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dicembre 2009 info@assemblealavoratori.

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www.assemblealavoratori.it
Giovanni (MI)
Fot. in prop. Via Morandi 2, Sesto San

La tempesta della crisi...


Non siamo tutti sulla stessa barca!
numero speciale con contributi da e su: Piemonte, Lombardia,
Friuli Venezia Giulia, Toscana, Sardegna, Lazio, Marche.
Focus su Gran Bretagna e Germania
La tempesta della crisi. sociali per i lavoratori che subiscono gli effetti
della crisi, ma li trova per missioni militari,

Non siamo tutti sulla stessa barca


sostenere le banche e le imprese, program-
mare una detassazione per le aziende. Questo
esecutivo reazionario cerca di farci credere
Le parole “recessione” e “crisi” sono ormai zionali spregiudicate come gli statunitensi del- che la nostra sicurezza è messa in discussione
entrate nel lessico quotidiano. La situazione è l’Alcoa o la BMW per la Maflow che, dopo dagli immigrati, mentre l’unica vera minaccia
molto grave. Il calo del Pil atteso nel 2009 è aver spremuto gli operai italiani, vogliono è data dalla sua cancellazione delle tutele sulla
superiore alla media europea (-2,1%). La pro- spostare altrove la produzione e spremere altri sicurezza sul lavoro, dai tagli alla Scuola e alle
duzione industriale è crollata di quasi il -12%. colleghi di altri paesi a costi inferiori? Oppure funzioni pubbliche che cancellano decine di
La bilancia commerciale è in deficit. L’Italia è le grosse aziende del capitalismo italiano migliaia di posti di lavoro, dall’abrogazione
ufficialmente in crisi, dopo anni di affanno e come FIAT e Telecom che intascano dividendi delle procedure che impedivano il ricatto della
debolezza cronica. Milioni di persone ri- e stipendi d’oro per i propri manager grazie firma delle dimissioni in bianco, dal ridimen-
schiano il posto di lavoro e qualsiasi possibi- sionamento delle competenze dei giudici del
lità di una sopravvivenza dignitosa. Ma da lavoro e dalla facilitazione delle norme per lo
dove arriva questa crisi che ci sta travolgendo? scorporo, esternalizzazione e cessione di rami
Ci avevano detto che più sacrifici facevamo e (ad es. per aziende in “amministrazione con-
più eravamo competitivi e che la macchina trollata”).
dell’economia di mercato ci avrebbe dato be- Intanto, la disoccupazione in Italia continua a
nessere a tutti. Salviamo l’economia! Siamo mostrare una crescita esponenziale. Sono oltre
tutti sulla stessa barca! 760.000 i posti di lavoro persi in un anno a
In nome di questo ritornello abbiamo subìto o causa della crisi tra licenziati, messi in mobi-
accettato anni di concertazione sindacale e go- lità, contratti interrotti o chiusure di aziende.
verni che ci hanno chiesto appoggio per “ri- A questi se ne andranno ad aggiungere almeno
sollevare” l’economia. E mentre con questi altri 900.000 nel prossimo anno secondo le
nostri “sacrifici” un ristretto numero di im- previsioni.
prenditori, speculatori, amministratori e pa- Con le centinaia di migliaia di esuberi, deter-
droncini vari si ingrassava, i nostri salari sono minati dalle crisi aziendali e dai tagli ai servizi
crollati e i nostri diritti sono evaporati uno ad agli aiuti statali e, quando questi cessano, sca- pubblici, nell’ultimo anno e mezzo si sono
uno. Ci è stato detto che quei primi sentori ricano il costo sui lavoratori e sulla colletti- persi un numero enorme di posti di lavoro.
della “crisi” (e i primi sentori della fame!) vità? O ancora il sistema bancario che regge Siamo rimbalzati in pochi mesi a dati sulla di-
erano colpa della concorrenza delle merci e tutto questo sistema criminale e affama i pic- soccupazione che non si vedevano da 5 anni
della manodopera di altri paesi che minaccia- coli debitori per lo più lavoratori come noi che sfondando nuovamente il tetto dell’8%, ov-
vano la competitività “made in Italy”. Una devono tirare a campare? vero più di due milioni di persone. La previ-
questione meramente commerciale…D’al- Allora il problema reale è di natura “interna”. sione per il 2010 è di un ulteriore aumento con
tronde, ci avevano detto, basta che tiriate un E’ nella produzione e in tutto ciò che gli gira molti lavoratori in mobilità che non rientre-
po’ di più la cinghia…in fondo, siamo tutti attorno. Le grandi aziende hanno reagito alla ranno più al lavoro. Per ora il dato sulla disoc-
sulla stessa barca! diminuzione del livello dei propri profitti (che cupazione è da considerarsi persino contenuto,
E così producendo sempre di più, facendoci comunque si sono garantiti) con la diffusione in virtù delle centinaia di migliaia di cassain-
ammazzare sul e da lavoro, comprando sem- della produzione e delle lavorazioni in un ri- tegrati (considerati, quindi, ancora dipendenti
pre di meno con uno stipendio sempre più ri- volo di appalti verso un sistema di piccole im- delle proprie aziende). Il numero di occupati
dotto, indebitandoci sempre di più per prese non in grado di reggere la competizione (23 milioni circa) corrisponde a poco più della
mantenere una casa, un accesso all’istruzione internazionale, ma solo di basarsi su salari da metà (55% circa) della forza lavoro. Mentre si
per i figli e un livello di vita accettabile ci fame e diritti zero. abbassa in maniera sensibile il numero di la-
siamo trovati senza difese di fronte all’ultima I nostri interessi, quindi, non sono in compe- voratori che godono ancora di diritti di tutela
burrasca di questa crisi strutturale del sistema tizione con quelli di lavoratori di altri paesi - e ammortizzatori sociali minimi, il livello oc-
economico capitalista che ci sta mordendo da o immigrati nel nostro - che subiscono questo cupazione dei giovanili crolla decisamente
un anno e mezzo in maniera micidiale. stesso sistema. Siamo in competizione, sem- con un tasso di disoccupazione che sfiora il
E’ colpa degli immigrati che ci rubano il la- mai, proprio con gli interessi di questo pugno 30% (dieci punti circa in più della media eu-
voro, ci dicono ancora, che rendono le nostre di imprenditori, speculatori e amministratori ropea) nella fascia d’età fino a 25 anni. Questo
vite insicure e delle speculazioni finanziarie e con il sistema che li tiene in vita con queste soprattutto in virtù del fatto che la maggior
dei mutui negli Stati Uniti! D’altronde, biso- regole che noi manteniamo. parte di loro accede al mercato del lavoro con
gna aspettare la ripresa perché…siamo tutti Senza considerare che questo sistema è sor- contratti precari e intermittenti che in regime
sulla stessa barca! retto da politiche di governi che negli ultimi di crisi strutturale sono i primi a saltare non
Ma quale barca dobbiamo salvare? Quella di anno non hanno fatto nulla per i lavoratori e le avendo obbligo di continuità.
speculatori come i padroni che volevano ac- loro famiglie, ma al contrario aiutano le im- Da sommare alle cifre delle perdite di posti di
quistare la INNSE solo per vendere al mercato prese in questo attacco continuo alle nostre lavoro dipendenti, ci sono poi quelle dei con-
i macchinari e chiudere la baracca? Oppure condizioni di vita con provvedimenti che col- sulenti e dei lavoratori parasubordinati, i di-
quella di approfittatori come gli amministra- piscono il lavoro, rendono risibili le tutele e pendenti “mascherati” da quelle formule
tori dell’Eutelia che fanno irruzione con vigi- allargano le disuguaglianze. occupazionali proliferate grazie al Pacchetto
lantes armati contro i lavoratori che occupano Basti pensare all’attuale governo Berlusconi Treu e alle Legge 30 che le hanno collocate a
la sede di lavoro per difendere il proprio posto che dichiara di non avere risorse per gli au- metà strada tra lavoro dipendente e autonomo.
ed il proprio futuro? Oppure quella di multina- menti degli stipendi e per gli ammortizzatori Queste sono una fetta ormai consistente del
mercato con più di 3 milioni e mezzo di lavo- derogare al contratto nazionale. È questo il
ratori ed hanno registrato una perdita enorme centro dell’accordo assieme alla forte limita-
nell’ultimo anno. Ovviamente, i più colpiti zione del diritto di sciopero, il legame del sa-
sono quei giovani con contratti precari in coo- lario con la produttività decisa dall’azienda e
perative, appalti, call center, distribuzione con l’applicazione di un sistema ridicolo per cal-
forme di lavoro a termine (-230.000 in un colare il costo della vita su cui basare i recu- l’epoca feudale. Pur essendo stati generaliz-
anno), seguite dalle collaborazioni a progetto peri salariali. Eppure la questione salariale non zati i contratti a termine e tutte le forme di la-
(-12,1 per cento) e da quelle occasionali (-19,9 può essere vista come un problema secondario voro cosiddetto atipico (i famosi lavori
per cento). per resistere alla crisi dal punto di vista della precari), i padroni reclamano ancora nuova
Da qualche flessibilità.
tempo è sparito
poi dall’atten-
Livorno: “L’unità dei lavoratori parta dai territori!” L’unico modo che
sembra conosciuto
zione politica e Comitato di lotta per il diritto al lavoro di Livorno per rianimare i pro-
dei mezzi di co- Buon successo dell’iniziativa organizzata dal Comitato di lotta per il diritto al lavoro, che ha riempito fitti è quello di chiu-
municazione, e ieri sera la sala della Circoscrizione 2 a Livorno con un incontro incentrato sull’urgenza di unificare dere reparti e
persino dalla cen- le lotte partendo dalle città e dalla partecipazione diretta dei lavoratori di unità produttive in crisi e stabilimenti interi;
tralità nelle piat- non, dei cassaintegrati, dei precari, degli atipici. mettere gli operai in
t a f o r m e Il Comitato è nato a Livorno circa due mesi fa, su impulso di un gruppo di lavoratori di varia iscri- Cig, in mobilità o li-
sindacali, l’unico zione sindacale, con l’intento di mettere insieme realtà livornesi che invece stavano subendo cenziarli tout court;
ombrello nella un’opera di isolamento nelle loro rispettive lotte, e con l’obiettivo successivo di aggregare a Livorno evitare assunzioni
tempesta della tutti quei soggetti che solitamente sono i primi a pagare drammaticamente le crisi economiche e i stabili, privilegiando
crisi per i lavora- danni creati da una legislazione devastante e da padroni e imprenditori senza scrupoli. le occupazioni preca-
tori dipendenti: il A questo proposito il Comitato ha chiamato ieri due persone che potessero portare una testimonianza rie, saltuarie e flessi-
salario. Questo concreta di esperienze similari messe in piedi in altre città: Andrea Quaglietti, delegato Rsu della Ma- bili. In una parola:
non solo nel nuli di Ascoli (azienda in crisi nella quale è in corso un’aspra lotta) e portavoce del Coordinamento ripristinare un eser-
senso che la sua dei lavoratori del Piceno, e Massimiliano Murgo, Rsu della Marcegaglia di Sesto San Giovanni (Mi- cito industriale di ri-
erosione ormai lo lano). Dopo una introduzione di Claudia Cerase, delegata Rsu della Giolfo & Calcagno (azienda serva a livelli
spinge vicino alla ahimè simbolo della crisi a Livorno), la parola è passata ad Andrea Quaglietti, il quale ha raccontato sconosciuti da anni e
soglia di soprav- di come in una realtà quale quella di Ascoli Piceno (dove sono stati persi in poco tempo 11mila posti far accettare alla
vivenza, ma per- di lavoro) sia stato creato dal basso un Coordinamento che non ha avuto l’obiettivo di sostituire i sin- classe lavoratrice sa-
ché il problema dacati bensì quello di unire i lavoratori fino a quel momento divisi dalle mille diverse situazioni e lari ancora più bassi,
della perdita di- tipologie contrattuali. I successi sono arrivati, tanto che le manifestazioni hanno sempre avuto una orari ancora più lun-
rettamente del partecipazione altissima e la lotta della Manuli di Ascoli è stata assunta come battaglia di tutta una ghi, ritmi ancora più
posto di lavoro, città, trovando anche un importante rilievo nazionale. intensi.
con la prospettiva Poi è stata la volta di Massimiliano Murgo, il quale ha parlato di come anche nel milanese sia nato Questo capitalismo
immediata della un coordinamento tra i lavoratori di varie aziende, che si riuniscono regolarmente per organizzare e si dibatte in una con-
miseria assoluta, sostenere di volta in volta i vari interventi di lotta sul territorio e che hanno dato vita anche a un or- traddizione insolu-
rende ancora più gano di informazione (“Assemblea”) che mira a fare periodicamente il punto delle vertenze in corso bile: da una parte
debole la sua in Italia. Interessanti gli spunti e le proposte di creare un coordinamento nazionale dei singoli comitati deve contenere e ri-
contrattazione territoriali e di fondare un giornale nel quale ogni collettivo aggiorni periodicamente la propria si- durre salari e stipendi
tant’è che a li- tuazione cittadina o provinciale. per rianimare i pro-
vello sindacale la Successivamente si sono alternati numerosi interventi del pubblico presente. Da segnalare in parti- fitti industriali, man-
difesa del CCNL, colare le testimonianze di una operaia Mtm, altra azienda livornese simbolo della precarietà selvag- tenere e rimpolpare
messo in discus- gia, salita ai disonori delle cronache addirittura del quotidiano nazionale Repubblica per i suoi numeri le rendite e i profitti
sione dal vergo- terrificanti che parlano di 390 precari su 400 dipendenti, e di un operaio Trw, altra fabbrica di Livorno bancari; dall’altra
gnoso accordo in crisi e dal futuro nebuloso. In uno degli ultimi interventi è stata sottolineata con decisione l’esi- soffre per la ristret-
separato di CISL- genza dopo tanti (necessari) discorsi di “mettersi sotto”, iniziando a presenziare maggiormente alle tezza dei consumi in-
UIL-UGL e Con- riunioni settimanali (che si tengono solitamente nella sala sindacale del Comune di Livorno) e ad av- terni e le difficoltà
f i n d u s t r i a , vicinarsi con voglia di partecipazione alle attività di questo comitato che ha l’ambizione di crescere sul mercato mon-
procede a inter- e farsi conoscere sempre di più a Livorno, organizzando iniziative concrete e focalizzate sui reali pro- diale.
mittenza e stenta blemi dei lavoratori della nostra città. E allora è chiaro: non
a decollare. siamo tutti sulla
L’imposizione di stessa barca! Visto
questo accordo separato, regalato da questi classe lavoratrice. I bassi salari sono ritenuti che di fronte ad un pugno di avvoltoi della fi-
sindacati venduti agli interessi dei padroni, una parte non trascurabile del problema-crisi nanza (industriali, banchieri, ecc…) che af-
impatta per ora con la resistenza del settore da molti osservatori e analisti economici, in frontano la burrasca della crisi su
storicamente più combattivo (i metalmecca- quanto la debolezza della domanda interna è mega-piroscafi, panfili e yacht, la stragrande
nici), ma se gli operai rimanessero isolati uno dei freni alla ripresa. Anzi il crollo dei maggioranza degli italiani remano a fatica su
come categoria presto o tardi finirebbero per consumi la incentiva. barchette, gommoni e materassini. L’unica via
capitolare e l’impatto per tutta la classe lavo- Da parte loro, i gruppi dominanti di ogni di uscita dalla crisi è unirci in un fronte di re-
ratrice è evidente. Basti pensare che prevede paese, per salvarsi dal naufragio, si buttano a sistenza sociale che lotti per i nostri interessi
non soltanto la prevalenza della contrattazione corpo morto sulla forza-lavoro, spremendola di classe (salario, salute, casa, istruzione, am-
aziendale rispetto a quella nazionale - in un si- all’osso. Riducono i salari; impongono la di- biente) sganciandoci dagli interessi dei pa-
stema produttivo, come quello italiano, in cui sponibilità illimitata; allungano la giornata e droni e da una politica della concertazione e
questa avviene solo nel 10% circa delle l’intensità lavorativa; riducono le pensioni; della cogestione che ci ha portato di fronte al
aziende per l’alto livello di ricattabilità che aumentano affitti e prezzi delle case. La razzia baratro con le nostre armi di difesa spuntate.
vige nelle piccole e medie imprese - ma addi- del lavoro immigrato, di quello al nero e di Partiamo da noi, non delegando a nessuno la
rittura la possibilità per le nuove imprese di quello minorile ci riporta a canoni vicini al- difesa di questi nostri interessi.
femminile e su come produrre armi è uguale a produrre elettrodo-
viene dipinta dovremmo mestici. E’ inoltre la stessa cultura dei respin-
pur dirlo. Insomma, sem- gimenti alle frontiere, che vengono criticati da
bra che l’avvenire per le tutto il mondo, ma che i nostri governanti con-
giovani di questo Bel- tinuano a non chiamare xenofobia dicendoci
paese sia confinato ai che le critiche non sono rivolte alla nostra po-
ruoli che sono propri o litica verso coloro che fuggono da guerra e mi-
delle miss dispensatrici seria. Eppoi attraverso l’informazione e la loro
di piacere – ammesso ov- cultura ci vogliono convincere che la crisi è
viamente che rispondano passata, che va già meglio, ma l’emorragia di
ai canoni di avvenenza di posti di lavoro, il precariato, le difficoltà delle
coloro che così le vo- famiglie italiane non accennano a diminuire e
gliono - o al ruolo delle gli economisti dicono che sarà così ancora per
manager rampanti mo- molto. Ci dicono anche che non ci sono soldi
dello Marcegaglia o delle per sostenere le famiglie di coloro che per-
figure politiche al carro dono il lavoro, che non ci sono per ricostruire
dei poteri forti, l’alterna- le zone terremotate, che non ci sono per boni-
tiva è la precarietà. Per- ficare le aree marittime dove loro stessi, attra-
diana, avremo ben verso l’azione camorristica, hanno fatto
qualcosa di meglio nel affondare oltre trenta navi cariche di sostanze
bagaglio dei nostri valori, tossiche e radioattive, ma per le speculazioni
delle idee sul ruolo che lo dei palazzinari, per finanziare le missioni
specifico femminile può guerriere, per costruire cacciabombardieri e
e deve giocare nell’am- strumenti di morte vari, quelli si che ci sono.
bito più vasto della so- No, no, così proprio non si può andare avanti!
cietà, qualcosa da dire Certo, dirà qualcuno, siamo una “repubblica
sulla montagna di lavoro delle banane”, ma la realtà è che chi ci go-
domestico ed immate- verna non vale nemmeno la buccia di quelle
riale svolto dalle donne e banane, Piccolo Cesare –alias Berlusca- in
non remunerato o remu- testa e non è che a “sinistra” si stia meglio.
nerato poco e male. Un Proseguono le schermaglie tra gli schiera-
Paese, infine, dove que- menti interni agli schieramenti elettorali –
gli stessi politici ligi ai tanto che Marcegaglia stessa parla di “guerra
crocifissi, si fanno “bec- per bande”- con il solo scopo di favorire que-
care” da Carabinieri cor- sto o quel potentato economico, ma delle con-
Certo che siamo un Paese ben strano, dove chi
rotti o da paparazzi a sniffare coca insieme a dizioni in cui vive la gente non interessa
possiede o controlla direttamente o indiretta-
delle povere transgender, alle quali non ri- proprio a nessuno. Anzi è bell’e pronto il pro-
mente, oltre due terzi dell’informazione lancia
mane altro che far sfruttare il proprio corpo getto nucleare – che noi iniziamo mentre tutti
strali contro la stampa ed i programmi televi-
visto che un lavoro decente non lo dà loro nes- cercano di superare - ovvero un’altra pioggia
sivi a lui contrari, accusandoli di manipolare
suno, e poi vengono ammazzate perché possi- di miliardi pubblici elargiti ai privati in un’av-
l’informazione, dove uno dei suoi lacchè - il
bili “testimoni scomode”. Così, mentre si ventura dai toni foschi e pericolosi che giun-
direttore di Libero - accusa il PD di voler far
discute di “processo breve” e di prescrizioni gono da un passato che ancora vive nella
chiudere il suo giornale ascrivendo a quel par-
(che ovviamente, e su questo sono d’accordo vicenda dello stoccaggio delle scorie radioat-
tito un potere immenso che nessuno si è ac-
tutti i partiti in parlamento, non deve riguar- tive a Saluggia (Vc) e perennemente irrisolto.
corto possedesse, manco loro. Un Paese dove
dare le lotte sociali), la loro “controcultura” Così di seguito potremmo riempire tutto il
i ministri fanno dichiarazioni che smentiscono
avanza. Quella stessa cultura dominante che giornale di perle di questa “cultura”. E nel
il giorno dopo, previo consultazione, non si sa
fa piangere un paese al pensiero di alcuni ca- frattempo quella stessa gente che perde il la-
se con uno psichiatra o col capo dell’Esecu-
duti in Afghanistan, ma non fa versare una la- voro, le cui condizioni di vita peggiorano
tivo. Dove un componente del Governo
crima sulle decine di morti civili dell’attentato giorno per giorno, non sa più a chi votarsi. Il
manda l’opposizione sociale a “morì ammaz-
o sulle vittime del lavoro e sulle centinaia di sindacato nel suo insieme non riesce più a rap-
zata” e fa sorgere il dubbio che nasconda la
invalidi ogni anno in una guerra non dichiarata presentare gli interessi e le aspirazioni del po-
segreta speranza che noi si proceda ad un sui-
e dimenticata, ma con bollettini giornalieri da polo italiano. Eppure dei segnali di
cidio di massa o dovrà lui “porre un rimedio”.
brivido; quella cultura gestita da chi, dopo un controtendenza ci sono. I lavoratori mettono
Del resto è lo stesso che alcuni mesi fa mise
disastro come quello verificatosi a Viareggio in gioco ciò che a loro è rimasto, ovvero il
alla gogna i lavoratori della Pubblica Ammini-
con decine di morti, non solo non interviene proprio corpo, la propria pura e semplice fisi-
strazione ed in quel frangente tutti capimmo
sulla sicurezza delle linee ferroviarie, ma cità. Ed allora all’Innse salgono sul carro
che la sua presenza nell’Esecutivo era dovuta
omette di informare sugli incidenti ferroviari ponte, quelli della Metalli Preziosi-Lares e di
solo al fatto che essendo più basso del Pre-
che avvengono in continuazione. Quella cul- altre fabbriche salgono sui tetti, i precari della
mier, permetteva anche a lui di giganteggiare
tura che continua a propinarci come missione scuola o delle cooperative logistiche si inca-
su qualcuno, almeno fisicamente. Siamo pure
di pace e per la democrazia un’occupazione tenano e fanno picchetti ed occupazioni che
il Paese che si appassiona alle vicende intime
militare in un’altra nazione –dove, per la cro- vedono i lavoratori migranti in prima fila nelle
del suo “leader” nelle quali – diciamocelo,
naca, non c’è solo chi professa l’integralismo, lotte, i precari dei call center di Omnia “se-
compagne e compagni - qualcosa sulla figura
ma anche chi lotta per la libertà- e che dice che questrano” per ben due volte i dirigenti azien-
Resoconto della cosiddetta
dali per ottenere ciò che spetta loro di diritto (lo sti-
pendio!), i lavoratori di Agile-Eutelia-Phonemedia

“Assemblea del Popolo Sardo”


occupano e presidiano tutte le sedi sul territorio na-
zionale, gli operaiAlcoa in Sardegna e inVeneto im-
pongono il prosieguo della produzione e il
mantenimento degli impianti, nonostante cariche e Elena Zolo, Rete 28 Aprile Sardegna
manganellate dei poliziotti… tutti loro (e molti altri
che non abbiamo citato), dimostrano una volontà di Quanto è avvenuto oggi, 30 novembre, nel corso della così detta “Assemblea del
resistenza - a volte anche vincente- che va generaliz- Popolo Sardo”, promossa da Cgil, Cisl e Uil è estremamente grave. I fatti odierni
zata e sostenuta – anche con casse di resistenza -, impongono importanti riflessioni sull’idea di democrazia, sulla idea stessa di sin-
estesa come fronte di lotta e di conflitto, va riempita dacato a partire dal ruolo stesso che il sindacato deve avere.
di contenuti che vadano al di la della contingenza pur Quel che è successo oggi è grave perché chi l’ha organizzata ha dimenticato i la-
pressante e concreta di garantire l’esistenza alle pro- voratori, che non hanno potuto portare il proprio contributo al dibattito ed è grave
prie famiglie. Contenuti che partano dal contrasto al perché al termine della assemblea è stato distribuito un documento (preconfezio-
pacchetto sicurezza, dalla difesa del salario - diretto nato) anche a nome della Cgil con contenuti mai discussi e approvati in nessun or-
ed indiretto - dei lavoratori, dalla difesa della scuola ganismo della Cgil e nemmeno fatto votare nella cosi detta “Assemblea del popolo
e dalla riqualificazione del suo ruolo formativo sardo”.
umano oltreché scientifico, dalla scelta di volere una L’assemblea è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil con interventi blindati. Hanno
società con al centro la vita in contrasto alle politiche potuto parlare l’Assessore Regionale al Lavoro (Cappellacci era assente a causa
di morte. Contenuti che pongano anche la questione della febbre), i presidenti delle associazioni datoriali, i rappresentanti della chiesa,
in termini di autogestione di alcune fabbriche che del volontariato, della stampa.., ma i promotori non hanno previsto nessuno inter-
hanno commesse ed ordini, ma che vengono chiuse vento dei lavoratori.
e spostate o acquistate da loschi figuri per compiere Con il passare delle ore questa grave esclusione ha fatto montare la rabbia dei la-
speculazioni. La firma separata di FIM e UILM, la voratori, quelli della Eurallumina, presenti in tuta da lavoro e casco, hanno chiesto
decisione di Marchionne di chiudere il sito di Ter- di fare intervenire un loro portavoce e sentendosi negare questa possibilità hanno
mini Imerese, la questione Eutelia e la firma sul con- fortemente manifestato il proprio disappunto. La presidente dell’assemblea ha di-
tratto delleTLC, sono esempi lampanti e drammatici chiarato che siccome non sono solo i lavoratori della Eurallumina ad avere pro-
di quale strada abbiano imboccato padroni e sinda- blemi ma anche quelli di Porto Torres, di Ottana, della Alcoa, ecc. non avrebbe
cati concertativi (esclusa la FIOM, sempre più “pe- parlato nessun lavoratore e si sarebbe proceduto come programmato.
cora nera” all’interno della CGIL): una crisi creata Solo a fine assemblea, in seguito alle sempre più rumorose proteste e manifesta-
dalle “regole del gioco” di questo sistema economico zioni di vera indignazione di tanti, è stato consentito ad un lavoratore della Alcoa
e “cavalcata” da ogni cialtrone, rapinatore e pregiu- di parlare, a nome di tutti i lavoratori in lotta, per un paio di minuti.
dicato (nel senso letterale del termine) che voglia così Sarebbe stato invece opportuno, in un momento difficile come quello attuale, con-
rastrellare capitali per andarseli a investire chissà sentire ai lavoratori di parlare e ascoltare le loro testimonianze, i problemi, le dif-
dove, con la foglia dei fico dei “tavoli concertativi” ficoltà, le proposte e anche le eventuali critiche.
e nessuno che chieda loro conto, né in sede Nelle conclusioni si è detto che quella di oggi è stata una grande assemblea di po-
politico/istituzionale, né legale. In questo quadro, il polo ... ma dove era il popolo? Popolo in quella assemblea ce ne era pochissimo e
tentativo di creare un sindacato unico di base è senza quel poco che c’era non poteva esprimersi. Le tute e i caschi apparivano come ele-
dubbio un percorso importante, ma anche lì dob- mento decorativo e non erano affatto al centro di quella assemblea del popolo sardo
biamo chiarire un nodo. Il desiderio di un sindacato che dalla crisi avrebbe dovuto trarre ispirazione.
di classe è qualcosa che attraversa, in maniera a volte Il documento, che è stato distribuito ma non votato dai presenti, contiene analisi
inconscia, la massa dei lavoratori sindacalizzati e no, e proposte non solo mai discusse e approvate, ma addirittura, in molti casi, contra-
che vede molti delegati ed attivisti porsi il problema state sino ad oggi dalla Cgil. In primis il federalismo e il federalismo fiscale.
che non è appannaggio solo di una organizzazione o Dice il documento: “L’autonomia in questo mutato quadro va quindi ripensata e la
parte di essa. E’ un desiderio trasversale che come specialità ridefinita in senso federalista” e ancora: “A otto anni dalla modifica del
tale va interpretato, quindi perché il processo sia re- titolo V della Costituzione e dopo l’approvazione delle norme sul federalismo fi-
almente costruttivo deve partire dai luoghi di lavoro, scale, appare non più procrastinabile la revisione dello Statuto Speciale della Re-
dai fronti conflittuali che sono già aperti e da quelli gione sarda… L’attuazione del federalismo interno in Sardegna, anche con il
che si apriranno, in maniera unitaria pur se difficol- trasferimento di risorse, poteri, funzioni agli enti locali, e la costruzione di una
tosa. Ecco il ruolo possibile e speriamo utile e impor- nuova Regione è – tra l’altro – condizione fondamentale sia per la riscrittura dello
tante delle assemblee autoconvocate, dei fogli di lotta Statuto, sia per dare efficacia ed efficienza all’azione di governo, sia per garantire
e collegamento, tra i quali il nostro. Perciò la consa- un’adeguata competitività all’intero sistema economico regionale”.
pevolezza che simili processi non sono e non pos- Ma da quando la Cgil è favorevole alla riforma in senso federalista? Da quando
sono essere ridotti a sommatorie di segreterie ed anche per la Cgil sono le diversità a contare e dividere? Non sono invece i temi
apparati che vanno invece completamente rifondati dell’uguaglianza sociale anche in termini solidaristici alla base delle scelte politi-
e posti sotto mandato rigido dalla base stessa, attra- che e sindacali della nostra organizzazione? E non si dovrebbe partire da questi
verso la creazione di una nuova cultura dei lavoratori, valori per affrontare seriamente la questione sarda e la questione Sardegna? La
dove le diversità, che sono ricchezza, si fondano nel questione del lavoro, dell’economia, ma anche della storia, della cultura del popolo
progredire sociale delle donne e degli uomini, nel di- sardo non la si può affrontare senza un vero coinvolgimento, senza una vera par-
ritto inalienabile ad un’esistenza dignitosa per tutte/i. tecipazione di massa.
Insomma c’è molto da fare e come al solito poco La Cgil deve ridiventare una grande organizzazione di massa, realmente rappresen-
tempo, poche forze, poco fiato, ma il “dittatore dello tativa e democratica. La Cgil deve ridiventare l’organizzazione dei cittadini, delle
stato libero di Bananas” ci sta preparando un inverno donne, degli uomini, dei migranti, ridiventare l’organizzazione di quei lavoratori
rigido, i suoi lacchè già mandano segnali ed avvisa- che stamattina non ha fatto parlare.
glie. Le stesse che stanno generando altri fronti di Un sindacato realmente di rappresentanza e realmente democratico non può pre-
conflitto che , ci auguriamo, ci vedranno moltiplicare scindere dai rappresentati.
il nostro potenziale.
LA CRISI ECONOMICA NELL’AREA TORINESE che produceva cablaggi elettrici per elettro-
domestici, la determinazione dimostrata dai
lavoratori che per più di due mesi hanno pre-
I dati della produzione industriale segnati mini. Un’età a rischio è anche quella matura,
sidiato giorno e notte la sede, ed un inter-
nell’area metropolitana torinese mostrano un oltre i 55 anni, dove si registrano picchi a ca-
vento sindacale, simile a quello adottato per
segno negativo in linea con tutti gli indici rico della componente maschile (anche e in
Indesit, non ha impedito la chiusura dello
economici nazionali ed internazionali. I dati particolare quella neocomunitaria). Nello
stabilimento decisa dalla proprietà, la società
segnano un impietoso – 23% raffrontati con stesso periodo, rispetto al periodo di con-
americana Electrical Components Internatio-
quelli relativi al secondo semestre del 2008. fronto, si riscontra anche una mutata distri-
nal, Inc.
Se si considera che l’apice negativo si era buzione delle tipologie contrattuali: una
A partire dall’autunno, abbiamo assistito alla
toccato nel I trimestre di questo anno, diminuzione dei contratti a carattere subordi-
ripresa, purtroppo, della chiusure di diverse
quando la produzione industriale rispetto al nato, sia quelli a tempo determinato (-32%)
aziende ed ad un aumento della perdita dei
trimestre dell’anno precedente aveva fatto che a tempo indeterminato (-34%); una ridu-
posti di lavoro, con massiccio ricorso agli
segnare un –25,7%, sembrerebbe che la crisi zione dei contratti di somministrazione (-
ammortizzatori sociali. Molte aziende del-
abbia toccato il suo picco negativo. Le pre- 30%), particolarmente significativa per gli
l’indotto della cintura sud-ovest di Torino
visioni per il secondo semestre 2009, però uomini rispetto alle donne (-47% contro –
come la Smac di Beinasco sono oramai da
continuano ad essere improntate al pessimi- 13%); un aumento della categoria afferente
più di due mesi presidiate per evitare la chiu-
smo, anche per la domanda le prospettive agli “Altri contratti a termine” (+11%).2
sura dello stabilimento, altre come la Ilmas
non sono molto rosee. Gli ordinativi interni I dati macroeconomici dimostrano quindi
di Rivoli, che produce scocche per l’indu-
rimarranno invariati per il 34% degli intervi- che, se sarà pure vero che un’inversione di
stria aeronautica, è commissariata. Ma ac-
stati e cresceranno solamente per il 17%; tendenza per ciò che riguarda i dati della
canto a questi che sono i settori tradizionali
una situazione analoga viene pure rilevata produzione industriale sembra profilarsi
colpiti dalle chiusure, e che vedono nella
per gli ordinativi esteri. all’orizzonte, i dati sul fronte dell’occupa-
classe operaia il principale soggetto prota-
Se si considera il primo semestre dell’anno, zione dicono che invece l’onda lunga della
gonista delle lotte,
le ore com-
negli ultimi mesi
plessive di
la vicenda di Eu-
Cassa Inte-
telia ha invece di-
grazione
mostrato come
(CIG) auto-
non esistono cate-
rizzate
gorie immuni
sono state
dall’ondata reces-
pari a quasi
siva che si abbatte
48 milioni
come una mannaia
contro i 7
sui lavoratori di-
milioni ANDAMENTO DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE pendenti. Nel
dello stesso
IN PROVINCIA DI TORINO giugno 2006 Eu-
periodo
telia spa quotata
dell’anno
in Borsa (di pro-
precedente.
prietà della fami-
Sono so-
glia Landi che
prattutto
precedentemente
aumentate
possedeva una so-
le ore di
cietà di operatori
CIG ordi-
provider di linee telefoniche per chat eroti-
naria, salite in un anno da 2,3 milioni a quasi crisi si fa ancora sentire. In questo ultimo
che e cartomanzia), società il cui core busi-
38 milioni di ore; un aumento inferiore è anno infatti il settore che maggiormente ha
ness sono le telecomunicazioni, entra nel
stato registrato per la CIG straordinaria sentito tale impatto negativo è stato il mani-
mercato dell’IT (information tecnology)
(+69,4% rispetto all’intervallo gennaio – fatturiero. Molte realtà industriali del terri-
con l’acquisizione delle sussidiarie italiane
giugno 2008).1 Inoltre se si prende come ri- torio come Indesit, Dyco hanno subito piani
delle multinazionali di informatica Getro-
ferimento il periodo Ottobre 2008-Agosto di ristrutturazione che solo la protesta e la
nics e Bull per il costo complessivo di un
2009 il ricorso alla Cassa Integrazione auto- lotta dei lavoratori ne ha impedito la chiu-
euro. Il patrimonio attivo della Eutelia spa
rizzate nel territorio torinese sfiora gli 88 sura. Nel caso Indesit l’intervento sindacale
ereditato da Bull e Getronics, 14 milioni in
milioni di ore, il 65% di cui afferente alla unito alla determinazione dei lavoratori nel
cassa e tutti gli immobili per il valore di 30
componente ordinaria. portare avanti la lotta per la difesa del posto
milioni, viene depauperato. Nel maggio
I dati del Centro per l’impiego della Provin- di lavoro, ha di fatto messo le istituzioni, a
2009, con il bilancio in rosso e piena di de-
cia di Torino dimostrano che dal 1 Ottobre cominciare dalla Presidente della Regione
biti, viene ceduta ad Agile srl società che ge-
2008 al 30 settembre 2009 le persone in Mercedes Bresso, in una posizione di difesa
stisce servizi di telefonia nella sanità in
cerca di occupazione sono aumentate del del sito di None, contro la decisione del pa-
Basilicata, che successivamente viene assor-
39% di cui il 27% donne e il 53% uomini. tron Merloni di chiudere, e di fatto, costretto
bita dal gruppo Omega. Quest’ultimo non
Per quanto attiene l’età dei disoccupati, ri- ad approvare un piano industriale che salva-
presenta il piano industriale e dal luglio del
scontriamo che la crisi colpisce soprattutto i guardasse stabilimento e posti di lavoro. In
2009 non paga più gli stipendi. Il 22 settem-
giovani appartenenti alle fasce tra i 20 e 24 altri casi come quello della Cabind di Chiusa
bre la direzione di Agile Srl comunica alle
anni, e i 25 e 29 anni, in particolare gli uo- San Michele, fabbrica della bassa Val Susa
organizzazioni sindacali dei lavoratori di
La crisi morde agli stinchi il
procedere alla riduzione del personale di ben 1192
unità su 1880, di cui ben 200 nel capoluogo torinese.

vecchio e sonnolento Nordest.


I dipendenti sono tutti tecnici ed ingegneri che forse
per la prima volta nella loro vita si trovano di fronte
ad una situazione simile. Il 23 Ottobre i lavoratori di
Ivrea si fermano per due ore di sciopero, con mani- I dati nudi e crudi sull’incidenza della crisi eco-
festazione e corteo fino al Municipio. La protesta si nomica nel Friuli Venezia Giulia, abbattono definitivamente il tanto sbandierato sogno, se mai
allarga anche ai lavoratori di Phonemedia, società lo è stato, d’accumulazione di lavoro e di denaro propria di questa parte di territorio nazionale
acquisita dal gruppo Omega (lo stesso gruppo che (non senza pagare un prezzo in termini sociali, di sicurezza, infortuni, vite umane), stretto tra
controllaAgile), che a Ivrea conta un centinaio di di- un Veneto dinamico e levantino ed un confine in rapido mutamento impresso dalle altrettanto
pendenti. Una delegazione di lavoratori è stata rice- dinamiche Repubbliche d’Austria e Slovenia.
vuta dai rappresentanti della Giunta Comunale. I La crisi di quest’area del nordest ha una componente simile a quella di migliaia di realtà pro-
lavoratori e i sindacati hanno inoltrato la richiesta duttive in tutta Italia e allo stesso tempo però, è anche la crisi di quella parte più paternalista
dell’apertura di un tavolo di crisi, non solo al Mini- e familiarista delle imprese, per antonomasia le più spregiudicate sotto ogni profilo e ora in
stero del Lavoro, ma anche presso la Presidenza del gravi difficoltà d’ordini e di liquidità, ciò a danno dell’occupazione che un sistema di rela-
Consiglio, anche perché la questione, non riguarda zioni industriali inesistente, quando non esplicitamente filopadronale, ha comunque scaricato
solo i circa 2000 dipendentiAgile, ma tutto il gruppo molta parte della altrimenti naturale reazione operaia, facendo prevalere la rassegnazione e
Omega con circa 10 mila dipendenti. A Torino, si il fatalismo sulla contrapposizione e la ribellione.
svolge un’assemblea, che rilancia la proposta di Ritornando ai dati pubblicati dalla Regione Autonoma FVG, si evince che lo scorso anno la
apertura di un tavolo di crisi presso la Presidenza del fascia della popolazione attiva contava 536mila persone, su 1.200.000 residenti, in meno di
Consiglio e chiede il coinvolgimento del Comune di 12 mesi gli attivi si sono ridotti a 506mila, molta parte di questa perdita è determinata da
Torino.3 donne espulse dai cicli produttivi ritornate a tempo pieno alla cura della famiglia, come ai
La vicenda di Eutelia è paradigmatica del compor- piccoli lavori in nero, da precari e dai lavoratori stranieri ricacciati nell’area della margina-
tamento padronale di fronte alla crisi: sicuramente il lizzazione.
territorio torinese, almeno in alcuni dei suoi settori Mente in FVG la fa da padrona la Lega Nord, tra manifestazioni e raccolte di firme ormai a
tradizionali, sta risentendo della crisi strutturale, aver cadenza settimanale, che l’ha proiettata in un sol colpo dal paganesimo dei riti nordici alla
prodotto troppo ha tenuto fintantoché il mercato è neoconfessionale difesa dei crocifissi, passando per leggi xenofobe che riducono le tutele so-
stato drogato con l’accesso al credito garantito a ciali agli stranieri, ben 52mila, tra lavoratrici e lavoratori sono entrati nell’area dell’inattività:
chiunque potesse dimostrare di percepire un salario, 6 mila di questi sono stati posti in mobilità, 16 la somma tra cigo e cigs, 30 mila i disoccupati,
quando nell’estate del 2007 la crisi dei subprime ha insomma una crisi profonda che tocca il 10% delle e degli attivi.
fatto intravedere l’orlo del baratro di lì a pochi mesi In totale nel settembre di quest’anno le ore di cig sono state 11.546.986 il 286% rispetto
il sistema è crollato. Un sistema manifatturiero come l’anno precedente. Ma cosa succede di concreto sotto il profilo istituzionale? Poco o nulla!
quello del nostro territorio, caratterizzato dal fatto di La Regione ha annunciato ormai innumerevoli provvedimenti, ma ricadute non si sono an-
essere una parte della filiera produttiva e che per di cora viste, a parte il finanziamento ai comuni per i progetti dei Lavori Socialmente Utili, una
più dipende fortemente dagli ordinativi che arrivano goccia d’acqua sul mare. Le Province anche volendo sono limitate nei poteri; hanno la ge-
dall’estero, Germania in testa, sicuramente soffre, e stione degli uffici per l’impiego, ma non hanno la formazione professionale, mentre ai Co-
la tenue ripresa fatta registrare nel secondo trimestre muni non resta che pochi progetti tampone dei LSU.
dell’anno non si concretizza in un’inversione di ten- In questa situazione le OO.SS. non sono in grado di andare oltre alla sola gestione della crisi,
denza; la continua emorragia di perdite di posti di la- con la firma delle cig si esaurisce la loro tutela, mentre è proprio in quel momento che do-
voro e di chiusure degli stabilimenti sta lì a vrebbe iniziare.
dimostrare che la crisi dispiegherà ancora i suoi ef- Lasciare migliaia di lavoratrici e lavoratori da soli, senza alcun’indicazione di lotta, affrontare
fetti su tutta la classe lavoratrice e durerà ancora per una crisi strutturale di dimensioni epocali con i criteri burocratici del tran-tran concertativi
parecchio tempo. Ma accanto a quelli che sono indu- degli anni passati è un errore ed un limite molto pesanti che in taluni casi ha esacerbato gli
striali di “professione”, si stanno affacciando schiere animi, fino alla spaccatura tra base e vertici così com’è successo nel caso Safilo, ma si era
di faccendieri che giocano a vendere, acquistare, già visto alcuni anni prima nella lunga vertenza dei lavoratori Ineos ex Solvay di Monfalcone,
riempire di debiti aziende, conservare per sé il core tra i primi a salire sul tetto della loro azienda a tutela della loro dignità.
business attraverso la creazione di società diretta- E’ anche per questo che all’inizio dell’estate scorsa è nato il Coordinamento Lavoratori Con-
mente controllate da essi (a chi fa gola la Eutelia spa tro la Crisi, che associa lavoratrici e lavoratori di base che non intendono subire passiva-
ripulita dai debiti e con i km a banda larga messa da mente, né concedere deleghe in bianco sulla sorte del loro futuro.
essa a disposizione?), i bilanci dei quali non hanno E’ per questo motivo che il CLCC, ha elaborato una propria piattaforma, per dare concretezza
alcun nesso con la crisi internazionale, bensì sono la alle esigenze di chi oggi è stato buttato fuori dalle fabbriche e dai propri posti di lavoro, ri-
rappresentazione di un fronte che gioca tutta la sua vendicando il blocco dei licenziamenti, delle rate dei mutui e degli affitti, degli eventuali
partita nel campo finanziario e speculativo, incurante sfratti, la riduzione delle imposte locali. Sulla stregua di quanto fatto dal CLCC si sono at-
della vita di migliaia di lavoratori che a causa di que- tivate altre formazioni di base, come la Rete Dignità e Lavoro, sorta a Monfalcone (Go)
ste spregiudicate operazioni, vedono il loro posto di orientata in particolare alla protezione sociale del territorio, in una cittadina di 28mila abitanti
lavoro sfumare, e con questo le loro prospettive ma- dove risiedono circa 5000 le persone provenienti da altre regioni del nostro paese o dal-
teriali e concrete di vita. l’estero, richiamate dalle imprese che operano per l’indotto del cantiere navale di Fincantieri,
spesso in carenza di diritti e ammassate in piccoli appartamenti a prezzi da strozzinaggio, in
1
Congiuntura Torino, trimestrale aprile - giu- un clima d’intolleranza e razzismo sempre più aggressivi. Stessa cosa stanno facendo alcuni
gno 2009 anno 10 - n. 37, Camera di commercio giovani lavoratori che si sono riuniti presso il locale circolo ARCI di San Giorgio di Nogaro,
IndustriaAgricoltura eArtigianato di Torino in provincia di Udine, comune portuale e baricentrico dei presidi industriali di tutta la Bassa
2
Centro per l’Impiego della Provincia di To- Friulana, dove anche lì si sono rimboccati le maniche a difesa di precari, cassaintegrati e di-
rino, Bollettino di informazione sul mercato del soccupati aprendo così un confronto con le istituzioni locali.
lavoro, Bollettino n° 1 del 5 novembre 2009 Di tutto ciò pare finalmente che almeno la parte più sensibile del sindacato se ne stia rendendo
3
http://agilelav.resling.eu, DossierAgile a cura conto, è già un inizio, ma la strada e ancora purtroppo lunga, soprattutto per chi vive da mesi
dei lavoratori della sede di Torino sotto gli 800 Euro e ormai tempo ne ha molto poco.
Alessandro Perrone operaio Eaton Monfalcone
Il lazio, tra crisi e speculazioni A questo punto quello che manca in maniera
evidente sempre piu’ è un collegamento delle
diverse vertenze. Lo stesso tentativo di costru-
La situazione oltre le note vicende all’atten- CIG, contratti di solidarietà e mobilità. zione di una rete anticrisi è spinta da una ne-
zione dei giornali è ormai deflagrata nel Un particolare nuovo che questa crisi ha por- cessità ma non da una chiarezza sullo
Lazio. Terzo polo industriale d’Italia accusa tato nel territorio come il Lazio forse genera- strumento né sui compiti e questo impedisce
tutta la crisi che va investendo l’economia lizzabile a livello nazionale, è lo di sviluppare sull’onda delle molteplici esplo-
reale aggravata dalle solite soluzioni specula- schiacciamento delle figure lavorative una sioni di insofferenza alla crisi l’unico rimedio
tive padronali. volta nettamente divise da destini e funzioni a disposizioni nelle mani dei lavoratori. Infatti
I dati basterebbero da soli a commentare: sociali oltre che salariali. mentre nelle vertenze aziendali ci troviamo di
52.000 lavoratori finiti in CIGS e CIGO nel Infatti nei casi come Agile-Eutelia, nella fronte ad una dinamica di
2009 (a ottobre), a marzo era già a 9,5% in messa in mobilità della Pfizer per 90 dipen- schiacciamento/unità tra le varie figure lavora-
piu’dell’anno precedente come ore di cassain- denti della pillola blu, i 310 esuberi dichiarati tive, questo non si riesce a creare tra lavoratori
tegrazione, ed era al 219,5 rispetto al trime- dalla EDS-HP (settore informatico) o alla delle grandi aziende ed esternalizzati, tra la-
stre di riferimento dell’anno prima. Nortel o all’Alstom di Colleferro, trovandoci voratori con il CCNL e chi svolge lo stesso la-
Il tasso di disoccupazione è aumentato di un di fronte a chiusure di stabilimenti molto voro fuori dalle normative del CCNL, tra

punto percentuale nel 2009 attestandosi al spesso per ricollocare commesse e macchinari lavoratori delle aziende madri e quelli degli
7,5%..ufficiale! nei paesi a piu’ basso costo industriale ma che appalti pur lavorando fianco a fianco. Un
Nell’agricoltura gli occupati sono scesi del ormai hanno raggiunto lo stesso livello di primo tentativo in questo senso abbiamo cer-
13,9%, e dell’industria in senso stretto del competenze tecniche, spinge alla mobilita- cato di sperimentarlo con la vertenza Eutelia
2,5%(dati bankitalia).Questo nonostante un zione settori lavorativi da sempre disinteres- coinvolgendo nella mobilitazione delegati e
saldo positivo delle esportazioni/importazioni sati dalle sorti dei propri colleghi piu’ lavoratori dei settori delle ICT, delle TLC o
+ 7,7% le prime e – 2,3% le seconde. sfortunati perché si rendono conto di stare tutti del metalmeccanico in senso stretto. La pros-
Non parliamo del settore edilizio dove i bandi sulla stessa barca che affonda essendo salariati sima vertenza dei lavoratori degli appalti delle
sono scesi del 22%. anche loro. Così vediamo ingegneri accanto telecomunicazioni fortemente colpiti dalle ri-
In ultimo per un territorio come il Lazio da agli operai, operatori specializzati insieme a strutturazioni di Telecom con il chiaro intento
non sottovalutare il calo di turisti del 5,5%. tecnici informatici, responsabili aziendali oc- di tagliare i salari dei lavoratori degli appalti
Se poi si vanno ad analizzare i dati nel loro cupare insieme ai propri impiegati in un rime- (4.000 ca nel solo lazio) e rendere i esuberi dei
specifico troveremo il dato irritante che la crisi scolamento contraddittorio ma effervescente tecnici di Telecom (3.500 ca solo a Roma)
se da una parte colpisce pesantemente le pic- perché la famosa pauperizzazione dei ceti dovrà dare un balzo in avanti in questo senso.
cole e medie imprese lasciando per strada i medi oggi si appalesa in tutta la sua devastante Perché la carenza piu’ evidente di questa si-
propri addetti, non dando alcuna chance di potenza di massa. Un dato statistico che con- tuazione è che di fronte alle scelte padronali
vertenzialità in quanto si chiude letteralmente ferma tale processo di impoverimento dei ceti di scaricare sui lavoratori la crisi con scelte
baracca. In questo senso la tiburtina è ormai medi spingendoli alla lotta è il piu’ alto indice che hanno una portata senza precedenti di mi-
una cimitero di capannoni. Dall’altra vediamo di concentrazione della ricchezza presente nel seria e devastazione occupazionale, in assenza
che invece che grandi aziende, spesso multi- Lazio rispetto alle 20 regioni d’Italia (0,339, a totale di rappresentanza politica che possa me-
nazionali utilizzano la crisi per finanziarsi tra- fronte di 0,322 in Italia, in una scala compresa diare (qualora ce ne siano le possibilità in una
mite gli ammortizzatori sociali, scaricando sui tra 0 e 1, dove 0 indica l’equidistribuzione e la situazione di crisi come questa), l’unica solu-
lavoratori i costi delle ristrutturazioni con la massima concentrazione). Il 25% del pil re- zione da perseguire è un mobilitazione deter-
scusa della crisi…da loro generata dovremmo gionale è nelle tasche del 5% della popola- minata unitaria e di massa che possa ristabilire
sempre aggiungere. zione. La situazione si aggrava poi nei piccoli rapporti di forza in grado di ottenere garanzie
Contribuendo a inasprire ulteriormente la si- comuni, dove piu’ sono statisticamente piu’ ri- sociali, occupazionali e di sicurezza sul lavoro
tuazione economica e sociale di quei lavora- levanti le famiglie monoreddito perso il quale necessarie per resistere al bagno di sangue che
tori colpiti da licenziamenti, fallimenti c’è una ricaduta sia direttamente sul nucleo ci troveremo davanti. Insomma quel fantasma
d’impresa, chiusura d’appalti ecc ecc che non colpito ma di conseguenza su tutto arco fami- che in tutti in modi hanno cercato di estirpare
possono accedere a risorse succhiate da liare. anche dall’immaginario di nome Conflitto di
Azienda che non solo hanno accumulato in- Preoccupante è anche vedere quali campi sono Classe torna in auge come unica possibilità di
genti capitali in questi anni ma continuano a piu’ colpiti in termini di consumi, e tra gli altri risposta alla crisi.
drenare profitti dal mercato e risorse dalle vediamo un calo del 10% rispetto alle spese
casse dell’inps scaricando i costi dei salari con per l’istruzione.
La crisi nel bergamasco e l’autorganizzazione operaia
Serata pubblica della “Rete Operaia ValSeriana” coi lavoratori della zona

Si è svolta nella serata del 20 novembre a siti dei padroni nella crisi: ridurre di almeno
Nembro (Bergano) una serata di dibattito tra 1/3 la forza lavoro per “ripartire” con nuovi pensare al presidio Frattini di Seriate, dove i
lavoratori sulla situazione della classe operaia investimenti e precarietà triplicata rispetto al presidianti sono pochi e isolati…una tristezza.
bergamasca ad un anno dall’inizio della crisi periodo pre-crisi. Egli ha continuato sottoline- E questa sarebbe, ha continuato questo diri-
capitalistica, che trascina sempre di più nella ando l’esigenza di far emergere dalle lotte gente, la punta di lancia delle lotte operaie sul
sua voragine milioni di proletari. Lo spunto reali la figura dell’operaio “in quanto tale”, al territorio bergamasco? Quando i lavoratori ci
alla discussione ci è stato dato dalla proiezione di là delle appartenenze aziendalistiche, delle stanno il sindacato presidia con loro, come ap-
del film “Giù le mani”, che narra le vicende etnie, delle generazioni, delle tipologie di con- punto sta avvenendo alla Frattini.
di una lotta sindacale vittoriosa condotta dai tratto, del’essere occupati o no. Sulla Pigna, non dimentichiamoci che l’ac-
lavoratori delle ferrovie svizzere a Bellinzona I lavoratori della Pigna di Alzano, i cassinte- cordo sulla CIGS è stato votato dai lavora-
(Canton Ticino) nella primavera del 2008. grati abbandonati da un sindacato (CGIL in tori…per 70 di loro non c’è posto in azienda e
Già nell’introduzione al film, la Rete Operaia primis) vergognosamente assente, si stanno vanno sicuramente ricollocati. Ma attenti a
ha sottolineato l’attualità degli insegnamenti organizzando con la Rete per intraprendere non scatenare guerre tra occupati e disoccu-
dei compagni svizzeri di non isolarsi e non la- azioni di lotta in proprio, qualora le loro ri- pati! La CGIL ha messo in campo molte ini-
sciare isolata nessuna lotta contro i licenzia- chieste non fossero considerate seriamente da ziative di contrasto per la difesa delle
menti, pena l’emarginazione e lo svuotamento quelli che li dovrebbero “rappresentare”. A categorie più deboli, ed è ingiusto accusarla
anche di pur ragguardevoli potenziali energie rafforzare questo proposito è intervenuto un come fate voi. E poi: come mettere insieme
di opposizione nella classe. Si è così rimarcato cassintegrato Pigna, che, riportando le vicende realtà disomogenee? Questo il senso delle
come uno dei canoni fondanti della Rete con- dei 130 suoi compagni (scadenza della CIGS cose dette nel suo intervento.
sista proprio nel lavoro di collegamento tra le a febbraio 2010), ha denunciato la confusione Due compagne, ricollegandosi ai valori
varie realtà lavorative territoriali coinvolte e l’arbitrio che regna nell’azienda sui rientri espressi dal film, hanno ribadito la novità e le
dalla crisi, partendo dai temi specifici di cia- dei 60 richiamandi per essere “ricollocati” in potenzialità di queste ventate di “ripresa dal
scuna realtà ma con l’obbiettivo preciso di tra- azienda e sul silenzio totale in ordine agli altri basso”, come contrappunto alla sclerosi di re-
durre ogni singola esperienza in un salto 70 da assumere in altre realtà del “polo” ferenti “storici” ammuffiti e impotenti, se non
qualitativo verso comuni rivendicazioni gene- Pigna. Loro non ci stanno a fare la vittima sa- peggio.
ralizzate: blocco dei licenziamenti, riduzioni crificale di nessuno… Per concludere la serata, la Rete ha tratto
d’orario a parità di salario, abolizione del la- Da Milano è arrivato per l’occasione un gio- poche ma chiare conclusioni. Dopo aver ricor-
voro precario e delle leggi razziste, salari ga- vane operaio, promotore di un Collegamento dato che si autofinanzia e che cerca collega-
rantito per tutti quelli che perdono od hanno di fabbriche in lotta della zona Nord della menti, anche sparsi, anche minori, di
perso l’occupazione. Punti fermi su alcuni dei città, che partendo da un gruppo di fabbriche lavoratori occupati in realtà più piccole.
quali si sono attestati anche i lavoratori di Bel- presidiate come la Lares e la Metalli Preziosi, In primo luogo noi vogliamo “fare politica”,
linzona con successo. ha esteso la sua adesione alla Marcegaglia, in che scaturisca però da realtà di lotta dei lavo-
La Rete ha denunciato la politica dei sindacati cui questo compagno lavora, alla Siemens Bi- ratori in prima persona, senza delegare nulla
confederali italiani - ferma ancora ad una lo- cocca e ad altre realtà della zona. Ha ribadito ad alcuno. Siamo contro ogni autoreferenzia-
gica collaborazionista “ad ogni costo” e del che la crisi attuale è secondo lui “strutturale” lità e “sostituzionismo” in nome degli operai.
“minor danno” - che ha frantumato e disperso e non semplicemente ciclica, che non deve Noi partiamo certamente da realtà di fabbrica
anche quelle minime disponibilità alla lotta esistere che gli operai paghino con la disoccu- che possono essere diverse, ma come non ve-
che sono emerse in questo primo anno di crisi. pazione ed i tagli l’esigenza del capitale di dere i tratti sempre più comuni che oggettiva-
Occorre veramente invertire la rotta e, con mantenere sempre gli stessi margini di pro- mente si pongono a milioni di lavoratori
l’autorganizzazione, ridare la parola agli ope- fitto, se non addirittura accrescerli. Ragion per gettati in strada? Avere un salario garantito pa-
rai, riprenderci gli spazi di parola e d’azione cui questo compagno, collegato fattivamente gato dai padroni e/o dallo Stato, e/o dagli Enti
che il politicantismo corrotto e le burocrazie con realtà di lotta nazionali fuori dai “canoni” Locali…poco importa. Le bollette di casa, le
sindacali ci hanno espropriato in lunghi de- concertativi (sia interne al sindacalismo di rette scolastiche, i trasporti, la sanità…non
cenni di demolizione. Già qualcosa anche in base che alle aree conflittuali nella CGIL), ha sono problemi comuni? Gli ammortizzatori
valle Seriana sta muovendosi (Pigna, Honeg- proposto alla Rete un primo approccio di col- sociali, la loro proroga e la loro universalizza-
ger, Promatech, i dispersi lavoratori della Co- laborazione reciproca per arrivare a mettere in zione con importi certi e decenti… non sono
mital…). Dobbiamo tradurla in campo un’Assemblea Nazionale delle realtà
problemi comuni?
organizzazione attorno ad una attività degli operaie e del lavoro autorganizzate.
E queste questioni non si affrontano con le
operai PER gli operai, e la Rete giocherà que- La parola è passata ad un pensionato, ex ope-
belle piattaforme, lunghe paginate e con qual-
sta partita sino in fondo. raio della Comital, che ha voluto rimarcare
che passeggiata ogni tanto per le vie di Roma
Il dibattito che è seguito ha visto alternarsi di- come le vicende di questa fabbrica, ed altre si-
al sabato, ma passando dalla concertazione col
verse esperienze, per senso e prospettive. mili, richiedano l’intervento della politica e
padrone alla concertazione delle lotte!!! E
Un ex operaio Comital, ora distaccato nella che il sindacato, in queste condizioni, faccia
questo i confederali non lo fanno!!! Sono
FIOM, ha parlato delle grosse difficoltà di tro- ciò che può: dunque per lui è ingiusto attac-
complici e asserviti al mantenimento dello
vare un acquirente della fabbrica (97 lavora- carlo…Si tratterebbe allora di fare pressione
“Status Quo”… E fare qualche Congresso con
tori in CIGS fino a maggio 2010) data la sui politici: E come può, si chiede, un’asso-
le solite manfrine correntizie quando nessuno
sovracapacità della produzione di alluminio, ciazione come la nostra (né sindacato, né par-
dei contendenti vuole mettere in discussione
ed ha concluso che sbocchi ragionevoli non ne tito) giocarsi una partita del genere?
il posticino, serve a poco!
vede. Sarebbe tutto rimandato ad un corretto E’ stata allora la volta di un dirigente della
Ogni operaio che si trovi in condizioni di voler
intervento delle autorità pubbliche per non CGIL bergamasca, che, dopo aver elogiato la
reagire a questo sfascio sappia che la Rete si
smantellare un’area che, a detta di esse, deve Rete per il tipo d’iniziativa (“inusuale e meri-
riunisce ogni Venerdì alle 21 a Nese e che da
rimanere industriale… toria”) ha cominciato a fare la difesa d’ufficio
noi troverà altri compagni che, come lui, vo-
Un altro compagno della Rete ha ricordato la del suo sindacato: la CGIL c’è nelle lotte;
gliono rialzare la testa!
correttezza della nostra analisi sui veri propo- sono casomai i lavoratori che latitano…basti
Novara: l’ottimismo del governo e quello della classe operaia
Il capo del governo aveva proprio ragione a hanno già perso il lavoro negli ultimi mesi è che ha annunciato di non riaprire dopo le ferie,
essere ottimista. Infatti anche nel Novarese, difficilmente quantificabile, ma certamente non hanno ricevuto le paghe degli ultimi due
come nel resto d’Italia, i segnali di uscita dalla siamo di fronte a cifre con tre zeri. mesi di lavoro. Gli operai della IMIT di Ca-
crisi e di ripresa economica si fanno ogni La crisi offre l’occasione di scardinare le stelletto Ticino hanno visto il cambio del li-
giorno sempre più consistenti e sono sotto gli stesse basi del rapporto di lavoro salariato, na- quidatore e il rinvio delle rate di pagamento
occhi di tutti: cresce il numero degli operai turalmente a esclusivo vantaggio dell’impresa. del tfr alla fine del periodo di cassa integra-
che lavorano senza essere pagati, cassa inte- Ormai sono circa duemila i lavoratori che non zione. La stessa corresponsione dell’assegno
grazione e sussidi di disoccupazione hanno ricevono più regolarmente, o non ricevono af- della cassa integrazione è un altro capitolo do-
raggiunto i massimi storici mentre i licenzia- fatto per mesi, o non riceveranno mai più, il lorosissimo e ne sanno qualcosa ancora una
menti dilagano. Infortuni e incidenti sul lavoro loro salario. Per esempio, gli operai della volta alla Bemberg, all’Ottone & Meloda di
continuano a mietere vittime. In fabbrica, i pa- Bemberg di Gozzano che in questi mesi hanno San Maurizio e in molte altre aziende in crisi.
droni hanno finalmente mano libera e si ap- effettuato la sorveglianza e il monitoraggio Se gli operai vivono situazioni così disperanti
prestano a consumare rese dei conti e vendette degli impianti e dei depositi di sostanze peri- da essere spinti addirittura a lavorare pratica-
a lungo covate. Chi continua a lavorare, è co- colose dopo la fermata del ciclo continuo, i mente gratis, per i padroni il momento è
stretto a farlo in condizioni sempre più difficili quali non sono ancora stati pagati. Alla Phone- quello dei buoni affari. In periodo di crisi, in-
e umilianti, saltando
anche i riposi, sotto
il ricatto di uno ster-
minato esercito di
riserva della forza-
lavoro che cresce di
giorno in giorno.
Mentre fabbriche
storiche e vecchi
commenda cadono
nel fango, arrivano i
nuovi pescicani del
capitale con le loro
spregiudicate mano-
vre speculative e
operazioni di con-
centrazione. Questa,
in sintesi, la situa-
zione che si sta deli-
neando a un mese
dalla fine delle ul-
time ferie, certa-
mente tra le più
angosciose e cari-
che di preoccupa-
zione da mezzo
secolo a questa
parte. media di Novara, l’unica certezza è diventata fatti, non mancano le prede ghiotte, si com-
Nei primi sei mesi dell’anno in provincia di l’irregolarità dei pagamenti. I soldi vengono pera e bene e a basso prezzo, senza contare la
Novara, le ore di cassa integrazione straordi- dati col contagocce, a singhiozzo, a tranche e possibilità di lucrare sui contributi pubblici o
naria sono cresciute del 62% e quelle della con mesi di ritardo. Questa situazione dura da sulle agevolazioni e gli aiuti forniti, per esem-
cassa ordinaria del 534% rispetto al primo se- gennaio e i nuovi proprietari dell’azienda pio, dalla Prodi bis. Il colpo più grosso è stato
mestre 2008: cinque milioni di ore, pari a hanno detto chiaramente che fino al termine finora messo a punto dalla Sambonet di Or-
quelle erogate in tutti i tre anni e mezzo prece- dell’anno le cose continueranno in questo fengo – 261 dipendenti-, che sostenuta dalla
denti, ma, due mesi dopo, ad agosto, le ore in- modo. Poi, si vedrà. I lavoratori, con paghe di BPN (tanto per chiarire a chi concedono cre-
tegrate erano già schizzate verso il nuovo 500 euro per i part time e di 700-1000 euro per dito le banche), ha acquisito il controllo del
record di sette milioni. In pratica ci troviamo, il tempo pieno e indeterminato, sono alla di- gruppo bavarese Rosenthal con 1.200 addetti,
da una parte, davanti a migliaia di licenzia- sperazione. I vigili del fuoco del VCO, a causa andando a formare una delle maggiori concen-
menti momentaneamente congelati e, dall’al- dei vuoti nell’organico, sono continuamente trazioni del comparto. Invece, la De Agostini,
tra parte, a centinaia di lavoratori che, con costretti con ordini di servizio a saltare i riposi fresca fresca dei licenziamenti nei suoi stabi-
l’integrazione ordinaria, iniziano un calvario e a fare straordinari che non vengono pagati, limenti di Novara, ha realizzato un utile netto
destinato a proseguire con la cassa straordina- se non con ritardi di sei mesi e più. Per i pre- di 13,3 milioni di euro (tanto per chiarire
ria e le procedure di mobilità e cessazione cari, la situazione è addirittura peggiore per- come si accumulano i profitti) e acquistato,
d’attività. I lavoratori in integrazione sono ché ritardano anche i pagamenti dei salari. I battendo l’offerta della Giunti, il 35% della
circa dodicimila, mentre il numero di quanti dipendenti della ditta Rocca di Borgo Ticino, proprietà del ramo di azienda della White Star
di Vercelli, un’importante casa editrice fallita mente l’attività col 31 luglio. I 76 dipendenti
e posta in concordato preventivo. Meno tra- sono in cassa integrazione straordinaria per
sparenti i destini della Phonemedia, che è pas- cessazione di attività con collocamento in mo-
sata sotto il controllo dell’inglese Omega, e bilità.
della Ottone & Meloda, trasferita a una società Elettra Energia di Acerra: la società che gesti-
di trading, quindi commerciale, la Paul Weil sce l’inceneritore del presidio militare è nova- aprirebbe la procedura per la cessazione di at-
Arabia Holding Ltd, mediante la modalità del- rese e novaresi una parte dei 36 dipendenti tività. Conseguenze gravi anche per i terzisti,
l’affitto di ramo d’azienda. Anche sui nuovi licenziati. che, di fronte al forte ridimensionamento
proprietari della Bemberg aleggia fitto il mi- Fard di Gozzano: i 30 dipendenti sono da lu- dell’attività, e in attesa del pagamento degli
stero. Un giornale ha scritto che durante la glio in cassa integrazione straordinaria per un arretrati dell’azienda fallita, sarebbero spinti
trattativa siano stati divulgati volutamente anno. a licenziare a loro volta e a chiudere.
falsi nomi della ditta acquirente per… “depi- Filatura di Grignasco: l’attività è stata riav- Pertusi di Trecate: tessitura, è chiusa.
stare” non si sa bene chi e concludere senza viata da quattro nuovi soci che l’hanno acqui- Phonemedia di Novara: creata sul finire del
ficcanaso l’operazione. Certamente, chi si pre- sita coi benefici della Prodi bis. Tuttavia, la millennio scorso da Fabrizio Cazzago, è uno
senta in questo modo poco limpido non fa una nuova azienda ha riassorbito al momento solo dei più grandi call center italiani e una delle
buona impressione e, in ogni caso, anche qui una sessantina di operai: gli altri 300 riman- maggiori realtà occupazionali di Novara, con-
il vento soffia verso l’estero e puzza di Sviz- gono in cassa di integrazione e non ci sono tando ben 620 addetti. È stata comprata dal
zera. possibilità che, per un numero minimo, di gruppo Omega, controllato dalla Restform Ltd
Poi ci sono quelli un po’ più piccoli, come la rientrare a lavorare. di Londra. Lo stesso gruppo ha acquisito in
Huber, che va rastrellando, e ripulendo con li- Fondazione Santa Maria di Pernate: è una casa Italia anche il controllo di AGILE, quel che ri-
cenziamenti striscianti, diverse aziende del di- di riposo. Sono state licenziate senza preav- mane del colosso Olivetti e, da allora, sono
stretto del rubinetto oppure le Rubinetterie viso tre lavoratrici perché tesserate alla CGIL, spariti salari, contributi e commesse. I lavora-
Nobili, che hanno comprato la maggioranza esattamente come era successo due anni fa tori di Novara pertanto nutrono serie preoccu-
dello storico gruppo Stella di Novara, o ancora con altre tre addette appena tesserate al sinda- pazioni per il futuro dell’occupazione.
La Comoli Ferrari di Novara, che si è accapar- cato. Rocca di Borgo Ticino: impresa edile con 7
rata la GdT Elettroforniture di Rozzano, Granarolo di Novara: la Cooperativa Latte cantieri aperti e 45 dipendenti ha chiuso i bat-
un’azienda con 91 milioni di fatturato e 26 fi- Verbano, fondata negli anni ’30, fallita nel tenti dopo le ferie
liali. In questa corsa all’arraffa arraffa, non è 1990, fu rilevata dalla Granarolo. I nuovi pro- Scuola: sono 286 i precari novaresi, tra inse-
voluta esser da meno neanche l’amministra- prietari hanno esternalizzato la logistica, la gnanti e personale non docente, che perde-
zione leghista del comune di Novara che sta manutenzione, la pulizia e altri servizi dimez- ranno il posto di lavoro in conseguenza della
avviando l’operazione di vendita e privatizza- zando l’occupazione. La chiusura dell’im- prima applicazione dei tagli del governo, de-
zione della Pharma, la partecipata proprietaria pianto di Novara pertanto mette in crisi anche stinati a continuare nei prossimi due anni. La
delle redditizie farmacie comunali della città, duecento posti di lavoro nell’indotto e i rap- situazione è resa ancora più difficile e dram-
un vero gioiello di famiglia. porti coi caseifici locali, di cui la Granarolo matica dalla decisione di inserire i candidati
Altri preferiscono delocalizzare o spostare le lavorava le eccedenze di latte. provenienti da fuori provincia in coda alle gra-
produzioni come la tedesca EGO, che ha li- Ideal Standard di Gozzano: ex Sottini, rubi- duatorie di assunzione. Questa decisione as-
quidato la filiale italiana di Cameri, trasfe- netteria storica fondata negli anni Quaranta, surda e illegittima, imposta dalla Lega, ha
rendo la produzione in Slovenia e in fu acquistata nel 1987 dalla multinazionale innescato una guerra tra poveri, nel tentativo
Germania, oppure la Granarolo, che ha deciso americana. Contava allora 120 dipendenti. di fomentare l’odio tra precari del Nord e del
di spostare come pacchi i lavoratori di Novara Ora, ne sono rimasti 29 che la proprietà, la Sud. La situazione è resa ancora più caotica
a Pasturago e a Bologna, o ancora Versace, Bain Capital, vorrebbe licenziare chiudendo dalla decisione del TAR che ha annullato il
che a Novara ha preferito la Svizzera, dove si lo stabilimento di Gozzano, nel quadro di un provvedimento.
pagano meno tasse. piano di riordino della produzione italiana che SITAI Inox di Prato Sesia: sono stati annun-
Vediamo ora la situazione nelle principali si- comporta 650 licenziamenti. A Brescia, inse- ciati 70 licenziamenti su 114 addetti, mentre
tuazioni di crisi aziendale. diamento storico dell’azienda qui presente da si attende la nomina del commissario straor-
Alhstrom di Cressa: la lunga vertenza con la quasi 60 anni, i 130 operai occupano la fab- dinario.
multinazionale finlandese si è chiusa con un brica dal 22 settembre. SITAS di Cerano: i dipendenti sono in cassa
accordo che prevede la mobilità volontaria per IMIT di Castelletto Ticino: è iniziato il se- integrazione per cessata attività.
55 lavoratori, anziché i 59 chiesti dalla ditta, condo anno di cassa integrazione per i 229 di- Telecom di Novara: i 130 dipendenti, vanno
di cui 36 a Cressa, dove è stata chiusa una pendenti, di cui 122 sono stati ricollocati in avanti coi contratti di solidarietà, cioè con la
linea. Gli esuberi rimanenti saranno varia- buona parte con contratto a termine. riduzione di orario e di salario.
mente ricollocati negli stabilimenti del Lagostina di Crusinallo: la multinazionale Veze di Novara: proprietà della Versace, è
gruppo. francese SEB, ha annunciato 73 esuberi. stata posta in liquidazione. Venti operai sa-
Bemberg: il comune di Gozzano ha provve- Meritor di Cameri: ex Iveco, ex Rockwell, è ranno riassunti a Stabio in Svizzera e dieci
duto allo svuotamento delle cisterne conte- attualmente di proprietà di una multinazionale verranno licenziati.
nenti 250 tonnellate di acido solforico, mentre americana; negli ultimi anni sono stati elimi- Veramente, per la classe operaia, le uniche ra-
rimane irrisolto il problema dello smaltimento nati 120 lavoratori interinali, ma il manage- gioni per essere ottimisti rimangono contare
dei depositi di amianto. Bloccata in extremis ment ha annunciato la messa in mobilità di 90 sulle proprie forze, riprendere la lotta e abban-
l’udienza per il fallimento, venerdì 2 ottobre, lavoratori sui 557 attualmente in forza al- donare quella “cultura della sconfitta” e della
è stata firmata la cessione del 51% del pac- l’azienda. delega che ha prodotto i peggiori disastri di
chetto azionario a una nuova società, la M&L MGO Spa si Oleggio: ha cessato l’attività. questi anni.
Tech di Lugano. Ottone & Meloda di San Maurizio d’Opaglio:
EGO Italia di Veveri: sorta nel 1961 e fino al altra rubinetteria storica attiva da mezzo se- Angelo Vecchi, insegnante
1996 gestita dalla famiglia Agradi, giunse a colo e posta in liquidazione. Dal dicembre
dare lavoro a quasi 400 dipendenti. In seguito, 2008, 120 dipendenti sono in cassa integra-
fu ceduta a una multinazionale svizzero-tede- zione e una cinquantina lavorano a rotazione.
sca. Dopo il taglio di 45 dipendenti a gennaio, Con la nuova società dovrebbero essere rias-
la proprietà ha deciso di chiudere definitiva- sorbiti solo 40 operai mentre per gli altri si
La crisi nel settore ICT e la tipicità dei lavoratori “atipici” dette in outsourcing. Ossia, lavorano princi-
palmente in appalto.
Collettivo lavoratori autoconvocati Sirti Questo andamento rende strutturalmente in-
Di fronte al dilagare degli effetti di questa crisi intere aree del comparto informatico, altre stabile la vita di migliaia di lavoratori e lavo-
strutturale del capitalismo internazionale, propendono per una soluzione di compro- ratrici che dipendono dagli andamenti del
anche nel comparto informatico e tecnologico messo, decidendo di esternalizzare esclusiva- mercato o dalla durata di commesse esterne.
italiano le aziende ne approfittano per ristrut- mente il lavoro di manovalanza, mantenendo E ormai non cambia molto neanche se questi
turare. Oltre ai ridimensionamenti dei servizi al proprio interno ruoli manageriali. lavorano con contratti a tempo indeterminato.
esternalizzati nella pubblica amministrazione Ma questa crisi in realtà non ha fatto altro che Infatti, i casi di colossi quali IBM (migliaia di
e alla crisi profonda del comparto bancario accentuare un fenomeno in corso da anni. Le esuberi annunciati alcuni mesi fa non per aper-
(con conseguenti massicci tagli nel comparto più recenti indagini sul lavoro precario (Eures, tura di una crisi, bensì per “non sufficienti pro-
IT), assistiamo a licenziamenti collettivi in so- Eurispes, CNEL) evidenziano tutte come la fitti”, chiusure di aziende dell’indotto),
cietà fino a poco tempo fa stabili. Eclatante è quota di lavoratori ultra-flessibili, ossia as- Ericsson (chiusura di interi impianti per al-
il caso di Eutelia (quinto operatore nazionale sunti con le diverse tipologie dei contratti “ati- cune delocalizzazioni più convenienti) e Tele-
di TLC) che ha ceduto ad Omega l’intero pici”, da tempo non coinvolga più solamente com (esuberi, spacchettamenti e vendite di
comparto IT dopo una cessione ramo i giovani sotto i 32 anni, ma anche una parte decine di migliaia di lavoratori per ridurre i
d’azienda pilotata in una scatola vuota di cospicua di coloro che hanno un’età compresa costi con impatti devastanti sugli appalti) di-
nome Agile srl. Ora 1.200 lavoratori e lavora- tra i 33 e i 40 anni. Alcuni studi sindacali par- mostrano come il modello di questo settore di
trici su 1.900 rischiano il posto e non percepi- lano, addirittura, di 8 lavoratori su 10 tra i neo- mercato sia quello rappresentato da una mi-
scono lo stipendio da mesi, perché l’unico assunti ormai inquadrati come non dipendenti riade di piccole e medie aziende che forni-
scopo del nuovo proprietario è una mera spe- o para-subordinati. Non stupisce, allora, se scono manodopera, senza grandi garanzie e
culazione attraverso lo “snellimento” di que- una ricerca dell’Eurispes, che un paio di anni salari sempre più bassi, alle poche grandi che
sto comparto (ossia centinaia di esuberi) per fa aveva fatto scalpore sulle colonne di molti gestiscono il mercato a loro piacimento. Que-
vendere al miglior offerente le migliaia di chi- giornali, evidenzi come i soggetti coinvolti sta “integrazione” è talmente avanzata che il
lometri di fibra ottica che detiene e gestisce. “mostrino sfiducia verso il futuro e vivano il settore, ormai, è denominato Information &
Altri casi significativi sono quelli che riguar- presente in modo ansioso manifestando anche Communication Technology (ICT), in so-
dano i lavoratori stanza informa-
di Engineering e tica più
di Motorola in- telecomunica-
tenzionate a ri- zioni, e impiega
d u r r e globalmente più
fortemente il di un milione di
personale, no- persone con le
nostante gli an- più svariate ti-
d a m e n t i pologie di con-
economici tutto t r a t t o :
sommato posi- metalmecca-
tivi, come forma nico, commer-
“preventiva” di c i o ,
mantenimento telecomunica-
della propria competitività nel dispiegarsi disturbi psicologici, attacchi di panico”. Tali zioni, credito, somministrati, ecc. Ma la ten-
della crisi. considerazioni ci inducono a riflettere sulle denza in maggiore crescita è proprio quella
Anche i lavoratori delle aziende che nutrono il conseguenze sociali, e non solo sindacali, che della flessibilizzazione incarnata proprio dai
proprio business attraverso Internet stanno pa- ha questo fenomeno ormai strutturale. cosiddetti contratti atipici (a progetto, a partita
gando sulla propria pelle questo ciclo: eBay Infatti, l’atipicità del rapporto di lavoro è IVA, ecc.). Lavoratori consulenti nella forma,
Italia licenzia 1.000 persone e cerca altre ormai molto “tipica” per i lavoratori, una con- subordinati nel contenuto.
strade per fronteggiare la crisi (col motto “al- dizione diffusissima che conosciamo molto Questa tipologia di lavoratori è caratterizzata
leggerire per rilanciare”), Yahoo! segue più o bene anche nel nostro settore. Questo è un set- da una forte instabilità contrattuale e norma-
meno una strada analoga, vendendo Kelkoo e tore caratterizzato, da oltre un decennio, dal tiva ed è quasi completamente esclusa da
cercando accordi con altre società nel settore massiccio utilizzo di lavoro interinale e di molti dei diritti conquistati dal movimento dei
mobile. Ma questi sono solo i casi più noti e consulenti a progetto (con una media di 6 mesi lavoratori nei decenni passati. Questi diritti
conosciuti dalle cronache. Si può solo imma- a contratto) e dalla presenza di centinaia di negati non comprendono solo il livello sala-
ginare, invece, quanto i lavoratori delle pic- piccole e medie aziende che, di fatto, si occu- riale indecente e discontinuo (spesso caratte-
cole realtà stiano tirando la cinghia. E’ già pano solo di “somministrazione” di questa ti- rizzato dalle undici mensilità), ma anche tutto
altissimo il numero di colleghi operanti nel- pologia di lavoro e non producono niente di ciò che sostanzialmente riguarda lo statuto dei
l’IT (specie in quello della consulenza) rien- proprio. Queste imprese affittano quasi unica- lavoratori. I contributi pensionistici, malattie,
trati “in sede” in attesa di una nuova mente forza-lavoro, progetti o software per le maternità, ferie pagate e una stabilità di la-
collocazione per la sospensione della propria grosse aziende monopolistiche soprattutto nel voro. Ed è proprio a partire dalla diffusione
commessa anche da parte di grossi clienti rite- settore delle Telecomunicazioni, nel settore massiccia di questa tipologia di particolare la-
nuti “storici”. Quali sono le strade scelte dalle pubblico ed in quello bancario. voratore flessibile e delle esternalizzazioni che
aziende di fronte alla crisi? Tra quelle il cui Molte delle grandi aziende come IBM e HP quello a tempo indeterminato vede sottrarsi
Core Business non è prettamente nell’ambito non puntano ormai più sulla produzione via via le conquiste che credeva erroneamente
IT alcune stanno optando per le dismissioni di dell’hardware, ma sempre di più sulle attività “garantite” per sempre. Contrattazioni individuali,
salari legati alla produttività, cancellazione del diritto casi della FIAT di Melfi, delle mobilitazioni nei call
di sciopero e della giusta causa, sono alcuni dei fili su centers e tra gli insegnanti precari sembrerebbero
cui corre questo messaggio padronale: la flessibiliz- confermare questa tendenza.
zazione di tutta la classe lavoratrice. D’altronde le burocrazie sindacali anziché incorag-
In particolare attraverso le esternalizzazioni e le ces- giare l’unione tra i lavoratori, siano essi giovani “ati-
sioni ramo d’azienda, poi, le grandi imprese “spo- pici” o tradizionalmente inquadrati in una categoria,
stano” settori interi del proprio processo lavorativo e favoriscono la frammentazione accettando questa lo- Corrispondenza da Trieste
produttivo verso quelle aziende più piccole (esterne gica o addirittura promuovendola in nome della di- L’affermazione più idiota che abbiamo letto sulla
ma con un fatturato interamente dipendente dal- fesa dell’economia “nazionale” di fronte alla crisi. crisi nella Provincia di Trieste è quella secondo cui
l’azienda committente) di cui parlavamo prima, ob- Nascono così i sindacati rappresentanti delle nuove non ci saranno ricadute rilevanti perché il territorio
bligando le decine di migliaia di lavoratori coinvolti, tipologie di lavoro (ossia dei precari), si sostengono non ha una presenza industriale importante. Ora si
tratta di metterci d’accordo sui termini e sulle quan-
sotto la minaccia delle crisi e delle chiusure aziendali, leggi come il “Pacchetto Treu” (salvo poi ribellarsi
tità. Ci sono due situazioni croniche che non sono
a lavorare in condizioni contrattuali nettamente peg- alla sua “naturale” evoluzione peggiorativa: la Legge legate direttamente alla crisi. La Wartsila vive con
giori e maggiormente precarie. Flessibili, appunto. 30), si sostiene la detassazione degli straordinari e la sindrome cinese, con la preoccupazione del-
Nelle grandi aziende delle telecomunicazioni, nel l’estensione dei tempi determinati del “Protocollo l’apertura di uno stabilimento in Cina. Occupa un
terziario avanzato, nelle fabbriche e persino nei ser- sul Welfare”, si compartecipa alla flessibilizzazione migliaio di lavoratori, in maggioranza tecnici e im-
vizi pubblici, non è raro, ormai, trovare fianco a del salario indiretto (TFR, pensione, sanità) con pro- piegati, più l’indotto a rimorchio che è composto in
fianco lavoratori che svolgono mansioni simili, pri Fondi eAssicurazioni, si fanno aperture alla con- prevalenza da piccole imprese e cooperative. La
uguali o interconnesse tra loro con contratti e retribu- troriforma del CCNL e alla “settimana corta” con Wartsila è la più grande fabbrica europea di motori
zioni le più disparate. La tendenza ormai affermatasi riduzione di salario. Parallelamente si rinuncia alla navali e il suo futuro dipende dall’andamento degli
è al mantenimento di alcuni servizi considerati stra- lotta aperta per la “stabilizzazione” del posto di la- ordinativi europei, altrimenti si sposterà anche fisi-
tegici all’interno dell’impresa e a delegare la mano- voro facendo accettare proprio quella logica per cui camente sul mercato asiatico. L’altra cronicità di
Trieste è rappresentata dalla Ferriera di Servola che
dopera dei settori ad “alto valore aggiunto”, ossia ad “il posto di lavoro fisso” sarebbe una cosa d’altri
la Lucchini – Severstal intende chiudere entro il
“alti margini di profitto e di sfruttamento” (pensiamo tempi. In realtà la lotta per la conquista di uguali di- 2015, ma che a detta degli stessi dirigenti naviga a
ai call centers), a piccole-medie aziende in appalto, ritti, contratti e salari per tutti i lavoratori è un inte- vista ed è interessante fintanto che attingerà al fi-
in sub-appalto o in outsourcing. resse vitale, prima di tutto, proprio per i dipendenti nanziamento del CIP6 - in scadenza. Si parla di
Dalle conquiste del ciclo di lotte operaie del ‘69-‘73 con contratti a tempo indeterminato.Anche qui il no- 500 dipendenti più un indotto di pari entità rappre-
fino agli anni ‘80, le forme di “lavoro atipico” non stro settore ce lo insegna. Maggiore è il numero dei sentato principalmente dai dipendenti Sertubi, sta-
erano previste né dalla legislazione né dai contratti di lavoratori “atipici” senza prospettive di stabilizza- bilimento al quale la Ferriera fornisce ghisa liquida.
lavoro. Si limitavano essenzialmente alle libere pro- zione del proprio contratto, maggiori sono le armi in Come gli altri stabilimenti siderurgici ha il suo co-
fessioni, al rapporto che legava il giovane professio- mano al padrone per ottenere con il ricatto la flessi- rollario di proteste degli abitanti dei quartieri, con
nista al “socio anziano” dello studio, al tirocinio col bilizzazione (cioè la cancellazione) dei nostri diritti. tutte le implicazioni conseguenti e un problema di
quale il giovane doveva imparare il mestiere. Fuori La stessa carta costituzionale della Repubblica, come sicurezza sul lavoro. Negli stabilimenti in chiusura
programmata potrebbe prodursi l’effetto Thyssen-
dalle libere professioni, c’era il più brutale lavoro incessantemente ci viene ricordato, prevederebbe
krupp, per cui il rischio sicurezza tende ad aumen-
nero, ma anche una legislazione che regolava il uguali diritti “per tutti”. Ma, aldilà del nebuloso con- tare in quanto tendono a diminuire le manutenzioni
“mercato del lavoro” in modo da proteggere, tra l’al- cetto di “cittadinanza”, abbiamo imparato a nostre e le attenzioni. E’ di questi giorni uno sciopero di
tro, la grande industria dalla concorrenza delle pic- spese che esistono classi sociali ben distinte con pos- quattro ore indetto dai sindacati per segnalare l’au-
cole. Negli anni ‘90 avviene però un’ulteriore sibilità di accesso reale completamente differente ai mento del rischio sicurezza in presenza di una co-
drastica riduzione del tasso di profitto (in corso già quei “diritti” scritti sulla carta. stante diminuzione degli organici. Per valutare gli
dagli anni ‘70) per le imprese capitalistiche. Per con- Così come i dati sui profitti delle grandi aziende, for- effetti negativi della crisi serve partire da due affer-
servare competitività sui mercati, e dovendo rinun- niti da Mediobanca, dimostrano come nel mare in mazioni. 1) Prima della dichiarazione ufficiale –
ciare con l’introduzione dell’Euro a tempesta della crisi non siamo affatto tutti sulla stessa mondiale della crisi le cose non andavano mica
pratiche-tampone quali la “svalutazione” o dovendo barca. Ci sono, infatti, imprenditori e amministratori bene, non è quindi sufficiente un ritorno a prima
ridurre il debito pubblico per i restrittivi parametri di grandi aziende che affrontano la burrasca sui pro- della crisi, sarebbe un ritorno alla difficoltà di arri-
vare alla quarta settimana per indicare una tra le
della UE, ecco che viene imposta sulla pelle della pri mega-yacht e navi da crociera, mentre operai e
varie indicazioni del periodo. 2) Nella crisi c’è uno
classe lavoratrice la necessità di “riformare” il mer- precari navigano sulle proprie zattere in balia delle spostamento massiccio verso la precarietà, la crisi
cato del lavoro. Nei pensatoi delle università italiane, onde. Gli scenari dell’inizio del XXI° ci riportano viene usata come arma finale contro le richieste
il fior fiore di “giuslavoristi” e sindacalisti hanno così indietro di decenni in tema di condizione operaia degli atipici, con il più grande licenziamento col-
steso progetti per ridurre i costi del lavoro, mentre il quando la precarietà dei lavoratori salariati (sempre lettivo ( scuola ) e attaccando a fondo tutto il sistema
personale politico, trasversalmente da destra a sini- “tipica” in regime di economia capitalistica) era del lavoro - in qualche modo garantito - .Alla luce
stra, dai salotti televisivi comincia un bombarda- anche garantita dalle normative. di queste due affermazioni si possono leggere nel
mento ideologico sui lavoratori a proposito della Proprio perché di fronte alla crisi non siamo tutti mondo del lavoro di questa città che praticamente
“flessibilità” e della “fine della logica del posto “sulla stessa barca”, è necessaria la ripresa di un mo- coincide con il territorio della Provincia tutti i con-
fisso”. E’in questo quadro che nascono i Lavori So- vimento autonomo (dalle compatibilità imposte dalle tinui peggioramenti. Anche in luoghi dove ci sono
cialmente Utili, il PacchettoTreu, la Legge 30, il Pro- leggi del mercato e dalla concertazione) della classe ancora grosse concentrazioni di lavoratori - dal Co-
mune, alla Sanità o al porto -, passano esternalizza-
tocollo sul Welfare e la Legge 133. lavoratrice che deve ritrovare le sue migliori energie
zioni, appalti, cooperative (di autosfruttamento). Da
Questa deregolamentazione del mercato del lavoro nella fusione tra le giovani generazioni precarie e segnalare in particolare la vicenda della Cartiera di
favorisce, inoltre, una tendenziale divisione all’in- quelle tradizionalmente operaie. Certo bisognerà tro- Duino dove i lavoratori assieme alle loro RSU e vi-
terno della classe lavoratrice in cui i cinquantenni, il- vare forme di collegamento stabili e “adeguate ai ceversa hanno impostato una battaglia contro i li-
ludendosi di difendere il posto di lavoro e le proprie tempi”, corrispondenti alla necessità di legare le lotte cenziamenti arrivando ad una riduzione dell’orario
residue garanzie, stentano a scendere in mobilita- dei grandi centri produttivi con quelle diffuse e di- di lavoro per evitare i licenziamenti, pagando con le
zione per i diritti dei neo-assunti nella giungla delle sperse sul territorio, stringendo rapporti di solidarietà proprie ferie e con permessi non retribuiti le ore
nuove tipologie contrattuali. e organizzazione nei luoghi dello sfruttamento in una mancanti.Anche a fronte di questo impegno dei la-
Nel nuovo mercato del lavoro si viene a determinare prospettiva di una nuova capacità dei lavoratori di voratori la dirigenza aziendale persegue l’obiettivo
una potenziale divisione tra i lavoratori, su base ge- ricominciare ad imporre alla società (quella del “li- della massima flessibilità della forza lavoro. E’una
nerazionale oltre che giuridica, con i “tipici” spesso bero mercato”) un proprio punto di vista indipen- vertenza e una lotta da seguire con attenzione per-
ché porta al suo interno le contraddizioni principali
più anziani e corporativi e gli “atipici” più giovani e dente. Che non sia costretto, quantomeno, a bersi
di questa crisi. Paolo Hlacia - Trieste
combattivi. Non è una legge universale, ma anche i senza fiatare i calici avvelenati del padronato.
La crisi in Gran Bretagna e Irlanda CIG garantita per 52 settimane + 12 di bonus +
1 altra settimana per ogni anno di anzianità la-
vorativa fino al 41° anno d'età + 1 settimana e
Con una media di disoccupati rispettivamente 5%. mezza supplementare per ogni anno oltre il 41°,
dello 7,6 % (maggio 2009) e 11,7% (marzo BRITISH AIRWAYS: la dirigenza ha chiesto ma strumentale a porre fine ad una resistenza
2009), percentuali in costante crescita, Gran ai dipendenti “un sacrificio”, e cioè un mese di feroce e determinata che imbarazza da una parte
Bretagna ed Irlanda si attestano fra i Paesi Eu- lavoro senza retribuzione. L'80% dei dipendenti il governo laburista, incapace di ristabilire quei
ropei più colpiti, almeno in termini statistici, ha rifiutato, ma un preoccupante 20% ha accet- diritti sindacali minimi spazzati via dall'era
dalla crisi. tato. Thatcher, e dall'altra le Unions.
La percentuale di disoccupazione in Gran Bre- In questo panorama desolante di violenti attac- L'assenza totale della Unions nel quadro attuale
tagna è la più alta registrata dal 1981 , e se da chi padronali al lavoro salariato, un'indagine è materia spinosa; in tutte le lotte attive i prota-
una parte il salario medio (pubblico e privato) è condotta da un sito vicino ai Tories (Keep Bri- gonisti sono delegati generosi che si scontrano
in caduta libera dai primi mesi del 2009 (-1% tain Working ) registra che a fronte del fatto che con la loro stessa sigla guidando azioni in modo
nel trimestre marzo-maggio) i bonus dei diri- più della metà dei lavoratori Inglesi ha speri- indipendente, minacciati di conseguenze legali
genti risultano casualmente in controtendenza: mentato una diminuzione di stipendio, aumento che però alla prova dei fatti non sono mai intra-
+ 2,3% (maggio 2008-maggio 2009). In Ir- prese.
landa, il governo conservatore guidato da Brian D'altro canto, la palese contiguità fra ambienti
Cowen ha cercato di arginare la crisi con il sindacali e vertici laburisti (dimostrata da ex
“Budget” , una sorta di DPEF dalle chiare linee funzionari delle Unions che siedono nelle fila
programmatiche: paracadute fiscale per le im- della House of Lords; e ricordiamo inoltre che
prese e salvataggio delle banche, tagli per un in Gran Bretagna un accordo del 2004 consente
miliardo di Euro alla spesa pubblica (comparto il finanziamento massiccio del partito laburista
scuola) e per due miliardi alla sanità (elimina- da parte delle Unions) non porta comunque a
zione dell'assistenza sanitaria gratuita per gli nulla di fatto per i lavoratori, e per il sistema di
ultra-settantenni, vincolandola al reddito). Il tutela dei diritti dei lavoratori in azienda.
tutto, definendo il Budget un “appello accorato La crisi economica che oltremanica si è fatta
al senso patriottico di ciascuno”. sentire in maniera più acuta rispetto a paesi
Di fronte alla timida reazione dei sindacati, che come il nostro ha indotto i lavoratori a scegliere
hanno obiettato solo contestando la soglia di modalità di lotta più incisive e ad organizzarsi in
reddito per accedere all'assistenza sanitaria, gli maniera autonoma. I governi irlandese e britan-
Irlandesi hanno manifestato il loro “patriotti- di pressioni per maggiori richieste di produtti- nico hanno risposto mettendo in piedi il più
smo” scendendo in piazza a più riprese tra la vità e flessibilità, solo il 3% si dichiara disposto grosso piano di salvataggio delle banche, nazio-
fine del 2008 e l'inizio del 2009, raggiungendo ad ingaggiare una qualche forma di opposizione nalizzando i più grossi istituti di credito, cor-
la quota di 100 mila persone il 21 Febbraio 2009 se il datore di lavoro chiede sacrifici, senza però rendo così in aiuto dei soggetti responsabili di
a Dublino, per protestare contro gli aiuti di Stato attuarne in prima persona; percentuale che però questa crisi. Nessuna politica è stata messa in
alle banche. schizza al 46%, se si chiede se, al posto dei la- atto per difendere i posti di lavoro e per salva-
In Gran Bretagna la situazione non si delinea voratori della Visteon, gli intervistati sarebbero guardare il potere d'acquisto dei salari;anzi, in
più rosea. In breve, le situazioni più critiche nel stati disposti ad occupare e scioperare. alcuni casi, vedi l'Irlanda, il governo ne ha ap-
panorama industriale : E veniamo dunque agli esempi di lotte attive profittato per ridurre drasticamente la spesa
VAUXHALL: la sussidiaria della General Mo- contro la crisi: pubblica su previdenza, sanità e scuola. Le
tors per il 2009 ha annunciato – in modo al- TOTAL: a Lindsey, dopo gli “scioperi sel- Unions in questo contesto hanno agito come
quanto atipico- per bocca del ministro laburista vaggi” di inizio 2009, i lavoratori ad inizio giu- strumento di mediazione e di pompieraggio
Mandelsson pesanti tagli di personale nei due gno si sono nuovamente mobilitati in modo delle istanze dei lavoratori. Questi ultimi
grandi stabilimenti di Luton ed Ellesmere Port. autonomo di fronte al licenziamento improvviso stanno di contro pagando il prezzo più alto,
BMW: nonostante la grande popolarità della fa- di 51 colleghi – dopo una settimana di sciopero stante l'aumento vertiginoso del numero di co-
mosa “Mini”, a Febbraio nello stabilimento di “illegale”, picchetto altrettanto illegale con loro che si sono trovati da un giorno all'altro
Cowley ad Oxford sono stati liquidati 850 inte- blocco totale delle entrate e dopo 85 milioni di senza lavoro. Tutto questo ha trovato un terreno
rinali grazie alla mancata ricezione- per negli- sterline di perdite per l'azienda, si è ottenuto il fertile, grazie alle politiche della Thatcher e di
genza tutta Labour- di una direttiva europea che reintegro dei licenziati. Con nessuna conse- Blair, i quali hanno fatto tabula rasa di quello
equipara i diritti degli interinali a quelli dei di- guenza legale per gli scioperanti. VISTEON : i che fino agli anni '70 era considerato un Paese
pendenti diretti, in termini di CIG ed obbligo di tre stabilimenti di Enfield, Basildon e Belfast dove il movimento operaio era tra i più forti ed
preavviso in caso di licenziamento. che impiegano lavoratori ex- Ford passati alla avanzati tra i Paesi imperialisti, dove salari e di-
NISSAN MOTORS: nonostante lo stabili- Visteon per cessione di ramo d'azienda nel 2000 ritti erano garantiti.
mento di Sunderland vanti la produttività più (all'epoca, con garanzie concretissime da parte Paradossalmente, ma non tanto, la crisi apre
alta di tutte le altre filiali europee, la dirigenza di Ford di tutela dell'impiego e delle pensioni nuovi scenari: i lavoratori, mossi da concrete
ha annunciato tagli per 1200 unità su 4500 di- degli esternalizzati) entrano in agitazione dopo esigenze, hanno deciso di svincolarsi, di orga-
pendenti. la chiusura improvvisa- appena 5 minuti di pre- nizzarsi in maniera autonoma, come dimostrano
HONDA: la fabbrica di Swindon, dopo la chiu- avviso- dell' unità di Enfield. Dopo mesi di oc- le cronache di questi ultimi mesi. La speranza è
sura a gennaio, è stata riaperta a giugno grazie cupazione spontanea (soprattutto a Belfast) non che da queste lotte possa nascere un embrione di
ad un accordo secondo cui “solo” un quarto sostenuta dal sindacato Unite che pure aveva quel vasto e numeroso fronte di lavoratori ca-
degli operai sarebbero rimasti a casa, ed i tre promesso aiuti economici agli occupanti, a pace di proporsi come un'alternativa anticapita-
quarti restanti, dopo due mesi a paga ridotta al maggio viene concluso un accordo ottimo -per lista, in grado di porre le basi su scala mondiale
60%, proseguiranno con lo stipendio ridotto del gli standard britannici- sul piano economico,con di un'alternativa al sistema.
LA CRISI IN GERMANIA
L’economia tedesca è di norma considerata meccanismo di cogestione promuovendo lotte con-
immune alle crisi che colpiscono individual- giunte fra lavoratori inglesi, tedeschi ed americani
mente i vari settori, fondandosi su di un “ven- (stabilimenti Ford, interessati da licenziamenti di
taglio” di produzioni in cui generalmente i massa, e Detroit, in cui dalla riduzione oraria si è slit-
Tedeschi eccellono (industria automobilistica tati inevitabilmente alla disoccupazione) – a dimo-
e di costruzione macchinari, settore farmaceu- strazione del fatto che, ora più che mai, il
tico ecc). Il concetto è che, se gli USA o l’Eu- collegamento fra lavoratori non solo a livello nazio-
ropa sono in crisi, i beni prodotti dalla nale, ma trans-nazionale, è necessario per combattere
Germania sono comunque richiesti da altri un fronte molto compatto, e che raccoglie nuovi ac-
paesi (Cina, India, Russia), per cui l’impatto coliti anche fra chi sarebbe storicamente deputato
sull’economia interna è relativo. alla difesa dei lavoratori.
La crisi attuale, definita da molti osservatori
tedeschi “la peggiore dalla Seconda Guerra
Mondiale”, è però diversa, in quanto contrad-
La crisi in Sardegna
distinta sia da diminuzione del volume di ven- Antonello Tiddia, RSU Carbosulcis
dite dei prodotti, sia dalla mancanza di
liquidità da parte di consumatori e piccole im- La Sardegna è in crisi totale il settore industriale è
prese, che non dispongono quindi del necessa- ogni giorno un bollettino di guerra dal nord, al cen-
rio capitale per comprare i suddetti beni. Oltre tro al dell’Isola.Abbiamo la grossa crisi del Petrol-
a questo, si aggiunge una mancanza di cer- chimo di Portotorres,la crisi della Legler ad Ottana
tezza nel futuro, che porta anche chi potrebbe e della chimica adAssemini. Inoltre abbiamo forse
investire a non farlo, per prudenza. la crisi più forte e visibile nel Sulcis-Iglesiente.
Tutti i maggiori gruppi sono coinvolti, e fra i Il territorio del Sulcis -Iglesiente vanta il triste pri-
in crisi che invece di chiudere optano per la “sem- mato di oltre 30.000 disoccupati, ha una altissima
più colpiti risultano nomi “eccellenti”: Daim-
plice” riduzione oraria da 6 a 18 mesi, penalizzando percentuali di nuove generazioni che emigrano in
ler, Audi, Opel, MAN, Volkswagen, Luf-
di fatto solo i lavoratori e non le aziende, per le quali cerca di trovare una prima occupazione. Inoltre ab-
thansa.
i profitti, grazie a questi “bonus statali” , continuano biamo una crisi senza precedenti dell’apparato pro-
In dati, la crisi tedesca è descritta da un crollo
a non risentire della crisi globale. Il ricorso alla ridu- duttivo. La crisi in maniera differente, ha colpito
delle esportazioni ( -2.5 % in Agosto rispetto
zione oraria è stata colpevolmente sostenuta dai sin- cinque fabbriche della zona, quattro a Portovesme
al mese precedente; ma soprattutto un -31%
dacati – i dati parlano di circa 135000 lavoratori (Eurallumina, Alcoa, Portovesme srl e Otefail) e
registrato nell’export verso la Gran Bretagna,
coinvolti a Novembre 2008, cresciuti a 290600 a una nell’iglesiente (la Rockwool).
il maggior mercato di vendita dei macchinari
Gennaio 2009; solo in BMW il provvedimento in- L’Eurallumina è in una situazione gravissima 500
tedeschi), un’esposizione delle bacnhe nazio-
teressa circa il 25% della forza lavoro. Il portavoce persone sono a spasso e la cassa integrazione non
nali in titoli “tossici” per una somma che si
dei rappresentanti sindacali dello stabilimento Opel durerà per molto.
aggira intorno ai 300 miliardi di Euro (fonte:
di Eisenach, Harald Lieske, del sindacato IG Metall, L’Alcoa è l’azienda che in questi giorni si è messa
inchiesta di Der Spiegel basata su un dossier
ha dichiarato che la sigla è disponibile ad una decur- in luce con varie forme di lotta che conosciamo, ri-
ad uso interno circolato fra Bundesbank e
tazione di stipendio per conservare i posti di lavoro schia la chiusura. La Multinazionale americana è
Bafin, l’autorità indipendente di controllo del
– non considerando che lo stesso provvedimento non intenzionata ad attuare il piano di chiusura.
sistema bancario), tasso di disoccupazione in
ha impedito la chiusura di stabilimenti “cugini” Opel Nella Portovesme srl attualmente i 600 dipendenti
crescita o stallo ( fra 8.2% e 8.6% nel 2009,
negli Stati Uniti da parte di General Motors. delle imprese d’appalto sono in gran parte in
circa 3 milioni e mezzo di persone), dato che
La responsabilità sindacale in questa “resa” alla crisi cig,cosi come lo sono a rotazione,anche buona
però è falsato dal largo impiego della ridu-
è pesante, in quanto oltre ad aver permesso, negli parte dei dipendenti diretti.
zione oraria.
anni passati, una deriva verso la flessibilità totale del L’Otefail ha tutti i dipendenti in cig,sia diretti
Il malcontento dei più colpiti, i lavoratori, si
mercato del lavoro (nel quinquennio 2003-2008 la 150,che dell’indotto un altro centinaio.
è palesato nella manifestazione del 28 Marzo
percentuale di interinali è più che raddoppiata, cre- La Rockwool ha 160 lavoratori tra diretti e indotto
scorso, promossa da movimenti di base, sigle
ando fratture fra lavoratori di serie “A” impiegati di- a pericolo licenziamento,l’unica speranza è che
sindacali non riconosciute ed associazioni po-
rettamente, e lavoratori di serie “B”, a tempo qualche gruppo imprenditoriale rilevi l’azienda dai
litiche di sinistra in contemporanea con altre
determinato e sottopagati), sfavorendo l’assunzione danesi che hanno deciso la chiusura. Con una situa-
città europee, fra cui Londra e Vienna: 55000
a tempo indeterminato e di fatto cogestendo gli esu- zione simile sono convinto che occorra rilanciare
persone hanno marciato a Berlino e Franco-
beri attuali con le aziende. un piano di sviluppo, una nuova forma di conflitto,
forte sotto lo slogan “Wir zahlen nicht für eure
Ariprova della volontà delle maggiori sigle di agire per cercare di produrre risultati per l’occupazione
Krise”, noi non pagheremo per la vostra crisi,
più da “pompieri” del malcontento piuttosto che di- in modo da dare un segnale di speranza alle nuove
chiedendo l’esproprio e la nazionalizzazione
fendere gli interessi dei loro rappresentati, la IG Me- generazioni e produrre risultati concreti all’appa-
delle banche esposte, e la riconversione indu-
tall ha sottoscritto una dichiarazione molto rato produttivo ed alle forme di lavoro
striale per le fabbriche in crisi.
significativa di Tony Woodley, segretario generale precario,oltre 4.000 tra co.co.coeco.co.pro.
La reazione padronale alla crisi si è articolata
del maggiore sindacato del comparto manifatturiero Quindi salvaguardare tutti i posti di lavoro persi e
in fasi diverse: dapprima, un taglio netto della
britannico, lo Unite, in cui si “condannava” (sic) il a rischio,ma oltre questo puntare sull’attuazione e
manodopera interinale, seguito da una massic-
collegamento fra lavoratori BMW tedeschi ed in- il finanziamento di un piano concreto delle bonifi-
cia riduzione oraria (e decurtazione di salario),
glesi, in quanto la lotta alla crisi economica sarebbe che del territorio. Credo che per combattere la po-
ed infine esuberi di massa.
da considerarsi una “questione nazionale” che ogni vertà e la disoccupazione dilagante nel territorio,
Per evitare i licenziamenti di massa e la con-
nazione deve risolversi in autonomia, guardando al occorre avere il coraggio di unificare le lotte per
seguente implosione dell’equilibrio econo-
proprio interesse. Evidente in questo l’attacco a sigle poter rilanciare la Sardegna e il Sulcis - Iglesiente
mico interno, il governo federale ha
indipendenti, che avevano tentato di scardinare il con un nuovo piano di Rinascita.
prolungato i sussidi integrativi per le aziende
Proposta per una riunione nazionale autoconvocata dei coordinamenti e
dei comitati di lotta dei lavoratori e delle aziende in crisi
Come Coordinamento dei Lavoratori del Piceno e Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi di Milano, riteniamo che per far
fronte all’attacco generalizzato al salario e ai diritti di tutti i lavoratori da parte dei padroni e dei loro governi, attacco di portata na-
zionale e internazionale, è necessario ricostruire, il più velocemente possibile, un’unità sempre maggiore della classe lavoratrice
a prescindere dal comparto lavorativo, dall’appartenenza sindacale, dalla nazionalità, ecc.
Dopo essersi arricchiti per anni con i frutti del nostro lavoro, aziende e imprese varie vogliono ora approfittare dell’acuirsi di
questa profonda crisi economica per farne pagare interamente a noi lavoratori i costi. Tutto questo mentre spudoratamente chie-
dono a governi compiacenti nuovi sgravi e aiuti statali. Le speculazioni, le svendite, le delocalizzazioni, le cassa integrazioni ed
i licenziamenti collettivi in atto
stanno cancellando centinaia di
migliaia di posti di lavoro e quasi
tutti i diritti in termini di contratta-
zione, diritti, sicurezza. Milioni di
persone sono di fronte all’unica
prospettiva della miseria e della di-
soccupazione di massa, quando già
la precarizzazione e la flessibilità
degli ultimi hanno duramente com-
promesso il futuro delle giovani
generazioni di lavoratrici e lavora-
tori.
È proprio il riconoscimento della
necessità di una risposta unitaria
alla crisi da parte dei lavoratori che
ha ispirato la costruzione del coor-
dinamento del Piceno e quello mi-
lanese, e di tanti altri comitati e
coordinamenti di lotta che si
stanno spontaneamente organiz-
zando dal Lazio alla Sardegna,
dalla Basilicata al Friuli, nel nord e
nel sud Italia.
Ognuno di noi, nel proprio posto di
lavoro ha scelto legittimamente
come impostare la propria vertenza
sindacale e da quale organizza-
zione farsi rappresentare. Tutti ab-
biamo bisogno di un forte
sindacato di classe a livello di
massa, ma non ci interessa qui co-
struire un’ennesima sigla. Al con-
trario, pensiamo che gli strumenti
sindacali vadano rafforzati e con-
dizionati con una forte spinta dal
basso e una vasta unità delle lotte.
Riteniamo quindi che per rafforzare queste reti nate dal basso, per costruire legami unitari ancora più grandi e incisivi, per stimolare la costruzione
di coordinamenti in ogni distretto produttivo, sia necessario organizzare un momento di confronto diretto e autoconvocato tra tutte queste realtà
di lotta contro la crisi per tentare di costruire un coordinamento nazionale che ci permetta di condividere maggiormente informazioni, iniziative,
momenti comuni di lotta che diano visibilità alle nostre ragioni troppo spesso oscurate e trascurate.
Un movimento fatto da lavoratori per difendere meglio lavoro e salario.
Proponiamo di organizzare una riunione nazionale per delegati rappresentanti di tutti i coordinamenti e comitati di lotta nati in tutto il paese.
Proponiamo che la riunione si tenga a Roma sabato 23 gennaio a partire dalle ore 11
Vi invitiamo quindi a mettervi in contatto con noi per organizzare nel modo più condiviso e unitario possibile questa riunione

Ascoli-Milano, 03/12/2009
Coordinamento dei Lavoratori del Piceno: Manuli - Maflow - IKK - Cartiera Alstrom-
Per contattarci: riunionenazionale@yahoo.it PAL Italia - Bentel - Itac - Prisman – Deatec
Ascoli: 3494103507 Andrea Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi di Milano: Marcegaglia Buildtech -
Milano: 3494906191 Massimiliano Maflow - OMNIA Service - Lares - Metalli Preziosi - Bitron