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Dimensionamento e valutazione economico-finanziaria di un


impianto per la valorizzazione energetica della
Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani
Prof. Luigi Ranieri Ing. Claudio Pascarelli
1. Inquadramento generale
Gli attuali sistemi di gestione dei rifiuti sono realizzati in modo da ridurre la quantit dei rifiuti
prodotti e massimizzare il recupero/riutilizzo delle risorse mediante raccolta differenziata, al fine di
contenere l'impatto sulla salute umana e lambiente anche utilizzando le migliori tecnologie di
trattamento disponibili.
Nei Paesi maggiormente industrializzati, la frazione preponderante, tra quelle presenti nei rifiuti
solidi urbani, senzaltro quella organica; pertanto, il raggiungimento di percentuali elevate di
raccolta differenziata presuppone un potenziamento del recupero e della valorizzazione di tale
frazione.
Il trattamento di questi rifiuti in impianti di compostaggio, pratica questa in vigore gi da una
ventina di anni, ha quindi unimportanza rilevante. Tuttavia il compost, anche se di elevata qualit,
non trova facile collocazione in un mercato in cui abbondano una gran quantit di concimi, la
maggior parte dei quali di origine animale, spesso disponibili a costo zero. In questottica, assume
decisiva importanza la digestione anaerobica, come integrazione al compostaggio: un ulteriore
passo in avanti, per rendere davvero sostenibile la gestione del ciclo dei rifiuti organici. Infatti,
mentre con il trattamento, negli impianti di compostaggio, della FORSU (Frazione Organica dei
Rifiuti Solidi Urbani) raccolta in maniera differenziata, si pu produrre un ammendante di qualit
con cui migliorare la struttura e la fertilit dei suoli, con la digestione anaerobica, invece, si ha la
formazione di biogas sfruttabile a fini energetici in quanto costituito per il 50-80% da metano.
Tale gestione, avente una potenzialit stimata di 8 miliardi di metri cubi di metano/anno, pari a un
decimo circa della domanda di gas in Italia (83 Gm3 nel 2007), attualmente non viene, quasi
integralmente, impiegata in modo funzionale e non , comunque, sfruttata adeguatamente. Oltre al
biogas, come sottoprodotto del processo anaerobico si ottiene il cos detto digestato, un materiale
semi stabilizzato che pu essere sottoposto a compostaggio. In tal modo, quindi, cos come la
digestione anaerobica ottimizza la filiera di gestione degli scarti organici, assicurando il recupero
dellenergia biochimica inclusa in essi sotto forma di metano, il compostaggio rappresenta una
tecnologia complementare alla digestione anaerobica, in quanto stabilizza il digestato,
valorizzandone le caratteristiche di fertilizzante organico e diminuendone i pericoli di lisciviazione
in falda.
Produrre energia pulita e recuperare materia a partire dagli scarti organici, dunque, un tema di
grande interesse che negli ultimi anni ha conosciuto un notevole sviluppo in molti paesi europei. Il
motivo di questo successo dovuto alle recenti normative che, da un lato, impongono, o
promuovono fortemente, la raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti solidi urbani e,
dall'altro, incentivano la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Lobiettivo del caso studio quello di valutare la fattibilit tecnica, economica e finanziaria di
differenti configurazioni impiantistiche per il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi
urbani.
La fattibilit delle tre differenti configurazioni impiantistiche verr effettuata prendendo, come caso
di studio, quello relativo allAmbito Territoriale Ottimale Bari 2 (ATO BA2), comprendente, fra gli
altri, il Comune di Bari. Lesigenza definita dallAutorit dellATO BA2 e di realizzare un impianto
di compostaggio per il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. A fronte di tale
esigenza lATO BA2 corrisponder un prezzo al soggetto gestore dellimpianto BA2.
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Allinterno dellarea occorrer individuare la localizzazione ottimale dellimpianto.
Nel presente documento riportata una sintesi di uno studio di fattibilit.
2. Tecnologie di trattamento della FORSU
In questi ultimi anni, vi stato un interesse sempre maggiore per le tecnologie alternative di
trattamento dei rifiuti residuali, derivanti dalla raccolta differenziata, grazie alla maggiore
consapevolezza dei danni ambientali provocati dallo smaltimento in discarica dei rifiuti, o dai
termo-valorizzatori.
Lo scopo principale di tali tecnologie quello di recuperare materia e/o energia dai rifiuti,
permettendo allo stesso tempo di ridurre il volume del materiale, in vista dello smaltimento finale in
discarica, nonch di minimizzarne il potenziale fermentativo e, quindi, inquinante.
I sistemi di gestione dei rifiuti residuali sono complessi, in quanto si generano una gran variet di
frazioni di rifiuti e sono disponibili molti metodi di trattamento. Nel decennio passato, sono state
sviluppate molte nuove tecnologie di trattamento, mentre altrettante hanno fallito. Le principali
cause di fallimento sono riconducibili ad una scarsa conoscenza delle propriet dei materiali non
omogenei forniti, alla progettazione non adeguata per flussi di rifiuti proiettati nel contesto di trend
di riduzione e alla mancanza di valutazione ambientale su vasta scala (Dossier Legambiente, 2008):
I quattro tipi principali di trattamento dei rifiuti residuali sono il Trattamento Meccanico Biologico
(TMB), il trattamento termico (Dai Rifiuti a Energia - DRE), la messa in discarica ed una
combinazione di TMB e DRE.

2.1 Il trattamento anaerobico
La degradazione biologica della sostanza organica in condizione di anaerobiosi determina la
formazione di diversi prodotti, i pi abbondanti dei quali sono due gas: il metano ed il biossido di
carbonio. Essa coinvolge diversi gruppi microbici interagenti tra loro: i batteri idrolitici, i batteri
acidificanti (acetogeni ed omoacetogeni) ed, infine, i batteri metanigeni, quelli cio che producono
metano e CO2, con prevalenza del gas di interesse energetico, che rappresenta circa i 2/3 del biogas
prodotto. I batteri metanigeni occupano quindi solo la posizione finale della catena trofica
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anaerobica. Il metano, poco solubile in acqua, passa praticamente nella fase gassosa, mentre la CO2
si ripartisce in fase gassosa e nella fase liquida.
Un tipico esempio di degradazione anaerobica di un substrato organico puro rappresentato dalla
digestione anaerobica del glucosio. In questo caso si ha un primo passaggio in cui il glucosio viene
convertito ad acido acetico ed un successivo in cui lacido acetico viene ulteriormente degradato a
metano e biossido di carbonio:

Lindustrializzazione biotecnologica di questo processo naturale ha consentito di passare
dalliniziale concetto di stabilizzazione estensiva della sostanza organica in ambienti naturali a veri
e propri processi industriali per la produzione di biogas. Ci a partire da diversi substrati organici
quali acque derivanti dallindustria agro-alimentare, fanghi di supero degli impianti di trattamento
acque reflue, deiezioni animali, biomasse di natura agricola, residui organici industriali e la frazione
organica di rifiuti urbani.
Le principali tecnologie di trattamento, utilizzate in ambito industriale possono essere classificate
nel seguente modo.



2.2 Il trattamento aerobico
Con il termine compostaggio viene definito il processo di maturazione biologica controllata, in
ambiente aerobico, della sostanza organica di residui animali e vegetali, attraverso il quale si ha
produzione di materiali a catena molecolare pi semplice, pi stabili, igienizzati, ricchi di composti
umici, utili, in definitiva, per la concimazione delle colture agrarie e per il ripristino della sostanza
organica nei suoli.
Il processo avviene ad opera di diversi ceppi di microrganismi operanti in ambiente aerobico:
batteri, funghi, attinomiceti, alghe, protozoi, presenti naturalmente nelle biomasse organiche o
artificialmente apportati con leventuale materiale di inoculo. Sinteticamente il processo pu essere
descritto con la seguente relazione:



Le trasformazioni che subisce la sostanza organica nel processo di compostaggio possono essere
ricondotte a due fasi successive:
1. decomposizione o destrutturazione,
2. maturazione.
La prima fase del processo termina con il declino delle fermentazioni termofile ed ha una durata
limitata nel tempo; la seconda fase del processo, indicata come fase di maturazione, caratterizzata
da un processo mesofilo prolungato.
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Il processo di compostaggio inizia non appena il substrato organico viene correttamente messo in
cumulo con la fase di destrutturazione della frazione organica pi facilmente degradabile (zuccheri,
acidi organici, amminoacidi) ad opera dei microrganismi aerobi, con consumo di ossigeno,
liberazione di CO2 e produzione di energia, necessaria a portare la temperatura del cumulo
progressivamente fino al previsto regime termofilo: ci ottenuto tramite la rottura dei legami
chimici dei diversi composti organici.
Questa fase, prettamente termofila, nota anche come high rate phase e pu durare per alcune
settimane e anche pi di un mese: la durata influenzata dalle caratteristiche del substrato e dalla
tecnica di compostaggio adottata. Lincremento in temperatura assai marcato nelle 12-48 ore
successive allallestimento del cumulo e landamento di rapida crescita fino a 55-60C. Se il
calore non viene adeguatamente dissipato le temperature possono aumentare portando alla
inattivazione della maggior parte dei microrganismi. Laerazione forzata o il rivoltamento del
cumulo sono, dunque, indispensabili per consentire il raffreddamento del substrato oltre che per
mantenere lossigenazione della biomassa al di sopra dei valori critici per lattivit della
popolazione microbica aerobia.
Con la scomparsa dei composti pi facilmente biodegradabili, metabolizzati nella prima fase del
compostaggio, i processi metabolici di decomposizione interessano le molecole organiche pi
complesse e si attuano con processi pi lenti, anche a seguito della morte di una buona parte della
popolazione microbica per carenza di nutrimento. Con il conseguente progressivo abbassamento
della temperatura cambiano anche le popolazioni di microrganismi attivi, con passaggio da quelle
termofile a quelle mesofile prima e psicrofile successivamente. In questa fase, infatti, le temperature
scendono a valori di 40-45C per poi scendere progressivamente, stabilizzandosi poco al di sopra
della temperatura ambiente. Alla fine di questa fase, denominata anche curing phase, che pu
durare anche alcuni mesi, si dispone di compost maturo, cio stabilizzato.
Le principali tecnologie di compostaggio, che hanno trovato applicazione anche su scala industriale,
posso essere classificate nel seguente modo riportato in figura.

3. Caso applicativo
Lo scopo dello studio di valutare la fattibilit di tre differenti configurazioni impiantistiche,
prendendo come caso di studio lAmbito Territoriale Ottimale (ATO) BA/2. In particolare, andr
valutato un impianto per la solo produzione di biogas, uno per la sola produzione di compost, ed un
impianto che adotta, in modo integrato, tanto il trattamento anaerobico quanto quello aerobico.

Le tre differenti configurazioni dellimpianto verranno dimensionate per il trattamento di 30.000
ton/anno di FORSU; quantitativo questo che permetter di far fronte ad un terzo della domanda a
regime dellAmbito Territoriale Ottimale BA/2.
Nei cinque anni precedenti il quantitativo di FORSU intercettato dalla raccolta differenziata,
nellATO BA/2, stato pari a:

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Anno 2008 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012
19.000 ton 19.600 ton 20.400 ton 21.800 ton 22.000 ton

Sulla scorta di tali dati occorrer stimare, attraverso lapplicazione di uno dei metodi
conosciuti (trend lineare, media mobile, ecc.) il quantitativo di FORSU che limpianto potr
trattare nel corso della sua vita utile. Si sottolinea che la capacit massima fissata a 30.000
ton/anno.

Nei successivi paragrafi verranno analizzate tre tipologie dimpianto:
- un impianto di compostaggio senza produzione di energia;
- un impianto per la produzione di biogas senza produzione di compost da destinare ad usi agricoli;
- un impianto che integra i due precedenti.

3.1 Prima configurazione: trattamento anaerobico
Per la prima configurazione in esame, si deciso di optare per un impianto a digestori batch, con
funzionamento a ricircolo di percolato. La scelta di tale tipologia dovuta ad una serie di
considerazioni di carattere tecnico, ambientale ed economico, nonch dalla diffusione che tale
tecnologia sta ottenendo attualmente sul mercato, di gran lunga superiore alle concorrenti.
I principali vantaggi ad essa attribuibili sono principalmente legati alla sua modularit, alla relativa
semplicit e robustezza, alla resa di biogas e alla mancata necessit di pretrattamenti spinti sulla
FORSU in ingresso.
Sulla scorta dei dati seguenti stato possibile realizzare il bilancio di massa e di energia, relativo
allarco temporale di un anno, riportato nella figura seguente:
- rifiuto in ingresso = 30.000 ton/anno
- frazione inerte separata dal pretrattamento = 15%
- producibilit biogas = 175 mc/ton
- densit biogas = 1,15 kg/mc
- potere calorifico inferiore = 5,78 kWh/ton
- rendimento elettrico = 30%
- autoconsumo elettrico = 5%



Si fa notare che, nel bilancio, stato ipotizzato che lintera frazione separata dal pretrattamento,
trovi impiego nelle relative linee di valorizzazione (essenzialmente di vetro, ferro e plastica), e che
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non venga quindi smaltita in discarica. Tale ipotesi verr adottata anche nei successivi bilanci di
massa/energia relativi alle altre tipologie di impianti.

Al fine di effettuare una valutazione economico - finanziaria dellimpianto in esame per la
produzione di biogas, si riportano tutte le voci di costo e di ricavo relativi a questa tipologia di
impianti.


3.2 Seconda configurazione: trattamento aerobico
In relazione alla seconda configurazione impiantistica in esame, al fine di contenere le maggiori
emissioni odorigine, nonch di avere un controllo massimo sulle variabili critiche del processo
(temperatura, umidit, etc.) si deciso di optare per un impianto a biocelle in compressione, con
trattamento delle aree esauste mediante biofiltro per la fase di biossidazione, seguita da una fase di
maturazione che potr invece essere condotta in aia scoperta o parzialmente coperta.
I dati di seguito riportati hanno permesso di realizzare il bilancio di massa e di energia, riportato in
figura 4:
- rifiuto in ingresso = 30.000 ton/anno
- frazione inerte separata dal pretrattamento = 15%
- perdite di processo fase di biossidazione = 40%
- perdite di processo fase di maturazione = 15%
- sovvallo legnoso separato dalla vagliatura finale = 9%
- rifiuto (inerte) separato dalla vagliatura finale = 9%
- consumo elettrico = 900.000 kWhel/anno

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Vengono di seguito riportati le voci di costo e di ricavo dellimpianto.



3.3 Terza configurazione: trattamento integrato
Per la terza, ed ultima configurazione impiantistica in esame, non essendoci controindicazioni per il
loro impiego integrato, si deciso di adottare le tecnologie scelte per la prima e la seconda
configurazione. Al fine di effettuare le successive analisi di carattere economico - finanziario,
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stato effettuato, sulla scorta dei dati seguenti, il bilancio energetico e di massa relativo allimpianto
per la produzione integrata di biogas e compost:
- rifiuto in ingresso = 30.000 ton/anno
- frazione inerte separata dal pretrattamento = 15%
- producibilit biogas = 175 mc/ton
- densit biogas = 1,15 kg/mc
- potere calorifico inferiore = 5,78 kWh/ton
- rendimento elettrico = 30%
- autoconsumo elettrico impianto biogas = 5%
- consumo elettr. compostaggio = 600.000 kWhel/anno
- perdite di processo fase di biossidazione = 40%
- perdite di processo fase di maturazione = 15%
- sovvallo legnoso separato dalla vagliatura finale = 9%
- rifiuto (inerte) separato dalla vagliatura finale = 9%



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Per la valutazione delle voci di costo non sono stati semplicemente sommati i costi relativi ai due
impianti, in quanto, nel caso in esame, la parte dimpianto relativa al compostaggio, non dovr
essere dimensionata per una capacit di trattamento di 30.000 ton/anno, bens di circa 20.000
ton/anno, come visibile dal bilancio di massa.




Per tutte le configurazioni impiantistiche valutate, ai fine dellanalisi economico - finanziaria, i costi
di investimento verranno scorporati secondo il piano di finanziamento adottato, quindi, in aggiunta
alle suddette voci, andranno considerati anche gli oneri finanziari, dovuti al prestito del capitale.
Lanalisi dei flussi di cassa dovr inoltre tener conto degli oneri fiscali, ipotizzati pari al 35%
dellimponibile.

3.4 Piano degli investimenti
Per determinare lammontare di risorse finanziarie necessarie allavviamento di unattivit occorre
stimare tutti i costi da sostenere nel primo periodo di vita della stessa. Questi, sono rappresentati da
tutte le spese orientate allacquisto degli impianti, dei macchinari e delle dotazioni che costituiscono
la struttura operativa primaria dellimpresa e che sono destinate a durare nel tempo.
E stato previsto di dilazionare gli investimenti sullarco di tre anni: durata prevista per le
operazioni di cantiere e di messa in servizio degli impianti. Gli investimenti verranno sostenuti
secondo le seguenti proporzioni:
- 20% primo anno
- 50% secondo anno
- 30% terzo anno
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Ovviamente il terreno dovr essere acquistato il primo anno.

Una volta individuato il capitale necessario allavviamento dellattivit occorrer reperire le risorse
monetarie necessarie a realizzare gli investimenti previsti.
I finanziamenti potrebbero derivare da fonti interne quali:
- il capitale personale dellimprenditore;
- prestiti provenienti da fonti private;
- utili non distribuiti;
oppure da fonti esterne:
- prestiti bancari o di societ di credito;
- prestiti concessi dai fornitori mediante dilazioni di pagamenti;
- finanziamenti a fondo perduto;
- societ di venture capital.
Per finanziare gli impianti oggetto del presente caso studio si deciso di adottare la seguente
struttura del capitale: 15% equit - 85% mutuo ordinario


3.5 Impianti di servizio

Il management sta valutando se risulta conveniente realizzare un impianto fotovoltaico per far
fronte a parte della richiesta di energia elettrica da parte dellimpianto. Per la configurazione
ritenuta ottimale occorrer pertanto dimensionare un impianto fotovoltaico capace di generare un
quantitativo di energia elettrica pari almeno al 10% dellenergia richiesta, a regime, per il
funzionamento dellimpianto di trattamento della FORSU (cfr. bilanci di massa ed energia) e
valutarne la convenienza economica (raffrontare i costi su venti anni, attualizzandoli, per
lacquisto/generazione di energia elettrica con e senza limpianto fotovoltaico). Si consideri che
lenergia prodotta dallimpianto biogas non pu essere utilizzata per le necessit energetiche
dellimpianto di trattamento (non ammesso il c.d. Scambio sul posto) pertanto il deficit di
energia elettrica dovr essere acquistato e prelevato dalla rete elettrica al costo di 0,12 /kWh.
Il dimensionamento verr condotto sulla base delle seguenti ipotesi:
- Producibilit annua [kWh/anno]:
http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/apps4/pvest.php?lang=it&map=europe
- Tutta lenergia prodotta viene consumata dallimpianto
- Guadagno per autoconsumo: Tariffa premio quinto Conto Energia

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Tabella: Tariffe incentivanti del V Conto Energia

- Costo impianto: 1700 / kW
- Costi annui manutenzione ordinaria: 1% dellinvestimento iniziale
- Costo manutenzione straordinaria al 10 anno: 8% dellinvestimento iniziale
Limpianto non potr essere realizzato a terra, pertanto il dimensionamento dovr tenere in conto
delle superfici coperte (digestori, biocelle, pensiline, ecc.) realmente disponibili.


3.6 Discounted Cash Flow Analysis

Il cash-flow fa riferimento a tutti i movimenti di cassa che entrano ed escono dallimpresa e
losservazione di tali variazioni una delle pi importanti ed impegnative fasi di programmazione e
di gestione per lavviamento di nuove iniziative imprenditoriali. Per meglio comprendere il
significato del cash-flow occorre tenere presente che nel conto economico di unattivit vengono
registrati costi e ricavi di competenza (non di cassa) e che entrate ed uscite di competenza di un
esercizio possono dar luogo ai relativi pagamenti o incassi monetari in esercizi diversi. Costi e
ricavi di competenza, pertanto, vanno ad incidere sul risultato di esercizio ma non presentano
precise conseguenze sulla cassa. Unimpresa, infatti, pu registrare un elevato utile desercizio e, al
contempo, non avere liquidit sufficiente per pagare i propri fornitori.
Lanalisi dei flussi di cassa, andr condotta ipotizzando un tasso di sconto pari al 5%.
Viene inoltre richiesto di condurre:
unanalisi di sentivit (su VAN, TIR e PBP), per ciascuna delle tre configurazioni impiantistiche,
per almeno 2 parametri ritenuti critici per la riuscita del progetto.
unanalisi di rischio (sul VAN), condotta utilizzando il software @Risk, per ciascuna delle tre
configurazioni impiantistiche e per gli stessi parametri utilizzati nellanalisi di sentivit.


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COSA OCCORRE FARE!

1. Localizzazione impianto
2. Analisi della domanda
3. Costi e ricavi annui e piano di finanziamento per configurazione 1 (compostaggio)
4. Costi e ricavi annui e piano di finanziamento per configurazione 2 (biogas)
5. Costi e ricavi annui e piano di finanziamento per configurazione 3 (integrato)
6. Definizione dal layout della configurazione impiantistica ottimale
7. Dimensionamento e valutazione impianti di servizio (impianto fotovoltaico)
8. Analisi dei flussi di cassa (con calcolo VAN, TIR e PBP) per configurazione 1
9. Analisi dei flussi di cassa (con calcolo VAN, TIR e PBP) per configurazione 2
10. Analisi dei flussi di cassa (con calcolo VAN, TIR e PBP) per configurazione 3
11. Analisi di sentivit per configurazione 1
12. Analisi di rischio per configurazione 1
13. Analisi di sentivit per configurazione 2
14. Analisi di rischio per configurazione 2
15. Analisi di sentivit per configurazione 3
16. Analisi di rischio per configurazione 3


















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BIBLIOGRAFIA
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