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A.A.

2013/14
Esercitazione - IRPEF
TESTO E SOLUZIONI


Esercizio 1 - IRPEF

Il signor X, che vive solo e non ha figli, ha percepito, nel corso dellanno corrente, i seguenti redditi:
- Redditi da lavoro dipendente 30.000
- Dividendi da partecipazioni azionarie qualificate in societ italiane 5.000
- Interessi lordi su titoli di Stato 2.000
Inoltre egli ha sostenuto spese mediche per 500 e ha versato contributi per contratti assicurativi sulla vita
per 1000. Il signor X ha diritto ad una detrazione per lavoro dipendente pari a 816 euro.
Si calcoli:
a) reddito complessivo
b) reddito imponibile
c) IRPEF lorda
d) IRPEF netta
utilizzando le seguenti aliquote per scaglioni di reddito:
scaglioni di reddito Aliquote
0 - 15.000 23%
15.000 28.000 27%
28.000 55.000 38%
55.000 75.000 41%
Oltre 75.000 43%

Soluzione
I dividendi da partecipazione qualificata sono assoggettati a IRPEF solo per il 49,72%. Gli interessi su titoli
di Stato sono esclusi dal reddito complessivo perch sono sottoposti a una ritenuta a titolo dimposta del
12,5%.

a) Reddito complessivo =30000 +0,4972 x 5000 =32486

b) Reddito imponibile =Reddito complessivo = 32486

c) IRPEF lorda =0,23 x 15000 +0,27 x 13000 +0,38 x 4486 =8664,68

Detrazioni a cui il Signor X ha diritto:
- Detrazione per spese mediche =0,19 x (500-129) =0,19 x 371 =70,49
- Detrazione su premi per assicurazione sulla vita =0,19 x 530 =100,7
- Detrazione per lavoro dipendente =816
Totale detrazioni =70,49 +100,7 +816 =987,19

d) IRPEF netta =8664,68 987,19 =7.677,49.


Esercizio 2 - IRPEF

1) Dopo avere definito il concetto di progressivit delle imposte, si indichino le modalit per la
realizzazione di un sistema di imposte progressivo.
2) Il signor A, con un figlio a carico e sposato con la signora B, la quale non percepisce alcun tipo di
reddito, ha percepito i seguenti redditi:
reddito da lavoro dipendente: 40.000 euro;
dividendi da partecipazione qualificata in una societ italiana: 10.000 euro;
plusvalenze da partecipazioni non qualificate in una societ italiana: 2.000 euro.
Durante lanno il signor A ha inoltre versato contributi a forme pensionistiche complementari per un importo
pari a 4.000 euro. Sapendo che il signor A ha diritto ad una detrazione per lavoro dipendente pari a 363, ad
una detrazione per coniuge a carico pari a 604, e ad una detrazione per figlio (maggiore di tre anni) a carico
pari a 500, e che la scala delle aliquote in vigore la seguente:

scaglioni di reddito Aliquote
0 - 15.000 23%
15.000 28.000 27%
28.000 55.000 38%
55.000 75.000 41%
Oltre 75.000 43%

si calcoli:
a) reddito complessivo
b) reddito imponibile
c) IRPEF lorda
d) IRPEF netta

3) Si dimostri che lIRPEF unimposta progressiva.


Soluzione

1) Unimposta progressiva quando laliquota media aumenta allaumentare del reddito. La progressivit
pu essere realizzata mediante tre modalit fondamentali: per scaglioni, per deduzione e per detrazione.
Nella progressivit per scaglioni si identificano scaglioni progressivi di reddito e alla parte di reddito
propria dello scaglione si applicano aliquote specifiche crescenti al crescere del reddito. Nella
progressivit per detrazione il debito di imposta si ottiene applicando unaliquota di imposta costante per
tutti i livelli di reddito e detraendo dallammontare cos determinato, una somma F. Nella progressivit
per deduzione il debito di imposta si ottiene applicando unaliquota di imposta costante alla differenza
tra il reddito e un determinato ammontare D. Spesso nella realt la progressivit dellimposta viene
realizzata mediante la combinazione di tutte e tre queste modalit.

2)
a)
Reddito complessivo =reddito da lavoro dipendente +(49,72% dividendi partecipazione qualificata)=
40.000 +(0,4972x 10.000) =44.972
Solo il 49,72% del valore dei dividendi da partecipazioni qualificate in societ italiane inserito nel reddito
complessivo a fini IRPEF. Le plusvalenze da partecipazioni non qualificate sono invece tassate con imposte
sostitutive.

b) Reddito imponibile =Reddito complessivo oneri deducibili =44.972 4000 =40972
I contributi versati a forme pensionistiche complementari sono deducibili fino ad un ammontare massimo
pari a 5165 euro.

c) IRPEF lorda =0,23 x 15000 +0,27 x 13000 +0,38 x 12972 =11889,36

d) Totale detrazioni =363 +604 +500 =1467
IRPEF netta =11.889,36 1.467 =10.422,36


3)
Unimposta progressiva quando allaumentare del reddito laliquota media aumenta. Un modo per
verificare questa condizione dato dal confronto tra laliquota media e laliquota marginale del Signor A: se
laliquota marginale risulta maggiore di quella media, allora laliquota media aumenter allaumentare del
reddito.
Su un reddito complessivo di 44972, il Signor A paga unimposta pari a 10.422,36. Laliquota media IRPEF
del Signor A , quindi, pari a:

% 18 , 23
972 . 44
36 , 422 . 10
t


Laliquota marginale ' t pari al 38%.
Dato che t t ' lIRPEF unimposta progressiva.

Esercizio 3 - IRPEF e regimi sostitutivi

Il signor A percepisce nellanno fiscale corrente i seguenti redditi:
lavoro dipendente: 27.500 euro
Il signor B percepisce nellanno fiscale corrente i seguenti redditi:
lavoro dipendente: 10.000 euro
interessi lordi su titoli di stato: 15.000 euro
plusvalenze da cessione di partecipazioni azionarie non qualificate in una societ italiana: 30.000
euro
Nessuno dei contribuenti ha figli o coniugi a carico. Il signor A ha diritto ad una detrazione per lavoro
dipendente pari a 1.001, mentre il signor B ha diritto ad una detrazione per lavoro dipendente pari a 1.790.

Considerando la seguente scala delle aliquote IRPEF per scaglioni:

scaglioni di reddito Aliquote
0 - 15.000 23%
15.000 28.000 27%
28.000 55.000 38%
55.000 75.000 41%
Oltre 75.000 43%

a) calcolate il debito di imposta complessivo (IRPEF e regimi sostitutivi) dei due contribuenti;
b) verificate che lIRPEF unimposta progressiva;
c) verificate se il sistema di imposte sui redditi (IRPEF e regimi sostitutivi) progressivo;
d) quale valutazione del sistema di imposizione sui redditi (IRPEF e regimi sostitutivi) emerge dalla
comparazione dei risultati ottenuti in b) e c)?


Soluzione

a) Reddito complessivo per il Signor A =27500
Reddito Imponibile IRPEF del Signor A =27500

Applicando gli scaglioni alla base imponibile si ottiene:

IRPEF lorda =0,23 x 15000 +0,27 x 12500 =6825

IRPEF netta signor A =debito complessivo signor A =6825 1.001 =5.824

Reddito complessivo per il Signor B =10.000
Reddito Imponibile IRPEF del Signor B =10.000

IRPEF lorda =0,23 x 10000 =2300

IRPEF netta signor B =2300 1.790 =510

Gli interessi su titoli di stato sono assoggettati a ritenuta a titolo dimposta con aliquota del 12,5% e le
plusvalenze da partecipazioni azionarie non qualificate sono assoggettate a imposta sostitutiva con
aliquota del 20%.

Il debito d'imposta del Signor B relativo ai regimi sostitutivi quindi pari a:
0,125 x 15000 +0,20 x 30000 =1875 +6000 =7.875

Il debito d'imposta complessivo (IRPEF e regimi sostitutivi) del Signor B pari a:
510 +7.875 =8.385


b) Su un reddito complessivo ai fini IRPEF di 27.500, il Signor A paga unimposta pari a 5.824.
L'aliquota media IRPEF del Signor A , quindi, pari a:

% 18 , 21
500 . 27
824 . 5
t


Su un reddito complessivo ai fini IRPEF di 10.000, il Signor B paga unimposta pari a 510. L'aliquota
media IRPEF del Signor B , quindi, pari a:

% 1 , 5
000 . 10
510
t


Poich all'aumentare del reddito (reddito complessivo A >reddito complessivo B) l'aliquota media
aumenta, l'IRPEF unimposta progressiva.

c) Dal momento che il Signor A non percepisce altri redditi oltre a quelli da lavoro dipendente, il debito
IRPEF precedentemente calcolato coincide con il debito complessivo di imposta. L'aliquota media
complessiva del Signor A , quindi, ancora:

t
TOT

5.824
27.500
21,18%


Su un reddito complessivo di 55.000, il Signor B paga unimposta complessiva di 8.385. L'aliquota
media complessiva del Signor B , quindi, pari a:
% 15,25
000 . 55
8.385

TOT
t
Poich all'aumentare del reddito l'aliquota media diminuisce, il sistema complessivo di imposte sui
redditi (IRPEF e regimi sostitutivi) in questo caso regressivo.

d) La regressivit del sistema fiscale complessivo dipende dal fatto che i redditi derivanti da attivit
finanziarie (nel caso in esame, interessi sui titoli di stato e plusvalenze su partecipazioni azionarie non
qualificate) non rientrano, o rientrano solo parzialmente, nella base imponibile dellIRPEF e sono
tassati con regimi sostitutivi (ritenute o imposte sostitutive) con aliquote basse.

Esercizio 4 - Detrazioni per carichi di famiglia

La famiglia Rossi ha quattro componenti: due coniugi, percettori di reddito da lavoro dipendente, e due figli
fiscalmente a carico (entrambi maggiori di tre anni).
Il reddito percepito dal Sig. A pari a 40.000 euro; quello percepito dalla Sig.ra B, coniugata con il Sig. A,
di 7.000 euro. Si consideri la seguente scala delle aliquote IRPEF per scaglioni di reddito:

scaglioni di reddito Aliquote
0 15.000 23%
15.000 28.000 27%
28.000 55.000 38%
55.000 75.000 41%
oltre 75.000 43%

Sapendo che, nel caso specifico in esame, le detrazioni per tipo di reddito sono di 543 euro per il Sig. A e
1.880 euro per la Sig.ra B,
sapendo inoltre che le detrazioni effettive per figli a carico sono:
1) in ipotesi di suddivisione delle detrazioni teoriche in misura eguale tra i coniugi, pari a 302 per
figlio per il Sig. A e 445 per figlio per la Sig.ra B.
2) in ipotesi di attribuzione della detrazione teorica al reddito pi alto, pari a 604 per figlio
si calcoli il debito dimposta complessivo dellunit familiare nelle due ipotesi seguenti:
a) i genitori suddividono, in misura eguale fra loro, la detrazione per i figli a carico;
b) i genitori decidono di attribuire tutta la detrazione spettante sul reddito pi elevato.

Soluzione

a)

Reddito complessivo del Sig.A =reddito da lavoro dipendente =40000

Poich gli oneri deducibili sono in questo caso pari a zero:

Reddito imponibile =Reddito complessivo =40000

IRPEF lorda del Sig. A =0,23 x 15000+0,27 x 13000 +0,38 x 12000 =11520

Detrazioni a cui il Signor A ha diritto:
Detrazione per tipo di reddito =543
Detrazione per figli a carico =604 (=302x2; 302 per ciascun figlio, 2 figli)
Totale detrazioni =543+604=1.147

IRPEF netta del Sig. A =11520-1.147=10.373

Reddito complessivo della Sig.ra B =reddito da lavoro dipendente =7000

Poich anche in questo caso gli oneri deducibili sono pari a zero:

Reddito imponibile =Reddito complessivo =7000

IRPEF lorda della Sig.ra B =0,23 x 7000=1610


Detrazioni a cui la Sig.ra B ha diritto:
Detrazione per tipo di reddito =1880
Detrazione per figli a carico =890 (=445x2; 445 per ciascun figlio, 2 figli)
Totale detrazioni =1880+890=2770
IRPEF netta della Sig.ra B =0 (1610-2770<0)
La signora B non paga Irpef perch incapiente.


Debito dimposta della famiglia =IRPEF del Sig. A=10.373


b)

Dato che il reddito della Sig.ra B inferiore a quello del Sig. A, la detrazione per figli a carico andr
interamente attribuita al Sig. A.

Reddito complessivo del Sig.A =reddito da lavoro dipendente =40000

Poich gli oneri deducibili sono in questo caso pari a zero:

Reddito imponibile =Reddito complessivo =40000

IRPEF lorda del Sig. A =0,23 x 15000+0,27 x 13000 +0,38 x 12000 =11520

Detrazioni a cui il Signor A ha diritto:
Detrazione per tipo di reddito =543
Detrazione per figli a carico =1208 (=604x2; 604 per ciascun figlio, 2 figli)
Totale detrazioni=543+1208=1.751

IRPEF netta del Sig. A=11520-1751=9.769

Reddito complessivo della Sig.ra B =reddito da lavoro dipendente =7000

Poich anche in questo caso gli oneri deducibili sono pari a zero:

Reddito imponibile =Reddito complessivo =7000

IRPEF lorda della Sig.ra B =0,23 x 7000=1610

Detrazioni a cui la Sig.ra B ha diritto:
Detrazione per tipo di reddito =1880
Totale detrazioni =1880

IRPEF netta della Sig.ra B =0 (1610-1880<0)


Debito dimposta della famiglia =IRPEF del Sig. A=9.769

Dato che la Sig.ra B incapiente non usufruir delle detrazioni per figli a carico: in questo caso quindi
conveniente attribuire tutta la detrazione spettante al reddito pi alto rispetto a ripartire le detrazioni
equamente tra i due coniugi.

Esercizio 5 - Scelta dellunit impositiva

Si consideri un nucleo familiare composto da due genitori e due figli maggiori di tre anni, in cui i due
genitori percepiscono rispettivamente un reddito di 25.000 euro e 60.000 euro, mentre i figli non
percepiscono redditi.
Ipotizzando che non esistano detrazioni per tipo di reddito e facendo riferimento alle seguenti aliquote per
scaglioni


scaglioni di reddito aliquote
0 15.000 23%
15.000 28.000 27%
28.000 55.000 38%
55.000 75.000 41%
Oltre 75.000 43%

si indichi con riferimento ai due coniugi ed allintera famiglia (ove appropriato):
1) il debito dimposta
2) laliquota media
3) laliquota marginale

nei casi di:
a) tassazione su base individuale;
b) tassazione su base familiare;
c) tassazione su base familiare con applicazione del metodo del quoziente familiare (coefficienti pari a 1
per ciascun genitore e 0,5 per ciascuno dei figli);
d) tassazione su base individuale e detrazioni per familiari a carico nel caso in cui i coniugi suddividono, in
misura uguale fra loro, la detrazione per i figli a carico. Si consideri che la detrazione spettante per ogni
figlio costante e pari a 367 euro per il coniuge con reddito minore e 216 euro per il coniuge con reddito
maggiore.

Guardando laliquota marginale, quali considerazioni si possono fare in riferimento alla questione degli
incentivi allofferta di lavoro?


Soluzione

Redditi dei due coniugi:
y
1
=25.000
y
2
=60.000
000 . 85
tot
y


a) Tassazione su base individuale
Le aliquote dei vari scaglioni di reddito si applicano separatamente ai redditi dei due coniugi. Le aliquote
marginali e medie dei due coniugi saranno differenti.

T
1
=15000 x 0,23 +10000 x 0,27 =6150
t
1
=27%
% 6 , 24
25000
6150
1
t


T
2
=15000 x 0,23 +13000 x 0,27 +27000 x 0,38 +5000 x 0,41 =19270
% 41
'
2
t
% 1 , 32
60000
19270
2
t



Per la famiglia nel suo complesso si ha:
25420
2 1
T T T
tot


% 9 , 29
000 . 85
25420

tot
t


b) Tassazione su base familiare
Le aliquote per scaglioni si applicano al reddito complessivo della famiglia pari a 85000.

29720 43 , 0 10000 41 , 0 20000 38 , 0 27000 27 , 0 13000 23 , 0 15000 x x x x x T
tot

% 43 ' t
(Laliquota marginale pari al 43% per entrambi i coniugi. E indifferente se lunit addizionale di reddito
viene guadagnata dal coniuge 1 o 2).



Poich il sistema di tipo progressivo, la scelta del reddito familiare come unit impositiva, a parit di
aliquote, porta a unimposizione pi gravosa e, dato che le aliquote marginali aumentano rispetto alla
tassazione su base individuale, lofferta di lavoro potrebbe essere disincentivata.

c) Quoziente familiare
E il metodo utilizzato in Francia. Il quoziente familiare si costruisce dividendo la somma dei redditi per la
dimensione fiscale della famiglia (somma dei coefficienti).
333 . 28
5 , 0 5 , 0 1 1
000 . 85
.


coeffic
redditi
Q
i


La scala delle aliquote si applica al quoziente:
54 , 7086 38 , 0 333 27 , 0 13000 23 , 0 15000 x x x T
Q


Il debito dimposta complessivo si ottiene moltiplicando quanto ottenuto per la dimensione fiscale della
famiglia.

62 , 21259 3 54 , 7086

x coeffic T T
Q tot

% 38
'
t
% 01 , 25
000 . 85
62 , 21259

tot
t

Laliquota marginale che risulta applicando il metodo del quoziente familiare intermedia rispetto alle
aliquote marginali ottenute con la tassazione su base individuale. Ci potrebbe disincentivare lofferta di
lavoro del coniuge con reddito inferiore, la cui aliquota marginale aumenta dal 27% al 38%, e invece
incentivare lofferta di lavoro del coniuge con reddito maggiore, la cui aliquota marginale scende dal 41% al
38%.

d) Tassazione su base individuale e detrazione per figli a carico
Lintroduzione della detrazione per figli a carico riduce il debito dimposta di ciascun coniuge. Introducendo
la detrazione avremo:

Coniuge 1:
Reddito Imponibile =y
1
=25.000
IRPEF lorda =T
1
=6150
Detrazione spettante per figlio a carico =367
IRPEF netta =6150 (367x2) =5416
t
1
=27%


Coniuge 2:
Reddito Imponibile =y
2
=60.000
IRPEF lorda =T
2
=19270
Detrazione spettante per figlio a carico =216
IRPEF netta =19270 (216x2) =18838
% 41
'
2
t


Per la famiglia nel suo complesso si ha:
T
tot
=5416 +18838 =24254


Lintroduzione delle detrazioni per figli a carico riduce il debito dimposta totale e di conseguenza anche
laliquota media su base familiare, mentre lascia invariate le aliquote marginali individuali. Quindi non vi
variazione degli incentivi individuali allofferta di lavoro.


Esercizio 6

Un individuo possiede ad inizio danno un patrimonio del valore di 250.000. Nel corso dellanno
percepisce 30.000 di redditi da lavoro, 4.000 di redditi da capitale, 10.000 di plusvalenze azionarie.
Lindividuo subisce, per, una minusvalenza azionaria pari a 2.500. Sappiamo inoltre che in corso danno
la variazione positiva del patrimonio stata di 6.000.
Si calcoli la base imponibile dellindividuo applicando il principio del reddito prodotto, del reddito entrata e
del reddito consumo.


Soluzione

a) Ricordando che ladozione del reddito prodotto come base imponibile implica che siano soggetti a
tassazione i corrispettivi della partecipazione ad unattivit produttiva, avremo che per lindividuo in
questione vale:
reddito prodotto =30.000 +4.000 =34.000.

b) Dal momento che, invece, il concetto di reddito entrata definisce la base imponibile dellimposta
personale in termini di potenzialit o capacit di spesa del contribuente, il reddito fiscalmente rilevante
in tal caso rappresentato da quanto un individuo pu consumare senza ridurre il valore del patrimonio
iniziale. Pertanto avremo:
reddito entrata =30.000 +4.000 +10.000 2.500 =41.500.

c) Infine, sulla base del concetto di reddito consumo
reddito consumo =reddito entrata variazione del patrimonio =41.500 6.000 =35.500



Esercizio 7
a) Si dia una definizione sintetica di reddito prodotto, reddito entrata e reddito consumo.
b) Quale tra queste nozioni stata applicata nel sistema dimposte personali italiano?

Il sig. X deve decidere tra due investimenti azionari A e B. Il primo gli assicura un dividendo di 100 e
una plusvalenza alla fine dellanno di 200; il secondo, viceversa, un dividendo di 200 e una plusvalenza
di 100.
c) Quale investimento sceglier il sig. X se vale la nozione di reddito prodotto e quale se vale la
nozione di reddito entrata?

Con il reddito complessivo di 300 guadagnato con uno dei due investimenti di cui sopra il sig. X deve
decidere se acquistare unauto oppure titoli di Stato.
d) Cosa gli conviene acquistare se vale la nozione di reddito entrata? E se vale la nozione di reddito
consumo?


Soluzione
a) Reddito Prodotto: la base imponibile dellimposta personale pari alla somma dei corrispettivi ottenuti
dalla partecipazione allattivit produttiva (reddito di lavoro e di capitale)
Reddito Entrata: la base imponibile dellimposta personale coincide con quanto il contribuente pu
consumare senza intaccare il suo patrimonio iniziale (reddito prodotto +plusvalenze nette)
Reddito Consumo: la base imponibile dellimposta personale coincide con quanto effettivamente
consumato dal contribuente.

b) LIRPEF italiana principalmente unimposta sul Reddito Prodotto (in particolar modo sul reddito di
lavoro). Tuttavia, esistono anche aperture alla nozione di Reddito Entrata (sono infatti incluse nella base
imponibile alcune plusvalenze-quelle da partecipazione qualificata) e a quella di Reddito Consumo (
infatti escluso dal reddito imponibile il risparmio previdenziale).

c) Nozione di Reddito Prodotto:
Base imponibile investimento A: 100 (dividendo)
Base imponibile investimento B: 200 (dividendo)
Il Sig. X preferir dunque linvestimento A che gli consente, a parit di reddito complessivo (300) di
avere un debito dimposta pi basso perch calcolato su una base imponibile di 100 (e non di 200 come
nel caso dellinvestimento B).

Nozione di Reddito Entrata:
Base imponibile investimento A: 100 (dividendo) +200 (plusvalenza) =300
Base imponibile investimento B: 200 (dividendo) +100 (plusvalenza) =300
Il Sig. X dunque indifferente tra i due investimenti in quanto il suo debito dimposta il medesimo.

d) Se vale la nozione di Reddito Entrata, lacquisto dellauto comporta un debito dimposta nullo, mentre
lacquisto di titoli di Stato determina alla fine dellanno un debito dimposta commisurato agli interessi
maturati: T=tr300.

Se vale la nozione di Reddito Consumo, lacquisto dellauto tassato T=t300, mentre i titoli di Stato no
(capitale e rendimenti sul capitale saranno oggetto di imposizione nel momento in cui saranno
trasformati in consumo).

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A.A. 2013/14
Esercitazione - IRES
TESTO E SOLUZIONI

Esercizio 1 - Tassazione societ di capitali e persone fisiche

Il contribuente X lavora come dipendente nella societ di A. inoltre socio, al 30% (partecipazione
qualificata), della societ di capitali B. Nel corso dellanno t il contribuente ha percepito i seguenti redditi:

Stipendio (mesi gennaio-novembre) 11.000 euro
Interessi su conto corrente 30 euro
Dividendi su partecipazioni non qualificate di societ con sede in Italia 500 euro

Inoltre ha percepito solo a fine gennaio dellanno t+1 lo stipendio relativo a dicembre dellanno t, pari a
1.000 euro.

La societ B ha conseguito nel corso dellanno t:
Ricavi 100.000 euro
Interessi su titoli di Stato 2.000 euro
Ha inoltre sostenuto i seguenti costi:
Acquisti materie prime 20.000 euro
Stipendi ai dipendenti 50.000 euro
Acquisto di un bene strumentale (coeff. ammort. ord. 20%) 30.000 euro
Interessi passivi 1.000 euro
La Societ B ha distribuito, inoltre, tutto lutile netto ai soci.

Il contribuente X ha diritto ad una detrazione per lavoro dipendente pari a 1318 euro, e considerando la
seguente scala delle aliquote IRPEF per scaglioni,

Scaglioni di reddito Aliquote
0 - 15.000 23%
15.000 28.000 27%
28.000 55.000 38%
55.000 75.000 41%
Oltre 75.000 43%

calcolate:

a) il reddito di impresa della societ B nellanno t.
b) il reddito complessivo ai fini IRPEF del contribuente X nellanno t.
c) lIRPEF dovuta nellanno t dal contribuente X.

Soluzione

a) Il reddito dimpresa della societ di capitali B nellanno t dato da:

Ricavi 100.000
+ interessi sui titoli di Stato 2.000
- interessi passivi* 1.000
- acquisto di materie prime 20.000
- stipendi 50.000
- ammortamento** (0,10x30.000) 3.000
= Base Imponibile 28.000
* Poich IA > IP gli interessi passivi sono deducibili per il loro intero ammontare.
2
**Lammortamento ordinario, nel suo importo massimo, risulta dallapplicazione di coefficienti stabiliti dal
Ministero dellEconomia al costo dei beni. Nel primo esercizio la quota dimezzata. Per semplicit, in
questo esercizio e ed in futuri esercizi lammortamento fiscale coincide con quello civilistico.

b) Il reddito complessivo ai fini IRPEF si determina sommando i singoli redditi classificati nelle seguenti
categorie: 1) redditi fondiari; 2) redditi di capitale; 3) redditi di lavoro dipendente; 4) redditi di lavoro
autonomo; 5) redditi dimpresa (imprenditore individuale e societ di persone); 6) redditi diversi.

Reddito complessivo IRPEF = 11.000 (reddito di lavoro dipendente) + 0,3 x 0,4972 x 28.000 x (1-0,275)
(reddito di capitale da partecipazione qualificata nella societ B) = 11000 + 3027,948 = 14027,948

Lo stipendio di euro 1.000 percepito a gennaio dellanno t+1 ma relativo a dicembre dellanno t non rientra
nella base imponibile IRPEF in quanto vige il criterio di cassa.

c) Reddito complessivo = 14027,9

Reddito Imponibile IRPEF = 14027,9 = Reddito complessivo (non ci sono oneri deducibili)
Applicando gli scaglioni alla base imponibile si ottiene:

IRPEF lorda = 0,23 x 14027,9 = 3.226,4

Il contribuente X ha diritto a detrazioni da lavoro dipendente pari a 1.318 euro, e quindi:

IRPEF netta = IRPEF lorda detrazioni = 3.226,4 1.318 = 1908,4


Esercizio 2 - IRES

La Societ ALPHA nellanno t ha conseguito ricavi per 400.000 euro e ha effettuato le seguenti operazioni:

- acquisto di materie prime: 150.000
- corresponsione di salari: 100.000
- corresponsione di compensi per prestazioni libero-professionali: 5.000
- acquisto di beni di investimento (coeff. di ammortamento ordinario 20%): 25.000
- pagamento di interessi passivi: 10.000

Si calcolino la base imponibile e il debito dimposta IRES per lanno t.

Soluzione

Gli interessi passivi deducibili si calcolano nel seguente modo:

Ricavi 400.000
- Salari 100.000
- Materie prime 150.000
- Compensi prestazioni libero-professionali 5.000
Reddito operativo lordo (ROL) 145.000
30% del ROL 43.500
Quota deducibile interessi passivi 43.500

Poich gli interessi passivi (10.000) sono inferiori alla quota deducibile di interessi passivi (43.500),
deducibile la totalit degli interessi passivi.
La quota di ROL non utilizzata, pari alla differenza tra quota deducibile di interessi passivi e interessi passivi
(43.500-10.000=33.500) potr essere sommata al 30% del ROL dellesercizio t+1 per il calcolo degli
interessi deducibili in quellesercizio.

3
La base imponibile IRES data da:

Ricavi 400.000
- Salari 100.000
- Materie prime 150.000
- Interessi passivi 10.000
- Compensi prestazioni libero-professionali 5.000
- Ammortamento** 2.500
=Base Imponibile 132.500

**Lammortamento ordinario, nel suo importo massimo, risulta dallapplicazione di coefficienti stabiliti dal
Ministero dellEconomia al costo dei beni. Nel primo esercizio la quota dimezzata.
Il debito di imposta si ottiene moltiplicando la base imponibile per laliquota IRES (27,5%):

132.500 x 0,275 = 36437,5


Esercizio 3 IRES

La societ per azioni Beta ha conseguito nellanno t i seguenti redditi:
- ricavi: 4.000
- dividendi da partecipazioni azionarie in societ italiane: 1000
- interessi su titoli di Stato: 20
- interessi passivi: 1.200
Nello stesso anno ha inoltre sostenuto spese per acquisto di beni intermedi per 200 e per stipendi di 180.
Lanno precedente aveva acquistato macchinari per 100 (coeff. di ammortamento ordinario 15%).

Si calcolino per limpresa Beta:

a) la base imponibile IRES per lanno t;
b) il debito di imposta IRES per lanno t.


Soluzione

a) Gli interessi passivi deducibili si calcolano nel seguente modo:

Ricavi 4.000
- acquisto di beni intermedi 200
- stipendi 180
Reddito operativo lordo (ROL) 3.620
30% del ROL 1086
+ Interessi su titoli di stato 20
Quota deducibile interessi passivi 1106

Poich gli interessi passivi (1.200) sono maggiori della loro quota deducibile (1.106), la differenza (94) non
sar deducibile, ma potr essere dedotta negli esercizi successivi se risulteranno esserci dei ROL capienti.









4
La base imponibile IRES data da:

Ricavi 4.000
+ 5% dividendi 50
+ interessi su titoli di stato 20
- acquisto di beni intermedi 200
- stipendi 180
- ammortamento (0,15x100) 15
- interessi passivi 1.106
=Base Imponibile 2.569

b) Il debito di imposta si ottiene moltiplicando la base imponibile per laliquota IRES (27,5%):

0,275 x 2.569 = 706,5


Esercizio 4 - Imposta societaria e distribuzione degli utili

Nel Paese X vige unimposta societaria con aliquota t = 30% ed unimposta personale con aliquota t
P
= 20%.
Nellanno corrente, limpresa Beta, operante in X, ha prodotto utili (U) per 200, distribuendone tra i soci una
percentuale d.
Si calcoli il carico fiscale complessivo nei seguenti casi:

a. Sistema classico
- In caso di distribuzione totale degli utili (d=1)
- In caso di ritenzione totale degli utili (d=0)

b. Integrazione completa degli utili di impresa nella base imponibile personale

c. Esenzione totale


Soluzione

a. Nel sistema classico limposta societaria si applica a tutto lutile di impresa, mentre limposta personale si
applica solo agli utili distribuiti (D).
Il carico fiscale complessivo (T) :

T = tU + t
P
D = tU + t
P
d (1 - t)U

Con d = 1, sostituendo i valori, otteniamo:

T = 0,3 x 200 + 0,2 x 0,7 x 200 = 60 + 28 = 88
Con d = 0 sar:

T = 0,3 x 200 = 60

b. Nel sistema con integrazione completa lutile di impresa rientra nella base imponibile dellimposta
personale indipendentemente dalle scelte distributive. Sar quindi:

T = t
P
U = 0,2 x 200 = 40

c. Nel sistema con esenzione totale gli utili dellimpresa sono tassati esclusivamente presso limpresa.
Il carico fiscale complessivo :

T = t U = 0,3 x 200 = 60
5
Esercizio 5 - Effetti dellimposta societaria su investimenti e scelte di finanziamento

Il profitto di unimpresa dipende dal livello degli investimenti secondo la seguente funzione:
iI I I I P = o t ) ( ) (
dove t (I) = 2log(I/2) il rendimento dellinvestimento, i = 5% il tasso di interesse sullindebitamento
dellimpresa, il rendimento richiesto sullinvestimento azionario, o = 5% il tasso di deprezzamento
economico, t = 27,5% laliquota dimposta societaria,
x
t = 20% laliquota sostitutiva applicata a livello
personale sia sugli interessi che sui dividendi (partecipazione non qualificata).

a) Calcolate il livello ottimale degli investimenti nellipotesi che limpresa si finanzi con debito e non
vengano applicate imposte.
b) Mostrate che, nel caso di finanziamento con debito, il livello degli investimenti ottimali non cambia
introducendo un regime di tassazione con deducibilit totale degli interessi passivi e assumendo che
lammortamento coincida con il tasso di deprezzamento economico.
c) Mostrate che lintroduzione delle imposte, nel caso di finanziamento con emissione di nuove azioni,
riduce il livello degli investimenti ottimali (assumete anche in questo caso che lammortamento coincida
con il tasso di deprezzamento economico).
d) Tenendo conto dei risultati ai punti b e c, mostrate che limpresa ha convenienza a finanziarsi con debito.
e) Alla luce dei risultati precedenti, discutete il trattamento fiscale in caso di finanziamento con azioni
introdotto in Italia nel 2011.


Soluzione

a) Il livello ottimale degli investimenti si ottiene derivando il profitto dellimpresa e ponendo la derivata
uguale a zero. La funzione obiettivo :

iI I I I P = o t ) ( ) (

Derivando rispetto ad I ed eguagliando a 0:

I
iI I I
c
c ] ) ( [ o t
= 0

Nel nostro caso, con t (I) = 2log(I/2) e considerando che
I
I
c
c ) ( t
=
I
2
:

(2/I) o i = 0 I* =
i + o
2


Sostituendo nellequazione i valori assegnati a o e a i otteniamo:

I* = 2/ 0.1 = 20

b) In caso di tassazione con interessi passivi interamente deducibili, la funzione obiettivo per la generica
impresa diviene:

P(I) = (I) o I iI t[t (I) o I iI]
P(I) = [t (I) o I iI] (1 t)
6
Derivando rispetto ad I ed uguagliando a 0:

[(2/I) o i] (1 t) = 0 I* =
i + o
2


che uguale al valore trovato nel caso precedente. Quindi limposta neutrale e I* = 20.
I profitti complessivi si riducono per con lintroduzione dellimposta:

P
NT
> P
T
[t (I) o I iI] > [t (I) o I iI] (1 t)

c) In questo caso:
- il costo del finanziamento azionario , con (1-t
x
)= i(1-t
x
); dato che deve valere la condizione di non
arbitraggio: = i;
- la funzione di profitto al netto delle imposte , quindi, definita dalla seguente formula:

P(I) = t (I) o I I t[t (I) o I ]

Derivando rispetto ad I ed uguagliando a 0 la derivata, si ottiene:

t
I

=
1
) ( '

o t
Nel nostro caso, dato che ' t (I) = 2/I,

(2/I) o =
t 1

I* =
2(1 )
(1 )
t
t o

+


Sostituendo nellequazione i valori assegnati a , ad e a t, otteniamo:

I*= 16,81

Linvestimento ottimale in questo caso inferiore (I*=16,81) rispetto ai due casi precedenti (I*=20).

d) Calcolando i profitti netti nel caso di finanziamento con debito e nel caso di finanziamento tramite
emissione di nuove azioni, si ottiene:

( ) 89 , 1 275 , 0 1 20 * 05 . 0 20 * 05 , 0
2
20
log 2 =
|
|
.
|

\
|

|
.
|

\
|
=
netto
P
64 , 1 81 , 16 * 05 , 0
2
81 , 16
log 2 275 , 0 81 , 16 * 05 . 0 81 , 16 * 05 , 0
2
81 , 16
log 2 =
|
|
.
|

\
|

|
.
|

\
|

|
.
|

\
|
=
netto
P

Di conseguenza il finanziamento con emissione di nuove azioni meno conveniente per limpresa.

e) Si veda il paragrafo 6.4 del libro di testo.




7
Esercizio 6 - Effetti dellimposta societaria su investimenti e scelte di finanziamento

Il vero profitto di unimpresa dato da t (I) -o I-iI, dove t (I) il rendimento degli investimenti, o il
deprezzamento economico e i il costo del capitale. Il profitto tassato con aliquota t.
1) Scrivete la condizione che determina il livello ottimale degli investimenti:
i) nel caso in cui il costo del finanziamento sia interamente deducibile;
ii) nel caso in cui il costo del finanziamento sia deducibile al 50%.
2) Rappresentate graficamente questi due casi, evidenziando limpatto della non neutralit sul livello degli
investimenti.
3) Considerate ora una societ di capitali soggetta ad IRES che abbia ricavi per 1000 e interessi passivi per
400. Il trattamento fiscale di questa societ in grado di garantire la neutralit? Perch?


Soluzione

1) Nel caso in cui il costo del finanziamento sia interamente deducibile il profitto netto dellinvestimento
dato da

( ) [ ( ) ]
(1 )[ ( ) ]
P I I iI t I I iI
P t I I iI
t o t o
t o
=
=


derivando rispetto ad I ed eguagliando a 0:

*
*
*
[ '( ) ](1 ) 0
[ '( ) ] 0
'( )
I i t
I i
I i
t o
t o
t o
=
=
=


dove I* il livello ottimale dellinvestimento.

Nel caso in cui il costo del finanziamento sia deducibile solo al 50% il profitto netto dellinvestimento dato
da
( ) [ ( ) 0.5 ]
(1 )[ ( ) ] (1 0.5 )
P I I iI t I I iI
P t I I Ii t
t o t o
t o
=
=


Derivando rispetto ad I ed eguagliando a 0:

*
*
[ '( ) ](1 ) (1 0.5 ) 0
(1 0.5 )
[ '( ) ]
(1 )
I t i t
t
I i
t
t o
t o
=



dove I* il livello ottimale dellinvestimento in questo caso. Questo livello inferiore a quello ottenuto
nellipotesi di piena deducibilit.






8


2)















Limpatto della non neutralit rappresentato dalla differenza tra il livello degli investimenti con piena
deducibilit, I*tot, e il livello degli investimenti con deducibilit al 50%, I*p. La non neutralit riduce gli
investimenti.

3) Con lIres, in questo caso, si ha ROL=1000 e quindi gli interessi passivi nel singolo anno sono deducibili
al massimo per il 30% di 1000, cio per 300. Ne segue che, dei 400 euro di interessi passivi, ne sono
deducibili solo 300, cio il coefficiente di deducibilit del 75%. Il regime non garantisce quindi la
neutralit. [N.B: vero che leccedenza di interessi passivi, 100, riportabile agli anni successivi, ma, per
non modificare le scelte di investimento, limpresa dovrebbe essere certa di poterla recuperare con il ROL
realizzato negli anni successivi]
O
I
o t '
i
I*
p
I*
tot


1-ot
1-t
i

I*
tot
=I con totale ded.
I*
p
= I con parz. ded.
A.A. 2013/14
Esercitazione Attivit Finanziarie
TESTO E SOLUZIONI

Esercizio 1
Allinizio del 2013 il Signor Rossi possiede le seguenti attivit finanziarie (espresse in euro):
- titoli di Stato italiani: 20.000
- azioni di societ italiana A (partecipazione non qualificata): 40.000 (valore di acquisto)
- azioni di societ italiana B (partecipazione qualificata): 26.000.
Durante lanno, dopo aver percepito dividendi lordi emessi dalla societ A per 4.000, ha venduto le azioni
possedute di A per 48.000 per finanziare lacquisto di unautomobile. Ha inoltre percepito interessi lordi sui
titoli di Stato per 2.000 e dividendi dalla partecipazione nella societ B per 6.000.
Alla fine dellanno, il valore dei titoli di Stato nel portafoglio del Signor Rossi salito a 24.000.
Infine, il Signor Rossi ha percepito redditi da lavoro dipendente per 60.000 e non ha diritto n a deduzioni n
a detrazioni IRPEF. Le aliquote IRPEF applicabili sono:

scaglioni di reddito aliquote
0 - 15.000 23%
15.000 28.000 27%
28.000 55.000 38%
55.000 75.000 41%
Oltre 75.000 43%


Si calcolino le imposte totali a carico del Signor Rossi a seconda che egli opti per il risparmio individuale o
per il risparmio individuale gestito. Che cosa determina la differenza del carico fiscale?

Soluzione

I redditi per questo periodo di imposta sono:
- interessi su titoli di stato: 2.000
- dividendi da partecipazione non qualificata: 4.000
- plusvalenze realizzata su partecipazione non qualificata: 48.000 - 40.000 =8.000
- plusvalenze maturate su TdS: 24.000 - 20.000 =4.000
- dividendi da partecipazione qualificata: 6.000
- redditi da lavoro dipendente: 60.000

a) Risparmio individuale
Imposte
Interessi sui titoli di Stato: 12,5% x 2.000 =250
Dividendi: 20% x 4.000 =800
Plusvalenze realizzate su partecipazioni non qualificate : 20% x 8.000 =1.600
Le plusvalenze maturate ma non realizzate sui titoli di Stato non sono tassate in questo regime di
risparmio.
250 +800 +1.600 = 2.650
Nel totale delle imposte va poi considerata lIRPEF a carico del Signor Rossi.
Reddito complessivo =60.000 +49,72% x 6.000 =62.983 =Reddito imponibile (non ci sono deduzioni)
Applicando le aliquote IRPEF otteniamo
IRPEF lorda = 23% x 15.000 +27% x 13.000 +38%x27.000 +41%x7.983 =20.493 =IRPEF netta
(non ci sono detrazioni)

Imposte totali a carico del Signor Rossi = 2.650+20.493 = 23.143
b) Risparmio individuale gestito
Indichiamo con RG, PF e PI rispettivamente il Risultato di Gestione, il Patrimonio Finale ed il
Patrimonio Iniziale. Il Signor Rossi pagher il 20% del risultato di gestione.
RG=PF +prelievi - conferimenti - interessi e plusvalenze su TdS+62,5% di interessi e plusvalenze su
TdS - PI
PI =20.000 (titoli) +40.000 (azioni) =60.000
PF =24.000 (titoli) +2.000 (interessi lordi sui titoli) +4.000 (dividendi lordi su partecipazione A) =
30.000
Prelievi (vendita azioni per finanziare consumo) =48.000
Gli interessi e le plusvalenze (maturate) su TdS sono pari a: 2000+4000=6000

Risultato di gestione =30.000+48.000 - 6.000+62,5% x 6.000 - 60.000 =15.750
Imposta sostitutiva sul risultato di gestione = 20% x 15.750 = 3.150
Anche in questo caso va considerata lIRPEF netta, pari a 20.493.

Imposte totali a carico del Signor Rossi =3.150+20.493 =23.643.

La differenza del carico fiscale 23.643 - 23.143 =500, cio il 12,5% della plusvalenza maturata sui titoli di
Stato italiani (4.000) che tassata solo nel regime del risparmio gestito.


Esercizio 2
Il Signor X allinizio dellanno detiene:
- 20.000 euro in titoli di Stato (valore di acquisto)
- 20.000 euro in Obbligazioni (valore di acquisto)
- 10.000 euro in azioni della societ italiana A (partecipazione non qualificata, valore di acquisto)
- 5.000 euro in azioni della societ italiana B (partecipazione non qualificata, valore di acquisto).
Nel corso dellanno percepisce interessi lordi sui titoli di Stato per 500 euro, interessi su obbligazioni per 600
euro e dividendi sulle azioni della societ B per 200 euro. Il Signor X decide di vendere le azioni della
societ B al prezzo di 5.800 euro per acquistare unautomobile e di mantenere in portafoglio le altre attivit.
A fine anno il valore delle sue attivit il seguente:
- 20.400 euro per le obbligazioni
- 20.000 euro per i titoli di Stato
- 10.400 euro per le azioni della societ A.
a) Calcolate le imposte complessive a carico del Signor X a seconda che si trovi in regime di risparmio
individuale o di risparmio individuale gestito.
Supponete ora che la partecipazione detenuta nella societ B sia qualificata e che laliquota marginale IRPEF
del Signor X sia 43%.
b) Calcolate le imposte complessivamente a carico del Signor X sulle attivit finanziarie detenute nellanno
a seconda che si trovi in regime di risparmio individuale o di risparmio individuale gestito.

Soluzione

a)

Redditi da Capitale:
Interessi su titoli di Stato per 500 euro
Interessi su obbligazioni per 600 euro
Dividendi (non qual) societ italiana B per 200 euro

Redditi Diversi:
Plusvalenza realizzata su vendita azioni (non qual) (5.800 5.000) =800
Plusvalenza maturata su obbligazioni (20.400-20.000) =400
Plusvalenza maturata su azioni (non qual) (10.400-10.000) =400
Risparmio individuale
Sui redditi di capitale: 12,5% x 500 (interessi su titoli) +20% x 600 (interessi su obbligazioni) +20% x 200
(dividendi azioni soc. B) =62,5 +120 +40 =222,5

Sui redditi diversi: 20% x 800 (plusvalenza realizzata su vendita azioni soc. B) =160
Totale imposte =222,5+160 =382,5
Le plusvalenze soltanto maturate non vengono tassate.


Risparmio individuale gestito
PF =20.000 (titoli) +20.400 (obbligazioni) +10.400 (azioni soc. A) +500 (interessi lordi su titoli) +600
(interessi su obbligazioni) +200 (dividendi lordi su azioni soc. B) =52.100
PI =20.000 (titoli) +20.000 (obbligazioni) +10.000 (azioni soc. A) +5.000 (azioni soc. B) =55.000
Prelievi (vendita azioni soc. B) =5.800
Redditi soggetti ad imposta del 12,5% =500 (interessi sui titoli di Stato)
Risultato di gestione =52.100 (PF) +5.800 (prelievi) 55.000 (PI) 500 (redditi tassati al 12,5%) +
0,625*500 (62,5% dei redditi tassati al 12,5%) =2.712,5
Totale imposte =20% x 2.713 (20% del risultato di gestione) =542,5
Mentre nel regime di risparmio individuale la tassazione avviene alla realizzazione, nel regime di risparmio
individuale gestito il momento rilevante per la tassazione quello della maturazione (la differenza nel totale
delle imposte proprio dovuta al fatto che nel risparmio individuale gestito stiamo pagando limposta anche
sulle plusvalenze soltanto maturate).

b)

Redditi da Capitale:
Interessi su titoli di Stato per 500 euro
Interessi su obbligazioni per 600 euro
Dividendi (qual) societ italiana B per 200 euro


Redditi Diversi:
Plusvalenza realizzata su vendita azioni societ B (qual) (5.800 5.000) =800
Plusvalenza maturata su obbligazioni (20.400-20.000) =400
Plusvalenza maturata su azioni (non qual) (10.400-10.000) =400


Risparmio individuale
Sui redditi di capitale:
IRPEF sul 49,72% dei dividendi da partecipazione qualificata nella soc. B: 43% x 49,72% x 200 =42,76
Tassazione sostituiva sugli interessi su obbligazioni: 20% x 600 =120
Tassazione sostituiva sugli interessi sui titoli di stato: 12,5% x 500 =62,5

Sui redditi diversi:
IRPEF sul 49,72% della plusvalenza realizzata dalla vendita della partecipazione qualificata nella soc. B:
43% x 49,72% x 800 =171,04

Totale imposte =42,76 +120 +62,5 +171,04 =396,3



Risparmio individuale gestito
PF =20.400 (obbligazioni) +20.000 (titoli) +10.400 (azioni soc. A) +500 (interessi lordi su titoli) +600
(interessi su obbligazioni) =51.900
PI =20.000 (obbligazioni) +20.000 (titoli) +10.000 (azioni soc. A) =50.000
Redditi soggetti ad imposta del 12,5% =500 (interessi sui titoli di Stato)
Risultato di gestione =51.900 (PF) 50.000 (PI) 500 +0,625*500 (redditi tassati al 12,5%) =1.712,5

Totale imposte =20% x 1.712,5 (imposta sul risultato di gestione) +42,76 +171,04 (IRPEF su dividendi e
plusvalenza realizzata su partecipazione soc. B) =342,5 +42,76+171,04 =556,3


Esercizio 3
1. Descrivete brevemente i 3 regimi di risparmio rilevanti per il sistema fiscale chiarendo le caratteristiche di
ciascuno rispetto a: i) possibilit di conseguire anonimamente i redditi; ii) possibilit di utilizzare le
minusvalenze per ridurre il carico di imposta; iii) principi di tassazione delle plus e delle minusvalenze.

2. Allinizio del 2013 il Signor Rossi possiede le seguenti attivit finanziarie (espresse in euro):
- titoli di Stato italiani: 30.000
- azioni di societ italiana A (partecipazione non qualificata): 50.000 (valore di acquisto).

Nel corso dellanno il Signor Rossi ha conseguito 4.000 euro di interessi su titoli di Stato e ha venduto le
azioni in suo possesso a 48.000 euro per finanziare lacquisto di unautomobile. Determinate il carico fiscale
del Signor Rossi nel caso del risparmio individuale e del risparmio gestito e spiegate la ragione della
differenza.


Soluzione

Va notato che il Signor Rossi ha realizzato (e maturato) una minusvalenza di 2.000 euro nel corso del 2013.

Risparmio individuale
Il Signor Rossi viene tassato sul 12,5% degli interessi su titoli di stato, cio su 4.000 euro, che non possono
essere compensati con la minusvalenza. Ne segue che il suo debito di imposta pari a 12,5% x 4.000 =500
euro.

Risparmio gestito individuale
Il Signor Rossi viene tassato con laliquota del 20% sul risultato di gestione, che determinato come segue.
RG =PF +prelievi - conferimenti -(interessi e plusvalenze su TdS) +62,5%(interessi e plusvalenze su TdS)
- PI
Il patrimonio iniziale dato da:
PI =30.000+50.000 =80.000
Il patrimonio finale dato da:
PF =30.000+4.000 =34.000
I prelievi sono stati pari a 48.000 euro, il risultato di gestione quindi uguale a
RG =34.000 +48000 - 4.000 +62,5% x 4.000 - 80.000 =500.
Il debito di imposta quindi pari al 20% di 500, cio a T =100. La differenza tra il carico fiscale nei due
regimi pari a 500 - 100 =400 euro, ovvero il 20% della minusvalenza di 2.000 euro che utilizzabile nel
regime del risparmio gestito e non lo in quello del risparmio individuale.




Esercizio 4
Allinizio dellanno il signor Rossi possiede le seguenti attivit finanziarie (espresse in euro):
- Obbligazioni 20.000
- Azioni di societ italiane (partecipazione non qualificata): 40.000 (valore di acquisto)

Durante lanno, dopo aver percepito dividendi lordi per 4.000, vende le azioni possedute per 48.000 per
finanziare lacquisto di unautomobile. Inoltre, percepisce nel corso dellanno interessi lordi sulle
obbligazioni per 2000. Alla fine dellanno, il valore delle obbligazioni nel portafoglio del signor Rossi
salito a 24.000.

a) Si calcolino le imposte totali a carico del signor Rossi a seconda che egli opti per il risparmio individuale
o per il risparmio individuale gestito.
b) diverso il carico fiscale nei due regimi di tassazione? Se s, perch?


Soluzione

a)
Risparmio individuale
Dividendi: 20% x 4.000 =800
Interessi sulle obbligazioni: 20% x 2.000 =400
Plusvalenze realizzate (vendita azioni): 20% x 8.000 =1.600
Le plusvalenze maturate ma non realizzate sulle obbligazioni non entrano nella base imponibile.
Totale imposte = 800 + 400+ 1.600 = 2.800

Risparmio individuale gestito
Indichiamo con RG, PF e PI rispettivamente il Risultato di Gestione, il Patrimonio Finale ed il Patrimonio
Iniziale. Il signor Rossi pagher il 20% del risultato di gestione.

RG =PF +prelievi - conferimenti - PI

PI =20.000 (obbligazioni) +40.000 (azioni) =60.000
PF =24.000 (obbligazioni) +2.000 (interessi lordi su obbligazioni) +4.000 (dividendi lordi) =30.000
Prelievi (vendita azioni) =48.000
Risultato di gestione =30.000 +48.000 60.000 =18.000
Totale imposte = 20% x 18.000 = 3.600
b)
Nel caso di risparmio individuale gestito, il carico fiscale maggiore. La tassazione delle plusvalenze
avviene alla maturazione, e dunque verr tassata anche la plusvalenza soltanto maturata sulle obbligazioni.







Esercizio 5 - Tassazione delle attivit finanziarie in contesto internazionale
Il signor X risiede nel paese A dove vige unimposta sui redditi derivanti da attivit finanziarie con aliquota
pari al 5%. Il signor Z risiede nel paese B dove vige unimposta sui medesimi redditi con aliquota del 10%. Il
rendimento lordo in entrambi i paesi pari al 20%.
a) Se in entrambi i paesi vale il principio di residenza, dove investono i signori X e Z?
b) Se in entrambi i paesi vige il principio della fonte, dove investono i signori X e Z?
c) Nellipotesi che lammontare dellinvestimento del signor X sia pari a 100 e quello del signor Z pari a
200, a quanto ammonta il gettito raccolto dai due paesi nei due casi sopra considerati?


Soluzione

a) Se vige il principio di residenza, poich i rendimenti lordi ottenibili nei due paesi sono uguali, i due
individui saranno indifferenti tra investire nel paese A e nel paese B. Infatti, il fatto che tutti i redditi
afferenti ad uno stesso individuo siano assoggettati alla stessa aliquota (laliquota vigente nel paese di
residenza dellinvestitore) assicura, data luguaglianza dei rendimenti lordi, luguaglianza dei rendimenti
netti.

b) Se vige il principio della fonte, entrambi gli individui investiranno nel paese A in cui, grazie allesistenza
di unaliquota pi contenuta, il rendimento netto ottenibile pi alto (dato che i rendimenti lordi nei due
paesi sono uguali).

c)
Indipendentemente dal paese in cui investe:
- il rendimento lordo dellinvestimento del signor X : 20 20 , 0 100
X
r
- il rendimento lordo dellinvestimento del signor Z : 40 20 , 0 200
Z
r

Con il principio di residenza:
il paese A riscuote le imposte sul rendimento del signor X;
il gettito ottenuto dal paese A sar:
1 20 05 , 0
X A A
r t T

Il paese B, invece, riscuoter le imposte sul rendimento del signor Z;
il gettito per il paese B sar:
4 40 10 , 0
Z B B
r t T

Con il principio della fonte, abbiamo visto che entrambi gli individui scelgono di investire in A.
Il gettito del paese B sar quindi nullo:
0
B
T

Il gettito del paese A sar:
3 40 20 05 , 0 ) (
B A A A
r r t T






Esercizio 6 - Tassazione attivit finanziarie in un contesto internazionale
a) In riferimento alla tassazione internazionale dei redditi, si definiscano i concetti di imposizione in base al
principio di residenza e imposizione in base al principio della fonte.
Il signor X risiede nel paese A dove vige unimposta sul rendimento degli investimenti con aliquota t
a
=15%.
Il signor Y, invece, risiede nel paese B in cui laliquota della stessa imposta t
b
=10%. Si ipotizzi che il
rendimento lordo di qualsiasi investimento nei due paesi sia rispettivamente R
a
=R
b
=25%.
b) Quale dei due principi realizza la Capital Export Neutrality (CEN) e quale la Capital Import Neutrality
(CIN)? Dimostrate analiticamente la risposta.
c) In quale paese investiranno i signori X e Y se in entrambi i paesi vale il principio di residenza? E se in
entrambi i paesi vale il principio della fonte?


Soluzione

a) In base al principio di residenza tutti i redditi (qualunque siano la natura e il luogo di produzione)
afferiscono immediatamente e integralmente al loro titolare e sono oggetto di tassazione nel paese di
residenza del percettore.
In base al principio della fonte (o principio di territorialit) i redditi sono tassati nel paese di produzione
del reddito, prescindendo dal luogo di residenza e dalla posizione reddituale complessiva del percettore.


b)
Capital Export Neutrality. Un sistema di imposizione verifica la CEN quando i fattori fiscali non
influiscono sulle scelte di localizzazione degli investimenti. Il principio di residenza realizza la CEN,
infatti:

Signor X:

Rendimento netto nel Paese A: Ra (1-ta) =0,25 (1-0,15) =21,25%
Rendimento netto nel Paese B: Rb (1-ta) =0,25(1-0,15) =21,25%

Signor Y:

Rendimento netto nel Paese A: Ra (1-tb) =0,25 (1-0,1) =22,5%
Rendimento netto nel Paese B: Rb (1-tb) =0,25 (1-0,1) =22,5%

Applicando il principio di residenza, i rendimenti netti degli investimenti in A e in B sia del Signor X
che del Signor Y sono uguali e i due investitori continuano ad essere indifferenti tra investire in A o in B
(come in assenza di imposte).

Capital Import Neutrality. Un sistema di imposizione verifica la CIN quando allinterno di ogni paese
si ottiene lo stesso rendimento dopo le imposte, qualunque sia la nazionalit dellinvestitore. Il principio
della fonte realizza la CIN, infatti:

Signor X:

Rendimento netto nel Paese A: Ra (1-ta) =0,25 (1-0,15) =21,25%
Rendimento netto nel Paese B: Rb (1-tb) =0,25 (1-0,1) =22,5%

Signor Y:

Rendimento netto nel Paese A: Ra (1-ta) =0,25 (1-0,15) =21,25%
Rendimento netto nel Paese B: Rb (1-tb) =0,25 (1-0,1) =22,5%

Come si pu facilmente notare, allinterno di ogni paese il rendimento netto il medesimo per i due
investitori:
Paese A: Signor X =21,25%
Signor Y =21,25%
Paese B: Signor X =22,5%
Signor Y =22,5%


c) Nel caso di applicazione in entrambi i paesi del principio di residenza, i due signori saranno indifferenti
rispetto al paese in cui investire, questo perch, data luguaglianza dei rendimenti lordi, il rendimento
netto dellinvestimento ottenibile dai due investitori lo stesso nei due paesi (21,25% per il signor X e
22,5% per il signor Y).
Nel caso invece di applicazione del principio della fonte, entrambi gli investitori avranno convenienza a
investire nel paese B dove il rendimento netto dellinvestimento risulta essere pi elevato (22,5%).


1
SCIENZA DELLE FINANZE A.A. 2013-2014
Esercitazione IVA e IRAP
TESTO e SOLUZIONI


Esercizio 1

Si consideri la seguente situazione:
- limpresa A vende all'impresa B un bene intermedio, che ha prodotto utilizzando solo il fattore lavoro, al
prezzo al netto dell'imposta di 1.000;
- limpresa B, utilizzando il bene acquistato da A e il fattore lavoro, produce un bene finale che vende a 2.000 (al
netto dell'imposta).

a) Si consideri una generica imposta plurifase sul valore aggiunto. Assumendo che l'aliquota sul bene prodotto da
A sia del 10% e quella sul bene prodotto da B sia del 20%, si calcolino:
i) limposta versata dalle due imprese
ii) il prezzo del bene venduto da B al lordo dell'imposta
iii) laliquota effettiva che grava sul bene prodotto da B
nei seguenti casi:
1) IVA calcolata con il metodo base da base,
2) IVA calcolata con il metodo imposta da imposta.

b) Supponendo che si applichi il metodo imposta da imposta, si determinino:
i) limposta versata dalle due imprese
ii) il prezzo del bene venduto da B al lordo dell'imposta
iii) laliquota effettiva che grava sul bene prodotto da B
nei due casi seguenti:
1) la vendita del bene finale da parte di B sia operazione esente;
2) la vendita del bene finale da parte di B sia operazione non imponibile.

Soluzione

a)
1) IVA calcolata con il metodo base da base

i) Imposta da versare
IVA versata da A = 10% x (1.000-0) = 100.
IVA versata da B = 20% x (2.000-1.000) = 200.
IVA complessiva = 300.

ii) Prezzo del bene venduto da B
P
B
= 2.000+300 = 2.300.

iii) Aliquota effettiva
t = 300/2.000 = 0,15.
2

2) IVA calcolata con il metodo imposta da imposta

i) Imposta da versare
IVA versata da A = 10% x 1.000 = 100.
IVA versata da B = 20% x 2.000-10% x 1.000 = 300.
IVA complessiva = 400.

ii) Prezzo del bene venduto da B
P
B
= 2.000+400 = 2.400

oppure:

P
B
= 2.000(1+20%)=2.000+400=2.400*.

Nel caso in cui lIVA venga calcolata con il metodo imposta da imposta, solo laliquota applicata nellultimo stadio
concorre alla determinazione del prezzo finale.

iii) Aliquota effettiva
t= 400/2.000 = 0,20.

b)
1) La vendita del bene finale unoperazione esente

i) Imposta da versare
IVA versata da A = 10% x 1.000 = 100.
IVA versata da B = 0.
IVA complessiva = 100.

ii) Prezzo del bene venduto da B
P
B
= 2.000+100 = 2.100.

iii) Aliquota effettiva
t = 100/2.000 = 0,05.

2) La vendita del bene finale unoperazione non imponibile

i) Imposta da versare
IVA versata da A = 10% x 1.000 = 100.
IVA versata da B = 0-10% x 1.000 = -100.
IVA complessiva = 0.

ii) Prezzo del bene venduto da B
P
B
= 2.000+0 = 2.000.
iii) Aliquota effettiva
t = 0.


In entrambe le operazioni (esente e non imponibile) non prevista lapplicazione dellimposta sul valore aggiunto
creato nello stadio finale. Mentre nel caso di operazione non imponibile le imposte afferenti ai precedenti stadi
sono rimborsate, nel caso di operazione esente tale diritto al rimborso non sorge. In questultimo caso, il prezzo
finale comprende una componente fiscale relativa agli stadi precedenti a quello finale. Il prezzo finale nei due casi
:

Operazione esente: p
v
= Valore della produzione (o prezzo netto) + IVA pagata sugli acquisti

Operazione non imponibile: p
v
= Valore della produzione (o prezzo netto).







3
Esercizio 2

Limpresa A produce, utilizzando solo lavoro, un bene dinvestimento per un valore di 500 (al netto dellIVA) e lo
vende allimpresa B. A sua volta, limpresa B produce un bene finale (valore al netto di imposta pari a 1000)
utilizzando un bene intermedio prodotto dallimpresa C del valore, al netto dellIVA, pari a 100 e il bene di
investimento acquistato da A nello stesso anno e ammortizzato secondo un coefficiente ordinario del 40%.
Per produrre il bene intermedio limpresa C utilizza esclusivamente lavoro.
Nellipotesi che limposta sul valore aggiunto sia calcolata secondo il metodo imposta da imposta con unaliquota
pari al 20%, si calcoli limposta versata dalle tre imprese nei 3 seguenti casi:
1. la base imponibile di tipo reddito lordo.
2. la base imponibile di tipo reddito netto.
3. la base imponibile di tipo consumo.

Soluzione
Limposta versata da A e da C non varia nei tre casi considerati.
IVA versata da A = 20%*500 = 100
IVA versata da C = 20%*100 = 20

Imposta versata da B
a) B.I. di tipo reddito lordo
LIVA pagata sugli investimenti non detraibile:
IVA a debito = 20%*1000 = 200
IVA a credito = 20%*100 = 20
IVA da versare = 200-20 = 180

b) B.I. di tipo reddito netto
IVA a debito = 20%*1000 = 200
IVA a credito = 20%*100 + 20%*(40%/2*500) = 20+20 = 40
IVA da versare = 200-40 = 160

c) B.I. di tipo consumo
IVA a debito = 20%*1000 = 200
IVA a credito = 20%*100 + 20%*500 = 20+100 = 120
IVA da versare = 200-120 = 80









4
Esercizio 3

Limpresa A produce, utilizzando solo lavoro, un bene di investimento per un valore di 800 (al netto dellIVA) e lo
vende allimpresa B. A sua volta, limpresa B produce un bene finale (valore al netto di imposta pari a 2.000)
utilizzando, oltre al bene di investimento acquistato da A, un bene intermedio del valore di 400 (al netto dellIVA),
prodotto dallimpresa C. Per produrre il bene intermedio limpresa C utilizza, oltre al fattore lavoro, un bene di
investimento acquistato dallimpresa D. Limpresa D produce il bene di investimento utilizzando solo lavoro e lo
mette in vendita ad un prezzo (al netto dellIVA) pari a 200. Nellipotesi che limposta sul valore aggiunto sia
calcolata secondo il metodo imposta da imposta con unaliquota pari al 20% e che il coefficiente di ammortamento
riferito a qualsiasi bene di investimento sia pari al 40%, si calcoli limposta versata dalle quattro imprese nei 3
seguenti casi:
a) base imponibile di tipo reddito lordo;
b) base imponibile di tipo reddito netto;
c) base imponibile di tipo consumo.
d) A quale di queste tre fattispecie appartiene limposta sul valore aggiunto applicata in Italia?
e) Sempre con riferimento allimposta sul valore aggiunto applicata in Italia, si discuta se limposta ha un
riferimento finanziario oppure reale.

Soluzione

Limposta versata da A e da D non varia nei tre casi considerati.
IVA versata da A = 20%*800 = 160
IVA versata da D = 20%*200 = 40

Imposta versata da B e C
d) B.I. di tipo reddito lordo
LIVA pagata sugli investimenti non detraibile:
IVA versata da B = 20%*2.000 (IVA a debito)-20%*400 (IVA a credito) = 400-80 = 320
IVA versata da C = 20%*400 = 80

e) B.I. di tipo reddito netto
LIVA pagata sugli investimenti ammessa in detrazione solo in proporzione alla quota di ammortamento:
IVA versata da B = 20%*2.000 (IVA a debito) - [20%*400 + 20%*(40%/2*800)] (IVA a credito) =
= 400-80-32 = 288
IVA versata da C = 20%*400 20%(40%/2*200) = 80 8 = 72

f) B.I. di tipo consumo
LIVA pagata sugli investimenti ammessa in detrazione in misura integrale:
IVA versata da B = 20%*2.000 (IVA a debito) - [20%*400 + 20%*800] (IVA a credito) =
= 400-80-160 = 160
IVA versata da C = 20%*400 20%*200 = 80 40 = 40.

g) La detraibilit dellimposta afferente ai beni dinvestimento implica che la nostra imposta sul valore
aggiunto sia di tipo consumo.
h) Limposta sul valore aggiunto applicata in Italia ha un riferimento finanziario poich colpisce solo le
operazioni che hanno dato luogo a transazioni monetarie (compatibile con il metodo imposta da imposta).
5
Esercizio 4

Limpresa Alfa, appartenente al paese A, esporta 100 litri di vino, che ha prodotto utilizzando soltanto lavoro,
allimpresa Beta, appartenente al paese B, ad un prezzo al netto dell'imposta di 200 euro. Limpresa Beta procede
allimbottigliamento utilizzando delle bottiglie da un litro che costano 0,5 euro luna (al netto dell'imposta),
prodotte dall'impresa Zeta, appartenente al paese B, e le immette sul mercato finale del paese B al prezzo di 6 euro
(al netto dell'imposta) la bottiglia. Limbottigliamento avviene manualmente.
Le aliquote IVA sono pari al 5% in A mentre in B sono del 10% sul vino, imbottigliato o sfuso, e del 20% sulle
bottiglie vuote.
Utilizzando il metodo imposta da imposta, determinare limposta versata dalle imprese Alfa, Beta e Zeta e
limposta riscossa da A e da B nei due casi:
1) IVA applicata secondo il principio di destinazione;
2) IVA applicata secondo il principio di origine.
(Si consideri il sistema vigente sino al 1993).

Soluzione
1) Principio di destinazione
i) Imposte versate
Le esportazioni di Alfa sono non imponibili in A, quindi:
Alfa versa 0.
Beta versa il 10% del valore del vino importato alla dogana:
10% x 200 = 20.
Successivamente, Beta versa la differenza fra lIVA incassata sulle vendite di bottiglie piene (IVA a debito)
e lIVA pagata a monte sugli acquisti di vino e bottiglie vuote (IVA a credito):
10% x 600 - 10% x 200 - 20% x 50 = 30.
In totale,
Beta versa in B: 20 (in dogana) + 30 = 50.

Zeta versa in B il 20% del valore delle vendite di bottiglie vuote:
20% x 50 =10.
ii) Gettito dei paesi A e B
T
A
= 0.
T
B
= 50 (Beta) + 10 (Zeta) = 60.

2) Principio di origine
i) Imposte versate
Alfa versa in A il 5% del valore del vino esportato:
5% x 200 = 10.
Beta versa in B la differenza fra il 10% del valore delle sue vendite (IVA a debito) e lIVA pagata a monte
sugli acquisti di vino e bottiglie vuote:
10% x 600 - 5% x 200 20% x 50 = 40.
Zeta versa in B il 20% del valore delle vendite di bottiglie vuote:
20% x 50 = 10.
ii) Gettito dei paesi A e B
T
A
= 10.
T
B
= 40 (Beta) + 10 (Zeta) = 50.
6
Esercizio 5

La societ Alfa ha conseguito, nel corso del 2012, ricavi per 1.000 euro sostenendo i seguenti costi:
beni intermedi 300 euro;
salari 450 euro;
acquisto di un macchinario 200 euro (coefficiente di ammortamento ordinario 20%);
interessi passivi 50 euro.
Alla fine dellanno, inoltre, si registra un incremento di 100 nel valore delle scorte.
Calcolare lammontare di IRAP a carico della societ per il 2012.

Soluzione
La base imponibile dell'IRAP costituita dal valore aggiunto di tipo reddito netto corrispondente alla differenza tra
il valore della produzione (ricavi e variazioni positive delle rimanenze) e la somma dei costi di acquisto dei beni
intermedi da altre imprese, degli ammortamenti e della variazione negativa delle scorte.
Per la determinazione della base imponibile, calcoliamo la quota di ammortamento di pertinenza dellesercizio:
10% x 200 = 20 (ammortamento ordinario = 200 x (20%/2) = 20).
Base imponibile IRAP = 1000 (Ricavi) - 300 (beni intermedi) - 20 (ammortamento)+ 100 (scorte) = 780.
Il debito di imposta determinato tramite lapplicazione di unaliquota uniforme del 3,9%:
IRAP = 3,9% x 780 = 30,42.

Esercizio 6

Nellanno corrente la societ ALPHA ha conseguito ricavi per 800 e ha percepito interessi attivi per 15. In aggiunta
essa ha effettuato le seguenti operazioni:
acquisto di materie prime 300
corresponsione di salari 200
corresponsione di compensi per prestazioni libero-professionali 10
acquisto di beni di investimento (coeff. di ammortamento ord. 20%) 50
pagamento di interessi passivi 20
a) Trascurando i vincoli sul trattamento fiscale degli interessi passivi, si calcoli lammontare IRES e IRAP a
carico della societ ignorando nel calcolo della base imponibile IRAP le deduzioni forfetarie previste per i
lavoratori assunti a tempo indeterminato ed assumendo che la societ benefici di una deduzione di 9,7 dalla
base imponibile IRES per lIRAP pagata.
b) Utilizzando il metodo imposta da imposta, si determini lIVA che la societ deve versare nel caso di
unaliquota unica pari al 10% su tutti i beni acquistati o venduti.
Soluzione
a) La base imponibile IRAP costituita dal valore aggiunto di tipo reddito netto, corrispondente alla differenza tra
il valore della produzione (ricavi e variazioni positive delle rimanenze) e la somma dei costi di acquisto dei beni
intermedi e servizi da altre imprese, della variazione negativa delle scorte e degli ammortamenti. Quindi:
Base Imponibile IRAP = [800 (300 + 10 + 5)] = 485
Ricordando che laliquota IRAP pari al 3,9% abbiamo:
IRAP = 3,9% x 485 = 18,92



7
La base imponibile IRES data da:
Ricavi 800
Interessi Attivi 15
- Salari 200
- Materie prime 300
- Interessi passivi 20
- Compensi prestazioni libero-professionali 10
- Ammortamento (met al primo anno) 5
- Deduzione per IRAP pagata 9,7

= Base Imponibile IRES 270,3

NB1: deduzione per lIRAP pagata = 9,7 = 0,039x200+0,1x0,039x485, dove il primo addendo relativo alla
componente lavoro ed il secondo alla deduzione del 10% dellIrap pagata. Questo termine stato inserito per
correttezza di calcolo, ma non viene richiesto per il computo dellIRES ai fini dellesame.
NB2: per semplicit, lammortamento fiscale coincide con quello civilistico.

IRES = 27,5% x 270,3 = 74,33

b) In Italia lIVA applicata con il metodo imposta da imposta ed riconducibile ad una base imponibile di tipo
consumo. Pertanto, lIVA pagata sugli investimenti totalmente detraibile. Quindi:

IVA a debito = 10% 800 = 80
IVA a credito = 10% (300 + 10 + 50) = 36
IVA da versare = 80 36 = 44.
Nb: 44=0,1x(800-300-10-50)
A.A. 2013/2014
Esercitazione - Finanza locale e Finanza pubblica
TESTO E SOLUZIONI


Esercizio 1 - Finanza locale
Il governo del paese X organizzato su due livelli: un governo centrale e due amministrazioni locali situate
nelle regioni A e B. Le due regioni si finanziano con unaddizionale applicata allimposta sul reddito.
I dati relativi alle due regioni sono i seguenti:

Popolazione Reddito medio
pro-capite
Aliquota
imposta locale
Regione A 1000 100 2%
Regione B 500 200 5%

a) Calcolare il gettito complessivo delladdizionale raccolta in A e B.
Supponete che il governo decida che il livello desiderato di spesa pro-capite per migliorare le infrastrutture
nelle due regioni pari a 15.
b) A quanto ammonta il trasferimento pro-capite che le due regioni ottengono se il governo vuole perequare
la spesa?
c) A quanto ammonta il trasferimento pro-capite alle due regioni se il governo vuole perequare la spesa e
incentivare lo sforzo fiscale utilizzando come aliquota convenzionale la pi elevata tra quelle applicate
dalle due regioni?

Soluzione
a) Gettito complessivo addizionale:
T

= t x (popolazione x reddito medio pro capite)

Regione A: T
A
= 0,02 x 1000 x 100 = 2000
Regione B: T
B
= 0,05x 500 x 200 = 5000

b) Il governo attua trasferimenti perequativi della spesa pro-capite, cio:
C

= (g -t

)P



dove con C
i
si indica lammontare complessivo del trasferimento a favore dellente i, con g lammontare
di spesa pro-capite desiderato dal governo, con t
i
laliquota locale, con

y

il reddito medio pro-capite


locale e con P
i
la popolazione dellente. Poich noi ricerchiamo il trasferimento pro-capite, divideremo
C
i
per P
i
.
Avremo quindi:
c
A
= (1S -u,u2 1uu) = 1S
c
B
= (1S - u,uS 2uu) = S

dove c
i
indica il trasferimento pro-capite.

c) Il governo attua trasferimenti perequativi della spesa pro-capite e incentivanti lo sforzo fiscale:
C

= (g -y

)P


dove laliquota convenzionale fissata dal governo pari al 5% (quella applicata nella regione B).
I trasferimenti pro-capite a favore dei due enti sono quindi pari a:
c
A
= (1S - u,uS 1uu) = 1u
c
B
= (1S -u,uS 2uu) = S

Esercizio 2 Finanza locale
Il paese X ha un sistema di governo su due livelli: un governo centrale e due enti territoriali A e B. Il sistema
di finanza pubblica caratterizzato dal pieno decentramento delle competenze di spesa finale presso i due
enti territoriali. Si supponga quanto segue: nel territorio dellente A risiedono 1000 individui mentre nel
territorio dellente B 2000; lammontare di spesa pro-capite desiderato dal governo centrale 20 mentre il
reddito medio pro-capite locale 200 in A e 100 in B; le aliquote delle imposte locali sul reddito sono pari al
5% in entrambe le aree.
a) Si calcoli lammontare dei trasferimenti complessivi dal governo centrale a quelli locali nel caso di:
1. trasferimento in somma fissa pro-capite (ammontare del trasferimento pro-capite pari a 20);
2. trasferimento perequativo della spesa pro-capite.
b) Che tipo di trasferimento suggerite per eliminare leventuale incentivo a ridurre lo sforzo fiscale locale
che potrebbe verificarsi nel caso 2?

Soluzione
a) P
A
= 1.000
y
A
= 200
P
B
= 2.000
y
B
= 100
t
A
= t
B
= 5%
1. I trasferimenti in somma fissa complessivi destinati ai due enti territoriali sono:
C
A
= k P
A
= 20 1.000 = 20.000
C
B
= k P
B
= 20 2.000 = 40.000
2. I trasferimenti perequativi della spesa pro-capite complessivi risultano, invece:
C
A
= (g t
A
y
A
) P
A
= (20 0,05 200) 1.000 = 10.000
C
B
= (g t
B
y
B
) P
B
= (20 0,05 100) 2.000 = 30.000

b) In questo caso, il trasferimento perequativo risulta disincentivante lo sforzo fiscale locale, dal momento
che i singoli enti territoriali sono liberi di decidere autonomamente le aliquote (e quindi anche di
abbassarle) raggiungendo comunque lo stesso livello di spesa pro-capite. Una soluzione potrebbe
consistere nello stabilire unaliquota convenzionale a livello centrale, ai fini del trasferimento, che quindi
non disincentiverebbe lo sforzo fiscale (il trasferimento sarebbe neutrale rispetto allo sforzo fiscale):
C
i
= (g y

) P
i












Esercizio 3 - Finanza locale
Il sistema di governo del paese X articolato su due livelli: un governo centrale e una serie di enti territoriali
distribuiti tra le varie regioni. Si consideri la regione A: si supponga che la base imponibile di tale regione ai
fini del calcolo del gettito dellimposta del governo centrale sia pari a 100.000 e che a questa si applichi
unaliquota del 25%.
a) Si calcoli lammontare di risorse destinate alla regione A, nei seguenti casi:
1. finanziamento con tributi propri e meccanismo della sovraimposta, con unaliquota del 10%;
2. finanziamento con tributi propri e meccanismo delladdizionale, con unaliquota di imposta locale
del 10%.
b) Si calcoli per linsieme degli enti locali lammontare di una compartecipazione al gettito dei tributi
erariali ipotizzando che il gettito destinato al finanziamento degli enti locali sia del 5% (si assuma che la
base imponibile dellimposta a livello nazionale sia pari a 1.000.000)
c) Si descrivano brevemente le tre principali finalit dei trasferimenti finanziari dal governo centrale agli
enti locali.

Soluzione
a)
1. Il meccanismo della sovraimposta prevede che la base imponibile del tributo locale coincida con il
gettito dellimposta del governo centrale, cui si applica laliquota della sovraimposta. Il gettito della
regione A sar pertanto:
T
A
= t
A
(t
C
y) = 10% (25% 100.000) = 2.500
2. Applicando, invece, il meccanismo delladdizionale, laliquota di imposta di competenza del
governo locale si aggiunge a quella fissata dal governo centrale sullo stesso imponibile. Avremo
quindi un gettito per la regione A:
T
A
= t
A
y = 10% 100.000 = 10.000
b) Con la compartecipazione al gettito dei tributi erariali una certa percentuale del gettito destinata al
finanziamento degli enti locali. Di conseguenza:
T
L
= o t
C
y = 5% (25% 1.000.000) = 12.500
c) Le tre principali finalit dei trasferimenti finanziari dal governo centrale agli enti locali sono il
finanziamento dellattivit generale dellente locale, la redistribuzione territoriale delle risorse e la
compensazione delle esternalit. Nel primo caso, i trasferimenti hanno la funzione di garantire il flusso
di entrate necessario per ladempimento dei compiti istituzionali da parte degli enti territoriali. Nel
secondo caso, lobiettivo quello di perequare la distribuzione delle risorse su base territoriale. Infine, i
trasferimenti possono essere volti a compensare lente locale nel caso in cui lattivit dellente produca
effetti positivi su altri enti (trasferimenti positivi), o sanzionare lente locale nel caso in cui lattivit
dellente produca effetti negativi sulle aree circostanti (trasferimenti negativi).









Esercizio 4 - Finanza pubblica
Nel 2012 il rapporto debito pubblico/Pil del Paese X era pari al 130% e le previsioni formulate dal governo
per il tasso di crescita del Pil e per il tasso di interesse (costo medio del debito) nel 2013 erano
rispettivamente pari al 6% e al 2%. Il governo aveva inoltre fissato al 126% lobiettivo del rapporto debito
pubblico/Pil da realizzare nel 2013 e aveva dichiarato che tale obiettivo sarebbe stato raggiunto mediante un
disavanzo primario del 0,9% (arrotondato).

a) Verificate, in termini analitici, se le valutazioni del governo circa la dimensione del disavanzo primario
da realizzare nel corso del 2013 erano corrette.
b) Nel corso dellanno, tuttavia, le previsioni macroeconomiche del governo si rivelano errate: i valori
effettivi del tasso di crescita del Pil e del tasso di interesse risultano, infatti, rispettivamente pari al 5% e
al 4%. Qual ora il valore del rapporto debito pubblico/Pil del Paese X, se il goveno realizza il
disavanzo primario pari a 0,9% previsto nel 2013? Che valore del saldo primario sarebbe invece
necessario per raggiungere gli obiettivi enunciati dal governo per il 2013?

Soluzione
a) b
2012
= (debito pubblico /PIL)
2012
= 130%
r = tasso di interesse previsto per il 2013 = 2%
n = tasso di crescita del PIL previsto per il 2013 = 6%
b
2013
= (debito pubblico /PIL)
2013
= 126%
d
2013
= disavanzo primario auspicato per conseguire lobiettivo di debito pubblico /PIL = 0,9%
Tenendo presente la formula del vincolo di bilancio dinamico del settore pubblico:
b
t
= d
t
+ [(1 + r ) / (1 + n)] b
t-1
Inseriamo i dati forniti dallesercizio (nel nostro caso t=2013 e t-1=2012) e calcoliamo il disavanzo
primario che risolve luguaglianza:
1,26 = d
2013
+ [(1 + 0,02 ) / (1 + 0,06)] 1,30
d
2013
=0,9%
Le valutazioni del governo risultano, pertanto, corrette.
b) I valori effettivi assunti dalle variabili rilevanti sono:
n = 5%
r = 4%
Sostituiamo tali nuovi valori nel vincolo di bilancio dinamico del settore pubblico:
b
2013
= 0,009+ [(1 + 0,04 ) / (1 + 0,05)] 1,30
b=130%
Per ottenere un rapporto debito/Pil pari al 126%, il governo deve realizzare il valore del saldo primario
che risolve lequazione:
1,26 = d
2013
+ [(1 + 0,04 ) / (1 + 0,05)] 1,30
d
2013
= - 2,76%

Pertanto, considerando i dati corretti, per raggiungere lobiettivo in termini di rapporto debito
pubblico/Pil prefissato dal governo, necessario un avanzo primario del 2,76%.

Esercizio 5 - Finanza pubblica
Si supponga che lo stato iniziale di uneconomia sia il seguente:
Y
t
=100; B
t
= 50; r=2%; n=4%;
dove Y indica il PIL, B lo stock di debito, r il tasso di interesse pagato sul debito e n il tasso di crescita del
PIL.
a) Calcolare il valore del saldo primario in rapporto al PIL che consentirebbe di stabilizzare il rapporto
debito/PIL.
b) Si consideri ora che il bilancio dello stato sia in avanzo primario del 2% ogni anno e che r e n non
varino. A quanto ammonta lo stock di debito al tempo t+1?
c) Calcolare il rapporto debito/PIL al tempo t+2 e commentare.

Soluzione
a) Bisogna calcolare il valore del saldo primario in rapporto al PIL, ) (
1 1 + +

t t
g t , che consente di
stabilizzare il rapporto debito/PIL. Il vincolo di bilancio dinamico del settore pubblico :

( )
t 1 t t 1 t 1 t
r n
b b g b
1 n
+ + +
| |
= t +
|
+
\ .


Dal momento che lobiettivo del governo la stabilizzazione del rapporto debito/PIL possiamo riscrivere
il vincolo nel modo seguente:

( )
t 1 t 1 t
r n
0 g b
1 n
+ +
| |
= t +
|
+
\ .


Sostituendo i valori indicati:

( )
t 1 t 1
0.02 0.04 50
0 g
1.04 100
+ +
| |
= t +
|
\ .


t 1 t 1
g 0.0096
+ +
t =
Per stabilizzare il rapporto debito pubblico/PIL, dati i valori proposti, sar quindi sufficiente realizzare
un disavanzo primario dello 0,96%.

b) Dato lavanzo primario del 2%, ovvero
t 1 t 1
g 2%
+ +
t = , il rapporto debito/PIL al tempo t+1 dato da:

47 . 0 5 . 0
04 . 0 1
02 . 0 1
02 . 0
1
=
+
+
+ =
+ t
b


Per calcolare lo stock di debito in t+1, dato che b
t+1
=B
t+1
/Y
t+1
, necessario calcolare il Pil nellanno t+1.
Considerato che nellanno t si aveva Y
t
=100 e che n=4%, si avr

Y
t+1
=100*(1,04)=104

Di conseguenza B
t+1
=b
t+1
*Y
t+1
=0,47*104= 48,88.


c) Utilizzando il valore di b
t+1
calcolato al punto precedente, otteniamo:
44 . 0 47 . 0
04 . 0 1
02 . 0 1
02 . 0
2
=
+
+
+ =
+ t
b


Lavanzo primario determina una riduzione progressiva del rapporto debito/PIL. Tale riduzione si spiega
anche con il fatto che verificata la condizione di sostenibilit del rapporto debito/PIL che prevede che il
tasso dinteresse (r) sia inferiore al tasso di crescita del PIL (n).
Esercizio 6 - Finanza pubblica

Il bilancio di previsione dello Stato caratterizzato dai seguenti dati espressi in miliardi di euro:

- entrate da alienazione ed ammortamento
di beni patrimoniali e da riscossione crediti 5
- entrate per accensione di prestiti 310

- spese correnti (di cui interessi per 77) 398
- spese in conto capitale 60
- spese per rimborso di prestiti 214

Sapendo che il ricorso al mercato pari a 310 miliardi di euro, si calcolino il saldo netto da finanziare,
lavanzo primario e il risparmio pubblico.

Soluzione

Osserviamo che nel bilancio mancano i valori relativi a entrate tributarie ed extra-tributarie.
Conoscendo per il saldo relativo al ricorso al mercato, possiamo ricavare le quantit richieste dal problema.

Il ricorso al mercato dato dalla differenza tra entrate finali e spese complessive

ricorso al mercato = spese complessive - entrate finali

Il valore delle spese complessive

spese finali + rimborso prestiti = spese correnti + spese in conto capitale + rimborso prestiti = 398+60+214 = 672

Per cui
entrate finali = spese complessive - ricorso al mercato = 672 - 310 = 362

Il saldo netto da finanziare dato dalla differenza tra spese finali e entrate finali:

saldo netto da finanziare = spese finali entrate finali = 458 - 362 = 96

Lavanzo primario dato dalla differenza tra entrate finali e spese finali al netto degli interessi. Nel nostro
caso:

spese finali al netto degli interessi = 458 - 77 = 381

avanzo primario = 362 - 381 = -19

Il risparmio pubblico, infine, indica il contributo del bilancio dello Stato alla formazione del risparmio
nazionale, ed dato dalla differenza tra entrate tributarie ed extratributarie, e spese correnti.
Sapendo che

entrate finali = entrate tributarie + entrate extratributarie + entrate da alienazione e riscossione

Possiamo ricavare

entrate tributarie + entrate extratributarie = entrate finali - entrate da alienazione e riscossione = 362-5 = 357

risparmio pubblico = entrate tributarie + entrate extratributarie spese correnti = 357 - 398 = -41

A.A. 2013/2014
Esercitazione - Sistema Sanitario
TESTO E SOLUZIONI

Esercizio 1
Considerate una comunit composta da individui con differenti probabilit di ammalarsi:
individui di tipo H, che rappresentano il 55% della popolazione, con una probabilit di ammalarsi
pari al 70%;
individui di tipo L, che rappresentano il 45% della popolazione, con una probabilit di ammalarsi
pari al 30%.
In caso di malattia il danno pari a 100 per entrambi i gruppi.
In un mercato perfettamente concorrenziale e in assenza di costi di amministrazione, si determinino i premi
richiesti ai due tipi di individui per unit di materia assicurata e si dica se gli individui scelgono di acquistare
una copertura completa o parziale nel caso in cui:
a) linformazione sia perfetta;
b) l'impresa assicuratrice non riesca a discriminare tra i due tipi di individui (asimmetria informativa) ed
offra ad entrambi i gruppi lo stesso contratto con un premio tale da rendere i profitti complessivi nulli (in
valore atteso). Si discutano brevemente i problemi che sorgono in questa situazione.

Soluzione
a) In un mercato perfettamente concorrenziale, deve valere la condizione di profitti attesi nulli: E(P)=0.
possibile dimostrare che, con informazione perfetta (simmetrica), tale condizione implica che limpresa
richieda ad entrambi i tipi di individui il pagamento di premi attuarialmente equi, cio pari alla probabilit
dellevento negativo.
Indicando con N la numerosit della popolazione, con q il livello di copertura scelto, con p
i
e con
i
rispettivamente il premio pagato e la probabilit di ammalarsi per il tipo i-esimo:
E(P)= 0,55 N p
H
q
H
0,55 N
H
q
H
+ 0,45 N p
L
q
L
0,45N
L
q
L
= 0
da cui segue:
p
H
=
H
= 0,7 per gli individui H e p
L
=
L
= 0,3 per gli individui L.
In questo caso entrambi i gruppi chiedono copertura completa:
q= d= 100.
b) Se l'informazione asimmetrica, l'assicuratore non discrimina tra agenti H e L e pu essere indotto ad
offrire a tutti un unico contratto. Se la popolazione sufficientemente numerosa e in presenza di rischi
indipendenti, il profitto atteso pu essere scritto come:
E(P)= Npq 0,55 N
H
q 0,45N
L
q.
In questo caso, assumendo che tutti gli individui accettino di sottoscrivere il contratto, la condizione di
profitti attesi nulli impone la richiesta di un premio pari alla probabilit media di malattia per lintera
popolazione.

Pertanto, E(P)=0 se e solo se:
p= 0,55
H
+ 0,45
L
= 0,55 x 0,7 + 0,45 x 0,3 = 0,52.
I problemi derivano dal fatto che questo premio superiore alla probabilit di ammalarsi per gli individui di
tipo L, i quali quindi non si assicureranno. Questo implica che la qualit media degli assicurati diminuisce
(fenomeno di selezione avversa), le imprese aumentano i premi (per evitare profitti negativi), rimangono solo
individui di tipo H e il premio aumenta fino a raggiungere il valore per gli individui ad alto rischio (nel
nostro caso 0,7).

Esercizio 2
Si consideri una collettivit costituita da 2 individui, uno giovane e uno anziano. Entrambi hanno un reddito
pari a 30 e subiscono un danno pari a 100 in caso di malattia. Il giovane ha una probabilit
G
=0,2 di
ammalarsi, mentre lanziano ha una probabilit
A
=0,7. I due individui sono perfettamente distinguibili dalle
compagnie assicurative.
a) Si determini il grado di copertura ottimale q* scelto da ciascun individuo in corrispondenza di un premio
attuarialmente equo.
b) Si calcoli il premio complessivo che ciascun individuo dovrebbe pagare per ottenere la copertura
desiderata.
c) Quale problema si pone? Commentate, alla luce di questo risultato, lintervento pubblico
nellorganizzazione, prevalentemente privata, del sistema sanitario degli Stati Uniti.

Soluzione
a) La copertura ottimale richiesta da individui avversi al rischio in corrispondenza di premi attuarialmente
equi completa:
q
i
*= d= 100.
b) Il premio complessivo per il giovane sar:
p
G
q= 0,2 100 = 20
e per lanziano:
p
A
q= 0,7 100 = 70.
c) Lesercizio mostra come un sistema sanitario di natura privata fallisca nel garantire una copertura
sanitaria alla cittadinanza nel suo complesso, dal momento che possono esistere persone bisognose di cure,
ma non in grado di pagare il premio previsto per vincoli di reddito (lanziano ha un reddito di 30, ma
dovrebbe pagare un premio di 70!). Si rende pertanto necessario lintervento dello Stato per garantire la
copertura a taluni segmenti della popolazione. Questo , ad esempio, ci che succede negli USA dove
presente un sistema di assicurazioni sanitarie private ma lo Stato interviene a sostegno degli anziani e dei
poveri mediante i programmi denominati MEDICARE e MEDICAID.




Esercizio 3
La popolazione del paese X composta per il 50% da individui (tipo A) che hanno una probabilit di
ammalarsi pari al 20% e per il restante 50% da individui (tipo B) che hanno una probabilit di ammalarsi pari
al 70%. Sia gli individui di tipo A che gli individui di tipo B guadagnano, in condizioni normali, un reddito
di 1000 che si riduce, in caso di malattia, a 200. Gli individui hanno la possibilit di acquistare
unassicurazione.
a) Si ipotizzi che la compagnia assicuratrice sia in grado di distinguere perfettamente i due tipi A e B e offra
loro lassicurazione dietro il pagamento di un premio attuarialmente equo. Si determini (distinguendo, se
necessario, tra gli individui):
1. il premio unitario;
2. la quantit di assicurazione acquistata e il premio complessivo;
3. il reddito degli individui al netto dei premi assicurativi;
4. il profitto atteso dellimpresa assicuratrice.
b) Si ipotizzi ora che limpresa non sia in grado di distinguere i due tipi di individui e che offra a tutti un
unico contratto con un premio che le consenta di conseguire profitti attesi nulli.
5. A quanto ammonter il premio unitario che limpresa decider di applicare?
6. Chi beneficer dellassenza di perfetta informazione?
7. Si modificheranno le scelte assicurative delle due tipologie di individui?
8. Se s, con quali conseguenze per il mercato assicurativo?

Soluzione
a) Informazione perfetta
1. In caso di informazione perfetta il premio unitario attuarialmente equo per i due tipi di individui
corrisponde alle rispettive probabilit che si verifichi levento negativo:
p
A
=
A
= 0,2
p
B
=
B
= 0,7.

2. In presenza di premi attuarialmente equi gli individui sceglieranno di acquistare una quantit di
assicurazione che consenta loro di avere copertura completa (q=d):
q
A
= q
B
= q = d = 1000 200 = 800.
Il premio complessivo per A e per B sar quindi rispettivamente:
p
A
q = 0,2 x 800 = 160
p
B
q = 0,7 x 800 = 560.
3. Quando gli individui acquistano copertura completa (q=d), il reddito degli individui al netto dei
premi assicurativi costante nei due stati del mondo (salute e malattia) ed quindi pari a:
Y
A
= 1000 0,2 x q = 1000 - 160 = 840
Y
B
= 1000 0,7 x q =1000 - 560 = 440.
4. Il profitto atteso dellimpresa assicuratrice sar (la popolazione equamente distribuita tra individui
di tipo A e di tipo B):
E(P) =0,5N (p
A
q -
A
q + p
B
q
B
q) = 0

b) Asimmetria informativa
5. In caso di asimmetria informativa limpresa assicuratrice non discrimina tra gli individui a basso e ad
alto rischio e pu essere indotta ad offrire a tutti un unico contratto. Il premio unitario che verr
proposto dallimpresa (che rende i profitti complessivi nulli in valore atteso) pari alla probabilit
media di malattia per lintera popolazione.
p= 0,2 x 0,5 + 0,7 x 0,5 = 0,1 + 0,35 = 0,45
6. Le persone che hanno probabilit maggiore di ammalarsi (tipo B) possono sfruttare a loro vantaggio
lassenza di perfetta informazione che pesa sullimpresa assicurativa. Infatti si troveranno a pagare
un premio unitario (0,45) inferiore alla loro probabilit di malattia (0,7).

7. Le scelte assicurative per i due gruppi di individui si modificheranno: infatti gli individui a pi basso
rischio (tipo A) decideranno di non assicurarsi perch il premio medio (0,45) risulter pi elevato
rispetto alla probabilit che si verifichi levento negativo (0,2) (selezione avversa).

8. La fuoriuscita dal mercato assicurativo degli individui a basso rischio comporterebbe una riduzione
della qualit media degli assicurati con la conseguenza che le imprese assicuratrici sarebbero
costrette ad aumentare i premi per evitare perdite, peggiorando ulteriormente il problema della
selezione avversa.

Esercizio 4
Il paese X decide di iniziare a fornire i farmaci gratuitamente. La funzione di domanda della collettivit
stimata la seguente:
q= 10000 10 p
dove q indica la quantit di farmaci richiesta e p il prezzo medio di tali farmaci.
Il prezzo medio per farmaco di 300.
a) Definire il concetto di azzardo morale. Come si applica alla situazione del paese X?
b) Calcolare la perdita di bilancio rispetto alla situazione di perfetta informazione nel caso si pongano
problemi di azzardo morale.
c) In seguito ad una attenta analisi, il governo di X si rende conto di non avere alcuna possibilit di
controllare il comportamento dei consumatori. Allo stesso tempo, per, per ragioni di finanza pubblica, la
spesa farmaceutica a carico dello stato non pu in alcun caso eccedere il tetto di 1.800.000. Quali manovre
potrebbe attuare al fine di raggiungere questo livello di consumo farmaceutico?

Soluzione
a) AZZARDO MORALE: poich limpresa di assicurazione non in grado di controllare il comportamento
degli assicurati dopo la stipula del contratto, lindividuo pu domandare pi cure di quanto strettamente
necessario, oppure pu influenzare la probabilit che si verifichi levento negativo.
Nel nostro caso la quantit di farmaci venduta in corrispondenza di un prezzo pari a 300 (quantit con
perfetta informazione) :
q
PI
= 10000 10 p= 10000 10 (300) = 7.000.
Il problema di azzardo morale nasce dal fatto che nel paese X gli individui ricevono farmaci gratuitamente
(quindi, per i cittadini-consumatori, p= 0), mentre il prezzo effettivo pagato dal governo. La quantit
domandata (quantit con moral hazard) sar dunque pari a:
q
MH
= 10000 10 p = 10.000.
I pazienti fanno quindi ricorso a cure addizionali rispetto a quelle cui farebbero ricorso qualora non esistesse
un sistema farmaceutico pubblico e gratuito.
b) Nellipotesi di azzardo morale, la spesa farmaceutica per il governo del paese X :
q
MH
x p= 10000 x (300) = 3.000.000.
Nellipotesi di perfetta informazione si ha invece che:
q
PI
x p= 7000 x (300) = 2.100.000.
La perdita di bilancio dovuta allasimmetria informativa pertanto di 900.000.
c) Al fine di disincentivare leccessivo consumo di farmaci, prassi utilizzare sistemi di compartecipazione
al finanziamento delle spese sanitarie: il paese X introduce a tal fine i ticket.
Pertanto, il prezzo medio per farmaco, p = 300, coperto per un ammontare fisso (x) dal cittadino-
consumatore, e per il restante ammontare (300 - x) dallo Stato.
Dal momento che il cittadino-consumatore paga x per ogni unit di farmaco, la domanda di farmaci sar:
q= 10.000 - 10x.
Pertanto, la spesa farmaceutica complessiva a carico dello Stato :
(10.000 10x) (300 x)
Dato il vincolo di spesa che lo Stato deve rispettare, otteniamo:
(10.000 10x) (300 x) = 1.800.000
che equivale a:
10x
2
13.000x+ 1.200.000 = 0,
da cui: x = 100.
Il governo del paese X dovrebbe pertanto richiedere ai cittadini-consumatori di coprire 1/3 del prezzo medio
dei farmaci.




A.A. 2013/2014
Esercitazione - Sistema Pensionistico
TESTO E SOLUZIONI




Esercizio 1
a) Qual la differenza tra sistema pensionistico a ripartizione con metodo contributivo e sistema
pensionistico a capitalizzazione?
b) Si supponga che in uneconomia in ogni periodo siano presenti 2 generazioni: ciascuna generazione vive
per 2 periodi: nel primo lavora e versa contributi previdenziali, nel secondo cessa di lavorare e
percepisce una pensione. Ipotizzando che nel paese il monte salari W
t
del primo periodo sia pari a 1000,
che laliquota contributiva sia del 30%, il tasso di crescita della produttivit m sia 3% , quello
delloccupazione n 1% e il tasso di interesse corrente i sia del 2%, si calcolino, a seconda che venga
applicato un sistema pensionistico a ripartizione o a capitalizzazione:
i contributi versati in t e in t+1 (C
t
e C
t+1
)
il monte pensioni in t+1 e in t+2 (P
t+1
e P
t+2
)
il rendimento ottenuto dalle generazioni che vanno in pensione in t+1 e in t+2: qual la relazione fra
le due quantit calcolate?
La risposta al punto precedente sarebbe stata la stessa se il sistema pensionistico fosse stato
introdotto nellanno t+1? (si risponda senza effettuare calcoli)


Soluzione

a) In un sistema pensionistico a ripartizione i contributi riscossi in ogni periodo sono destinati al
finanziamento delle prestazioni pensionistiche erogate nello stesso periodo. Il metodo contributivo
prevede, in particolare, che la pensione annuale sia determinata uguagliando il montante contributivo
individuale (MC) al valore attuale delle pensioni future (VA), dove il montante contributivo ottenuto
capitalizzando i contributi versati ad un tasso prefissato r. Nel sistema pensionistico a capitalizzazione i
contributi che ogni lavoratore versa nel periodo di attivit sono investiti sul mercato dei capitali e
destinati a finanziare la pensione del lavoratore stesso. Il calcolo delle prestazioni pensionistiche
analogo a quello del sistema a ripartizione con metodo contributivo, con la differenza che il MC
determinato sulla base del rendimento effettivamente ottenuto sui contributi investiti sul mercato dei
capitali.
b) Monte salari W
t
= 1000
= 0,3
m = 0,03
n = 0,01
i = 0,02

In un sistema pensionistico a ripartizione si avr che:
Contributi versati in t = C
t
= W
t
= 0,3*1000 = 300


Contributi versati in t+1 = C
t+1
= W
t+1
= W
t
(1+m)(1+n) = 0,3*1000*1,03*1,01 = 312,09



Monte pensioni in t+1 = P
t+1
= C
t+1
= 312,09


Monte pensioni in t+2 = P
t+2
= C
t+2
= W
t
(1+m)
2
(1+n)
2
= 0,3*1000*(1,03)
2
*(1,01)
2
= 324,667


Rendimento implicito ottenuto dalla generazione che lavora e versa i contributi nellanno t:
(P
t+1
/ C
t
)-1 = [ W
t
(1+m)(1+n)/ W
t
]-1 m + n = 0,03 + 0,01 = 4%

Rendimento implicito ottenuto dalla generazione che lavora e versa i contributi nellanno t+1:
(P
t+2
/ C
t+1
)-1 = [ W
t
(1+m)
2
(1+n)
2
/ W
t
(1+m)(1+n)]-1 m + n = 0,03 + 0,01 = 4%

Il rendimento implicito si mantiene costante di anno in anno: il sistema a ripartizione, una volta avviato,
garantisce a tutte le generazioni lo stesso tasso di rendimento, pari al tasso di crescita del sistema (dato da
crescita della produttivit e delloccupazione).

Se il sistema pensionistico fosse stato introdotto nellanno t+1, la generazione che smette di lavorare in
t+1 percepirebbe la pensione P
t+1
, senza aver per pagato alcun contributo durante la propria vita
lavorativa: il rendimento ottenuto da questa generazione sarebbe dunque infinito, mentre la generazione
che va in pensione in t+2 continuerebbe a ottenere il rendimento del 4% calcolato al punto precedente.

In un sistema pensionistico a capitalizzazione si avr che:
Contributi versati in t = C
t
= W
t
= 300
Contributi versati in t+1 = C
t+1
= W
t+1
= W
t
(1+m)(1+n) = 0,3*1000*1,03*1,01 = 312,09



Il monte pensioni in ciascun periodo pari ai contributi versati nel periodo precedente, capitalizzati al
tasso di interesse corrente i:
P
t+1
= C
t
(1+i) = W
t
(1+i) = 300 (1,02) = 306
P
t+2
= C
t+1
(1+i) = W
t
(1+m)(1+n) (1+i) = 312,09 (1,02) = 318,332

Il rendimento ottenuto dalla generazione che lavora e versa i contributi nellanno t pari al tasso di
interesse corrente i = 0,02 = 2%. Infatti abbiamo
(P
t+1
/ C
t
)-1=[ W
t
(1+i)/ W
t
]-1=i

Lo stesso vale per la generazione che lavora e versa i contributi nellanno t+1
(P
t+2
/ C
t+1
)-1=[ W
t
(1+m)(1+n) (1+i)/ W
t
(1+m)(1+n)]-1=i


Il rendimento implicito si mantiene costante di anno in anno: il sistema a capitalizzazione garantisce a
tutte le generazioni lo stesso tasso di rendimento, pari al tasso di interesse sul mercato.

Se il sistema pensionistico fosse stato introdotto nell'anno t+1, il rendimento per tutte le generazioni
coinvolte nel sistema (dai giovani in t+1 in poi) continuerebbe ad essere pari al tasso di interesse di
mercato. La generazione di giovani al tempo t (anziani in t+1) invece esclusa dal sistema, che non ha
avvio immediato. Gli individui di questa generazione non pagano contributi quando giovani (t) e non
maturano il diritto alla pensione quando anziani (t+1): pertanto per loro il calcolo del tasso di rendimento
implicito non pertinente.


Esercizio 2
Un individuo ha lavorato per 40 anni percependo per i primi 10 anni uno stipendio annuo di 30, nei
successivi 25 di 40 e negli ultimi 5 di 50.

1. Si calcolino la pensione cui ha diritto il lavoratore ed il tasso di sostituzione con metodo di calcolo
retributivo nei casi sguenti
a) coefficiente di rendimento 2%, retribuzione pensionabile pari alla media delle retribuzioni
dellintera vita lavorativa, nessuna rivalutazione delle retribuzioni;
b) coefficiente di rendimento 2%, retribuzione pensionabile pari alla media delle retribuzioni
degli ultimi cinque anni, nessuna rivalutazione delle retribuzioni;
2. Si consideri ora un metodo di calcolo contributivo, con nessuna rivalutazione dei contributi e tasso di
sconto del valore futuro delle pensioni pari a 0. Se la speranza di vita del lavoratore al momento del
pensionamento di 20 anni, qual laliquota contributiva che lindividuo dovrebbe versare per ottenere una
pensione pari a quella calcolata al punto a)?


Soluzione

Nel caso in esame si ha:
numero di anni di contribuzione: L = 40 anni;
salario primi 10 anni: w
1
= 30;
salario successivi 25 anni: w
2
= 40;
salario ultimi 5 anni: w
3
= 50;
coefficiente di rendimento: = 2%.

1. Metodo retributivo

Le formule per calcolare la pensione e il tasso di sostituzione sono rispettivamente:
P = R
P
L;
s = P / R
L
;
dove R
P
= retribuzione pensionabile e R
L
= ultima retribuzione percepita

a) La pensione a cui il lavoratore ha diritto :
P = 0,02*{[(30 * 10 + 40 * 25 + 50 * 5) / 40] *40} = 31

Il tasso di sostituzione :
s= P / R
L
= 31 / 50 = 62%

b) P = 0,02*{[(50 *5) / 5] * 40 } = 40
s = P / R
L
= 40 / 50 = 80%

2. Metodo contributivo
Poich il tasso di sconto del valore futuro delle pensioni r
Z
pari a 0, la pensione data da:
P = MC/e(L)

dove MC il montante contributivo individuale e e(L) la speranza di vita del lavoratore al momento del
pensionamento.
Dati: = aliquota contributiva ; r = tasso di rivalutazione dei contributi = 0; e(L) = 20 anni, si ha:
P = [ (30 * 10 + 40 * 25 + 50 * 5)] / 20

Ponendo P = 31, otteniamo unequazione di primo grado in :
31 = [ (30 * 10 + 40 * 25 + 50 * 5)] / 20 ,

la cui soluzione = 40%
Esercizio 3
Il Sig. A vive nel Paese X dove in vigore un sistema pensionistico a ripartizione con metodo di calcolo
retributivo; egli lavora per tre periodi percependo rispettivamente un salario di 100, 105 e 110.
a) Calcolate la pensione del Sig. A, sapendo che la retribuzione pensionabile pari alla media delle
retribuzioni dellintera vita lavorativa rivalutate al tasso r pari al 2% e che il coefficiente di rendimento
il 20%.
b) Come cambierebbe la pensione percepita dal Sig. A se nellambito del sistema a ripartizione venisse
applicato il metodo di calcolo contributivo? Si risponda utilizzando unaliquota contributiva del 30%, un
tasso di rivalutazione dei contributi del 3%, una speranza di vita al momento del pensionamento pari a 3
anni e un tasso di sconto r
z
pari all1%.

Soluzione

a) Con il metodo retributivo la pensione pari a una percentuale (uguale al coefficiente di rendimento)
della retribuzione pensionabile moltiplicata per il numero di anni di contribuzione:
L R P
p

Nel caso in esame R
p
la media delle retribuzioni percepite durante lintera vita lavorativa. Nellipotesi
che le retribuzioni crescano al tasso m e che siano rivalutate al tasso r, la retribuzione pensionabile si pu
esprimere in generale come:
1
1
1
(1 ) (1 )


L
j L j
j
p
R m r
R
L


dove R
1
(1+m)=R
2
, R
1
(1+m)
2
=R
3
, R
1
(1+m)
L-1
=R
L
.

Date le retribuzioni ricevute dal sig. A nei tre periodi di attivit lavorativa, la retribuzione pensionabile
sar semplicemente:

R
p
=
R
1
(1 + r)
2
+ R
2
(1 +r) +R
3
S
=
1uu 1.u4u4 + 1uS 1.u2 + 11u
S
= 1u7.u47

La pensione sar quindi:
A
P = 0.2 * 107.047 * 3 = 64.228

b) Con il metodo contributivo, si costituisce un montante contributivo attraverso la capitalizzazione, ad un
tasso fissato convenzionalmente pari a r, dei contributi versati dal lavoratore. Ovvero:



L
j
j L j
r m R MC
1
) ( ) 1 (
1
) 1 ( ) 1 (
dove laliquota contributiva, r il tasso di rivalutazione dei contributi, m il tasso di crescita delle
remunerazioni e R
1
(1+m)=R
2
, R
1
(1+m)
2
=R
3
, R
1
(1+m)
L-1
=R
L
.

La pensione annua si ottiene poi uguagliando il montante contributivo al valore attuale al momento del
pensionamento del flusso delle pensioni, a sua volta pari a:

IA(P) = P
1
(1 +r
z
)
]
,
c(L)
]=1


Dove P limporto della pensione, e(L) la speranza di vita al momento del pensionamento e r
z
il
tasso di sconto applicato al flusso di pensioni.

P, dunque, risolve lequazione MC=VA(P)

Nel caso in esame, applicando unaliquota contributiva pari al 30% e un tasso di rivalutazione dei
contributi r pari al 3%, il montante contributivo :

MC = 0.3*100*(1.03)
2
+ 0.3*105*(1.03) + 0.3*110 = 97.272

Considerando un tasso di sconto r
z
pari all1%, invece, il valore attuale delle pensioni

IA(P) = P j
1
1.01
+
1
(1.01)
2
+
1
(1.01)
3
[ = P 2.94


La pensione del Signor A si calcola dunque ponendo MC=VA(P), cio

97.272 = P*2.94 , da cui si ricava P = 33.086



Esercizio 4

Si consideri un paese in cui esiste un sistema pensionistico a ripartizione. In questo paese, il salario medio
pro-capite dei lavoratori attivi w=100;
a) Sapendo che nel paese ci sono N
p
=5000 pensionati e N
L
= 10000 lavoratori, e che l'aliquota contributiva
di equilibrio del sistema pari a 0.4, si calcoli a quanto ammonta la pensione media pro-capite in rapporto al
salario medio pro-capite.

b) Si immagini che nel paese arrivino 1000 giovani immigrati, che lavorano percependo un salario pari a 100
e pagano contributi (i pensionati continuano ad essere 5000 e il rapporto tra la pensione media pro-capite e il
salario medio pro-capite rimane invariato). Qual la nuova aliquota contributiva di equilibrio?

c) Se volessimo mantenere la stessa aliquota contributiva relativa al punto a) anche dopo l'arrivo dei 1000
immigrati, a quanto ammonterebbe il rapporto tra la pensione media pro-capite e il salario medio pro-
capite?


Soluzione
a) Lequilibrio finanziario del sistema pensionistico (a ripartizione) richiede che:
w N
L
= P N
P
.
Sostituendo i dati dellesercizio otteniamo:
0.4*100*10000 = P*5000, da cui si ricava P=80
Il rapporto fra pensione media e salario medio dunque pari a 80/100=80%

b) Con larrivo degli immigrati, il salario medio si modifica, ma il rapporto fra tra pensione media pro-capite
e salario medio pro-capite rimane costante (80%). Sostituendo i nuovi dati nellespressione dellaliquota
contributiva di equilibrio si ottiene:

b
=
p
b
w
b
N
p
b
N
I
b
= u,8
S.uuu
11.uuu
= S6%
Dove lapice b si riferisce al punto della domanda nellesercizio. Laliquota contributiva diminuisce dal 40%
al 36%, grazie alla riduzione dellindice di dipendenza e dato il rapporto tra pensione media pro-capite e
salario medio pro-capite.

c) Ponendo
c
==40%, lequazione per lequilibrio finanziario diventa:

c
= u,4 = x
S.uuu
11.uuu

dove x indica il nuovo valore del rapporto fra pensione media e reddito medio. Risolvendo per x si ottiene:
x =
p
w
= u,4
11.uuu
S.uuu
= 88%
In questo caso, laumento della base contributiva indotta dallimmigrazione si manifesta in un aumento del
rapporto tra pensione media pro-capite e salario medio pro-capite, data la costanza dellaliquota contributiva
e del numero di pensionati.


Esercizio 5

a) Che cosa si intende per sistema pensionistico a ripartizione e a capitalizzazione?
b) Derivate la condizione di equilibrio finanziario di un sistema pensionistico a ripartizione, descrivendo
sinteticamente le variabili da cui dipende.
c) Come rappresentereste, utilizzando la formula del punto precedente, il rischio demografico-
occupazionale? A quali condizioni tale rischio ricade solo sui pensionati? A quali condizioni ricade solo sui
lavoratori?
d) Con riferimento al rischio demografico-occupazionale, quale la principale novit introdotta nel sistema
pensionistico italiano dalla riforma Dini?

Soluzione

a) In un sistema a ripartizione il gettito contributivo annuale (a carico delle generazioni attive) destinato
al finanziamento delle pensioni pagate nello stesso anno alle classi demografiche che hanno cessato
lattivit lavorativa. Non si ha dunque alcuna necessit di accumulare riserve per far fronte al pagamento
delle pensioni, n esiste alcun fondo intitolato ai singoli soggetti da utilizzare per il calcolo della
pensione.
In un sistema a capitalizzazione i contributi che ogni lavoratore versa nel periodo di attivit sono
investiti sul mercato dei capitali. Nel periodo di pensionamento la pensione percepita dallo stesso
lavoratore pari ai contributi versato aumentati del rendimento ottenuto dal loro impiego. Si ha dunque
accumulazione di riserve nel periodo che per ogni individuo intercorre fra il versamento dei contributi e
il pagamento della pensione.

b) Lequilibrio finanziario si realizza quando le entrate contributive sono uguali alle pensioni erogate.
Facendo riferimento alla definizione di sistema pensionistico a ripartizione data al punto precedente, in
tale sistema la condizione di equilibrio finanziario la seguente:

MP W PNp RlNl
dove:
MP monte pensioni,
W monte salari,
aliquota contributiva (o di equilibrio per
PNp
RlNl
),
P pensione media pro capite,
Np numero di percettori di pensione,
Rl salario medio pro capite,
Nl numero degli attivi (percettori di salario e contribuenti).

c) Nella condizione di equilibrio finanziario precedentemente indicata il rischio demografico-
occupazionale pu essere valutato tramite il rapporto tra la popolazione pensionata e quella attiva
(Np/Nl).
Riscriviamo la condizione di equilibrio finanziario:

Np Rl
Nl P
.
Supponiamo che si verifichi un invecchiamento della popolazione, per cui il rapporto Np/Nl aumenti.
Affinch si abbia equilibrio finanziario, anche il rapporto Rl/P deve aumentare. Supponendo che il
salario medio pro capite sia esogeno e non modificabile, possibile agire o sullaliquota contributiva o
sulla pensione media pro capite. Il rischio demografico-occupazionale ricade solo sui pensionati se, a
parit di aliquota contributiva, la pensione media diminuisce, per cui percepiscono minori rendite
pensionistiche. Al contrario, tale rischio ricade solo sugli occupati se laliquota aumenta, a parit di P,
in quanto dovranno versare maggiori contribuzioni.

d) La riforma Dini ha introdotto il metodo di calcolo contributivo, in base al quale la pensione calcolata
applicando al montante contributivo il coefficiente di trasformazione, che riflette la speranza di vita al
momento del pensionamento. Tale coefficiente avrebbe dovuto essere rivisto ogni 10 anni per tenere
conto delle nuove tendenze demografiche, ponendo cos a carico dei pensionandi il rischio demografico
Per la soluzione di questo punto, fare riferimento anche al libro di testo e a quanto fatto a lezione.

A.A. 2013/2014
Esercitazione - Esercitazione riepilogativa
TESTO E SOLUZIONI



Domanda 1
Si consideri una collettivit composta da tre tipologie di individui, A, B e C, che rappresentano rispettivamente il 21%,
il 59% e il 20% di una popolazione di numerosit N pari a 100.000. I tre gruppi di individui hanno una probabilit di
ammalarsi rispettivamente del 55% (A), 10% (B) e del 75% (C).
In caso di malattia il danno pari a 500 per tutti gli individui. In un mercato perfettamente concorrenziale e in assenza
di costi di amministrazione, si determinino i premi richiesti ai tre tipi di individui per unit di materia assicurata nel
caso in cui:
1. linformazione sia perfetta;
2. limpresa assicuratrice non riesca a discriminare tra i tre tipi di individui (asimmetria informativa) ed offra a tutti
lo stesso contratto con premio tale da rendere i profitti nulli (in valore atteso).
Considerate ora la situazione 2) di asimmetria informativa in cui limpresa offra un unico contratto a tutti gli individui.
1. Si specifichi quale/i gruppo/i di individui desidera/no acquistare a tale prezzo copertura completa.
Assumete adesso che il/i gruppo/i di individui che non desidera/no acquistare copertura completa decida/no di non
assicurarsi.
2. Come cambia la risposta ai precedenti punti 2 e 3?
3. Alla luce delle precedenti risposte, discutete gli effetti dellasimmetria informativa sul premio p di equilibrio e le
conseguenze in termini di efficienza del mercato.
4. Un sistema sanitario pubblico soffre dei problemi sopra evidenziati? Giustificate la vostra risposta.

Soluzione
1. In un mkt perfettamente concorrenziale deve valere la condizione di profitti attesi nulli: E(P)=0. Si dimostra che,
con informazione perfetta (simmetrica), tale condizione implica che limpresa chieda a tutti gli individui il
pagamento di premi attuarialmente equi, cio pari alla probabilit dellevento negativo.

Indicando con N la numerosit della popolazione, con q il livello di copertura scelto, con p
i
e con
i

rispettivamente il premio pagato e la probabilit di ammalarsi per il tipo i-esimo:

E(P) = (0,21Np
A
q
A
0,21N
A
q
A
)+(0,59Np
B
q
B
0,59N
B
q
B
)+(0,20Np
C
q
C
0,20N
C
q
C
)=0

Poich con simmetria informativa avremo premi attuarialmente equi, ovvero:

Per i giovani: p
A
=
A
= 55%
Per gli adulti: p
B
=
B
= 10%
Per gli anziani: p
C
=
C
= 75%

Tutti e tre i gruppi chiederanno una copertura completa: q=d=500.

2. Se linformazione asimmetrica, lassicuratore non discrimina tra individui A, B, C e pu essere indotto ad
offrire a tutti un unico contratto. Il profitto atteso in questo caso pu essere scritto come:

E(P)= Npq 0,21N
A
q 0,59N
B
q 0,20N
C
q.

La condizione di profitti attesi nulli impone la richiesta di un premio pari alla probabilit media di malattia per
lintera popolazione. Infatti:

E(P)=0 =>
p=0,21
A
+ 0,59
B
+ 0,20
C
= 0,210,55+0,590,10+0,200,75=0.3245.



3. Solo A e C chiederanno una copertura completa poich p<
A
e p<
C

Il problema a questo punto deriva dal fatto che questo premio superiore alla probabilit di ammalarsi per gli
individui adulti (B), i quali decideranno quindi di non assicurarsi. Questo comporter che la qualit media degli
assicurati diminuisce (selezione avversa), le imprese aumentano i premi per evitare i profitti negativi e rimangono
solo individui di tipo A ed C.

4. Nel caso in cui B esca dal mercato, rimarranno solo A e C. La funzione di profitto attesa diventer:

E(P)= (N-0,59N)pq 0,21N
A
q 0,20N
C
q.
E(P)=0 => 0,41p=0,21
A
+ 0,20
C
= 0,210,55+0,200,75
p=0,64

A questo punto saranno gli individui di tipo A a non volersi assicurare dato che il premio risulta maggiore della
loro probabilit di ammalarsi (0,55) e quindi usciranno dal mercato. Limpresa aumenter il premio fino a
raggiungere il valore per gli individui C a pi alto rischio (p=0,75).

5. Discussione sugli effetti dellasimmetria informativa sulla definizione del premio p di equilibrio e le conseguenze
in termini di efficienza del mercato. In pratica, quella che in queste soluzioni riportata nel punto 3 e 4.
6. No, perch obbligatorio e finanziato con il ricorso alla fiscalit generale

Domanda 2
1. Nellambito dei sistemi pensionistici cosa si intende per sistema a ripartizione e per sistema a capitalizzazione?
2. In Italia il sistema pensionistico pubblico dopo la riforma Dini a ripartizione o a capitalizzazione?
3. Partendo dalla condizione di equilibrio finanziario derivate il rendimento di un sistema pensionistico a
ripartizione e quello di un sistema a capitalizzazione.
4. Supponete che il tasso di rendimento medio sul mercato dei capitali sia superiore alla somma del tasso di crescita
della produttivit e delloccupazione. Considerate un Paese che intenda riformare il proprio sistema pensionistico
per passare da un sistema a ripartizione ad uno a capitalizzazione. Quale problema si manifesterebbe nella
transizione?

Soluzione
1. Sistema a ripartizione: in ogni periodo il gettito contributivo (somma dei contributi sociali versati)
destinato al finanziamento delle prestazioni erogate nello stesso periodo:
- C
t
= P
t
patto intergenerazionale
Sistema a capitalizzazione: i contributi che ogni lavoratore versa nel periodo di attivit sono investiti sul
mercato di capitali. La pensione corrisponder al montante accumulato, riscosso sotto forma di rendita
- p
t+1
= C
t
(1 +i)
- Accumulazione di riserve: ottica assicurativa individuale (stessa formula per il calcolo della pensione
individuale p
t+1
nd
= C
t
nd
(1 + i))
2. A ripartizione (Dini ha sollo cambiato il metodo di calcolo della pensione da retributivo a contributivo).
3. Ripartizione
C
t
= ow
t
= P
t

C
t+1
= ow
t+1
= ow
t
(1 +m)(1 +n) = P
t+1


rcnJimcnto =
P
t+1
C
t
- 1 = 1 +m + n +mn - 1 = m +n

Capitalizzazione
P
t+1
= C
t
(1 +i)
rcnJimcnto =
P
t+1
C
t
- 1 = i

4. Vi sarebbe un doppio carico contributivo per i lavoratori e/o un finanziamento a carico della fiscalit.

Domanda 3
Un individuo ha lavorato per 3 anni percependo nel primo anno uno stipendio di 100, nel secondo di 150 e nel terzo di
200. Si considerino i seguenti parametri:
- aliquota contributiva: 10%
- coefficiente di rivalutazione dei contributi: 2%
- coefficiente di rivalutazione delle retribuzioni:2%
- coefficiente di rendimento: 3%
- tasso di interesse corrente: 2%
- speranza di vita al momento del pensionamento: 2 anni
- tasso di sconto del valore futuro delle pensioni: 1%
1. Si calcoli la pensione cui ha diritto il lavoratore ed il tasso di sostituzione nel caso in cui sia in vigore:
1.1. un sistema a ripartizione con metodo di calcolo retributivo e retribuzione pensionabile pari alla media delle
retribuzioni dellintera vita lavorativa;
1.2. un sistema a ripartizione con metodo di calcolo contributivo;
1.3. un sistema a capitalizzazione;
2. Si derivi la condizione di equilibrio finanziario di un sistema pensionistico a ripartizione, evidenziando le variabili
da cui dipende il rischio demografico-occupazionale a carico dei lavoratori e dei pensionati.

Soluzione
1.1) Con il sistema a ripartizione e metodo di calcolo retributivo la pensione data da
P = | R
P
L

dove
| il coefficiente di rendimento
R
P
la retribuzione pensionabile da calcolare come media delle retribuzioni dellintera vita lavorativa
considerando il tasso di rivalutazione delle retribuzioni:
R
p
=
1001,0404+1501,02+200
3
= (104,04+ 153 + 200) / 3 = 152,35
La pensione sar quindi:
P = 0,03 * 152,35 * 3 = 13,7115
Il tasso di sostituzione dato da s = P / R
L
, dove P = pensione e R
L
= ultima retribuzione percepita: s =
13,7115/ 200 = 6,85%

1.2) Con il sistema a ripartizione e metodo di calcolo contributivo la pensione data da

MC = VA(P
C
)

MC il montante contributivo ottenuto attraverso la capitalizzazione dei contributi ad un tasso di
rivalutazione dei contributi fissato per legge:

MC = 0,1*100(1+0,02)
2
+ 0,1*150(1+0,02) + 0,1*200 = 10,404 + 15,3 + 20 = 45,704

Il valore attuale al momento del pensionamento del flusso delle pensioni, pari a:

IA(P) =
P
1
(1 +s)
]
c(L)
]=1


dove P limporto della pensione, e(L) la speranza di vita al momento del pensionamento e s il tasso di
sconto applicato al flusso di pensioni.

Considerando un tasso di sconto s pari all1% il valore attuale delle pensioni

IA(P) = P _
1
1,u1
+
1
(1,u1)
2
_ = P 1,97

P, infine, risolve lequazione MC=VA(P):
45,704= P*1,97 , da cui si ricava P = 23,2
s=23,2/200=11,6

1.3) Con il sistema a capitalizzazione la pensione data da

MC = VA(P
K
)

MC il montante contributivo ottenuto attraverso la capitalizzazione dei contributi al tasso di interesse:

MC = 0,1*100(1+0,02)
2
+ 0,1*150(1+0,02) + 0,1*200 = 10,404 + 15,3 + 20 = 45,704

Il valore attuale al momento del pensionamento del flusso delle pensioni, pari a:

IA(P) =
P
1
(1 +s)
]
c(L)
]=1


dove P limporto della pensione, e(L) la speranza di vita al momento del pensionamento e s il tasso di
sconto applicato al flusso di pensioni.

Considerando un tasso di sconto s pari all1% il valore attuale delle pensioni

IA(P) = P _
1
1,u1
+
1
(1,u1)
2
_ = P 1,97

P, infine, risolve lequazione MC=VA(P):
45,704= P*1,97 , da cui si ricava P = 23,2
s=23,2/200=0,116

2) Lequilibrio finanziario si realizza quando le entrate contributive sono uguali alle pensioni erogate. Con
un sistema pensionistico a ripartizione, la condizione di equilibrio finanziario la seguente:

MP W PNp RlNl o o = =
dove:
MP monte pensioni,
W monte salari,
aliquota contributiva
P pensione media pro capite,
Np numero di percettori di pensione,
Rl salario medio pro capite,
Nl numero degli attivi (percettori di salario e contribuenti).

Il rischio demografico occupazionale dato dallinvecchiamento della popolazione e quindi dallaumento
del numero di percettori di pensioni (Np). E a carico dei lavoratori se la pensione media rimane costante
(tasso sostituzione fisso) mentre a carico dei pensionati se laliquota contributiva rimane fissa.

Domanda 4
Alla fine dellanno t il rapporto debito/PIL del Paese A pari al 75%. Lobiettivo di riuscire a soddisfare i parametri
di Maastricht, cio di raggiungere un rapporto debito/PIL pari al 60%. I tassi di interesse e di crescita delleconomia,
sono rispettivamente il 6% e il 2,5% nellanno t+1 e il 7% e il 2% nellanno t+2.
a) Considerando un avanzo primario costante pari al 6% del PIL, il Paese A riuscir nellarco di due anni a
raggiungere il suo obiettivo?
b) Quale tasso di interesse (costante) consentirebbe di raggiungere lobiettivo?
c) Ipotizziamo ora invece che il tasso di crescita delleconomia si stabilizzi al 2%, il tasso di intersse al 7%, e che il
Paese A riesca, dopo un certo numero di anni, a portare il rapporto debito/Pil al 60%. E corretto affermare che il
Paese avr bisogno di un avanzo primario per stabilizzare il rapporto debito/PIL al 60%? Motivare brevemente la
risposta.

Soluzione

a)
t
t
t
t t
b
n
r
d b
1
1
1 1
1
1
+
+
+ +
+
+
+ =

|
|
.
|

\
|
+
+
+
+
+
+ =
+
+
+
+
+
+ + t
t
t
t
t
t
t t
b
n
r
d
n
r
d b
1
1
1
2
2
2 2
1
1
1
1


In questo caso

b
t+2
= -0,06+ [(1+0,07)/(1+0,02)] *{-0,06+[(1+0,06)/(1+0,025)]*0,75} = 69%

Il Paese A non riesce nellarco di due anni a raggiungere un rapporto debito/PIL pari al 60%.

b) b
t+2
= -0,06+ [(1+r)/(1+0,02)] *{-0,06+[(1+r)/(1+0,025)]*0,75} = 0,6

Riarrangiando i termini e semplificando, otteniamo la seguente equazione di secondo grado (i valori sono
approssimati):

0,7174 (1+r)
2
- 0,0588 (1+r) 0,66 = 0

La soluzione positiva dellequazione
1+r = 1,001

da cui ricaviamo r = 0,1%

Nelle condizioni di bassa crescita in cui versa il Paese A, lobiettivo di ridurre in due anni il rapporto
debito/Pil al 60% sarebbe raggiungibile solo con un tasso di interesse estremamente basso.


c) S, laffermazione corretta poich il tasso dinteresse (in entrambi i casi esaminati) superiore al tasso di
crescita del PIL. Per esempio si ha che:

b
t+ n
= d
t+n
+ [(1+r)/(1+n)]*b
t+n-1


0,6=d
t+n
+[(1+0,07)/(1+0,02)]*0,6

da cui d
t+n
= - 0,029

Il Paese A avr bisogno di un avanzo primario pari al 2,9% del Pil.