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GIUSTIFICARE: IMPEGNO A FORNIRE BUONE RAGIONI

La posizione socratico-platonica del Teeteto, in cui si identifica la conoscenza con l


opinione vera accompagnata da ragione, una posizione che costituisce il momento
genetico di quella linea di pensiero razionalista e giustificazionista che ha tra i suoi
maggiori rappresentanti contemporanei Searle e Brandom.
Quella giustificazionista una posizione che fa leva su quelle che sono le motivazioni
interne ad un individuo che lo spingono a credere, ad agire, ad assumere impegni, ed
una posizione che poggia sulla nozione di razionalit.
!l pro"lema della razionalit un tema classico nella storia del pensiero filosofico,
ma stato spesso affrontato da prospettive errate o distorte. Tradizionalmente si
posta la razionalit come quella capacit di organizzare coerentemente le nostre
credenze e i nostri desideri in vista del raggiungimento di un fine, nei termini dunque
del #sillogismo pratico#, di tipo aristotelico. Questa idea di razionalit considerata
da Searle errata o perlomeno, non a""astanza ampia per dare ragione di fenomeni
come la #volont de"ole#, l$ a%rasia aristotelica, quel fenomeno di cui tutti noi
a""iamo esperienza, che ci porta dopo aver preso una decisione ponderata, &con cui
si forma un intenzione definita e incondizionata a fare qualcosa'
(
, a non farla o fare
una cosa anche quando pensiamo che non vada "ene. )enomeni questi che possono
apparire #irrazionali#, ma che invece rientrano perfettamente in un$idea pi* ampia di
razionalit, in quanto riguardano la nostra capacit di scegliere li"eramente. La
razionalit
+
riguarda innanzitutto la li"ert umana e il divario che esiste tra le nostre
credenze, i nostri desideri
,
e intenzioni e le nostre azioni- &La razionalit si applica
solamente dove c una scelta li"era, poich. la razionalit deve essere capace di
produrre una differenza. Se le mie azioni sono davvero completamente causate dalle
mie credenze e desideri, in modo che io non possa controllarmi allora non ho scelta e
la razionalit non in grado di produrre differenza alcuna nel mio comportamento'
/
.
(
Searle, La razionalit dell azione, pag. +01
+
La razionalit per Searle in grado di distinguere tra le ragioni che riguardano il soddisfacimento di desideri e le
ragioni che sono indipendenti da desideri.
,
!l desiderio inglo"ato nella dimensione dell intenzionalit e quindi della razionalit
/
ivi pag. (,/
(
!n La razionalit dell azione Searle vuole mostrare come spesso vengono posti degli
o"iettivi, dei fini, non sulla "ase dei desideri ma sulla "ase di ragioni esterne che
vengono identificate con gli o""lighi, con gli impegni che noi assumiamo in quanto
siamo esseri razionali- dal punto di vista di Searle noi siamo esseri capaci di creare le
nostre ragioni, di assumere degli impegni e questo perch. siamo esseri pensanti,
dotati di stati intenzionali
1
e di linguaggio. Se faccio una promessa, assumo un
impegno a fare quello che prometto2 lassunzione dell impegno tale da costituire
gi di per s. una ragione per agire. L impegno una ragione per l azione ed insito
nella struttura degli atti linguistici che Searle sostiene siano governati da 3regole
costitutive4-
5egola di sincerit- vincola alla coerenza tra l atto linguistico che viene
compiuto e ci6 che effettivamente si pensa2
5egola essenziale
7
- impegna alla verit di ci6 che viene asserito, a dare ragioni
per la sua verit
8
2
5egola preparatoria- il parlante deve avere motivi, ragioni per la verit di ci6
che ci6 che asserisce2 non ovvio per il parlante e per l ascoltatore che
lascoltatore sa92
5egola del contenuto proposizionale- il contenuto proposizionale la
rappresentazione dello stato di cose che deve darsi perch. l atto linguistico
possa dirsi soddisfatto :rappresenta le condizioni di soddisfazione dell atto
linguistico;.
<arlare un comportamento intenzionale governato da regole costitutive a cui ci
atteniamo anche se del tutto inconsapevolmente.
1
=li stati intenzionali sono soggetti a vincoli di razionalit2 hanno un contenuto proposizionale che fa si che essi
possano o meno adattarsi alla realt2 hanno condizioni di soddisfazione e direzioni di adattamento. Queste ultime
possono essere di tre tipi-
>ente-a-mondo- ad esempio le credenze
>ondo-a-mente- come le intenzioni e i desideri :in generale tutti gli stati volitivi;
?ulla- per gli stati emozionali
7
5egola essenziale- nel caso dellasserzione la condizione di soddisfazione la verit mentre per gli altri atti linguistici
non si parla di verit ma di soddisfazione attraverso l adattamento mente a mondo. )anno eccezione ordini e promesse
in cui ladattamento mondo a mente :"ottom up;.
8
!l parlante non pu6 essere indifferente nei confronti della verit delle proprie asserzioni perch. questi sono i suoi
impegni.
+
Searle d conto di quello che l atto linguistico occupandosi anche di quello che
presupposto da ogni atto linguistico a livello mentale a differenza di Brandom che,
dando per scontate le acquisizioni searliane, concentra il suo interesse su quella che
egli stesso chiama la 3pratica del dare e chiedere ragioni4.
Searle e Brandom rappresentano due scuole diverse della filosofia anglo-americana
contemporanea- Searle proveniente dalla scuola di @Aford molto vicino alle posizioni
di Bustin e StraCson2 Brandom, proveniente dalla scuola di <itts"urg, ha la sua
matrice in Sellars.
Brandom sostiene una posizione detta di pragmatismo inferenzialista incentrata sull
idea dell importanza dell inferenza e delle implicazioni inferenziali delle nostre
asserzioni per la ricostruzione del loro significato. !n questa prospettiva il gioco del
dare e chiedere ragioni viene considerato come fondamentale, identificativo per la
pratica discorsiva. Dome stato detto all inizio, possi"ile inserire Brandom all
interno di una linea razionalistica e giustificazionistica, linea che ha origine nelle
posizioni platoniche del Teeteto in cui si rifiuta l idea relativista e sensista di
<rotagora e dei sofisti secondo i quali la conoscenza sensazione e in cui si identifica
la conoscenza con l opinione vera accompagnata da ragioni.
<er Brandom centrale la dimensione normativa dell atto assertorio dimensione che
possi"ile identificare con il concetto di 3impegno consequenziale4, impegno che il
parlante si assume quando fa delle asserzioni rispetto a quelle che sono le
conseguenze di quanto dice.
Egli esprime questa sua concezione ricorrendo alla ricostruzione delle regole che
stanno alla "ase della pratica del dare e chiedere ragioni- la regola dell impegno
consequenziale, cio quella regola che ci impegna nei confronti delle conseguenze
implicite in ci6 che diciamo.
Searle ci insegna che l asserzione un impegno alla verit mentre Brandom pone
laccento sull impegno alle conseguenze di ci6 che si dice. >a limpegno da solo
non "asta, cio l impegno che ci assumiamo deve essere un impegno per il quale
a""iamo 3titolo4. &Fare ragioni per un asserzione significa produrre altre asserzioni
,
che permettono o danno titolo alla prima, che la giustificano. 5ichiedere ragioni per
un asserzione significa richiedere un autorizzazione, qualcosa che dia titolo a quell
impegno'
G
.
Lidea di una dimensione normativa dell atto linguistico, legata al fatto di avere
titolo, presente anche in Searle anche se non in maniera del tutto esplicita- Searle
infatti sostiene limportanza dell impegno alla verit di ci6 che si dice, ed essere
impegnati alla verit vuol dire essere in grado di fornire prove e ragioni, saper
sostenere le proprie ragioni, saper ragionare in modo coerente.
@gnuno di noi responsa"ile di quello che dice e di quello che fa e proprio in virt* di
tale responsa"ilit tenuto a dare le proprie ragioni.
Searle sostiene che non tutte le ragioni sono in grado di giustificare2 perch un
azione possa essere giustificata necessario che la ragione sia una 3"uona ragione4,
cio valida, tale da rendere giusta l azione. Brandom pone laccento sul carattere
normativo del concetto di giustificazione, legato alle nozioni di impegno e titolo.
Don Searle e Brandom ci troviamo di fronte a una concezione della razionalit che
mostra come noi esseri umani, in quanto animali dotati di ragione, siamo sempre
impegnati a dare ragioni di ci6 che diciamo o facciamo- tra le ragioni che siamo in
grado di fornire alcune possono solo spiegare altre anche giustificare.
G
Brandom, Articolare le ragioni, il Saggiatore pag. (H(-(H+
/