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S.

Giustino
Apologia seconda

(Al Senato romano)

I. - 1. Gli avvenimenti accaduti nella vostra citt, o Romani, sia ieri sia l'altro ieri, sotto
Urbico, e simili assurdit commesse dovunque dai maistrati, mi !anno costretto a
com"orre questo discorso in nostra di#esa, c!e siamo della vostra stessa natura e #ratelli
vostri, anc!e se non lo sa"ete e se non lo volete riconoscere "er la loria delle vostre
su""oste dinit.
$. In oni luoo, in#atti, quanti sono ri"resi dal "adre e da un vicino o dal %lio o da un
amico o da un #ratello o dal marito o dalla molie, "er una mancan&a (eccetto coloro c!e
sono convinti c!e li iniusti e li intem"eranti saranno "uniti nel #uoco eterno, mentre i
virtuosi, e quanti sono vissuti imitando 'risto, vivranno con (io sen&a so)eren&e -
intendiamo "arlare dei cristiani - ) questi "er la loro ostina&ione, l'amore dei "iaceri e la
riluttan&a a seuire il bene, e d'altra "arte anc!e i cattivi demoni, "er odio contro noi,
tenendo tali iudici come sc!iavi e sottomessi, cio* questi maistrati indemoniati, si
a""restano ad ucciderci.
+. ,a, a-nc!. vi sia c!iaro anc!e la causa di tutto ci/ c!e * accaduto sotto Urbico, vi
es"orr/ i #atti.



La vicenda


II. - 1. Una donna viveva con un marito dissoluto, mentre, in un "rimo tem"o, conduceva
vita dissoluta anc!e lei. ,a, do"o ebbe conobbe li insenamenti di 'risto, divenne
tem"erante e si s#or&ava di "ersuadere il marito ad esserlo anc!e lui, ri#erendoli queli
insenamenti e "reannunciandoli la #utura "uni&ione nel #uoco eterno "er coloro c!e non
vivono in modo tem"erante e secondo la retta raione.
$. ,a quello, "ermanendo nella sua dissolute&&a, %n0, con la sua condotta, "er alienarsi la
molie.
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+. 1a donna in#atti, ritenendo cosa em"ia continuare a iacere con un marito c!e cercava
in qualunque modo di "rocurarsi strumenti di "iacere contro la lee di natura e contro il
iusto, decise di #are la se"ara&ione. 2oic!. "er/ era esortata dai suoi, c!e la
consiliavano di rimanere ancora, con%dando in un #uturo "entimento del marito, #ece
#or&a a se stessa e rimase.
3. ,a do"o c!e le #u ri#erito c!e suo marito, recatosi ad Alessandria, ne #aceva di ancora
"eiori, "er non #arsi com"lice di tali iniquit e scellerate&&e, se #osse rimasta con lui nel
matrimonio a condividere vita e letto, si se"ar/, ricorrendo a quello c!e voi c!iamate
4ri"udio4.
5. 6uel bell'esem"io di marito, ben lontano dal rallerarsi c!e ella avesse cessato dal
com"ortamento leero c!e "rima aveva tenuto con servi e mercenari, quando odeva di
ore e di oni tur"itudine, e c!e cercasse di distoliere anc!e lui dal com"iere simili cose,
!a s"orto accusa contro di lei, c!e si era se"arata contro il suo volere, dicendo c!e era
cristiana.
7. 8lla allora "resent/ a te, o im"eratore, una "eti&ione, c!iedendo c!e "rima le #osse
consentito di "rovvedere ai suoi a)ari9 "oi, sistemate le sue #accende, si sarebbe di#esa
dall'accusa: e tu lielo !ai concesso.
;. Il suo e<-marito, non "otendo "er il momento dire "i= nulla contro di lei, si scali/
contro un certo >olomeo, c!e le era stato maestro delle dottrine cristiane, e c!e Urbico
condann/. 8cco in qual modo: "ersuase un centurione, suo amico, c!e aveva arrestato
>olomeo, a "renderlo e ad interroarlo solo su questo "unto, cio* se #osse cristiano.
?. 2oic!. >olomeo, amante della verit e "er nulla inannatore n. d'animo men&onero,
aveva con#essato di essere cristiano, il centurione lo #ece mettere in catene e lo
condann/ alla "riione "er molto tem"o. Alla %ne, quando #u condotto dinan&i ad Urbico,
#u di nuovo interroato solo su questo "unto, se #osse cristiano.
@. 8 di nuovo eli, consa"evole dei beni acquistati attraverso l'insenamento di 'risto,
"ro#ess/ li insenamenti della divina virt=. In#atti, c!i nea qualcosa, o lo nea "erc!. la
condanna o ri%uta la con#essione "erc!. sa di esserne indeno od estraneo9 ma n. l'una
n. l'altra solu&ione sono "ro"rie del vero cristiano.
1A. (o"o c!e Urbico ebbe decretato c!e #osse condotto a morte, un certo 1ucio, anc!e lui
cristiano, vedendo c!e la senten&a era cos0 irraionevole, disse ad Urbico: 46ual * la
raione "er cui !ai condannato un uomo c!e non * n. adultero n. dissoluto n. omicida
n. s"oliatore n. ladro n. in%ne reo con#esso di alcun crimine, ma c!e soltanto con#essa
l'a""ellativo di cristianoB >u non iudic!i, o Urbico, come si conviene all'im"eratore 2io,
n. al %loso#o, %lio di 'esare, n. al sacro Senato4.
11. 6uello non re"lic/ nulla, ma disse a 1ucio: 4,i sembra c!e anc!e tu sia uno di questi4.
2oic!. 1ucio ris"ose 4'ertamente4C, ordin/ c!e anc!'eli #osse a sua volta condannato a
morte.
1$. 8d eli "ro#essava di esserli rato, conscio di essere liberato da simili malvai
"adroni e di andare verso il 2adre e re dei cieli.
1+. Ancora un altro, un ter&o, si "resent/ e #u condannato a morte.

Anch'io mi aspetto di essere conftto ad un palo...

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III. - 1. 8d anc!'io mi as"etto c!e si ordiscano insidie da "arte di qualcuno dei maistrati,
e di essere con%tto a un "alo, quanto meno da 'rescente, c!e si com"iace di stre"ito e di
"om"a.
$. Don merita in#atti l'a""ellativo di %loso#o c!i su di noi attesta "ubblicamente ci/ c!e
non conosce, accusando i cristiani di essere atei ed em"i, e #a questo "er inra&iarsi e
com"iacere la moltitudine #atua.
+. In#atti, se costui ci "erseuita sen&a aver letto le dottrine di 'risto, * uno scellerato,
molto "eiore deli inoranti, i quali s"esso si uardano bene dal discorrere di ci/ c!e
non conoscono e dall'attestare il #also9 se invece le !a lette, non ne !a com"reso la
mani%cen&a o, se l'!a com"resa, si com"orta cos0 "er non essere sos"ettato di essere
cristiano: allora * ancora "i= inobile e scellerato, dal momento c!e si lascia attrarre da
un'o"inione irraionevole e sciocca, nonc!. dalla "aura.
3. 8 desidero c!e anc!e voi sa""iate c!e io, do"o averli "osto alcune "recise questioni
in merito, !o com"reso c!e eli non sa veramente nulla: cosa della quale !o convinto
anc!e lui.
5. A "rova del #atto c!e dico la verit, sono "ronto a ri"ro"orre davanti a voi quelle
questioni, se le nostre discussioni non vi sono state ri#erite: anc!e questo sarebbe
com"ito non indeno di un im"eratore.
7. ,a se i vi sono noti i miei quesiti e le sue ris"oste, allora vi * c!iaro c!e eli non
conosce nulla delle nostre dottrine9 se invece le conosce, non osa (come invece #ece
Socrate) "arlare "er timore di c!i l'ascolta: allora, come dissi so"ra, si dimostra non
amante del sa"ere, ma amante dell'o"inione, inca"ace di a""re&&are il bellissimo detto di
Socrate: 4Don si deve ante"orre l'uomo alla verit4.
;. 2er un cinico c!e si "one come %ne l'indi)eren&a, a""unto.

Perch non ci diamo la morte

IE. - 1. ,a "erc!. qualcuno non dica: 4Uccidetevi tutti da voi stessi, andate subito "resso
(io e non dateci "i= #astidio4, vi dir/ "er quale causa non lo #acciamo e "er quale causa,
interroati, con#essiamo sen&a "aura.
$. 'i * stato insenato c!e (io !a creato il mondo non a caso, ma "er il enere umano.
8d abbiamo i detto c!e 8li si com"iace di quanti imitano le Sue virt=, e c!e invece *
scontento di quanti abbracciano i1 male, nelle "arole o neli atti.
+. Se dunque ci uccideremo tutti, diverremo col"evoli, "er quanto di"ende da noi, del
#atto c!e nessuno sia "i= enerato, n. sia "i= ammaestrato nei divini insenamenti e c!e
non esista "i= enere umano: cos0 #acendo airemmo anc!e noi contro la volont divina.
3. 2er/, quando siamo interroati, non ne!iamo, "erc!. siamo coscienti di non aver #atto
nulla di male, an&i riteniamo em"io non dire tutta la verit: sa""iamo c!e questo * caro a
(io, e ora ci s#or&iamo di liberarvi anc!e da questa iniusta e "reconcetta convin&ione.

I tormenti sono opera dei cattivi demoni
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E. - 1. Se a qualcuno venisse in mente quest'altra obie&ione: c!e, se (io, come
dic!iariamo, * nostro soccorritore noi non dovremmo essere dominati e "uniti da uomini
iniusti - come noi a)ermiamo - con#uter/ anc!e questa.
$. (io, c!e !a creato l'universo ed !a subordinato ali uomini le cose terrene ed !a
ordinato li elementi del cielo "er la crescita dei #rutti e l'avvicendamento delle staioni
ed !a stabilito su di essi una lee divina - ed * c!iaro c!e !a #atto tutto ci/ "er li
uomini -, a-d/ la cura deli uomini e di ci/ c!e * sotto il cielo ali aneli c!e a tal %ne
stabil0.
+. ,a li aneli, trasredendo questo ordine, si diedero ad acco""iamenti con donne e
enerarono %li, c!e sono i cosiddetti demoni.
3. Inoltre, da allora si asservirono il enere umano, ora con scritture maic!e, ora con
terrori e su""li&i inFitti, ora con l'istitu&ione di sacri%ci e di "ro#umi e di libaioni, di cui
!anno bisono do"o c!e !anno ceduto alle "assioni dei sensi. 8 tra li uomini !anno
disseminato omicidi, uerre, adulteri, s#renate&&e ed oni enere di male.
5. (i qui, "oeti e mitoloi, non sa"endo c!e sono li aneli ed i demoni nati da loro a
com"iere, contro uomini e donne e citt e "o"oli, le iniquit c!e raccontavano, le
ri#erivano a (io stesso ed a quelli c!e, secondo loro, sono i %li nati dal suo seme ed ai
cosiddetti suoi #ratelli, 2oseidone Dettuno e 2lutone, e "arimenti ai loro %li.
7. 8 c!iamarono ciascuno col nome c!e oni anelo aveva im"osto a s. ed ai suoi %li.


A Dio non si pu dare un nome

EI. - 1. ,a non esiste un nome c!e si "ossa im"orre al 2adre dell'universo, dato c!e *
inenerato. In#atti qualunque nome, con cui lo si c!iami, ric!iede un essere "i= antico c!e
li abbia im"osto tale nome.
$. 1e "arole 4"adre4 e 4(io4 e 4creatore4 e 4sinore4 e 4"adrone4 non sono nomi, ma
denomina&ioni derivate dai Suoi bene%ci e dalle Sue o"ere.
+. Il Gilio di 1ui, il solo a buon diritto c!iamato 4Gilio4, il 1oos coesistente e enerato
"rima della crea&ione, quando all'ini&io "er me&&o di 1ui cre/ ed ordin/ oni cosa, *
c!iamato 'risto, "erc!. * stato unto e "erc!. (io !a ordinato oni cosa "er me&&o di 1ui9
tale nome contiene anc!'esso un sini%cato sconosciuto, cos0 come la "arola 4(io4 non *
un nome, ma un'o"inione, innata nella natura umana, di una entit ine)abile.
3. Ges= invece * un nome c!e !a il sini%cato sia di 4Uomo4 sia di 4Salvatore4.
5. In#atti, come dicemmo, 8li divenne uomo, conce"ito "er volere di (io e 2adre, "er il
bene deli uomini c!e credono in 1ui e "er la distru&ione dei demoni. Anc!e ora "otete
"ersuadervene da quanto accade sotto li occ!i.
7. In#atti molti dei nostri, cio* dei cristiani, !anno uarito, e tuttora uariscono, tanti
indemoniati, in tutto il mondo e nella nostra stessa citt, esorci&&andoli nel nome di Ges=
'risto, croci%sso sotto 2on&io 2ilato, %accando e cacciando i demoni c!e li "ossiedono,
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mentre tutti li altri esorcisti, incantatori e somministratori di %ltri, non erano riusciti a
uarirli.

Il dissolvimento del mondo ritardato grazie ai cristiani

EII. - l. 2erci/ (io ritarda la catastro#e ed il dissolvimento di tutto il mondo, in modo c!e
non esistano "i= aneli e demoni e uomini cattivi, "ro"rio "er il seme dei cristiani, c!e
riconosce essere la causa della conserva&ione della natura.
$. 2erc!., se ci/ non #osse, ne""ure a voi sarebbe "ossibile aire ancora cos0 ed essere
istiati dai cattivi demoni, ma si abbatterebbe il #uoco del iudi&io e dissolverebbe oni
cosa indistintamente, come in antico #ece il diluvio, c!e non ris"armi/ nessuno, eccetto
un uomo solo, con i suoi cari, uomo c!iamato da noi Do*, e da voi (eucalione: da lui sono
rinati tanti uomini, in "arte buoni, in "arte cattivi.
+. In questo modo noi diciamo c!e avverr la conFara&ione, non certo come li Stoici, -
vale a dire "er l'assorbimento di tutti li elementi l'uno nell'altro - il c!e sembra
tur"issimo9 e ne""ure a)ermiamo c!e li uomini #anno o subiscono li eventi "er destino,
ma c!e ciascuno aisce bene o "ecca "er sua libera scelta. 8' ancora "er istia&ione dei
cattivi demoni c!e i virtuosi, come Socrate ed altri come lui, sono "erseuitati ed
im"riionati, mentre Sardana"alo ed 8"icuro ed i loro simili sembrano vivere #elici
nell'abbondan&a e nella loria.
3. Don com"rendendo questo, li Stoici a)ermarono c!e tutto esisteva "er necessit del
#ato.
5. ,a, "oic!. (io a1 "rinci"io cre/ il enere sia deli aneli sia deli uomini arbitro di se
stesso, secondo iusti&ia essi riceveranno nel #uoco eterno il su""li&io delle col"e
commesse.
7. 8' "ro"rio di oni natura creata essere ca"ace di male e di bene. In#atti nessuna
sarebbe dena di lode, se non avesse anc!e la #acolt di volersi verso l'uno o verso
l'altro.
;. 8 lo dimostrano anc!e li uomini - c!e ovunque lei#erarono secondo retta raione o si
diedero alla %loso%a - con il #atto c!e consiliarono di #are determinate cose e di astenersi
da altre.
?. Anc!e li Stoici, nella teoria della morale, tenono in randissima stima "ro"rio quelle
"rescri&ioni, cosicc!. * evidente c!e essi sono #uori strada nella loro teoria dei "rinci"i e
deli elementi incor"orali.
@. In#atti, se diranno c!e tutte le a&ioni deli uomini avvenono "er #atalit o c!e (io non
si distinue dalle cose mutevoli, varie ed eternamente dissolventesi le une nelle altre,
a""arir c!iaro c!e essi "ossiedono solo il concetto di corruttibile, e c!e (io stesso, nelle
"arti e nel tutto, esiste solo nella corru&ione9 o""ure c!e male e bene sono concetti vani:
ma questo va contro oni assennato intelletto, raione e s"irito.

Il seme del Logos, innato in ognuno

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EIII. - l. Sa""iamo c!e sono stati odiati ed uccisi anc!e i seuaci della dottrina stoica -
come, "er qualc!e verso, anc!e i "oeti - almeno quando si sono mostrati moderati nel
tema dell'etica, ra&ie al seme del 1oos c!e * innato in oni stir"e umana: ad esem"io,
8raclito, come abbiamo detto, e, ai nostri tem"i, ,usonio ed altri.
$. 'ome in#atti abbiamo mostrato, i demoni !anno sem"re o"erato in modo c!e #ossero
odiati quanti, in qualunque modo, si s#or&ano di vivere secondo il 1oos e di #uire il
male.
+. Dessuna meravilia se i demoni, una volta rivelati col"evoli, ancora di "i= si s#or&ano
a-nc!. siano odiati coloro c!e vivono non secondo un #rammento del 1oos s"arso in
tutti, ma secondo la conoscen&a e la contem"la&ione di tutto il 1oos, c!e * 'risto. ,a
essi, im"riionati nell'eterno #uoco, ri"orteranno la iusta "uni&ione e la iusta "ena.
3. Se i ora sono scon%tti dali uomini nel nome di Ges= 'risto, questa * la
dimostra&ione della "uni&ione #utura c!e subiranno nel #uoco eterno, essi e i loro cultori:
cos0 anc!e tutti i "ro#eti "redissero, e cos0 il nostro maestro, Ges=, ci insen/.

La pena eterna non uno spauracchio

IH. - 1. A-nc!. nessuno ri"renda l'a)erma&ione dei cosiddetti %loso%, "er i quali sono
"arole a vanvera e s"auracc!i le nostre teorie secondo cui li iniusti sono "uniti nel
#uoco eterno ("er costoro, noi esorteremmo li uomini a vivere virtuosamente, servendoci
della "aura, e non della belle&&a ed amabilit della cosa in s.), ris"onderemo brevemente
anc!e a questa obie&ione. Se non * cos0, o (io non esiste, o, se esiste, non si cura deli
uomini, e la virt= ed il vi&io sono "arole vane. In questo caso, come dicemmo, a torto i
leislatori "uniscono quanti violano i buoni ordinamenti.
$. ,a "oic!. non sono iniusti n. loro n. il loro 2adre, c!e ci insena ad aire ad
imita&ione Sua "er me&&o del 1oos, non sono iniusti coloro c!e vi si con#ormano.
+. Se qualcuno "oi accam"a la diversit delle lei deli uomini - dicendo c!e "resso
alcuni uomini questo * iudicato buono e quello cattivo e c!e "resso altri uomini ci/ c!e
"er quelli * cattivo vien ritenuto buono e quello c!e * buono cattivo -, ascolti anc!e
quanto noi diciamo a questo "ro"osito.
3. Sa""iamo c!e li aneli cattivi dis"osero lei con#ormi alla loro iniquit e c!e li
uomini simili a loro se ne com"iacciono9 ma la retta raione so"ravviene a dimostrare c!e
non tutte le o"inioni n. tutte le dottrine sono buone, ma c!e le une sono cattive, le altre
buone. 2ertanto io a costoro "resenter/ queste e simili aromenta&ioni9 e sono anc!e
dis"osto ad am"liarle, qualora ve ne sia bisono.
5. 2er ora ritorno al mio aromento.

oi possediamo il Logos totale

H - 1. 1a nostra dottrina dunque a""are "i= s"lendida di oni dottrina umana, "erc!. "er
noi si * mani#estato il 1oos totale, 'risto, a""arso "er noi in cor"o, mente, anima.
6
$. In#atti tutto ci/ c!e rettamente enunciarono e trovarono via via %loso% e leislatori, in
loro * #rutto di ricerca e s"ecula&ione, ra&ie ad una "arte di 1oos.
+. ,a "oic!. non conobbero il 1oos nella sua intere&&a, c!e * 'risto, s"esso si sono
anc!e contraddetti.
3. 6uelli c!e vissero "rima di 'risto e si s#or&arono di investiare e di indaare le cose
con la raione, secondo le "ossibilit umane, #urono trascinati dinan&i ai tribunali come
em"i e tro""o curiosi. 'olui c!e "i= di oni altro tendeva a questo, Socrate, #u accusato
delle stesse col"e c!e si im"utano a noi: in#atti dissero c!e eli introduceva nuove
divinit, e c!e non credeva neli d*i c!e la citt riteneva come tali.
5. Invece eli insen/ ali uomini a rinneare i demoni malvai, autori delle em"iet
narrate dai "oeti, #acendo bandire dalla re"ubblica sia Imero sia li altri "oeti9 cercava
anc!e di s"inerli alla conoscen&a del (io a loro inoto, attraverso la ricerca ra&ionale.
(iceva: 4Don * #acile trovare il 2adre e creatore dell'universo, n. * sicuro c!e c!i l'!a
trovato lo riveli a tutti4.
7. 6uesto * quanto #ece il nostro 'risto con la Sua "oten&a. In#atti a Socrate nessuno
credette %no al "unto di morire "er questa dottrina. A 'risto invece, conosciuto, almeno
in "arte, anc!e da Socrate (8li in#atti era ed * il 1oos c!e * in oni cosa, c!e !a
"redetto il #uturo "er me&&o dei 2ro#eti e "er me&&o di se stesso, c!e si * #atto come noi
ed !a insenato questa verit), credettero non solo i %loso% e dotti, ma anc!e o"erai e
uomini assolutamente inoranti, c!e s"re&&arono i iudi&i altrui, la "aura, la morte. 2oic!.
* "oten&a del 2adre ine)abile e non costru&ione di umana raione.


!iamo lieti di pagare il nostro de"ito

HI. - 1. D. noi saremmo uccisi n. li uomini iniusti e i demoni avrebbero la melio su di
noi, se oni uomo enerato non #osse comunque debitore della morte9 "erci/ siamo lieti
di "aare il nostro debito.
$. 2ertanto riteniamo bello ed o""ortuno ri#erire a 'rescente, ed a quanti come lui
delirano, l'e"isodio narrato da Seno#onte.
+. Darr/ Seno#onte c!e 8racle, iunto a un trivio, incontr/ la virt= e il vi&io, a""arsi sotto
#orma di donne.
3. Il vi&io, in molle veste, con volto seducente e %orente, dali occ!i subito ammaliatori,
disse ad 8racle c!e, se l'avesse seuito, li avrebbe "rocurato una vita sem"re #elice e
adorna di s#ar&o s"lendidissimo, simile al suo.
5. 1a virt= invece, di squallido as"etto e in squallide vesti, disse: 4Se tu mi darai ascolto, ti
ornerai non di ornamenti e di belle&&a caduc!i o corruttibili, ma di ornamenti eterni e
belli4.
7. Doi siamo assolutamente convinti c!e, c!iunque #ua ci/ c!e a""arentemente * bello
e "erseua ci/ c!e * re"utato as"ro ed assurdo, ottiene in cambio la #elicit.
7
;. II vi&io in#atti, "onendo, a co"ertura delle "ro"rie a&ioni, le qualit delle virt= e ci/ c!e
* vero bene, tramite l'imita&ione delle cose incorruttibili (in realt esso non ne !a n. "u/
#are alcunc!. di incorruttibile), soioa li uomini "roni a terra, assenando alla virt= le
"ro"rie inique qualit.
?. ,a quelli c!e !anno ca"ito il vero bene, sono anc!e incorruttibili "er la virt=. 6uesto
bisona c!e com"renda oni "ersona c!e raioni, riuardo ai cristiani, ali atleti ed a
quanti com"irono quelle a&ioni c!e i "oeti narrarono a "ro"osito dei #alsi d*i: questa * la
conclusione c!e si deve trarre dal nostro dis"re&&o della morte a cui tutti cercano di
s#uire.

L'approdo al cristianesimo

HII. - l. In#atti io stesso, c!e mi ritenevo soddis#atto delle dottrine di 2latone, sentendo
c!e i cristiani erano accusati ma vedendoli im"avidi dinan&i alla morte ed a tutti i
tormenti ritenuti terribili, mi convincevo c!e era im"ossibile c!e essi vivessero nel vi&io e
nella concu"iscen&a.
$. In#atti quale uomo libidinoso o intem"erante o c!e re"uti un bene il cibarsi di carne
umana "otrebbe abbracciare la morte, "er essere "rivato di questi suoi beni, e non
cerc!erebbe invece di vivere sem"re la vita di quai= e di s#uire ai maistrati, an&ic!.
autodenunciarsi "er essere uccisoB
+. Irmai anc!e a questo i cattivi demoni sono iunti, con la collabora&ione di alcuni
uomini malvai.
3. 8ssi in#atti, "er mandare a morte alcuni di noi sulla base di #alse accuse, trascinano
neli interroatori i nostri servi, o #anciulli o donnicciole, e #ra tormenti s"aventosi li
costrinono ad accusarsi di quelle ne#ande&&e di loro inven&ione, "ro"rio di quelle c!e
essi a"ertamente commettono. ,a "oic!. non ci riuardano, non le teniamo in alcun
conto, avendo (io, inenerato ed ine)abile, come testimone sia dei nostri "ensieri sia
delle nostre a&ioni.
5. '!e cosa ci im"edisce di con#essare "ubblicamente c!e anc!e queste a&ioni sono
oneste, e di dimostrare c!e sono una %loso%a divina, sostenendo c!e noi celebriamo i
misteri di 'ronos, se uccidiamo uomini e ci sa&iamo di sanue (come si dice),
esattamente come avviene "er l'idolo da voi onorato, c!e as"erete del sanue non solo
di animali, ma anc!e di uomini, voi c!e, attraverso la "ersona "i= insine e "i= nobile,
#ate l'as"ersione del sanue di uomini immolatiB 2erc!. non imitiamo Jeus e li altri d*i
nello stu"rare #anciulli e nel coniunerci im"unemente con donne, adducendo a
iusti%ca&ione li scritti di 8"icuro e dei "oetiB
7. 2oic!., al contrario, ci s#or&iamo di "ersuadere a #uire simili dottrine e quanti le
"raticano, insieme con i loro imitatori - come anc!e adesso abbiamo tentato di #are con
questi discorsi -, in tutti i modi ci si #a uerra. ,a noi non ce ne curiamo, "oic!. sa""iamo
c!e (io * iusto osservatore di tutto.
;. I!, se ci #osse anc!e adesso qualcuno c!e salisse su un alto "alco e ridasse con voce
di tra*da: 4Eeronatevi, veronatevi di addossare ad innocenti ci/ c!e voi #ate
im"unemente, e di attribuire le a&ioni vostre e dei vostri d*i a costoro, c!e non ne sono
nemmeno minimamente "arteci"i. 2entitevi, rinsavite4.

8
#i vanto di essere cristiano$

HIII. - l. Io allora, resomi conto c!e un velo di men&ona era disteso dai cattivi demoni
sulle divine dottrine dei cristiani "er traviare li altri uomini, mi risi sia di c!i di)ondeva
tali men&one, sia di questo #also velo, sia dell'o"inione dei "i=.
$. Io con#esso di vantarmi e di combattere decisamente "er essere trovato cristiano, non
"erc!. le dottrine di 2latone siano diverse da quelle di 'risto, ma "erc!. non sono del
tutto simili, cos0 come quelle deli altri, Stoici e "oeti e scrittori.
+. 'iascuno in#atti, "erce"endo in "arte ci/ c!e * conenito al 1oos divino s"arso nel
tutto, #ormul/ teorie corrette9 essi "er/, contraddicendosi su aromenti di maior
im"ortan&a, dimostrano di aver "osseduto una scien&a non sicura ed una conoscen&a non
incon#utabile.
3. (unque ci/ c!e di buono * stato es"resso da c!iunque, a""artiene a noi cristiani.
In#atti noi adoriamo ed amiamo, do"o (io, il 1oos c!e * da (io non enerato ed
ine)abile, "oic!. 8li "er noi si * #atto uomo a-nc!., divenuto "arteci"e delle nostre
in#ermit, le "otesse anc!e uarire.
5. >utti li scrittori, attraverso il seme innato del 1oos, "oterono oscuramente vedere la
realt. ,a una cosa * un seme ed un'imita&ione concessa "er quanto * "ossibile, un'altra
* la cosa in s., di cui, "er sua ra&ia, si !anno la "arteci"a&ione e l'imita&ione.

Apponete il sigillo...

HIE. - 1. Ei "re!iamo dunque di a""orre il siillo dell'u-cialit a questo libretto,
sottoscrivendo ci/ c!e vi "are valido, a-nc!. anc!e li altri conoscano quanto ci riuarda
e "ossano liberarsi dalle #alse o"inioni e dall'inoran&a del bene.
$. 8ssi sono soetti ai casti!i "er col"a "ro"ria9 "rimo, "erc!. * insita nella natura
umana la ca"acit di conoscere il bene e il male9 "oi, "erc!. condannano noi, mentre non
ci conoscono, di commettere quelle tur"itudini c!e dicono9 ed in%ne "erc!. si
com"iacciono di d*i c!e commisero a&ioni del enere, ed anc!e ora ne ric!iedono di simili
ali uomini: cosicc!., con il condannare noi, come se #ossimo r*i di tali delitti, a morte, al
carcere o ad atre simili "ene, condannano se stessi e non !anno bisono di altri iudici.

... perch chi legge possa convertirsi

HE. - 1. (is"re&&ai, tra il mio "o"olo, anc!e la dottrina em"ia ed inannatrice di Simone.
$. Se voi a""orrete la vostra %rma a questo libretto, noi lo #aremo conoscere a tutti,
a-nc!., se "ossibile, siano indotti a mutare.
+. Solo a questo sco"o abbiamo com"osto questi discorsi. 1e nostre dottrine, secondo un
iudi&io assennato, non sono tur"i9 an&i sono su"eriori a qualunque %loso%a umana9
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quanto meno, non sono certo simili alle dottrine di Sotade e di Gilenide e di Arc!estrate e
di 8"icuro od alle altre o"ere "oetic!e di tal enere, ra""resentate e scritte, di cui a tutti
* dato di venire a conoscen&a.
4. Ma ormai termineremo, avendo fatto quanto era in noi, e con la preghiera che tutti gli
uomini, nella loro totalit, !iano re!i meritevoli della verit. "oglia il cielo, dunque, che anche
voi giudichiate, nel vo!tro intere!!e, in modo giu!to, conforme a piet e ad amore della
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