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Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) un accordo commerciale attualmente in

corso di negoziato tra lUnione Europea e gli Stati Uniti. Ha lobiettivo primario di rimuovere le barriere
commerciali, tarifarie e non tarifarie, in un ampio numero di settori economici per facilitare lacquisto
e la vendita di beni e servizi tra Europa e Stati Uniti. Il dibattito, molto articolato in altri Paesi, sta
iniziando a svilupparsi anche in Italia, sebbene poco ancora si conosca nel merito.
La puntata di Report di domenica scorsa ha raccolto alcune testimonianze e dato inizio a un dibattito
pi ampio, il che molto positivo e ci dovrebbe portare a raccogliere quanti pi elementi possibili per
potervi partecipare nel merito, anche vista la scarsit di informazioni facilmente reperibili, specialmente
in italiano.
Laccordo ancora lontano dallessere concluso. Per una volta dovremmo tentare di non farci
costringere dalla modalit comunicativa semplifcatoria di schierarci, come tifosi, pro o contro
in modo acritico. Abbiamo tempo e modi per sviluppare il dibattito e per costruire una posizione
motivata. Questo mio documento vuole essere un contributo a tale scopo.
Le criticit
Intanto, i tempi. Al momento non esiste un testo dellaccordo, in quanto i negoziati sono ancora in
corso. Infatti, nonostante i sette round negoziali alle spalle, il TTIP non ancora concluso, come
anticipato, e le posizioni delle controparti sono ancora relativamente distanti. In pi, due prossimi
avvenimenti rappresentano unincognita sul proseguimento dei negoziati: da parte europea, lentrata
in carica della nuova Commissione e, da parte statunitense, le imminenti elezioni per il rinnovo del
Senato (4 novembre) - che potrebbero portare a una Camera Alta a maggioranza repubblicana.
Verosimilmente, la prima fnestra per un eventuale raggiungimento di un accordo potrebbe aprirsi
dopo le elezioni statunitensi per poi chiudersi nella seconda met del 2016, con la campagna elettorale
per le Presidenziali USA.
Ci che si conosce per certo il contenuto del mandato negoziale della Commissione europea, reso
pubblico grazie alle pressioni del nostro vice-ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Il
mandato negoziale rappresenta i confni allinterno dei quali si pu muovere la stessa Commissione
durante i negoziati: cosa pu accettare e cosa no, innanzitutto. Quando il testo stato messo a
disposizione di tutti, dunque, stato possibile accertare, senza timore di fraintendimento, che non
saranno oggetto dei negoziati gli OGM, le misure relative al sostegno del settore culturale, il
livello di diritti dei lavoratori e delle regole ambientali, la gestione dei beni pubblici (pp. 4, 6, 8,
11).
Il mandato, quindi, prevede:
la riduzione a zero delle barriere tarifarie;
lallineamento delle regolamentazioni tecniche (come per esempio i crash test per le autovetture:
nonostante gli standard di sicurezza siano elevati e simili nei due Paesi, per poter esportare le
loro macchine i produttori devono rifare i test per soddisfare gli standard di misurazione del
Paese importatore. Se USA e UE riconoscessero i crash test e i relativi standard gli uni degli altri,
le stime dicono che il risparmio sul prezzo fnale dellauto potrebbe arrivare sino al 7 per cento);
lapertura del mercato degli appalti pubblici, superando cos il Buy American Act (una
legge risalente alla presidenza Roosevelt e ancora in vigore, volta a proteggere le imprese
manifatturiere nazionali limitando lacquisto di prodotti fniti stranieri per commesse pubbliche
allinterno del territorio nazionale);
Informazioni e dettagli sul Trattato Transatlantico
sul Commercio e gli Investimenti con gli Stati Uniti
(TTIP)
la promozione di uno sviluppo sostenibile;
il sostegno alle piccole e medie imprese, fno ad oggi troppo deboli per poter afrontare il
commercio internazionale;
la creazione di un mercato unico dellenergia.
La parte pi delicata riguarda le barriere non tarifarie in materia di produzione agroalimentare. Su
questo punto fondamentale porre la massima attenzione per non ridurre in alcun modo gli standard
qualitativi. In particolare, il riconoscimento delle indicazioni geografche, punto su cui gli Stati Uniti
hanno una posizione piuttosto negativa, rappresenta uno dei principali obiettivi italiani, date le
evidenti ricadute positive che queste comporterebbero per i produttori nostrani.
Infne, fra le questioni pi spinose resta la presenza nellaccordo dellISDS (Investor-State Dispute
Settlement), un meccanismo di risoluzione delle controversie su investimenti distinto rispetto alle
Corti dei Paesi coinvolti, da alcuni accusato di essere uno strumento in mano alle multinazionali. La
posizione italiana ha riconosciuto fn dallinizio dei negoziati la necessit di prevedere un sistema
quanto pi trasparente e democratico possibile, la riduzione al minimo dei casi in cui sia possibile
adire a tale organo e altre disposizioni che stanno emergendo da unampia consultazione pubblica,
proprio su questo tema, che la Commissione ha recentemente lanciato. Anche su questo punto, gli
avanzamenti ottenuti nellaccordo con il Canada potrebbero essere una strada perseguibile.
I possibili vantaggi

Il TTIP rappresenta allo stesso tempo unopportunit economica e una sfda per la politica
commerciale dellUnione Europea, con evidenti implicazioni geopolitiche,
la creazione di un mercato unico fra UE e USA porterebbe a un aumento del PIL comunitario
stimato intorno allo 0.5% circa (media fra le previsioni di impatto di Bertelsmann Foundation,
CEPR e ECIPE), con punte particolarmente positive per i settori meccanico e manifatturiero, fra
le eccellenze del sistema produttivo del nostro Paese.
LItalia al momento uno dei Paesi maggiormente colpiti dalle barriere tarifarie e non
tarifarie degli Stati Uniti sarebbe, sempre secondo studi di impatto, uno dei Paesi europei
maggiormente favoriti da un accordo che darebbe alle piccole e medie imprese la possibilit
di accedere al mercato statunitense, al momento caratterizzato da alte barriere tarifarie e,
specialmente, non tarifarie (basti pensare che nonostante gli evidenti ostacoli rappresentati
dalle divergenti disposizioni regolamentari, lItalia il 13 fornitore e il 23 cliente degli USA,
mentre gli USA sono l8 fornitore e il 3cliente del nostro Paese - Osservatorio Economico Mise).
Il nostro impegno sulle IG
Come pi volte ricordato, non c ancora niente di chiuso, per cui sar nostro impegno
insistere con grande forza sul punto del riconoscimento delle indicazioni geografche. La
nostra speranza quella di poter ottenere un risultato simile a quello raggiunto nellaccordo
recentemente concluso (e in corso di verifca) con il Canada, dove lUnione europea ha ottenuto
il riconoscimento di quasi 200 prodotti con indicazione geografca.
Il nostro lavoro sar focalizzato anche sul contrasto al fenomeno dellItalian sounding,
ossia lutilizzo di denominazioni geografche, immagini e marchi che evocano lItalia per la
promozione e la commercializzazione di prodotti in realt per niente riconducibili al nostro
Paese.
La crisi ucraina ha comportato un danno ingente, specialmente ai produttori italiani, che, con
lapertura di nuovi sbocchi commerciali, potrebbero avere un bilanciamento delle perdite
subite.
Il Meeting ASEM che si svolto a Milano la scorsa settimana ha dimostrato che siamo in una fase in cui
c spazio per nuove opportunit di scambio e confronto con Paesi che nella percezione tradizionale
erano fnora visti come lontani o pericolosi per il nostro sistema commerciale e che, oggi, invece
rappresentano una risorsa importante.
Conclusioni
Resta prioritario lavorare perch non venga in alcun modo indebolita la politica commerciale comune
dellUnione Europea, che alcuni vorrebbero addirittura smantellare per tornare ad accordi bilaterali dei
singoli Paesi membri: uno scenario in cui lItalia si troverebbe ad afrontare, sola, la Cina o gli Stati Uniti
in un tavolo negoziale. I nostri produttori sanno bene che non possiamo permetterci di rinunciare
allexport come canale di crescita, ancora non completamente sviluppato se consideriamo quanto
forte sia la domanda di Made in Italy in tutto il mondo.
Per questo dobbiamo adoperarci per contribuire a rendere quanto pi concrete possibili e prive di
rischi le opportunit che ci si presentano in questi anni e nel prossimo futuro, preservando ovviamente
il controllo costante sul fatto che le premesse di un buon accordo per lEuropa e gli europei vengano
mantenute. Dallentrata in vigore del Trattato di Lisbona, che ha dato vita alla politica commerciale
comune rendendola di competenza dellUnione europea e non pi dei singoli Stati membri, la
Commissione porta avanti i negoziati commerciali ma il Parlamento europeo ha il potere di confermare
o rifutare il testo dellaccordo: potere che intendiamo esercitare pienamente.
Per esempio, uno degli sforzi che ancora non sono stati compiuti sino in fondo, e su cui il Parlamento
europeo potrebbe fare la diferenza, quello di raccogliere dati utili a ottenere valutazioni di impatto
occupazionale e sulla competitivit relativamente ai diversi settori merceologici, che siano quanto pi
accurate possibile, in modo da poter prevedere aggiustamenti e sostegni mirati ai settori o alle regioni
pi deboli, attraverso una nuova e pi adeguata allocazione delle risorse.
Alessia Mosca
Commissione per il Commercio Internazionale - Parlamento Europeo
Strasburgo, 21 ottobre 2014
Alcuni esempi pratici
I prodotti italiani di tecnologia avanzata (ATP) nel 2012 hanno coperto il 10% delle importazioni
USA con un valore di 3,9 miliardi di dollari (+17% rispetto al 2011) ma ancora con grandi
potenzialit di crescita; per il comparto italiano della nautica da diporto gli USA rappresentano
un mercato ben pi rilevante di quello domestico (lItalia il secondo fornitore dopo il Canada,
con esportazioni per 271 milioni di dollari nel 2012, in crescita del 38% su base annua).
Per quanto riguarda le barriere tarifarie, al momento sono alte nel settore delle infrastrutture
e in particolare delle ferrovie, dellacciaio di elevata qualit, ma anche dove le PMI italiane sono
forti come nel settore tessile, abbigliamento e calzature, alcuni tipi di veicoli, delle turbine e
alimenti come le marmellate, il cioccolato e i prodotti caseari.
Lincremento di costo dovuto allesistenza di barriere non tarifarie ha valori signifcativi:
oltre ai macchinari e alle biotecnologie, alledilizia, ai prodotti chimici (+19,1%), farmaceutici
e cosmetici, anche in settori come laeronautico/aerospaziale che per noi particolarmente
importante.
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