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Massimiliano Mancini
I Siculi nel Latium Adiectum
The ancient Siculi in Latium Adiectum

RACCOLTA MONOGRAFI CA N. 1 - 02. 05. 2014

ITALIAN AND ENGLISH VERSION


HISTORIA ITALICA ITALIC HISTORY
M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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INDICE-Table of contents

1. I SICULI ........................................................................................................................... 3
2. LORIGINE DEI SICULI ................................................................................................... 5
3.LA PRESENZA DEI SICULI NEL LATIUM ...................................................................... 7
4.LA TOMBA DI SGURGOLA (FR) ..................................................................................... 8
5.IMMAGINI ....................................................................................................................... 11
6.BIBLIOGRAFIA .............................................................................................................. 14



M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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ABSTRACT:
La presenza dei Siculi, popolazione italica ritenuta autoctona, nel Latium Adiectum sarebbe
testimoniata sia dalla storiografia che dai reperti archeologici.

The presence of the ancient Siculi in the southern Latium, place called Latium adiectum by the Romans,
would demonstrated by the historiography and also by archeological surveys.





KEYWORDS:
Siculi, Latium Adiectum, Preistoria, Protostoria, Storia Antica, Archeologia dellItalia Meridionale,
Italici, Archeologia, Archeologia Laziale.

Siculi, Latium Adiectum, Prehistory, Protohistory, Ancient History, Roman History, Archaeology of Southern
Italy, Italic Peoples, Archeology, Archaeology of Latium.



Colonis saepe mutatis tenuere alii aliis temporibus,
Aborigines, Pelasgi, Arcades, Siculi
Plinio, Naturalis Historia 3,5.

1. I SICULI
Il nome dei Siculi associato al termine !"#$%&" [Sikeli], con il quale venivano chiamati
dai Greci, cosi come asserisce Tucidide (VI, 2, 1-2), presentando le popolazioni barbare che
abitavano la Sicilia preellenica, e ci viene confermato anche dalla storiografia greca di et
romana, Diodoro, Pausania, Strabone, Dionigi di Alicarnasso e sopravvive anche nella
letteratura storica latina (Musti 2008).

Il nome di questo popolo, secondo Antioco di Siracusa, sostenuto da Dionigi di
Alicarnasso, deriverebbe dalleponimo re !"#$%&' [Sikels], mentre un altro re siculo di
nome Italo, secondo Tucidide, avrebbe addirittura denominato lintera penisola italiana con
il proprio nome.

M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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ENGLISH
The name of the Siculi is related to the term !"#$%&" [Sikeloi], with which the Greeks called them, as claimed by Thucydides (VI, 2,
1-2), presenting the barbarian peoples who lived in the pre-Hellenic Sicily, and this is confirmed also by Greek historiography,
,Diodorus, Pausanias, Strabo, Dionysius of Halicarnassus, and survives even in the latin historical literature (Musti 2008).
The name of this people, according to Antiochus of Syracuse supported by Dionysius of Halicarnassus, derives by king !"#$%&'
[Sikels] and according to Thucydides, just from the name of another Sicilian king named Italo, Italy takes its own name.

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!"#$%F., /(S.(A0 /(1/( NE(./(', (T/M' -/0%;0 +?M.(AJ:29.
Tucidide (! " o [La guerra del Peloponnesso] VI, 2, 4)
[I Siculi dallItalia (ivi infatti abitavano) passarono nella Sicilia, fuggendo gli Opici, su zattere, secondo la
leggenda e la verosimiglianza, dopo aver aspettato di passare allo spirare di un vento favorevole o forse
sbarcando in qualche altro modo. NellItalia vi sono ancora dei Siculi e il paese fu chiamato Italia da Italo, un
re dei Siculi che aveva questo nome]. (Traduzione: Musti 2008)

La loro presenza sullisola, ancora oggi chiamata Sicilia, ne avrebbe fatto conseguire il
nome, come sostiene espressamene Diodoro Siculo (V, 2), il quale asserisce che
dalliniziale nome di Trinacria, dovuto alla forma triangolare, lisola fu chiamata
successivamente Sicania dal nome del popolo dei Sicani e infine avrebbe tratto il nome
definitivo dai Siculi.

ENGLISH
The name of Sicily comes from the presence of the Siculi on the island, as stated expressly by Diodorus (V, 2), which asserts that the
initial name of Trinacria, due to the triangular shape, was changed to Sicania by the name of the people of the Sicani, and finally
would take the actual name by the people of the Siculi.

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Diodoro Siculo ( # [Biblioteca storica] V, 2)
[Avendo io pertanto intitolato questo libro insulare, primieramente parler della Sicilia; perciocch essa la
pi eccellente tra le isole, e tiene facilmente il primate per lantichit delle cose degne dessere rammentate.
Anticamente chiamossi Trinacria per la sua figura triangolare. Di poi fu detta Sicania dai Sicani, che la
coltivarono: indi Sicilia dai Siculi, I quali in essa passarono dalla Italia in gran numero].
(Traduzione: Compagnoni 1820)

M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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Si deve ritenere che i Siculi, come le altre popolazioni preelleniche insediatesi in momenti
diversi in Sicilia, dopo essere entrati in contatto con i coloni greci, che dallVIII secolo a.C.
avevano iniziato a colonizzare lisola, si siano mischiati e integrati progressivamente ad
essi.

Quindi si pu ritenere che i Siculi apprendendo e integrando progressivamente la cultura
dei Greci, iniziarono un processo di acculturazione e grecizzazione che li port a fondersi
gli uni con gli altri, sino al punto che tutti gli abitanti dellisola vennero denominati in seguito
Sikeliotai, prescindendo dalletnia dorigine.

ENGLISH
It must be assumed that, like other pre-Hellenic peoples who settled at different times in Sicily, the Siculi once in contact with Greek
colonists, that from the eighth century BC had begun to settle on the island, they would have been progressively integrated with
them.
By learning language and culture of the Greeks, the Siculi would be joined and fused with them to the point that all the inhabitants of
the island were later called Sikeliotai, regardless of ethnicity origin.

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Diodoro Siculo ( # [Biblioteca storica] V, 6, 5)
[Ultimi, ma degni di fama, sono gli insediamenti e le poleis che dai Greci vennero fondati sulle coste; (gli
indigeni) mischiandosi con essi, a causa del gran numero di Greci sbarcati sullisola, appresero la loro lingua
e, venendo educati secondo il modello greco, abbandonarono il loro dialetto barbaro ed il loro nome,
venendo chiamati tutti Sicelioti].
(Traduzione: Chiai 2002)
2. LORIGINE DEI SICULI
Lorigine di questo popolo molto dibattuta con opinioni differenziate sia nella storiografia
antica sia in quella contemporanea.

Secondo Dionigi di Alicarnasso (I, 9, 1) i Siculi erano autoctoni e quindi non indoeuropei,
elemento sostenuto anche da storici moderni (Miceli 1836) che li inseriscono tra le antiche
popolazioni italiche aborigene, accanto ai Veneti o Venetici, Liguri, Sardi o Nuraghi e altri.

Lo stesso Dionigi sostiene che questo popolo avesse in qualche modo unorigine laziale,
ricordando come molte localit ai suoi tempi avessero ancora denominazioni sicule, in
ricordo dei loro primi abitanti.
M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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ENGLISH
THE ORIGINS OF THE SICULI
The origin of the Siculi is much debated with very different opinions in ancient and contemporary historiography.
According to Dionysius of Halicarnassus (I, 9, 1) the Siculi were autochthonous and then not Indo-Europeans, this is also supported
by modern historians (Miceli 1836) that put them among the ancient Italic peoples like Etruscans, Venetians or Venetics, Ligurians,
Sardi or Nuraghs and others.
The same Dionysius says that the peoples of the Siculi had somehow a Latial origin, remembering how many cities still had Sicilian
names, still at his age, due to their first inhabitants.

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Dionigi di Alicarnasso (jMA0"#9 05E0"(%(3;0 [Antichit romane] 1, 9, 1).
[Si dice che i pi antichi abitatori della citt, che ora abitata dai Romani e che domina la terra e il mare,
siano i Siculi, e cio una popolazione barbara e autoctona. Nessuno invece in grado di affermare con
certezza se prima di costoro quest citt fosse occupata da altri o fosse disabitata.Il popolo degli Aborigeni ne
prese possesso dopo lunga guerra, dopo averla strappata ai precedenti possessori.]
(Traduzione Cantarelli 1994).
Anche Varrone (V, 101), vissuto nel primo secolo a.C., evidenziando le similitudini tra la
lingua sicula e quella latina confermerebbe indirettamente lorigine laziale dei Siculi.

ENGLISH
Even Varro (V, 101), who lived in the first century BC, highlighting the similarities between the Sicilian language and Latin,
indirectly confirms the latial origin of the Siculi.

Lepus quod Siculi quidam Graeci dicunt %7?(5".. A Roma quod orti Siculi, ut annales veteres nostri dicunt,
fortasse hinc illuc tulerunt et hic reliquerunt id nomen. Volpes, ut Aelius dicebat, quod volat pedibus.
Marco Terenzio Varrone (De lingua latina, V, 101)

Filisto di Siracusa, storiografo magno greco del IV secolo a.C., nella sua Storia della Sicilia
(Sikelik), attribuisce origini liguri a questo popolo, che quindi proveniva dal nord prima del
suo insediamento finale nellisola (Sergi 1934).

ENGLISH
Philistus of Syracuse, greek historian of the fourth century BC, in his History of Sicily (Sikelika), attributes Ligurian origins to this
people (Sergi 1934).
M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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3.LA PRESENZA DEI SICULI NEL LATIUM
I Siculi sono considerati tra i pi antichi abitatori del Lazio, da Plinio (III,56), Virgilio (Eneide
7,95), Dionigi DAlicarnasso, territorio dal quale furono successivamente scacciati da altre
popolazioni indigene, per raggiungere la Trinacria attorno al secolo XV a.C., che da loro e
dal popolo dei Sicani prese il nome di Sicilia (Martelli 1830).

Si gi detto della testimonianza di Dionigi di Alicarnasso sul fatto che ancora al suo
tempo (60 a.C. circa - 7 a.C.) molte localit avessero ancora denominazioni che ne
ricordavano la fondazione da parte dei Siculi (jMA0"#9 05E0"(%(3;0 [Antichit romane] 1,
9, 1).

ENGLISH
THE PRESENCE OF THE SICULI IN LATIUM
Pliny (III, 56), Virgil (Aeneid 7.95) and Dionisus of Halicarnassus, considered Siculi among the most ancient inhabitants of Latium
from which, around fifteenth century BC, they were later driven out by other indigenous peoples and therefore they moved to Sicily
(Martelli 1830).
We have already mentioned the testimony of Dionysius of Halicarnassus on the fact that, still in his time (60 BC - 7 BC), many cities
still had names that remembered the foundation by the Siculi peoples (()*"#+ *,-*".%./0* [Roman Antiquities] 1, 9, 1).

Colonis saepe mutatis tenuere alii aliis temporibus, Aborigines, Pelasgi, Arcades, Siculi, Aurunci, Rutuli et
ultra Cerceios Volsci, Osci, Ausones, unde nomen Lati processit ad Lirim amnem.
Plinio (Naturalis Historia 3, 56).
[I suoi abitanti (del Latium n.d.r.) mutarono spesso, avvicendandosi nel corso del tempo: Aborigeni, Pelasgi,
Arcadi, Siculi, Aurunci, Rutuli; e, oltre il Circeo, Volsci, Osci e Ausoni: estendendosi a questi popoli il nome
del Lazio avanz sino al fiume Liri.]
(Traduzione Corso et al. 1988).

Diverse antiche citt dei prisci Latini si attribuiscono alloriginaria fondazione da parte dei
Siculi, come ad esempio la potente Aricia, Gabii, Crustumerio e la stessa Ecetra, capitale
dei Volsci dellentroterra o Volsci Ecetrani (Pinza 1898).

E sempre Dionigi dAlicarnasso (in jMA0"#9 05E0"(%(3;0 [Antichit romane]) cita un
articolato elenco di antiche ed importanti citt laziali tra quelle fondate dai Siculi, tra le
quali Falerii, Fescennio (1, 21), Tibur (1, 16), Cenina, Antennae (2,35).

Persino in una disposizione delle XII Tavole, che riguarda specificatamente la pratica
scarnificatrice tipica del popolo siculo, possibile trovare una conferma della penetrante
influenza delle tradizioni sicule sulla prima popolazione di Roma, che permaneva ancora
allepoca della redazione della prima legge scritta romana, nel 450 a.C. (Mancini 2014).

M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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Dellinsediamento di questo popolo nel Latium ed in particolare nel Latium Vetus, ci danno
testimonianza le tombe rinvenute a Cantalupo in Sabina e nella vicina Corneto Tarquinia.

Anche la storiografia contemporanea concorda sulla presenza dei Siculi nel Latium,
(Barbagallo 1972, Ambrosi De Magistris 1979, Musti 1992).

ENGLISH
Several cities of the ancient Latins (Latini Prisci) are attributed to the ancient foundation by the Siculi, such as the powerful Aricia,
Gabii, and the same Ecetra, the capital city of the Volsci of the inland or Volsci Ecetrani (Clamp 1898).
Dionysius of Halicarnassus ( in ()*"#+ *,-*".%./0* [ Roman Antiquities ] ) quotes a detailed list of ancient and important cities in
Lazio among those founded by Sicilians, including Falerii and Fescennio (1, 21), Tibur (1, 16) Cenina and Antennae ( 2.35 ).
Even in a provision of the Twelve tables law, which relates specifically to a burial tradition typical of the Siculi people, is possible to
find a confirmation of the pervasive influence of the Sicilian traditions on the first population of Rome, which still persisted at the
time of drafting the first written law of Rome, in 450 BC ( Mancini 2014 ).
The settlement of this people in Latium, and in particularly in Latium Vetus, is demonstrated from graves found in Cantalupo in
Sabina and neighboring Corneto Tarquinia .
Even the contemporary historiography agrees on the presence of the Siculi in Latium ( Barbagallo 1972 Ambrosi de Magistris 1979
Musti 1992).

4.LA TOMBA DI SGURGOLA (FR)
Secondo alcuni, i Siculi utilizzavano un rituale funerario inumatorio deponendo i cadaveri in
piccole tombe a forno, nelle quali, secondo un'usanza funeraria che sarebbe caratteristica
di questo particolare popolo, le ossa degli estinti erano inumate dopo una preliminare
scarnificazione e a volte erano anche tinte con coloranti rossi (Barbagallo 1972, Ambrosi
De Magistris 1979, Musti 1992).

In questa ottica si ritiene che la disposizione n.5 della Tabula X della famosa Legge delle
dodici tavole fosse riferita a questa usanza scarnificatrice tipica del popolo Siculo, in
questo modo si avrebbe una conferma, seppure indiretta, del fatto che dovette essere
stata penetrante l'influenza delle tradizioni Sicule sulla prima popolazione di Roma e che
essa dovette permanere ancora allepoca della redazione della prima legge scritta romana
nel 450 a.C.


ENGLISH
SGURGOLAS GRAVE
The Siculi's burial was inhumation, according to some, the Siculi would deposited corpses into small oven tombs, in which,
according to custom funeral that would be characteristic of this particular people, the bones of the deceased were buried after a
preliminary stripping and sometimes they were even shades with red dyes (Barbagallo 1972 Ambrosi de Magistris 1979 Musti 1992).
M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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In this context it is considered that the provision of the Tabula X # 5 of the famous Law of the Twelve Tables was referring to the
custom of the people scarnificatrice typical Siculus, in this way you would have a confirmation, albeit indirect, that must have been
penetrating the 'influence of Sicilian traditions on the first population of Rome and that it had to remain still at the time of drafting
the first written law Roman in 450 BC.

... Homine mortuo ne ossa legito, quo post funus faciat .....

Lex duodecim tabularum leges, (X, 5).

[Di un uomo morto non si raccolgano le ossa per farne dopo i funerali .] in sostanza le esequie dovevano
aver fine colla cremazione del cadavere e la immediata sepoltura delle ceneri (ndr).


Nel 1879 fu trovata una tomba preistorica presso la localit Casale Ambrosi, nella valle del
Sacco, presso la stazione ferroviaria di Sgurgola, attualmente comune in provincia di
Frosinone.

La sepoltura a scheletro rannicchiato attribuita alla facies di Rinaldone, scavata in una
piccola grotta di travertino con un ricco corredo integro costituito da numerose punte di
freccia, unascia a martello, un pugnale di rame tipo Guardistallo e un vasetto a fiasca
(Pinza 1905).

Lo scheletro rinvenuto allinterno della tomba risultava di sesso maschile e le misure delle
ossa lunghe davano una statura approssimativa di m. 1,62, rivelando anche una certa
robustezza della struttura fisica dell'individuo. (Pigorini 1880)

Sotto il profilo morfologico questo scheletro si accosta alla media delle disposizioni
morfologiche presentate dalle popolazioni eneolitiche della Sicilia (Giuffrida-Ruggeri 1906).

Il prof. Luigi Pigorini, fondatore dellomonimo museo in Roma e grande paletnologo, nel
1880 scriveva di aver acquistato il materiale rinvenuto in quella tomba e di aver notato una
colorazione rosso vivo nella parte anteriore del cranio umano e in alcune punte di selce,
parte del corredo tombale (Pigorini 1880).

Questi reperti sono oggi esposti presso il museo Etnografico Pigorini.

Le analisi commissionate dal prof.Pigorini al dott.Ruggero Panebianco, assistente al
gabinetto mineralogico della Regia Universit di Roma, evidenziarono che la tintura di tutti
i reperti era della stessa natura e composizione, e precisamente il colorante stato
riconosciuto come cinabro applicato in tempi remoti (Pigorini 1880), un minerale,
appartenente alla classe dei solfuri, noto gi ai Greci, costituito chimicamente dallunione
di zolfo e mercurio.

M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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Si rilev che la tintura non fosse accidentale, sia in ragione delluniformit della tintura che
della sovrapposizione di strati di calcite, bens applicata intenzionalmente da chi compose
la reliquia nel sepolcro, eseguendo di conseguenza una preliminare scarnificazione del
defunto.

quindi ragionevole ritenere che questa manifestazione costituisse un rituale funebre
proprio di questo popolo, comportamento che allepoca della scoperta della tomba
appariva del tutto nuovo (Pigorini 1880).

Peraltro il cinabro un minerale non presente nellarea della valle del Sacco.

Per la sua capacit di trasformarsi in mercurio, il cinabro tra i pi studiati materiali dagli
alchimisti ed esoterici di varie epoche ed ambienti e anche in tempi moderni Julius Evola
utilizza il nome di questo minerale per il titolo del suo testo "Il cammino del cinabro" (Evola
2014) che dietro unapparente narrazione autobiografica rivela un contenuto esoterico e
alchemico.


ENGLISH
In 1879 a prehistoric tomb was found near the place named Casale Ambrosi, in the Sacco Valley, at the railway station of Sgurgola,
currently municipality in the province of Frosinone.
The grave, dug in a small cave, contained a skeleton huddled attributed to Rinaldone facies, and also a lots of arrowheads, ax
hammer, a copper dagger type Guardistallo and a jar in the flask (Plier 1905).
The skeleton found inside the tomb appeared male, the measures of long bones revealed an approximate height of m.1.62 and a
certain robustness of the physical structure of the individual (Pigorini 1880).
Morphologically, this skeleton is close to the average of Eneolithic populations of Sicily (Giuffrida - Ruggeri 1906).
The prof. Pigorini, great paleontologist and founder of the museum in Rome that brings his name, wrote in 1880 that he bought the
material found in the tomb of Sgurgola and he noticed a bright red color applied in the front part of the skull and on the arrowheads (
Pigorini 1880).
These finds are now on display at the Museum of Ethnography Pigorini.
The analysis commissioned to dott.Ruggero Panebianco from mineralogical cabinet of the Royal University of Rome, discovered that
the dyeing of all the finds were of the same nature and composition, recognized as cinnabar applied in times remote ( Pigorini 1880) ,
a mineral belonging to the class of sulfides, already known by the Greeks, formed chemically by the union of sulfur and mercury.
It was found that the dye was not accidental , either because of the uniformity that the superposition of layers of calcite, but
intentionally applied by those who composed the relic in the tomb.
It is therefore reasonable to assume that this event constituted a ceremonial burial of this people, and that behavior, at the time of the
discovery of the tomb, seemed quite new ( Pigorini 1880).
Moreover, the Cinnabar is not present in the Sacco Valley.
Because of its ability to transform into mercury, cinnabar is among the most studied by the alchemists and esoteric materials of
various ages and environments.
Even in modern times Julius Evola uses the name of this mineral for the title of his book " The Path of Cinnabar " ( Evola 2014 )
were behind an apparent autobiographical narrative reveals an alchemical and esoteric content.
M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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5.IMMAGINI

a. La tomba eneolitica di Sgurgola (FR) nella sua teca presso il Museo etnopgrafico
Luigi Pigorini di Roma.

The neolithic tomb of Sgurgola (FR) now at the Museum etnopgrafico Louis Pigorini of Rome.















M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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b. Particolare del cranio con la caratteristica colorazione rossa delle ossa facciali.

Detail of the skull with the characteristic red color of the facial bones.















M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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c. Particolari del corredo funerario, come si pu rilevare anche le punte di freccia
presentano la medesima colorazione rituale rossa applicata sul cranio.

Details of the burial objects, as it can detect even the arrowheads have the same ritual red color
applied to the skull.






M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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6.BIBLIOGRAFIA

Ambrosi De Magistris 1889: R. Ambrosi De Magistris, Storia di Anagni, Roma
1889.

Barbagallo 1975: I. Barbagallo, Frosinone, lineamenti storici dalle origini ai giorni
nostri, Frosinone 1975.

Cantarelli 1984: Storia di Roma arcaica (le antichita romane) di Dionisio di
Alicarnasso; a cura di F.Cantarelli, Milano 1984.

Chiai 2002: G.F. CHIAI, Il nome della Sardegna e della Sicilia sullo rette dei Fenici
e dei Greci in et arcaica. Analisi di una tradizione storico-letteraria, in Rivista di
Studi Fenici XXX, 2, CNR, Roma, 2002.

Compagnoni 1820: Biblioteca storica di Diodoro Siculo, volgarizzata dal
cav.Compagnoni, Sonzogno, Milano 1820.

Corso et al. 1988: Gaio Plinio Secondo, Storia Naturale, traduzione e note di
A.Corso, R.Mugellesi, G.Rosati, Torino 1988.

Evola 2014: Julius Evola, Il cammino del Cinabro, Edizioni Mediterranee, Roma
2014.

Giuffrida-Ruggeri 1906: V. Giuffrida-Riggeri, Elenco del materiale scheletrico
preistorico e protostorico del Lazio, Societ romana di antropologia, Roma 1906.

Mancini 2014: M. Mancini, I Volsci e il loro territorio, Mancini Editore, Frosinone
2013, seconda edizione 2014.

Martelli 1830: F. Martelli, Le antichit de Sicoli, primi e vetustissimi abitatori del
Lazio e della provincia dellAquila, Aquila 1830.

Micali 1836: G. Micali, Storia degli antichi popoli italiani, Milano 1836.

Musti 2008: Erodoto e Tucidide, Storie - La guerra del Peloponneso, saggio
introduttivo di D.Musti, a cura di C.Moreschini, F.Ferrari, G.Daverio Rocchi, BUR
Biblioteca Univ. Rizzoli, Milano 2008.

M.Mancini. I Siculi nel Latium Adiectum.
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Musti 1992: D. Musti, Limmagine dei Volsci nella storiografia antica, in I Volsci.
Undicesimo incontro di studio del Comitato per larcheologia laziale [= Archeologia
laziale, XI,1], Roma 1992 (Quaderni di archeologia etrusco-italica, 20), pp. 25-31.

Pigorini 1880: L. Pigorini, Avanzi umani e manufatti litici coloriti dellet della pietra,
in Bullettino di paletnologia italiana, 6, 1880, n. 3 e 4, pp. 33-39.

Pinza 1898: G. Pinza, Le civilt primitive del Lazio, Roma 1898.

Pinza 1905: G. Pinza, Monumenti primitivi di Roma e del Lazio antico, Roma 1905.

Sergi 1934: G. Sergi, Piccola Biblioteca di Scienze Moderne, "Da Albalonga a
Roma. Inizio dell'incivilimento in Italia, ovvero Liguri e Siculi", Fratelli Bocca Editori,
Torino, 1934.



APPROFONDIMENTI MULTIMEDIALI


I Siculi nel Latium Adiectum di M.Mancini.
https://www.youtube.com/watch?v=l-n57NTTqTs