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. Redazione: Tu cosa intendi per rispetto?

Nakajima: Io intendo rispetto per la vita: in fondo alla vita c la Buddit. Dal punto di vista del
Budda siamo uguali. Ogni forma di vita sul nostro pianeta vive allinterno di un rapporto
armonioso ed equilibrato con tutto il resto, per questo motivo tutte le forme di vita sono
intimamente collegate le une alle altre. Gli esseri umani a differenza degli esseri animali
sono in grado di uscir fuori da questo equilibrio con grave danno per tutto il resto. Questa
armonia universale il Daishonin lha chiamata Nam-myoho-renge-kyo e questa Legge presente
in ogni forma di vita. Questo spiega il Buddismo e io sto cercando di comprendere sempre di pi
questo principio, prima di tutto cercando di rispettare ogni persona e ogni cosa.

Redazione: Facendo attivit nella Soka Gakkai come metti in pratica il rispetto?

Nakajima: Cerco di sforzarmi sempre in questa direzione. Ma comunque incontro difficolt
perch la mia soggettivit esce sempre fuori. Sono consapevole per che devo essere io stesso
che devo migliorare. Per esempio, rispettare significa anche ascoltare.
Io accetto tutte le persone, perch tutti stanno cercando la loro felicit e ognuno vuol stare
bene e a proprio agio. Prima di tutto, quindi, cerco di capire come sta vivendo quella persona
che incontro, poi se necessario cerco di farle capire che quello che sta cercando non
assoluto, che c qualcosa di molto pi profondo, che si pu diventare liberi dal proprio karma
attraverso la Legge mistica.
Io penso che per comprendere e realizzare fino in fondo la pratica del rispetto bisognerebbe
semplicemente seguire lesempio del maestro. Il rapporto con il maestro fondamentale nel
Buddismo. Seguire il maestro non significa seguirlo ciecamente anche se non altrettanto
giusto volere sempre e comunque sovrappore la nostra interpretazione a ci che dice il maestro.
Una volta che abbiamo deciso che il maestro corretto non dovremmo dubitare di lui ma
cercare di seguirlo partendo da un contatto profondo con il suo cuore attraverso il Daimoku.
Redazione:Si litiga perch non si riescono ad accettare i punti di vista diversi proposti dagli
altri.Immagino che ci siano individui arroganti e infidi anche all interno della nostra
organizzazione .
IKEDA: Proprio per questo vorrei che fra i sinceri compagni di fede si stabilisca una forte
solidarieta per proteggere la soka gakkai. In ogni caso chi avra caro il gohonzon a sua volta
caro al gohonzon e a tutti i budda e ai dei buddisti nelle tre esistenze e nelle dieci direzioni.
il Buddismo considera il rispetto di se stessi una condizione indispensabile per crescere come
individui. In questa ottica, le difficolt della vita Diventare felici, dice il presidente della SGI
Daisaku Ikeda, equivale a scalare la montagna che si erge davanti a noi: se non accettiamo la
fatica che comporta la salita, non potremo arrivare in cima e godere del panorama.
Il Buddismo insegna a trasformare la propria sofferenza in gioia tramite il Gohonzon: se invece
cerchiamo altre soluzioni, ci neghiamo la possibilit di sperimentare il potenziale illimitato della
nostra vita.offrono ogni volta la possibilit di sviluppare la propria autostima. Inoltre, per il
principio di non dualit di vita e ambiente (esho funi) se nutriamo rispetto per noi stessi anche
gli altri ci rispetteranno, viceversa la tendenza a ottenere scarso rispetto dall'esterno origina
probabilmente da una nostra carenza di autostima. In ogni caso, una forte preghiera al
Gohonzon unita allo spirito di sfidarsi continuamente trasformer ogni punto debole in un punto
di forza. anche vero che se manchiamo di rispetto a qualcuno, in realt neghiamo lo stesso
rispetto a noi stessi. Una volta compreso che la tua vita la Legge mistica - scrive ancora il
Daishonin - comprenderai che lo anche la vita di tutti gli altri (SND, 4, 6). Poich ogni persona
incarna la Buddit, ignorarla in un altro equivale a ignorarla anche dentro di noi.
Se per impariamo a concentrarci sulle qualit delle altre persone, piuttosto che sui difetti,
cambier in positivo anche il modo di vedere noi stessi. L'atteggiamento che adottiamo verso la
vita, alla fin fine, lo stesso, che si tratti della nostra o di quella altrui. Il lavoro che dobbiamo
fare per migliorare la qualit della nostra vita esclusivamente rivolto verso di noi. Per questo
non ha alcun significato, n produce valore, fare confronti fra noi e gli altri: l'unico confronto da
fare fra come eravamo ieri e come siamo oggi, per verificare se e quanto avanzata la nostra
rivoluzione umana.