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SOLUZIONE ESERCIZI D’ESAME

DEL 27/06/2011

Tema #1

Esercizio 1.1. Si consideri il sistema di equazioni lineari:

  x 1 x 3

λx 1 + x 2 + 2x 3

x 2 + 3x 3

= 1

3

3

=

=

a) Stabilire per quali λ R il sistema `e compatibile.

b) Per i valori di λ trovati al punto a), risolvere il sistema.

Soluzione. a) La matrice completa `e

(A|B) = λ

0

1

0 1

1

1

2

3

1

3

3

.

Il determinante della matrice dei coefficienti, calcolato ad esempio con lo sviluppo di

Laplace rispetto alla prima colonna, `e |A| = 1 λ. Se λ

soluzione `e unica (per il teorema di Cramer). Se λ = 1, per riduzione si ottiene

= 1 il sistema `e compatibile e la

(A|B)

−−−−−−−→ 0

R

2

R

2

R

1

0

1

0 1

1

1

3

3

1

4

3

1

−−−−−−−→ 0

0

R

3

R

3

R

2

0

1

0

1

3

0

1

1

4

,

e il sistema non `e compatibile in quando l’ultima equazione `e 0 = 1 (oppure, non

`e compatibile come conseguenza del teorema di Rouch´e-Capelli, essendo ρ(A) = 2 e ρ(A|B) = 3).

b) Se λ

x 1 = (λ 1) 1 , x 2 = 3(λ 1) 1 , x 3 = λ(λ 1) 1 .

= 1, possiamo risolvere il sistema usando la regola di Cramer. La soluzione `e

Esercizio 1.2. Nello spazio vettoriale R 4 si considerino i seguenti sottospazi:

V := L (1, 3, 0, 1), (0, 1, 1, 0), (4, 0, 2, 6), (3, 1, 2, 7) ,

W := (x 1 , x 2 , x 3 , x 4 ) R 4

:

x 1 + 3x 2 + x 4 = x 2 x 3 = 0 .

a) Si determini, se esiste, una base per ciascuno dei sottospazi: V , W , V + W .

b) Detta f : R 4

R 2 l’applicazione f (x 1 , x 2 , x 3 , x 4 ) = ( 2x 1 +x 3 +x 4 , 3x 1 +4x 2 +2x 4 ),

si determini la dimensione di f (W ).

1

Soluzione. a) Una base di V si trova scrivendo i generatori come righe di una matrice e riducendo per righe. Si ottiene

4

3

0

1

3

1

0

1

0

1

2

2

6

0

1

7

R 3 R 3 +4R 1

R

4

R

4

3R

1

−−−−−−−→

R 3 R 3 2R 2

R

4

R

4

2R

2

−−−−−−−→

1

0

0

0

0

0

1

0

3

1

12

8

0

1

2

2

3

1

10

10

10

1

0

10

0

1

0

0

10

1

0

10

R

4

R

4

+R

3

−−−−−−−→

1

0

0

0

3

1

10

0

0

1

0

0

10

1

0

0

Le tre righe non nulle della matrice trovata sono una base di V . Possiamo riscalare la

terza riga dividendola per 10, ed ottenere una base formata dai vettori v 1 = (1, 3, 0, 1), v 2 = (0, 1, 1, 0) e v 3 = (0, 1, 0, 1).

W ha soluzione (x 1 , x 2 , x 3 , x 4 ) = (t 1 , t 2 , t 2 , t 1 3t 2 ) con t 1 , t 2

parametri reali. Scegliendo t 1 = 1, t 2 = 0 si ottiene il vettore w 1 = (1, 0, 0, 1); scegliendo

t 1 = 0, t 2 = 1 si ottiene il vettore w 2 = (0, 1, 1, 3).

di W .

Una base di V +W non pu`o avere pi`u di 4 elementi. Con lo sviluppo di Laplace rispetto alla prima colonna si calcola il determinante

I vettori w 1 , w 2 formano una base

Il sistema che definisce

=

0

0

1

0

0 1 1 0 0 1 0 1 1 0 0 −1 0 1 1
0
1
1
0
0
1
0
1
1
0
0
−1
0
1
1
−3

v

2

v

3

w

w

1

2

1

1

0

1

1

0

0

1

0

1

1

3

=

=

1

1

0

1

3

= 3

0

1 1

1

= 0

Questo prova che i vettori (v 2 , v 3 , w 1 , w 2 ) sono linearmente indipendenti, e quindi una base di V + W . In particolare, questo vuol dire che V + W = R 4 .

b) Una applicazione lineare manda generatori in generatori. I vettori f (w 1 ) = (1, 1) e f(w 2 ) = (2, 2) sono quindi generatori di f (W ). Essendo proporzionali, la dimensione

di

f (W ) `e 1.

Esercizio 1.3. Si consideri la matrice:

3

A = 2

2

5

1

0

7

6

4

a) Stabilire se la matrice A `e diagonalizzabile.

b) Stabilire se il vettore v = t (1, 1, 1) `e nell’immagine dell’applicazione L A .

Soluzione. a) Con lo sviluppo di Laplace rispetto alla seconda colonna si calcola il polinomio caratteristico di A, dato da

|A λI 3 | = λ(λ 2 + 2λ 3) .

2

Il polinomio ha come radici λ = 0 e λ = 1 ± 4 = {1, 3}. Poich´e A ha tre autovalori distinti, `e diagonalizzabile.

b) v = t (1, 1, 1) `e nell’immagine di L A se e solo se il sistema A · X Per riduzione si ottiene:

= v `e compatibile.

(A|v)

−−−−→

R

1

R

2

2

3

2

1

5

0

7

4

6

1

1

1

2

−−−−−−−→ 13

2

R

2

R

2

5R

1

1

0

0

7

39

6

1

4

1

2

−−−−−−−−→ 13

0

R

3

R

3

+

13

R

1

2

1

0

0

7

39

0

1

4

5

13

Siccome ρ(A) = 2 e ρ(A|v) = 3, per il teorema di Rouch´e-Capelli il sistema non `e com-

patibile (in alternativa, basta notare che l’ultima equazione `e 0 = 5/13, e non ammette

soluzione). Quindi il vettore v non `e nell’immagine di L A .

Tema #2

Esercizio 2.1. Si dica per quali valori del parametro λ R il sistema di equazioni lineari:

  x 1 + x 3

x 1 + λx 2 + 2λx 3

  (λ + 1)x 1 x 3

=

=

=

0

1

2

ammette un’unica soluzione. In tale caso, trovare la soluzione.

Soluzione. Per il teorema di Cramer, la soluzione `e unica se il determinante della matrice dei coefficienti `e diverso da zero. Con lo sviluppo di Laplace rispetto alla seconda colonna si calcola:

1 0

1 λ

0

λ + 1

1

2λ

1

= λ ·

1

λ + 1

1

1

= λ(λ + 2) .

La soluzione `e unica se λ / {0, 2}. In tale caso, la soluzione si pu`o trovare per riduzione

5(λ + 2) 1 ,

oppure usando la regola di Cramer, ed `e data da x 1 x 3 = 2(λ + 2) 1 .

2(λ + 2) 1 ,

=

x 2

=

Esercizio 2.2. Nello spazio vettoriale R 4 si considerino i seguenti sottospazi:

V := L (3, 1, 6, 2), (4, 2, 5, 4), (1, 13, 10, 6), (3, 11, 15, 2) ,

W := (x 1 , x 2 , x 3 , x 4 ) R 4

: x 1 + x 2 x 4 = x 2 + x 3 x 4 = 0 .

Si determini, se esiste, una base per ciascuno dei sottospazi: V , W , V W , V + W .

3

Soluzione.

riducendo per righe. Si ottiene

Una base di V si trova scrivendo i generatori come righe di una matrice e

1

3

4

3

1

2

13

11

6

5

10

15

2

6

2

4

R 2 R 2 +2R 1

R 3 R 3 +3R 1

R

4

R

4

+R

1

−−−−−−−→

3

2

8

6

1

4

16

12

6

7

28

21

2

0

0

0

R 3 R 3 4R 2

R

4

R

4

3R

2

−−−−−−−→

3

2

0

0

1

4

0

0

6

7

0

0

2

0

0

0

Una base di V `e quindi data dai due vettori v 1 = (3, 1, 6, 2) e v 2 = (2, 4, 7, 0). Sottraendo membro a membro le due equazioni che definiscono W si ottiene x 1 = x 3 .

La seconda equazione `e x 4 = x 2 + x 3 .

Scegliendo x 2 = 0 e x 3 = 1 si ottiene il vettore

e x 3 = 0 si ottiene il vettore w 2 = (0, 1, 0, 1). I vettori

w 1 = (1, 0, 1, 1). Scegliendo x 2 = 1 w 1 , w 2 formano una base di W .

Lo spazio V + W `e generato dai vettori v 1 , v 2 , w 1 , w 2 . Riducendo per righe si ottiene

w 2

w

1

=

v

v

1

2

3

2

0

1

0

1

1

4

1

0

6

7

2

1

1

0

R 3 R 3 3R 1

R

4

R

4

2R

1

−−−−−−−→

R 3 R 3 R 2

R

4

R

4

4R

2

−−−−−−−→

1

0 1

0

0

0

0

0

1

0

0

0

1

0

9

9

0

1

1

4

1

0

9

9

6

1

1

6

1

1

5

2

R

4

R

4

R

3

−−−−−−−→

1

0 1

0

0

0

0

0

1

0

9

0

6

0

1

1

Una base di V + W `e quindi data dai vettori (1, 0, 1, 1), (0, 1, 0, 1), (0, 0, 9, 6). Un vettore u appartiene a V se e solo se `e combinazione lineare di v 1 e v 2 , quindi

u = y 1 v 1 + y 2 v 2 = (3y 1

+

2y 2 , y 1 + 4y 2 , 6y 1 7y 2 , 2y 1 ) .

Il vettore u appartiene a W se e solo se risolve le equazioni che lo definiscono. Sostituendo le equazioni (x 1 , x 2 , x 3 , x 4 ) = (3y 1 + 2y 2 , y 1 + 4y 2 , 6y 1 7y 2 , 2y 1 ) nelle equazioni di W si ottiene il sistema

x 1 + x 2 x 4

6y 1 + 6y 2 = 0

x 2 + x 3 x 4 = 3y 1 3y 2 = 0

=

la cui soluzione `e y 2 = y 1 .

vettore u = v 1 v 2 = (1, 3, 1, 2).

Scegliendo y 1 = 1 si ottiene una base di V W , data dal

Esercizio 2.3. Si considerino le matrici:

4

A = 0

0

6

2

0

3

1

λ

λ

B = 0

0

0

4

0

0

0

λ

a) Stabilire per quali valori di λ R la matrice A `e diagonalizzabile.

b) Dire se esistono valori di λ R per i quali le matrici A e B sono simili.

4

Soluzione. a) La matrice A `e triangolare superiore, gli elementi sulla diagonale sono quindi i suoi autovalori. Se λ / {2, 4}, A ha tre autovalori distinti ed `e quindi diagonalizzabile. Se λ = 2, l’autovalore 2 ha molteplicit`a algebrica pari a 2 e geometrica data da 3 ρ(A 2I 3 ). Siccome

2

A 2I 3 = 0

0

6

0

0

3

1

0

`e ridotta per righe, il rango `e il numero di righe non nulle. Ossia ρ(A 2I 3 ) = 2, la molteplicit`a geometrica dell’autovalore 2 `e diversa da quella algebrica, ed A non `e diagonalizzabile. Se λ = 4, l’autovalore 4 ha molteplicit`a algebrica pari a 2 e geometrica data da 3 ρ(A 4I 3 ). In questo caso le due righe di

0

A 4I 3 = 0

6

2

0 0

3

1

0

sono proporzionali, e il rango `e ρ(A 4I 3 ) = 1. Siccome la molteplicit`a geometrica dell’autovalore 4 `e uguale a quella algebrica, la matrice A `e diagonalizzabile.

In risposta al punto a), la matrice A `e diagonalizzabile se e solo se λ

= 2.

b) A ha autovalori {λ, 2, 4}, B ha autovalori {λ, λ, 4}. Condizione necessaria affinch´e

siano simili `e che questi due insiemi coincidano, ovvero che sia λ = 2. Se λ = 2, poich´e B `e diagonale ed A non `e diagonalizzabile, le due matrici non possono essere simili. In risposta al punto b), A e B non sono simili per nessun valore di λ.

5

SOLUZIONE ESERCIZI D’ESAME

DEL 04/07/2011

Tema #1

Esercizio 1.1. Si consideri la matrice:

3

A = 0

5

0

3

4

0

0

1

Determinare, se possibile, una base di R 3 formata da autovettori di A.

Soluzione. Gli autovalori di A sono λ 1 = 1 e λ 2 = 3. Si vede immediatamente che il vettore v 1 = t (0, 0, 1) `e un autovettore associato all’autovalore λ 1 , ovvero Av 1 = v 1 . Sia v = t (x 1 , x 2 , x 3 ). Siccome

A λ 2 I 3 = 0

0

0

5 4

0

0

0

2

la condizione (A λ 2 I 3 )v

5x 1 + 4x 2 2x 3 = 0 .

La soluzione generale `e

v = (4t 1 , 5t 1 + t 2 , 2t 2 )

con t 1 , t 2 R. Scegliendo t 1 = 1 e t 2 = 0 si ottiene il vettore v 2 = (4, 5, 0); scegliendo t 1 = 0 e t 2 = 1 si ottiene il vettore v 3 = (0, 1, 2). I tre autovettori v 1 , v 2 , v 3 sono linearmente indipendenti, come si capisce notando che la matrice

= 0 equivale a

1

0

v 3 =

v

v

2

1

4

0

0

5

0

2

1

ha rango 3 (`e ridotta per righe ed ha tre righe non nulle). Quindi (v 1 , v 2 , v 3 ) `e una base

di R 3 formata da autovettori di A.

Esercizio 1.2. Sia V il seguente sottospazio di R 4 :

V := L (0, 1, 5, 1), (1, 1, 0, 1), (2, 1, 0, 0), (3, 3, 5, 0) .

a) Si determini, se esiste, una base di V .

b) Dire se il vettore w = (1, 2, 0, 1) appartiene al complemento ortogonale di V .

1

Soluzione. a) Riduciamo la matrice 4 × 4 che ha per righe i generatori di V :

0

1

2

3

1

1

1

3

5

0

0

5

1

1

0

0

R

R

1

−−−−→

2

1

0

2

3

1

1

1

3

R

4

R

4

R

2

−−−−−−−→

2

1

1

2

0

5

0

5

1

2

1

1

1

1

0

0

0

5

0

0

1

0

0

0

R

2

R

2

+R

1

−−−−−−−→

R

4

R

4

R

3

−−−−−−−→

1

1

2

3

1

1

2

0

1

2

1

3

1

2

1

0

0

5

0

5

0

5

0

0

0

0

0

1

1

0

0 =

0

v 2

v

v

1

3

0

.

Le righe non nulle della matrice trovata formano una base B = (v 1 , v 2 , v 3 ) di V .

b) Poich´e v 1 ·w = (1, 2, 5, 0)·(1, 2, 0, 1) = 14 = 3 `e diverso da zero, w non appartiene

al complemento ortogonale di V .

Esercizio 1.3. Si consideri il sistema di equazioni lineari:

 

 

  

2x 2 (2λ 6)x 3 + 2λx 4

= 1

x 2 + (λ 3)x 3 + λx 4

= 0

3x 1 + 3x 3 + (2λ + 4)x 4

= 3

x 1 + (λ 2)x 3

= 1

a) Stabilire per quali λ R il sistema `e compatibile.

b) Per i valori di λ trovati al punto a), determinare la soluzione generale del sistema.

b ) Risolvere il sistema per λ = 2.

Soluzione. a) Riduciamo la matrice completa (A|B) del sistema:

(A|B) =

0

0

3

1

2

1

0

0

2λ + 6 λ 3

3

λ 2

2λ

λ 2λ + 4

0

R

3

R

3

3R

1

−−−−−−−→

 

1

0

3

1

1

0

0

0

0

1

0

2

R

4

R

4

2R

2

−−−−−−−→

1

3

0

0

0

1

0

2

λ 2 λ 3

3

2λ + 6

0

λ 2λ + 4

3

1

0

1

R

R

1

−−−−→

4

2λ

1

0

0

1

λ 2

λ 3

3λ + 9

2λ + 6

0

λ

2λ + 4

2λ

λ 2

λ 3

1

0

  

0
1

1

0

0

0

0

1

0

0

0

λ

2λ + 4

0

 

 

= (A |B )

3λ + 9

4λ + 12

Distinguiamo i casi 2λ + 4 = 0 e 4λ + 12 = 0, ossia λ = 2 e λ = 3.

2

Se λ / {−2, 3}, A `e ridotta per righe ed ha quattro righe non nulle. Quindi ρ(A) = ρ(A|B) = 4 ed il sistema `e compatibile.

Se λ = 3, A `e ridotta per righe ed ha tre righe non nulle, (A |B ) `e ridotta per righe ed

ha quattro righe non nulle. Siccome ρ(A) = 3

= ρ(A|B) = 4, il sistema non `e compatibile.

Se λ = 2, A non `e ridotta per righe. Si pu`o fare un ulteriore passaggio e ridurla, oppure notare che le ultime due equazioni del sistema A X = B sono rispettivamente 15x 3 = 0 e 20x 3 = 1. Queste equazioni non possono essere risolte simultaneamente, quindi il sistema `e incompatibile.

b) Sia X = t (x 1 ,

lente a quello di partenza, per λ / {−2, 3}. Procedendo per sostituzione dal basso verso l’alto si trova:

x 2 , x 3 , x 4 ). Risolviamo il sistema di equazioni lineari A X = B , equiva-

x 1 =

5λ 14

4(λ

3) ,

x 2 =

5λ + 4

8(λ +

2) ,

b ) Per λ = 2 si ottiene (x 1 , x 2 , x 3 , x 4 ) = (1,

x 3 =

1 3) ,

4(λ

7

16 ,

4 , 32 ).

1

3

Tema #2

Esercizio 2.1. Si consideri la matrice:

1

A = 2

3

0

3

1

0

4

0

x 4 =

3

8(λ + 2) .

Determinare, se possibile, una base di R 3 formata da autovettori di A.

Soluzione. Gli autovalori di A sono λ 1 = 1, λ 2 = 3 e λ 3 = 4. La matrice ha tre autovalori distinti, quindi `e diagonalizzabile. Si vede immediatamente che il vettore v 3 = t (0, 0, 1) `e un autovettore associato all’au- tovalore λ 3 , ovvero Av 3 = 4v 3 .

= t (y 1 , y 2 , y 3 ) l’autovetto-

re associato a λ 2 . Questi devono risolvere (A λ 1 I 3 )v 1 = 0 e (A λ 2 I 3 )v 2 = 0, rispettivamente. Siccome

Sia v 1 = t (x 1 , x 2 , x 3 ) l’autovettore associato a

λ 1 e v 2

0

A λ 1 I 3 = 2

3

0

2

1

0

0

3

A λ 2 I 3 =

2

0

0

3 1

2

0

0

1

troviamo le condizioni:

2x 1 + 2x 2 = 0

3x 1 + x 2 + 3x 3 = 0

   2y 1 = 0 2y 1 = 0

  3y 1 + y 2 + y 3 = 0

3

Una soluzione non nulla del primo sistema `e ad esempio v 1 = t (3, 3, 2). Una soluzione non nulla del primo sistema `e ad esempio v 2 = t (0, 1, 1).

Gli autovettori (v 1 , v 2 , v 3 ) sono linearmente indipendenti, in quanto associati ad auto-

valori distinti, e formano quindi una base di R 3 .

Esercizio 2.2. Sia V il seguente sottospazio di R 4 :

V := L (1, 0, 1, 3), (2, 2, 1, 2), (3, 6, 0, 5), (0, 2, 1, 0) .

a) Si determini, se esiste, una base di V .

b) Dire se il vettore w = (2, 1, 2, 0) appartiene al complemento ortogonale di V .

Soluzione.a) Riduciamo la matrice 4 × 4 che ha per righe i generatori di V :

3

2

1

0

0

2

6

2

1

1

0

1

5

2

3

0

R 2 R 2 2R 1

R

3

R

3

3R

1

−−−−−−−→

1

0

0

0

0

2

6

2

1

1

3

1

4

4

3

0

R

3

R

3

R

2

−−−−−−−→

R

3

R

3

2R

4

−−−−−−−→

1

0

0

0

0

2

0

2

1

0

0

0

1

1

0

1

0

2

4

2

1

1

2

1

3

4

0

0

0

3

4

1

2

v

3

v

v

0 =

0

.

Le righe non nulle della matrice trovata formano una base B = (v 1 , v 2 , v 3 ) di V .

b) Si verifica che v 1 · w = v 2 · w = v 3 · w = 0. Quindi w V .

Esercizio 2.3. Si consideri il sistema di equazioni lineari:

3x 1 + (