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Cogito,

ergo sum.
REN DESCARTES

CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

INTRODUZIONE

n un mio precedente saggio, intitolato Donne della libert, mi richiamai nella


premessa al modello delle tappe fenomenologiche hegeliane. Qui voglio rievocare pi concretamente larticolarsi del percorso dello Spirito assoluto aggregando tre miei studi ciascuno esempio di uno dei suoi stadi dialettici: arte, religione (una via di mezzo tra due livelli: le liturgie sono a loro modo unestetica della
verit), filosofia. In essi a detta di Hegel lAssoluto raggiunge il massimo di
conoscenza dopo aver ottenuto la completa libert come Spirito oggettivo.
Quasi tutti gli esseri umani sono pi o meno indaffarati per chiedersi che
cosa sia quella libert in cui agiscono o credono di agire.
Luomo ha avuto fin dai tempi pi antichi come esempio nella marcia di
progresso nella civilizzazione la natura, ma se guardiamo alla natura non vi troveremo niente che sia libero o causa di libert: tutto segue infatti delle rigorosissime leggi (biologiche, fisiche, chimiche), in parole povere le cosiddette leggi di
natura, per le quali non c deroga.
Ci vuol dire che luniverso una macchina con i suoi tanti ingranaggi collegati da necessari nessi di causa-effetto.
Nelle bestie questa necessit impressa dallistinto. Ma anche luomo
biologicamente un animale inquadrato nella natura, quindi se libero non lo
in quanto animale.
Se noi affermiamo la libert dazione degli esseri umani, dobbiamo concludere che non gli stata dotata dalla natura sensibile, invece che inevitabile derivi
da un piano spirituale distinto dalla materia.
Luomo s un animale, per particolare di fronte a tutti gli altri: munito
di ragione, cosa che questi non hanno (appunto non ragionano, non scrivono, non
parlano fra di loro). La societ umana ha un quid che la differenzia da quelle animali: laggregarsi in natura, ma lumanit lo fa in forme notevolissime.
Lesercizio della libert nella nostra societ contemporanea qualcosa che
in certi casi pu rivelarsi pi sfumato e illusorio allorch si agisce in modo quasi
inconsapevole.
La causa di questo problema sta nella centralit di sistema effettuale data
alleconomia, al profitto, allarricchimento, a scapito degli altri valori.
Il capitalismo sfrenato priva luomo della sua libert nel momento in cui lo
induce come fosse una bestia a comportamenti mirati: mezzo fondamentale di
ci la pubblicit. Spesso vengono creati prodotti commerciali senza che ce ne sia
effettivo e reale bisogno, poi segue una pressante induzione pubblicitaria che sottopone il soggetto alla maturazione di un istinto domologazione e dacquisto.

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Lessere umano cos trattato non appare tanto libero, diviene un automa
spirituale. Quando pensiamo che le moderne tecnologie potrebbero sollevare
lumanit dai suoi principali problemi, e dal posto di essere strumento economico,
notiamo che la gerarchia dei valori quella che pone la ricchezza al primo posto.
La libert prerogativa umana che si esercita su un piano spirituale proviene necessariamente da Dio (dato che in natura non esiste) ed prova di una
dimensione metasensibile.
Luomo automatizzato (sotto vari aspetti) la perde: quando compra una cosa anche se non gli serve, quando vota o (non vota) senza capire quello che fa, etc.
SantAgostino ha detto che Dio non la causa del male, ne lorigine: nel
senso che avendo creato lumanit libera le concedeva la possibilit attraverso la
libert di agire male.
Limbrigliamento delluomo conseguenza di unideologia di matrice economica che suggerisce della libert un uso distorto per mezzo della riduzione dei
soggetti umani al rango esclusivo di consumatori.
A questi capita di smarrire luso della ragionevolezza; e richiamandoci alle
dottrine aristoteliche potremmo definirli dei moderni schiavi.
Per Aristotele i presupposti teorici della schiavit erano scaturenti dal fatto
che un individuo ritenuto sotto il profilo della razionalit non sviluppato e non
evoluto era uguale a un animale, quindi non appartenente al genere umano.
Naturalmente ci non vuol dire che chiunque fa la spesa o fa un acquisto
un automa: bisogna soddisfare gli aspetti esistenziali del soggetto (non credo che
nessuno, per quanto profonda possa essere la sua visione, rinuncerebbe a comprare quello che gli serve per vivere).
Quello che occorre aprire gli occhi a un mondo che celato da un velo, elevarsi a un livello di lettura della realt che emancipi da qualsiasi sirena.
Marx ha scandagliato la problematica capitalistica benissimo, ma i rimedi
che il comunismo presentava erano peggiori dei mali che pretendeva di curare.
Il materialismo in s e per s una negazione della libert umana, come abbiamo visto: luomo libero in quanto creatura spirituale di Dio, non in quanto
cittadino o altro. Noi rispettiamo lo Stato e le sue leggi perch si ispirano
allordine che governa la natura e luniverso, creazioni di Dio (lo Stato e la famiglia sono societ naturali). La libert serve per essere veramente liberi e riconoscere il male. Essa facolt dellanima immortale che rende nello spirito componenti
di una comunit universale che quella delle creature intelligenti di Dio.
La riscoperta della parte pi nobile del patrimonio umano, la nascita di un
nuovo umanesimo, possono migliorare la societ dalle sue radici.
Rimangono sempre vive quelle parole che lUlisse dantesco rivolse ai suoi
compagni: Considerate la vostra semenza: / fatti non foste a viver come bruti, /
ma per seguir virtute e canoscenza.

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1. IL SIMBOLISMO ESISTENZIALE
DI FRIDA KAHLO

a sensuale artista Frida Kahlo (1907-1954) nacque in Messico al tempo del


cambio sociale rivoluzionario antiborghese. Donna di indole energica, spos
due volte, la prima nel29 il famoso muralista Diego Rivera (1886-1957),
un comunista in auge nel panorama culturale di quel Paese latinoamericano (e che
poi aiuter Trotzkij in fuga). Le vicende biografiche di lei e della futura coppia (la
colomba e lelefante, li soprannomin la contrariata cattolica madre della pittrice),
alimentate da dolorosi passaggi, hanno elevato la Khalo a emblema di tenace vitalit. possibile interpretare lopera pittorica fridiana usufruendo di strumenti analitici provenienti da letteratura e psicologia.
Negli elaborati di Frida ci si imbatte di pi nel cosiddetto diario (se escludiamo le lettere e altri testi di carattere esclusivamente verbale) nella presenza di parole le quali entrano in simbiosi con la rappresentazione, ma si tratta sempre di unimmagine complessiva di alta qualit lirica.
In seguito al molto traumatico scontro stradale che la coinvolse la giovane
Kahlo (che voleva fare il medico, e che mostrava gi interesse alla vita) comprese lopportunit, prospettatale dal padre fotografo, di esprimere, in potenti figurazioni, luniverso della sua interiorit provata. Per Frida la pittura costituisce la
scelta di un linguaggio immediato agli occhi degli spettatori (un linguaggio comunque non semplicistico), una forma semiotica tra le basilari della Civilt occidentale (la cui idea dellessere-delle-cose si lega al visto). Definirla una poetessa dellimmagine un esito cui sono stato indotto da una serie di considerazioni.
Laccostamento di un paio di miei componimenti poetici (scritti intorno al
2004, quando ancora non mi interessavo di lei) con un suo dipinto (Ci che
lacqua mi ha dato, datato 1938) e una sua annotazione lirica dal diario (dedicata
al marito) ha fatto maturare un particolare percorso di lettura estetica allinterno
del quale ho potuto cogliere delle tangenze concettuali.

De anima (versi endecasillabi sciolti)


Lanima mia come un lago:
molte sono le cose galleggiantevi,
il cielo la maglia di un ragno:
il suo fondo rimane insondato.

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Nel quadro domina la presenza dellacqua, metafora figurativa di un arch


psichico (elemento distintivo del disordine originario adottato da cosmogonie antiche). Il significato dellopera analogo a quello dei miei versi. La vasca da bagno
costituisce il bacino del lago su cui galleggiano i vissuti. Se ne vedono alcuni importanti puntualizzati che riguardano le sfere personale (eros e thanatos), familiare,
mondana; colpisce per la realt concreta del piede destro per via del deficit rimastole a causa di una in apparenza poliomielite infantile (in et adulta nel
1953 met della gamba le sar amputata).
Di sicuro lo stile apparir nel caso di tutta la produzione kahloista quello del Surrealismo teorizzato da Breton, il quale apprezz la pittrice messicana includendola nel novero degli artisti del surreale. Ma egli commetteva lerrore,
spiegato dalla stessa Frida, di non intuire il senso interiore e reale di un fare arte
che del sogno aveva solo labito, e per giunta di forte spessore psicologico, dato il
legame nella fase elaborativa dei contenuti con le vicissitudini. I problemi alla spina dorsale, di cui testimonianza vivissima La colonna spezzata del 44, si acutizzeranno nellultimo decennio di vita: in detto dipinto ella utilizz il simbolo di
una colonna ionica danneggiata.
Lautenticit della Kahlo, eccellente di per s (a suo dire i surrealisti conosciuti a Parigi nel 39 erano sgradevoli), rimane infatti insondata sul fondo della vasca (dove lei si trova). La sua maglia del ragno lattrattiva mediante la quale ha intrappolato gli ammiratori di ogni epoca.

Estasi (versi liberi)


Magia di un momento,
fusione, ricongiungimento cosmico,
contemplazione reciproca,
chenosi di animi,
incrocio di libido.
Unus alterae,
altera uni.
E duobus unum.
Dal diario di Frida Kahlo
Diego, principio
Diego, constructor
Diego, mi nio

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Diego, mi novio
Diego, pintor
Diego, mi amante
Diego, mi esposo
Diego, mi amigo
Diego, mi padre
Diego, mi madre
Diego, mi hijo
Diego, yo
Diego, universo
Diversidad en la unidad
Por qu lo llamo Mi Diego? Nunca fue ni ser mo. Es de l mismo.

I temi strutturali della lirica al marito muralista li ho in ugual maniera ritrovati nella mia poesia: il procedere della fusione nel componimento fridiano ha
principio con Diego, e continua con una sequenza di determinazioni di tale sostanza a guisa di categorie essenziali del suo essere, sequenza culminante nel ricongiungimento cosmico dei versi Diego, yo / Diego, universo.
Unatmosfera metafisica e mistica circonda tutta questa notazione poetica,
la quale proietta in modo simile al mio verseggiare, alla volta, ma non solo, di un
piano di spiritualit filosofica appartenuta al Romanticismo tedesco di Hegel e
Schopenhauer: vedasi lunione di opposti in un terzo attraverso una sintesi e la
fuga dallempirico dellio che si fa io puro contemplante (non dimentichiamo che il
padre di Frida era un Ebreo ungherese cresciuto in Germania).
La a) Diversidad b) en la unidad argomento molto complesso rivisto
nei miei versi a) Unus alterae, altera uni e b) E duobus unum. Qui essi mostrano soprattutto un fondo platonico rievocante il mito dellandrogino narrato da
Aristofane nel Simposio.
Nel fascino esercitato dalla Kahlo risalta prepotentemente la grazia androgina. Durante il suo vivere come reazione alla condotta fedifraga del marito
ella intrattenne rapporti amorosi con uomini e donne (tra costoro il profugo Trotzkij, teorico della rivolta proletaria globale, braccato dai sicari di Stalin).
Questo complesso di fattori, a mio avviso, indica in Saffo unequivalente estetico fatte salve tutte le distanze individuali, culturali e storiche dellartista
messicana.
I metri artistici saffico e fridiano sono parificabili: le esperienze e lesistenza
sono al centro della loro weiliana attenzione, entrambe rappresentano il proprio
sentire. LAutoritratto con i capelli tagliati (1940), risalente al temporaneo peri-

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odo in cui la Kahlo si separ da Rivera, esprime ad esempio la medesima matrice


di disagio del frammento 31 (edizione Voigt) che fa percepire nella sua fisiologia il
turbamento saffico. Il lesbismo (un cui frutto Due nudi nel bosco del 51) la accomuna ancora alla decima Musa, e la Casa azul, nella quale abit, si trasforma
in una sorta di tiaso (vi passarono i citati Breton e Trotzkij).
Addirittura lei stessa richiama Saffo, nel 49 in un testo critico su Diego, affermando che costui avrebbe ottenuto una lieta ospitalit presso lisola lesbica.
Lattribuzione a una tipologia di simbolismo esistenziale di tutta lopera kahloista
non pare dunque arbitraria.
Ha invece esagerato tanto chi ha innalzato Frida a un dio, e ne ha fondato
persino un culto religioso. Si tratta di unassurdit la quale non ha niente a che
spartire con un approccio serio e ragionevole alla creativit, al pensiero e alla biografia di questa pittrice: lorientamento politico marxista (negli anni Venti il marito la raffigur in camicia rossa che d fucili al proletariato sul murale Distribuzione delle armi) e quello religioso ateo-panteista sarebbero stati validi motivi di
rifiuto di una cosa del genere. Sembra chiaro in tale fatto ne abbiano distorto la
figura, difficile parlare di fraintendimento.
La morte di Frida Kahlo si vela del sospetto di uneutanasia. Il tema della
sofferenza si rivela centrale, ma non esclusivo, nei suoi quadri. La sua esistenza fu
la pi dinamica possibile nonostante vari aborti, una trentina di interventi chirurgici (conseguenza dellincidente quandera diciottenne) e lulteriore ipotesi di una
malattia congenita.
Lultimo lavoro, completato in prossimit della scomparsa, contiene scritto
lemblematico titolo: VIVA LA VIDA. Oggi lei appare inoltre unicona del femminismo (a tal proposito si veda Qualche piccola punzecchiatura, datato 1935,
ispirato da un omicidio), tuttavia sarebbe stata la prima a non gradire lessere deificata. Si daltro canto adoperata, accanto allindividuale catarsi dal malessere
(grazie alla sublimazione artistica, di cui exemplum, dopo un penoso aborto spontaneo, Henry Ford Hospital del 32) per un progetto apologetico del suo ego che
definirei di narcisismo scientifico.
Dipingendo la propria grande personalit in non pochi, intensi e significativi autoritratti, la Kahlo ha fatto giustizia nei confronti dei suoi problemi (uno fu
il marito che la trad anche con una sorella).
Di questi Le due Frida (1939), dove ella mette in campo uno sdoppiamento interiore, tra i pi particolari e belli. Se guardiamo quella foto in cui lei sta alla
sinistra del quadro, notiamo un movimento dialettico hegeliano di tesi-antitesisintesi; da destra: la Frida amata, la Frida lasciata da Rivera e la Frida reale (provenuta dallesperienza del divorzio).
La scissione, adottante due modelli di abbigliarsi (uno tipico messicano,
uno europeo), ne rievoca altres lorigine mista: il nonno paterno era ungherese,

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quello materno indio (pi dettagliata la genealogia nel precedente I miei nonni, i
miei genitori e io). Il suo narcisismo non ha un valore negativo; forse qualificare la
voglia di vivere e di emergere in questa maniera sar improprio, per nella circostanza della Khalo la dimensione estetica risulta visibile, e la sua positivit risiede
nella vocazione intellettuale.
Spregevole quel narcisismo, utopistico, di chi sul vuoto costruisce velleit disarmate: il Narciso del mito era bello, e per i Greci il bello era pure una virt. Il
bello fridiano una virt nellarte e nella vita.
Nella produzione artistica non esiste il brutto, chi asserisce brutto un elaborato si contraddice: o quella non unopera darte (e perci non capace di condurci al bello) o chi giudica rimane vincolato al criterio del piacevole senza elevarsi al comprendere lartisticit e il bello. Oltre alle mie due piccole tangenze poetiche col mondo di Frida, piacevole la scoperta che, come me, indulgesse a giochi
verbali (lei nelle lettere) impastando lingue diverse: senza dubbio un sintomo di
vivacit mentale.
La stessa che la port a formarsi una coscienza politica e a militare nelle file
comuniste. Il suo desiderio di personale sanit e di benessere universale, in un cosmo che Simone Weil voleva non sistematicamente pervaso dalla Provvidenza divina (ma vittima dellintrinseco meccanicismo), si trasferisce, con quello slancio
che la contemporanea filosofa francese vedeva nella paritetica forza evocatrice
dellideale comunicato al prodotto artistico, in uno degli ultimi dipinti dal provocatorio titolo, quasi profetico, pieno dellumano calore che ha limmagine: Il marxismo guarir gli infermi. Alle spalle un volto di Marx, lei gettate le stampelle
in un anticipo di quella che vogliamo credere vera beatitudine si regge in piedi
da sola.

2. LORIGINE IDEOLOGICA
DEL CRISTIANESIMO

l Cristianesimo, la religione sorta in concomitanza con la svolta governativa


imperiale di Roma, svilupp le sue radici nel seno dellEbraismo alessandrino
dopo che lEgitto e il Vicino Oriente (soprattutto palestinese) avevano perso la
loro indipendenza politica. La precedente, e non a torto dallottica ufficiale giu-

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daica deprecata, traduzione in greco antico del Tanak (la cosiddetta versione
dei settanta) fu loriginaria esperienza a fungere da ponte affinch il gruppo pi
progressista dIsraele potesse avere accesso alla ricchezza filosofica e scientifica
greche. Questi ambienti, la cui capitale culturale era Alessandria dEgitto, avevano
adottato una forma mentis pi moderna e pi aperta grazie alle opportunit offerte dalla famosissima biblioteca, depositaria della migliore sapienza antica.
Il ripensamento del Giudaismo operato sotto le categorie dottrinarie provenienti dalla Grecit mirava alla costruzione di un pensiero religioso universale,
che non fosse dunque rivolto ai soli Ebrei. La loro fede era nata come identificativo
di un circoscritto insieme stanziatosi tempo addietro in Palestina.
Costoro vivevano in un orizzonte mentale enoteistico, riservando alla propria nazione il patronato della divinit principale. La corrente ebraica alessandrina
abbandon la via nazionalista, la quale di fronte a Roma non pot altro che raccogliere un insuccesso finale durante la guerra giudaica (66-70) con la conseguente
diaspora. La dialettica dentro a Israele tra progressisti filoromani e integralisti indipendentisti ebbe nel I sec. un andamento contemplante la vittoria dei primi e la
sconfitta dei secondi.
La potenza dominante, sebbene fosse abbastanza liberale nel settore religioso (purch non ledessero gli interessi romani nellamministrazione sul territorio),
vincolava allosservanza e allordine, e non poteva tollerare il disegno di un autonomo regno israelitico basato su un assetto teocratico totalitario. Il destino di un
simile desiderio era chiaro al Giudaismo pi avanzato e lungimirante di cultura
greca. Il solo campo su cui erano in grado di battere i Romani era quello intellettuale, ossia convertendo lImpero dallinterno e senza far ricorso alla violenza.
La filosofia ebraica di Alessandria (con Filone in testa) volle presentare ai
conquistatori qualcosa di non apertamente sovversivo. Quanto questi Giudei fossero del tutto consapevoli dellintenzione di elaborare le fondamenta di un credo
universale non facile coglierlo appieno, infatti a tal proposito (manifestatosi negli sviluppi storici) si anteponeva una strutturale esigenza di sopravvivenza e di
inquadramento nello spazio sociopolitico dellImpero.
I due motivi di sprone (non venire assimilati allintegralismo religioso ebreo di Palestina e quindi assurgere a nemici del governo costituito e il tentativo di giudaizzare Roma attraverso strumenti culturali greci in segno di rivalsa allo
scacco militare) appaiono complementari. Tuttavia accadde che lEbraismo ortodosso sopravvivesse a questimpresa, quasi fosse coscienza critica della di essa
genesi, il che ne comport il suo totale rigetto.
Lantisemitismo fu la risposta dialettica alla volont della fede giudaica rispettosa delle origini, e pertanto pi autentica, di mantenere in qualsiasi modo il
tipo di culto e la teologia retaggio del passato. Lobiettivo dei Giudei grecizzati era
di tranquillizzare i Romani sulla di loro personale (apparente) innocuit. Ad hoc i

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Vangeli lasciano a Cesare quel che di Cesare e lEpistolario paolino addirittura accoglie e giustifica il provvidenziale status portato dallImpero. Laccusa di deicidio
cadde in pieno sul popolo ebraico, il quale nelle sue organizzazioni estremistiche
perseguiva lindipendenza politica. Lincendio dellUrbe di epoca neroniana (64)
sembra essere stato l11 settembre di Roma antica: questo cominci a divampare
dalla zona del Circo Massimo, unarea di quartieri non disagiati, accompagnato
dalla profezia che avrebbe voluto il crollo del dominio romano allorch la capitale
fosse stata distrutta dalle fiamme.
Lipotesi di un attentato terroristico di messianisti giudei pare alquanto
plausibile. Detto messianismo, incentrato sulla figura di un liberatore, che restaurasse uno Stato israelitico fuori dellorbita romana, fin letteralmente col suicidarsi
allassedio di Masada (73). A partire dal periodo dei Flavi ai nazionalisti fondamentalisti ebrei non rimase che mettersi da parte, dispersi, e aspettare tempi migliori per la rinascita del Sionismo.
I messianisti non sono da confondere coi Cristiani: i primi erano espressione dellideologia palestinese reazionaria, i secondi figli di un compromesso della
coscienza giudaica maturato in Alessandria dEgitto al cospetto di allettanti stimoli intellettuali e del bisogno pratico di adattamento alla propria realt storica nel
Mediterraneo orientale.
Chi ha raccontato nellantichit quegli avvenimenti cre ad arte il personaggio del Nerone incendiario, quando lo stesso Svetonio (esponente della storiografia ostile a questo imperatore in quanto avversario del conservatorismo senatoriale) ad assolverlo da responsabilit tramite il riconoscimento di meriti nella
gestione dellemergenza.
Del fare di Nerone il mostro distruttore della capitale approfittarono oltre
ai nostalgici della vecchia repubblica (imperniata sul Senato, sulla sua classe latifondista e sulla centralit italica) anche gli altri cui conveniva che la responsabilit
dellatto distruttivo stesse alla larga da Israele (alla luce di un giudizio migliore, il
romanzo Quo vadis, quantunque scritto molto dopo, suggella questa tradizione
di potenziale distorsione).
La letteratura evangelica si sforz in tutti i modi di esorcizzare lo spirito di
ribellione antiromano, di cancellare il ricordo degli eventi controproducenti grazie
a una presumibile modificazione degli inquietanti fatti reali. Lesperienza rivoluzionaria appare velata, a volte in maniera maldestra, dalla proposta di
uninnovativa etica la quale si riveler per la societ romana pi eversiva di una
tentata rivolta.
La crisi imperiale risult il terreno fertile su cui far fiorire il progetto di una
religione universale (o cattolica): la fase espansiva si era attenuata, il calo demografico toglieva linfa, il proletariato era in disagio (materiale e spirituale). Queste
occasioni prestarono il fianco a un proselitismo che avrebbe cambiato la natura

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dellImpero (al cui servizio era unefficiente rete di collegamento stradale attraverso la quale il Cristianesimo acceler la sua diffusione).
Successivamente alla resistenza di circa un secolo e mezzo, nel 313 Roma
ammise la liceit del culto cristiano, il quale era parecchio antitetico rispetto alla
mentalit dei dominatori.
La nuova fede aveva attratto le masse popolari perch garantiva un risanamento di giustizia sociale nellaldil e una beata vita eterna in premio ai meritevoli, mentre una speculare punizione sarebbe toccata ai malvagi. Niente di simile
si era sentito prima, fatta riserva per la filosofia platonica. Lautarchia suggerita
dai cinici era stata lisola di rifugio mentale prediletta dalle classi pi povere.
Adesso, grazie al Cristianesimo, era possibile pensare qualcosa di meglio a
garanzia delleventuale riscatto dei torti e delle avversit subiti. Ci fin per spostare il baricentro ideologico della concezione esistenziale romana dalla vita mondana allattesa del paradiso. La civilt grecoromana giocava la vita hic et nunc, la
dimensione post mortem non era carica dei valori datile dai Cristiani, valori cos
invitanti agli occhi di coloro che aspiravano alla felicit.
Il Cristianesimo non coinvolse solo ceti bassi, affascin pure gli istruiti. Riguardo al popolo il passaggio dal paganesimo a un credo universalista fu agevolato dal fatto che lopera di edificazione del Cattolicesimo bad al mantenimento di
schemi devozionali e teologici aviti allo scopo di consentire unadesione non
traumatica alladepto nel corso del cambiamento e di consentirgli di vedere parte
della sostanza delle vecchie religioni nel moderno culto.
Allora successe che al politeismo si sostituissero i santi, o che la Madonna e
Cristo palesassero analogie con Iside e Osiride, e cos via, come per la venerazione
di immagini sacre. In rapporto alla teologia e alla morale evangelica sono evidenti,
come ben constat Simone Weil tramite argomenti da differente punto di vista
rilevanti anticipazioni del Cristianesimo nella cultura Greca antica, i portati appunto della Grecit nel sistema dottrinario cattolico.
La raffinatezza intellettuale del monoteismo congiunta a unetica
dellamore attir le simpatie dei ceti colti. Un messaggio universale di fratellanza non
poteva lasciare insensibili molti.
Emerge per che tale novit non era il prodotto dellEbraismo, bens della
civilt greca colto e teorizzato in modo nitido la prima volta da Giudei grecizzati.
E non un caso che la Weil ponesse Romani ed Ebrei sul medesimo piano negativo di valutazione storica e spirituale. Il Cristianesimo libero impieg non molto a
diventare lunico credo legale (editto di Teodosio, 391): le altre forme di religiosit
furono bandite, e i cristiani da perseguitati politici si erano tramutati in persecutori religiosi.
Il popolare ideale di una felicit ultraterrena destabilizzava la pedagogia
classica dellimpegno sociale, demoliva gli incoraggiamenti verso unattitudine

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eroica a beneficio di Roma, in pratica polverizzava il mos maiorum gi di per s in


difficolt. Le persecuzioni a danno dei Cristiani furono la fisiologica risposta nei
confronti di coloro che con la loro obiezione allo Stato e la predicazione di conseguenza sovvertitrice turbavano da fanatici la res publica e limpianto educativo:
costoro sostituivano agli eroi di guerra i martiri della fede.
In una societ per vari tratti cristianizzata la religione unica fu adottata
dallImpero nel tentativo di salvarsi dai suoi mali: un solo credo avrebbe dovuto
cementare lunit collettiva in un rinvigorito blocco statale (magari rilanciandolo
nella sua missione di espansione portatrice di civilt).
Sennonch ci non ebbe luogo, anzi pagani e Giudei furono presi di mira,
lImpero sindebol definitivamente e croll lasciando un vuoto in Europa colmato
dalla Cristianit medievale.
La storiografia che fa iniziare il Medio Evo dalleditto di tolleranza di Costantino forse non sbaglia: proprio allora inizi quel periodo di metamorfosi in regime totalitario del Cristianesimo.
sempre Simone Weil a ricordare che il modello del totalitarismo fu introdotto nella storia europea dalla Chiesa cattolica. Il Cattolicesimo aveva appreso
infatti da Israele lo schema statale teocratico, aggiungendoci la tendenza al potere
secolare, di cui la falsa donazione di Costantino clamorosa conferma.
I Cristiani trascinarono con s inoltre deleteri pregiudizi di matrice ebraica:
la misoginia, lomofobia, lavversione al progresso scientifico. La caccia alle streghe, agli omosessuali, ai credenti in dottrine diverse (in maniera particolare se
contestatrici del Cattolicesimo ufficiale) sono indici di una visione non ancora matura. La strategia di sfruttare e coltivare lignoranza comune aveva una base nella
narrazione di Genesi a proposito del cosiddetto peccato originale.
Il racconto parla di un divieto e di due alberi. Quello della conoscenza del
bene e del male simboleggia letica autonoma, quello della vita la scienza. Il serpente raffigura la medicina.
Alluomo vietato acquisire da s consapevolezza delle cose negative poich sarebbe morto se avesse saputo come procurarsi la morte attraverso il guadagno della possibilit di uccidere.
Nel Tanak ogni vivente soggetto a morte, non esiste una nozione di immortalit, e lulteriore mangiare dallalbero della vita avrebbe spodestato la casta
sacerdotale compromettendone la morale eteronoma e la presunta capacit di
provvidenziale agire dalla prerogativa di rappresentare e interpretare il divino
in terra.
La scienza e la ragione mettono in secondo piano le religioni e i loro rappresentanti nel rapporto di mediazione tra Dio e lessere umano. LEbraismo alessandrino aveva scelto di avvalersi della filosofia greca, dalla quale i pensatori cristiani prenderanno i mattoni dellimpalcatura teologica.

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Lidea di unanima immortale di Platone, non proviene dal mondo giudaico, nel quale riguardo alletica c poco di evangelico (fenomeno notato non
solamente dalla Weil che rintraccia il concetto di compassione gi nellIliade).
Per via dellassenza di un evidente spirito neotestamentario nel Tanak, il
Vecchio Testamento ebbe alcuni momentanei problemi a essere inserito nel canone
cattolico delle Sacre Scritture: non tutti lo accoglievano di buon grado, e non tutti
ritenevano il Dio veterotestamentario (non appieno amorevole) lo stesso del Nuovo Testamento.
La distruzione dellumanit col diluvio e i casi di Abramo e Giobbe (esemplari di un ossequio perfetto fino alla richiesta di un omicidio e alla sottomissione
alla sofferenza) ne sono alcune prove. Il sentimento delladesione alla sofferenza
umana e la speranza nellaiuto divino hanno coabitato nella riflessione cristiana
con diversi lati oscuri: la teoria di guerra santa, giusta davanti agli ideali della fede
fu nei secoli svariate volte promossa, per mal si concilia assieme agli altri mali
a una visione di amore universale.
Nei suoi studi teologici giovanili Hegel comprese la dinamica di mediazione tra la religiosit giudea e il pensiero greco curata da personalit come Filone
di Alessandria durante la gestazione del Cristianesimo, che a sua volta rilev un
problema nevralgico lasciato ancora insoluto dai Greci: il tema della morte del
giusto apertosi in seguito alla condanna di Socrate.
La letteratura evangelica affront, tra laltro, lo svolgimento di una soluzione trattando della vita, morte e resurrezione di Ges Cristo: il giusto non pu morire, non deve morire, Dio lo salva e lo accoglie. Questo lapice di quel profondo
confronto di idee. Ci nonostante lImpero romano non riusc a scampare dal suo
futuro di declino.
Tramite lo stoicismo, contenuti del quale confluirono nellideologia cristiana (di nuovo Simone Weil li evidenzia), i Romani avevano avuto in comune con
gli Ebrei letica del dovere, attiva nel costume semitico. Il fondatore della filosofia
stoica, Zenone di Cizio, laveva laicizzata, e Roma laveva adottata a sostegno della sua politica.
Il dovere del cittadino romano era un comandamento laico paragonabile
nella forma agli obblighi di un Giudeo nei confronti di Dio. Lesperimento del Cristianesimo assorto a religione unica e totalizzante (un Dio uno Stato un popolo) schiacci la laicit dellimperativo morale e mut il volto della sovranit statale. Dato che nessun cristiano poteva servire due padroni, il vecchio Stato precedente
dio-in-terra fu scavalcato nelle importanze dellesistenza e si dissolse sotto le
pressioni barbariche; viceversa la Cristianit perdur integra in funzione di egida
unificante, sin quando le dispute dottrinarie cominciarono a dividerla e a fare
dellEuropa un insanguinato campo di contese religiose alimentate dal sonno della
ragione.

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3. ELEMENTI DI GIUSNATURALISMO
3.1. SULLANTISPECISMO

i racconta che (in questo imitando i giainisti orientali) Giordano Bruno, durante un periodo di detenzione, invitasse un suo compagno di prigionia a
non uccidere un ragno perch, credendo nella trasmigrazione delle anime,
sosteneva che un corpo animale potesse ospitarne una: perci, anche se indirettamente, si collocava in una corrente di pensiero di tangenza antispecista.
Lantispecismo oggi una posizione sostenuta da alcuni vegetariani radicali (veganisti) che richiedono il riconoscimento di diritti umani a tutto il resto del
mondo animale, in primis quello alla vita. Per quanto concerne il veganismo chiunque libero di scegliere la sua alimentazione (nella speranza che sia completa e
sufficiente). Riguardo allantispecismo lequiparazione pi o meno assoluta degli
esseri senzienti sullo stesso piano del diritto non valida:
1) la ragione ci differenzia dagli animali (questi non hanno forme di comunicazione
cos evolute e complesse come le nostre da dar vita a un consorzio sociale);
2) luomo ha grazie alle mani cosa nellantichit gi sottolineata da Galeno un
primato pratico-artigianale unico che lo distingue ulteriormente da chi ha arti
(zampe) incapaci di costruire oggetti complessi (manufatti);
3) le bestie fra di loro per nutrirsi si uccidono (ci nella natura: non si vede il motivo per cui luomo non debba adeguarsi a questa legge).
Tradizionalmente da secoli si mangia carne bovina, ovina, suina, etc. Non
dovrebbe piacere invece che si mangi carne di cavallo perch per millenni ha servito lumanit nobilmente. Daccordo che gli animali, esseri sensibili, vadano tutelati tra i viventi, e che certo tipo di loro inserimento nella produzione (alimentare e
lavorativa) li maltratti e li sfrutti, pare per evidente, daltro canto, che luomo sia
al vertice della piramide ontologico-naturale e che abbia quel ruolo guida, similare
ai filosofi-governanti della repubblica platonica, su tutto il resto.
Se il bue tira laratro, il muratore costruisce la casa: ognuno d il suo contributo, n il bue contadino, n il muratore architetto. Va bene che larchitetto non
mangia il muratore, tuttavia chiamare necrofagia il cibarsi di carni animali iperbolico: sin dalla preistoria luomo ha cacciato le bestie similmente a quanto
queste facevano con i propri simili.
comprensibile e rispettabile il riguardo per lessere in tutte le sue forme
animate, ci nonostante razionalmente e naturalmente (avverbi sinonimi) lecito
uccidere, senza far soffrire, alcuni animali per nutrirsene. Ci non primitivo, ma
inserito nellordine della realt. In tutti i confronti normali emerge un pensiero
preponderante: non interessa in primis andare a uccidere gli animali per mangiar-

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

li, la preoccupazione che le carenze alimentari possano compromettere la salute


umana. Un leone non ci penserebbe due volte a cibarsi di noi: possibile ucciderlo per legittima difesa?
Nel modo in cui lui non diventa vegetariano e probabilmente avrebbe
problemi salutistici lecito alluomo rimanere carnivoro per questioni di approvvigionamento nutrizionale? Una diversa visione dellargomento idealmente
condivisibile, per si scontra immediatamente con aspetti di pragmatismo: la natura stessa ha insegnato a consumare carne. Ammettiamo la possibilit di un cambiamento purch ci siano le debite garanzie e questo atteggiamento di sensibilit
venga accolto da una maggioranza.
Il rapporto umano col mondo animale devessere impostato alla collaborazione per la comune sopravvivenza: noi daremmo solo prodotti vegetali alle bestie? E se ci non bastasse, le faremmo morire? Parlando di piramide socionaturale
non si allude a una dittatura: se ci fossero altri animali al nostro posto forse finirebbe come nel film Il pianeta delle scimmie, le parti si invertirebbero. Nella natura un ordine, non un insieme caotico in evoluzione.
I valori si desumono dal diritto naturale, e questo non rende lesistenza animale inferiore: luomo soprattutto unaltra cosa, un essere intellettualmente e
spiritualmente pi complesso e completo con abilit manuali nettamente superiori. Nella mentalit ci potrebbe essere quella evoluzione auspicata. Il tema della sofferenza un tema universale, anche le piante soffrono e muoiono, non per questo
rinunceremmo a segare alberi da legna. La societ capitalista avanzata non ha riguardo n tutela per la natura. Una parte di flora e di fauna serve in ogni caso ancora oggi per sopravvivere. Non da escludere che in futuro gli uomini possano
fare a meno di danneggiare lambiente e di uccidere gli animali.
Quello stesso che gli antispecisti sostengono un segno particolare di distinzione tra la sfera umana e la sfera animale. Costoro pongono laccento sul concetto di esistenza in maniera estensiva raggruppando tutti gli esseri animati senza
grado, mentre proprio laspetto intensivo a costituire la discriminante di base
(mors tua vita mea). Non si danno specie allinterno della razza umana, dove i connotati somatici non indicano una misura differente di partecipazione alla ragione.

3.2. IL PRIMATO INVIOLABILE DELLA PERSONA

i completato in Argentina nel maggio 2012 liter parlamentare di una legge


che ha sancito il diritto del malato grave (e in caso di sua incapacit a determinare con piena facolt, per suo conto, dei familiari o di altri soggetti riconosciuti) a rinunziare a qualsiasi forma artificiale di sostegno sanitario alle funzioni biologiche vitali dellorganismo laddove questo non offra motivo di recupero o

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

non sia attuato in un contesto che abbia speranza di positivi cambiamenti (non
concesso ai medici causare direttamente il decesso del paziente in alcun modo: eutanasia attiva). In Italia, dove il vuoto legislativo crea ambiguit e confusione sul
tema dellapplicabilit del testamento biologico (che stabilirebbe linderogabile volont personale in merito), quando i dibattiti di cronaca si soffermano, mettono in
evidenza lopposizione radicale tra due schieramenti.
Uno quello del pensiero che si richiama alla dottrina della Chiesa cattolica, assolutamente contrario a tutti i tipi di morte dignitosa, laltro quello laico che
riafferma un diritto universale di ogni individuo: la libert di decidere maturamente di ci che riguarda la propria persona. comprensibile perfettamente
linsegnamento di natura religiosa che vorrebbe la difesa della vita a tutti i costi,
ma non parimenti possibile nello spazio pubblico poter introdurre delle norme
che contraddicano il diritto di natura.
pienamente lecito che la Chiesa esplichi il suo magistero senza essere ostacolata in ci, ma il diritto alleutanasia esula come normativa dalla religione: se
un ammalato vuole porre fine alla propria esistenza deve essere libero di farlo
come possibilit concessa dalle leggi, nessuno pu negargli quel diritto senza negargli la piena sovranit nellambito della propria persona e cos distruggere la
sua libert.
Costui non pu essere condannato da un altro principio che tutti condividiamo, del valore della vita a una sofferenza a oltranza: sia libero di scegliere secondo coscienza. La liceit non comporta che tutti se ne avvalgano, ma che siano
liberi di potervi accedere. Nel rispetto della libert del sofferente pu radicarsi il
messaggio della Chiesa, che non messaggio normativo, ma messaggio di fede e
di spiritualit non vincolante lo Stato nella sua legislazione. Lo Stato deve tutelare
i diritti naturali del cittadino lasciandolo libero di compiere la sua scelta, che egli
compie secondo le sue credenze (di qualsiasi sorta esse siano).
Il caso delleutanasia molto delicato: se questa non deve essere praticata
non lo dovrebbe a un divieto di carattere giuridico, che sarebbe innaturale, lo dovrebbe a una consapevolezza di fede o di convinzione diversa che rispetti pur
sempre la volont del sofferente. Costui sia posto nelle condizioni di scegliere, e
quindi lo faccia preferendo la via che gli sembra migliore. Il cardinale Carlo Maria
Martini si era espresso anni addietro contro laccanimento terapeutico, e la mancata somministrazione di farmaci a un malato incurabile sarebbe uneutanasia passiva. Alcuni sacerdoti sono a essa favorevoli.
La proposta del cardinale Martini non fu insensata o anticristiana, il massimo che nel contesto del magistero cattolico si potrebbe concedere. Per al di fuori della sfera religiosa lo Stato dovrebbe render ammissibile la facolt di un soggetto che versa in gravissimo disagio per malattia di porre fine alla propria vita se lo
vuole e come lo vuole: anche con causa esterna diretta e non solo naturalmente

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

sospendendo la terapia. Permettere questo un atto di umanit, anche nella sua


controversia e nella sua paradossale ragionevolezza, impedirlo sembra pi inumano di tanti altri ragionamenti.
Il magistero cattolico parla della vita come un valore assoluto, per questo
assolutismo non pu calarsi automaticamente in una realt imperfetta senza appunto cozzare contro alcuni problemi come vediamo. La realt quotidiana il
luogo in cui non tutti hanno gli stessi ideali, e dove non lecito imporre modelli
totalitari. Di fronte a tutte le disparate posizioni va concesso ci che possibile
ammettere in linea con lo ius naturae. Lerrore assolutistico , per dare un esempio
nella dimensione della res publica, compiuto allorquando lo Stato consente
laborto senza fare una rigida distinzione di casi.
Due concetti come leutanasia e laborto, totalmente osteggiati o sostenuti,
nella quotidianit dovrebbero essere rivisti in modo elastico adattandoli al concreto
e tenendo sempre presenti i principi universali che ispirano le nostre azioni.
Linterruzione di gravidanza sempre possibile contraddice il valore della vita attraverso questo suo assolutismo pratico. Si sbaglia ancora a negarla completamente come diritto e a renderla daltro canto, per cos dire, liberalizzata: nessuna delle
due concezioni si adegua al mondo.
La prima perch trascura una variet di casi, come nelleutanasia, da rendere ammissibili; la seconda perch seppellisce completamente il diritto alla vita
dellembrione che dovrebbe avere uno statuto giuridico di persona in potenza. Non
una buona cosa o tutto s o tutto no: in tutti i casi di gravidanze normali laborto
voluto una prassi innaturale e non dovrebbe essere legale (per prevenirle ci sono
i sistemi contraccettivi, lo Stato al posto di fare una legge non perfetta avrebbe dovuto e dovrebbe educare il cittadino a conoscerli e inoltre sanare situazioni o pretesti di disagio socioeconomico); casi in cui linterruzione di una gestazione potrebbe essere consentita sono quelli ragionevoli in cui si demanderebbe ai soggetti
interessati (o nelleventualit di impedimento a chi stabilito dalla legge) la risoluzione di un conflitto etico:
1) rischio di pericoli per la gestante (che sia libera di scegliere);
2) rischio di unesistenza gravemente disagiata per il nascituro (che scelgano i genitori);
3) gravidanze conseguenza di atti di violenza. In questi casi nessuno dovrebbe
sindacare delle altrui decisioni: chiunque le prender come crede.
La possibilit libert: chi rifiuta laborto terapeutico e leutanasia non rivendicher questi diritti e non li metter in atto. Nel caso dellaborto non sarebbe
possibile generalizzarlo al di fuori di quei circoscritti casi previsti. Le leggi dovrebbero scaturire come migliore mediazione che non relativismo tra le esigenze delluniversale e del pratico: questo non accade in ogni caso. Alla Chiesa
demandata la materia della morale di carattere religioso, lo Stato il contenitore di

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

tutti nel mondo dogni giorno (e non tutti questi sono cattolici): da ci proviene
questa dicotomia laico/religioso, che deve essere mediata sapientemente nel rispetto di tutte le posizioni fatti salvi i diritti della persona.
Allo Stato compete un altro piano in cui il cittadino opera e dove si dovrebbe prendere cura di lui senza essere concorrenziale con la dimensione spirituale
che rimane, nella sostanza, un fatto di carattere singolarmente intimo (il che non
significa non riconoscere e non rispettare la manifestazione esteriore e pubblica di
una qualsiasi religiosit che rispetti i valori universali delluomo).

3.3. LA FINESTRA SBAGLIATA

d aprile del 2010, per la prima volta in Italia, stato celebrato religiosamente, in una chiesa valdese di Trapani, uno sposalizio tra due donne lesbiche.
Nel giugno 2011 lo Stato di New York (componente di questa particolare
serie iniziata nel 2001 dallOlanda) ha emanato una legge (marriage equality act) che
consente il matrimonio civile tra soggetti del medesimo sesso.
In Italia il disegno di legge Bindi-Pollastrini del 2007, che non arriv a essere approvato dal Parlamento, per il riconoscimento giuridico delle cosiddette unioni di fatto, intendeva dare soddisfazione a uno stato di disagio in cui per una
lacuna legislativa possibile che incorrano i soggetti che vi si trovano coinvolti.
Lo Stato non pu non prendere atto di tali situazioni in cui due o pi individui non legati da strettissimi legami di parentela naturale si trovano a convivere
al fine di un mutuo sostegno. lecito e legittimo disciplinare una casistica di possibili casi che partano esclusivamente dal fenomeno della convivenza costante,
che, poich non pu essere trascurato nella sua rilevanza fattuale dalle istituzioni
(che regolano il vivere societario) merita unattenzione che lo ponga allinterno di
norme precise per chiarire diritti e doveri di tali cittadini.
Costoro sono inseriti in questo contesto di fatto: negarlo illecito, e vorrebbe dire trascurare agli occhi del diritto una forma associativa. Qualsiasi associazione deve vivere in societ essendo riconosciuta e riconoscibile, in armonia normativa con tutto il resto del consorzio sociale in cui si presenta.
Il progetto di legge dellallora governo Prodi era per parziale in tali aspetti: parlava solamente delle coppie legate da vincoli sentimentali. Il motivo sarebbe
stato nel voler dare accoglimento alla richiesta di legalizzare in qualche modo le
unioni omosex. Non si possono negare a degli associati conviventi diritti e doveri,
nonostante ci questo non pu maturare sulla base del comportamento sessuale:
lessere omosessuali non fonte di riconoscimento giuridico. Ci dimostrato storicamente. Nellantica Grecia, dove lomosessualit era considerata sotto il profilo
antropologico normale, nessuno pens di elevare questi legami al rango di qualco-

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

sa dotato di diritti e doveri. Le inclinazioni sessuali fanno parte della sfera del privato, nella quale lo Stato non deve entrare, e da cui per il resto i contenuti non devono essere pubblici perch appunto attinenti a una dimensione che non lo .
Il matrimonio legittimo giuridicamente disciplinato per il fatto che contribuisce alla crescita del corpo sociale: se dalle unioni eterosessuali non ci fosse la
facolt di nascita dei figli anche questo farebbe parte delle cose di carattere integralmente privato. Ma qui lo Stato non prende atto della situazione partendo da
un riconoscimento di fattori sessuali; nel matrimonio normale lo Stato tutela i coniugi poich possono avere dei figli, e di questa eventualit ne coglie gli aspetti
sociali (limpotentia ceundi fattore annullante).
Da coppie gay biologicamente impossibile che nascano dei figli, quindi
anche sul piano del diritto naturale dette unioni non sono giuridicamente rilevanti
sotto gli aspetti della sessualit. Gli omosessuali sono liberi nel loro privato di tenere la condotta che vogliono; nessuno, n tanto meno lo Stato, pu condannarli o
discriminarli.
Le legislazioni contro di loro partono anchesse da principi non naturali:
naturale e ragionevole che un cittadino abbia la libert nel suo massimo grado lecito consentito nella societ dalle leggi giuste, e nel suo privato, a maggior ragione,
dove lo regolano le proprie scelte di vita: quando queste ledono la societ nella
sua interezza costui compie un reato; linclinazione allomosessualit non un reato. Lo Stato deve essere sanamente aconfessionale e interprete del diritto di natura. Per questo motivo i Greci antichi n la condannarono n la legittimarono, ma la
lasciarono al di fuori delle cose pubbliche, mantenendola sul piano pedagogico in
uno schema culturale pi ristretto (senza dimenticare per che essa era pi generalizzata e diffusa).
Il disegno di legge che parlava di coppie usava impropriamente alcuni termini, soprattutto nel definirle costituite da persone unite da legami sentimentali:
ammissibile dare legittimazione solamente allassociazione in quanto tale (quelle
con pi di due componenti non rientravano nella disciplina dei casi previsti e ne
restavano fuori). Andava preferibilmente riconosciuta qualsiasi forma aggregativa
stabile che al momento non avesse avuto accoglimento in un sistema di diritti e
doveri dei componenti.
Alla coppia eterosessuale in questo quadro era assegnato un matrimonio
civile di serie B, e il motivo chiarissimo: senza definirlo matrimonio un tale stato
di unione eterosessuale era parificato a quello omosessuale: calava di grado il matrimonio civile e gli si avvicinava lunione omosessuale (il che avrebbe voluto attraverso questo espediente creare una certa uguaglianza). Ma, con tutto il rispetto,
la coppia gay non potr mai avere uguaglianza biologica con una eterosessuale
(per i motivi che sono gi stati detti); ragion per cui questo incontro formale a met strada tra due realt differenti era puramente artificioso. In parecchi avevano

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

protestato in difesa dei principi della famiglia tradizionale riconosciuta dal diritto
di natura. Questo il non plus ultra dei ragionamenti giuridici per tutti: sia per chi
lo interpreta come ordine dato da Dio alla natura e alla realt sociale, sia per chi lo
vede come contenuto dato dalla pura ragione nellesercizio spontaneo delle sue
prerogative. Su questo piano tutti gli esseri umani devono necessariamente ritrovarsi; il modo in cui ne giustificano lorigine non tanto pertinente agli argomenti
discussi, ma che il diritto naturale sia universalmente rispettato da tutti necessario (pena lesclusione dalla civilt). Le varie morali dispirazione confessionale vedono e trattano la realt in modi diversi: perci si discute il tema in maniera libera,
unicamente in termini di antropologia e di razionalit.
Nessun liberale avrebbe probabilmente difficolt ad accettare delle norme
per il riconoscimento di diritti e doveri anche di coppie omosessuali nel momento
in cui queste siano inserite in una cornice legislativa pi ampia che raccolga tutta
la casistica associativa, senza parlare di persone (etero o omosex) unite da vincoli
affettivi. Tre che convivono non sono una coppia, tuttavia convivono: meritano
ugualmente attenzione.
Era preferibile non parlare di coppie, ma solamente di associazioni dal
numero di componenti indefinito: pure una casa di accoglienza per anziani sarebbe potuta rientrare in questa tipologia associativa, per fare un esempio. Su pi
grande scala occorreva individuare i vari casi da riconoscere davanti alla legge:
passando s da questa finestra le unioni di omosessuali (giuridicamente spogliate degli aspetti sessuali accidentali) potevano essere accolte pi serenamente. Non
va trascurato che la legittimazione dellunione eterosessuale di fatto non interessava molto agli individui in essa coinvolti perch gi avevano la possibilit del
matrimonio civile se volevano regolarizzare la propria posizione, e poi perch
scelgono la convivenza per il fatto stesso di non gradire vincoli giuridici. Una prospettiva nuova che si potrebbe offrire, e non esclusivamente agli anziani, quella
di varare in Italia una legge per associazioni di mutuo sostegno.
Vale a dire tramite essa dare lopportunit ai cittadini di unirsi, con forma
contrattuale, in nuclei che abbiano lo scopo di garantire e fornire un aiuto reciproco tra i componenti. Questi naturalmente avrebbero la medesima residenza. I
gruppi di reciproca assistenza sarebbero composti da una pluralit di soggetti (anche pi di due, e di qualsiasi sesso); i loro membri verrebbero equiparati di fronte
alla legge a congiunti di primo grado (a meno che non vi sia esplicito accordo per
rispettare lesistenza di gradi naturali). Perci per esempio avrebbero dopo un
numero di anni predefinito:
1) diritto alla pensione di reversibilit;
2) diritto a ereditare.
Queste aggregazioni non sarebbero giuridicamente equiparabili alla famiglia normale (vi potrebbe essere qualche circostanza deccezione). Nessuno avreb-

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

be facolt di associarsi se non compiuta la maggiore et (nellipotesi di minorenni


potrebbe altrimenti decidere chi ne abbia la potest): unadozione stricto sensu non
sarebbe possibile, lingresso di minori dovrebbe essere approvato comunque da
un organo statale. I nati in un simile consorzio sarebbero componenti di diritto.
A tutela di questi, e di eventuali minorenni associati in un secondo momento della loro vita, lo Stato potrebbe decidere, assecondando il loro sano e naturale
sviluppo, un tipo di affidamento (adozione o accoglienza in strutture apposite).
Questo schema associativo darebbe sistemazione a particolari legami (che non
verrebbero disciplinati come tali ma obliquo modo):
1) coppie eterosessuali non sposate civilmente;
2) coppie omosessuali;
3) poligamia islamica.
Alcuni in relazione a questi ultimi aspetti giudicheranno il progetto delle
associazioni di mutuo sostegno contraddittorio e moralmente dannoso quando in realt non lo :
1) chi non sposato e convive more uxorio non obbligato se non vuole a sposarsi,
tuttavia n la coppia n eventuali figli dovrebbero rimanere illegittimi;
2) allo stesso modo per i gay: lo Stato non pu promuovere n riconoscere unioni
omosessuali, a esso non interessa in questa materia lorientamento sessuale, conta
solo lassociazione (nella specifica situazione e in tutte le altre, fin quando qualcosa non si tramuti in reato).
Questo espediente sarebbe la via di mezzo tra due estremi: la legge argentina
del 2010 che legalizza i matrimoni gay con la modifica del codice civile equiparandoli a quelli eterosessuali (e consente quindi le adozioni), e le vigenti legislazioni di Paesi afroasiatici a danno degli omosessuali (in alcuni casi condannabili
alla pena di morte o allergastolo).
3) Ugualmente nei confronti di cittadini islamici con pi mogli non c motivo razionale di pregiudizio a loro sfavore (basta ricordare che il diritto greco-antico e
quello romano prevedevano il concubinato): questa forma dinquadramento che
non concubinato sanerebbe la loro posizione rimuovendo un ostacolo nella riduzione della distanza tra culture diverse.
Il matrimonio monogamico resterebbe lunico riconosciuto e tutelato pubblicamente, ci nonostante se uno vuol convivere con pi donne si tratta di fatti
privati in cui lo Stato non pu intromettersi se non maturano in tale contesto dei
crimini.
La legge istitutiva delle associazioni di mutuo sostegno sarebbe conforme al
diritto di natura.
Va compreso che nel mondo non esiste solamente lOccidente cristiano (cattolico, ortodosso, protestante) e che il valore della libert uno dei diritti inalienabili dellessere umano.

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

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Caruso

3.4. STATO E RELIGIONI

a sfera pubblica e quella religiosa interagiscono nel singolo individuo e socialmente. Luomo un essere che per sua natura si associa in forme stabili:
lo Stato e la famiglia. Se questi due enti riguardano aspetti generali del manifestarsi della sua essenza, anchessi hanno ununiversalit che si estende
allintera umanit. Stato e famiglia legano tra di loro soggetti perch la ragione li
riconosce necessari e naturali (senza di questi non ci sarebbe ordine sociale).
Hanno dunque una validit oggettiva per tutti gli uomini nonostante le loro molteplici sfaccettature storiche. Ogni sistema statale poggia su un complesso
di norme che a suo modo dovrebbe interpretare il diritto di natura (o di ragione)
nel diritto positivo (le leggi e i codici emanati).
Questo diritto positivo dovrebbe garantire un adeguamento quanto migliore ai valori dellessere umano preso in s e per s (cio naturalmente e spoglio di
convinzioni particolari che non vedono una condivisione totale). La ratio accomuna la globalit dei soggetti umani e li distingue dalle bestie, ed essa il fondamento del diritto positivo (bench questi impianti normativi si diversifichino).
Lessere-in-uno-Stato e lessere-in-una-famiglia sono inerenti alla dimensione esteriore oggettiva del cittadino. Le religioni positive non esistono in natura,
e apparentemente di ognuna non se ne pu parlare in maniera universale come
per i concetti di Stato e famiglia.
naturale lesigenza religiosa, ma molte religioni partono da una rivelazione
cui la ragione non pu giungere. La religiosit riguarda la sfera interiore e soggettiva del cittadino: lesteriorit delle forme di culto ovviamente ammissibile fin
quando queste rispettino la ratio, che Dio stesso ha dato agli uomini, e gli altri aderenti a un differente credo. Le guerre prodotte da motivazioni religiose e le simili
persecuzioni animate da visioni integraliste sono state tra le cose pi insane e infauste della storia.
Nessun principio naturale autorizza alcuno a imporre agli altri lassunzione
delle proprie credenze e il rispetto delle sue norme di culto poich linteriorit di
costoro, che non spazio pubblico, con la pertinente libert, sarebbe violata. Sappiamo che non esiste una sola forma religiosa accettata universalmente da tutti:
ognuno ritiene che i diversi siano dalla parte sbagliata. Viene da pensare a Simone
Weil che afferm che ogni religione la vera religione.
Nella profondit di questo ragionamento si comprende come ladesione religiosa un fatto di coscienza individuale. naturalmente desiderabile e questo
non relativismo che ciascuno inserito in un sistema di culto viva la sua fede liberamente senza turbare e senza essere turbato e che tutti abbiano facolt di cercare e trovare Dio come vogliano. Per il fatto che le religioni possano essere in contrasto e che storicamente ci ha prodotto pagine negative opportuno che non si

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

approprino dello spazio pubblico: il che non significa emarginare il dialogo. Non
bene che una parte di un tutto sopraffaccia lintero. Gli Stati confessionali e quelli
che proclamano ufficialmente lateismo perseguono due eccessi. Una legge buona perch riconosciuta tale dalla ragione, perch utile e positiva, perch incontra il favore degli onesti, e non perch piace a una categoria.
La corretta ratio, con cui Dio ha creato luomo sin dallorigine e che precede
temporalmente la Rivelazione, viene prima delle fides. La morale non pu far riferimento a precetti storicamente contingenti e particolari. Le impalcature dogmatiche di ogni religione valgono parzialmente solo per chi vi aderisce, e se queste non
arrecano danno al consorzio sociale non si pu laicamente sindacare a priori di
nessuna teologia. Se ci sono precetti contrari alla sana ratio sono evidentemente da
abolirsi ovunque. Il relativismo prescrittivo e dogmatico pone in conflitto i culti,
ma la ragione pu consentire il dialogo affinch fra i loro componenti non ci siano
tentativi vicendevoli di sopraffazione. Lo Stato giusto dovrebbe garantire questo
senza farsi condizionare in quanto il potere della sua azione universale.
Anche gli atei hanno il diritto di stare in uno Stato equilibrato e funzionante
(come tutti del resto), il fatto che non credano nellesistenza di Dio non materia
di diritto pubblico. Tutte le religioni singolarmente prese stanno allo Stato come il
diritto privato sta a quello pubblico. Ci possono essere partiti di esplicita ispirazione religiosa, i quali per riflettono il concetto di pars.
Hanno diritto ineccepibile di esistere nellinsieme pi ampio delle libert:
possono mostrare la bont delle loro idee con la ragione, che il linguaggio universale tra gli uomini, ma indubitabilmente non ottenere il potere politico per trasformarsi in regimi totalitari (cos come daltro canto non sarebbe neanche condivisibile il regime totalitario della sola ratio). Fides et ratio vanno assieme in quanto
sono due aspetti inscindibili della vita: laddove vi equilibrio, vi ordine e pace;
dove questo viene a mancare vi disordine e contrasto.
La mediazione quel punto che pu positivamente soddisfare tutti
allinterno della casa comune. Pare conveniente che lo Stato rimanga un arbitro super partes. Linsegnamento del Vangelo quello di agire caritatevolmente verso
Dio e verso il prossimo. Luniversalit di questo messaggio damore coglie lintera
umanit: tra i non cristiani ci sono evangelici in pectore come lopposto tra i sedicenti. Seguire il Vangelo comporta azione, non spunto di disputa dottrinale.
La semplicit e la ragionevolezza dellinsegnamento di Ges Cristo mostrano
che un vero modello di Stato avrebbe leticit evangelica senza essere confessionale poich le due forme coinciderebbero. Varrebbe a dire: due facce della stessa
medaglia che ridarebbe unit alla persona umana come creatura di Dio prima da
un lato e come essere sociale e naturale poi dallaltro. Chi seguisse principi pratici
della sua religione universalmente validi non vedrebbe in questo Stato un limite
alla sua fede.

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

3.5. PER LA MORATORIA DELLA PENA DI MORTE

a molte parti proviene la richiesta affinch gli Stati le cui legislazioni prevedono la pena capitale provvedano a una sospensione delle esecuzioni e
alladozione di misure punitive diverse. Una civilt moderna e progredita
sul modello della nostra dovrebbe sul serio riflettere su tale questione e fare un
passo avanti nella maturazione spirituale, portando questo messaggio di civile
progresso in quelle aree della Terra che risentono del freno della crescita per vari
motivi. Il diritto allesistenza , con quello alla libert e alla propriet, uno di quelli
di norma inviolabili. Nel momento in cui i singoli soggetti si aggregano in un
gruppo sociale e danno origine naturale allo Stato delegano a questultimo la difesa di tutti i diritti della persona per mezzo della limitazione e della repressione dei
comportamenti arbitrari che arrecano nocumento (i reati).
Come forma punitiva un individuo pu ricevere una restrizione della libert (con larresto) e la privazione di qualcosa che gli appartiene (denaro o altro lecitamente o meno acquisito). Tutto questo possibile perch libert e propriet sono
accidenti separabili del soggetto: togliendo a qualcuno, con linfliggergli una pena,
la libert o delle propriet non si distrugge il reo, e il diritto naturale alla vita non
viene violato. Ladozione della pena di morte contraddittoria perch uno Stato
non potrebbe sopprimere un criminale a cui pure per lo ius naturae dovrebbe riconoscere il diritto allesistenza, la cui tutela gli verrebbe delegata: questa pratica
non compatibile con la razionalit del diritto di natura.
Ogni punizione amministrata dovrebbe inoltre poter essere sospendibile in
qualsiasi momento in caso di errore giudiziario, ma a una condanna capitale non
c rimedio. Nella storia questa massima punizione entrata nelle leggi quando i
governi hanno voluto avocare a s il compito della vendetta di un grave torto
per lo pi un omicidio evitando la faida e provvedendo legalmente alluccisione
del colpevole (pensiamo alle leggi draconiane o al codice di Hammurabi). In passato la
difficile gestione di una comunit ha legittimato questi provvedimenti legislativi
cos severi, per oggi levoluzione sociale e del diritto richiede forme pi consone.
Lapplicazione della pena di morte talvolta stata addirittura un invito a delinquere in modo pi grave come per esempio laddove il reo di furto venne equiparato allassassino: ci spingeva i ladri a uccidere le loro vittime per non lasciare
testimoni, tanto furto e omicidio prevedevano la stessa sanzione.
Oggi va rivista radicalmente la funzione della carcerazione. Alla sentenza
capitale sarebbe preferibile sostituire una di ergastolo (con le sue possibilit di riabilitazione del condannato a seconda del caso). Linternamento in un istituto di
pena deve avere lobiettivo in generale di correggere. Questa realt dovrebbe essere di carattere produttivo: se le carceri fossero trasformate in aziende assolverebbero meglio il loro compito di detenere coloro che hanno contratto un debito verso

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CONSIDERAZIONI CRITICHE

Danilo
Caruso

la societ in cui vivono, debito che costoro risarcirebbero con lessere posti nella
pi o meno lunga condizione di non reiterare il reato privati della libert e anche
con un concreto e positivo produttivo operato che valga anche a contribuire per
un eventuale indennizzo economico ai congiunti della vittima.
Definire queste attivit lavori forzati non il caso dato che il loro valore pedagogico-giudiziario sarebbe diverso da quello espresso da questa definizione. In
Italia, dopo lUnit, la condanna a morte fu abolita dal Codice Zanardelli alla fine
dellOttocento, fu reintrodotta dal fascismo, e di nuovo abolita con lavvento della
repubblica (anche nel codice penale militare). Diversi altri paesi per esempio il Regno Unito la mantennero costantemente e per maggiore tempo. Al momento fra
quelli che non migliorano le proprie leggi in materia emergono la Cina e gli USA
(allinterno degli States si diversificano: non tutti adottano la pena capitale).
Il progresso del diritto ha dovuto parecchio alla riflessione illuministica di
Cesare Beccaria che esprimeva una posizione di contrariet alla prassi della pena
capitale (ritenuta daltro canto da Immanuel Kant giusta posizione verso chi per
motivi ideali infrange le leggi dimostrando cos scarso attaccamento alla vita e viceversa per coloro che con motivazioni pi pratiche se ne rendono indegni).
Tale riflessione esposta esposta in Dei delitti e delle pene, che rappresenta una prospettiva di ammodernamento dei sistemi giudiziari, di cui si sente
eco pure nellinsegnamento sociale della Chiesa cattolica. Al n. 2267 il Catechismo ufficiale dice: Linsegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dellidentit e della responsabilit del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse lunica via praticabile per difendere
efficacemente dallaggressore ingiusto la vita di esseri umani. Se, invece, i mezzi
incruenti sono sufficienti per difendere dallaggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, lautorit si limiter a questi mezzi, poich essi sono meglio
rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono pi conformi alla dignit della persona umana. Oggi, infatti, a seguito delle possibilit di cui lo Stato
dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che lha
commesso, senza togliergli definitivamente la possibilit di redimersi, i casi di assoluta necessit di soppressione del reo sono ormai molto rari, se non addirittura
praticamente inesistenti (Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 56).
Il comandamento non uccidere dellAntico testamento utilizza un verbo che
non dice non-uccidere-in-assoluto bens non-uccidere-senza-un-valido-motivo (come
potrebbe essere la legittima difesa, del singolo e della societ, consentita dal Catechismo). Quel non uccidere va inteso nel migliore senso possibile (nel modo in cui
riecheggia daltronde il diritto naturale): non c un ragionevole motivo a favore
della condanna a morte di qualsiasi criminale nonostante londata emozionale
possa sostenerla. La nostra cultura e la nostra spiritualit non consentono pi la
sopravvivenza di istituzioni incivili.

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Indice

Introduzione

pag. 1

1. Il simbolismo esistenziale di Frida Kahlo

pag. 3

2. Lorigine ideologica del Cristianesimo

pag. 7

3. Elementi di giusnaturalismo

pag. 13

3.1. Sullantispecismo

pag. 13

3.2. Il primato inviolabile della persona

pag. 14

3.3. La finestra sbagliata

pag. 17

3.4. Stato e religioni

pag. 21

3.5. Per la moratoria della pena di morte

pag. 23

Palermo
ottobre 2014