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FOCUS Prevenzione Oggi Vol. 5, n.

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LA SORVEGLIANZA E LA REGISTRAZIONE DELLESPOSIZIONE
PROFESSIONALE ALLAMIANTO: LEGISLAZIONE, STRUMENTI E
RISULTATI
Alberto Scarselli, Alessandra Binazzi, Pierpaolo Ferrante, Davide Di Marzio, Alessandro Marinaccio
Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL), Dipartimento Medicina del Lavoro, Roma
(Parole chiave: database, esposizione, amianto, rischi professionali)
SINTESI
CONTESTO- Il quadro di riferimento legislativo per la sorveglianza epidemiologica dellesposizione ad amianto
definito dallobbligo di registrazione istituito dal D.Lgs. 277/91, modificato dal D.Lgs. 626/94 e recentemente
riordinato dal D.Lgs. 81/08. In ottemperanza a tali norme, lIstituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza
del Lavoro (ISPESL) ha istituito un sistema informativo per la registrazione delle esposizioni ad amianto in ambito
lavorativo.
OBIETTIVI - Lobiettivo principale quello di rappresentare il quadro delle notifiche pervenute allISPESL,
descrivendo la distribuzione per territorio e attivit economica delle aziende coinvolte. Si intendono indicare,
inoltre, le potenzialit e i limiti del sistema.
METODI - In questo studio si evidenziano i criteri utilizzati nella classificazione delle informazioni pervenute
e le principali problematiche riscontrate in fase di archiviazione dei dati. Inoltre, vengono effettuate analisi
descrittive per attivit economica della ditta, tipo di amianto trattato e localizzazione territoriale del cantiere.
stato, infine, analizzato landamento temporale delle misure di esposizione.
RISULTATI - Dallarchivio ISPESL delle notifiche risultano 112 ditte, 1.700 cantieri, 1.447 lavoratori, 12.121
esposizioni e 3.862 misure di esposizione allamianto. La media aritmetica del livello espositivo risulta pari a
0,019 f/cc, e lattivit lavorativa pi notificata quella di Addetto alla decoibentazione che presenta un livello
di esposizione medio di 0,021 f/cc.
BOW PO/base indexing:
C I S : Amianto [CIS: Fuse], Sorveglianza medica [CIS: Ram], Sostanze tossiche [CIS: Fyht], Valutazione dellesposizione
[CIS: Qrae], Registrazione dellesposizione [CIS: Vowue], Legislazione [CIS: Vyc], Rischi chimici [CIS: Yc]
E U O S H A O S H : Amianto [EUOSHA: 32361E], Sorveglianza sanitaria [EUOSHA: 23201C], Limiti di esposizione
occupazionale [EUOSHA: 14961F], Legislazione [EUOSHA: 22121C], Registrazione dei rischi [EUOSHA: 19521E]
AT E C O : Fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali [ATECO: 24]
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INTRODUZIONE
Gli effetti sulla salute dellesposizione a fibre aerodisperse di amianto sono noti gi a partire dagli anni 70. I
minerali classificati come amianto dalla normativa italiana sono: la crocidolite (amianto blu), lamosite (amianto
bruno), lantofillite, lactinolite, la tremolite e il crisotilo (amianto bianco). Si tratta di silicati fibrosi molto comuni
in natura. Le fibre di tutte le variet di amianto sono lunghe, sottili e generalmente flessibili quando vengono
separate. Le caratteristiche dimensionali delle fibre di amianto sono state riconosciute come parametri fisici
importanti per linsorgenza di patologie respiratorie e linteresse si spostato anche sulle fibre sintetiche, ad
esempio del vetro (Synthetic Vitreous Fibers-SVFs), e su altre particelle minerali allungate (Elongated Mineral
Particles-EMPs) di analoghe dimensioni [1].
I principali produttori mondiali di amianto sono stati il Canada e il Sudafrica. LItalia, la Grecia e lUnione Sovietica
sono stati i maggiori produttori di amianto in Europa. In Italia, dal dopoguerra fino al bando del 1992, sono state
prodotte 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo, con un picco di 160.000 tonnellate/anno tra il 1976 ed il 1980;
i maggiori settori di impiego sono stati lindustria del cemento-amianto (eternit), la coibentazione di edifici, navi
e treni, e ledilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, vernici) [2].
Lutilizzo dellamianto diminuito globalmente, passando da circa 5 milioni di tonnellate cubiche nel 1975 a
circa 2 milioni di tonnellate cubiche annue a partire dal 1999 [3]. Nel corso degli anni 80 e 90, in ragione della
diffusione della consapevolezza sugli effetti cancerogeni, molti paesi hanno bandito luso industriale dellamianto
[4]. Nonostante il bando adottato in molti paesi, il suo impiego ancora elevato in alcune regioni del mondo a
causa del basso prezzo e della sua resistenza come materiale da costruzione, infatti il mercato dei prodotti di
cemento-amianto ancora molto esteso. Attualmente il 70% di tutto lamianto estratto utilizzato nellEuropa
dellest ed in Asia [5].
Sono numerosi gi a partire dagli anni 60-70 gli studi epidemiologici condotti su categorie di lavoratori esposti
professionalmente ad amianto. Questi hanno rilevato un aumento di rischio per patologie respiratorie: tumore
polmonare, mesotelioma, fibrosi diffusa del polmone, anomalie pleuriche non maligne (pleurite acuta e cronica,
ispessimenti pleurici localizzati). Recentemente alcune evidenze suggeriscono un ruolo dellesposizione ad
amianto anche nel cancro della laringe [6] e ad altre sedi (faringe, stomaco e colon retto), oltre a disordini immunitari
[7]. Infine, sono ormai noti gli effetti avversi sulla salute dallesposizione ad amianto di tipo ambientale [8].
Le patologie professionali asbesto-correlate riconosciute e indennizzate dallIstituto Nazionale per lAssicurazione
contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) comprendono lasbestosi (insieme alla silicosi la malattia professionale
per la quale lINAIL indennizza il numero pi elevato di risarcimenti per invalidit), il mesotelioma pleurico,
pericardico e peritoneale, ed il carcinoma polmonare [9].
Il D.Lgs. 277/91 [10] ha previsto listituzione presso lIstituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del
Lavoro (ISPESL) del Registro Nazionale dei Mesoteliomi asbesto-correlati (ReNaM) che ha come obiettivo
primario quello di stimare l'incidenza del mesotelioma maligno in Italia, definire le modalit di esposizione,
determinare l'impatto e la diffusione della patologia nella popolazione e di identificare sorgenti ancora ignote di
contaminazione ambientale da amianto [11].
L'impiego dell'amianto stato bandito in Italia a partire dal 1992 con Legge 257/92 che ha stabilito i termini e le
procedure per la dismissione delle attivit inerenti la lavorazione e lestrazione dell'asbesto [12]. Dopo questa
data le uniche attivit lavorative collegate con lesposizione ad amianto sono quelle di bonifica, decoibentazione
e smaltimento. Levoluzione delle normative specifiche sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi
allesposizione ad amianto durante lo svolgimento della attivit lavorativa iniziata con il D.Lgs. 257/06 [13] che
ha aggiornato il D.Lgs. 277/91 (Capo III) ed integrato la sezione relativa al registro di esposizione con quanto
previsto dal D.Lgs. 626/94 (art. 70, comma 1) [14], fino alla recente emanazione del D.Lgs. 81/08 (Titolo IX, Capo
III) [15] relativamente alle residue attivit lavorative che possono comportare il rischio di esposizione ad amianto
(manutenzione, rimozione, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, bonifica delle aree interessate).
Lobiettivo del presente lavoro quello di fornire un quadro sintetico dei dati pervenuti allISPESL, ai sensi delle
norme di istituzione del registro dei lavoratori esposti allamianto (D.Lgs. 277/91), nellarco temporale antecedente
lemanazione dellattuale normativa (D.Lgs. 81/08).
La sorveglianza e la registrazione dellesposizione professionale allamianto
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1. MATERIALI E METODI
A seguito della emanazione dei decreti di istituzione dei registri di esposizione ad agenti cancerogeni
(D.Lgs. 277/91 e D.Lgs. 626/94), lISPESL ha realizzato un sistema informativo per la registrazione dei dati
sulle esposizioni professionali, Sistema Informativo Registro di Esposizione e Patologie (SIREP). Le notifiche
delle esposizioni da parte delle aziende costituiscono i registri di esposizione nei quali i datori di lavoro
hanno lobbligo di riportare le sostanze cancerogene utilizzate, i dati di esposizione dei lavoratori ed i livelli
di esposizione, utilizzando gli standard raccomandati dallUnione europea [16]. Tali registri sono inviati
regolarmente allISPESL ogni tre anni. Relativamente alle esposizioni professionali ad asbesto, sono state
inserite in questo sistema le informazioni pervenute allIstituto nel periodo 1996-2006, secondo le modalit
previste dal D.Lgs. 277/91.
Il database SIREP un archivio informatizzato progettato per scopi di controllo e prevenzione delle esposizioni
occupazionali [17]. Le principali informazioni registrate nel database sono: ragione sociale, ubicazione
territoriale (fino al livello comunale) e attivit economica dellazienda; nome, cognome, sesso, data e comune
di nascita e mansione dei lavoratori; tipo di amianto e livello di esposizione (intensit, frequenza e durata). I
valori indicati come inferiori ai limiti della soglia di rilevazione dello strumento usato per la misurazione del
livello di esposizione sono stati presi pari alla met di tale valore soglia [18].
Per i documenti compilati in modo difforme dai modelli standard proposti dallISPESL stata necessaria
unattivit di valutazione e controllo della completezza e qualit delle informazioni [19]. La gran parte dei
documenti riporta informazioni esaustive ed corredata dalle modalit di effettuazione delle misurazioni di
esposizione. La codifica adottata per la classificazione delle attivit economiche lATECO91 dellIstituto
Nazionale di Statistica (ISTAT), allineata alla versione europea NACE Rev.1 [20].
Una delle problematiche frequentemente riscontrata stata la necessit di dover registrare pi cantieri per
una stessa ditta; giacch la durata di ciascun cantiere varia in media da 1 a 10 giorni, si scelto di registrare
solo i cantieri con durata superiore. I restanti cantieri di ciascuna ditta sono stati raggruppati in ununica voce
(denominata cantieri minori) assegnando, come valore di esposizione, quello pi alto. Analogamente, in
presenza di pi misure di esposizione effettuate per uno stesso lavoratore nel corso della medesima attivit
lavorativa, stato preso il valore pi alto, in modo tale da considerare lipotesi pi conservativa per la tutela
della salute del lavoratore. Tuttavia non stato possibile attribuire ad ogni misura il tipo di campionamento
effettuato (personale o ambientale), n tantomeno ricavare informazioni sulluso dei Dispositivi di Protezione
Individuale (DPI).
Le notifiche pervenute sono state inserite con regolarit nel sistema informativo fino alla data del 26 settembre
2006, termine di entrata in vigore del D.Lgs. 257/06, il quale abrogava lobbligo della tenuta e dellinvio del
registro allISPESL secondo le modalit previste dal D.Lgs. 277/91. Le notifiche pervenute in seguito a questa
data sono state inserite nel sistema secondo le nuove modalit previste dal D.Lgs. 626/94 e sono state escluse
ai fini della presente analisi.
stata effettuata unanalisi descrittiva per sintetizzare i dati espositivi inseriti nel sistema per attivit economica
della ditta, tipo di amianto trattato e localizzazione territoriale del cantiere. Inoltre, per il periodo 1999-2004,
stata effettuata unanalisi di regressione per lo studio del trend temporale del livello espositivo. stata
preliminarmente verificata la log-normalit (base e) dei dati e lintensit della correlazione fra lanno di inizio
esposizione e il livello espositivo (coefficiente di correlazione di Pearson=0,39, p<0,0001).
Lequazione utilizzata la seguente:
ln(y)=+x
dove:
y il livello di esposizione misurato e
x lanno di inizio esposizione.
Lipotesi sullesistenza di un effetto lineare delle medie del livello espositivo (log trasformato) per anno, stata
ulteriormente indagata tramite la verifica dellipotesi sulle diversit e sugli andamenti delle medie nei gruppi.
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2. RISULTATI
Alla data del 26 settembre 2006 i dati archiviati nel sistema informativo risultano: 112 ditte, 1.700 cantieri,
1.447 lavoratori (di cui 7 donne), 12.121 esposizioni e 3.862 misure di esposizione. Delle 112 ditte, ad 89 di
esse (circa l80%) risulta attribuito un codice ATECO91 di attivit economica.
La distribuzione delle misure di esposizione (n), del valore medio del livello di esposizione (AM), della media
geometrica di tale livello (GM) e della sua deviazione standard (GSD), con riferimento allattivit svolta dal
lavoratore, la seguente:
Addetto alla decoibentazione (n=3.566, AM=0,021 f/cc, GM=0,002, GSD=0,184).
Operaio rimozione eternit (n=259, AM=0,003 f/cc, GM=0,002, GSD=0,004).
Applicatore di coperture impermeabili (n=17, AM=0,004 f/cc, GM=0,001, GSD=0,008).
Addetto smaltimento rifiuti (n=14, AM=0,003 f/cc, GM=0,002, GSD=0,004).
Autotrasportatore (n=6, AM=0,002 f/cc, GM=0,002).
La distribuzione delle misure di esposizione (n), del valore medio del livello di esposizione (AM), della media
geometrica di tale livello (GM) e della sua deviazione standard (GSD), con riferimento al tipo di amianto trattato,
la seguente:
Crisotilo (CAS n. 12001-29-5, n=1.861, AM=0,018 f/cc, GM=0,002, GSD=0,206).
Crocidolite (CAS n. 12001-28-4, n=1.247, AM=0,003 f/cc, GM=0,002, GSD=0,005).
Amianto (CAS n. 132207-32-0, n=719, AM=0,053 f/cc, GM=0,007, GSD=0,240).
Amosite (CAS n. 12172-73-5, n=35, AM=0,016 f/cc, GM=0,004, GSD=0,026).
La distribuzione delle misure di esposizione, del valore medio del livello di esposizione, della media geometrica
di tale livello (GM) e della sua deviazione standard (GSD), con riferimento al tipo di amianto trattato e allattivit
svolta dal lavoratore, riportata in Tabella 1.
Nelle Tabelle 2 e 3 sono riprodotte, rispettivamente, la distribuzione per regione e per attivit economica
(secondo classificazione ATECO91).
TABELLA 1 - Distribuzione delle misure di esposizione e del livello per attivit lavorativa e tipo di amianto
Attivit Tipo N. misure AM (f/cc) GM GSD
Crisotilo 1.845 0,018 0,002 0,207
Addetto decoibentazione
Crocidolite 1.247 0,003 0,002 0,005
Amianto 439 0,085 0,015 0,305
Amosite 35 0,016 0,004 0,026
Operaio rimozione eternit Amianto 259 0,003 0,002 0,004
Applicatore di coperture impermeabili
Amianto 14 0,0004 0,0003 0,0004
Crisotilo 3 0,020 0,020 0,000
Addetto smaltimento rifiuti
Amianto 7 0,001 0,001 0,000
Crisotilo 7 0,004 0,002 0,006
Autotrasportatore Crisotilo 6 0,002 0,002 0,000
Totale 3.862 0,019 0,002 0,177
La sorveglianza e la registrazione dellesposizione professionale allamianto
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TABELLA 2 - Distribuzione dei cantieri, delle misure di esposizione e del livello medio di esposizione per regione
Regione N. cantieri N. misure AM (f/cc) GM GSD
Piemonte 67 24 0,005 0,003 0,006
Lombardia 557 52 0,003 0,002 0,005
Trentino-Alto Adige 1 - - - -
Veneto 10 - - - -
Friuli-Venezia Giulia 3 - - - -
Liguria 54 162 0,096 0,016 0,444
Emilia-Romagna 16 58 0,489 0,024 1,155
Toscana 10 23 0,381 0,290 0,302
Umbria 2 4 0,032 0,032 0,000
Marche 5 31 0,005 0,003 0,006
Lazio 66 181 0,028 0,002 0,138
Abruzzo 746 2.691 0,005 0,002 0,018
Molise 47 299 0,003 0,002 0,004
Campania 15 50 0,002 0,002 0,003
Puglia 82 251 0,004 0,003 0,009
Basilicata 3 - - - -
Calabria 1 - - - -
Sicilia 8 18 0,004 0,003 0,004
Sardegna 3 - - - -
Non Classificata 4 18 0,005 0,004 0,002
Totale 1.700 3.862 0,019 0,002 0,177
TABELLA 3 - Distribuzione delle ditte, delle misure di esposizione e del livello medio di esposizione per attivit economica
ATECO91 Attivit
N. N. AM
GM GSD
ditte misure (f/cc)
14.50.0
Estrazione di altri minerali e prodotti di cava
1 - - - -
non classificati altrove
34.30.0
Fabbricazione di parti ed accessori per
1 - - - -
autoveicoli e per loro motori
35.11.3 Cantieri di riparazioni navali 2 50 0,032 0,014 0,043
Fabbricazione e applicazione di elementi sagomati
36.63.5 in materiale vario per lisolamento e la coibentazione 23 124 0,182 0,030 0,541
termoacustica in ambiente industriale
Recupero e preparazione per il riciclaggio di
37.20.1 materiale plastico per la produzione di materie prime 1 - - - -
plastiche, resine sintetiche
37.20.2
Recupero e preparazione per il riciclaggio dei rifiuti
1 1 0,050 0,050 0,000
solidi urbani, industriali e biomasse
Continua
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La maggior parte delle esposizioni si riscontra nei cantieri situati nelle regioni Abruzzo (44%), Lombardia (33%)
e Puglia (5%). Relativamente allattivit economica risulta essere al primo posto per i lavoratori esposti la
Fabbricazione e applicazione di elementi sagomati in materiale vario per l'isolamento e la coibentazione
termoacustica in ambiente industriale (ATECO91: 36.63.5, 392 lavoratori), seguita da Lavori generali di
costruzione di edifici e lavori di ingegneria civile (ATECO91: 45.21.0, 101 lavoratori) e da Raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi (ATECO91: 90.00.1, 92 lavoratori). Questi tre settori economici contribuiscono
insieme ad oltre il 40% del totale dei lavoratori esposti (1.447). Per il 43% dei lavoratori non stato possibile
risalire al settore di attivit economica di appartenenza.
Per quanto riguarda la ripartizione delle ditte e del numero dei lavoratori esposti per provincia, nellanalisi dei
dati assoluti, Milano risulta essere in testa (391 cantieri e 25% di lavoratori esposti) seguita da LAquila (265
cantieri, 10% di esposti), Chieti (241 cantieri, 10% di esposti) e Pescara (198 cantieri, 9% di esposti).
Lanalisi di regressione ha evidenziato, per il periodo 1999-2004 (n=3.742), un trend temporale per il livello di
esposizione (Figura 1) lievemente crescente (=-736,5, =0,3649; p<0.0001, R
2
=0,15). Il test statistico sulle
medie ha, inoltre, validato lipotesi dellesistenza di un effetto lineare tra le medie per anno dei log livelli di
esposizione (F=650,26, p<0,0001).
ATECO91 Attivit
N. N. AM
GM GSD
ditte misure (f/cc)
45.10.0 Preparazione del cantiere edile 2 - - - -
45.11.0 Demolizione di edifici e sistemazione del terreno 2 - - - -
45.20.0 Costruzione completa o parziale di edifici; genio civile 3 - - - -
45.21.0
Lavori generali di costruzione di edifici e lavori
11 - - - -
di ingegneria civile
45.22.0
Posa in opera di coperture e costruzione di ossature
21 8 0,010 0,007 0,008
di tetti di edifici
45.23.0
Costruzione di autostrade, strade, campi di
1 - - - -
aviazione e impianti sportivi
45.45.1 Attivit non specializzate di lavori edili 1 - - - -
45.45.2 Altri lavori di completamento di edifici 2 - - - -
60.10.1 Trasporti ferroviari 1 - - - -
60.25.0 Trasporto di merci su strada 1 9 0,050 0,050 0,000
74.30.0 Collaudi e analisi tecniche 1 - - - -
90.00.0
Smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque
1 - - - -
di scarico e simili
90.00.1 Raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi 7 3.411 0,004 0,002 0,033
90.00.2
Smaltimento e depurazione delle acque di scarico
4 64 0,443 0,023 1,100
ed attivit affini
90.00.3 Misure igienico-sanitarie ed attivit affini 1 18 0,002 0,002 0,001
93.05.0 Altri servizi non classificati altrove 1 - - - -
-- Non Classificata 23 177 0,040 0,011 0,059
Totale 112 3.862 0,019 0,002 0,177
Segue Tabella 3
La sorveglianza e la registrazione dellesposizione professionale allamianto
91
Prima dellattuazione del D.M. 155/07 [21] e della riorganizzazione delle norme vigenti in materia di salute e
sicurezza dei lavoratori nel Testo Unico (D.Lgs. 81/08), la mancata emanazione delle norme attuative di quanto
previsto dal D.Lgs. 277/91 in tema di registrazione dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni e/o mutageni,
ha determinato una serie di problematiche che hanno complicato e rallentato lo sviluppo di un registro di
esposizione completo ed informativo. Lincertezza sulle attuazioni di legge ha determinato in molti casi la
mancanza degli adempimenti in materia di registrazione delle informazioni sulle esposizioni; inoltre, in assenza
di standard di riferimento, i documenti quando compilati e trasmessi risultano essere notevolmente difformi.
Il D.Lgs. 81/08, recentemente emanato in attuazione dellart. 1 della Legge 123/07 in materia di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro, regola la procedura relativa al funzionamento della tenuta dei registri di
esposizione e delle cartelle sanitarie e di rischio (art. 243, ed in particolare art. 260 per lesposizione ad
amianto). Lurgenza di regolamentare i sistemi di registrazione risponde alla necessit di ottenere uno
strumento utile ad integrare le informazioni dei sistemi di sorveglianza epidemiologica con il monitoraggio dei
fattori di rischio occupazionale [22]. Le maggiori difficolt nella definizione di esposizione professionale
risiedono nella mancanza di informazioni e nellinsufficiente standardizzazione delle metodologie di misura
applicate [23]. Listituzione di database contenenti informazioni riguardanti la registrazione delle esposizioni
occupazionali, riduce in gran parte queste problematiche.
Dallanalisi dei risultati presentati i lavoratori esposti a valori pi elevati di fibre di amianto risultano essere i
decoibentatori occupati nella rimozione di amianto in varie forme (indicato con il termine generico amianto).
Lattivit delle ditte con maggiori misure di esposizione segnalate quella del settore di Raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi. La classificazione di riferimento delle attivit economiche, ATECO91, non appare
FIGURA 1 - Andamento temporale del livello di esposizione (log trasformato) ad amianto nel periodo 1999-2004
Anno inizio esposizione
L
i
v
e
l
l
o
1999 2000 2001 2002 2003 2004
2.5
0
-2.5
-5.0
-7.5
-10.0
Prevenzione Oggi gennaio - giugno 2009
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propriamente adeguata alla descrizione delle attivit pi legate alluso dellamianto in seguito allemanazione
del bando (attivit legate principalmente alla decoibentazione di materiale isolante e di rimozione eternit). La
notevole variabilit del territorio (Tabella 2) nella distribuzione dei livelli di esposizione induce a ritenere possibile
delle difformit procedurali e metodologiche nella modalit di compilazione dei registri. In particolare,
possibile che i territori pi rappresentati, lo siano per una pi spiccata sensibilit alle norme di registrazione
pi che in ragione di una maggiore reale presenza del rischio. Inoltre, stato possibile risalire al settore
economico solo per il 57% delle aziende, circostanza che deve essere considerata nella lettura dei risultati.
Il numero degli esposti, calcolato sulla base del registro di esposizione, rappresenta una sottostima sistematica
del numero di lavoratori esposti se confrontata con altre stime disponibili (ad es. CAREX) [24], parzialmente
attribuibile alla natura amministrativa intrinseca del database dellISPESL rispetto ad altri tipi di valutazioni
(ad es. epidemiologiche) [25]. Inoltre nei registri sono spesso utilizzate classificazioni diverse, e la mansione
di un lavoratore non sempre assegnabile ad un codice univoco. Anche lipotesi di assumere come misura
del livello di esposizione il valore derivante dal worst-case exposure level (nel nostro caso il pi alto) pu essere
discutibile, dal momento che questo valore non rappresentativo della reale concentrazione di esposizione
[26, 27]; infine necessario ricordare che un lavoratore pu essere esposto ad uno o pi agenti nello stesso
periodo e per la stessa mansione. Un limite ulteriore rappresentato dallimpossibilit di attribuire a ciascuna
misura il tipo di campionamento effettuato (personale o ambientale), necessario, inoltre, tenere presente
che nessuna informazione stata fornita, nel corso della valutazione del livello di esposizione, sullutilizzo dei
dispositivi di protezione individuale. Infine, ben nota la scarsa propensione delle piccole ditte (rispetto a
quelle pi grandi) allattuazione di misure di prevenzione e protezione della salute dei lavoratori, con il
conseguente risultato di una minore presenza nel registro dei lavoratori impiegati nelle ditte con queste
caratteristiche [28].
In ogni caso, la conservazione della registrazione dei livelli individuali di esposizione ad amianto utile non solo
per scopi epidemiologici e statistici ma soprattutto poich consente al datore di lavoro di verificare
periodicamente lefficacia e lefficienza delle misure di prevenzione adottate. Le informazioni raccolte e registrate
possono, quindi, essere utilizzate anche per riesaminare i rischi e valutare le procedure di controllo adottate.
In Italia, il ritardo nella definizione delle regole standard per la tenuta e la trasmissione dei dati ha indotto alcune
ditte a disattendere la legge malgrado la rilevanza della questione amianto nella storia industriale del nostro
paese. Inoltre il bando del 1992 ha vietato tutte le attivit che comportano luso diretto di amianto, tuttavia la
presenza del materiale permane ancora in alcuni luoghi di lavoro (soprattutto laddove stato utilizzato per la
coibentazione e successivamente non rimosso) e nellambiente (manufatti, rifiuti, edilizia residenziale).
La recente normativa sulla protezione dai rischi connessi allesposizione ad amianto (D.Lgs. 81/08, art. 260)
tiene conto dellavvenuta cessazione delluso di amianto e quindi di una riduzione delle esposizioni in ambito
lavorativo e prevede, rispetto alla precedente, che i lavoratori siano iscritti nel registro degli esposti qualora
lesposizione superi il valore di 0,01 fibre per cc (1/10 del valore limite di esposizione) e in caso di eventi
imprevedibili che comportino unesposizione anomala.
3. CONCLUSIONI
Successivamente al bando del 1992, in Italia sono ancora presenti alcune attivit lavorative collegate con
lesposizione ad amianto in termini di bonifica, decoibentazione e smaltimento, le quali rendono attuale e
necessario il sistema di monitoraggio dei lavoratori esposti, attraverso lapposito registro istituito presso
lISPESL. Il maggior numero di misure di esposizione deriva dal settore economico della Raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi, mentre i lavoratori esposti a valori pi elevati di fibre di amianto risultano essere
i decoibentatori occupati nella rimozione di amianto in varie forme. Il percorso normativo sulla protezione dei
lavoratori contro i rischi connessi allesposizione ad amianto, durante il periodo lavorativo, ha portato
allemanazione del recente D.Lgs. 81/08 che specificatamente tutela le residue attivit lavorative in cui questo
rischio ancora presente.
La sorveglianza e la registrazione dellesposizione professionale allamianto
93
A fronte di una definizione di esposizione professionale spesso inadeguata, la registrazione dei lavoratori
esposti a cancerogeni presso lISPESL rappresenta dunque un sistema che favorisce lidentificazione, la
valutazione e leliminazione dellesposizione, con la conseguente riduzione del rischio di tumore occupazionale
tra i lavoratori notificati. Inoltre, stimola misure preventive nei luoghi di lavoro contribuendo ad accrescere
lefficacia delle attivit di ispezione, autorizzando consulenze mirate e migliori controlli sui luoghi di lavoro in
cui si sono verificate esposizioni significative. Tale sistema di registrazione, in molti casi, ha ridotto lesposizione
a cancerogeni ed utile soprattutto in qualit di strumento di stimolo alla consapevolezza dei rischi a cui sono
sottoposti i lavoratori esposti. In questo contesto, lattivit di registrazione dei livelli di esposizione ad amianto
presso lISPESL costituisce un patrimonio informativo rilevante per la sanit pubblica.
RINGRAZIAMENTI
Si ringrazia Franca Romani e tutto il personale addetto al data-entry per il supporto fornito nella catalogazione
e archiviazione dei dati.
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