Sei sulla pagina 1di 2

12.

ANAXIMANDROS
12 A 1. DIOG. LAERT. II 1-2. (1) Anassimandro glio di Prassiade, di Mileto. Costui diceva che
principio ed elemento [delle cose] l'innito, senza denirlo aria o acqua o altro, che le parti mu-
tano ma il tutto immutevole e che la terra sta in mezzo ed ha posizione centrale, a forma di sfera
(la luna non ha luce propria ma illuminata dal sole, mentre il sole non inferiore alla terra ed
purissimo fuoco). [...] Della sua dottrina egli compose un'esposizione sommaria che poi capit in
mano ad Apollodoro l'ateniese, il quale nella Cronaca aerma che Anassimandro nel secondo
anno della 58.a olimpiade [547-6] aveva 64 anni e che dopo poco mor.
12 A 4. EUSEB. praep. evang. X 14, 11. Di Talete discepolo Anassimandro, glio di Prassiade,
anch'egli milesio di stirpe. Costui per primo costru degli gnomoni per conoscere le rivoluzioni del
sole, il tempo, le stagioni e gli equinozi. [Cfr. HERODOT. II 109. Il polo e lo gnomone e le dodici
parti del giorno i Greci le appresero dai Babilonesi].
12 A 7. THEMIST. or. 36 p. 317. Degli Elleni che conosciamo primo Anassimandro os rendere
pubblico un libro che aveva scritto sulla natura (!"#$% ... &'() *+,'-.).
12 A 6. AGATHEMER. I 1 [da Erastostene]. Anassimandro di Mileto, discepolo di Talete, per pri-
mo ard disegnare su una carta la terra abitata: dopo di lui Ecateo di Mileto, viaggiatore instanca-
bile, la perfezion s da farne un'opera mirabile. (/. 0 12!3,2$. 45$6,78. 9:!;- &(<7$. =7"!>?,'
78% $@5$6>;%?% =% &A%:52 #(BC:2 >'D' E% F5:7:G$. 0 12!3,2$. 4%8( &$!6&!:%8. H2?5(AI-,'%, J,7'
D:6>:,DK%:2 7L &(M#>:).
12 A 10. [PLUTARCH.] strom. 2 [Dox. 579; da Teofrasto]. Dopo lui [Talete] ci fu Anassimandro,
amico di Talete: egli aerm che l'innito aveva la causa completa della nascita e della distruzione
del tutto: di l, egli dice, si sono separati i cieli e in generale tutti i mondi che sono inniti. Sostene-
va che la distruzione e, molto prima, la nascita dei mondi avviene perch sono soggetti, tutti, da
tempo innito al movimento rotatorio. Dice che la terra ha forma cilindrica e altezza corrispon-
dente a un terzo della larghezza. Dice che quel che dall'eterno produce caldo e freddo si separ alla
nascita di questo mondo e che da esso una sfera di fuoco si distese intorno all'aria che avvolgeva la
terra, come corteccia intorno allalbero: spaccatasi poi questa sfera e separatasi in taluni cerchi, si
formarono il sole, la luna e gli astri. Dice pure che da principio luomo fu generato da animali di al-
tra specie perch, mentre gli altri viventi si nutrono subito da s, solo luomo ha bisogno per molto
tempo delle cure della nutrice: ora se allinizio fosse stato tale [com' adesso] non avrebbe potuto
sopravvivere.
12 A 17. [...] SIMPLIC. de cael. 615, 13. Anassimandro, concittadino e amico di Talete... suppose
per primo l'innito, perch potesse usarne senza risparmio nella produzione delle cose: suppose
pure mondi inniti, ciascuno dei quali, a quanto pare, deriva da un siatto innito elemento pri-
mordiale. AT. I 7, 12 [Dox. 302]. Anassimandro sostenne che gli inniti cieli sono di. CICER. de
nat. d. I 10, 25. opinione di Anassimandro che gli di hanno la nascita, che a lunghi intervalli na-
scono e muoiono e che essi sono gli innumerevoli mondi. Ma noi come possiamo ragurarci dio
se non eterno? (Anaximandri autem opinio est nativos esse deos longis intervallis orientis occiden-
tisque, eosque innumerabilis esse mundos. sed nos deum nisi sempiternum intellegere qui possu-
mus?) AT. II 1, 3 [Dox. 327]. Anassimandro, Anassimene, Archelao, Senofane, Diogene, Leucip-
po, Democrito, Epicuro ammisero che inniti mondi si producono e si distruggono nellinnito in
ogni rotazione.
1
12 A 9. SIMPLIC. phys. 24, 13 [da THEOPHR. phys. opin. fr. 2; Dox. 476].
(!12 B 1)
Tra quanti aermano che [il principio] uno,
in movimento e innito, Anassimandro, glio
di Prassiade, milesio, successore e discepolo
di Talete, ha detto che principio ed elemento
degli esseri linnito, avendo introdotto per
primo questo nome del principio. E dice che
il principio non n lacqua n un altro dei
cosiddetti elementi, ma un'altra natura inni-
ta, dalla quale tutti i cieli provengono e i
mondi che in essi esistono: da dove infatti
gli esseri hanno lorigine, ivi hanno anche la
distruzione secondo necessit: poich essi
pagano luno allaltro la pena e lespiazione
dellingiustizia secondo lordine del tempo
[B 1], e lha espresso con vocaboli alquanto
poetici. chiaro che, avendo osservato il re-
ciproco mutamento dei quattro elementi, ri-
tenne giusto di non porne nessuno come so-
strato, ma qualcosaltro oltre questi. Secondo
lui, quindi, la nascita delle cose avviene non
in seguito ad alterazione dell'elemento, ma
per distacco dei contrari [dallinnito] a causa
delleterno movimento. Per ci Aristotele lha
collocato accanto ai discepoli di Anassagora.
Anassimandro ... ha detto ... che principio de-
gli esseri linnito... da dove infatti gli esseri
hanno lorigine, ivi hanno anche la distru-
zione secondo necessit: poich essi pagano
luno all'altro la pena e lespiazione dellingiu-
stizia secondo lordine del tempo.
12 A 9.
.

,
. -
' -
, '
,

,
:
-
[B 1] -
.


,

, ' -
.
-
.
12 B 1. . . . . . . . .
. . . . ,

: -
.
2