Sei sulla pagina 1di 7

LA MEDI CI NA BI OLOGI CA LUGLI O - SETTEMBRE 2005

TERAPIA
OMOTOSSICOLOGICA
DELLE CALCIFICAZIONI
CIRCOSCRITTE
INTRAMUSCOLARI
POST-TRAUMATICHE E DEGLI
OSTEOFITI DELLA CAVIGLIA:
CASI CLINICI
HOMOTOXICOLOGICAL TREATMENT OF THE POST
TRAUMATIC CIRCUMSCRIBED INTRAMUSCULAR
CALCIFICATIONS AND ANKLE OSTEOPHYTES:
CLINICAL CASES
In questo studio clinico, effettuato su at-
leti pervenuti allUnit Operativa di Me-
dicina dello Sport dell'Azienda U.S.L. Rm
C, stata valutata lefficacia di un pro-
tocollo omotossicologico nel trattamen-
to delle ossicalcificazioni circoscritte in-
tramuscolari post-traumatiche e delle
formazioni osteofitiche dellarticolazio-
ne tibio-tarsica. Il protocollo omotossi-
cologico include 4 farmaci per os (M47,
Osteoheel

S, Galium-Heel

, Fucus com-
positum), 5 nelle aree di IntradermoTe-
rapia Distrettuale (Arnica-Injeel forte S,
Solanum compositum, Hekla Lava-Injeel,
Coenzyme compositum Ampullen,
Simphytum-Injeel forte), 1 nei punti di
omeosiniatria (BN dolo) e 2 farmaci nei
Punti di Weihe (Sulfur-Injeel S, Causti-
cum-Injeel forte S).
Per valutare lefficacia del trattamento,
sono stati considerati 3 indicatori:
1) Parametri soggettivi: dolore loco-re-
gionale a riposo e da sforzo.
2) Parametri oggettivi:
area trigger miofasciale del mu-
scolo peroneo lungo e breve, ti-
biale anteriore, estensore lungo
delle dita e dell'alluce;
escursione complessiva dellarti-
colazione tibio-tarsica;
radiografia di controllo.
3) Effetti collaterali: durante il tratta-
mento non si sono registrati effetti
collaterali negativi.
MIOSITE OSSI-
FICANTE POST-TRAUMATICA, CALCIFICA-
ZIONE METATRAUMATICA DEI MUSCOLI,
EMATOMA OSSIFICANTE, OSSICALCIFI-
CAZIONE CIRCOSCRITTA MUSCOLARE
POST-TRAUMATICA, OSTEOFITI, TRAU-
MATOLOGIA DELLO SPORT, OMOTOSSI-
COLOGIA, MESOTERAPIA, OMEOSINA-
TRIA, PUNTI DI WEIHE
SUMMARY: In this clinical trial, underwent
on athletes examined at the Operational
Unity of Sport Medicine of the Health Ser-
vice Rm C, the effectiveness of a homotoxi-
cological protocol has been evaluated in the
treatment of the post traumatic circum-
scribed intramuscular calcifications and of
the ankle osteophyte formations. The ho-
motoxicological protocol includes 4 drugs
per os (M47, Osteoheel

S, Galium-Heel

,
Fucus compositum), 5 drugs per Mosothera-
py (Arnica-Injeel forte S, Solanum com-
positum, Hekla Lava-Injeel, Coenzyme
RIASSUNTO
PAROLE CHIAVE
S. Cristiani
T
H
E
R
A
P
E
U
T
I
C
S
29
compositum Ampullen, Simphytum-Injeel
forte), 1 (BN dolo) per Homeosyniatry and 2
(Sulfur-Injeel S, Causticum-Injeel forte S) in
the Weihe Points. Three indicators have
been considered to evaluate the effective-
ness:
1) Subjective parameters: regional pain during
rest and effort.
2) Objective parameters:
a) myofascial trigger points of the long and
short peroneal muscle, tibial anterior,
long extensor of the fingers and long ex-
tensor of the big toe;
b) general excursion of the ankle;
c) check radiography.
3) Collateral effects: during the treatment no
negative side effect has been recorded.
KEY WORDS: POST TRAUMATIC MYOSITIS
OSSIFICANS, MUSCULAR META-TRAUMATIC
CALCIFICATION, OSSIFICANS HEMATOMA,
MUSCULAR POST TRAUMATIC CIRCUM-
SCRIBED CALCIFICATION, OSTEOPHYTES,
SPORT TRAUMATOLOGY, HOMOTOXICOLO-
GY, LOCAL THERAPY, HOMEOSYNIATRY, WEI-
HE POINTS
INTRODUZIONE
OSSICALCIFICAZIONI
CIRCOSCRITTE INTRAMUSCOLARI
POST-TRAUMATICHE (O.C.I.P.T.)
Le O.C.I.P.T. sono fenomeno conosciu-
to sin dalla met del XVIII secolo, quan-
do Copping e Freke descrissero un qua-
dro di "miosite ossificante post-trauma-
tica". Da allora, numerosi studi hanno
perseguito lo scopo di chiarire la causa e
il significato del processo fisiopatologico
di queste forme morbose, ipotizzando, di
volta in volta, la prevalenza di una dia-
tesi calcifica, di residui osteogeni em-
brionali, fattori ereditari o isole di sarco-
Art. Cristiani 27-06-2005 10:49 Pagina 29
30
LA MEDI CI NA BI OLOGI CA LUGLI O - SETTEMBRE 2005
plasma secernenti sostanza ossea anzi-
ch mioplasma. Allo stato attuale esi-
stono ipotesi etiopatogenetiche contra-
stanti distinte dai sarcomi dei tessuti
molli, dagli osteosarcomi, dalle ossifica-
zioni secondarie ad osteogenesi imper-
fetta e dal callo osseo iperplastico (FIG. 1).
Dopo una lesione muscolare acuta, so-
prattutto a carico degli arti inferiori,
possibile osservare la comparsa di fo-
colai ossicalcifici intramuscolari circo-
scitti, frequenti dopo trauma di tipo
contusivo che provoca la formazione di
ematoma intramuscolare in sede pro-
fonda e, pi raramente, di lesione di ti-
po distrattivo. Nel primo caso vero-
simile che l'evento traumatico abbia co-
involto anche il periostio, determinan-
do l'attivazione di elementi cellulari
della linea cambiale in grado di favori-
re il processo osteogenetico. Nel se-
condo caso, trova maggior credito l'i-
potesi di una deposizione e fissazione
di sali minerali soluti nei liquidi orga-
nici nella compagine di un tessuto
connettivo giovane, pluripotente, in
evoluzione metaplastica, con il con-
corso di particolari condizioni umora-
li, locali e generali. Alcuni trattamenti
fisioterapici, effettuati sulla lesione mu-
scolare in fase acuta, sembrano eserci-
tare influenza patogenetica favorente.
Le manifestazioni ossicalcifiche posso-
no assumere diverse configurazioni ri-
guardo a forma, dimensioni e rapporti
con le formazioni circostanti. Nelle
forme secondarie a trauma di tipo con-
tusivo, la forma , in genere, ovoidale,
a manicotto o a colata, con localizza-
zione prossima al segmento scheletri-
co; le dimensioni sono variabili e, so-
litamente, in rapporto all'entit del
trauma e, quindi, al sanguinamento e al
tempo intercorso tra lesione e ricono-
scimento. Nei casi secondari a rottura
muscolare di tipo distrattivo, la forma
spesso lineare, ma anche nodulare,
triangolare, a lancia, a ramo di coral-
lo, con contorni frastagliati nelle fasi
iniziali, che diventano lisci e regolari in
quelle pi avanzate. In questi casi le
formazioni, sempre localizzate nel
contesto del ventre muscolare che ha
subito la rottura, possono essere uniche
o multiple. Questa sindrome si osserva
pi frequentemente in giovani adulti, in
particolare negli atleti; alcuni muscoli
sono pi spesso sede di ossificazioni
post-traumatiche (quadricipite femora-
le, adduttori della coscia, brachiale an-
teriore e retti addominali). Le ossifica-
zioni, giunte a completa evoluzione,
sono dolorose causando molteplici dis-
turbi poich interferiscono meccanica-
mente con la funzione muscolare, com-
primendo le formazioni vascolari o ner-
vose contigue e/o circumvicine.
OSTEOFITI DELLARTICOLAZIONE
TIBIO-TARSICA
Larticolazione della caviglia , fre-
quentemente, sede di alterazioni mor-
fologiche, inquadrabili nella patologia
cronica, a causa dellintenso sovracca-
rico funzionale a cui sottoposta du-
rante lattivit sportiva. Dal punto di vi-
sta anatomo-patologico le lesioni carti-
laginee della caviglia possono essere
distinte in condrali pure e condrali mi-
ste (FIG. 2). In queste ultime, linteres-
samento condrale si associa al coin-
volgimento dellosso subcondrale, se-
de dimpianto della cartilagine artico-
lare. Dal punto di vista eziopatogenico
si distinguono lesioni cartilaginee post-
traumatiche (contusione, fissurazione,
fratture condrali, fratture osteocondra-
li), osteocondrosi dissecante e lesioni
di tipo degenerativo (condropatia, ar-
trosi). Nelle lesioni di tipo degenerati-
vo, le lesioni condrali dellarticolazio-
ne tibio-tarsica vengono solitamente
differenziate in 6 tipi, in base alle mo-
dificazioni di superficie e allestensione
della lesione (classificazione di Bauer
e Jackson). Levoluzione di tutte le le-
sioni (pure e miste) prevede la forma-
zione di un tessuto di riparazione pi o
meno abbondante: questo fibroso o
fibrocartilagineo, e non comporta la
restituito ad integrum della cartilagine
articolare interessata, poich non pre-
senta le caratteristiche biochimiche,
cellulari, tissutali e biomeccaniche
della cartilagine articolare jalina.
I fenomeni produttivi portano, inoltre,
alla formazione di osteofiti.
Dal punto di vista radiografico pos-
sibile distinguere 5 gruppi di altera-
zioni:
alterazioni della faccia posteriore del-
lastragalo;
Proliferazione
condrocitaria: i vasi
subcondrali penetrano
nella cartilagine
calcificata dando luogo
ad un processo di
neoproduzione osteo-
cartilaginea che
determina la
formazione di osteofiti.
Aspetto
Rxgrafico di
ossicalcificazio-
ne eterotopica
della diafisi
femorale.
Si evidenzia
una linea
radiopaca tra
ossicalcificazio-
ne e corticale
ossea (freccia).
FIG. 1
FIG. 2
Art. Cristiani 27-06-2005 10:49 Pagina 30
31
LA MEDI CI NA BI OLOGI CA LUGLI O - SETTEMBRE 2005
alterazioni della superficie articolare
anteriore o posteriore dellarticola-
zione tibio-tarsica;
calcificazioni e ossicalcificazioni
para-articolari;
manifestazioni artrosiche;
condromatosi articolare.
Il collo dellastragalo si adatta in 2 mo-
di, formando osteofita di tipo A, cio
sclerosi subcondrale, con profilo irre-
golare dellastragalo e osteofita ante-
riore della tibia, e osteofita di tipo B
sul versante tibiale e sul collo della-
stragalo.
Si individuano 4 Gradi di osteofitosi:
Grado I: osteofita tibiale < 3 mm.
Impingement sinoviale;
Grado II: osteofita tibiale > 3 mm.
Assenza di osteofita astragalico. Rea-
zione esostosica osteocondrale;
Grado III: grave esostosi tibiale e del
collo dell'astragalo, con o senza fram-
mentazione degli osteofiti;
Grado IV: artrosi tibio-tarsica anterio-
re. Alterazioni degenerative mediali,
laterali o posteriori.
PRIMO CASO
Calciatore di 22 anni che, nel dicembre
2002, giunto alla personale osserva-
zione per trauma contusivo al terzo in-
feriore di gamba sn, avvenuto circa 2
anni prima, durante un evento agonisti-
co. Riferisce di aver seguito scrupolosa-
mente i consigli del medico sociale del-
la squadra nella fase immediatamente
successiva al trauma: riposo, FANS e,
successivamente, sedute di fisioterapia.
Dopo circa 3 mesi, non apprezzando
miglioramento, effettu radiografia evi-
denziante, in sede di trauma, una for-
mazione calcifica ovoidale (FIG. 3).
I sanitari riferirono che la guarigione
non era avvenuta in modo fisiologico,
ma con deposito di sali di Calcio, pro-
vocando metaplasia ossicalcifica mu-
scolare post-traumatica. Nel frattempo,
le condizioni cliniche subivano un pro-
gressivo peggioramento: il giovane, av-
vertendo dolore continuo, non era in
grado di deambulare senza zoppia. Si
rivolse, quindi, ad un Centro specia-
lizzato dove venne impostata terapia
allopatica con chelanti del calcio (ED-
TA) e terapia fisica con Tecar. Riferisce
lieve miglioramento residuando, tutta-
via, persistenza del dolore, tanto da
non poter riprendere lattivit sportiva
e agonistica.
Nella Nuova Tavola delle Omotossi-
cosi, le ossicalcificazioni post-traumati-
che sono inscrivibili nelle Fasi della So-
stanza Fondamentale (Fase di Deposito
e di Impregnazione) (TAB. 1). Il tessuto
muscolare, di derivazione mesodermi-
ca, pu essere sede di diverse patologie,
come elencato:
Fase di escrezione muscolodermale:
contratture, eliminazione di sostanze
muscolari e metaboliti;
Fase di reazione muscolodermale:
mialgie, miosite, reumatismo mu-
scolare, tendovaginite;
Fase di deposito muscolodermale:
miogelosi, miosite ossificante;
Fase di impregnazione muscoloder-
male: atrofia muscolare progressiva,
borsite calcarea, miosite ossificante;
Fase di degenerazione muscoloder-
male: distrofia muscolare progressiva;
Fase di dedifferenziazione muscolo-
dermale: neoformazioni muscolari,
mioma, miosarcoma.
Il termine miosite improprio or-
mai radicato dalla consuetudine. Que-
sta forma clinica pi propriamente
definita calcificazione metatraumatica
dei muscoli o ematoma ossificante o
ossicalcificazione circoscritta musco-
lare post-traumatica.
SECONDO CASO
Atleta di 24 anni, appartenente ad una
Societ professionistica di basket, ave-
va riportato multiple distorsioni dellar-
ticolazione tibio-tarsica nel corso del-
lattivit sportiva. Dopo lultimo episo-
dio traumatico, non riusc a riprendere
gli allenamenti, nonostante avesse se-
guito tutte le indicazioni terapeutiche,
sia mediche allopatiche che fisioterapi-
che. Accusava intenso dolore alla cavi-
glia e nella flesso-estensione articolare
al minimo carico di lavoro atletico. Si
sottopose ad accertamenti strumentali
FIG. 3
FASI F DELLA SOSTANZA TT FONDAMENTALE TT
(MATRICE) AA
F
SISTEMI
ORGANICI
FOGLIETTO
EMBRIONALE
FASI F
fase di
ECTODERMA:
ENDODERMA:
MESODERMA:
METABOLISMO:
PSICHE:
a) epidermide
Alterazione Reazione Fissazione Cronicizzazione Deficit Disaccoppiamento
b) oroderma
a) mucoderma
b) organoderma
c) neuroderma
d) simpaticoderma
fase di
(o ( di Reazione))
fase di fase di fase di
di
(o Neoplastica)
a) interstizioderma
b) osteoderma
c) emoderma
d) linfoderma
e) cavoderma
f) nefroderma
g) sieroderma
h) germinoderma
i) muscoloderma
D
i
v
i
s
i
o
n
e
b
i
o
o
g
i
c
a
esostosi, osteofiti
miosite ossificante miosite ossificante
TAB. 1
Art. Cristiani 27-06-2005 10:49 Pagina 31
che evidenziarono:
Rx: osteofitosi del profilo anteriore
dellarticolazione tibio-astragalica
(FIG. 4);
RMN: si conferma a destra in posi-
zione centrale la presenza di un pro-
lungamento osteofitario del margine
tibiale anteriore che si accompagna a
distrettuale e limitata interruzione
della corticale articolare (FIG. 5);
Artoscan: distensione della capsula
tibio-astragalo-peroneale con preva-
lente interessamento antero-mediale
con segni indiretti di impingement
anteriore (FIG. 6).
32
LA MEDI CI NA BI OLOGI CA LUGLI O - SETTEMBRE 2005
Nella Nuova Tavola delle Omotossico-
si, le neo-formazioni osteofitarie sono
inserite in una Fase della Sostanza Fon-
damentale e, specificatamente, in quel-
la di Deposito (TAB. 1). Il tessuto osseo
di derivazione mesodermica pu esse-
re affetto da diverse patologie, di se-
guito elencate:
Fase di escrezione osteodermale:
secrezione fisiologica con effetto en-
docrino;
Fase di reazione osteodermale:
mastoidite e otite media, osteomieli-
te acuta, granulomi dentari, spondi-
liti, coxiti, artriti;
Fase di deposito osteodermale: eso-
stosi, sperone calcaneale, osteofiti;
Fase di impregnazione osteodermale:
osteocondrosi, periostite;
Fase di degenerazione osteodermale:
osteomalacia, rachitismo, suppura-
zione, TBC ossea, stadio finale della
parodontosi;
Fase di dedifferenziazione osteoder-
male: osteosarcoma in qualsiasi loca-
lizzazione.
La terapia convenzionale si basa sulluso
di FANS [sistemici, locali (creme, cerotti)],
corticosteroidi, ASA, miorilassanti, anti-
depressivi, ansiolitici, vitamine del com-
plesso B, anestetici locali (procaina 0,5%;
lidocaina 1%), pomate o gel antiflogistici,
vasoattivi, revulsivi e chelanti del Calcio.
Si basa, inoltre, sulla terapia fisica stru-
mentale: softlaserterapia I.R. (Infra Red),
elettroterapia, magnetoterapia, ultrasuo-
noterapia, ionoforesi, Tecarterapia, on-
de durto e terapia riabilitativa, in parti-
colare medicina manipolativa (manipo-
lazioni vertebrali manu medica), masso-
fisiokinesiterapia, massaggio con impa-
stamento muscolare, massaggio connet-
tivale, strech-and-spray, shatzu.
Dopo aver valutato la situazione clinica
(zoppia, persistenza del dolore, sospen-
sione dellattivit sportiva, insuccesso
della precedente terapia) stato avviato
un trattamento omotossicologico per os
e locale con tecnica mesoterapica e
omeosiniatrica, selezionando i farmaci
secondo le indicazioni de Ordinatio An-
tihomotoxica et Materia Medica (Guna
Editore). I farmaci utilizzati per Intrader-
mo Terapia Distrettuale (biomesoterapia)
che associa alla diagnosi tradizionale,
quella energetica, con sinergia dei mec-
canismi riflessogeno, biochimico e tissu-
lare, sono stati Arnica-Injeel forte S, 1
fiala; Solanum compositum, 1 fiala; He-
kla Lava-Injeel, 1 fiala; Coenzyme com-
positum Ampullen, 1 fiala; Simphytum-
Injeel forte, 1 fiala.
Per la terapia omeosiniatrica, sintesi tra
Omeopatia e Agopuntura cinese sulla
base della coincidenza fra i Punti di Wei-
he ed i punti dei Meridiani cinesi, sta-
to utilizzato BN dolo (Stauphen-Pharma),
1 fiala nei punti del meridiano Vescica
(UB) 67 e 54 per la componente algica;
Sulfur-Injeel S nel punto di agopuntura
Rene (K) 2 e Causticum-Injeel forte nel
punto di agopuntura Vescica (UB) 64 in-
dicati per le patologie articolari del pie-
de [Zonidi Omeosiniatrici T.D. (Terapia
del Dolore)] sec. Milani. Sono state pra-
ticate 10 sedute di biomesoterapia, ese-
guite con ago 27G 4 mm, alternate ad al-
tre 10 sedute, a cadenza settimanale, sui
punti di omeosiniatria con ago da insuli-
na. Il trattamento ambulatoriale stato as-
sociato a terapia domiciliare con M47
gocce (Guna) (10 gtt x 3 volte/die) e
Osteoheel

S compresse (1 cpr x 3 vol-


te/die). Inoltre, considerando la fase omo-
tossicologica di appartenenza dellossi-
calcificazione muscolare post-traumati-
ca, che rientra nel Deposito-Impregna-
zione del muscoloderma e degli osteofi-
ti, inclusi nella fase di Deposito dello-
steoderma, stata prescritta terapia di
drenaggio mesenchimale con Galium-
Heel

(10 gtt x 3 volte/die) e Fucus com-


positum(1 fiala per os alla settimana) du-
rante tutto larco di terapia.
La valutazione clinica avvenuta secondo
parametri soggettivi ed obiettivi, prima del-
linizio della terapia e ad una settimana dal
termine della stessa, contestualmente al ri-
levamento di eventuali effetti collaterali.
PARAMETRI SOGGETTIVI
Il paziente lamenta dolore loco-regio-
nale a riposo e sotto sforzo ed indica
con precisione i punti algici, iniziando
dalla muscolatura cervicale, dorsale,
lombare, infine, gli arti superiori ed in-
feriori. Linattivazione dei trigger para-
vertebrali risolve almeno il 70-80% del-
la patologia algica lamentata.
FIG. 4
FIG. 5
FIG. 6
Muscolo peroneo lungo (a) e breve (b):
trigger points ( ).
Art. Cristiani 27-06-2005 10:49 Pagina 32
33
LA MEDI CI NA BI OLOGI CA LUGLI O - SETTEMBRE 2005
PARAMETRI OGGETTIVI
Sono stati valutati 3 parametri:
1) larea trigger miofasciale con test
kinesiologico del muscolo pero-
neo lungo e breve, tibiale anterio-
re e posteriore, estensore lungo
delle dita ed estensore lungo del-
lalluce del lato sede del trauma,
indice della componente musco-
lo-tensiva.
La zona algica indicata dal pa-
ziente corrisponde ad un vero
trigger se:
il muscolo, in toto, che ospita il
trigger pi contratto e appare pi
accorciato e gonfio rispetto al-
lomonimo controlaterale;
si presenta, palpatoriamente, co-
me un lieve affossamento del tes-
suto muscolare o come una ban-
deletta di consistenza teso-elasti-
ca, circoscritta, di volume varia-
bile che scatta alla palpazione
sotto il polpastrello o sotto il ci-
lindretto;
elicitazione di dolore circoscritto,
sordo, profondo ( veicolato dalle
fibre amieliniche di piccolo cali-
bro c), provocato dalla stimola-
zione meccanica di una flogosi
fredda.
2) lescursione articolare complessiva
dellarticolazione tibio-tarsica. La
caviglia e le articolazioni del piede
permettono a quest'ultimo un movi-
mento caratterizzato da 3 assi e 3
gradi di libert:
lasse trasversale, passante tra i
malleoli: corrisponde all'asse di
rotazione dell'articolazione ti-
bio-tarsica, su cui si effettuano i
movimenti di flesso-estensione
(flessione dorsale e flessione
plantare);
l'asse longitudinale della gamba,
intorno a cui si effettuano i mo-
vimenti di abduzione ed addu-
zione;
l'asse longitudinale del piede,
intorno a cui si effettuano i mo-
vimenti di rotazione interna-
esterna.
Test kinesiologico per muscolo peroneo lungo e
breve.
Peroneo anteriore.
Flette (flessione dorsale) il piede (a),
lo solleva lateralmente (pronazione) (b)
e lo ruota in fuori (abduzione) (c).
Peroneo breve.
Estende (flessione plantare) il piede (a), lo
solleva lateralmente (pronazione) (b)
e lo ruota in fuori (abduzione) (c).
Agisce sulla concavit dell'arco plantare.
Test kinesiologico per m. terzo peroneo.
a
b
c
a
b
c
Test kinesiologico per muscolo tibiale anteriore e posteriore.
Mentre il movimento di flesso-estensio-
ne proprio dellarticolazione tibio-tar-
sica, gli altri due gradi di libert del pie-
de sono da attribuire, anche se in rap-
porti differenti, all'articolazione astra-
galo-calcaneare, medio-tarsica, tarso-
metatarsica e scafo-cuboidea. Il ruolo
che le articolazioni del piede rivestono
duplice: oltre a consentire al piede i
gradi di libert menzionati hanno l'im-
portante compito di adattarlo alle aspe-
rit del terreno modificandone la forma
e creando, tra suolo e gamba, un siste-
ma di ammortizzatori che conferisce
elasticit e scioltezza al passo. Le ca-
ratteristiche cinematiche del piede sono
Art. Cristiani 27-06-2005 10:49 Pagina 33
34
LA MEDI CI NA BI OLOGI CA LUGLI O - SETTEMBRE 2005
molto complesse, data anche la natura
di questa estremit e la diversit delle
funzioni che chiamata/deputata a
compiere: compiti di presa, equilibrio
stazionario, sensitivi, etc.
Dal punto di vista della riproduzione
robotica, questo giunto viene, spesso,
semplificato ed analizzato esclusiva-
mente per la funzione che esercita nel-
latto del camminare.
movimenti di flesso-estensione
La posizione di riferimento per la fles-
so-estensione del piede si realizza
quando il piano plantare perpendico-
lare all'asse longitudinale della gamba.
Partendo da questa posizione, la fles-
sione del piede (che, come detto, at-
tribuibile alla caviglia), il movimen-
to che avvicina il dorso del piede alla
faccia anteriore della gamba, mentre
l'estensione del piede allontana il dor-
so del piede dalla faccia anteriore del-
la gamba e lo porta a disporsi sul pro-
lungamento della stessa. L'angolo di
flesso-estensione l'angolo che la
pianta del piede forma con l'asse ver-
ticale della gamba. Esso ha valori mas-
simi che variano da 20 a 30, mentre
in estensione, la sua ampiezza varia da
30 a 50.
movimenti di abduzione-adduzione
La posizione di riferimento il piede sul
piano orizzontale: si ottiene movimen-
to di abduzione quando la punta del
piede si porta dietro, verso il piano di
simmetria del corpo, mentre si ha mo-
vimento di adduzione quando la punta
del piede ruota all'esterno e si allonta-
na dal piano di simmetria. L'ampiezza
dei movimenti di adduzione-abduzio-
ne, eseguiti unicamente nel piede, varia
da 35 a 45. Il movimento del piede sul
piano orizzontale pu essere aumenta-
to grazie alla somma delle rotazioni
esterne - interne del ginocchio e del-
l'anca che possono portare il piede ad
abduzioni di 90.
movimenti di rotazione interna-
esterna
La posizione di riferimento quella defi-
nita per il movimento di flesso-estensione.
La rotazione interna (supinazione),
orienta la pianta podalica verso l'inter-
no di circa 50. La rotazione esterna mo-
vimento di pronazione orienta la pian-
ta podalica verso l'esterno. L'ampiezza di
questo movimento circa la met di
quello di supinazione e varia da 20 a 25.
3) Rx di controllo.
EFFETTI COLLATERALI
Sono stati classificati:
0: nessun effetto collaterale;
1: reazione locale transitoria su uno o
pi punti diniezione;
2: disturbo dorgano transitorio, che
non abbia impedito il proseguimen-
to della terapia;
3: disturbo dorgano che abbia deter-
minato la sospensione del trattamento.
RISULTATI
PARAMETRI SOGGETTIVI
Riduzione totale della sintomatologia
algica a riposo e sotto sforzo: i 2 atleti
hanno ripreso lattivit agonistica.
PARAMETRI OGGETTIVI
area trigger miofasciale ridotta con
scomparsa dei punti trigger;
articolarit aumentata nei 3 piani;
radiografia di controllo con evidente
riduzione delle aree lacunari per ri-
assorbimento della calcificazione
(FIGG. 7, 8, 9, 10), riduzione degli osteo-
fiti (FIG. 11).
EFFETTI COLLATERALI
nessun effetto collaterale locale in
uno o pi punti diniezione;
nessun disturbo dorgano transitorio.
CONCLUSIONI
I risultati confermano la validit del pro-
tocollo omotossicologico locale e siste-
mico che pu essere indicato come me-
todica di prima scelta, grazie alleffetto
terapeutico superiore rispetto allomo-
logo allopatico e allassenza di effetti
collaterali. Ci permette, inoltre, di ot-
tenere una Vicariazione Regressiva del-
la patologia.
Letteratura
1. Adams R. D. Diseases of Muscle. A Study in
Pathology. Harper& Row, New York, 1975.
2. Bane B.L., Evans H.L., Ro J.Y. et Al. Extra-
skeletal osteosarcoma. A clinicopathology re-
view of 26 cases. Cancer, 1990; 66: 2.762-70.
3. Bianchi I. Repertorio Omeopatico-Omotossi-
cologico. Materia Medica Omotossicologica.
Guna Ed., 1993.
4. Combi F. Le patologie muscolari: trattamento
delle complicanze. Convegno Isokinetic 2000.
5. Dragoni S., Candela V. Traumatologia dello
Sport. Rhone - Poulenc - Rorer Ed.,1999; pagg.
104-105.
6. Eu K.W., Mohan C., Tan S.K., Lim-Tan S.K. Ex-
traskeletal osteogenic sarcoma. A case report.
Ann Acad Med Singapore, 1991; 20: 798-800.
7. Italia E., De Bellis M. Manuale di Omeo-Me-
soterapia. Ed. Guna, Milano, 1995.
8. Milani L. Limportanza del metamero nellin-
terpretazione dei risultati terapeutici ottenuti con
Agopuntura. Min. Med. Vol. 71, n 51: 3741-
3753, Dic. 1980.
9. Milani L. Endorfine ed analgesia per Agopun-
tura. Rivista italiana di Agopuntura, 1981; 42.
10. Milani L. La Med. Biol., 2002/2; Lettere al Di-
rettore; 72-74.
11. Milani L. Omeosiniatria e Trigger Miofasciali:
Unaccoppiata vincente. La Med. Biol., 2003/3;
29-41.
12. Milani L. Terapia dellinvecchiamento della ma-
trice: la ricerca dellorologio biologico. La Med.
Biol., 2004/4; 17-25.
13. Milani L. Omeosiniatria: Terapia del dolore
(Punti di Weihe). Lezione magistrale (III anno)
della Scuola Triennale di Omeopatia, Omotos-
sicologia e Discipline Integrate. Anno Acc.
2003/4.
14. Milani L. Weihe e altri Punti - tra Agopuntura
e Omeopatia. Libro Atlante. Guna Ed., Milano,
2004.
15. Ordinatio Antihomotoxica et Materia Medica,
Guna Editore, 2004.
16. Reckeweg H. H. Materia Medica Omeopatica;
Lessenza farmacologica dellomotossicologia.
Ed. Guna, Milano, 1990.
17. Ricciardi P.M. Vademecum di Medicina dello
Sport. Ed. Sangemini, 1982.
b
c
1
20
30
20
Art. Cristiani 27-06-2005 10:49 Pagina 34
35
LA MEDI CI NA BI OLOGI CA LUGLI O - SETTEMBRE 2005
18. Ricciardi P.M. Traumatologia dello Sport.
Ed. Scuola Medica Ospedaliera di Roma, 1984.
19. Ricciardi P.M. Sport, Stress e Training Auto-
geno. Ed. Cortina, Torino, 1990.
20. Ricciardi P.M., Tognetti A., Pelliccioni G. Le al-
terazioni posturali come causa di disturbi morfo-
funzionali e organici. La Med. Biol., 1994/4; 5-7.
21. Ricciardi P.M. Biocibernetica dellinformazio-
ne.Ed. Guna, 1996.
22. Ricciardi P.M. Sport, postura e ginnastiche glo-
bali. Ed. Marrapese. 1997.
23. Ricciardi P.M. Medicina Biologica ed Attivit
Sportiva. La Med. Biol., 1997/3; 34-39.
24. Ricciardi P.M. Sport e Postura: aspetti neuro-
funzionali ed applicativi in atleti di livello agoni-
stico nazionale ed internazionale. La Med. Biol.,
2000/1; 31-37.
25. Simoncini F. Cervicalgia muscolotensiva:
omeosiniatria vs mesoterapia allopatica. La
Med. Biol. 2003/2; 5-10.
26. Thie J.F. Manuale di Chinesiologia Applicata
Un metodo di integrazione energetica e postu-
rale. Red Ed., 1985.
27. Travell J., Simons D. Dolore muscolare. Dia-
gnosi e terapia. Ghedini Ed., Milano, 1988.
28. Walton J. N. Disorders of Voluntary Muscle.
Churchil-Livingstone, III Edizione, Edinburgo,
1974.
29. Wilson H. Extraskeletal ossifying tumors. Ann
Surg 1941; 133: 95-112.
FIG. 8 FIG. 7 FIG. 9
FIG. 10 FIG. 11
FIG. 12 FIG. 13
FIG. 14 FIG. 15
FIG. 16 FIG. 17
TERZO CASO (FIGG. 12, 13, 14, 15): caso di miosite ossificante del muscolo ileo-femorale
destro, pre-trattamento omotossicologico.
TERZO CASO (FIGG. 16, 17): maggior radiotrasparenza per presenza di aree lacunari nella
ossicalcificazione post-trattamento omotossicologico.
Riferimento bibliografico:
CRISTIANI S. Terapia omotossicolo-
gica delle calcificazioni circoscritte in-
tramuscolari post-traumatiche e degli
osteofiti della caviglia: casi clinici.
La Med. Biol; 2005/3; 29-35.
Indirizzo dellAutore:
Dr. Salvatore Cristiani
Dirigente Medico dellUnit Ope-
rativa di Medicina dello Sport
Azienda U.S.L. RM C
V.le Camillo Sabatini snc
I 00144 Roma
Art. Cristiani 27-06-2005 10:49 Pagina 35