicato dalla Corte irragionevole.


Dir CE 38/2004. I familiari

Peraltro la normativa adottata ai sensi dellart 40 stata, in parte, sostituita dalla dir CE 38/2004
che finalmente disciplina in un unico testo la libert di circolazione e di soggiorno dei lavoratori
subordinati e autonomi, dei cittadini dellUnione e dei rispetti familiari.
Tale dir. ha introdotto il diritto di soggiorno permanente che viene riconosciuto ai cittadini
dellUnione e ai loro familiari che abbiano soggiornato legalmente e continuativamente per 5 anni
nello Stato membro ospitante.

93 *claudy*
I diritti riconosciuti ai familiari del lavoratore cittadino di uno Stato membro sono diritti derivati
perch ne titolare il lavoratore. Tali diritti sorgono quindi solo a condizione che il lavoratore
eserciti o abbia esercitato la libera circolazione.
Ad es i familiari hanno diritto al ricongiungimento, cio possono stabilirsi presso il loro congiunto
purch il lavoratore assicuri loro un alloggio normale.
Per familiare si intende:
a) il coniuge ed i discendenti minori di anni 21 o a carico;
b) gli ascendenti di tale lavoratore o del coniuge che siano a suo carico.


Reg CE 1408/1971. Libera circolazione delle prestazioni sociali

Il reg CE 1408/1971 garantisce ai lavoratori migranti la libera circolazione delle prestazioni sociali e cio:
a) il cumulo dei periodi assicurativi maturati nei diversi Stati membri in cui il lavoratore ha lavorato;
b) il diritto al pagamento delle prestazioni sociali nel luogo di residenza dei beneficiari,
indipendentemente dallo Stato a cui siano stati versati i contributi.


LAVORATORI

Il TCE riconosce la libert di circolazione ai lavoratori subordinati.
Cmq estesa anche agli ex lavoratori e, pi in generale, ai cittadini dellUnione.

Mentre oggi il lavoratore considerato come persona umana, i redattori del TCE lo vedevano
come fattore della produzione da sfruttare in modo ottimale.
E appunto riconoscere al lavoratore la libert di circolazione significava permettere:
- alle imprese di assumere, sullintero mercato comune, i lavoratori pi efficienti;
- e viceversa ai lavoratori di trovare le condizioni di lavoro pi convenienti.

Per lavoratore subordinato la Corte intende un soggetto che
svolga unattivit per un certo periodo di tempo [durata promulgata]. NB: lavoratore
subordinato anche il lavoratore stagionale o a tempo parziale o il tirocinante retribuito;
a favore di unaltra persona e sotto la sua direzione [vincolo di subordinazione].
NB: lavoratore subordinato anche il coniuge del datore;
ricevendo una retribuzione [remunerazione].
NB: non importa che la retribuzione sia inferiore al minimo previsto.


Libert sia verso il proprio Stato che un altro Stato

Il lavoratore beneficia della libert di circolazione non solo nei confronti dello Stato diverso da
quello dorigine in cui sia andato a lavorare, ma anche nei confronti del proprio Stato nazionale qd
abbia lavorato o intenda lavorare in un altro Stato membro.
Nella sent Bosman venne trattato il caso di un calciatore belga per il quale, essendo passato da una
societ belga a una societ francese, la societ francese doveva pagare unindennit di trasferimento
alla societ belga.
Ecco il giudice comunitario giudic tale indennit in contrasto con la libert di circolazione (art 39),
peraltro nonostante la norma belga in questione fosse indistintamente applicabile sia nel caso in cui
la societ acquirente fosse belga, sia se appartenesse (come nella specie) a un altro Stato membro.

Come dimostra la sent Bosman perch si abbia violazione dei diritti garantiti dellart 39 non
necessario che le disposizioni nazionali impediscano al lavoratore di esercitarli, ma sufficiente che
lo dissuadano dal farlo, rendendo pi vantaggioso lavorare allinterno dello Stato.

94 *claudy*
DISCRIMINAZIONI DIRETTE E INDIRETTE

La libert di circolazione vieta:
sia le discriminazione dirette (o palesi): x es la normativa tedesca che garantiva il mantenimento del
posto di lavoro, durante il servizio militare obbligatorio, solo ai lavoratori tedeschi, e non anche ai
lavoratori cittadini ai altri Stati membri, chiamati al servizio militare nei rispettivi paesi;
sia le discriminazioni indirette (o occulte) e cio quelle disposizioni nazionali che sfavoriscono
i lavoratori migranti, in base a criteri che, anche se indipendenti dalla nazionalit, cmq sfavoriscono
situazioni riscontrabili soprattutto in lavoratori stranieri.
X es indirettamente discriminatoria:
una clausola di un contratto di lavoro nella p.a. che, ai fini dellinquadramento salariale,
consideri solo le esperienze lavorative svolte nello Stato membro e non in altri Stati membri;
una disposizione nazionale che subordini la possibilit di usufruire di trattamenti pi
favorevoli a requisiti:
- di residenza nel territorio nazionale: x es una legislazione in materia di imposte
dirette che esclude da determinati benefici i soggetti residenti in altri Stati membri.
In effetti sono in genere i lavoratori stranieri a risiedere in altri Stati membri.
- o di conoscenze linguistiche (fatta salva leccezione linguistica, per cui laccesso
a un particolare impiego pu essere subordinato alla conoscenza di una certa lingua): x es la
legislazione italiana che assumeva i lettori universitari di lingua straniera (la maggior parte
dei quali sono stranieri) con condizioni (in particolare durata annuale del contratto
rinnovabile al max per 5 anni) che non erano imposte a nessun altro personale universitario.

Tali le norme indistintamente applicabili a tutti i lavoratori e quindi anche ai lavoratori nazionali
danno luogo alla cd discriminazione materiale: i cittadini di altri Sati membri, proprio perch
trattati come i cittadini nazionali, sono di fatti sfavoriti.

DEROGHE ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE

Ex art 39 limiti alla libert di circolazione, da interpretarsi restrittivamente, sono ammessi per motivi di
ordine pubblico e pubblica sicurezza: la dir CE 221/64 stabilisce che provvedimenti restrittivi
della circolazione basati su tali motivi non possono essere adottati solo perch il lavoratore abbia
riportato condanne penali, bens solo se il suo comportamento personale ha costituito una
minaccia effettiva e grave agli interessi fondamentali della collettivit.
- Secondo la sent Calfa, che trattava il caso della sig. Calfa, unitaliana espulsa dalla Grecia per
detenzione e uso di stupefacenti, la clausola dellordine pubblico non giustifica lespulsione
automatica a vita degli stranieri condannati per uso e detenzione di stupefacenti per uso personale,
qd tale provvedimento segue appunto automaticamente alla condanna penale, sz valutare se il
comportamento personale del reo abbia costituito un pericolo per lordine pubblico;
sanit pubblica: con elenco tassativo delle malattie che giustificano il rifiuto di ingresso;
impieghi della p.a.: intendendo per solo gli impieghi che comportino lesercizio di poteri
pubblici o la tutela di interessi generali.
Essi solo richiedono lealt verso lo Stato, ad es difesa, giustizia, diplomazia.
Ma una volta assunto nella p.a., il lavoratore straniero non pu subire discriminazioni.

Per evitare discrepanze tra i vari Stati, la dir CE 221/1964, sostituita dalla dir CE 38/2004,
disciplina il coordinamento dei provvedimenti speciali riguardanti il trasferimento e il soggiorno
degli stranieri, giustificati da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanit pubblica.

La dir CE 221/1964 prescrive alcune garanzie processuali a favore del lavoratore (autonomo o
subordinato) destinatario di una misura restrittiva: comunicazione allinteressato dei motivi della
misura; notifica della misura; possibilit di difendersi.

95 *claudy*
4. STABILIMENTO E PRESTAZIONE DI SERVIZI

QUADRO NORMATIVO

Gli artt 43 e 49 vietano restrizioni rispettivamente alla libert di stabilimento e alla libera
prestazione di servizi.
Costituiscono restrizioni le disposizioni di uno Stato membro che impediscono ai cittadini di altri
Stati membri di svolgere certe attivit autonome perch:
le riservano ai propri cittadini nazionali (clausole di nazionalit);
o esigono per accedervi un titolo di studio nazionale o liscrizione ad albi professionali nazionali
o la residenza o lo stabilimento nel territorio nazionale (clausole di residenza o di stabilimento).
Per, a proposito dello stabilimento, la Corte ammette che uno Stato membro possa richiedere per
esercitare nel proprio territorio una certa attivit il possesso di uno stabilimento, purch sia provato
che condizione indispensabile per raggiungere uno scopo dinteresse generale.
In pratica per leccezione non ha mai trovato applicazione;
o le vietano proprio tout court o le affidano in regime di monopolio a un soggetto pubblico o
privato nazionale.

Sono state adottate numerose direttive finalizzate a:
agevolare laccesso alle attivit salariate e il loro esercizio;
permettere il reciproco riconoscimento dei diplomi;
coordinare le discipline nazionali in materia, per renderle meno difformi.


DISTINZIONE TRA STABILIMENTO E PRESTAZIONE DI SERVIZI

Il TCE si occupa dei soggetti esercenti unattivit autonoma sotto 2 profili distinti (diritto di
stabilimento e libera prestazione dei servizi) perch i moderni mezzi di comunicazione e trasporto
consentono al prestatore di servizi di effettuarli sz doversi stabilire nello Stato della prestazione.
In tal caso si parla di libera prestazione di servizi, anzich di diritto di stabilimento.
NB: questa distinzione non viene fatta per la prestazione di lavoro salariato perch questa
presuppone normalmente lo stabilimento nello Stato doccupazione.

I soggetti preferiscono qualificare la loro attivit come prestazione di servizi, piuttosto che come
attivit implicante lonere di uno stabilimento perch lo Stato membro in cui il soggetto si stabilisce
pu imporgli il rispetto di maggiori condizioni desercizio.


Criterio quantitativo

In passato la Corte distingueva lo stabilimento dalla prestazione di servizi in base al criterio quantitativo.
Infatti negava che soggetti che operano prevalentemente in uno Stato membro possano invocare la
libera prestazione di servizi, x eludere nome professionali (che sono quelle norme che disciplinano
lesercizio di una certa attivit) a cui sarebbero soggetti se stabiliti nello Stato in cui operano.
Per il criterio quantitativo foriero di confusione: sembra rientrare nella libera prestazione anche
unattivit quantitativamente rilevante, ma cmq non prevalente rispetto alla stessa attivit svolta in
un altro Stato membro.
In realt, in tal caso, il prestatore di servizi si considera stabilito in entrambi gli Stati (a titolo di
stabilimento primario nel 1 e secondario nel 2).


96 *claudy*
Temporaneit

Quindi il vero criterio discretivo la temporaneit dellattivit.
Infatti la libera prestazione attribuisce al prestatore, stabilito in uno Stato diverso da quello della
prestazione, il diritto di esercizio temporaneo della propria attivit nello Stato dove la prestazione fornita.
E temporaneit, come la Corte ha precisato nelle sue sentenze, non significa che un servizio, per
rientrare nellart 43, non possa essere prestato per pi anni (si pensi alla costruzione di un grande
edificio). Bens significa che:
la partecipazione del prestatore alla vita economica dello Stato ospitante non continuativa, stabile;
il prestatore non dispone nello Stato della prestazione di uninfrastruttura che gli consenta di
esercitarvi in maniera stabile e continuativa lattivit professionale e di offrire i suoi servizi anche ai
cittadini di questo stesso Stato.

SN BENEFICIARI DEL DIRITTO DI STABILIMENTO E LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI:

1) lesercente unattivit autonoma (o non subordinata o non salariata) che unattivit
economica svolta sz vincolo di subordinazione rispetto al destinatario della prestazione.
Loggetto dellattivit sono i servizi. I servizi sono prestazioni retribuite e comprendono (lelenco
non tassativo): attivit industriale, artigiana, commerciale e libere professioni;

2) non solo il soggetto k abbia una cittadinanza diversa da quella dello Stato ove intende stabilirsi
o eseguire la sua prestazione, ma anche un suo stesso cittadino qualora abbia risieduto in un altro
Stato membro e vi abbia acquistato una qualifica professionale riconosciuta dal diritto comunitario.
Viceversa non trovano applicazione le norme in materia di libera circolazione se si tratta di una
situazione puramente interna, qd cio lattivit non presenta collegamenti con altri Stati membri
perch confinata allinterno di uno Stato membro.
il caso della RISAN, societ che aveva svolto il servizio di rimozione dei rifiuti ad Ischia.
La RISAN contestava, invocando le norme del TCE sui servizi, la scelta del comune di Ischia di
costituire una societ pubblica cui affidare la gestione del servizio.
Afferm la Corte:La RISAN ha sede in Italia e non opera sul mercato italiano avvalendosi della
libert di stabilimento o di prestazione dei servizi, ergo le norme del TCE in materia di libera
circolazione delle persone e dei servizi non si applicano;

3) non solo le persone fisiche, ma anche le societ.
Il TCE equipara le societ alle persone fisiche, ma lassimilazione non completa.
Infatti le societ godono solo del diritto di stabilimento secondario, potendo esse aprire szaltro
agenzie, succursali o filiali in uno Stato diverso da quello della sede.
Ma non possono trasferire la loro sede della direzione in un altro Stato membro, a meno che ci non
sia ammesso dalle legislazioni di entrambi gli Stati interessati.
Perch, come la Corte ha detto nella sent Daily Mail, a diff delle persone fisiche, le societ
esistono solo grazie alle leggi nazionali che ne disciplinano costituzione e funzionamento.
La societ inglese Daily Mail voleva trasferire nei Paesi Bassi la propria residenza fiscale (per
pagare meno tasse) e rimanere societ di diritto inglese
Tuttavia la legislazione inglese condizionava il trasferimento allestero della direzione e della
residenza fiscale di una societ inglese a unautorizzazione che, nel caso di specie, fu negata;

4) infine possono beneficiare della libera prestazione anche i destinatari di servizi.
Basti pensare:
al prestatore che si reca nello Stato membro in cui il destinatario stabilito;
o al destinatario che si reca nello Stato di stabilimento del prestatore.


97 *claudy*
Pertanto le norme italiane che fissavano gli importi max di valuta straniera che i residenti
potevano acquisire o trasferire allestero, era in contrasto con la libera prestazione di servizi in
quanto impediva ai destinatari dei servizi di recarsi in un altro Stato membro e effettuare pagamenti
per fruire ivi di un servizio.

Infine la Corte fa rientrare nella libera prestazione di servizi anche i prestatori stabiliti nel proprio
Stato membro, che, sz spostarsi fisicamente in altri Stati, abbiano anche clienti stabiliti in altri Stati
Ma in realt, in termini di stabilimento, si tratta di una situazione puramente interna!

DIRITTO DI STABILIMENTO

Lart 43 vieta le restrizioni allo stabilimento:
sia primario, e cio alla libert dei cittadini di uno Stato membro di stabilirsi in un altro Stato
membro per svolgere attivit autonoma.
Il diritto di stabilimento primario importa il diritto daccesso alle attivit autonome, anche
attraverso la costituzione e gestione di imprese e in particolare di societ, alle condizioni desercizio
che la legislazione del paese di stabilimento applica ai propri cittadini;
che secondario, e cio al diritto di un soggetto gi stabilito in uno Stato membro di aprire (cd
diritto di apertura) in un altro Stato membro un 2 centro dattivit, e cio unagenzia o una
succursale o una filiale.
Peraltro mentre x professionisti, artigiani o imprese individuali lesercizio del diritto di stabilimento
secondario presuppone necessariamente lesistenza nello Stato membro dorigine di un centro
(primario); invece alle societ il diritto di stabilimento secondario spetta anche qd la succursale
aperta in uno Stato membro diverso da quello della sede della societ, rappresenta lunico (o il
principale) centro di attivit.

TRATTAMENTO NAZIONALE

Il principio del trattamento nazionale con conseguente divieto di discriminazioni dirette o
indirette vale sia per il diritto di stabilimento che per la libera prestazione di servizi.

Circa lo stabilimento, tra quello primario e quello secondario, cambia il tertium comparationis per
stabilire se vi sia o meno discriminazione.
Infatti x lo stabilimento secondario il principio del trattamento nazionale vieta non solo
discriminazioni basate (direttamente o indirettamente) sulla nazionalit, ma anche discriminazioni
tra i soggetti che abbiano lo stabilimento secondario e quelli che abbiano lo stabilimento principale
(indipendentemente dalla loro nazionalit).

Circa la libera prestazione di servizi, il TCE si limita a imporre che il prestatore non stabilito sia
assimilato, nello Stato della prestazione, al prestatore nazionale (che invece si presume ivi stabilito)
Ma trascura la diversit delle rispettive posizioni e di conseguenza le condizioni desercizio
imposte al 2 possono costituire per il 1 un ostacolo molto pi gravoso.
Pertanto la Corte si preoccupa di censurare anche le discriminazione indirette.
Es di discriminazione diretta: la norma francese che vietava ai soli cittadini stabiliti in altri Stati
di visitare pi di 1 paziente in 2 gg.
Es di discriminazione indiretta: la legge ita che in materia di concessione di lavori pubblici preferiva
le imprese che lavoravano prevalentemente nel territorio della Regione interessata dai lavori.
Ecco tale norme solo apparentemente neutra perch, sebbene si applichi indistintamente alle
imprese sia italiane che straniere, in sostanza favorisce le imprese stabilite in Italia.
Perch queste, rispetto alle imprese stabilite in altri Stati membri, hanno + possibilit di lavorare
prevalentemente nella regione in questione.

98 *claudy*
NORMATIVE NAZIONALI INDISTINTAMENTE APPLICABILI E OSTACOLI ALLA
LIBERA CIRCOLAZIONE DI PERSONE E SERVIZI

La libera circolazione delle persone e dei servizi non vieta solo le misure discriminatorie, ma
anche le misure che, bench indistintamente applicabili e quindi non discriminatorie, restringono,
ostacolano ingiustificatamente la libera circolazione.
La Corte ha pertanto scelto un approccio globale per individuare eventuali ostacoli alla libera
circolazione dei servizi e dei lavoratori (salariati o autonomi).

Premetto che qui di seguito parlo della libera prestazione di servizi, ma il discorso uguale anche
per il diritto di stabilimento e per la circolazione dei lavoratori.
Perch una normativa professionale nazionale applicata ai lavoratori stabiliti possa essere estesa ai
prestatori non stabiliti, sz creare unindebita restrizione alla libera prestazione, essa:
a) deve applicarsi in modo non discriminatorio;
b) deve essere giustificata da motivi imperativi di interesse pubblico (x es la necessit di tutelare
i destinatari della prestazione o i lavoratori, la lotta contro la criminalit e la frode, ecc);
c) deve essere idonea a garantire il conseguimento dello scopo perseguito;
d) non deve andare oltre quanto necessario per il raggiungimento di questo.
Inoltre occorre verificare se linteresse generale in questione non sia gi tutelato dalle norme cui il
prestatore soggetto nello Stato membro in cui stabilito.


Sent Webb

La Corte pervenne a questa conclusione nella sent Webb in cui la Corte era chiamata a pronunciarsi
sulla legislazione olandese che imponeva a unimpresa che forniva manodopera, autorizzata nel
proprio Stato di stabilimento (il Regno Unito), di munirsi di una nuova autorizzazione per lavorare
nei Paesi Bassi in regime di libera prestazione.
Ebbene disse la Corte: Il principio del trattamento nazionale non autorizza lo Stato della
prestazione a estendere al prestatore tutte le condizioni desercizio previste dalle
proprie norme professionali.
Pu estendere solo quelle che siano giustificate da esigenze di interesse pubblico,
legate alle caratteristiche della prestazione.
E appunto, nel caso di specie, la fornitura di manodopera unattivit molto delicata e
quindi giustifica la scelta di uno Stato, effettuata nellinteresse generale, di
subordinarla sul proprio territorio ad un regime di licenze.

A prima vista sembrerebbe che lestensione al prestatore non stabilito della normativa professionale
in vigore nello Stato della prestazione vietata perch comporta una discriminazione materiale: i
soggetti non stabiliti risulterebbero svantaggiati rispetto ai soggetti stabiliti perch, essendo
indebitamente assimilati ai soggetti stabiliti, finiscono per essere oggetto di una doppia
imposizione normativa (perch devono ottenere 2 autorizzazioni).
Ma in realt la Corte la vieta perch costituisce di per s una restrizione alla libera prestazione di
servizi, sz bisogno di dimostrare un effetto discriminatorio, anche solo materiale.
Lammette solo se ricorrono esigenze superiori di pubblico interesse.







99 *claudy*
Differenze tra lapproccio per lavoratori e servizi e lapproccio per le merci

Profonde sono le analogie tra le condizioni richieste per la libera circolazione dei lavoratori e dei
servizi con le condizioni richieste dalla sent Cassis de Dijon per le norme tecniche.
Ma in realt non si pu parlare di un vero e proprio approccio globale alla nozione di restrizione
alla libert di circolazione perch lapproccio seguito in materia di circolazione di lavoratori e
servizi molto diverso da quello seguito in materia di circolazione delle merci.
Questultimo approccio migliore perch pi duttile. 2 sono le differenze:

1) Anzitutto, a partire dalla sent Keck, la Corte limita la portata della giurisprudenza Cassis de
Dijon, in maniera da escluderne le norme relative alle modalit di vendita dei prodotti le quali
sono quindi soggette a criteri speciali.
Invece, con riferimento alle norme professionali, applica i criteri dellapproccio globale
sz distinguere a seconda del tipo di norma.

2) Inoltre la Corte non vieta le normative tecniche dello Stato di produzione della merce, se sono
indistintamente applicabili tanto ai prodotti destinati al mercato interno di questo Stato, quanto a
quelli destinati allesportazione in altri Stati membri.
Invece pu vietare la normativa professionale dello Stato di produzione del servizio,
bench indistintamente applicabile tanto ai servizi resi sul mercato interno, quanto ai
servizi resi a destinatari stabiliti in altri Stati, qualora impedisca o pregiudichi
laccesso al mercato dei servizi dello Stato della prestazione.

DEROGHE AL DIRITTO DI STABILIMENTO E ALLA LIBERA PREST DI SERVIZI

1) Lart 45 TCE giustifica lesclusione dei cittadini di altri Stati membri dalle professioni che
costituiscono una partecipazione specifica e diretta allesercizio dei pubblici poteri.
o La Spagna, richiamando lart 45, imponeva indebitamente la residenza in Spagna alle
imprese private di sorveglianza.
Ma la Corte ha respinto leccezione del governo spagnolo: Lattivit di tali imprese non
implica linvestimento di poteri coercitivi. Il mero contributo al mantenimento della
pubblica sicurezza, che chiunque pu dare, non esercizio di pubblici poteri.

2) Lart 46 giustifica provvedimenti restrittivi relativi a stranieri il cui accesso nel territorio nazionale
costituirebbe un pericolo per lordine pubblico, la pubblica sicurezza o la sanit pubblica.
La Corte ha precisato che non possono essere invocati scopi economici, n possono scegliersi mezzi
sproporzionati agli scopi perseguiti.

3) Infine lart 51:
al 1 paragrafo sottrae al principio della libera prestazione di servizi i trasporti che sono
invece regolati dal titolo relativo ai trasporti.
Lestensione del principio della libera prestazione dei servizi al settore dei trasporti ha richiesto
molto tempo (soprattutto per i trasporti marittimi e aerei) e lemanazione di molti atti di
normazione derivata, data la tendenza degli Stati membri a proteggere i trasportatori nazionali.
Circa i trasporti su strada di merci, sono stati liberalizzati prima i trasporti internazionali
(effettuati da uno Stato membro verso un Paese III e viceversa), poi quelli nazionali (effettuati
allinterno di uno stesso Stato da parte di un trasportatore residente in un altro Stato membro).

al 2 paragrafo nega la liberalizzazione dei servizi bancari e assicurativi vincolati a
movimenti di capitale non liberalizzato.
Ma tale deroga ha perso significato di fronte alla liberalizzazione completa dei movimenti di
capitale realizzata alla fine degli anni 80.

100 *claudy*
RICONOSCIMENTO DEI DIPLOMI

Ai fini della libert di circolazione dei lavoratori dipendenti o autonomi, lart 47 TCE riconosce che
essenziale il reciproco riconoscimento di diplomi, certificati e altri titoli.
E a tal fine autorizza il Consiglio a stabilire direttive.
Insomma essenziale che un titolo di studio di un soggetto possa valere in tutti gli Stati membri.

Il ritardo e lincompletezza delle direttive (visto che per molte professioni non intervenuta nessuna
direttiva) ha spinto la Corte a ritenere che il riconoscimento dei diplomi di cittadini di altri Stati
membri costituisca un obbligo derivante direttamente dal TCE.
Pi in particolare dalle norme che prescrivono leliminazione delle restrizioni alla circolazione.
Di conseguenza i lavoratori possono invocare tale obbligo immediatamente davanti al giudice.

La posizione iniziale della Corte era per incerta perch sembrava far dipendere lesistenza in capo
agli Stati di un obbligo di riconoscimento dei diplomi acquisiti in altri Stati, in assenza di direttive
che regolassero il caso di specie, dalla eventuale presenza di norme nazionali che lo prevedessero.

Sent Vlassopoulou

Ma come ha chiarito nella sent Vlassopoulou del 1991 tale obbligo deriva direttamente dallart 43
TCE. E allo Stato spetta raffrontare le conoscenze e qualifiche attestate da questi diplomi a quelle
richieste dalle norme nazionali.
La decisione adottata dallo Stato ospitante pu poi essere sottoposta a gravame giurisdizionale al
fine di verificarne la conformit al diritto comunitario.
- Nel caso di specie la sig.ra Vlassopoulou, greca, in Grecia si era laureata in diritto e iscritta
allordine degli avvocati.
Trasferitasi in Germania, il Ministro della Giustizia, le rifiutava liscrizione allordine, per non aver
compiuto il percorso formativo richiesto dal diritto tedesco.

Professioni non regolamentate e casi particolari

Lobbligo di prendere in considerazione i diplomi conseguiti in altri Stati membri vale anche:
per le professioni non regolamentate (che sono riservate ai titolari di determinati diplomi non
per disposizione di legge, ma di fatto o in base a un contratto collettivo di lavoro);
per diplomi per il riconoscimento dei quali sono state adottate specifiche direttive che per non
sono applicabili al caso di specie.
X es il governo francese si rifiutava di iscrivere il sig. Hocsman allordine dei medici perch il suo
diploma non era riconoscibile da una dir. del 93 in quanto applicabile ai soli diplomi rilasciati dagli
Stati membri, e non ai diplomi rilasciati da Stati terzi (nel caso di specie dallArgentina) e solo
riconosciuti come equivalenti da uno Stato membro (la Spagna).

Direttive settoriali

Il Consiglio ha emanato alcune direttive settoriali per agevolare lesercizio del diritto di
stabilimento x alcune professioni (medici, dentisti, veterinari, architetti, farmacisti, parrucchieri).
Per alcune di queste professioni ha adottato 2 direttive parallele:
- la 1
a
per il riconoscimento dei diplomi,
- la 2
a
per larmonizzazione delle disposizioni nazionali in merito allaccesso o allesercizio della
professione (es. piani di studio, tirocinio).



101 *claudy*
e generali

Ma le difficolt e le lungaggini che comporta ladozione di direttive specifiche hanno spinto le
istituzioni a puntare a direttive generali di riconoscimento.
Tali direttive presumono che il livello e la durata delle formazioni professionali siano
sostanzialmente equivalenti nei vari Stati membri.
Di conseguenza e salvo eccezioni, uno Stato deve riconoscere un diploma acquisito in un altro Stato

La 1
a
stata la dir.CE 48/1989 relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi
di istruzione superiore che sanciscono formazioni professionali di almeno 3 anni.
In particolare lart 4 della dir. CE 48 consente allo Stato di subordinare il riconoscimento al fatto
che linteressato:
a) provi unesperienza professionale nello Stato dorigine, qd la durata della formazione
inferiore di almeno 1 anno a quella prescritta nello Stato membro ospitante;
b) effettui un tirocinio di adattamento o superi una prova attitudinale, qd la formazione
ricevuta verta su materie sostanzialmente diverse da quelle previste nello Stato ospite;
la dir.CE 51/1992 vale per i diplomi di durata compresa tra 1 e 3 anni;
la dir.CE 42/1999 si applica alle qualifiche che non rientrano nel campo dapplicazione delle
altre 2 direttive generali;
infine la dir.CE 36/2005 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali ha sostituito
tutte le direttive generali e settoriali.


Avvocati

Per gli avvocati prevista una disciplina particolare, dato che la professione forense richiede la
conoscenza precisa del diritto nazionale.
Infatti lavvocato che voglia esercitare in uno Stato membro diverso da quello in cui ha acquisito la
qualifica professionale ha 2 alternative:
o, come dispone la dir.CE 48, effettua un tirocinio o un esame attitudinale;
o, come gli consente la dir.CE 5/1998 esercita nello Stato ospitante, a titolo temporaneo, al
max per 5 anni, con il titolo professionale di origine. Dopo 3 anni di esercizio acquista il diritto ad
esercitare definitivamente e con il titolo dello Stato ospitante, sz dover superare prove attitudinali.


















102 *claudy*
5. LIBERA CIRCOLAZ DEI CAPITALI E PAGAMENTI

Lart 56, che vieta restrizioni al movimento di capitali e ai pagamenti tra Stati membri o tra Stati membri e
Paesi terzi, ha efficacia diretta perch pu essere invocato dinanzi al giudice nazionale e determinare
linapplicabilit delle norme nazionali in contrasto con esso.

A diff dei pagamenti, i movimenti di capitale sono operazioni finanziarie che riguardano la collocazione o
linvestimento e non il corrispettivo di una prestazione. Es: acquisto di azioni di societ aventi sede in Stati
membri diversi dal proprio; acquisto di obbligazioni emesse allestero; investimenti immobiliari allestero.

La Corte non ha fornito una definizione generale, tipo la formula Dassonville, per la nozione di restrizione
ai movimenti di capitali. Si limita a decidere caso per caso.
Inizialmente considerava restrizioni solo le normative discriminatorie.
X es il divieto per i soggetti residenti di acquistare obbligazioni emesse allestero.
Si trattava, pi in generale, di normative che limitavano certe operazioni solo se, anzich essere puramente
interne allo Stato, presentassero elementi di trasnazionalit (linvestimento avviene in territorio straniero o
loperazione effettuata da, o favore di, soggetti non residenti).
Oggi invece considera restrizioni anche normative indistintamente applicabili (approccio globale).
X es la normativa portoghese che subordinava allautorizzazione preventiva dello Stato lacquisto di
partecipazioni sostanziose in societ, a capitale pubblico, privatizzate era una restrizione vietata dallart
56 perch, anche se applicabile agli azionisti sia nazionali sia stranieri, cmq dissuadeva gli investitori di
altri Stati a investire nel capitale di tali societ.
Infatti molti Stati desideravano mantenere un controllo su tali societ anche dopo la loro privatizzazione
attraversi vari meccanismi, come il Golden Share che riserva allo Stato poteri di controllo non
corrispondenti alla partecipazione azionaria pubblica.


DEROGHE ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI E DEI PAGAMENTI:

1) le disposizioni tributarie che distinguono tra i contribuenti in base al luogo di residenza o di
collocamento del loro capitale;
2) lo Stato pu monitorare i movimenti di capitale;
3) pu prendere misure per impedire illeciti in materia fiscale e vigilare le istituzioni finanziarie;
4) e misure giustificate da motivi di ordine pubblico o pubblica sicurezza (es. misure antiriciclaggio).

Poi x i movimenti di capitali e i pagamenti tra Stati membri e Paesi terzi sono previste ulteriori deroghe:
1) restano in vigore le restrizioni nazionali o comunitarie in vigore nel 93 ai movimenti che implichino
investimenti diretti;
2) il Consiglio pu adottare misure + liberali (a maggioranza qualificata) o + restrittive (allunanimit);
3) possibile adottare misure di salvaguardia al max x 6 mesi se, eccezionalmente, i movimenti di capitale
provenienti da, o diretti a, Paesi terzi minaccino di ostacolare il funzionamento dellUnione economica e
monetaria;
4) la Cost prevede che possano essere adottate, con legge europea, misure per la lotta al terrorismo, come il
congelamento dei capitali.

Una restrizione legittima se (NB: devono essere requisiti simultanei):
1) indistintamente applicabile;
2) giustificata da ragioni imperative di interesse pubblico;
3) e proporzionata.

Non stata considerato come restrizione alla libert dei pagamenti, nemmeno lart 633 cpc ita che, nel testo
allora vigente, vietava lemanazione di un decreto ingiuntivo (nella specie, volto a ottenere il pagamento di
merci fornite in altro Stato) se dovesse essere notificato fuori dellItalia.
Infatti lart 56 non applicabile alle procedure a cui soggetta lazione di un creditore diretta a ottenere da
un debitore renitente il pagamento di una somma di denaro.

103 *claudy*
6. REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE

QUADRO NORMATIVO

Gli artt da 80 a 89 sono divisi in 2 sezioni.
La 1
a
sez (da 80 a 86) dedicata alle regole di concorrenza applicabili alle imprese; la 2
a
agli
aiuti concessi dagli Stati alle imprese.
Le regole di concorrenza applicabili alle imprese sono il riflesso privatistico delle disposizioni
relative allunione doganale in quanto mirano a impedire che lapertura dei mercati nazionali
avvenuta con lunione doganale sia vanificata dalle imprese tendenti a isolare i mercati nazionali.

Queste fonti di 1 grado sono state affiancate da molte fonti derivate:
1) regolamenti e direttive del Consiglio;
2) regolamenti di 2grado, decisioni di casi concreti e comunicazioni (o orientamenti) adottati
dalla Commissione.
Con le comunicazioni la Commis precisa il modo in cui intende applicare le norme del Tratt.
Tali atti, pur non avendo valore normativo, creano negli interessati la legittima aspettativa che la
Commis stessa li rispetti: altrimenti latto difforme annullabile.

I divieti, ex artt 81 e 82, di intese e sfruttamento abusivo di posizioni dominante hanno efficacia
diretta: producono direttamente effetti nei rapporti fra i singoli attribuendo loro diritti che sono
invocabili in giudizio innanzi ai giudici nazionali, anche ai fini del risarcimento.
Il diritto al risarcimento non escluso solo perch il danneggiato parte dellaccordo vietato
dallart 81, purch sussistano condizioni particolari, come una situazione di inferiorit grave nei
confronti della controparte.


DIVIETI ALLE IMPRESE E OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI

La 1
a
sez non solo pone divieti alle imprese, ma anche obblighi agli Stati membri, i quali devono
astenersi dallemanare o mantenere in vigore provvedimenti che rendano inefficaci tali norme.
Tale obbligo di astensione pu risultare violato in 2 casi:

1) qd i poteri pubblici delegano proprie competenze a operatori privati, nellassunzione di decisioni
in materia economica (es. fissazione di tariffe obbligatorie o rilascio di autorizzazioni allapertura di
esercizi commerciali), sz garantire la tutela anche dellinteresse generale o delle categorie non
rappresentate (in genere gli utenti del servizio).
- Non questo il caso Reiff : la normativa tedesca prevedeva che commissioni tariffarie
fissassero le tariffe obbligatorie dei trasporti su strada a lunga distanza.
Ebbene per la Corte in questo caso i poteri pubblici non hanno delegato le loro competenze ad
operatori privati perch lo stesso Ministro federale dei trasporti pu partecipare alle riunioni di
tali commissioni e fissare direttamente le tariffe se non risultino conformi allinteresse generale
(del settore agricolo, delle zone mal collegate ai mezzi di trasporto o dei destinatari del servizio);

2) qd una misura statale rafforza gli effetti di unintesa contraria allart 81 Cost oppure ne renda
obbligatoria o ne promuova la conclusione.
X es il regolamento belga che rendeva obbligatoria una clausola del contratto tra tour operators e
agenzie di viaggio sul divieto di praticare sconti sui prezzi dei viaggi stabiliti dagli operators.



104 *claudy*
Le misure nazionali che impongono la conclusione di intese vietate dallart 81 escludono o non
escludono la responsabilit delle imprese coinvolte a seconda che le misure nazionali rispettiv
non lascino o lascino alle imprese un potere discrezionale, un margine di manovra agendo
allinterno del quale le imprese possano aver eliminato ogni residuo margine di concorrenza.
Cmq sia tali misure nazionali possono condurre ad unattenuazione delle ammende perch
diminuiscono la gravit del comportamento addebitabile alle imprese coinvolte.
- X es sono stati ritenuti responsabili sia lItalia sia il CNSD (Consiglio nazionale degli
spedizionieri doganali) perch vero che lItalia imponeva al CNSD di stabilire tariffe
obbligatorie per i servizi degli spedizionieri, ma anche vero che gli lasciava ampio spazio nel
determinarle.


APPLICAZIONE PARALLELA

I comportamenti delle imprese sono di competenza nazionale o comunitaria a seconda che
provochino effetti anticoncorrenziali a livello di commercio rispettiv nazionale o intracomunitario.

Se invece pregiudichino entrambi i livelli di commercio si pone il problema dellapplicazione
parallela del diritto comunitario e del diritto nazionale della concorrenza ad una medesima
fattispecie.
Esistono 2 soluzioni al problema:
1) la doppia barriera: alla medesima fattispecie pu essere applicato il diritto sia comunitario,
sia nazionale;
2) la barriera unica: le fattispecie che ricadono nel campo dapplicazione del diritto comunitario
sono automaticamente sottratte al diritto nazionale.
Ebbene mentre il legislatore comunitario ha adottato la 2
a
soluzione in materia di controllo delle
concentrazioni, la Corte preferisce la 1
a
, purch lapplicazione parallela di entrambi i diritti rispetti
il primato del diritto comunitario su quello nazionale.
X es le autorit nazionali non possono assumere provvedimenti configgenti con quelli assunti dalla
Commis. Condannando, magari, unintesa che il diritto comunitario fa salva.


E EXTRATERRITORIALE

Le regole comunitarie sulla concorrenza possono anche essere oggetto di unapplicazione
extraterritoriale, cio possono essere fatte valere nei confronti di imprese appartenenti a Stati terzi:
1) qd gli effetti anticoncorrenziali del comportamento delle imprese extracomunitarie si
facciano sentire allinterno del mercato comune (teoria degli effetti);
2) o qd tale comportamento localizzato nel territorio della Comunit (teoria della
territorialit).
- In passato la Corte preferiva la teoria della territorialit: bisognava provare che il comportamento
era stato posto in essere, sia pure parzialmente, allinterno del territorio comunitario, anche tramite
filiali o agenti delle imprese extracomunitarie.
- Oggi invece predilige la teoria degli effetti, applicando la normativa comunitaria anche allintesa,
conclusa fuori del territorio comunitario da imprese stabilite in Stati terzi, purch abbia prodotto
effetti restrittivi della concorrenza sul mercato comune immediati, sostanziali e prevedibili.






105 *claudy*
IMPRESA

Il Tratt. non d una definizione di impresa e la Corte, in modo molto generale, considera impresa
qualsiasi entit che esercita unattivit economica.
Intendendo per attivit economica: unofferta di beni o servizi sul mercato.
Non importa, ai fini dellapplicazione delle regole di concorrenza, che sia un ente pubblico, le
modalit di funzionamento, che sia priva di personalit giuridica o che non persegua fini di lucro.

Se un ente pubblico eserciti contemporaneamente attivit economiche e attivit in quanto pubblica
autorit sono assoggettate agli artt. 81 e 82 solo le attivit economiche, sempre se separabili dalle altre.

Anche i liberi professionisti sono considerati imprese per la Corte.
Invece il Tribunale preferisce una definizione pi tradizionale di impresa, come combinazione di
elementi personali, materiali e immateriali.

Invece non costituisce attivit economica unattivit che svolga una funzione esclusivamente sociale.
X es un sistema di previdenza obbligatoria per agricoltori contro malattia, vecchiaia e maternit.
Semprech ricorrano alcune condizioni: le prestazioni erogate devono essere stabilite per legge (e
non dal fondo) e non dipendere dai contributi versati da ciascun assicurato


DIVIETO DI INTESE

Ex art 81 sono vietati tutti:
1) gli accordi tra imprese,
2) le decisioni di associazioni di imprese
3) e le pratiche concordate
che possano provocare, anche solo potenzialmente, un pregiudizio:
- al commercio tra gli Stati membri (1
a
condizione affinch unintesa ricada sotto il divieto).
NB: anche unintesa nazionale, conclusa cio tra imprese di uno stesso Stato e operante solo su
quel mercato nazionale, anche se in genere sfugge al campo di applicazione dellart 81, pu
pregiudicare il commercio intracomunitario perch rafforza le barriere nazionali;
- e alla concorrenza (2
a
condizione) nel senso che abbiano per oggetto o per effetto di impedire,
restringere o falsare il gioco della concorrenza nel mercato comune.

Peraltro l81 (come pure l82) contiene un elenco esemplificativo di intese anticoncorrenziali.
X es lintesa che consista nellapplicare agli altri contraenti condizioni dissimili per prestazioni
equivalenti, cos da svantaggiare questi ultimi nella concorrenza.

Come si evince lintesa, nelle sue 3 forme, presuppone almeno 2 soggetti che la pongano in essere.
Tale pluralit di imprese manca, e quindi non pu essere applicato lart 81, qd lintesa stata
posta da 2 o pi imprese economicamente collegate tanto che si possa parlare di ununica impresa.
Ma non basta un mero rapporto di dipendenza: occorre che il controllo sia completo e effettivo, in
maniera che la societ controllata non sia autonoma.
X es: la societ-madre che controlla le societ-figlie; un gruppo di societ con al vertice una societ-holding.
In definitiva gli accordi infragruppo non sono vietati perch hanno semplicemente lo scopo di
ripartire i compiti allinterno del gruppo.
Il comportamento anticoncorrenziale di una sola impresa invece esula dal campo di applicazione
dellart 81 e ricade (eventualmente) nellart 82.



106 *claudy*
1) Accordo

Laccordo presuppone un incontro di volont tra le parti, un gentlemens agreement che esprime la
comune volont delle parti su come comportarsi nel mercato comune.
Non necessario che laccordo sia giuridicamente vincolante e valido ai sensi del diritto nazionale
applicabile,n che sia redatto in forma scritta.

Nei rapporti contrattuale tra produttore & distributori o rivenditori, spesso difficile stabilire se
un comportamento restrittivo della concorrenza sia:
frutto di un accordo, voluto dal produttore, ma tacitamente accettato dai distributori.
X es Sandoz, produttore di farmaci, volendo imporre un divieto di esportazione, apponeva su
tutte le proprie fatture la dicitura esportazione vietata.
Ecco il fatto che i grossisti non protestassero, costituiva una manifestazione tacita di assenso;
o se di tratta di una decisione unilaterale del produttore, portata a conoscenza dei distributori
sz che questi labbiano in alcun modo accettata.
Ebbene nel 1 caso si applica l81, nel 2 invece solo e solo eventualmente l82.
X es Bayer x impedire a Spagna e Francia di esportare i suoi prodotti verso il Regno Unito, non onorava
gli ordini di fornitura dei grossisti spagnoli/francesi superiori al fabbisogno del loro mercato nazionale.
Ecco, nonostante la Commis ritenne sussistente un accordo, in realt i grossisti spagnoli e
francesi continuarono nelle esportazioni verso il Regno Unito, non essendo daccordo con Bayer.

2) Pratica concordata

La pratica concordata, sz essere spinta a un accordo, una consapevole collaborazione tra imprese
a danno della concorrenza.
- Il parallelismo di comportamenti (alcune imprese agiscono in modo identico o simile) pu
costituire un serio indizio di una pratica concordata.
Tuttavia occorre cmq provare che tale comportamento non sia frutto dellautonoma scelta di
ciascuna impresa, bens il risultato di una concertazione.
- Costituiscono prove di pratica concordata il fatto che imprese concorrenti periodicamente si
riuniscano o si scambino informazioni che dovrebbero essere riservate.
Una volta che la Commis abbia dimostrato lesistenza di tali comportamenti, sta alle imprese
provare che tali comportamenti non abbiano finalit anticoncorrenziali.

3) Decisione di associazione di imprese

La decisione di associazione di imprese (x es un organismo professionale fissa una tariffa uniforme
e vincolante) pu essere una raccomandazione.
Non importa se obbligatoria per gli associati o liberamente accettata.
Posto che unassociazione di imprese unorganizzazione di imprese operanti su un certo mercato.
Non conta se prevista x legge o x iniziativa delle imprese, n se ladesione sia obbligatoria o facoltativa

Vari tipi di intese

Le intese che pregiudicano la concorrenza possono essere orizzontali o verticali a seconda che
siano concluse tra imprese operanti:

allo stesso livello del ciclo produttivo o di commercializzazione e che quindi sono in
concorrenza diretta tra di loro.


107 *claudy*
a livelli differenti. In questo caso non ristretta la concorrenza tra le parti dellintesa, bens tra una delle
imprese partecipanti allintesa e imprese terze operanti sul suo stesso livello.
Come gli accordi di distribuzione, acquisto esclusivo o di fornitura.
Tuttavia, in genere, tali accordi sono vietati non nella loro individualit, ma solo per leffetto cumulativo
che una rete di accordi analoghi pu produrre sul gioco della concorrenza.
Insomma non sono vietati in s, ma solo se si inseriscono in una rete di accordi analoghi, tali da rendere
difficile laccesso al mercato da parte di nuovi concorrenti.
In particolare gli accordi di distribuzione:
- esclusiva, volti a proteggere il distributore da importazioni provenienti da altri Stati, sono vietati;
- selettiva, in cui i distributori vengono scelti in base a qualit e professionalit sono ammessi.
X es la Saba non ha ammesso alla propria rete di distribuzione la Metro, catena di grande
distribuzione, perch non aveva i requisiti di qualit richiesti da Saba.

In genere gli accordi:
orizzontali restringono la concorrenza interbrand, cio tra imprese che operano con prodotti di
marche diverse;
verticali la concorrenza intrabrand, tra imprese che operano con prodotti di ununica marca

Pregiudizio sensibile

Il pregiudizio al commercio e la restrizione della concorrenza, affinch unintesa rientri nel campo
dapplicazione dellart 81, devono essere rilevanti (pregiudizio sensibile).
Cio, per essere vietate, devono superare la soglia de minimis individuata dalla Commis in varie
Comunicazioni sugli accordi di importanza minore.
Soglia che nel tempo stata innalzata, per concentrarsi solo sui casi pi gravi.
Ebbene affinch laccordo sia considerato minore la quota aggregata, cio la quota detenuta dalle imprese
partecipanti allintesa, non deve superare il 10 %.
La soglia abbassata al 5 % in caso di reti parallele di accordi (di fornitura o di distribuzione).
Tuttavia la Comunicazione elenca anche le restrizioni gravi che non possono mai considerarsi intese di
importanza minore (es. intese orizzontali sui prezzi o sulla ripartizione dei mercati).

Esenzione

Il divieto di intese non assoluto. Infatti lart 81
3
consente di dichiarare inapplicabile il divieto ad unintesa
determinata o a una categoria di intese che
1) contribuiscano a migliorare la produzione/distribuzione dei prodotti o a promuovere il progresso
tecnico/economico,
2) pur riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva (cd vantaggio per i
consumatori), ed evitando di:
3) imporre alle imprese interessate restrizioni alla concorrenza che non siano indispensabili (nel senso
che tali restrizioni devono essere proporzionate al contributo dellaccordo al progresso);
4) consentire a tali imprese di eliminare la concorrenza x una parte sostanziale dei prodotti in questione.

Laccertamento di queste 4 condizioni cumulative (di cui 2 positive, 2 negative) x poter accordare la
dichiarazione di inapplicabilit (o esenzione) implica lesercizio di un ampio potere discrezionale, che
consente alla Commis di svolgere un importante funzione di politica industriale.

Nullit

Le intese vietate sono nulle. Pi precisamente la nullit riguarda solo accordi e decisioni. Non anche le
pratiche concordate, data la loro natura informale.
La nullit di un accordo :
- applicata dal giudice nazionale;
- assoluta = laccordo inefficace per i contraenti e inopponibile ai terzi;
- parziale = non riguarda tutto laccordo, ma le sole clausole vietate, se separabili dal resto.

108 *claudy*
ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE

Lart 82 vieta labuso di posizione dominante.
Quindi non vieta di acquistare una posizione dominante sul mercato rilevante, bens solo lo
sfruttamento abusivo di tale posizione che produca un pregiudizio al commercio intracomunitario
A diff dell81, l82 non esige che labuso abbia x oggetto o effetto di restringere la concorrenza
perch la concorrenza sul mercato rilevante ristretta gi solo x la presenza di unimpresa dominante.

Posizione dominante

La posizione dominante consiste nel fatto che unimpresa sia in grado di esercitare uninfluenza
preponderante sul mercato e di agire sz dover tener conto delle reazioni di concorrenti e consumatori.

I fattori da considerare per stabilire qd una posizione dominante sussiste sono: la quota di mercato
detenuta dallimpresa, la struttura dellimpresa, il n e la forza dei concorrenti.

La posizione dominante si distingue dal monopolio perch non esclude la concorrenza, ma consente
di influenzarla notevolmente.

La posizione dominante individuale o collettiva, a seconda che sia detenuta da 1 o + imprese.
La posizione dominante di gruppo invece quella della societ madre che decide il comportamento
delle imprese affiliate.

Mercato rilevante

Il mercato rilevante, frazione di mercato in cui tale posizione dominante si suppone realizzata, va
definito in termini sia geografici, sia di prodotti.
Il mercato geografico pu essere lintero mercato comune o una parte sostanziale del mercato
comune. Cio unarea in cui le condizioni obiettive di concorrenza sul prodotto in questione sono le
stesse per tutti gli operatori economici.
X es nella sent United Brands il mercato rilevante per le banane stato individuato nel territorio di
tutti gli Stati membri eccetto Francia, Italia e Regno Unito perch in questi ultimi erano in vigore
regimi diversi luno dallaltro.
Il mercato dei prodotti prende in considerazione, non solo i prodotti identici, ma anche quelli
intercambiabili o sostituibili a quelli dellimpresa in questione, perch cmq concorrenti.
X es nella sent United Brands il mercato delle banane stato considerato come relevant market
distinto dal mercato della frutta fresca perch per la banana il periodo di maturazione dura tutto
lanno e lofferta abbondante.

Abuso

Lo sfruttamento abusivo della posizione dominante consiste in comportamenti capaci di
pregiudicare quella concorrenza effettiva, gi indebolita dalla presenza di unimpresa dominante.

Proprio perch la concorrenza indebolita dalla sua presenza, limpresa dominante soggetta a
limiti dazione pi gravosi rispetto a unimpresa non dominante:
1) pu difendere certo i suoi interessi, ma non pu rafforzare la sua posizione dominante.
X es nella sent United Brands stata considerata abusiva linterruzione delle forniture a un cliente,
solo perch colpevole di aver partecipato a una pubblicit insieme a concorrenti di United Brands;
2) non pu praticare non solo prezzi non equi (eccessivi rispetto ai costi) o prezzi predatori
(troppo bassi, fissati per eliminare un concorrente), ma nemmeno prezzi differenziati (salvo non
siano giustificati dalle spese di trasporto o dal costo della mano dopera);
3) non pu concedere ai propri clienti sconti di fedelt, i quali a diff degli sconti qualitativi, non
sono legati al volume degli acquisti.

109 *claudy*
La giurisprudenza invece pi cauta del diritto statunitense che considera le imprese dominanti
obbligate a consentire ai concorrenti di accedere a proprie strutture o servizi qd si tratta di essential
facilities (strutture/servizi sz i quali lattivit in questione non potrebbe essere svolta affatto).
Infatti nella sent Bronner x la Corte non abusa della propria posizione unimpresa dominante nel
mercato dei quotidiani che gestisca lunico sistema di recapito a domicilio, solo perch rifiuta a un
concorrente laccesso a tale sistema per recapitare i propri quotidiani.
A meno che non sia dimostrato che il rifiuto possa eliminare del tutto la concorrenza e impedire la
prosecuzione dellattivit dei concorrenti, non esistendo sistemi alternativi di distribuzione.

Un divieto assoluto

A diff del divieto ex art 81, il divieto ex art 82 assoluto e non ammette dichiar di inapplicabilit.
Quindi vietato un abuso di posizione dominante anche se lo stesso comportamento rientri in un
regolamento desenzione per categoria ai sensi dellart 81.
X es lacquisto della licenza esclusiva di brevetto da parte della Tetra Pak, bench non costituisse
di per s unintesa vietata ai sensi dellart 81, costituiva un abuso vietato dallart 82 perch
rafforzava la posizione dominante di Tetra Pak nel mercato dei recipienti per alimenti liquidi.

PROCEDURE X APPLICARE GLI ARTT 81 E 82

Il compito di applicare gli artt 81 e 82 spetta alla Commissione, ai giudici nazionali e alle autorit
nazionali garanti della concorrenza (che in base alla legislazione interna controllano la concorrenza
a livello nazionale. Quella italiana stata istituita con l. 287/90).

Reg 17/62

Il 1 regolamento, il reg CE 17/62, riservava alla Commis un ruolo primario, per cui il sistema era
fortemente accentrato:

1) la competenza della Commis ad applicare gli artt 81 e 82 prevaleva su quella:

sia delle autorit nazionali che perdevano la loro competenza per il solo fatto che la Commis
avesse aperto una procedura;

sia dei giudici nazionali che, in caso di apertura di una procedura dindagine da parte della
Commis, anche se non perdevano (e non perdono) la loro competenza, erano cmq invitati dalla
Corte a sospendere il proprio giudizio, in attesa della decisione della Commis.
- E poi mentre la Commis non era (e non ) tenuta a rispettare le eventuali decisioni gi adottate
dai giudici nazionali, i giudici nazionali non potevano (e non possono) adottare una decisione
difforme da quella adottata dalla Commis (salva possibilit di sollevare dinanzi alla CGCE una
questione pregiudiziale di validit o interpretazione della decisione della Commis).
- Anche nel caso in cui la Commis avesse adottato una semplice lettera di archiviazione (comfort
letter), per sua natura provvisoria, il giudice nazionale, pur non essendone vincolato, era invitato
dalla Corte a considerarlo elemento di fatto.
Oggi le comfort letters non vengono pi adottate perch le imprese non devono pi notificare
lintesa al fine di ottenere unesenzione individuale;
- In passato una decisione di rigetto di una denuncia, data la sua natura provvisoria, non
impediva al giudice nazionale di applicare gli artt 81-82. Oggi dubbio se glielo impedisce;
- Il reg 1/2003 ha introdotto un importante strumento di raccordo tra giudici nazionali e Commis:
la Commis (e lAN) pu presentare dufficio osservazioni scritte e, se autorizzate dal giudice, orali.


110 *claudy*
2) la Commis era lunica a poter adottare una decisione individuale di inapplicabilit (o esenzione
individuale) ai sensi dellart 81
3
.

Quindi le imprese preferivano coinvolgere la Commis (piuttosto che le autorit o i giudici
nazionali), procedendo alla notifica delle proprie intese persino qd le condizioni previste dallart
81
3
erano manifestamente soddisfatte.
La notifica infatti non solo era il presupposto indispensabile per ottenere una decisione di
inapplicabilit, ma garantiva anche una temporanea protezione contro la possibilit che la Commis
comminasse unammenda.

Di pi! Anche coloro che volevano far constatare una violazione da parte dei concorrenti
preferivano rivolgersi alla Commis.

Reg 1/03e la Commissione

Pertanto il carico di lavoro della Commis era diventato insopportabile.
Cos il sistema stato decentralizzato con il reg CE 1/03 che ha anzitutto abolito il potere
esclusivo della Commis di concedere esenzioni individuali.
Si cos passati da un regime di autorizzazione preventiva riservata alla Commis ad un regime di
eccezione direttamente applicabile da parte di tutti gli organi competenti (sz che occorra pi una
previa decisione della Commis).
Pertanto il potere dei giudici nazionali di applicare gli artt 81-82 pi pieno.

Cmq anche nel reg 1/2003 la Commis conserva un ampio potere di indagine e decisionale che per,
grazie alla decentralizzazione, usa solo nei casi pi importanti e quindi pi raramente.
Pertanto sono diminuiti i conflitti di competenza tra giudici nazionali e Commis.
Ebbene, come nel reg 17, anche nel reg 1, rispetto a infrazioni agli artt 81-82 pu adottare decisioni
(a parte decisioni istruttorie, come la richiesta di informazioni):

1) di mera constatazione di infrazione = qd linfrazione gi cessata, ma la Commis ha un
legittimo interesse a constatarla;

2) inibitoria = con cui ordina la cessazione di uninfrazione;

3) comminatoria di ammende = il valore dellammenda non deve superare il 10% del fatturato
totale realizzato nellesercizio sociale precedente x ogni impresa che ha partecipato allinfrazione;

4) di accettazione di impegni = in alternativa alla decisione inibitoria, la Commis obbliga le imprese
interessate a rispettare gli impegni che hanno offerto x rispondere alle preoccupazioni della Commis
Con la conseguenza che la Commis non pu intervenire finch gli impegni sono rispettati;

5) cautelari = con cui, nei casi di urgenza, dispone misure cautelari;

6) di irrogazione di penalit di mora = x costringere le imprese interessate a: porre fine a
uninfrazione o a rispettare le misure cautelari o gli impegni accettati.
Limporto della penalit di mora non deve superare il 5% del fatturato medio giornaliero realizzato
nellesercizio sociale precedente;

7) di rigetto di una denuncia = con cui la Commis respinge una denuncia relativa a unintesa gi
trattata da unautorit nazionale.
In passato la Commis rigettava una denuncia, non solo x infondatezza, ma anche qd mancava un
interesse comunitario, come nel caso in cui gli interessati avevano gi adito o potevano adire i
giudici nazionali;


111 *claudy*
8) di constatazione di inapplicabilit = la Commis per ragioni di interesse comunitario e dufficio
(dunque non su domanda degli interessati, nonostante il nuovo sistema basato sulleccezione) pu
constatare linapplicabilit dellart 81 ad una intesa perch:
- le condizioni di cui allart 81
1
non sono soddisfatte;
- o sono soddisfatte le condizioni di cui allart 81
3
.
Tale decisione, a diff dellesenzione individuale che veniva emanata in seguito alla notifica delle
imprese interessate, pu essere adottata dalla Commis solo dufficio;

9) di revoca = con cui revoca un regolamento di esenzione per categoria.
Oltre che revocarli, la Commis pu anche adottarli (su delega del Consiglio).
La competenza a prevedere esenzioni per categoria appartiene in realt al Consiglio.
Il Consiglio per finora si limitato ad adottare regolamenti di 1 grado in cui indica in via generale
le categorie di intese esentabili.
Spetta poi alla Commis stabilire, con propri regolamenti di 2, se lesenzione entrer in vigore.


e le autorit nazionali (AN)

Per il reg 1/2003 le AN sono competenti ad applicare gli artt 81-82 in casi individuali.
A tal fine, agendo dufficio o in seguito a denuncia, possono adottare decisioni:
- cautelari, inibitorie, di accettazione di impegni,
- sanzionatorie (con cui possono comminare ammende, penalit di mora o qualunque altra sanzione
prevista dal dritto nazionale)
- e di rigetto (se non hanno motivo di intervenire, non sussistendo le condizioni per un divieto).

Le AN sono sottoposte al potere di coordinamento della Commissione, dato:
lobbligo di informazione = le AN devono informare la Commis dei casi che intendono istruire
e (almeno 30 gg prima) delle decisioni che intendano adottare (cooperazione verticale);
leffetto preclusivo = lavvio di un procedimento da parte della Commis non permette alle AN
di procedere o continuare a procedere (avocazione) in merito alla stessa fattispecie;
lobbligo di applicazione uniforme = qd le AN si pronunciano su intese gi decise dalla
Commis, non possono adottare decisioni difformi dalla decisione della Commis.

Anche tra le varie AN viene instaurata una cooperazione, cd orizzontale.
Per cui qd unintesa gi stata trattata da una AN, qualsiasi altra AN o la Commis devono
sospendere o respingere la denuncia presentata in merito alla stessa intesa.
Tra la Commis e le AN si quindi creata una rete per agevolare la cooperazione e lapplicazione
uniforme degli artt 81-82.


e i denuncianti

I denuncianti sono coloro che chiedono alla Commissione di intervenire per reprimere un
comportamento contrario agli artt 81-82.
Possono essere persone fisiche o giuridiche che abbiano legittimo interesse o gli Stati membri.
Ci che cambia rispetto al passato che nel nuovo regime le AN e i giudici nazionali sono ormai in
grado di tutelare i denuncianti.
Pertanto gli interventi della Commissione non sono pi diretti a proteggere interessi particolari di
singoli, ma piuttosto a tutelare interessi generali comunitari.



112 *claudy*
IMPRESE PUBBLICHE

Le regole di concorrenza contenute negli artt 81-82 valgono anche per le:
imprese pubbliche che sono imprese di cui i poteri pubblici ne abbiano il controllo.
Non invece indispensabile che limpresa sia di propriet statale;
e imprese titolari di diritti speciali o esclusivi, cio imprese anche private (assimilate alle
imprese pubbliche) cui lo Stato attribuisce il diritto esclusivo di esercitare una certa attivit.

Infatti lart 86
1
Tratt CE (norma ad efficacia diretta) impone agli Stati membri di non emanare n
mantenere, nei confronti delle imprese pubbliche e delle imprese cui riconoscono diritti speciali o
esclusivi, alcuna misura contraria alle norme del presente trattato, specialmente agli artt 81-82.

Come risulta dalle pronunce della CGCE non viola lart 86 la mera attribuzione di un diritto
esclusivo, salvo ci non induca limpresa in questione ad abusare della sua posizione dominante.

IMPRESE INCARICATE DELLA GESTIONE DI SERVIZI DI INTERESSE ECONOMICO GENERALE

Lart 86
2
deroga alle norme del Tratt per contemperare linteresse della Comunit allosservanza
delle regole di concorrenza con linteresse degli Stati membri ad utilizzare certe imprese come
strumenti di politica economica.
Infatti consente la sottoposizione delle imprese incaricate (incaricate con un atto della pubblica
autorit, come legge, regolamento o concessione) della gestione di servizi di interesse economico
generale (come il servizio televisivo o postale) o aventi carattere di monopolio fiscale al presente
trattato, solo se tale sottoposizione non impedisca l'adempimento della loro missione.

La deroga consiste in genere nel riconoscere allimpresa un diritto di esclusiva che, impedendo la
concorrenza, ripristina lequilibrio finanziario minacciato dai costi elevati derivanti dal servizio universale.
Infatti a volte il gestore del servizio di interesse economico generale ha lobbligo di fornire un
servizio universale, ossia a tutti, su tutto il territorio nazionale, allo stesso prezzo e con la stessa
qualit, a prescindere da circostanze particolari.

La Corte ha talvolta sollevato riserve quanto allestensione del diritto esclusivo.
In particolare qd allimpresa concessionaria viene garantito un monopolio anche per servizi non
rientranti nel servizio universale.
X es il sign Corbeau, avendo svolto un servizio di corriere espresso, fu accusato di aver violato il
monopolio dellente postale belga.
Ecco, x la Corte lente postale belga ha unesclusiva anche nel servizio di corriere espresso per la cd
sovvenzione incrociata: il servizio universale (strutturalmente deficitario) viene finanziato tramite i
profitti che limpresa monopolista realizza gestendo in esclusiva servizi su mercati contigui.
Insomma il servizio universale giustifica una limitazione di concorrenza da parte di imprenditori
privati nei settori economicamente redditizi.

Per finanziare il servizio universale non bastano gli introiti percepiti dagli utenti.
Cos la giurisprudenza propone 2 soluzioni:
1) far partecipare ai costi del servizio universale anche le imprese che operano su mercati attigui.
X es in Italia tutti i fornitori del servizio del corriere espresso (servizio non riservato allente poste e
non rientrante nel servizio universale) corrispondono allente poste un diritto postale su ogni loro spedizione;
2) o gli aiuti pubblici.
X es in Francia in compenso agli oneri del servizio universale che assicura la continua disponibilit
e distribuzione dei farmaci in tutta la Nazione, i grossisti di tali prodotti sono esentati dal
pagamento di un contributo sulle vendite di farmaci.

Infine ex art 86
3
La Commissione controlla l'applicazione dellart 86 rivolgendo, ove occorra, agli
Stati membri, opportune direttive o decisioni.

113 *claudy*
CONTROLLO DELLE CONCENTRAZIONI

Si ha concentrazione qd si modifica il controllo (cio linfluenza determinante sullattivit di
unimpresa). In particolare qd:
1) 2 o + imprese si fondono o costituiscono unimpresa comune (joint venture),
2) unimpresa o 1 persona, che controlla gi unaltra impresa, acquista il controllo di unaltra
impresa, magari acquistando una partecipazione azionaria di controllo.

Il controllo delle concentrazioni spetta alla Commis se presentano una dimensione comunitaria,
cio che superano determinate soglie di fatturato, altrimenti alle AN garanti della concorrenza,
secondo le rispettive legislazioni nazionali.
Per, eccezionalmente, su richiesta dello Stato membro interessato, possibile il rinvio:
alle AN di una concentrazione di dimensione comunitaria qd riguardi un mercato interno dello
Stato richiedente che non sia parte sostanziale del mercato comune;
alla Commissione se la concentrazione, anche se priva di dimensione comunitaria, pregiudichi il
commercio intracomunitario o la concorrenza.

Le concentrazioni sono vietate solo se incompatibili con il mercato comune: se ostacolano in
modo significativo la concorrenza a causa della creazione o rafforzamento di una posizione dominante.

Ecco la procedura di controllo prevista dal reg CE 139/2004.
1) Le operazioni di concentrazione vanno notificate preventivamente alla Commis e quindi sospese
fino a che non siano dichiarate compatibili.

2) La Commis procede a un esame informale della concentrazione.
Entro 25 gg dalla notifica o dichiara con decisione che la concentrazione compatibile con il
mercato comune o avvia la procedura di esame formale.
Decorso invano questo termine la concentrazione ritenuta compatibile con il mercato comune.

3) Lesame formale deve concludersi entro 90 gg con una decisione che dichiara la concentrazione
compatibile o incompatibile con il mercato comune.
Decorso invano questo termine la concentrazione ritenuta compatibile.

La Commis pu:
- ordinare, con decisione, la separazione delle imprese,
- adottare misure provvisorie volte eliminare gli effetti anticoncorrenziali
- o comminare sanzioni pecuniarie che possono arrivare fino al 10% del fatturato realizzato.
















114 *claudy*
7. AIUTI PUBBLICI ALLE IMPRESE

Ex art 87
1
Salvo deroghe, sono incompatibili con il mercato comune, gli aiuti concessi dagli Stati o
mediante risorse statali che, favorendo talune imprese o talune produzioni, pregiudicano il commercio tra
gli Stati membri e la concorrenza.

Al fine di qualificare come aiuto una misura statale, rilevano solo i suoi effetti, non anche i motivi (x es
socio-culturali) che hanno indotto lo Stato membro ad adottarla.
Fanno eccezione allirrilevanza dei motivi gli aiuti corrisposti alle imprese incaricate della gestione di servizi
di interesse economico generale per compensarle degli oneri di servizio pubblico.

AIUTI CONCESSI: DALLO STATO O MEDIANTE RISORSE STATALI

Lart 87
1
distinguendo tra aiuti concessi direttamente dagli Stati o mediante risorse statali, comprende
anche gli aiuti concessi non direttamente dagli Stati, ma da enti pubblici o privati designati o istituiti dagli
Stati per la gestione dellaiuto. Come societ controllate dallo Stato o enti pubblici territoriali o economici.
X es costituivano aiuti statali i ripetuti apporti di capitale ad Alfa Romeo effettuati dallholding pubblica IRI,
tramite la propria controllata Finmeccanica, attraverso risorse statali.

I vantaggi concessi con mezzi diversi dalle risorse statali esulano dalla disciplina degli aiuti pubblici.
Ebbene le risorse statali provengono da contributi obbligatori o tasse parafiscali riscosse da un ente
pubblico a carico delle imprese di un certo settore e utilizzate a favore di alcune di queste.
Recentemente la Corte ha considerato risorse statali anche risorse di cui lente erogatore non il titolare,
essendo suff che ne disponga.
Tale soluzione per contrasta con il suo tradizionale orientamento per cui il vantaggio accordato allimpresa
beneficiaria deve corrispondere sempre a un onere finanziario a carico dellente erogatore

AIUTO

Laiuto pu consistere:
- in un materiale trasferimento di risorse finanziarie in favore dellimpresa beneficiaria;
- in una rinuncia a un introito da parte dello Stato membro;
- nella concessione di un esonero o di unagevolazione fiscale a certe imprese nazionali;
- nella fissazione di prezzi di favore per determinati beni pubblici (es. fornitura di combustibili di
propriet statale a prezzi inferiori a quelli praticati ad altri utenti);
- nellassistenza commerciale fornita a prezzi inferiori a quelli di mercato da parte di unimpresa
pubblica alle proprie filiali che operano in settori aperti alla libera concorrenza;
- nellassunzione da parte dei pubblici poteri di partecipazioni nel capitale di imprese in difficolt,
qd tali operazioni non sarebbero mai state effettuate da privati (principio dellinvestitore privato
operante in uneconomia di mercato).

SELETTIVIT

Gli aiuti, per essere vietati, devono essere selettivi, cio favorire talune imprese o produzioni.
Invece sono leciti se favoriscono tutte le imprese, indipendentemente dal settore di attivit in cui operano o
dalla Regione in cui sono installate.
Come una riduzione generalizzata delle tasse o dei contributi previdenziali a carico delle imprese, o aiuti alla
ricerca o alloccupazione.

Per anche una misura generale pu essere selettiva, se il suo godimento da parte delle imprese non sia
automatico, ma subordinato a una decisione discrezionale dellautorit pubblica.
X es la Corte ha considerato un aiuto selettivo il fatto che la normativa italiana sottraeva le grandi imprese in
crisi alla procedura ordinaria di fallimento e le sottoponeva alla procedura speciale di amministrazione
straordinaria che attribuisce al Ministro dellIndustria ampia discrezionalit nellautorizzare limpresa
insolvente a continuare lattivit.

115 *claudy*
AIUTI INDIVIDUALI / REGIMI DI AIUTO

Gli aiuti individuali sono quelli che lo Stato concede a singole imprese, che vengono individuate
nello stesso atto istitutivo dellaiuto.
Invece i regimi di aiuto sono costituiti da atti di portata generale che autorizzano la successiva
erogazione di aiuti individuali a imprese rispondenti ai requisiti definiti nellatto istitutivo.
Gli aiuti concessi a singole imprese nel quadro di un regime di aiuto non sono considerati aiuti individuali.
Pertanto non devono essere notificati alla Commissione, n sono oggetto dellobbligo di standstill.

PREGIUDIZIO

Gli aiuti statali, come le intese, sono vietati solo se producono un pregiudizio al commercio tra gli
Stati membri e alla concorrenza.
Contestare lesistenza di tali pregiudizi difficile visto che la loro presenza data quasi per scontata
Infatti x la Corte se un aiuto statale rafforza la posizione di unimpresa che operi in un mercato
aperto alle imprese di pi Stati, allora sicuramente influenza gli scambi intracomunitari.
N suff sostenere che laiuto rivolto a unimpresa operante solo sul mercato nazionale o sul
mercato di paesi terzi, perch un aiuto del genere pu cmq alterare la concorrenza intracomunitaria.
Infatti, nel 1 caso, ostacola la penetrazione sul mercato nazionale di imprese straniere.

Cmq per il principio del de minimis il pregiudizio deve essere sensibile.
Ci non si verifica per gli aiuti di importanza minore, il cui importo non supera, per una impresa,
i 100.000 in 3 anni.
Ma dubbio se un aiuto modesto sia compatibile con il mercato comune o non sia proprio un aiuto.


DEROGHE AL PRINCIPIO DINCOMPATIBILIT

Lart 87
2
prevede 3 categorie di aiuti automaticamente compatibili, nel senso che la loro compatibilit
risulta direttamente dal Trattato e non da una valutazione affidata alle istituzioni.
Si legge Sono compatibili con il mercato comune gli aiuti:
1) di tipo sociale concessi ai consumatori, purch sz discriminare in base all'origine dei prodotti;
2) destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamit naturali o altri eventi eccezionali;
3) concessi a determinate regioni tedesche per compensare gli svantaggi provocati dalla divisione
della Germania.

Lart 87
3
prevede 4 categorie di aiuti esentabili, nel senso che possono considerarsi compatibili e spetta alla
Commissione e, eccezionalmente al Consiglio, decidere se autorizzare il singolo aiuto.
Si tratta degli aiuti:
1) a favore di regioni ove sia anormalmente basso il tenore di vita o grave la sottoccupazione;
2) destinati a realizzare un progetto di interesse europeo o a rimediare a un grave turbamento
dell'economia di uno Stato membro;
3) destinati a promuovere lo sviluppo di talune attivit o regioni, la cultura e la conservazione del
patrimonio, sempre che non falsino la concorrenza in misura contraria al comune interesse;
4) le altre categorie di aiuti esentabili determinate dal Consiglio.

Dalla prassi della Commissione, composta da moltissime decisioni adottate su casi individuali, sono state
individuate altre categorie di aiuti e cio gli aiuti:
1) a finalit regionale che si distinguono da quelli gi citati nellart 87 perch diretti alle regioni pi
svantaggiate rispetto alla media europea;
2) a finalit settoriale che favoriscono lo sviluppo di settori particolarmente bisognosi di sostegno, come la
cantieristica navale o lindustria automobilistica;
3) orizzontali che favoriscono obiettivi di specifico interesse comunitario (x es formazione o tutela
dellambiente) e si applicano a tutte le regioni e tutti i settori.

116 *claudy*
PROCEDURA PER IL CONTROLLO DEGLI AIUTI

La procedura per il controllo degli aiuti delineata dallart 88una disposizione lacunosa,
precisata da un reg del 99 del Consiglio che ha codificato i principi gi elaborati dalla prassi della
Commissione e confermati dalla giurisprudenza.

Applicare la procedura spetta alla Commissione e in maniera molto minore ai giudici nazionali.
Eccezionalmente, su richiesta di uno Stato il Consiglio pu autorizzare un singolo aiuto, qd
circostanze eccezionali lo giustifichino.
La richiesta dello Stato sospende la procedura che la Commis abbia iniziato.
Ma se il Consiglio non si pronuncia entro 3 mesi, la Commissione delibera.

L88 distingue gli aiuti esistenti dagli aiuti nuovi k, quanto a disciplina, si distinguono solo x la fase iniziale.


Aiuti esistenti

Gli aiuti esistenti sono gli aiuti ai quali data esecuzione prima dellentrata in vigore del trattato e
che sono ancora applicabili dopo tale entrata in vigore.
Per tali aiuti previsto questo schema (cd indagine formale):
1) esame permanente ad opera della Commissione;
2) se ritenga che laiuto incompatibile, intima agli interessati di presentare le loro osservazioni, in
genere, entro 1 mese;
3) poi emana una decisione con cui ordina allo Stato di sopprimere o modificare laiuto entro un
certo termine.


aiuti nuovi

Gli aiuti nuovi sono tutti gli aiuti che non sono aiuti esistenti.
Per tali aiuti previsto questo schema:
1) obbligo di standstill: i nuovi aiuti non possono essere attuati finch non li autorizzi la Commis;
2) notifica: i progetti diretti a istituire o modificare aiuti devono essere comunicati alla
Commissione in tempo utile affinch la Commissione presenti le proprie osservazioni;
3) procedura di indagine formale: se la Commissione sia incerta o sia sicura che un progetto sia
incompatibile, inizia sz indugio la procedura prevista per gli aiuti esistenti.
Se invece ritiene che la misura notificata non costituisce un aiuto o costituisce un aiuto compatibile
non passa alla procedura di indagine formale e la procedura si arresta.
Lart 88 non precisa il termine per lapertura della procedura dindagine formale, pur
indicando che la Commis deve agire sz indugio.
Per x la Corte deve essere aperta entro 2 mesi dalla notifica.
Decorso tale termine lo Stato, dopo aver informato la Commis, pu applicare laiuto progettato.


Decisioni

La procedura di indagine formale dovrebbe concludersi entro 18 mesi dallavvio.
Scaduto invano tale termine, lo Stato pu chiedere alla Commissione di adottare una decisione in base alle
informazioni in suo possesso e, se queste non siano suff, la Commis prende una decisione negativa.



117 *claudy*
La procedura pu concludersi con una decisione che dichiara:
a) che la misura notificata non costituisce un aiuto;
b) che allaiuto non possa essere data esecuzione (decisione negativa).
Peraltro una decisione negativa pu contenere anche lordine di recuperare laiuto che sia
stato gi erogato in violazione dellobbligo di standstill;
c) laiuto compatibile (decisione positiva);
d) laiuto compatibile a determinate condizioni (decisione condizionale).

Le decisioni e la loro mancata adozione possono essere impugnate innanzi alla CGCE o al
Tribunale di 1 con un ricorso dannullamento, a seconda delle decisioni:
dalle imprese beneficiarie dellaiuto,
dagli enti territoriali erogatori dellaiuto,
dallimpresa concorrente che aveva denunciato alla Commissione un aiuto erogato a favore
di unimpresa concorrente.
Infine se lo Stato non si conforma alla decisione, la Commissione o qualsiasi altro Stato membro
pu presentare ricorso per infrazione dinanzi alla CGCE, sz dover rispettare la fase precontenziosa.


Aiuto illegale

Laiuto illegale qd lo Stato membro d attuazione a un aiuto in pendenza del procedimento
davanti alla Commissione o sz averlo notificato.
A fronte di un aiuto illegale la Commis pu intimare allo Stato, con decisione provvisoria, la
sospensione immediata dellaiuto e ordinare allo Stato di recuperare a titolo provvisorio
laiuto concesso illegalmente.

Nel caso di una decisione negativa avente ad oggetto un aiuto illegale, la Commis pu ordinare allo
Stato di recuperare laiuto (decisione di recupero).
Il recupero deve avvenire:
1) secondo le procedure previste dalla legge dello Stato interessato, purch consentano lesecuzione
immediata e effettiva della decisione (cd autonomia processuale degli Stati membri);
2) senza indugio, cio immediatamente.
Per la CGCE pu sempre sospendere la decisione di recupero.
Inoltre se insorgano particolari difficolt lo Stato membro deve chiedere la collaborazione della
Commis per trovare una soluzione alternativa soddisfacente.
Solo in caso di impossibilit assoluta lo Stato membro esentato dallobbligo di recupero.

N le imprese beneficiarie di aiuti illegali possono opporsi al recupero invocando il proprio
legittimo affidamento o il principio della certezza del diritto.

Un motivo accolto dalla Corte leccessiva durata della procedura prima dellemanazione della
decisione della Commis. Eccessiva durata che fa insorgere nelle imprese beneficiarie un legittimo
affidamento nella regolarit dellaiuto.

Lart 87 non una norma dotata di efficacia diretta, come invece lart 88 nella parte in cui consente
agli interessati di chiedere al giudice nazionale la tutela contro un aiuto illegale perch erogato sz
essere previamente notificato alla Commissione.
Peraltro, a diff della Commis, il giudice nazionale pu ordinare il rimborso di un aiuto illegale,
anche se la Commis ha emanato successivamente una decisione positiva.
In quanto la decisione positiva ha effetto pro futuro e non sana lillegalit originaria dellaiuto.

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